Kate
prima di entrare in casa si ripulì i vestiti dalla sabbia mentre
Castle, entrò
incurante senza controllare di sporcare la casa.
Tanto
era la sua, che importava?
Si
precipitò verso il forno e ormai il tacchino era pronto. Potevano
iniziare a
cenare, anche perché si erano già fatte le nove passate di sera.
Si
voltò e vide Kate scuotersi i capelli eliminando la sabbia e i residui
di neve,
anche se ormai le si stavano inumidendo i capelli.
Castle
le si avvicinò sorridendo gentile, le prese le mani e la attirò a se,
conducendola
verso il caminetto acceso.
Lei
lo lasciò fare.
Si fece condurre verso quella fonte di calore.
Aveva le mani
congelate e Castle, accortosi delle sue mani gelide, una volta vicino
al fuoco,
non le lasciò andare, ma cercò di trasmetterle invece il suo calore per
riscaldarla.
Le
sfregava e le accarezzava, ma ad un certo punto le intrecciò e Kate lo
guardava
con un’espressione sognante, senza dire nulla ma con un sorriso sulle
labbra.
Entrambi
notarono come le loro dita si incastrassero alla perfezione come se
fossero due
pezzi dello stesso puzzle.
Kate
abbassò lo sguardo su di esse. Sorrise.
Vedendo
le loro mani così intrecciate non poté non pensare
alle parole di Lanie e di Josh.
Tutti
le dicevano che era innamorata di Castle. Tutti si rendevano conto del
loro
amore. Possibile che solo lei non lo vedesse?
No,
dovette ammettere a se stessa che questo sentimento lo sentiva da tanto
ormai e
che neppure Josh era riuscito a farle dimenticare Castle.
Ma
per Kate c’era ancora la questione Gina da risolvere.
Lei,
quella biondina che gliel’aveva portato via quell’estate, quando stava
per
accettare il suo invito. Quella donna che, a saputa di Beckett, era
ancora la
compagna di Castle.
Sentì
un durò colpo al cuore, proprio com’era successo al distretto quella
volta
quando Gina li aveva interrotti.
Non
poteva farlo. Non poteva amare un uomo che apparteneva ad un’altra
donna.
Lentamente
staccò le mani e sempre sorridendo, mascherando la sua tristezza, disse:
-“Mangiamo? Muoio di fame!”-
Il
suono dell’orologio a pendolo segnava le 9 e mezzo e lo stomaco di
Castle
brontolò in risposta. Si, avevano fame.
Velocemente
apparecchiarono e Kate sistemò altre candele per la casa e due sul
tavolo.
Infine spense la luce, lasciando solo che la stanza venisse illuminata
dalle
candele, e quando Castle la guardò interrogativo disse:
-“E’
una cosa che facevamo sempre a casa. Lasciavamo acceso l’albero e le
luci di
Natale, e poi accendevamo le candele. È più natalizio come clima se
togliamo la
luce delle lampade, non trovi?”- disse sorridendo quasi come se si
vergognasse
di aver creato un’atmosfera così romantica.
-“E’
molto bello, hai ragione!”- disse Castle sorridendole.
-“Ma
ora mangiamo e vediamo se mi dirai che nessuno ha mai cucinato così per
te!”-
disse gonfiando il petto in segno di orgoglio.
-“Calma
Castle! Non montarti la testa!”- disse Beckett ridendo.
Castle
portò il tacchino in tavola e con gesti teatrali, che Beckett reputò
alquanto
inutili, tagliò il povero animale.
Kate
assaggiò il primo boccone e dovette ammettere che erano anni che non
gustava un
tacchino così buono.
-“Castle!
È davvero buono!”- esclamò.
-“Cos’è
questa sorpresa?! Io sono un ottimo cuoco!”- disse lo scrittore,
mangiando a
sua volta.
-“Nessuno
l’ha mai messo in dubbio Castle… visto e considerata la tua pancetta!”-
lo
punzecchiò la detective.
