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Autore: JeanGenie    25/07/2024    0 recensioni
"Narissa era la figlia che avrebbe potuto avere se fosse sopravvissuto, la figlia di un altro Ben con cui la Forza era stata più benevola."
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Scritta per il Writober 2023
Prompt: Consiglio
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Narissa appartiene a AngelofFire e alla sua splendida long "Qualcosa finisce, qualcosa inizia", e mi ha concesso il permesso di usarla e strapazzarla un po'
Sono sicura che tra lei e il mio Ben in viaggio per Endelaan non finirà qui.
Genere: Avventura, Commedia, Fluff | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Altri, Ben Solo/Kylo Ren, Nuovo personaggio
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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‘Ecco. In questo momento avrei proprio bisogno di uno dei tuoi consigli non richiesti, papà.’

La ragazza aveva perso istanti preziosi a rimpiangere che suo padre non fosse lì, prima di rimettersi in piedi. Il trandoshano si stava avvicinando a passi pesanti verso di lei per finire il lavoro dopo averla scaraventata contro uno degli alberi secolari di Kashyyyk.

E dire che doveva essere solo una ripicca e le era sembrata anche una buona idea strillare davanti ai suoi “Basta! Mi serve una tregua!” E se n’era andata nel cuore della notte con l’intenzione di andare a trovare zio Chewie.

‘Solo che… vorrei proprio sapere perché questo tizio ce l’ha con me. Non mi risulta di avere una taglia sulla mia testa.’

Probabilmente era destino. Era una Solo e i Solo avevano sempre fatto gola ai cacciatori di taglie, anche quando erano assolutamente innocenti, come lei.

La ragazza aveva preso la spada laser dalla cintura. Con le mani appiccicose di resina e foglie schiacciate aveva provato il pulsante d’accensione aspettando di veder comparire la familiare lama di luce indaco. Ma aveva capito subito che l’urto l’aveva danneggiata. 'Se sopravvivo, mi ucciderà mamma’ aveva pensato prendendo il blaster e rendendosi conto di avere paura.

Puntò l’arma contro il cacciatore di taglie ma le tremava troppo la mano e mancò clamorosamente il bersaglio. L’enorme rettile le sibilò minacciosamente addosso. “Fai la brava, ssssssignorina”.

E lei giocò la sua ultima carta. Un’altra specialità dei Solo. Una fuga veloce e sgusciante.

***

Si chiamava Narissa ed era un nome che procurava a Ben un sottile velo di inquietudine inspiegabile. Era una ragazzina di tredici anni, con i capelli scuri e lo stesso carattere impossibile di sua madre. Anche se la madre in questione non l’avrebbe ammesso mai.

Era una Solo in tutto e per tutto. Ma era anche una Skywalker.

Ben aveva scoperto la sua esistenza osservando nei mondi paralleli in cui altre versioni di se stesso avevano avuto il privilegio di vivere vite più lunghe e fortunate. Narissa era la figlia che avrebbe potuto avere se fosse sopravvissuto, la figlia di un altro Ben con cui la Forza era stata più benevola.

Ed era in pericolo. La stava osservando con un’ansia crescente che non avrebbe dovuto essere sua. Era sempre così quando uno dei suoi figli “potenziali” si metteva nei guai. Non riusciva a non preoccuparsi per loro. E Narissa era ‘davvero’ specializzata nel ficcarsi in situazioni al limite.

Ben aveva sentito la mano di Trilla posarsi sul suo braccio. Da tempo era in viaggio tra le dimensioni, lo spazio e il tempo per correre in aiuto di Rey. Ma quella era una deviazione che anche Rey avrebbe approvato. ‘Guardala. Guarda la figlia che potevamo avere, Rey. È identica a te. Testarda e caotica’.

“Non avresti dovuto gettarti in questo modo in questa realtà” lo rimproverò Trilla. Era in viaggio con lui da moltissimo tempo. Lei e suo nonno, Anakin, a volte erano il faro che lo teneva in carreggiata. Come in quel momento.

“Ha bisogno di aiuto” le aveva risposto Ben mentre la ragazzina saltava agilmente da uno all’altro dei rami più bassi per sfuggire alle mani artigliate del trandoshano.

