Eccoci
con il terzo capitolo, anche
questo revisionato. Tengo a questa storia anche se, rileggendola non
faccio che
trovare falle su falle. Spero di essere riuscita a migliorarla.
Allora,
rispondo alle recensioni prima
di lasciarvi alla lettura:
ELLEPHEDRE:
non puoi
immaginare ( o forse si, oh Divina ^_^) quanto mi faccia piacere sapere
che tu
segui questa mia “storiuncola”. Quando
l’ho scritta avevo appena scoperto
questo sito e avrei fatto carte false per avere una come te tra le mie
lettrici. Sono contentissima di leggere un pochetto di approvazione
nelle tue
due, preziosissime ^_^, recensioni. Il mio intento era raccontare di un
personaggio allegro, fresco e spensierato che si trova a vivere (in
questo caso
a ricordare) una parte della sua vita che aveva perso e in cui era
cambiata
drasticamente. Mamoru in questa storia non è proprio il
classico principe
azzurro (lo diventerà dopo aver fatto un grende errore) e
Usagi dovrà
scegliere, una volta ricordato tutto, se restare fedele a se stessa
oppure no.
Mi piacerebbe tantissimo riuscire a spiegare quanto
l’allegria possa nascondere
la disperazione e il contrario. Quando ho pubblicato questi capitoli la
prima
volta ho ricevuto tantissimi apprezzamenti per l’allegria di
questi primi
sviluppi e mi fa piacere che anche tu abbia sorriso ad immaginarti la
faccia di
Usagi mentre si rendeva conto che a
“quasi-investirla” era stato lo stesso
tizio antipatico che le aveva rubato il succo di frutta al
bar”. Ho ricevuto,
all’epoca, però anche una grossa critica da
Dragon85 sul fatto che i personaggi
erano piatti come una sottiletta (testuali parole).
Bhè…aveva ragione e oggi il
mio obiettivo è proprio ispessirli senza però
perdere l’innocenza descrittiva
che avevo avuto ignara com’ero di stili ben rifiniti e di
trame complesse e
coerenti (grazie di avermene mostrato significativi esempi!!).
Un’ultima cosa.
Mamoru si sta comportando da maleducato
perché…bhè…diciamo che la
prima volta
che l’aveva conosciuta comportandosi così aveva
avuto ottimi risultati. Ti
abbraccio forte forte. Spero di non disgustarti troppo con i prossimi
capitoli!
ROMANTICGIRL:
Carissima, sono felice di riaverti come lettrice.
Spero ti piaceranno i nuovi capitoli che sto revisionando e spero che
mi farai
sempre sapere cosa ne pensi. Un bacione.
LUCIADOM:
Mako-chan, alias regina delle recensioni, è
meraviglioso sapere che mi rileggi!!!!! Sto apportando delle modifiche
significative nell’intento di migliorare la trama e lo stile.
Ogni tuo
consiglio è super-ben accetto, Ti voglio tanto bene. Grazie
di essermi sempre
vicina con il tuo prezioso supporto. Ps. Fondiamo il partito della
lasagna??
MARYUSA:
Luninaaaaaaaaaaaaaaa!!!!! Al tuo fidanzato, tranquilla, io non gli
racconto
nulla di certo!! Sarà un notro segreto! Si, anche io
butterei mio fratello
fuori a calci. Shingo l’avrà intuito è
ha così deciso di togliere il disturbo
da solo! Spero seguirai anche i prossimi cappy e vorai regalarmi una
bella
copertina ^_^. Ti voglio bene!
Ho
fatto. Buona lettura a tutti. Aspetto i vostri consigli. Siate
spietati!!!!!!
Capitolo
3 NUOVA VERSIONE:
*** MA CI CONOSCIAMO? ***
“Aahhhhmmm
che bel riposino che ho
fatto!!! Mi sento decisamente meglio.”
Presto
svelati altri due sport in cui Usagi Tsukino non aveva rivali:
“Immersioni di
sonno in semiapnea” e “Sbadiglio
aerobico”.
Le
pieghe del cuscino facevano bella
mostra di sè sulla guancia di Usagi e ben si intonavano con
i capelli arruffati
che le regalavano almeno cinque centimetri in più di altezza.
-Ma,
un momento! Quanto ho dormito??
Cosa!!!!! Cavoli è già sera! Praticamente tre ore
di sonno ininterrotto.
L’orologio
a forma di Coniglio sembrò
rimproverarla con lo sguardo, di solito così placido e
tenero.
-Maledizioni
a me! Anzi, è tutta colpa di
Mamoru. Quell’antipatico doveva venire a chiamarmi e invece
niente. Ho perso
tutto il sabato pomeriggio per colpa sua. Ma ora mi sente!
