La calma prima della tempesta. E' un'espressione strana, pensa Iwaizumi.
La calma è l'opposto della tempesta; la deve precedere. È come affermare che il buio viene prima della luce, o che le foglie che cadono preannunciano l'autunno.
Ma la quiete non è piatta, prima di una tempesta.
No: c'è elettricità nell'aria. Il vento inizia ad alzarsi. Nuvole cariche di acqua si addensano sopra le teste. I tuoni sono più vicini, più spaventosi.
Il primo istinto è quello di ripararsi, di trovare un posto in cui aspettare che il brutto tempo passi. Il momento che precede la prima goccia di pioggia è una fievole, gracile speranza: quella di riuscire a salvarsi. Le gambe corrono, i respiri si affannano, le mani si affrettano a proteggere la testa. Ma la pioggia passa attraverso gli spiragli, macchia i vestiti, graffia la pelle.
I piedi smettono di muoversi. I capelli sono bagnati, le scarpe sporche. Il freddo penetra dentro le ossa. Non ha più senso trovare un riparo.
Questa volta, Iwaizumi è preparato. Ha riconosciuto i primi sintomi, ha visto i segnali: sa cosa sta per arrivare.
Ha fatto tutto ciò che era nelle sue capacità per consolare Oikawa. Durante quei due giorni che il ragazzo ha trascorso nel suo appartamento, lo ha aiutato a riprendersi; si è proposto di accompagnarlo dalla sua famiglia e di organizzare una serata coi suoi migliori amici. Per un po', Iwaizumi ha notato qualche miglioramento.
Ma, prima di varcare i gate dell'aeroporto, Oikawa ha soffocato le lacrime nella felpa di Iwaizumi. Dopo averlo salutato, non si è voltato indietro nemmeno una volta.
La terra trema sotto i suoi piedi. L'ombra avvolge i campi e i fiori abbassano la testa.
Anche se Iwaizumi è pronto per la pioggia, la tempesta lo travolge comunque.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[07/05]
I: hey [09.12 am]
I: come stai? [09.12 am]
O: bene [11.27 am]
O: perché? [11.27 am]
I: volevo solo essere sicuro [11.28 am]
I: sei atterrato? [11.29 am]
O: ( •_•) [11.41 am]
O: come farei a risponderti altrimenti? [11.41 am]
O: iwa-chan è il solito ottuso [11.41 am]
I: il viaggio è andato bene? [11.43 am]
O: sì [11.57 am]
O: vado a dormire [11.57 am]
I: okay [11.57 am]
I: notte [11.57 am]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[09/05]
O: [immagine allegata] [07.45 am]
I: bella spiaggia [08.32 am]
O: ci sono delle spiagge stupende lungo la costa meridionale!! [10.21 am]
I: immagino [10.23 am]
I: mi piacerebbe vederle [10.23 am]
I: un giorno [10.23 am]
O: (˵¯͒〰¯͒˵) [10.29 am]
I: cosa [10.30 am]
O: non ti lamentare [10.33 am]
O: ci sono delle spiagge stupende anche da te [10.33 am]
I: sai cosa voglio dire [10.34 am]
O: iwa-chan è diventato improvvisamente un amante del mare? ( ˶⚈Ɛ⚈˵) [10.39 am]
O: hey!!!! [10.45 am]
O: non ti azzardare a lasciarmi il visualizzato!! [10.45 am]
O: (-_-) [10.51 am]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[11/05]
I: sei libero oggi? [20.03 pm]
I: per una chiamata [20.03 pm]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[12/05]
O: mi spiace avevo da fare [00.51 am]
O: immagino che tu sia già andato a dormire [00.51 am]
I: non importa [08.05 am]
I: sarà per un'altra volta [08.05 am]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[13/05]
O: [immagine allegata] [14:09 pm]
I: divertente [14:12 pm]
O: dovresti ridere!! [14:28 pm]
I: ahahha [14:29 pm]
O: ( ಠ_ಠ ) [14:29 pm]
I: sei ancora sveglio? [14:41 pm]
I: deduco sia un no [14:47 pm]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[15/05]
[chiamata persa da Iwaizumi] [22.00 pm]
[2 chiamate perse da Iwaizumi] [22.02 pm]
I: ?? [22.04 pm]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[16/05]
O: scusa [00.12 am]
O: mi ero dimenticato [00.12 am]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[18/05]
O: [messaggio vocale] [15.32 pm]
I: quanto hai bevuto esattamente? [15.35 pm]
I: non si capisce nulla [15.36 pm]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[19/05]
O: un po' [23.14 pm]
O: ora mi fa male la testa [23.14 pm]
I: perché hai bevuto così tanto? [23.17 pm]
O: ho perso una scommessa contro ruben [23.19 pm]
I: di cosa si trattava? [23.21 pm]
O: non ricordo lol [23.39 pm]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[21/05]
I: sono uscito con Makki questo pomeriggio [19.30 pm]
I: [immagine allegata] [19.30 pm]
I: ti saluta [19.30 pm]
O: (ꈍᴗꈍ) [22.16 pm]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[23/05]
I: hey [10.13 am]
I: era oggi l'allenamento con la squadra di Buenos Aires, giusto? [10.13 am]
I: com'è andata? [10.13 am]
O: molto bene! [12.39 am]
I: tutto qua? [12.56 am]
O: ti racconterò meglio domani [13.08 am]
O: scusa [13.08 am]
O: sono sfinito [13.08 am]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[25/05]
O: è il compleanno di tua madre oggi, vero? [09.08 am]
I: sì [09.10 am]
O: falle gli auguri da parte mia!! (づ ◕‿◕ )づ [09.17 am]
I: va bene [09.19 am]
O: come festeggerete? [09.23 am]
I: ceniamo fuori [09.25 am]
I: viene anche mio padre [09.25 am]
O: a te sta bene? [09.28 am]
I: non mi dà particolarmente fastidio [09.29 am]
I: le sto facendo una torta [09.30 am]
I: [immagine allegata] [09.30 am]
O: sembra buonissima!!! ♡( •ॢ◡-ॢ) [10.02 am]
I: lo spero [10.05 am]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[27/05]
I: um senti [19.01 pm]
I: al proposito di compleanni [19.01 pm]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[28/05]
O: ? [00.02 am]
[chiamata persa da Iwaizumi] [09.06 am]
[2 chiamate perse da Iwaizumi] [10.03 pm]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[29/05]
O: cosa? [00.07 am]
O: mi sono allenato fino a tardi [00.09 am]
[chiamata persa da Oikawa] [00.09 am]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[30/05]
[chiamata persa da Iwaizumi] [09.13 am]
I: pensavo di organizzare un pranzo a casa mia [09.15 am]
I: per il mio compleanno [09.15 am]
I: o forse sarebbe meglio una cena? [09.15 am]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[01/06]
O: meglio una cena [02.51 am]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
[02/06]
I: ok [10.46 am]
I: pensi di farcela? [10.47 am]
I: a venire qui intendo [10.47 am]
O: certo [18.32 pm]
O: te l'ho promesso [18.32 pm]
O: (╹◡◠) [18.32 pm]
O: mantengo sempre le mie promesse [18.33 pm]
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Iwaizumi alza la testa dallo schermo. I suoi denti hanno stretto il labbro inferiore con così tanta violenza che la sua bocca ha il sapore del sangue.
-Allora?- gli chiede Yahaba, con una certa cautela. Sembra quasi che abbia paura di ferirlo.
Kyotani, dall'altra parte del tavolo, raddrizza le orecchie. Anche se si finge disinteressato, il suo piede sta battendo sul pavimento per l'agitazione.
-Ha detto che verrà,- li rassicura Iwaizumi, ma il suo cuore non si è ancora calmato. Il suo corpo combatte contro qualunque tentativo di consolazione. E' una cosa che va avanti da parecchie settimane, ormai. Troppe.
Anche se la sua mente è sempre vigile, tutte le sue funzioni vitali sono spente. Si sente ogni giorno più stremato, come se lo scenario peggiore avesse sempre la meglio su di lui. Le mattine lo affaticano e le notti lo indeboliscono. E' esausto.
-Sì! Che bello!- esulta Yahaba. -Se Oikawa-san ritorna in città potremo finalmente rivederlo!-
Iwaizumi lancia un'ultima triste, lunga occhiata al telefono, prima di infilarlo in tasca. Annuisce e, sulle sue labbra, compare persino l'ombra di un sorriso.
-Certo,- dice. La sua voce è piatta. -Lo ha promesso.-
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
-Lo ha promesso,- ripete una settimana dopo, quando Matsukawa gli lancia uno sguardo di traverso. E' diffidente; Iwaizumi non lo biasima. Se non si fidasse ciecamente del suo ragazzo, probabilmente, avrebbe avuto la stessa reazione.
Matsukawa non aggiunge altro. Si accomoda sulla sedia più vicina alla cucina e mormora qualcosa di incomprensibile alla madre di Iwaizumi. Lei gli risponde con un piccolo sorriso e continua a tagliare le verdure.
Il profumo del tofu ha ormai raggiunto tutti gli invitati e lo stomaco di Iwaizumi sta protestando. Se Oikawa avesse preso l'aereo del giorno precedente, a quest'ora, sarebbero già stati a tavola.
-Me ne vado,- annuncia suo padre, sistemandosi il cappello sulla punta della testa. Da quando Hirohide lo ha cacciato di casa, ha un aspetto più trasandato: la sua barba è poco curata e i vestiti sono tutti spiegazzati. A Iwaizumi non potrebbe importare di meno.
-Grazie per essere passato,- dice Hirohide, senza guardarlo in faccia. Lui le risponde con un cenno del mento.
-Tanti auguri Hajime. Ti ho lasciato i soldi sulla mensola. -
-Grazie.-
Quando Morikimi gli passa davanti, Iwaizumi lo degna a malapena di un saluto. Ma poi, prima di afferrare la maniglia della porta, suo padre esita, e Iwaizumi è costretto a girarsi verso di lui.
-Cosa c'è?-
-Niente, è solo...- Suo padre abbassa la testa. E' mortificato? Triste? Iwaizumi non riesce a capirlo.
