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Autore: Netty e Cialy    20/03/2007    2 recensioni
Riapro gli occhi e vedo quell’infermiere doppiogiochista che mi infila un ago nel braccio. “Ehi tu!” sbraito, cercando di divincolarmi dalla sua presa. “Da che parte stai? Ho appena vinto la Guerra, Harry Potter è morto e tu mi tieni legato a letto?! Lasciami! LASCIAMI! Io sono Lord Voldemort!” L’infermiere alza gli occhi al cielo. “Certo, Harry Potter è morto, certo. E quello che ha appena segnato 250 punti nella partita dei Cannoni di Chudley chi era?”
Genere: Generale, Romantico, Commedia | Stato: in corso
Tipo di coppia: Slash | Personaggi: Un po' tutti
Note: Alternate Universe (AU), What if? (E se ...) | Avvertimenti: nessuno
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Eccoci con la prima "puntata" xD Scusate il ritardo, ma è stata una settimana terribile. Sgridate i nostri prof, ecco!
Grazie a tutti per aver letto e per i commenti ^_^ Siete stati molto gentili, speriamo continuerete ad apprezzare!
Un bacio, Anto & Linda

 

 

 

Puntata 1: Divergenze

 

 

Theodore e Nott Sj, bar

 

“Quindi non migliora?”

Guardo mio padre scrollando le spalle. “Direi proprio di no. Anzi, sta andando sempre peggio. Più gli mostriamo la realtà e più ci ossessiona con quella sua storia.”

“Mi dispiace che sia finito così. Era un bravo ragazzo.”

“Già, papà.”

Raggiungiamo il bar e ci sediamo ad un tavolino. Faccio cenno a Ginny, la cameriera, di avvicinarsi.

“Cosa prendi? The e un bel vassoio di Zuccotti di Zucca?”

Mio padre annuisce. Ginny prende la nostra ordinazione con un sorriso sulle labbra e si allontana in fretta. Da quanto i suoi genitori sono andati in pensione, adesso sono lei e suo fratello Ron ad occuparsi del bar dell’ospedale. E lo fanno egregiamente, non c’è che dire! Le antiche ricette di Molly Weasley si mantengono invariate!

“Hai letto il Profeta? I Cannoni hanno vinto di nuovo. Quell’Harry Potter… sembra proprio un campione nato!”

Sogghigno pensando all’espressione di Draco quando gli riferirò le parole di papà. Il suo petto si gonfierà di orgoglio e dirà: «Certo! Solo il meglio per Draco Malfoy!».

Dopo the e spuntino, trascorso parlando del più e del meno, mi trovo costretto a salutarlo. La mia pausa è finita, si torna a lavorare!

“Beh, ci vediamo domenica. E vedi di portare a cena qualche bella fanciulla, almeno saprò che ti sei sistemato! Quella Weasley, ad esempio!”

Occhieggia verso di me e sono costretto a reprimere un brivido. “Ciao papà!” esclamo, ostentando un sorriso.

Portare una fanciulla a casa? Ma per favore!

 

 

Sirius e Draco, reparto pediatria

 

“Black! Dov’è quell’ameba di Potter? Ci fosse una volta che quello stupido quasi non si ammazza durante le partite! In fondo cosa ci vuole a rimanere seduto su una scopa? E’ così difficile per lui???”-mi poggio sullo stipite della porta, incrociando le braccia e battendo il piede per terra ripetutamente. Ma perché mi deve sempre far innervosire? Giuro che lo lascio, sì lo lascio causa nervi e stress alla mia persona. Mi verranno le rughe e i capelli bianchi prima del previsto di questo passo.

 

Oh no, eccolo che ricomincia. Ma possibile che questo biondino non abbia mai niente da fare se non ricevere gufi per avere foto e notizie in diretta della partita? Merlino, ma andasse a vedersela, tanto qua in ospedale è praticamente inutile!

“Che cavolo ne so io, Malfoy! Sto lavorando, mica mi rigiro i pollici! Non ho tempo di informarmi su una benedetta partita!”

E facciamo finta che il gufo che mi è appena arrivato da James e Remus non ne contenga il risultato.

