La nostra vita insieme ( Raccolta di One-Shot)

di ballerina 89
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Ritorno a casa ***
Capitolo 2: *** Gelosie ***
Capitolo 3: *** Fata madrina? ***
Capitolo 4: *** Prime parole ***
Capitolo 5: *** Principesse e pirati. ***
Capitolo 6: *** Una serata tutta per noi ***
Capitolo 7: *** Piccola birbante (parte 1) ***
Capitolo 8: *** Piccola birbante (parte 2) ***
Capitolo 9: *** Incomprensioni ***
Capitolo 10: *** Adolescenza ***
Capitolo 11: *** Supereremo anche questo ( Parte 1) ***
Capitolo 12: *** Supereremo anche questo ( Parte 2) ***
Capitolo 13: *** Supereremo anche questo ( Parte 3 ) ***
Capitolo 14: *** Una visita inaspettata ***
Capitolo 15: *** Cosa non si farebbe per i figli? ***
Capitolo 16: *** Anniversario di morte ***
Capitolo 17: *** che cosa ne sarà di noi (parte 1) ***
Capitolo 18: *** che cosa ne sarà di noi (parte 2) ***
Capitolo 19: *** Quando il male vince ***
Capitolo 20: *** Bisogna rialzarsi sempre ***
Capitolo 21: *** Un nuovo arrivo ***
Capitolo 22: *** Salvatrice ***
Capitolo 23: *** Ora si che sono guai (prima parte) ***
Capitolo 24: *** Scusate il ritardo ***
Capitolo 25: *** Ora si che sono guai (seconda parte) ***
Capitolo 26: *** Buon compleanno ***
Capitolo 27: *** Legame tra sorelle ***
Capitolo 28: *** Ritrovarsi ***
Capitolo 29: *** Souvenir ***
Capitolo 30: *** Primo trimestre ***
Capitolo 31: *** Pensieri e paure ***
Capitolo 32: *** Il momento della verità (quarto mese) ***
Capitolo 33: *** Quinto mese ***
Capitolo 34: *** Sopravvivere ***
Capitolo 35: *** Ma che bella sorpresa. ***
Capitolo 36: *** L’ennesima Avventura (parte1) ***
Capitolo 37: *** L’ennesima avventura (parte2) ***
Capitolo 38: *** La nostra vita perfetta. ***
Capitolo 39: *** L’uragano Chloe ***
Capitolo 40: *** La parte migliore di te ***
Capitolo 41: *** Lei è solo mia ***
Capitolo 42: *** Chi vivrà... vedrà. ***
Capitolo 43: *** Legame indissolubile (parte1) ***
Capitolo 44: *** Legame indissolubile (parte2) ***
Capitolo 45: *** Legame indissolubile (parte3) ***
Capitolo 46: *** Dimissioni ***
Capitolo 47: *** Tornare bambino ***
Capitolo 48: *** Una lezione preziosa. ***
Capitolo 49: *** Pur di vederti felice ***
Capitolo 50: *** I fidanzatini di Chloe (parte1) ***
Capitolo 51: *** I fidanzatini di Chloe (parte2) ***
Capitolo 52: *** A volte ritornano I ( SEGUITO I FIDANZATINI DI CHLOE PARTE 2) ***
Capitolo 53: *** Non cedere all’oscurità (seguito di: A volte ritornano) ***
Capitolo 54: *** L’amore non ha età ***
Capitolo 55: *** Piccola anticipazione Natalizia ***
Capitolo 56: *** La famiglia Jones ed io vi auguriamo buon Natale ***
Capitolo 57: *** SOS Babbo Natale. ***
Capitolo 58: *** With you i have everything ***
Capitolo 59: *** Mettersi nei guai (Parte 1) ***
Capitolo 60: *** Mettersi nei guai (Parte 2) ***
Capitolo 61: *** Piccole ragazzine crescono. ***
Capitolo 62: *** Miglioramenti ***
Capitolo 63: *** A te che mi hai insegnato a vivere ***
Capitolo 64: *** Disneyland Paris ***
Capitolo 65: *** Cuori uniti ***
Capitolo 66: *** Un tuffo al cuore ***
Capitolo 67: *** Ribellione in corso (parte1) ***
Capitolo 68: *** Gelosia pericolosa ***
Capitolo 69: *** Un matrimonio da salvare ***
Capitolo 70: *** Ribellione in corso (parte2) ***
Capitolo 71: *** Ribellione in corso (parte3) ***
Capitolo 72: *** Tale madre tale figlia ***
Capitolo 73: *** Questo matrimonio non sa da fare. ***
Capitolo 74: *** I love you ***
Capitolo 75: *** Faida familiare ***
Capitolo 76: *** Madre surrogata ***
Capitolo 77: *** Che tregua sia... ***
Capitolo 78: *** Un motivo in più per sopravvivere ***



Capitolo 1
*** Ritorno a casa ***


POV. EMMA

Dopo tre lunghissimi giorni chiusa all'interno di una stanza d' ospedale è giunto finalmente il momento per me e la mia cucciolina di tornare a casa. Ancora non riesco a credere ai miei occhi che lei sia finalmente qui, eppure quella piccola culla accanto al mio letto mi da l’assoluta certezza che quello che sto vivendo è la pura realtà. E' stata dura, ma alla fine siamo riusciti nel nostro intento, Leila è finalmente a casa e Chloè è nata senza nessuna complicazione anche se in netto anticipo rispetto alla tabella di marcia. Guardo l'orologio e vedo che sono ancora le nove del mattino, non ci dimetterano prima delle undici, così decido di approfittare della mancanza di sonno e del fatto che la piccola stia ancora dormendo, per sistemare le cose da riportare a casa. Abbiamo ricevuto parecchie visite in questi giorni, come minimo mezza Storybrooke si è presentata in ospedale per conoscere la nuova arrivata e ogni persona le ha portato un pensierino. Tutti tranne Regina. Lei non si è limitata ad un pensierino... ho perso il conto di quanta roba le ha portato, so per certo che non avrà problemi nel vestirsi fino al prossimo anno.  L’etichetta “zia” deve essersi impossessata di lei, non vedo altra spiegazione. Mi avvicino all'armadietto, prendo tutti quei vestitini e li sistemo sul letto per sistemarli e metterli in valigia. Vengo interrotta dal suono più dolce del mondo. Il mio tesorino si è appena svegliato. Smetto di fare quello che sto facendo e mi avvicino senza esitazione alla culla dove c’è lei in tutto il suo splendore che mi fissa.
- Ma buongiorno piccolina! Finalmente ci siamo svegliate!- le dico prendendola in braccio.  Di risposta lei smette di piangere e continua a fissarmi  con i suoi occhioni azzurri con le sfumature verdi. È incredibile come i miei occhi e quelli di Killian si siano miscelati in così tanta perfezione, eppure lei ne è la prova.
- Disturbo? - dice una voce alle mie spalle, mi giro e mi accorgo che è Whale.
- Dottor Whale buongiorno. Prego venga pure. 
- Come ci sentiamo questa mattina?
- Mi sento in forma! Pronta per uscire! - sorrido
- Ottimo... e lei? Ha già mangiato questa mattina?
- A dire il vero no! Si è appena svegliata. Doveva mangiare un’ora fa ma dormiva così bene che non ho avuto il coraggio di svegliarla. Ho fatto male? - chiedo preoccupata.
- No no... anzi... hai fatto benissimo.  Non deve essere una regola farli mangiare ogni tre ore, se la bambina non si è svegliata è perchè non ne sentiva la necessità. E' un buon segno Emma, sopratutto per una bambina nata prematura. - la vocina della mia piccola tornó a farsi sentire interrompendo il mio dialogo con Whale che rise indicandola - Lupus in fabula - dice - Credo che qualcuno qui abbia un po’ di fame!
- Lo penso anche io!
- Vuoi che chiami un’infermiera? Hai bisogno di una mano?
- Non preoccuparti, posso farlo benissimo anche da sola!
- Vi lascio sole allora, ripasso tra un'oretta per farvi un ultimo controllo.  Se sarà tutto ok vi manderó a casa. - detto questo esce lasciandomi sola ad occuparmi della mia bambina. Mi siedo sul letto e inizio a darle da mangiare.  Una volta terminata la sua poppata, le cambio il pannolino e visto che si sono già fatte le dieci, decido di toglierle la tutina che utilizza come pigiamino per vestirla per il suo ritorno a casa. Mi avvicino a quella pila di vestitini accatastati sul letto e scelgo quello perfetto per l'occasione di oggi. Tra i tanti opto per un pagliaccetto bianco e giallo regalato da Regina e Henry con su disegnato un cigno nero. C'è anche una scritta sotto il disegno: "i'm little swan". 
- Ora sì che sei perfetta amore mio! - le dico ammirandola con il suo nuovo look. - Non vedo l'ora che ti veda papà, conoscendolo si scioglierà come un ghiacciolo al sole. Mentre le parlo la cullo un po’ con l'intento di farla addormentare, ci riesco in meno di dieci minuti, wow! un record. L'adagio nella piccola culla con le sbarre di metallo che ci hanno fornito qui in ospedale
- Non temere amore, stasera dormirai in vero e proprio lettino! - Si spera... devo solamente riuscire a trovare il tempo di scendere le vecchie cose di Leila dalla soffitta. Non so se ci riuscirò... non sto capendo nulla in questi giorni a dire la verità, ci sono  tante cose che dovrebbero già essere state fatte ma essendo nata con ventotto giorni di anticipo è stato impossibile farle. Saranno dei giorni frenetici quelli che ci aspettano per poter sistemare tutto, ma nonostante ciò non vedo l'ora di essere a casa.

POV. KILLIAN

Dormire senza Emma accanto è un vero e proprio incubo. Sono tre giorni ormai che non divide il letto con me e la sua mancanza di sente enormemente. Passo gran parte della notte a rigirarmi nel letto nella speranza di prendere sonno fino a quando una piccola signorina dai lunghi capelli biondi a piedi scalzi arriva quatta quatta nella mia stanza con in mano uno dei suoi peluche e senza chiedermi il permesso si intrufola sotto le coperte nella parte di letto destinata alla mia dolce metà. In altre circostanze le direi sicuramente qualcosa, io e Emma non vogliamo che prenda il vizio di dormire con noi ma è evidente che le manca la sua mamma così ho deciso di chiudere un occhio per questa volta, sperando che Emma non si arrabbi troppo. Anche stanotte è andata così e ora mi ritrovo rannicchiato in una piccola parte di letto perché lei e tutti i suoi pupazzi hanno occupato tutto lo spazio. La guardo e non posso fare a meno di sorridere. Oggi sarà un giornata importante anche per lei, da oggi inizia a tutti gli effetti il suo percorso come sorella maggiore. Chissà come andrà! L’impatto nel vedere la nuova sorellina non  è stato negativo, anzi... chiede spesso di andare a trovare la piccola e la sua mamma ma non credo capisca davvero il significato di una nova persona all’interno della famiglia. Oggi sarà il giorno della verità.  Guardo l'orologio e mi accorgo che è veramente tardi, ho perso la cognizione del tempo ammirando la mia bimba dormire beatamente. La lascio riposare ancora un po' e nel frattempo vado in bagno a prepararmi per andare a prendere mia moglie e l'altra mia figlia in ospedale. Scendo in cucina e trovo indaffarata nel preparare chissà che cosa ai fornelli mia suocera. Sono tre giorni ormai che entra e esce da casa come se fosse la sua. Mannaggia a Emma e a quando le ha dato le chiavi. Un giorno di questi mi farà davvero venire un infarto.
- Snow buongiorno, ancora qui? - le dico
- Oh Killian, ben alzato! Ho preparato la colazione! Vieni, siediti.
- No grazie, vado di corsa. Pensavo di chiamare Regina per controllare Leila ma visto che sei già qui non è che ti andrebbe di darle un’occhiata?
- Certo, ne sarei onorata! Tra poco comunque arriveranno anche gli altri per darmi una mano con i preparativi... ricordi?
- Verooooo.... me ne ero completamente dimenticato. Siete sicuri di quello che fate? La conoscete... sapete come la pensa. 
- Andrà tutto bene, sappiamo quello che facciamo! 
-  Non vedo l’ora di vedere Emma arrabbiata allora! -  rido pensando a tutto quello che stavano combinando i suoi a sua insaputa.
- Vai a prenderle dai.... alla bambina e al pranzo ci penso io.
-  A tra poco...
Esco di casa, entro in macchina e mi incammino verso l’ospedale. Chi avrebbe mai pensato che capitan Uncino potesse guidare un giorno, eppure Emma e la tecnologia sono ruscite in questo intento. Quando il giorno del mio compleanno scoprii che mi aveva regalato un'auto  rimasi di sasso:  come poteva uno come me guidare? La sorpresa era un’altra in realtà,  quella stessa mattina andammo da un medico fuori Storybrooke che costruì appositamente per me una protesi adatta da utilizzare durante la guida. Emma sapeva benissimo che mi sentivo limitato e impotente per questo difetto e che l’idea di dipendere da lei per alcune cose come questa non mi piaceva per niente, così ha trovato il modo di rendermi felice. Per carità, amo il mio uncino e passo la maggior parte del tempo con esso ma per guidare questa protesi è fantastica. 
Immerso nei miei pensieri non mi sono accorto di essere già arrivato in ospedale. Parcheggio e a passo sostenuto mi recò verso la stanza 406. Muoio dalla voglia di vedere la mia piccola principessa e la sua mamma. Faccio attenzione ad aprire la porta per non svegliarle quando trovo Emma già i piedi intenta a sistemare la valigia.
-Amore buongiorno ma... come mai sei già in piedi?
- Sto bene Killian non cominciare a preoccuparti inutilmente e vini a darmi un bacio!
Non me lo faccio ripetere due volte, mi avvicino a lei, la cingo per i fianchi e la stringo a me. Mi avvicino al suo viso e dopo averla guardata attentamente negli occhi poso le mie labbra sulle sue in un morbico bacio. - Non strapazzarti ok? Non farmi preoccupare.
- Tranquillo, metto le ultime cose in valigia dopodichè mi metterò a riposo per tutto il giorno metre tu farai il lavoro sporco.
- Di che lavoro parli?
- Dobbiamo scendere dalla soffitta tutta la vecchia roba di Leila. Non l'abbiamo nenache controllata, speriamo sia ancora in buone condizioni altrimenti chi li sentirà i miei. Già me li immagino:" Te lo avevo detto io che serviva roba nuova, tu non mi dai mai retta! Povera piccola bambina... costretta a dormire in una culla rotta..." non ci voglio neanche pensare guarda.
- Non farla tanto tragica, ho già controllato. E' tutto perfettamente funzionante. Devo solamente scende il tutto, quello purtroppo ancora non sono riuscito a farlo. 
- Ti amo!
- Ti amo anche io! - Le do un altro bacio, meno casto del precedente, dopodichè la lascio finire di sistemare le cose in valigia  mentre io mi diriggo verso la culla accanto al suo letto e finalmente la vedo: il mio secondo gioiellino che dorme beatamente. Facendo particolare attenzione le scostò il lenzuolino per vedere come Emma l’ha vestita e noto una scritta sul vestitino che mi fa sorridere.
- Tesoro! - dico a voce bassa ad Emma per non svegliare Chloè -  Non vorrei dire nulla ma questa signorina è una piccola Jones non una piccola Swan - indico  il vestitino per farle capire di cosa sto parlando. Lei sorride e si avvicina 
- Ma dai! Guarda come le dona!
- Nessuno lo mette in dubbio ma lei resta comunque  una Jones!
- D’accordo capitano, vorrà dire che le comprerò una tutina con su scritto "sono la figlia di capitan uncino statemi alla larga!" Sei contento?
- Non male come idea!
- Scemo! -  rise per poi stamparmi un altro dei suoi baci.
- Disturbo?!?! Oh killian ciao! - disse una voce alle mie spalle
- Dott whale buongiorno. Cosa mi dice, possiamo già andare?
- Dalle analisi risulta tutto nella norma,  do un’occhiata ad entrambe e se è tutto come dovrebbe essere le mando a casa sedutastante.
- Perfetto, Io vi aspetto fuori! - mi diriggo verso il corridoio e vado a sedermi su una panchina. Aspetto con ansia che whale esca da quella porta e finalmente dopo una mezz'oretta eccolo venirmi in contro.
- Allora? - dico con impazienza - Come stanno?
- Emma sta benone, deve risposare ancora un po’ ma sta bene. Anche per la piccolina non c’è male. Per essere prematura è una tipetta abbastanza dura.
- Quindi posso portarle a casa?
- Solitamente per i bimbi nati con largo anticipo aspetto almeno un altro paio di giorni per dimetterli ma la tua signorinella sembra stare beneone, non vedo  il motivo di tenerla ancora qui. 
- E' magnifico!
- Una cosa sola... l’ho già detto ad Emma ma lo dico anche a te. Evitate di farla uscire di casa se non per le visite di routine per le prossime sue settimane. Fa troppo caldo fuori e non è molto indicato per una bimba così piccola. 
naturalmente se - Non c'è nessun problema. 
- Altra cosa non meno importante è quella di pesarla ad ogni poppata.  La prossima settimana alla visita di controllo mi direta di quanto sarà cresciuta. E' nata che pesava 2 kg e 200g, ha fatto il calo ed è arrivata a 2 kg tondi tondi, dobbiamo monitorarla constantemente  fino a quando non raggiungerà i 3 kg e mezzo. State tranquilli però recupererà in fretta.  Detto questo non posso far altro che rinnovarvi gli auguri e agurarvi un buon rientro.
- Grazie di tutto whale. - aspetto che si allontani dopodichè rientro in stanza dalla mia famiglia 
- Amore dammi le valige, le porto in macchina e poi risalgo con l'ovetto in modo da sistemare Chloè ok?
- Ti aspettiamo qui! 
Prendo la valigia, mi reco al parcheggio, sistemo le cose in macchina e come precedentemente detto a lei torno su con l'attrezzatura per Chloè.  Appena Emma mi vede entrare con quella specie di seggiolino cambia sguardo e  indica l’oggetto
-  E questo? - chiede
- È l'ovetto!
- So c'osè! Intendevo dire... di chi è?
- Di Chloè! Di chi può essere secondo te?
- Ma non dovevamo usare la roba di Leila? Killian!  Gliel' ho detto in tutte le lingue possibili immaginabili che dovevano riportare tutto al negozio, mi hanno assicurato di averlo fatto e invece??????
- Innanzitutto io non centro nulla quindi non arrabbiarti con me e secondo stai tranquilla... c’è solo questo di nuovo! E' Da parte di Regina.  Ha detto che era troppo bello per restituirlo.
- Chloè ha solamente tre giorni e ha più roba di te e me messi insieme... ma che si sono messi in testa tutti quanti è? Se continuiamo di questo passo entreranno i vestiti e usciremo noi.
- Dai, non arrabbiati con loro... sono felici e lo manifestano così! Avanti, metti qui dentro Chloè  e andiamo, c’è Leila a casa che è impaziente di vederti... e tua madre - aggiungo successivamente a voce un po’ più bassa.
- Mamma è a casa?
- Si, è da quando sei ricoverata qui che è da noi, non fa altro che pulire, cucinare ,cucinare e pulire.
- Guarda, noi ci abbiamo ripensato... restiamo qui! -  rispose sarcastica
- Dai cammina andiamo a casa, a tua madre penserò io.
Prendo l'ovetto con all’interno la mia principessa e con mia moglie stretta tra le braccia ci rechiamo in macchina. Destinazione: casa. 
Casa nostra non è molto distante dall’ospedale e cinque minuti dopo siamo già davanti al nostro vialetto.
- Home sweet home! - dice lei sorridente
- Bentornata a casa amore. - la bacio -  Comincia ad andare dentro, parcheggio e ti raggiungo con la piccola.