-Solo?-
-Hai trascorso tutto il pomeriggio aspettando che arrivasse il tuo-.... aspettando che arrivasse Tooru. Ma non mi sembri felice.- Morikimi si morde un labbro. -Dovrebbe essere divertente compiere ventun'anni.-
Il cuore di Iwaizumi smette di battere. Tutto si fa buio: le luci, le pareti, l'intera stanza. Sente sua madre rimproverare Morikimi per le parole che ha usato. Ritorna in sé solamente una volta che la porta si è richiusa.
-Non ci posso credere!- Hirohide scuote la testa, furibonda. -Questo è tutto quello che ha da dire?-
Hanamaki, dall'altra parte della stanza, sospira, sconsolato. Iwaizumi lo trafigge con gli occhi.
-So cosa stai pensando.-
-Scusa se nutro qualche dubbio.- Hanamaki alza le mani in segno di resa. -E' solo che non abbiamo ancora ricevuto sue notizie e la cena sarà pronta in meno di due ore.-
-Non può risponderci perché è ancora in volo.-
-Te lo ha detto lui?- Lo sguardo di Emika è addirittura più irritante delle insinuazioni di Hanamaki: è amareggiato, malinconico.
-Che cosa? Di essere in volo? La vedo difficile.-
-Ti ha detto di essere partito?-
Iwaizumi serra la mascella. Sa bene che i suoi amici sono dalla sua parte, ma è come se si sentisse messo con le spalle al muro. Hanno ragione e questo non gli piace. Lo odia, a dire il vero.
-Ieri mi ha detto che l'aereo sarebbe partito alle sette di mattina.-
-E poi?- insiste Hanamaki, con più gentilezza. Come se Iwaizumi fosse fragile. Come se Iwaizumi potesse esplodere. La sua rabbia non fa che aumentare.
-Non ho più ricevuto alcun messaggio.-
-Vuol dire che è successo qualcosa. Forse possiamo...-
-Vuol dire che ha preso l'aereo,- lo corregge Iwaizumi, secco. -Ho controllato. L'areo è atterrato dieci minuti fa. Tra poco avremo sue notizie.-
Hanamaki scuote la testa, sconsolato. Tratta Iwaizumi come se fosse una causa persa. Tutti loro lo fanno: indossano i guanti per parlare con lui, come se il minimo graffio potesse spezzarlo.
Restano in silenzio per qualche minuto. Iwaizumi sente gli occhi pizzicare. Non c'è motivo di piangere, continua a ripetersi. Oikawa arriverà in tempo.
Arriverà, dice la voce nella sua testa: è sicura. Non può vacillare. Iwaizumi non ha nient'altro a cui aggrapparsi.
Shizuri salta in piedi e batte le mani per richiamare l'attenzione su di sé. Indossa un vestito a fiori che si concilia perfettamente con la sua personalità.
-Perché non facciamo un gioco? Così il tempo passerà più velocemente!-
Emika emette un verso annoiato, ma Hanamaki si illumina di nuovo. -Mi sembra un'ottima idea. Cosa proponi?-
-C'è un gioco che mi hanno insegnato la settimana scorsa gli insegnanti di teatro. Ha a che fare con l'imitazione. Si tratta di un esercizio per perfezionare le capacità attoriali.-
-Hai la mia curiosità,- dice Matsukawa, avvicinandosi con la sedia. Persino Emika, adesso, è tutt'orecchi.
-Come funziona?- domanda Hanamaki.
Mentre Shizuri spiega le regole, lo sguardo di Iwaizumi viaggia verso la cucina; passa poi per la finestra e si ferma davanti alla porta. Ha trascorso così tanto tempo a osservarla che ormai riconosce ogni piccola sfumatura del legno.
I minuti volano. Forse sta guardando la porta da più di un'ora. Gli fanno male gli occhi; vorrebbe solo chiuderli, tornare a letto e dimenticarsi di quella serata.
Dovrebbe essere divertente compiere ventun anni. Forse suo padre ha ragione. Non è così che dovrebbe sentirsi il giorno del suo compleanno.
Quand'è che ha iniziato a provare queste emozioni? Quand'è che le farfalle nello stomaco si sono trasformate in una polvere così fitta da ricoprire tutta la stanza? E' stato dopo la visita inaspettata di Oikawa? Oppure è successo tre mesi prima, quando i respiri corti e le strette allo stomaco hanno sostituito le parole dolci e l'imbarazzo?
Iwaizumi non lo sa. Prova quasi vergogna: per quanto ancora si sarebbe sentito come un pezzo di carta stropicciato e gettato in un angolo? Per quanto ancora si sarebbe aggrappato ai bei ricordi pur di sopravvivere? Oikawa lo ha tenuto come un segreto, Iwaizumi come una promessa: e, prima o poi, Oikawa avrebbe abbracciato il suo corpo senza vita. La loro relazione era diventata una preghiera.
Arriverà: Iwaiuzmi ha smesso di dirlo a voce altra. Gli altri non capirebbero. Gli altri non gli crederebbero.
Ancora una volta, il suo corpo conosce la verità prima ancora che la mente riesca a metabolizzarla.
-Tesoro...-
-Sarà qui a momenti,- risponde, sperando che il tremolio della sua voce sia solo immaginario.
-Hajime,- Hirohide posa una mano sulla sua spalla. -Prendi almeno una fetta di torta.-
Quando Iwaizumi si gira, trova tutti gli occhi puntati su di lui. Emika si sta mordendo le unghie, come se non riuscisse a sopportare quella vista. Shizuri ha perso l'appetito e ha allontanato il piatto ancora pieno di cibo. Hanamaki e Matsukawa si sono avvicinati all'entrata; Iwaizumi non li ha nemmeno sentiti arrivare.
Iwaizumi si schiarisce la gola. Prova a dire che non ha fame, ma non ci riesce. Matsukawa sembra combattuto tra l'istinto di abbracciarlo e quello di frenare qualunque parola stia per uscire dalla bocca di Hanamaki.
Ma Iwaizumi è più veloce: si alza in piedi e, senza dare spiegazioni, abbandona il tavolo. Si rifugia in bagno, facendo attenzione che la porta sia chiusa a chiave. Si lascia scivolare sotto al lavandino. Preme la schiena contro il muro.
E poi scoppia.
La risposta a tutte le sue domande è lì: nel crollo della sua espressione, nel suono straziato che fuoriesce dalla sua gola, nelle lacrime che gli si accumulano attorno agli occhi.
Mantengo sempre le mie promesse.
-Bugiardo.-
Le mani di Iwaizumi prudono per la rabbia e lui le chiude con forza attorno al corpo. Abbassa la testa e preme il viso contro le ginocchia, mentre le spalle si sollevano al ritmo dettato dai singhiozzi.
A turno, i suoi amici si presentano davanti alla porta del bagno: qualcuno bussa, qualcun altro non ci prova nemmeno. Emika si offre di fargli compagnia. Iwaizumi non fa entrare nessuno di loro.
E' solo quando Shizuri gli domanda cosa sia successo che il ragazzo solleva finalmente la testa: Oikawa. E' sempre stata questa la risposta.
-Iwaizumi.- Questa volta, la voce di Hanamaki è più severa. -Il tuo telefono sta squillando. E'... è lui.-
Quando Iwaizumi si rimette in piedi, riesce a contemplare per un istante il suo riflesso nello specchio. Non si riconosce. La sua faccia è martoriata dai segni del pianto.
-Iwa...-
Iwaizumi non guarda in faccia il suo amico; si limita ad allungare una mano. Dopo essersi fatto passare il telefono, richiude nuovamente la porta.
Osserva qualche secondo il nome che lampeggia sullo schermo. Dovrebbe accettare la chiamata, ma non sa se vuole farlo davvero. E' qualcos'altro, dentro di lui, a prendere la giusta decisione.
Il suo pollice scorre verso destra. Iwaizumi porta il telefono vicino all'orecchio.
-Iwa-chan!-
Nulla. Iwaizumi non prova nulla.
-Iwa-chan! Mi dispiace! Mi dispiace così tanto, io- Dio, sono terribile. Sono davvero pessimo. Scusa.-
Nulla. Iwaizumi non dice nulla. Ma in fondo, cosa potrebbe dire, quando le lacrime gli hanno rigato il viso di fronte a tutte le persone che conosceva? Quando la persona che significava di tutto, per lui, è la sola che non si è presentata?
-Hai tutto il diritto di essere incazzato. Non so davvero come farmi perdonare.- La voce di Oikawa è affannata, come se il ragazzo avesse appena smesso di correre.
Iwaizumi stringe i denti. -Hai detto che saresti venuto.-
-Lo so, lo so! Hai ragione. E' solo che questa mattina Blanco si è presentato a casa mia assieme all'allenatore della nazionale e- l'allenatore della nazionale, capisci? Voleva discutere sul futuro della mia carriera. Mi sono allenato senza sosta e, a fine giornata, mi ha detto che mi terrà in considerazione per la nuova squadra. La nazionale, riesci a crederci? Tra qualche anno potrò finalmente...- Oikawa si interrompe come se gli fosse mancato il respiro.
-Scusa, sto divagando. Avrei dovuto avvisarti questa mattina, ma ero così euforico che mi è passato di mente. Ci ho pensato durante la pausa pranzo, ma il mio telefono si è scaricato. Ho provato ad usare quello di Blanco, ma non ricordavo il tuo numero. Allora ho telefonato a mia madre, ma...-
-Hai detto che saresti venuto.-
Dall'altra parte del telefono, Oikawa emette un verso strozzato. E' un suono così impercettibile che Iwaizumi lo coglie a malapena.
-Io...- Oikawa deglutisce a fondo, come se facesse fatica a esprimersi. -Lo so. Lo so e mi dispiace così tanto. Ho comprato i biglietti appena sono tornato a casa. Mi sto dirigendo adesso in aeroporto. Secondo i miei calcoli, dovrei arrivare ad Osaka in meno di...-
-Lo avevi promesso, Oikawa,- l'accusa di Iwaizumi suona sorprendentemente dura, per qualcuno che si era ritrovato a singhiozzare sul pavimento fino a qualche minuto prima.
-Lo so.- La voce di Oikawa, adesso, è rotta dall'emozione. -Ma è il mio futuro quello di cui stiamo parlando. Non potevo rifiutare. Lo capisci?-
Iwaizumi trattiene una risata amara. Purtroppo lo capisce. Capisce perfettamente la sua scelta.
L'amore non è abbastanza.
