Libri > Harry Potter
Segui la storia  |       
Autore: MissGolightly    16/05/2018    2 recensioni
Dieci anni dopo la battaglia di Hogwarts, Hermione Granger è andata avanti con la sua vita.
Vive a New York, ha un fidanzato e un ottimo lavoro. Nulla potrebbe sconvolgere il suo equilibrio.
Ma cosa succederebbe se improvvisamente la sua vita si scontrasse con quella di Draco Malfoy?
Genere: Commedia, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Draco Malfoy, Ginny Weasley, Harry Potter, Hermione Granger, Ron Weasley | Coppie: Draco/Hermione
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Dopo la II guerra magica/Pace
Capitoli:
 <<    >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Capitolo Dodici
 
 
 
 
I primi giorni dopo essersi svegliata da quella specie di coma, erano avvolti nella nebbia.
Hermione ricordava di aver aperto gli occhi e di aver visto Ginny seduta accanto a lei. Le stava tenendo la mano e aveva lo sguardo basso, così non si era accorta del suo risveglio. Hermione le aveva stretto la mano per richiamare la sua attenzione.
Ricordava il sorriso di Ginny, ricordava il medico che poco dopo si era avvicinato a lei. Da lì in poi, era tutto offuscato.
Sapeva che Harry era andato a trovarla, sapeva che gli aveva chiesto dove fosse Childs e Harry le aveva risposto ma non ricordava bene cosa si fossero detti.
Draco, invece, era passato a salutarla ma non si era fermato molto. Hermione aveva pensato che fosse per il senso di colpa di cui le aveva parlato Silente.
Due giorni dopo il suo risveglio, il medico aveva deciso di dimetterla. Hermione si era vestita con calma, convinta di vedere entrare Draco nella sua stanza da un momento all'altro, pronto a riportarla a Malfoy Manor, ma non era stato così.
Era andato a prenderla Harry, dicendole che tutte le sue cose erano state spostate da Malfoy Manor e Grimmauld Place e che avrebbe trascorso lì la convalescenza.
Il medico le aveva ordinato di restare a riposo per qualche giorno prima di mettersi in viaggio e Hermione aveva sperato di farlo a Malfoy Manor e di avere la possibilità di parlare con Draco.
Non c'era molto di cui parlare, in realtà. Aveva rischiato di morire per lui, era ovvio che ci fosse qualcosa di più del semplice affetto che li legava. Ma sentiva il bisogno di fargli capire che non era colpa sua se era finita in ospedale.
Draco però sembrava avere tutte le intenzioni di evitarla.
"Dovresti parlargli" le disse Ginny, la mattina seguente al suo arrivo a Grimmauld Place.
Hermione sospirò. "Già. Ma lui non sembra volermi parlare."
Ginny le lanciò un'occhiata mentre posava la sua tazza, ormai vuota, nel lavandino. "Non mi pare che questo ti abbia mai fermata."
Hermione la ignorò e continuò a sorseggiare il suo tè.
"Senti: tu vuoi parlargli?" chiese Ginny, sedendosi di fronte all'amica.
"Certo che voglio parlargli!"
"E allora finisci di fare colazione, poi alza il culo da quella sedia e vai da lui!"
"E se non mi volesse vedere?"
"Se non ti volesse vedere, significherà che non si sente pronto a parlarti. Allora tu tornerai qui e domani proverai a parlargli di nuovo. Lo farai finché sarà obbligato ad ascoltarti!"
"Va bene" concordò Hermione.
Sapeva che prima o poi avrebbe dovuto affrontare Draco e che affrontare lui avrebbe significato anche affrontare i suoi sentimenti, ma non poteva più rimandare.
Usò il camino della cucina di Ginny per raggiungere la sua destinazione e pochi attimi dopo era nel salotto di Malfoy Manor.
Sembrava passato un secolo dall'ultima volta in cui era stata lì, invece erano passati solo un paio di giorni.
Davanti ai suoi occhi, apparve improvvisamente Felix.
L'elfo fece un profondo inchino dicendo: "Felix è felice di rivederla, signorina Granger."
"Anch'io sono felice di rivederti, Felix. Draco è in casa?"
Felix annuì. "Padroncino Draco è in cucina con la padrona."
"Potresti dirgli che sono qui, per favore?"
Felix annuì e, con uno schiocco di dita, si smaterializzò.
Passò meno di un minuto prima che Draco entrasse nella stanza.
Hermione si sentì improvvisamente insicura.
Cosa avrebbe dovuto dirgli? Come avrebbe dovuto comportarsi?
Draco non era da meno, anzi! Sembrava quasi che si sentisse a disagio nella sua stessa casa.
"Ciao" disse lei abbozzando un sorriso.
"Dovresti restare a riposo" rispose Draco.
"Lo so. Ecco perché ho usato la metropolvere per venire qui. È meno impegnativa della materializzazione."
Draco annuì, ma non disse nulla.
Hermione, allora, fece un passo avanti verso di lui e disse: "Non ci siamo praticamente visti dall'incidente..."
"Incidente? Ti sei buttata davanti a me! Non è stato un incidente" sbottò Draco.
"Ti ho salvato la vita!"
"La mia vita non era in pericolo, non sarei morto se l'incantesimo mi avesse colpito."
"Ma questo non lo sapevamo!"
"E quindi hai semplicemente deciso che la mia vita valeva più della tua?"
"Io non ho deciso niente. In quel momento, non mi sono fermata a riflettere."
"Questo mi pare evidente" mormorò Draco.
Hermione lo ignorò. "Ho solo pensato a quanto avrebbe fatto schifo la mia vita se non ti avessi più avuto tra i piedi!"
Draco si immobilizzò, finalmente consapevole che Hermione non aveva semplicemente agito di istinto, ma l'aveva fatto per salvargli la vita. Perché a lui ci teneva davvero.
Percorse velocemente la stanza, fino a raggiungerla. Senza darle il tempo di dire nulla le prese il viso tra le mani e la baciò.
Questa volta, non c'erano né sua madre né un temporale a interromperli.
Era tutto perfetto e, per un attimo, entrambi si sentirono come se fossero di nuovo due adolescenti.
 
