Mi domando spesso, del sentimento che io provavo, cosa ti spaventasse al punto da osservarmi con il medesimo stupore con cui si studia una creatura selvaggia.
Al di là del mio sguardo l’infinità di quella parola – tabù – era tanto evidente?
Neanche m’accorgevo di ciò che facevo, tant’era naturale provare e, di conseguenza, fare.
Non lo nego, s’era esteso a tal punto che avresti potuto serrarmi le dita attorno la gola, stringendo, e mai avrei battuto ciglio – come mai ho fatto, inutile bambola di pezza.
Il quesito cade nel vuoto: abbiamo parlato tanto insieme, ma mai di qualcosa.
La risposta a quello che eravamo, tuttavia, nasce sempre spontanea: sinonimo di niente.
Al di là del mio sguardo l’infinità di quella parola – tabù – era tanto evidente?
Neanche m’accorgevo di ciò che facevo, tant’era naturale provare e, di conseguenza, fare.
Non lo nego, s’era esteso a tal punto che avresti potuto serrarmi le dita attorno la gola, stringendo, e mai avrei battuto ciglio – come mai ho fatto, inutile bambola di pezza.
Il quesito cade nel vuoto: abbiamo parlato tanto insieme, ma mai di qualcosa.
La risposta a quello che eravamo, tuttavia, nasce sempre spontanea: sinonimo di niente.