Le parole di Hirohide echeggiano più dolorose che mai: centinaia di coltelli che gli strappano la pelle alla ricerca del cuore. Iwaizumi ama Oikawa: per lui, avrebbe persino rinunciato ai suoi sogni.
Oikawa ama Iwaizumi. Non è abbastanza.
-Mi dispiace,- ripete Oikawa. -Mi dispiace di non essere lì.-
Iwaizumi resta in silenzio per quello che sembra un interminabile minuto. E poi, le parole si formano da sole.
-Dispiace anche a me.-
E quello è stato il momento in cui Iwaizumi, finalmente, ha capito.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Succede la mattina del 30 giugno.
Iwaizumi è disteso sul letto, con la pancia rivolta verso il soffitto. Sta contando i secondi che lo separano dall'inevitabile. Si gode la quiete che precede la tempesta, un istante prima che il mondo crolli sulle sue spalle.
Il nome di Oikawa illumina lo schermo. Iwaizumi lo osserva con la coda dell'occhio, senza muovere un muscolo. Sono trascorse due settimane dall'ultima volta che hanno parlato. Iwaizumi sa già che, appena si concluderà quella chiamata, non ce ne saranno altre.
Quindi, rimanda; lo sa fare bene. Ha passato tutta la sua vita a fuggire.
La suoneria si interrompe e lo schermo diventa buio. E' la seconda volta che Iwaizumi ignora la telefonata. La soluzione a tutti i suoi problemi sarebbe rispondere. Non ci riesce.
Non ci riesce perché ha paura. Rispondere al telefono vuol dire perdere Oikawa. Per sempre.
Come può affrontare un dolore così grande? Come può anche solo immaginare un futuro in cui le loro strade siano separate? No, Iwaizumi non può farlo. Non può proprio farlo.
Non voglio, pensa. Non voglio, non voglio non voglio. Non vuole perdere Oikawa.
Non voglio perdere Oikawa. E' tutto ciò che il suo cervello riesce a processare. Un unico pensiero che si avviluppa e si contorce su sé stesso. Non voglio, non voglio, non voglio, non voglio, non voglio.
Il telefono squilla una terza volta. E' un rumore assordante. Iwaizumi si copre le orecchie.
Non posso. Non può farlo. Come potrebbe? La sua è un'agonia, ma non vuole comunque metterle fine.
Iwaizumi chiude gli occhi. Inspira. Espira. Dentro, fuori. Le conseguenze non possono essere tanto peggiori dell'attesa.
Si sbaglia.
L'aria è carica di pioggia. Il silenzio gravita come un macigno. Iwaizumi stringe forte il telefono contro l'orecchio.
Nessuno dei due apre bocca. La loro ultima conversazione rimbomba come un eco distante. Il peso delle parole non dette è l'unica cosa che riempie lo spazio tra di loro.
Il cielo si è oscurato e le ombre delle nuvole avvolgono la stanza. E' una nebbia densa, che non consente a Iwaizumi di respirare come si deve. Il fuoco della rabbia lo consuma, ma il è fumo invisibile. Non ci saranno vincitori. Da quel confronto, ne usciranno entrambi sconfitti.
-Ciao.-
Il sussurro di Oikawa è spezzato dal dolore. Iwaizumi stringe ancora di più gli occhi, tentando di contenere le lacrime che già minacciano di scendere.
-Ciao.-
Ogni respiro è un ronzio assordante nell'assenza di parole. E' un addio non ancora pronunciato, un saluto sospeso nell'aria.
Oikawa si schiarisce la gola. Iwaizumi sa che ogni secondo di silenzio è una nuova crepa sul suo cuore. E fa male. Fa così dannatamente male.
-Iwa...-
Lo sguardo di Iwaizumi è fisso fuori dalla finestra. Le sue mani tremano mentre stringe il telefono tra le dita.
-Sai che non...- Oikawa si blocca, cercando quel coraggio che sembra sfuggirgli ad ogni respiro. -Sai che non possiamo continuare così.-
-Lo so,- riesce a dire Iwaizumi con un filo di voce, la gola stretta.
-Sai anche...- Oikawa ispira di colpo. Forse il panico sta avendo la meglio anche su di lui. E' un suono leggero, il ticchettio di un orologio lontano. -Sai anche cosa significa.-
Iwaizumi annuisce anche se l'altro ragazzo non può vederlo. Non riesce a dirlo a parole. Non quando sente di aver appena perso una parte di sé stesso.
Ed è una parte che amato per così tanto. Ha amato Oikawa per così tanto tempo che non si ricorda più cosa voglia dire vivere senza farsi carico di quel fardello. Non è ancora pronto per entrare in quel tunnel buio, senza fine, dove ci sono solo l'eco dei suoi passi e il peso della solitudine ad accompagnarlo.
Iwaizumi stringe gli occhi così forte che la sua vista si appanna. -Lo so,- dice, perché Oikawa non concluderà il suo discorso se lui non glielo permetterà.
-Okay.- Oikawa deglutisce più volte, come se qualcuno gli avesse d'un tratto rubato la voce. C'è un'esitazione che rivela tutta la sua vulnerabilità. -Okay, a-allora... allora penso che...-
La parte peggiore, è che c'è ancora un se: c'è un se radicato nella sua mente. E Iwaizumi non riesce a pensare ad altro.
Se qualcosa, se anche una sola cosa fosse andata diversamente, ora tutto sarebbe diverso? Mentre Oikawa spezza un'altra delle loro promesse, Iwaizumi non può fare a meno di chiedersi: esiste una strada che non hanno esplorato?
Una sola. Ne basterebbe una sola.
E i suoi pensieri fuggono, spaventati, cercano una via d'uscita in quel dannato labirinto; e scavano inutilmente, si scontrano tra di loro, cadono, solo per ritrovarsi di nuovo in un vicolo cieco. Le hanno provate tutte.
Lui e Oikawa le hanno provate tutte. Iwaizumi è così incazzato.
E' furioso con Oikawa, ed è furioso con sé stesso perché, alla fine, ha dovuto accettare che i suoi sforzi non hanno portato a nulla. Quello era sempre stato il loro destino, ed è così fastidioso non poterlo riscrivere.
Forse non c'è rimedio. Forse Iwaizumi è stanco di combattere.
-Mi hai chiamato solo per questo, dico bene?- Iwaizumi inspira profondamente, mentre le lacrime gli bruciano gli occhi. -Per dire che ti stai arrendendo. Per dire che non lotterai più per noi.-
Per qualche istante, dall'altro capo del telefono non sopraggiunge alcun suono. Oikawa potrebbe tranquillamente aver messo fine a quella chiamata senza che Iwaizumi se ne sia accorto.
-Ti prego. Non farmi questo.-
Mentre ascolta la risposta dall'altra parte, il viso di Iwaizumi si contorce in un'espressione di rabbia. -Credevi che non lo sapessi?-
-Per favore.-
-Credevi che non lo sapessi fin dall'inizio? Fin dal primo fottutissimo secondo in cui mi sono dichiarato sapevo che avrei passato il resto della vita ad aspettarti. E ora tu-...- Iwaizumi si alza di scatto dal futon, iniziando a camminare avanti e indietro per la stanza. Ogni passo è accompagnato da un gesto nervoso; stringe e rilascia il pugno come se cercasse un modo per scaricare la tensione. -E ora tu scegli ancora una volta te stesso, e metti al primo posto il tuo...-
-Oh, adesso sarei egoista?- lo interrompe Oikawa. La sua voce si è alzata di almeno un'ottava. -E sentiamo, chi dei due è il vero egoista? Quello che non intende rinunciare ai propri sogni, oppure quello che spinge l'altro a farlo?-
-Pensi che ti avrei impedito di inseguire Blanco in Argentina? Sono sempre stato dalla tua parte.- Iwaizumi si copre il viso con una mano, cercando di trovare un po' di calma nella tormenta delle sue emozioni. -Sai bene che non ti avrei mai chiesto di restare.-
-Se me lo avessi chiesto...- Il respiro di Oikawa si interrompe bruscamente. -Se me lo avessi chiesto, sarei rimasto.-
Iwaizumi stringe di colpo la mascella. Le lacrime continuano a scorrere, ma ora sono più silenziose.
-Ho sperato con ogni fibra del mio corpo che non lo facessi. Era l'opportunità migliore che potesse presentarsi. Solo un pazzo avrebbe rifiutato una proposta del genere. Volevo che tu mi lasciassi andare, che decidessi di dimenticarmi.- La voce di Oikawa è ridotta a un tremolio. -Perché se me lo avessi chiesto, io-... cazzo, se solo me lo avessi chiesto, sarei rimasto.-
Iwaizumi si rannicchia per terra, avvolgendo il corpo con le braccia come se stesse cercando di proteggersi dal mondo esterno. E' una scena quasi patetica.
-E se ti chiedessi di restare?- Le sue parole diventano più urgenti, fino a sfiorare l'incoerenza. Ormai, i suoi singhiozzi sono fatti di speranze infrante.
Il silenzio, dall'altra parte del telefono, è devastante; preme sulle spalle di Iwaizumi, costringendolo a curvarsi. Lui diventa più piccolo mentre la disperazione lo schiaccia.
-Non lo farai,- dice Oikawa. Anche se pronuncia quell'affermazione con difficoltà, il suo tono è deciso. Conosce bene Iwaizumi. Fin troppo bene.
Iwaizumi si passa una mano tra i capelli spettinati, cercando di trovare un po' di conforto. -No.- Mentre parla, i suoi gesti sono lenti e stanchi. -No, non lo farò.-
Oikawa sospira profondamente; è un suono che sembra risuonare nella stanza come un rintocco solenne. Inizia una frase, ma si interrompe subito, incapace di proseguire oltre. Entrambi stanno annegando nel mare dei loro ricordi, ripercorrendo mentalmente le discussioni passate, i momenti felici.
Il tempo è diventato una tela da imbrattare con i rimpianti: ogni secondo trascorso è l'immagine di un futuro sbiadito, che sfugge alla loro portata. Iwaizumi trova quasi ironico che il lieto fine si sarebbe concretizzato solo nelle loro fantasie più profonde.
