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Autore: _fedss    01/03/2012    10 recensioni
"Si copre con il lenzuolo e in silenzio va verso il suo camerino, sbattendo la porta con forza e chiudendocisi dentro.
Perché questa scena mi sembra di averla già vissuta?
Ah si, perché sono un coglione e non sono capace di iniziare una relazione seria con una donna, ma non una donna qualunque, la donna che amo!"
Genere: Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: non specificato
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Capitolo 3

***
«Ok, la scena del bacio la rigiriamo, di nuovo! Nathan, puoi venire qui un attimo? Ti devo parlare, ora!»
Avevamo rigirato quella scena quasi venti volte, ma non era venuta mai bene, per tutte e venti le volte!
Mi incamminai verso Andrew, avevo già capito di cosa volesse parlarmi.
«Andrew ascoltami» iniziai a giustificarmi, «oggi non mi …»
«No, ascoltami tu!» era piuttosto arrabbiato, non aveva tutti i torti, ma lui non poteva capire. «Si può sapere cosa ti prende oggi? No perché, sai … io avrei una serie TV da mandare avanti! Ma non posso, perché tu non riesci a dare un dannato bacio ad una donna che non è la tua ragazza!»
«Ma cosa dici? Io non ho la raga… » provai a difendermi ma lui mi interruppe. Aveva capito tutto.
«Senti bello, a me non prendi in giro, capito?! Da quanto tempo è che ti conosco? Da una vita e a me non sfugge niente, lo sai! Quando guardi Stana ti brillano gli occhi, so che c’è qualcosa fra di voi! Ma per favore, non mischiare i sentimenti con il lavoro …»
«Hai ragione, mi dispiace …»
«Dispiace anche a me Nathan, qualsiasi cosa sia successa. Ma sai come è, la produzione mi sta col fiato sul collo e devo consegnare questo episodio almeno per la prossima settimana. Facciamo così: ora giriamo, tu ti concentri e poi stasera ci andiamo a bere qualcosa con tutti gli altri, così ci rilassiamo! Ok?»
«Va bene. Vado un attimo a rinfrescarmi e poi riprendiamo.»
Rigirammo per un’altra mezz’ora. La scena venne bene.
Baciai Kristin, Stana aprì la porta: un “Hey” carico di rabbia e poi uno sguardo omicida verso di me.
Ci dissero che era venuta perfettamente, piuttosto realistica. Chissà perché!
«Bravi ragazzi! Finalmente abbiamo finito! Che ne dite se vi offro da bere? Ci vediamo al solito posto fra un’oretta.»
Mi incamminai verso il mio camerino. Quando passai davanti a quello di Stana mi fermai.
Cosa dovevo fare? Pregarla in ginocchio di tornare da me o ascoltare l’orgoglio e aspettare che tornasse lei?
Non feci in tempo a prendere una decisione che la porta con la targa KATE BECKETT si aprì e me la ritrovai davanti.
«Cosa ci fai qui Nathan?» mi chiese incrociando le braccia sul petto.
Incazzata era ancora più bella.
«Sono venuto a scusarmi, mi dispiace. Non so cosa mi sia preso stama…»
«No, io lo so che ti è presto stamattina!» mi interruppe lei, «hai solamente confermato tutti i miei dubbi!»
Fece per chiudere la porta ma io le bloccai il braccio.
«Stana, mi vuoi ascoltare? Per favore!»
«No Nathan! Pensavo fossi cambiato, pensavo fossi cresciuto! E invece sei sempre il solito e hai rovinato tutto! Stamattina venendo qua avevo deciso di darti un’altra opportunità, ma ho potuto bene vedere che mi hai già rimpiazzata, quindi … Adesso lasciami e sparisci dalla mia vista!»
Aveva alzato il tono della voce e tutti si erano voltati verso di noi.
«Non è come pensi tu!» provai a difendermi.
«Non lo è mai … Ora lasciami il braccio e te lo ripeto per l’ultima volta: sparisci!»
La lascia andare, lei entrò e mi sbatte di nuovo la porta in faccia. Fantastico, quota tre!
Mi girai, mi stavano fissando tutti.
Tornai in silenzio nel mio camerino e iniziai a cambiarmi.
“Cosa mi sta succedendo?
Io non sono un uomo che si fa prendere dai sentimenti, non sono uno che implora una donna per tornare insieme!
Non è da me andare a letto con la stessa donna per due mesi!”
Iniziai a perdermi nei ricordi, nella mia mente riaffiorarono tutti i bei momenti che avevo passato con Stana.
Mi misi a ridere quando pensai al Comic Con del 2010, quando Jon e Seamus proposero di farci leggere pagina 105 di “Heat Wave”. Quegli sguardi che ci lanciavamo, quella non era semplice amicizia, non lo è mai stata.
“Ecco che mi sta succedendo … mi sono innamorato! Fantastico! Ma perché proprio di lei? Ah si! Perché oltre ad essere bellissima è anche intelligente, incredibilmente dolce e maledettamente simpatica. Ha degli occhi in cui mi ci perdo non appena la guardo e un sorriso che mi scalda il cuore. E adesso? Adesso ho rovinato tutto, come al solito.”
Mi finii di preparare pensando a come risolvere il problema, il casino che avevo combinato.
Non mi venne in mente niente, perfetto.

