Ricordo ancora oggi quando ci ritrovammo a parlarne.
Lei non aveva mai dato nemmeno il primo bacio, io ne avevo dati fin troppi.
Eravamo così diverse, eppure così simili da completarci a vicenda.
Era un pomeriggio come un altro, e io mi stavo preparando ad uscire con lei e altre ragazze per una serata solo donne.
Giunte a casa di una nostra amica, riunite tutte nella sua camera da letto, ad un certo punto Laura mi fa: «Mary, se ti dico una cosa prometti di non sclerare?»
Io, come al solito, alzai un sopracciglio. Quando mi faceva una domanda del genere, conscia delle mie reazioni esagerate, mi insospettivo sempre.
«Dipende da cosa vuoi dirmi.»
La vidi sospirare pesantemente prima di iniziare a raccontare.
Qualche sabato precedente, quando per miei impegni non le raggiunsi alla metropolitana come stabilito, lei aveva conosciuto un ragazzo, amico di una della comitiva che aveva conoscenze ovunque.
Era più grande di qualche anno, faceva il barbiere, mi confessò arrossendo.
Sorprendendola, non battei ciglio alla notizia, quindi lei iniziò a dirmi che aveva paura della mia reazione e per questo aveva esitato a rendermi partecipe della cosa. Aveva paura che, dopo tutte quelle volte che avevo minacciato scherzando di chiuderla in uno sgabuzzino (come avevo visto fare tante volte nei film) o da qualche altra parte con la persona che le piaceva, quella volta lo avrei fatto sul serio.
In effetti, sì, sarei stata anche capace di farlo in via ipotetica. Ma era la mia migliore amica, una cosa del genere sapevo che l’avrebbe fatta sentire a disagio, quindi no. Le volevo troppo bene.
Però mi sentii ferita nell’ascoltare che aveva esitato nel raccontarmi uno degli avvenimenti più importanti della vita di una ragazza.
Da quel momento in poi volli assolutamente divenire partecipe di ogni cosa che faceva o diceva il suo lui.
Mi feci dire come si chiamava, come l’aveva contattata la prima volta, come si era avvicinato a lei e cosa le aveva detto per affascinarla.
Poi mi feci mostrare una sua foto. E a quel punto rimasi di stucco.
Non era il tipo di bellezza che credevo le sarebbe potuta piacere: era un ragazzo basso ( si vedeva persino dalla foto), aveva i capelli castani e gli occhi scuri. Ma la cosa che mi sorprese di più fu un’altra: aveva i baffi!
Appena notai la cosa scoppiai a ridere. Non riuscivo più a fermarmi.
Insistetti per incontrare questo ragazzo, tuttavia dopo poco lui e Laura smisero di sentirsi e fu la fine della storia.
Ero più triste io, però. L’attrazione per quel ragazzo era sfumata in fretta, molto più velocemente di quanto avesse fatto quella di lui per lei.
Alla fine si trattava solo di esaltazione per il primo appuntamento e per il primo ragazzo che avesse mai provato interesse per lei.
Ci rimasi male soprattutto perché non ero riuscita ad incontrarlo, anche se mi aveva mandato la richiesta di amicizia su Facebook.
Esasperai al punto la mia amica che, appena se ne presentò l’occasione, lei me lo presentò.
Con mia grande delusione, da vicino era pure peggio! Cinque minuti dopo averci parlato mi allontanai da lui con una smorfia di disappunto, incredula di come la mia amica fosse riuscita a sopportarlo per molto più tempo e avere avuto il coraggio persino di donargli il suo primo bacio… che baffuto irritante!


