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Autore: Danya    23/03/2012    9 recensioni
Vide Mew Puddy trascinata da un piede. Aveva gli occhi socchiusi e mormorava qualche cosa.
I suoi istinti felini la aiutarono a capire.
“Addio, Strawberry. Ti voglio bene”.
**
La guerra è ormai finita da un paio di settimane ma la pace tarda ad arrivare. Le Mew Mew si ritrovano rapite e portate via, sul pianeta alieno. Ryan, Kyle, Pai, Gish e Tart le stanno cercando per salvarle ma le cose non vanno nel verso giusto. Vecchi amori, nuovi incontri, incontri inattesi e nuovi poteri si affacciano nella vita delle nostre eroine, questa volta in lotta per salvare se stesse e chi amano.
Genere: Azione, Generale, Guerra | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Ichigo Momomiya/Strawberry, Mint Aizawa/Mina, Pai Ikisatashi, Retasu Midorikawa/Lory, Ryo Shirogane/Ryan
Note: Lime, What if? | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate
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Non mi dilungherò molto, ma v’informo che, sicuramente, non posterò prima di una settimana a causa di esami =( purtroppo, avrei voluto scrivere un capitolo più lungo ma ho dovuto tagliare

Non mi dilungherò molto, ma v’informo che, sicuramente, non posterò prima di una settimana a causa di esami =( purtroppo, avrei voluto scrivere un capitolo più lungo ma ho dovuto tagliare! Perdonatemi!

Ringrazio tanto chi ha commentato lo scorso capitolo ^^ sentire le vostre parole da carica e soprattutto, mi fa capire se la storia piace o meno… se avete suggerimenti o altro, parlate pure ^^ sono aperta a tutto!

Prima di concludere, volevo condividere con voi un pensiero:  esattamente tra 24 giorni (ovvero giorno 16 Aprile), compirò 21 anni. Mi sento una vecchia XD il mio fidanzato mi guarda e dice “Ancora con le Mew Mew sei?! Amore? Ti devi accontentare di me, non ci sono questi strani alieni!

=( Uff! ma almeno ci siete voi ^^

Buona Lettura!

 

Capitolo sei.

 

Quando Strawberry si svegliò, si vide sdraiata accanto all’alieno che si faceva chiamare Gish, anche lui addormentato.

Si toccò le orecchie, di nuovo umane.

Uffa, erano più carine pelose e nere. Pensò

Osservò bene il volto dell’alieno. Era molto carino, a essere sinceri. Il volto era pallido, liscio e ovale. La frangetta verde scuro cadeva disordinata sulla fronte. Con due dita liberò la fronte.

Forse lo aveva scosso nel sonno, perché Gish mormorò –Strawberry

Chiama me…

E poi, tornarono in mente le parole di poche ore prima:

-Strawberry… se ti dico che io… e te siamo in qualche modo legati, mi crederesti?”

Strawberry aveva visto e rivisto le immagini del suo passato ma nulla. Non ricordava niente, né di guerre, né di fidanzati né di amiche.

Ma quegli occhi… erano la prima cosa che aveva visto.

Impercettibilmente si calò sul volto dell’alieno. Quello aveva la bocca socchiusa e sentì il buon profumo di… menta? …Sì, forse menta, che le inondava il viso. Aveva ciglia lunghissime. Sembrava un angelo, così addormentato e forse lo era, visto che lui l’aveva salvata da quella prigione.

Poi, un flash, un ricordo.

Era nella stessa posizione ma c’era un altro ragazzo, con lei. Non lo vedeva bene ma aveva i capelli scuri e riposava tranquillo (*)… si scostò, violentemente. Il cuore le batteva a mille. Gish si svegliò, sbattendo un paio di occhi di oro colorato –Buon giorno- disse, stiracchiandosi.

La ragazza si morse il labbro. Aveva uno strano nodo al petto…

Perché? Chi era quel ragazzo del ricordo?

Che sia il famoso Mark?

-Gish… scusa… posso chiederti un favore?

-Dimmi tutto, micetta…

-Puoi portarmi dalle altre ragazze? Sento che... voglio vederle, ma Ryan dice che non devo sforzarmi troppo…

Gish sorrise, mostrando i canini – Purtroppo i miei poteri non funzionano dentro le strutture a causa di inibitori, ma posso portarti senza farti faticare.

-E come?- chiese ingenuamente la ragazza.

Gish si alzò e velocemente, prese la ragazza in braccio, senza che questa potesse dire o fare niente.

-Ma…- diventò rossa e Gish la strinse.

