Serie TV > Il Trono di Spade/Game of Thrones
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Autore: Ranma789    26/09/2024    1 recensioni
Robb Stark. Croce e delizia di metà degli amanti della serie. Avremmo voluto vedere la sua storia andare diversamente? Contrariamente a quanto si creda, sarebbe bastato pochissimo. Un paio di cambiamenti minimi, che ad effetto domino ne provocano degli altri più grandi. In questa fanfiction mista tra libri e serie tv, esploriamo una modalità "nuova" con la quale si sarebbe potuta svolgere la Guerra dei Cinque Re. Sapendo comunque che sarebbe solo l'inizio di una sfida ben più grande...
Genere: Drammatico, Generale, Guerra | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Catelyn Tully, Margaery Tyrell, Robb Stark, Sansa Stark, Stannis Baratheon
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
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Catelyn Tully coniugata in Stark stava cominciando ad esasperarsi. Suo figlio non voleva sentire ragioni. All’inizio, temeva che il suo aspetto, i capelli rossicci dei Tully, avrebbero reso più difficile farlo accettare come uno Stark ai suoi rudi vassalli, ma per quanto riguarda il carattere non c’erano dubbi: era testardo come tutti gli uomini del Nord. Quasi tutti. Ned a dire il vero, faceva eccezione. Emise un sospiro. Suo marito le mancava ogni giorno di più.


“E’ inutile che insisti, madre. Non cambierò idea. Ti ho già detto che mi fido di Theon, come se fosse uno dei miei fratelli”


“Ma Theon NON E’ uno dei tuoi fratelli!-esclamò la Lady, esasperata-è il figlio di Balon Greyjoy, il Lord delle Isole di Ferro! Un nemico dei Sette Regni, che dieci anni fa ha lanciato una ribellione disastrosa, e l’unica ragione per la quale ha ancora la testa sul collo, è la clemenza di Robert Baratheon”


“Theon non è suo padre, però. E’ cresciuto con noi a Grande Inverno”


“Sì, come ostaggio. Ma non è questo il punto. Theon potrà anche esserti fedele, ma suo padre non lo è. Non ha nessuna ragione di doverti obbedienza. L’unica leva che abbiamo su di lui, è Theon stesso. Una volta che glielo avrai restituito, non avrà nessun motivo di allearsi con te. Ricomincerà a mandare i suoi uomini a fare scorrerie dove gli pare, approfittando della guerra”


“Se gli restituisco Theon avrò dato prova della mia buona volontà. Capisco che non abbia motivo per fidarsi di me, gli Stark hanno combattuto gli Uomini di Ferro per secoli, dopotutto. Ma l’alleanza che gli propongo è vantaggiosa anche per lui. Se attacca le coste dell’Ovest e saccheggia Lannisport raccoglierà un grande bottino e nello stesso tempo terrà occupati i nostri nemici, che saranno attaccati su più fronti. Renderà più facile il mio piano di stanare Tywin Lannister da Harrenhal, costringendolo ad uscire per proteggere le sue terre”


“Ed allora promettigli che gli restituirai Theon DOPO che avrà fatto tutto questo, non PRIMA! Se glielo restituirai prima, non avrai nessuna garanzia che dovrà rispettare i patti! Perché attaccare Lannisport, così ben difesa, quando potrebbe scendere più a Sud e saccheggiare le coste dell’Altopiano…che sono pressoché sguarnite, dal momento che le truppe sono tutte andate ad Est a supportare Renly? Tu al suo posto, lo faresti?”.


Robb sembrò in dubbio.
“Io…rispetterei i patti. Sono un uomo d’onore”


“Già, ma Balon Greyjoy NON lo è”


Robb sbuffò di fronte all’insistenza di sua madre. Era un uomo fatto, aveva vinto delle battaglie contro i Lannister, i suoi vassalli lo rispettavano…lo avevano persino nominato Re del Nord. Non sopportava di sentire messe in discussione le sue decisioni come fosse un ragazzino.


Catelyn si accorse della distanza che si stava creando tra di loro e gli si avvicinò, allungando una mano al suo viso, gli occhi supplichevoli.
“Robb…PER FAVORE Robb, ascoltami!
Non parlo per sminuirti, io sono tua madre! Parlo per aiutarti! Purtroppo l’unico vantaggio dell’età è l’esperienza! Ed anche se ti sei già dimostrato un ottimo comandante sul campo, non hai e non puoi avere esperienza nel valutare le persone. Non ancora. Fidati di me quando ti dico che il tuo senso dell’onore è ammirevole, ma non puoi assumere che tutti siano come te. Pensa a quello che è successo a tuo padre. Il suo unico errore è stato quello di fidarsi…”


Robb sbottò. “Già, di fidarsi DI TE! Quando gli dicesti di fidarsi di Ditocorto, che invece lo ha tradito e consegnato ai Lannister! Forse la tua capacità di giudizio sulle persone è un po’ offuscata, madre. La discussione è chiusa”


Ed il giovane lupo le voltò le spalle ed uscì dalla tenda.


