Anno x818
Regno di Fiore, Magnolia. Gilda di Fairy Tail
Regno di Fiore, Magnolia. Gilda di Fairy Tail
La gilda di Fairy Tail era nel pieno dei preparativi per l’esame annuale che avrebbe permesso a uno solo dei quattro candidati scelti di diventare mago, o maga, di classe S. Le tradizioni andavano seguite, per cui il Master aveva scientemente deciso che l’esame si sarebbe svolto sull’isola di Tenrou – probabilmente, anche per cavalcare un po’ l’onda dei ricordi di quando era solo un ragazzo problematico alla ricerca di redenzione.
E, com’era stato fatto negli ultimi dieci anni, a ognuno dei maghi di classe S era stato assegnato un esaminando.
A Kara Dreyar, figlia del Master, toccava mettere alla prova Asher, il marionettista di Exceed. Il mondo di Edolas non aveva avuto più contatti con quello di Earthland, per cui – a parte Happy, Charle, Haze e Lily – nessun altro gatto volante aveva fatto il suo ingresso alla gilda.
Asher, amante dei gatti, aveva costruito e dato vita a tre marionette dall’aspetto felino e in grado di volare. Kara aveva capito perché le fosse stato assegnato proprio Asher – tra tutti, era il più versatile. E lei, che era diventata un mago di classe S soltanto quattro anni prima, avrebbe dovuto mettere in difficoltà il suo esaminando in tutti i modi possibili – sua madre si era premunita di ricordarglielo giusto quella mattina.
Kara non era persona bellicosa e men che meno era una persona cattiva.
Però, se Asher era davvero destinato a diventare un mago di classe S, avrebbe dovuto assicurarsi di persona che non crollasse alla prima grande difficoltà, che fosse in grado di salvare la pelle in qualsiasi circostanza e che fosse forte, tanto forte, da combattere contro chiunque e dovunque.
Lo faccio per il suo bene.
Il problema, però, era un altro: non aveva idea di come strutturare la sua prova finale.
Seduta al bancone del bar, Kara aveva lo sguardo perso in un mare di pensieri. Quel giorno si era svegliata e, come al solito, si era recata in gilda senza un particolare motivo. Aveva discusso con i suoi colleghi esaminatori – Gale Redfox le aveva dato una pacca sulla spalla che per poco non la lasciava stramazzata al suolo – ma non aveva avuto il coraggio di chiedere aiuto a Lyall.
Lyall Krosswood. Il mago più forte di Fairy Tail – per lo meno, della nuova generazione.
Era entrato a far parte della gilda a soli undici anni e a sedici aveva già superato l’esame per diventare mago di classe S – al suo primo tentativo! I lavori a cui prendeva parte venivano portati a termine senza intoppi e, contrariamente al modus operandi che da sempre aveva caratterizzato Fairy Tail, Lyall era un tipo discreto: quando c’era di mezzo lui, la gilda non riceveva mai alcun richiamo.
Le missioni filavano lisce come l’olio. Nessuno distruggeva niente. I clienti finivano per affezionarsi talmente tanto che molti di questi avevano voluto mantenere i rapporti per lettera – nella fattispecie, ragazze. A Kara non dava fastidio che le persone si innamorassero di lui. A Kara urtava la gentilezza incondizionata che Lyall riservava loro, a prescindere da qualsiasi cosa.
Per un ragazzo gentile e onesto come lui, la fregatura poteva arrivare in qualsiasi momento.
«C’è qualcosa che ti turba.»
La voce di sua madre, che la osservava dall’altra parte del bancone, le giunse all’orecchio come un soffice accordo d’arpa. Mirajane aveva conservato la sua bellezza in modo ineccepibile. I lughi capelli bianchi erano acconciati in una morbida treccia che di tanto in tanto spostava prima sulla spalla destra, poi su quella sinistra; la pelle era distesa e di un candore quasi innaturale che la faceva assomigliare alla più pregiata delle porcellane.