-Niente “ma”. Hai chiesto, e ogni tuo desiderio è un ordine. Poi mi darai un bel bacio per sdebitarti.

Strawberry quasi ebbe un collasso e Gish rise –Scherzo, sciocchina. Andiamo. So che anche loro ti stanno aspettando.

Mentre camminavano, Strawberry chiese –Siamo molto unite?

Gish annuì –In modo incredibile. Siete cinque persone ma vi muovete, pensate come se foste una sola creatura. Come se aveste un cuore solo. Nelle battaglie, prese singolarmente non siete un granché, ma unite…

-Sento che mi mancano un po’…

-E’ normale. Ognuna di voi credeva che le altre fossero morte. Il tuo subconscio cerca di portarti a loro… le hai viste, ma eri appena uscita da quella specie di coma… forse devi passarci un po’ di tempo insieme.

Arrivarono nella grande stanza, ma i due si bloccarono, vedendo un Ryan Shirogane che rimproverava le ragazze, mentre Kyle cercava di calmarlo.

-No, Kyle, devono capire!- l’americano era furente –Sono state rapite, torturate, malmenate e incatenate come animali! Devono stare qui, non devono andare in giro. Appena si riprenderanno, torneremo subito sulla Terra e di quei ribelli se ne occuperà questo pianeta!

La ragazza dai capelli verdi disse, timidamente, alzandosi in piedi –Ryan, non c’è bisogno che tu ti arrabbi… so che stai dicendo questo per il nostro bene, ma...

- Lory, non dovevi andare in giro con quel Pai. Dovevi stare qua. Non sappiamo dove sono quelle persone! E se vi avessero attaccati?

Strawberry guardò Gish –Pai è quello con i capelli viola?

Gish annuì, ma aveva lo sguardo duro come l’acciaio.

- Ryan… ora calmati- disse Pam, duramente, mentre Mina alzava le braccia al cielo

-Non accadrà più niente, sta tranquillo!

Puddy prese la mano di Tart, sconsolata e Ryan la fulminò con lo sguardo. Guardando il ragazzino, disse: - Non vi muoverete più di qui e le visite sono…

-Ora basta!

Strawberry era scesa dalle braccia di Gish e puntava diritto verso l’americano –Ma chi ti credi di essere?- gli urlò –Non sei una baby sitter!

Tutti si stupirono della ragazza e per un attimo pensarono che le fosse tornata la memoria.

- Strawberry, che cosa ci fai tu qui?- Ryan guardò Gish con rabbia –Voi alieni siete degli irresponsabili!

-Tecnicamente, gli alieni ora, siete voi- corresse Gish, sorridendo ma mantenendo uno sguardo freddo.

Strawberry si frappose tra i due, e puntando il dito al petto dell’americano, disse –Quello che faccio è affar mio! Io non ricordo chi tu sia, ma sicuramente mi stavi antipatico! Anche se sei preoccupato per loro… o per noi… non puoi fare così! Siamo al sicuro, qui!

Con quella frase, Strawberry aveva dimostrato di non ricordare niente ma almeno il suo carattere non era cambiato ed era rimasta sempre esuberante e… esplosiva.

Ryan le mise una mano sulla spalla –Strawberry…

Improvvisamente, gli occhi di Ryan si fecero tristi. Un velo di tristezza che su quel bel volto, ci stava meglio quel sentimento di rabbia o stizza.

Una scossa percosse i due quando si toccarono.

Ryan fu investito dai sentimenti che provava per la ragazza e lei avvertì come una strana attrazione verso quel bel volto ora serio. Quegli occhi color del cielo erano… bellissimi. Per un attimo, un attimo solo, si dimenticò delle altre persone nella stanza…

Strawberry si stacco e le spuntarono la coda e le orecchie. Ancora piena di rabbia, disse –Noi siamo al sicuro, qua.

Ryan si arrese –Fate quello che volete.- uscì, velocemente e scomparve dai loro occhi.

Kyle baciò lievemente Pam –Vado da lui.

Strawberry riprese fiato e si rese conto del silenzio attorno a sé.

-Che… succede?- domandò, imbarazzata.

Puddy le saltò addosso –Eccoti! Questa sei tu! Queste sfuriate mi mancavano!

Tart era rimasto pietrificato dalla reazione di Strawberry – Ehy, vecchiaccia!- rise, levitando verso di lei –Sei una bomba!

-Eh... eh... come mi hai chiamato???- Questa volta, Strawberry si avventò contro il piccolo Tart, afferrandolo da una caviglia –Torna qui!

-No! Aiuto!