◊◊◊

Catelyn era seduta sopra un sacco, in una tenda delle donne del campo e fissava a terra, pensierosa. Stava perdendo la fiducia del suo figlio maggiore e, quel che è peggio, si rendeva conto che era colpa sua. Negli ultimi mesi, con la sua famiglia sotto attacco, aveva deciso di reagire ed aveva, se ne rendeva conto, commesso degli errori. MOLTI errori. Le fece male, in modo particolare, il riferimento alla sua responsabilità nella cattura di Ned. Sapere che suo figlio la riteneva colpevole…


Si riscosse. E’ vero, aveva sbagliato. Ma era SICURA di non sbagliare su Balon Greyjoy. Sarebbe stato meglio fidarsi di un serpente velenoso che di quella vecchia piovra.
Ma come farlo capire a Robb?


In quella, notando il suo turbamento, una delle donne impegnate a tessere nella tenda le rivolse la parola.
“Qualcosa non va mia signora?”


Catelyn si voltò a guardarla come se la vedesse per la prima volta. “Oh? Sì, in effetti parecchie cose non vanno, Myrella. Mio figlio sta crescendo, ma io lo vedo ancora come un inesperto cucciolo di lupo. E’ terribile vedere coloro che ami infilarsi in una strada senza uscita senza poterglielo impedire. Ma è il Lord di Grande Inverno, ora. Immagino di dover cominciare ad abituarmi all’idea”


Myrella rivolse uno sguardo comprensivo alla sua Lady, poi ricominciò a tessere, mentre diceva:
“La capisco, Lady Stark. Anche i miei figli fanno solo quello che vogliono”


Catelyn le sorrise, grata di quel diversivo e le chiese:
“Hai dei figli Myrella? Quanti? E dove sono ora?”


“Due. Un maschietto ed una femminuccia. Li ho lasciati con la nonna a Deepwood Motte. Il grande, Jory…a quest’ora avrà quattro anni, la piccola Alyn due”


Catelyn tornò pensierosa. Sono stata mesi in questa tenda con queste dame e non sapevo che Myrella avesse dei figli. Déi, cosa sto diventando? Da quando è cominciata questa storia non riesco a pensare ad altro che…


“Comunque-aggiunse Myrella, con un po’ più di audacia, vedendo che la sua Lady si interessava a lei-se posso permettermi, Lady Stark…forse a volte, per far capire a chi amiamo che sbaglia, non è necessario opporci a loro”.


“Cosa intendi dire?-domandò Catelyn, incuriosita-come fai tu, quando il piccolo Jory fa i capricci?”. Non credeva davvero di ricavarne un consiglio, voleva solo fare conversazione da madre a madre.


“Beh…ad esempio, prima che partissi, il piccolo Jory voleva assolutamente saltare un fosso largo un metro che si trovava a duecento metri da casa. Noi glielo abbiamo sempre proibito perché era pericoloso, ma lui voleva dimostrarci di esserne capace, quindi scappava via di continuo per provarci. Non potevamo continuare così, quindi gli ho detto: < Jory, se davvero pensi di esserne capace, dimostracelo. Salta quest’altro fosso, largo mezzo metro, che si trova davanti a casa. Se ci riuscirai, non ti diremo più nulla e ti lasceremo saltare anche l’altro>”


La Lady di Grande Inverno sorrise.
Se solo tutti i problemi fossero come quelli.
“E ci è riuscito?”


Myrella per poco non scoppiò a ridere “A saltare il fosso di mezzo metro? Ovviamente no. Si è sporcato tutto di fango e si è messo a piangere. Ma dopo aver finito, non ha più insistito col voler provare a saltare quello più largo.
Quello che voglio dire è-continuò mentre la sua lady prendeva un grosso respiro-che se avessimo continuato il muro contro muro, non avremo ottenuto nulla. Invece, Jory aveva bisogno di capire da solo che sbagliava. Lasciandogli fare quello che voleva, ma in condizioni più controllate, per così dire, siamo riusciti a salvare capra e cavoli”


Catelyn Tully, vedova Stark, fu come attraversata da un lampo.
Ha ragione. Ha assolutamente ragione.


