Bianco, Fiducia
Ora la vedo.
Vedo la luce.
All’inizio è solo un accenno, un bagliore sospeso nel buio che mi avvolge.
Una presenza sottile, quasi timida.
Eppure è lì, più persistente di quanto voglia ammettere.
Il vuoto che credevo di avere dentro inizia a mutare forma.
Non è più un baratro, né una ferita aperta. Si fa spazio, si distende.
Diventa più distinto, più nitido.
Non è davvero spoglio come pensavo.
È… una tela.
Una tela bianca, che attende di essere riempita.
Con fiducia.
Fiducia in me stesso, fiducia in chi mi è accanto.
Ora lo comprendo, come comprendo cosa devo fare.
Devo fidarmi dei miei amici, che mi hanno sostenuto per tutta la vita.
Grazie a loro, sono stato in grado di vedere anche senza usare la vista, anche senza usare i miei sensi sviluppati.
Ho visto, immaginato e ricreato l’intero spettro dei colori attraverso le emozioni che mi hanno trasmesso le persone a me care.
Foggy, Karen, Jennifer, Elektra, padre Lantom, i miei genitori, e tutti gli altri…
Tutti mi hanno reso chi sono oggi: Matt Murdock – uomo, avvocato e vigilante.
Io sono Daredevil per mia scelta, ma lo sono per salvare gli altri. Per proteggerli.
E così farò.
Non importa quante volte Fisk mi butterà a terra, io sarò pronto a reagire.
Mi rialzerò, proprio come avrebbe fatto mio padre.
E mentre il silenzio della chiesa si dissolve nel mio respiro, capisco che non sono più solo.
Il bianco non è assenza: è promessa.
È rinascita.
È la somma di tutti i colori che ho attraversato, di tutte le ferite che ho portato e di tutte le mani che mi hanno rialzato.
Fidarmi… significa questo.
Lasciare che la luce esista dentro di me, anche se non posso vederla.
Mentre esco dalla chiesa, avverto l’aria fredda e tagliente. I rumori delle strade mi travolgono in un istante.
La città respira ancora. Fisk non ha vinto.
E io sono pronto.
Perché non combatto da solo.
Perché sono Matt Murdock.
E perché, ogni volta che sarà necessario, sarò Daredevil.