POV. EMMA

- Scendo dall’auto e mi reco verso la scalinata di casa. Non salgo neanche la metà dei gradini che già riesco a sentire la voce della mia piccolina che gridava a squarciagola: "è arrivata mamma! La mamma è tornataaaaa!".  Sorrido nel sentirla così felice nel riavermi a casa e mi affretto ad entrare. Ho solo il tempo di varcare la soglia prima di ritrovarmi quello scricciolo tra le braccia. Mi è letteralmente saltata addosso.
- Mammina sei a casa finalmente!  Mi sei mancanza tantissimo! - dice con la faccia sepolta nel mio collo
- Eccola la mia piccola peste! Mi sei mancata anche tu amore. - Rispondo tenendola stretta a me. 
- Leila tesoro fai piano, la mamma è appena uscita dall’ospedale non può fare troppi sforzi! -  se non fosse stato per mio padre che chiamò la bambina facendomi alzare lo sguardo verso di lui molto probabilmente non mi sarei minimamente accorta di tutte le persone che avevo davanti.
- Papà, Robin, Regina! Che ci fate qui? Pensavo ci fosse solamente la mamma con Neal.
- SORPRESAAAAAAAAAAAAAAAAAA! - Dissero in coro
- Pensavi davvero che ci saremmo persi il vostro ritorno a casa??? A proposito...  non manca qualcuno? Dov'è la bambina? 
- Eccola, eccola! - Disse killian entrando e sistemando l'ovetto nella struttura apposita per trasformarlo in una carrozzina. Tutti accorsero curiosi ad osservarla ed è inutile dire che mia madre iniziò a piangere cone una fontana non appena la vide
- Mamma... non ti mettere a piangere subito... aspetta almeno di averla in braccio! - Le dico ridendo mentre mio padre ignorandoci  prende la parola 
- Amore di nonno, ma quanto puoi essere be­lla???? 
- Nonno parla piano o sveglierai la mia sorellina ! E comunque io sono più be­lla di Lei! - lo rimproverò mia figlia facendolo ridere.
- Tu sei la principessa di nonno amore e questo non cambierà mai!
- Vorrei farvi notare una cosa: ma quanto le sta bene il pagliaccetto che le ho comprato? E' una bimba fashion non c'è che dire! - fu il  turno di Regina questa volta
- A proposito di questo Regina - le dico - Ti ringrazio per tutto quello che le hai fatto fino ad ora ma per favore... basta regali ok? Hai già viziato questa signorina - indico Leila - Per favore,  evitiamo di viziare anche quest'altra.
- Mamma, mamma! Lo sai che la zia mi ha regalato una cucinetta più grande di me? Adesso posso aiutarti a preparare da mangiare! - disse tutta contenta 
- Ecco! Che ti dicevo?
- Sono le mie nipotine Emma! Come non posso fargli dei regali!
- D’accordo come vuoi! Vorrà dire che quando mi chiederanno la macchina le manderò dritte dritte da zia Regina!  - Rido facendo ridere anche lei
- Zia zia, facciamo vedere alla mamma quello che abbiamo preparato?
- Che altro avete fatto adesso? - dico ormai esasperata
- Nulla di così eclatante tranquilla... però Leila forse è meglio farla riposare un po’ la mamma non credi? Dopotutto è stata tre giorni in ospedale.
- Uffa però!
- Magari dopo mangiato ok?
- Va bene, allora mangiamo subito che ho fame! Nonnaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!
- Non gridare che ci sento! E' pronto tranquilla, possiamo metterci tutti a tavola. 
Entrariamo tutti in cucina e noto un enorme tavola apparecchiata e imbandita di ogni ben di Dio.
- Mammaaaa! Hai svaligiato un supermercato per caso?
- Devi rimetterti in forze! 
- Si d’accordo ma non devo mica scoppiare! Ma quanta roba è?
- Lo stretto indispensabile!  Avanti, poche storie e siediti. Da cosa vuoi iniziare?
- Che domande... Di sicuro dalle lasagne di Regina! Sogno questo piatto da tre giorni. - Dico servendomi. Neanche il tempo di prendere la forchetta tra le mani che la piccola Chloe inizia a piangere. E' evidente che ha programmi differenti dai miei.
- Vado io vado io! -  dice Leila per poi saltare giù dalla sedia e correre in direzione della sala. Riesco a vederla anche da qui e mi si scioglie il cuore nel vederla davanti alla carrozzina che cerca, anche se inutilmente, di calmare sua sorella facendole delle facce buffe.
- Scusatemi,torno subito! Qualcuno reclama il suo pranzo.
- Amore - vedo Killian alzarsi - Vuoi una mano con Leila nel frattempo?
- Tranquillo, non è necessario, ma se vuoi venire di la con me a farmi compagnia mi fa piacere.
- Non devi neanche chiederlo!
Ci sistemiamo tutti e quattro sul divano: io, Killian, Leila e la piccola Chloè che a quanto pare ha davvero una fame da lupi. Restiamo tutti li, in silenzio a gustarci il momento.
- Mamma ma anche io ero così piccola quando sono nata?
- Si amore mio, anche te entravi in una carrozzina come quella lo sai?
- Davvero?! Voglio vedere le fotoooooo! Papy le vai a prendere???
- Amore, abbiamo gente a casa, non è carino lasciarli di la da soli non trovi? Questa sera con calma le guarderemo insieme ok?
- Ci possiamo mettere nel lettone a vederle?
- No no signorina! Quale lettone... - intervengo io immaginando già dove vuole andare a parare
- Ma mamy...  papà mi ha fatto dormire con lui questi giorni... io voglio dormire con tutti e due stasera!
- Cos’è questa storia jones? - 
- Le mancavi... io non...
- Non hai saputo dirle di no! Come sempre del resto.... - lo prendo in giro alzando gli occhi per aria. Killian è un caso senza speranza quando si tratta di sua figlia, con questa nuova piccolina le cose potranno solo che peggioraee. - comunque Leila per questa sera vediamo ok?
- Ok... però ora ti voglio far vedere la sorpresa, andiamo sopra! Daiiiii!!!!!
Poso Chloè, che ha appena finito di mangiare, nella carrozzina e mi rivolgo a mio marito - Cosa c’è di così importante da farmi vedere? Devo cominciare a preoccuparmi?
La risposta alla mia domanda però non arrivò da Killian ma bensì da  mia madre che era davanti la carrozzina a sistemare il lenzuolino alla bambina - Dopo mangiato lo scoprirai. E'  una piccolissima soppresa che abbiamo voluto farvi io, tuo padre, Regina e Robin.
- Anche io ho partecipatoooooooo! 
- E' vero! Leila ha collaborato tantissimo.
- Sono troppo curiosa adesso. Fate strada avanti!
- Prima mangi!
- Se mangio tra cinque minuti non muore nessuno.
- Swan! Ho preparato queste lasagne stanotte solo d esclusivamente per te.  Ora ti siedi e non ti alzi fino a quando non avrai finito.
Ci mancava solo Regina a dirmi quello che dovevo fare -  D’accordo, d'accordo! Non vi scaldate.
Pur di non sentirli tornai a tavola e pranzai. Non ricordo neanche da quando non facevo un pasto così! Sono piena come un uovo.
- Finitoooo? Alzati mamma alzati, vieni con me! Forzaaaa!!!!!
Mia figlia mi prende per un braccio e mi trascina fino al piano di sopra davanti alla porta destinata alla stanzetta della più piccola. Tutti gli altri ci seguono a ruota.
- Apri la porta mamma!
Metto la mano sulla maniglia e piano piano apro la porta della stanza.  Resto a bocca aperta nel vedere quello che hanno combinato. Prima che nascesse la bambina, io, Killian e Leila abbiamo sistemato un po la stanza arricchendo quelle quattro mura con disegni e scritte sulle pareti, peluches e piccole cassettiere dove mettere i primi pensierini. Ora davanti ai miei occhi vi era in tutto il suo spelndore una cameretta a tutti gli effetti. C'era una culla con accanto una sedia a dondolo, un lettino, un fasciatoio, un seggiolone e a completare il tutto vi era un piccolo armadio e altri mobili tutti rigorosamente bianchi con i ricami rosa. 
- Mah....
- Ti piace mamma?!?!
- È... è a dir poco meraviglioso! Grazie di cuore ma.... perché lo avete fatto? - dico guardando anche il resto della comitiva - Avevamo la roba di Leila, non serviva spendere altri soldi.  Avrete speso una cifra per fare tutto questo!
- La nostra nipotina merita di avere le sue cose personali. 
- Mamma ma... 
- Te lo dissi anche qualche mesetto fa: Bimba nuova, roba nuova. Pensavi davvero che avessimo riportato tutto indietro?- mi chiede Regina ridendo
- Beh.... pensavo di essere stata abbastanza chiara! A quanto pare sbagliavo...
- In teoria ti abbiamo dato retta... in parte. Cioè, al negozio ci siao tornati... ma solo per cambiare il tutto da azzurro a rosa.
- Siete un caso senza speranza lasciatevelo dire, ma vi ringrazio di cuore, siete stati gentilssimi!
- Su quel mobiletto c'è la lista delle cose che sono qui e quelle che devono ancora arrivare. C'è anche scritto chi ha fatto cosa...
- Te lo dico io mamma! Zia, zio, io e Henry  abbiamo fatto la culla, la carrozzina con l'ovetto il passeggino e quel mobiletto li in fondo. La nonna E il nonno invece hanno comprato il lettino, la sedia a dondolo, il fasciatoio e il seggiolone per quando sarà più grande.
- Noto con piacere che ne sai più di me amore. Grazie ragazzi! Grazie di cuore -  ad uno ad uno li abbraccio tutti. Anche se ero contraria devo dire che ho apprezzato molto il loro gesto. Sono stati davvero dei tesori.
- Anche io ho una cosa per te Swan! -   dice Killian porgendomi un pacchetto.
- Ma... Killian... cosa...
- Apri!
Con mano tremante scarto la carta e mi ritrovo davanti una piccola scatolina di velluto blu. La apro e al suo interno trovo un anello. - Killian... - dico ormai senza parole.
- Prima di dire qualsiasi cosa guardalo bene. 
Estraggo l'anello dalla scatolina  e lo esamino accuratamente. Al suo interno noto delle incisioni. Delle date per essere più precisi: quella del nostro matrimonio e quelle della nascita  dei nostri  due gioielli  - E' bellissimo killian! Ti amo!!!!! - dico per poi baciarlo con trasporto non curante degli spettatori presenti.
- Non è finita qui... - mi dice staccandosi 
- Come non è finita! - chiedo perplessa. 
- Si... diciamo che quello che hai visto fino ad ora è la parte bella.
- Questo discorso già non mi piace. 
-  Quello che Killian vuole dirti è che adesso forse  ti arrabbierai un po', ma ricorda... non puoi gridare altrimenti la bambina di sveglierà. 
- Non portarla per le lunghe Regina. Che altro avete fatto sentiamo!
- Per questa sera avevamo programmato una festa di benvenuto per la piccola da Granny...
- Che cosaaaaaa?!?!?! No no no no no. Non se ne parla proprio! 
- Ho detto "avevamo" infatti.
- Buon per voi che siete rinsaviti allora! - dico minacciosa
-  Killian ci ha avvisato che la bambina non può uscire....
- E bravo il mio amore!
- Peranto la festa.... si terrà qui! 
- SORPRESAAAAAAAAAAAA! - Gridarono tutti in coro.
- Voglio morireeeee!!!!!! - sono le uniche cose che riesco a dire immaginando il caos che ci sarà in casa mia questa sera. 
- Dai ci divertiremo! - mi fa regina abbracciandomi.
- Prima che ve ne usciate con qualche altra pazzia vi chiedo: c'è altro che dovete dirmi?
- In realta si!
- E cosa!!!!!!! - ormai sono pronta a tutto.
- Bentornata a casa Miss Swan!
 
Note dell'autore:
Eccomi qui con la prima One-Shot di questa raccolta. Per chi si fosse sintonizzato solamente adesso, ci tengo a precisare che queste piccole storie di vita familiare che sto iniziando a scrivere, sono un susseguirsi delle storie precedentemente raccontate ( Happy beginning e L'amore vince ogni cosa) pertanto vi invito, se ancora non lo avete fatto, a dare un'occhiata anche a loro per capire un po di cose tra cui anche i caratteri dei personaggi. Cos'altro dirvi? Buona lettura e alla prossima. 

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Capitolo 2
*** Gelosie ***


POV EMMA

E' ormai una tradizione quella di passare il fine settimana a casa di uno di noi per grandi cene di famiglia. Si fa a turno di solito ma a causa dell'arrivo prematuro di Chloè per me e Killian è stato impossibile sia spostarci di casa che organizzare da noi la cena nelle  scorse due settimane. Questa mattina però sono andata da Whale per la visita di controllo, ha trovato Chloè e me in gran forma per cui ci ha dato il lascia passare per una vita a tutti gli effetti normale. Finalmente dopo quindici giorni potrò finalmente rimettere piede fuori casa. Certo, devo stare ancora attenta, Chloè non ha ancora raggiunto il peso stabilito per la sua età ma almeno potrò concedermi una cena con tutti i miei cari. Sono in camera di Leila a cercare di scegliere cosa farle indossare questa sera ma la mia opinione è assolutamente irrilevante. Dice di essere diventata grande e vuole scegliere da sola i vestiti da mettere. Di solito crea degli abbinamenti inguardabili e impiego come minimo un'ora per dissuaderla dall'indossarli, ma questa sera mi è andata bene: ha optato per un jeans nero con i brillantini sulle tasche e una magliettina bianca con la scritta nera  "I'm a bad girl". Immagino già la faccia che farà Killian quando la vedrà, adoro vederlo nel ruolo di papà geloso. Controllo che Leila non faccia troppi casini nel vestirsi dopodichè inizio a scegliere cosa far indossare alla più piccolina. Per lei, visto che ho ancora potere decisionale, opto per un vestitino bianco con dei fiorellini rosa. Non perchè è mia figlia ma è un vero e proprio incanto. Sistemo anche la sua borsa per il cambio dopodichè aspetto che Killian rientri dalla stazione per poter andare da Regina. E' da lei che si terrà la cena questa sera. Credo proprio che non dovrò aspettare molto, ho appena sentito la porta di casa aprirsi.
- C'è qualcuno in casa? - lo sento chiedere
- Papyyyyyyyyyy!!!! - e come da routine ecco Leila che corre per le scale andando in contro a suo padre. Prima o poi se non si da una regolata farà un capitombolo assurdo. - Papy eccoti finalmente, dobbiamo andare dalla zia! 
- Lo so signorina e tranquilla possiamo anche andare subito, mi sono cambiato in stazione.
- Bravo papà, allora andiamo! Voglio andare a giocare con Neal!
- Non prima che ti sarai cambiata però - le dice guardando il suo abbigliamento. Trattenendo a stento una risata - Tu sei la principessa di papà, non una cattiva ragazza! - le indica la maglia.
- Me l'ha comprata la mamma! - risponde con fare angelico
- Swan! Ma che le metti in test!. - mi dice esasperato guardandomi sapendo che glielo faccio a posta
- Ti preparo all'idea di un prossimo futuro mio caro! 
- Dovrò farle un discorsetto serio prima  o poi se continui ad incitarla così.
- si si si... ma non ora, dobbiamo andare! - gli dico mentre ho già Chloè pronta nel suo ovetto. Ci mettiamo in macchina e in meno di dieci minuti siamo a casa di Regina. Inutile dire che appena varcata la soglia l'attenzione si è focalizzata sulle mie bambine. Mia madre mi ha praticamente tolto dalle mani la carrozzina e se ne è impossessata portandola in soggiorno. Regina, Robin e mio padre con in braccio Leila l'hanno seguita a ruota iniziando a farle alla più piccola facce buffe a non finire. 
- Salve a tutti, ci siamo anche noi! - Provo a richiamarli all'ordine.
- Ah si ciiao, fate come se foste a casa vostra - mi risponde Regina senza alzare gli occhi da Chloè
- Wow che accoglienza ragazzi!
- EMMY EMMYYYYYYY! - sento una voce provenire dall'altra altra stanza. Lo avrei riconosciuto tra un milione di voci, è il mio fratellino, l'unico che in tutto questo gran caos si è ricordato di me.  - Mi sei mancata Emmy! - mi abbraccia
- Anche te ometto! - gli rispondo stampandogli un bacio sulla guancia paffuta
- Mamma hai visto c'è Emmy!
- Sei contento? - risponde mia madre - Non ha fatto altro per due settimane che parlare di te.
- Almeno per qualcuno conto qualcosa! - dico ironicamente.
- E va bene messaggio ricevuto, prestiamo attenzione anche ai genitori di queste meraviglie - si intromette Regina ridendo per poi abbracciare sia me che killian - Visto che siamo arrivati, proporrei di metterci a tavola,  è pronto... e no! Niente lasagne questa sera Swan!
- Ma come??? 
-  La mia nipotina è nata, non vedo più motivo per viziarti! 
- Ma come sei gentile! Andiamo dai che ho fame. 
Ci rechiamo in cucina, sistemo Leila nella sedia accanto alla mia e iniziamo finalmente la nostra rimpatriata.
- E insomma... come son state queste due settimane da genitori di una neonata, una bambina e un adolescente? - chiede mia madre sorridente
- Impegnativa! Dormiamo, se siamo fortunati, quattro ore a notte e il giorno tra la scuola, i compiti e il lavoro è un incubo. 
- Io ho problemi con un figlio solo... figuriamoci con tre!
- Due e mezzo - preciso io - Fortunatamente con Henry c'è Regina che mi da una grande mano. A  proposito: dov'è?
- Indovina?
- Con la fidanzata! - sospiro. E' già... il mio bambino è cresiuto. E' un adolescente in piena regola ormai, preferisce uscire con i suoi amici o con la sua fidanzata il week end piuttosto che stare con noi.  Lo capisco e non glie ne fsaccio una colpa, lo abbiamo fatto tutti alla sua età.
- Non mi ci far pensare... - mi riporta alla reatà Regina. - Ascolta, siete andati da Whale stamattina vero? Che vi ha detto?
- Si si, siamo andati e tutto sommato è andata bene. Chloè è ancora sottopeso rispetto ai bambini della sua età ma mi ha detto di non preoccuparmi che è normale. In queste due settimane ha preso qualche etto e Whale è fiducioso. Dice che se continua di questo passo già dal prossimo mese potrà considerarsi normopeso. 
- Ma si, io non la vedo dalla scorsa settimana, quando sono passata a prendere Henry, e ha fatto già un bel cambiamento. E' una nanetta ancora - dice sorridendo - Ma è la nanetta più bella che io abbia mai visto. E poi, se non fosse in salute non vi avrebbe neanche dato il lasciapassare per uscire!
- Anche questo è vero però non posso fare a meno di preoccuparmi.
- Sei una mamma è normale! - sorride - Leila tesoro - si rivolge alla bambina notando che sta giocando con il cibo - Non hai ancora mangiato nulla! Che c'è, non ti piace?
- Non ho fame. - risponde non alzando neanche gli occhi dal piatto.
- Ma come non hai fame! - Provo a dirle
- No
- Ma la zia ha cucinato le patatine fritte solo per te! Non vuoi sforzarti un po' e farla contenta?
- No! Non mi vanno.
- Sei sicura? - annuisce - Ok! Il dolce che abbiamo preparato oggi pomeriggio invece? Lo vuoi assaggiare?
- No! - mmm... mia figlia che rifiuta i dolci è strano. Soprattutto quelli al cioccolato. Sto per chiederle se c'è qualche problema ma vengo anticipata da Neal che la prende per la manina e la porta di la a giocare. Non fa tante storie prima di andare con lui quindi la lascio in pace, se avrà fame mangerà più tardi. Noi adulti finiamo di cenare dopodichè raggiungiamo i bambini in soggiorno. io e Killian siamo gli unici a sederci sul divano, il restante della famiglia inizia a far a gara su chi dovesse tenere in braccio Chloè che li guardava incuriosita
- Guardate che così me la viziate! Io non ho nessuna intenzione di cullarla l'intera notte solo perchè voi l'avete abituata così.
- Puoi sempre lasciarla a noi! - mi risponde mia madre cullandola
- Dopo tutta la fatica che ho fatto per farla nascere? No grazie, la terrò con me! - rido e mi accoccolo a Killian. E' il primo momento di tranquillità che ho dopo giorni, vorrei goderne a pieno ma come al solito c'è qalcosa che me lo imedisce.  qualcosa  non va.
- Leila! Perchè hai smesso di giocare? - sento dire da mio fratello - Ti sei stufata? Vuoi giocare a qualche altra cosa? - mia figlia non gli risponde ma si avvia verso il piano superiore. Neal la segue a ruota ma torna giù qualche minuto dopo tutto triste.
- Che hai tesoro? - provo a chiedergli
- Leila non vuole più giocare con me! 
- Forse è stanca!
- Non mi parla neanche più! Te lo giuro, io non ho fatto nulla... non l'ho fatta arrabbiare!
- Tranquillo Neal, lo so che non hai fatto nulla. Ragazzi - dico agli altri - Vado a vedere cosa c'è che non va. Torno subito.
- Amore... - mi ferma Killian - Vado io.
- Se è un modo carino per convincermi a non svegliarti di notte quando Chloè piange sappi che non funzionerà. - lo prendo in giro
- Ma che dici! Non l'ho vista per niente oggi a causa del lavoro, ne approfitto per passare un po' di tempo con lei. 
- Ok, ma chiamami se c'è qualche problema ok? - dico pensierosa.
- Cerca di star tranquilla ok? Vado a vedere... - mi da un bacio dopodichè di dirigge verso le scale per raggiungere nostra figlia.

POV KILLIAN

Se c’è una cosa che ho imparato in questi quattro anni da quando sono diventato papà è capire i gesti non verbali di mia figlia ed è chiaro come il sole  che c’è qualcosa che non va in questo momento.  Non ho notato nulla di strano durante la cena eppure qualcosa deve essere successo. E' una bambina solare, ride e scherza con tutti, non ha senso che si comporti così se non per un motivo particolare. Salgo al piano di sopra per cercarla e la trovo nella stanza che Regina tiene per Henry. È seduta sul letto e si sta tormentando le mani. E' un vizio che ha ereditato da Emma non c’è che dire. Mi avvicino alla soglia della stanza ma non entro:
- Amore di papà tutto ok? - Provo a dirle ma lei non mi rispose anzi se fino ad un istante fa il suo sguardo dava verso la porta adesso si è proprio girata di spalle. - Oiii signorinella guarda che sto parlando con te! -  le dico giocosamente mentre faccio qualche passo all'interno della stanza, ma lei continua a non prestarmi attensione. - Che c’è! Abbiamo un piccolo ammutinamento in corso per caso? - Provo infine facendole il solletico ma di tutta risposta questa volta di alza letto dove era seduta e va a sedersi a terra. Iniziò seriamente a preoccuparmi, non è normale che mia figlia non parli. Neanche quando è stata rapita si è chiusa così in se stessa. - Leila amore... che c’è che non va ?!?! A papà puoi dire tutto lo sai vero? Qualcuno ti ha fatto arrabbiare? Per caso Neal? Sei preoccupata per qualcosa? -  Niente non c’era verso di farla parlare. Opto per il silenzio anche io, magari ha solo bisogno del suo tempo per esprimersi. Mi metto tranquillo sul letto aspettando che lei faccia qualcosa ma niente da fare. Inizio a pensare a qualsiasi cosa pur di capire ma non mi viene in mente nulla. Sono talmente perso nei miei pensieri che non mi accorgo che Emma ci ha raggiunti di sopra:
- Tutto bene qui? - dice guardandomi e riportandomi alla realtà - Ho visto che non tornavate così ho pensato bene di venire a dare un'occhiata.  - Leila, che fino a quel momento era stata in silenzio,  si mette a piangere e le corre incontro alzando le braccia verso di lei
-  Amore che cosa è succe? Perché piangi? - le chiede vedendola in quello stato
- Mi... mi fa male la pancia! - riesce finalmente a dire
- Oooo nooo mi dispiace piccolina!  Posso fare qualcosa per te?
- In braccio! - le chiede con i lacrimoni. Emma non se lo fece ripetere due volte, la prende tra le sue braccia e La piccola si strinse forte a lei!
- Che ne dici di andare giu? C'è  Neal al piano di sotto che sta vedendo un cartone animato bellissimo. - la bambina annuisce e tutti e tre insieme torniamo dagli altri.
- E' Tutto ok? - ci chiede Snow vedendoci finalmente scendere
- Dice che ha un po' di mal di pancia. - rispondo io
- Ecco perché non ha mangiato nulla. Amore piccolo, vieni un po' in braccio a nonna!  - allunga le braccia  per prenderla ma la piccola  si stringe ancora più forte a sua madre. 
- Non vuoi andare dalla nonna? - le chiede Emma  e lei dice di no con la testa - Ma come...  A casa la cerchi sempre!
- Mi fa male la pancia! - continua a ripetere
- Va bene... Vuoi sedertiun po sul divano a vedere i cartoni?
- Noooo!!!! -  ricomincia  a piangere.
- Va bene, va bene shhhh.... stai tranquilla, rimani con mamma ok? - Annuisce. Passa all'incirca un'ora e noto che la bambina non ha ancora intenzionate di mollare la presa su sua madre. Anche Emme se ne è accorta. 
- Killian, direi che è meglio se andiamo a casa così magari la metto a letto e riesco a farla dormire un pochino. Tra poco comunque si sveglierà anche Chloe per mangiare - mi dice indicando l'altra bimaba che dorme beata nel suo ovetto. - E' meglio se ci incamminiamo.
- Preparo la macchina e inizio a sistemare Chloè.
- Ci vediamo domani? - chiese Snow a Emma
- Si! Porto Leila all'asilo, sperando sia un mal di pancia passeggiero e poi vi raggiungo da Granny tanto ora non ho più problemi per uscire! Grazie della cena Regina e scusaci se  vi abbandoniamo prima del previsto.
- Di nulla, figurati. A domani e tienimi informata sulla bambina.

