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Autore: Mari24    05/02/2012    10 recensioni
"Neppure Beckett era felice all’idea di passare il Natale con Gina e Castle.
Non voleva assolutamente essere il terzo incomodo. Per un attimo pensò di invitare anche Josh, in fondo Castle aveva esteso l’invito anche a lui, ma poi Kate ci ripensò. Non sapeva perché, ma non voleva avere Josh intorno."
Genere: Generale, Romantico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: non specificato | Personaggi: Kate Beckett, Richard Castle
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
Capitoli:
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Kate prima di entrare in casa si ripulì i vestiti dalla sabbia mentre Castle, entrò incurante senza controllare di sporcare la casa.

Tanto era la sua, che importava?

Si precipitò verso il forno e ormai il tacchino era pronto. Potevano iniziare a cenare, anche perché si erano già fatte le nove passate di sera.

Si voltò e vide Kate scuotersi i capelli eliminando la sabbia e i residui di neve, anche se ormai le si stavano inumidendo i capelli.

Castle le si avvicinò sorridendo gentile, le prese le mani e la attirò a se, conducendola verso il caminetto acceso.

Lei lo lasciò fare.
Si fece condurre verso quella fonte di calore.

Aveva le mani congelate e Castle, accortosi delle sue mani gelide, una volta vicino al fuoco, non le lasciò andare, ma cercò di trasmetterle invece il suo calore per riscaldarla.

Le sfregava e le accarezzava, ma ad un certo punto le intrecciò e Kate lo guardava con un’espressione sognante, senza dire nulla ma con un sorriso sulle labbra.

Entrambi notarono come le loro dita si incastrassero alla perfezione come se fossero due pezzi dello stesso puzzle.

Kate abbassò lo sguardo su di esse. Sorrise.

Vedendo le loro mani così intrecciate non poté non  pensare alle parole di Lanie e di Josh.
Tutti le dicevano che era innamorata di Castle. Tutti si rendevano conto del loro amore. Possibile che solo lei non lo vedesse?

No, dovette ammettere a se stessa che questo sentimento lo sentiva da tanto ormai e che neppure Josh era riuscito a farle dimenticare Castle.

Ma per Kate c’era ancora la questione Gina da risolvere.

Lei, quella biondina che gliel’aveva portato via quell’estate, quando stava per accettare il suo invito. Quella donna che, a saputa di Beckett, era ancora la compagna di Castle.

Sentì un durò colpo al cuore, proprio com’era successo al distretto quella volta quando Gina li aveva interrotti.

Non poteva farlo. Non poteva amare un uomo che apparteneva ad un’altra donna.

Lentamente staccò le mani e sempre sorridendo, mascherando la sua tristezza, disse:
-“Mangiamo? Muoio di fame!”-

Il suono dell’orologio a pendolo segnava le 9 e mezzo e lo stomaco di Castle brontolò in risposta. Si, avevano fame.

Velocemente apparecchiarono e Kate sistemò altre candele per la casa e due sul tavolo. Infine spense la luce, lasciando solo che la stanza venisse illuminata dalle candele, e quando Castle la guardò interrogativo disse:

-“E’ una cosa che facevamo sempre a casa. Lasciavamo acceso l’albero e le luci di Natale, e poi accendevamo le candele. È più natalizio come clima se togliamo la luce delle lampade, non trovi?”- disse sorridendo quasi come se si vergognasse di aver creato un’atmosfera così romantica.

-“E’ molto bello, hai ragione!”- disse Castle sorridendole.

-“Ma ora mangiamo e vediamo se mi dirai che nessuno ha mai cucinato così per te!”- disse gonfiando il petto in segno di orgoglio.

-“Calma Castle! Non montarti la testa!”- disse Beckett ridendo.

Castle portò il tacchino in tavola e con gesti teatrali, che Beckett reputò alquanto inutili, tagliò il povero animale.

Kate assaggiò il primo boccone e dovette ammettere che erano anni che non gustava un tacchino così buono.

-“Castle! È davvero buono!”- esclamò.

-“Cos’è questa sorpresa?! Io sono un ottimo cuoco!”- disse lo scrittore, mangiando a sua volta.

-“Nessuno l’ha mai messo in dubbio Castle… visto e considerata la tua pancetta!”- lo punzecchiò la detective.

Castle si portò una mano sul cuore.

