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Autore: Berenike    15/10/2010    10 recensioni
QUESTA FANFICTION HA VINTO I NESA 2011 NELLE CATEGORIE BEST MALE (RICHARD CASTLE) E BEST PLOT
Sei del mattino. Rick Castle riceve una strana telefonata. Alla televisione, un giornalista annuncia che la detective Kate Beckett è stata rapita. Sembra che il rapinatore abbia lasciato un messaggio per lo scrittore di gialli più conosciuto di New York... Riuscirà Castle a salvare la detective in tempo? Risolverà anche questo caso, il più importante di tutti?
Genere: Azione, Mistero, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: non specificato
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 7:Un uomo disperato

Castle non fece in tempo nemmeno a tornare a casa per cambiarsi quella mattina, tanto frenetica era iniziata la giornata. Era ancora a casa di Kate quando il suo cellulare squillò, svelando il nome di Esposito.
Castle rispose secco alla chiamata, ma le sue labbra carnose si aprirono in un largo sorriso speranzoso quando sentì il detective pronunciare le parole:
-Abbiamo scoperto qualcosa! - la sua voce era stanca ma soddisfatta, come se la sveglia del mattino fosse suonata troppo presto, ma avesse portato con sé delle ottime notizie.
Castle riordinò velocemente la camera di Kate, spense tutte le luci (20 dollari gli erano bastati per capire il concetto) e si diresse direttamente verso la centrale.
La barba incolta, i vestiti stropicciati.
Cosa importava del suo aspetto, se Kate non era con lui!
Quando arrivò in centrale osservò subito un'aria più distesa e rilassata, nonostante ad accoglierlo non furono i detective Ryan ed Esposito. Loro si trovavano nell'ufficio del Capitano, probabilmente stavano organizzando un nuovo piano d'attacco.
Richard sentì le proprie mani sudate girare su sé stesse, il proprio cuore battere velocemente nell'attesa di buone notizie.
Kate sto arrivando, ti salverò!
-Castle! - era la voce di Esposito che con un cenno della mano, gli diceva di seguirlo fino alla famosa lavagna, davanti alla quale Castle e Beckett avevano passato tante ore da quando lui lavorava insieme a lei.
Castle sorrise appena nel vedere che durante la notte, la lavagna di era riempita di tante piccole scritte. Indizi.
-Allora... - iniziò Esposito con voce tranquilla. Stava aspettando l'arrivo del suo compagno Ryan, che notò subito l'aspetto trasandato di Castle.
-Dormito bene Castle? - gli domandò con un sorriso malizioso.
-Tua figlia ti ha nascosto il rasoio sta mattina? - scherzò ancora. Richard non era in vena di scherzi.
Esposito lanciò un'occhiata di rimprovero al detective di fronte a lui e continuò.
-Abbiamo trovato il cellulare di Beckett... -
-Dove? - lo interruppe Castle.
-L'aveva dimenticato dentro al suo armadietto. Lo faceva spesso in realtà... -
-E? Cosa avete trovato? - Lo scrittore era bisognoso di nuove informazioni. Non poteva più vivere senza. La settimana a sua disposizione stava per finire e lui non aveva più tempo.
-Calma, leone. - i due detective sorrisero appena. Poi Ryan, più professionalmente, continuò- Abbiamo trovato due messaggi interessanti. La trama si infittisce! -
Castle li guardò con curiosità mentre gli passavano i fogli in cui avrebbe trovato la risposta ai suoi interrogativi. E lesse:
MESSAGGIO I: Castle, finalmente nella tua vita troverai degli ostacoli.
MESSAGGIO II: Non sai chi sono, ma mi conosci bene. Voglio renderti la vita difficile.
Castle fissò il foglio per parecchi minuti prima di potersi riprendere. Alzò appena gli occhi verso i due amici di fronte a lui, la verità dipinta nel suo viso. Esposito fu il primo a parlare:
-Bisogna solo scoprire chi è questo uomo misterioso... -
-Io lo so. - Castle aveva una voce tetra, annebbiata, sicura.
Gli altri due lo guardarono scioccati. Ryan chiamò il Capitano, sicuro che la rivelazioni di Castle avrebbe cambiato del tutto il corso delle indagini.
Loro erano sempre più vicini a Kate... Sempre di più.
Kate ti verrò a prendere. Fosse anche in cima al mondo! Castle avrebbe capito solo in seguito, di quanto avesse avuto ragione.
-Il rapitore è... - i tre uomini di fronte a lui trattennero il respiro – il giudice Smith. -
Il Capitano ricominciò a respirare, lo guardo di qualcuno che è stato appena preso in giro.
-E chi te l'avrebbe detto questo? - Ryan era il più scettico dei tre.
Castle li guardò come se quella rivelazione avesse sorpreso più lui di loro.
-Me l'ha detto Kate. - e corse verso il computer più vicino.


