“Bentornata, signora.” La saluta Rosaline accorgendosi per prima di lei.
“Mammmmaa...” Piagnucola Nicholas andandole incontro.
“Buona sera. Un altro lago nel letto?!” Domanda prendendo il figlio in braccio.
“Si, ho quasi finito di sistemare.” Risponde la colf andando avanti a cambiare le lenzuola del lettino.
“Tranquilla, andiamo a dormire in una delle stanze degli ospiti.” Afferma mentre Nicholas singhiozza aggrappato al suo collo.
“Buona notte.” Saluta Rosaline proseguendo con il suo lavoro.
“Buona notte anche a te.” Ricambia incamminandosi verso la camera de letto rivolgendosi al figlio: “Amore, hai fatto un altro brutto sogno?”
“Si.” Sussurra stringendo la presa.
“È sempre quel brutto mostriciattolo dispettoso che ti fa spaventare?” Domanda entrando nella stanza, accendendo la luce per poi chiudersi la porta alle spalle.
“Si.” Conferma tirando su con il naso.
“Adesso mi sente quel cattivone… vedrai che quando mi vedrà arrivare non si farà più vedere.” Lo rassicura sedendosi sul bordo del letto matrimoniale.
“Lo mandi via?” Chiede staccandosi per guardarla negli occhi.
“Si, nessuno può spaventare il mio amore grande. Gli darò una pedata nel sedere talmente forte che lo farò volare via.” Spiega asciugando le guance bagnate baciandolo sulla punta del naso. “Prima però mi lasci andare in bagno a struccarmi e cambiarmi?” Domanda sorridendogli.
“Vengo anch'io.” Dice aggrappandosi di nuovo a lei.
“Ok, andiamo. Vuoi che ti racconti una storia?” Chiede sollevandosi e dirigendosi verso il bagno della camera.
“Quella di Bumbo.” Risponde.
“C'era una volta un cucciolo di elefante di nome Bumbo. Certe volte, la sera, l'elefantino fissava il cielo stellato e immaginava come sarebbe stato essere un astronauta.” Inizia a raccontare mentre accende le luci e fa sedere Nicholas sul piano di marmo dell'enorme lavandino in modo che sia accanto a lei.
Stana prosegue con il racconto di Bumbo mentre si sveste, si lava e si prepara per la notte sotto lo sguardo attento di Nicholas che la ascolta con grande attenzione nonostante quella storia l'abbia sentita mille volte facendogli dimenticare quel brutto mostriciattolo che nell'ultimo periodo gli fa spesso visita trasformando i suoi dolci sogni in incubi.
Una volta addormentato il piccolo Stana spera di riuscire anche lei a concludere l'ennesima giornata infinita ma c'è qualcun'altro che è alla ricerca del caldo abbraccio materno.
“Mamma?” Si sente chiamare nel semi buio.
“Vieni, tesoro… c'è posto anche per te.” Risponde riconoscendo la voce di Alex alzando le coperte del lato libero del letto.
Il bambino la raggiunge in un attimo si accoccola a lei.
“Hai fatto anche tu un brutto sogno?” Domanda sottovoce accarezzandogli la schiena.
“No, ma non riesco a dormire.” Risponde appoggiando la mano sul ventre della madre.
“C'è qualcosa che ti preoccupa?” Chiede baciandogli la fronte.
“Ho sentito papà e zia Erika che parlavano di un ragazzo che ha fatto qualcosa a Allison ma non ho capito cosa. Ho provato a chiedere spiegazioni ma mi ha risposto che non è successo nulla… ma allora perché Allison è in ospedale?” Racconta turbato dal fatto che la cugina stia male.
