Anime & Manga > One Piece/All'arrembaggio!
Segui la storia  |       
Autore: Deruchette    17/12/2024    4 recensioni
Anni dopo aver trovato il One Piece ed essere diventato il Re dei Pirati, Luffy continua il suo viaggio lungo la Grand Line insieme alla sua ciurma. Luffy e Nami, da qualche anno, sono diventati una coppia: in un periodo indefinito della loro relazione hanno ufficializzato la loro unione, il cui segno distintivo sono le sottili vere d’oro e diamanti che indossano, costantemente, ai loro anulari sinistri…
-
"Non erano passati ancora quattro mesi dalla loro ultima fuga, e non passò molto prima di capire che quella era stata diversa dalle altre. Nami lo aveva capito un paio di settimane dopo il loro ritorno… e adesso, l’evento che avrebbe segnato per sempre le loro vite stava cominciando a diventare anche visibile."
-
Incinta del loro primo bambino ed impossibilitata a proseguire il viaggio, Nami sceglie di restare a Foosha mentre Luffy e i compagni si preparano a partire alla volta delle isole Sabaody. Per la coppia, questo rappresenta l'inizio di settimane lunghe e colme di attesa, di distanza, di amicizie e nostalgia, e sono entrambi ignari dell'ombra di una vecchia conoscenza che sta per intralciare il loro cammino.
Genere: Avventura, Drammatico, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Altro Personaggio, Monkey D. Rufy, Mugiwara, Nami | Coppie: Rufy/Nami
Note: OOC | Avvertimenti: Spoiler!
Capitoli:
   >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Il Tempo Dell'Attesa - Capitolo 1

Questa è una fanfiction che ho cominciato a pubblicare da qualche mese in inglese sul sito AO3; attualmente online ci sono i primi 4 capitoli, ma sul mio file word ce ne sono già 25 – e questo testimonia la mia voglia di scrivere e di portarla avanti, ma non la mia voglia di tradurre i capitoli ogni volta :’)
Visto che ho così tanti capitoli già pronti che hanno bisogno solo di una revisione, posso assicurarvi degli aggiornamenti regolari mentre continuo la stesura di quelli che mi mancano per terminare la storia.
Grazie per avermi sopportato fino a qui! Vi lascio alla lettura del primo capitolo :)

D.

 

1. Non era tanto capire se, ma quando.

 

