[Shadow]
Ero sospeso in un limbo tra la delusione e il sollievo: mi mancavano sia Lord Ryder sia i suoi sigari, sia la possibilità di vivere senza lavorare, ma al contempo ero felice di essermi lasciato alle spalle un periodo traumatico della mia esistenza. Ero consapevole del fatto che un simile modo di vedere le cose fosse simile a quello con cui Hunter aveva ripreso la parola nel capitolo precedente, ma non importava. A chi avesse sostenuto che non eravamo ben caratterizzati perché troppo simili avrei dato una risposta sensata, che non era "perché non scrivi tu, se ritieni di poterlo fare meglio?", ma "se non ci somigliassimo così tanto non avremmo dedotto che la cosa giusta per noi fosse formare un duo di vlogger".
Dopo il nostro ritorno dalla trasferta a Micerino Springs, i sostenitori ci avevano invaso di like e di "beliximohhhh kontinuahhhh", che essendo seconda persona singolare lasciava pensare che ci vedessero come un'unica entità. Per quanto nessuno di loro fosse al corrente del fatto che avessimo trascorso mesi in un altro mondo, mi veniva il dubbio che ci guardassero con occhi diversi, come se ci vedessero più speciali di prima.
Ovviamente ne approfittammo per cercare consensi sempre maggiori. Da parte mia, mi impegnai al massimo, nel corso della prima live che facemmo dopo Micerino Springs.
«Buongiorno a tutti, siamo pronti a iniziare, ma vi lasciamo mezz'ora per avvertire tutti i vostri conoscenti che devono abbandonare quello che stanno facendo e tornare a casa dal lavoro in anticipo per venire a vedere il nostro video. Se non funziona, fate credere loro che qualcuno a loro caro stia morendo e voglia salutarli per l'ultima volta. Nel frattempo, se non siete ancora iscritti al canale, provvedete a farlo, altrimenti vi denunciamo al Sindaco e vi facciamo finire in un carcere di massima sicurezza gestito da una direttrice sadomasochista. Mettete anche like al video, nonostante non l'abbiate ancora visto e non possiate sapere se vi piacerà o meno, e attivate la notifica speciale che vi farà suonare il telefono come una tromba da stadio quando mandiamo le nostre newsletter bisettimanali alle quattro di notte in punto. È disponibile anche un servizio speciale che urla "DRIIIINNNN" ogni mattina alle sette, ma lo riserviamo soltanto agli abbonati che hanno effettuato la sottoscrizione a pagamento. Vi ricordiamo che potete sostenerci con una modica quota mensile o, in alternativa, potete citarci nel vostro testamento.»
Mi fermai, ma solo perché doveva parlare Hunter. Nonostante i nostri rapporti si fossero molto raffreddati, nel periodo trascorso a Micerino Springs, il business rimaneva sempre business e nessuno di noi aveva intenzione di uccidere la gallina dalle uova d'oro.
«Come ha detto il mio collega, ci aspettiamo che provvediate a mostrarci il vostro supporto. Vi ringraziamo, inoltre, per le fan fiction Huntershadow erotiche che avete pubblicato numerosissime sulle nostre community ufficiali. Sono state davvero eccitanti, dovreste essere voi fan writer a scalare le classifiche... invece no, in testa a tutte le classifiche di vendita c'è un libro di cui tutti stanno parlando. Non vi diremo il titolo, perché i parenti dell'autrice ci hanno minacciato di picchiarci se ne parleremo male, ma vi racconteremo solo la trama. Per questo, però, do la parola a Shadow, da sempre conosciuto per le sue argute osservazioni. Cosa ne pensi del romanzo di cui dobbiamo discutere oggi?»
