5 volte in cui Maui ha difficoltà nel capire sé stesso
+ 1 in cui Moana, stanca di aspettare, lo aiuta a fare chiarezza.
+ 1 in cui Moana, stanca di aspettare, lo aiuta a fare chiarezza.
Maui si rende conto che Moana potrebbe essere qualcosa di più per lui quando, restituito il cuore di Te Fiti, un tatuaggio che la raffigura gli appare all'altezza del cuore. Prima di allora quello spazio era stato riservato alle costellazioni che gli avevano tenuto compagnia sin dall'infanzia. Dopo essere stato rifiutato dai propri genitori ed essere stato aiutato dagli dei, aveva infatti imparato che le stelle potevano essere sue compagne fedeli anche nei momenti più bui e solitari della sua vita.
Maui trova assurdo che la prova della sua prima avventura vissuta insieme ad una mortale dopo mille anni di prigionia su un'isola deserta sia apparsa proprio in quella zona del corpo; tuttavia, dopo che Moana gli fa notare che la reale posizione in cui ella dovrebbe stare è su uno dei suoi fianchi perché da lui definita come "la peggior spina nel fianco che abbia mai avuto l'onere di conoscere" e aver lanciato la suddetta (per la centesima volta) nell'Oceano borbottando un "spero ti mangino gli squali" poco convinto, il semidio decide di dare un'ultima occhiata al nuovo disegno di inchiostro prima di nasconderlo sotto la sua collana, come per timore che chiunque lo veda, che sia dio, mostro o umano, possa fare del male alla persona raffigurata.
Ed è strano, perché degli umani gli è sempre importato il giusto senza mai affezionarcisi e il pavoneggiarsi su qualsiasi suo tatuaggio o impresa eroica compiuta è sempre stato uno dei suoi passatempi preferiti.
"La prossima volta ti faccio abbrustolire da Te Ka, vediamo poi chi ride per primo", controbatte subito Moana una volta risalita sull'imbarcazione, distraendolo dai suoi pensieri.
La seconda volta che Maui si rende conto davvero di quanto Moana gli stia a cuore è quando, dopo che il suo equipaggio viene quasi brutalmente fatto fuori da una delle tempeste di Nalo, sente il bisogno di tirarle su il morale e di starle vicino in un modo che nessun altro è in grado di fare. È allora che decide di inculcarle non solo i suoi chee-hoo, ma di ricordarle anche quanto brillante lei sia. Lo fa ridere che Mini-Maui scorrazzi come un folle per l'intero suo corpo nel tentativo di farle tornare il sorriso, anche se in tutta onestà ricorda bene tutte le volte in cui il suo tatuaggio senziente ha provato a dirgli qualcosa ogni volta che gli è capitato di pensare a lei. Il problema è che nonostante sia quasi riuscito a distogliere l'attenzione da Moana nei tre anni appena trascorsi, adesso, dopo averla ritrovata nel covo di Matangi e aver provato panico nell'immaginarla in pericolo, qualcosa gli ha provocato una fitta al petto più forte di quelle che ha provato fino ad allora.
Così, mentre Mini-Maui continua a danzare in maniera stramba sul suo braccio per farla ridere, lui non può fare a meno di stringerle un po' più forte la mano, quasi a non volerla lasciare andare.
Maui si accorge che qualcosa non va seriamente quando, di ritorno sull'isola di Motunui dopo l'ultima avventura appena trascorsa, nota che Moana viene circondata sempre più spesso da giovani uomini che cercano di farle la corte e a lui la cosa non va tanto a genio. È del tutto un caso che gli capiti di seguirla durante le sue passeggiate in compagnia di qualche corteggiatore sottoforma di passerotto o che talvolta una noce di cocco cada in testa a uno degli uomini che prova ad allungare un po' troppo le mani verso di lei. È anche del tutto un caso che ogni volta che Moana alza gli occhi verso il cielo, quasi come sappia che lui sia lì, Maui scappi via in fretta e furia.
Peccato che nella fuga non si fermi mai quel secondo in più che gli permetterebbe di scorgere il lieve sorriso, subito nascosto da una finta espressione di preoccupazione nei confronti dell'ennesima vittima, sul viso della ragazza.
