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Autore: MissGolightly    25/04/2018    1 recensioni
Dieci anni dopo la battaglia di Hogwarts, Hermione Granger è andata avanti con la sua vita.
Vive a New York, ha un fidanzato e un ottimo lavoro. Nulla potrebbe sconvolgere il suo equilibrio.
Ma cosa succederebbe se improvvisamente la sua vita si scontrasse con quella di Draco Malfoy?
Genere: Commedia, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Draco Malfoy, Ginny Weasley, Harry Potter, Hermione Granger, Ron Weasley | Coppie: Draco/Hermione
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Dopo la II guerra magica/Pace
Capitoli:
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Capitolo Dieci
 
 
 
 
Hermione si rotolò tra le coperte cercando di sfuggire a un raggio di sole che mirava ai suoi occhi.
La sera precedente era stata così piena di confessioni che aveva impiegato ore per addormentarsi e ora sapeva di doversi alzare, ma proprio non ce la faceva.
Draco le aveva detto di provare ancora qualcosa per lei e Hermione era letteralmente scappata dicendo di essere stanca. Aveva addirittura saltato la cena.
Felix le aveva lasciato un vassoio pieno davanti alla porta, ma ormai le si era chiuso lo stomaco e non aveva toccato cibo.
Il fatto era che l'aveva colta di sorpresa. Le aveva già fatto intendere di provare qualcosa e c'erano stati un paio di momenti in cui si erano avvicinati, ma ammettere apertamente di avere una cotta era tutt'altra storia!
Aprì gli occhi e guardò l'orologio a pendolo. Segnava le 8:15.
Nonostante fosse l'ultima cosa che voleva fare, si alzò e si buttò sotto la doccia.
Era nervosa per l'udienza con il Wizengamot e, come se non bastasse, era ansiosa di vedere Draco.
Non sapeva cosa dirgli. Non poteva continuare a scappare.
Quando entrò in sala da pranzo, Draco era già a tavola.
"Buongiorno" disse semplicemente senza guardarlo.
"Buongiorno" rispose semplicemente lui, ma si capiva che avrebbe voluto dire qualcos'altro.
Hermione si sedette a tavola in silenzio e si versò un bicchiere di succo di zucca. Afferrò la copia della Gazzetta Del Profeta e iniziò a sfogliarla distrattamente.
"Senti, riguardo a ieri sera..." iniziò Draco.
"Sì, scusa, non dovevo scappare" disse Hermione senza scollare gli occhi dal giornale.
"No, è colpa mia. Mi sono spinto troppo oltre."
Hermione richiuse il giornale e lo posò sul tavolo. "È solo che è tutto molto complicato. Fino a due settimane fa ero convinta che sarei diventata la signora Weasley. Tu non mi sei indifferente, lo sai. Ma..."
"Ma è troppo presto. Certo, lo capisco" concluse Draco abbozzando un sorriso.
"Allora, sei pronta per l'udienza?"
Hermione sospirò. "Spero di sì. Verrai con me?"
"Credo sia meglio non farmi vedere troppo in giro, se non voglio che il tuo caso venga compromesso."
"Il nostro caso" lo corresse Hermione.
"Te l'ho affidato quindi è il tuo. Se io venissi con te, il Wizengamot potrebbe avere dei pregiudizi."
Hermione avrebbe voluto dirgli che no, il Wizengamot non si sarebbe fatto influenza in quel modo. Ma sapeva anche lei che sarebbe stata una bugia.
Draco notò la sua espressione, a metà tra il dispiaciuto e l'imbarazzato, e disse: "Sapevo che non avrei potuto seguire il caso. Ecco perché sei qui. Devi farlo tu. Quindi, vai al Ministero e dimostra di che pasta è fatta Hermione Granger! E sarà meglio che torni con la vittoria in tasca perché ho prenotato un tavolo nel migliore ristorante di Londra per festeggiare."
"Ammesso che ci sia qualcosa da festeggiare!"
"Ci sarà. Mi fido di te."
Hermione sorrise radiosa. Sapeva di cosa era capace, sapeva di essere brava nel suo lavoro, ma sapere che lo pensava anche Draco la faceva sentire bene.
Aveva passato praticamente tutta la sua vita a cercare di fare bella figura, di compiacere la sua famiglia e i suoi amici. Sapere che qualcuno credeva in lei la faceva stare bene con sé stessa.
Dopo la colazione, Draco aiutò Hermione a prepararsi per l'udienza, anche se in realtà non c'era molto da preparare. Hermione aveva le idee chiare su cosa dire e ogni volta che Draco cercava di distrarla, lei riusciva a riportare il discorso nella direzione giusta.
"Basta, Granger. Sei pronta" disse Draco sedendosi sul divano.
"Sei sicuro?"
"Hai provato questo discorso per ore. Abbiamo saltato anche il pranzo. Sei pronta."
Hermione si lasciò convincere dalle sue parole. "Ok, allora vado. Dopo l'udienza, vado a trovare Ginny. Ti mando un gufo quando arrivo da lei per dirti com'è andata."
"D'accordo. Non tornare tardi, dobbiamo andare a cena" le ricordò Draco.
"E se andasse male?"
"Hanno un'ottima scelta di vini, in quel ristorante. Possiamo bere per consolarci. Ma sono certo che berremo per festeggiare."
 
