Il giorno dopo l’arrivo di Berthold a Monaco, Reiner lo ha accompagnato a fare la spesa, dovendone fare anche un po’ per sé stesso.
E se Reiner ne è uscito con i soliti venticinque euro scarsi, Berthold ne ha spesi quasi centocinquanta.
-E’ normale, – ha detto, sollevando le spalle con una calma che Reiner non avrebbe mai potuto mantenere in quella situazione – è la prima spesa. Per la prossima spenderò meno.
Tornati all’ appartamento, Reiner gli ha mostrato tutti gli spazi, nei mobili della cucina, che prima erano di Zeke, e che ora gli spettano di diritto. Hanno messo via la spesa assieme, e questo ha fatto sentire Berthold piacevolmente a casa.
Non hanno fatto che parlare.
Si sono ragguagliati sulle loro vite, su che scuole hanno fatto, su sport, su passioni.
Berthold non si è sentito di raccontare proprio tutto quello che è successo negli ultimi anni, e di sicuro non lo ha fatto neanche Reiner, ma va bene, hanno tempo.
E con tutte quelle nuove informazioni su Reiner, ora che lo guarda mentre sta dividendo la carne che dovrà congelare, Berthold si rende conto di quanto sia cambiato.
Ha faticato a riconoscerlo in stazione.
Se da bambino era paffuto e tondetto, ora è tutto muscoli. Un vero gymbro, nientemeno.
Ha dei tratti del viso decisi, con la mandibola squadrata e gli zigomi evidenti, un naso largo, sul cui ponte è comparsa una gobba, e un paio di hunter eyes le cui iridi, secondo Berthold, devono essersi schiarite in questi anni. Se prima, infatti, erano di un caldo marrone chiaro, ora sono tendenti ad un incredibile color ambra.
I capelli, al contrario, ora sono di un biondo più scuro, tagliati in un buzz cut in ricrescita.
E poi, il suo atteggiamento: schiena dritta, sguardo alto.
Da bambino, Reiner era timido e fragile. Non credeva in sé, aveva sempre la testa bassa e non parlava quasi con nessuno.
Solo alle medie aveva cominciato a cambiare, ed ora è tutta un’altra persona che Berthold si dispiace di non aver visto crescere.
Ora, Reiner gli ricorda tanto qualcun altro.
Berthold deglutisce, e abbassa gli occhi dalla figura massiccia dell’amico.
Forse vuole vedere Marcel in Reiner.
Forse l’idea che ne abbia preso alcuni tratti è solo un’impressione.
Forse Reiner, dopo la morte di Marcel, è stato costretto a crescere.
Anzi, Berthold è sicuro che sia così.
Hanno dovuto crescere tutti troppo in fretta.
Note dell'autore
Credo che da qui i capitoli andranno ad essere più separati e disparati tra loro, aspettatevelo!