Catelyn balzò in piedi e corse all’uscita della tenda.
Ma prima di inforcarla, rivolse uno sguardo riconoscente a Myrella “Ti ringrazio, Myrella. Forse non lo sai, ma potresti averci appena aiutati a vincere la guerra”


◊◊◊

Catelyn camminava a passo svelto, cercando di tenere dietro a suo zio Brynden Tully, il Pesce Nero, mentre entrambi si affrettavano per andare alla riunione nella tenda di Robb.


“Allora sei d’accordo con me, zio? Mi sosterrai?”
“Aye, Cat, lo farò. So quanto quella piovra sia infida e non vorrei che mio nipote ne rimanga stritolato”


Quando arrivarono alla tenda, Robb era solo.
Alzò lo sguardo dalla mappa dei Sette Regni nel vedere sua madre.
Suo zio Brynden era rimasto all’ingresso.


“Madre! Io…devo scusarmi per prima, non volevo davvero dire…”


Catelyn gli si affrettò vicino e gli prese le mani nelle sue “Non devi scusarti per niente, Robb. Sei sotto tensione, tutti lo siamo. E gli déi sanno se non ci sono cose che mi ripeto ogni giorno avrei voluto fare diversamente. A cominciare dal catturare il Folletto, dando origine a questa guerra”.


“Non è vero, madre. Dal momento che i Lannister hanno fatto prigioniero mio padre, che aveva scoperto la vera identità di Joffrey e l’assassinio di Jon Arryn, la guerra sarebbe scoppiata lo stesso. Era solo questione di tempo”


“Sì, ma il passato è passato, Robb. E’ al futuro che dobbiamo guardare. So che sei diventato un uomo e non voglio sfidare la tua autorità.
Ma promettimi, promettimi soltanto che almeno ascolterai il consiglio che voglio darti, prima di prendere una decisione definitiva”


“Io…lo prometto madre”


◊◊◊

Il consiglio di guerra iniziò poco dopo, quando furono arrivati tutti i comandanti disponibili.
A parte Robb, Brynden e Cat, c’erano Dacey Mormont, la bella guerriera dell’isola dell’Orso che era nella guardia personale di Robb, Greatjon Umber e suo figlio Smalljon, Garbart Glover, Rickard Karstark, Helman Tallhart e Roose Bolton, oltre a Jason Mallister, Marq Piper e lo stesso Edmure Tully per le Terre dei Fiumi. Theon Greyjoy stava due passi dietro Robb, con la testa bassa.


“Miei comandanti! Vi ho riuniti qui per prendere una decisione importante. Come sapete, ho mandato una richiesta di pace alla regina Cersei Lannister, ma non nutro molte speranze che venga accolta. Suo fratello-e, se dobbiamo credere alla lettera di Stannis Baratheon, il vero padre dei suoi figli, suo fratello Jaime-è nostro prigioniero, mentre Lord Tywin si è barricato dentro Harrenhal, da dove sarà molto difficile stanarlo.
Il mio piano prevede di obbligarlo ad uscire: attaccheremo direttamente le Terre dell’Ovest. Porteremo le nostre armate a distribuire fuoco e distruzione nelle sue terre, proprio come i Lannister hanno fatto nelle Terre dei Fiumi”.


Un coro di reazioni ammirate risposero a quel piano audace.
“Ma perché il piano abbia maggior successo-riprese Robb-sarà necessario l’apporto di una flotta. I Lannister hanno almeno sessanta navi a Lannisport, e nel peggiore dei casi possono far evacuare la popolazione dentro Castel Granito.
Perciò ho deciso di richiedere l’aiuto di Balon Greyjoy per scatenare la Flotta di Ferro su di loro dal mare, attaccandoli da due fronti. Per garantirmi l’appoggio della Vecchia Piovra, gli prometterò di riconoscere l’Indipendenza delle Isole di Ferro dal Trono di Spade e gli restituirò suo figlio Theon, che fino ad oggi è stato nostro ostaggio”.


Questa parte del discorso venne accolta con meno calore.
Si levò una cacofonia di urla e discorsi di ogni genere, sia pro che contro, e ben presto i Lord si misero a discutere l’uno con l’altro. La maggioranza era però dubbiosa. Robb sospirò. Sapeva che farsi rispettare dai rudi Lord del Nord e dai litigiosi Nord dei Fiumi non era facile.
Fu allora che Cat prese la parola, dopo aver alzato la mano per riportare il silenzio. Tutti provavano una certa devozione per la vedova di Eddard Stark.