«Non ho niente da dire sullo stile e sulla scrittura, a dire il vero» ammisi. «Nelle sue milleduecentoventi pagine, si fa leggere molto in fretta ed è molto scorrevole. Tuttavia la trama lascia molto desiderare, fin dal prologo. Anche quello, essendo lungo solo novantadue pagine, si legge al volo, ma sono rimasto perplesso di fronte alla descrizione dettagliata della nascita di Giovanna, la nostra protagonista. Ci sono rimasto di sasso. Che nome assurdo è Giovanna? Vi pare un nome adatto a una neonata nata nel diciannovesimo secolo nei pressi di Cuneo? Non vi sarenbe sembrato più sensato chiamarla con un nome più adatto al contesto, quale Hope? Per non parlare dell'ambientazione. Non vi sarebbe sembrato più sensato se Giovanna fosse nata in un piccolo paesino chiamato New York?» In chat, i messaggi fioccavano come se non ci fosse stato un domani e se, di conseguenza, gli Huntershadowini che ci seguivano non dovessero fare i compiti per il giorno dopo. «Il fatto che già a pagina ottantanove si capisca che Giovanna ha poteri soprannaturali di cui tutti gli agricoltori del posto si vogliono impossessare fa iniziare la storia in media res, cosa che ho apprezzato, ma per tutto il tempo abbiamo dei dialoghi improbabili. Ne sei convinto anche tu, Hunter?»
«Convintissimo. L'unica scena che mi è piaciuta succede più o meno a metà storia, nel corso del capitolo trecentoquattro. Giovanna è stata ormai trasformata in un vampiro dal suo amato, un certo Mario...»
Mi sfuggì: «Stesso nome di un tuo conoscente originario del Suriname, ma emigrato in Bangladesh.»
Hunter mi ignorò e proseguì: «Giovanna decide di vendicarsi degli agricoltori piemontesi che avevano cercato di rubarle i poteri. In una notte senza luna si mette a camminare lungo le vie del centro del piccolo borgo, sperando di incontrarli. Stranamente, in una notte tetra, non ci sono persone che se ne vanno a zonzo. Quindi Giovanna...»
Si interruppe, come se volesse lasciarmi la parola. Al contempo, però, il mio telefono iniziò a vibrare. Un numero che non conoscevo mi stava contattando. Immaginai che volesse propormi di cambiare fornitore di energia elettrica, quindi lasciai perdere e raccontai di quello che accadeva a Giovanna e a uno sprovveduto agricoltore di nome Luigi: «Ecco che arriva questo tizio, indispettito dal fatto che, nonostante si sentisse il Prescelto, la protagonista femminile non solo non avesse accettato la sua proposta di matrimonio, ma che anche non gliel'avesse mai data. Le si avvicina e inizia a prenderla in giro...»
Hunter mi capì al volo e simulammo il dialogo tra i due:
«Ehi, Giovannina cara?»
«Giovannina un corno! Ti pare che io abbia dodici anni? Ne ho diciotto, ormai!»
«Per me resterai sempre piccola e fragile.»
«Ma se neanche ti è spuntata la barba! Non hai capito, Luigi, io non mi faccio prendere in giro da un ragazzetto che porta ancora i pantaloni alla zuava! Che peraltro non sono neanche fashion, spero che nei prossimi secoli i canoni di abbigliamento possano migliorare.» Smisi per un attimo di interpretare Giovanna e tornai a essere Shadow. «Se solo sapesse come si vestono i giovani di oggi.»
Hunter tornò in topic, con un'interpretazione magistrale: «Non hai paura, tutta sola, nella notte?»
«Intendi paura di inciampare?» replicai, calandomi nella parte di Giovanna. «Mhm... direi di no. Quando ero viva, quell'idea mi terrorizzava, ma adesso che sono una vampira famelica non sono più spaventata da una simile prospettiva.» Tornai narratore: «A quel punto Giovanna spalanca la bocca, mettendo in mostra i lunghi canini estraibili...»
Hunter proseguì: «Luigi è terrorizzato. Si augura di svegliarsi di soprassalto. Però non arriva il gallo a esclamare un "DRIIIINNNN" e il povero Luigi viene dissanguato dalla temibile vampira. Non potete capire che pathos. Questa è la scena migliore del romanzo, ma non è sufficiente a evitargli una stroncatura.»
Il telefono riprese a vibrare, e lo fece più di una volta: era sempre lo stesso numero. Purtroppo avevo davanti a me ancora numerose ore di live e non potevo occuparmi di quella che sembrava essere una questione urgente.
