Rimanendo lì disteso per gran parte di quella nottata, alla fine Lucifer decise di recarsi nella vecchia camera della piccola Trixie.
Nel corso di tutti quegli anni, sembrava non essere cambiato niente in quell’orfanotrofio, a parte la freddezza e la dannazione che si portava dietro da così tanto tempo.
Tutto sembrava essere rimasto uguale e il male dominava in quel luogo così dannatamente ostile.
Lo sapeva benissimo Lucifer che la dannazione non l’avrebbe mai abbandonato.
E una volta entrato nella camera della bambina, vide con grande sorpresa che la stanza era rimasta così com’era per tutti quegli anni.
la polvere ricopriva quel luogo così immutato ma che ancora riusciva a sentire le parole della piccola che aveva una gran voglia di giocare con lui.
“Lucifer, ho fatto questo disegno per te” fece la bambina porgendogli il foglio colorato.
“Oh. È davvero bellissimo” fece Lucifer “Siamo io e te che stiamo giocando in giardino?”
“Sì. Mi sono immaginato un luogo verde all’aperto, anche se qui non ne abbiamo. È il mio sogno più grande: poter giocare con te all’aria aperta.”
Commosso da tali parole, Lucifer non seppe cosa dire a quelle parole.
“Ma come? Non desideri trovare una famiglia che possa adottarti?”
“Perché dovrei avere una famiglia se ho te?”
“Trixie, sai molto bene che non possiamo rimanere insieme per sempre…”
A quelle parole, Trixie poteva offendersi.
Ma il suo broncio era mischiato alla sua voglia di rimanere felice e in sua compagnia.
E quel momento rimasi indelebile nella mente del diavolo.
Così indelebile che non poteva credere potesse essere un ricordo pieno di bontà.
< Ogni tanto pensi a me? >
Voltandosi spaventato, Lucifer stava cercando di capire chi stesse parlando.
< Chi c’è?! Fatti avanti! >
< So che è molto tempo che non ci vediamo, ma potresti essere lo stesso un po’ gentile. Oppure hai dimenticato tutta la nostra amicizia? >
Lucifer non poteva credere che potesse essere la sua Trixie.
< Non è possibile… >
< Mi vedi sotto una figura diversa, ma sono veramente io, Lucifer. Non riesco a rispecchiarmi come vorrei. Forse perché anch’io sono diventata trasparente. >
Lucifer, riaccendendo la luce in quel luogo dimenticato, non poteva credere che dinanzi a lui c’era Trixie in versione fantasma.
< Ma tu non sei… >
< Morta? Perché dovrei esserlo? Per te sono reale! Oppure è solo quello che vuoi tu, Lucifer. Non sei contento? >
< Certo > rispose il diavolo interdetto < Peccato che non posso toccarti. >
< E con ciò? Almeno ci possiamo vedere… Perché tu, oltre a vedermi, hai bisogno di risposte. Non è forse così, Lucifer? >
< Perché… solo adesso riesco a vederti? Perché solo adesso vuoi aiutarmi? >
< Perché la mia dannazione è vagare in questo luogo > gli spiegò la bambina < Ma tu te ne sei andato troppo presto. Volevo voltarti alle spalle quei momenti così duri che hanno spezzato la tua vita sulla terra per sempre. >
< Sì. E ancora oggi penso di nuovo a te, Trixie. Il mio dolore non può essere minimamente placato. >
< No, Lucifer. Non sarà più così. >
< Che intendi dire? Sai chi ti ha ucciso? >
< Il tuo più grande nemico è vivido in queste dannate mura. E lui ti aspetta. Ti osserva. >
Dicendo quelle ultime parole con tono flebile come se il male più oscuro si stia per abbattere su di lui ancora una volta, stavolta Lucifer aveva gli occhi bene aperti.
< Forse ho capito di chi stai parlando, Trixie. >
< Lo so che lo sai. Tu, anima dannata, sei invischiato con altre anime dannate. Solo dopo la mia morte sono riuscito a capirlo. >
< Mi dispiace davvero che tu stia continuando a soffrire ancora per colpa mia. >
< Se era questo il mio destino, va bene così. In fondo che mi serviva continuare a vivere se non potevo essere felice con te, Lucifer? >
< Ma tu potevi essere felice, Trixie. >
< No, Lucifer. Smettila di mentirmi. >
< Sai una cosa? Sei troppo intelligente per avere gli anni che hai. >
< E li avrò per sempre? Come Peter Pan. Però in versione fantasma > ribadì Trixie smorzando il momento davvero teso e surreale.
< Già… Ma ancora non capisco come puoi essere davvero così felice. >
< Non posso continuare ad essere triste. Lo sono stata per più di vent’anni. E anche tu devi voltare pagina una volta per tutte. Vuoi vendicarmi? Hai la possibilità di farlo. Perché come ti ho detto, lui ti sta osservando. >
< E perché io non riesco a vederlo? >
< Prova a spegnere le luci e… >
Improvvisamente, le lampadine che illuminavano la stanza della piccola si fulminarono contemporaneamente e la sicurezza di Lucifer andò ad affievolirsi.
Non sentendo più la bambina, Lucifer si sentì impaurito e ancora da solo, ma pronto per ricevere una visita inattesa.
< Trixie, non te ne andare. Non ora. >
< Non dovrai più pensare a lei, ma a noi due, Lucifer. Finalmente la resa dei conti dopo tanto tempo. >
Mentre il fuoco del male illuminava quel luogo così buio e dannato, Lucifer sentì rincuorarsi improvvisamente nel vedere il suo più grande nemico proprio dinanzi a lui.
< Ho atteso millenni per poterti uccidere ancora. E stavolta la tua anima dannata non conoscerà la tua agognata voglia di libertà e di distruzione.
< Provaci, dannato diavolo. Io ti sto aspettando da molto tempo. >
< Avrei dovuto capire che eri tu… Ma non pensavo che il male più grande mi potesse aver seguito fino a qui. E poi perché la bambina? Perché proprio Trixie? >
< Perché era il tuo amore ritrovato. Ti rendeva vulnerabile. Ed era questo l’unico preambolo per cui tu potevi soffrire. >
< Hai giocato con la mia felicità… E adesso giocherai con la tua dannazione. >
< Oh, ma io sono già dannato. E sarò finalmente io a riportarti verso quel male così profondo a cui non potrai mai sottrarti. >
< Già. Per colpa tua, Caino. >


