Un incidente, un dubbio e Castle che finisce per spiare una donna. Sarà dura affrontare le conseguenze della sua personale investigazione, specie se c’è la sua amata Kate di mezzo ...
Genere: Comico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: non specificato
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Ricapitoliamo (visto che è un po’ che non posto, devo ancora riprendermi dal trauma della season finale), anzi, per essere professionale, nelle puntate precedenti:
Castle vede, per caso, in ospedale Josh in atteggiamenti equivoci con una bella donna. Decide di pedinarla per scoprire se il dottor Motocicletta abbia una tresca segreta. Finisce per farsi scoprire, viene denunciato come stalker e quando Beckett va da lui, chiedendogli spiegazioni con un suo identikit tra le mani, lui nega senza ritegno. E’Alexis a rivelare ingenuamente a Kate la triste verità!
Una fine amara
Kate era al distretto; continuava a guardare la lavagna senza troppa attenzione, senza un reale interesse. Non c’entravano nulla le 9 ore di lavoro, già abbondantemente alle spalle, o un mal di testa martellante che cominciava a farsi strada; continuava a pensare alle parole di Alexis, a quell’uscita ingenua che aveva dato un senso a tutto, un senso terribilmente amaro.
Si era così affannata alla ricerca di una spiegazione plausibile per il comportamento bizzarro di Castle, ed ora che aveva il quadro generale delle cose era straniata dal modo in cui si sentiva, dilaniata dal sollievo che Castle non fosse un pazzo innamorato di un’altra e tormentata all’idea che Josh, l’uomo con cui stava provando a costruire qualcosa, con cui aveva faticosamente provato ad abbattere le sue barriere emozionali, fosse solo un meschino traditore, l’ennesima tacca di una lista di delusioni fin troppo nutrita.
Kate si massaggiava circolarmente le tempie sperando di alleviare il dolore, quando sollevò lo sguardo e si trovò Castle davanti
-Ehi – Disse lui, rimanendo vago
Beckett chiuse gli occhi sconfortata, ci mancava Castle per acuire il suo mal di testa
-Ho una bella notizia, domani Alexis toglie la fasciatura, così posso tornare al distretto! – Disse sperando in una reazione che però non arrivò.
-Stai bene? – Aggiunse qualche secondo dopo
- Ho mal di testa Castle, non mi va di parlare. Ti prego!
-Mi dispiace, davvero! Dimmi se posso fare qualcosa.
-Credo che tu abbia già fatto abbastanza Castle, grazie. Ho una pratica per stalking da finire per merito tuo.
-Hai ragione, forse ho esagerato, non dovevo seguire quella dottoressa.
-Forse?
-Ok, non dovevo sicuramente seguirla, ma volevo capire.
-Capire cosa? E’ così difficile stare fuori dalla vita privata degli altri?
-Comprendo che tu ce l’abbia con me per il mio comportamento irresponsabile, ma pensavo avresti apprezzato le buone intenzioni almeno! E poi tu non sei “gli altri”, tu sei … Tu!
Kate rilassò le spalle rigide dopo quella frase, ma era ancora frustrata e delusa, e sfogò tutta la sua tensione emotiva su Castle
-Certo! Grazie alle tue buone intenzioni ho saputo da tua figlia, per sbaglio per giunta, qualcosa che avresti dovuto dirmi tu, 4 giorni fa.
-Non potevo venire da te, non volevo farti stare male.
-Oh invece adesso mi sento benissimo, sul serio!
- E poi, parliamoci francamente, con quale percentuale mi avresti creduto se fossi venuto da te e ti avessi detto che avevo visto Josh in atteggiamenti equivoci con un’altra?
Beckett non rispose cercando di calmarsi
-Il tuo santo Josh, il dottore che salva il mondo, che non teme la mosca zte zte e va in Africa rischiando chissà quali malattie infettive pur di salvare quei poveri cuoricini malati.
Anche Castle si stava scaldando
-La verità è che non mi avresti creduto, mi avresti dato del geloso e liquidato su due piedi.
-Quindi è colpa mia? Tu fai il maniaco e sarebbe colpa mia?
-Sto solo dicendo che ti stai arrabbiando con la persona sbagliata, non è con me che dovresti avercela, ma con chi ci ha messo in questa situazione, ossia il tuo dottorino.
-Ci ha messo? Ci? Veramente hai fatto tutto tu Castle.
-Oh certo, io sono quello che sbaglia, quello che combina guai e lui è perfetto, invece.
-E sentiamo, cosa hai scoperto? Quali sono le conclusioni delle tue indagini? In quali sordidi meandri hai trovato appartati Josh e la sua amica?
Castle titubò un attimo prima di rispondere, avrebbe voluto avere un responso differente
-La dottoressa è perfetta. Rigorosa e diligente, pensa che dispone i prodotti nel carrello della spesa in ordine alfabetico. Non ho nulla da dire, magari mi sono sbagliato. - Disse alzando le spalle, con un’aria sconfitta.
