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Autore: Milly_Sunshine    20/01/2026    1 recensioni
Mashup Crystal & Diamonds // Inghilterra, fine anni '50: Miss Crystal, segretaria zitella con uno spiccato senso dell'investigazione, viene ingaggiata per un incarico insolito. Tina Menezes, celebre pilota di automobilismo e vedova di Manuel Serrano, la assume come dama di compagnia, una copertura per indagare sulla morte del marito. Ciò che Miss Crystal non si aspetta è di essere affiancata dal giornalista e scrittore Oliver Fischer, ugualmente propenso all'investigazione dilettante. Tra lavori a maglia, tè delle 17.00, feste di fidanzamento e presunti sabotaggi, i due avranno il non facile compito di indagare su un delitto retroattivo. Prima, però, dovranno individuare chi sia davvero la vittima.
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Genere: Mistero, Suspence | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Le vite parallele di Tina Menezes'
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«Posso entrare?» chiese Oliver Fischer, bussando allo stipite della porta aperta, nel pomeriggio inoltrato di venerdì.
Seduta al tavolo, Vanina Crystal alzò lo sguardo.
«Prego.»
Parlò con tono piatto, come succedeva già da tempo. Da quando Fischer le aveva confidato di essere interessato a lei in una maniera diversa dall'amicizia, qualcosa si era spezzato.
Oliver entrò nella saletta e le si avvicinò. Vanina non si preoccupò di chiudere l'agenda sulla quale stava annotando i propri appunti. Per quanto la riguardava, il giornalista poteva leggere ciò che stava scrivendo.
L'interesse di Fischer arrivò puntuale: «Di cosa ti stai occupando?»
«Di noi e delle persone che abbiamo intorno.» Vanina lo invitò con un cenno a sedersi accanto a lei. «Ho incluso anche noi stessi.»
Gli occhi di Oliver si portarono sull'agenda, sulla quale Vanina aveva cercato di tracciare un ritratto dei presenti che fosse in linea con le sue sensazioni.

TINA MENEZES, VEDOVA SERRANO - brasiliana, ventinove anni, celebre pilota di automobilismo proveniente dai campionati del continente americano. Sposata con l'italiano Manuel Serrano, ugualmente pilota, è rimasta vedova dopo la morte di costui in un incidente.
Decisa più che mai a non riprendere marito, ha sorpreso le persone che le stavano intorno con la decisione di fidanzarsi ufficialmente con Oliver Fischer.

OLIVER FISCHER - ventotto anni, giornalista sportivo e scrittore di origini austriache, ha sollevato in passato dubbi sull'incidente di gara nel quale ha perso la vita lo svizzero Patrick Herrmann, all'epoca pilota della Scuderia Saetta Cremisi.
Prima di fidanzarsi con Tina Serrano, ha avuto una relazione con Selena Herrmann, vedova di Patrick Herrmann.

VANINA CRYSTAL - trentasette anni, inglese, di professione segretaria, ha lavorato sia in Inghilterra sia in America. Dopo il suo ritorno in patria è stata assunta dalla signora Serrano come dama di compagnia.

Oliver osservò: «Hai scritto poco su di te.»
Vanina replicò: «Sono una semplice figura di contorno. Non c'è motivo di aggiungere altro.»
«Anche sui prossimi nomi non sei stata molto esaustiva.»
«Non era necessario.»
«Eppure» insisté Oliver, «sono convinto che questa mezza giornata trascorsa qui ti sia bastata per inquadrare le persone che hai intorno molto meglio di come hai scritto. Per esempio i coniugi Young...»

SCOTT YOUNG E CONSORTE - il fondatore della scuderia Emerald Star e sua moglie, di origini francesi.
La signora Veronica gestisce la squadra insieme al marito e sembra molto competente in materia di corse automobilistiche.