 
 
"Il prossimo caso è una richiesta di estradizione avanzata dalla signorina Hermione Jean Granger per conto di Charles Lodge. Venga avanti, signorina Granger."
Hermione avanzò fino al centro della sala. Stare lì la metteva in soggezione, anche se non era lei quella a essere sotto processo.
La presidente del Wizengamot le sorrise. "È bello vederla di nuovo in patria, signorina Granger."
"E per me è bello essere qui, signora presidente."
La donna le fece cenno di procedere, così Hermione si schiarì la voce e iniziò a parlare.
"Sono qui come avvocato di Charles Lodge. Il signor Lodge è stato arrestato mentre si trovava in Scozia per affari, con l'accusa di evasione fiscale. È detenuto ad Azkaban e non gli è stata concessa né la possibilità di vedere sua figlia, né un legale. Tutto ciò che può fare, è comunicare con l'esterno via gufo. Sorvolerò sulle condizioni pessime in cui è detenuto il mio cliente per passare al motivo per cui sono qui."
Fece una breve pausa per raccogliere le idee, poi continuò: "Come potete vedere dai documenti del caso, il signor Lodge è nato e cresciuto a Boston. Questo fa di lui un cittadino americano e, come tale, dovrebbe essere giudicato da un tribunale statunitense. Ecco perché intendo chiedere l'estradizione."
"Signorina Granger, immagino che sia a conoscenza del fatto che le leggi magiche americane da qualche anno si sono conformate a quelle inglesi. Non vedo motivo per cui il signor Lodge debba essere trasferito" disse la presidente.
"Non credo che Azkaban sia il luogo migliore per lui. Ritengo che un uomo accusato di evasione fiscale non dovrebbe stare nello stesso posto in cui vengono trattenuti Mangiamorte e assassini." rispose tranquillamente Hermione.
Si era allenata con Draco, era preparata all'eventualità che il Wizengamot avesse bisogno di essere convinto prima di accettare.
"Il signor Lodge è stato arrestato nel nostro territorio" replicò la presidente.
"Sì, ma per un reato che secondo voi è stato commesso negli Stati Uniti. Non le sembra ironico? Ma sa cos'è ancora più ironico? Tanto per cominciare, che la figlia del mio cliente sia in possesso di una documentazione che potrebbe scagionare suo padre, ma quando l'ha portata ad Azkaban non è stata ricevuta. Oppure che, sempre secondo quella documentazione, il mio cliente è innocente. Ho tanto di quel materiale per far uscire pulito il signor Lodge da questa storia che potrei scriverci un libro. Siete davvero sicuri di voler procedere con un vero processo?"
"Se è così sicura di vincere questa causa, che bisogno c'è di riportare il signor Lodge negli Stati Uniti?"
Hermione rimase un momento in silenzio. Non aveva considerato una domanda simile. Perché diavolo non l'aveva considerata?!
Cercò di raccogliere le idee in fretta e poi fece l'unica cosa possibile: disse la verità.
"Il fatto è, signora presidente, che credo che Lodge sia stato incastrato. Non so da chi, non so perché, ma non è colpa sua se ora si trova in una cella. Temo, però, che chiunque sia il responsabile di tutto questo, sia una persona che ha conoscenze potenti e temo che questo tribunale potrebbe non essere oggettivo."
La presidente fissò Hermione per qualche secondo, mentre lei tratteneva il respiro.
Ciò che aveva detto avrebbe segnato la sua carriera, in un modo o nell'altro. Poteva essere la cosa più stupida o la più furba che avesse mai detto.
"Lei sta accusando questo tribunale di corruzione" disse la presidente.
"Non l'intero tribunale. Ma qualcuno al suo interno, sicuramente" rispose Hermione a testa alta. Ormai il danno era fatto, non aveva senso tornare indietro.
La presidente si guardò intorno, osservando ognuno dei suoi colleghi. Poi riportò lo sguardo su Hermione.
"Va bene. Chi è a favore dell'estradizione?" disse alzando la mano. Dopo di lei, la maggior parte dei membri del Wizengamot alzarono la mano.
Era fatta.
 
