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Autore: Dony92    18/07/2025    0 recensioni
Sulla spiaggia del suo villaggio, il giovane Elian trova un libro misterioso: una guida dettagliata a un’isola che non esiste su nessuna mappa. Nessuno ne ha mai sentito parlare. Nessuno ci è mai stato. Ma le descrizioni sono troppo precise, troppo vive per essere solo frutto d’invenzione.
Spinto dalla curiosità e da un desiderio di scoperta, Elian parte da solo per mare, inseguendo il sogno di raggiungere quella terra nascosta. Lungo la rotta, approderà su quattro isole reali del suo mondo, dove incontrerà persone, affronterà prove e imparerà abilità fondamentali per sopravvivere — e per crescere.
Ma l’isola esiste davvero?
E se esiste... sarà pronto ad affrontarla?
Genere: Avventura, Fantasy, Mistero | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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I – L’Ultima Rotta

Il mare era liscio come vetro, e il vento assente.
Elian teneva il libro tra le mani, aperto sull’ultima mappa, ormai logora di consultazioni. Nessun’altra isola si trovava oltre quel punto, nessun altro porto conosciuto. Ma il testo era chiaro:

> “A nord di Capo Loro, in linea retta con il sole di mezza stagione. Tre giorni e tre notti senza deviare, e la nebbia si aprirà come un sipario.”



Il sole era salito da poco. La bussola segnava nord. Elian alzò l’ancora e lasciò che la barca scivolasse verso il vuoto del mondo.

Fu un viaggio silenzioso. La notte calò senza eventi. Il secondo giorno, il mare cominciò a cambiare. Non mosso, non arrabbiato. Ma presente, come se sotto vi fosse qualcosa che guardava.

Il terzo giorno, all’alba, una nebbia fitta si levò tutt’intorno. Bianca, ferma, come latte cagliato. Elian strinse il timone. I suoi occhi, affinati dalle isole precedenti, cercavano i segni.

E li vide.

Non parole. Non luci. Ma correnti diverse, riflessi impercettibili. Usò ciò che aveva imparato nella terza isola: il linguaggio silenzioso delle forze naturali e dei gesti non parlati.
L’istinto lo guidava più della vista.

Poi la nebbia si aprì.
E Rìvan era lì.


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II – L’Isola della Verità

Nessuna isola avrebbe potuto essere così.

Rìvan non era grande, ma non era nemmeno piccola. Era piena, densa, stratificata.
Foreste altissime crescevano da spiagge d’argilla nera. Uccelli con piume come stoffa di seta volteggiavano in spirali lente. I fiori non avevano odore, ma suonavano, se sfiorati dal vento.

Ogni cosa era… esatta. Come se fosse stata costruita non dalla natura, ma da una mente viva.

Elian approdò e mise piede a terra. Nulla lo accolse. Nulla lo minacciò.

Solo la presenza di qualcosa, più grande di lui.
E un pensiero che si insinuava piano:

> Forse non è stato il libro a trovare me. Forse è stata l’isola.



Prese con sé il coltello che aveva forgiato sull’isola di Chiaproda, il sacchetto con erbe essiccate raccolte sull’isola della nebbia, e alcune trappole leggere che aveva imparato a costruire sulla prima isola, dove aveva imparato a cacciare.

Non era più un ragazzo che cercava un’isola.
Era un viaggiatore che stava entrando in un enigma.


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III – Il Custode del Vuoto

Camminò nella giungla, facendo attenzione ai suoni, ai movimenti, ai segnali. La vegetazione si apriva e si richiudeva alle sue spalle, come se respirasse.

Dopo ore, trovò una radura.
Nel mezzo, seduto su una roccia piatta, c’era un uomo. Anziano, con una lunga tunica color ruggine, e occhi chiusi.

Elian si fermò.
L’uomo parlò, senza aprire gli occhi.

> “Hai impiegato meno tempo di quanto credessi.”