Vanina Crystal affermò: «Mi sono fatta qualche idea sulla personalità di entrambi. Il signor Young, quando parla, sembra poco interessato all'argomento, a meno che non si parli di calcio, di rugby o di altri sport che prevedono l'utilizzo di una palla. È bene che la palla abbia grosse dimensioni, perché ha criticato il golf, descrivendolo come noioso. Non disdegna la caccia, se finalizzata al consumo di pasti a base di selvaggina, mentre non prova alcun interesse a sparare ad animali per puro sfizio. Ritiene che il tè delle cinque sia una grossa perdita di tempo, che spesso costringe a interazioni delle quali si potrebbe fare tranquillamente a meno. Non...»
«Va bene, inizio a capire perché tu non abbia aggiunto altro» ammise Oliver Fischer. «Devo ammettere che sei un'ottima osservatrice e, al contempo, sai comprendere che cosa sia superfluo.»
«Non ho ancora finito» replicò Vanina, in tono serio. «La signora Young mi sembra più sveglia del marito. Secondo me, è lei che comanda, sia a casa sia nella squadra. Probabilmente è la ragione per cui quei due hanno ancora un tetto sopra la testa e possiedono un team ben avviato.»
«Molto interessante.»
«Sei d'accordo con me?»
«Più o meno.»
«Lo prendo per un sì. Continua pure a leggere, se vuoi. Dopo i coniugi Young, dovrebbero venire Benvenuti e i Duval.»
Oliver osservò: «Immagino che tu non abbia dedicato molto spazio ai capelli tinti di rosso di Madame Duval.»
Vanina lo esortò: «Verifica tu stesso.»

GABRIELE BENVENUTI - italiano, direttore sportivo della Scuderia Saetta Cremisi ai tempi dell'incidente mortale di Patrick Herrmann.
Sembra conoscere piuttosto bene il fratello della signora Serrano e, per qualche strana ragione, anche Madame Duval.

JEAN-MARC DUVAL E CONSORTE - un grande appassionato di automobilismo, patrocinatore della scuderia Emerald Star, e la sua signora, francese come lui. Madame Duval sembra non provare interesse per le corse, ma in diversi momenti ha conversato amabilmente con il signor Benvenuti. I due passano indifferentemente dall'italiano al francese nei loro dialoghi.

«Vedo che anche a te non è sfuggita la loro apparente conoscenza pregressa» affermò Oliver. «Mi sembra un dettaglio ben più interessante dei suoi capelli di un rosso troppo acceso per una donna di alto rango.»
«Conversazioni tra Monsieur Duval e il signor Benvenuti, invece, non sono pervenute» osservò Vanina Crystal. «Ho trovato questo particolare piuttosto stonato: sarebbe lecito aspettarsi che i due uomini avessero argomenti in comune e che da parte della signora vi fosse indifferenza, non il contrario.»
«Tu noti le cose giuste.»
«Anche tu, immagino. La signora Tina, invece, si è focalizzata, a suo tempo, su dettagli poco utili.»
Oliver obiettò: «Gli investigatori siamo noi, non Tina Serrano. Non è detto, inoltre, che tutto quello che ha osservato a suo tempo sia inutile.»
Ricordando i nomi che venivano dopo sulla lista, Vanina azzardò: «Non starai tergiversando per evitare di parlare della signorina Selena?»
Oliver non rispose. I suoi occhi tornarono a concentrarsi sugli appunti.

EDWARD E SELENA ROBERTS - il pilota della scuderia Emerald Star e sua moglie, vedova di Patrick Herrmann con il quale Roberts aveva un legame di amicizia.
La signora Selena aveva sposato Patrick Herrmann appena ventenne, due anni prima della sua morte. Lavorava come cronometrista e ha continuato a svolgere lo stesso mestiere anche dopo avere perso il marito.

Il giudizio di Fischer fu breve e indolore: «Mi sembra tutto corretto. Perché avrei dovuto essere spaventato da questo paragrafo?»
Vanina preferì non ribattere che, secondo lei, Oliver provava ancora qualcosa nei confronti di Selena Roberts. Il giornalista, preso dal desiderio di replicare, avrebbe potuto spingersi ad affermare che quella donna era ormai stata rimpiazzata nei suoi pensieri.
Il ricordo della loro conversazione di qualche tempo prima la fece avvampare. Cercò qualcosa da dire che non fosse imbarazzante. Si focalizzò sui Roberts e le venne in mente un dettaglio: «Il signor Edward sembra un grande appassionato di scacchi. L'ho visto giocare una partita insieme alla signora Harrison. Entrambi sembravano molto concentrati.»
Oliver osservò: «In effetti, nemmeno della signora Harrison hai scritto che sia appassionata di scacchi.»

