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Autore: _joy    05/06/2015    3 recensioni
SEGUITO DI "ORGOGLIO E PREGIUDIZIO. MA SOPRATTUTTO IL SECONDO"
[Mikayla Black/Ben Barnes]
Mikayla Black, Serpeverde, ha mutato alcune delle inossidabili certezze con cui era cresciuta, scoprendo che i Purosangue non sono sempre i migliori, esattamente come non è vero che i Babbani sono inferiori per nascita.
Con un padre è rinchiuso ad Azkaban e una madre che l'ha disconosciuta per via della sua relazione con un attore babbano, Ben Barnes, Mikayla crede di aver ormai superato la parte difficile...
Ma ora deve lasciare Ben e tornare a Hogwarts, dove il suo ex fidanzato, Blaise Zabini, è deciso a vendicarsi di lei...
Genere: Avventura, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Albus Silente, Astoria Greengrass, Blaise Zabini, Harry Potter, Un po' tutti | Coppie: Harry/Ginny
Note: Cross-over | Avvertimenti: nessuno | Contesto: II guerra magica/Libri 5-7
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Di magia e di babbani'
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Sta accadendo una cosa molto strana.
 
Malgrado la sua reticenza a darmi spiegazioni, è accaduto in un altro paio di occasioni che Draco mi cercasse.
Senza preavviso me lo trovo vicino a mensa, o a lezione, o nel bagno dei Prefetti.
Sempre più pallido, con un’aria malaticcia.
A tratti parla, dicendomi cose sconnesse che assomigliano a vaneggiamenti, ma molto più spesso si limita a stare in silenzio.
Mi fa domande generiche, vaghe, ma sembra che voglia solo ascoltarmi parlare, come se gli bastasse il suono della voce per calmarsi: sono pronta a giocarmi il mio set di Gobbiglie d’oro scommettendo che non ascolta mezza parola di quello che dico.
 
E io, sorprendendo anche me stessa, mi scopro preoccupata.
E protettiva.
Ho accennato a Mindy, Claire e Hermione che Draco mi sembra stare male, ma nessuna ha dato peso alla cosa.
La prima è tutta concentrata su Neville, le altre due – da fiere Grifondoro – lo snobbano.
 
Io, invece, sono sempre più sicura che c’è qualcosa che non va.
Il problema è che non so cosa.
 
Se cerco di indagare, di fare qualche domanda mirata, Draco scappa via e, per giorni interi (settimane, persino), non mi cerca più.
Ho notato che non parla volentieri di suo padre, ma sua madre è un argomento di conversazione tranquillo.
Lui la adora, lo so bene, ma ha sempre tenuto anche il padre in grande considerazione.
Invece ora… sembra astioso nei confronti di Lucius.
Non riesco però a capire cosa c’è sotto, perché cambia discorso più veloce di un Fuoco d’Artificio Weasley che esplode.
 
È sempre lui a cercarmi, senza una periodicità fissa o prevedibile.
Io proseguo nella mia vita di Serpeverde rinnegata e cerco al massimo delle mie possibilità di non angosciarmi per Ben, mia madre e mio padre.
Ma non sempre me la cavo bene.
Ho le mie amiche, certo…
Ma non voglio appannare la felicità che Mindy prova in questo periodo angosciandola con i miei tristi pensieri.
E non posso neanche riversare tutto su Claire.
Inoltre… cos’altro c’è da dire?
Non ho notizie da Ben, non so nulla di lui.
Silente e Piton hanno detto che è meglio così, per non cadere nella tentazione di cercarlo o di intervenire nella sua vita in qualsiasi modo.
E, per quanto io abbia protestato perché l’angoscia che provo all’idea di non sapere dove sia o cosa stia facendo è infinita, so bene che hanno ragione.
Lo scorso anno l’ho lasciato sperando di fare il suo bene, ma appena Mindy mi ha mostrato un giornale babbano in cui l’ho visto con un’altra sono uscita di testa, scappata da scuola e corsa a cercarlo.
E mi sono imbattuta nell’Ordine della Fenice, per giunta.
Per cui… sì.
C’è in gioco la sua salvezza e questo merita ogni briciolo di risolutezza e di energia che possiedo.
Non importa se ogni giorno mi sento come se mi strappassero le viscere a morsi.
Importa solo Ben.
Se non so dov’è non posso correre da lui… Istinto che mi coglie almeno cinque volte al giorno.
 
Resisto, studio, fingo di amare la mia vita.
Ma mi sembra di non essere più capace di sorridere davvero.
 
*
 
E, forse, è per questo che mi trovo bene con Draco.
 
L’ho capito ieri sera.
A cena mi si è avvicinato, in uno dei suoi imprevedibili slanci dettati da brama di… contatto umano?
Non lo so, ma siamo andati insieme nel bagno dei Prefetti e poi a mangiare di nascosto dei Tortelli al Miele Elfico in un’aula deserta del quarto piano e lì ho razionalizzato che mi sentivo a mio agio.
Davvero.
 
Non che con le mie amiche non mi senta a mio agio… Hanno persino stretto un Voto Infrangibile per me!
Solo che… Io mi sento come se non potessi mai più essere felice.
E loro, giustamente, si sentono dele studentesse del quinto anno di Hogwarts.
Sono preoccupate per i G.U.F.O., sono preoccupate per la guerra magica… Ma hanno sedici anni.
Io me ne sento mille sulle spalle.
 