Quaranta minuti dopo  ero davanti al “solito” locale.
Quando arrivai Tamala era già lì.
«Hey, signor Fillion! Pensavo non ti saresti presentato … se io fossi stata in te non mi sarei più fatta vedere sai?»
«Ahah, sempre simpatica Tamala! Dove è il tuo ragazzo?» le stampai un bacio sulla guancia, mi sedetti sugli scalini dell’entrata del locale e mi accesi una sigaretta.
«Jon sta arrivando con Seamus e Juliana*. Aspetta un attimo … Ma da quando è che fumi? »
«Da quando va tutto una merda! Sai, rilassa molto, affogo i miei dolori nel fumo e morirò prima …»
«Quanto sei drammatico! Stana mi ha raccontato e bhè, posso dirti che sei proprio un cretino? Cosa ti è successo?»
«Mi sono innamorato …» risposi sospirando e lasciando uscire dalla mia bocca una grande quantità di fumo.
«Certo che sei scemo! Se sai di essere innamorato perché lo vieni a dire a me ma non riesci a dirlo a lei? Non è una cosa normale …»
«Lo so! Solo che avevo deciso di non farla soffrire, quindi prima di dirle cosa provavo volevo esserne sicuro, e invece così ho peggiorato la situazione! Che devo fare?»
«Forse dovresti …» ma non riuscì a finire la frase che vedemmo arrivare Jon, Seamus e la moglie e anche Stana.
Mi alzai e rimasi appoggiato alla ringhiera. Dopo che Seamus salutò Tamala e Jon le diede un leggero bacio sulle labbra, i due si avvicinarono a me mentre le ragazze rimasero ad ammirare i propri abiti.
«Amico, ti prego! Non dirmi che ti vuoi rovinare così, Andrew non ne sarà contento!» mi rimproverò Jon dopo aver visto la sigaretta che tenevo tra le dita.
Non risposi nemmeno.
Continuai a fissare Stana che mi aveva completamente ignorato. Parlava con le sue amiche ma ogni tanto mi lanciava qualche occhiata di sottecchi. Occhiate piene di rabbia, di delusione.