Kate si limitò a scuotere la testa come se Castle avesse appena confermato tutte le sue premesse con quella frase. Ma lo scrittore non si arrese e incalzò:
-O magari ho solo avuto sfortuna o poco tempo. So quello che ho visto e io un’amica non la guardo in quel modo, non le stringo la mano in quel modo.
I due si guardarono per qualche secondo senza parlare. Quella frase riecheggiava in modo dannatamente familiare; Castle, più che parlare di Josh, sembrava stesse parlando di loro due. Kate, comunque, non si lasciò scalfire e continuò con un fare deciso:
-Mi mancavano le tue elaborate supposizioni oggi. La verità è che hai spaventato una donna, fatto perdere del tempo a me, messo nei guai Ryan e questo per cosa? Per scoprire quello che sapevi già?
-Che il tuo Josh è perfetto? Scusami Kate, scusami se il pensiero che ti stesse tradendo mi ha mandato in tilt, scusami se ho ingaggiato una stupida caccia all’uomo solo per sapere se avevi riposto in mani giuste la tua fiducia, scusami se volevo disperatamente convincermi e provarti che hai scelto l’uomo sbagliato! Scusami!
Erano entrambi decisamente alterati. Castle aveva appena ammesso di aver fatto tutto questo per convincerla che Josh non era quello giusto. Ma perché affannarsi tanto? Forse lui aveva un’idea di chi fosse quello giusto? Forse quella era solo un’ammissione indiretta dei propri sentimenti? Kate non ebbe la calma e la lucidità di affrontare subito quei ragionamenti, anche se quelle parole le ronzarono in testa per molto tempo nelle ore successive. Si limitò a riprendere il discorso, continuando ad assumere una linea dura e per niente accomodante:
-Hai passato il limite. – Disse, esausta di tenere in piedi quella conversazione
Castle rimase a guardarla senza dire nulla. Ogni frase gli si ritorceva contro come un boomerang
-Rimani a casa anche domani e nei prossimi giorni, non mi servi al distretto. Non voglio avere intorno qualcuno di cui non posso fidarmi
-Non puoi dire sul serio Kate, andiamo. Mi stai punendo per delle colpe non mie.
-E’ tutto, ora scusami ma ho delle carte da compilare. – Disse, dandogli le spalle e ferendolo come poche altre volte gli era successo in passato.
Castle tornò a casa a pezzi, era spento in viso e terribilmente triste. Non appena Alexis lo vide, intuì che le cose al distretto non dovevano essere andate come sperava. Lui non disse nulla, si lasciò cadere sul divano, con lo sguardo perso nel vuoto. Alexis prese una confezione di gelato dal freezer, due cucchiaini e si avvicinò zoppicante al divano, si lasciò cadere anche lei, poi aprì la confezione di gelato, la avvicinò al volto del padre e disse:
-Mi fai compagnia?
Castle non rispose, si limitò a prendere la confezione e ad infilarci il cucchiaio. Prese una bella dose di gelato e la mandò giù tutto in un sol boccone.
-Si aggiusterà tutto papà.
Mise un braccio intorno alla spalla della figlia, le diede un bacio sulla fronte
-Sto già meglio, il tuo gelato ha poteri terapeutici! – Disse provando a sorridere
Alexis si accoccolò tra le braccia del padre, che la strinse forte, traendo da quell’abbraccio calore e conforto.
Beckett trovò un’atmosfera simile al rientro a casa, ma l’epilogo fu decisamente diverso...
Un profumo di arrosto attirò i suoi sensi, non appena mise piede in casa. La tavola era apparecchiata e una bottiglia di vino in un cestello di ghiaccio pronta ad essere stappata. Josh era vicino ai fornelli tutto intento a cucinare per lei. Indossava un jeans strappato e una canottiera a giromanica che metteva in risalto i suoi bicipiti scolpiti.
-A cosa devo tutto questo? –Disse Kate con un tono lievemente distaccato
-Ecco la mia super detective. –Disse lui, avvicinandosi e baciandola teneramente – Karen mi ha detto che hai risolto tutto in giornata, non avevo dubbi. Sei la migliore! – Disse e la baciò di nuovo, con più trasposto questa volta. Dopo qualche secondo ripresero fiato, kate appoggiò la fronte al suo mento, preparandosi al discorso che avrebbero dovuto affrontare. Lui le sfilò delicatamente la giacca, intenzionato a dare un seguito a quel bacio, ma Kate si scostò.
-Josh, aspetta. Dobbiamo parlare!
-E non possiamo farlo dopo. –Disse lui, avvicinandosi e afferrandola per la vita.
Kate allora fu più decisa nel divincolarsi.
-E’ una cosa seria!