POV EMMA

Arriviamo finalmente a casa e mentre Killian sistema Chloè nella sua culla io provo a mettere Leila a letto cosa di cui non vuole proprio sapere. Riesco nel mio intento solamente dopo un'ora e dopo ben 4 favole. Spengo la luce della sua camera e mi avvio nella mia stanza
- Si è addormentata? - mi chiede Killian
- Sembrerebbe di sì. Non ha mai fatto così per un mal di pancia...
- Non cominciare a preoccuparti inutilmente. Non sarà nulla. Vieni a riposare che tra un po' si sveglierà l'altra. 
Neanche a finire la frase che la piccolina inizia a piangere.
- Dicevi?
- Se vuoi vado io così tu puoi dormire un po di più.  
Lo guardo perplessa -Non sapevo avessi le tette!
- Che scema che sei... - mi rispodìnde lanciandomi un cuscino addosso - Abbiamo il latte in polvere di sotto.
- Non preoccuparti Killian, vado io. Scherzavo prima quando ti ho detto che devi  rimanere sveglio quando Chloè chiama.
- Non ho problemi a farti compagni anzi... mi fa piacere.
- Dormi che domani devi andare a lavoro. - Raggiungo Chloè nella sua stanzetta, le do da mangiare, aspetto che si riaddormenti dopodichè finalmente mi infilo sotto le lenzuola e mi metto a dormire. 
Veniamo svegliati alle tre di notte da un pianto. 
- È già ora? -  mi chiede Killian strattonandomi
- No - rispondo assonnata guardando l'orologio - Manca ancora un'oretta.
- Allora perchè...
- Non è Chloè... E' LEILA. - Scatto in piedi e corro nella cameretta da dove proviene il pianto. Avevo ragione: è Leila che sta piangendo. Sto iniziando seriamente a preoccuparmi, è raro che si svegli in piena notte.
- Mammaaa! - dice non appena mi vede. 
- Amore che succede?!?! - chiedo osservandola attentamente
- Non riesco a dormire...
- Hai fatto un brutto sogno?
- No!
- Hai ancora male al pancino?
- Si!
- Mannaggia! Mamma ti fa un massaggino così passa tutto ok?  - mi siedo sul letto e noto qualcosa di strano nelle coperte - Ma che... - la scopro per capire di cosa si tratta e rimango stupita - Amore, ma hai fatto la pipì! - a quelle parole inizia nuovamente a piangere
- Scusaaaaaaa!
- Eiiii tranquilla non è successo nulla. Può succedere. Dimmi la verità però: Ti fa male tanto tanto? 
- Siii! - Le metto una mano sulla fronte per sentire se ha la febbre ma è fredda. Mi sento impotente, non so come far star meglio mia figlia. 
- Facciamo così: adesso ci andiamo a lavare, ci mettiamo il pigiamino pulito e dopo vieni a dormire nel lettone con noi va bene?
- Siiiiii! - finalmente la vedo sorridere.
- Andiamo dai! -  le prendo la manina ma lei si scanza
- No, in braccio! - mi dice
- Guarda che cominci a pesare signorinella,mamma non ce la fa! -  le rispondo scherzando ma lei sembra innervosirsi
- In braccio in braccio in BRACCIOOOOOOO!
- E va bene non ti scaldare! Andiamo, salta su!
La porto in bagno, le faccio una doccia veloce,le metto il pigiamino pulito e la porto in camera da letto dove c'è Killian che mi sta aspettando sveglio.
- Ma guarda guarda chi si vede! Come mai da queste parti principessa? - chiede a sua figlia sorpreso di vederla li. 
- Ho mal di pancia. Dormo con voi! - dice convinta.
- Mmm... sei riuscita a convincere la mamma vedo! - le risponde guardandomi.  Gli faccio segno che dopo gli spiegherò tutto. Sistemiamo Leila tra di noi e dopo qualche coccola eccola che chiude gli occhi e si addormenta. 
- Che è successo? Non eri contraria a farla dormire con noi?
- Ha fatto la pipì a letto!
- Ma chi: Leila?!?!
- Strano vero? Continuava a dire di aver mal di pancia, non me la sono sentita di lasciarla nella sua cameretta da sola. Era disperata. Domani pomeriggio se continua a star così chiamo Whale e la porto a fare una visita.
- Credo sia la cosa più sensata da fare. Ora però davvero cerca di riposati altrimenti domani sarai uno straccio.
- Non mi conviene dormire in questo momento, credo sia meglio aspettare che si svegli Chloè per farla mangiare in modo tale da fare tutta una tirata fino alle sette. Dormire per un dieci minuti o venti non sarebbe il massimo adesso.
 Accendo la televisione  che abbiamo in camera, abbasso il volume per non svegliare Leila e insieme a Killian iniziamo a vedere un film fino a quando Chloè non richiama la nostra attenzione.  Appena dal  baby monitor la sento piangere, cerco di alzarmi dal letto per raggiungerla ma vengo trattenuta per un braccio da Leila che si è svegliata anche lei sentendomi muovere
- Mamma resta qui, non andare via. - mi dice 
- Non sto andando via tesoro, Vado solamente a dar da mangiare a tua sorella.
- No no nooooo! - mi dice tenendo salda la presa sul mio pigiama
- Si può sapere tesorino che ti prende? Non ci metto molto, una mezz'oretta e sono subito da te ok? Resta qui con papà intanto.
- Noooooooooo non ci andare!!!!! Io ho mal di pancia!
- Emma, vado io da Chloe, per una volta se prende il latte artificiale non succede nulla,  tu resta con Leila.
- No killian... lo sai che sono comprensiva e tutto quello che vuoi, ma fino ad un certo limite... - torno a rivolgermi a mia figlia -  Leila ascolta, vado a far mangiare tua sorella, appena ho finito torno subito da te. - senza aggiungere altro mi alzo dal letto e raggiungo la stanza della mia secondogenita ignorando le suppliche e le grida dell'altra mia figlia che lacerano il cuore. Si calma solamente quando ritorno in stanza da lei, la stringo a me e dopo qualche minuto ci addormentiamo insieme. 
Il mattino non tarda ad arrivare, i primi raggi del sole entrano dalla finestra e mi svegliano. Sono le sette. Sveglio Leila per assicurarmi che stesse meglio e per chiederle se se sente di andare all'asilo ma capisco fin da subito che non è giornata, inizia a fare una marea di capricci e supplicarmi di non volere andare così l'assecondo e la lascio dormire ancora un po. Approfitto che Killian è andato a lavoro e che le bambine dormono per dare una sistemata in casa dopodichè chiamo mia madre per avvisarla che non a avrei raggiunto lei e Regina da Granny perchè Leila si sentiva poco bene. Nel giro di poco sento suonare alla porta e indovinate un po' chi è? Mia madre.
- Mamma! Non sono mai stata più felice di vederti! - le dico entusiasta di averla li
- Che c'è? Nottataccia?
- Orribile proprio! Leila non mi ha lasciata stare neanche per un secondo.
- Povera piccola... Ha ancora mal di pancia?
- Non lo so che ha. Delle volte sembra stare benissimo altre si lamenta. Piange Chloè e tre secondi dopo piange anche lei. Non so davvero cosa pensare e dove mettere le mani.
- E Killian in tutto ciò? Una mano potrebbe anche dartela! - dice con fare ovvio.
- Killian ci sta provando in tutti i modi ad alleggerirmi il lavoro ma non può fare molto. Si è proposto di occuparsi di Chloè ma visto il problema del sottopeso gli ho detto di no. Preferisco allattarla io piuttosto che darle il latte artificiale.
- Beh tu ti occupi di Chloè e lui di Leila, non mi sembra un compito così difficile.
- Non ci abbiamo provato secondo te?  Non c'è verso di farla stare con qualcuno che non sia io. Sembra che le si sia incantato il disco. Dice solo: mamma, mamma, mamma e ancora mamma! 
- Mammina!!!!! - mi sento chiamare dal piano di sopra.
- Non dinuovo! - dico esasperata a mia madre che mi guarda con comprensione.
- Posso provare io? Magari oggi con me sta buona!
- Magari ci riuscissi!  vai pure. È in camera mia. 
- Come scusa? - mi dice ridendo - Hai ceduto! L'hai fatta dormire con voi?
- Che altro avrei dovuto fare secondo te? Ha fatto la pipì a letto,  si lamentava che le faceva male la pancia e voleva stare a tutti i costi con me. Ah... quasi dimenticavo: erano le 4 del mattino e venivo già da una notte insonne.
Senza rispondermi  e continuando a ridere mi lascia in salotto mentre si avvia verso il piano di sopra. 

POV SNOW

Quando questa mattina ho ricevuto il messaggio di Emma che mi dicva che Leila era ancora malata non ho aspettato un secondo prima di mettermi in macchina e raggiungerle. Non sapevo se fosse la scelta giusta quella di presentarmi in casa sua senza preavviso ma l'ho comunque fatto. Non ho vissuto nulla dell'infanzia di Emma: il suo primo sorriso, la sua prima parola, i primi passi... mi sono sempre persa tutto, anche il consolarla per un mal di pancia. Voglio recuperare quanto più possbile con lei e visto che non posso tornare indietro nel tempo, posso almeno aiutarla facendo la nonna. Tiro un sospiro di sollievo quando mi dice di essere felice di vedermi. Ha passato una nottataccia e si vede lontano un Km che è esausta. Mi offro di occuparmi di Leila per vedere se almeno con me sta buona e lei non rifiuta, anzi mi ringrazia. Salgo così al piano di sopra e mi diriggo verso la camera da letto di Emma e Killian. Apro la porta e trovo la mia meravigliosa nipotina seduta sul letto che continua a chiamare a gran voce sua madre.
- Amore di nonna buongiorno! - le dico ma lei cambia immediatamente espressione e si incupisce
- No no noooooo!  Voglio la mamma, voglio la mamma! Vai via! - mi dice allungando le sue manine come a farmi capire di non avvicinarmi. Non penso che il suo problema sia un mal di pancia, se stesse sul serio male non avrebbe tutta questa forza di ribbellarsi... la conosco fin troppo bene. Credo di sapere quale sia il suo vero problema ma prima di dirlo anche ad Emma voglio accettarmene.
- Mamma è con la sorellina adesso, arriva subito. - dico anche se non è vero
- NOOO! Mamma deve stare con me, non con lei. Io sto male!
- Stai tranquilla amore, adesso la mamma arriva.
- La voglio ora! Valla a chiamare!
- Dai non fare i capricci... perchè non giochiamo un po' mentre l'aspettiamo?
- TI HO DETTO DI ANDARLA A CHIAMAREEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!! NON CI VOGLIO STARE CON TEEEEEE!
- Oiii ma sei impazzita? - la rimprovera Emma entrando di corsa in camera - Ti senti urlare fino di sotto!
- mamy!!!! - le si illuminano gli occhi nel vederla
- Mamy niente! Che sono questi modi è'? Si risponde così alla nonna? Non farlo più mi sono spiegata?
-  Scusa... è che io.... ho male al pancino e voglio stare con te non con lei. - abbassa lo sguardo per quel rimprovero
- Lo so ma non devi comunque risponderle male. Mamma scusala.
- Ma figurati! - le rispondo avvicinandomi per dirle una cosa a voce più bassa per non far sentire nulla a Leila - Penso di aver capito che cos'ha!
- Davvero? e cosa? 
- E' solo una mia impressione... non ne sono del tutto sicura. Fammi sondare un po' di più il terreno e poi te lo dirò. Niente di irrisolvibile comunque. 
- Va bene! Leila amore, dovrei andare a preparare il pranzo, mi lasci andare giù e stai un po' con nonna?
- Nooooo! - scende dal letto e si abbraccia alla gamba di sua madre cercando di non farla muovere - Non te ne andare, resta con me! 
- Sono stata tutta questa notte e tutta la mattinata con te, se mi allontano un po' non succede nulla lo sai vero?
- NOOOO!
- E il pranzo? Qualcuno dovrà pure far da mangiare non credi?
- Nonna! - mi indica
- No, non è un suo compito!
- Allora papà!
- Papà è a lavoro.
- UFFAAAAAAAA!
- Facciamo così: io vado giù in cucina, se vuoi puoi venire con me, ma solo se non ti fa male il pancino.
- Passato! Non mi fa male più andiamo!
- Hai visto?!?! - mi domanda Emma ormai rassegnata - Non so davvero che pensare.
- Fidati...Io lo so!
 La lascio con sua mamma fino all'ora di pranzo quando Chloè inizia a piangere perchè ha fame. Emma sale di sopra per occuparsi della piccolina mentre io e Killian, che nel frattempo era tornato da lavoro, restiamo in cucina cercando di convincere Leila a mangiare. E' in quel momento che ebbi la conferma di ciò che pensavo.
- Andiamo amore di nonna, non hai mangiato nulla, qualcosina dovrai pur mangiare. - mi risponde con un no fatto con la testa.
- non fare i capricci tesoro, se non mangi non guarirai mai. - provò Killian
- Non la voglio. Non mi piace!
- Non dire bugie! La pasta l'hai sempre mangiata, mamma te l'ha cucinata proprio perchè sa che ti piace tanto se adesso che torna vede che non l'hai mangiata ci rimane male. L'ha cucinata solo per te.
- No no no! Non la voglio, non la voglio, non la voglio!
- E cosa vuoi allora?
- Voglio mamma.
- Se viene mamma di sotto mangi peró? - intervengo io interrompendo Killian
- Si.
Neanche a farlo apposta ecco che Emma entra in cucina...

POV EMMA

- Eccomiiiii! Qualcuno mi ha appena chiamata? 
- Mammina! - sentire mia figlia chiamarmi tutta felice mi riempe il cuore di gioia
- Gioia mia! Ma... ma non hai mangiato nulla? - dico un po' preoccupata per quella situazione. 
- Si è rifiutata fino ad ora, ha detto che se non ci sei tu non mangia! - mi spiega Killian
- Ah si? - dico rivolta a lei che annuisce senza pensarci - Beh adesso sono qui, inizia ma mangiare dai! - la incito
- Me lo dai tu?
- Cosa? - chieso perplessa
- Mi dai tu da mangiare?!? 
tutto mi sarei aspettata tranne una richiesta del genere - E tu le manine?
- A me fa male il pancino!
Ecco che ritira fuori la stessa scusa... ora si che è tutto chiaro. - Ok, credo di aver capito anche io! - mi rivolgo a mia madre.
- Che cosa mamma?
- Ho capito perché ti fa male il pancino!
- Perchè sono malata?
- E' SI!  hai una piccolissima malattia! Si chiama gelosia. - vedo mamma annuire
- Ci avevo pensato anche io ma poi ho scartato l'idea. Perchè manifestarlo solamente dopo un paio di settimane? Avrebbe dovuto darci qualche segnale prima non trovi?  - mi domanda Killian
- Siamo stati quindici giorni in casa solamente noi quattro e non le abbiamo mai dato nessun motivo di sentirsi meno amata. Ieri sera però... alla cena, "qualcuno" e mi riferisco a te cara mamma, papà, Regina e robin, avete manifestato un po' troppo entusiasmo per Chloè e lei si è sentita esclusa. 
- Hai ragione... scusa.
- Non devi scusarti, non avete fatto nulla di male. Cercate solamente di renderla più partecipe la prossima volta
- lo faremo senz'altro!
- È brutta la mia malattia mamma? Devo fare le punturine o devo solo stare a letto coccolata da te?
Non riesco a trattenere una risata - Per guarire ci vogliono solamente tante tante coccole da mamma, papà, nonna, nonno e gli zii
- Davvero? - risponde contenta
- Si, ma prima di cominciare a curare questa malattia dobbiamo fare un piccolo discorsetto.
- Quale?
- Mi riferisco a questa notte... Il fatto che mamma passi del tempo con la sorellina non significa che ti voglia meno bene.
- Ma vai da lei anche di notte però!
- Solo perché è ancora piccola e ha bisogno di mangiare anche la notte.
- Tutti fanno a gara per prenderla in braccio e con me non ci vogliono più stare. - si intristisce
- Ma non è vero tesoro!  Vogliono solo imparare a conoscerla... e poi nonna ci ha provato in tutti i modi a giocare un po con te, sia ieri che oggi e tu che hai fatto?  l'hai trattata malissimo.
- Perché ero arrabbiata.... - fa una pausa - Mamma posso farti una domanda? - cambia del tutto argomento
- Certo amore!
- Ma tu vuoi più bene a me o a Chloè?
Me lo chiede guardandomi con quegli occhioni azzurri che mi mettono ko ogni volta - voglio bene ad entrambe nello  stesso modo e questo vale anche per papà e tutto il resto della famiglia. 
- Ma mi conoscete da più tempo... Dovreste volere più bene a me!
- Leila tesoro, Il bene che ti voglio adesso è lo stesso che te ne volevo il giorno in cui sei nata.
- Anche senza conoscermi?
- Certo, sei mia figlia. Se devo essere onesta, ti ho voluto bene dal primo istante in cui ti ho sentita muoverti nella mia pancia. - sorrido ripensando a tutti quei bei momenti - Stai tranquilla amore, Il mio bene nei tuoi confronti non diminuirà mai.
- Neanche con la sorellina?
- Neanche con lei! Leila,  tu sei speciale per una cosa, lei lo sarà per un'altra ma restate entrambe mie figlie, non posso volere meno bene a una di voi, sarei una brutta mamma!
- Tu sei la mamma migliore del mondo!
- E allora perchè fai così è? Non riesco a vederti triste, mi piange il cuore!
- Come fa il cuore a piangere mamma?!?!?! - mi chiese buttando la testa di lato con fare curioso. Non riesco a restare seria con lei. è un vero tesoro.
- E' un modo di dire, significa che sono triste quando ti vedo in quello stato. 
- Non voglio che sei triste!
- E allora dimmi cosa devo fare per farti tornare il sorriso.
- Voglio passare più tempo con te e papà... e anche con i nonni e con gli zii! Ah... senza Chloè altrimenti mi ruba la scena! 
- Va bene, si può fare a patto che tu faccia una cosa per me. 
- Cosa mamma?
- Passeremo tantissimo tempo insieme ,solo tu ed io, se mi aiuterai con Chloè! Ho bisogno di una piccola assistente. - Renderla partecipe nelle cure della piccola potrebbe essere un'idea per combattere la gelosia.
- Posso darle da mangiare? - mi chiede tutta contenta. Sono sicura che in questo momento stia pensando a sua sorella come un giocattolino con cui divertirsi piuttosto che ad una possibile minaccia in campo affettivo. Prendo la palla al balzo.
- Certo! E mi aiuterai a vestirla, a farle il bagnetto e a cambiarle il pannolino ok?
- No no no, quello lo cambi tu che puzza! - rido e insieme a me anche mia madre e Killian lo fanno. - Beh grazie tante per lasciare a me il lavoro sporco! - la prendo in braccio e inizio a farle il solletico. Ride a crepapelle... è il suono più dolce del mondo.
-  Basta mamy mi fai il solletico! - continua a ridere e mi abbraccia - Ti voglio bene!
- Anche io te ne voglio!
Sento il cellulare di mia madre squillare, la vedo prenderlo dalla borsa e rispondere. Era Neal che la stava cercando 
- Neal!!!! Sono a casa di tua sorella tra poco torno a casa ok.? - gli dice
- Nonna nonna posso venire anche io con te? Voglio giocare con Neal! Ti pregooooooo - la sua voce era così alta che anche dall'altro capo del telefono la sentirono. La risposta non fu da meno, dal cellulare di mia madre si sentì in lontanazza una vocina che diceva " Si si si mamma falla venire a casa, voglio giocare con leiiii!!!!". Se per me quelle parole erano un piccolo eco in lontananza per mia madre le cose erano ben diverse, teneva il telefono a debita distanza per il troppo urlare di neal!
- Neal neal per favore non gridare, ho capito!!!!!! Stiamo arrivando. - riaggancia 
- Allora nonna, posso??????
- Certo, vai a mettere il giacchetto che tira un po' di vento fuori!
- EVVIVAAAAAAA!!!!!!!!! - la vedo correre per il corridoio e tornare poco dopo con il suo giacchettino e il suo zainetto con i giochi. - Ciao mamma, ciao papà!!!! - ci bacia entrambi - Ti dispiace se la faccio domani la tua assistente? Ora sono molto impegnata!
- Vai tranquilla, sono sicura che i tuoi impegni siano di gran lunga più importanti - l'attiro a me per un altro bacio dopodichè l'affido a mia madre. Una volta uscite di casa sento Killian stringermi a se.
- Tutto risolto quindi? Abbiamo vinto anche questa battaglia? 
- E' si! Ce l'abbiamo fatta anche questa volta. - lo bacio - Tutto bene quel che finisce bene!