-Sai, la cosa divertente è che-...- Oikawa si strozza con la sua stessa lingua, come se la sua voce fosse rallentata dal peso delle emozioni. -Passerò più tempo a dimenticarti di quanto ne ho passato ad amarti.-
Iwaizumi si strofina energicamente le palpebre. Il sole ha bucato la coltre di nubi e i suoi raggi gettano una luce dorata nella stanza, avvolgendo il ragazzo in un abbraccio malinconico. -Non è così divertente,- sussurra.
-No,- risponde Oikawa, la risata soffocata dalle lacrime. -No, a dire il vero, non lo è per niente. Fa molto male, in realtà. Fa davvero tanto- tanto male.-
Il viso del ragazzo dev'essere nascosto dalle sue mani, perché i singhiozzi vengono immediatamente attutiti. Sembrano partire dal profondo del suo petto, e ogni espirazione è accompagnata da un suono gutturale.
-Perché?- Oikawa inala intensamente, come se stesse cercando di riempire i polmoni d'aria, ma ogni respiro gli procurasse solo maggiore sofferenza. -E'... è così crudele...-
Non è giusto. Lo pensano entrambi, ma nessuno dei due gli dà voce.
Ogni tanto, Oikawa prende un respiro più profondo che si conclude con un nuovo scoppio di pianto. Iwaizumi chiude gli occhi, lasciando che la stanchezza abbia il sopravvento. Il suo corpo, gradualmente, comincia a calmarsi.
Alla fine, anche i singhiozzi di Oikawa si fanno più sporadici. I due ragazzi restano lì, ancorati al telefono, pietrificati dal dolore, sperando che il tempo possa cristallizzare i loro cuori tormentati. Appena Iwaizumi alza lo sguardo, i suoi occhi vagano sul muro, come se fossero alla ricerca di una risposta, un conforto. Ma lo spazio intorno a lui riflette solo il suo stesso vuoto interiore.
-Hey, Tooru.- Il sorriso di Iwaizumi è lieve, quasi impercettibile. -Eravamo davvero qualcosa, non credi? Io e te. Qualcosa di speciale.-
Qualcosa che coinvolgeva sogni ad occhi aperti, sguardi rubati, ubriache confessioni d'amore in una notte di gennaio. Cicatrici invisibili, iniziali scolpite sulla pietra, passi di danza nel cuore della notte sotto la luce tremolante del frigorifero.
Oikawa era riuscito a rischiarire il cielo durante le notti più buie. Ecco cos'erano stati loro due: un fugace, tenue momento di sole caldo.
-Sì.- Oikawa concorda, tirando su col naso. -Qualcosa di speciale.-
Dopo un altro minuto, Iwaizumi riprende a parlare: -Ci vedremo ai nazionali, immagino. Quando la mia squadra ti farà il culo in diretta televisiva.-
La risata di Oikawa è così leggera che Iwaizumi non è certo di averla sentita. Dal modo in cui gli risponde, però, si capisce perfettamente che un sorriso sta incorniciando il suo volto. -Saremo noi a battervi.-
-Non ne sarei così sicuro. Sai, potrebbe esserci Kageyama, nel nostro team.-
-Motivo in più per il quale vi distruggeremo.-
-Lo scopriremo a tempo debito.-
Oikawa ammutolisce. Dopo qualche secondo, il suo respiro si fa di nuovo vacillante. -Mi guarderai, vero?-
Iwaizumi si morde l'interno della bocca per evitare di scoppiare in lacrime. Ride debolmente, cercando di camuffare tutto il suo dolore.
-Certo che lo farò.-
Oikawa sembra sinceramente sollevato di sentire quelle parole. La mano di Iwaizumi, stretta attorno al telefono, si ammorbidisce. La tensione sta lasciando il suo corpo, ma lui non si sente affatto alleggerito.
-Hey, Iwa?- dice Oikawa, con una voce molto più acuta di quanto Iwaizumi si aspettasse. -Qualunque cosa succeda... non scomparire.-
Iwaizumi è ancora una volta prossimo al pianto, quindi non riesce a rispondergli.
-Lo so che non ho nessun diritto di chiederti una cosa del genere, soprattutto perché non sono bravo a mantenere le promesse,- sbuffa l'altro ragazzo, tra un singhiozzo e l'altro. -Ma ho bisogno che tu me lo prometta. Non diventare un estraneo.-
La testa di Iwaizumi cade all'indietro, scontrandosi con il muro. Gli angoli della sua bocca si sollevano appena. Ti amerò per sempre, pensa. Non lo dice.
-Te lo prometto.-
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀
-Avete chiuso?-
Iwaizumi prende un altro sorso di birra prima di rispondere. Quando appoggia il bicchiere sul tavolo, gli occhi dei suoi migliori amici sono fissi su di lui.
-Sì,- conferma, allontanando il bicchiere. -Era la cosa migliore. Per tutti e due.-
Visto come erano andate le cose nell'ultimo periodo, l'affermazione di Iwaizumi non sarebbe dovuta suonare tanto sorprendente; eppure, Hanamaki fatica a mettere insieme i suoi pensieri per formulare una frase a senso compiuto.
-Che cosa? Ma voi eravate...-
-Makki,- lo ammonisce Matsukawa, ma Iwaizumi solleva una mano per zittirlo.
-Va tutto bene,- dice, rassicurando i due amici con un cenno del capo.
-Non posso crederci.- Hanamaki scuote la testa. -Adesso prendo il primo volo per l'Argentina e vado a dire due parole a quell'idiota, dopodiché- lasciami Matsun! Ti rendi conto che...-
-Non è necessario.- Iwaizumi si sforza di sorridere, riuscendoci solo in parte. -Non posso arrabbiarmi con lui solo perché ha deciso di inseguire la carriera dei suoi sogni.-
-Certo che puoi!- sbraita Hanamaki, battendo le mani sul tavolo. I clienti seduti poco più in là gli lanciano qualche occhiata torva. -Tu hai sempre messo lui al primo posto!-
-E dove mi ha portato, hm?- ribatte Iwaizumi, amareggiato. -Lui è andato in un altro continente, si è costruito la sua vita. Io sono rimasto bloccato qui.-
Hanamaki distoglie lo sguardo, ma non aggiunge altro. Il silenzio dopo la tempesta è di una calma irreale, pensa Iwaizumi: dopo il fragore del vento e della pioggia, il mondo sembra finalmente riprendere a respirare. È rigenerante, in un certo senso.
-Quindi? Cosa succederà adesso?-
Iwaizumi scrolla le spalle. -Nulla. Ognuno proseguirà per la sua strada.-
-Smetterete di parlarvi?- La domanda di Hanamaki è accompagnata da un eco di tristezza. -Dovrai bloccarlo su tutti i social. Abbiamo il permesso di continuare a scrivergli, vero? Perché è il mio migliore amico e...-
-Rilassati,- lo interrompe Iwaizumi. -Non vi obbligherò a fare niente. Siamo ancora amici. Ci saremo sempre l'uno per l'altro. Solo... ci vorrà un po' per abituarsi. Tipo, un bel po'.-
Matsukawa appoggia una mano sulla spalla di Iwaizumi e stringe forte. -Ti servirà qualcosa di più forte di una birra.-
Una risatina sfugge dalle labbra di Iwaizumi. Matsukawa si dirige verso il bancone del bar, invitando gli altri due a seguirlo.
-Allora, cosa prendi? Offre Makki.-
-Hey!-
Iwaizumi sta per rispondergli, ma il suo telefono riceve una notifica. Il ragazzo si blocca a metà della sala, controllando rapidamente i messaggi. Il suo cuore perde un battito.
-Iwa?-
Iwaizumi combatte il sorriso che sta cercando di farsi strada sul suo volto. Il tempo guarirà tutto quello che c'è da guarire.
-Arrivo!- risponde, intascando il cellulare. -Prendo un Mint Julep.-
⠀⠀⠀⠀
[05/07]
O: [link allegato] [13.22 pm]
O: ho sentito che ci sono delle spiagge stupende anche in California [13.22 pm]
⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀
︵‿︵‿୨♡୧‿︵‿︵
⠀⠀⠀⠀
-Woah.-
Beh, woah, pensa Iwaizumi, mentre cammina verso il campo da gioco.
L'aria è frizzante, carica di elettricità e aspettative. Ogni passo sembra amplificare l'emozione che gli scorre nelle vene. Tiene il borsone stretto sulla spalla, il cuore che martella nel petto.
Il panorama che si apre davanti ai suoi occhi è mozzafiato: lo stadio olimpico, con tutta la sua imponenza, si estende in ogni direzione. L'odore del parquet fresco e della vernice nuova gli riempie le narici.
Gli spalti brillano di colori sgargianti. I riflettori illuminano il campo verde smeraldo, mentre le urla riempiono lo stadio. Iwaizumi gira su se stesso, per non perdersi nessun dettaglio: i tabelloni elettronici ancora azzerati, le reti perfettamente tese, le panchine allineate sul lato del campo.
Si ferma un attimo, lasciando che tutta quell'immensità lo avvolga. Quello è il palco su cui ha immaginato di giocare da bambino. Riesce già a sentire il suono dei palloni che rimbalzano e degli schiacciatori che si preparano a saltare. I giocatori della Nazionale si riversano sul campo e le loro voci allegre riempiono l'aria. Nei loro occhi, Iwaizumi trova la stessa meraviglia che ha sentito dentro di sé.
-Non ti abituerai mai, eh?- scherza Atsumu, tirando una leggera pacca al suo compagno di squadra. Hinata scuote la testa, lo sguardo ammaliato come quello di un bambino.
Meian guida la squadra oltre le linee bianche che tratteggiano l'estremità laterale. La tensione sale mentre i giocatori attendono il fischio d'inizio.
-Sarà una partita dura. Concentratevi,- ordina il capitano. -Basterà seguire gli attacchi che abbiamo pianificato in queste settimane. Vedrete che andrà tutto bene.-
-Portiamo a casa questa vittoria!-
Meian volta le spalle ai compagni per rivolgersi all'allenatore: -Qualche consiglio dell'ultimo minuto?-
Hibarida aggrotta le sopracciglia e si formano alcune rughe vicino agli occhi. -Penso ci sia qualcuno di più qualificato a cui chiedere. Dopotutto, questa è la sua partita.-
Il collo dell'uomo ruota verso di lui e Iwaizumi sussulta impercettibilmente. La sensazione è quella di una secchiata d'acqua gelida in pieno volto.
