Attaccati al mare siamo
come la mela all'albero
sorretta dalla premura
con cui si tengono
i riccioli di fumo
o le bolle di sapone,
cauti ospiti in casa altrui.
Sulla sabbia un'onda s'infrange
fusa di luce
in una chioma di fiori dorati
e su di essi il sole mi brucia la pelle
di inconsapevolezza
finché non lo guardo e mi sovviene allora
di rimirar quieto
lo splendere di quei momenti,
ed in questi mi riconosco
come un caio filo d'erba in mezzo ad un prato.
E mi commuovo, poiché spero
che l'usignolo canti per tutto il giorno
e il giorno non lo credo lungo abbastanza.