-“Ancora con questa storia?! Ma tu, Ryan ed Esposito non lavorate invece di guardare il mio fisico?”-

-“Che c’entrano Ryan ed Espo ora? Oh mio Dio!! Te l’hanno detto anche loro due vero?! Hahahaha Castle, se già tre persone ti dicono che hai la pancia dev’essere vero!”-

Castle mise su il suo solito broncio da bambino offeso.

-“Guarda che io ho gli addominali!”- rispose convinto.

-“Si certo! Gli addominali a maialino!”- ribatté la detective.

Castle continuò a mangiare moggio il suo tacchino, così Kate sentendosi in colpa per averlo preso in giro, si alzò e gli sussurrò all’orecchio:

-“Io adoro gli addominali a maialino.”- e con fare seducente e ancheggiando più del dovuto andò a prendere il pane.

Castle deglutì sonoramente.

Kate si era fatta perdonare. Aveva sentito il suo profumo e la sua voce calda sussurrargli qualcosa per farlo sentire meglio, e in più aveva ancheggiato solo per lui.

Quella donna l’avrebbe spedito al manicomio prima o poi.

 

Continuarono a cenare. Castle si era davvero superato. Aveva preparato tutto ciò che sarebbe potuto piacere a Kate. Tutto pur di farla felice, tanto che a un certo punto Kate esclamò:

-“Oddio, Castle!! Sono piena come un uovo! Non ce la faccio più. Mangiamo da quasi un’ora e mezza!”-

-“Come?! C’è ancora il dolce!”- esclamò esterrefatto che la sua musa volesse fermarsi lì.

-“Non credo che potrei far entrare qualcos’altro nello stomaco!”-

-“A questo non potrai dire di no!”- rispose soddisfatto andando a recuperare dal frigo una scatola rosa, contenente qualcosa di pasticceria.

Kate lo guardò. Era davvero sazia, ma lui aveva fatto tutto questo per lei e non voleva che ci rimanesse male.

-“Ok… che cos’è quello?!”- chiese indicando la scatola che conteneva sicuramente una torta.

Castle l’aprì e rivelò il suo contenuto: un cheesecake alla ciliegia.

A Kate le si illuminarono gli occhi. Adorava quella torta.

-“So che ti piace così ho pensato di prenderla!”- rispose sedendosi affianco a lei e tagliando una porzione per Kate.

-“Come facevi a sapere che mi piace?!”- domandò curiosa la donna.

-“Io so tante cose di te, mia musa!”- rispose piantando i suoi occhi su quelli della bella detective.

Kate arrossì, ma poi decise di provocare lo scrittore. Afferrò una ciliegia e con fare sensuale, facendo giocare la ciliegia con la sua lingua e bocca, chiese:

-“Ed esattamente… cosa sai di me?”-

Castle deglutì. Non c’era che dire, Kate Beckett era proprio una provocatrice nata.

Con un po’ di difficoltà, e continuando a fissare le labbra di Beckett, con l’unico desiderio di baciarla, rispose:

-“…tutto!”-

Kate sorrise compiaciuta per essere riuscita a provocarlo. Adorava l’effetto che lei era in grado di fargli e che lui non negava affatto.

Beckett assaggiò la torta e chiuse gli occhi come se volesse avere per sempre il sapore della cheesecake in bocca.

-“Wow Castle! È davvero ottima!”-

-“Sono contento che ti piaccia!”- rispose contento di averla resa felice e tagliandosi una porzione esagerata per sé.

Kate lo guardò e scosse la testa.

 

Finita la cena Castle si alzò per sparecchiare con Kate subito dietro cercando di dargli una mano.

-“Non ce la fai proprio a stare ferma eh?!”- chiese Castle.

-“No!”- rispose soddisfatta.

-“E dai, sei un’ospite, lascia che faccia io!”-

-“No, Castle. Ho mangiato anche io e sto soggiornando qui, quindi ti aiuto!”- rispose decisa.

-“Va bene. Allora io lavo e tu asciughi.”-

Iniziarono così a lavare e asciugare piatti, bicchieri, posate.

Notarono entrambi come i loro movimenti si armonizzassero fra loro, come fossero un tutt’uno.

Beckett gli lanciava occhiate furtive pensando di non essere vista, mentre lui sorrideva sotto i baffi.

La detective si ritrovò a pensare che non sarebbe stata male una scena così tutti i giorni.

Tanti flash di loro due fidanzati e poi sposati apparvero davanti ai suoi occhi.

Una bambina con due occhi azzurri richiamava la sua attenzione indicando il fratellino tutto sporco di marmellata con le mani ancora nel vasetto.

Kate arrossì e abbassò lo sguardo.

