“Mentre la luna sorge nel cielo…”
Quante sono? Non lo ricorda. In quel momento è tutto confuso. Due? Tre? Per tutte le stelle, cos’ha nella testa? È geografia astronomica di base. L’ha studiata quando era bambino. È geografia…
Trattiene il respiro mentre il cuore rischia di schizzargli fuori dal petto. La luce gli gioca strani scherzi. Non importa quante siano, e quanto siano alte sull’orizzonte. Una di quelle lune è grande, piena e luminosa e invade la camera da letto di Padmé, nella residenza sul lago. Assomiglia a lei. Lui la sta guardando da una prospettiva nuova. Con il cuore e le pupille in fiamme. Il soffitto affrescato davanti agli occhi i cui colori sono occultati dalla penombra. I colpi di pennello raccontano storie di amori consumati nel giorno in cui, su Naboo, si celebrano gli amanti. Le lenzuola sotto le mani, sotto la schiena, sono la sua ancora e lui vi si aggrappa.
Respira, Anakin, si ripete. Perché hanno fatto davvero quella follia. Sono legati per sempre.
Non l’ha sognato, come è successo sempre dal giorno in cui l’ha vista, vestita da serva, dieci anni prima, nella bottega di Watto. Lei è lì, ai piedi del letto, avvolta dai raggi cristallini. Si è tolta il velo di pizzo color avorio dai capelli lasciandoli ricadere liberi sulle spalle. E ora, con lentezza estenuante, si sta liberando del suo antico abito da sposa, che credeva non avrebbe mai indossato.
Siamo pazzi, si dice cercando dentro di sé un motivo per cui è tutto sbagliato, per cui non avrebbero dovuto. E non lo trova. Perché non c’è. C’è solo lei, ed è perfetta, più del Codice, più del giuramento prestato. L’ha sognata troppo a lungo per non rendersi conto di quanto la realtà stia trascendendo la sua immaginazione. Padmé ora è sua.
I Jedi esercitano il controllo sulle proprie emozioni. Sanno come tenerle a bada. Quella notte lui non è un Jedi. E non è un Padawan. E le reazioni del suo corpo davanti alla sua pelle, alla sua figura sottile e sinuosa, mettono a tacere ogni senso di colpa. Nulla può essere più giusto.
Il terrore, però, è presente. Quello resta e si mescola alla smania. Vorrebbe… Non sa neppure lui cosa vorrebbe. Ma è stanco di aspettare. Dovrebbe lasciarsi guidare dall’istinto? Alzarsi, afferrarla? Forse…
O forse…
Vorrei percorrere con le mani i sentieri del tuo desiderio ardentemente…
“Hai freddo? Stai tremando…”
No. Ha una fornace che arde sotto la pelle. Non ha freddo. Non avrà mai più freddo. Si sente bruciare. Si sente vivo. Dovrebbe fare qualcosa invece di stare lì a lasciarsi accarezzare dalle sue mani e dai sui capelli. Ma resta semplicemente aggrappato a lei. E gli gira la testa.
Non pensare, si ripete, non pensare non pensare non pensare… lascia che sia…
Uno scambio, un regalo, carezze in cambio di carezze, baci in cambio di baci. Possesso, fusione, comunione di corpo e mente. Si sente morire. E vivere. Poi di nuovo morire. Si lascia guidare. Non le fa domande. Dentro di lei non sa più respirare. Non gli occorre. Perché sa muoversi. E sa controllarsi. È stato uno dei primi insegnamenti che gli sono stati impartiti. Esercita il controllo, Anakin. È incredibile come il suo addestramento gli venga in soccorso anche in quel momento in cui lui non è un Jedi. E non è un Padawan. È solo Anakin.
Lei, bagnata dalla luce lunare, si muove su di lui ed è un incanto. Forse ha sangue di strega nelle vene. Pronuncia suo nome. Tre sillabe. Una volta, due, e la sua voce è quasi irriconoscibile. Sembra arrivare da una dimensione sconosciuta.
Non voglio che finisca. Non ancora. Non voglio…
La rovescia sulla schiena, la sente ridere e capisce che è vero. Ha smesso di scappare da ciò che prova. È sua. Per tutte le notti, finché avrà vita. E anche oltre, quando entrambi saranno nella Forza.
E raccontarti della mia solitudine unendo passione e affetto…
Hanno tutto il tempo del mondo. Non importa cosa li attenderà alla luce del giorno. E scorrerà lento, il tempo, da quel giorno in poi. Chiude gli occhi e ascolta il suo respiro, calmo e profondo. Presto lei si sveglierà, si solleverà dalla sua spalla e gli dirà ‘buongiorno’. Senza rimorsi.
Dovranno ripartire prima di sera. Su Coruscant li attendono i loro doveri. Dovranno iniziare a fingere e mentire. Entrambi ne sono consapevoli. Ma non importa più. Hanno scelto. Si sono scelti. Non importa se dovrà tenersi tutto dentro e rendere la propria vita una pantomima. Ci sarà sempre lei, nei momenti di dubbio. E in quelli di rabbia, correrà da lei, e lei saprà calmarlo. Nei momenti di tristezza lei gli strapperà un sorriso e gli ricorderà che si appartengono. A lei potrà sempre dire tutto, a lei potrà raccontare i suoi incubi e i suoi desideri. E non si sentirà solo. Mai più.
“Buongiorno…”
Anakin Skywalker, Padawan Jedi, che ha appena violato le regole dell’Ordine, sorride, scostandole i capelli arruffati dal viso.
“Buongiorno amore mio…” Le bacia la fronte rendendosi conto di quanto siano belli i suoi occhi assonnati. “Ho tante cose da dirti…”
E lei ascolta, e poi gli parla, poi ascolta di nuovo. Le parole e i silenzi si inseguono, si danno la caccia e si stringono. Sarà così per sempre. Ed è solo l’inizio.