-Uh,- borbotta, colto alla sprovvista. -Veramente, io...-
Le urla persistenti degli spettatori suggeriscono che i loro avversarsi sono appena scesi in campo. Gli occhi della Nazionale, tuttavia, non perdono di vista il loro preparatore atletico.
Iwaizumi si schiarisce la gola. -Non credo che...-
-Giusto!- lo interruppe Hinata. -Che ne pensi, Iwaizumi-san?-
Iwaizumi esita ancora un istante. Poi, porta le mani sui fianchi e gonfia il petto per mostrarsi fiducioso. Hibarida ha ragione. E' anche la sua partita, quella.
-E' dura improvvisare un discorso motivazionale, soprattutto se si tratta di un match così importante. Ma proverò a fare del mio meglio.- Con un battito di mani e un'ultima occhiata agli spalti, Iwaizumi riprende a parlare: -Allora, da dove comincio?-
In quell'attimo scandito dal ticchettio delle scarpe da ginnastica sul parquet, ricordi e memorie si mescolano e fondono assieme. Iwaizumi ripensa al passato e, quando parla, osserva il presente con occhi diversi.
Forse, guardare indietro è l'unico modo per andare avanti.
-Tanto tempo fa,- inizia, -Una persona mi ha insegnato che cos'è la determinazione. Lo conoscete tutto quel famoso proverbio, no? Cadi sette volte, rialzati otto.- si ferma per un solo istante, mentre la sua voce si incrina leggermente. -Anche se le squadre avversarie avranno giocatori più forti, anche se ci sarà un solo punto a separarli dalla vittoria, voi continuate a rialzarvi. Questa persona l'ha fatto.-
Mentre gli spalti esplodono in cori e applausi, i lineamenti di Iwaizumi si ammorbidiscono. -Cadete dieci volte, ma continuate a rialzarvi fino a quando le vostre gambe non urleranno di dolore. Sono quelle cadute che vi hanno reso chi siete. E sono quelle cadute che vi hanno portato fino a qui.-
-Diamine, siete arrivati in semifinale. Questo posto ve lo siete guadagnato con i denti e col sudore.- Un sorriso divertito si dipinge sul suo volto. -Il mondo appartiene a chi ha il coraggio di inseguire fino in fondo i propri sogni.-
Il pubblico è completamente assorto nel suo discorso. Qualcuno annuisce, altri lo ringraziano con una pacca sulla spalla. Nonostante si trovino in una palestra gremita di persone, la squadra è avvolta da un silenzio solenne.
Poi, Sakusa se ne esce con un misto tra una risata e uno sbuffo.
-Pff,- lo schernisce Atsumu. -Puoi dirlo forte, capo.-
Meian sorride e ringrazia Iwaizumi con un cenno della mano. -Avete sentito? Mettiamocela tutta!-
L'entusiasmo è alle stelle. Mentre la squadra si dirige verso la linea di fondocampo, Iwaizumi riesce a distinguere solo qualche parola nel mezzo del brusio.
-Secondo te stava parlando di Oikawa?- borbotta Hianata, sottovoce.
Kageyama lo colpisce alla testa per zittirlo. -Non farti sentire, idiota!-
Iwaizumi ruota gli occhi al cielo. Mentre si sta togliendo la felpa, la voce del telecronista attira la sua attenzione: -Da quando il celebre allenatore Jose Blanco ha ottenuto la panchina della loro nazionale, hanno scalato la classifica fino a diventare la quarta squadra più forte al mondo.-
Iwaizumi è attratto verso l'estremità opposta del campo come se una potentissima calamita stesse agendo sul suo corpo. La Nazionale argentina ha appena finito di presentare gli atleti, ora disposti in ordine per il saluto.
-Le ultime due volte in cui queste squadre si sono affrontate, è stato il Giappone ad avere la peggio.-
Iwaizumi scorre tra le espressioni degli avversari e non si accorge di trattenere il respiro: i lineamenti sono tesi, gli sguardi concentrati. Passa in rassegna tutti i giocatori senza mai fermarsi.
-Al proposito di questo incontro, la particolarità più interessante riguarda l'alzatore titolare, Oikawa Tooru. Nato in Giapppone, ha seguito il suo mentore, Blanco, fino in Argentina. E' così che ha ottenuto la cittadinanza. Potremmo dire che questa è la sua partita.-
Il battito di Iwaizumi accelera quando il ragazzo si imbatte negli occhi color nocciola di cui conosce anche il più piccolo bagliore.
Dal pubblico si alza un boato, un'onda che attraversa l'arena come un tuono. Gli schermi mostrano le prime immagini, e ogni gesto dei giocatori è accolto con grida di incoraggiamento.
Gli atleti agitano le mani; è un mare di suoni e di colori avvolge il campo. Ma gli occhi di Oikawa sono fissi in quelli di Iwaizumi. E non importa quanti anni siano trascorsi, quante storie abbiano vissuto, quanti ostacoli abbiano superato e quanti progressi abbiano fatto.
E' ancora come se fosse la prima volta.
⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀
-Siete stati fantastici!- esclama Shizuri, gettandogli le braccia al collo. Il suo entusiasmo è così travolgente che persino Iwaizumi - più di settanta chili di muscoli e palestra - è costretto ad indietreggiare per non cadere a terra.
-Sono contento che tu ti sia divertita,- le risponde, scompigliandole amorevolmente i capelli. Lei annuisce con enfasi, come se volesse dare conferma alle parole di Iwaizumi.
Emika, al suo fianco, si lascia scappare un sospiro. -Che cosa avevamo detto a proposito dello spazio vitale delle persone?-
-Oh? Oh! Giusto.- Shizuri fa un passo indietro, sistemandosi la gonna. -E' stato così emozionante! C'erano tutte quelle persone che gridavano e saltavano e... e l'ultimo punto! Ho trattenuto il fiato. Quando il Libero ha intercettato male la palla ho pensato davvero che sarebbe stata la fine, ma poi il numero dieci- Hinata, giusto? Lui ha salvato l'intera partita! Non riesco ancora a crederci!-
-Se la sono cavata molto bene,- concorda Iwaizumi. -Anche se è stata dura. Il terzo set è stato il più combattuto.-
Dietro di loro, la porta dello spogliatoio si apre con un cigolio. Wakatsu, ancora sudato per la partita, si dirige verso le docce in compagnia di Aran; si gira solo una volta, offrendo uno sguardo interrogativo ad Iwaizumi. Il suono delle docce si mescola al rumore degli armadietti che sbattono e alle chiacchiere degli atleti. Tutti quei rumori vengono però interrotti dal tonfo della porta che si richiude.
Shizuri saltella sul posto per la felicità. Iwaizumi è quasi invidioso del suo sorriso: è uno di quelli chiari che fanno voltare la gente per strada.
-Pensi che mi faranno entrare per una foto?- Chiede. Oggi, più che mai, sembra che abbia una carica inesauribile.
-Nello spogliatoio maschile?- la prende in giro Emika, senza però usare il suo tipico tono tagliente. -Certo, non vedo perché no.-
-Davvero? Credevo che l'accesso fosse vietato.-
Emika scuote la testa. Ma, invece di un sospiro esasperato, sulla sua bocca si forma un sorriso delicato. -Come devo fare con te?-
-Hey!- sbuffa Shizuri, spingendola di lato con un colpo della spalla. Emika non risponde alla provocazione, optando invece per intrecciare le loro mani. Il rancore dipinto sul volto di Shizuri viene immediatamente sostituito da una spolverata di rosa.
Un'ondata di calore si diffonde lentamente nel petto di Iwaizumi. Quella scena così semplice, quel gesto così spontaneo, avevano risvegliato in qualcosa di nascosto, un ricordo dei tempi in cui tutto sembrava meno complicato.
-Grazie per avermi fatto avere i biglietti, Iwaizumi,- dice Shizuri, appoggiando dolcemente la testa sulla spalla della sua ragazza.
Quello che riceve in cambio è un leggero cenno del mento. -Nessun problema.- Poi, Iwaizumi, lancia un'occhiata perplessa ad Emika. -Ora tornerete in hotel?-
-Prima pensavamo di mettere qualcosa sotto i denti,- risponde Emika. -Ti va di farci compagnia? So che devi riposare per la partita di domani. Possiamo fermarci da Mos Burger e ordinare da asporto, se preferisci.-
Iwaizumi sta per accettare l'invito, ma poi il suo sguardo si sposta verso il corridoio e il suo respiro si ferma per un istante.
Lì, in piedi vicino a uno delle porte, c'è Oikawa. I loro occhi si incrociarono ed è come se tutti gli anni trascorsi si fossero di colpo dissolti.
Oikawa ha la stessa espressione di cui si era innamorato Iwaizumi, ma con una nuova profondità che solo il tempo poteva spiegare. I suoi capelli sono più corti, ancora umidi per la doccia. Qualche goccia scivola dalle punte e segue i lineamenti del volto, ora più spigolosi, più maturi. C'è qualche residuo di barba, sotto il suo mento, e la sua postura riflette una solidità prima del tutto assente, guadagnata attraverso l'esperienza.
Iwaizumi resta immobile fino a quando non sente sciogliersi il gelo che l'aveva accompagnato per mesi. Le pareti, spoglie e fredde, sembrano restringersi intorno a loro, rendendo l'atmosfera ancora più soffocante. Oh, quanto gli era mancata quella sensazione.
-Sai che c'è? Voi andate avanti,- dice, senza pensarci troppo. -Io vi raggiungo più tardi.-
Emika vuole protestare, ma una rapida occhiata alle sue spalle è sufficiente per zittirla. Le sue pupille si dilatano come se avesse appena visto un fantasma. -Oh. Okay.-
-Oikawa!- esclama Shizuri, con la stessa espressione esterrefatta. -Potresti farmi un autografo?-
Un sorriso si fa strada sul volto di Oikawa, timido ma sincero. -Te lo faccio avere più tardi, Shizuri.-
La ragazza annuisce, senza staccare gli occhi dai due atleti nemmeno quando Emika prova a trascinarla lontano dallo spogliatoio. -Ci conto!-
-A dopo, Hajime.- Emika spinge la sua ragazza verso l'uscita, lasciando Iwaizumi da solo con Oikawa.
