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Autore: EmilyG66    21/12/2025    0 recensioni
A Motufetu Vaiana cade per mano di Nalo, ma dalle braccia della morte un altro paio di possenti braccia la riportano indietro.
Genere: Fluff, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Maui, Moana Waialiki/Vaiana, Nonna Tala
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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L'oceano gorgogliava tutt'intorno a loro nel suo moto calmo e rassicurante ma Maui aveva nelle orecchie solo un silenzio assordante.

Il tempo si era come fermato.

La mancanza di un respiro, del battito di un cuore erano una prova inconfutabile di una verità schiacciante.

Il semidio non si metteva in ginocchio per chiunque eppure era lì, chino sulla superficie di una Motufetu ancora inabissata, disperato e incurante di qualsiasi cosa non fosse lei.

Nella sacca d'aria concessa dall'oceano, nelle profondità marine, l'eroe teneva fra le sue possenti braccia ora prive di tatuaggi il corpo ormai senza vita di Vaiana.


 

Con un'incredibile delicatezza la adagiò in parte sulla nuda roccia, in parte contro di lui; il proprio cuore in tumulto, tormentato. La mente non riusciva a concepire che tutto ciò fosse reale.

Era davvero finita per lei, lei non c'era più. Al mondo restava solo un corpo vuoto, giovane e incantevole di un'umana morta.

Maui chiuse gli occhi che non ne sopportavano la vista, le labbra presero a tremare e calde lacrime discesero.

Non aveva potuto fare nulla e non poteva adesso, era inutile e impotente ora più di prima.

In quel momento di cordoglio, non sapendo a cos'altro aggrapparsi, intonò un canto.


 

Non pregava gli Dei per ottenere ciò che voleva; se lo guadagnava. Eppure pregò per quell'anima coraggiosa, per la navigatrice mortale che aveva dato la vita per gli umani ed era stata ingiustamente uccisa da un Dio.

Implorò coloro che lo avevano reso un semidio di farla tornare alla vita, di lasciarla vivere.

Mentre intonava la litania l'eroe strinse con maggior fermezza la mano della ragazza che teneva a sè, impedendo ad altre lacrime di uscire riaprì gli occhi e rimirò la giovane con devozione.


 

Una luce fece si che l'uomo sollevasse la testa e davanti al suo sguardo lo spirito di uno squalo balena prese le sembianze di qualcuno che Maui non conosceva.

Facendosi avanti nella sacca d'aria l'individuo si avvicinò al duo rispondendo alla supplica, aveva al collo lo stesso ciondolo che portava Vaiana notò l'eroe.

Uno ad uno spiriti diversi, antenati, li circondarono. Un'anziana s'inginocchiò davanti al precedente semidio prendendo la mano della giovane e mettendole l'altra sul capo.

Cantava col cuore infranto e Maui la compativa con lo stesso sguardo annuendo infelice.

Distese completamente il corpo di Vaiana sulla roccia con immaginabile dolcezza e stette a guardare.


 

Gli antenati si presero per mano formando una spirale attorno alla ragazza, incanalando la loro energia tramite quella catena.

Una luce dorata li attraversò.

L'ex semidio osservava con gli occhi lucidi, la fronte ampia crucciata in un'espressione di rammarico, lo sguardo malinconico e spento.

Non sapeva cosa sarebbe accaduto; se le sue preghiere fossero state accolte o se di lì a poco avrebbe visto lo spirito di Vaiana raggiungere gli antenati per andare via con loro. Ma non nutriva grande fiducia.

Ad un tratto un bagliore attirò la sua attenzione sul braccio sinistro della figlia del capo, poco dopo un disegno d'orato si tatuò sulla morbida pelle tropicale.

Raffigurava Motufetù, le sue vie e le sue correnti. Il disegno partiva dal gomito e raggiungeva le nocche, e le linee erano più sottili dei vecchi tatuaggi dell'eroe.

La speranza di Maui si riaccese.