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Capitolo 3
*** Fata madrina? ***


POV EMMA

Eccoci punto a capo come quattro anni fa. Siamo a casa dei miei genitori, io, Killian e le bambine e stiamo discutendo su chi sarà la fata madrina di Chloè. Non è assolutamente una scelta facile, ci sono già passata con Leila e se prima ero titubande sul fatto che una fata si prendesse cura della vita magica di mia figlia, adesso lo sono ancora di più. Diciamoci la verità: Blue non ha fatto un buon lavoro con Lei. La bambina ha vissuto moltissime situazioni di pericolo, tra cui il suo rapimento... dov'èra la sua fata madrina quando serviva? Se non fosse stato per me e Regina a quest'ora Leila non saprebbe neanche far spostare un peluche da una sedia all'altra. Non dico che debba usare i suoi poteri così a suo piacimento, ma visto che li ha manifestati fin da subito, avrei gradito che la sua fata madrina l'avesse aiutata almeno a controllarli... invece no.  Ora ci troviamo qui, seduti davanti al camino a discutere con i miei sul motivo per cui non voglio una fata a far da madrina a mia figlia.
- Mi spieghi che hai contro le fate? - chiede mamma alla mia ennesima protesta.
- Non ho nulla di personale contro di loro, solo che non mi fido. Non le ritengo all'altezza di questo compito. 
- Sono anni che le fate si prendono cura di bambini con poteri magici e non ci sono mai stati problemi gravi. Il compito principale di guidare le vostre figle spetterà comunque a voi due però almeno saprete su chi contare in caso di necessità!
- E dovrei rivolgermi a chi sentiamo? Per Leila mi avete indicato quella che secondo voi era la migliore: Blue... ma fate un passo indietro: e' stata la mia madrina, la madrina di Gideon e quella di Leila... non mi pare abbia fatto un buon lavoro con nessuno di tutti e tre.
- Quelle sono state circostanze particolari, lo sai anche tu.
- Fatto sta che non mi fido ugualmente. Ma per forza una fata deve essere la sua madrina? Solo a loro spetta questo compito?
- Certo che no, ma sono comunque le creature magiche meno toccate dai cattivi.  Potrei essere anche io la sua madrina ma pensaci...noi siamo sempre sotto attacco, chi si prenderebbe cura di lei - mi dice indicando Chloè - durante una guerra se noi siamo tutti impegnati nel fronteggiarla?
- Non lo so... ma so per  certo che troveremmo un modo in quel caso. 
- E' vostra figlia, spetta a voi decidere cosa è meglio per lei. Mettetevi a tavolino e pensate a chi potrebbe essere secondo voi una madrina perfetta per lei. Se non volete una fata io mi offro volentieri.  Non avrò la magia ma so usare l'arco, nessuno si avvicinerà mai a lei... a loro, perchè comunque mi prenderei cura anche di Leila.
- Disse la donna che la fece allontanare da sola... - rido. Ormai io e Killian l'avevamo superata e ci scherzavo su ma a mia madre non andava a genio questo nostro comportamento... evidentemente  ancora non si era perdonata. La vedo guardarmi in modo strano - Ok ok ok stavo solo scherzando. Prenderò in considerazione anche la tua canditatura... quella di Blue e quella di tutte le altre fate disponibili.
- Che ne dici di Belle? o di Regina magari - provò mio padre.
- Mmm... Belle sta con Gold il che è tutto un dire, Regina ha già tanti problemi per lei ci manca solo che le do un compito in più... no, la scelta non credo che cadrà su noi della famiglia. Forse Granny... che ne dici Killian? Si è sempre presa cura di tutti i bambini di Storibrooke sopratutto nei periodi più infernali e a nessuno di loro è mai stato torto un capello. 
- Potrebbe essere un'idea sai?
- E' un'idea fantastica invece! Anche Neal ha Granny come madrina. - interviene mia madre
- Ma come... non adorate le fate voi due?
- Si ma Neal non ha poteri magici, Granny è l'ideale per lui.
- Poteri o no credo che sia l'ideale anche per Chloè! Killian? - chiedo nuovamente conferma a lui
- Penso che si possa fare, alla fine è solo una figura in più che interverrà in caso di necessità. Speriamo non ce ne sarà mai bisogno. 
- Che Granny sia allora. Domani mattina passeremo al ristorante e le comunicheremo la notizia ok? Speriamo solo accetti.
- A proposito di domani - inerviene mio padre - Io avrei una commissione da fare e non posso proprio essere in ufficio... Killian potresti gentilmente sostituirmi?
- David lo farei volentieri ma domani sono impegnato al porto... a saperlo prima mi sarei organizato differentemente. Purtroppo ora non posso fare molto. Mi dispiace.
- Figurati, sono stato io a non averti informato per tempo. Emma, non è che tu potresti andare ? Solo la mattina. 
- io... ecco...
- So che sei in maternità ma non so a chi altro rivolgermi. - ecco il panico che si impossessa di me. No no e no... non voglio assolutamente andare a lavoro, dovrei lasciare le bambine a casa con qualcuno che non sia io... no, non ci riesco. Leila sarà anche abituata a stare con altre persone ma Chloè? Lei non l'ho ancora mai lasciata a nessuno, neanche per cinque minuti... non me la sento. E' ancora troppo piccola.
- Ti sostituirei volentieri, davvero papà,  ma le bambine a chi le lascio? Killian non c'è, te neanche e la mamma è a scuola. - provo a dire sperando se la beva.
- Regina! Puoi lasciarle a lei. Si è già presa cura di Leila no? 
- Emmm... Regina... ha da fare! Credo. - a quelle parole li vedo fissarmi curiosi
- C'è qualche problema? - chiede mio padre
Si! Certo che c'è qualche problema! Non voglio lasciare  Chloè. - No no, nessuno... perchè?
- sei strana...
- Lo so io che ha! - commenta Killian abbracciandomi - Tranquillo David, domani ti sostituirà Emma senza nessun problema. Ora però amore sarà meglio tornare a casa - mi dice indicandomi il divano dove si era appisolata Leila.
- Direi che hai ragione - rispondo un po freddamente andando a prendere la bambina mentre lui si occupava dell'altra. - Mamma, papà, ci vediamo, grazie per la cena.
- Ci sentiamo domani tesoro e... grazie per sostituirmi.
- Di nulla papà ! - rispondo forzando un sorriso e uscendo dalla loro abitazione. Aspetto di metterci in macchina prima di inveire contro di Killian.
- Perchè diavolo hai detto a mio padre che lo avrei sostituito quando gli stavo chiaramente dicendo di no!
- Lo sappiamo entrambi perchè stavi rifiutando.
- Tu sei davvero sicuro di saperlo? Io non credo o altrimenti mi saresti venuto in contro.
- Non te la senti ancora di lasciare Chloè da sola. - rimango senza parole... come diavolo ha fatto a capirlo. - Ho indovinato? - mi chiede con aria di sfida
Ignoro i suoi toni altrimenti dovrei prenderlo a calci nel sedere seduta stante - A maggior ragione dovevi appoggiarmi. E' ancora piccola, non l'ho mai lasciata da sola... non è ancora il momento di affidarla a qualcuno
- Emma, ci siamo già passati... il problema non è Chloè, sei tu che non riesci ad allontanarti da lei... da loro. Lo so, hai perso tanto con Henry e adesso non vuoi perderti nulla della loro infanzia, ma mezza giornata non ti cambierà la vita, Chloè neanche se ne accorgerà.
- Non ci riesco ok? 
- Lo so... ma prima o poi dovrai affrontare questa cosa. Ricordi che anche per Leila è stato così? Alla fine sei riuscita a fidarti a lasciarla con altri perchè per Chloè dovrebbe essere diverso?
- Leila aveva un anno quando l'ho lasciata sola per la prima volta.
- Ed è stato un trauma per lei ricordi? Ha pianto per l'intera giornata.  E' meglio abituarli fin da subito  e se te hai intenzione, come mi hai detto qualche giorno fa, di tornare a lavoro tra qualche mese  è meglio se inizi ad abituarti all'idea. - metto il broncio. ha ragione lo so ma è più forte di me.  - Che c'è? - mi chiede sapendo di aver fatto centro.
- odio ammettere che hai ragione! - sbuffo -  magari  però possiamo affrontare il distacco tra qualche tempo...ora è davvero troppo piccina.
- Non si discute, ho già mandato un sms a Regina ed è più che felice di badare sia a Leila che a Chloè. Ora davvero rilassati...
- La fai facile te!
- Beh... conosco un modo per farti rilassare niente male - si avvicina e mi bacia - vorresti provare? - continua le sue avance avvicinandosi questa volta al mio collo. Ricambio quelle attenzioni ma all'improvviso veniamo richiamati all'ordine da una vocetta che ci fa sussultare entrambi
- Papà che faiiii alla mamma??? - chiede stropicciandosi gli occhietti
- Principessa! - esclama lui - Ti sei già svegliata?
- Si facevate rumore! - mi venne da ridere e guardai Killian che non era da meno. Non stavamo facendo nulla di male, ma non ci era mai capitato di lasciarci andare ad effusioni palesi con le bambini nelle vicinanze.
- Scusa se ti abbiamo svegliata principessa, tra poco arriveremo a casa e potrai tornare a fare bei sogni
- Andiamo dai! - dico mettendo a moto e diriggendomi verso la nostra dimora. 
***

il mattino seguente (POV KILLIAN)

Mannaggia a me e a quando non chiudo le tapparelle la sera. Eccomi qui! pronto ad iniziare una nuova giornata... o quasi pronto. Mi sono appena svegliato a causa della troppa luce che entra in stanza e ora sono steso nel mio letto con gli occhi ancora chiusi a cercare di riprendere sonno. Niente da fare, tentativo fallito. Allungo una mano in direzione di mia moglie per coccolarla un po' ma stranamente non la trovo. Apro immediatamente gli occhi per accettarmi della cosa e noto che ho ragione, non è a letto. Vago con gli occhi ancora assonnati per tutta la stanza ma non è neanche li. Dove diavolo è finita? Le mie narici vengono invase da un profumino delizioso e il mio cervello inizia finalmente ad elaborare pensieri di senso compiuto: Emma è in cucina! Mi alzo dal letto e la raggiungo.
- Buongiorno amore! - mi dice non appena mi vede scendere le scale.
-Buongiorno! Come mai mattiniera questa mattina? 
- Non avevo sonno... così sono scesa!
- Mmmh... ok! - le dico poco convinto. -Questo profumino è molto invitante, che stai cucinando?
- Pancackes!
- Wow! Mi piacciono i pancackes! - dico maliziosamente mentre le sposto i capelli tutti da un lato per dedicarmi al suo collo.
- Frena i bollenti spiriti capitano! Non finirà come l'ultima volta.
- Voglio ben sperare, perchè sono rimasto alquanto insoddisfatto dall'itrusione di tua madre.
- Intendevo dire che non se ne fa niente amore!
- E perchè mai?
- Perchè tua figlia è proprio dietro di te! - mi risponde ridendo.
Mi giro di scatto e la vedo seduta a tavola intenta a cercare il senso dei nostri discorsi.
- Ciao Papààààà! - esclama
- Ma questa bambina non dorme mai? - dico ad Emma la quale continua a ridere per le mie reazioni. Decido di ignorala perchè altrimenti dovrei punirla a mio piacimento ma ci sono dei minori in questo momento tra di noi quindi è meglio evitare. Mi dedico a mia figlia - Amore di papà, che ci fai già in piedi? E' domenica!
- Chloè ha pianto e mi ha svegliata! - dice arrabbiata. 
- Mannaggia! Ora però la sorellina sta dormendo, non vorresti andare a riposare un altro po'?
- No, no, no! Ho fame e voglio i pancakes!
- Anche il papà vorrebbe dei  pancackes amore, non sai da quanto li sto desiderando!
- KILLIAN! - mi rimprovera Emma sapendo a cosa sto alludendo
- Che c'è mamma? Perchè papà non può mangiare i pancakes?
- Già Emma! Perchè? - la prendo in giro.
La vedo fare un lungo respiro, stava per rispondermi ma cnsapevole della bambina tra di noi a quanto pare ha preferito non replicare. Si limita a lanciarmi un'occhiataccia mentre poggia il piatto con i pancackes sul tavolo.
- Prego servitevi pure! - ci dice - Leila non più di due sia chiaro e tu Killian... beh... mangia tutti quelli che vuoi perchè saranno gli unici pancake che vedrai oggi.  - mi guarda con aria di sfida. 
- Sei cattiva! - protesto. 
- Si si si certo! - fa una pausa e la vedo tornare seria. - Senti Killian, scherzi a parte, non è che potresti non andare al porto oggi? Se devo davvero andare alla stazione preferisco che ci sia tu qui a casa con loro.
Ecco spiegato perchè non aveva dormito come al suo solito. Era preoccupata. - Amore ne abbiamo già parlato, verrà Regina a controllarle devi stare tranquilla. 
- Si lo so però...
- Però niente! E' solo per mezza giornata. Vedrai che passerà in fretta. 
- Su Leila sono tranquillissima, è abituata a stare con Regina ma Chloè? Non l'ho mai lasciata da sola... e se Regina non fosse in grado di farla calmare se piange? E' una neonata Killian, non è semplice da gestire.
- Chloè starà benone! E se proprio Regina dovesse aver bisongo di aiuto ci sono sempre i cellulari. - non la vedo molto convinta. - Dai tranquilla vai a vestirti, non vorrai andare in ufficio conciata così vero? - indico la sua fantastica camicia da notte. E' davvero un peccato che Leila sia già sveglia.
- Se serve per convincerti a lasciarmi a casa allora si, credo proprio che andrò cos'!
- Non ti rispondo neanche! Vai. - Le do un bacio a stampo dopodichè l'accompano su per le scale. Una volta assicurato che si stia davvero vestendo torno guù da Leila per giocare un po' con lei prima di andare a lavoro ma veniamo interrotti dal suono del campanello. 
- Papà papà è zia? - mi chiede tutta felice.
- Credo proprio di si amore, andiamo ad aprirle! - la prendo in braccio e andiamo ad aprire la porta.  
- È qui che abita la mia bella principessa? - fa Regina appena vede mia figlia
- SIIIIIII!!!!! Zia ciaoooooo! - risponde con  entusiasmo per poi buttarsi tra le sue braccia. 
- Come mai siamo già sveglie?
- Mi ha svegliato mia sorella!
- Capisco... ascolta, ho portato due cartoni animati, vogliamo vederne uno questa mattina?
- Siiiiiiiiii! - mai vista tutta questa felicità di prima mattina da parte di quello scriccioletto. Di cosa si preoccuperà mai Emma non lo so.
- Tieni scegline uno e inizia vederlo io tra poco ti raggiungo.
- Va bene... - Leila si allontana mentre io e Regina rimaniamo nell'altrio a chiacchierare
- Non vedo la tua adorata mogliettina, dov'è?
- E' di sopra che si sta preparando, è in ansia.
- Per il rientro?
- Magari fosse per questo...in realtà non se la sente di lasciare Chloè.
- Che c'è non si fida per caso? - mi chiede preoccupata
- Ma che scherzi? Certo che si fida, non sei assolutamente tu il problema.  Diciamo che è in modalità mamma apprensiva. E' la prima volta che la lascia a qualcuno. Penso che soffra più lei il distacco che la bambina. 
- Le manderò una foto della piccola ogni cinque minuti allora così starà un po' più tranquilla.
- Fermati, ti prego non lo fare.  Se l'abitui così è la fine!
- Ciao Regina sei già qui? - ci interrompe Emma scendendo le scale per raggiungerci e salutare la sua amcica - Di cosa parlavate? 
- Niente di interessante, le solite cose. Tu tutto bene?
- Non mi lamento. Senti... sicura che non hai niente di meglio da fare per oggi? Posso rimanere a casa e chiamare papà se non puoi.
Mi venne da ridere così anche a Regina. - Scherzi vero? Sono libreissima e non vedo l'ora di passare del tempo con le mie nipotine preferite.
- Non mi offendo se hai da fare davvero! - insiste.
- Emma! Falla finita ok?  - la rimprovero mettendo fine a quella assurda strategia. - Devi stare tranquilla, Leila è in ottime mani e così anche Chloè.
- Lo so ma...
- Ma è tardi e devi andare a lavoro. - l'accompagno fino verso la porta ma proprio nell'istante in cui stava per uscire qualcuno si mise a piangere: Chloè.  Vedo Emma voltarsi e prendere la direzione delle scale come una furia. Ho provato a dirle qualcosa ma non ho fatto in tempo, è già fuori dalla mia vista. La raggiungo insieme a Regina e come immaginato la trovo nella cameretta della piccola intenta a cullarla. 
- Amore di mamma che c'è è? - le sento dire. Al suono di quella voce mia figlia si calma immediatamente. - Ecco brava la mia bambina! - E' una scena tenerissima e starei ore intere ad ammirarla se non fosse così tardi.
- Emma se non esci immediatamente da qui ti prendo a calci. 
- Killian!
- No amore è tardi. 
- Tua figlia stava piangendo se non te ne fossi accorto.
-  Hai detto bene, stava. Ha smesso quindi puoi tranquillamente darla a Regina e andare a lavoro.
- Emma puoi fidarti di me, starà bene! Per qualsiasi cosa prometto di chiamarti. 
- E va bene! - adagia la bambina nelle braccia di Regina - Fai la brava con la zia! le dice baciandole la testolina. 
- Digli un po' te alla mamma che non deve preoccuparsi... staremo benissimo insieme. - 
- Mi raccomando, ti ho lasciato i biberon nel frigo devi solamente scaldarli. Tra un oretta falla mangiare e da lì conta tre ore.  Cambiala dopo ogni pasto e stai attenta a Leila che le faccia i dispetti. 
- Finito? - la prendo in giro per tutte quelle raccomandazioni.
- No! - mi risponde per poi voltarsi verso Regina. - Ci vediamo da Granny per l'ora di pranzo. vestila in maniera che non prenda freddo
- Freddo? - replica lei - Ci saranno 40 gradi all'ombra fuori.
- Hai capito che intendo. Killian raggiungici così parliamo anche con Granny per la questione madrina.
- Avete scelto Granny alla fine?
- Si sembra la scelta più adatta.
- Lo penso anche io. Avanti andate o farete entrambi tardi. Ciao ciaooooo!
Vedo Emma ancora un po' titubante ma non le do modo di dire o fare nulla perchè la prendo sottobaraccio e la porto con me in macchina. Una nuova giornata lavorativa sta per iniziare.
***

POV REGINA

So che Emma e Killian vogliono solamente che mi prenda cura delle piccole, ma proprio non ce la faccio a non dargli una mano anche per quando riguarda la sistemazione della casa. Do una sistemata alle camerette delle bimbe e al soggiorno che Leila ha in pratica messo ko dopodichè mi siedo anche io sul divano insieme a questa piccola peste a guardare il cartone animato che le ho portato. Sento il mio cellulare squillare, guardo la schermata e vedo che è Emma. Chi lo avrebbe mai detto che quella ragazza smarrita sarebbe diventata una mamma modello? Eppure eccola qui a chiamare ogni dieci minuti per controllare che tutto sia ok. Deciso di non risponderle... ne a questa ne alle chiamate successive. 
- Zia, zia! il tuo cellulare sta suonando. Perchè non rispondi? 
- Non mi va!
- È lo zio?  tI ha fatto arrabbiare? 
ma da chi li sentirù questi discori? - No, è la tua mamma che sta chiamando.
- E' lei che ti ha fatto arrabbiare? Per questo non rispondi? - mi dice avvicinandosi a  me e guardandomi con gli occhioni da cucciola.
- Stai tranquilla, non ho litigato con la tua mamma... è solo che mi sto prendendo cura di te e non voglio che ci disturbino. La mamma tanto ci raggiungerà per pranzo.
- Sei la zia migliore del mondo! Ti voglio bene!
- Anche io amore te ne voglio. 
Finiamo di guardare il cartone animato dopodichè iniziamo a giocare con le sue bambole. Siamo nel bel mezzo di un piccolo ricevimento tra principesse quando Chloè si sveglia richiamando la mia attenzione. Leila inizia a sbuffare infastidita.
- Rieccola che inizia piange. Non la sopporto!
- Leila tesoro non si dice cosi! E' normale che i bambini così piccoli piangano. Anche tu lo hai fatto. Aspettami qui, vado a vedere di cosa ha bisogno e sono subito da te.
- Hai detto che non ci avrebbe disturbato nessuno! 
- Lo so ma la tua sorellina a quanto pare non è dello stesso parere. - noto che ci è rimasta veramente male, smette di guardarmi e continua a giocare con le sue bambole ignorandomi. La vedo sforzarsi di non piangere ma non riesce a trattenere un piccola lacrima. Mi piange il cuore vederla così ma so anche che non posso dargliela vinta. Chloè ha bisogno di attenzioni. 
- Ti va di venire di sopra con me a darle da mangiare? -  provo a dirle nella speranza di farle tornare almeno un piccolo sorriso. 
- Posso farlo io? - mi chiede speranzosa e allora capisco che sono ancora in tempo per rimediare
- Se stai attenta e non le fai i dispetti si!
- Va bene andiamoooo! -  dice correndo di sopra. La raggiungo e insieme diamo il biberon a Chloè. La piccolina sembra calmarsi per un paio di minuti ma poi riprende a piangere. 
- È un antifurto non la sopporto mi fanno male le orecchie. - si lamenta la più grande
- Che ne dici di iniziare a vedere l'altro cartone che ho portato? Mi hanno detto che è meraviglioso.
- Vieni con me?
-  Certo, ti raggiungo non appena finisce di piangere ok? Non ci metterò molto. - senza capricci annuisce e esce dalla stanza.  La controllo mentre scende le scale dopodiché mi concentro su Chloè che continua a piangere disperata. Dopo buoni dieci minuti la situazione non cambia... non so più che fare.
- Che hai tesoro?!?! Hai mangiato, ti ho cambiata... di cosa hai bisogno è? -  E' evidente che in braccio non ci vuole stare, provo a metterla così nella carrozzina nella speranza che si addormenti ma niente da fare, ho ottenuto il risultato contrario, sta piangendo ancora più forte. Che fosse qualche piccola colichetta? Provo a massaggiarle il pancino ma la storia non cambia. - Capricciosa come la tua mamma!  - le dico ripensando a quanto abbiamo impiegato io e Killian per convincerla ad andare a lavoro.  E se avesse ragione lei? Se fosse davvero ancora troppo piccola per stare separata dalla sua mamma? Mmmh... non lo so ma una cosa è certa: mi è venuta un'idea su come calmarla. Vado nella stanza da letto di Emma, prendo un suo foulard e gli spruzzo sopra il suo profumo. torno nella stanza della piccola e  adagio il foulard nella culla accanto al cuscino. Nel giro di tre secondi eccola che smette di piangere e piano piano si addormenta. - incredibile... ti manca la tua mamma vero? - sorrido, prendo il telefono, immortalo il momento e invio la foro ad emma con allegato un messaggio: 

"Non abituarti a foto ogni 5 secondi perchè non lo farò. Questa è solo un'eccezione. Ho dovuto metterle accanto il tuo profumo per farla calmare. Le mancavi. Ps. Tranquilla ora non le manchi più. ci vediamo tra un paio d'ore da Granny.

la sua risposta come facilmente prevedibile non tardò ad arrivare:

" Vuoi che torni a casa? Sicura che sia tutto ok?"

"Si mammina ansiolitica. E'  tutto ok! Chloè adesso dorme e Leila guarda la TV. Pensa a lavorare."

"Mandami qualche altra foto, di entrambe possibilmente."

"Non ci penso proprio. Devi abituarti all'idea di staccarti da loro. Ciao ciaoooo"

"Stronza!"


***
Guardo l'orologio e mi accorgo che è quasi ora di pranzo. Preparo le bambine dopodichè ci avviamo da Granny. 
- Regina mi sono persa qualcosa? - dice Granny scherzando non appena mi vede entrare con a seguito la prole dei miei amici.
- Divertente, davvero divertente! - le dico senza tanti giri di parole, sono stanca e la sua ironia non mi aiuta di certo. 
 - Come non detto! - alza le mani in segno di resa - Non dirmi che qui dentro c'è la piccolina di casa Jones? - chiede poi indicando la carrozzina
- E' proprio lei invece-
- UUU... fammi vedere com'è cresciuta questa signorinella! - si avvicina
- D'accordo, ma non svegliarla.  Ho impiegato più di 40 minuti per farla addormentare, se si sveglia è la fine.
- Messaggio ricevuto! Starò a debita distanza....  Ooooh ma è un amore!!!!! 
- Ci sono anche io! - dice Leila strattonando Granny per il grembiule.
- Ei piccola peste! - le dice rivolgendole un gran sorriso - Cosa posso prepararti per pranzo?
- Formaggio alla griglia e patatine.
- Mangi come tua madre amore di zia! Per  me invece fai un' insalata e per secondo... vedi un po' te, niente cibi grassi però
- Perfetto! accomodatevi, faccio in un lampo.
Faccio scegliere il tavolo a Leila e ci accomodiamo. Guardo l'ora e noto che Emma è in ritardo. 
- Zia ma la mamma quando arriva?
Bella domanda - Dovrebbe essere a momenti amore! - prendo il telefono per controllare se mi ha chiamata e trovo un suo sms. 

"Il destino è contro di me. Non posso allontanarmi dalla stazione. Ci vediamo direttamente nel pomeriggio. Ho sentito anche Killian ed è nella mia stessa situazione. Tutto ok con le bimbe?

