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Autore: Milly_Sunshine    10/11/2025    0 recensioni
Milly Sunshine torna a scrivere di corse automobilistiche perché why not. Una raccolta di songfic introspettive dedicata ai personaggi che stanno intorno a Tina Menezes del Diamond Universe, non necessariamente inseriti nel Diamond Universe. Possono essere lette indipendentemente e non contengono spoiler, in quanto non sono dedicate ai personaggi principali e approfondiscono vicende di contorno.
Genere: Drammatico, Song-fic, Sportivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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- Questa storia fa parte della serie 'Le vite parallele di Tina Menezes'
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CADUTA DI UN EROE DI BASSO RANGO

Songfic sul testo di "In the end" dei Linkin Park.

 

I semafori si accesero. Le cinque luci rosse comparvero in successione, una dopo l'altra. Di lì a qualche istante, si sarebbero spente e una nuova pagina del campionato sarebbe stata scritta. Dopo una performance deludente avvenuta nel precedente gran premio, Axel Frosch avrebbe potuto riscattarsi.
Scacciò ogni pensiero. In quel momento era solo un robot programmato per scattare allo spegnersi del semaforo e cercare di recuperare più posizioni che poteva: sui circuiti cittadini, era difficile avanzare a gara in corso.
Si sentiva un robot, ma in tanti avrebbero affermato che non era più lo stesso robot di un tempo.

It starts with one.

Il numero uno sul musetto della sua vettura e sul casco era ormai un ricordo lontano, nonostante l'avesse portato per anni, quando aveva fatto il salto di qualità e da giovane promessa era diventato campione del mondo, più di una volta, collezionando successi a ripetizione, oltre che un'ammirazione bilanciata da critiche e insulti:
"Quel bimbominchia non è nessuno. Una volta non sarebbe successo niente di tutto ciò."
"Se fosse davvero un buon pilota, avrebbe attirato l'interesse delle scuderie storiche."
"I mondiali sono falsati, guida una macchina irregolare."
Axel non si era mai preoccupato delle voci che parlavano contro di lui. Sapeva che i fan delle scuderie storiche si sarebbero strappati le vesti per lui, il giorno in cui la sua partnership con la prima squadra che aveva creduto in lui fosse finita e fosse iniziata una nuova avventura.

One thing, I don't know why,
It doesn't even matter how hard you try,
Keep that in mind, I designed this rhyme
To explain in due time
All I know time is a valuable thing,
Watch it fly by as the pendulum swings,
Watch it count down to the end of the day,
The clock ticks life away,
It's so unreal, didn't look out below,
Watch the time go right out the window,
Tryna hold on, d-didn't even know,
I wasted it all just to watch you go.

Il tempo gli aveva dato ragione. Eliminato ogni legame con la vecchia squadra, aveva indossato i colori di uno dei team di maggiore spicco, con decenni di storia e uno stuolo di tifosi.
Tutti non aspettavano altro che la conquista di un nuovo campionato, ma con la scuderia giusta. L'avevano acclamato, quando l'avevano visto per la prima volta sul gradino più alto del podio. Avevano urlato allo scandalo, quando un'altra squadra aveva iniziato a dominare: i mondiali falsati non erano più i suoi, ma quelli di qualcun altro, perfino i suoi fasti di un tempo venivano rivalutati e visti sotto un'altra ottica.
Era il salvatore della patria, colui che avrebbe riportato a casa un campionato che mancava da troppi anni. Sapeva di dovere fare in fretta, perché un giorno avrebbe smesso di esserlo.

I kept everything inside
And even though I tried, it all fell apart,
What it meant to me will eventually
Be a memory of a time when

I tried so hard and got so far
But in the end, it doesn't even matter,
I had to fall, to lose it all
But in the end, it doesn't even matter.

Axel ci aveva provato. Ci aveva provato con tutto se stesso, spingendosi oltre il limite per dimostrare che non intendeva arrendersi.
Non avrebbe saputo dire quando, con esattezza, la situazione avesse iniziato a sfuggirgli di mano. Forse era stato quando, per una volta, era sembrato che la squadra avesse azzeccato il progetto della monoposto, poco importava che poi non fosse riuscita a portare i giusti aggiornamenti. Oppure era successo quando gli era stato affiancato un nuovo compagno di squadra, giovane e apprezzato dai tifosi, sul quale anche i media e il team stesso avevano iniziato a concentrarsi.
Ormai Axel era di troppo. Se ne rendeva conto ogni volta in cui veniva criticato per gli errori che continuava a commettere o perché non era più in grado di fare la differenza.

One thing, I don't know why,
It doesn't even matter how hard you try,
Keep that in mind, I designed this rhyme
To remind myself how I tried so hard,
In spite of the way you were mockin' me,
Actin' like I was part of your property,
Rememberin' all the times you fought with me.