La osserva, restando appoggiato con la spalla contro lo stipite della porta. Non si muove, come se temesse che fare anche solo un singolo passo verso il letto su cui è sdraiata possa destarla dal sonno disturbato in cui è immersa e che riesce facilmente a percepire, nonostante Nami gli stia dando le spalle e non può vederle bene il viso. L’ultima cosa che vuole è procurarle un malessere, dato che sta già provando parecchio fastidio e disagio di suo e non c’è bisogno che anche lui ci metta lo zampino.
Se qualcuno, un giorno, avesse scommesso che la mente di Monkey D. Luffy avrebbe formulato un pensiero del genere, beh, a quest’ora starebbe nuotando in un mare di berry.
Ma gli viene facile, ormai. È diventato naturale preoccuparsi, così come è diventato normale concentrarsi su tutto ciò che non riesce ad essere racchiuso nella sola sfera del cibo. E forse, e non è la prima volta che se ne rende conto, questa capacità in Luffy è sempre stata presente, ma assopita nel profondo di sé… palesandosi di tanto in tanto quando, in determinate situazioni, c’era di mezzo lei.
Non è mai stato una persona romantica, non ha quasi mai pensato alla sfera sentimentale e, di certo, non ha mai pensato realmente che un giorno si sarebbe ritrovato coinvolto in una relazione. Se avesse scavato nei suoi ricordi, avrebbe di certo trovato le numerose scene in cui era diventato involontariamente l’interesse amoroso e mai corrisposto di Boa Hancock, la donna più bella del mondo. L’insopportabile, aggiunge, donna più bella del mondo. Ricorda che in quei momenti ha pensato spesso al fatto che non ci fosse cosa più fastidiosa sul pianeta terra di una donna innamorata.
Eppure, tornare con la mente a quei ricordi gli è molto utile per riflettere sul fatto che, se allora la pensava in quel modo, era solo perché la donna che gli si era proposta allora non era quella che lui desiderava davvero. Era… era, semplicemente, una donna diversa.
Ci ha messo anni per capirlo davvero. E quando, ormai quasi giunto alla fine del suo viaggio intorno al mondo, ha compreso appieno la portata dei sentimenti che provava, non ha aspettato altro tempo e glieli ha confessati. E non poteva assolutamente immaginare che quella ragazza, il bel navigatore dai capelli arancioni, invece, lo stesse aspettando dal giorno del loro primo incontro.
L’arrivo a Laugh Tale, l’ascesa del capitano dei Cappello di Paglia a Re dei Pirati e la caduta del Governo Mondiale sono notizie di dominio pubblico da più di sei anni, ma solo la ciurma pirata che si trovava lì con i due giovani sa anche che quel giorno, il giorno che ha segnato le sorti del mondo intero, ha coinciso anche con l’inizio della loro storia d’amore.
Luffy e Nami non hanno mai cercato di nascondere che qualcosa nel loro rapporto fosse cambiato, e a dire la verità non ci hanno neanche provato. Così come per loro è stato naturale aspettarsi e scoprirsi, in qualche modo, destinati, per gli altri è stato naturale aspettarsi che prima o poi il capitano ed il navigatore della ciurma sarebbero finiti insieme.
Non era tanto capire se, ma quando.
Persino Sanji, l’ultima persona sulla nave che avrebbe mai voluto vedere la sua Nami-swan immersa tra le braccia di quell’idiota di gomma del suo capitano, non ha battuto ciglio nel vederli coinvolti in un bacio che di casto aveva solo il nome, quando li ha beccati per la prima volta abbracciati e premuti contro l’isola della sua adorata cucina. O meglio, lo aveva fatto, ma per altre ragioni.
«Io ci cucino qui, dannazione! Andate ad insozzare il letto di quell’altro deficiente, piuttosto!» ha urlato, già pronto a sterilizzare tutte le superfici su cui si erano poggiati.
La non-reazione del cuoco dalle sopracciglia ricciute ha fatto capire alla neo-coppia che, se lui sapeva della loro relazione, allora sapevano anche gli altri. E allora, che senso aveva continuare a nascondersi? Perché trattenersi?
Superato il primo ed intenso periodo di assestamento, tra la nomina di Protettore dei Mari di Luffy e l’elezione dell’Armata Rivoluzionaria a Nuovo Governo Mondiale, i due hanno chiesto di fare una deviazione dalla rotta del loro nuovo viaggio intorno ai mari del globo e di lasciarli su un’isola del Nuovo Mondo. Non una specifica, solo… un’isola, la più vicina, la prima che avessero incontrato. Sono spariti correndo non appena hanno toccato terra, con l’unica raccomandazione di venirli a riprendere dopo due mesi. Nulla di più, nulla di meno.
Non si sa davvero cosa hanno combinato quei due su quell’isola, ma la ciurma ne ha avute di occasioni e di tempo per fare congetture, teorie e azzardi, uno più fantasioso dell’altro e, paradossalmente, neanche poi così tanto campati per aria. Alcune di queste congetture erano anche parecchio piccanti, e si sa che quei due prima o poi avrebbero cercato e desiderato di avere del tempo a disposizione da trascorrere da soli, senza nessuno di loro tra i piedi. E non ci sarebbe stato nulla di male in questo. Il desiderio, il bisogno di intimità è più che comprensibile, se si vive h24 su una nave pirata con altre otto persone, e nessuno di loro li avrebbe biasimati… soprattutto per evitare di incappare in eventuali incontri imbarazzanti. È per questo che Franky, approfittando della loro assenza, ha ristrutturato la Sunny per regalare ai due piccioncini una camera da letto nuova di zecca tutta per loro, spaziosa e, cosa più importante, insonorizzata.