 
La prima volta che Hermione aveva sentito le farfalle nello stomaco, era al terzo anno.
Lei e Ron stavano andando a Hogsmeade per la prima volta. Era stato strano all'inizio. Ogni volta con loro c'era anche Harry, non erano abituati a stare senza di lui.
Ma a un certo punto l'imbarazzo era passato e loro avevano pensato solo a divertirsi.
Mentre tornavano verso il castello, Hermione era così presa a parlare che non si accorse di un ramoscello in mezzo alla strada e si inciampò. Ron, solitamente disattento e maldestro, la trattenne per un braccio impedendole di cadere.
Hermione aveva sentito un improvviso formicolio nello stomaco e calore nel punto in cui Ron l'aveva toccata, ma all'inizio non aveva capito di cosa si trattasse.
L'anno seguente, ricevette il suo primo bacio da Viktor Krum. E fu allora che capì.
Aveva sempre pensato che la prima volta in cui avrebbe sentito le farfalle nello stomaco sarebbe stato durante il suo primo bacio, ma mentre Viktor la baciava lei non aveva sentito nulla di nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che provava accanto a Ron.
 
 
 
La prima volta che Draco aveva sentito le farfalle nello stomaco, era al quarto anno.
Era successo quando aveva dato il suo primo bacio a Pansy Parkinson, dopo il ballo del ceppo.
Aveva una cotta per lei da almeno un anno, ma non ci aveva mai dato molto peso. Con tutto ciò a cui doveva pensare, Pansy era l'ultimo dei suoi problemi.
Quando però aveva saputo del ballo, aveva deciso che almeno per una volta aveva il diritto di comportarsi da adolescente e pensare alle ragazze.
Così l'aveva invitata al ballo, lei aveva accettato e avevano passato una splendida serata.
L'aveva baciata in Sala Comune, appena prima di salire in dormitorio.
Il giorno seguente si era vantato con i suoi amici di essere finalmente riuscito a baciare Pansy, ma a nessuno di loro aveva raccontato ciò che aveva provato.
 