 

“Dicono che lo stanno portando qui… Guarda, se gli è rimasto ancora un osso sano, glielo rompo io! Che nervi…”. Che poi, in effetti, cosa faccio qui? Mi hanno mandato nel reparto pediatria da Black perché infastidivo i ricoverati, ma andate tutti a quel paese! Se non ci fossi io a difendere le cause dell’ospedale, si ritroverebbero pieni di debiti e scartoffie fino al collo!

 

“Bene, allora perché rimani qui?! Di certo non lo portano in pediatria, quindi aria, aria! Sloggia! Vattene! Che lingua capisci? Smamma!”

Come mi dà ai nervi, questo qui! Ma insomma, il mio figlioccio un esemplare migliore non poteva sceglierselo?! Tutta colpa di suo padre, ci scommetto. È lui che gli ha rifilato i geni bacati nel DNA!

 

“Inglese, francese, tedesco… sono molto bravo con le lingue…”- ribatto sogghignando. Adoro farlo arrabbiare e, soprattutto adoro vedere quel suo sguardo omicida che dice ma come cavolo fai a stare con Harry??? Beh, semplicemente io sono il migliore sul mercato baby, quindi rassegnati… il meglio va col meglio! Mica come te ridotto ad accontentarsi di un licantropo con complessi da la bestia che in me non deve uscire allo scoperto, ne vale del mio Essere… patetici entrambi. Anche perché a me piacerebbe disporre di un bel lupo affamato sotto le coperte… Non che Harry sia da meno, ovvio! Ma con questo fatto che si rompe le ossa un giorno si e l’altro pure, ciò che ci rimette è una certa parte di me, che sono costretto a soddisfare da solo troppo spesso da un po’…

 

“Non si direbbe, visto che sei ancora qui!”

Ma che ho fatto di male? Io vorrei solo lavorare e sbrigare alcune pratiche prima che torni Lily e mi faccia il culo così. Adesso basta, biondino dei miei stivali.

Mi alzo, lo afferro per un braccio e lo butto fuori in corridoio. “Vediamo se capisci questo!”

Sbatto la porta e sospiro di sollievo. Finalmente.

 

Mi ha sbattuto fuori!-“Razza di…”

“Malfoy, Potter è arrivato.”- Piton, il miglior infermiere che conosca e l’unico con cui ho un rapporto decente in questo covo di matti. Ok, ci sono anche Zabini e Nott, ma loro sono un’altra cosa, loro sono amici.

“Dov’ è?” – chiedo senza riuscire a nascondere un po’ d’ansia nella voce. Quello cretino di Potter riesce sempre a farmi fare la parte della checca isterica. Lo lascerò anche per questo.

 

 

Draco e Severus, corridoio del pianterreno, fuori dalla stanza 95

 

“Severus fammi entrare!”

“Non puoi.”

“Come non posso? Quello lì dentro è il mio uomo!”

“Non c’entra niente. Non siete né parenti né siete sposati, quindi tu risulti un comune estraneo agli occhi della legge”

“Ma cosa vogliono quelli?”

“Pare che i Cannoni di Chudley abbiano fatto causa a Potter per le troppe spese che la squadra deve sostenere a causa dei suoi eccessivi ricoveri in ospedale. In effetti non hanno poi molto torto, è sempre infortunato!”

“Si, ma con tutti i soldi che lui fa guadagnare loro! E’ il campione numero uno, il pezzo forte della squadra… senza di lui i Cannoni se lo scordano il campionato!”

“Infatti non vogliono mandarlo via dalla squadra, solo annullare il contratto tuttora in vigore per stipularne uno nuovo in cui le spese ospedaliere non sono comprese.”

“Non possono farlo. Conosco la legge e se un contratto è stato firmato da entrambe le parti…”

“Boh, non sono io l’esperto.”

“Ci fosse una volta che non si mette nei guai, ma quando lo vedo mi sente, si che mi sente!”