“Miei Lord, i vostri dubbi sono anche i miei. Non tanto su Theon, che è cresciuto accanto al mio Robb a Grande Inverno-e qui scoccò un’occhiata eloquente a Robb per dargli un contentino-quanto su Balon Greyjoy stesso, che in passato si è già dimostrato infido ed inaffidabile”


“Non ci si può fidare della Vecchia Piovra!” ribadì Jason Mallister.


“Gli Uomini di Ferro hanno attaccato le nostre coste per millenni!-ruggì GreatJon Umber-Robert Baratheon avrebbe dovuto sterminarli tutti, l’ultima volta”


“Perciò-riprese Cat, paziente-rivolgo a mio figlio una supplica. Se credi davvero in questo piano-e già in passato il tuo istinto ci ha condotti alla vittoria-allora procedi.
Ma non fidarti di Balon Greyjoy al buio, senza garanzie.
Mandagli un corvo, organizza un incontro. Potreste farlo qui-ed indicò un punto sulla mappa, la costa della regione dei Blackwood, esattamente a metà strada fra Delta delle Acque e le Isole di Ferro-raccomandandoti di portare solo un numero limitato di accompagnatori, diciamo cinquanta uomini di scorta ciascuno.
Chiedigli di venire di persona e porta Theon con te. Parlagli, guardalo negli occhi.
E se in cuor tuo sarai convinto di poterti fidare di lui, allora suggella il patto e restituiscigli Theon perché torni alle Isole di Ferro con loro.
Ma se non sarai convinto, sarai sempre in tempo a ritirarti. L’intera operazione non richiederà più di una settimana. Cosa ne dici?”


Robb si guardò intorno, spaesato. Non si aspettava quella proposta da parte di sua madre, ma non aveva buoni argomenti per rifiutarla.
I suoi Lord sembravano rabboniti, come se l’idea non dispiacesse loro. Abbassò lo sguardo.
“E va bene, faremo così”.


◊◊◊

Pochi giorni dopo Robb si trovava sulla spiaggia ad attendere lo sbarco di Balon Greyjoy.
Tre navi lunghe erano state messe all’ancora a duecento metri dalla spiaggia e delle scialuppe ne erano scese e si stavano avvicinando.


Accanto a Robb c’erano Theon-visibilmente emozionato-Dacey Mormont, Smalljon Umber (si era ritenuto di lasciare Greatjon al campo per il suo temperamento acceso), Garbart Glover e Brynden Tully, oltre ai cinquanta armigeri.


Quando gli Uomini di Ferro furono sbarcati-Robb notò come molti di loro fossero sporchi, rozzi, vestiti di tela grezza ed armature di cuoio bollito, con visi bruciati dal sole e dal sale-non ci fu difficoltà a riconoscere la Piovra. Balon Greyjoy indossava una lunga tunica, aveva radi capelli grigi lunghi e cascanti ed una specie di corona in testa fatta di legno intrecciato.
Accanto a lui una ragazza, non bella, dall’aria impertinente, con due accette appese alla cintura e numerosi pugnali infilati in altrettanti foderi.
Theon sussultò nel rivedere suo padre, ma ebbe un momento di smarrimento nel notare la ragazza.


Quando il Lord delle Isole di Ferro fu di fronte a loro, Robb lo salutò. “Salute a te, Balon Greyjoy, Lord delle Isole di Ferro e Re del Mare. Robb Stark, il Re del Nord e dei Fiumi ti saluta”.


Theon si inginocchiò, rispettosamente “Salute a te, padre. Non c’è stato giorno, durante la mia prigionia, che non abbia sperato di rivedervi”.


Balon lo squadrò con espressione indecifrabile. Poi si rivolse a Robb.
“Chi sarebbe questa ragazzina che ti porti dietro, Giovane Lupo? Certo, non mio figlio. Ho dato a tuo padre Eddard Stark un ragazzo come ostaggio. Avrebbe dovuto farne un uomo. Sua sorella Yara, qui…potrà non avere l’uccello, ma è due volte più uomo di lui”. Gli Uomini di Ferro si misero a sghignazzare.


Theon si rimise in piedi, ferito e confuso. “Mia…sorella Yara?”
La ragazza gli scoccò uno sguardo divertito “Ciao, fratellino”.