“Non è tua figlia, Ben”. La voce di Trilla si era fatta più  severa. Sì, lo sapeva benissimo. Ma non aveva importanza. Era stanco di aspettare e non voleva averla sulla coscienza. Se le fosse accaduto qualcosa, la Rey che abitava quel mondo avrebbe pianto. E lui non sopportava l’idea che Rey soffrisse. Nessuna Rey.

Accese la spada laser appartenuta a sua madre e si gettò fra il fogliame. Tranciò di netto un braccio del trandoshano e afferrò al volo la ragazzina, librandosi verso i rami più alti e poi nel folto della foresta.

***

‘Ok. Questo è assurdo.’

Narissa non perse tempo a pensare né a chiedersi ‘quanto’ fosse nei guai. Suo padre l’aveva scovata e lei era estremamente grata per essere stata portata in salvo. Ma, in quel momento, il trandoshano le incuteva meno timore. Sarebbe finita in punizione per una vita e mezza.

‘Va bene, non pensiamoci’. Mentre suo padre continuava a muoversi con un’agilità e una leggerezza che lei non aveva ancora acquisito, Narissa si sporse oltre la sua spalla e puntò di nuovo il blaster verso il cacciatore di taglie che continuava a seguirli nel sottobosco. ‘Mancato’ si rese conto immediatamente, per poi vedere il colpo che veniva  deviato da qualcosa e  centrava la fronte del trandoshano.

Narissa aveva lanciato un urlo quando erano ruzzolati a terra. L’atterraggio non fu morbido ma suo padre rotolò sulla schiena per ripararla e ammortizzare l’impatto. Ok, adesso Narissa si sentiva davvero in colpa.  Si era rimessa in piedi, ripulendosi con le mani la giacca e i pantaloni. Decisamente una giornataccia.

“Papà? Come mi…” aveva iniziato, poi aveva guardato meglio il suo salvatore. No, qualcosa non andava. I capelli, il viso, l’intera struttura fisica… eppure c’era qualcosa di sbagliato. Suo padre sembrava ringiovanito di vent’anni. E lei voleva sapere come fosse possibile. La Forza riusciva a fare una cosa simile? Sapeva che il Lato Oscuro provocava un invecchiamento precoce. Ma…

“No, Narissa” le aveva risposto lui. “Non sono tuo padre.”

***

 

Adesso Ben era nei guai, perché aveva davvero troppe spiegazioni da darle. Ed era sul punto di sconvolgere la sua vita. Piccola fuggiasca arrabbiata…

 “No, Narissa. Non sono tuo padre.”

Lei aveva spalancato la bocca. E aveva un modo di sgranare gli occhi che la rendeva identica a Rey. Ancora una volta, l’idea che quella ragazza avesse i suoi geni gli aveva procurato una stretta al cuore. Succedeva ogni volta che posava gli occhi su uno dei suoi “figli”. Ed ognuno di loro era suo quanto di Rey. Doveva lottare con i suoi sentimenti più cupi per non essere soffocato da invidia e rimpianto.

 “Sei… giovane” aveva detto Narissa scrutandolo da capo a piedi. “Mi fai senso.”

“Grazie.” Sfacciata. Gli piaceva. Aveva un modo molto particolare di insultarlo.

“No… non volevo dire… ma… sono finita nel passato? O ‘tu’ vieni dal passato? Oppure…” Narissa gli stava girando intorno come un predatore perplesso. Ben aveva allargato le braccia per permetterle di studiarlo meglio. Cominciava davvero a divertirsi.

“Dimensioni parallele” aveva tagliato corto. Sarebbe stato inutile scendere nello specifico. “Per metterla in modo semplice.” La ragazza continuò a osservarlo, sorpresa. Sì, era una scelta saggia evitare di dirle che lui era morto e, no, non era un Fantasma della Forza. Non c’era motivo per rivelarle tutto e confonderle le idee. Dopotutto, appariva molto concreto.

“Mi prendi in giro?” aveva chiesto lei dopo aver rimuginato un po’.

Ben aveva scosso la testa.  “Sono la prova vivente che è tutto vero.”