Castle
si portò una mano sul cuore.
-“Ancora
con questa storia?! Ma tu, Ryan ed Esposito non lavorate invece di
guardare il
mio fisico?”-
-“Che
c’entrano Ryan ed Espo ora? Oh mio Dio!! Te l’hanno detto anche loro
due vero?!
Hahahaha Castle, se già tre persone ti dicono che hai la pancia
dev’essere
vero!”-
Castle
mise su il suo solito broncio da bambino offeso.
-“Guarda
che io ho gli addominali!”- rispose convinto.
-“Si
certo! Gli addominali a maialino!”- ribatté la detective.
Castle
continuò a mangiare moggio il suo tacchino, così Kate sentendosi in
colpa per
averlo preso in giro, si alzò e gli sussurrò all’orecchio:
-“Io
adoro gli addominali a maialino.”- e con fare seducente e ancheggiando
più del
dovuto andò a prendere il pane.
Castle
deglutì sonoramente.
Kate
si era fatta perdonare. Aveva sentito il suo profumo e la sua voce
calda
sussurrargli qualcosa per farlo sentire meglio, e in più aveva
ancheggiato solo
per lui.
Quella
donna l’avrebbe spedito al manicomio prima o poi.
Continuarono
a cenare. Castle si era davvero superato. Aveva preparato tutto ciò che
sarebbe
potuto piacere a Kate. Tutto pur di farla felice, tanto che a un certo
punto
Kate esclamò:
-“Oddio,
Castle!! Sono piena come un uovo! Non ce la faccio più. Mangiamo da
quasi
un’ora e mezza!”-
-“Come?!
C’è ancora il dolce!”- esclamò esterrefatto che la sua musa volesse
fermarsi
lì.
-“Non
credo che potrei far entrare qualcos’altro nello stomaco!”-
-“A
questo non potrai dire di no!”- rispose soddisfatto andando a
recuperare dal
frigo una scatola rosa, contenente qualcosa di pasticceria.
Kate
lo guardò. Era davvero sazia, ma lui aveva fatto tutto questo per lei e
non
voleva che ci rimanesse male.
-“Ok…
che cos’è quello?!”- chiese indicando la scatola che conteneva
sicuramente una
torta.
Castle
l’aprì e rivelò il suo contenuto: un cheesecake alla ciliegia.
A
Kate le si illuminarono gli occhi. Adorava quella torta.
-“So
che ti piace così ho pensato di prenderla!”- rispose sedendosi affianco
a lei e
tagliando una porzione per Kate.
-“Come
facevi a sapere che mi piace?!”- domandò curiosa la donna.
-“Io
so tante cose di te, mia musa!”- rispose piantando i suoi occhi su
quelli della
bella detective.
Kate
arrossì, ma poi decise di provocare lo scrittore. Afferrò una ciliegia
e con
fare sensuale, facendo giocare la ciliegia con la sua lingua e bocca,
chiese:
-“Ed
esattamente… cosa sai di me?”-
Castle
deglutì. Non c’era che dire, Kate Beckett era proprio una provocatrice
nata.
Con
un po’ di difficoltà, e continuando a fissare le labbra di Beckett, con
l’unico
desiderio di baciarla, rispose:
-“…tutto!”-
Kate
sorrise compiaciuta per essere riuscita a provocarlo. Adorava l’effetto
che lei
era in grado di fargli e che lui non negava affatto.
Beckett
assaggiò la torta e chiuse gli occhi come se volesse avere per sempre
il sapore
della cheesecake in bocca.
-“Wow
Castle! È davvero ottima!”-
-“Sono
contento che ti piaccia!”- rispose contento di averla resa felice e
tagliandosi
una porzione esagerata per sé.
Kate
lo guardò e scosse la testa.
Finita
la cena Castle si alzò per sparecchiare con Kate subito dietro cercando
di
dargli una mano.
-“Non
ce la fai proprio a stare ferma eh?!”- chiese Castle.
-“No!”-
rispose soddisfatta.