Robb era turbato dal fatto che non avessero cominciato col piede giusto, ma provò ad insistere.
“Vi ho richiesto questo incontro per farvi una proposta, una proposta vantaggiosa per entrambi. Usate la possente Flotta di Ferro-la più numerosa dei Sette Regni-per attaccare i Lannister, i nostri nemici in questa guerra. Già una volta l’avete fatto, dieci anni fa, e non sono riusciti ad opporsi a voi.
Saccheggiate Lannisport-potete tenervi tutto il bottino che raccoglierete-e minacciate lo stesso Castel Granito.
Tywin Lannister sarà obbligato a tornare nelle sue terre per proteggerle e noi lo faremo cadere in trappola.
In cambio, come segno di buona volontà, vi restituirò Theon-potrà tornare a Pyke con voi anche oggi stesso, se accettate-e riconoscerò la vostra Corona e l’Indipendenza delle Isole di Ferro dai Sette Regni. Cosa ve ne pare?”


Yara si illuminò in viso: sembrava interessata all’idea.


Balon Greyjoy invece lo osservò per un lungo momento.
Poi scoppiò a ridere. Una risata grassa, sgradevole.
“E chi sei TU, Giovane Lupo, per riconoscere ME, Balon Greyjoy, come Re del Mare? Credi forse che nelle Isole di Ferro siamo delle fighette come voi sul Continente? Che supplichiamo l’approvazione altrui? Quando vogliamo qualcosa ce la prendiamo! NOI NON SEMINIAMO è il nostro motto, e continueremo a tenervi fede, finché IO sarò il re”.


Robb era confuso. “Ma…questa proposta è molto vantaggiosa per entrambi…”


“AH! Vantaggiosa! Lo decido IO che cosa è vantaggioso per noi. E di sicuro non lo è allearci con i dannati Stark, che hanno devastato la mia città ed ucciso due dei miei figli! Trova degli altri cagnolini che corrano al tuo fischio, Giovane Lupo…noi siamo Piovre ed apparteniamo soltanto al mare”


Theon provò ad intervenire.
“Padre! L’offerta che ti sta facendo Re Robb è l’occasione migliore che possiate ricevere durante questa guerra! L’oro dei Lannister…la libertà dal giogo del Trono di Spade…e poi…io tornerei a vivere con voi…non è questo quello che avete sempre voluto?”


Balon lo fissò con disprezzo. “Un Greyjoy NON SUPPLICA. Un Uomo di Ferro NON CHIEDE agli altri ciò che vuole, SE LO PRENDE.
Speravo che l’influenza di Eddard Stark, che il Dio Abissale lo danni, non ti avesse rovinato, ma quello che vedo qui davanti a me, non è una piovra. E’ un lupo”


Balon sputò in faccia a Theon.
“Tu non sei mio figlio”.


E voltò i tacchi per risalire sulle scialuppe, tra lo sgomento di Yara che lanciò un’occhiata al gruppo dei Lupi, prima di seguirlo.
Il seguito di Robb si era irritato e stavano mettendo mano alle spade, ma un gesto del loro Re li fermò.
Theon stava fremendo di delusione ed umiliazione.


◊◊◊

Qualche giorno dopo, nel campo, Robb stava ancora facendo mente locale su quanto accaduto.
Tutta la scena non aveva senso.
Sapeva di non essere il miglior diplomatico del mondo-si trovava più a suo agio davanti ad una mappa ad elaborare strategie, od a cavallo ad incitare i suoi uomini-ma era sicuro di non aver offeso il vecchio in alcun modo. Ed allora, perché rifiutare?


Sua madre lo osservava, triste, dall’ingresso della tenda. Robb la notò.


“Sei venuta a dirmi


“Sei ingiusto Robb, sai che speravo nel tuo successo come sempre-prese Catelyn avvicinandosi a lui-ma al tempo stesso, per quanto tu sia in gamba, ci sono molte cose nel mondo, delle quali devi tener conto; ed una di queste è che non tutto avviene in modo logico.
Invecchiando si vedono un sacco di cose che avvengono senza una ragione, come se gli déi giocassero a dadi con noi mortali.
L’uomo che pensa di poter controllare tutto come una partita a scacchi pensa di essere saggio, ed invece è uno sciocco.
Ma l’uomo veramente saggio è colui che impara dai suoi errori e sa quando decidere da sé e quando chiedere aiuto agli altri.
E’ una dote necessaria…per un Re”.


Robb la abbracciò forte.


Quando si sciolsero dall’abbraccio, Catelyn lo guardò negli occhi: “Avanti, va’ a consolare il tuo amico. Da quello che mi ha detto mio zio Brynden, deve averne bisogno. Al Pesce Nero non è mai piaciuto Theon, eppure mi ha confessato che gli era venuta voglia di tagliare la gola a Balon Greyjoy lì per lì, sentendolo parlare”.


