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Autore: Chichilina    31/05/2010    6 recensioni
26/05: AVVISO: RESTYLING!!!! CARISSIMI, per leggere la nuova versione bisogna iniziare dal 17° capitolo. Ho lasciato intatti i capitoli scritti in precedenza. 27/05: Ripubblicato il cap "1 nuova versione" perchè i dialoghi non erano visibili.
Genere: Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: non specificato | Personaggi: Usagi/Bunny
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Eccoci con il terzo capitolo, anche questo revisionato. Tengo a questa storia anche se, rileggendola non faccio che trovare falle su falle. Spero di essere riuscita a migliorarla.

Allora, rispondo alle recensioni prima di lasciarvi alla lettura:

 ELLEPHEDRE: non puoi immaginare ( o forse si, oh Divina ^_^) quanto mi faccia piacere sapere che tu segui questa mia “storiuncola”. Quando l’ho scritta avevo appena scoperto questo sito e avrei fatto carte false per avere una come te tra le mie lettrici. Sono contentissima di leggere un pochetto di approvazione nelle tue due, preziosissime ^_^, recensioni. Il mio intento era raccontare di un personaggio allegro, fresco e spensierato che si trova a vivere (in questo caso a ricordare) una parte della sua vita che aveva perso e in cui era cambiata drasticamente. Mamoru in questa storia non è proprio il classico principe azzurro (lo diventerà dopo aver fatto un grende errore) e Usagi dovrà scegliere, una volta ricordato tutto, se restare fedele a se stessa oppure no. Mi piacerebbe tantissimo riuscire a spiegare quanto l’allegria possa nascondere la disperazione e il contrario. Quando ho pubblicato questi capitoli la prima volta ho ricevuto tantissimi apprezzamenti per l’allegria di questi primi sviluppi e mi fa piacere che anche tu abbia sorriso ad immaginarti la faccia di Usagi mentre si rendeva conto che a “quasi-investirla” era stato lo stesso tizio antipatico che le aveva rubato il succo di frutta al bar”. Ho ricevuto, all’epoca, però anche una grossa critica da Dragon85 sul fatto che i personaggi erano piatti come una sottiletta (testuali parole). Bhè…aveva ragione e oggi il mio obiettivo è proprio ispessirli senza però perdere l’innocenza descrittiva che avevo avuto ignara com’ero di stili ben rifiniti e di trame complesse e coerenti (grazie di avermene mostrato significativi esempi!!). Un’ultima cosa. Mamoru si sta comportando da maleducato perché…bhè…diciamo che la prima volta che l’aveva conosciuta comportandosi così aveva avuto ottimi risultati. Ti abbraccio forte forte. Spero di non disgustarti troppo con i prossimi capitoli!

ROMANTICGIRL: Carissima, sono felice di riaverti come lettrice. Spero ti piaceranno i nuovi capitoli che sto revisionando e spero che mi farai sempre sapere cosa ne pensi. Un bacione.

 LUCIADOM: Mako-chan, alias regina delle recensioni, è meraviglioso sapere che mi rileggi!!!!! Sto apportando delle modifiche significative nell’intento di migliorare la trama e lo stile. Ogni tuo consiglio è super-ben accetto, Ti voglio tanto bene. Grazie di essermi sempre vicina con il tuo prezioso supporto. Ps. Fondiamo il partito della lasagna??

 MARYUSA:  Luninaaaaaaaaaaaaaaa!!!!! Al tuo fidanzato, tranquilla, io non gli racconto nulla di certo!! Sarà un notro segreto! Si, anche io butterei mio fratello fuori a calci. Shingo l’avrà intuito è ha così deciso di togliere il disturbo da solo! Spero seguirai anche i prossimi cappy e vorai regalarmi una bella copertina ^_^. Ti voglio bene!

 Ho fatto. Buona lettura a tutti. Aspetto i vostri consigli. Siate spietati!!!!!!

 

Capitolo 3 NUOVA VERSIONE: *** MA CI CONOSCIAMO? ***

 

“Aahhhhmmm che bel riposino che ho fatto!!! Mi sento decisamente meglio.”

 Presto svelati altri due sport in cui Usagi Tsukino non aveva rivali: “Immersioni di sonno in semiapnea” e “Sbadiglio aerobico”.

Le pieghe del cuscino facevano bella mostra di sè sulla guancia di Usagi e ben si intonavano con i capelli arruffati che le regalavano almeno cinque centimetri in più di altezza.

-Ma, un momento! Quanto ho dormito?? Cosa!!!!! Cavoli è già sera! Praticamente tre ore di sonno ininterrotto.