Cercai di non perdere la concentrazione. Mi mostrai appassionato nel commentare tutte le scene in cui Giovanna uccideva qualcuno in maniera truculenta, per poi inciampare puntualmente dopo avere consumato sangue umano.
In seguito, rispondemmo pazientemente alle domande del pubblico, continuando a elemosinare like e condivisioni. Quando tutto finì, ero nuovamente deluso e sollevato. Se fossi stato il pronipote di un nobile, non avrei dovuto sottopormi a un simile strazio. Pur non essendolo, che vantaggio c'era nell'evitare otto ore di lavoro, se poi c'erano così tante ore di live da fare? Avrei dovuto discuterne con Hunter: com'era possibile che in un mondo in cui la fascia d'attenzione media non superava i trenta secondi, a noi toccasse fare video così lunghi?
Il numero di telefonate perse, nel frattempo, era salito a trentasei. Presi la decisione di richiamare e fu la migliore della mia vita. Non potevo immaginare un simile colpo di scena e non vedevo l'ora di condividerlo con qualcuno. Chiamai Hunter e gli chiesi di vederci l'indomani.
«Perché dovremmo?» obiettò. «Io e te siamo solo colleghi, ormai. Non comportarti come se fossimo ancora amici.»
«Ho bisogno di vederti con urgenza» decisi di insistere. «Dobbiamo parlare di una faccenda importante che potrebbe avere dei notevoli sviluppi sul mio futuro... e forse anche sul nostro!»
«Io e te non abbiamo futuro» insisté Hunter. «Trovati degli altri amici.»
«Va bene, come ti pare» sbottai, prima di riattaccare.
Cosa pensava, che non fossi in grado di presentarmi a casa sua senza un invito ufficiale? Si sbagliava di grosso. Appostato davanti alla dimora del mio collega, la mattina seguente attesi il momento propizio. Sapevo che, se fossi stato paziente abbastanza, prima o poi l'avrei visto uscire. Lo intercettai e mi diressi a passo spedito al suo cospetto.
«Ehi, Hunter!» esclamai.
Mi scoccò un'occhiata di fuoco.
«Cosa vuoi? Avevo detto che non volevo vederti.»
«La cosa non mi riguarda» replicai. «Dobbiamo parlare.»
«Non ho niente da dirti, se non che Destiny amava me e tu sei stato solo un ripiego per lei.»
Sbuffai.
«Senti, Hunter, in caso tu non te ne sia accorto, Destiny non appartiene a questo mondo. In più, appartiene a un altro universo, di cui non c'è più traccia.»
«Ah, no?» replicò Hunter. «Allora perché non vieni con me?»
Senza aspettare che rispondessi, si avviò verso il posto auto nel quale teneva la Panda. Mi avviai. In fondo non poteva essere così pericoloso. Cosa poteva succedermi di male? Nella peggiore delle ipotesi mi avrebbe messo a terra un'altra volta - ma perché avrebbe dovuto condurmi fino alla macchina, invece di farlo lì sul posto? E poi, quando mi ero inventato che avevo un labbro gonfio perché ero stato aggredito da un gruppo di tamarri che ascoltavano musica trap, avevo ricevuto molti consensi da parte di un'orda di ragazzine. Queste detestavano tutte la trap e che mi avevano detto, testualmente, che i miei video erano la seconda cosa più bella al mondo, dopo le canzoni dei Vesuvian Dumbabies from Seoul.
Hunter aprì la portiera posteriore, prese fuori una rivista e me la sventolò davanti agli occhi.
«Cosa mi dici di questa?»
«Non saprei. È l'ultima copia di "Novella 1999", il giornale più letto dalle clienti delle parrucchiere?»
«No, Shadow. Si tratta di una rivista che proviene da Micerino Springs. Non ho ancora avuto il coraggio di sfogliarla.»
Accennai un sorriso.
«Non avresti il coraggio di sfogliare una rivista, eh? Non puoi essere il Prescelto, se ti spaventa perfino qualcosa di così banale.» Per quanto rimarcare quel dettaglio fosse una soddisfazione, avevo una faccenda più urgente di cui informarlo. «Sarò io a guardare che cosa c'è d'interessante su questo giornale. Prima, però, devo spiegarti perché sono venuto qui.»