-“E
dai, sei un’ospite, lascia che faccia io!”-
-“No,
Castle. Ho mangiato anche io e sto soggiornando qui, quindi ti aiuto!”-
rispose
decisa.
-“Va
bene. Allora io lavo e tu asciughi.”-
Iniziarono
così a lavare e asciugare piatti, bicchieri, posate.
Notarono
entrambi come i loro movimenti si armonizzassero fra loro, come fossero
un
tutt’uno.
Beckett
gli lanciava occhiate furtive pensando di non essere vista, mentre lui
sorrideva sotto i baffi.
La
detective si ritrovò a pensare che non sarebbe stata male una scena
così tutti
i giorni.
Tanti
flash di loro due fidanzati e poi sposati apparvero davanti ai suoi
occhi.
Una
bambina con due occhi azzurri richiamava la sua attenzione indicando il
fratellino tutto sporco di marmellata con le mani ancora nel vasetto.
Kate
arrossì e abbassò lo sguardo.
Era
poi così sbagliato sognare una vita felice con l’uomo che dovette
ammettere a
se stessa, sapeva di amare?
No
non lo era. Meritava anche lei di essere felice. Dopo tutto quello che
aveva
passato aveva bisogno di un po’ di felicità.
E
ora lo sapeva, aveva finalmente capito che il suo cuore batteva per
lui,
nonostante avesse più volte rifiutato l’idea e negato fino allo
sfinimento.
Ora
lo sapeva. Se ne rendeva conto.
Castle
finì di lavare i piatti ma Beckett era talmente immersa nei suoi
pensieri che
neppure se ne accorse.
Avvicinatosi
un po’ di più a lei, notò il suo rossore e subito ne approfittò:
-“Sei
arrossita detective. Pensavi forse a me?!”- chiese malizioso.
Beckett
sollevò lo sguardo uscendo da quel vortice di pensieri, per scoprire il
volto
dello scrittore vicino, molto vicino al suo.
Erano
lì, entrambi che si perdevano negli occhi dell’altro, di nuovo, per
l’ennesima
volta in quella giornata, inscenando quella che Castle nel suo libro
aveva
chiamato ‘scena dei profumi’.
Prima
che uno dei due potesse dire o fare qualsiasi cosa, anche solo pensare
qualcosa, il cellulare di Castle trillò, seguito a ruota da quello di
Beckett.
Non
poteva essere un omicidio.
Montgomery le aveva dato le ferie e poi non aveva
assolutamente voglia di andare a lavorare, non ora.
Afferrò
quell’oggetto maledetto e lesse un messaggio di Lanie:
“Allora, sei
andata negli Hamptons con il tuo scrittore? Xoxo L.”
Kate
sorrise. Lanie ci teneva così tanto a lei, e faceva il tifo per loro.
Ma ora
non aveva voglia di rispondere, ci avrebbe pensato più tardi.
Nel
mentre Castle la raggiuse anch’egli sorridendo, tanto che Kate pensò
che fosse
Gina.
-“Buone
notizie?”- chiese con una morsa sempre più stretta allo stomaco.
-“Oh..
si! Alexis mi ha scritto che ha appena intavolato un discorso teologico
con il
nonno di Ashley. Si sta molto divertendo e ci augura Buon Natale.”-
Kate
quasi svenne dalla felicità. Non era Gina. Non era la biondina tutta
curve ad
averlo cercato. In effetti ora che ci pensava, in tutta la giornata né
lui né
lei si erano sentiti.
-“Sono
contenta per lei… e quando la senti falle gli auguri anche da parte
mia!”-
disse con un sorriso.
-“Allora,
Josh ci raggiunge?”- chiese infine Castle.
Kate
non sapeva che rispondere. Era arrivato il momento di confessare?
Decise
di deviare la domanda.
-“E
se guardassimo un film?”-
Castle
socchiuse gli occhi sospettoso. Aveva volutamente cambiato argomento
senza
neppure nascondersi troppo.