“Il punto è proprio questo. Non saprei cosa dirgli”


“Sono sicura che troverai le parole giuste”


Robb si avvicinò alla tenda di Theon e controllò che fosse solo.
Spesso il loro protetto si accompagnava a prostitute od anche donne libere che riusciva a sedurre con facilità, ma in quel momento non ce n’erano.
Ed era facile intuire il motivo per cui non volesse farsi vedere da alcuna donna in quel momento: Theon stava piangendo.


Robb immaginò che non volesse farsi vedere neanche da lui così. “Scusa, non volevo…”


“Oh, sei qui. Avanti, entra pure, Re del Nord.
Non c’è motivo per cui tu non debba veder piangere una simile nullità, il figlio rinnegato del grande Re Piovra, Balon Greyjoy” sbottò il ragazzo, sarcastico nel suo dolore.


Robb gli si avvicinò. “Theon, non riesco ad immaginare cosa tu stia provando e me ne dispiace, credimi.
Più di quanto possa esprimerti a parole. Tuo padre…mi spiace dirlo, ma è un autentico coglione!”


Theon si sfogò: “Non capisco cosa voglia da me! Io non ho fatto nulla per deluderlo!
E’ stato LUI a ribellarsi al trono di spade, pensando di poter vincere contro tutti e Sette i Regni!
E’ stata per la SUA guerra che sono morti i miei fratelli.
E’ stato per il SUO orgoglio che sono divenuto vostro ostaggio…ed ora…si lamenta che non sono simile a loro? Ma che cosa si aspettava?”


Robb non sapeva cosa dire. “Mi…mi dispiace. Ci sono anche persone così, evidentemente. Se avessi immaginato…non avrei mai fatto loro quella proposta”


Theon sembrò calmarsi e si sedette per terra. “Sai, Robb, tu…sei fortunato, nonostante tutto. Anche se tuo padre è morto…sai che ti voleva bene. Che era fiero di te.
Ed avrai sempre un bel ricordo di lui”


Robb sembrò colpito da quelle parole. “Non so, sai. Sarebbe davvero fiero di me? Io lo spero…sto vincendo battaglie, mi hanno proclamato Re del Nord…eppure non siamo un passo più vicini alla pace di quanto lo fossimo mesi fa.
Sono stato arrogante, di recente. Tutte le mie decisioni si rivelavano giuste…quindi ho cominciato a pensare di essere infallibile.
Ma la corona è un peso, Theon, che non ho mai voluto. I miei vassalli me l’hanno imposta ed ora devo dimostrarmi all’altezza.
Ma ora mi rendo conto che siamo sempre ad una singola decisione sbagliata di distanza dalla catastrofe.
Ho evitato un grave errore grazie a mia madre, ma un uomo, un Re, non può dipendere per sempre da una donna.
E se la prossima decisione che prendessi…fosse di nuovo sbagliata? Se morissimo tutti per un mio nuovo errore di giudizio?
A volte mi chiedo…cosa farebbe mio padre al mio posto?”


Theon lo guardò sorridendo “Sai Robb, quando rovesciarono il Re Folle, tuo padre e Robert Baratheon avevano vent’anni. La stessa età che hai tu adesso.
Ed anche lui aveva perso padre e fratello in circostanze tragiche e non si aspettava che la responsabilità del comando ricadesse su di lui.
Tu hai sempre conosciuto Eddard Stark come un Lord grandioso, saggio ed infallibile…eppure, ci dev’essere stato un momento in cui era un ragazzino spaventato ed insicuro, proprio come te adesso.
Eppure, è stato proprio in quel momento che ha conseguito i suoi trionfi più grandi”.


Robb lo guardò per un lungo momento.
“Grazie, Theon. Avevo bisogno di sentirmelo dire.
E…scusami. Ero venuto a cercare di consolarti…ed invece sei tu che stai consolando me.
Sei…sei davvero un buon amico.
In effetti…ora che ci penso, neanche mio padre ha affrontato tutto da solo.
Con lui c’erano Robert Baratheon, Jon Arryn ed Hoster Tully.
Ed anch’io ho degli alleati al mio fianco. Ma se non ne ho abbastanza…dovrò cercarne degli altri”.


Theon gli sorrise, anche se era un sorriso amaro.
“Sono sicuro che ci riuscirai, Robb Stark. Alcuni uomini sono destinati a grandi cose.
Altri…beh, magari non sono destinati a grandi cose, ma possono aiutare i primi a raggiungerle.
Forse è quello il mio vero ruolo.
E, per quel che vale…penso che Lord Eddard sarebbe fiero di te”.


