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Autore: _joy    13/03/2015    5 recensioni
SEGUITO DI "ORGOGLIO E PREGIUDIZIO. MA SOPRATTUTTO IL SECONDO"
[Mikayla Black/Ben Barnes]
Mikayla Black, Serpeverde, ha mutato alcune delle inossidabili certezze con cui era cresciuta, scoprendo che i Purosangue non sono sempre i migliori, esattamente come non è vero che i Babbani sono inferiori per nascita.
Con un padre è rinchiuso ad Azkaban e una madre che l'ha disconosciuta per via della sua relazione con un attore babbano, Ben Barnes, Mikayla crede di aver ormai superato la parte difficile...
Ma ora deve lasciare Ben e tornare a Hogwarts, dove il suo ex fidanzato, Blaise Zabini, è deciso a vendicarsi di lei...
Genere: Avventura, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Albus Silente, Astoria Greengrass, Blaise Zabini, Harry Potter, Un po' tutti | Coppie: Harry/Ginny
Note: Cross-over | Avvertimenti: nessuno | Contesto: II guerra magica/Libri 5-7
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Di magia e di babbani'
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[Ben]

 
Passo il borsone da una mano all’altra e consulto velocemente l’orologio.
 
Mezz’ora di ritardo.
Nulla di grave.
 
Cammino veloce, seguendo le indicazioni per l’uscita.
Sospiro involontariamente pensando al tempo che trascorro negli aeroporti.
Non che ci sia modo più veloce di viaggiare, ma i tempi morti sono davvero tanti.
Per quanto io abbia sempre con me il mio portatile, dei film da guardare e almeno un libro da leggere, non per questo è meno pesante.
Le attese, negli aeroporti, continuano a sembrarmi pezzi di vita sprecati.
 
Inoltre, ora ho molto da programmare.
Organizzare un trasferimento in un altro Paese, soprattutto se quel Paese è l’America, è complicato.
Sì, io trascorro a Los Angeles molti mesi in un anno, ma finora la mia base è sempre stata Londra.
E, davvero, non capisco perché.
Voglio dire, il mio agente ha ragione: se non ora, quando?
Quanto pensavo di aspettare prima di fare questo grande passo?
È impossibile voler sfondare a Hollywood senza dedicarsi davvero a questo sogno.
E Londra, per quanto la ami, stava diventando un peso.
Si può sempre prendere un aereo, è vero: quante volte l’ho fatto?
Ma, per quanto si dica “prendere un aereo al volo” si parla comunque di prenotazioni, bagagli, corse frenetiche, tempi morti.
Quanto tempo sprecato!
E Hollywood non aspetta, non ti aspetta.
Importanti registi e produttori non possono stare ad attendere che tu, attore inglese, ti degni di lasciare casa dei tuoi per andare a fare un provino.
E non so come mai non ci ho pensato prima, davvero.
 
Esco nel sole del Connecticut e mi guardo attorno, cercando con gli occhi l’auto che deve essere venuta a prendermi.
 
*
 
Caricati i bagagli, partiamo.
 
È una nuova avventura, una grande produzione.
Sento l’adrenalina scorrere nelle mie vene e cancellare la stanchezza.
Sto per iniziare un nuovo film e io adoro il senso di aspettativa, le possibilità, le scoperte che conseguono a questo momento.
Mi sistemo meglio sul sedile.
Forse dovrei riposare, immagino sarà una lunga giornata.
Ma non ce la faccio, sono troppo eccitato.
Tutte queste novità…
Un film con un cast straordinario, il trasferimento in America!
 
Faccio appena in tempo a pensarlo e il mio buonumore subisce immediatamente una piccola scossa.
Non per il film, certo: essere stato selezionato per The big wedding è stato davvero un bel colpo!
Il budget del film è molto importante e nel cast ci sono Robert De Niro, Robin Williams e Susan Sarandon.
Il mio agente era davvero soddisfatto: questa potrebbe essere la mia occasione di uscire dall’aura di Narnia che ancora ho attaccata addosso.
Devo tutto a quei film, ma ora basta.
È il momento di cambiare e di crescere.
 
No, non è la questione del film.
È il mio trasferimento.
Quando l’ho annunciato ai miei genitori mi è sembrato di vederli ingrigire in un colpo.
Certo, loro sono sempre diplomatici e sanno benissimo che sono un adulto, eppure…
Sento una fitta di senso di colpa mentre rivedo l’espressione ferita di mia madre di fronte al mio sorriso felice.
Non ha detto nulla, ma io mi sono sentito un mostro.
Come se, implicitamente, li accusassi di essermi di ostacolo per la carriera, di essere un peso.
Ho tentato subito di spiegare che non era certo per loro che volevo trasferirmi, ma che per un attore non esiste nulla di meglio che stare a Los Angeles.
Eppure, per quanto le motivazioni che esponevo mi sembravano (e continuano a sembrarmi) più che valide, mamma e papà erano sgomenti e ammutoliti.
E, per quanto mi aspettassi che non avrebbero fatto i salti di gioia, per quanto avessi previsto le parole pacate di mio padre che mi invitavano a riconsiderare la cosa, la cosa più strana è stata quella domanda.
«E…la tua ragazza?» ha chiesto mamma «Non puoi portarla con te… è troppo piccola!»
«È per… magari vuoi partire per qualcosa che è successo con lei?» ha aggiunto papà, guardingo.
Io sono rimasto di sasso.
Insomma, sì, lo so che sapevano che mi vedevo con Tamsin, ma io non gliene ho mai parlato!
Se fosse stata una storia importante qualcosa avrei pur detto a casa, giusto?
Ero a dir poco confuso.
«No, no» ho risposto, sulla difensiva «Come… Voglio dire, lo faccio per me… non c’entra nessun a ragazza!»
E la cosa più folle è stata che, sentendo quelle parole, loro sono sembrati ancora più attoniti.
 