“Intanto voglio rassicurarti e dirti che Allison starà bene e presto tornerà a casa.” Premette iniziando il suo discorso prendendo tempo per trovare le parole adatte per raccontare al figlio quello che è accaduto alla cugina. “Un po' di tempo fa un ragazzo ubriaco se l'è presa con Allison facendole, per fortuna, poco male fisicamente ma spaventandola moltissimo. Allison è ancora molto agitata per quello che è successo e ora si trova in ospedale per farsi aiutare dai dottori a superare e dimenticare quel brutto momento. Siamo tutti preoccupati per lei ma, come ti ho detto prima, Allison starà bene… ha solo bisogno di tempo e di un po' di aiuto, ok?” Lo rassicura Stana sperando di avergli dato una spiegazione esaustiva.
“Quanto dovrà stare in ospedale?” Domanda Alex.
“Non lo so… credo pochi giorni.” Risponde.
“Mamma?” Si sente chiamare mentre l'ombra della nuova arrivata si avvicina.
“Erin, vieni… c'è posto da questa parte accanto a Nicholas.” Dice indicandole il lato libero tirando più a sé il piccolo per farle posto.
“Mamma…” Mormora Nicholas alla ricerca di un contatto.
“Sssshhhh… sono qui.” Sussurra stringendolo contro di sé mentre la sua manina stringe il suo seno nudo.
“Stavate parlando di Allison?” Chiede Erin sistemandosi sotto le lenzuola.
“Si.” Risponde Alex.
“Mamma, credi che le farebbe piacere se andassimo a trovarla?” Domanda l'ultima arrivata.
“Domani mattina volevo fare un salto in ospedale, posso chiederle ma non vi prometto nulla. Allison sta passando un momento difficile e non è detto che abbia voglia di ricevere visite. Ok?” Spiega mettendo le mani avanti.
“Okay.” Rispondono all'unisono.
“Ragazzi, che dite se ora dormiamo!?” Propone Stana esausta.
“Dylan è tornato?” Chiede Alex.
“Stavate parlando di me?” Domanda il ragazzo entrando nella stanza avendo udito il vociferare dei tre. “Perché siete tutti qui?” Chiede sbottonandosi la camicia.
“Stasera sono tutti nottambuli.” Risponde Stana.
“Fatti più in là!” Ordina al fratello lanciando i jeans sulla sedia.
“Aspetta che riprendo possesso del mio braccio.” Mormora la donna facendo sollevare la testa ad Alex.
“Non sei un po' troppo grande per dormire con la mamma?!?” Lo prende in giro Erin.
“Secondo me è la mamma che è troppo vecchia per dormire con noi.” Scherza Dylan sdraiandosi accanto ad Alex.
“Buona notte, ragazzi. Vi amo tutti quanti dal più piccino…” Dice lasciando un bacio tra i capelli di Nicholas per poi continuare. “... al più grande.”
“Notte!” “Buona notte!” “Ti amiamo anche noi, mamma!” Rispondono.
Finalmente verso le tre del mattino tutti e cinque gli occupanti del lettone si lasciano avvolgere dalle grandi e calde braccia di Morfeo.
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“Buongiorno, signore.” Lo accoglie Rosaline.
“Buongiorno… Stana è rientrata stanotte?” Domanda preoccupato avendo trovato la sua metà del letto intatta.
“Si, saranno state le una circa… è andata a dormire nella camera degli ospiti assieme a Nicholas.” Risponde la donna.
“Non si è ancora svegliato nessuno?” Domanda restando in piedi.
“No, lei è il primo, signore.”
“Grazie.” Dice uscendo dalla sala da pranzo e tornando al piano di sopra alla ricerca della moglie.
Nathan raggiunge la prima delle stanze riservate agli ospiti, apre la porta senza fare rumore e si ritrova davanti tutta la famiglia beatamente addormentata nello stesso letto.
Stana è al centro del letto con Nicholas alla sua destra quasi completamente sopra di lei, accanto al piccolo c'è Erin, sul lato sinistro invece ci sono Alex e Dylan entrambi addormentati con la bocca aperta nella stessa identica posizione.
L'uomo estrae il cellulare dalla tasca posteriore dei jeans e scatta un paio di fotografie del bellissimo quadretto che ha davanti.