E, come ogni madre con la m maiuscola, Mirajane aveva capito tutto.
Kara ne era consapevole ma tentò comunque di sviare il discorso su qualcosa che, allo stesso modo, la impensieriva. «Non ho ancora scelto la prova da sottoporre al mio esaminando, tutto qui.»
«Non mi riferisco all’esame.»
Ne seguì un lungo sospiro.
«D’accordo, ma non ho voglia di parlarne.» Gli occhi azzurri di Mirajane brillarono ma sua figlia non riuscì a cogliere del tutto il significato di quel bagliore sinistro. «Dico sul serio, mamma. Dammi tregua.»
«Va bene, tesoro. Non dirò nulla.»
«Grazie. E scusa.»
«Non devi scusarti, tesoro. Quando vorrai parlarne, lo sai che sarò pronta ad ascoltarti.»
Kara sorrise, estremamente grata.
C’era da dire che le erano capitati i genitori migliori del mondo e di questo era sempre stata felice. Mirajane era stata un’amica, una sorella, una mamma e, occasionalmente, una maestra. Da lei aveva ripreso la forma del viso, quella della bocca, la rotondità dei fianchi e lo sguardo ammiccante ma mai apertamente provocante che l’aveva da resa famosa sulle rivista del Sorcerer.
Al contrario, i colori erano quelli di suo padre. Laxus – divenuto Master di Fairy Tail quando lei non era ancora nata – era stato un buon genitore. L’aveva cresciuta, l’aveva osservata, l’aveva fatta sentire amata e l’aveva aiutata a imparare la magia. Se era diventata forte, così forte da essere una maga di classe S, lo doveva in gran parte a lui e alla pazienza che aveva saputo dimostrare.
Fu dal nulla che se ne uscì con una domanda rivolta a sua madre.
«Non ti manca combattere?»
Mirajane aveva smesso di andare in missione da quando Kara era stata messa al mondo. Se prima accadeva, seppur di rado, che accompagnasse i suoi fratelli o Laxus in missione, da quando sua figlia era nata, aveva dimesso i panni della combattente per dedicarsi interamente a lei e alla famiglia.
Scosse la testa. «No, non direi.»
Le sembrò sincera, per questo abbandonò l’argomento. Anzi, tornò a sospirare. «Se dovessi mettere alla prova un mago, come lo faresti?»
Sua madre ridacchiò.
«Questo è barare, tesoro.»
«Non so proprio cosa fare. Un aiutino?»
Kara aveva sempre avuto un buon rapporto con i suoi genitori ma, soprattutto, le era sempre risultato facile parlare con sua madre – probabilmente, perché viaggiavano sulla stessa lunghezza d’onda.
«Secondo te, cos’è la cosa più importante per un mago?»
«Beh, banalmente il potere magico.»
«È la tua risposta definitiva?»
Ci pensò su per un attimo. Certamente, possedere una bella quantità di potere magico era importante ma anche l’utilizzo che ne si faceva lo era. Saperlo controllare, saperlo dosare correttamente. Kara ripensò a tutti gli insegnamenti di suo padre e del suo bisnonno – insegnamenti che aveva sempre portato nel cuore, assieme all’amore che provava nei loro confronti.
No, il potere magico non c’entra niente. Constatò.
Mirajane sorrise, cogliendo, negli occhi grigi di sua figlia lo scorrere dei suoi pensieri. A un certo punto, notò un leggero cambiamento: Kara aveva capito.
L’espressione della giovane cambiò fino a distendersi in un sorriso.
«Cavolo, me n’ero quasi dimenticata.»
E, com’era stato fatto negli ultimi dieci anni, a ognuno dei maghi di classe S era stato assegnato un esaminando.
A Kara Dreyar, figlia del Master, toccava mettere alla prova Asher, il marionettista di Exceed. Il mondo di Edolas non aveva avuto più contatti con quello di Earthland, per cui – a parte Happy, Charle, Haze e Lily – nessun altro gatto volante aveva fatto il suo ingresso alla gilda.