Hunter rimase fermo sulla propria posizione: «Non voglio saperlo.»
«Fammi capire, vuoi parlare della rivista di gossip di Micerino Springs, ma non della mia parentela con un Lord inglese?»
Quelle parole lo spiazzarono. Fissandomi con gli occhi spalancati, ripeté: «Lord inglese?!»
«Ho ricevuto una chiamata da un notaio, sostiene che un mio prozio vuole conoscermi per valutare la possibilità di citarmi nel testamento. Si chiama Lord Ryder, come quello di Micerino Springs! Ci incontreremo la prossima settimana. Gli parlerò del nostro canale e gli chiederò se vuole diventare un nostro supporter. Certo, diventare suo erede sarebbe già un bel risultato, ma perché non spremerlo anche finché è vivo?»
«Lo vedi, Shadow?» ribatté Hunter. «Questa è la prova ultima che Micerino Springs non è un mondo a sé stante. Così come noi siamo esistiti sia da una parte sia dall'altra, potrebbe essere lo stesso anche per Lord Ryder!»
«Interessante, no?»
«Sì, lo ammetto. Se finanziasse il nostro canale, potrei addirittura arrivare a prendere in considerazione l'idea di tornare a essere tuo amico.»
«Eh, no, Hunter, non è così che funziona! Non sono ancora stato citato nel testamento e già devo essere circondato da presunti amici scrocconi?»
«Rilassati, Shadow.» Hunter tornò ad agitare la "Novella 1999" versione Micerino Springs. «Perché non sfogli questa rivista, futuro Lord?»
La presi in mano e iniziai a scorrerne velocemente le pagine. Non mi soffermai sulle notizie, che non mi sembravano particolarmente interessanti. Si accennava a fidanzamenti tra mummie o tra texani che, per qualche motivo, sembravano avere una certa importanza. Dovevano essere VIP del mondo di cui avevamo fatto parte per qualche mese, ovvero pochi minuti umani. A tale proposito, rimaneva un grande dubbio: eravamo cinque mesi più vecchi di prima? Avevamo ancora la stessa età anagrafica? Non ne avevo la più pallida idea e stavo pensando proprio a quello quando accadde il colpo di scena perfetto per l'ultimo capitolo. Non importava più di quanti mesi fosse invecchiato il mio corpo, tutto quello che contava era la notizia che avevo davanti.
Avrei voluto leggerla con una spavalderia degna di un Prescelto, ma in realtà avevo la voce tremante, quando declamai: «La figlia del Sindaco di racconta, "ecco perché ho scelto di rinunciare ai miei privilegi e di lavorare come domestica presso la casa di un Lord".»
Non pensavo che sfogliare un rotocalco di pettegolezzi potesse stravolgere totalmente le mie convinzioni, specie dopo essere finito per motivi inspiegabili in un altro mondo e avere consumato con una ragazza del posto, ma la realtà dei fatti era innegabile.
Hunter mi strappò di mano il giornale e prese a fissare con gli occhi spalancati lo stesso articolo che avevo visto io e le fotografie che lo rifinivano.
«D-De-Destiny è la figlia del Sindaco?» balbettò. «Questa non può essere che lei.»
«Veramente potrebbe essere anche la gemella Faith, qualora faccia lo stesso lavoro» puntualizzai, «Ma non fa differenza: se una è figlia del Sindaco, allora lo è anche l'altra.»
«Quindi» aggiunse Hunter, «Il tizio travestito da mummia che ci ha rivelato di essere suo padre quella volta in cui siamo entrati nella Piramide è il Sindaco.»
Rabbrividii.
«Hai ragione, non ci avevo pensato.»
«Magari è un po' come quei sovrani pazzi che ci sono nelle fiabe» osservò Hunter, «E che fanno decapitare tutti i pretendenti delle figlie tranne colui che verrà scelto come marito.»
«I pretendenti dovrebbero scappare a gambe levate» sentenziai. «Che vantaggio c'è nel rischiare al novanta per cento di perdere la testa in nome della speranza vaga di unirsi in un matrimonio combinato a una principessa?»