Presto però i pensieri dell'uomo vengono disturbati dal campanello della villa e qualche minuto dopo dall'arrivo di Ramona che sottovoce invita l'uomo a uscire sul corridoio.
“Signore, c'è la signora Jones che chiede di poter parlare con sua moglie.” Lo informa la colf.
“Dille che la signora non è in casa. Preparate, per favore, dei vassoi con la colazione dei ragazzi e di Stana e portateli nella stanza degli ospiti.” Ordina alla donna scendendo le scale assieme a lei.
Mezz'ora dopo Nathan stando attento a non schiacciare Erin mette un ginocchio sul bordo del letto e sorreggendosi sulle braccia si allunga sopra la moglie e lasciandole una serie di baci prima sulla fronte poi sulle guance e infine sulle labbra svegliandola dolcemente.
“Ehi…” Sussurra sorridendo aprendo gli occhi ritrovandosi a pochi centimetri il volto del marito.
“Buongiorno.” Mormora ricambiando.
“Che ore sono?” Domanda assonnata.
“Le undici… avete fatto baldoria stanotte?!” Commenta.
“Avevano bisogno di essere rassicurati sulle condizioni di Allison e Nico ha ricevuto la visita del solito mostro.” Spiega abbassando lo sguardo sul piccolo accorgendosi che ha ancora la mano dentro la sua canotta.
“Speriamo se ne vada presto questo intruso.” Commenta accarezzando la nuca del figlio.
Stana sta per replicare sta per dire al marito che quel mostro è apparso per colpa sua ma si trattiene non volendo iniziare la giornata con l’ennesimo discussione.
“Mmm…” Mormora Erin sbirciando chi sta chiacchierando.
“Buongiorno, piccola.” La saluta Nathan sollevandosi.
“Buongiorno.” Ricambia sorridendo.
“Vi ho portato la colazione.” Le informa l'uomo indicando i vassoi appoggiati sulla cassapanca.
“Chi ha detto colazione?” Domanda Alex mettendosi seduto.
“Perché state parlando?!” Brontola Dylan nascondendo la testa sotto il cuscino.
“Wow! Grazie, papà… “ Commenta Erin sollevandosi mentre Stana cerca di svegliare Nicholas usando carezze e tanti baci.
“Mamma…” Sussurra il bimbo nascondendosi contro di lei portando le manine sul suo volto.
Erin e Alex recuperati i loro vassoi, si accomodano nella parte bassa del letto e iniziando a mangiare permettendo così a Nathan di prendere posto accanto alla moglie aiutandola nel risveglio di Nicholas che non sembra per nulla intenzionato ad aprire gli occhi.
“Ehi, pulce…” Lo chiama il papà spostando dal viso del figlio i lunghi capelli biondi.
“Guardiamo cosa ci ha portato papà?” Propone Stana riuscendo a mettersi seduta nonostante il piccolo appiccicato a lei.
“Mi è venuta fame…” Inizia a dire Nathan. “Quasi… quasi mi mangio questo super muffin con gli Smarties che ha preparato chef Benjamin.” Prosegue sapendo di attirare l'attenzione del piccolo.
Nicholas preoccupato che il padre voglia veramente rubargli il suo dolce si volta di scatto verso di lui staccandosi finalmente dalla madre.
“No, papino… è mio!” Esclama.
“Ah ma ci sei anche tu… peccato l'avrei mangiato volentieri.” Scherza appoggiando il vassoio davanti alla moglie.
“Grazie.” Dice prendendo la tazza di caffé mentre Nico seduto sulle sue gambe inizia a sezionare il suo muffin alla ricerca di tutti gli Smarties.
“Perché non sei venuta nel nostro letto?” Domanda leggermente infastidito dalla scelta della moglie.
“Non volevo disturbarti.” Risponde bevendo un altro sorso di caffè.
“Immaginavo questa risposta perché è la stessa di due sere fa.” Commenta sospirando.
“Non è una giustificazione… è la realtà e poi comunque tutti e sei non ci saremo stati.” Ribatte.
