[La professoressa bigotta]
Il piccolo resort sembra il luogo ideale in cui terminare la mia convalescenza. Due giorni lontana da tutto e da tutti, senza telefono, separata dal mondo reale da un ponte levatoio che sarà azionato soltanto tra quarantotto ore.
Non posso immaginare le due disgrazie a cui sto per andare incontro.
In uno stabile pieno di decorazioni kitsch, una ragazzetta con il cappello da Babbo Natale mi mostra un enorme presepe in cui il sacro si mescola al profano.
Il senso del Natale - la più importante festa cristiana - è perduto.
L'orrore più grande, tuttavia, è vedere lei. Riconosco all'istante Desirée Esposito. È stata la peggiore delle mie studentesse.
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[La social justice warrior]
È stato uno scherzo innocente e sono passati dieci anni: un fotomontaggio in cui la professoressa di religione limonava con il preside.
Da allora, Rosaria Palumbo mi odia. Non sa che sono cambiata in meglio.
Solo su una cosa concordo con lei: questa festa non ha senso di essere celebrata: quell'albergatrice con il cappellino da Babbo Natale dovrebbe vergognarsi.
"Quell'albero di quattro metri è triggerante!" urlo. "Pensi che una persona in sedia a rotelle potrebbe mettervi la stella cadente in cima? Che scempio! Per non parlare del fatto che ciò offende la fede islamica del signor Mohammed, che azionava il ponte levatoio!"
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[La signora disillusa]
Sto qui da quattro giorni: è un dannato esperimento sociale. Due donne che si odiano dibattono del perché il Natale non vada festeggiato.
Io rimango una figura di contorno. Provo ad accennare: "Il vero motivo per cui questa ricorrenza non va festeggiata è tutto il pippone sulle famiglie riunite. Non ho marito, né figli, i miei genitori sono morti. Si dovrebbe smettere di pensare che chiunque abbia famiglia."
Secondo Desirée, tuttavia, le persone senza famiglia sono irrilevanti, dobbiamo pensare solo al monaco buddista del Tibet che non sa che esistiamo.
E se il signor Mohamed è offeso dal 25 dicembre, che venga a lavorare attivando il ponte!
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[L'ecologista radical chic]
Roberta Fabbri sarebbe una persona interessante, se non indossasse stracci fast fashion. In più, ha una Panda diesel del 1984 che cade a pezzi, anziché un'auto ibrida nuova di zecca: tipico segnale di chi vuole inquinare per diletto.
Non le piace il Natale, e la comprendo. Anch'io lo detesto, ho perfino rinunciato a comprare un maglioncino ecosostenibile con le renne al modico prezzo di novecentodieci euro, perché le renne dovrebbero stare libere, non fare da serve a Babbo Natale.
Che ingaggi l'albergatrice, piuttosto. Eppure l'albergatrice, accanto al mostruoso abete di plastica, mi fissa e mi dice: "Non pensa, signorina Colombo, che tutto stia funzionando come deve?"
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[L'uomo del ponte levatoio]
Rosaria, Desirée, Roberta e Gaia devono rimanere al resort per sette giorni contro la loro volontà: un esperimento volto a far nascere a tavolino un'amicizia tra persone molto diverse tra loro.
Me ne sbatto: oggi non è giorno di lavoro, quindi lo passo sul divano a guardare dei video su Tiktok.
Ci sono dei rimbambiti che fanno i soldi parlando di scemenze, mentre a me tocca azionare il ponte levatoio del resort per incassare uno stipendio scarso.
L'albergatrice mi chiama, dice che le ospiti sono disperate e invocano la mia presenza.
Me ne sbatto. Per contratto, lavoro solo nei giorni feriali.