«Ti faccio notare che, in questo caso, i pretendenti siamo noi.»
«Sì, ma Destiny ci ha scelti in autogestione, non abbiamo dovuto chiedere la sua mano al Sindaco.» Realizzai che avevo letto solo il titolo, ma non il contenuto dell'articolo. «A proposito, perché ha scelto di lavorare come cameriera?»
Hunter consultò rapidamente la rivista e mi fece una breve sintesi: «Non andava d'accordo con il padre, convinto che fosse Faith la gemella aliena. Non capisco che cosa voglia dire...»
«Ah, giusto» ricordai. «Non sai che cosa dicono le leggi della biologia a proposito delle unioni tra umani e alieni, giusto?»
«No.»
«Allora ti spiego tutto.»
«Non sono sicuro di volerlo sapere.»
«Non importa, Hunter. Lo scoprirai lo stesso. Un concepimento tra una persona aliena e una umana si traduce sempre e comunque in un parto gemellare. Una delle due creature sarà totalmente umana, l'altra sarà totalmente aliena.»
«Quale delle due è umana e quale delle due è aliena?»
«Che domanda è?»
«Non in biologia, nel caso di Destiny e Faith.»
«Non c'è mezzo per scoprirlo. Anzi, forse c'è, ma è meglio che non lo veniamo a sapere.»
«Perché?»
«Rifletti, Hunter: bisognerebbe che uno di noi due la ingravidasse. Se concepisse due gemelli, sarebbe aliena. Se ci fosse un figlio solo, invece, sarebbe umana, a meno che gli alieni non siamo noi. Non...»
Il mio collega non mi lasciò finire: «No, Shadow. Capisco qualsiasi cosa, ma non questo. È già tutto così confusionario, non possiamo invertire la situazione fino a questo punto. Noi siamo umani e su questo non ci piove. L'alieno è il Sindaco, così come una delle sue figlie. Per fortuna, non le incontreremo mai più. Anzi, non incontreremo mai più Destiny, dato che non abbiamo mai conosciuto Faith.»
«Non eri tu quello che diceva che avremmo potuto rivedere Destiny, se io posso ancora essere imparentato con Lord Ryder?»
«L'ho detto, ma non sapevo che fosse figlia del Sindaco. Questo cambia tutto, se permetti.»
«In effetti hai ragione» conclusi. «Non è affatto piacevole l'idea avere a che fare con la figlia del Sindaco, tanto più che, secondo me, ha sempre avuto degli intrallazzi con la famiglia d'origine. È stata lei a procurare l'antidoto per il liquido fluorescente delle fruste incandescenti. Non mi sono mai chiesto come se lo fosse procurato, ma senz'altro quella sostanza l'ha portata via a lui.»
«O gliel'ha chiesta.»
«Perché avrebbe dovuto?»
«Per esigenze di trama.»
«A proposito di esigenze di trama, dovremmo decidere come fare finire la nostra» azzardai. «L'abbiamo tirata anche troppo per le lunghe. Ormai siamo tornati, non scopriremo mai come siamo finiti a Micerino Springs, né come siamo tornati indietro. Che cosa facciamo adesso? Non credo di avere il potere di influenzare Lord Ryder. Dovrò conquistarmi la sua eredità e il suo finanziamento al nostro canale.» Valutai un attimo se ci fosse altro da dire. Realizzando che c'era qualcosa di importante da mettere in chiaro, precisai: «Non intendo in alcun modo fumare la pipa, in questa realtà.»
Hunter azzardò: «Il sigaro, allora?»
«Neanche per idea! Anzi, spero che anche Lord Ryder non fumi. Però spero che organizzi molti tornei di scacchi, dato che ho imparato a giocarci molto bene.»
«Se dovesse organizzare tornei di bridge o di poker, chiedigli se posso partecipare» suggerì Hunter.
«Lo farò senz'altro» lo rassicurai. «Torniamo a noi, però. La trama: come la facciamo finire?»
Hunter abbassò lo sguardo.
«Non ne ho idea.» Gettò il giornale sul sedile posteriore e richiuse la portiera della macchina. «Entra in casa. Dobbiamo parlare del prossimo video.»
