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Autore: Berenike    23/08/2010    6 recensioni
QUESTA FANFICTION HA VINTO I NESA 2011 NELLE CATEGORIE BEST MALE (RICHARD CASTLE) E BEST PLOT
Sei del mattino. Rick Castle riceve una strana telefonata. Alla televisione, un giornalista annuncia che la detective Kate Beckett è stata rapita. Sembra che il rapinatore abbia lasciato un messaggio per lo scrittore di gialli più conosciuto di New York... Riuscirà Castle a salvare la detective in tempo? Risolverà anche questo caso, il più importante di tutti?
Genere: Azione, Mistero, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: non specificato
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 3:Primi Interrogativi

Caste era uno scrittore. Uno scrittore di successo. Non gli era mai capitato di rimanere senza parole.
Eppure, eccolo li, in piedi di fronte alla lavagna bianca della centrale di polizia di New York, a fissare una fotografia di una camera da letto. Ma non era una camera qualsiasi.
Era la camera di Kate Beckett. Chi si era introdotto in camera sua? Perché avevano colpito lei?
Poi lo scrittore ebbe un'illuminazione. Si guardò in torno in cerca dell'uomo di cui aveva bisogno. Poi fermò lo sguardo e si avvicinò a lui.
-Capitano! - Castle notò che la sua voce uscì più flebile e debole di quanto pensasse. Doveva mantenere la calma.
-Mia figlia, mia madre sono in casa... - disse tutto d'un fiato. Era questo il suo modo di mantenere la calma? Guardò il capitano nella speranza che capisse da dove provenisse la sua inquietudine.
-Calmati, Castle. Ho già provveduto a mandare due delle mie migliori squadre sotto casa tua. Nessuno può entrare o uscire da quel condominio previa autorizzazione. -
-Alexis non sarà contenta -sorrise lo scrittore, decisamente più rilassato.
-Anche se non capisco... -continuò il capitano, camminando verso la lavagna e fermandosi proprio di fronte ad essa – perché attaccate Beckett e non la tua famiglia? Perché rischiare di dover affrontare una donna come lei, addestrata a combattere, e non una quindicenne indifesa? Non ha davvero senso. - Il Capitano doveva aver passato la notte lì, appariva decisamente stanco e nella sua voce si avvertivano toni preoccupati.
-Forse casa di Beckett era più accessibile: il mio condominio è pieno di telecamere, ed è protetto da dei sistemi d'allarme infallibili. E poi secondo me... - per un attimo, Castle dimenticò che si trattava di un rapimento che lo riguardava così da vicino: si comportò come per un qualsiasi altro rapimento, si sedette sopra il tavolo di Kate, alzò la voce e da bravo oratore qual'era, si rilassò e iniziò la sua indagine:
-Beckett è meno vicino a me, sentimentalmente parlando, rispetto a mia figlia. Ma colpendo lei, si colpisce una specifica parte della mia vita. - Il Capitano lo guardò interessato.
-Continua – gli disse. Esposito e Ryan vennero avanti per sentire cosa avesse pensato Castle. Certo non era un detective, ma molto spesso le sue ipotesi si rivelavano azzeccate. -Vedete, mia figlia rappresenta la mia famiglia, l'amore, i sentimenti. Forse al rapitore tutto questo non interessava. Beckett rappresenta il mio lavoro, i miei libri, la mia ispirazione. Possiamo quindi già escludere tutti i miei conoscenti che non hanno a che fare con il mio lavoro, e con i miei libri. -
-Ma si tratta anche di qualcuno che mi conosce bene, che sa che Beckett non è proprio solo lavoro...- Castle non disse quello che tutti ormai aveva capito da mesi. Certo che Kate non era solo lavoro.
-Teoria interessante – disse Esposito all'improvviso, interrompendo i pensieri di tutti i presenti, che concordavano con la teoria di Castle.
-Ma c'è un'altra cosa che non è chiara: il rapinatore deve aver speso del tempo con la scritta sul muro. Dov'era Beckett in quel momento? Perché non si è ribellata e non ha cercato di contattarci? Quella donna è troppo in gamba per pensare che se ne sia stata ferma li, a farsi rapire! - Il Capitano era agitato, sudava e continuava ad immaginare la scena nella sua mente.
-Forse conosceva il suo aggressore... Se era qualcuno di cui si fidava, probabilmente non ha sentito il bisogno di aggredirlo. - Ryan guardò i colleghi, orgoglioso della sua indagine.
Esposito lo guardò in tono di sfida, pronto a spiegargli le ali, come sempre:
-Se Beckett conosceva il suo aggressore, che bisogno c'era di buttare giù la porta? Non poteva direttamente suonare? - Ryan abbassò lo sguardo. Perché Esposito doveva sempre aver ragione?
I detective si guardarono, attendendo che qualcuno trovasse una risposta a quegli interrogativi.
Una risposta che li aiutasse a risolvere quel caso che iniziava ad essere fin troppo enigmatico.
-C'è un solo modo per rispondere a tutti questi interrogativi -spiegò Castle sorridendo – andiamo a casa di Beckett. Lì troveremo le risposte.-



ANGOLO DELL'AUTRICE
Ecco finalmente il terzo (attesissimo) capitolo di "Kate ti salverò!"...
Scusatemi davvero per l'attesa ma, anche a me spettavano un pò di meravigliose e goditissime vacanze! In ogni caso ora sono tornata e ho tutta l'intenzione di aggiornare, aggiornare, aggiornare...
Fatemi sapere cosa ne pensate, curiosità, consigli, domande... Sono ansiosa di sapere cosa ne pensate!!
Continuate a seguire... nei prossimi giorni ci saranno nuovi capitoli!!

Berenike



(Aggiunta postuma)
La fanfiction KATE TI SALVERO' ha vinto i NESA 2011 dedicati al telefilm Castle-Detective tra le righe nella sezione BEST MALE (RICHARD CASTLE) e BEST PLOT. Ringrazio tutti i miei lettori e coloro che mi hanno seguita fin dall'inizio!



   
 
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