 
Draco dà tutta l’impressione di sentirsi come me.
 
Lo osservo sbocconcellare distrattamente un angolo del suo dolce e poi abbandonarlo subito.
Dopo qualche secondo si volta di scatto e mi lancia un’occhiata di fuoco.
«Che vuoi?» dice, sgarbato «Cos’hai da fissarmi in quel modo? Pensi forse di usare la Legilimanzia su di me? Ti avverto: sono un ottimo Occlumante!»
Ha gli occhi dilatati, quasi folli.
Io mi irrigidisco all’istante.
«Ma datti una calmata, per Salazar!» esclamo «Che ti prende? Sei matto? Ma secondo te a me cosa importa cos’hai in testa, scusa?!»
Lui si rilassa impercettibilmente, anche se continua a fissarmi sospettoso.
«Nella mia mente c’è più di quanto una ragazzina come te dovrebbe sapere» dice, borioso.
Ma è una pallida imitazione della sua boria di un tempo.
Io sollevo un sopracciglio.
«Ha parlato mio cugino, dall’alto dei suoi nemmeno diciassette anni!» ribatto, piccata «Che uomo adulto!»
Lui, in uno dei suoi imprevedibili sbalzi di umore, sorride inaspettatamente.
«Ti ricordi quando, da piccoli, abbiamo preso quella Pozione Invecchiante e ci siamo trasformati in due nanerottoli con le rughe?»
Scoppio a ridere.
Che strano… quasi avevo dimenticato che effetto fa una risata.
«Morgana… Hai ragione!» ridacchio «Tu avevi una barba spettacolare!»
«E tu portavi ancora il pannolino! Tua madre è rimasta scioccata… Credeva ti fossi giocata ogni possibilità di diventare una splendida Purosangue da maritare!»
 
La risata mi si spegne in gola.
Già.
I grandi sogni di gloria di mia madre.
 
Draco mi osserva, quindi, improvvisamente, sporge una mano per farmi una lieve carezza.
«Tutto a posto?» chiede.
Annuisco, ma sento gli occhi pieni di lacrime.
Volto il capo per nasconderle, ma so che ne è accorto.
Mi afferra per il braccio, come se temesse di vermi scappare, ma non dice nulla.
Quando sento di aver riacquistato il controllo mi volto lentamente verso di lui.
Sto pensando affannosamente a una scusa plausibile, ma lui mi previene:
«Ti mancano i tuoi, eh?» mormora.
Fosse solo quello.
Ma non posso dirlo, per cui annuisco senza parlare.
Draco esita un secondo, quindi apre timidamente le braccia.
 
Che strano effetto mi fa abbracciarlo: non ci tocchiamo da quando siamo bambini.
Eppure è confortante, come se fosse un fratello maggiore.
Restiamo in silenzio per un po’, quindi mi dice all’improvviso:
«So che tuo padre non è un Mangiamorte… E per questo dovresti farlo uscire da Azkaban»
Mi scosto di scatto.
«Cosa? E come dovrei fare?»
«Mika, sei una Black. Non dirmi che tua madre non può fare nulla!»
Scuoto il capo.
«Ti ho detto che la mamma è una reietta!»
Lui fa un sospiro impaziente.
«Sì, ma… Insomma! Siete pur sempre dei Black! Avete contatti, conoscete tutti…»
«Non possiamo certo farlo scarcerare!»
«No, ma potreste fargli ottenere un trattamento più…morbido, diciamo»
Aggrotto la fronte.
«Tuo padre, deduco, gode di un trattamento migliore del mio?»
Scrolla le spalle.
«Diciamo così» ribatte.
«E questo è dovuto al buon nome dei Malfoy?» chiedo.
Lui esita prima di rispondere:
«Non solo»
«Non ho capito… Cosa vuoi dire?»
 
Ma lo vedo nei suoi occhi: ha di nuovo alzato quel muro di gelo che lo allontana di intere galassie da me.
Si alza in piedi, ma io gli afferro la veste da mago.
«Fermo!» esclamo «Ma perché continui a scappare? Mi cerchi, ma poi scappi? Io non sono una minaccia per te, Draco!»
Lui tenta di liberarsi, ma io non mollo la presa.
«Perché vieni a cercarmi se poi mi tratti così?» lo incalzo «Cosa vuoi da me?»
«Non voglio nulla!» ribatte, frustrato «Solo che tu… Tu sembri disperata. Proprio come me. E lo nasconderai anche bene… Ma io me ne accorgo!»
Restiamo a fissarci, in silenzio.
 
Poi, lui si volta e si allontana senza che io provi più a fermarlo.
 
 
 
***
Buongiorno!
Vengo da settimane convulse, ma ora dovrebbe essere tutto più tranquillo... Lo dico piano? Sì, forse è meglio!
Intanto, trovate aggiornate tutte le mie storie (era ora!!):
Esprimi un deisderio:  http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3144971
L'Erede di Narnia:  http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3145660
Vi ricordo che per fare due chiacchiere e per qualche commento o anticipazione mi trovate su Facebook:
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Buona lettura e buon weekend!
Joy

   
 
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