«Ecco, a questo proposito, i nostri video sono troppo lunghi e impegnativi» precisai. «Forse dovremmo ridimensionarli un po'. Perché dobbiamo parlare per ore e ore, quando poi riceviamo commenti in stile "beliximohhhh kontinuahhhh"? Non ti senti mai a disagio, quando ti impegni così tanto per non ricevere nemmeno un commento che non sia simile a quello delle fangirl dei Vesuvian Dumbabies of Seoul al cospetto di Gennaro Esposito e Shin Jung II?»
Hunter esclamò: «Ma dai, i cantanti del gruppo si chiamano davvero così?»
«Non ne ho idea. Ho inventato due nomi a caso.»
«Sono gli stessi che ho inventato io qualche capitolo fa!»
«Certo, hai copiato da me.»
«Ma quale copiato da te?! Hai rotto i coglioni, Shadow.»
«Ti ricordo che siamo in un contesto young adult. Certe parole non sono tollerate. Per caso, Giovanna ha detto a Luigi che aveva rotto i coglioni?»
«No, l'ha solo dissanguato, nutrendosi della sua linfa vitale. Temeva che i ragazzini potessero rimanere traumatizzati, se avesse pronunciato un simile termine, quindi ha preferito comportarsi in maniera molto più convenzionale.»
«Ecco, vedo che ho ragione?»
Hunter non replicò. Rimase in silenzio a lungo, tanto che mi chiesi se dovessi essere io a parlare.
Preferii tacere, restando in attesa. Alla fine, il mio collega confermò: «Hai ragione, Shadow, dovremmo pensare al finale della trama. Ti concedo tutto, tranne che una svolta erotica tra di noi, come scrivono sulle community a noi dedicate.»
«Huntershadow vibes.»
«Non ci pensare nemmeno, Shadow. Io spero ancora di incontrare una ragazza come Destiny, ma che non sia figlia del Sindaco e che non sia aliena.»
«Non siamo certi che Destiny sia aliena» rimarcai. «C'è il cinquanta percento di probabilità che sia umana.»
«È una probabilità troppo bassa per i miei gusti» ammise Hunter. «Se avessi saputo chi era davvero, mi sarei concentrato su Prudence. Magari a quest'ora non sarei più vergine.»
«Prudence è la figlia della signora Autumn. Non sarebbe stato comunque un po' troppo rischioso starle accanto?»
«Non ho detto che avrei voluto sposarla. L'importante era che me la desse almeno una volta, in modo da raggiungere l'obiettivo minimo: la perdita della verginità.»
Sospirai.
«Forse hai ragione, Hunter. Siamo noi che la facciamo troppo difficile. Non importa di chi sia figlia la ragazza con cui vai a letto, quello che conta è che ci sia una ragazza con cui andare a letto. In tutta obiettività, non riesco neanche a spiegarmi come mai in questo mondo nessuna abbia mai voluto fare certe cose con noi. Siamo o non siamo due fighi pazzeschi?»
«Wow, che bel discorso motivazionale!» esclamò Hunter. «Se vuoi sapere come la penso, credo che tutto dipenda da quelle maledette esigenze di trama. Dovevamo essere vergini e ci siamo ritrovati a Micerino Springs vergini. Ci siam-...» Si interruppe di colpo. «Shadow, vedi anche tu quello che vedo io?»
«Sono di fronte a te» replicai, «E non ho un secondo paio di occhi dietro alla testa.»
«Allora voltati.»
Mi girai lentamente.
Sussultai, nel notare Destiny Fall che avanzava verso di noi.
«Vedi anche tu una certa cameriera di Micerino Springs?»
«Te l'ho chiesto prima io.»
«In realtà sei stato molto vago. Mi hai chiesto se stessimo vedendo la stessa cosa e io ti ho detto di no, perché stavo guardando nella direzione opposta.» Abbassai la voce. «Ormai è vicina. Facciamo finta di non avere scoperto chi sia suo padre. Facciamo finta anche di non sapere che sia un'aliena.»
«Aspetta, Shadow, forse dovremmo riflettere su quello che significa.»