La quarta volta che Maui si rende conto di quanto Moana sia importante per lui è quando si sveglia di soprassalto dall'ennesimo incubo che gli fa rivivere passo per passo il momento in cui lui si tuffa in acqua per cercarla e guarda impotente un fulmine di Nalo colpirla e ucciderla. Ormai accade così di frequente che una volta sveglio il suo corpo si muove in automatico per cercarla. Ha persino imparato a memoria il numero di passi che la separano da lui. "Vieni qui", gli sussurra Moana ogni volta che lo vede di fronte alla sua Fale. Non c'è bisogno che gli chieda cosa sia successo, perché gli incubi assalgono più volte di quanto sia accettabile anche lei e, come il semidio, anche Moana si ritrova sveglia innumerevoli notti nel terrore di averlo perso per sempre. In pochi passi Maui è accanto a lei e senza alcuna esitazione la stringe forte a sé. Dopo minuti trascorsi a rassicurarsi sul fatto che entrambi stiano bene, i due si addormentano stretti in un abbraccio, come per timore che qualcosa o qualcuno possa di nuovo fare del male all'altro.
Capita sempre più spesso che al mattino, quando il villaggio si desta, Tui e Sina si avvicinino per svegliare la figlia e, trovata stretta tra le braccia del semidio, si scambino uno sguardo che vale più di mille parole e decidano di lasciarla riposare qualche minuto in più. Nonostante Moana e Maui abbiano raccontato a grandi linee cosa sia accaduto, sanno bene che c'è qualcosa di talmente pauroso da rimanere bloccato nel cuore e nella mente di entrambi.
Lo vedono negli sguardi che vagano in cerca dell'altro quando passano troppo tempo distanti.
Lo vedono nei modi in cui, nonostante i due battibecchino come al solito, qualcosa di nuovo si scorge sul viso di entrambi.
Lo vedono nei modi in cui Maui sorride nel guardarla fare qualcosa mentre lei è distratta e, allo stesso modo, nel modo in cui lei lo osserva quando lui tiene compagnia ai bambini del villaggio.
Sono trascorsi tre giorni da quando, in un raro momento di lontananza dalla giovane, Sina era corsa da Maui per dirgli che qualcosa non andava nella figlia e lui aveva lasciato ciò che stava facendo per precipitarsi da lei. Quel pomeriggio l'aveva trovata quasi esanime al centro della sua Fale, tremante. Tui le era accanto impotente, non capendo cosa stava succedendo alla figlia. Vicino a lei il suo remo brillava a intermittenza e lo stesso faceva, seppur in maniera talmente fioca da essere difficile da individuare, anche il tatuaggio che le era apparso sul braccio qualche settimana prima. "Moana, mi senti? Che succede?" le aveva chiesto preoccupato mentre le sorreggeva la nuca e cercava delicatamente di farla sdraiare per farla stare il più comoda possibile. "Brucia", aveva sussurrato lei. "Brucia tutto così tanto, fallo smettere... Ti prego."
A Maui spezzava il cuore vederla in quelle condizioni.