Il Capitano non aveva creduto alla teoria di Castle fino al pomeriggio, momento in cui erano arrivati i documenti che avevano richiesto.
Castle aveva fatto una veloce ricerca sul giudice Smith, e quello che era emerso non aveva fatto altro che confermare le sue teorie.
Tra le mille carte, le ricerche, i documenti, era emerso che il giudice non se la stava passando affatto bene; e solo allora Castle capì perché non si era fatto vedere alle ultime due o tre riunioni di poker a casa sua.
Perché la moglie lo aveva appena lasciato.
Perché aveva appena dovuto sentenziare suo nipote, condannandolo a due anni in carcere per possesso di droga.
E tutta la famiglia lo odiava. Perché lui aveva scelto il lavoro, a loro.
Il giudice Smith non se la passava bene davvero.
Dai documenti arrivati nel pomeriggio il Capitano scoprì che il giudice Smith era messo male anche economicamente: la moglie gli aveva spillato via ogni singolo centesimo dal conto, ed ora si stava rivolgendo ad un avvocato perché non le pagava più gli alimenti...
Una vita sconvolta, un'intera vita spezzata nel giro di pochi attimi.
Era bastata una sentenza per sentenziare la sua vita per sempre. Per imprigionare il suo cuore e far scappare dal suo conto tutti i suoi soldi.
Dopo ore di indagini alla centrale, i voti sudati, contorti, affamati, il Capitano si rivolse a Castle. Esasperato.
-Va bene, abbiamo appurato che il giudice avesse problemi. Ma questo cosa ha a che fare con te? Cosa centra Beckett? -
Castle si fermò e per un attimo non trovò risposta a quella domanda così pertinente.
Ma poi ricordò.


Due mesi prima, a casa sua. Un tavolo di poker davanti a loro; cinque uomini seduti attorno ad esso, l'animo leggero, lo sguardo divertito.
Castle si guardò intorno. Solo lui e il giudice Smith stavano ancora giocando, un tête-à-tête indimenticabile.
Gli sguardi diventarono fuoco. L'ultima mano.
Castle guardò velocemente le carte che teneva in mano. Scala di colore.
Aveva la vittoria in pugno.
Il giudice abbassò le carte, per mostrarle: il viso trionfante, le mani già pronte a portarsi a casa il bottino.
Full.
Castle sorrise divertito, ed urlò trionfante, sbattendo le carte sul tavolo:
-Scala di colore batte full! -
Il viso di tutti i presenti si colorò d'allegria, esultarono insieme al vincitore e alla sua fortuna spacciata.
Il giudice rimase impietrito per qualche secondo, prima di assumere un tono tetro. L'uomo accanto a lui gli si rivolse con affetto:
-Dai Smith non te la prendere! - un altro uomo, si aggiunse alla conversazione, mentre Castle prendeva tutti i soldi sul tavolo.
-Si lo sai che Castle ha una fortuna maledetta! - t tutti rivolsero un occhiolino allo scrittore. Era i loro eroe, quello era il suo momento. Gli uomini continuarono imperterriti nella loro esultanza, rivolgendosi al giudice.
-Ha cervello, ha montagne di quattrini, ha una casa e una figlia meravigliosa, è affascinante ed ora... ora ha anche la donna perfetta... la sua musa....- lo canzonarono.
Era chiaro che tutti si riferissero a Beckett. La sua bellezza non era un segreto. Castle arrossì appena.
Il giudice Smith sorrise agli amici, ma quando si rivolse a Castle, il suo sguardo non ammetteva replice:
-Sei fortunato Castle. Ma prima o poi questa fortuna finirà. Anche a te la vita riserverà qualche amara sorpresa... -


Castle tornò nel mondo reale. Il ricordo era così nitido nella sua mente che per un attimo fu ancora convinto di avere le fiche vinte in mano.
Invidia, gelosia, rancore, rabbia, rivalità, concorrenza.
Ecco cosa aveva spinto il giudice Smith a portargli via la cosa a lui più cara.





ANGOLO DELL'AUTRICE
Le indagini proseguono, Castle è arrivato alla soluzione dell'intricato caso ma, le vicende non sono ancora finite! Dove avrà nascosto Kate, il nostro malvagio giudice Smith?
Ancora una volta, senza Kate il caso sarebbe stato irrisolto... Anche senza essere presente, la detective Beckett riesce a risolvere tutti i casi!
Spero che questo capitolo vi sia piaciuto, ringrazio tutti i lettori e commentatori dei capitoli precedenti, prometto di aggiornare presto!!
Vi sarei davvero grata se lasciaste un commento a questo capitolo, ho bisogno delle vostre idee, domande, critiche... insomma ho bisogno di voi!
Berenike



(Aggiunta postuma)
La fanfiction KATE TI SALVERO' ha vinto i NESA 2011 dedicati al telefilm Castle-Detective tra le righe nella sezione BEST MALE (RICHARD CASTLE) e BEST PLOT. Ringrazio tutti i miei lettori e coloro che mi hanno seguita fin dall'inizio!



   
 
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