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Autore: cabin13    15/12/2024    0 recensioni
[SakuAtsu Week]
Atsumu incarna la kitsune alla perfezione, astuto e intelligente (quando vuole). Uno spirito libero e socievole, incline agli scherzi e alle battute a volte un po' taglienti.
Kiyoomi assomiglia a una donnola, uno spirito attento a tutto ciò che gli sta intorno, spesso non in sintonia con gli altri e ogni tanto un po’ sul piede di guerra. Ma anche un essere elegante e grazioso.
Insieme sono un’accoppiata inusuale, qualcosa che non sembra funzionare. E invece fanno faville.
[Raccolta di one-shot]
Genere: Commedia, Romantico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Shonen-ai | Personaggi: Atsumu Miya, Kiyoomi Sakusa
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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SakuAtsu week 2023
Day #6: rivalry/"Look at me. Keep your eyes on me."




Infortunio

Succede tutto in un attimo, il tempo di un battito di ciglia. 

Ad Atsumu, però, la scena sembra svolgersi al rallentatore, il tempo che si dilata e gli permette di imprimersi a fuoco nella mente ogni singolo passaggio fatale. Ma è qualcosa che vorrebbe dimenticare. 

Un secondo prima, è concentrato sulla sua prossima azione, quale schiacciatore del suo repertorio utilizzare per spiazzare il muro e la difesa che dall’altra parte lo tallonano sin dall’inizio della partita. È una scocciatura soprattutto uno dei due centrali, un polacco con una faccia serissima – ma d’altronde, fregare un tizio alto due metri e dieci proveniente da una delle nazionali più forti al mondo1 sarebbe per lui una fantastica botta di adrenalina. 

È riuscito a chiudergli quasi tutti gli sbocchi con i centrali; si è pure portato a casa il punto vincente del primo set stampando un muro spaventoso su Meian. Dai lati e dal posto sei qualcosa si riesce a combinare, soprattutto se usano degli schemi in sovrapposizione, ma non possono certo tirare avanti così per tutta la partita.  

Per questo motivo ha pensato di provare quella mossa. 

Non l’hanno ancora messa a punto del tutto, servono ancora un paio di sessioni extra perché possano aggiustare il tiro e usarla con sicurezza in partita, ma vista la situazione ormai tanto vale fare un tentativo e cercare di sfruttare il momento per allungare il punteggio del set. 

Kiyoomi è con lui in prima linea. Deve spostarsi indietro sui sei metri insieme a Inunaki, Bokuto e Hinata per ricevere la cannonata che di sicuro sparerà il capitano avversario, un opposto la cui specialità è martellare il pallone come se non ci fosse un domani, sia quando schiaccia – soprattutto sulla diagonale, e nel set precedente Atsumu ha avuto la sfiga di difendere alcuni dei suoi colpi – che quando batte. Non sarebbe l’ideale tentare la cosa con Sakusa che deve pensare di correre di qua e di là per il campo anziché focalizzarsi solo sull’attacco, ma si faranno bastare l’occasione. 

Prima del fischio dell’arbitro, Atsumu incrocia lo sguardo d’ossidiana dello schiacciatore. Basta una sola occhiata per farglielo capire; al resto della squadra lo annuncia nascondendo la mano dietro la schiena e sollevando soltanto indice e mignolo. 

L'azione ha inizio, la cannonata viene ricevuta da Inunaki. La palla schizza via alta come un pilone perché il libero ha dovuto ammortizzare in qualche maniera la forza del colpo e al contempo evitare di regalare una free ball all’altra parte del campo, ma la posizione è buona. Atsumu è una scheggia a portarsi sotto la palla. Con la coda dell’occhio vede il fastidioso centrale ancora fermo a metà della rete, pronto a chiudere qualsiasi attaccante lui voglia sfruttare. Un altro fugace sguardo rivela del movimento dal lato della banda. Ma la sua attenzione si concentra tutta sull’alzata. 

Prima di allora, ci ha provato solo con Osamu e Hinata. 

Tuttavia, con quel tempismo e quell’angolazione e quella posizione... 

Il centrale si muove, ma è troppo tardi. I polpastrelli percepiscono lo spostamento d’aria della palla che passa, ma la schiacciata di Kiyoomi è imprendibile, anche grazie all’assurda rotazione che riesce a creare con i polsi. Il palazzetto esplode in un coro di incredulità e ovazione. 

Ma Atsumu riesce solo a vedere Sakusa che ha saltato più in alto del solito – del resto gliel’ha detto lui, di pensare solo a saltare e imprimere la rotazione più bastarda che le sue maledette mani sarebbero riuscite a dare. 

Solo che si dev’essere dato troppa spinta perché è finito troppo vicino a rete. E la punta del piede del palleggiatore di fronte a lui è di poco oltre la riga che separa i due campi. 

Atsumu ce l’ha impressa negli occhi l’immagine della sua scarpa destra che finisce per atterrare sopra quella dell’avversario, la caviglia che si storce in un angolo doloroso e innaturale, l’intero peso del corpo che si trova di colpo senza più equilibrio e quindi finisce per trascinarlo per terra. Ha un tuffo al cuore quando vede come il volto di Kiyoomi si deforma in una smorfia di sofferenza, mentre un grido gli sfugge dalle labbra prima che possa controllarlo. 