“Buongiorno, famiglia Fillion al completo!” Saluta Adam interrompendoli.
“Se sei qui non è un buongiorno.” Commenta Nathan voltandosi verso il nuovo arrivato.
“Buongiorno, quali guai mi porti oggi?!” Chiede Stana sorridendo.
“Stamattina sono qui per il mio cliente numero uno.” Afferma appoggiando una mano sulla spalla dell'uomo.
“Per me?!” Domanda sorpreso.
“Ti vogliono come presentatore degli Oscar.” Annuncia.
“Wow, papà!” Esclama Erin entusiasta.
“Non so… ci devo pensare.” Commenta Nathan seriamente.
“Sta scherzando?!” Domanda Adam guardando Stana scioccato dalla risposta dell'uomo.
“Tranquillo, ti sta prendendo in giro.” Lo rasserena lei.
“Lavorando sempre con Stana non sono più abituato al tuo pessimo umorismo.” Lo rimprovera vedendolo ridere sotto i baffi per poi cambiare argomento: “Stana, hanno chiamato dalla Svizzera, dobbiamo organizzare il viaggio a Ginevra, potremmo approfittare e unirlo a quello in Francia. Che dici?” Domanda.
“Mettete giù delle date tenendo in considerazione che ci sarà anche Nicholas con noi quindi non possiamo fare una toccata e fuga in pochi giorni.” Chiarisce tirando su la spallina della canottiera.
“Ok, diamo un'occhiata alla tua agenda poi valutiamo.” Dice Adam sparendo con la stessa velocità con cui è arrivato.
“Cosa facciamo oggi?” Domanda Alex rimettendo a posto il suo vassoio.
“Cosa volete fare?” Chiede Nathan rubando uno Smarties sfuggito alla vista del figlio.
“DAI, PAPÀ!” Grida arrabbiato. “Lo volevo io…” Ammette piagnucolando.
“Esagerato, per uno Smarties.” Commenta l'uomo.
“Una tragedia per nulla. Vai giú da Rosaline sono sicura che ce ne sono degli altri in cucina.” Lo invita Stana facendolo scendere dalle sue gambe.
“Vieni, Nico, ti ci porto io.” Dice Erin prendendolo in braccio uscendo dalla camera da letto insieme ad Alex.
“Sai che sono settimane che non facciamo l’amore… come pensi possa funzionare se viviamo separati in casa?” Chiede nuovamente approfittando dell'assenza dei figli più piccoli.
“Era tardi, Nico piangeva e ho preferito venire qui.” Ripete nuovamente. “Quindi non è andata bene con Baker?” Domanda cambiando argomento.
“Per nulla. Jeff era arrabbiatissimo. Sostiene che se ci avessi pensato tu avresti portato risultati migliori.” Rivela.
“Non sarebbe cambiato nulla i fatti sono fatti e in più i nostri figli vengono prima di chiunque anche di noi stessi.” Dice voltandosi verso Dylan ancora con la testa sotto il cuscino accorgendosi solo in quel momento del segno violaceo sulla sua schiena.
Stana sposta le coperte per vedere meglio… il livido parte dalla spalla destra e si estende in obliquo attraversando tutta la schiena fino al fianco sinistro.
“Porca miseria!” Esclama Nathan impressionato dalla ferita.
“Dylan?!” Lo chiama Stana accarezzandogli il braccio.
“Mmm…” Mormora restando immobile.
“Dylan, cosa è successo?” Domanda mettendosi in ginocchio sul letto togliendogli il cuscino dal viso.
Prima che il ragazzo possa rispondere Adam fa ritorno nella stanza.
“Hanno arrestato Jeff!” Annuncia entrando. “Oddio! Cos’ha?!” Esclama scioccato alla vista delle lesioni.
“Mamma… non riesco a respirare.” Ammette Dylan portandosi una mano sul petto.
“Chiamate un’ambulanza!” Ordina Stana con le lacrime agli occhi.
…CONTINUA…