“Mi aspettavi?”

> “L’isola ti aspettava. Io, invece, non so nemmeno perché sono qui. Forse per accompagnare chi arriva.”



Elian si avvicinò. “Ho letto il libro. Diceva tutto di quest’isola.”

Il vecchio aprì finalmente gli occhi. Erano grigi come cenere bagnata.

> “No. Il libro dice ciò che puoi immaginare dell’isola. Ma la verità è un’altra. Nessuna mappa porta davvero qui. Solo l’esperienza, il dubbio, e la volontà.”



> “Sei pronto?”




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IV – Le Prove dell’Isola

Non ci furono parole d’ordine, né rituali.
L’isola cominciò a mettere alla prova Elian, senza spiegazioni.

🦌 Prova di sopravvivenza: In una foresta dove nessun frutto era commestibile, Elian usò le tecniche di tracciamento e trappolaggio apprese sulla prima isola per catturare un piccolo animale notturno. Lo scuoiò e cucinò lentamente usando pietre calde e muschio secco.

🗣️ Prova di comunicazione: Incontrò un essere umanoide fatto di radici e corteccia, privo di bocca ma non di coscienza. Ricordando ciò che aveva imparato nella terza isola, Elian comunicò con gesti, ritmo e respiro. Il dialogo silenzioso durò ore, e alla fine l’essere lo lasciò passare con un inchino.

🐺 Prova di combattimento: Tre creature emersero dalla nebbia, con artigli lunghi come spade e occhi ciechi. Non era possibile fuggire. Elian entrò in posizione, calmo. Usò movimenti secchi e rapidi, come gli avevano insegnato a Chiaproda. Non cercava la vittoria, ma l’equilibrio. Le bestie lo provarono, poi si dispersero, accettando la sua forza.

🌲 Prova dell’orientamento naturale: In un labirinto di alberi in continuo movimento, Elian non si fece prendere dal panico. Ricordò l’insegnamento della seconda isola: seguire le stelle tra le foglie, non i sentieri a terra. E trovò la via.

Ogni passo era un giudizio. Ogni errore, un ritorno all’inizio.
E ogni successo, un’apertura.


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V – Il Cuore di Rìvan

Alla fine, dopo un giorno e una notte senza cibo né acqua, Elian giunse a una grotta nascosta sotto una cascata.
Dentro, un altare di pietra.

Sopra di esso, una copia del libro.

Esattamente identica alla sua.

Ma quando la sfiorò, le pagine si aprirono da sole, mostrandogli testi mai visti, immagini inedite, luoghi che esistevano solo ora.

Non era un libro.
Era un riflesso di ciò che era diventato.

Tutte le abilità che aveva appreso – il muoversi nel silenzio, il parlare senza voce, il difendersi senza odio, il procacciarsi il necessario, il leggere i segnali del mondo – erano la chiave.

L’isola lo aveva chiamato solo quando era pronto.


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VI – Il Ritorno

Elian non tornò subito indietro.

Restò sull’isola per giorni, forse settimane.
Imparò i suoni delle pietre, il respiro delle radici.
Capì che Rìvan non era solo un’isola.
Era una prova viva, un’eco che si muoveva da sola, cercando chi era pronto.

Quando ripartì, portò con sé solo il libro, chiuso.
Ma qualcosa in lui era cambiato: ora sapeva leggerlo anche senza aprirlo.


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Epilogo – Le Rotte Invisibili

Tornò nel suo villaggio, un giorno di pioggia.
La spiaggia era uguale, la casa della madre anche. Ma lui non lo era più.

Rimise il libro dove l’aveva trovato, tra le rocce. E ci lasciò sopra una piuma bianca.

Forse un giorno qualcun altro lo avrebbe trovato.
Qualcun altro sarebbe partito.

E l’isola di Rìvan avrebbe aspettato, di nuovo invisibile, in mezzo a un mare senza confini.


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