Il giocatore avversario fa per aiutarlo a rialzarsi, ma Atsumu è velocissimo a raggiungere entrambi e chiedergli in tono urgente di prendere le distanze. 

Kiyoomi ha perso colore sulle guance, gli occhi fissi sulla caviglia che sta cominciando a gonfiarsi. Lacrime di dolore gli offuscano le pupille, sebbene non abbia emesso più nessun altro lamento e non stia nemmeno singhiozzando. L’elemento più preoccupante, però, è l’alzarsi e abbassarsi del petto che si fa via-via più veloce. 

Atsumu non sa se sia un attacco di panico legato allo shock o che altro, ma si intromette nel campo visivo dello schiacciatore per attirare la sua attenzione su di sé. 

– Omi, ehi – chiama piano. – Omi, sono qui. Guarda me, non in basso. 

Gli ci vogliono altri due tentativi per far sì che le pupille dell’altro riescano a metterlo a fuoco, e solo allora Miya si azzarda a muovere le mani. Per essere ancora più sicuro, lo informa a voce alta che sta per toccare la sua maglia e anche la pelle, e finalizza la cosa solo quando Sakusa non gli dà nessun segno di volersi ritrarre o agitarsi ancora di più. Gli prende le guance tra i palmi e con i pollici asciuga le lacrime agli angoli degli occhi, mentre con un gesto delicato lo costringe a ruotare la testa cosicché sia completamente girato verso Atsumu. 

– Guarda me. Tieni gli occhi su di me – ripete. – Respiriamo insieme, va bene? Segui il mio ritmo. 

Inizia a prendere profondi, lenti respiri, scandendo piano quando buttare dentro e fuori l’aria. Kiyoomi ci impiega un po’ per andargli dietro, ma dopo alcuni minuti inizia a riuscirci; il viso riprende un po’ di colore sulle guance e gli occhi non lo osservano più con aria quasi spiritata. Atsumu lo trattiene a respirare con sé ancora un altro minuto per assicurarsi che non rischi l’iperventilazione, prima di lasciare che intervenga lo staff medico per portare Sakusa fuori dal campo e occuparsi della caviglia. 

L'alzatore gioca con un peso sul cuore per il resto della partita. I Jackals pareggiano il conto di set anche grazie al punto che Kiyoomi ha segnato, ma si devono arrendere nei due successivi. 

Quando l’arbitro fischia la fine, Atsumu vorrebbe solo sprofondare, lì e ora. È incazzato nero perché hanno perso e sa che la sua performance è stata al di sotto della media, soprattutto nel terzo e quarto set. 

Ma il peso più opprimente è il senso di colpa per l’infortunio di Kiyoomi. È stata una sua idea provare la veloce fulminea in partita così, senza nessun preavviso. E ha finito solo per condannare a tre settimane di riabilitazione – sperando di essere fortunati – il suo rivale, la persona che in campo lo stimola più di tutti a dare il centoventi percento. 

Si aspetta degli insulti, quando Kiyoomi lo trattiene per la maglia prima che tutti tornino negli spogliatoi. – Togliti quella faccia da funerale, Miya. – gli intima invece lo schiacciatore, lapidario. 

– Cos- 

– Non è stata colpa tua, quindi piantala di pensarlo. Te lo si legge in faccia. 

– Guarda che è stata- 

– No. – lo interrompe Kiyoomi, gli occhi scuri serissimi. – L’idea e l’alzata erano perfette, quindi smettila. – poi la bocca si distende in un sorrisetto appena accennato. – Piuttosto, vedi di allenarti meglio nelle battute; quelle di oggi erano fiacche. Voglio una seria competizione, quando tornerò in palestra. 

Atsumu potrebbe scoppiare a piangere. O a ridere. O entrambe le cose. 

Solo poche settimane, e poi la competizione riprenderà. Non può certo permettersi di deludere il suo rivale.




1Per chi non seguisse la pallavolo come sport, la nazionale maschile polacca è una delle nazionali più forti al mondo, secondo il ranking mondiale della FIVB al momento di quando sto pubblicando questo capitolo la Polonia è in prima posizione (invece l'Italia è quinta e il Giappone è sesto)










Hola gente
L'iniziativa per cui avevo scritto questa raccolta è finita da un bel pezzo, e pure io pensavo che questa ormai fosse una delle tante raccolte che inizio e poi non riesco a completare, invece eccomi qua a pubblicare giusto perché mi da fastidio vederla incompleta quando mancherebbero pochissimi capitoli perché sì
A dire il vero, questo capitolo è rimasto a prendere polvere nel mio pc per quasi due anni; le storie non complete sono quelle subito dopo questa, ma dettagli
Non ho tanto da dire su questo capitolo, spero solo che possa piacere
Ringrazio chi recensirà e anche chi leggerà e basta
Alla prossima gente
Adios
   
 
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