
Alla vigilia delle nozze, dopo una notte insonne, lei fece la sua scelta.
Il giorno successivo, nella sala ricevimenti Torre Rubino, le raffinate tovaglie sembravano dei fantasmi stesi. Sopra, i tovaglioli arrotolati giacevano accanto ai piatti di porcellana, alle posate d'argento e ai bicchieri di cristallo di Boemia.
Gli eleganti centrotavola floreali parevano i resti di un sogno evaporato. Le candele, torreggiavano come sentinelle in lutto, destinate a non conoscere mai fiamma.
Su un lato della sala, gli strumenti del DJ tacevano, in attesa di un pubblico che non sarebbe arrivato. Sulla pista da ballo vuota, un sottile pulviscolo danzava nell’aria, tagliato dai raggi del sole che filtravano tra le tende socchiuse.
Doveva essere una festa: applausi, discorsi, abbracci, brindisi e lacrime di gioia. Invece, solo un triste silenzio che si estendeva fino alla casa di campagna, l'oramai ex nido d'amore. Lì, in una delle stanze, un uomo sedeva a terra, con la schiena contro la parete. Accanto a lui, una bottiglia di brandy rovesciata formava una pozza sul pavimento, mescolandosi alle sue lacrime amare.