Era poi così sbagliato sognare una vita felice con l’uomo che dovette ammettere a se stessa, sapeva di amare?

No non lo era. Meritava anche lei di essere felice. Dopo tutto quello che aveva passato aveva bisogno di un po’ di felicità.

E ora lo sapeva, aveva finalmente capito che il suo cuore batteva per lui, nonostante avesse più volte rifiutato l’idea e negato fino allo sfinimento.

Ora lo sapeva. Se ne rendeva conto.

Castle finì di lavare i piatti ma Beckett era talmente immersa nei suoi pensieri che neppure se ne accorse.

Avvicinatosi un po’ di più a lei, notò il suo rossore e subito ne approfittò:

-“Sei arrossita detective. Pensavi forse a me?!”- chiese malizioso.

Beckett sollevò lo sguardo uscendo da quel vortice di pensieri, per scoprire il volto dello scrittore vicino, molto vicino al suo.

Erano lì, entrambi che si perdevano negli occhi dell’altro, di nuovo, per l’ennesima volta in quella giornata, inscenando quella che Castle nel suo libro aveva chiamato ‘scena dei profumi’.

Prima che uno dei due potesse dire o fare qualsiasi cosa, anche solo pensare qualcosa, il cellulare di Castle trillò, seguito a ruota da quello di Beckett.

Non poteva essere un omicidio.
Montgomery le aveva dato le ferie e poi non aveva assolutamente voglia di andare a lavorare, non ora.

Afferrò quell’oggetto maledetto e lesse un messaggio di Lanie:

“Allora, sei andata negli Hamptons con il tuo scrittore? Xoxo L.”

Kate sorrise. Lanie ci teneva così tanto a lei, e faceva il tifo per loro. Ma ora non aveva voglia di rispondere, ci avrebbe pensato più tardi.

Nel mentre Castle la raggiuse anch’egli sorridendo, tanto che Kate pensò che fosse Gina.

-“Buone notizie?”- chiese con una morsa sempre più stretta allo stomaco.

-“Oh.. si! Alexis mi ha scritto che ha appena intavolato un discorso teologico con il nonno di Ashley. Si sta molto divertendo e ci augura Buon Natale.”-

Kate quasi svenne dalla felicità. Non era Gina. Non era la biondina tutta curve ad averlo cercato. In effetti ora che ci pensava, in tutta la giornata né lui né lei si erano sentiti.

-“Sono contenta per lei… e quando la senti falle gli auguri anche da parte mia!”- disse con un sorriso.

-“Allora, Josh ci raggiunge?”- chiese infine Castle.

Kate non sapeva che rispondere. Era arrivato il momento di confessare?

Decise di deviare la domanda.

-“E se guardassimo un film?”-

Castle socchiuse gli occhi sospettoso. Aveva volutamente cambiato argomento senza neppure nascondersi troppo.

Si avvicinò a lei, intenta a scegliere un dvd nell’immensa collezione di Castle e quando trovò quello che cercava, si girò trionfante da lui.

-“Non è Natale senza ‘A Christmas Carol’.”-

-“Andata!”- esclamò lo scrittore.

Si accomodò sul divano mentre Castle lottava con il lettore dvd. Quando fu riuscito a farlo funzionare, la raggiunse sedendosi affianco a lei, ma prima di azionare play corse in cucina e ritorno con una scatola contenente ciambelle.

-“Oddio Castle! Vuoi ancora mangiare?”- domandò sconvolta Kate.

-“Che c’è?! Ho fame!”- rispose azzannando una ciambella.

-“Non è fame questa! È ingordigia! Sei un pozzo senza fondo! Mi sorprende che tu riesca ancora a passare dalle porte!”- esclamò facendo partire il film.

Castle fece un sorriso sarcastico ma continuando a mangiare, iniziarono a guardare il film, di come il fantasma di Marley fece visita a Scrooge annunciandogli l’arrivo di tre spiriti per dargli un’ultima possibilità ed evitare la sorte patita da Marley stesso.

Ad un certo punto Kate prese una ciambella.

-“Ooh visto detective? Lo sapevo che l’avresti presa!”- esclamò soddisfatto Castle.

-“Ingrasserò di due kili solo per la cena di oggi. Dovrò allenarmi più duramente quando ritornerò a lavoro. Sai cosa vuol dire questo?”- disse indicando la ciambella, mentre Castle scuoteva il capo in segno negativo. –“Significa che dovrò fare due ore in più sul tapis roulant e un’ora in più di cyclette!”- disse sconsolata.