" Questa si chiama provvidenza divina Swan. Tranquilla stanno con me e sono tranquille entrambe."

- Ziaaaaaa.... ma la mammaaaaaa? Perchè ancora non viene! - continua a ripetere impaziente
- Mi è appena arrivato un suo messaggio, deve rimanere a lavoro ancora per un po' siamo solo io te e chloè per pranzo. - la vedo incupirsi
- Uffa... a me manca la mamma però.
- Non stai bene con zia? - le chiedo
- Si ma non sono più abituata a non vedere mamma per tanto tempo. Io non voglio che torni a lavoro
- Se dopo pranzo andassimo a prendere un gelato e poi dritti alla stazione ti mancherebbe un po' di meno?
- Siiiiii! Sei la migliore Zia del mondo.
- Vedo che siamo contente! - esclama Granny portando le nostre ordinazioni 
- Si tra poco andiamo dalla mamma!
- UUU è fantastico! Vi lascio pranzare allora. - si allontana lasciandoci sole. 
Mangiamo in tutta tranquillità parlando dei due cartoni animati precedenteme visti e organizzando in grandi linee il pomeriggio. 
- Zia devo andare in bagno! - mi dice saltellando
- Vai da sola? - le chiedo 
mi guarda strano e poi mi dice di no con la testa - Mamma dice che non devo andare da sola nei bagni pubblici perchè posso prendere le malattie. 
-  Ho capito, ti accompagno. Granny?!?! Posso chiederti di badare a lei per cinque minuti? - indico Chloè - Porto Leila in bagno
- Assolutamente si, sarebbe un onore.
- Perfetto! Non ci metterò molto. Ti sposto la carrozzina qui così stai più comoda per controllarla dal bancone.  Mi raccomando... Emma mi uccide se la trova anche solo con il vestitino sgualcito.
- Tranquilla Regina, è in ottime mani.
- Zia mi scappaaaaa! Mi scappaaaaaa!!!!! 
- Andiamo birbantella! - le prendo la manina e a passo svelto l'accompagno sul retro per darle una mano. 
- Brava, ora lava le manine e torniamo di la, Chloè ci sta asp...
Non finisco la frase che un rumore assurdo fa tremare l'intero locale. Un'esplosione credo. Sento delle grida provenire dalla sala accanto e un gran baccano. Il locale sembre in preda al panico più totale.  Mia nipote per lo spavento inizia a piangere  -Che è stato zia??? Ho pauraaaa!!!!!! - mi dice singhiozzando. Non so cosa stia succedendo ma non è nulla di buono. Cerco di non farle percepire le mie ansie e provo a tranquillizzarla. 
- Non so cosa sia succeso amore ma sono sicura che non è nulla di grave. Resta qui e non ti muovere per nessun motivo ok? Torno subito. 
- No, non lasciarmi da sola... La gente urla... e se è  un mostro? Io ho pauraaa!!!! 
- Devo andare a controllare che tutto sia ok, stai tranquilla e rimani qui nascosta.
-  Mi verrai a riprendere vero? Non mi lascerai da sola!
- Dammi dieci secondi. Faccio in un attimo. Comincia a contare...
- Uno... due... tre...
Esco dal bagno e mi diriggo verso la sala... vengo avvolta da un'enorme quantità di fumo - ma che diamine....-  l'odore non mi dice nulla di buono. -  Puzza di... BRUCIATO! - Mi affretto a raggiungere la sala e mi accorgo che il locale sta prendendo fuoco. - O mio dioooooo!!!! - mi guardo attorno per vedere se è rimasto qualcuno all'interno ma forunatamente sono usciti tutti. A parte me e Leila il locale è vuoto. Tiro un sospiro di sollievo e Corro indietro dalla bambina.
- Leila amore! - le dico appena la vedo -  Dobbiamo fare un gioco. - cerco si sorride per non farle capire cosa sta succedendo. 
- Quale?
- Si chiama gioco della giducia rivisitato.
- E come si gioca? 
Bella domanda. - Io mi calerò dalla finestra tu ti lancerai giù dritta dritta tra le mie braccia. Ok?
- Sembra spaventoso!
- Non lo è! -  senza darle diritto di replica apro la finestra e salto giù.  Siamo al primo piano... non sarà come essere al piano terra ma non è neanche così alto da farsi male. Non per me almeno. Guardo Leila affacciata alla finestra e non la vedo per nulla convinta.
- Avanti amore salta! - la incito
- No... ho paura!
- Amore ci sono io, non ti succederà nulla, salta giù!
- No ziaaa, non ci riesco. Io esco dalla porta!
- NOOO! - grido terrorizzata facendola bloccare sul posto. Devo trovare il modo di farla scendere. le farei utilizzare tranquillamente la magia ma ho paura che dietro tutto questo possa esserci qualche essere malvagio quindi è meglio evitate.  Ho promesso ad Emma di difendere le bambine quindi mi sarei affidata alle arti magiche solo se necessario - Amore lo so che hai paura ma devi fidarti di me,non succederà nulla. Ti prendo io. Chiudi gli occhi e salta.
- No zia.... non voglio.
- TI prego amore! Devi saltare adesso. Se mi vuoi davvero bene allora devi saltare.
La vedo titubante ma finalmente dopo minuti interminabili ecco che chiude gli occhi e salta. La prendo al volo.
- Brava amore hai visto che ti ho presa? 
- Ce l'ho fatta, sono stata brava!!!!!
- Sei stata bravissima ma ora è meglio se ci spostiamo. - di corsa raggiungiamo gli altri dall'altra parte della strada. 
- Regina eccoti! Grazie al cielo state bene, ho temuto il peggio!  - mi dice Granny vedendoci.
- Che diavolo è successo! - domando ancora frastornata.
- C'è stata un'esplosione!  Non so a cosa sia dovuto... stanno arrivando i pompieri.
-  L'importante è che state tutti bene! C'è qualche ferito? 
- No! Fortunatamente siamo riusciti ad uscire prima che le fiamme raggiungessero la porta principale. 
- Menomale. - mi guardo intorno - Granny scusami, so che se proccupata per il locale ma volevo chiederti di Chloe. L'avete portata in un luogo dove non respiri tutto questo schifo vero? - chiedo in tutta tranquillità.
- Chi? - mi risponde lei confusa
- Granny! - alzo gli occhi al cielo -  Chloe, la bambina!  La figlia di Emma e KIllian... possibile che tu non abbia ancora imparato il suo nome?
- La bambina... ah si! Io nella confusione ho detto di prenderla ma non so chi lo ha fatto. - si guarda attorno - i clienti non si sono allontanati, sono tutti qui. 
- Non vedo la bambina però... - comincio ad agitarmi pensando che qualche maleintenzionato possa averla presa.
- Ragazzi scusate... chi di voi ha portato in salvo la bambina che era dentro? - tutti si guardarono a vicenda ma nessuno risponde. Vedo Granny gardarmi bianca in volto.
- Per la miseria Regina... credo che.... che sia  rimasta dentro! 
- COOOOOOSAAAA?? - grido 
- O Mio Dio! Nel panico ho chiesto di portarla fuori... credevo lo avessero fatto! - Si portò le mani sul viso. 
- UNA COSA DOVEVI FARE! UNAAAAAAAAAAAAAA! - Grido con quanta più forza avevo mentre mi avvicino al locale.
- Ferma dove vuoi andare?
- VADO A PRENDERE LA BAMBINA GRANNY !
- È pericoloso, non puoi andare.
- Ma ragioni per caso?  C'E' UNA NEONATA LI DENTRO! BISOGNA TIRARLA FUORI DI LI AL PIU' PRESTO.
- Stanno arrivando i pompieri! 
- NON HO TEMPO PER ASPETTARE I POMPIERI! Prendi Leila e portala in un posto dove non respiri questo fumo. - la vedo perplessa -che stai aspettando... CORRI! - Mi diriggo verso il locale, prendo la pompa dell'acqua, mi bagno dalla testa ai piedi e entro dentro. Cerco di mettere a fuoco quello che hp davanti dato il fumo che mi circonda ma non riesco a vedere nulla. Come diavolo farò a trovarla se non vedo un tubo. Improvvisamente La sento piangere... è viva!  Faccio mente locale ripensando a dove l'ho lasciata prima di andare in bagno con Leila. Le  fiamme non dovrebbero ancora essere  arrivate li. Provo ad avanzare ma il passaggio è bloccato.  senza pensare alle conseguenze passo oltre quel muro di fuoco e raggiungo, sentendo le sue grida,  la piccolina.
- Amore shhhhh.... amore stai tranquilla è tutto finito adesso.  La zia adesso ti porta fuori.
La prendo in braccio e mi reco verso il bagno dove ho  già tentato la fuga. Salto nuovamente, questa volta con la creatura tra le braccia e correndo come una matta mi allontando da quell'inferno.

POV EMMA.

Ho appena ricevuto una chiamata dai pompieri di Storybrooke. C'è stato un'incendio da Granny. Il mio primo pensiero va alle bambine e a Regina, vista l'ora dovrebbero essere anche loro li. Il panico mi assale. Senza curarmi di lasciare qualcuno a capo della stazione mi diriggo a gran velocità verso la locanda. Le fiamme si vedono anche in lontananza. Non so con quale forza io mi stia ancora tenendo in piedi. Il mio cervello inizia a vagare e milioni di pensieri e preoccuapazioni  si fanno spazio nella mia testa. Spero con tutto il cuore che loro non siano li e che per qulche stramba idea di Leila siano uscite fuori. Vedo delle persone  in lontananza ma non riesco a scorgere le mie bambine e la mia migliore amica. Dove diavolo vi siete cacciate! lascio la macchina in mezzo alla strada e a gran velocità mi reco verso quella marmaglia di persone.
- Scusate... avete visto due bambine? Una ha quattro anni è biondina con gli occhi azzurri e l'altra...
- Emma! - mi sento chiamare, mi giro e vedo Granny con in braccio la mia piccola Leila. Tiro un sospiro si sollievo
- LEILA AMORE MIOOOO! - le corro in contro per poi prenderla in braccio e abbracciarla - Stai bene tesoro? Sei ferita? - le dico scrutandola attentamente. Sembra non avere nulla.
- Ciao mamyyy! Io sto bene, perchè? - mi chiede curiosa 
- Emma, la bambina non sa nulla, Regina è riuscita a farla uscire dal locale senza farle capire cosa stava succedendo
- E' Fantastico... dov'è adesso?  Dove sono lei e Chloè?  Perché Leila è qui da sola?
- Regina mi ha chiesto di portarla lonano da questo bordello per non farle respirare il fumo.
- Ok, perfettamente daccordo ma lei e l'altra mia figlia dove sono? 
- Emma... non so come dirtelo ma... 
- Dirmi cosa! - la sua espressione non mi piaceva per niente. Ecco che quella sensazione di panico torna a scorrermi nelle vene
- Regina è dentro!
- COSAAA! E PERCHE'????????
- Ha accompagnato Leila in bagno e mi ha chiesto di controllare la piccina. C'è stata l'esplosione e nel panico ho dovuto prendere i registri di cassa e ho chiesto a qualcuno di prendersi cura di lei. Non credo che mi abbiano sentito. La bambina è rimasta dentro. Regina è tornata dentro a riprenderla.  - Mi sento mancare la terra sotto i piedi. Mia figlia è... non riesco neanche a formulare dei pensieri di senso compiuto. Mi sento avvolgere la vita da qualcuno, mi volto e vedo uno dei pompieri sorreggermi. 
- Signora si sente bene? - mi chiede ma io non lo calcolo e mi lancio come una furia su Granny
- SEI UN'INCOSCENTE ECCO QUELLO CHE SEI! Hai condannato mia figlia a morte!!!!!
Il ragazzo riesce a bloccarmi prima che io riesca a mettere le mani addosso alla cara e dolce nonnina. - Si calmi, sono intervenuti anche i miei colleghi ad aiutare la donna nel locale, vedrà che avdrà tutto bene.
- Emma mi dispiace io...
- STAI ZITTA! PREGA CHE NON SIA SUCCESSO NULLA A NESSUNA DI LORO DUE  ALTRIMENTI IL TUO LOCALE  IN FIAMME SARA' L'ULTIMA COSA CHE VEDRAI.
- Emma...  - al sentire pronuncire il mio nome da quella voce mi blocco seduta stante. So perfettamente chi mi sta chiamando ma ho paura a girarmi. - Emma... - mi chiama di nuovo. - Non so come ma mi faccio forza e mi volto. Vedo Regina, in ginocchio  completamente stremata che tiene un piccolo batuffolino urlante tra le braccia. 
- REGINAAAAA! Regina stai bene? Come sta lei! - chiedo andondole incontro e togliendole Chloè di dosso perchè dolorante. Le scruto entrambe, mia figlia sembra star bene a parte il rossore al viso per via del pianto, Regina al contrario sembra un po' malconcia. Prendo il cellulare dalla tasca dei miei pantaloni e chiamo l'ambulanza.
- Va tutto bene Emma... io sto bene, lei come sta?
- Stanno bene... le bambine stanno bene, grazie a te.  Fammi vedere il braccio! - dico notando la maglia inesistente in alcuni punti
- Sto bene davvero, non pensare a me! Pensa a loro. - dice indicando le bambine.
- Ti sei ustionata altrochè! 
- Non ha importanza, basta che lori stiano bene!
- Non potevi usare la magia?
- Non sappiamo ancora a cosa sia dovuta l’esplosione... e se con la magia avrei fatto di peggio?
- Hai rischiato di morire te ne rendi conto????????? - dico ormai piangendo data tutta la tensione.
- Sta arrivando l'ambulanza! - ci avvisa uno dei pompieri iniziando a prendere Leila e successivamente Chloè. Una volta sistemate le bambine al suo interno, adagiarono Regina su una barella e le trasportarono in ospedale. 
Quando arrivai li trovai già mia madre, mio padre, Henry e Killian ad aspettarmi. Fu in quell'esatto momento che crollai iniziando a piangere disperata. Se non fosse stato per il pompiere che spiegò a grandi linee le condizioni delle ragazze alla mia famiglia, moltro probabilmente data la mia reazione li avrei fatti morire di infarto temendo il peggio. Killian mi fece alzare per poi portarmi su una panchina. Non disse nulla e mi tenne stretta a se fin quando non mi sentì un po' più rilassata.
- Ti senti un po' meglio? - mi chiede. Annuisco - Andrà tutto bene, staranno tutte e tre bene.
- Non dovevo andare a lavoro! Se fossi rimasta a casa...
- Magari sarebbe successo il peggio. Avevamo in programma di andare da Granny comunque... 
- Lo so ma... Non spettava a Regina il compito di salvarle...
- Non ci pensare ok? Non è stata colpa tua. Regina sta bene.
- Ha... ha salvao la vita a Chloè! Le sarò riconoscente a vita!
- Hai visto che potevi fidarti? - mi sorride e poi mi abbraccia ancora più forte con l'intento di farmi calmare ancora un po.
- Sono preoccupata per lei. Non sembrava stare bene quando l'ho vista.
- Se la caverà! La conosci... è un osso duro.
Venieamo interrotti dal Dottor Whale che uscenso dal pronto soccorso ci viene incontro: 
- Allora? - chiedo terrorizzata. Anche se le ho viste poco prima non posso far a meno di preoccuparmi
- Poteva finire in tragedia... siete stati fortunati.
 - Come stanno?
- Allora... Leila sta benissimo, l'hanno allontanata subito quindi non ha subito nessun tipo di danno.  Potete riportarla a casa anche adesso. La più piccolina invece vorrei tenerla monitorata per una settimanella. Sembrerebbe star bene ma ha comunque respirato tutto quel fumo... voglio escludere qualsiasi cosa prima di dimetterla visto la sua tenera età.
- O Dio! - mi porto le mani alla bocca terrorizzata
- È solo routine Emma! Davvero... non c'è da preoccuparsi.
- Regina?
- Regina ha un po' di ustioni qua e là. Non sono gravi ma vanno comunque medicate. Terremo anche lei qui!
annuisco - Possiamo vederle?
- Certo. Vi portò prima dalle vostre bambine.
Seguiamo Whale e ci incamminiamo verso quei tetri corridoi entrando nel reparto di pediatria. 
- Mammina! - sento chiamarmi in lontananza.
- Leila amore di mamma! - cerco di non farle capire che ho pianto fino ad ora.
- Guarda! Mi hanno dato un lecca lecca perché mi sono fatta visitare senza piangere!
- Ma sei stata bravissima allora!
- Chloè invece ha pianto tanto! - mi dice indicando la sorellina che era in un lettino per neonati - Dott whale? Posso avere anche il suo lecca lecca visto che lei ha pianto?
- Guarda sono in quel cestino, prendi tutte quelle che vuoi!
- Evviva!!!!!
- Non esagerare signorina che dopo non ceni!
- Va bene mamma.
- Senti whale posso rimanere con la piccola in questi giorni o il regolamento non lo permette? - chiedo.
- Puoi restare. Un genitore può restare tranquillamente in caso di minori.
- Preferisci andare con Leila così riposi un po'? Magari torni per allattarla - mi chiede Killian
- No, non riuscirei a riposare e metterei in agitazione anche a lei! Vai te con Leila, Io resto qui!
- Sei sicura?
- Sicurissima vai.
***
Sono passati un paio di giorni da quella tragedia e in tutto questo  periodo non ho fatto altro che dividermi tra Chloè e Regina. Non potendo uscire dal suo reparto Regina mi ha chiesto in continuazione di Chloè, voleva vederla, ma visto che anche per la piccolina era vietato l'accesso ad altri reparti la cosa per quei giorni fu impossibile. Solo grazie all'aiuto di Whale il  terzo giorno riuscii a scavalcare il protocollo. 
- È permesso?!?!! -Chiese mio padre accompagnato da tutta la famiglia 
- Ragazzi ciaoooo, entrate!
- Zia ziaaaaaaaa!!!!
 - Amore piccolo ciao!  vedo che ci siete tutti... Beh... quasi tutti. - dice non vedendo me ma sopratutto Chloè
-Rettifica mia cara! - le dico facendo prima capolino dalla porta e poi facendo il mio ingresso con la piccolina - Siamo proprio tutti oggi.
- Ma...  come hai fatto a farla uscire? - mi chiede con le lacrime agli occhi.
- A questa signorina è stato concesso un permesso speciale di un' ora. Moriva dalla voglia di vedere la sua zietta preferita. -  dico avvicinandogliela per fargliela vedere.
- Posso tenerla?
- Certo... ma solo se non ti fa ancora male il braccio. Whale ha detto di limitare gli sforzi.
- Sto bene davvero! Dalla a me! - la prende -  Piccolina ciaooooo! - la osserva dormire commossa per poi tornare a guardarmi -  Come sta?  Cosa dicono i dottori?
- Beh... diciamo che è entrata nel Guinness world record per la prima sigaretta firmata in giovane età! -  rido -  A parte questo è il ritratto della salute. La monitoreranno ancora per qualche giorno ma sta bene.
- Sono sollevata!
- È tutto merito tuo... grazie! Se non fosse stato per te... - i miei occhi iniziano ad inumidirsi pensando a cosa sarebbe potuto succedere.
- Ho solo fatto quello che andava fatto.
- Non tutti lo avrebbero fatto però. - Chloè richiama l'attenzione di tutti noi facendo dei versetti. 
- Ma buongiorno! - le dice Regina sorridendo - Emma,Tieniti prendila... credo stia cercando la sua mamma.
- Mmh io penso invece che stia cercando di comunicare.
- È troppo piccola Emma!
- Mi dispiace contraddirti ma ho ragione io. 
- Ah si? - mi guarda e ride
- Si e credo anche di aver capito anche che cosa sta cercando di dire. -  lanciando uno sguardo complice a Killian che ricambia con un sorriso. Prendo la bambina in braccio e L'avvicino al mio orecchio -Come dici amore di mamma? 
- Swan sembri scema...
- Cito sue testuali parole - indico la piccolina -  Zia regina...- faccio una pausa - Vuoi essere la mia madrina?
La vedo sbarrare gli occhi incredula - Emma... stai ... stai scherzando?
- No, assolutamente. 
- Io... io non so cosa dire... non doveva essere...
- Chi? Granny? Ma neanche per sogno. So che è stato un incidente , so che la paura ha preso il sopravvento su tutto ma non è stata capace di prendersi cura di lei. Tu si Regina, tu le hai salvato la vita.
- Ne abbiamo parlato molto  in questi giorni - Continua Killian - E siamo giunti a questa conclusione. Per noi nessuno può farlo meglio di te.
- Sono... sono lusingata davvero!
- E' un si questo? - dico sorridendo
- Certo, certo che sì! - prende nuovamente  Chloè tra le braccia e poi sussurrando le dice - Certo che sì amore, sarò ben lieta di essere la tua madrina!

 
Note dell'autore:
Buon domenica ragazzi. Oggi ho avuto un po' di tempo libero così ho pensato bene di scrivere questa piccola storiella. E' nata così su due piedi quindi non so come sia venuta e se sia di vostro gradimento. Spero di si. Buona lettura, buon inizio settimana a tutti e alla prissima. 
P.s Ho voluto pubblicarla oggi stesso quindi ammetto di non averla ricontrollata. Scusatemi per tutti gli errori che troverete.

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Capitolo 4
*** Prime parole ***


POV KILLIAN

Guarda te se non dovevo farmi incastrare al porto anche questa volta. Questa mattina ero di pattuglia con David, visto che Emma ancora non è rientrata dalla maternità, quando uno dei miei marinai mi ha chiamato per un grave problema al porto. Ho lasciato David alla stazione e mi sono reatco nel luogo stabilito dove i miei uomini erano in panico per un problema secondo loro irrisolvibile ma che in realtà era un gioco da ragazzi. Ho sistemato il tutto in un paio d'ore e ora che ho finito credo proprio che prenderò le mie cose e tornerò alla stazione. Da quando Emma ha partorito il lavoro in ufficio si è triplicato e David da solo non riesce a sopperire a tutto, ha bisogno di una mano. Sto per avviarmi quando spugna, il mio uomo più fidato, mi chiama:
- Capitano, ho bisogno di parlarle!
- Vado di fretta Spugna, non è che potremmo rimandare a domani?
- La prego è imporante... farò in un attimo - gli faccio cenno di continuare. - Ecco vede... in realtà non ha nulla a che vedere con il lavoro... - noto che è imbarazzato -  In pratica ho trovato una compagna!
- Spugna congratulazioni! Sono davvero felice per te. - gli dico sincero
- È da un po’ che ci frequentiamo ormai ed è arrivato il momento di presentarla alla mia famiglia. Come ben sa capitano per me la mia famiglia siete voi e il resto dell’equipaggio, quindi ho pensato, se le fa piacere, di invitarla questa sera alla locanda in modo da presentarvela.
Vorrei davvero dirgli di sì, so di essere un riferimento importante per lui ma poi penso al luogo che ha scelto per l'occasione: la locanda. Non entro lì dentro da quando ho conosciuto Emma, a lei non piace... lo considera un luogo di perversione dove uomini infedeli trovano divertimento con donne poco raccomandabili. Non ha mai visto di buon occhio il fatto che io frequentassi quel posto e me lo ha fatto capire in tutte le maniere. Non mi ha mai obbligato a non andarci sia chiaro, ho sempre evitato io per non farla preoccupare e per non dargli dispiaceri inutili. Non mi manca di certo passare le serate li... da quando sto con lei non ne sento proprio la necessità. Per me quindi non sarebbe un problema passare una serata li con il mio equipaggio ma se penso a lei e alla sua reazione nel sapere una cosa del genere... mmmh meglio non pensarci... al solo pensiero rabbrividisco. Non voglio farla arrabbiare, non se lo merita ma è quello che succederebbe se accettassi l’invito di spugna.
- Spugna ecco... sono davvero onorato di questo invito ma non penso di poter essere dei vostri questa sera!
- La prego capitano! Senza di lei non avrebbe alcun senso festeggiare. Può portare anche sua moglie se desidera. - si certo come no... Emma alla locanda, mi viede da ridere solo a pensarci. E'  entrata li solamente una sola volta quando eravamo nella foresta incantata e a giudicare dai suoi commenti su quell’esperienza non credo che ci tornerà mai più.
- Non credo Emma possa venire, con le bambine sarebbe complicato.
- Non mi dica di no la prego!
Mmh... Come faccio a dire di no a colui che si è sempre dimostrato al mio fianco nonostante tutti gli errori commessi? - E va bene Spugna. Ci vediamo questa sera! - Dico d'istinto. Ecco! sono ufficialmente nei guai.