“Potresti essere un clone” insistette lei. “Spaventoso. Quanti cloni di mio padre esistono? Terribile. Una ventina di cloni di mio padre. Per quanto mi riguarda, uno basta e avanza.”

“Smettila. Non sono un clone.”

“E sei venuto a salvare me. Perché?”

‘Perché sei mia figlia, anche se non lo sei’ avrebbe voluto risponderle. Avrebbe anche voluto abbracciarla, ma dubitava che lei avrebbe gradito. Era un’adolescente e gli abbracci dei genitori sono l’ultima cosa che gli adolescenti vogliono.

“Per caso “ le aveva risposto.

Narissa aveva sospirato. “Perfetto. Grazie. Ma me la cavo da sola.”

“Non direi.”

“L’ho preso in pieno”. La voce della ragazza si era alzata di qualche ottava.

“Ho deviato il colpo con la Forza. Tu hai rotto la tua spada laser. Sei venuta a trovare Chewbacca proprio quando Chewbacca non è qui. Sei un disastro su tutta la linea. E adesso ti riporto a casa”. Non avrebbe voluto suonare autoritario, ma non riusciva a controllarsi. Ancora un minuto e l’avrebbe spedita in camera sua o qualcosa di simile.

“Non ci penso proprio. Lì si soffoca”. La ragazza aveva emesso una specie di gemito rassegnato. “Mi danno degli orari impossibili. Pretendono di sapere dove vado e con chi sono. E, peggio ancora, continuano a definirmi ‘allieva’ e non ‘padawan’. Eppure Temiri potrebbe prendermi come padawan se loro non si mettessero in mezzo!” Fece una lunga pausa per riprendere fiato poi gli riservò un’altra occhiata dubbiosa. “Tu conosci Temiri?”

“No, non conosco Temiri” le aveva risposto Ben con un sospiro. “Non fare storie e muoviti.”

“Non parlarmi così. Tu non sei mio padre!”

E la frase che stava aspettando era arrivata. Ben aveva sorriso divertito mentre la ragazza gli voltava le spalle e si allontanava. Una fugace sensazione simile a un filo di vento freddo lo sfiorò, ma durò un istante e Ben decise di ignorarla. Qualunque cosa fosse, la ragazza aveva dei validi custodi.

“Già. Io non sono tuo padre. Io sono meglio” le aveva detto raggiugendola con due passi.  “Io sono più giovane e ricordo ancora benissimo quando avevo la tua età e cosa si prova. Io potrei darti qualche lezione sull’uso della Forza durante il viaggio. Qualcosa per cui i tuoi genitori ti considerano troppo acerba. E che ti permetterebbe di difenderti. E ho qualche saggio consiglio da darti. Per esempio su come riparare la spada laser che hai appena rotto. Nessuno si accorgerà del piccolo incidente che ha subito.”

Narissa si girò e lo scrutò. “Ti ascolto. Ma i consigli saggi puoi tenerteli” disse con un ghignetto furbo. “Anche se… ok, ti permetterò di insegnarmi qualcosa di utile e divertente. Accidenti. Non hai nemmeno un capello grigio. Quando lo dirò a mamma… Aspetta un attimo. Non conosci Temiri, ma conosci mia madre, vero? O stai con un’altra?”

Ben percepì la presenza di Trilla tra il fogliame, il suo giudizio impietoso e il suo muto rimprovero. Ben le inviò un’ondata di calma per placare la sua inquietudine e le comunicò l’intenzione di ricongiungersi con lei e Anakin non appena la ragazza fosse stata al sicuro. Non sapeva perché il trandoshano le stesse dando la caccia ma intendeva scoprirlo. Sentì Trilla allontanarsi dopo un’ultima stilla di rimprovero. Non aveva importanza. Non pretendeva che lei capisse.

“Stare con un’altra? Credi che sarebbe possibile?” le aveva risposto. Un’altra al posto di Rey, nella sua testa e nel suo cuore. Guardare Narissa gli faceva capire quanto fosse assurdo anche solo pensarlo. “Allora. Dove hai lasciato la tua nave, ragazzina?”

   
 
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