 

 

Draco e Harry, stanza 95, reparto Incidenti da Manufatti

 

È la volta buona che Draco mi fa fuori. O forse mi lascia. O forse deciderà che tenermi il muso e non parlarmi fino al giorno dell’apocalisse sia una punizione appropriata. Si capisce da come entrato in questa stanza. La porta sta ancora tremando.

“Emh… Draco, ciao!”

L’innocenza è la mia miglior virtù!

 

Non gli rispondo. Mi dirigo verso la finestra e faccio vagare un po’ lo sguardo verso l’orizzonte. So che questa attesa lo manda in crisi, ha paura delle mie parole, ma preferirebbe che lo insultassi piuttosto che questo silenzio. Povero, tenero, dolce Potter… sono sempre Draco Malfoy, no? Non puoi aspettarti di cavartela così facilmente.

 

No, la tecnica del silenzio no. Pietà. Non può essere così stronzo! Dannato Malfoy, stupido, idiota, decerebrato di un Malfoy! Vuoi la guerra? E guerra sia.

Sbuffo. “Quando fai così sembri tuo padre.”

Meglio prepararsi allo scoppio.

 

Stringo forte i pugni, tanto da conficcarmi le unghie nei palmi e farli sanguinare, ma non abbocco all’amo. Troppo semplice, troppo semplice mettere in mezzo mio padre Harry. Non funzionerà. Merlino, ma perché deve essere sempre il solito? Perché non riesce a starsene buono buono e a non combinare guai? E poi è mai possibile che ogni volta che ha una partita io debba stare così male perché lui è un pazzo suicida?

 

Sollevo gli occhi. E bravo, sta imparando, adesso non abbocca nemmeno più. Ma è meglio fermarsi, altrimenti qui davvero si rischia di combinare un disastro. Sposto le coperte e mi siedo sul bordo del letto, ignorando qualche doloretto sparso qua e là.

“Draco…” chiamo, cercando di suonare il più dolce possibile.

 

A quella vocina sottile sottile non so proprio resistere. Mi giro verso il mio Harry, pronto comunque a fargli una bella ramanzina. Poi, però, vedo le fasciature, il suo viso contratto per lo sforzo e gli ematomi.

Senza rendermene conto sono già seduto sul letto accanto a lui ad abbracciarlo. “Sei uno stupido, stupido, stupido!” E stringo un po’ più forte sapendo di fargli male, giusto per imprimergli meglio nella testa quanto mi fa male vederlo così.

 

Mi abbandono nel suo abbraccio e gli accarezzo dolcemente i capelli, sperando che questo lo aiuti a calmarsi. Mi dispiace che prenda così male ogni mia partita, ma che posso farci? È una mia passione, oltre ad essere il mio lavoro e voglio farlo al meglio. “Lo so, Draco.”

Per il momento è meglio non parlare della denuncia…

 

“Harry. Ti difenderò io.”

“Come?”

“All’udienza, contro i Cannoni. Ti difenderò io. D’altronde sono il migliore sulla piazza, no? Anche se per me sarebbe molto più semplice far sì che ti sbattano fuori dalla squadra!”

Ma so che tu ne soffriresti, e questo non potrei sopportarlo, anche se non te lo dirò mai perché sei uno stupido Troll!

 

Sorrido e lo guardo con riconoscenza.

“Grazie Draco” sussurro.

E poi lo trascino in un bel bacio, perché sarò anche tutto acciaccato, ma una certa cosa funziona ancora bene!

 

Rispondo al bacio di Harry senza esitazioni. Non sai nemmeno quanto ho sperato di poter sentire di nuovo il tuo sapore quando ti ho visto cadere giù da quella scopa. Ma dico io, tanto ci vuole a reggersi su di un manico?? Ti odio, si ti odio. Ho così tanto bisogno di te, delle tue mani su di me, delle tue labbra a contatto delle mie, che ti odio.

 

 

Hermione e Draco, dalle parti dell’accettazione, pianterreno

 

“Draco Malfoy, immobilizzati immediatamente, prima che ti scagli addosso una fattura!”

Adesso non mi sfugge, ce l’ho in pugno. Anzi, probabilmente rischia di beccarselo sul naso, un bel pugno!