«Non abbiamo tempo per riflettere.»
Hunter insisté: «Gli alieni sono tra noi.»
«E non cielohhhh dikonohhhh.»
«Perché dovrebbero dirci "sono alieno"? Se tu fossi una creatura extraterrestre, lo andresti a sbandierare ai quattro venti per essere disprezzato da tutti?»
«Non credo.»
«Vedi, almeno questo è spiegato.»
Destiny Fall, che era inciampata tredici volte per metterci parecchio tempo a raggiungerci e lasciarci il tempo di finire la conversazione, si presentò finalmente al nostro cospetto.
«Che cosa è spiegato?»
Scossi la testa, con aria indifferente: «No, Destiny, lascia perdere, non era niente di importante, solo un discorso insulso tra di noi.»
«Allora capito proprio al momento giusto per interrompervi» dedusse la figlia del Sindaco, «Perché sono venuta ad annunciarvi un fatto di primaria importanza.»
«Ovvero?» chiese Hunter. «Per caso stanno arrivando i texani dallo spazio anche qui? Oppure le mummie? Come sei arrivata da noi?»
«La vera domanda rimane come siate arrivati voi da me» replicò Destiny, «Ma questo non ha importanza. Ho dovuto scomodare mezzo mondo per trovarvi, è da due mesi che...»
«Aspetta, ma quali due mesi?» obiettai. «Io e Hunter siamo tornati da una settimana. Abbiamo fatto in tempo a leggere appena un libro di milleduecento pagine e recensirlo in una live.»
«Non ha importanza come scorra il tempo qui, quello che conta è Micerino Springs» decretò Destiny.
«Sai, Destiny, sembra di parlare con uno statunitense su Twittelon» osservai. «"Non importa se usi il termine 'latino' per definire la lingua che parlavano gli antichi Romani o per tutto ciò che ne discende, negli Stati Uniti il termine 'latino' significa solo ed esclusivamente 'latinoamericano' ed è per questo che deve essere usato. Inventa immediatamente un altro termine per quella lingua morta e God bless America."»
Trovai quell'imitazione ancora più bella di quella che avevamo fatto di Giovanna e Luigi durante la live, ma Destiny non parve apprezzarla.
«Ho dovuto chiedere aiuto a un certo Mario Rossi nato in Suriname, attualmente maggiordomo di un ambasciatore, per scoprire dove vi foste cacciati» mi interruppe Destiny. «È andato a intuito, ma aveva ragione. Adesso vi ho stanati e ascolterete quello che ho da dire.»
Hunter la esortò: «Prego, Mademoiselle.»
«Sono incinta.»
«Oh, congratulazioni!»
«Di due gemelli!»
«Quindi sei un aliena.»
«Così pare.»
La conversazione tra Destiny e Hunter mi fece raggelare. Come riusciva a parlare normalmente di una faccenda così assurdamente raccapricciante? A peggiorare la situazione, però, la Fall prese a guardarmi in maniera fin troppo inquietante.
Nonostante avessi i brividi, iniziai a sudare. Perché mi fissava a quel modo? Da buon co-protagonista in un setting young adult, avevo dimenticato per esigenze di trama il legame tra l'atto sessuale e il concepimento, ma non avevo dimenticato che le coppie - in genere composte da partner appartenenti a specie diverse - spesso si sposavano, figliavano o facevano entrambe le cose.
«Sei il padre» mi informò, prima di voltarmi le spalle. «Vado a fare un giro per il vostro mondo, mentre ti abitui all'idea.»
Incapace di replicare, la guardai andare via. Hunter se ne uscì, invece, con un "au revoir, Mademoiselle".
Le prime parole di senso compiuto che pronunciai furono: «Perché non le parli in italiano? Non è francese. Magari lo fosse, anziché essere un'aliena. Sarebbe molto più facile, non credi?»
«Non so» rispose Hunter. «Una nostra fan francese mi ha scritto, in questi giorni. Mi ha detto che vorrebbe conoscermi. Mi ha raccontato di avere origini italiane, ma di essere emigrata in Francia molto tempo fa. Ho trovato questo aspetto molto inquietante. Non sono sicuro che conoscerla sia una buona idea.»