Si
avvicinò a lei, intenta a scegliere un dvd nell’immensa collezione di
Castle e
quando trovò quello che cercava, si girò trionfante da lui.
-“Non
è Natale senza ‘A Christmas Carol’.”-
-“Andata!”-
esclamò lo scrittore.
Si
accomodò sul divano mentre Castle lottava con il lettore dvd. Quando fu
riuscito a farlo funzionare, la raggiunse sedendosi affianco a lei, ma
prima di
azionare play corse in cucina e ritorno con una scatola contenente
ciambelle.
-“Oddio
Castle! Vuoi ancora mangiare?”- domandò sconvolta Kate.
-“Che
c’è?! Ho fame!”- rispose azzannando una ciambella.
-“Non
è fame questa! È ingordigia! Sei un pozzo senza fondo! Mi sorprende che
tu
riesca ancora a passare dalle porte!”- esclamò facendo partire il film.
Castle
fece un sorriso sarcastico ma continuando a mangiare, iniziarono a
guardare il
film, di come il fantasma di Marley fece visita a Scrooge
annunciandogli
l’arrivo di tre spiriti per dargli un’ultima possibilità ed evitare la
sorte
patita da Marley stesso.
Ad
un certo punto Kate prese una ciambella.
-“Ooh
visto detective? Lo sapevo che l’avresti presa!”- esclamò soddisfatto
Castle.
-“Ingrasserò
di due kili solo per la cena di oggi. Dovrò allenarmi più duramente
quando
ritornerò a lavoro. Sai cosa vuol dire questo?”- disse indicando la
ciambella,
mentre Castle scuoteva il capo in segno negativo. –“Significa che dovrò
fare
due ore in più sul tapis roulant e un’ora in più di cyclette!”- disse
sconsolata.
-“Oh
se vuoi la mangio io al tuo posto!”- si offrì volontario lo scrittore.
Beckett
d’istinto tirò via la ciambella dalla sua portata d’aria, staccandone
un
pezzetto ed evitando che lo scrittore gliela rubasse.
Castle
rise, ma vide che Kate era sporca di zucchero a velo.
Delicatamente
ma con un tocco deciso, con il pollice levò lo zucchero dal labbro
inferiore
della detective, indugiando più del dovuto sul labbro.
Kate
chiuse gli occhi, volendo assaporare quel momento così intimo e dolce,
ma
Castle le sussurrò:
-“Anche
se ingrassassi di qualche kilo, ai miei occhi saresti comunque
stupenda.”-
Kate
aprì gli occhi, trovandosi quelli di Castle ben piantati su di lei.
Voleva
dire qualcosa, ma tutto quello che riuscì a fare fu solo di arrossire e
ringraziare debolmente.
Castle
avvertendo il suo imbarazzo si precipitò ad aggiungere:
-“Beh
credo che anche agli occhi di Josh saresti stupenda lo stesso!”-
Sentì
un tuffo al cuore. Non avrebbe mai voluto che Josh potesse ammirarla,
la voleva
tutta per se. Era geloso.
Kate
invece sospirò, uscendo finalmente dall’imbarazzo, mangiando un altro
pezzetto
della ciambella. Castle notò il suo umore quando si parlava di Josh ma
aveva
deciso di darle il suo tempo e spazio, se avesse voluto un giorno
parlargli.
Kate
finì la sua ciambella e con lo sguardo basso disse:
-“Beh
anche se dovessi ingrassare non sarebbe più un problema di Josh. Ci
siamo
lasciati.”- ammise infine togliendosi quel grosso macigno dallo stomaco.
Castle
la guardò sbattendo le palpebre velocemente, come se si fosse svegliato
da un
sogno.
-“Cosa?
Quando? Come? Perché?”- chiese sconvolto.
-“Hai
altre domande?”- chiese sarcastica.
Castle
fece segno di no con la testa.
-“Bene!
Ci siamo lasciati ieri, molto civilmente e perché non ero innamorata di
lui! Ti
va bene? Ho risposto esaurientemente alle tue domande?”- chiese con un
mezzo
sorriso.