EMMA HARRISON - di origini francesi, è stata la dama di compagnia della signora Veronica prima che questa si sposasse con Scott Young.
Moglie di Keith Harrison da molti anni, aveva in precedenza avuto un coinvolgimento sentimentale con Patrick Herrmann.

KEITH HARRISON - vecchio avversario di Herrmann, sembra che tra i due vi fosse un'accesa rivalità sportiva. Ha sempre affermato che tra loro non vi fossero contrasti personali, ma in pochi sembrano credergli.

Oliver Fischer affermò: «Credo che dovremmo focalizzarci proprio su questi due.»
«Perché te l'ha suggerito la signora Roberts?» azzardò Vanina.
«La signora Roberts me l'ha suggerito con una certa cognizione di causa» puntualizzò Oliver. «Le sembra che quei due possano nascondere qualcosa e che ciò abbia a che vedere con Patrick Herrmann.»
Seppure consapevole che Fischer non si sarebbe fidato del suo istinto, Vanina Crystal dichiarò: «Selena Roberts sembra interessata solo ed esclusivamente agli uomini. Per lei, potrebbe essere difficile comprendere altri concetti.»
«Preferisco non commentare l'assurdità che hai appena pronunciato» fu la secca replica del giornalista. «Occupiamoci piuttosto dell'ultimo invitato che hai inserito nella lista, il fratello della nostra cara signora Serrano.»

CHRISTIAN MENEZES - brasiliano, ventinove anni, fratello di Tina Serrano. Ugualmente appassionato di corse automobilistiche, sembra conoscere bene il signor Benvenuti, anche se non risultano collegamenti apparenti con Patrick Herrmann (quando è morto, i gemelli Menezes avevano diciannove anni e non erano mai stati nel Vecchio Mondo). Sussistono dubbi sulla sua decantata amicizia con Manuel Serrano, defunto marito della signora Tina.