Per un secondo, nessuno dei due ha il coraggio di farsi avanti. C'è una tensione palpabile nell'aria, così densa che Iwaizumi riesce quasi a toccarla. Entrambi sanno che il loro incontro non è solo una coincidenza.
-Tooru,- dice Iwaizumi, la sua voce un misto di affetto e incertezza.
-Iwa-chan,- risponde lui, assaporando quel nome sulle labbra come una melodia dimenticata da troppo tempo.
-Ti va di entrare?- Iwaizumi indica la porta alle sue spalle con un piccolo cenno. -Possiamo andare nel mio ufficio, così non ci disturberà nessuno.-
Oikawa inarca un sopracciglio, divertito dalla sua proposta. -Hai addirittura un ufficio?-
Prima che Iwaizumi possa spiegare, però, Oikawa si è già diretto verso la direzione indicata. Iwaizumi accelera il passo e richiude la porta dello spogliatoio alle sue spalle.
-Ogni allenatore ne ha uno. Hibarida mi ha concesso metà dello spazio per appoggiare la mia roba.- Dice, infilando silenziosamente la chiave nella serratura. -A quest'ora, tutti sono già tornati nelle loro camere. Dovrebbe essere vuota.-
Oikawa emette un mormorio in risposta. Poi, entra nella stanza, facendo attenzione a non toccare nulla.
Iwaizumi gira attorno alla scrivania e sposta il suo borsone con un piede. Dopo aver sistemato tutte le sue ultime cose all'interno degli armadietti, si gira per affrontare l'altro ragazzo. Oikawa lo ha studiato per tutto il tempo con una serie di domande dipinte sul volto.
-Cosa c'è?-
-Ti sei tagliato i capelli.- Oikawa piega la testa da un lato e, per un secondo, Iwaizumi rivede quello strambo bambino di sette anni che gli aveva rivolto la parola al parco.
Sono passati quasi due anni dall'ultima volta che si sono visti di persona.
Certo, si erano chiamati regolarmente ogni tre mesi. I loro scambi di messaggi erano durati ore. Ma avere Oikawa in carne ed ossa davanti a sé faceva sempre un altro effetto.
-Anche tu,- sottolinea Iwaizumi, facendo riferimento al suo nuovo taglio. -Ti stanno bene.-
Una risatina nervosa risale la gola di Oikawa. -Come stai?-
-Sto bene.-
Iwaizumi è consapevole che si tratti solo di una mezza verità. Avverte la distanza tra di loro; non solo fisica, ma anche emotiva.
Oikawa avanza verso di lui e allunga una mano. Iwaiuzmi la guarda per un momento, come se stesse valutando ogni possibile reazione. Poi, senza più riflettere, fa un passo avanti e si lascia abbracciare.
La stretta di Oikawa è inizialmente rigida, come se entrambi avessero paura di ciò che avrebbe potuto significare. Stare l'uno nelle braccia dell'altro, però, risveglia una familiarità e un conforto che solo i ricordi potevano offrire. Presto, la tensione si scoglie e le loro spalle si rilassano.
-Mi sei mancato,- sussurra Oikawa, la voce rotta dall'emozione.
Solo per un istante, tutte le parole non dette e le ferite rimaste aperte sembrano meno importanti.
-Anche tu,- risponde Iwaizumi, stringendolo più forte.
Restano così fino a quando un campanellino d'allarme risuona nelle orecchie di Iwaizumi. Il ragazzo si tira indietro, facendo vincere la razionalità sul sentimentalismo. Quando si separano, sanno entrambi che nulla è cambiato, che il passato non può essere cancellato. Eppure, per la prima volta dopo tanto tempo, Iwaizumi si sente meno solo.
-E' smalto quello sulle tue unghie?-
Oikawa abbassa lo sguardo sulle sue mani, come se avesse bisogno di una conferma. -Sì. Ho ricominciato a metterlo.-
-Sono felice.-
Sanno entrambi che quel discorso va ben oltre lo smalto.
-Allora,- Oikawa si schiarisce la gola. Se Iwaizumi non lo conoscesse da più di vent'anni, direbbe quasi che sia in imbarazzo. -In semifinale, eh? Ci tieni così tanto ad appendere un oro olimpico sul muro?-
Iwaizumi fa le spallucce. -Si abbina alle pareti del mio salotto.-
Con quella frase riesce a strappare una risata ad Oikawa. -Avevi promesso che avresti fatto del tuo meglio per battermi. Ci sei riuscito.-
Gli angoli della bocca di Iwaizumi si curvano verso l'alto. -Con un piccolo aiuto.-
-Hm.-
Oikawa torna a fissare il pavimento.
Iwaizumi cerca disperatamente qualcosa da dire, ma ogni frase che formula nella sua testa sembra inadeguata. E' come se avesse già trascorso ore in quella stanza.
-Sono contento, però.- Oikawa solleva di nuovo lo sguardo. -Sono contento che sia stato tu a battermi.-
I loro occhi si incrociano per un istante di troppo. Entrambi ruotano di scatto la testa, come se il contatto visivo fosse stato troppo intenso da sostenere.
Iwaizumi sa bene che cosa Oikawa intende dire. Sono contento che sia stato tu a battermi. Va bene perdere anche se sono arrivato così vicino al podio. Va bene perché sei tu.
-Non ti starai mica arrendendo, vero?- scherza Iwaizumi. -C'è ancora una partita prima della finale. La tua squadra può sempre raggiungere il terzo posto.-
Oikawa ridacchia sottovoce. -Sì,- mormora distrattamente. -C'è ancora domani.-
Tra di loro torna a calare il silenzio. Iwaizumi rimpiange i tempi in cui parlare con Oikawa era naturale, persino facile. Ma ora, ogni parola sembra un ostacolo, ogni sguardo un rischio.
-Partirai subito dopo la cerimonia?- Iwaizumi avrebbe tanto voluto dire qualcosa di più intelligente, ma le parole non vogliono uscire dalla sua gola.
Oikawa annuisce. Iwaizumi annuisce. Nessuno dei due aggiunge altro.
La situazione è diventata insopportabile. Iwaizumi si rende conto che le sue mani stanno sudando, così le nasconde in fretta dentro le tasche. Il suo cervello sta cercando un modo per riempire quel vuoto opprimente, ma è tutto inutile.
Eppure, non vuole che quella conversazione abbia fine. Non importa quanto sia imbarazzante, o quanto possa peggiorare il loro rapporto; Iwaizumi è deciso a farla durare il più a lungo possibile.
L'espressione concentrata sul volto di Oikawa suggerisce che anche lui stia pensando la stessa cosa. E' qualcosa di simile all'esitazione: forse vuole parlare, oppure vuole toccarlo, ma ha paura di dove potrebbe portare.
Iwaizumi sente un peso nel petto con cui gli è impossibile fare i conti, anche a distanza di sei lunghissimi anni.
È sopraffatto dalla cadenza della sua voce, dal modo in cui le sue labbra si increspano ogni volta che comincia a ridere. Il pensiero di perdere tutto quello un'altra volta lo terrorizza.
-Hey, Shittykawa.- Come faccio a tenerti stretto ancora per qualche minuto? pensa. -Vorresti...-
-Ti va di andare in...-
Oikawa si blocca e lo stesso fa Iwaizumi. Poi, entrambi scoppiano in una risata liberatoria, e improvvisamente il mondo sembra un po' più leggero. È così che dovrebbe essere, pensa Iwaizumi.
-Prima tu,- invita Oikawa, con un gesto della mano.
-Non ti biasimo se preferisci riposare prima della partita di domani,- dice Iwaizumi, grattandosi il retro del collo. -So che è una cosa stupida. Probabilmente è l'idea peggiore che mi sia mai venuta in mente. Ma mi chiedevo se ti andasse di- sì, insomma...-
-Fare una cosa folle?- Gli occhi di Oikawa sono illuminati da una scintilla di insolenza. -Non aspettavo altro.-
⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀
-Non ci sono più.-
Iwaizumi aggrotta le sopracciglia, osservando Oikawa mentre si accovaccia sul terreno. -Che cosa?- chiede, facendosi più vicino.
-Le nostre iniziali,- constata Oikawa, rimettendosi in piedi. -Non ci sono più.-
La radura è sempre la stessa, se non per il fatto che è completamente diversa da come la ricordava Iwaizumi.
Gli alberi secolari che si ergevano verso il cielo sono stati quasi tutti abbattuti, ad eccezione di qualche abete. Se un tempo quella era un'oasi di pace, dove i tronchi e i cespugli di giunchi si riflettevano sulle acque limpide del lago, ora non è rimasto più nulla di quell'aria fiabesca. L'erba è cosparsa di chiazze secche, il suolo è arido e calpestato.
Le acque del lago sono di un blu profondo, inquinato, e la superficie è punteggiata da piccole increspature. Vicino alla riva, sporgono ancora delle grosse rocce; alcune sono coperte di muschio, altre mostrano la nuda pietra, fredda al tatto.
L'aria è pervasa dal profumo del terriccio umido mescolato all'odore della benzina. Le poche ombre allungate sul prato sono spezzate dagli oggetti abbandonati che deturpano il paesaggio.
Iwaizumi si siede sul masso più grande e appoggia il mento sopra una mano. Quella che era stata una culla di vita in cui respirare a pieni polmoni la natura incontaminata, ora è solamente una terra ferita, lasciata a marcire.
-Che peccato,- dice Oikawa, leggendogli nella mente. -Era così bello qui.-
Iwaizumi sospira. È triste. Il senso di tranquillità che cercava è stato sostituito da abbandono e desolazione. -Già.-
Il braccio di Oikawa ricade lungo il suo fianco. In mano stringe il cellulare con la fotocamera ancora aperta. -Avrei voluto fare una foto, ma non ne vale la pena. Quanto tempo è passato dall'ultima volta che siamo stati qua?-
-Nove anni.-
Gli occhi di Oikawa si spalancano per la sorpresa. -Wow,- fischia. -È davvero tanto tempo.-
Nove anni, pensa Iwaizumi. Eppure ricordo ogni cosa come se fosse stato ieri. Oikawa che prendeva in prestito l'auto di suo padre, le loro mani che si sfioravano accidentalmente, la promessa di mantenere il segreto solo tra di loro.
