my beginning is you.
"When you lose yourself, you have two choices.
Find the person you used to be or lose that person completely."
- OTH; 2x22
Fra le urla generali dei presenti, Stefan si accingeva a imporre la sua supremazia verso colui che aveva osato sfidarlo.
Stringendo la presa sulla gola, spintonò con forza il capo del docento contro la parete, assicurandosi di averlo
terrorizzato abbastanza da tenerlo in pugno e obbligarlo ad obbedirgli.
"Chiedile immediatamente scusa!" digrignò fra i denti.
Bolton non riusciva nemmeno ad inalare la quantità di aria necessaria a respirare.
Il suo volto divenne improvvisamente rosso e dalla gola cominciarono ad uscire lamenti quasi impercettibili.
"Ti ho detto di chiederle scusa!"
Urlò Stefan, sbattendogli nuovamente la testa contro il muro.
"Basta Stefan, smettila!"
Esclamò Caroline avvicinandosi e ponendo la mano sul braccio teso del vampiro.
"Non ho bisogno delle scuse di nessuno.."
"Questo verme ha osato umiliarti di fronte a tutti. Ha bisogno di una bella lezione..."
Mentre parlava, gli occhi di Stefan si ritrovarono inspiegabilmente attratti dalle venature bluastre particolarmente evidenziate sul collo
dell'insegnante. Aveva fame, una fame incontrollabile...il digiuno prolungato lo avevano reso più irritabile e particolarmente suscettibile...
Inoltre era diventato mentalmente instabile, e in preda al sublime richiamo del nutrimento, non riuscì ad opporsi in alcun modo. I suoi canini si
affilarono come lame appuntite, gli occhi, solitamente verde smeraldo, divennero improvvisamente rossi, quasi assetati di sangue.
Il professor Bolton trasalì aguzzando la vista terrorizzato, ma, completamente impotente, non era in grado di reagire e difendersi. Stefan scattò
in avanti, pronto a squartargli la gola, ma Caroline intervenne appena in tempo spintonandolo con forza verso l'altro lato della stanza. Bolton in preda
al terrore cercò disperatamente di recuperare il fiato mentre si accasciava al suolo. Gli alunni erano totalmente frastornati, non riuscirono
neanche ad individuare il luogo in cui Stefan era atterrato poiché il vampiro si era volatilizzato nel nulla. Caroline riuscì ad intravederlo mentre
fuggiva dall'aula grazie alle straordinarie funzioni motorie che rendevano i vampiri più veloci e abili nel movimento rispetto agli esseri umani.
Quando Alaric entrò in aula dopo aver visto Stefan allontanarsi di corsa, Caroline chieseall'uomo di cercare di placare le acque e di occuparsi di
Bolton mentre lei andava alla ricerca di Stefan. Correndo per i corridoi, cercò di captare qualche segnale che la conducesse diritta verso la meta,
ma non riusciva a scorgere alcun particolare. Così arrestò la corsa inspirando profondamente e concentrandosi. Chiuse gli occhi è affinò l'udito.
Riusciva a sentire chiaramente gli schiamazzi dei ragazzi nelle aule adiacenti, le voci degli insegnanti intenti a spiegare la lezione, e una discussione
telefonica nell'ufficio del preside, ma di Stefan nessuna traccia..poi improvvisamente percepì qualcosa, quasi un'urlo strozzato provenire
dalla palestra al piano inferiore. La raggiunse immediatamente trovandola semideserta. Si guardò intorno, ispezionando attentamente
l'enorme stanza adibita per l'attività fisica degli studenti. Finalmente riuscì ad intravedere Stefan nelle gradinate solitamente gremite di spettatori
durante i tornei scolastici di basket. Aveva il viso nascosto fra le mani, e Caroline riuscì perfettamente a comprendere il suo stato d'animo attuale.
Solo poco tempo prima, si era trovava nella stessa identica situazione, e adesso i ruoli si erano invertiti.
Salì i gradini che li separava, consapevole del fatto che Stefan aveva già percepito la sua presenza.
E si sedette semplicemente accanto a lui, cercando di confortarlo come meglio poteva.
"Ti ricordi quando Damon ha cercato di uccidermi lo scorso anno?
Quando credevo di essere un mostro senza alcuna via di redenzione?
Beh, tu sei stato l'unico a credere in me. A prenderti cura di me."
Caroline fissò per qualche secondo il capo di Stefan che non accennava ad alzarsi.
"Mi hai protetta, mi hai aiutata, mi hai mostrato che potevo essere una persona migliore,
che potevo imparare a convivere con la mia nuova natura. Tu ci sei stato
quando nessun'altro c'era per me. E non posso credere che adesso ti sia
ridotto in questo stato pietoso! Che fine ha fatto il mangiaconigli depresso
con il suo sguardo da vampiroserio?"
