Storie originali > Soprannaturale > Maghi e Streghe
Segui la storia  |       
Autore: chobit13    15/09/2015    0 recensioni
Violet è una ragazza introversa e solitaria. è vittima di una maledizione lanciata alla sua famiglia da una stregha. qualunque persona bacierà le sue labbra morirà. lei possiede il bacio della morte e solo il bacio di vero amore potrà renderla una ragazza normale. è una fiaba melodrammatica che ci insegna ad amare con sincerità.
Genere: Dark, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
 <<  
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Violet era in mezzo all’oscurità.
Sentiva sotto di sé il terreno sabbioso, l’aria umida e salmastra le riempiva i polmoni e il le scompigliava i capelli.
Aprì gli occhi e vide che si trovava su una spiaggia, il mare di fronte a sé era agitato e il cielo nuvoloso.
Si alzò in piedi e in un attimo si trovò sul ciglio di una scogliera, dietro di sé sentiva il fruscio dell’erba.
Si voltò e vide non molto lontano una casetta di legno rovinata dal tempo, proprio di fronte c’era una figura in bianco.
Violet si avvicinò e riconobbe una giovane donna con lunghi capelli rossi sulle spalle e la pelle pallida, indossava una lunga camicia da notte bianca.
Era immobile e fissava Violet con occhi glaciali, aprì la bocca per dire qualcosa ma ne uscirono solo suoni deboli e soffusi, come se fosse sott’acqua.
“Violet!”
Una voce che conosceva la costrinse a voltarsi.
Era Christian ma era molto lontano e in un attimo se lo ritrovò davanti.
“Hai paura?”
Lui la guardava profondamente e lei non riusciva a non guardare i occhi neri.
Violet aprì la bocca per rispondere ma non ne uscì alcun suono.
Christian si avvicinò ancora di più.
“Non vuoi spezzare la maledizione? Non vuoi liberarti di questo peso?”
La prese per le spalle e la avvicinò a sé, i loro visi quasi sfioravano.
Violet avrebbe voluto divincolarsi dalle sue braccia ma non riusciva a muovere un solo muscolo, era come una bambola nelle mani del suo padrone, si sentiva impotente.
Lui continuava a guardarla con sguardo intenso e la teneva stretta tra le sue braccia.
“Basterebbe così poco. Solo un bacio e tutto sarebbe finito. Tu saresti libera.”
Una parte di Violet avrebbe voluto assecondarlo ma un’altra parte di lei avrebbe voluto fermarlo.
“Dammi il tuo bacio della Morte.”
Poco prima che le loro labbra si sfiorassero Violet chiuse gli occhi e desiderò di sparire, ma non appena li chiuse li riaprì di colpo.
Aveva il cuscino sotto la sua testa e la coperta le scopriva i piedi, si guardò intorno, era nella sua camera a Londra.
Era stato solo un sogno.
Si lasciò andare sul cuscino e ripensò al sogno che aveva fatto.
Erano passate settimane da quando aveva incontrato Christian ma ancora non riusciva a toglierselo dalla testa.
Che significato poteva mai avere quel sogno?
Per non pensarci decise di scendere dal letto e iniziare a prepararsi, tanto era ormai ora di alzarsi.
Violet si incamminò per le strade di Londra, avrebbe passato la giornata da sola in negozio perché Cassydi era fuori città per degli impegni.
Non appena svoltò l’angolo vide una persona di fronte alla vetrina del suo negozio. Era Christian.
“Ciao Violet!
“Ciao…sei qui per comprare dei fiori?”
Violet tirò fuori la chiave e aprì la saracinesca.
“Si. Sono venuto a comprare un mazzetto di fiori.”
Entrarono nel negozio, Violet accese la luce sul bancone e si tolse la giacca.
“E per chi sono i fiori…se posso chiedere.”
“E’ morta la mia lucertola. Devo sotterrarla prima che venga divorata dalle formiche. E ho pensato che sarebbe stato carino mettere un mazzetto di fiori sulla sua tomba.”
Violet sapeva che quella storia non reggeva ma era troppo divertente vedere Christian improvvisare una scusa.
“E come si chiamava la tua povera lucertola?”
Lui rimase in silenzio per qualche secondo fissandola.
“Si chiamava Daisy. È morta di vecchiaia.”
Ora lei lo fissava.
“Che fiori preferisci?”
“Non so se hai capito…è un po’ improbabile che qualcuno faccia un funerale a una lucertola.”
“Lo so. Volevo vedere fin dove arrivavi.”
Lui abbassò il capo imbarazzato.
“Come mai sei qui?”
Lui tirò fuori un sacchetto dalla sua borsa e lo porse a Violet.
“Ti ho portato la colazione.”
“Io ho già fatto colazione a casa.”
“Allora ti offro una merenda per aprire un discorso, dimenticare la lucertola morta e invitarti a uscire insieme e conoscerci meglio.”
Violet prese il sacchetto e vide dentro due muffin al cioccolato.
“Sei un tipo davvero ostinato! Se non fosse che hai preso i miei muffin preferiti ti butterei fuori di qui a calci.”
“Sono uno che cerca di farsi amare. E mi chiedo come mai non ti va di uscire con me.”
Violet lo guardò e gli porse un muffin.
“Guarda che non sei tu, anche se ci sarebbero degli ottimi motivi. Io non esco con i ragazzi.”
Christian diede un morso al muffin.
“Sei lesbica?”
“No, non sono lesbica. Io non sono fatta per uscire con i ragazzi o avere una relazione con qualcuno.”
“Preferisci stare da sola? Lo sai? Hai perfettamente ragione!”
Violet non capiva il significato di quello che diceva.
“Perché dobbiamo per forza avere una relazione sentimentale? Ci vogliono troppe responsabilità, troppi problemi e tante altre cose… E’ meglio rimanere single. Quindi rispetto la tua decisione.”
Christian non poteva nemmeno immaginare il vero motivo di Violet.
“Però possiamo diventare amici. Insomma, non prevede grossi sforzi, solo fare delle cose insieme. Se ti va.”
Violet aveva paura dei suoi sentimenti, delle emozioni che stava cominciando a provare verso Christian e aveva paura della sua determinazione.
Ripensò al sogno che aveva fatto.
“E … che cosa possiamo fare insieme?”
“Non lo…potremmo andare al cinema, oppure girare nel parco o… ci sarebbe un concerto questo fine settimana. Conosci gli Immagine Dragons?”
Violet sorrise.
“E’ una delle mie band preferite.”
“Davvero? Allora dobbiamo assolutamente andarci! Ho un amico bigliettaio che può procurarci due biglietti. Che ne dici?”
Violet non era mai stata ad un concerto, non era mai uscita davvero con qualcuno.
Nonostante la preoccupazione le sarebbe piaciuto molto andare al concerto con Christian, in fondo sarebbero stati sempre impegnati ad adulare la band e nella confusione non ci sarebbe nessun contatto, doveva solo essere prudente e tenersi alla larga dai guai.
“Allora?”
“Se accetto la smetti di pedinarmi?”
“Promesso!”
“Allora accetto!”  
  
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<  
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Soprannaturale > Maghi e Streghe / Vai alla pagina dell'autore: chobit13