Quel dettaglio sembrava non passare mai del tutto inosservato, rifletté Oliver. Non aveva idea di quanto potesse essere importante, ma non intendeva sottovalutare alcun aspetto. Vanina Crystal poteva anche accusarlo di pendere solo ed esclusivamente dalle labbra di Selena, ma le avrebbe dimostrato che non era così.
Si lasciò andare a un'esternazione estemporanea: «È curioso come la signora abbia deciso di invitare in totale undici persone.»
«Io non sono una vera e propria invitata» replicò Vanina. «Lavoro per lei.»
«Fai sempre parte del conteggio generale. Undici più noi due, siamo in totale tredici. Evidentemente la signora Tina non è una persona superstiziosa.»
«Nei paesi latini, il numero tredici è considerato di buon auspicio.»
«Però non bisogna mettersi in tredici allo stesso tavolo.»
«Certamente, Fischer, ma non c'è un tavolo che possa ospitare tredici persone. Hai visto, a pranzo, che sono stati fatti tavoli separati.»
Ce n'erano tre, in totale, occupati dal loro gruppo, uno per Tina, Oliver e Vanina, due per gli invitati, così disposti: uno per sei persone, con i coniugi Young, Harrison e Roberts, uno per quattro, al quale sedevano il fratello della festeggiata, il signor Benvenuti e i Duval.
Non erano gli unici presenti: il caso, al quale Tina aveva senz'altro dato un grosso aiuto, aveva voluto che fossero presenti alcune loro vecchie conoscenze, che trovavano il giusto spazio tra gli appunti di Vanina Crystal.
Oliver stava per leggere quale fosse il parere della collega su Amberlynn Thompson, Ryan Harvey e i coniugi Bruni quando fece capolino nientemeno che Christian Menezes, il quale si rivolse a lui: «Signor Fischer?»
«Ditemi.»
«Gradirei parlarvi in privato.»
«Adesso?»
«Se fosse possibile.»
Oliver annuì.
«Ci vediamo più tardi, Crystal» si congedò da Vanina, per poi seguire il signor Menezes fuori dalla saletta.
Attraversarono l'ampio androne sul quale si affacciavano le scale che conducevano ai piani superiori.
Al secondo piano, Oliver intravide una donna con i capelli tinti di rosso acceso affacciarsi al parapetto e guardare di sotto. Non ebbe il tempo materiale di riconoscerla: Amberlynn Thompson, recentemente divenuta signora Harvey, aveva un tono analogo a quella di Madame Duval. Tra le due, dovevano esserci venticinque o trent'anni di differenza, ma da quella distanza era difficile intuirne l'età.
Christian Menezes si diresse a passo spedito verso una delle sale più tranquille, in cui in precedenza, quel giorno, Edward Roberts aveva giocato a scacchi con la signora Harrison.
Proprio al di sopra della porta era appeso un grande orologio a muro. La stanza era rettangolare, si entrava all'inizio del lato lungo. Procedendo verso destra, intorno al centro dell'ambiente vi era un tavolo sul quale era appoggiata una scacchiera.
Oliver azzardò: «D'abitudine giocate a scacchi, signor Menezes?»
«No» rispose Christian. «Voi, invece?»
«Ho fatto qualche partita, nel corso della mia vita, ma non è qualcosa nel quale sia particolarmente ferrato» ammise Oliver.
Christian Menezes si sedette al tavolo, con la schiena rivolta alla parete lunga. A Oliver non rimase altro da fare che prendere posto dall'altro lato, di fronte a lui.
«Questa ha tutta l'aria di essere una sala dedicata proprio al gioco degli scacchi. Perché mi avete portato qui?»
«Per discutere del gioco a cui state giocando, che è ben diverso da quello degli scacchi.»
«Non vi seguo, signor Menezes.»
«Mia sorella Tina era una vedova devota al ricordo del marito, fino allo scorso dicembre. Sosteneva di non volere indossare nulla che non fosse nero. Da un giorno all'altro, ecco che d'improvviso non solo rinuncia all'abito nero, ma addirittura spunta fuori un fidanzato ufficiale.»
