Spazi

di Matih Bobek
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Distese immense di pacati mari
e feroci sussulti di oceani impetuosi;
vasti, silenti lembi di cielo
e poi estese, assolute, infinite terre;
innumerevoli passi su strade ignote
e parole, urla, grida a milioni
spezzate, graffianti,sussurrate, 
impresse sulla carta tremante
come ferite sull'anima;
e volti, visi vuoti
corpi senza respiro
passanti distratti di una vita implacabile
riempiono spazi assoluti di puro niente,
vagano incerti, camminano vaghi;
futili esistenze finite
in gara con l'infinito dell'universo
chiuse in un ubriaco cerchio 
di cieca malinconia.
ardono di conquiste 
e si perdono nelle
loro esistenze sopite
piccoli corpi d'argilla
morti eppure vivi
solo respiri e apparenze
sorrisi e vanità.
E poi di nuovo:
costellati cieli di immortali luci,
frammenti di illusioni, speranze di speranze
dominatrici di infiniti spazi,
e ancora, indissolubili signori di pacifiche realtà
rigogliosi, floridi, silenti aneliti di vita
e poi tu..
dove sei?
ci allontanano questi spazi
indifferenti dei nostri dolori?
Ci dividono ore vuote,
figlie di tempi affamati?
Ci separano le nostre nature avverse
oppure infami canti di diabolici santi?
Sarà questione di attimi, di respiri
di incontri o incanti, 
parole, sussulti brividi o amanti?
Sarà l'amore consumato
sotto un cielo in lacrime o 
un incontro gelido di labbra
nel caldo delle notti estive?
Sarai tu ad accompagnarmi
in punta di piedi nel tuo universo,
o sarò io il compagno della mia solitudine?
Arriverò a colmare il vuoto 
dei più remoti, lontani, segreti, incompleti spazi?




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