"Che resti solo tra di noi", aveva sussurrato Oikawa, guardandolo dritto negli occhi, "Ma non è mai stata una questione di orgoglio, testardaggine o lealtà. Credono tutti che abbia rinunciato alla Shiratorizawa perché non volevo tradire la mia squadra, ma non è così. O almeno, lo è solo in parte. Non servono sempre grandi e nobili motivazioni. La verità è che volevo stare con te. Volevo continuare a giocare con te."
Iwaizumi sorride al ricordo. Ci aveva pensato spesso, nel corso degli anni; era uno dei suoi preferiti. Uno di quelli che custodiva con più avidità.
Solo tra di noi.
-Come stai?- chiede Iwaizumi, lentamente, come se avesse paura di spezzare un incantesimo. -Per davvero, intendo.-
-Sto bene. Tu?-
-La mia squadra ha appena battuto i favoriti delle Olimpiadi di quest'anno,- risponde lui, con un velo di ironia. -Sono stato peggio.-
Oikawa sorride, ma è un sorriso che non raggiunge completamente i suoi occhi. -Ti vedi ancora con...-
-Toshika?- Iwaizumi scuote la testa. -Nah. Abbiamo rotto.-
-Mi dispiace.-
-Non è vero.-
-No.-
Iwaizumi cerca di mascherare la sua risata con un colpo di tosse. -Non ti è mai piaciuto, vero?-
-Ho le mie ragioni.-
-Era un bravo ragazzo,- lo difende Iwaizumi. -Siamo stati felici assieme. Ma alla fine non ha funzionato.-
Gli occhi di Oikawa sono incollati sul paesaggio. Non sembra triste, o a disagio. Tutte le emozioni sono scivolate via dal suo volto.
-Per quanto tempo siete stati una coppia?-
-Tre anni.-
Più di quanto lo siamo stati noi.
-E tu?- chiede Iwaizumi. Oikawa non ha mai voluto dirgli i nomi delle persone che ha frequentato negli ultimi sei anni, quindi lui non sa bene come muoversi: c'è qualche tasto dolente, tra tutte quelle facce sconosciute? Una relazione ancora in corso? Un amore più vero di quello che ha provato verso di lui? (Iwaizumi spera proprio di no: il solo pensiero è sufficiente a fargli venire la nausea).
-Io?-
-Hai qualcuno di speciale che ti aspetta a San Juan?-
Oikawa fa una smorfia. -Non esattamente.-
Iwaizumi non spinge oltre. Se l'altro ragazzo non ci tiene ad entrare nei dettagli, la conversazione può morire lì.
-Capito.-
Oikawa si siede al suo fianco, arrampicandosi su una piccola sporgenza. Preme il cellulare contro la coscia sinistra, lo schermo rivolto verso l'esterno. Gli occhi di Iwaizumi cadono sul suo sfondo. È una foto che risale ai tempi del Liceo: al centro c'è Hanamaki, con una mano sollevata per fare il segno della pace, mentre le braccia di Matsukawa stringono affettuosamente lui e Oikawa. Iwaizumi quasi non si riconosce. Ha un'aria così giovane.
-Ti ricordi quando abbiamo scattato questa foto?- chiede Oikawa, intercettando il suo sguardo.
Iwaizumi annuisce. -Ultimo giorno di scuola. Makki si è incazzato perché nessuno di noi smetteva di parlare.-
-Gli abbiamo rovinato metà delle foto,- aggiunge Oikawa, con una risata. -Per fortuna, alla fine, se ne è salvata almeno una.-
Iwaizumi fissa l'orizzonte, cercando di nascondere la nostalgia che gli stringe il petto. -Qual è la volta in cui hai visto Makki più incazzato?-
Oikawa ci riflette un attimo. Poi ride piano, il suono mescolato a un sospiro. -Decisamente al suo compleanno dei diciotto anni.-
Iwaizumi impiega un secondo a ripescare quel giorno tra le sue memorie, forse perché avrebbe preferito seppellirlo dove nessuno avrebbe potuto ritrovarlo. -Ti prego, non farmici pensare.-
-Eri così ubriaco che Matsukawa ti ha dovuto riaccompagnare a casa.-
-Sì, beh, non è la cosa più imbarazzante che è accaduta quella sera.-
Oikawa scuote la testa, reprimendo un sorriso malinconico. -No. Direi di no.-
Iwaizumi si porta una mano sulla fronte. Nonostante siano passati anni da quell'episodio, la sua faccia va ancora a fuoco. -Non so cosa sia stato più terribile, se la mia confessione o il mal di testa del giorno dopo.-
La risata di Oikawa si spegne rapidamente. La nostalgia si insinua in quella conversazione come un'ombra minacciosa, pronta a colpirli da ogni angolo.
E potrebbe finire così, la loro storia.
Niente segreti, niente rimpianti. Solo due migliori amici che guardano il tramonto, rievocando i momenti più significativi del loro passato.
Sarebbe un bel finale, pensa Iwaizumi.
Ma poi...
-Ce l'ho ancora, sai?- dice Oikawa, guardando un punto fisso del lago. -La sciarpa che hai dimenticato quel giorno, a casa di mia sorella. L'ho tenuta.-
Iwaizumi sente le sopracciglia scattare verso l'alto. Non prova neanche a nascondere lo shock che gli attraversa il volto. -Dici sul serio?-
-Era caduta dietro il termosifone. Per questo Matsun non era riuscito a trovarla.- Oikawa abbassa lo sguardo sulle sue mani, intrecciate nervosamente sopra le ginocchia. -Quando Kahomi si è trasferita, tre anni fa, mi ha chiesto se sapessi a chi appartenesse. L'ho riconosciuta subito.-
-E l'hai tenuta,- ripete Iwaizumi, a voce alta, perché fatica ancora a crederci.
-Cosa dovevo fare? Restituirtela?-
-No,- risponde Iwaizumi, senza nemmeno pensarci. -No. Puoi tenerla tu.-
Nel silenzio che segue, entrambi sembrano persi a contemplare il passato. Iwaizumi solleva il mento, lasciandosi accarezzare dalla brezza. Se chiude gli occhi, può ancora immaginare la radura com'era un tempo, bagnata dalla luce di un tramonto autunnale.
-Anche tu hai diverse esperienze imbarazzanti con cui fare i conti, però.-
Oikawa si gira verso di lui troppo velocemente. -Cosa vorresti insinuare?-
Iwaizumi lo guarda con un'espressione che urla mi stai prendendo in giro, vero?
-Quel ridicolo ballo in cucina, nel cuore della notte? Tre settimane prima che ti mettessi con Amiyu, oltretutto.-
Oikawa si copre il volto con entrambe le mani, lasciandosi scappare un lungo lamento. -Avrei preferito dimenticarlo.-
-E hai avuto anche il coraggio di dirmi che ero un pessimo ballerino!-
-Avevo quindici anni!-
-E quanti ne avevi quando mi hai costretto a cantare Start of Something New davanti a tutto il locale?- lo accusa Iwaizumi. -Diciotto, se non sbaglio.-
-Mi sono pentito di tante cose, nel corso della vita,- borbotta Oikawa, puntando un indice accusatorio contro di lui. -Ma il karaoke di High School Musical non è una di queste.-
Iwaizumi sbuffa una risata. Gli piacerebbe prendere in giro Oikawa ancora per un po', ma tutto il suo tono canzonatorio scompare appena le parole successive lasciano la sua bocca.
-Avrai pure compiuto ventisette anni, ma non sei cambiato affatto.-
-E questo cosa vorrebbe dire?-
-Che resti il solito bambino.-
Oikawa urta leggermente la sua spalla e Iwaizumi deve stringersi alla roccia per non cadere a terra. Mentre si mette più comodo, si rende conto che la vicinanza dell'altro ragazzo è diventata quasi sopportabile. Ora è una presenza delicata, che gli ricorda tutto quello che hanno vissuto. Quello che hanno perso.
-Ti ricordi...- Iwaizumi si morde la guancia e sopprime una volta per tutte la voce della ragione. Per un motivo a lui sconosciuto, sente di potersi fidare del suo istinto, almeno per qualche minuto. -Ti ricordi del nostro primo bacio?-
Oikawa ispira di colpo. Probabilmente si sarebbe aspettato di tutto tranne che quella domanda. -Certo che lo ricordo.-
-Mio padre ha smesso di parlarmi quella stessa sera.- Iwaizumi deve tossire, prima di proseguire il discorso, perché si accorge di avere un nodo alla gola. -Ci ripenso spesso.-
-Come mai?-
Iwaizumi scrolla le spalle. -E' una delle poche cose che cambierei. Della nostra storia, intendo.-
Oikawa impiega un minuto per assimilare quella nuova informazione. Quando lo fa, sul suo volto è scomparsa ogni traccia di buonumore.
-Ti ricordi di quando hai rovesciato il frullato sulle scarpe nuove di Yuda? Abbiamo riso per settimane.- Dice Iwaizumi, in un estremo tentativo di risollevargli il morale. -Oppure di quella volta in cui siamo...-
-Iwa-chan,- lo interrompe Oikawa, con un tono così serio da mettergli i brividi. -Ricordo tutto.-
"Tutto". Oh, pensa Iwaizumi, perché per la prima volta da quando si sono seduti sulla roccia, Oikawa lo ha colto davvero di sorpresa.
-Ricordo ogni cosa. Il modo in cui ti si sono aperti gli occhi, quando ho guidato fino a Koriyama, perché ho quasi attraversato con il rosso. Ricordo il numero di volte in cui mi hai pestato i piedi, quando abbiamo danzato alla luce del frigorifero. Ricordo ancora il disegno che c'era sulla maglia del tuo pigiama, la prima volta che abbiamo dormito assieme. Ricordo che la mattina di Capodanno hai scambiato i nostri biglietti della fortuna solo perché a me non capitasse quello con scritto 13. So ancora che qual è il tuo gusto di gelato preferito e che fai colazione con i pancake, ma solo se sono serviti con lo sciroppo.-
Iwaizumi non crede alle proprie orecchie.
-Oika-...-
-Vai a letto con i calzini, ma solo in inverno. Telefoni a tua nonna il martedì pomeriggio, perché lei è convinta che tu sia ancora un liceale. Il tuo piatto preferito è il Tofu, ma non lo ordini mai al ristorante, perché solo tua madre lo cucina come piace a te.- Oikawa si ferma per riprendere fiato, stanco e rassegnato. -Ricordo persino il primo fiocco di neve che è caduto la notte in cui hai detto di amarmi. Ricordo tutto, ogni singolo dettaglio, fin troppo bene.-
Iwaizumi non sa più cosa fare. Per sei, dolorosissimi anni, qualunque posto – qualunque canzone, qualunque parola, qualunque immagine – aveva rievocato in lui il ricordo della loro relazione passata, lasciandogli un sapore amaro in bocca.
