Anno x818
Regno di Fiore, Magnolia. Gilda di Fairy Tail
Tutti erano in fermento.
A breve sarebbero stati annunciati i candidati all’esame e c’era chi, come Solana, non vedeva l’ora di sapere se anche il suo nome sarebbe stato tra gli eletti. Aveva lavorato sodo per tutta la vita – in tutto vent’anni – e non era ancora stata scelta neanche una volta!
«Che strazio.» La voce di suo fratello maggiore arrivò da destra; lo trovò malamente appoggiato contro le braccia incrociate su uno dei tavoli della gilda. Sembrava sul punto di addormentarsi. «Che ci trovi di tanto entusiasmante? Diventare un mago di classe S significa accettare lavori più difficili e pericolosi... ci tieni proprio a rischiare la vita, eh?»
«Per l’amor del cielo, sta’ zitto!»
«Voi siete pazzi.»
Orion e Solana Dragneel erano diversi, diversissimi. Non sembravano nemmeno figli dello stesso padre!
Fisicamente, lui era ben più alto e robusto. Per il resto, era la fotocopia sputata di Lucy Heartphilia. Rispetto alla sorella – degna figlia di Natsu in tutto e per tutto ma con un cervello settato meglio – Orion non era affatto portato per la competizione. Non gli piaceva combattere tanto per farlo e preferiva di gran lunga passare il tempo in mezzo ai libri che in mezzo a un campo di battaglia.
Negli ultimi tre mesi era stato costretto anche lui a lavorare da solo, principalmente perché tutti gli altri gli avevano dato buca e anche perché l’unica persona che avrebbe volentieri accettato di partire con lui in missione era niente di meno che la sua cotta storica con cui faticava ad avere una conversazione normale, figurarsi chiederle di lavorare insieme!
«Sei tu il pazzo.» Solana gli mollò una schicchera sulla testa che lo fece gridare. «Si può sapere da dove sei uscito?»
Orion gemette. «Ti prego, non farmelo dire ad alta voce.»
Era timido, il maggiore dei fratelli Dragneel. Mai una sola battuta sconcia era scivolata fuori dalle sue labbra – almeno, non volontariamente – e il solo parlare dei suoi genitori in quel modo bastava a farlo diventare rosso come un peperone.
Solana, al contrario, non mutò la sua espressione.
Fu la voce rombante del Master della gilda a farla desistere dal continuare quell’insolita conversazione. Gli occhi marroni cominciarono a brillare di una luce intensa e il suo corpo iniziò a scaldarsi per l’eccitazione. Aveva sempre provato una forte ammirazione per Laxus Dreyar.
L’uomo trasudava virilità e figaggine – termine tecnico che gli si addiceva alla perfezione – da ogni poro, nonostante la comparsa delle prime rughe attorno agli occhi. Di recente, si era anche fatto tagliare i capelli o, forse, era stato costretto da sua moglie a farseli tagliare ma i dettagli della faccenda erano noti solo a loro.
Circolava l’ipotesi di una scommessa.
«Buongiorno a tutti!»
Il saluto fu ricambiato da una serie di cori scoordinati e qualche applauso.
«È stato quasi impossibile scegliere i candidati che parteciperanno all’esame, quest’anno. Si vede che vi siete impegnati molto.» L’ombra di un sorriso gli attraversò il volto. La sua figura statuaria era riuscita a catalizzare l’attenzione di tutti nonostante non fosse l’unico a occupare il palco di fronte all’entrata; alla destra e alla sinistra di Laxus, infatti, c’erano altri quattro maghi ben più giovani e parecchio noti. «Non amo dilungarmi, perciò sarò breve. L’esame per diventare maghi di classe S si terrà tra tre giorni sull’isola di Tenrou.»
A quella notizia si levò un leggero brusio, tanto che Mirajane dovette sforzarsi di non ridere e di limitarsi a osservare la situazione da dietro al bancone del bar.
Solana, così come molti altri, era rimasta a bocca aperta. Tra tre giorni?!
Laxus ghignò. «Spero che questo poco preavviso non influisca negativamente sul risultato dell’esame.»
Sua figlia, alla sua destra, sospirò. L’idea era stata di Gale, ovviamente, e il Master si era subito mostrato entusiasta all’idea di metterli in difficoltà già dal momento della nomina dei candidati.
«Le prove da affrontare sono tre, una più difficile dell’altra. Ma sono sicuro che i quattro candidati di quest’anno mi daranno grandissime soddisfazioni.» I suoi occhi, grigi come il cielo in tempesta, non si fermarono su nessuno in particolare. Era sempre stato bravo a mettere tensione. «Il primo candidato è Asher Jenkins!»
Il ragazzo rabbrividì. Non se l’aspettava.
Orion, che intanto si era alzato in piedi e si era avvicinato anch’egli al palco per ascoltare meglio, gli mollò un’amichevole gomitata su un fianco. «Hai visto, amico? Ce l’hai fatta di nuovo.»
Se avesse potuto, Asher si sarebbe messo a urlare e non per la felicità. Questa sarebbe stata la sua seconda occasione consecutiva; sperò di riuscire a passare almeno le prime due sfide, qualsiasi esse fossero. Gli sarebbe dispiaciuto uscire fuori dai giochi già al primo test.
«Già. Evviva.» Replicò, senza entusiasmo.
Orion – l’amico da cui non separava mai e con cui aveva affrontato tante missioni difficili e, anche, altamente bizzarre – lo osservò attentamente. Fisicamente erano l’uno l’opposto dell’altro: Asher, infatti, aveva una carnagione molto più scura, color caramello bruciato; gli occhi erano ambrati e sottili; i suoi capelli assomigliavano a un cespuglio muschiato perennemente sorretto da una bandana bordeaux che aveva sempre indossato sin dal suo primo ingresso alla gilda.