Un’ora e tre drink dopo eravamo ancora seduti intorno al tavolo. Accanto a me c’era Andrew che intratteneva tutti gli altri sparando una cazzata dopo l’altra. Ridevano tutti, chiacchieravano animatamente e si divertivano.
Io no.
Non avevo spicciato parola per tutta la sera, avevo aperto la bocca solo per ordinare da bere.
Lanciavo di tanto in tanto delle occhiate verso Stana che era seduta dall’altra parte del tavolo. Anche lei ogni tanto mi guardava. Non era più arrabbiata o delusa, ora era anche preoccupata.
Non ero in me quella sera.
Di solito ero l’anima della festa. Intrattenevo gli altri, scherzavo e mi divertivo. Ma soprattutto facevo divertire.
Mi alzai all’improvviso e tutti si voltarono verso di me.
Lasciai davanti ad Andrew i soldi per pagare da bere a tutti e mi incamminai verso l’uscita.
Non feci in tempo ad arrivare davanti alla porta che qualcuno mi fermò da dietro afferrandomi il braccio. Mi voltai lentamente. Appena misi a fuoco la persona che mi aveva fermato un senso di delusione si appropriò di me.
Non era Stana.
Una bella donna, alta, bionda e due occhi azzurri come l’oceano.
«Nathan? Nathan Fillion? Oddio non ci posso credere!»
Elisabeth Crowell. La mia migliore amica per tutti gli anni del liceo e del college. La mia fidanzata per otto anni. Otto lunghi e bellissimi anni. Forse uno dei periodi più belli della mia vita.
 «Ti sei scordato di me Nate?» sentii un tono di delusione nella sua voce.
Le poggiai una mano sulla spalla e dopo un attimo di incertezza l’abbracciai. Un abbraccio dolce e affettuoso, privo di malizia.
Mi era mancata. Quando se ne era andata in Europa per colpa del lavoro mi era crollato il mondo addosso.
«Elis? Elis ovvio che non mi sono scordato di te! Come potrei?» mi staccai dall’abbraccio e la guardai negli occhi, «Dio mio, quanto tempo è passato? Mi sei mancata tantissimo, non puoi nemmeno immaginare!»
«Anche te Nate …» mi accarezzò la guancia, «non mi sembra vero!»
«Ma che ci fai qui? Sono contentissimo di vederti ma mi hai sorpreso!» in un attimo la tristezza che mi avvolgeva fino a poco prima scivolò via.
«Ho deciso di prendermi una vacanza e fare un tuffo nel passato … Sapevo che eri diventato famoso, non pensavo di riuscire ad incontrarti e invece ecco qua!»
«Senti, io stavo andando via … Ti va di venire a fare una passeggiata?»
«Certo! Saluto i miei amici e arrivo.»
«Ok, ti aspetto fuori …»
Prima di uscire lanciai un’occhiata al mio tavolo: mi stavano ancora fissando tutti e Stana trasudava gelosia.
Feci finta di niente e uscii.
L’aria fredda mi colpi in pieno volto e io ripresi padronanza di me stesso. Bastò un momento e tutti i miei dubbi e i miei problemi riaffiorarono. Avevo appena piantato lì tutti quanti per uscire con Elisabeth, come l’avrebbero preso? E cosa avrebbe pensato Stana?
Non avevo voglia di tornare dentro e scusarmi. Mi serviva una passeggiata con una vecchia amica, volevo parlare, mi dovevo sfogare con qualcuno.
Elis uscì poco dopo e iniziammo a camminare, le passai un braccio sulle spalle e lei mi cinse i fianchi con il suo.
Iniziai a raccontarle cosa era successo. Le parlai quasi tutto il tempo di Stana e lei ascoltava. Ogni tanto mi guardava con tenerezza. Mi era mancata. Mi mancava qualcuno che mi ascoltasse così, senza fare battute o semplicemente dire il proprio parere.

Dopo mezz’ora eravamo arrivati davanti al suo albergo.
Io stavo meglio, sfogarmi mi aveva fatto bene.
Mi chiese se volessi salire ma le dissi che era meglio andare a casa a riposare.
Era stata una giornata lunga.
La salutai e la invitai a venire sul set due giorni dopo. Accettò ed entrò nel palazzo.
Io non avevo nessuna intenzione di andare a casa.
In cinque minuti arrivai davanti  la villetta di Stana.
Dovevo spiegarle, parlarle e dirle che l’amavo!
Ma non accadde, non riuscii a dirle niente: era già impegnata!
E pensare che lo stronzo dovevo essere io!
Me la ritrovai davanti, avvinghiata ad un altro uomo. Non riuscii a muovere un muscolo o a spiccicare parola. Stavo trattenendo il fiato e me ne accorsi solo dopo qualche minuto buono. Non avevo mai provato un dolore così forte. Mi sembrò di ricevere un pugno in piena faccia. Anzi no, quello avrebbe fatto meno male!
Me ne andai così come ero venuto, in silenzio e solitudine. Solo che non c’era più quella speranza ad accompagnarmi. Si, perché io ci avevo sperato fino all’ultimo! Avevo sperato in un perdono o anche un semplice chiarimento.
Non ero stato io a rimpiazzarla subito. No, io pur essendo stato tentato due volte non avevo ceduto. E invece lei si, si era accontentata del primo uomo che non ero io che le era capitato sotto mano.
Rimasi deluso da quel comportamento, dalla Stana che conoscevo io non me lo sarei mai aspettato.***


*Juliana è la moglie di Seamus, ovvero l'attrice che interpreta Jenny!

Angolo di Federica:
Buonasera! Ecco il terzo capitolo, puntuale come gli altri due! J
Il flashback di Nathan finisce qui, da adesso si ritornerà al presente.
Volevo annunciare che il prossimo capitolo sarà il penultimo, o addirittura l’ultimo! Mi dispiace, ma penso che come prima FF vada bene anche solo con 4 o 5 capitoli!
Ringrazio ancora chi legge, chi recensisce e chi continua a farlo! :D

E come sempre un ringraziamento speciale alla mia BOYO!
P.s. Sono felice di condividere questa paura dei ragni con te! Ti amo <3

 

   
 
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