 
Quando Hermione arrivò a Grimmauld Place, Ginny non ebbe nemmeno bisogno di chiederle com'era andata l'udienza. Il suo sorriso parlava per lei.
Quindi passò direttamente a sgridarla per non averla avvertita del suo arrivo.
"Sei la mia migliore amica e vivi dall'altra parte del mondo. Non hai pensato di avvertirmi quando sei arrivata nel mio stesso continente?" sbottò mentre metteva a tavola due tazze di tè.
"Hai ragione, scusami. È stata una cosa dell'ultimo minuto."
"D'accordo. Ti perdono solo perché nell'ultimo periodo ne hai già passate tante."
Hermione sorrise mentre prendeva una tazza.
"Allora, Harry mi ha detto che ti ha vista con Malfoy. Sei sua ospite?"
Hermione annuì.
"Com'è stato tornare a Malfoy Manor?"
"Strano, all'inizio. Ma è più accogliente di quanto pensassi."
"Chi l'avrebbe mai detto che saresti stata ospite dei Malfoy" disse Ginny.
Hermione si lasciò scappare una risatina nervosa. Una parte di lei voleva raccontare a Ginny cosa stava succedendo con Draco, ma cosa avrebbe potuto dirle? Nemmeno lei sapeva di preciso cosa stesse succedendo tra loro.
Ginny, però, la conosceva meglio di chiunque altro e aveva capito che c'era qualcosa di strano.
La guardò sospettosa e disse: "C'è qualcosa che vuoi dirmi?"
Hermione pensò per un momento a come rispondere, ma in fondo sapeva che non avrebbe potuto mentire alla sua migliore amica.
"Ieri sera Malfoy mi ha detto che prova qualcosa per me" disse Hermione, omettendo le due occasioni in cui si erano quasi baciati.
Ginny la fissò inespressiva.
"Non sembri sorpresa" constatò Hermione.
"Non lo sono. Sapevo già che Malfoy prova qualcosa per te."
"Cosa? Da quando lo sai?"
"Lo so e basta. Tu che gli hai risposto?"
Hermione sospirò. "Sono scappata."
"Ma lui ti piace?"
"Ginny, due settimane fa stavo per sposarmi con tuo fratello."
"E quindi? Hermione, tu e Ron non eravate più innamorati da tempo, anche se vi piace dire il contrario."
Hermione abbassò lo sguardo. Aveva iniziato ad avere dei dubbi sui suoi sentimenti per Ron dopo l'arrivo di Draco, ma forse le cose tra loro non erano più come prima da molto tempo. Draco aveva soltanto portato a galla qualcosa che esisteva già da parecchio.
"Herm, ti meriti di essere felice. E Malfoy può renderti felice, non vedo perché dovresti tirarti indietro" disse Ginny.
Hermione stava per risponderle quando il suo cellulare iniziò a squillare.
Lo tirò fuori dalla borsetta e lesse il numero sullo schermo. Sconosciuto.
"Pronto?"
"Ciao, Psycho."
Hermione sorrise riconoscendo la voce di Draco. "Quello è il tuo soprannome, non il mio."
"Potrebbe essere il nostro. Quel film piace a entrambi, no?"
"Va bene, Psycho" rispose Hermione sorridendo.
Ginny intanto la guardava curiosa, senza capire con chi stesse parlando.
"Volevo sapere com'è andata."
"Diciamo che hai fatto bene a prenotare il tavolo per stasera."
"Ne ero certo" disse Draco, ma senza l'entusiasmo che Hermione si sarebbe aspettata.
"Da dove stai chiamando?" chiese lei, ricordandosi il numero sconosciuto.
"Da una cabina pubblica, dietro il Paiolo Magico."
"Che succede?" chiese Hermione. Era ovvio che ci fosse qualcosa che non andava. Draco non l'avrebbe mai contatta per telefono, soprattutto da una cabina pubblica a Londra.
"Non spaventarti, ma credo che qualcuno ci stia tenendo d'occhio."
"Che vuoi dire?"
"Qualcuno mi ha seguito mentre venivo al Paiolo Magico per incontrare Hazel. Credo che ci abbiano seguiti anche ieri, al Ministero. Non ti ho detto niente perché non ne ero sicuro."
"Cerca un posto per smaterializzarti e torna al Manor. Ci vediamo lì" disse Hermione chiudendo la telefonata.
"Problemi?" chiese Ginny.
"Qualcuno sta pedinando Malfoy. Devo tornare subito al Manor."
"Hermione, calmati" disse Ginny prendendole le mani. Stava tremando, era spaventata a morte.
"Non posso calmarmi. Circa un mese fa, un uomo è venuto a New York cercando Malfoy. Voleva ucciderlo per pareggiare i conti con la sua famiglia, visto che Lucius ha ucciso suo figlio. E se ci fosse qualcun altro che vuole farlo fuori?"
Ginny la strinse in un abbraccio. Non aveva mai visto la sua migliore amica tanto sconvolta.
"Non puoi smaterializzarti in questo stato. Usiamo la metropolvere" disse Ginny.
"Usiamo?"
"Pensavi che ti avrei lasciata sola? Non se ne parla proprio."
 