Asher era più robusto; Orion più longilineo.
La vera somiglianza era quella caratteriale: entrambi rifugiavano la competizione. Le missioni a cui partecipavano non prevedevano quasi mai combattimenti all’ultimo sangue – specialmente Orion preferiva di gran lunga mansioni più intellettuali.
«Su con la vita, amico. Dai il massimo e il resto verrà da sé.»
Asher annuì, anche se non del tutto convinto. «Forse hai ragione.»
Il Master nominò, non senza un moto d’orgoglio, il prossimo candidato: «Rosalia Scarlet!»
Al solo pronunciarne il nome, dal mezzo della folla si udì uno strillo acutissimo provenire da uno dei membri più giovani della gilda. Belle Blacklock, entusiasta come non lo era mai stata, si gettò tra le braccia della sua migliore amica, dimenandosi come un’anguilla. «Lo sapevo! Lo sapevo che era questione di tempo prima che ti scegliessero! Sei un fenomeno, Lia!»
La candidata rimase in silenzio ma guardò prima il Master, incredula, e poi tutti i membri della gilda che la circondavano. Nessuno sembrava realmente sorpreso della sua nomina. Lei e Belle avevano appena sedici anni; raramente partecipavano a missioni pericolose e quando accadeva, venivano sempre accompagnate da un membro più anziano. Solitamente era Gale. O, Kara. O, ancora, Belle supplicava affinché l’amica chiedesse a suo fratello di portarle con sé.
Gli occhi castani di Rosalia incontrarono proprio quelli di Renji, in piedi alla sinistra del Master.
Si dissero di tutto senza dover per forza aprire bocca. Nonostante i dieci anni che li separavano, bastava un singolo sguardo per capirsi a vicenda.
Rosalia lasciò che Belle la stritolasse per poi, una volta liberatasi, assicurarsi che le vaporose trecce di capelli rossi non si fossero disfatte nell’abbraccio agitato appena ricevuto. Così come sua madre, Rosalia andava particolarmente fiera del colore dei suoi lunghi capelli.
Ci stava attenta. Non permetteva a nessuno – nessuno che lei reputasse un amico – di toccarli.
«Sono certa che diventerai una maga di classe S!» Belle era la sua fan numero uno. Lo era sempre stata.
Rosalia le sorrise, riconoscente. «Grazie, farò del mio meglio.»
Persino Solana, che non vedeva l’ora di sentir pronunciare il suo, di nome, la elogiò. Sapeva, come tutti, del resto, di cos’era capace quello scricciolo. Se lo merita, si disse.
Intanto, Laxus proseguì: «La prossima è... Amara!»
Questa volta, però, la più giovane dei fratelli Dragneel storse la bocca. C’era da aspettarselo... Una maga di ventisei anni, coetanea di Gale e Renji, bella come una dea e forte come una bestia; questa era Amara. C’era chi – la maggior parte dei giornalisti del Sorcerer, ad esempio – sognava e sperava di poter scrivere dell’incredibile e struggente storia d’amore che la vedeva protagonista accanto all’affascinante Lyall Krosswood. D’altronde, il colore terroso degli occhi, la criniera di capelli neri, il bronzo della belle e l’abbondanza di curve avrebbero dato un giusto contraltare alla bellezza eterea e quasi angelica di lui che con i suoi capelli biondi, lo sguardo cristallino e i suoi modi cordiali aveva già fatto innamorare parecchie esponenti del gentil sesso.
Ironicamente, a Amara non interessavano affatto gli uomini. E a Lyall non interessava Amara.
«E così, farai a botte con la piccola Lia e con Asher. Chissà chi vincerà!»
Al suo fianco, Tae-su ridacchiò. Lui e Amara erano amici da tanto tempo, da prima che entrassero a far parte della gilda. «Sono entrambi avversari da tenere d’occhio, specialmente Asher.»
«Sai, chiunque altro la penserebbe diversamente.»
Ciò che rendeva Rosalia una avversaria meno insidiosa, per quanto non da sottovalutare, era la scarsa esperienza maturata in missione. Aveva appena sedici anni.
Renji, tra l’altro, era sempre stato parecchio protettivo con lei e quelle poche volte che aveva permesso a lei e a Belle di seguirlo in missione non aveva dato loro alcuno spazio di manovra.
«Indubbiamente è una ragazza fuori dal comune ma non serve a nulla fasciarsi la testa prima di romperla.»
Tae-su annuì, mostrandosi d’accordo.
Aveva fiducia in Amara e nel suo giudizio. Era sempre stata una persona con la testa sulle spalle e con una volontà incrollabile – se la sarebbe cavata senz’altro.
«E, per finire, il quarto e ultimo candidato...» Il Master ghignò, serafico. Solana incrociò le dita; nello stesso istante, suo fratello rabbrividì. «Orion Dragneel!»
Lui sbiancò. Sua sorella, invece, arrossì di rabbia. Quello che uscì dalle loro bocche fu un semplice quanto acuto «CHECCOSA?!» che riecheggiò in ogni angolo della gilda.
Quindi... Asher Jenkins, Rosalia Scarlet, Amara e Orion Dragneel sono i quattro candidati all’esame.
Spero di averli presentati per bene perché ci tengo che abbiate un quadro chiaro di chi e come siano. Naturalmente, si dovrà aspettare il proseguo della storia per poterli conoscere meglio – senza contare che ci sono altri personaggi che devo ancora presentare... perché, d'altronde, è impossibile togliere a Juvia la possibilità di mettere al mondo dei mini-Gray tutti per lei (ho anche fatto la rima ^^). Fatto questo piccolo spoiler, mi dilguo.
Alla prossima ^^
Rosy