-“Oh se vuoi la mangio io al tuo posto!”- si offrì volontario lo scrittore.

Beckett d’istinto tirò via la ciambella dalla sua portata d’aria, staccandone un pezzetto ed evitando che lo scrittore gliela rubasse.

Castle rise, ma vide che Kate era sporca di zucchero a velo.

Delicatamente ma con un tocco deciso, con il pollice levò lo zucchero dal labbro inferiore della detective, indugiando più del dovuto sul labbro.

Kate chiuse gli occhi, volendo assaporare quel momento così intimo e dolce, ma Castle le sussurrò:

-“Anche se ingrassassi di qualche kilo, ai miei occhi saresti comunque stupenda.”-

Kate aprì gli occhi, trovandosi quelli di Castle ben piantati su di lei.

Voleva dire qualcosa, ma tutto quello che riuscì a fare fu solo di arrossire e ringraziare debolmente.

Castle avvertendo il suo imbarazzo si precipitò ad aggiungere:

-“Beh credo che anche agli occhi di Josh saresti stupenda lo stesso!”-

Sentì un tuffo al cuore. Non avrebbe mai voluto che Josh potesse ammirarla, la voleva tutta per se. Era geloso.

Kate invece sospirò, uscendo finalmente dall’imbarazzo, mangiando un altro pezzetto della ciambella. Castle notò il suo umore quando si parlava di Josh ma aveva deciso di darle il suo tempo e spazio, se avesse voluto un giorno parlargli.

Kate finì la sua ciambella e con lo sguardo basso disse:

-“Beh anche se dovessi ingrassare non sarebbe più un problema di Josh. Ci siamo lasciati.”- ammise infine togliendosi quel grosso macigno dallo stomaco.

Castle la guardò sbattendo le palpebre velocemente, come se si fosse svegliato da un sogno.

-“Cosa? Quando? Come? Perché?”- chiese sconvolto.

-“Hai altre domande?”- chiese sarcastica.

Castle fece segno di no con la testa.

-“Bene! Ci siamo lasciati ieri, molto civilmente e perché non ero innamorata di lui! Ti va bene? Ho risposto esaurientemente alle tue domande?”- chiese con un mezzo sorriso.

Castle annuì.

Non lo amava, non amava il dottore motocicletta.
Si erano lasciati perché lei non era innamorata di lui. E lei stava bene così, non era dispiaciuta e non si struggeva per lui. Castle non poté non sentire il suo cuore riempirsi di gioia.

-“Anche io e Gina… non stiamo più insieme.”- ammise anche lui.

-“Cosa? Quando? Come? Perché?”- chiese Kate sorridendo usando la stessa tecnica che lui aveva usato con lei.

Lui sorrise e con semplicità rispose:

-“Mi ha lasciato un paio di settimane fa. In verità mentre cercavo il regalo di Natale per te!”- esclamò.

-“Cosa? Hai portato la tua fidanzata a cercare un regalo per un’altra donna? Ci credo che ti ha lasciato, non è stato molto carino!”- rispose Kate.

-“Perché? Lei è una donna avrebbe potuto aiutarmi a scegliere!”- rispose confuso.

-“Castle, non è carino che una donna veda il proprio uomo scegliere un regalo per un’altra, è…. Aspetta, hai fatto scegliere il mio regalo a Gina?”- chiese orripilata.

Se l’avesse scelto Gina sarebbe stato qualcosa di rosa o leopardato.

-“No! No!! Non lo farei mai!! Ho pensato io al tuo regalo! E poi credo che mi abbia lasciato perché… beh, credo che abbia capito che infondo non l’amassi.”- disse amaramente.

Lui era stanco dell’ordinario. Lui voleva la magia!

Kate ascoltò con attenzione le parole di Castle. Com’era successo anche a lei e Josh, uno dei due non era innamorato dell’altro e continuare una storia senza le basi fondamentali, non aveva nessun senso.

Kate respirò profondamente e piegando le gambe sul divano, appoggiò la testa sulla spalla di Castle continuando a guardare il film, anche se ormai era passato in secondo piano. Nella sua testa continuavano a vorticare le parole di Castle.

Quest’ultimo vedendo quanto lei si fosse accoccolata a lui, e sorridendo fra sé e sé, le cinse le spalle con un braccio, avvicinandola di più al suo corpo.

 

L’orologio a pendolo segnò la mezzanotte.

Era Natale.

Kate aprì gli occhi sentendo il suono dell’orologio. Si era addormentata guardando  il film, ma Castle no. Infatti lo trovò a fissarla.