Castle
annuì.
Non
lo amava, non amava il dottore motocicletta.
Si erano lasciati perché lei non
era innamorata di lui. E lei stava bene così, non era dispiaciuta e non
si
struggeva per lui. Castle non poté non sentire il suo cuore riempirsi
di gioia.
-“Anche
io e Gina… non stiamo più insieme.”- ammise anche lui.
-“Cosa?
Quando? Come? Perché?”- chiese Kate sorridendo usando la stessa tecnica
che lui
aveva usato con lei.
Lui
sorrise e con semplicità rispose:
-“Mi
ha lasciato un paio di settimane fa. In verità mentre cercavo il regalo
di
Natale per te!”- esclamò.
-“Cosa?
Hai portato la tua fidanzata a cercare un regalo per un’altra donna? Ci
credo
che ti ha lasciato, non è stato molto carino!”- rispose Kate.
-“Perché?
Lei è una donna avrebbe potuto aiutarmi a scegliere!”- rispose confuso.
-“Castle,
non è carino che una donna veda il proprio uomo scegliere un regalo per
un’altra, è…. Aspetta, hai fatto scegliere il mio regalo a Gina?”-
chiese
orripilata.
Se
l’avesse scelto Gina sarebbe stato qualcosa di rosa o leopardato.
-“No!
No!! Non lo farei mai!! Ho pensato io al tuo regalo! E poi credo che mi
abbia
lasciato perché… beh, credo che abbia capito che infondo non
l’amassi.”- disse
amaramente.
Lui
era stanco dell’ordinario. Lui voleva la magia!
Kate
ascoltò con attenzione le parole di Castle. Com’era successo anche a
lei e
Josh, uno dei due non era innamorato dell’altro e continuare una storia
senza
le basi fondamentali, non aveva nessun senso.
Kate
respirò profondamente e piegando le gambe sul divano, appoggiò la testa
sulla
spalla di Castle continuando a guardare il film, anche se ormai era
passato in
secondo piano. Nella sua testa continuavano a vorticare le parole di
Castle.
Quest’ultimo
vedendo quanto lei si fosse accoccolata a lui, e sorridendo fra sé e
sé, le
cinse le spalle con un braccio, avvicinandola di più al suo corpo.
L’orologio
a pendolo segnò la mezzanotte.
Era
Natale.
Kate
aprì gli occhi sentendo il suono dell’orologio. Si era addormentata
guardando il film, ma Castle no. Infatti
lo trovò a fissarla.
-“Castle!
Ti ho detto centinaia di volte di non fissarmi. È… spaventoso!”-
-“Beh,
mi sono incantato guardandoti dormire. Sei così bella quando dormi!”-
disse, ma
subito capì l’errore commesso perché Kate ridusse a due fessure gli
occhi.
-“Oh
quindi sono un mostro quando sono sveglia?”- chiese con sarcasmo.
-“No!
Non intendevo questo. E lo sai!”- rispose Castle, anche se era un po’
spaventato.
Gli
angoli della bocca di Kate si piegarono all’insù.
-“Grazie!”-
rispose debolmente, ma poi si ricordò del pendolo che aveva segnato la
mezzanotte. Era la notte di Natale.
-“Buon
Natale, Castle!”- disse avvicinandosi a lui e lasciandogli un piccolo
bacio
sulla guancia, -“Apriamo i regali?”- chiese veloce Beckett.
-“C-certo!”-
rispose lui, facendo scorrere due dita nel punto in cui le sue labbra
avevano
toccato così delicatamente la sua pelle.
Prendendogli
le mani lo strascinò verso l’albero di Natale, e afferrando le due
calze sul
caminetto, gli consegnò il suo pacchetto.
-“Ecco…
è giusto un pensierino!”- disse Kate, un po’ imbarazzata.
Castle
ringraziò e sorrise, porgendole il suo regalo.
