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Autore: Pandroso    28/12/2025    5 recensioni
Un uomo che non ha bisogno di chiedere nulla è un uomo da cui non si scappa.
Viola accetta l'invito, è innamorata, è sincera, non immagina quanto possano essere fragili i sentimenti. Anche i più puri.
Per voi: una AU con cast IC a capitoli brevi e moderata cattiveria.
Ultimo pubblicato: 7. SOTTOVALUTARE UN FUCILE
Genere: Drammatico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Donquijote Doflamingo, Donquijote Rocinante, Violet
Note: AU, Lime | Avvertimenti: Triangolo
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Occhio: cara lettrice e caro lettore, questa storia è una AU (Alternative Universe), in breve: qui troverete i personaggi di One Piece, con i loro caratteri e caratteristiche, ma raccontati e adattati in una realtà diversa; io ho scelto il nostro mondo, il nostro Paese... abbiate fiducia in me, e non fermatevi al primo capitolo. Saprò... colpirvi. Non avete idea. 😇🦩


 
~  Fratello... ~


1. l'arrivo

 


Alla terza sosta di fila presso l’ennesimo Autogrill, con ancora settanta chilometri da percorrere, Viola capisce che il ragazzo che siede al suo fianco sta attraversando un brutto momento.

«Ros’, se vuoi guido io.»

È la vigilia di Natale, tre mesi di frequentazione sono stati sufficienti per convincerli a trascorrere le feste assieme. A casa di lui, dalla sua famiglia.

«Assolutamente, ce la faccio. Sta’ tranquilla, è solo che…»

Che per la prima volta potrebbe fare un’ottima figura con i suoi genitori.

Viola è bella, una brava ragazza. Studia Architettura ed è istruttrice di flamenco. L’ha conosciuta durante una manifestazione per la pace e per il diritto allo studio.

«…Ho dormito poco stanotte, ho bisogno di caffè.»

Quel giorno, lui era a capo del corteo, a guidare i ragazzi del terzo anno della facoltà di Scienze politiche della Sapienza. Come si era accorto di lei? Era l’unica nella folla dei neolaureati a gridare con un megafono che l’attuale Presidente del Consiglio poteva tornarsene a casa.
Tempo di raggiungere Piazza di Monte Citorio e già si chiamavano per nome. All’arrivo della Polizia, delle manganellate, s’erano dispersi insieme e avevano finito di trascorrere quel pomeriggio di metà settembre in un bistrò dietro Campo de’ Fiori.
La voglia di conoscersi l’avevano trovata l’uno negli occhi dell’altra.

«Non è vero, tu sei preoccupato.»

Rosinante blocca la cintura di sicurezza e avvia il motore. Deglutisce. Non sa mentire e non vuole iniziare a farlo con lei. Ma dirle davvero cosa lo disturba è anche peggio.

Le sorride e si sporge per un bacio. Viola ricambia, non vuole litigare, capisce la tregua e rimane in silenzio fino a Leonessa.



Il Comune in provincia di Rieti è piccolo. Ricoperto di neve sembra un presepio incastonato ai piedi del Terminillo.
Viola non c’era mai stata prima. Abituata al mare, venendo da una città portuale come Formia, si lascia conquistare facilmente dal fascino freddo ed aspro delle montagne appenniniche.

«Domani ci facciamo una passeggiata, se ti va. Le luminarie qui sono un vero spettacolo.»

Promette Ros’, guardando di sfuggita il paesino che sfila al lato destro della sua Panda blu e il profilo della sua ragazza che non stacca più lo sguardo dal panorama; la casa in cui sono diretti si trova in una frazione poco distante.

Lei annuisce, stringendo tra le mani la poinsettia acquistata per non presentarsi a mani vuote a casa di una potenziale suocera di cui non conosce né gusti né carattere.
Ros’ le ha raccontato poco e nulla: “non preoccuparti del regalo, vedrai che a mia madre basterà la tua presenza” ma per Viola l’ospite bussa coi piedi.


Il cancello automatico si apre dopo che Rosinante ha premuto il tasto di un citofono.

«Non hai il telecomando?»

«No. Qui ci vivono solo i miei… questa è la loro residenza invernale.» 

Una sottile sensazione di inadeguatezza le si spalma addosso: residenze, a stagioni.
Poi, l’inadeguatezza si unisce alla sorpresa e alla meraviglia: percorrono con l’auto un sentiero di ghiaia, alberi su entrambi i lati, tutti decorati di luci dorate. Dopo quasi un chilometro in salita, arrivano alla villa: è un casale in pietra, tre piani.

Ros’ condivide un bilocale nel quartiere San Lorenzo.
Il frigo è quasi sempre vuoto.
L’equazione non torna ma Viola è a corto di parole per domandare.

Parcheggiano a fianco a un Porsche Cayenne nero, lucido anche sotto la neve.

«È l’auto dei tuoi questa?»

Rosinante fa un bel respiro prima di risponderle. Si chiede se la sua ragazza abbia le antenne o se forze misteriose abbiano già iniziato a creare un magnete per strappargliela via.
Dopo, si impone di essere normale:

«No. Quella è… di mio fratello.»

«Hai un fratello?!»
Oltre ad una famiglia così ricca?

La seconda, lei la tiene per sé.

Ros’ non la guarda, fissa l’ingresso di casa: la porta si è aperta, li stanno aspettando.

«Sì, ho un fratello maggiore.»

La rassegnazione è inspiegabile, ma Viola non ci fa caso: «E perché non me ne hai mai parlato?» concentra lì il disappunto delle scoperte e l'inadeguatezza che ormai l'ha invasa. Immaginava una famiglia come la sua, lei è figlia di un panettiere.

«Non c’è stata occasione.»

«Ma… io ti ho detto di avere una sorella.»

Rispondile, Ros’, non guastare nulla, dille che eri distratto. Tu sei sempre distratto. 

«Allora mi sono dimenticato.»

Sorride. Lei fa una faccia metà coperta di incredulità, metà di comprensione. Gli crede.

«Be’… avrei portato qualcosa in più di una semplice pianta.»

Questo a Ros’ non piace. Le afferra una mano, «Ehi, non farti impressionare» le dà un bacio, uno che insiste, «I miei sono persone umili, di loro non devi preoccuparti...» che stempera la tensione.

Lo spera.


Finalmente, escono dall’auto.
Chiudono le portiere.
Non sanno di condividere lo stesso pensiero.


Lui ha omesso.
Lei non ha chiesto.




Continua...


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I luoghi scelti sono del tutto casuali.. no, qui nulla è casuale.
Ho voluto riesumare Rosinante e i coniugi Donquijote, volevo da tempo scrivere su di loro, a famiglia riunita. ^^
Spero abbiate passato bene le feste, in famiglia o con gli amici. Io vi saluto e al prossimo capitolo.
Intanto, che ve ne pare di questo? Siate schietti e... moderatamente cattivi. ;)



 
   
 
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