L’orologio a forma di Coniglio sembrò rimproverarla con lo sguardo, di solito così placido e tenero.

-Maledizioni a me! Anzi, è tutta colpa di Mamoru. Quell’antipatico doveva venire a chiamarmi e invece niente. Ho perso tutto il sabato pomeriggio per colpa sua. Ma ora mi sente!

 Con un passo che di felino non aveva nulla, Usagi uscì fuori dalla sua stanza intenta a sfogare la sua frustrazione sul suo nuovo, poco amato, coinquilino.

La camera di Mamoru era proprio accanto alla sua. La porta era socchiusa. Si sentiva la sua voce. Di nuovo la curiosità ebbe il sopravvento.

 -Non mi sembra vero di averla ritrovata. No, hai visto anche tu che non mi ha riconosciuto. E’ incredibile! Non voglio dirle niente, almeno per ora. Non voglio rischiare di rovinare tutto...è ancora più bella di come la ricordavo. Cosa? Si, stasera mi vedo con Rei. Ho bisogno di parlarle, devo mettere con lei le cose in chiaro. Non voglio fare errori questa volta. Ok. Ti faccio sapere. Grazie amico mio. Ti devo tutto.

Nascosta dietro la porta Usagi aveva visto Mamoru girare in tondo per la stanza mentre parlava al telefono. Aveva l’aria di uno pieno di propositi positivi. Sembrava addirittura emozionato.

 “Chissa con chi stava parlando? Forse questa Rei è la ragazza misteriosa che sta cercando. Sarei proprio curiosa di conoscerla una capace di sopportare Mamoru Chiba”

 -Ehm…permesso?!

-Ehi, la bella addormentata si è svegliata finalmente.

-Contavo sul fatto che saresti venuto a chiamarmi come promesso. E invece…per colpa tua ho perso tre preziosissime ore a dormire invece che andare in centro a fare shopping come avevo programmato!

 Aveva alzato la voce. La rabbia le era passata traportata via dal senso di colpa per aver spiato Mamoru, ma, già che c’era…

-Ma sentitela, lei si addormenta e io che non ho avuto cuore di svegliarla sarei anche il colpevole. Certo che oltre ad essere un maialino sei anche scontrosa come una capretta di montagna!

-Cosa hai detto?? Capretta a me?? Brutto maleducato, insensibile, arrogante e presuntuoso. Non voglio più parlarti, vederti o avere a che fare con te. Hai capito?

Di nuovo un attacco di rabbia. La sua dose settimanale di attacchi di nervosismo era stata abbondantemente superata. Si apprestava a realizzare un nuovo record.

-Sarà difficile capretta, da lunedì lavoreremo insieme e poi…le nostre camere sono attigue, sarà impossibile non vedersi.

- Haaaaa, me ne vado!

 Gli occhi di Mamoru erano pieni di una strana allegria. Sembrava quasi che prenderla in giro lo mettesse di buonumore.

-   A dopo capretta.

Anche Usagi sorrideva dentro di sé. Non lo avrebbe mai ammesso ma le battute di Mamoru Chiba avevano un qualcosa di divertente anche se era lei a subirle. In un giorno solo l’aveva fatta arrabbiare un numero indefinito di volte però, ogni volta si era ritrovata con una carica tale di energia che, semplicemente, la faceva sentire più viva.

 A cena si ritrovarono di nuovo seduti uno al fianco dell’altra. Mamoru era vestito piuttosto elegante nella sua semplicità.  Usagi invece indossava una minigonna di jeans e un top nero pieno di perline. Tacchi vertiginosi e un trucco intonato che sottolineava il suo punto di forza: due occhi oceanici. Era bellissima.

-Che fate questa sera di bello ragazzi? Uscite? È sabato sera in fondo.

-Si Ikuko, mi aspettano per le 22:00. Ma non farò tardi. Cercherò comunque di non disturbare al mio rientro.

-Ma figurati Mamoru. Sei un uomo adulto. Torna pure quando vuoi senza preoccuparti.

-Si mamma, esco anche io con Minako. Penso di fare tardi.

-Fa attenzione tesoro. Due ragazze da sole di sera tardi. Non c’è nemmeno tuo padre altrimenti ti facevo venire a prendere da lui in macchina. Ma…magari…potresti metterti d’accordo con  Mamoru, potreste rientrare insieme. Sarei più tranquilla. C’è tanta gente pericolosa in giro

-No, no. Non ce n’è bisogno. Sono grande anche io. E poi…ho promesso a Minako che andavo con lei a ballare. Non che vada pazza per le discoteche ma…una volta ogni tanto non mi farà certo male.