Non ho avuto troppo tempo per sviscerare la questione, perché è arrivata la chiamata per il film e io ho fatto i bagagli in tempo record.
So che trasferirsi in America è un grande passo e che richiede molti preparativi, ho amici che si sono trasferiti lì e mi sono informato con loro.
Sospetto che se lasciassi la questione nelle mani dei miei, a casa, non precederebbe più.
Quindi ho zittito la mia coscienza e dato istruzioni al mio agente americano di procedere per i documenti.
L’agenzia americana è rapida ed efficiente per queste cose.
Dopo il film tornerò a casa e spero che i miei avranno metabolizzato la cosa.
 
Certo che è strano, però.
Chissà se pensavano che Tamsin avrebbe potuto convincermi a rimanere a Londra?
Figuriamoci…
Comunque, a stranezza si è aggiunta stranezza perché questa mattina, poco prima di imbarcarmi, ho ricevuto una telefonata da mio fratello.
«Ehi, fratello!» ha esordito, senza preamboli «Cos’è questa storia che te ne vai in America?»
«È solo per un po’, Jack» ho risposto «Solo per lavoro»
Sono legatissimo a mio fratello e l’idea di lasciarlo, di lasciare casa, mi ferisce.
Ma sento questo impulso urgente di andare, di staccarmi da loro e io non so resistere…
Torno bruscamente alla realtà quando mio fratello chiede:
«Ma scusa, e lei?»
«Lei chi?» ripeto, perplesso.
«Ma sei scemo, Ben?» la voce di Jack sale di un tono «Quella biondina mozzafiato!»
Anche lui?!
Ok, ho raccontato a Jack di Tamsin perché mio fratello sa bene come vanno certe cose…
Lei non è una ragazza che avrei presentato ai miei, perché non volevo si facessero illusioni (e anche perché mamma non avrebbe approvato, lo so), ma a mio fratello posso dire tutto.
«Jack, lo sai che con Tamsin è finita!» ho borbottato, stanco.
Ma la sua risposta mi ha lasciato senza parole.
«Ma che c’entra Tamsin?» ha ripetuto, incredulo «Chi se la ricordava più, Tamsin! Io parlo dell’altra!»
Ok, inizio a preoccuparmi seriamente.
«Quale altra?» ho chiesto, circospetto.
Che Jack fosse sbronzo?
Che la sera prima fosse andato a qualche festa folle, una delle sue?
Dal canto suo, mio fratello sembrava più perplesso di me.
«Mikayla, no?» ha ribattuto, come se fosse ovvio «Capelli biondi, gambe chilometriche e due occhi incredibili… Ma sei uscito di testa?»
Io sono rimasto senza parole.
Ma… di chi parlava?
Cosa stava dicendo?
«Jack… mi prendi in giro?» ho chiesto.
«No!» ha urlato lui «Tu prendi in giro me, semmai!»
 
In quel momento hanno chiamato il mio volo.
«Jack, devo andare» ho detto, rapido «Io non… Non so di chi parli…»
«Ben, ascoltami, Ben!» ha risposto lui, agitato «Vi siete lasciati? Parti per dimenticarla? Insomma… sparisci con lei per mesi e poi…»
 
La comunicazione è caduta all’improvviso.
Ho preso fiato, mentre un’ondata d’ansia mi si rovescia addosso.
Che cavolo sta dicendo quel coglione di mio fratello?
Quale bionda? Chi è sparito per mesi?
Io non conosco nessuna… nessuna…
Come l’ha chiamata?
 
L’ho dimenticato… che strano.
 
Ho battuto le palpebre e assecondato il desiderio pulsante di salire su quell’aereo e allontanarmi da lì.
 
Che cavolo sta succedendo alla mia famiglia?!
 
 

***
Buongiorno, cari lettori!
Ve l'avevo promesso: più Ben e un cambio di stile ;)
Spero di fare bene, è la prima volta che scrivo dal punto di vista di Ben... Ma a cosa serve scrivere se non si sperimentano strade nuove? :)
Per me è così!
Vi ricordo che sto scrivendo un'altra storia, Esprimi un desiderio, fandom Ben Barnes: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3003709&i=1
E, se volete fare due chiacchiere, mi trovate su Facebook!
Pagina: https://www.facebook.com/Joy10Efp
Profilo: https://www.facebook.com/profile.php?id=100007339248477
Buona lettura e buon weekend,
Joy

   
 
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