Diventare semidio comportava anche questo: il suo corpo doveva abituarsi alla nuova forza che gli dei gli avevano donato, così come doveva abituarsi all'idea di rimanere immutabile allo scorrere del tempo. Maui ricordava bene il dolore che aveva provato quando, secoli prima, lo era diventato anche lui. Aveva sperato fino all'ultimo che gli dei evitassero quella sofferenza alla giovane, li aveva pregati più e più notti di passare a lui il tormento che ella avrebbe provato, ma non aveva mai ricevuto risposta. "Cosa le succede?" gli aveva chiesto affranto Tui, avvicinandosi alla figlia in compagnia di Sina, anch'essa in preda al terrore. Era stato allora che, mentre teneva stretta la mano di Moana e poggiava delicatamente la propria fronte a quella della giovane, come a volerle trasmettere tutta la forza che possedeva in corpo, aveva riferito loro quel segreto che Moana gli aveva chiesto di tenere nascosto fino a quando non l'avrebbe accettato lei stessa. Tui e Sina avevano iniziato a piangere silenziosamente nel comprendere appieno ciò che la figlia aveva nascosto per il loro bene e quello della piccola Simea: il fulmine, la propria morte, il divenire immortale. Avvicinandosi piano a Maui, avevano posato ciascuno una mano sulle spalle del semidio che ora si ritrovava a mantenere lo sguardo fisso su Moana ed erano poi corsi, con gli occhi che sgorgavano lacrime copiose, a prendere tutto quello che poteva essere necessario per aiutare la giovane a superare quelle dure giornate che le si prostravano davanti. Una volta soli, lui si era sdraiato accanto a lei e l'aveva cullata mentre le sussurrava verità che non aveva ancora avuto il coraggio di rivelarle da desta: quanto teneva a lei, quanto solo si è sentito prima di conoscerla, che l'avrebbe capito se si fosse arresa al dolore inflitto dagli dei, anche se non sarebbe più rimasto lo stesso. Maui non sapeva se Moana lo stava davvero ascoltando o se era persa nei meandri della sua mente, ma non importava. L'unica cosa che contava davvero era che, con il proseguire delle ore, percepiva il suo respiro farsi sempre più pesante e tranquillo, meno affannato, e che il suo corpo aveva sempre meno spasmi causati dal dolore.
Sono trascorsi tre giorni da allora e adesso Moana sta meglio. Eppure, Maui non può fare a meno di continuare a stare nella sua Fale e ad allontanarsi da lei il minimo indispensabile per paura di una ricaduta. Ormai sia il suo cuore che la sua mente comprendono bene cosa prova per la giovane, ma per il momento preferisce rimanere in silenzio e prendersi cura di lei.
Sono trascorsi sei mesi da quando Moana ha completato la sua transizione in semidea e nonostante i cambiamenti siano quasi impercettibili, qualcosa nel suo modo di agire e vivere è cambiato inesorabilmente. Maui la osserva sempre con affetto, soprattutto nei momenti in cui la vede persa nei suoi pensieri mentre guarda con amore e un velo di malinconia la piccola Simea. Il semidio conosce bene quell'espressione perché l'ha provata anche lui non solo con i suoi primi affetti mortali, ma con Moana stessa prima che divenisse immortale: la perpetua e incessabile coscienza del fatto che il tempo continua a scorrere per tutti tranne che per sé stessi e l'inevitabile addio che pian piano si sarebbe dato a ognuno dei propri cari.
È per questo motivo che la notte, quando la sente piangere, si dirige immediatamente da lei per confortarla. Solitamente finiscono per fare una passeggiata sulla spiaggia: la brezza notturna e l'Oceano che cerca anch'esso di risollevarla l'aiutano notevolmente.
È nel lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui la luna è alta in cielo e l'alba che Moana prende finalmente respiro e ricomincia a sorridere.
Ogni notte, Maui le rimane sempre vicino, raccontandole storie sul suo passato che lei conosce già bene, ma che continua ad amare.
Stavolta, quando il sole inizia a spuntare da oltre l'orizzonte e lui è pronto ad alzarsi dal punto della spiaggia in cui sono seduti spalla contro spalla per riaccompagnarla alla propria Fale prima che il villaggio si desti, Moana lo blocca. Lui la guarda inarcando un sopracciglio, ma non fa in tempo a domandarle alcunché perchè la semidea gli poggia una mano sulla guancia e, con un movimento tanto repentino quanto delicato, come per timore che il coraggio possa venirle meno, lo bacia. Maui impiega qualche secondo per ricambiare, perché non gli sembra vero.
Quando lo fa, però, sente Moana sorridergli sulle labbra e stringerlo più forte a sé. E mentre lui non fa e a meno di ricambiare quel sorriso che, seppur stia rendendo quel bacio un po' caotico, rappresenta tutte le emozioni che al momento sta provando, amore, affetto, gioia, sollievo, meraviglia, nessuno dei due si rende conto che Tui e Sina li osservano brevemente con gli occhi colmi di affetto prima di voltarsi e lasciare loro tutto lo spazio di cui hanno bisogno.