-Usagi, tesoro. Che ti costa farmi contenta? Dai, fatti riaccompagnare a casa da Mamoru. Così magari fate anche amicizia del frattempo. Io e i suoi genitori eravamo ottimi amici, sono sicura che potete diventarlo anche voi.

-Non ci contare mamma

 Lo sguardo di Usagi non voleva proprio saperne di essere diversamente interpretato. Ma Mamoru non sembrò dargli nessuna importanza.

-Ok, allora è deciso. Quando mi libero dal mio impegno ti raggiungo in discoteca e torniamo a casa insieme. E poi, così vestita potresti cacciarti nei guai.

-Deciso da chi? E poi… che dici? Sono vestita per andare in discoteca. Niente di più.

-Ti prego tesoro, fai come dice Mamoru. Non vorrai che stia sveglia ad aspettarti con il cuore in gola?

 Era un complotto. Ed era chiaro che non ne sarebbe uscita vincitrice.

-E va bene! Comunque accetto solo per fare stare tranquilla la mamma.

 DLIIN DLOON

-E’ per me! Sicuramente e Minako. Vado. Mamoru, la discoteca si chiama Moonlight. Ci vediamo dopo allora.

-Va bene ragazzina, a dopo.

- Ehi…guarda che ti ho sentito!!!

 Anche Mamoru finita la cena uscì. Lo stavano aspettando.

L’aria era calda. Una bella serata d’estate. Le stelle giocavano con rimandi di luce meravigliosi. Mamoru camminava veloce mentre si ripeteva in testa tutte le cose che avrebbe voluto dire a chi lo stava aspettando. Era visibilmente nervoso.

Aveva aspettato tanto e l’attesa aveva logorato la sua capacità di nascondere le emozioni. Stringeva i denti come a voler concentrare nella sua bocca il coraggio che troppo a lungo gli era mancato. Si passò una mano tra i capelli come a ravvivare lo spirito. Questa volta ce l’avrebbe fatta. Questa volta doveva assolutamente farcela.

 - Ciao Mamoru. Sono felice di vederti.

- Rei. Abbiamo molto di cui parlare. Lo sai.

 Il corpo della giovane si stagliava solido contro la luce alle sue spalle. Dall’altro della scalinata del tempio dove si erano dati appuntamento sembrava ancora più e maestosa di quello che il suo carattere mostrava di lei a chi la conosceva. Era il lampante caso di personalità visibile. Eleganza, forza e nessuna paura. Questa era rei Hino.

Mamoru si ritrovò a pensare che il tempo non l’aveva per nulla cambiata. I suoi capilli lunghissimi e neri, il suo corpo snello e morbido la rendevano ancora bellissima. Eppure tanta bellezza non riusciva proprio ad arrivare al suo cuore.

 

-Lo so, come so che quello che io voglio dirti è completamente diverso da quello che vuoi sentirti dire.

-Il tempo passa ma tu non cambi mai a quanto pare.

-I sentimenti autentici nel tempo o crescono a muoiono. Il mio non è morto mamoru e non potrà mai farlo.


Di nuovo un senso di frustrazione.

 -Rei, abbiamo già sbagliato troppe volte. Tu sai perché sono qui, tu sai che l’ho ritrovata. Ti prego questa volta, lasciami andare.

Negli occhi viola di Rei nessun tentennamento.
- Io non posso lasciarti andare Mamoru. Tu sei mio come io sono tua. Questa è l’unica verità che ha un senso per me.
-Ma cosa stai dicendo?! Io non appartengo a te. Non ti sono mai appartenuto. E’ stato tutto un errore. Devi smetterla di seguirmi!

-La mia casa è dove sei anche tu.

- Ho detto di smetterla Rei!

In quel momento avrebbe voluto solo raggiungerla e scuoterla fino a farle ritrovare la ragione. La frustrazione lasciava il posto alla rabbia. Una rabbia carica di disperazione. Eppure lo spaeva, non sarebbe mai riustio a farle del male. Mai.

-Tu non puoi cancellare quello che c’è stato fra di noi.
-Io non voglio cancellarlo, voglio solo che tu chiuda quel capitolo come ho fatto io. Lo sai, lo sai cosa provo. Sono passati tanti anni rei!

 La guardava come se lei fosse insieme malattia e cura. Sapeva che era l’unica che avrebbe potuto rendere davvero possibile il suo sogno perché era stato il suo amore  e la codardia che invece attribuiva solo a se stesso a renderlo impossibile.