Robb lo guardò riconoscente, ma fece anche uno sguardo incuriosito.
“Beh, e TU come fai a sapere cosa ne penserebbe mio padre?”


“Perché anche per me è stato un padre più di quanto Balon non lo sia mai stato” vuotò il sacco il ragazzo, tutto in una volta.


Robb lo guardò a lungo e poi lo abbracciò.


Quando però stava uscendo dalla tenda, Theon gli gridò dietro per fermarlo, come se avesse avuto un’idea improvvisa.


“Robb! ASPETTA! C’è…c’è una cosa che penso da alcuni giorni.
L’atteggiamento di Balon…le sue parole…io…non credo che siano casuali.
Ero solo un bambino, ma ricordo che aveva lo stesso atteggiamento quando decise di attaccare Lannisport, dieci anni fa.
E quel riferimento ai miei fratelli, uccisi dagli Stark…io credo…credo che…”


“Cosa intendi dire, Theon? Non vorrai mica dire che…?”


“E’ molto probabile. Hai visto come si comporta quel vecchio! Non ragiona in modo razionale.
In questo momento non credo che gli interessi tanto il bottino, quando la vendetta!
Ed inoltre è un vigliacco! Non attaccherà Lannisport, ben difesa dalla flotta Lannister…né l’Altopiano, difeso dalla flotta Redwyne…io penso…che possa approfittare della nostra permanenza qui per attaccare il Nord!”


◊◊◊

Robb piombò come un fulmine nella sua tenda, nella quale stavano correndo dentro i suoi comandanti, convocati per un consiglio di emergenza.
Mancava solo Roose Bolton, che era stato mandato a fare ricognizione intorno ad Harrenhal, cercando di contrastare i mercenari di Vargo Hoat che attaccavano le loro linee di rifornimento.


“Sono stato uno sciocco!-esordì il Re del Nord, di fronte ai suoi sbalorditi vassalli-non ho considerato una cosa fondamentale!”


“E quale, mio signore?” domandò Lord Piper.


“LA FLOTTA! Il motivo per il quale ho fatto quella proposta a Balon Greyjoy, è che il Nord non ne ha una! Sin dai tempi di Brandon l’Incendiario”


“Aye-confermò suo zio Edmure-e le Terre dei Fiumi non ne hanno una sin dai tempi in cui gli Uomini di Ferro di Harren il Nero ci dominavano, prima della Conquista di Aegon. E quindi?”


“E quindi-riprese Robb, seccato-invece, TUTTI i nostri nemici ne hanno una: i Lannister hanno sessanta galee a Lannisport. Stannis Baratheon dovrebbe controllare sia la flotta reale che quella di Capo Tempesta, circa duecento navi in totale”


“Capisco cosa intendi dire-intervenne Brynden-mentre i Redwyne hanno circa trecento navi, e sono vassalli dei Tyrell, anche se non possono usarle, finché i figli di Lord Paxter sono tenuti in ostaggio ad Approdo del Re”


“Esattamente. E dal momento che quell’idiota di Balon ha rifiutato la mia proposta-che gli Estranei lo portino alla dannazione-anche le ottocento navi lunghe dei Greyjoy sono fuori causa. Il che significa-”


Nella tenda si era fatto un silenzio di tomba, aspettando di vedere dove il Giovane Lupo sarebbe andato a parare.


“-che il Nord sarebbe sguarnito in caso di attacco dal mare! Mi stupisce che i nostri nemici non ci abbiano già pensato”


Un eco di esclamazioni preoccupate rispose a quell’affermazione.


“Come vi è venuta questa mia idea, mio signore?” domandò Dacey Mormont.


“E’ stata un’idea di Theon. Lui pensa…pensa che in realtà Balon abbia rifiutato proprio perché invece voglia attaccare noi. Per vendicarsi per l’ultima guerra”.


Stavolta la tenda diventò una baraonda.
La maggior parte erano maledizioni nei confronti delle Piovre.


“BASTA!” risuonò la voce tonante di Greatjon Umber “lasciate parlare il nostro Re!”


“Mi rendo conto che sia soltanto un sospetto, ma non possiamo ignorare questa eventualità.
Siamo a centinaia di miglia dal Nord e stiamo combattendo una guerra contro i Lannister. Se accadesse qualcosa…non riusciremmo ad intervenire”


“Ma mio signore, il Nord è grande e le città costiere sono poche. A parte Porto Bianco, che si però trova sulla sponda opposta” osservò Garbart Glover.