 
 
Hermione uscì dal camino del salotto di Malfoy Manor visibilmente agitata, sotto lo sguardo perplesso di Narcissa Malfoy.
Quando, pochi secondi dopo, anche Ginny uscì dallo stesso camino, la donna capì che era successo qualcosa.
"Chiedo scusa per l'intrusione" disse Ginny spazzando via la cenere dai vestiti.
"Che succede?" chiese Narcissa ignorando Ginny.
"Draco è arrivato?" chiese Hermione.
"No, è uscito circa un'ora fa. Ha detto che sarebbe andato al Paiolo Magico. Che sta succedendo?"
"Mi ha chiamata dicendo che qualcuno lo stava seguendo. Gli ho detto di tornare subito qui."
Narcissa si portò una mano alla bocca, preoccupata.
"Sa badare a sé stesso, sono certa che sta bene" disse Ginny.
"Molta gente ce l'ha con la nostra famiglia, signora Potter. Poco importa che Draco sia in grado di badare a sé stesso."
"Signora Weasley, veramente. Ho mantenuto il mio cognome."
Hermione lanciò un'occhiata a Ginny.
"Scusa, hai ragione. È fuori luogo" borbottò la rossa.
Hermione tornò a guardare Narcissa. "Su una cosa Ginny ha ragione. Draco è in grado di cavarsela e sono certa che a breve sarà qui."
Aveva appena finito di parlare, quando sentirono il familiare suono della materializzazione provenire dall'ingresso.
Le tre donne si precipitarono verso la fonte del rumore. Draco era in piedi accanto alla porta, ma non era solo.
David Childs, dietro di lui, lo teneva fermo per un braccio e gli stava puntato la bacchetta alla gola.
 
