Giglio.

di reby_w
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Disclaimer! I personaggi della storia non mi appartengono, sono di proprietà di Rumiko Takahashi. Enjoy!

Osservò, silenzioso, il mezzodemone steso accanto a sè.
Non era ignaro del fatto che egli era la causa di molti e molti mali, ma sembrò non darci troppo peso, al momento. Era un problema della ningen, e dell'altro han-you.
Non proprio. Non lo tangeva, non in quel momento, ciò che quelli scellerati erano intenzionati a fare della Sfera.
Chiuse gli occhi, con freddezza, sentendo la lieve brezza dell'est carezzargli la pelle, seguire leggera il solco del naso perfetto, toccare la fronte, passare tra i capelli, come le dita diafane della defunta pari.
Ed, infine, eccolo. L'odore che portava con sè il vento, racchiuso come un fiore tenterebbe di proteggere i propri pistilli prima dell'arrivo dell'alba, dal freddo della notte.
Inspirò profondamente, ma senza dar segno di scomporsi. Non aveva intenzione di far intendere all'altro che era il suo odore quello che ricercava nell'aria, che rincorreva costantemente, a cui anelava ogni mattino, ogni sera, ed ogni notte.
Le dita, lunghe quanto temibili, andarono ad adagiarsi lentamente sul manto d'erba smeraldino, appena bagnato dalla fresca rugiada, su cui il proprio corpo nudo è adagiato.
Non c'era stato amore, quella notte.
Non ci saranno ricordi visivi, di quella notte.
Solo un forte, inebriante, odore di giglio.

Che, tuttavia, gli pare di sentire tutt'ora, nonostante siano passati i secoli, nonostante ormai la minaccia sia passata, nonostante Naraku sia stato annientato.
Bizzarro, nevvero?
Eppure, per qualche strana ragione, gli sembra ancora di sentirlo ridere, della propria debolezza.

Che tu sia dannato, Naraku.





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