#27
Febbre
“Non ti avevo detto di rimanere a letto?”.
Shinichi si volta appena, il tono categorico, l’espressione irritata, mentre la mano è ancora pronta sull’orologio anestetizzante e il cappuccio verde della felpa in testa nel tentativo di farsi scoprire il meno possibile in caso di pericolo.
“E secondo te starei davvero in casa a dormire mentre tu rischi di farti ammazzare?” gli risponde Haibara acida, aggrappandosi alla sua spalla nel tentativo di stare in piedi nonostante il senso di debolezza e la vista offuscata per la febbre.
“Oh, andiamo, è solo una precauzione. Sono nel giardino del dottor Agasa, cosa vuoi che succeda?”.
“Sì, certo, una precauzione. Immagino sia per questo che sei corso fuori”.
Shinichi sbuffa, sollevando un istante gli occhi al cielo. Dopodiché la guarda meglio, abbassando il polso.
“Anche se fosse, in queste condizioni ti faresti soltanto uccidere più in fretta”.
Le posa una mano sulla fronte, notando quanto la temperatura sia aumentata.
“Sto bene, Kudo” mormora lei, con un leggero affanno, “rimarrò qui con te”.
Lui non risponde.
Dopo parecchi istanti in cui la scruta negli occhi spenti, si sposta dietro di lei, sollevandola da terra.
“Ehi, cosa fai?”.
“Risolvo il problema” afferma il detective, entrando in casa. La posa sul materasso, mentre con la luce nota il colorito rossastro sui suoi zigomi, segno della febbre in aumento.
La sente ribattere appena, ma sa che non ha le forze per farlo davvero.
“Adesso dormi, hai bisogno di riposare”.
Haibara annuisce e si sdraia, non senza prima richiamarlo.
“Non uscire. Per favore”.
“D’accordo, starò qui. Non ti preoccupare” le risponde dopo averci riflettuto qualche secondo. Le si siede accanto, mentre la guarda addormentarsi tranquilla.