Iniziarono
a scartare gli altri, come se ci fosse un tacito accordo fra loro di
aprire il
loro regalo per ultimo.
Castle
ricevette una penna da Lanie ed Esposito, mentre Ryan e Jenny gli
regalarono un
maglione blu. Ora rimaneva da aprire quello di Kate ma la donna era
bloccata
sul regalo ricevuto da Lanie ed Esposito.
Mentre
Jenny e Ryan erano rimasti più sul classico regalandole un libro, Lanie
ed Espo
le avevano regalato un completo intimo. Reggiseno e slip rossi con
allegato una
cuffia di Babbo Natale.
Kate
diventò dello stesso colore del completo e poi lesse il bigliettino:
“Per le tue
serate di fuoco o col dottore o con lo scrittore, decidi tu! Buon
Natale,
tesoro. L&E
Ps:
L’ho
scelto da sola. Javi non ha idea di cosa ti abbiamo regalato. Xoxo L.”
Kate
continuava a fissare il completo. Era davvero molto carino e molto
sexy, per
fortuna fra le varie carte di regali era riuscita a nasconderlo agli
occhi di
Castle.
-“Ehi,
cosa ti hanno regalato Lanie ed Esposito?”- chiese curioso strisciando
verso di
lei.
-“Nulla,
nulla!”- rispose velocemente rimettendo tutto a posto.
-“Uh!
È qualcosa che ti ha sconvolto eh! Dai fammelo vedere.”- chiese
malizioso.
Ma
Kate decise di provocarlo ulteriormente. Ora che sapeva che lui non era
più di
un’altra donna, poteva provocarlo senza sentirsi troppo in colpa.
-“No
Rick,”- disse marcando volutamente sul suo nome, -“non posso fartelo
vedere,
perché non resisteresti all’immagine di me con quello addosso!”- disse
provocatoria.
Castle
deglutì. L’aveva provocato e lui c’era cascato come un pollo, tanto che
alla
sua faccia Kate scoppiò in una fragorosa risata.
-“Su
forza, apri il mio regalo!”- disse ancora sghignazzando.
Castle
tutto emozionato iniziò a scartare il regalo di Kate: era una tazza con
la
scritta: ‘I really am ruggedly handsome aren’t I?’, e una cover per il
cellulare con dietro stampato il giubbotto antiproiettile con scritto
writer.
-“Ma…
questa frase…”- disse indicando la tazza.
-“Già.
Qualcuno deve averti sentito quel giorno e l’hanno pure stampata su una
tazza!”- disse Kate quasi sconvolta della cosa.
-“Ma
è fantastica!! È la tazza fatta per me!!!”- rispose tutto soddisfatto,
abbracciandola.
-“Graziegraziegrazie!”-
-“Prego!
Non emozionarti troppo però!”- disse scherzando.
-“Su
ora apri il mio.”- rispose Castle ponendo da una parte i suoi regali.
Kate
afferrò il cilindro impacchettato e iniziò a scartarlo, quando capì che
era uno
di quei coni che contenevano i disegni.
Lo
aprì con mano tremante e ne estrasse un disegno.
Era
lei.
Castle
le aveva fatto fare un ritratto. Ed era bellissimo.
-“Rick!
E’… è… stupendo!”- disse.
Era
senza parole.
-“Ti
piace?”- chiese contento.
-“Molto…
wow… non so cosa dire. Grazie!”- disse guardandolo negli occhi.
-“Sono
contento che ti piaccia.”-
-“Dove
hai preso la foto?”- chiese anche se sapeva la risposta.
-“Ho
contattato tuo padre e mi ha dato una bella scatola di foto tue.”-
rispose ora
con un tono malizioso, sollevando un sopracciglio.
-“Ha
fatto cosa??”- chiese Kate alzando la voce.
-“Calma,
calma. Stavo scherzando!”- disse tirando su le mani come se fosse
colpevole.
Beckett
lo guardò male ma era ancora estasiata dal ritratto che non ci badò
tanto.
E
poi Castle la chiamò.