Con
un passo che di felino non aveva nulla, Usagi uscì fuori
dalla sua stanza
intenta a sfogare la sua frustrazione sul suo nuovo, poco amato,
coinquilino.
La
camera di Mamoru era proprio accanto alla
sua. La porta era socchiusa. Si sentiva la sua voce. Di nuovo la
curiosità ebbe
il sopravvento.
-Non
mi sembra vero di averla
ritrovata. No, hai visto anche tu che non mi ha riconosciuto.
E’ incredibile!
Non voglio dirle niente, almeno per ora. Non voglio rischiare di
rovinare
tutto...è ancora più bella di come la ricordavo.
Cosa? Si, stasera mi vedo con
Rei. Ho bisogno di parlarle, devo mettere con lei le cose in chiaro.
Non voglio
fare errori questa volta. Ok. Ti faccio sapere. Grazie amico mio. Ti
devo
tutto.
Nascosta
dietro la porta Usagi aveva visto
Mamoru girare in tondo per la stanza mentre parlava al telefono. Aveva
l’aria
di uno pieno di propositi positivi. Sembrava addirittura emozionato.
“Chissa
con chi stava parlando?
Forse questa Rei è la ragazza misteriosa che sta cercando.
Sarei proprio
curiosa di conoscerla una capace di sopportare Mamoru Chiba”
-Ehm…permesso?!
-Ehi,
la bella addormentata si è svegliata
finalmente.
-Contavo
sul fatto che saresti venuto a
chiamarmi come promesso. E invece…per colpa tua ho perso tre
preziosissime ore
a dormire invece che andare in centro a fare shopping come avevo
programmato!
Aveva
alzato la voce. La rabbia le
era passata traportata via dal senso di colpa per aver spiato Mamoru,
ma, già
che c’era…
-Ma
sentitela, lei si addormenta e io che
non ho avuto cuore di svegliarla sarei anche il colpevole. Certo che
oltre ad
essere un maialino sei anche scontrosa come una capretta di montagna!
-Cosa
hai detto?? Capretta a me?? Brutto
maleducato, insensibile, arrogante e presuntuoso. Non voglio
più parlarti,
vederti o avere a che fare con te. Hai capito?
Di
nuovo un attacco di rabbia. La sua dose
settimanale di attacchi di nervosismo era stata abbondantemente
superata. Si
apprestava a realizzare un nuovo record.
-Sarà
difficile capretta, da lunedì
lavoreremo insieme e poi…le nostre camere sono attigue,
sarà impossibile non
vedersi.
-
Haaaaa, me ne vado!
Gli
occhi di Mamoru erano pieni di
una strana allegria. Sembrava quasi che prenderla in giro lo mettesse
di
buonumore.
- A
dopo capretta.
Anche
Usagi sorrideva dentro di sé. Non lo
avrebbe mai ammesso ma le battute di Mamoru Chiba avevano un qualcosa
di
divertente anche se era lei a subirle. In un giorno solo
l’aveva fatta
arrabbiare un numero indefinito di volte però, ogni volta si
era ritrovata con
una carica tale di energia che, semplicemente, la faceva sentire
più viva.
A
cena si ritrovarono di nuovo
seduti uno al fianco dell’altra. Mamoru era vestito piuttosto
elegante nella
sua semplicità. Usagi invece indossava una
minigonna di jeans e un top
nero pieno di perline. Tacchi vertiginosi e un trucco intonato che
sottolineava
il suo punto di forza: due occhi oceanici. Era bellissima.
-Che
fate questa sera di bello ragazzi?
Uscite? È sabato sera in fondo.
-Si
Ikuko, mi aspettano per le 22:00. Ma
non farò tardi. Cercherò comunque di non
disturbare al mio rientro.
-Ma
figurati Mamoru. Sei un uomo adulto.
Torna pure quando vuoi senza preoccuparti.
-Si
mamma, esco anche io con Minako. Penso
di fare tardi.
-Fa
attenzione tesoro. Due ragazze da sole
di sera tardi. Non c’è nemmeno tuo padre
altrimenti ti facevo venire a prendere
da lui in macchina. Ma…magari…potresti metterti
d’accordo con Mamoru,
potreste rientrare insieme. Sarei più tranquilla.
C’è tanta gente pericolosa in
giro
-No,
no. Non ce n’è bisogno. Sono grande
anche io. E poi…ho promesso a Minako che andavo con lei a
ballare. Non che vada
pazza per le discoteche ma…una volta ogni tanto non mi
farà certo male.
-Usagi,
tesoro. Che ti costa farmi
contenta? Dai, fatti riaccompagnare a casa da Mamoru. Così
magari fate anche
amicizia del frattempo. Io e i suoi genitori eravamo ottimi amici, sono
sicura
che potete diventarlo anche voi.