«Se temete che Tina possa avere dimenticato il vostro amico Manuel Serrano» replicò Oliver, «siete completamente fuori strada. Sarà sempre legata al suo primo marito. Se invece avete paura di uno scandalo, la società è piuttosto aperta su certe questioni. Una donna che rimane vedova in giovane età, anzi, viene spesso incoraggiata a riprendere marito.»
«Non temo scandali» chiarì il signor Menezes. «Io stesso non sono scandalizzato dall'idea di vedere Tina accanto a un altro uomo. Però conosco mia sorella a sufficienza da ritenere improbabile che abbia fatto un cambiamento radicale in così poco tempo. Non è nemmeno il tipo di donna che si fa plagiare da un uomo avvenente. In più, senza offesa, signor Fischer, non avete niente di speciale. Se non ci foste voi, potrebbe esserci tranquillamente un altro.»
Oliver insisté: «Non siete pronto a vedere vostra sorella accanto a un uomo che non sia Manuel Serrano? Eravate molto legato a lui?»
Christian Menezes abbassò lo sguardo.
«Io e Manuel Serrano eravamo amici, sì.»
«Eppure non sembrate molto convinto, nel fare questa affermazione.»
«Diciamo che sono accaduti degli episodi non troppo piacevoli, tra di noi, ma questo non cambia il fatto che lo ritenessi l'uomo giusto per mia sorella.»
«Non è forse una contraddizione?»
Il signor Menezes alzò gli occhi e lo fissò con fermezza.
«No, affatto. Come ben sapete, ho lasciato le corse a causa di un serio infortunio. Quello che probabilmente ignorate è che ho tentato di rientrare. Avrei potuto avere un'occasione, ma Manuel si è messo in mezzo ed è riuscito a procacciarsi il volante a cui io stesso ambivo. L'ha fatto deliberatamente, sapendo che ci avrei rimesso, ma le competizioni sono anche questo. A ripensarci adesso, è andata meglio così, dato che non ero nelle condizioni fisiche migliori, ma a quel tempo mi sono sentito tradito.»
«Quindi» dedusse Oliver, «siete stato deluso da lui come amico, ma pensavate comunque che fosse un buon marito per vostra sorella.»
«Se volete vederla da questa prospettiva, diciamo di sì.»
«Che cosa avete provato, quando è morto?»
Christian Menezes puntualizzò: «Vi ho fatto una domanda, ovvero a quale gioco stiate giocando. Non mi avete ancora risposto.»
«Anche voi non avete risposto alla mia domanda» ribatté Oliver. «Che cosa avete provato alla morte del signor Serrano?»
«Voi come vi sentireste, signor Fischer, se un vostro caro amico fosse morto?»
«Avete detto che, tra voi e il signor Serrano, c'erano stati dei dissapori.»
«Che il rapporto non fosse più quello di un tempo, non posso metterlo in dubbio» ammise il signor Menezes, «ma la vostra insinuazione è priva di rispetto. Sono stato molto ferito dalla tragica dipartita di Manuel, sia per lui, sia per mia sorella, rimasta da sola. Anche Tina era distrutta. Sapete cosa vi dico? Che sarei davvero molto felice per lei, se si fosse innamorata di un altro uomo e potesse raggiungere di nuovo la serenità che ho visto in lei quando c'era ancora suo marito. Purtroppo non è questo il caso. Ho già capito che non mi darete una risposta, signor Fischer. Non mi resta che scoprire da solo che cosa vi siate messo in testa di fare.»
Oliver si alzò in piedi.
«È stato molto piacevole conversare con voi, signor Menezes. Perdonatemi, ma adesso devo tornare dalla signorina Crystal. Stavamo discutendo di una faccenda di grande importanza.»
«Quella donna è vostra complice» affermò Christian Menezes. «Sono sicuro che sia coinvolta tanto quanto voi e mia sorella.»
«Vi lascio con le vostre convinzioni.» Oliver si apprestò a uscire dalla sala. «Vi saluto, signor Menezes. Ci vediamo stasera a cena.»
Senza attendere la risposta del fratello di Tina, si precipitò nell'androne, che attraversò in gran fretta per andare a raggiungere Vanina Crystal. Questa stava consultando l'agenda, ma alzò subito lo sguardo.
«Eccoti di ritorno. Mi stavo giusto chiedendo che fine avessi fatto.»
Oliver tornò a sedersi al proprio posto. Quando Vanina gli passò gli appunti, ultimò finalmente la lettura.

