Prologo
Il sole brillava sulle coste dell’isola di Langkara.
La luce rifletteva sulla spiaggia bianca, una brezza calda soffiava e agitava le fronde della bassa vegetazione. Verena era ferma sul bagnasciuga, il vestito gonfio di salsedine, alcune ciocche di capelli mosse dal vento le ricadevano sul viso. Lasciava che il mare le lambisse i piedi nudi, che l’acqua fredda le accarezzasse la pelle con gentilezza.
All'orizzonte, la sagoma di un mercantile inglese si stagliava contro il cielo terso del mattino e lei, con una mano chiusa a coppa sugli occhi per proteggerli dal sole, lo fissava avvicinarsi lento e inesorabile.
A bordo c'era il suo destino.
Sua madre non faceva che ripeterglielo da giorni. «Sir William sarà presto qui, vedrai che uomo affascinante giunge fin da Londra per conoscerti.»
Verena non era così entusiasta di conoscere il suo futuro sposo. Si era chiesta spesso che aspetto avesse Sir William, ma per lei gli inglesi assomigliavano tutti a suo padre: freddi e ambiziosi.
Spostò lo sguardo sulla porzione di orizzonte incontaminata dalla sagoma imponente della nave. Il movimento placido del mare la ipnotizzava, trasportandola con la mente verso coste lontane che profumavano di libertà. Ma la nave in arrivo gettava un’ombra sui flutti e nei suoi stessi pensieri.
Il mercantile iniziava a staccarsi dalla linea dell’orizzonte, procedendo verso la costa. Entro sera avrebbe attraccato nel porto.
Verena gli voltò le spalle.