Fatto sta che due mesi dopo, quando i pirati di Cappello di Paglia sono tornati sull’isola di Curano per recuperare Nami e Luffy, hanno trovato qualcosa in quei due che gli ha fatto capire che non si erano limitati a trascorrere tutto quel tempo lontani da loro solo per esplorare ed esplorarsi nella loro sfera più intima e sessuale: erano… più complici, e più maturi in qualche modo.
E già riuscire a giudicare Luffy una persona matura era un vero e proprio miracolo.
Un occhio attento avrebbe notato immediatamente le sottili vere, d’oro per lui e di brillanti per lei, che fasciavano i loro anulari sinistri, ma di occhio attento nella ciurma ce n’era solo uno, e quell’occhio azzurro cielo si tenne ben lontano dallo spifferare qualcosa al resto dei suoi un po' più ottusi compagni, che se ne accorsero invece dopo quasi sette ore dal loro ritorno, e solo perché Nami aveva allungato la mano sinistra sulla tavola per afferrare la caraffa del succo d’arancia.
«Che cos’hai al di-MI PRENDI IN GIRO!?» Usopp fu il primo a notare il dettaglio e ad urlare alla vista dell’anello, rimarcando il concetto andando a cercare quello che, ne era quasi certo, si trovava sul dito di Luffy. «Vi siete sposati!?»
«Non essere così melodrammatico» Nami si era limitata a sviare la cosa, ma non negò a sé stessa di essere deliziata e che era stato piuttosto divertente vedere le reazioni di Usopp e dei suoi compagni. C’era chi si fingeva scioccato – ed in questo Sanji era un vero e proprio maestro –, chi ridacchiava sotto i baffi – Robin e Jinbe –, e chi piangeva senza freni per la gioia – Franky, ovviamente. Nessuno di loro era scioccato o deluso per non aver assistito alle nozze, ma erano più che felici di festeggiarlo e di festeggiarli anche se in ritardo di mesi.
Quella prima, emblematica fuga romantica è stata ripetuta altre volte nel tempo, e sempre nello stesso periodo dell’anno; con l’avvicinarsi del loro anniversario, infatti, i due modificavano la rotta in base al mare in cui navigavano e se ne andavano quasi all’avventura, con solo uno zaino in spalla e con la solita raccomandazione di ritrovarsi nel luogo d’incontro dopo il periodo pattuito. A volte un mese, a volte solo una settimana a causa del nuovo genere di impegni che ha interessato le loro vite come ufficiali di Luffy, e poi Nami aveva ancora la sua mappa del mondo da realizzare… ma riuscivano sempre a ritagliarsi del tempo per loro.
Non erano passati ancora quattro mesi dalla loro ultima fuga, e non passò molto prima di capire che quella era stata diversa dalle altre. Nami lo aveva capito un paio di settimane dopo il loro ritorno… e adesso, l’evento che avrebbe segnato per sempre le loro vite stava cominciando a diventare anche visibile.
La gravidanza di Nami è il motivo che rende Luffy così teso, mentre osserva la compagna dormire. La preoccupazione per le sue condizioni ha scacciato completamente l’euforia e la gioia dei primi giorni, quando gli aveva dato la notizia ed il solo sapere che nel giro di pochi mesi la sua compagna lo avrebbe reso padre – lui, che di essere padre non ne sapeva proprio niente ma che desiderava da anni poterlo diventare – aveva messo in ombra persino il resto delle mansioni e delle questioni messe in discussione di continuo con le direttive che arrivavano dall’alto.
Luffy si era pentito di tutta l’euforia provata nel primo periodo non appena aveva visto cosa significava per Nami essere incinta del loro primo figlio.
La ragazza non stava passando le più spensierate delle settimane a causa di quelle che tutti, e tutte le donne che c’erano già passate prima di lei, conoscevano come le nausee caratteristiche del primo trimestre. Le sue, però, diversamente da quel che credeva anche il loro medico di bordo, non accennavano a cessare o anche solo a diminuire e la costringevano, quando non era impegnata a vomitare anche l’anima, a stare sdraiata sul letto con gli occhi chiusi per cercare di mettere a tacere sia la nausea che le vertigini. Fu ben chiaro, con la gravidanza di Nami che si avvicinava ad entrare nel quarto mese, che quelle non sarebbero andate via da sole semplicemente aspettando.
Chopper era arrivato alla conclusione che Nami fosse in qualche modo in preda ad una forma di mal di mare: si sa che in gravidanza, talvolta, le donne sono soggette a disturbi singolari che sarebbero cessati da soli dopo un determinato periodo di tempo e il piccolo dottore era certo, sicuro al 100% che il malessere di Nami facesse parte di uno di quei casi, ma che vista la particolare natura di quel disturbo non sarebbe passato se la ragazza continuava a vivere su un brigantino in perenne navigazione.
«Credo che le serva del tempo da trascorrere sulla terraferma» aveva detto a Luffy quella mattina dopo l’ennesima visita e dopo aver nuovamente constatato che, anche se non sembravano esserci dei rischi per il bambino, il malessere non accennava a lasciarla. «Il mal di mare non può passare se resta sulla nave, ed io ho già provato tutti i rimedi contro la nausea ed il vomito che conosco, persino l’agopuntura» aveva aggiunto, demoralizzato e quasi colpevole di non saper curare un malanno come il mal di mare.
Un navigatore che non può viaggiare a causa del mal di mare: un controsenso bello e buono.
E Luffy non ha il coraggio di svegliarla per dirglielo.