 -Ti prego Rei. Torna a casa, riprendi la tua vita. Smettila di seguirmi in tutto il mondo. E’ finita da anni, in realtà non è mai incominciata. Quello che ci lega non ha valore per me. Ti prego dammi quello che ti ho chiesto in tutto questo tempo e diciamoci addio.

-Il mio amore per te non mi permette di accontentarti. Mi dispiace. Prima o poi ti renderai conto che hai bisogno di me come io di te, e quel giorno io ci sarò.

 No, non voleva capire. Il suo sguardo privo di ogni emozione ne era la prova. In quegl’anni si era così abituata a quella parole che non riusciva più a trovarle dolorose per il suo cuore.

 -Rei…l’ho ritrovata, voglio lei, solo lei.

-Non è quello che il tuo cuore vuole davvero. Io lo so. Ti senti solo in colpa per quello che è successo. Ed ora, a meno che tu non voglia venire con me, ti saluto Mamoru. Ci vediamo presto. Prestissimo amore mio.

 
Se ne andò. Camminava lentamente con un passo leggero. Mamoru non ce l’aveva fatta. Era rimasto di nuovo solo con la delusione di non aver allontanato da sè il pericolo più grande, la persona che con il suo amore aveva cancellato l’Amore dalla sua vita.

_________________________________

 

- Mina, c’è troppa gente stasera. Non sarà il caso di tornare a casa? Sono due ore che ci schiacciano.

-Ma cosa dici? E’ sabato sera e noi siamo due giovani e belle ragazze singol. Più gente c’è meglio è!

-Ma io…

-Niente ma, stasera ci divertiamo!

-Io avrei preferito passare la sera da Motoki.

-Che cosa? Tutta la sera in quel bar di periferia? Ma stai scherzando? E’ qui il divertimento.

-Ma qui non c’è Motoki…

-Ma ci sono tanti altri ragazzi carini. Eccone uno in arrivo!

-Ciao Mina, stasera sei bellissima!

-Yaten! Grazie, ma io sono sempre bellissima.

-Hai ragione, scusami. Per farmi perdonare ti offro da bere!

-Ok. Usa, torno subito.

-Mi-Minako…ok. Ti aspetto.

Usagi si sentiva a disagio. Luci forti che si alternavano, musica a tutto volume, ragazzi sudati che non facevano che spingersi. Nuvole di fumo nei bagni e puzza di alcol nell’alito di chiunque le rivolgesse la parola. Non era proprio il posto adatto ai suoi sabato sera.

 
“Come farò a passare una serata qui dentro? Mina…dove mi hai portata?!”

-Bella, posso offrirti da bere?

-Ehm, no grazie, sto aspettando un’amica.

-Dai, non farti pregare.

- No, grazie. Sto bene così.

 
Era un ragazzo che Usagi non aveva mai visto e che avrebbe decisamente sperato di non vedere mai. Sudato, ubriaco e con poca pazienza dato che non perse tempo e avvicinò a se Usagi tirandola per un braccio senza nessuna delicatezza.

 
- Lasciami!

-Dai, non fare la preziosa, voglio solo offrirti da bere!

 -La signorina ti ha detto di lasciarla stare. Se non la lasci subito ti assicuro che quel braccio te lo spezzo!

Era Mamoru. Ad Usagi parve una visione. Un cavaliere con tanto di armatura e cavallo bianco.

-Hei, non avevo capito che questa pupa non era sola, me ne vado, me ne vado.

-Meglio per te.

 
Quello di Mamoru si che era uno sguardo di cui avere paura. Usagi si ritrovò a pensare che quell’armadio antipatico finalmente si era trovato al posto giusto al momento giusto. Il solievo che provò nel momento stesso in cui si sentì liberare il polso le sembrò senza pari.

- Mamoru…cosa ci fai qui?

-Ragazzina, oltre a essere ingorda e testarda sei anche smemorata. Dovevamo incontrarci qui dopo il mio impegno per tornare a casa insieme.

-E’ vero, hai ragione. Ma…hei, come mi hai chiamata?!! Smettila di chiamarmi con questi nomignoli, brutto antipatico!

 -Dovresti essergli grata. Non hai mai apprezzato Mamoru per il suo valore.

 Dietro le spalle di Mamoru apparvero due voluttuose braccia che lo cinsero per la vita. Erano braccia di una pelle levigata e candida, erano le braccia di Rei.

-Rei cosa ci fai qui?

-Ero venuta per salutare la nostra amica.

-Ma…ma ci conosciamo?

-Gli amici di Mamoru sono anche amici miei. Mi chiamo Rei, la moglie di Mamoru.

   
 
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