Ma adesso è come se – per la prima volta – anche Oikawa fosse stato coinvolto in quei ricordi.
Iwaizumi prova una nuova sensazione che gli comprime i polmoni. Fa persino fatica a respirare.
Oikawa era lì. Anche lui aveva vissuto quei momenti, dal primo all'ultimo.
Il peso di quelle sensazioni personali, intime, non lo aveva portato solo Iwaizumi. Nonostante la distanza, nonostante il tempo trascorso, nemmeno Oikawa era stato capace di evitarli.
Iwaizumi si sente così stupido, ma anche così leggero. Non è il solo prigioniero dei suoi ricordi; anche Oikawa è stato costretto a confrontarsi con il passato: forse lo avevano affrontato in maniera diversa, ma era stato comunque un qualcosa di condiviso. Aveva lasciato un segno indelebile su tutti e due.
Iwaizumi trova improvvisamente una sorta di conforto nel sapere che anche Oikawa ricorda, che anche Oikawa non riesce ad ignorare.
Forse, nemmeno la sua ferita è risanata completamente. E, forse, entrambi sono ancora legati a ricordi che continuano a riemergere, indipendentemente dalla volontà di lasciarli andare.
Iwaizumi combatte le voci nella sua testa che gli suggeriscono di buttare tutto all'aria – i passi avanti, i progressi – per fargli un'unica domanda: la storia d'amore ha ferito anche te?
-Cos'altro cambieresti?-
-Eh?- Iwaizumi strabuzza gli occhi. Si era disconnesso dalla realtà troppo a lungo.
-Hai detto che il nostro primo bacio è una delle poche cose che cambieresti. Se ne avessi la possibilità, cos'altro cambieresti?-
-Oltre alla serata karaoke, vuoi dire?- Oikawa ruota gli occhi al cielo e Iwaizumi trova il modo di sorridere. -Il nostro ultimo incontro, forse.-
-Quello di due anni fa?-
-No. Quello prima della rottura.-
Le mani di Oikawa sono strette attorno alla roccia, le nocche bianche per la pressione. Il suo respiro si è fatto più lento. Come hanno fatto, in così pochi secondi, a riaprire una parentesi che entrambi hanno faticosamente cercato di chiudere?
-Quella notte, sotto la pioggia, mi hai raccontato delle tue paure, dei tuoi compagni di squadra e di quanto sentissi la mancanza di casa.- Dice Iwaizumi, prima che Oikawa possa impedirglielo. -Dopo che noi- uh... mh-mh. Sì, insomma, dopo il sesso, ho detto che avrei tanto voluto che quel momento non finisse mai. Il mattino seguente ti ho accompagnato da tua madre. Cinque giorni hai lasciato il Giappone. Se potessi tornare indietro...- Iwaizumi abbassa la testa, il suo sguardo fisso sulle loro mani così vicine ma ancora separate. -Ti chiederei di restare.-
Le spalle di Oikawa, prima curve, si irrigidiscono. Iwaizumi, però, continua a scappare dal contatto visivo.
-Ti chiederei di restare. So che la risposta sarebbe negativa. Non proverei nemmeno ad insistere o a cercare di convincerti. Ma te lo chiederei comunque.-
-Perché?- è tutto ciò che riesce a dire Oikawa, in un sospiro sommesso.
-Non lo so,- ammette Iwaizumi. -Sento che le cose sarebbero andate diversamente, se l'avessi fatto.-
Con la coda dell'occhio, Iwaizumi nota Oikawa mordersi il labbro. Sta tremando.
-Vorresti che le cose fossero andate diversamente, tra di noi?-
Iwaizumi ci pensa su. Non è una domanda semplice. Da un lato, c'è una montagna di emozioni contrastanti: il dolore della rottura, la rabbia dei litigi, l'agonia che comportano le relazioni a distanza. Dall'altro, però, beh... c'è tutto il resto.
-Non sempre,- risponde. -Solo a volte.-
Oikawa spalanca la bocca per dire qualcosa, ma poi si blocca, distogliendo lo sguardo. Con un respiro profondo, si appoggia alla roccia, le braccia incrociate davanti al petto. Iwaizumi interpreta quel gesto come una lotta interna tra il disperato desiderio di aprirsi e la necessità di proteggersi.
-E tu?- chiede Iwaizumi, esitante. -Cosa cambieresti?-
-Nulla.- La risposta di Oikawa è istantanea. -Se potessi tornare indietro, non cambierei nulla.-
Il corpo di Iwaizumi tradisce l'agitazione che sta provando inutilmente a nascondere. Le sue dita giocano nervosamente con l'orlo della maglietta, un gesto ripetitivo e quasi inconsapevole. Mentre parla, non si accorge di trattenere il respiro: -Nemmeno il finale?-
Iwaizumi percepisce perfettamente il cambiamento di umore di Oikawa: i suoi occhi si stringono, la mascella si irrigidisce. Sa di aver toccato un nervo scoperto, ma non intende più tornare indietro.
-Dove vuoi arrivare?-
-Devi dirmelo tu.-
Quando Oikawa lo guarda, lo fa solo per un attimo, con un'espressione che ricorda vagamente una supplica. Forse vuole chiedergli di fermarsi, o forse cerca un segno di comprensione.
-Vuoi sapere una cosa divertente? Non ho mai smesso di cercarti. Per strada, nelle piazze affollate, nelle code del supermercato. Eri ovunque, anche nelle persone che ho frequentato dopo che ci siamo lasciati. Il problema è che loro non erano te.- Oikawa stringe i denti. -Onestamente, penso che noi siamo stati la storia d'amore più bella, ma anche quella con il finale più tragico.-
L'aria si fa piatta e soffocante. Il cuore di Iwaizumi gli batte forte nel petto. C'è ancora una distanza, tra di loro, che non riesce a colmare. Deve giocarsi il tutto e per tutto.
-E se ci fosse ancora l'ultima pagina?-
L'intero corpo di Oikawa è scosso da un fremito. -Che cosa?-
-Se l'ultima pagina fosse bianca?- la voce di Iwaizumi, inizialmente ferma, comincia a vacillare. -Forse la nostra storia non è finita. Forse c'è dell'altro.-
-Che diavolo significa?-
-Ho amato, dopo di te.- Iwaizumi deglutisce rumorosamente. -Ma non ho mai amato nessuno come ho amato te.-
Il respiro di Oikawa si fa più affannato. È come se stesse cercando di trattenere le lacrime.
-Perché stai...-
-Magari eravamo troppo giovani. Magari ci siamo trovati in un vicolo cieco. Eppure guardaci.- Iwaizumi allarga le braccia per enfatizzare il suo punto. -Ora abbiamo ventisette anni. Abbiamo imparato dai nostri errori. La vita ci ha portati in direzioni diverse, ma ci siamo ritrovati. Ancora una volta.-
-Mi stai dicendo,- Oikawa è costretto a bloccarsi per reprimere un suono strozzato. -Mi stai dicendo che vuoi riprovarci?-
Iwaizumi tiene gli occhi puntati sul cielo. Sta passando dal blu all'arancione.
-La carriera di un atleta non è eterna. Dura relativamente poco, a dire il vero. Dopo una certa età, si è costretti al ritiro.-
-Non sono ancora così vecchio, grazie tante.-
-Puoi ascoltarmi, per favore? Intendevo solo sottolineare che non giocherai nella Lega Argentina per il resto della tua vita. E a me sicuramente sarà concessa molta più libertà, prima del prossimo torneo.-
-Vuoi riprovarci.- Oikawa sbatte ripetutamente le palpebre, mentre le sue sopracciglia scattano verso l'alto. -Mi stai dicendo che vuoi riprovarci.-
-Ti sto dicendo che forse, il nostro non è stato un vero finale.- Iwaizumi trova il coraggio di guardarlo in faccia. -Forse siamo stati una frase incompleta, o un libro scritto a metà, per troppo a lungo.-
-Ma noi... m-ma la distanza...- balbetta Oikawa, faticando a stargli dietro. -Non ha funzionato prima. Perché dovrebbe funzionare adesso? O tra qualche anno, o...-
Iwaizumi alza le spalle. Non ha una vera risposta logica: solo quella che gli suggerisce il cuore.
-È passato tanto tempo. E il tempo riesce ad arrivare dove le parole non possono. Siamo le stesse persone, giusto? Ma siamo anche diversi. Siamo cresciuti.-
-Iwa-chan,- sussurra Oikawa, con quel suo modo gentile che è sempre stato in grado di mettere in pausa l'intero mondo di Iwaizumi.
E mentre sente pronunciare il suo nome, Iwaizumi capisce che possono ancora salvare la loro storia.
Le risate, i palloni che colpiscono il muro, il suono delle cicale in estate, i film, i baci, i litigi, il cielo stellato, i parchi, le foglie d'autunno, le strade bagnate, le chiamate, il cinema, le lenzuola e le tempeste. C'erano state tante tempeste. Ma potevano esserci anche dei nuovi inizi.
Iwaizumi vuole ancora sapere qual è il ricordo preferito di Oikawa. E vuole tenergli la mano sotto il tavolo, quando Hanamaki e Matsukawa si divertono a stuzzicarlo. Vuole passargli le dita tra i capelli per vedere se sono ancora soffici e profumati. Vuole provocare Oikawa e vuole essere provocato. Vuole perdersi nei suoi occhi e sapere se brillano allo stesso modo di quando era bambino.
Iwaizumi vuole solo amare Oikawa. Perché nonostante tutto, gli basta uno sguardo per sapere che è ancora perdutamente, irrimediabilmente ed eternamente innamorato di lui.
-Mi aspetterai?- chiede Oikawa, trattenendo il respiro. La luce gli accarezza le guance. Gli occhi scuri, in penombra, rievocano ancora il profumo del caffè di prima mattina.
Iwaizumi ha sette anni, quando incontra Oikawa Tooru.
Sono passati vent'anni da allora.
Non è cambiato molto.