 

Alla fine, quando sente il suo respiro diventare più rapido, si siede sul letto, posando la mano sul materasso accanto alla sua. Nami si muove appena come se avesse sentito che qualcuno si è avvicinato a lei, ma non apre gli occhi per accertarsene. Li tiene chiusi anche quando il compagno le sfiora la guancia usando solo il dorso delle dita, calde e piacevoli rispetto al freddo della sua pelle. Mugugna qualcosa, e un piccolo sospiro le sfugge dalle labbra.
«Non volevo svegliarti» le sussurra senza smettere di accarezzarle il viso.
«Non mi puoi svegliare se non sto dormendo» Nami apre appena un occhio per osservarlo prima di richiuderlo, muovendo la testa per sistemarsi meglio contro il cuscino. Un braccio scivola sotto di esso, l’altro va invece a posarsi sul piccolo rigonfiamento del suo ventre: la prima, vera traccia dell’esistenza del loro bambino. Oltre ai sintomi, ovviamente.
Sul volto di Nami compare una smorfia. «Stai male?» chiede Luffy.
«Sento che potrei vomitare da un momento all’altro» ammette.
Luffy si sdraia sul letto accanto a lei e Nami, come se stesse aspettando solo quel momento prima di fare qualcosa, gli si avvicina per andare a seppellire il volto nell’incavo del suo collo. Gli sbuffi provocati dal suo respiro gli solleticano la pelle mentre la stringe tra le braccia, le labbra che le sfiorano appena i capelli sulla fronte umida. La sente tremare, forse a causa del contrasto di temperatura dei loro corpi. È totalmente scombussolata, e questo gli riporta alla mente il motivo per cui l’ha raggiunta in camera.
«Nami?»
«Mh?»
«C’è una cosa che devo dirti…»
«Devi vomitare anche tu?»
Ridacchia. «Beh, ha qualcosa a che fare col vomito, ma in realtà riguarda te» si zittisce qualche secondo per capire come iniziare. «Forse non ti fa bene restare sulla Sunny.»
«Mi vuoi buttare in mare?» nonostante la domanda provocatoria, l’ha sentita irrigidirsi nel suo abbraccio.
«Eh, no… vedi, secondo Chopper c’è la possibilità che tu possa stare meglio se stai per un po' sulla terraferma, e pensavo che, magari, potresti seguire il suo consiglio e…» dice, interrompendosi verso la fine.
Nami solleva la testa per osservare Luffy direttamente in viso, anche se nella posizione in cui si trova riesce a vedere solo il suo mento. «E?»
«E… vivere per un po' sulla terraferma. Se ci pensi, non è una cattiva idea. E non siamo poi così lontani dall’East Blue, potresti andare a Cocoyashi a trovare tua sorella e-»
«Luffy, stai parlando sul serio?»
«Eh?»
Facendo leva sulle braccia, Nami si libera dalla stretta di Luffy e si solleva per riuscire, finalmente, a guardarlo come si deve. «Mi stai dicendo queste cose come se avessi già deciso tutto» dice, piccata, e sgrana gli occhi quando vede impresse sulla sua faccia ogni traccia della sua colpevolezza. «Tu e Chopper avete già deciso di scaricarmi da mia sorella come un pacco postale?»
«No!» esclama alzando le mani. Il discorso non sta prendendo la piega pacifica che si è immaginato nella sua mente. «È solo un consiglio che mi ha dato, te lo giuro! Sono io che ho pensato che ti sarebbe piaciuto stare da Nojiko per un po'.»
«Luffy!» Nami sospira, sconcertata. «Non pensi che invece questo non è proprio ciò che voglio io? Io… io non voglio lasciare la nave. Il mio posto è qui con te, con voi. Sono il vostro navigatore!»
«Lo so, ma… Nami» Luffy si siede e le posa le mani sulle spalle, chinandosi sul suo viso. «Che ce ne facciamo di un navigatore che rischia di morire di fame?»
«Non sei un po' troppo drastico? È solo un po' di nausea.»
«Quand’è stata l’ultima volta che hai mangiato qualcosa di più sostanzioso di un grissino?»
Alla parola “grissino” la bocca della ragazza si contorce in una nuova smorfia. «Per favore, non mi parlare di cibo…»
«E per fortuna che è solo un po' di nausea» la prende in giro.