Lo sbatté al letto e lo prese a cuscinate, ridendo come una pazza –Così impari, nanerottolo!

Tart le prese il cuscino dalle mani e le disse, rosso –Almeno questo te lo ricordi, no?

Un flash.

Un’enorme pianta che la teneva ferma e lei che la strappava a  mani nude e il piccolo alieno che urlava “Vecchiaccia!”.

Strawberry si toccò la testa e Pam le fu subito vicina, vedendola barcollare –Tutto bene?- chiese la modella.

-Io…

Strawberry si sedette, tenendosi qualche ciocca di capelli rossi tra le dita –Io… ogni tanto vedo delle cose… delle immagini… ma non mi sembra di essere me

Mina si avvicinò –Sei la solita, Strawberry!- aveva un’aria da saputella e subito si sentì urtata.

Ecco. Un’altra cosa familiare.

Gish le fu vicino –Tutto bene? Vuoi tornare a letto?

Strawberry scosse la testa –Vorrei dormire qua.

Lui annuì –Farò portare qui la tua attrezzatura. Tart, vieni.

Il ragazzino annuì e seguì il fratellastro, lanciando un’ultima occhiata a Puddy.

Strawberry guardò in silenzio quelle quattro ragazze che erano molto belle, nonostante le bende e le varie contusioni ancora visibili. Sembrano contente di vederla…

-Posso… posso sapere chi siete voi per me?- chiese, timidamente.

Lory, dolce e amorevole, le strinse le mani –Tutto quello che vuoi…

Nella stanza entrò un alieno dai capelli viola che Strawberry aveva già visto. Era alto e i suoi occhi si fermarono prima su di lei e poi su quelli della verde… ora che ci faceva caso, non portava gli occhiali.

L’alieno si avvicinò –Stai bene, Strawberry?- chiese senza un vero interesse apparente.

Stranamente, Strawberry sentì un’insana fiducia nei confronti di quel giovane  mista, però, a uno strano timore. Sembrava forte e sicuro di sé, un verso soldato, non come Gish e Tart, così infantili. Nei suoi occhi non leggeva nessuna emozione particolare ma percepì uno strano velo di curiosità tipico delle persone intelligenti.

Annuì –Sì. Tu sei… emh

Il giovane storse la bocca –Pai. Puoi stare con le ragazze se non combini pasticci.

Il suo tono era severo e distante.

-Ne combino spesso?- domandò, ma l’alieno strinse le spalle.

Detto questo, porse a Lory un oggetto –Te li sei dimenticati prima.

Lory afferrò gli occhiali e li infornò sul naso –Grazie- bisbigliò ma Pai non diede segno di aver udito niente, uscendo senza degnare nessuno di uno sguardo.

Strawberry sorrise alla verde –Il tuo ragazzo è proprio strano- disse ingenuamente e Lory finì con il volto rosso e gli occhiali appannati –Cheeeeeeeeeeeeeeee?

Pam e Mina si tenevano la pancia dal ridere e Puddy batteva le mani.

-Scusa, che succede? Ti guardava come se volesse stringerti da un momento all’altro!- fece la rossa, provocando una crisi respiratoria alla verde –E tu lo guardavi come se fosse un principe azzurro! Che avete da ridere?

Pam abbracciò Strawberry –Sei sempre la solita. Arrivi sempre prima, forse troppo. Lory non è impegnata-

-Ah… chi di voi è fidanzata?

Puddy indicò Pam –Lei si sposa con Kyle!

Strawberry identificò Kyle con l’uomo gentile e galante –Sembra una brava persona…

Le ragazze si misero a parlare insieme e pian piano, Strawberry si sentì sempre di più a casa.

 

Un soldato, un ragazzo magro, con i capelli lunghi fino al mento e nero blu, ispezionava le prigioni delle Mew Mew. La sua armatura era aderente e risaltava i bei muscoli che il suo faticoso allenamento gli aveva fruttato.

Con una torcia illuminava la galleria e i suoi occhi color del cielo, così giovani e pieni di vita, intravidero una cosa. Una scritta scavata nel muro freddo e duro.

“Terra”.

Assottigliò lo sguardo. Subito fece come gli era stato insegnato: chiamò i suoi maggiori e cominciò a ispezionare la stanza che vi era dietro il muro, notando, con orrore, il suo stato pietoso. Vide dei resti di carte nere e bruciate, ampolle rotte.

“Cosa diamine…?” si chinò, puntando la luce della torcia su un punto ben preciso. Era, o almeno era stato, un cestino della spazzatura e al suo interno vi erano dei fascicoli e il cielo aveva voluto che un foglio, uno solo, si salvasse.