 
 
Hermione si separò lentamente da Draco, cercando di recuperare un po' d'aria.
Era stato un bacio memorabile, di questo ne era certa.
"Scusa" sussurrò Draco.
"Per cosa?"
"Per il bacio. Sono stato un po' impulsivo, ma visti i precedenti ho temuto che se non mi fossi buttato qualcuno ci avrebbe interrotti."
Hermione sorrise ripensando alle due volte in cui si erano quasi baciati. "Non preoccuparti. Mi piace che tu sia impulsivo."
Draco non se lo fece ripetere e la baciò di nuovo.
Hermione gli allacciò le braccia intorno al collo, spingendolo ancora più vicino a sé.
Continuarono a baciarsi, mentre Draco camminava all'indietro fino a raggiungere il divano. Poi si lasciò cadere portando con sé Hermione. Lei, ormai seduta in braccio a lui, scoppiò a ridere e Draco non poté fare altro che ridere a sua volta.
Gli capitava spesso: lei sorrideva e lui sorrideva con lei. Era un gesto automatico. Un po' come quando qualcuno dice una cosa divertente e ci giriamo per osservare la reazione di una persona, sperando che anche lei stia ridendo insieme a noi.
"Ti stai divertendo?" chiese Draco dopo qualche attimo. Cercava di prenderla in giro, anche se in realtà aveva riso anche lui.
Hermione annuì. "Ma ci pensi che ho quasi dovuto farmi ammazzare per arrivare a questo punto?"
"Ehi, non prendertela con me! La prima volta che ho cercato di baciarti, ti sei fatta spaventare da un tuono e sei scappata!" disse Draco, puntandole un dito contro.
"Ero fidanzata."
"La seconda volta, ci ha interrotti mia madre. Di nuovo, non è stata colpa mia."
"E va bene, non è stata colpa tua. Ma ammettilo: se tutto fosse andato secondo i piani, saremmo ritornati a New York e tutto sarebbe come prima" disse Hermione.
Draco si irrigidì, ma lei fece finta di non notarlo. Forse Draco si sentiva semplicemente a disagio ad affrontare quell'argomento. Così, senza dargli il tempo di replicare, prese il volto di Draco tra le mani e lo baciò.
 