 

Il canto cessò e il rituale finì, poi Vaiana aprì gli occhi.

Occhi marroni e dolci in cui l'ex semidio poteva specchiarsi. Le labbra morbide e piene si schiusero espirando nuovamente, il petto seguì docilmente quel movimento.

Maui sorrise contenuto, sollevato certo ma ancora molto scosso.

Quando lo sguardo di Vaiana incontrò quello dell'uomo di fronte a sè la navigatrice si tirò su a sedere di scatto e si gettò al collo del precedente semidio con disperato trasporto sorprendendolo.

-...Maui...-

Fu poco più che un sussurro eppure portava con sè una certa urgenza e angoscia.

Sentire di nuovo la sua voce fu incredibile dopo quel silenzio di morte.

Aggrappandosi a lui come se fosse la cosa più importante del mondo al momento la figlia del capo parlò dalla sua spalla.

-Credevo di averti perso...- affermò con disarmante sincerità.

Se avesse potuto vedere il viso di Maui vi avrebbe scorto lo stupore che lo attraversò per un momento o due. Invece si doveva essere senz'altro accorta da com'erano premuti insieme che il suo vigoroso cuore aveva saltato un battito per poi riprendere a correre furiosamente.


 

La realizzazione di ciò a cui si riferiva impiegò solo pochi secondi per formarsi nella mente dell'ex semidio che sorrise con affetto.

Cinse Vaiana chiudendo il corpo massiccio su di lei sistemandola meglio sulle proprie ginocchia, chinò il capo verso i suoi capelli dove immerse poi la mano destra.

-Anch'io...Riccioli. -ammise con un sorrisetto.

L'aveva visto precipitare colpito da un fulmine, era ovvio che si fosse spaventata.

Beh erano in due.

Vaiana emise un respiro strozzato stringendosi maggiormente a lui, serrò le palpebre mentre due lacrime scendevano sull'ampio muscolo della spalla dell'ex semidio.

La pelle spessa era bagnata contro la guancia della navigatrice, odorava prepotentemente di salsedine e anche un po' di fumo, inoltre era costeggiata di lividi violaceii in diversi punti.

Maui l'ascoltò singhiozzare silenziosamente chiudendo gli occhi grato di ogni momento.


 

Trascorse un po' di tempo dopodichè la figlia del capo tentò, sforzandosi, di ricomporsi rapidamente.

Con il respiro ancora mozzato riaprì gli occhi sollevandoli verso l'alto, poi usando il palmo della mano destra li asciugò frettolosamente.

Si scostò dall'eroe mantenendo tuttavia una presa gentile sulle larghe spalle. Accennando un sorriso sulle labbra piene, un po' più serena, guardò in faccia Maui e si stupì.

Una singola lacrima solcava la grande guancia dell'uomo, la fronte era attraversata da spesse linee eppure le labbra erano stirate in un tenero sorriso e le fossette erano in mostra.

Esattamente come a Te Fiti.


 

Sembrava ignaro di apparire così fragile, così...umano.

Aveva pianto, e quelle lacrime erano per lei.

Commossa e con gli occhi nuovamente acquosi Vaiana curvò le labbra verso l'alto e in un moto di tenerezza si disfò con il pollice della lacrima.

"Che bambinone" avrebbe voluto dirgli.


 

Inaspettatamente Maui le prese il polso con gentilezza e imprigionò la mano nella sua molto più grande.

Piacevolmente confusa la figlia del capo sollevò un sopracciglio e l'ex semidio prese ad avvicinarsi abbassandosi su di lei.

Gli occhi le si fecero sempre più grandi nel tentativo di capire l'intenzione inespressa dell'uomo e Vaiana divenne nervosa.

Quando tuttavia l'eroe chinò il capo mostrando la fronte tutto le fu più chiaro. Sorridendo con sollievo la ragazza lo raggiunse nel movimento assecondandolo.

Le loro fronti e i nasi si toccarono mentre entrambi chiudevano gli occhi inspirando a fondo.