AMBERLYNN THOMPSON e RYAN HARVEY - da poco tempo nota come signora Harvey, Amberlynn è considerata da molti come una delle stelle emergenti dell’automobilismo al femminile, nonché la rivale naturale di Tina Serrano, nonostante tra le due non sia mai avvenuto alcuno scontro diretto.
Da poche settimane si è unita in matrimonio a Ryan Harvey, che cura da tempo i suoi affari. La loro relazione non è mai stata ufficializzata pubblicamente prima delle nozze. I neo-sposi sostengono di trovarsi in vacanza, in compagnia di una coppia di italiani con i quali il signor Harvey intende fare affari.

PIETRO BRUNI - imprenditore italiano nel settore dell’abbigliamento, sua madre ha sposato il fondatore delle imprese Forti. Ha lasciato intendere di essere interessato a proporre alla signora Harvey un accordo di sponsorizzazione.

DALILA BRUNI - nata Colombari, ha un passato come fotografa sportiva per via del quale ha mostrato interesse sia nei confronti di Patrick Herrmann, sia di Manuel Serrano. Ha soggiornato insieme al marito presso la locanda dove lavorava Araceli Fernandez e, dopo la sparizione, ma prima che venisse scoperto il delitto, ha trovato stralci di lettere scritte dalla Fernandez alla signora Serrano, nonostante tra le due non vi fosse alcuna conoscenza.