-“Kate…”-
-“Um?!”-
rispose continuando a fissare il suo regalo.
-“Girati.”-
disse semplicemente.
Kate
si voltò e vide che lui aveva un altro pacchetto fra le mani.
Una
scatoletta rettangolare blu.
-“Questo
è il vero regalo.”- disse abbassando la voce.
Kate
lo prese. Era una scatoletta di gioielleria.
Cosa
poteva esserci? Un bracciale? Una collana? Cos’altro in una scatoletta
rettangolare?
Deglutì,
e lo aprì tremante.
Sbarrò
gli occhi.
Era
la collana con l’anello di sua madre. Una lacrima le scappò ribelle
dagli
occhi, felice di averla ritrovata.
Ma
subito dopo la sua parte razionale uscì con prepotenza.
-“L’avevi
tu, tutto questo tempo?”- chiese arrabbiata.
-“Si!
L’ho trovata e…”-
-“E
così non hai pensato di restituirmela subito ma te la sei tenuta per
fare bella
figura a Natale?”- chiese mentre la rabbia la stava assalendo.
-“No,
aspetta non hai capito!”- cercò di parlare lui.
-“Cosa
c’è da capire, Castle? L’hai trovata o me l’hai presa?”- chiese
scattando in
piedi.
Castle
non capì più nulla e reagì:
-“Come
puoi solo pensarlo? E poi come avrei fatto a rubartela se non te ne
separi
mai?”- rispose alzandosi a sua volta.
-“Bene!
L’hai trovata!! E non potevi restituirmela subito invece di tenertela
per te?”-
chiese avvelenata.
-“Quando
l’ho trovata, la catenina era rotta e l’anello pure. Li ho fatti
aggiustare,
ecco perché sono tornato a New York, perché l’orafo l’ha finita questa
mattina!!”-
esclamò arrabbiato.
-“Potevi
dirmelo! Hai idea di quanto sia stata male credendo di averla persa??”-
Ormai
le voci si facevano sempre più alte.
Kate
non aveva capito e Castle non capiva perché si era arrabbiata.
-“Appunto,
è per questo che ho preferito fartela aggiustare piuttosto che fartela
vedere
rotta!”-
-“Avrei
potuto farla aggiustare io! So badare a me stessa!!”- esclamò con le
lacrime
agli occhi.
-“Kate
ti rendi conto che non ha senso questa discussione?”- disse infine lo
scrittore.
Ma
la detective era orgogliosa, quindi non rispose, raccolse i suoi regali
e si
diresse verso la porta con la ferma intenzione di andare via.
-“Dove
stai andando?”- chiese Castle esasperato.
-“Torno
a casa!”- rispose decisa.
-“Sei
con la mia macchina, e per di più fuori sta ancora nevicando. Non puoi
spostarti da qui!”- rispose contento di averla zittita.
Kate
si voltò verso la finestra e vide che effettivamente stava ancora
nevicando.
-“Bene!”-
esclamò a denti stretti, dirigendosi in camera sua.
-“Bene!!”- le urlò dietro Castle, ma tutto ciò che udì fu il rumore della porta sbattuta della camera di Kate.
ANGOLO MIO: Ma ciaoooooo!!! Buona Pasqua ormai!!! xD
ahahahhah sto Natale è infinito!!!
cmq sono felice di annunciare che è finalmente finita quindi aggiornerò
cn più regolarità!!
ok che dire di questo capitolo??? lunghetto, succede tanto, Kate ha
sclerato male come sempre... xD
allora per il regalo della cover per il
cellulare di Castle si ringrazia la fantasia di Angol.. xD
il disegno, ve lo allego sotto... ne avevo trovati tanti sul web, ma
non mi sembrava giusto usare il lavoro di un altro, quindi ho preso una
foto di Stana, e l'ho modificata..non è il max lo so! xD
bon non ho altro da dire... lascio la parola a voi...
di nuovo Buona Pasqua! xD
sbaciotti e tanti unicorni a tutti!
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