«Smettila. Io non… trovo giusto che voialtri decidete qualcosa per me, al posto mio.»
«È giusto, invece, se si tratta di mia moglie che è anche incinta di mio figlio» e Luffy rimarca la questione posando con decisione la mano sul suo pancino.
Questo gesto la spiazza, e non perché l’ha colta di sorpresa o perché ha usato un tono di voce più duro, a cui ricorre solo quando si trova davvero messo alle strette… ma perché le ha fatto capire, nel suo modo diretto e spontaneo, che a lei ci tiene. Che tiene alla famiglia che stanno iniziando a costruire insieme, che vuole bene e che si preoccupa per la piccola creatura che custodisce nella pancia e che, a detta di Chopper, non è più grande di un mandarino.
Il solo pensare ai mandarini le disturba nuovamente lo stomaco e Nami deve scacciare velocemente e in malo modo le mani di Luffy prima di voltarsi e sporgersi dal bordo del letto per vomitare, anche se non ha più nulla nello stomaco da vomitare.
Sono giorni che non mangia nulla.
Luffy la raggiunge per sostenerla mentre è scossa dai conati a vuoto, le accarezza la schiena e le sussurra qualcosa per tranquillizzarla che, però, non capisce. Le lacrime le percorrono il viso per lo sforzo e perché, con riluttanza e forse sconfitta, si rende conto che davvero non può continuare ad aspettare che passi tutto grazie ad un miracolo. Se Chopper pensa che lasciare la nave per la terraferma sia la soluzione al suo problema, forse c’è un fondo di verità in questo: si fida ciecamente della piccola renna, tanto da affidarle la sua stessa vita.
Luffy le lascia un bacio sullo zigomo a fior di labbra, sentendo il sapore salato delle sue lacrime.
Nami singhiozza, stringendo forte gli occhi. «T-tu verrai con me?»
Il solo fatto che Luffy non le risponda subito le fa già capire la risposta: sarà solo lei ad andare via. Posa la fronte contro la sua spalla, circondandogli il collo con un braccio.
«L’Adunanza del Nuovo Governo Mondiale c’è tra poco più di un mese e mezzo, lo sai. Abbiamo giusto il tempo di lasciarti a Cocoyashi prima di metterci in viaggio per le Sabaody.»
«Non voglio lasciarvi…»
«Sarà solo per poco, te lo prometto. Partiremo subito una volta finita l’Adunanza e ti raggiungeremo in un battibaleno. Nami» non senza un certo sforzo, Luffy riesce a farle alzare il viso e glielo stringe tra le mani, con i pollici che le sfregano le guance per asciugarle dalle lacrime prima che le nuove le sostituiscano. «Sarò da te prima ancora che nasca il bambino, e poi ti giuro che non ti lascerò più. Va bene?»
Nami lo guarda, occhi marroni che incrociano occhi neri, e annuisce. Si sente improvvisamente sfinita, ancora più di prima, e deve sorreggersi a lui per paura di cadere a peso morto sul materasso. Luffy la abbraccia stretta, lasciando che si accoccoli sulle sue ginocchia mentre continua a piangere silenziosamente. In qualche modo, se possibile, si sente sfinito anche lui: la sola idea di lasciarla per mesi interi prima di rivederla è insopportabile… se non si tiene conto dei due anni di separazione dopo la guerra, non sono mai stati così tanto tempo separati da quando hanno iniziato il viaggio lungo la Grand Line per trovare lo One Piece. Abituarsi alla sua assenza… è un qualcosa a cui non ha mai pensato di dover fare.
«Luffy…»
Le bacia i capelli prima di posare il mento sulla sua testa. «Dimmi tutto.»
«Non voglio andare a Cocoyashi.»
Luffy inarca le sopracciglia, confuso. «Pensavo che-»
«No, non intendo quello. È che… non voglio andare a stare da mia sorella.»

«Va bene» dice, sentendosi ancora più confuso di prima. «Dimmi dove vuoi andare e ti ci porterò.»
   
 
Leggi le 4 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
   >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Anime & Manga > One Piece/All'arrembaggio! / Vai alla pagina dell'autore: Deruchette