Asher, amante dei gatti, aveva costruito e dato vita a tre marionette dall’aspetto felino e in grado di volare. Kara aveva capito perché le fosse stato assegnato proprio Asher – tra tutti, era il più versatile. E lei, che era diventata un mago di classe S soltanto quattro anni prima, avrebbe dovuto mettere in difficoltà il suo esaminando in tutti i modi possibili – sua madre si era premunita di ricordarglielo giusto quella mattina.
Kara non era persona bellicosa e men che meno era una persona cattiva.
Però, se Asher era davvero destinato a diventare un mago di classe S, avrebbe dovuto assicurarsi di persona che non crollasse alla prima grande difficoltà, che fosse in grado di salvare la pelle in qualsiasi circostanza e che fosse forte, tanto forte, da combattere contro chiunque e dovunque.
Lo faccio per il suo bene.
Il problema, però, era un altro: non aveva idea di come strutturare la sua prova finale.
Seduta al bancone del bar, Kara aveva lo sguardo perso in un mare di pensieri. Quel giorno si era svegliata e, come al solito, si era recata in gilda senza un particolare motivo. Aveva discusso con i suoi colleghi esaminatori – Gale Redfox le aveva dato una pacca sulla spalla che per poco non la lasciava stramazzata al suolo – ma non aveva avuto il coraggio di chiedere aiuto a Lyall.
Lyall Krosswood. Il mago più forte di Fairy Tail – per lo meno, della nuova generazione.
Era entrato a far parte della gilda a soli undici anni e a sedici aveva già superato l’esame per diventare mago di classe S – al suo primo tentativo! I lavori a cui prendeva parte venivano portati a termine senza intoppi e, contrariamente al modus operandi che da sempre aveva caratterizzato Fairy Tail, Lyall era un tipo discreto: quando c’era di mezzo lui, la gilda non riceveva mai alcun richiamo.
Le missioni filavano lisce come l’olio. Nessuno distruggeva niente. I clienti finivano per affezionarsi talmente tanto che molti di questi avevano voluto mantenere i rapporti per lettera – nella fattispecie, ragazze. A Kara non dava fastidio che le persone si innamorassero di lui. A Kara urtava la gentilezza incondizionata che Lyall riservava loro, a prescindere da qualsiasi cosa.
Per un ragazzo gentile e onesto come lui, la fregatura poteva arrivare in qualsiasi momento.
«C’è qualcosa che ti turba.»
La voce di sua madre, che la osservava dall’altra parte del bancone, le giunse all’orecchio come un soffice accordo d’arpa. Mirajane aveva conservato la sua bellezza in modo ineccepibile. I lughi capelli bianchi erano acconciati in una morbida treccia che di tanto in tanto spostava prima sulla spalla destra, poi su quella sinistra; la pelle era distesa e di un candore quasi innaturale che la faceva assomigliare alla più pregiata delle porcellane.
E, come ogni madre con la m maiuscola, Mirajane aveva capito tutto.
Kara ne era consapevole ma tentò comunque di sviare il discorso su qualcosa che, allo stesso modo, la impensieriva. «Non ho ancora scelto la prova da sottoporre al mio esaminando, tutto qui.»
«Non mi riferisco all’esame.»
Ne seguì un lungo sospiro.
«D’accordo, ma non ho voglia di parlarne.» Gli occhi azzurri di Mirajane brillarono ma sua figlia non riuscì a cogliere del tutto il significato di quel bagliore sinistro. «Dico sul serio, mamma. Dammi tregua.»
«Va bene, tesoro. Non dirò nulla.»
«Grazie. E scusa.»
«Non devi scusarti, tesoro. Quando vorrai parlarne, lo sai che sarò pronta ad ascoltarti.»
Kara sorrise, estremamente grata.
C’era da dire che le erano capitati i genitori migliori del mondo e di questo era sempre stata felice. Mirajane era stata un’amica, una sorella, una mamma e, occasionalmente, una maestra. Da lei aveva ripreso la forma del viso, quella della bocca, la rotondità dei fianchi e lo sguardo ammiccante ma mai apertamente provocante che l’aveva da resa famosa sulle rivista del Sorcerer.