POV EMMA

E' una mattinata tranquilla questa, Killian è a lavoro con mio padre, Leila è di sopra che gioca, Chloè fa il suo solito riposino e io posso in tutta tranquillità sistemare la casa. Da sceriffo di Storybrooke a casalinga, chi lo avrebbe mai detto? Eppure eccomi qui a riordinare la cucina dopo aver in grandi line preparato il pranzo per oggi.
- Mamma mamma! - mi sento chiamare. Mi volto e vedo Leila entrare in cucina con un gran sorriso. - Posso andare a giocare con Gideon oggi pomeriggio?
- Hai già messo in ordine la tua cameretta? 
Ci pensa un po su... - Un po'! - dice 
- Leila -  la rimprovero -  Cosa ti ho detto? Quando si finisce di giocare le cose vanno rimesse in ordine. 
- Lo farò dopo mamma!
- No no no signorina! Se vuoi andare a giocare con Gideon questo pomeriggio devi andare a sistemare la tua camera adesso altrimenti niente.
- Uffa però! - si lamenta
- Dai amore, fai la brava! 
- Va bene mamma, vado!
- Brava la mia bambina! - la vedo salire di sopra non proprio entusiasta. Forse sarò un po severa ma sono dell'idea che se non impara a quest'età non imprerà più. Immersa nei miei pensieri non mi accorgo che Killian è appena rincasato. 
- Amore ciao! - mi sento dire
- Killian!!! - lo bacio - Non che non sia contenta di vederti ma come mai sei già a casa? 
- Che ti devo dire... mi sei mancata parecchio tesoro! - mi stringe a se per poi iniziare una serie di baci sul collo. mmm... qualcosa non torna lo sento.
- Wow siano di complimenti vedo! Sputa il rospo: che ti serve? Tu e mio padre non avrete mica combinato qualche macello alla stazione vero? - chiedo titubante.
- Certo che no, ma per chi ci hai presi! Non è successo nulla, non può essermi semplicemente mancata la mia bella mogliettina?
- Lo so che ti manco quando sei a lavoro, me lo dimostri tutti i giorni ma non me lo dici mai. Oggi si invece quindi ti serve qualcosa.
- In teoria c'è una cosa che dovrei dirti ma non centra nulla con il fatto che mi sei mancata.
- Lo sapevo... - rido - Dimmi tutto!
- Spugna ha trovato una fidanzata e ha deciso di presentarla a me e alla ciurma. 
-  Wow è meraviglioso!
- Si... ma c'è dell'altro! - lo vedo incupirsi - Vuole portarci alla locanda. 
- Aspetta aspetta... la locanda! Quella locanda? La famosa locanda della foresta incantata ricostruita qui a Storybrooke? 
- Lo sai come sono i ragazzi della ciurma, vogliono divertirsi.
- Tu non hai bisogno di divertirti!
- Lo so ma vado solo per dar manforte a spugna. Ci tiene davvero che io sia presente. Ha invitato anche te ma so già come la pensi su quel posto.
- Appunto... non porterò di certo le nostre figlie in quel luogo di perversione. E ad essere onesti gradirei non andassi neanche tu.
- Sei per caso gelosa amore? - mi dice conun sorrisetto odioso
- No! - rispondo acidamente
- A me sembrerebbe il contrario!  - contina a dirmi con quella faccia da schiaffi. 
- Mi fa schifo quel posto ok? E gradirei che mio marito ne stesse alla larga tutto qua.
- Ho occhi solo per te, lo sai bene. Sarà solo per questa sera. Se poi non ti fidi del mio comportamento puoi sempre venire con me! Lasciamo le bimbe a tua madre o a Regina cosi potrai controllarmi.
- Stasera? Spugna ti ha invitato per questa sera?
- Si.
- E tu gli hai detto di si! 
- Che avrei dovuto fare dirgli di no nonostante io sappia quanto ci tiene a me?
- Tralasciando il fatto della locanda, avresti comunque potuto dirgli che oggi eri impegnato con la tua famiglia. Stasera c'è la cena dai miei! 
-E' stasera la cena? Me ne ero completamente dimenticato! David non mi ha detto nulla...
- Vedo con gioia che ti interessa molto della tua famiglia. - gli lancio una frecciatina
- E dai non fare di tutta l'erba un fascio. Mi è passato di mente può succedere.  Chiamerò Spugna e gli dirò che non se ne fa nulla ok.
- No no!  Gli ha detto di sì prima, giusto? - annuisce -  Perfetto, andrai con lui e i tuoi inseparabili amici stasera. Per quanto riguarda la cena con i miei tranquillo, troverò una scusa per giustificare la tua assenza. 
- Mah...
- Non voglio assolutamente  passare davanti al tuo equipaggio come la moglie rompi scatole che vieta al marito di fare le cose che vuole.
- Cose che vuole? Ora non esagerare. Mi ha solo invitato un amico. Il posto non fa differenza.
- Ok va bene! Finiamola qui per favore.
- No che non va bene se devi arrabbiarti.
- Non sono arrabbiata, sono tranquillissima.
- Non si direbbe!
- Senti Killian non mi va di discu... - Non termino la frase perché dal baby monitor sento Chloè fare dei versetti - Si è svegliata. Vado da lei! 
Faccio per uscire dalla cucina ma Killian mi trattiene: - Aspetta... ascolta meglio!
Dal monitor oltre ai versetti della mia bambina si sentirono dei piccoli passi e poi una vocina che conosco molto bene.
- Ciao sorellina! Ti sei svegliata, era ora! Non fai altro che dormire. Mi spieghi una cosa perché non parli? Sei difettosa per caso? Lo sai dire Leila? È facile! Le i la... andiamo prova!!!!! le - i -la!
- Gagagagaggagaga!
- Lascia stare ho capito! Vado a giocare con il mio amico Gideon che mi fa divertire più di te! e no! Può essere solo amico mio.
- Ha detto che sua sorella è difettosa? -  chiedo sorridendo a mio marito tralasciando la discussione avuta poco prima.
- Ha detto che va da Gideon? - mi risponde lui con una faccia che immortalerei all'istante. E' geloso della sua bambina, bene! Ora almeno potrà capire tante cose.
- Si... è un suo amico! 
- Non mi piace la cosa, lei rimane a casa.
- Ma piantala! 
- No no no a casa del coccodrillo non ci andrà! 
- Andranno al parco e tranquillo... ci sarà belle con loro.
- Non mi interessa, non voglio che facciano amicizia quei due. 
- Se fai così adesso quando avrà quattordici anni che farai? -chiedo divertita
- A quattordici anni stara a casa con papà!
- Certo certo, come no! Basta crederci.
- Non sfottermi. Comunque davvero: voglio stia lontana da quella famiglia.
- È solo un bambino killian!
- È pur sempre figlio del signore oscuro... non voglio che vada!
- Purtroppo te ne dovrai fare una ragione come me ne farò una io per questa sera.
- Ancora con questa storia?
-  Così magari capisci cosa sto provando! Leila amoreeee?!?!?! Sei pronta?
- Si mamma! - mi risponde mentre scende le scale -  Ho riordinato tutta la stanza e ho anche controllato chloe. è sveglia!
- A si? - le dico facendo finta di non aver ascoltato la loro piccola conversazione. 
- Si ma perché mi avete fatto una sorellina difettosa?
- Difettosa? - chiedo trattenendo a stento una risata
- Non parla!
- Amore mio, ha cinque mesi è normale che non sappia ancora parlare.
- Neanche io parlavo?
- No, neanche tu! Tu mi hai fatto sudare sette camice solo per dire mamma!
- Davvero? - chiede curiosa
- Certo che sì! Sei sempre stata testarda amore. Dai andiamo o faremo tardi.
- Ei ei ei signorina! Dove vai? Non dici niente al papà?
- Vado da Gideon a giocare!
- Ah si? E se papà non volesse?
- Tranquillo papà non essere geloso. È solo un mio amico. - risponde sicura di se
- Queste cose le sente da te! -  ironizza anche se infastidito il mio maritino. 
-  ciao ciao papy! - dopo averglielo fatto salutare prendo la mia borsa e mano nella mano con mia figlia esco salutandolo in maniera alquanto fredda.

POV KILLIAN 

Ormai sono già due ore buone che Emma è uscita e ancora non è rincasata. Da quanto ne sappia avrebbe dovuto solamente  lasciare la bambina da Belle e tornare a casa. Non è da lei sparire così,  sopratutto con Chloè a casa.  Mi sto cominciando a preoccupare. Prendo il mio cellurare o "parlofono" come lo chiamo io e provo a chiamarla. Non mi risponde. Grandioso  no? Affatto! Le mando un sms sperando che almento a questo risponda.

"Ho provato a chiamarti. E' tutto ok? Non farmi preoccupare."

la sua risposta mi arriva immediatamente cosa che mi fa intuire che non ha risposto volontariamente alla chiamata precedente.

"Si, tutto ok. Ascolta, è un problema per te tenere Chloè ancora per un po'? Altrimenti torno a casa e la porto con me"

" Ci penso io a Chloè non preoccuparti. Mi dici che stai combinando? Non dovevi tornare subito?"

" voglio stare un po' per conto mio. Non credo sia un reato"

"Ah... è per prima vero? Sei ancora arrabbiata?"

"Non mi va di parlarne!"

"E dai Emma!"

"NOO. Chiamami solo se riguarda Chloè. Ciao!" 


Ok direi che è davvero arrabbiata! Molto molto bene. Vado di sopra prendo in braccio la mia piccolina che sta facendo una lotta con il lenzuolino pur di liberarsi dalla sua presa e la porto al piano di sotto. Mi siedo sul divano e la guardo sorridermi 
- E va bene principessa! siamo solo noi in casa,  che vogliamo fare?  
- Gagagaga! - mi risponde con dei versetti che mi fanno sorridere. Mi da l'impressione che voglia comunicare. 
- Di un po': lo sai dire papà?
- Gagagagagagagagag! - e subito dopo ride
- Dai contentrati, di papá!
- Ga gagaga ga gaga gaaggaaaaaaaaaa! 
- Come non detto. Proviamo con mamma?!?! Magari le facciamo passare l'arrabiatura? Mam- ma! Mam-ma! Prova un po?
Ennesimo tentativo fallito - E va bene principessa del mio cuore, limitiamoci a farci le coccole ok? - Passiamo parte del pomeriggio abbracciati l'un l'altra dopodichè vedendo l'orario la faccio mangiare e la preparo per la serata con i nonni. 
- Sono tornata! - mi dice Emma un'oretta dopo
- Hai schiarito le idee? - provo a dirle gentilmente ma lei continua ad essere fredda.
- Avevo le idee chiare già da prima! La bimba?
- È di sopra, ha già mangiato, è lavata, vestita e sta dormendo.
- Grazie! Puoi anche andare allora, ci sono io adesso.
- Dai Emma! Non puoi avercela così perchè ti ho detto di Spugna! - questa situazione va risolta e subito. 
- Non mi interessa nulla di spugna ok? Mi da fastidio sapere dove andrai e chi ti si siederà vicino cercando di conquistarti.
- Non mi interessano le altre quante volte devo dirtelo?
- Me ne frego killian. E poi avevi già preso un impegno con me! Con la tua famiglia. Moglie e figlie comprese. 
- Allora c'è l'hai con me per questo!
- No. Ma comunque influisce su tutta la situazione. 
- Ti ho già detto che se è un problema non vado. Davvero... non ci metto nulla a chiamarlo e disdire. 
- Ti ho detto che devi andare ma attento a te... se mi vengono a riferire qualcosa....
- Sai una cosa? Ci rinuncio a parlare con te quando ti metti una cosa in testa. Sei di marmo! 
- Ecco bravo rinunciaci! - E la vedo, nera come non mai, sparire al piano di sopra.

POV EMMA

Amore siete arrivati finalmente! - dice mia madre non appena mi vede arrivare con la piccola Chloè
- Si scusa se abbiamo fatto tardi ma è stato un trauma metterla in macchina.
- Tranquilla!  Entrate avanti. Ho preparato l'ex culla di Neal per far stare più comoda questa stellina. Vero amore di nonna? - la prende e la sistema in quella culla piena di ricordi. 
- Grazie mamma...
- E di cosa? - Vede che mi sono chiusa la porta alle spalle e come immagino già mi chiede -Mah... Leila?
- È con Belle, sta giocando con Gideon. La porterà qui dopo cena.  Da quel che ho potuto capire vogliono cenare da Granny come i "ragazzi grandi". - cito le parole di mia figlia. - Vede Henry e vuole copiarlo. 
- Con Gideon? - interviene mio padre
- Non ti ci mettere anche tu! - alzo gli occhi al cielo. E' così impossibile da capire che Gideon non è più una minaccia? 
- E killian? Come mai non è qui?
- Ha da fare! - dico scocciata
- Aiaaaaaa! sento odore di crisi famigliare! - sento dire dalle scale. 
- Regina! Come mai in anticipo?
- Sono perfettamente in orario cara, sei te che sei arrivata in ritardo. Comunque non cambiare argomento. Avete litigato? 
- Che altro avrà fatto questa volta quel lurido pirata? - sento mio padre dire a mia madre. 
- Basta per favore. Abbiamo discusso perchè aveva un impegno.
- Mmmmmh sarà ma c'è dell'altro amica mia!
- Tu manderesti mai Robin in un locale pieno di ragazze facili senza la tua supervisione?
- La locanda!  - esclamò
- Ecco!  Non voglio parlarne comunque.
- Emmy! Quello stupido di tuo marito ti ha fatto arrabbiare? - mi chiede mio fratello che fino a quel momento era impegnato a guardare icartoni animati.
- Un po' amore! -  rispospondo
- Appena lo vedo lo picchio. Nessuno tratta male mia sorella! -  Ho un amore di fratello. Un piccolo Charming in miniatura. 
Proprio in quell'istante qualcuno bussò alla porta, mia madre andò ad aprire. 
- Killian! - esclamò non appena lo vide.  
- Sono ancora in tempo per la serata?
- Certo che sì, vieni entra. Dobbiamo ancora metterci a tavola.  
La reazione di mio fratello fu memorabile. Appena lo vede varcare la soglia gli corre incontro e inizia a dargli numerosi pugni sulle gambe. La scena è troppo comica.  - Tu, brutto cattivo, non trattare mai più male mia sorella ci siamo capiti? 
- Veramente è lei che mi ha trattato male.  - replica. 
- Neal vai a sederti a tavola. - gli dice mamma e lui dopo un'ultima occhiataccia a mio marito obbedisce.  Vedo Killian avvicinarsi a me. 
- Ciao tesoro! - mi dice
- Già qua sei? Che succede, nessuna buona donna ha suscitato il tuo interesse?
- Ignorerò questa battuta. Non sono andato! Ho passeggiato sul molo e ho pensato a questa giornata. È stupido litigare tra noi e non ne vale la pena. È vero, spugna è mio amico e ci sarà rimasto male, ma tu vieni prima di tutto. Se questa situazione ti fa star male è compito mio terminarla. Scusami, dovevo pensarci prima che poteva infastidirti. - non rispondo - Scusami anche se ho dimenticato la cena con i tuoi. 
- Spugna mi prenderà per una stronza adesso. Povero il mio capitano, costretto alle stupide regole di una moglie ropiscatole. - lo imito
- Non è così. L'ho chiamato e  gli ho detto la verità ovvero che avevo preso già un impegno con la mia famiglia. - instintivamente un piccolo sorriso sfuggì alle mie labbra. 
- È un sorriso quello che vedo? - mi bacia una guancia
- No, sono ancora arrabbiata con te. -  rispondo cercando di non ridere. Chloe si mette a piangere interrompendo la nostra comica riappacificazione. Mi alzo per andare da lei, la faccio mangiare dopodichè a turno ognuno dei presenti cercò di farla parlare. Stava diventando una vera e propria gara su quale nome tra mamma e papà riuscisse a dire per primo. 
- Leila è ancora fuori? - mi chiese Killian guardando l'orario
- Si
- Non ti sembra eccessivo?
- Ora finalmente mi capisci pirata! - lo prende in giro mio padre -  Ti ricordi come ridevi per le mie reazioni quando venivi a prendere Emma? Ti sta bene! E pensa che ha solo 4 anni.... come ti vedo male!
- Io non riderei più di tanto: tua nipote è con il figlio del signore oscuro ,quello che voleva uccidere sua madre.
- Tale madre tale figlia! - esordì Regina - Emma con il primo figlio di Gold, Leila con il secondo figlio di Gold. Che fantasia gente!
- Smettetela!  è un bambino e un suo compagno di giochi. Lasciatela respirare povera figlia mia. - mi metto in mezzo ma sembrano ignorarmi. Evidentemente la situazione è troppo comica per non approfittarne.
- Chloe amore di zia, diglielo un po' a papà che tu farai più stragi di cuore di tua sorella?
- Regina....
- Che c'è papà - risponde come se fosse una bambina parlare - Leila sbaglierà numerose volte nella sua vita e si farà sempre sgamare io imparerò dai suoi errori e non mi scoprirete mai!
- Questo è tutto da vedere! - risponde lui per poi prenderla in braccio.
Qualcuno bussa alla porta. questa volta  è mio padre ad aprire
- Leila amore sei arrivata!
- ciao nonno! -  lo saluta per poi entrare e raggiungerci. E' euforica, deve essersi divertita motlo. Sta per salutarci ma prima che riesca a dire qualsiasi cosa una vocina a noi ancora sconosciuta si fece sentire:
- eia!
- Senza neanche voltarmi nella direzione da cui proveniva quel dolce suono sapevo già di chi si trattasse: Chloè. Mia figlia aveva appena detto la sua prima parola.
- Amore di mamma che hai detto? - la guardo sorridere tra le braccia di un Killian commosso. 
- eia eiaaaaaaa! - disse allungando le manine verso sua sorella.
- Mamma mi sta chiamando?
- Si! - dico con e lacrime che iniziano a rigarmi il viso. - La sua prima parola tesoro.
- E ha chiamato proprio me? -  Mi chiede tutta orgogliosa. 
- Eia eiaaaaaa! 
- Ti voglio bene Chloe! - le da un bacino -  Mamma posso farla addormentare io?
-  certo che sì tesoro! -  Prendo Chloè dalle braccia di killian e insieme a Leila ci rechiamo in quella che una volta era la mia camera da letto. Preparo un piccolo giaciglio con tutti cuscini dove mettere Chloè senza il richio che possa cadere e poi posiziono Leila dall'altra parte.    - Raccontale una storia noi siamo in cucina ok?
- Possiamo stare da sole? - chiede euforica
-  Sta venendo Henry a controllare una cosa al pc ma è come se non ci fosse. Per qualsiasi cosa chiedi a lui.  - Naturalmente è una scusa quella di Henry che deve controllare il pc,  in reatà ho incaricato Mio figlio di controllarle senza farsene accorgere, voglio che Leila si senta importante e partecipe nella vita di sua sorella. 
- Wowwww! Sono grande! Hai sentito Chloè? Siamo solo io e te sei contenta? 
- EIAAAAAAA!
- Mamma ti aspetta killian di la! -  disse Henry entrando
- Corro! mi raccomando...
- Tranquilla mamma! Ci penso io. 
Torno di là dal resto della mia famiglia e mi siedo sul divano dove poco dopo Killian mi raggiunge. 
- Allora... la sua prima parola! - dice prendendomi una mano.
- È già...
- E non è stata ne mamma ne papà!
- Infatti.... - sorrido ancora emozionata.  
- Vale ancora la pena essere arrabbiata con me? - mi chiede con quello sguardo a cui è difficile resistere. Lo bacio incurante dei presenti in sala.  Non riesco ad essere arrabiata con lui, lo amo troppo e poi Chloe mi a messo un'allegria addosso non indifferente.  - Allora? sei ancora furiosa o no? Sai... con questo bacio sono un po conf... - non lo lascio continuare e riprendo possesso delle sue labbra per un altro lungo bacio. 
- Ti amo razza di idiota! 

 
Note dell'autore:
Killian killian killian... ma che mi combini è? Te la cerchi proprio certe volte. E tu Emma? Il vostro è vero amore per quale motivo ti alteri così se tanto hai l'assoluta certezza che lui ha occhi solo per te? Che famiglia complicata. Leila e Gideon? Teneri amici di giochi ma chissà cosa succederà da adolescenti... vi immaginate la reazione di Killian ad una possibile cotta di sua figlia per il figlio di Gold? ehehehehe  rido al solo pensarci. E chloè? Cosa dire di questa piccolina? E' un vero amore ma credo che in un futuro darà parecchi problemi ai nostri cari Emma e Killian. In bocca al lupo ragazzi!

