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Autore: LaViaggiatrice    29/08/2017    2 recensioni
Dalla morte del padre, Bree ha capito che il vento gira contro di lei. Così ha fatto i bagagli e se ne è andata di casa, trovando rifugio a Dale, Canada, la città Natale di suo padre, dove ci sono tutti i suoi amici. Ma non sono tutte rose e fiori; non appena andrà nella nuova scuola dovrà confrontarsi con ragazzi spocchiosi, bulli di prima categoria e gente che non ha voglia di fare altro che non sia festeggiare. Fortuna che avrà dalla sua degli amici che le vogliono bene. Riuscirà a costruirsi una nuova vita? O i fantasmi del passato le si riproponeranno?
Spero di avervi incuriositi ;P
Genere: Commedia, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Compagnia di Thorin Scudodiquercia, Legolas, Nuovo personaggio, Tauriel
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
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Il giorno dopo si svegliò alle sette e corse al locale di Bofur per iniziare a lavorare. Quella mattina andarono la a fare colazione anche Thorin e i suoi nipoti. Kili si era preso tre brioches, una alla volta, evidentemente per farla lavorare di più; alla terza, la ragazza gli aveva sorriso
- Gradisce altro?- aveva chiesto con gli occhi fiammeggianti.
Il moro le aveva rivolto un sorriso divertito - Per ora sono a posto, grazie.-.
Thorin sospirò mettendosi una mano sulla fronte, mentre Fili nascondeva il sorriso nel suo cappuccino.

Ad un tratto entrarono due persone; il primo era Legolas, che fece un cenno di saluto a Bree, il secondo invece era uno di quegli uomini cui sembra impossibile dare un’età. Era molto simile a Legolas, con lunghi capelli biondi, e gli occhi erano azzurri. Fili tossicchiò, e quando Thorin si accorse dei nuovi venuti contrasse la mascella guardando l’uomo con odio.
Avvicinandosi a Bofur la ragazza bisbigliò

- Fammi indovinare; quell’uomo è Thranduil.-.
L’oste annuì, mentre Legolas e suo padre si sedevano

- Si, e Thorin lo odia per tutta una serie di motivi che non ti sto ad elencare.- disse lavando un bicchiere.
Non appena i due si sedettero, Bree gli si avvicinò con un sorriso.
- Buongiorno. Cosa vi posso portare?-
L’uomo la squadrò da capo a piedi, con le sopracciglia lievemente aggrottate
- Un cappuccino e una brioches vuota.- disse senza smetterla di fissarla.
Parlava in modo studiato, come se soppesasse ogni parola.
Bree annuì, poi si rivolse al ragazzo
- E a te cosa porto?- chiese.
- Un caffè macchiato e una brioches alla marmellata.-.
La ragazza annuì e si affrettò ad andare da Bofur.
Per tutto il tempo tra quando prese l’ordinazione a quando la servì si sentì gli occhi di Thranduil puntati addosso.

Ad un tratto il campanello suonò ed entrò un uomo. Aveva i capelli castani tutti scompigliati, occhi dello stesso colore, una camicia e dei jeans. Era seguito da una ragazza sui 20 anni, con capelli biondo scuro e occhi come quelli di suo padre, un ragazzo poco più piccolo di Bree castano con occhi azzurri e una bambina di 10 anni che era la copia della sorella.
Bofur sorrise – Ah, salve sindaco Bard!-.
L’uomo gli sorrise – Ciao Bofur! Per stamattina Bard e basta, grazie.- disse sedendosi ad un tavolo.
A Bree non poté sfuggire l’occhiata che la più grande lanciò a Fili, mentre lui la ignorava bellamente e sbuffava, mentre il fratello ridacchiava e gli dava pacche sulle spalle.
La ragazza si affrettò a raggiungere i nuovi arrivati e a prendere le ordinazioni. Bard la guardò sorpreso
- Sei nuova.- constatò.
Lei annuì sorridendo imbarazzata.
Ad un tratto Kili chiamò Bree, che emise un verso esasperato e andò da lui
- Si?- chiese spazientita.
Lui sorrise – Mi porti un muffin al cioccolato?-
- Sai dove te lo puoi ficcare.- borbottò, mentre rivolgeva a Kili un sorriso smagliante
- Subito!-.
Fili, che l’aveva sentita, scoppiò a ridere, e le fece battere il cinque, mentre Kili lo guardava confuso.
La figlia maggiore del sindaco lo guardò ancora peggio, perciò Bree si chinò all’orecchio di Fili
- Scusa ma… perché quella ragazza sembra volerti uccidere?- chiese perplessa.
Il biondo sbuffò - È la mia ex, ce l’ha con me perché l’ho lasciata.-.
Kili annuì – Già. Era davvero appiccicosa; doveva sempre sapere tutto, e ogni volta che Fili diceva di aver parlato con qualcuno di sesso femminile voleva saperne tutti i dettagli e andava avanti a fare l’offesa e a brontolare come una pentola di fagioli per due giorni.- disse ridacchiando.
Fili annuì con un sospiro, mentre Thorin confermava le parole di Kili.
- Mai vista donna più stressante.- disse a voce bassa.
Bree ridacchiò, poi Kili la rimbeccò – E il mio muffin?-.
La rossa fu tentata di dargli il vassoio in testa, e quando glielo portò gli scoccò un’occhiataccia.

Poco dopo entrò anche Bilbo insieme a un bambino sui quattro anni, con riccioluti capelli neri e due occhi azzurri che giocava con un aeroplanino di legno.
– Ciao!-.
Thorin, Fili e Bard gli rivolsero un sorriso, Kili lo salutò con un sorriso a trentadue denti mentre Thranduil e Legolas si limitarono ad un cenno.

