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Autore: cluzi    02/04/2021    1 recensioni
Scriviamo dei nostri amori irrisolti e impossibili [...] perché siamo nevrotici e non lasciamo rimarginare certe ferite?
Me lo chiedo ogni giorno se voglio guarire.
Genere: Introspettivo, Poesia, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna, Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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 Le parole che non ti ho detto, come in quel cliché sparksiano, chissà quante volte nella vita – troppe – una persona legga queste sette parole. Adesso capisco un po’ di più quella mia amica di tanti anni fa che scriveva lunghe storie con dentro i suoi amori impossibili: pensavo fossero nient’altro che vite effimere le parole d’eterno che leggevo con un timore quasi palpabile, invece è una questione molto seria visto che è ancora lì a scrivere di loro, dopo che di tutto è passato sotto i proverbiali ponti e da qualche parte lì in mezzo anche la nostra amicizia. Sono effimere, certe cose, un po’ meno le cattedrali che proliferano dagli occhi di qualcuno che abbiamo amato. Ti dicevo, adesso la capisco almeno un po’ anche se ho perso il conto degli anni che sono passati senza più parlarci. Capisco l’urgenza e il modo ininterrotto di tessere vestiti simbolici su corpi che non sono più fisicamente vicini, o su questa stessa terra, chissà dove siano mai stati poi, com’è che li abbiamo visti in faccia tanto da volerlo raccontare ad ogni costo, possibilmente fino alla fine dei giorni. Mi frulla da qualche ora in testa questo cliché bistrattato e logorato come una vecchia sciarpa, da quando mi sono per caso ricordata che mi hai amata in un modo molto bello, anche se ad un certo punto è finita ogni cosa che siamo stati e io ti ho aspettato, rancorosa all’ombra, per troppo tempo. Cosa strana, il tempo che ha distrutto ogni cosa e mi ha portato a questa deriva mentale qui in cui mi sveglio ancora con un arcaico senso di insoddisfazione. Dopo tutto, niente è cambiato allora? Sembra esattamente un’ora fa che ti ho conosciuto e ti ho perso. Scriviamo dei nostri amori irrisolti e impossibili, con buona benedizione di Xavier Dolan, perché siamo nevrotici e non lasciamo rimarginare certe ferite? Me lo chiedo ogni giorno se voglio guarire. Ho scritto tutto del mio rancore e te l’ho nascosto in piena vista, come fanno gli opossum che fingono di morire per non farsi toccare dal pericolo e il pericolo, in questo caso, sarebbe stato ricordarmi dell’amore per poterti finalmente lasciare andare.
   
 
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