-Non
ci contare mamma
Lo
sguardo di Usagi non voleva
proprio saperne di essere diversamente interpretato. Ma Mamoru non
sembrò
dargli nessuna importanza.
-Ok,
allora è deciso. Quando mi libero dal
mio impegno ti raggiungo in discoteca e torniamo a casa insieme. E poi,
così
vestita potresti cacciarti nei guai.
-Deciso
da chi? E poi… che dici? Sono
vestita per andare in discoteca. Niente di più.
-Ti
prego tesoro, fai come dice Mamoru.
Non vorrai che stia sveglia ad aspettarti con il cuore in gola?
Era
un complotto. Ed era chiaro che
non ne sarebbe uscita vincitrice.
-E
va bene! Comunque accetto solo per
fare stare tranquilla la mamma.
DLIIN
DLOON
-E’
per me! Sicuramente e Minako. Vado.
Mamoru, la discoteca si chiama Moonlight. Ci vediamo dopo allora.
-Va
bene ragazzina, a dopo.
-
Ehi…guarda che ti ho sentito!!!
Anche
Mamoru finita la cena uscì. Lo
stavano aspettando.
L’aria
era calda. Una bella serata
d’estate. Le stelle giocavano con rimandi di luce
meravigliosi. Mamoru
camminava veloce mentre si ripeteva in testa tutte le cose che avrebbe
voluto
dire a chi lo stava aspettando. Era visibilmente nervoso.
Aveva
aspettato tanto e l’attesa aveva
logorato la sua capacità di nascondere le emozioni.
Stringeva i denti come a
voler concentrare nella sua bocca il coraggio che troppo a lungo gli
era
mancato. Si passò una mano tra i capelli come a ravvivare lo
spirito. Questa
volta ce l’avrebbe fatta. Questa volta doveva assolutamente
farcela.
-
Ciao Mamoru. Sono felice di
vederti.
-
Rei. Abbiamo molto di cui parlare. Lo
sai.
Il
corpo della giovane si stagliava
solido contro la luce alle sue spalle. Dall’altro della
scalinata del tempio
dove si erano dati appuntamento sembrava ancora più e
maestosa di quello che il
suo carattere mostrava di lei a chi la conosceva. Era il lampante caso
di
personalità visibile. Eleganza, forza e nessuna paura.
Questa era rei Hino.
Mamoru
si ritrovò a pensare che il tempo
non l’aveva per nulla cambiata. I suoi capilli lunghissimi e
neri, il suo corpo
snello e morbido la rendevano ancora bellissima. Eppure tanta bellezza
non
riusciva proprio ad arrivare al suo cuore.
-Lo
so, come so che quello che io voglio
dirti è completamente diverso da quello che vuoi sentirti
dire.
-Il
tempo passa ma tu non cambi mai a
quanto pare.
-I
sentimenti autentici nel tempo o
crescono a muoiono. Il mio non è morto mamoru e non
potrà mai farlo.
Di nuovo un senso di frustrazione.
-Rei,
abbiamo già sbagliato troppe volte.
Tu sai perché sono qui, tu sai che l’ho ritrovata.
Ti prego questa volta,
lasciami andare.
Negli
occhi viola di Rei nessun
tentennamento.
- Io non posso lasciarti andare Mamoru. Tu sei mio come io sono tua.
Questa è
l’unica verità che ha un senso per me.
-Ma cosa stai dicendo?! Io non appartengo a te. Non ti sono mai
appartenuto. E’
stato tutto un errore. Devi smetterla di seguirmi!
-La
mia casa è dove sei anche tu.
-
Ho detto di smetterla Rei!
In
quel momento avrebbe voluto solo
raggiungerla e scuoterla fino a farle ritrovare la ragione. La
frustrazione
lasciava il posto alla rabbia. Una rabbia carica di disperazione.
Eppure lo
spaeva, non sarebbe mai riustio a farle del male. Mai.
-Tu non puoi cancellare quello che c’è stato fra
di noi.
-Io non voglio cancellarlo, voglio solo che tu chiuda quel capitolo
come ho
fatto io. Lo sai, lo sai cosa provo. Sono passati tanti anni rei!
La
guardava come se lei fosse
insieme malattia e cura. Sapeva che era l’unica che avrebbe
potuto rendere
davvero possibile il suo sogno perché era stato il suo
amore e la
codardia che invece attribuiva solo a se stesso a renderlo impossibile.
-Ti
prego Rei. Torna a casa,
riprendi la tua vita. Smettila di seguirmi in tutto il mondo.