 
"Spiegami ancora perché vuoi vedere un film, quando sarebbe molto più piacevole per entrambi impiegare il tempo diversamente" disse Draco passandosi una mano sugli occhi.
Lui e Hermione erano rimasti a baciarsi sul divano come due adolescenti fino a dieci minuti prima, quando la ragazza si era alzata e aveva iniziato a curiosare tra la collezione di film babbani che Draco teneva in salotto.
"Perché è una cosa romantica."
"Dipende da che film scegli."
"Non guarderemo Psycho, anche se piace a entrambi" disse Hermione, lanciandogli un'occhiataccia.
Draco sbuffò. "Non mi piacciono le commedie romantiche."
"Ne hai mai vista una?"
"Certo!"
Hermione sollevò di nuovo lo sguardo, guardandolo scettica.
"Va bene. Diciamo che ne ho guardato un pezzo e ho capito che non era il mio genere" si corresse Draco.
"Che film era?"
"Qualcosa su un certo Harry che incontra una certa Sally."
"Hai visto un pezzo di Harry, ti presento Sally? Solo un pezzo?"
"Già. Solo un pezzo."
Hermione sorrise. "Allora, oggi finirai di vederlo."
"So già come va a finire. Harry e Sally si innamorano e si mettono insieme, va sempre a finire così" disse Draco.
"È questo il bello: sapere che la storia finisce bene!"
Draco sospirò. "Va bene, guardiamo questo film."
Hermione sorrise entusiasta, mentre Draco si alzava dal divano e apriva l'anta scorrevole del mobile facendo apparire un televisore babbano.
"Sono certa che ti piacerà!"
"Vedremo, Granger."
Circa due ore dopo, Hermione si voltò verso Draco, curiosa di sapere cosa ne pensasse.
"Lo sai che non lo farebbe mai nessuno, vero? Intendo quella dichiarazione d'amore alla fine" disse Draco tenendo lo sguardo fisso sul televisore, dove ormai scorrevano i titoli di coda.
"È un film. Non deve per forza essere realistico. A parte questo, ti è piaciuto?"
"Non è male. A parte la storia dell'amicizia tra uomo e donna."
"Che vuoi dire?" chiese Hermione.
Draco si voltò verso di lei. "Harry e Sally sono stati amici per anni e poi si sono innamorati, dimostrando che l'amicizia tra uomo e donna non esiste. Io non sono d'accordo! Ho un sacco di amiche donne."
"Parli di Pansy e Daphne? Loro non contano."
"Perché?"
"Perché Pansy è sposata con Theo e Daphne è palesemente innamorata di Blaise. È ovvio che tra voi possa esserci solo amicizia" spiegò Hermione.
"Daphne è innamorata di Blaise?"
"Non dirmi che non te ne sei mai accorto."
Draco rimase in silenzio per un attimo. In effetti, dalla fine della scuola Blaise e Daphne si erano avvicinati molto, soprattutto da quando avevano iniziato a lavorare insieme.
"Comunque, questo non c'entra. Tu, ad esempio, eri amica di Potter anche quando eravate entrambi single" disse Draco dopo un po'.
"È diverso."
"Perché?"
Hermione abbassò lo sguardo, quasi come se fosse in imbarazzo, poi disse: "L'ho sempre visto solo come un fratello. L'ho sempre visto in modo diverso da come vedevo Ron."
Draco annuì tra sé e sé. Poi disse: "Beh, comunque oltre a Pansy e Daphne, c'è anche Hazel."
"Che c'entra Hazel?" chiese Hermione.
"Siamo amici."
"Da quando?" chiese Hermione lasciandosi scappare una risata.
Sapeva che erano stati amici in passato. Ma poi erano stati insieme e, dopo la fine della loro storia, di certo non era rimasti in buoni rapporti.
"Da quando sono tornato a Londra. Ci siamo sentiti parecchio per parlare di suo padre e di altre cose."
Il sorriso di Hermione si spense all'improvviso.
Perché lei non ne sapeva niente?
Era stata a stretto contatto con Draco per giorni, come aveva fatto a non accorgersi che lui e Hazel si erano scritti?
"Ah. Capisco" disse scostandosi leggermente. Non voleva che Draco pensasse che fosse infastidita, ma non riusciva nemmeno a stargli vicino facendo finta che andasse tutto bene.
"Stai bene?" chiese Draco aggrottando la fronte.
Si era accorto del cambiamento di umore di Hermione, ma non capiva quale fosse la causa.
"Benissimo, ma si è fatto tardi. Dovrei tornare a Grimmauld Place" disse Hermione avvicinandosi al camino.
Draco la seguì. "D'accordo. Ma possiamo vederci domani sera? Ti devo ancora una cena."
Hermione annuì, seppur titubante. Continuava a pensare a Hazel e a farsi domande sul rapporto tra lei e Draco.
Senza dire altro, prese una manciata di metropolvere ed entrò nel camino sparendo poco dopo.
 
 
Quando Hermione uscì dal camino della cucina di Grimmauld Place, si rese conto che la casa era deserta.
Harry avrebbe lavorato fino a tardi, come al solito. Il caso Childs era più complesso di quanto credesse e probabilmente sarebbero passate settimane prima di avere anche solo una vaga idea su quante persone fossero coinvolte, figurarsi avere dei nomi e iniziare un processo.
Ginny era andata al lavoro e aveva lasciato un post-it sul frigo ricordando a Hermione di non affaticarsi.
La ragazza sorrise rigirandosi il biglietto tra le mani.
Era un peccato che non ci fosse nessuno in casa. In quel momento, avrebbe davvero avuto bisogno di qualcuno con cui parlare.
Non sapeva perché sentire parlare di Hazel le avesse dato così fastidio. In fondo, non ce n'era motivo.
Tra lei e Draco c'era qualcosa, era ovvio, ma nessuno dei due aveva mai detto che fosse qualcosa di serio quindi lei non aveva il diritto di pretendere che Draco vedesse solo lei.
E poi, Draco aveva detto che Hazel era solo un'amica. Non aveva motivo di non credergli.
Eppure, non riusciva a togliersi di dosso la fastidiosa sensazione che tra loro potesse esserci qualcosa di più.
Senza pensarci troppo, afferrò una piuma e un pezzo di pergamena e scrisse velocemente un messaggio per Hazel. Poi lo legò alla zampa del gufo di Ginny.
Ora non le restava che attendere.
 
