#8
I WROTE THIS INSTEAD OF SLEEPING
RIPPED
I WROTE THIS INSTEAD OF SLEEPING
RIPPED
Elena non ha più riguardato certe foto per paura di farsi male, nonostante da piccola fossero la sua passione.
Ripercorrere la propria vita, sorridendo, mentre il cuore esplode di orgoglio e gioia.
Una felicità che non tornerà mai più.
Quanto era vera quella felicità?
Oggi Elena ha trent'anni, non è più una bambina.
Forse non lo è più stata da quando ne aveva quattordici.
Solleva la prima foto della raccolta e adesso fa male.
La vorrebbe strappare, ma le hanno detto che non si fa.
Non importa, lo fa comunque.
Osserva quel volto, quello che avrebbe dovuto amarla e proteggerla.
Quello che le ha dato la via e che poi se l'è presa; che le ha portato via l'infanzia e i ricordi pieni d'affetto, l'adolescenza normale che non ha mai vissuto. Il presente brucia, perché sa cosa significa ciò che ha perso.
Papà era il suo mondo.
Adesso la sua disperazione.
Come può diventare dolore e rabbia ciò che era?
Come poteva guardarlo in viso e, da un giorno all'altro, non riconoscerlo più?
Quando era successo?
Elena si spegne, le lacrime minacciano di traboccarle dagli occhi.
Lui era la sua persona preferita, l'eroe di tutte le bambine – o quasi.
Ma l'eroe si è trasformato e lei ricorda ancora la sensazione improvvisa di cadere nel vuoto mentre chi avrebbe dovuto salvarla la stava spingendo sempre più giù.
Non basta l'errore, la separazione, l'abbandono.
Il non voltarsi indietro.
Ecco la seconda spinta, fortissima, la sostituzione.
Lui, felice con un'altra famiglia in cui Elena non c'entra più niente.
Strappa via tutto, ragazza.
Strappati quei tratti dal viso così simili ai suoi.
Strappati via la colpa, la sofferenza e il disprezzo.
Strappa i ricordi, quell'amore finto che non sentirà mai per nessuno.
Poi respira, te lo meriti.