«Quella ragazza vuole solo assaggiare la tua baguette» obiettai. «Non mi sembra che sia così inquietante come dici.»
«È nata in provincia di Cuneo. Dice di chiamarsi Jeanne. Quando le ho chiesto l'età, mi ha detto di avere più di duecento anni!»
«Mhm. Per sicurezza è meglii che la blocchi. Io, invece, cosa faccio?»
«Fai il personaggio da young adult fino in fondo. Ti sposi con Destiny e fai da padre alle due creature, che saranno un'umana e un'aliena.»
«Lo dici come se fosse una cosa banale e per nulla inusuale» puntualizzai. «In realtà non c'è niente di più agghiacciante! Perché non pensi a quello che faresti tu, se avessi messo incinta un'aliena figlia di un dittatore?»
«Perché non l'ho fatto» rispose Hunter, in tono piatto. «Dai, Shadow, rilassati, sarai un bravissimo papà. E poi non sarai da solo, ci sarò io a fare da zio ai due bambini. E la governante che assumerai grazie ai soldi di Lord Ryder.»
Feci ciò che non avevo mai fatto per quattordici capitoli: scoppiai in lacrime. Ero devastato da quanto accaduto negli ultimi dieci minuti.
Hunter fu molto comprensivo. Mi strinse in un abbraccio e pronunciò le parole dolci che un tempo avrei tanto desiderato sentire: «Amico mio, sono ben contento di lasciarti il ruolo di Prescelto.»
Sperai che il gallo di Luigi arrivasse a urlare un "DRIIIINNNN" e di svegliarmi all'improvviso, ma non accadde. A quel punto, sciogliendo il nostro abbraccio, domandai a Hunter: «Saresti disposto a fare una cosa per me? Una di quelle che farebbe solo un vero amico?»
«Dimmi tutto.»
«Portami dove posso procurarmi una pipa e del tabacco. Ho bisogno di fumare.»
«Ehi, rilassati» mi suggerì Hunter. «Come pensi di fare, quando Destiny entrerà in sala parto?»
«Ti prego» lo supplicai. «Te ne sarò grato per tutta questa vita e, se per disgrazia dovessimo viverne delle altre, anche per tutte le altre vite.»
Hunter mi abbracciò di nuovo e mi assicurò che mi avrebbe sostenuto nel mio nuovo status di fumatore. Immaginando di avere già la pipa in bocca, mi abbandonai tra le sue braccia. #HuntershadowVibes.
Quest'ultimo capitolo contiene il prompt "Hey ragazzina, non hai paura di camminare da sola a quest'ora della notte? / Quando ero viva, sì" suggerito da Felinala. Ringrazio a questo proposito il forum Ferisce la Penna per l'iniziativa "il mercato delle FF", grazie alla quale mi sono decisa a mettere finalmente fine a questa vicenda.
All'inizio, la mia intenzione era partecipare solo con una breve raccolta di racconti sul personaggio di Miss Crystal, che alla fine conta quattro racconti e alla quale ho messo lo status "completa" dal momento che non ne scriverò altri per questa iniziativa, chiudendosi questa alla fine della settimana. Ho deciso di iscrivervi anche "Diamond in the 80's", già in corso proprio come questa, e "Le Ombre dentro lo Specchio", un inedito che da dodici anni attendeva che scrivessi l'ultimo capitolo. Non posso dire di essere soddisfatta di tutto quello che ho scritto, ma è la prima volta dopo tanto tempo che, per il momento, davanti a me non ho nulla da scrivere.
Non so cosa sarà la prossima cosa che scriverò. Prima o poi arriverà un'altra long fiction, riterrei improbabile che non succedesse. Però non inizierò qualcosa presa dall'entusiasmo del momento per poi metterlo da parte due volte come ho fatto con "Chased by Destiny". Mi dispiace per Swan Song che ha dovuto attendere pazientemente che finissi di dedicarmi ad altro per poi tornare su Chased. Grazie, Swan, per esserci sempre stata. Ho letto le recensioni che mi hai lasciato stamattina e, in giornata, conto di riuscire a rispondere. <3


