“Dov’è?” Chiede Nathan raggiungendo di corsa Emily che lo sta aspettando fuori dalla palestra.
“Porta, rossa a destra.” Risponde invitandolo a seguirla.
“Voi restate qui!” Ordina Steve al resto del gruppo per poi aprire la porta.
Tamala, Jon e Adam ubbidiscono fermandosi sul corridoio.
“Amore, sono qui!” Annuncia Nathan inginocchiandosi davanti alla moglie accarezzandole il viso pallido.
“Mi dispiace…” Sussurra iniziando a piangere ma dagli occhi non esce nemmeno una lacrima.
“E di cosa… dovrei chiederti scusa io per non essermi accorto che stavi male.” Cerca di tranquillizzarla lui.
“Stana, ora che Nathan è qui possiamo andare in ospedale?” Prova a chiederle Emily.
“Mi dispiace…” Ripete.
“Amore, per piacere lascia che ti porti in ospedale.” Insiste lui.
“No… voglio che mi…” Dice Stana chiudendo gli occhi.
“Mettila giù!” Gli suggerisce Emily aiutandolo a farla sdraiare.
“Cos’ha?” Chiede preoccupato Nathan.
“Non lo so, non sono un medico…” Risponde la manager guardandosi attorno per individuare Steve.
“Spostatevi! Lasciate fare a lui.” Grida Steve entrando con un altro uomo con un borsone.
“Chi è?” Domanda Nathan agitato.
“...è un medico lascialo fare!” Raggiungendoli.
L’attore si fa da parte lasciando spazio ai due che in un attimo tirano fuori il necessario e una volta inserito un ago nella vena del braccio le applicano una flebo mentre Emily tiene sollevate le gambe della donna seguendo le istruzioni del medico. Steve prende un barattolo dalla borsa dell’uomo e dopo aver versato una minima quantità di polvere nel tappo lo mette sotto il naso all’attrice e quella in un attimo si riprende.
“Ehi! Bentornata…” La saluta per primo Steve per poi rivolgersi all’amico invitandolo ad avvicinarsi: “Dai vieni!”
“Amore… ti sembrano scherzi da fare.” Dice inginocchiandosi e piegandosi sopra di lei.
“Mi dispiace…” Risponde alzando il braccio libero per asciugare le lacrime del marito.
“Non hai altro da dirmi oggi?!” Scherza Nathan baciandole il palmo della mano.
“Potete lasciarci soli?” Chiede l’attrice.
Una volta trovato il modo di tenere la flebo in alto per farla continuare a funzionare i tre escono dalla stanza lasciando la coppia da sola.
“Preferirei portarti in ospedale prima di parlare.” Dice Nathan.
“Mi dispiace… credevo di riuscire a gestire la cosa… credevo di riuscire a superarla ma mi sbagliavo. Non ci riesco… ogni volta che chiudo gli occhi ritorno a quella notte.” Ammette con le lacrime.
“Sshhh… amore, ascoltami risolveremo tutto te lo prometto!” Cerca di rassicurarla abbracciarla mentre delle lacrime rigano anche il suo viso.
“Ho paura di non riuscirci!” Dice preoccupata.
“Ci sono io con te… ci faremo aiutare dal dottor Scott. Ci ha già aiutati in passato. Supereremo anche questa. Ma tu devi permetterci di farlo, ok?” Dice baciandola per la prima volta sulle labbra.
“Ok…” Risponde con nodo alla gola.
“Ti amo…” Sussurra tra un bacio e l'altro.
“Io di più.” Risponde lui.
“Portami a casa, per favore.” Dice aggrappandosi al suo collo.
“Adesso facciamo a modo mio… prima andiamo in ospedale, voglio essere certo che tu stia effettivamente bene, poi ti prometto che ti porterò a casa.” Afferma abbracciandola.
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Stana non protestò in alcun modo e per una volta lasciò decidere tutto a lui. Andarono in ospedale e dopo essere stata visitata e aver fatto un’altra flebo fu dimessa.
