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Autore: Pandroso    31/12/2025    4 recensioni
Un uomo che non ha bisogno di chiedere nulla è un uomo da cui non si scappa.
Viola accetta l'invito, è innamorata, è sincera, non immagina quanto possano essere fragili i sentimenti. Anche i più puri.
Per voi: una AU con cast IC a capitoli brevi e moderata cattiveria.
~
Dal testo: «Tranquillo, Ros’, non mi va di litigare. Dopotutto, oggi è Natale.»
Si fa spazio tra il fratello, che lo punta incarognito, e Viola.
Le passa accanto. Vicinissimo.
La canna del fucile le sfiora una coscia.
Viola lo sente, cerca i suoi occhi. È un riflesso involontario.
Doflamingo non ricambia. Evita il suo sguardo.
~
Ultimo capitolo pubblicato: 8. STRINGLINE CAPITAL PARTNERS S.p.A. SOTTO IL BRACCIALETTO.
Genere: Drammatico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Donquijote Doflamingo, Donquijote Rocinante, Violet
Note: AU, Lime | Avvertimenti: Triangolo
Capitoli:
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 2. primogenito

 


Il cognome inciso nel marmo, in rubricatura rossa, la distrae:

Donquijote.

Origini nobili. Magari di provenienza iberica.

Al civico centodue, la prima volta che andò a trovarlo a San Lorenzo, trovò appiccicata sul citofono una gomma da masticare e niente scritto.

Viola guarda Ros’ di sottecchi, fa un bel respiro. Pensa a quanto sarà fuori luogo il maglione panna a collo alto con renne e babbi rossi stampigliati ovunque; a quanto appariranno miseri i leggings felpati, e pacchiani i caldi Ugg che la coprono fino al polpaccio.

Rosinante indossa un cappotto impermeabile color senape e jeans strappati nonostante le basse temperature.
Una consolazione: lì, c’è ancora normalità accessibile.
L’unica che non le ha nascosto.

Ma non basta.

Forse una gita fuoriporta, durante le feste, loro due soli; dopotutto non sarebbe stata una cattiva idea.

All’ingresso del casale qualcuno li sta salutando.
Tirarsi indietro non sarebbe da lei.
Saprà difendersi. Si prepara.


«Viola, vero? Il nostro Ros’ ci ha parlato molto di te, sono felice di poterti conoscere di persona.»

È la mamma.

È spiazzante.

Ha il viso candido, una corporatura magra, l’abito bianco la rende eterea. L’incarnato pallido suggerisce una salute cagionevole.
Lei non fa in tempo a stringerle la mano che la Signora la abbraccia direttamente.
E l’abbraccio è
sincero.

Non se lo aspettava. Ora prova una vergogna diversa.

«La… ringrazio. Questa, questa è per lei.»

Porge la pianta.

La Signora prende il vaso con la poinsettia e le dà un nuovo abbraccio.

«Caro, guarda cosa ci ha portato Viola, è bellissima, non trovi?»

L’uomo dietro di lei annuisce e si presenta dandole il benvenuto.
Ha un volto aristocratico, ma quando sorride somiglia a Rosinante.

«Sei stata davvero gentile, le Stelle di Natale sono le preferite di mia moglie.»

«Sì, è stato proprio un dolce pensiero. Grazie, Viola. La pianteremo nella veranda. Così quando tornerai a trovarci con Ros’ ti faremo vedere quanto sarà fiorita.» 

Mai.

Mai le è capitato di sentirsi tanto benaccetta, che qualcuno manifestasse premura nei suoi confronti.
Un’altra ragazza, al suo posto, avrebbe trovato quell’attenzione appiccicosa. Viola no. Lei sente il calore di una famiglia.


«Ros’, il viaggio come è andato? Le strade erano ghiacciate, è stato difficoltoso arrivare qui?»

Lui scuote la testa, si avvicina per salutarla e le dà un bacio sulla fronte stringendola tra le braccia.
Madre e figlio restano così per un po’.

«Tutto bene, non preoccuparti.»

Un affetto tanto manifesto non può essere cagione di conflitto.
Viola ne è commossa. Vive un ricordo. Ma la connessione emotiva si interrompe quando vede Ros’ lanciare occhiate oltre la porta di ingresso e mutare espressione.
Suo padre gli risponde con un impercettibile cenno della testa.
La Signora li guarda. Le sue labbra sorridono ancora, ma di meno.

«…Su, entriamo, ci aspetta una cena gustosa davanti al camino. Viola, spero ti piaccia il pesce.»

