TALLIO, BLU DI PRUSSIA E COCCODRILLI DEL NILO
"Cosa importa se non ho nulla? Quello che conta è che il cielo sia blu" cantava un mendicante stonato, accompagnandosi con una chitarra. La voce lasciava desiderare, ma padroneggiava lo strumento con una tale maestria che non poté fare a meno di fermarsi ad ascoltarlo. A terra, teneva un berretto blu, nel quale, di tanto in tanto, i passanti lasciavano cadere qualche spicciolo.
L'ispettore Roberts si fermò, rovistando nella tasca del cappotto alla ricerca di una moneta. Dopo averla messa dentro al cappello, rimase ancora a lasciarsi cullare dalla musica. Solo quando il suono si interruppe e il mendicante terminò il proprio pezzo, l'ispettore si ridestò dal proprio torpore e realizzò che si stava facendo tardi. Si diresse, allora, a passo spedito verso il caffè in cui una cara amica lo stava aspettando.
Aveva conosciuto Vanina Crystal due anni prima, in occasione di un'indagine su un caso di omicidio. Era una mente brillante, anche se troppo pragmatica e legata a quella che considerava l'Unica Realtà. L'ispettore Roberts non si riteneva al livello di Miss Crystal, quando si trattava di osservare i fatti concreti, ma non aveva quel paraocchi che impediva alla collettività di vedere. Che il cielo fosse blu, come cantava il mendicante, poteva avere una certa importanza, ma era di gran lunga più importante tenere d'occhio le strane luci che comparivano di tanto in tanto.
L'ispettore Roberts era convinto che, se non avesse desistito, prima o poi avrebbe potuto vedere un disco volante. Era il suo desiderio, così come lo era smascherare insospettabili spie del blocco orientale. Ancora di più, però, gli sarebbe piaciuto un giorno potere andare in Egitto e assistere alla devastazione compiuta dalla maledizione di un antico Faraone.
Miss Crystal gli aveva sempre detto che le sue erano tutte chiacchiere e che, se avesse continuato su quello stampo, prima o poi si sarebbe convinto di vedere omini verdi venuti dallo spazio che cercavano di nascondere in maniera maldestra le antenne sotto una bombetta. Chissà perché, poi, si dava per scontato che gli extraterrestri avessero la pelle verde e non di un altro colore, come per esempio il blu. E chissà perché, ancora, si riteneva che le creature venute da lontano avessero tutte lo stesso colore di pelle.
Con quei pensieri in testa, l'ispettore entrò nel caffè e si mise alla ricerca dell'amica. Miss Crystal era una signorina di trentasette anni che amava indossare completi di tweed. Portava al collo un foulard del colore del cielo notturno e teneva i capelli legati. Lo salutò con un cenno della mano, invitandolo a raggiungerla al tavolo al quale si era già accomodata.
L'ispettore Roberts non se lo fece ripetere due volte e si sedette.
«Sono proprio felice che siate tornata nella vecchia Inghilterra, Miss Crystal!»
«Anch'io sono felice di essere tornata, qualche mese fa, e infine di essere tornata proprio qui. Quandi mi trovavo nelle Americhe, rimpiangevo tanto i tempi passati. Chicago, soprattutto, è una città troppo caotica e rumorosa. Non c'è la pace che abbiamo qui, nelle nostre campagne, dove nobili di ambo i sessi si rifugiano per vivere di rendita, circondati di parenti più o meno stretti che vivono a loro spese. Non potere immaginare, ispettore, quanto io abbia desiderato tornare in patria, magari trovando un impiego come segretaria presso la dimora di un Lord che passasse le giornate fumando il sigaro e minacciando di diseredare i nipoti nullafacenti, oppure di una Lady che, lavorando a maglia, si lamentasse del fatto che la governante non avesse selezionato bene l'ultima candidata per il ruolo di cameriera e che la neoassunta avesse oltraggiosamente servito il tè con qualche minuto di ritardo invece che alle diciassette spaccate.»
«E avete trovato un simile impiego?»
«Purtroppo no. Ho dovuto accontentarmi di essere ingaggiata come dama di compagnia.» Il tono di Miss Crystal era comunque ricco di soddisfazione, segno che quel lavoro transitorio le aveva regalato qualche soddisfazione. «Lady Bettenhauser era una donna cupa e circondata di negatività.»
«Aveva forse avuto qualche grosso dolore, oppure qualche sventura?» domandò l'ispettore, soprassedendo per il momento sul fatto che l'amica avesse parlato al passato. «Questo potrebbe spiegare la sua attitudine.»
«Oh, no» rispose Miss Crystal. «Lady Bettenhauser non aveva avuto alcuna sfortuna, ma piuttosto, non era in grado di reggere la propria fortuna. In gioventù era un'ereditiera ricca e potente e, diventando anziana, era divenuta ancora più ricca e potente. Eppure sentiva il bisogno di piangersi addosso e di trascorrere le proprie giornate nell'agonia, con una propensione a mostrarsi molto più spenta e malata di quanto non fosse in realtà.»
«E poi?» chiese l'ispettore. «Che cosa successe?»
«Lady Bettenhauser si ammalò davvero» rispose Miss Crystal. «La sua pelle iniziò a ingrigirsi, la signora iniziò a manifestare sintomi quali emicrania o vertigini, e addirittura prese a perdere i capelli. Perfino il vecchio dottore non riuscì a comprendere che di cosa si trattasse, nonostante avesse molti anni di esperienza. Le due sorelle minori di Lady Bettenhauser, così come sua nipote, che vivevano tutte e tre presso la sua residenza, sostenevano che fosse una malata immaginaria, anche perché in taluni momenti sembrava migliorare in maniera improvvisa.»