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Capitolo 5
*** Principesse e pirati. ***


POV KILLIAN

Una nuova giornata sta per iniziare. Mi sono svegliato presto questa mattina, sono solamente le sette e in casa c’è un silenzio e una tranquillità surreale. Hanry è da Regina mentre le bambine e la mia dolce metà stanno ancora dormendo beate. Senza fare il ben che minimo rumore esco dal letto e mi recò in cucina a preparare la colazione alle mie donne. Apparecchio la tavola per Leila dopodiché prendo parte della colazione destinata a Emma e con un grande vassoio la porto in camera nostra. Poggio il tutto sul comodino dopodiché quatto quatto mi avvicino a lei e iniziò ad accarezzarle il viso e a darle teneri baci, prima sulle guance, poi pian piano scendo lungo il suo collo. La sento gemere e mi accorgo che a poco a poco si sta svegliando.
- Ma buongiorno amore mio! - le dico incontrando i suoi smeraldi verdi
- Wow! Che bel buongiorno! - risponde per poi abbracciarmi e farmi cadere su di lei! - Come mai così coccoloso questa mattina?
- Nessun motivo in particolare, mi andava di farlo!
- Lo sai che ti amo vero? - mi bacia
- Lo spero! Anche perché altrimenti avrei preparato tutto questo ben di Dio per nulla! - Le indico il vassoio sul comodino che ancora non ha notato.
- O mio Dio killian!ma...
- E' per te!
- Sono senza parole amore grazieee! - mi bacia
- Ho preparato anche la colazione alle bimbe, è di sotto ed è solamente da scaldare
- Ma che bravo papà che abbiamo qui! 
- Modestamente! Avanti, che stai aspettando, mangia!
- Mmmm.... veramente io in questo momento non avrei proprio.... fame! - mi provoca. conosco bene quell' espressione, so già dove vuole andare a parare.
- A no? Chiedo stando al suo gioco
- Mmm no no! Avrei voglia di altro - dice per poi avvicinarsi ancora e iniziare a baciarmi con più passione. Ricambio immediatamente e nel giro di poco ci ritrovammo entrambi sotto le coperte a coccolarci. Stiamo per intraprendere lo step successivo  quando una signorina di nostra conoscenza irrompe nella nostra stanza iniziando a saltellare sul nostro letto!
- Buongiornoooo!!!! -  dice allegramente per poi, con un salto,  mettersi tra di noi! - Perché siete ancora a letto? Io voglio uscire!
- Non c'è che dire, ha preso da tua madre! - dico ad Emma in un orecchio per non farmi sentire da mia figlia -E'  bravissima ad interromperci.
- Ma stai zitto! - Mi risponde lei dandomi un pizzico da sotto le coperte - Amore di mamma e dove che vorresti andare?
- Non lo so ma è una be­lla giornata, c’è il sole, voglio giocare fuori!
- Fammi pensare: Vogliamo andare al parco? - le propone ma proprio in quel momento mi viene un lampo di genio. 
- Che ne pensate di una bella gita sulla Jolly Rogers? E' una bella giornata, il mare sarà sicuramente calmo e Chloè non c'è ancora mai stata, potrebbe essere un’occasione no? Che dite?
- Si sì siiiiiiii!!!!  Papy sei un genioooooooooooo! - Nel sentire quella vocetta così felice per quella mia proposta mi si riempe il cuore di gioia. Ormai è passato molto tempo dal suo rapimento e finalmente tutte le sue paure sono state sparite, anche  quella della nave!
- Tu che ne pensi amore? - dico rivolto ad Emma
- Perché no! Speriamo solo che a  tua figlia piaccia la barca e non soffra il mal di mare!
- C’è solo un modo per scoprirlo! Vado a svegliarla. Leila vieni a papà, andiamo a fare colazione ok?
- Si!  Mamma preparati così usciamo subito!
Il tempo di prepararci e di prendere qualcosa per il pranzo ed eccoci  già in macchina in direzione del porto.
- Mamma ecco la nave!  La vedo la vedo! E' LIIIIIIIII!!!!! - Disse tutto ad un tratto la mia piccola - Hai visto chloè? Oggi ti portiamo sulla nave di papà sei contenta?
- Eia! - esclamò quella birbantella prendo  i capelli di sua sorella e tirandoglieli
- MAMMAAAAAAAA!!!!! Chloè mi tira i capelli! Falla smettereeeeee! - era troppo strano che ancora non fosse successo nulla.
- Non iniziate! -  risponde Emma allungando il braccio verso la manina di Chloè per liberare Leila da quella salda presa!
- Non vi bastavo io? Dovevano prenderla per forza questa qui?!?! 
 ritiro tutto ciò che ho detto poco fa sulla tranquillità.  - Leila non essere cattiva! Le dico  - Chloè ti vuole bene!
- Ma mi ha fatto male! - si imbroncia 
- È piccola, non voleva fartene, voleva solo giocare. Ok?
La sento sbuffare - Ok... sei perdonata, ma impara a parlare che io non ti capisco.
- Mie belle ragazzuole - dico cambiando argomento - eccoci giunti a destinazione. -  parcheggiamo, prendiamo le borse con il necessario per la giornata, le bambine e ci imbarchiamo sulla mia adorata nave. Fa strano pensare che questa sia stata la mia casa, il mio amore, il mio tutto per centinaia di anni. Guardò la mi mia vita adesso è mi chiedo come ho fatto ad essere felice prima? Non lo ero questo è certo ma non mi capacito come io sia riuscito a vivere senza loro, la mia vera famiglia,l La cosa migliore che io abbia mai fatto. Le grida felici di Leila mi fanno destare dai miei pensieri, non ha fatto neanche in tempo a salire a bordo che già si è seduta sul ponte e ha tirato fuori dal suo zaino tutte le sue tazzine e pentoline di plastica.
- Mamma vieni a giocare con me? Sto preparando il THE.... - le dice tutta euforica. Vedo Emma, con in braccio la piccola Chloè sorriderle
- con molto piacere amore! È invitata anche tua sorella?
- Si! Basta non mi rompe nulla! - non è più gelosa come un tempo ma devo ammettere che un po' di rivalità nei confronti della sua sorellina è rimasta. Speriamo che con il tempo svanisca del tutto e imparino a contare l'una sull'altra. 
- Tranquilla, si comporterà come una vera principessa vero Chloè? 
- Gagagagag.... EIAAAAA!!!! 
Mi siedo su uno dei miei vecchi bauli e comodamene mi metto ad ammirarle. Che cosa dire... non posso di chiedere di meglio dalla vita. Emma è una persona fantastica e una mamma con la M maiuscola. Ricordo ancora tutte le preoccupazioni quando abbiamo saputo dell’arrivo di Leila. Aveva paura di non essere all’altezza ma si sbagliava, ci sa fare davvero con loro e sono sicura che se in passato avesse deciso di tenere Henry con se sarebbe stata eccezionale anche con lui. Sono talmente immerso nei miei pensieri che non mi rendo conto che Emma mi si è avvicinata!
- Sei tra noi tesoro? - Mi chiede sorridendo 
- Emm si scusa ero soprapensiero. Mi hai forse detto qualcosa?
- Guarda li.-  Mi dice indicandomi un punto alle mie spalle. Segui con lo sguardo la sua mano e i miei occhi si imbattono in Chloè che gattona tutta curiosa per la nave. 
- Ormai va da sola! - dico ridendo mentre la osservo ispezionare ogni minimo particolare della Jolly.
- E' si! Sta crescendo anche lei!
- Che c’è amore! Sei già malinconica? - le domano in base al tono di voce poco prima utilizzato
- Ma no figurati, anzi... - ride - Più cresce e più potrò dormire la notte! Non ricordavo mica fosse così faticoso fare le ore piccole. Non vedo l'ora di poter dormire otto ore di fila.
- Sicura di riuscire a dormire otto ore una volta che sarà cresciuta? No perché più cresce e più il suo caro papà potrà riprendersi ciò che gli spetta di diritto, ovvero sua mamma! - la provoco
- Sempre e solo a quello pensi! - Mi risponde dandomi una spinta
- Sono pur sempre un uomo tesoro e tu sei pur sempre mia moglie... mi manchi! - le accarezzo una guancia per poi posarle un tenero bacio
- Parli come se fossi un uomo in astinenza! - esclama melodrammatica
- Ma no... È che...
- È che prima avevamo casa libera ventiquattro ore su ventiquattro e ora non più!
- Dici che Non li prendono a quest’età all'asilo? -  dico scherzando stringendola ancora di più a me fino ad annullare ogni distanza
- Ma io dico, di tanti uomini che dovevano capitare sul mio cammino proprio un pirata doveva cap....
- Emma! - La interrompo bruscamente posando il mio sguardo in una direzione differente dalla sua
- No caro mio!  Oggi la ramanzina te la becchi tutta hai capito?  mi dice ridendo convinta che voglio solamente interromperla per gioco. Non capisce che in realtà sono serio
- EMMA! - dico questa volta guardandola negli occhi e poi voltandola nella direzione dove il mio sguardo si era soffermato un attimo prima.
- O mio Dio! - Riesce a dire portandosi una mano davanti alla bocca.
Mentre mamma e papà erano immersi nel loro flirtante battibecco, la piccola Chloè ha deciso, gattonando gattonando di saltare, non so come, due gradini della nave e ad avvicinarsi al timone. Una volta raggiunto come se non bastasse si è tenuta con le manine a quella grande struttura e si è tirata su in piedi da sola. Era la prima volta che si alzava in piedi e io e Emma siamo rimasti senza parole.
- Chloè amore! - La chiama Emma evidentemente emozionata. La bambina si gira nella sua direzione gridando  - MA... MY ! - Per il troppo entusiasmo perde l’equilibrio e cade di sedere a terra. Non si è fatta nulla, il pannolino ha attudito la caduta. Vedo Emma correrle in contro tutta euforica e prenderla in braccio - Amore mio ti sei alzata!!! Brava! - non credo che abbia capito quello che le sta dicendo sua madre, ma la parola brava l'ha capita eccome perché inizia a ridere e a battere le manine.
- Perché batti le mani se sei caduta? - Ed ecco che interviene lei, miss "Eleganza" , alias Leila. 
- Noto con piacere che somigli giorno dopo giorno a tua zia Regina tesoro. -  Le fa notare Emma
- Grazie mamma! -  sorride e continuava a giocare con le sue tazzine
- Non credo che mamma ti stesse facendo un complimento amore! - le dico io
- Perché no? Io sono una principessa e voglio diventare la regina di Storybrooke un giorno.  Zia Regina mi sta insegnando come fare.
- Posso immaginare... -  commento mentre mi avvicino ad Emma per prendere in braccio Chloè - Vai dalla principessa/Regina di Storybrooke,  a questa piccolina ci pensa il suo papà, vero tesorooo? - non appena Emma si libera dalla presa di Chloè viene trascinata da Leila a giocare in cabina alle principesse.
- Amore di papà siamo rimasti solo noi! Che vogliamo fare è? - la vedo allungare le manine verso il timore così la sistemo meglio sul fianco e inizio a muoverlo facendomi aiutare da lei. Nel vedere quella grande ruota girare il suo sorriso si illumina più di quanto già non fosse e dalla sua bocca ora escono moltissimi versetti di gioia. E' lo spettacolo più bello del mondo vederla così felice. Rimaniamo lì a giocare per un po’ dopodichè, vedendo l’orario, decido di portarla sotto coperta  in modo che Emma potesse darle da mangiare. Abbiamo iniziato a svezzarla e da quel giorno l’ora del pranzo è diventato un trauma per tutt noi. Solitamente, se il pasto è di suo gradimento  la ritroviamo sporca fino a sopra i capell,i se inviene non le piace apriti cielo... ci ritroviamo tutta la pappa sparsa per la cucina contornata da pianti disumani.  Speriamo solo che oggi sia tutto di suo gradimento. Consapevole già della risposta, mi avvio quatto quatto insieme a questa birbantella verso la piccola cucina. Non siamo ancora entrati che eccola che inizia a piangere.  la porto ugualmente dentro e trovo Emma già intenta a prepararle il pranzo mentre Leila continua a giocare, questa volta con i vestiti da principessa che le ha regalato sua zia. Quella donna deve smettere di viziare così mia figlia.
- Che c'è? Ha già sentito la puzza? - Mi chiede Emma riferendosi a Chloè
- Credo proprio di sì!
- Le cose sono due: o cucino malissimo, ma non mi sembra che voi due vi siate mai lamentati, oppure è strana lei!
- Vedrai che si abituerà! - la rassicuro mentre sistemo quel piccolo antifurto urlante di mia figlia nel suo seggiolone. Non so cosa le sia preso oggi ma  è inconsolabile. Neanche mettendomi a giocare con lei le cose vanno meglio. Strano, non ha mai fatto così. Emma si siede davanti a lei e inizia la sfida. Prova numerose volte a farle assaggiare la nuova pappa ma niente, è tutto inutile. La bambina continua a piangere allontanando con le manine il cucchiaio da lei.
- Almeno assaggiala no? - Prova a dirle dolcemente Emma accarezzandole il viso e asciugandole contemporaneamente qualche lacrima, ma non c’è verso, anzi... il pianto si fa più insistente e lamentoso. - Possibile che faccia così solo per il pranzo? - mi chiede.
- Pensi che si sia stranita? 
- Non lo so killian ma non credo che in queste condizioni ci sia verso di convincerla. - ritenta un'ultima volta ma niente. - Facciamo così, aspettiamo un po. Prova a distrarla nel mentre io preparo qualcosa anche per voi due -  indica Leila e me. Prendo Chloè dal suo seggiolone e provo a consolarla camminando avanti e indietro per la nave, non sembra voler smettere, è rossa in viso per lo sforzo di piangere. Mi si sta spezzando il cuore nel vederla così. Salgo sul ponte per farle prendere un po’ d’aria ed ecco che improvvisamente si calma.
- Era ora signorina! - le dico baciandole la bionda testolina ma lei inizia a scalciare con le gambe in modo da farsi mettere a terra. Assecondo la sua volontà e la metto giù convinto che magari facendola svagare un po’ non farà altre storie per mangiare. Gattona tutta felice avanti e indietro,senza sosta, per la nave, mi viene da ridere perchè lei non è solita scatenarsi così.  L’area del mare evidentemente la agita. Tutto il contrario di sua sorella. Leila per i primi due anni della sua vita non ha fatto altro che dormire non appena saliti a bordo. Incredibile come siano diverse.
- Ei ei ei! Dove credi di andare signorina è? - le dico vedendola direzionarti nuovamente verso i due gradini di questa mattina. - Se cadi chi la vuole sentire la mamma! - le faccio cambiare direzione di marcia.
- Perché devi sempre dipingermi come quella cattiva? - Protesta mia moglie raggiungendoci
- Beh da quel piattino e da quel cucchiaio che hai in mano non sono di certo io il cattivo della situazione. -  la prendo in giro
- È ora che inizi anche tu! la scusa della mano sola non regge più! Dai papy datti da fare, Vero chlo.... CHLOE'E'E'E'! - esclama Emma. Mentre io e lei stavamo scherzando la bimba gran furbetta qual'è ha ripreso la scalata verso quei due gradini.
- Piccola amante del pericolo vieni da mamma avanti! - le dice ma la bambina inizia a strillare non appena messa tra le braccia. - Ma... è oraaa?? - mi guarda confusa per quello strano comportamento. Osservo meglio mia figlia e noto che allunga le manine verso una parte precisa della nave. 
- Credo le piacciano le scale! - dico con convinzione - Credo che sia ora di mettere un bel cancelletto davanti le scale di casa, vorrei evitare spiacvoli situazioni. - annuisce esasperata
- Sediamoci sui gradini e vediamo se mangia dai. - Ci sediamo e sistemiamo la piccola tra di noi ma la vedo che continua a scalciare con le sue gambine.
- Ho capito, ho capito! Vai, fammi vedere dove vuoi andare! - Le dice Emma lasciandola gattonare beata. Ora sono più tranquillo,  ci siamo noi sui gradini,  possiamo recuperarla evitando che si faccia male in qualsiasi momento. Mentre gattona mi accorgo che forse non sono tanto i gradini ad attirare la sua attenzione quanto qualcos'altro. Quatta quatta la vediamo arrivare al timone e cerca di rimettersi in piedi. Non appena ci riesce inizia a chiacchierare tutta felice, in una lingua incomprensibile,  rivolta verso noi.
- Non ci credo.... non ci posso credere! - Sorrido come un imbecille. Ha fatto tutta questa tragedia per mettersi al timone? Ha dell'incredibile...
- Ecco svelato il mistero! -  dice Emma ridendo e dandomi una pacca sulla spalla. - Tale padre tale figlia direi.
Ha ragione! Mi alzo di scatto per andare dalla mia piccola piratessa e riempirla di baci ma appena mi avvicino a lei inizia a strillare convinta che voglio allontanarla da lì. Non sa ancora reggersi in piedi da sola senza appigli così riesco a prenderla con facilità prima che si faccia male cercando di scappare. La riempio di baci nonostante cerchi in tutti i modi di liberarsi dalla mia presa dopodichè le prendo le manine e con il mio aiuto l'aiuto a tenere il timone. le urla e i pianti svaniscono immediatamente lasciando spazio solo a gridolini di gioia. Vedo Emma avvicinarsi a noi
- Proviamo? - Mi dice mostrandomi la pappa di Chloe. Prende il cucchiaio e lo avvicina alla bocca della bambina. Senza nessun lamento inizia a mangiare! Non un cucchiaio, non due ma ben tutto il pasto. Un vero record. - Credo proprio che pranzeremo e ceneremo tutti i giorni sulla Jolly amore! Questa piccolina ci sta facendo capire la sua vera natura. Tutta il papà!! - Non posso non darle ragione, sono troppo felice.
- Mammina mamminaaaaa ti piace? - Ecco Leila che esce da sottocoperta con un vestito da principessa e il viso completamente disegnato.
- Ma... Che hai fatto al viso? 
- Ho usato i tuoi trucchi per farmi bella! - sorride con il rossetto tutto sbavato
Emma e io cerchiamo di trattenere una risata ma ci riusciamo a malapena - Sei... sei meravigliosa Amore. - le dice
- Speriamo che anche il mio principe dica la stessa cosa!
- Come come come? Quale principe? Perché un principe? - no no no non ci siamo questo gioco non mi piace più. 
- Sono una principessa papà! Sto aspettando il mio principe, il mio vero amore.
- Io sono il tuo vero amore!
- No tu sei il vero amore della mamma, io ne voglio uno solo mio!
- Io non sono dacc....
-  Vado a farmi bella per luiii! - senza neanche sentire la mia risposta la vedo correre di sotto ridendo.
- Oi tesoroooo, ti sei incantatato? - mi chiede Emma sapendo già il mitovivo della mia reazione
- Tu lo sai che questa cosa non mi piace vero?
- E' una bambina Killian lasciala divertire.
- Se inizia adesso per gioco quando sarà grande che farà? - le chiedo agitato e geloso marcio. - Lei è mia! Solo mia. 
- Che ti devo dire caro.... sai già che non sarà così, rassegnati.  Accontentati di Chloe e concentra i tuoi insegnamenti di vita navale su di lei  perché l’altra non ha proprio il tuo spirito piratesco.
- Leila è come te. Ha ragione a dire che è una principessa. 
- Io non sono una principessa.
- Di natura lo sei eccome!  Principessa o no lei è comunque come te! Mi farà passare i guai come tu li hai fatti passare a David già lo so.
- Non ci pensare ora, ne abbiamo di strada da fare.
- Pa...po! - esclama la mia piccola cucciola facendomi tornare il sorriso.
- Bella la piratessa di papà! - le do un sonoro bacio sulla guancia facendola ridere. - Visto che a quanto pare ti piace tanto, da oggi inizia il tuo addesstramento da pirata. Ti insegnerò a navigare e a respingere ogni tipo di avance che qualche bell'imbusto ti farà. Dopo aver imparato tutto questo  Il tuo compito sarà quello di impedire a tutti questi bell'imbusti di avvicinarsi sia a te che a tua sorella. Tutto chiaro?
- Gagagaga eheheheheeh!
- Mi scusi signor capitano, non è mia intenzione interromperla ma ho bisogno del suo primo ufficiale per una missione urgente. Missione nanna!
- Lo vedo che ti stai trattenendo dal ridere ma non temere tesoro vincerò io! - ridiamo insieme.
 Provo a passarle Chloè ma non c'è verso di farla staccare dal timone. E' un peccato farla piangere di nuovo. Di comune accordo con mia moglie decidiamo di aspettare che Chloè dia dei segni di cedimento, che non tardano ad arricare, con l'aiuto delle onde del mare. Una volta addormentata Emma la prende per poi sistemarla sottocoperta.
- Ben fatto capitano! Ottimo lavoro - mi dice una volta risalita sul ponte. Inizialmente non riesco a capire a cosa si stia riferendo ma poi continua... -  Abbiamo pareggiato. 1 a 1.  Una principessa e una piratessa!
Ma come le vengono in mente queste battute? Ridendo mi avvicino a lei 
- Leila?
- Si è addormentata anche lei.
- Quindi siamo soli... - dico malizioso - Mi piacerebbe riprendere l'attività che abbiamo dovuto interrompere questa mattina. - la bacio.
- Qui! Ora! Sul ponte? E se la piccola guastafeste si sveglia di nuovo?
- Possiamo andare in cabina e chiudere la porta a chiave! Se si sveglia ci verrà a bussare. - Non attendo la sua risposta, la prendo in braccio e la porto nella nostra cabina. Mi assicuro che le piccole stiano dormendo beate dopodichè dopo aver chiuso la porta mi dedico esclusivamente a mia moglie. Iniziamo a coccolarci e baciarci con trasporto quando improvvisamente mi stacco volontariamente dalle sue labbra per guardarla negli occhi.
- Che c'è? - mi chiede confusa per quell'interruzione
- Pensavo! Una principessa e un pirata... Il terzo che cosa sarà?
- Non sarà caro il mio bel capitano! Mettiti l'anima in pace, il pareggio è un ottimo risultato. Accontentati. - rimaniamo una decina di secondi in silenzio a fissarci dritti negli occhi dopodiche scoppiamo a ridere come dei matti. 
- Ti amo! - questa è l'ultima cosa che riesco a dirle prima di essere finalmente avvolti nel vortice della passione. 