-“Castle! Ti ho detto centinaia di volte di non fissarmi. È… spaventoso!”-

-“Beh, mi sono incantato guardandoti dormire. Sei così bella quando dormi!”- disse, ma subito capì l’errore commesso perché Kate ridusse a due fessure gli occhi.

-“Oh quindi sono un mostro quando sono sveglia?”- chiese con sarcasmo.

-“No! Non intendevo questo. E lo sai!”- rispose Castle, anche se era un po’ spaventato.

Gli angoli della bocca di Kate si piegarono all’insù.

-“Grazie!”- rispose debolmente, ma poi si ricordò del pendolo che aveva segnato la mezzanotte. Era la notte di Natale.

-“Buon Natale, Castle!”- disse avvicinandosi a lui e lasciandogli un piccolo bacio sulla guancia, -“Apriamo i regali?”- chiese veloce Beckett.

-“C-certo!”- rispose lui, facendo scorrere due dita nel punto in cui le sue labbra avevano toccato così delicatamente la sua pelle.

Prendendogli le mani lo strascinò verso l’albero di Natale, e afferrando le due calze sul caminetto, gli consegnò il suo pacchetto.

-“Ecco… è giusto un pensierino!”- disse Kate, un po’ imbarazzata.

Castle ringraziò e sorrise, porgendole il suo regalo.

Iniziarono a scartare gli altri, come se ci fosse un tacito accordo fra loro di aprire il loro regalo per ultimo.

Castle ricevette una penna da Lanie ed Esposito, mentre Ryan e Jenny gli regalarono un maglione blu. Ora rimaneva da aprire quello di Kate ma la donna era bloccata sul regalo ricevuto da Lanie ed Esposito.

Mentre Jenny e Ryan erano rimasti più sul classico regalandole un libro, Lanie ed Espo le avevano regalato un completo intimo. Reggiseno e slip rossi con allegato una cuffia di Babbo Natale.

Kate diventò dello stesso colore del completo e poi lesse il bigliettino:

“Per le tue serate di fuoco o col dottore o con lo scrittore, decidi tu! Buon Natale, tesoro. L&E

Ps: L’ho scelto da sola. Javi non ha idea di cosa ti abbiamo regalato. Xoxo L.”

Kate continuava a fissare il completo. Era davvero molto carino e molto sexy, per fortuna fra le varie carte di regali era riuscita a nasconderlo agli occhi di Castle.

-“Ehi, cosa ti hanno regalato Lanie ed Esposito?”- chiese curioso strisciando verso di lei.

-“Nulla, nulla!”- rispose velocemente rimettendo tutto a posto.

-“Uh! È qualcosa che ti ha sconvolto eh! Dai fammelo vedere.”- chiese malizioso.

Ma Kate decise di provocarlo ulteriormente. Ora che sapeva che lui non era più di un’altra donna, poteva provocarlo senza sentirsi troppo in colpa.

-“No Rick,”- disse marcando volutamente sul suo nome, -“non posso fartelo vedere, perché non resisteresti all’immagine di me con quello addosso!”- disse provocatoria.

Castle deglutì. L’aveva provocato e lui c’era cascato come un pollo, tanto che alla sua faccia Kate scoppiò in una fragorosa risata.

-“Su forza, apri il mio regalo!”- disse ancora sghignazzando.

Castle tutto emozionato iniziò a scartare il regalo di Kate: era una tazza con la scritta: ‘I really am ruggedly handsome aren’t I?’, e una cover per il cellulare con dietro stampato il giubbotto antiproiettile con scritto writer.

-“Ma… questa frase…”- disse indicando la tazza.

-“Già. Qualcuno deve averti sentito quel giorno e l’hanno pure stampata su una tazza!”- disse Kate quasi sconvolta della cosa.

-“Ma è fantastica!! È la tazza fatta per me!!!”- rispose tutto soddisfatto, abbracciandola.

-“Graziegraziegrazie!”-

-“Prego! Non emozionarti troppo però!”- disse scherzando.

-“Su ora apri il mio.”- rispose Castle ponendo da una parte i suoi regali.

Kate afferrò il cilindro impacchettato e iniziò a scartarlo, quando capì che era uno di quei coni che contenevano i disegni.

Lo aprì con mano tremante e ne estrasse un disegno.

Era lei.

Castle le aveva fatto fare un ritratto. Ed era bellissimo.

-“Rick! E’… è… stupendo!”- disse.

Era senza parole.

-“Ti piace?”- chiese contento.