Al contrario, i colori erano quelli di suo padre. Laxus – divenuto Master di Fairy Tail quando lei non era ancora nata – era stato un buon genitore. L’aveva cresciuta, l’aveva osservata, l’aveva fatta sentire amata e l’aveva aiutata a imparare la magia. Se era diventata forte, così forte da essere una maga di classe S, lo doveva in gran parte a lui e alla pazienza che aveva saputo dimostrare.
Fu dal nulla che se ne uscì con una domanda rivolta a sua madre.
«Non ti manca combattere?»
Mirajane aveva smesso di andare in missione da quando Kara era stata messa al mondo. Se prima accadeva, seppur di rado, che accompagnasse i suoi fratelli o Laxus in missione, da quando sua figlia era nata, aveva dimesso i panni della combattente per dedicarsi interamente a lei e alla famiglia.
Scosse la testa. «No, non direi.»
Le sembrò sincera, per questo abbandonò l’argomento. Anzi, tornò a sospirare. «Se dovessi mettere alla prova un mago, come lo faresti?»
Sua madre ridacchiò.
«Questo è barare, tesoro.»
«Non so proprio cosa fare. Un aiutino?»
Kara aveva sempre avuto un buon rapporto con i suoi genitori ma, soprattutto, le era sempre risultato facile parlare con sua madre – probabilmente, perché viaggiavano sulla stessa lunghezza d’onda.
«Secondo te, cos’è la cosa più importante per un mago?»
«Beh, banalmente il potere magico.»
«È la tua risposta definitiva?»
Ci pensò su per un attimo. Certamente, possedere una bella quantità di potere magico era importante ma anche l’utilizzo che ne si faceva lo era. Saperlo controllare, saperlo dosare correttamente. Kara ripensò a tutti gli insegnamenti di suo padre e del suo bisnonno – insegnamenti che aveva sempre portato nel cuore, assieme all’amore che provava nei loro confronti.
No, il potere magico non c’entra niente. Constatò.
Mirajane sorrise, cogliendo, negli occhi grigi di sua figlia lo scorrere dei suoi pensieri. A un certo punto, notò un leggero cambiamento: Kara aveva capito.
L’espressione della giovane cambiò fino a distendersi in un sorriso.
«Cavolo, me n’ero quasi dimenticata.»
Sua madre annuì con fare canzonatorio. «Makarov si starà rivoltando nella tomba, tesoro.»
«Piantala. Alla fine, ci sono arrivata. Mi ci è voluto un po’ ma adesso so cosa fare.»
Fu un attimo: Mirajane – con un sorriso allegro e fiero al tempo stesso – le mise davanti un bicchiere di tè nero ai fiori di campo con ghiaccio, il suo preferito.
Fu un attimo: Mirajane – con un sorriso allegro e fiero al tempo stesso – le mise davanti un bicchiere di tè nero ai fiori di campo con ghiaccio, il suo preferito.
Mi sono imbattuta spesso in storie come questa e non sempre ne sono rimasta entusiasta, purtroppo.
La nuova generazione di Fairy Tail, la mia nuova generazione di Fairy Tail, comprenderà non soltanto i figli dei personaggi di Hiro Mashima ma anche maghi creati dal nulla e con una loro storia personale che andrà poi a intrecciarsi con quelle di Kara &Co. Ho volutamente cominciato con Kara Drayer per stuzzicare un po' la vostra curiosità (chi saranno Asher e Lyall Krosswood, e che tipo di relazione li legherà a Kara?); spero abbia funzionato.
I personaggi principali di questa storia sono il frutto di una luuuuuuuuunga meditazione. Il primo capitolo è un'introduzione. Già dal secondo in poi, comincerò a presentare tutti gli altri personaggi, un po' alla volta.
Spero di avervi incuriositi ^^
Rosy