Non avevano mai condiviso un Hongi prima ma era più che evidente che tenevano l'uno all'altra.

"Sono qui per te", "fai parte di me" si dicevano senza parole.

Sentire il suo respiro era tutto ciò di cui Maui aveva bisogno e il proprio animo tornò calmo.


 

Il momento sembrò durare in eterno e quando i due si separarono lentamente rimasero comunque abbastanza vicini, sereni.

Prima che potesse succedere dell'altro qualcuno si schiarì delicatamente la voce alle loro spalle.

I due voltarono la testa.

Gli antenati erano spariti ma nonna Tala era ancora lì ad osservarli con una tenera espressione lungimirante.

-Nonnina. -disse Vaiana riconoscendone di nuovo la presenza.

La giovane si alzò con attenzione aiutata dall'uomo, allontanandosi brevemente da Maui il quale, alla mensione di "nonnina", sollevò un sopracciglio e si rimise in piedi.


 

L'oceano gli riconsegnò allora l'amo, gli strepitosi tatuaggi ritornarono al proprio posto e fece ritorno anche la sua immortalità.

Anzi, un nuovo disegno prese forma sul corpo dell'avvenente semidio. Ne avvertì subito il familiare formicolio e cautamente l'eroe guardò al proprio fianco destro cercando di non farsi scorgere dalla navigatrice.

Aveva una certa “idea” di quale aspetto avrebbe potuto assumere.

L'inchiostro prese vita imprimendo una rappresentazione di un mini-Maui in ginocchio con la ragazza tra le braccia, la bocca spalancata come un urlo silenzioso o un canto. Sotto di loro c'era un vortice e dietro Motofetù circondata dai fulmini.

Sì, Maui meritava un tatuaggio per aver riportato alla vita Vaiana; ma sul serio? Prima incisa sul cuore ed ora al proprio fianco?

Gli dei dovevano avere le idee chiare o senso dell'umorismo.

Questi segni gridavano a chiunque che lei fosse la sua unica e grande debolezza.


 

Vaiana ricevette il proprio tramite di potere: il remo autografato e super migliorato, poi mentre i due semidei si scambiavano uno sguardo d'intesa l'anziana donna di prima si avvicinò alla nipote e condivise un Hongi con lei.

-Ancora insieme, solamente un po' diverse. -ripetè come un monito rassicurante.

Successivamente si rivolse a Maui allungando una mano come a volerlo più vicino.

Lui si avvicinò privo di qualsivoglia strafottenza ma quando fu di fronte alla donna questa lo prese inavvertitamente per un orecchio, il sinistro per essere precisi, e lo trascinò più in basso alla sua altezza.

Cavallerescamente e dolorosamente il semidio la lasciò fare, ubbidiente come un nipote rispettoso.

Afferrarlo per le sue divine orecchie doveva essere un difetto di famiglia.

-Prenditi molta cura di lei. Chiaro? -domandò la vecchia con una nota minacciosa seppur diletta.

L'uomo annuì vigorosamente non comprendendo appieno il significato ma disposto a tutto purchè lo lasciasse andare.

Vaiana osservava la scena scuotendo appena la testa e trattenendo a stento quanto fosse divertita dalla cosa.

Nonna Tala emise un verso deliziato e allegro, liberò il semidio dopodichè indietreggiò fuori dalla bolla e sparì.

Maui si massaggiò l'orecchio offeso per qualche secondo guardando la sua compagna d'avventura confuso poi abbandonò l'accaduto.

Scrollando il corpo e i pettorali per darsi un tono parlò.

-Allora, tiriamo fuori quest'isola dal mare? -le domandò retoricamente con un accenno di vana gloria issandosi il Manaiakalani in spalla.

La figlia del capo lo guardò complice prima di indicare il cielo con lo sguardo.

Docile Maui annuì, si trasformò in un falco gigante ed insieme fecero riemergere Motufetu.

Ma questa non è che una delle avventure che vissero insieme.

Fine.

  
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