- Ciao Bilbo! E guarda chi c’è qui! Il piccolo Frodo!- esclamò il moro. Il bambino gli rivolse un sorrisone, poi saltò tra le braccia di Kili, che lo sollevò e lo tenne un po’ in braccio.

- Kili, hai visto il mio ae’plano?- chiese sventolandoglielo davanti alla faccia.
Il moro annuì facendo una faccia meravigliata – Già! È proprio bello, sai?-.
Bilbo si asciugò la fronte – Avrei voluto andare avanti con il mio libro, ma Frodo ha iniziato a fare confusione così sono usciti per schiarirmi le idee e sperare che si stanchi presto.-.

Bree li guardò con le braccia incrociate e un sorriso divertito

- Sai Kili, sei proprio bravo con i bambini. Scommetto che saresti un ottimo papà.-.
Il giovane divenne paonazzo tutto d’un colpo, mentre suo fratello scoppiava a ridere
- Ah, si certo! Ce lo vedo a cambiare pannolini e rincorrere bambini per casa.-.
Thorin ridacchiò sotto i baffi, mentre Bilbo sogghignava. A Legolas sfuggì un sorriso, mentre Thranduil non fece una piega.
La rossa ridacchiò, immaginandosi la scena, quindi si diresse verso il libraio che si era seduto – Allora, cosa ti porto?-.
Frodo la guardò sorridendo agitando il suo aeroplano che colpì la tempia di Kili che mugolò un “Ahia!” e lo mise giù. Il bambino corse dallo zio – Succo ace!- esclamò. Dopo un’occhiata di suo zio aggiunse un timido – Per favore.-. La ragazza annuì e si diresse al bancone.

Aveva appena portato loro ciò che avevano chiesto quando il suo telefonino iniziò a squillare. Senza neanche guardare chi era tolse la suoneria.
- Perché non rispondi?- chiese Bofur.
- Gli unici che hanno il mio numero sono le persone che ho lasciato indietro.- replicò freddamente.
L’oste la guardò severo – Guarda almeno chi è!-
La ragazza sospirò e obbedì. Rimase qualche secondo a osservare la scritta sul cellulare, ma non volle crederci.
Bofur alzò un sopracciglio – Allora?-
- È mia madre.- rispose lei incredula.
– Rispondi!- la esortò
Con un sospiro Bree accettò la chiamata
- Pronto?-.
- Bree… ciao.- disse timorosa la voce di sua madre.
- Ciao. Cosa c’è?- chiese seccata.
- Volevo solo chiederti come stai e dove sei.-
- Perché?-
- Ho trovato un vecchio album con foto di noi tre durante una vacanza e… ho pensato di facesse piacere riaverle.-.
Bree si bloccò.
- Bree?-
- Sono a Dale. Abito nella vecchia casa di papà.-
- Va bene. Ti dispiace se te le porto oggi?-
- No… Nessun problema. Basta che tu sia sola.-
- Certo, non verrei mai a Dale con lui.- mormorò abbassando la voce.
- Per fortuna, altrimenti lo avrei rispedito a calci a New York, ad annegare nella sua montagna d’oro in cantina.- disse feroce.
- Giusto. Allora vengo per… diciamo mezzogiorno?-.
- Va bene.-
- Allora a tra poco. Ciao.-
- Ciao.-.

Rimise giù la chiamata e si voltò verso Bofur, che era appoggiato al bancone e la guardava incuriosito. In realtà, praticamente tutti quelli che si trovavano al bar stavano aspettando che dicesse qualcosa.
- Oggi viene mia madre per pranzo.-.
- Tua… madre?- chiese Thorin. Sembrava agitato. Fili lo scrutò sospettoso, poi incrociò le braccia e appoggiò i gomiti sul tavolo – Zio… Non è che devi dirci qualcosa riguardo a questa tua reazione?- chiese protendendo il viso nella sua direzione.
L’uomo, sentendosi chiamato in causa, si riscosse – Cosa? Oh, ma piantala!- rispose stizzito. Kili ridacchiò – Ahia, qua qualcuno è emozionato… Ahi!- esclamò quando suo zio gli tirò uno scappellotto.
Bree guardò Thorin stupita – Conosci mia madre?-.
Thranduil, per la prima volta da quando aveva ordinato da mangiare, parlò
- Se tua madre è la persona che penso, la sua reazione non mi sorprende affatto.- disse guardando divertito Thorin, che gli lanciò un’occhiataccia raggelante.
- Oh, sta zitto una buona volta!- ringhiò quest’ultimo.
Fili e Kili si guardarono con una luce divertita negli occhi, ma non osarono dire niente. Dopo tutto, chi poteva voler vedere Thorin arrabbiato?

*Angolo Autrice* Ciao! I'm back! Scusate il ritardo ma ero in vacanza. E poi, non avevo alcuna ispirazione, fortuna che il mare me l'ha fatta tornare!
Tra l'altro, aspetto con ansia che qualcuno aggiorni almeno una delle storie che seguo ma niente, quindi ho deciso di aggiornare io :D
Alloora, passando alla storia; io, sinceramente, non ho niente contro Sigrid. Ma da quando avete iniziato ad accoppiarla con Fili ho iniziato a odiarla dal profondo. Quindi sentitevi in colpa >:D!
Chi mi indovina chi è il fidanzato della mamma di Bree?
Vorrei ringraziare ThorinOakenshield, Tita_Weasley e ValarMandos per aver inserito la mia storia tra le seguite, e elanorstella per averla messa tra le preferite! Mi fa molto piacere vedere che la mia storia è apprezzata e che vi piace!
Detto ciò, fatemi sapere cosa ne pensate di questo capitolo, se vi piace e se vi fa schifo, e non esitate a segnalarmi errori. Accetto le critiche, basta che non siano offensive. Perciò, ciao!
   
 
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