E’ finita da
anni, in realtà non è mai incominciata. Quello
che ci lega non ha valore per
me. Ti prego dammi quello che ti ho chiesto in tutto questo tempo e
diciamoci
addio.
-Il
mio amore per te non mi permette di
accontentarti. Mi dispiace. Prima o poi ti renderai conto che hai
bisogno di me
come io di te, e quel giorno io ci sarò.
No,
non voleva capire. Il suo
sguardo privo di ogni emozione ne era la prova. In quegl’anni
si era così
abituata a quella parole che non riusciva più a trovarle
dolorose per il suo
cuore.
-Rei…l’ho
ritrovata, voglio lei,
solo lei.
-Non
è quello che il tuo cuore vuole
davvero. Io lo so. Ti senti solo in colpa per quello che è
successo. Ed ora, a
meno che tu non voglia venire con me, ti saluto Mamoru. Ci vediamo
presto.
Prestissimo amore mio.
Se ne andò.
Camminava lentamente con un passo
leggero. Mamoru non ce l’aveva fatta. Era rimasto di nuovo
solo con la
delusione di non aver allontanato da sè il pericolo
più grande, la persona che
con il suo amore aveva cancellato l’Amore dalla sua vita.
_________________________________
-
Mina, c’è troppa gente stasera. Non
sarà
il caso di tornare a casa? Sono due ore che ci schiacciano.
-Ma
cosa dici? E’ sabato sera e noi siamo
due giovani e belle ragazze singol. Più gente
c’è meglio è!
-Ma
io…
-Niente
ma, stasera ci divertiamo!
-Io
avrei preferito passare la sera da
Motoki.
-Che
cosa? Tutta la sera in quel bar di
periferia? Ma stai scherzando? E’ qui il divertimento.
-Ma
qui non c’è Motoki…
-Ma
ci sono tanti altri ragazzi carini.
Eccone uno in arrivo!
-Ciao
Mina, stasera sei bellissima!
-Yaten!
Grazie, ma io sono sempre
bellissima.
-Hai
ragione, scusami. Per farmi perdonare
ti offro da bere!
-Ok.
Usa, torno subito.
-Mi-Minako…ok.
Ti aspetto.
Usagi
si sentiva a disagio. Luci forti che
si alternavano, musica a tutto volume, ragazzi sudati che non facevano
che
spingersi. Nuvole di fumo nei bagni e puzza di alcol
nell’alito di chiunque le
rivolgesse la parola. Non era proprio il posto adatto ai suoi sabato
sera.
“Come
farò a passare una serata qui dentro?
Mina…dove mi hai portata?!”
-Bella,
posso offrirti da bere?
-Ehm,
no grazie, sto aspettando un’amica.
-Dai,
non farti pregare.
-
No, grazie. Sto bene così.
Era un ragazzo che Usagi non aveva mai visto e che avrebbe decisamente
sperato
di non vedere mai. Sudato, ubriaco e con poca pazienza dato che non
perse tempo
e avvicinò a se Usagi tirandola per un braccio senza nessuna
delicatezza.
- Lasciami!
-Dai,
non fare la preziosa, voglio solo
offrirti da bere!
-La
signorina ti ha detto di lasciarla stare. Se non la lasci subito ti
assicuro che quel braccio te lo spezzo!
Era
Mamoru. Ad Usagi parve una visione. Un
cavaliere con tanto di armatura e cavallo bianco.
-Hei,
non avevo capito che questa pupa non
era sola, me ne vado, me ne vado.
-Meglio
per te.
Quello di Mamoru si che era uno sguardo di cui avere paura. Usagi si
ritrovò a
pensare che quell’armadio antipatico finalmente si era
trovato al posto giusto
al momento giusto. Il solievo che provò nel momento stesso
in cui si sentì
liberare il polso le sembrò senza pari.
- Mamoru…cosa ci fai qui?
-Ragazzina,
oltre a essere ingorda e
testarda sei anche smemorata. Dovevamo incontrarci qui dopo il mio
impegno per
tornare a casa insieme.
-E’
vero, hai ragione. Ma…hei, come mi hai
chiamata?!! Smettila di chiamarmi con questi nomignoli, brutto
antipatico!
-Dovresti
essergli grata. Non hai
mai apprezzato Mamoru per il suo valore.
Dietro
le spalle di Mamoru apparvero
due voluttuose braccia che lo cinsero per la vita. Erano braccia di una
pelle
levigata e candida, erano le braccia di Rei.
-Rei
cosa ci fai qui?
-Ero
venuta per salutare la nostra amica.
-Ma…ma
ci conosciamo?
-Gli
amici di Mamoru sono anche amici
miei. Mi chiamo Rei, la moglie di Mamoru.