Dopo un paio d’ore erano finalmente a casa.
Nathan aveva deciso che per quella notte i bambini sarebbero stati dai nonni Stana aveva bisogno di riposare e lui si sarebbe assicurato che dormisse tutta la notte.
La coppia è accoccolata a letto in silenzio ormai da più di mezz'ora quando Stana decide di rompere il silenzio.
“Non sa niente…” Dice guardandolo.
“Come?” Chiede lui.
“Steve non sa cosa è successo in ospedale.” Spiega meglio.
“Ne sei sicura?” Domanda spostandole dei capelli dal viso.
“Si, ha provato a chiedermelo più volte oggi e poi ho sentito che raccontava ad Emily che i medici non l’hanno fatto entrare e non gli hanno riferito nulla. Ma anche se non ne siamo sicuri al cento per cento io non credo di farcela più ad andare avanti ad averlo intorno.” Ammette guardandosi i segni rossi sui polsi.
“Sinceramente non vedevo l'ora che lo dicessi. Ormai era diventata una situazione insostenibile averlo tra i piedi. Ti prometto che sparirà dalle nostre vite. Ti fanno male?” Chiede accarezzandogli il braccio.
“Un po’... ho soprattutto male qui.” Confessa portandosi una mano sul cuore.
“Amore, aggiusteremo tutto anche il tuo cuore.” Dice stringendola a sé.
“Quella sera… è stata una sensazione stranissima… non mi sono mai sentita così impotente in vita mia.” Racconta con le lacrime agli occhi.
“Mi dispiace di non essere stato lì con te… perdonami.” Mormora con gli occhi lucidi.
“Non sarebbe cambiato nulla, amore… la colpa è solo mia. Mi sono trascurata, ho ignorato i segnali che mi arrivavano dal corpo e il mio corpo ha deciso giustamente di punirmi.”
“Amore, sai benissimo che non è vero… la tua ginecologa ci ha spiegato più volte e in maniera molto chiara che era tutto finito ancor prima di iniziare. Non sei stata tu semplicemente non era partita bene fin da subito. Non avremmo potuto farci nulla nemmeno se lo avessimo saputo. Smettila di colpevolizzare te stessa per una cosa che non potevi assolutamente evitare.” Le rammenta.
“Non ci riesco… mi sembra di aver perso comunque un figlio.”
“Quando ti sarai ripresa e se ancora lo vorrai avremo un altro figlio se è questo quello che desideri.”
“Non mi merito nemmeno i figli che ho figuriamoci un altro figlio.” Dice delusa dal suo essere madre nell’ultimo mese.
“Ehi… questo non ti permetto di dirlo!” Esclama arrabbiato obbligandola a guardarlo per poi proseguire: “Sei una madre fantastica, i nostri figli ti adorano e io non ti cambierei con nessuna madre al mondo. Il fatto che in questo periodo sei stata meno presente non significa che non meriti il nome di madre. Capita a tutti di avere un periodo buio ma l’importante è rialzarsi e ripartire più forti di prima ed è quello che faremo. Io e te insieme come sempre. Chiaro?!”
“Grazie, se la mia roccia, il mio faro e la mia ancora di salvezza. Ti prego, non lasciarmi mai sola.” Sussurra avvicinandosi alle sue labbra.
“Mai, amore mio. Qualsiasi sia la strada che dovremo percorrere la faremo insieme come abbiamo fatto finora. Ti amo!” Risponde colmando la distanza.
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Con questa storia ho cercato di rendere dei vip delle persone comuni per ricordarci che loro non sono affatto migliori o più fortunati di noi anzi a volte le loro vite sono più complicate delle nostre.
IL DENARO NON COMPRA NEANCHE LA META’ DELLE COSE MIGLIORI DELLA VITA
Siamo arrivati alla fine… questa volta è stata lunga e impegnativa anche per me.
Spero di non essere stata troppo noiosa e ripetitiva.
Ringrazio chi mi ha seguita e lasciato una recensione.
Grazie a tutti.
Giulia