“E’ vero, Lord Glover, ma sul lato Ovest ci sono molti fiumi che si addentrano nel territorio in profondità. In passato, gli Uomini di Ferro li risalivano in barca per le loro scorrerie. Potrebbero farlo di nuovo”


Il cuore di Catelyn sussultò.
Lo stesso Grande Inverno non era al sicuro.
Bran e Rickon erano lì, da soli…avrebbe voluto mettersi a piangere.


“Abbiamo portato a Sud solo la metà delle nostre truppe totali, quelle che potevamo reclutare più rapidamente-osservò Greatjon-potremmo mandare dei corvi ed ordinare di mettere dei presidi”.


“Perdonatemi, mio signore, ma non c’è momento più adatto di questo-intervenne lord Tallhart, estraendo una pergamena dal vestito-questo messaggio è arrivato mezz’ora fa, ve lo avrei presentato subito, se non ci aveste convocati prima voi-proviene da Hornwood.
Sembra che la vedova Hornwood sia stata…rapita da dei banditi.
Dai duecento ai trecento, a cavallo, che compiono scorrerie in quella zona. Il loro capo è un individuo misterioso che indossa un’armatura rossa”.


Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Nella tenda scoppiò di nuovo l’inferno.
Stavolta, però, lo strepitìo di maledizioni, proposte urlate ed accuse reciproche sembrava impossibile da fermare.


Catelyn, però, notò che su Robb lampeggiò uno sguardo feroce e, come in risposta, Vento Grigio balzò con le zampe anteriori sul tavolo, ringhiando e snudando le zanne. Tutti i presenti emisero esclamazioni di terrore e fecero un salto indietro, tacendo di colpo.


Robb prese ad accarezzare con deliberata lentezza la testa del suo MetaLupo.


“GRAZIE, MIEI LORD-esordì acido, seccato, per l’ennesima dimostrazione di indisciplina-convengo con voi che la situazione è grave: siamo venuti a Sud per liberare mio padre e salvare le Terre dei Fiumi; e per il momento non siamo riusciti a fare né l’una né l’altra cosa.
Ci siamo esaltati, giustamente, per le nostre vittorie, ma abbiamo anche commesso degli errori.
Siamo stati arroganti ed abbiamo pensato che il Nord fosse al sicuro, protetto com’è dalle paludi dell’Incollatura.
Stiamo pianificando di stanare Tywin fuori da Harrenhal attaccando le sue terre, e nel frattempo, qualcun altro potrebbe fare lo stesso scherzo anche a noi.
Forse, però, siamo ancora in tempo per rimediare”.


Robb fece mentalmente alcuni conti e poi disse:
“Qualcuno prenda nota! Manderemo più di un corvo, con una serie di ordini a Rodrick Cassel, il maestro d’armi di Grande Inverno. Gli ordinerò di reclutare, nel minor tempo possibile…diciamo altri cinquemila uomini.


Mille saranno normali armigeri e ne manderemo metà dentro Grande Inverno, per proteggere i miei fratelli, e l’altra metà a controllare il Moat Cailin”


Catelyn gli scoccò uno sguardo di gratitudine.


“Poi manderemo dei corvi ad Howland Reed, il miglior amico di mio padre, che però non ha risposto alla nostra chiamata iniziale-precisò digrignando i denti, come se dubitasse lui stesso delle sue prossime parole-e gli chiederemo di radunare almeno cinquecento arcieri tra la sua gente.
Gli uomini del Crag sono esperti in tecniche di guerriglia e lanciano frecce avvelenate: metà di loro controllerà le paludi dell’Incollatura dove già vivono, mentre l’altra metà andrà ad appostarsi lungo i fiumi ad Ovest-diciamo insieme ad altri trecento cacciatori delle terre Ryswell, Dustin, Glover e Tallhart, per respingere eventuali attacchi degli Uomini di Ferro da quella direzione”.


Ora tutti ascoltavano, ammirati: il Re del Nord si stava dimostrando degno del suo titolo.


“Quanto a questo Armatura Rossa, Rodrick Cassel in persona dovrà mettersi a capo di CINQUECENTO cavalieri per dargli la caccia, liberare Lady Hornwood e poi farlo impiccare. Lady Hornwood è una Manderly, quindi li recluterà nelle terre Stark, Cerwyn, Hornwood e Manderly. Infine-”


A questo punto, non si sarebbe sentita volare una mosca.


“-manderemo dei corvi anche a Lord Wyman Manderly di Porto Bianco: voglio cinquecento abili carpentieri messi al lavoro prima di subito per costruire almeno trentacinque navi lunghe, e millecinquecento uomini ad addestrarsi alla guerra marinara: per la prima volta dopo ottomila anni, il Nord avrà una flotta!”


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