 
"Va tutto bene?"
Draco, che era ancora davanti al camino del salotto, si voltò vero sua madre. "Certo."
"Sicuro?"
Draco si passò una mano tra i capelli e sospirò. "Non lo so. Era tutto ok, ma a un certo punto è diventata strana e se n'è andata."
"Gliel'hai detto?"
Draco fissò sua madre ma non disse nulla.
"Tesoro, glielo devi dire" disse Narcissa.
"Lo so. Domani glielo dirò."
Narcissa andò a sedersi sul divano. Poco dopo, Draco si sedette accanto a lei.
"Puoi ancora cambiare idea" disse lei passandogli una mano sulla schiena, come faceva spesso quando era piccolo ed era triste per qualcosa.
"Non vedo altre soluzioni" disse Draco.
Abbassò lo sguardo per impedire che sua madre vedesse quanta tristezza c'era nei suoi occhi, ma sua madre aveva capito comunque cosa gli passava per la testa.
 
 
A Grimmauld Place, intanto, Hermione stava aspettando una risposta da parte di Hazel. Era stranamente tranquilla, pur sapendo che quella conversazione avrebbe potuto cambiare molte cose.
Era seduta pazientemente al tavolo della cucina, quando la ragazza uscì dal camino.
"Ciao. Sono venuta appena ho letto il tuo messaggio. Hai scritto di avere novità sul caso" disse Hazel scrollandosi di dosso la cenere.
Hermione si alzò sfregandosi le mani sui pantaloni, leggermente imbarazzata. "Già. Ho spedito i documenti del caso di tuo padre al tribunale di New York. Ho pensato che, se ti va, potremmo aspettare la risposta insieme."
Hazel sorrise. "Certo, mi farebbe piacere."
Hermione sorrise cortesemente a sua volta e mise un bollitore per il tè suo fuoco.
"Allora, cosa dobbiamo aspettarci secondo te?" chiese Hazel.
"Credo che non troveranno nulla per cui incriminare tuo padre e faranno cadere ogni accusa. Senza contare che Harry ha scritto una dichiarazione in cui affermava il coinvolgimento di Childs. Sarà facile dimostrate che tuo padre è stato incastrato" disse Hermione.
"A proposito di Childs... Tu come ti senti?"
Hermione sospirò. "Non male, per essere una che è stata colpita da una maledizione senza perdono."
"Volevo passare a trovarti, ma non sapevo se ti avrebbe fatto piacere. Però ho scritto a Draco per avere tue notizie."
"Ah, quindi tu e Draco vi sentiti?" chiese Hermione, facendo finta che la cosa non la riguardasse.
Era stato più facile del previsto sollevare l'argomento.
"Ogni tanto. Abbiamo riallacciato i rapporti, da quando è tornato."
"In che senso?"
Hazel la guardò cercando di capire il senso di quella domanda. Quando si rese conto del perché glielo stesse chiedendo, si affrettò a dire: "Oh, no! Siamo solo amici!"
"Davvero?" chiese Hermione, leggermente sollevata.
"Certo. È vero, siamo stati insieme ed è stata una storia importante, ma è finita."
"Spero che lui la pensi allo stesso modo" mormorò Hermione.
"Ovvio che la pensa allo stesso modo."
"Tu come lo sai?"
"Vedo come ti guarda" disse Hazel sorridendo.
Hermione la guardò per qualche secondo, aspettando che si spiegasse meglio. A quel punto, Hazel disse: "Ti guarda come se fossi la cosa più importante al modo. Lo conosco da anni e ti assicuro che non ha mai guardato nessuno in quel modo. Nemmeno me." 




Author's Corner:
Buongiorno!
Scusatemi per il ritardo. Purtroppo con questa storia sono giunta al punto in cui giungo sempre prima o poi, e cioè al punto in cui mi blocco.
Ho le idee chiare su come voglio che finisca e cosa voglio che accada prima di quel momento, ma mettere le idee per iscritto non sempre è così facile. Quindi spero che avrete pazienza. Ci metterò un po' ad aggiornare ma lo farò, non temete!
In questo capitolo, come avete visto, finalmente la situazione tra Draco e Hermione si è smossa ma pare che Draco le stia tenendo nascosto qualcosa. Non temete, nel prossimo capitolo saprete di cosa sto parlando!
Alla prossima :) 

 
   
 
Leggi le 2 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<    >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Libri > Harry Potter / Vai alla pagina dell'autore: MissGolightly