Josh alzò le mani, come se gli avessero intimato di farlo, in pieno stile poliziesco.
-Da quanto conosci Karen? Perché non mi hai mai parlato di lei se siete così amici?
-Devo chiamare il mio avvocato?
-Josh, ti prego, non sono dell’umore giusto per le battute.
-Abbiamo fatto il college insieme. Non so perché non te ne ho mai parlato, non c’è mai stata l’occasione.
-E cosa provi per lei?
-Kate ma da dove vengono queste domande?
-A quanto pare siete stati visti in atteggiamenti equivoci tu e la tua amica di cui non mi hai mai parlato
-E’ assurdo. Chi ci ha visti?
-Non ha importanza chi, rispondi alla domanda.
-Non usare il tono da poliziotta con me, ok? Non ho nulla da nascondere, siamo amici e le voglio bene. Devo escludere dalla mia vita qualunque altra donna perché sto con te?
-No, ma mi aspetto che tu non flirti con altre donne, perché stai con me.
-Non ho mai flirtato con Karen
-Ah no? E tenersi per mano, guardarsi in modo languido e scambiarsi sorrisi sensuali questo come lo chiami? Per di più in ospedale, sotto gli occhi di tutti.
Kate aveva scoperto tutte le carte, voleva cogliere eventuali reazioni di Josh, ma non sapeva che Josh aveva visto Castle qualche giorno prima all’ospedale. Il ragazzo fece mentalmente il punto e non ci mise molto a capire che era stato lo scrittore a descrivere la scena
-Wow, quattro giorni netti ci ha messo lo scrittore prima di vuotare il sacco. Però, non lo facevo così resistente
-Castle non c’entra niente
-Ah no? Io invece credo che sia proprio lui il problema.
-Non cambiare discorso!
-Non essere ingenua Kate, perché credi ti abbia spiattellato tutto? Perché teme che ti stia tradendo o solo perché non sopporta l’idea che io stia con te?
-Forse era solo preoccupato, lui tiene a me e non vuole che qualcuno possa ferirmi!
-Non stavo flirtando con lei, non le ho lanciato nessuno sguardo languido, credo che il tuo amico abbia problemi di vista oppure è solo un gran bugiardo.
-Io mi fido di lui, non mi avrebbe mentito su una cosa del genere.
-Stai dicendo che credi a lui e non a me?
-No, sto dicendo che non è stato facile per lui essere onesto riguardo a quello che ha visto in ospedale. Ti sto chiedendo, anche se è difficile, di fare lo stesso!
-Sai hai ragione, il problema non è Castle, Kate, sei tu! Tu non sai quello che vuoi. Ti basta una frase di quello scribacchino da quattro soldi per mettere in discussione una storia di nove mesi, senza contare che ho rinunciato a tutto pur di stare con te.
-Continui a non rispondere!
-Vuoi sapere cosa provo per Karen? Bene, te lo dico. Sto con lei tutto il giorno in ospedale, lei mi capisce, conosce i miei tempi, i miei problemi lavorativi. E’ un’amica devota dai tempi dell’università e mi fido di lei ciecamente. Ti suona familiare?
Poi diede la stoccata finale:
-Se ti dicessi che provo per lei quello che tu provi per Castle ti starebbe bene, Kate?
La partita era chiusa. Kate non poteva rispondere e non ci fu bisogno che lo facesse. Josh la guardò mentre se ne stava in silenzio, ferma, con gli occhi al pavimento. Scosse la testa, palesemente deluso, poi prese la sua maglia, le sue chiavi e aggiunse:
- Spegni il forno tra mezz’ora se non vuoi che anche questa casa salti in aria. – Disse amaro, quasi meschino
Poi chiuse la porta sbattendola e si lasciò Kate e il loro rapporto alle spalle, definitivamente. Alcune lacrime rigarono il volto di Kate. Aveva tanti motivi per avercela con Josh, con se stessa, con Castle … In quella sera aveva litigato con tutti gli uomini importanti della sua vita sentimentale e distrutto due rapporti, fino a poco tempo prima abbastanza solidi, ma per l’unico essenziale c’era ancora modo di rimediare.
Ciao a tutti,
capitolo agrodolce, di certo diverso dai soliti che scrivo! Credo fosse inevitabile un confronto sia tra Kate e Rick, sia tra Kate e il dottorino, così ce lo siamo anche tolti simpaticamente dalle scatole (forse l'ho anche dipinto un tantino più strxxzo di quello che è, ma fa niente, l'importante è che sia fuori dai giochi)! Mi sarei presa qualche altro giorno per postare, per riprendermi dal trauma della 3x24, ma una terrorista sarda mi ha dato un ultimatum :) !
Ci leggiamo al prossimo, che è anche l’epilogo!
Al solito ringrazio tutti per la lettura e i commenti, se vorrete lasciarne
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