Invita, promette. Tuttavia, ha perduto qualcosa.


Viola non se lo spiega: il disagio, pur se minimo, è arrivato anche a lei, anzi, è tornato.




La casa profuma di semplice. Non c’è alcuna fragranza a deodorare l’ambiente; è un odore pulito, che non cela.

Tolto il cappotto e lasciato il bagaglio, Viola è la prima a varcare la soglia del salotto.

Prima di arrivarci, di farsi catturare dagli arazzi con scene di caccia appesi alle pareti, dai castelli romantici dipinti su tela, dai libri, e dalla tavola imbandita; fotografia del migliore allestimento natalizio, con tovaglia verde a ricami d'argento e candelabri e piatti delle medesime tinte; sente una voce.

L’unica a lei ancora sconosciuta.

C'è un uomo davanti al camino.
È di spalle, è più alto di Rosinante.
Parla al telefono, tiene una mano in tasca. Il tono è inflessibile, autoritario.

Ovviamente, sa di chi si tratta.

Però le parole le si strozzano in gola: è educazione entrare e salutare, è educazione presentarsi. Ma lo è anche non interrompere chi è impegnato in una conversazione, soprattutto se di lavoro come sembra.

Non sa che fare.

La telefonata finisce. L’uomo mette via lo smartphone e si volta.

Il guaio… inizia.

Viola incontra il suo sguardo.

Occhi di pietra d’ambra, come Rosinante.

No, sono di una tonalità più intensa, innaturale. Come... sanguigna.

Lei trattiene il respiro senza rendersene conto. Lo osserva, ma ci mette troppa attenzione.
Cerca particolari che possano ricordarle il suo Ros’. Non sa perché lo fa. Però, ne ha bisogno.


Oltre i capelli biondi non c’è altro.


Lui la fissa a sua volta.

Quell’uomo è l’unico della famiglia a non mostrare nulla di gentile. Nemmeno nell’espressione, che resta seria, tagliente.

Ed è il solo a indossare la cravatta, e il gilet di un completo gessato grigio.

Le va incontro.

Anche nei movimenti appare poco spontaneo.
Viola si sente inavvertitamente scoperta.
I passi eleganti risuonano sul parquet.
Lei dimentica le buone maniere.

Sta zitta.


«Oh, Viola, scusami, che sbadata»

La Signora Donquijote quasi si frappone tra loro.

«Non ti ho presentato mio figlio, il mio primogenito… Doflamingo

C'è tenerezza materna nell'aria. Ma neanche il fuoco che divora e fa scoppiettare la legna riesce a colmare il denso silenzio che ne consegue.


«Siete arrivati… in anticipo.»

Ci pensa il "primogenito" a decomporlo, lo cesella con tocchi di voce calma.


Quella non era una domanda. Rispondergli non è necessario.
Viola vorrebbe, sta per farlo.

«E tu non dovevi rimanere a Milano?»

Rosinante agisce, precede... la salva.

Il fratello sposta lo sguardo su di lui.

«Sono riuscito a liberarmi dai miei impegni»

Fa una pausa minima mentre sistema cauto i gemelli appuntati alle maniche della sua camicia bordò.

«E ho preso un volo ieri notte.»

Ros’ gli si piazza sotto il naso.

«Non mi dire…»

Sorride al fratello, ma in un modo che Viola non gli ha mai visto fare.

«Il CEO più celebre di Piazza Affari decide di passare il Natale con la famiglia… quale onore.»

Viola si sente prendere la mano. Non capisce il gesto, anzi, se ne imbarazza.
Ros’ gliela tiene stretta. Troppo stretta.

E suo fratello non gli risponde più, osserva.


«Ora sedetevi che la cena è pronta. Avervi entrambi qui è già una gioia per me e vostro padre. E non dimenticate che abbiamo una ospite importante.»

La Signora Donquijote è il paciere che fa comodo a tutti. Si rivolge a Viola tentando un po’ di complicità.

Viola le sorride.

Ma farlo, adesso le costa.


Sente un profumo. Un dopobarba legnoso, fougère.

È forte… lo è su di lei.



Continua...





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Ok, Doflamingo qui non ha e non può usare i suoi fili, però devo comunque fargli dominare lo spazio.
Non ha nemmeno gli occhiali perenni, scelta rischiosa perché potrebbe snaturare il personaggio. 
E Non è ancora accaduto nulla, o forse sì,  tra i due fratellini certo è che qualcosa non va. Qualcosa...
Passo a voi l'impressione.

E Con questo vi auguro  buon anno. =)

 
   
 
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