Quelli che un tempo l'avevano incensato e incoraggiato, ormai dicevano di lui che avrebbe dovuto ritirarsi con dignità, che non avrebbe nemmeno dovuto provare a cercarsi un'altra squadra, ora che l'idillio era finito. Era stato il loro idolo, quindi i tifosi si sentivano in dovere di sentenziare sul suo futuro. Qualunque cosa avesse fatto, avrebbe avuto il loro disprezzo.
Non importava. Anche se non era più il ragazzo di un tempo, che se ne fregava dell'opinione pubblica, nessuno sarebbe riuscito a scalfirlo.
I semafori si spensero. Axel Frosch era pronto a dimostrare che non si sarebbe mai arreso.

I'm surprised it got so far,
Things aren't the way they were before,
You wouldn't even recognize me anymore,
Not that you knew me back then,
But it all comes back to me in the end.

Axel ebbe un'esitazione. Non avrebbe saputo dire cosa fosse successo, ma vide diversi avversari che lo sfilavano. Partì come al rallentatore, scivolando dalla bassa top-ten alle retrovie.
Vide una sagoma rosa e viola, forse la monoposto di Tina Menezes, che scattava della penultima fila, ormai accanto a sé. Lo forzò contro le barriere, costringendolo a scegliere se desistere oppure andare rovinosamente a sbattere.
Arrendersi non faceva per lui. Che fosse la Menezes a desistere.

You kept everything inside
And even though I tried, it all fell apart,
What it meant to me will eventually
Be a memory of a time when

I tried so hard and got so far
But in the end, it doesn't even matter,
I had to fall to lose it all
But in the end, it doesn't even matter.

Dopo la gara, di lui dissero: "Ha commesso l'ennesimo errore insensato, non è più quello di un tempo."
Altri si spinsero più in là: "Non ha mai avuto alcun valore, ha vinto dei mondiali solo perché certe squadre che pensano di valere tanto quanto le scuderie storiche servono per questioni commerciali. Hanno fatto un regolamento compiacente, perché un team in apparenza nuovo e fresco diventasse dominante. Frosch poteva piacere ai bimbiminchia come lui, ma adesso sono cresciuti anche loro e, come è giusto che sia, anche i suoi fan di un tempo gli hanno voltato le spalle."
Solo Axel non disse nulla. Non aveva parole per spiegare come mai la sua gara fosse finita dopo pochi metri, non sapeva cosa gli fosse passato per la testa.
Non sperava che qualcuno prendesse le sue difese. Aveva smesso di crederci già da tempo.

I've put my trust in you
Pushed as far as I can go,
For all this, there's only one thing
You should know,
I've put my trust in you
Pushed as far as I can go
For all this, there's only one thing
You should know,

I tried so hard and got so far
But in the end, it doesn't even matter,
I had to fall, to lose it all
But in the end, it doesn't even matter.

Era finita, lo stesso Axel ne era consapevole. Ovunque c'era chi gridava che non era degno di indossare quel colore per cui tanto era stato ammirato. Urlare sempre di più e sempre più forte garantiva che quella scuola di pensiero divenisse l'unica accettata.
Non c'era più chi cercava di giustificarlo. Il paradosso più grande era che nemmeno la Menezes se l'era presa così tanto, nonostante la manovra avventata di Axel avesse messo fine alla gara di entrambi.
«È il rosa, vero?» gli aveva chiesto, quando si erano incontrati nel paddock.
Axel non aveva capito.
Tina aveva sorriso, spiegandosi meglio: «Il colore della mia macchina ti piace così tanto che volevi metterci sopra le mani, non è vero?»
Avevano riso entrambi. Per loro, la questione era finita. Peccato che non lo fosse per chiunque altro: Axel Frosch non avrebbe mai avuto pace, fintanto che i tifosi avessero pensato che fosse un usurpatore. Inneggiavano ai suoi predecessori, facevano nomi di potenziali successori, affermavano che chiunque, a parte lui, sarebbe riuscito a vincere quel mondiale che tanto invocavano.
Anche tra i piloti c'era chi lo denigrava, sostenendo che non meritasse un volante nella squadra più importante della storia. Qualcuno di loro, un giorno, avrebbe preso il suo posto e avrebbe capito contro che cosa stesse lottando Axel Frosch.

 

 

NOTE: Axel Frosch viene citato in "Miss Vegas" e successivamente è un personaggio secondario de "L'Eco della Vertigine", nel quale viene presentato come un ex campione del mondo di Formula 1 i cui successi vengono sminuiti dopo il suo declino. La sua storia (non necessariamente il personaggio) è liberamente ispirata a quella di Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo con la Redbull nei primi anni 2010, che non ha replicato gli stessi risultati dopo il passaggio in Ferrari.

   
 
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