 
 
La mattina del 5 giugno 1980, Narcissa Malfoy diede alla luce un maschio.
Lucius era stato il primo a prenderlo in braccio, dopo il medimago, e Narcissa si era incantata a fissarlo mentre sorrideva al bambino.
Non era mai stato un uomo particolarmente allegro e gioioso, se non in poche rare occasioni. Era strano vederlo sorridere.
"Come vuoi chiamarlo?" chiese Lucius senza distogliere lo sguardo dal bambino.
"Credevo che volessi sceglierlo tu il nome."
Lucius scosse la testa. "Mi basta che come secondo nome si chiami Lucius. Sai, è una tradizione di famiglia avere il nome del padre come secondo nome."
"Allora potremmo usare una tradizione della mia famiglia, per il primo nome" disse Narcissa.
"Il nome di una costellazione?"
"Se per te va bene..."
Lucius annuì senza mai staccare gli occhi dal bambino. Poi disse: "Cissy, che ne dici di Draco?"
Narcissa sorrise. "Sì, mi piace. Anche se a scuola lo prenderanno sicuramente in giro."
"Dovranno prima vedersela con me."
Il sorriso di Narcissa si allargò ulteriormente. Sapeva che da quel momento nessuno avrebbe fatto del male a suo figlio. Per farlo, avrebbero prima dovuto sbarazzarsi della sua famiglia.
 
 
 
Hermione e Ginny erano immobili, l'una accanto all'altra.
Narcissa fece un passo in avanti, verso suo figlio, e disse: "La prego, faremo tutto ciò che vuole ma lasci in pace mio figlio."
Childs rafforzò la presa sulla bacchetta.
"Sa una cosa, signora Malfoy? Forse ha ragione. Forse prima di uccidere suo figlio dovrei uccidere la sua amica" disse guardando Hermione.
"Non osare" disse Draco con fermezza.
"Hai un'amica fedele, Draco Malfoy" disse Childs. "Quando le ho chiesto di te, mi ha detto che non ti vedeva dai tempi di Hogwarts."
Poi lasciò la presa sul braccio di Draco e lo spinse verso Hermione. Iniziò a camminare davanti a loro tenendo la bacchetta alzata, pronto a sferrare un incantesimo.
"Forse dovrei uccidervi tutti, anche se il mio piano iniziale era far fuori solo il giovane Malfoy" disse continuando a fissare le quattro persone davanti a lui.
Hermione fece un passo avanti, ignorando la mano di Draco che cercava di trattenerla dietro di lui.
"Signor Childs, ricorda cosa ci siamo detti? Ricorda cosa le ho detto su suo figlio? Non vorrebbe che lei commettesse un gesto del genere."
"Lei non sa nulla di mio figlio. Quando ci siamo visti, le ho fatto credere di aver abbandonato il mio desiderio di vendetta. Ma un genitore che ha perso un figlio, non abbandonerà mai il desiderio di vendetta. Ovviamente, non credevo sarebbe stato così semplice attirare il signor Malfoy a Londra per adempiere ai miei scopi." disse Childs.
Hermione e Draco si scambiarono un'occhiata iniziando a capire chi ci fosse dietro l'arresto di Lodge.
"È stato lei. Lei ha fatto in modo di arrestare Charles Lodge e farlo finire in carcere" disse Draco.
Childs annuì. "Sapevo che Lodge lo avrebbe contattato, essendo amico della vostra famiglia da anni. Così ho chiesto aiuto a qualche amico del Ministero per arrestarlo e portarlo ad Azkaban, nonostante non avesse fatto nulla. Sapete, c'è molta gente disposta a tutto pur di vedere i Malfoy distrutti."
"Mi ha attirato qui per uccidermi" constatò Draco.
Childs ghignò prima di puntare la bacchetta verso Draco e pronunciare l'incantesimo: "Avada Kedavra!"
Hermione non si rese nemmeno conto di ciò che stava facendo. Agì impulsivamente gettandosi davanti a Draco appena prima che l'incantesimo potesse colpirlo.
L'ultima cosa che sentì furono Draco e Ginny che urlavano il suo nome.
Poi il buio.






Author's Corner:
Buongiorno!
Vi prego, non odiatemi.
Lo so che sono una merda per aver pubblicato un capitolo con un finale del genere in un giorno di festa, prometto che non accadrà più.
Dunque, Childs è tornato e abbiamo scoperto che c'è lui dietro l'arresto di Lodge.
Childs è un personaggio che mi provoca sentimenti contrastanti. Lo odio, ovviamente, ma in fondo capisco anche il suo dolore e il suo desiderio di vendetta.
E la nostra Hermione ha fatto qualcosa di tremendamente sconsiderato e si è parata davanti a Draco salvandolo da morte certa.
Quali saranno le conseguenze?
Lo scoprirete nel prossimo capitolo!

 
   
 
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