-“Molto… wow… non so cosa dire. Grazie!”- disse guardandolo negli occhi.

-“Sono contento che ti piaccia.”-

-“Dove hai preso la foto?”- chiese anche se sapeva la risposta.

-“Ho contattato tuo padre e mi ha dato una bella scatola di foto tue.”- rispose ora con un tono malizioso, sollevando un sopracciglio.

-“Ha fatto cosa??”- chiese Kate alzando la voce.

-“Calma, calma. Stavo scherzando!”- disse tirando su le mani come se fosse colpevole.

Beckett lo guardò male ma era ancora estasiata dal ritratto che non ci badò tanto.

E poi Castle la chiamò.

-“Kate…”-

-“Um?!”- rispose continuando a fissare il suo regalo.

-“Girati.”- disse semplicemente.

Kate si voltò e vide che lui aveva un altro pacchetto fra le mani.

Una scatoletta rettangolare blu.

-“Questo è il vero regalo.”- disse abbassando la voce.

Kate lo prese. Era una scatoletta di gioielleria.

Cosa poteva esserci? Un bracciale? Una collana? Cos’altro in una scatoletta rettangolare?

Deglutì, e lo aprì tremante.

Sbarrò gli occhi.

Era la collana con l’anello di sua madre. Una lacrima le scappò ribelle dagli occhi, felice di averla ritrovata.

Ma subito dopo la sua parte razionale uscì con prepotenza.

-“L’avevi tu, tutto questo tempo?”- chiese arrabbiata.

-“Si! L’ho trovata e…”-

-“E così non hai pensato di restituirmela subito ma te la sei tenuta per fare bella figura a Natale?”- chiese mentre la rabbia la stava assalendo.

-“No, aspetta non hai capito!”- cercò di parlare lui.

-“Cosa c’è da capire, Castle? L’hai trovata o me l’hai presa?”- chiese scattando in piedi.

Castle non capì più nulla e reagì:

-“Come puoi solo pensarlo? E poi come avrei fatto a rubartela se non te ne separi mai?”- rispose alzandosi a sua volta.

-“Bene! L’hai trovata!! E non potevi restituirmela subito invece di tenertela per te?”- chiese avvelenata.

-“Quando l’ho trovata, la catenina era rotta e l’anello pure. Li ho fatti aggiustare, ecco perché sono tornato a New York, perché l’orafo l’ha finita questa mattina!!”- esclamò arrabbiato.

-“Potevi dirmelo! Hai idea di quanto sia stata male credendo di averla persa??”-

Ormai le voci si facevano sempre più alte.

Kate non aveva capito e Castle non capiva perché si era arrabbiata.

-“Appunto, è per questo che ho preferito fartela aggiustare piuttosto che fartela vedere rotta!”-

-“Avrei potuto farla aggiustare io! So badare a me stessa!!”- esclamò con le lacrime agli occhi.

-“Kate ti rendi conto che non ha senso questa discussione?”- disse infine lo scrittore.

Ma la detective era orgogliosa, quindi non rispose, raccolse i suoi regali e si diresse verso la porta con la ferma intenzione di andare via.

-“Dove stai andando?”- chiese Castle esasperato.

-“Torno a casa!”- rispose decisa.

-“Sei con la mia macchina, e per di più fuori sta ancora nevicando. Non puoi spostarti da qui!”- rispose contento di averla zittita.

Kate si voltò verso la finestra e vide che effettivamente stava ancora nevicando.

-“Bene!”- esclamò a denti stretti, dirigendosi in camera sua.

-“Bene!!”- le urlò dietro Castle, ma tutto ciò che udì fu il rumore della porta sbattuta della camera di Kate.





ANGOLO MIO: Ma ciaoooooo!!! Buona Pasqua ormai!!! xD ahahahhah sto Natale è infinito!!!
cmq sono felice di annunciare che è finalmente finita quindi aggiornerò cn più regolarità!!
ok che dire di questo capitolo??? lunghetto, succede tanto, Kate ha sclerato male come sempre... xD 

allora per il regalo della cover per il cellulare di Castle si ringrazia la fantasia di Angol.. xD 

il disegno, ve lo allego sotto... ne avevo trovati tanti sul web, ma non mi sembrava giusto usare il lavoro di un altro, quindi ho preso una foto di Stana, e l'ho modificata..non è il max lo so! xD

bon non ho altro da dire... lascio la parola a voi...

di nuovo Buona Pasqua! xD

sbaciotti e tanti unicorni a tutti!

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