L'ispettore Roberts avanzò una teoria piuttosto solida e sensata: «Se la Lady era stata in vacanza in Egitto, potrebbe avere visitato una Piramide, indispettendo lo spirito del Faraon-...»
Miss Crystal stroncò quella teoria sul nascere, interrompendolo: «Non vaneggi, ispettore Roberts! Qui non stiamo parlando di Faraoni Egizi, ma di un potenziale crimine!»
«Avrei dovuto aspettarmelo, da voi» realizzò l'ispettore Roberts. «Siete convinta che ci fosse di mezzo del veleno?»
Miss Crystal annuì.
«Non sono una grande esperta di veleni, tuttavia ho avuto, in passato, una cara amica che aveva lavorato come infermiera.» Il suo volto si fece cupo. «Purtroppo fece una fine piuttosto spiacevole.»
«Avvelenata anch'essa?»
«Oh, no. Scelse di mettere fine alla sua condizione superiore di nubile contraendo matrimonio, invece di realizzare che lo scopo ultimo della vita non sia trovare l'amore, quanto piuttosto dedicarsi all'investigazione. Avrebbe potuto essere un'ottima spalla, con le conoscenze scientifiche date dal suo mestiere. Per fortuna, nonostante i tempi della nostra amicizia fossero molto lontani, mi ricordai di una serata in cui, davanti a delle tazze di tè fumanti, mi descrisse i sintomi dell'avvelenamento da tallio. A quel punto realizzai che cosa stesse succedendo a Lady Bettenhauser: veniva avvelenata a poco a poco.»
L'ispettore Roberts fu scosso da un brivido. Doveva ammettere che quella vicenda era coinvolgente, quasi come se Miss Crystal stesse raccontando dell'avvistamento di un oggetto volante non identificato o dell'apparizione di qualche santo paleocristiano.
«Non sospettava delle sorelle e della nipote?»
«A un certo punto iniziò a fare proclami, minacciando di diseredarle. Le tre iniziarono ad accusarsi a vicenda. Ciascuna sospettava dell'altra... ormai solo io potevo sbrogliare una simile situazione.»
«Immagino che foste convinta di potere risolvere il caso.»
Miss Crystal annuì.
«Lo ero, e infatti scoprii che, durante la Grande Guerra, Lady Bettenhauser aveva lavorato come crocerossina. Doveva avere conoscenze analoghe a quelle della mia amica infermiera. Mi venne da pensare che conoscesse gli effetti del tallio e che stesse deliberatamente assumendo il veleno per potere accusare le parenti di attentare alla sua vita e sbarazzarsi di loro, che forse non avrebbero approvato qualche sua intenzione.»
L'ispettore Roberts mormorò: «Un piano piuttosto rischioso.»
«Ne convengo» rispose Miss Crystal, «Ma Lady Bettenhauser era sicuramente al corrente di un pigmento chiamato blu di Prussia. Viene utilizzato come colorante, ma anche come antidoto nel caso di avvelenamenti da tallio. Non si era procurata soltanto il veleno, ma anche l'antidoto. Purtroppo era sveglia quasi quanto me: prima che potessi smascherarla, mi licenziò in modo che non mandassi a monte il suo piano scellerato, che infine le fu fatale. Quando cacciò di casa le sorelle e la nipote, non potei fare nulla. Allo stesso modo non ebbi il potere di cambiare le cose quando scoprii che intendeva risposarsi con il maggiordomo, un bel giovane dagli occhi blu che non vedeva l'ora di mettere le mani sull'ingente patrimonio che la signora aveva ereditato dal primo marito.»
L'ispettore azzardò: «Lady Bettenhauser morì forse avvelenata, dubito dopo il matrimonio con il maggiordomo?»
Miss Crystal sospirò.
«Promettete che, se vi racconto di come morì durante la luna di miele, lasciando l'intero patrimonio in eredità al nuovo marito, non ve ne uscirete con qualche storia ridicola a proposito di maledizioni?»
«In effetti» ammise l'Ispettore Roberts, «In questo caso è molto più probabile che ci sia dietro lo zampino del maggiordomo dagli occhi blu, divenuto marito.»
«Lady Bettenhauser morì in circostanze misteriose in Egitto» gli svelò Miss Crystal. «Cadde dalla barca, durante una gita sul Nilo, e venne divorata da un coccodrillo.»
L'ispettore Roberts spalancò gli occhi. Non si aspettava una simile svolta. I coccodrilli, che diversamente dagli extraterrestri erano senza dubbio verdi e non potevano essere blu, erano creature molto inquietanti, come doveva sapere bene la povera Miss Crystal, che per lungo tempo ne era stata concittadina.
«Ce n'erano molti, a Chicago? Stavano rintanati nelle fogne, oppure si spingevano anche al di fuori?»
L'investigatrice dilettante replicò che non vi fossero coccodrilli che scorazzavano per Chicago, ma l'ispettore non riuscì a crederle. Ciò nonostante, trascorse una bella serata con la vecchia amica: il fatto che si lasciasse incantare dai poteri forti non significava che facesse parte dei poteri forti.
Uscirono dal caffè solo all'orario di chiusura. In strada, poco lontano, il mendicante cantava ancora, accompagnandosi con la chitarra: "quando mi sento solo, penso al riflesso dei tuoi occhi blu".