«Nascondi l’agenda» consigliò Oliver, a bassa voce.
Vanina Crystal parve non cogliere il suggerimento.
«Perché dovrei?»
«Se qualcuno la trovasse e leggesse la tua lista, non si limiterebbe a pensare che tu sia una strana donna che si appunta tutto quello che vede» rimarcò Oliver. «Hai citato in maniera esplicita una vittima di omicidio e la scoperta di Dalila. Non credi che potrebbe essere pericoloso?»
Vanina ribatté: «Mi auguro di scoprire chi ha ucciso Araceli Fernandez, quindi presto sarà tutto risolto.»
«Sei molto ottimista.»
«Come ben sai, ho parlato in più di una circostanza con il mio amico ispettore...»
«Il tuo amico ispettore» le ricordò Oliver, «ti ha informata, in più di un’occasione, che non vi sono passi avanti. Tutto lascia pensare che il caso verrà archiviato. È già finito nel dimenticatoio e sui giornali non se ne parla più.»
Vanina obiettò: «Non c’è bisogno che ne parlino i giornali. In questo albergo abbiamo alcune persone che hanno avuto a che fare con la signorina Fernandez alla locanda...»
Oliver la interruppe: «Ti ricordo che, tra di loro, ci siamo anche noi.»
Vanina chiuse l’agenda e si alzò in piedi.
«Per caso l’hai uccisa tu?»
Oliver ribatté: «Certo che no.»
«Allora noi non contiamo» sentenziò Vanina, «a meno che tu non stia sospettando di me.»
«Non ho ragioni per sospettare di te» le assicurò Oliver.
Vanina Crystal non rispose. Portando con sé gli appunti, si avviò fuori dalla sala, lasciandolo solo. Oliver non vi rimase a lungo.
Era appena uscito dalla sala quando si ritrovò davanti Emma Harrison e Selena Roberts, immerse in una fitta conversazione in lingua francese. La signora Harrison parlava molto in fretta, tanto che Oliver faticò a comprendere certi passaggi.
Poco dopo arrivò Madame Duval. Salutò le altre due donne e per un attimo diede segno di volere passare oltre. Cambiò idea, fermandosi di fronte alle due.
Si rivolse a Selena: «Come state, signora Roberts?»
«Bene» rispose questa, in tono piatto. «Voi, invece?»
«Io sto bene, ma non dovreste chiedermelo» affermò Madame Duval. «Il mio stato di salute non desta preoccupazioni, diversamente dal vostro.»
«Nemmeno il mio» la rassicurò Selena Roberts. «Mi sento bene.»
«Lo spero per voi.» Vi era qualcosa di gelido, nella voce di Madame Duval. A Oliver parve di scorgere un lieve sussulto da parte di Selena. Sul volto della signora dai capelli rosso acceso, invece, intravide un’espressione vagamente compiaciuta. «Io ho partorito tre figli, due avuti dal mio primo marito, che ormai sono già grandi, e uno che adesso ha dodici anni.»
«Oh» intervenne Emma Harrison. «Non sapevo che aveste figli.»
«I due più grandi non mi hanno dato molte soddisfazioni» rispose Madame Duval, «spero che almeno il piccolo possa invertire la rotta.» Tornò a parlare a Selena: «Spero vivamente che almeno voi, signora Roberts, non facciate la mia fine.»
Oliver spalancò gli occhi, nell’udire la secca replica di Selena: «Sono certa che la mia maternità sarà fonte di soddisfazioni. Non prendete la mia osservazione come un attacco personale, signora Duval, ma i genitori insoddisfatti dai figli non sempre hanno pessimi figli. A volte, sono stati semplicemente carenti come genitori.»
La voce di Madame Duval si fece stridula, mentre affermava: «Ho sempre preteso il meglio per i miei figli. Non potete dare la colpa a me, se hanno preso brutte strade.»
«Non sto dando la colpa a voi» puntualizzò Selena Roberts. «Anzi, ho proprio specificato che non si trattava di un attacco personale nei vostri confronti. Non so niente di voi. Non posso stabilire se siate stata una buona madre o meno.»
A stemperare la tensione tra le due fu Emma Harrison. Propose qualcosa alla donna dai capelli rossi con quel tono concitato che non permetteva a Oliver di comprendere ogni singola parola. Le due si allontanarono, lasciandolo da solo con Selena.
Visto lo scambio piuttosto acceso tra questa e Madame Duval, cercò di rassicurarla: «Va tutto bene, signora Roberts. Ci sono persone che non sono in grado di capire quando si parli in astratto. Quella donna deve essere una di queste.»
Selena sorrise.
«Siete sempre così gentile con me, signor Fischer.»
«Mi sembra il minimo. Anche voi lo siete sempre stata nei miei confronti, signora Roberts.»
«Queste parole potrebbero suonare alquanto inappropriate.»
«Ho solo detto che siete una signora gentile» si difese Oliver. «Voi siete sposata, io sono fidanzato. Mi è ben chiaro quali siano i nostri ruoli.»
Il sorriso di Selena si fece ancora più radioso.
«Lo spero bene. Non voglio complicazioni.»
«Non le avrete.» Oliver ritenne opportuno congedarsi. «Vi auguro un buon proseguimento di giornata, signora Roberts. Ci vediamo più tardi a cena.»
Selena Roberts annuì.
«Sì, a più tardi. Buon proseguimento di giornata anche a voi.»
Oliver cercò di distogliere lo sguardo, ma non gli fu particolarmente facile. Di fronte a Selena, realizzava di non avere mai provato per Vanina Crystal ciò che sentiva tuttora nei suoi confronti. Sarebbe stato difficile togliersela dalla testa.
Passò oltre, si avviò verso le scale. Salire nella propria camera, che si trovava al primo piano, gli avrebbe consentito di rimanere lontano da lei. Andò su in fretta, ritrovandosi a breve lungo il corridoio che portava alle stanze. Affacciati al parapetto che dava sull’androne, trovò il signor Duval e il signor Roberts.
I due si girarono verso di lui. Oliver accennò un vago saluto, prima di allontanarsi e di dirigersi verso la porta della propria camera.
Udì dei passi che andavano verso di lui. Gli venne da pensare a Edward Roberts, ma in realtà fu Jean-Marc Duval ad avvicinarsi a lui.
«Signor Fischer, non venite a scambiare qualche parola con noi?»
Anche Roberts, a quel punto, si avvicinò, seguendo l’uomo d’affari francese.
«Penso che eventuali chiacchiere possano essere rimandate fino all’ora di cena, oppure alla serata inoltrata» rispose Oliver.
Monsieur Duval obiettò: «Se vi comportate in maniera così sfuggente, però, potrebbe venire quasi spontaneo pensare male di voi.»
«Pensare male di me? E perché mai?»
«Vi ho visto, con la moglie del signor Roberts, laggiù nell’ingresso» affermò Jean-Marc Duval. «Si vede che quella donna non vi è indifferente.»
«Lo vedete da qui?» ribatté Oliver. «Avete forse gli occhi di un falco?»
«Io capisco tutto» rispose Jean-Marc Duval, «e lo capisce anche il signor Roberts.» Si rivolse a costui: «Non è forse vero? Voi stesso avete affermato, testualmente: “quel pezzente di Fischer non si arrenderà mai, tutto ciò che gli riesce è farsi fantasie poco eleganti sulla mia signora”.»
Edward Roberts parve imbarazzato.
«Veramente non ho usato queste parole. Ho detto che tra Fischer e mia moglie c’è stato qualcosa, un tempo, ma...»
Oliver intervenne: «Non c’è bisogno che vi giustifichiate, signor Roberts, oppure che affermiate che Monsieur Duval non ha ben compreso perché avete due diverse lingue madri. So bene che avete una bassa considerazione di me e la cosa non mi disturba. Non mi metto problemi per un uomo insicuro che si ritiene incapace di suscitare l’interesse della propria moglie al punto da vedere chiunque come una minaccia.»
Gli parve di intravedere un ghigno sinistro sul volto di Monsieur Duval. Ebbe l’impressione che questo avesse cercato di proposito uno scontro tra lui e il signor Roberts. Non ebbe, tuttavia, troppo tempo per riflettervi, dato che la risposta di quest’ultimo non tardò ad arrivare. Oliver non poteva saperlo, ma quello fu l’inizio di una serie di eventi che andò oltre il suo controllo.

 

 

   
 
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