Lesse attentamente e sgranò gli occhi –Devo avvertire subito…

 

Saku, chiusa nella sua camera, sfogliava dei piccoli ritratti di famiglia.

Era concentrata, con un solo obiettivo in testa. Cercarlo.

In cuor suo ci aveva sempre sperato, quando aveva accolto Gish in casa sua, ma ormai, a quasi sedici anni dalla loro scomparsa, aveva abbandonato.

Infondo, la galleria era sprofondata di molto, non erano stati trovati tutti i corpi e

Trovò l’immagine che voleva.

Sentì bussare alla porta –Avanti- disse, distrattamente.

Pai entrò nella stanza, con Gish –Ciao, mamma!- la salutò Gish, di buon umore.

La donna strinse gli occhi, guardando con sospetto il figlio –Che cosa hai combinato che sei di buon umore?

Gish mise il broncio –Madre prevenuta…

La donna accarezzò la mano di Gish.

Anche se non lo aveva partorito Gish, era suo figlio.

Era arrivato nella sua casa che ancora gattonava ma non gli aveva mai tenuto nascosto niente. Sapeva del loro legame di sangue, come zia e nipote, ma poco importava. Era suo figlio tanto quanto Pai e Tart. Era così simile alla sua defunta cognata, così bella e dolce, ma aveva il carattere del padre, suo fratello, coraggioso, furbo, intelligente, forte.

Inizialmente aveva temuto in una reazione di gelosia esagerata per Pai, ancora piccolo e ancora attaccato a lei, ma per fortuna, si erano affezionati subito ed ora… litigavano come veri fratelli!

-Cosa hai in mano?- chiese Pai.

Sempre acuto, suo figlio maggiore. Forse troppo.

-Vecchie foto. Vorrei farle vedere a quella ragazza terrestre, Lory.

Il volto di Pai si corrucciò un attimo –Perché?

Lei nascose la foto sotto la veste – Abbiate un po’ di pazienza.

Gish chiese –Mamma, centra chi le ha rapite, vero?

Lei annuì –Ma non voglio… parlarne ancora. Non vi dispiace, vero?

I due giovani si guardarono e annuirono, consapevoli di non poter far niente di più.

-Ed ora… facciamo una bella chiacchierata madre figli: andrete con loro, vero? Tornerete sulla Terra e le proteggerete fino a che qui non si capirà qualche cosa?

Pai annuì, piano – Ci sembra il minimo. Loro hanno salvato il nostro pianeta.

-E a voi manca e quel pianeta, vero?- la donna sospirò –Porterete pure il piccolo, vero?

Pai si concesse un sorriso –Non credo sia nei suoi piani rimanere a casa. Lo terremo d’occhio, tranquilla.

-Ne sono certa- sospirò nuovamente, senza molta convinzione –Questa volta non state via un anno, per piacere. E fatevi sentire.

 

Il Generale Ierol Ikisatashi, padre dei fratelli Ikisatashi mandati sulla Terra, era un uomo taciturno ma pieno di orgoglio e buon senso.

Quando gli arrivò la comunicazione da parte di un soldato d’inquietanti scoperte, gli si erano rizzati i capelli castani sul collo mentre gli occhi color ambra, simili a quelli di Tart, guizzavano da una parte all’altra, nervosi.

Quando poi ebbe visionato la scritta “Terra” incisa a fuoco nella parete e intravide il foglio superstite, capì che c’era un urgente bisogno di provvedimenti.

“Progetto Mew” c’era scritto in alto, annerito

“Prelievo di campioni di Dna.

Inserirlo in esseri compatibili”.

Il resto, poi, era tutto bruciato ma ciò bastava a far capire la gravità della situazione.

Che era molto grave.

Chiamò un soldato fuori dalla porta, quello stesso soldato che aveva scoperto quelle cose –Il tuo nome, ragazzo?

Quello si sentì inorgoglire –Mi chiamo Stev.

-Bene. Soldato Stev, chiama immediatamente i miei figli e gli umani ideatori del Progetto Mew. E per piacere, comincia a pregare per le sorti dell’Universo.

 

 

Note:

(*) è la puntata in cui Strawberry diventa gatto per la prima volta e cercando di baciare Mark, diventa gatto.

Episodio 27, se non sbaglio. Ecco a voi il link della trasformazione, anche se va un po’ oltre XD

http://www.youtube.com/watch?v=50b0ztyBGaw&feature=results_video&playnext=1&list=PL06F67C33AEDC6E92

 

   
 
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