 

“Signorina Granger”-dico facendo un piccolo inchino-“a cosa devo la sua felicità nel vedermi?”- dico nel mio miglior tono da Angioletto Innocente. Questa è isterica, non si sa mai dove diavolo vuole andare a parare, quindi meglio darle corda.

 

“Niente espressione innocente, non attacca! Mi è giunta una voce che vorrei proprio fosse falsa, ma conoscendoti…! Draco Malfoy, devo ricordarti io dei tuoi obblighi verso l’ospedale?!”

 

“Non capisco dove vuoi arrivare, Hermione.”

 

“Dove voglio arrivare?!”

Ok, respira Hermione, respira. Questo qui ti farà venire un esaurimento nervoso, quindi meglio respirare e calmarsi. Non voglio certo andare a fare compagnia a Tom Riddle!

“È vero che farai da avvocato a Harry?!”

 

“Certo che è vero. E ora scusami, ma avrei un po’ di faccende da sbrigare… Ci vediamo domani alle otto.”- dico incamminandomi verso l’uscita e facendo un cenno di saluto con la mano senza girarmi. Se non mi defilo subito,  mi terrà qui tutta la giornata, e le mie ore di lavoro sono terminate mezz’ora fa.

 

“Non credere sia finita qua! Ti voglio domani nel mio ufficio, non ti permettere di coinvolgere l’ospedale!” gli urlo dietro. Ma tanto so che è inutile, sto solo facendo la figura della pazza in mezzo ai pazienti in attesa. Pesto i piedi. Dannato quel Malfoy e dannato il giorno in cui l’ho assunto!

 

 

Silente e Harry, stanza 95, reparto Incidenti da Manufatti

 

“Forse non lo sai, ma sta rischiando grosso per aiutarti al processo… La signorina Granger non approva, per via della pubblicità negativa che ne ricaverebbe l’ospedale.”

“Perché? L’ospedale che c’entra?”

“Beh, Harry… la squadra ti ha fatto causa perché ti infortuni un giorno sì e l’altro pure, se l’avvocato dell’ospedale prendesse le tue parti potrebbero pensare che sei in combutta col S. Mungo per spillare soldi alla società.”

 

“Ma non è vero!” sbotto indignato. Come possono pensare una cosa del genere?!

“Quello che c’è tra me e Draco è una questione privata. Nessuno deve metterci il naso!”

Mi sento terribilmente in colpa, per Draco e per l’intero ospedale. Non posso mettere nei guai Hermione e il Signor Silente, dopotutto.

 

“Harry io lo so, e anche Hermione e chi qui ci lavora. Ma ne converrai con me che dall’esterno la situazione sembra differente. Sono Primario in questo ospedale ormai da anni, di cose ne ho viste e sentite tante…”

 

Rifletto attentamente sulle sue parole. Ha ragione, lo so benissimo. Devo necessariamente trovare una soluzione, qualcosa che tenga Draco e l’intero San Mungo fuori dai guai.

Ed è sola una.

“Non si preoccupi Signore, ho deciso. Firmerò quel contratto e al diavolo la denuncia. In fondo, con quello che mi pagano, posso permettermele le spese mediche” annuncio convinto.

 

 

Draco e Harry, stanza 95, reparto Incidenti da Manufatti, giorno seguente

 

“E questo cosa significa? Eh? Cos’è non ti fidi abbastanza delle mie abilità? Non sono abbastanza bravo per te??”

“Draco, calmati…”

“Calmati un corno Harry! E poi non hai neanche il coraggio di dirmelo! Devo venirlo a sapere come il resto del mondo dalla Gazzetta del Profeta! Valgo così poco per te, Potter? Ma adesso basta, non mi va di essere preso in giro ancora per molto… ed io che volevo rischiare il mio posto di lavoro e la mia reputazione per te! Ma fottiti!”

Mi giro e me ne vado, senza ascoltare cosa ha da dire. Non mi interessa, non più.

“Addio.” E detto questo sbatto la porta per uscire da quel casino che è la sua vita. E’ troppo anche per me.

 

 

 

  
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