Caroline rimase in silenzio nella speranza che il suo tentativo di instaurare una connessione, avesse raggiunto buon esito.
Dopo diversi e snervanti minuti di silenzio, la vampira riuscì a sentire una risata soffusa fino a quando il volto di Stefan
uscì finalmente allo scoperto. Era evidentemente divertito dall'ironia utilizzata dall'amica per sdrammatizzare la situazione.
"Perché pensi che sia così serio?
Solo perchè sono pensieroso o non sorrido spesso questo non
vuol dire che io non sia divertente."
Il viso di Carolino s'illuminò felice di aver ottenuto l'effetto desiderato.
"Oh, non lo sò, forse perché tipo... Stai sempre a struggerti per ogni tua azione commessa,
o perché non fai altro che autocommiserarti e psicanalizzarti ad ogni ora del giorno?"
Stefan sorrise nuovamente scuotendo la testa per poi tirarsi indietro e poggiare i gomiti nella scalinata superiore.
"Quello Stefan non esiste più ormai." disse tornando serio.
"Quella parte di me è morta, non posso ritornare ad essere quello che ero. O meglio...quello che non ero."
"La verità è che tu non sai nemmeno chi sei Stef.
Tu..credi di essere questo spietato predatore della notte privo di sentimenti, ma non è così.
Tu sei coraggioso Stefan. Voglio dire, ci vuole coraggio a sacrificare sé stessi per salvare
il proprio fratello in fin di vita. E sei...altruista. Quante volte mi hai aiutato quando ero in difficoltà?
A dire il vero sei anche un'ottimo ballerino, devo ammetterlo."
Stefan e Caroline risero simultaneamente per l'ultima definizione non proprio consona alla descrizione.
"Tu sei una persona migliore di quello che credi. Devi solo...darti una possibilità.
Senza farti condizionare dalla tua virtuosità."
Stefan la guardò negli occhi infinitamente riconoscente per le parole spese nei suoi riguardi.
"Non è così semplice, Caroline. Io...ho sempre voglia di...
mollare tutto e ritornare ad uccidere e squartare poveri innocenti.
Prendi Bolton, per esempio...hai visto come ho reagito!
Avrei voluto affondargli i canini nella gola e prosciugarlo completamente.
Il che sarebbe stato proprio quello che avrei fatto se non fossi intervenuta tu..."
"Esatto mio caro!" esclamò Caroline
"ma per tua fortuna io ero presente a scongiurare la tragedia,
e non ti libererai molto facilmente di me. Quindi...
Questo è quello che faremo: io soggiocherò Bolton per fargli
dimenticare quel piccolo dettaglio relativo alle.. grrr...zanne!"
disse imitando la mutazione di Stefan durante l'aggressione.
"Ovviamente mi limiterò a quello, altrimenti non coincideranno le versioni degli studenti
presenti con quelli del docente e, onestamente, non mi sembra il caso di ammaliare l'intero
corpo studentesco solo perché sei andato fuori di testa..."
Stefan cercò di seguire il filo del suo discorso concentrandosi maggiormente, osservandola
mentre gesticolava senza poter intervenire a causa della velocità che utilizzava per spiegarsi nel minore tempo possibile.
"Dopodiché tu ti prenderai la relativa punizione che gli insegnanti riteranno più
opportuna dopo il tuo comportamento sconsiderato. Da domani invece inizierà il nostro
allenamento intensivo, mirato a ristabilire il tuo equilibrio psicofisico e sopratutto emotivo.
Tranquillo, riuscirò a far emergere la parte più divertente di te, anche se sarà un'impresa molto ardua.
Dovrai fare esattamente quello che ti dirò senza obiezione alcuna.
Questi sono i termini dell'accordo, ci stai o ti tiri indietro?"
disse allungando una mano e guardandolo con aria di sfida.
Stefan osservo per qualche secondo il suo braccio proteso e l'incredibile ottimismo che sprigionava sul volto!
Caroline era la persona più genuina e spontanea che aveva avuto modo di conoscere fino a quel momento.
La sua vitalità, e la sua sprezzante positività, erano una boccata d'aria pura, una sorta di
spiraglio di luce nell'oscurità. Forse, dopotutto, c'era ancora speranza per lui.
Forse la compagnia di Caroline l'avrebbe aiutato a lenire il dolore e a disinfettare
le ferite auto inferte! Dopo qualche secondo di titubanza in cui si limitò a fissarla negli occhi,
protese la mano e strinse la sua con fermezza.
"Affare fatto."
[To be continued]