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Capitolo 6
*** Una serata tutta per noi ***


POV EMMA

Ed eccomi di nuovo qui... dopo una lunga pausa di sei mesi sono nuovamente seduta dietro questa scrivania. Ne è passato di tempo dall'ultima volta che sono stata qui. Sette mesi per la precisione. Cosa è cambiato? Niente di particolarmente rilevante se non un'enorme pila di scartoffie situate su questa scrivania. Noto con molto piacere che mio padre e Killian si sono dedicati molto al lavoro d'ufficio... ehhh menomale che sono tornata guarda
- Emma tesoro è ora di pranzo, vieni con me da Granny?
- No papà ti ringrazio.  Devo ancora finire di sistemare questi! - indico la grande pila alla mia sinistra -  E se voglio tornare a casa per un orario decente dovrò  rimboccarmi le maniche e mettermi seriamene a lavorare.
- Dovrai pur mangiare qualcosa però. Dai, vieni con me! Quelle scartoffie non scapperanno; sono li da mesi ormai.
- Appunto! - dico con fare ovvio - Se solo qualcuno avesse fatto il proprio lavoro! Comunque davvero... preferisco rimanere qui. 
- Ti porto qualcosa allora, ok?
- Va bene grazie ma tranquillo... non muoio di fame. - rido. Ma quanto è premuroso mio padre?
- Meglio non rischiare! Torno subito.  
Lo vedo uscire dalla porta dell'uffico per recarsi da Granny... - Ohhh! finalmente un po' di pace! - Mi armo di santa pazzienza e inizio a passare sul pc tutti i documenti riportati in questo primo fascicolo. Oltre a quello che ho in mano, ce ne sono come minimo altri venti... non finirò neanche tra un mese. Sono nel bel mezzo del mio lavoro quando il rumore di una porta che si chiude attira la mia attenzione. Che mio padre sia già tornato?
- Mamma mammaaaaaaaa! - No, non è di certo mio padre. Che ci fa quella piccola nanetta di mia figlia qui?
- Leila amore, come mai da queste parti? - le chiedo mentre lei corre nella mia direzione per abbracciarmi. 
- È permesso? - mi giro verso quest'altra voce e vedo Regina entrare nel mio ufficio con a seguito mia madre e un passeggino.  
- Wow! Ora siamo proprio tutti. Come mai da queste parti?
- Siamo passate per un salutino. E' vietato?
- Certo che no! Solo che non me lo aspettavo.
Vedo Regina guardarsi attorno - Giornata tranquilla oggi? - mi chiede non vedendo nessun'altro a parte noi.
- Non esattamente! Ho tutti questi fascicoli da trascrivere al pc. Mi ci vorrà come minimo tutto il pomeriggio. - Sbuffo al solo pensiero.
- Dai dai, non lamentarti. Ti riposerai una volta tornata a casa sceriffo!
- Riposare?!?! A casa? Con queste due? - dico ironica indicando le mie due pesti
- Ti fanno diventare matta è? Posso capire... Neal mi distrugge - dice mia madre
- Ed è uno, pensa con due!
- Ho avuto un piccolo assaggio poco fa -la vedo ridere - Non ti invidio mia cara.
- Mamma mamma, posso rimanere qui con te? Ti do una mano  a lavorare. Sono bravissima!
- Amore non è un gioco questo! Mamma sta lavorando. -  provo a spiegarle
- E daiiii mamminaaaaa!
- Leila per favore... se ci mettiamo a perdere tempo, neanche per l'ora di cena tornerò a casa. 
La vedo incupirsi. - Uffyyyyy!!!! - esclama  incrociando le braccia al petto.
- La prossima volta mi aiuterai ok? - Sero con queste parole di farle tornare il sorriso ma non è così anzi... si limita ad alzare le spalle cosa che fa quando vuole far vedere che è arrabiata ma in realtà è dispiaciuta. Mi intenerisco ogni volta e come al solito finisco per cedere.
- Ho capito, facciamo così!  Vieni con me - Le porgo la mano che lei afferra immediatamente e la porto nella scrivania difronte alla mia. Tieni - le porgo un foglio - Ricopia tutte queste belle paroline sul computer e attenta a non sbagliare. 
- Davvero posso mamma? - le si illuminano ancora di più i suoi occhioni azzurri.
- Certo! In fin dei conti un piccolo aiutante fa sempre comodo! - le do un sonoro bacio sulla guancia dopodichè torno da Regina, mamma e Chloè. 
- Non si imbrogliano i bambini Swan, te lo ha mai detto nessuno? - mi dice Regina scherando 
Sto per rispondere a quella sua ironica battuta ma vengo interrotta da Chloè che non sentendosi presa in considerazione inzia a piangere. Non c'è che dire, è proprio come suo padre, vuole essere sempre al centro dell'attenzione. Mi avvicino al passeggino e la prendo in  braccio.
-  No amore di mamma non fare così!  Come potrebbe  mai mamma dimenticarsi di te? - la bacio. Smette immediatamente di piangere e con un sorriso mezzo sdentato inizia a chiamarmi:
- Ma ma! Ma ma! - ride e porta le sue manine sul mio viso
- Ha detto mamma! - esclama mia madre emozionata.
- E' GIà! Anche se a modo suo ormai dice mamma, papà e Leila... anzi... Eia!
- Facciamo progressi vedo! E brava l'amore di nonna.
- Mi ha detto Killian che le piace la barca!  E io che speravo in un'altra mini me. - sento dire con ironia Regina
- No grazie! Basta Leila come tuo simile - rispondo alzando gli occhi per aria. - Comunque si, adora la Jolly Roger e il mare. 
- Mi meraviglio che non canti ancora gli stornelli pirateschi!
- Abbiamo tempo per quello - rido al solo pensiero. 
- Emmmmm.... mamma! - aia aia aia! La vocina con cui mi sta chiamando Leila non promette nulla di buono. 
- Amore?!?!  Hai già finito il lavoro che ti ho dato? - le dico per poi notare dove si trova - Come mai sei al mio Pc?
- Mammina lo sai che ti voglio bene vero? - piccola ruffiana!
- Che hai combinato? - dico sperando in nulla di irreparabile
- Io niente lo giuro! E' il pc che ha fatto la magia! Tutto quello che era scritto qui è sparito!
- Stai scherzando amore?!?!
- No mamma guarda! - mi dice girando il monitor 
- LEILAAAA... Ma perchè non mi dai retta. Ho impiegato sei ore a trascrivere quello che è in teoria il lavoro di una settimana e ora grazie a te devo riniziare da capo! - la rimprovero
- Io... io... io non volevoooooooooooooooooo! - inizia a piangere e  corre da sua nonna per chiedere conforto. Naturalmente non tarda ad arivare.
- Dai tesoro non fare così - le dice - Non è successo niente!
- Si invece! La mamma... la... la mamma è... - sta singhiozzando piccolo amore mio - E' ARRABBIATA CON ME! - riesce a dire tutto d'un fiato per poi riprendere a piangere.
- Non dire così, non è vero! Ho ragione Emma? - mi chiede mia madre lanciandomi un'occhiata minacciosa. E' proprio vero, quando si tratta dei nipoti i nonni impazziscono. Per quanto mi dispiaccia e mi faccia tenerezza vederla piangere ha pur sempre sbagliato ed è giusto che si prenda un riprovero. Ma mia madre naturalmente non la pensa allo stesso modo. - Allora? - mi continua a domandare impaziente 
- Sono arrabbiata perché non mi hai ascoltato ma non è vero che non ti voglio più bene. - Rispondo parlando direttamente alla mia bambina. Naturalmente mia madre non approva la mia risposta e con le sue occhiatacce me lo fa capire. Non le do importanza, fa così solo perchè ci è andata di mezzo Leila. Se lo avesse fatto Neal lei avrebbe fatto di peggio. 
- Mi... mi... mi dispiace tanto... - contina a dirmi mia figlia. 
- Lo so! - non posso cedere così facilmente. 
- Sei... sei ancora arrabbiata con me?
- Un pochino!
- LO SAPEVOOOOOOOOO!!!!! -  Inizia a piangere talmente forte da svegliare anche Chloè che poco prima si era appisolata. Come se non bastasse iniza a piangere anche lei. Grandioso no?
- Ora capite perché sono esaurita?
- Lo hai voluto te tesoro!
- Mamma non iniziare! E' mia figlia e so io come educarla! Se per ogni cavolata che fa non la rimprovero da grande capirà che può mettermi i piedi in testa come e quando vuole. Ha fatto uno sbaglio è giusto che venga sgridata.
 - Ma è dispiaciuta!
- Sono daccordo con Emma! E in fondo lo sei anche tu. A Neal non l'avresti di certo fatta passare liscia. - sta per replicare ma poi non lo fa, evidentemente a capito che quel rimprovero non è stato poi così sbagliato. Smettiamo di discutere tra di noi e impieghiamo tutte le nestre forze per far calmare entrambe le bambine. Riusciamo nel nostro intento venti minuti dopo: Chloè finalmente si è riaddormentata mentre Leila , anche se ancora molto triste, ora è seduta dietro la scrivania di suo nonno a fargli un disegno. 
- Non deve essere facile gestirle - dice con fare ovvio Regina dopo aver assistito con mano alla scena - Da quando non hai un po' di tempo per te?
- Da troppo! - Sospiro -  Forse da prima che nascesse Chloè. Gestire un marito e tre figli non è facile. Henry anche se grande mi da comunque dei grandi grattacapi
- Immagino, li da anche a me se può consolarti. - fa una piccola pausa ma poi ricomincia - Con killian invece? Come va?
- Bene! Lui è un amore, cerca in tutti i modi di rendersi utile pur di alleggerirmi i compiti.
- Intendevo dire in un altro.... campo!
- REGINA!!! - esclamo non aspettandomi una domanda silime.
- Che c'è? Non ho detto nulla di male,  siamo tra donne! Avanti non fare la pudica... - mi sta letteralmente istigando
- Che devo dirti...È una barzelletta continua!  La notte non facciamo altro che alzarci per Chloè, il giorno Leila è sveglia e comunque entrambi lavoriamo. Il tutto si riduce a delle piccole occasioni molte volte anche interrotte. - la vedo trattenere una risata - Non ridere, è frustrante la cosa. Mi manca il mio Hook!
Questa volta non riesce a trattenersi e inizia a ridere - Hai ripreso a chiamarlo Hook adesso?
- Lasciamo stare dai, non è ne il luogo ne il momento per parlarne - indico le bambine
- Non mettere scuse inutili, le bambine non ci stanno ascoltando. - non mi vede convinta - E daiiiii siamo curiose! 
- E va bene! - è inutile provare  a dissuaderla, la conosco fin troppo bene. Pur di sapere di cosa sto parlando sarebbe disposta a darmi il tormento giorno e notte. Meglio assecondarla... che poi alla fine non devo dire nulla di così scandaloso. -  Beh... nel campo in cui stiamo parlando, c'è differenza sostanziale tra killian e Hook! Diciamo che al momento disponibile c'è solo killian. Non che mi dispiaccia, non fraintendetemi, ma comunque vuoi o non vuoi mi manca anche l'altra sua parte. Quella più... piratesca diciamo!
- EMMAAAAAA!!!! -
- Che vuoi? Sei te che hai insistito per sapere.
- Ma cosa? Io non vi seguo mica. - vedo mia madre perplessa e non posso fare a meno di ridere. 
- Niente mamma lascia stare.... 
- Snow cosa c'è da capire? - ecco ti pare che non deve metterci il carico? - E' semplice. La nostra piccola principessa qui è stufa di accontentarsi di qualche mezz'ora d'amore silenzioso e dolce.... ha bisogno di qualcosa di più... alla Hook! Come spiegarti... più... più violento ecco! - voglio sprofondare... c'era bisogno di essere così espliciti?
- Regina non dire scemenze.. Emma non farebbe mai.... - ed ecco mia mamma che mi vede ancora per una piccola e dolce ragazza ingenua. Mi viede da ridere solo a vederla così scioccata dalle parole di Regina. - EMMAAAAAAAAAAA! - Esclama con gli occhi fuori dalle orbite
- Mamma Che c'è!  Sei una santa per caso? Hai due figli, pensavo che certe cose le sapessi.
- Si ma... io non pensavo che ... tu..... 
- Ti stai incartando da sola! - è troppo divertente vederla così impacciata
- Tuo padre è un principe ecco! Sa come comportarsi con le donne!
- E mio marito è un pirata! E fidati... sa molto bene anche lui come comportarsi! - dico con forze troppa malizia.
- Ok ok ok... finiamola qui! Per oggi ho saputo anche abbastanza.  Leila amore, andiamo? Nonna ti compra un gelato!
- Evvivaaaa! - è bastata la parola gelato per farle tornare la parola e il sorriso. Incredibile! La vedo prendere il disegno per suo nonno e correre da mia madre. - Questo lo portiamo a casa così quando nonno torna glielo faccio vedere.
- Daccordo! Andiamo adesso, saluta la mamma. - si gira verso di me. Inizialmente sorride ma poi quello spelndido sorriso lascia spazio ad un visino più triste. cupo oserei dire. La vedo abbassare lo sguardo
- Ciao mamma e... scusa ancora per prima. Io non volevo. 
Mi sciolgo completamente - Oi amore guardami - le prendo il visino con entrambe le mani e la incito ad alzare lo sguardo - Va tutto bene, non è successo nulla. Lo so che non lo hai fatto di proposito. E' stato un'incidente. 
- Quindi non sei più arrabbiata?
- No non lo sono. Ti voglio bene piccola peste!
- Grazie mammina! Ti voglio bene anche iooooooooo! Tanto tanto. - mi abbraccia forte. 
- Ci vediamo questa sera! Fai la brava con nonna e zia ok?
- Va bene lo prometto! - mi da un bacino - Ciaoooooo! - la vedo stringere con una manina il passeggino di sua sorella e insieme a mia madre si diriggono verso l'uscita. Regina le suegue ma ben presto si ferma e si volta verso di me. 
- Ti lasciamo lavorare... "piratessa"!
- Non sfottermi! Passo a prendere le bambine per le 19.00
-  facciamo una cosa! Siccome devo uscire per quell'ora aspettami qui e te le porto io... sono di passaggio tanto.
- Sei sicura?
- Sicurissima.
- A dopo allora.

POV KILLIAN

Sono le 18 e 45 e sono già davanti la stazione, manca ancora un quarto d'ora alla fine del suo turno ma non vedo l'ora di vederla, mi è mancata molto oggi. E' stata a casa per ben sette mesi quindi non vederla per l'intera giornata mi ha fatto uno strano effetto. Ho una sorpresa per lei quindi spero che non sia tanto impegnata altrimenti conoscendola sarà in grado di mandare a monte tutto. Scendo dalla macchina e una volta entrato nella stazione mi reco nel suo ufficio. La porta e aperta e vedendo che sta sistemando le cose in borsa che ha finito il suo dovere. Busso per annunciare il mio inaspettato arrivo.
- E' permesso? - Le dico facendola voltare. Il suo sguardo si illumina
- Amore mio ciaoooo! Come mai da queste parti? Ti pensavo a casa.
- Sono venuto a prenderla principessa.
- Ho la macchina Killian, che c'è la vecchiaia comincia a darti alla testa? - mi sfotte
- Non farei tanto la spiritosa se fossi in te! So che hai la macchina qui ma non fa nulla... Prendi le tue cose e andiamo.
- Sto aspettando Regina a dire la verità - la vedo guardare l'orologio - Dovrebbe essere a momenti ormai, deve portarmi le bambine.
- Ho parlato già con Regina, le bambine rimarranno da lei stanotte.
- E perchè mai? - chiede scettica non aspettandosi questa cosa
- Perchè  pensa che abbiamo bisogno di una serata da soli! In effetti non ha tutti i torti. Non stiamo insieme da un po' non credi? - la vedo arrossire improvvisamente.
- Ti ha detto altro? - mi chiede ansiosa
- No,  Perchè, avrebbe dovuto?
- No, no.... figurati. - mmmhhhh piccola bugiarda. Se mi ha fatto questa domanda è evidente che hanno parlato anche perchè altrimenti Regina non avrebbe avuto motivo di dirmi di passare una serata spensierata con mia moglie. Mah... donne! Chi le capisce è bravo. 
- Sicuro che non sia un problema per Regina tenere le bimbe? 
- Si è offerta volontaria, stai tranquilla. Le ho detto di chiamarci in qualsiasi momento.
- Ok! 
- Pensavo di portarti a fare un giro in mare. -Per una volta che siamo senza bambini vorrei godere della tua presenza a pieno e senza ness'unaltro nel raggio di cinque km. Che ne dici? Cenetta romanti sul ponte della Jolly e per terminare la serata... 
- Incontro ravvicinato con il mio pirata preferito? - mi domanda maliziosa avvicinandosi
- Che c'è, killian Jones non va più bene? - la provoco.
- Il mio Killian è un'amore ma sarò sincera... Mi manca molto Capitan Hook! Non immagini neanche quanto.
- Ma senti senti che rivelazione.... Qualche anno fa non avresti mai ammesso una cosa del genere lo sai?!?!
- Non ho più segreti con te! 
- Lo so! - la bacio. Ho impiegato anni per abbattere i suoi muri, sono felice di esserci riuscito a pieno. - E insomma... ti manco!
- Alt... non mi manchi tu, mi manca il mio focoso Hook! - ribbadisce. Sto ricorrendo a tutte le mie forze per non saltarle addosso ora ma se contina a provocarmi così la cosa la vedo difficile trattenermi.
- Killian dovrebbe offendersi? - mi sforzo di non pensare ad altro
- No... killian lo vedo tutti i giorni e condivido con lui tutte le notti... lo amo e amo i suoi modi di fare ma è da quando sono rimasta incinta di Chloe che non vedo più il mio bel pirata!
- Non era il caso tu che dici? - rido alle facce che fa - Mi saprò far perdonare stasera ok?
- Non vedo l'ora!
- Andiamo dai!
Usciamo dalla stazione e in macchina ci diriggiamo verso il porto. Una volta arrivati saliamo a bordo e sorpresa delle sorprese troviamo una tavola apparecchiata per due, a lume di candela e con tanto di musica di sottofondo. Sulla tavola c'è un biglietto
" Per mamma e papà. Godetevi la serata che da domani torneremo a farvi impazzire. La cena è sotto coperta. Con amore... Henry, Leila e Chloè. PS. Non vogliamo altri fratellini o sorelline grazie (Sono Leila)"
La scrittura era indubbiamente quella di Regina ma leggere quei nomi su quel foglio mi ha in qualche modo emozionato. Emma mi toglie il foglio dalle mani:
- Vedi di far uscire Killian da questo corpo per almeno dodici ore mi sono spiegata? - mi dice posando le sue mani sulle mie spalle e facendole scendere sui miei pettorali. E' un attimo. La prendo per la vita e la spingo a sua insaputa con le spalle contro il timone della mia nave. La bacio avidamente e nel frattempo vago con le mani per tutto il suo corpo.
- Bentornato! - mi dice staccandosi leggermente da me - Mi sei man...
- Alt.  bambolina! Per quanto adori la tua voce sono pur sempre io il capitano di questa nave e non mi sembra di averti dato il permesso di parlare.
- Che c'è vuoi darmi ordini? - sta al gioco
- MMM... mi piacerebbe ma no! Non per ora almeno.
- E allora perchè non posso parlare?
- Perchè voglio baciarti! - torno ad impossessarmi famelico delle sue labbra e lei risponde e contracambia immediatamente. Con i bambini nei dintorni siamo sempre molto attenti in tutto, oggi invece non dobbiamo preoccuparci di nulla. Ci lasciamo trasportare dalla passione fino a quando il brontolio del suo stomaco ci riporta alla realtà!
- Non avevi fame di me una volta? - dico ridendo per poi ricevere un bel pugno sul braccio
- Stai zitto e riprendi da dove ti sei interrotto.
- Penso che sia il caso di cenare invece, abbiamo tutto il dopocena per riprendere il "discorso"
- Ma io...
- Ti voglio in forze dolcezza. Mi dovessi svenire a causa di un calo di zuccheri! - rido e ride anche lei
- Ti stai sopravvalutando lo sai si?
- Questo lo vedremo dopo! - la bacio - Mangiamo dai! - vado sotto coperta, prendo le pietanze che Regina ci ha preparato, le porto sul ponte e finalmente iniziamo a cenare.
- Dici sia il caso di chiamare per vedere se tutto è ok?
-  Bambolina se non vuoi che ti sequestri il cellulare ti conviene non usarlo. - rimango concentrato nella mia parte. Vuole Hook? Hook avrà. Certo una versione di lui dolce ma pur sempre Hook
- Killian... 
- Killian? chi è costui? 
ride - Lascia stare che è meglio! -
- Tranquilla bambolina, le pargole stanno bene, pensa a goderti questa serata. Da domani potrai continuare a fare la mamma. - Annuise prendendomi la mano e stringendomela. 
- Va bene capitano! - mi fa l'occhiolino
- Vedo che cominciamo a capire!
La cena proseguì in maniera del tutto tranquilla, una volta finito di mangiare però riecco che la passione si ipossessa nuovamente di noi. Non curanti del casino che c'è sul ponte la prendo in braccio e ci diriggiamo verso la cabina del capitano per dare il via alla nostra notte di fuoco. 

POV EMMA

E' stata una serata indimenticabile quella di ieri ed è un peccato che sia già finita. Starei qui, sdraiata su questo letto ad ammirarlo dormire per ore ma non è possibile, abbiamo una famiglia da cui tornare. Mentre sono immersa nei miei pensieri mi sento avvolgere in un abbraccio. 
- Già sveglia bambolina! Che c'è, non ti ho stancato abbastanza questa notte? - alza un sopraciglio come al suo solito per intensificare la frase.
- Mi piace guardarti dormire, tutto qua! - mi avvicino per dargli un bacino sul naso. Non si oppone ma appena sto per allontanarmi dal suo corpo ecco che mi stringe meglio a se e con un movimento agile si porta sopra di me e inizia a stuzzicarmi il collo.
- mmmh... Amore è tardi! Dobbiamo...
- Shhh... se tardiamo di qualche minuto non succederà nulla, Regina capirà e tu hai il giorno libero a lavoro - riprende la sua dolce tortura e mi lascio trasportare senza troppe proteste. Lo amo e rimarrei qui con lui per sempre. 
Come la notte appena trascorsa torniamo ad amarci ma questa volta con più dolcezza. Killian Jones è tornato. 
Sono le undici e mezza quando siamo finalmente pronti per uscire dalla cabina. Sistemiamo al volo il gran macello lasciato in giro la sera prima e ci diriggiamo a casa di Regina.
-  Ma guarda guarda chi si vede da queste parti! - dice la mia amica vedendomi. Killian è di sotto a sistemare il seggiolino per Chloè.  - Qualcuno ha fatto le ore piccole stanotte - indica le mie occhiaie -  e non per poppate e pannolini semprerebbe!!!
- Beh... era ora direi! - sorrido 
- Di cosa? -  si intromette Killian raggiungendoci 
- Niente amore lascia stare.
- Mammina!!!! - ed eccola la mia principessa che a piedi nudi e con ancora il suo pigiamino addosso si avvicina verso di noi. 
- Buongiorno cucciola! Come mai ancora in pigiama??!
- Ce la siamo presa comoda vero amore? - dice Regina - Questa mattina ci siamo svegliate tardi, ci siamo preparate un super colazione per poi portarla nel lettone di zia e mangiarla mentre guardavamo un bel cartone. 
- E poi ci siamo fatte tante coccole lo sai mamma? - continua la piccolina piu felice che mai
- Vedo con piacere che non ti siamo mancati per niente!
- Non è vero mamma! Mi siete mancati tanto tanto. Dove siete stati?
- Abbiamo lavorato tesoro!
- Tutta la notte?
- Direi proprio di si! - commentò regina guardandoci divertita alludendo al nostro "Lavoro" di ieri sera. - Perchè adesso non vai a vedere che sta combinando la tua sorellina? 
- Ok!
- A proposito! Come è andata con Chloè?
- Ha tentato tutta ieri di uscire dal box! - disse esasperata - Potevi dirmelo che aveva iniziato a mettersi su in piedi.
- È vero, è diventata una piccola scimmietta.
- La tua scimmietta mi ha fatto perdere dieci anni di vita!
- ehehehe esagerata! Si è svegliata molte volte stanotte?
- Tre volte in tutto e tutte e tre per mangiare.  no non gli siete  mancati.
- E te che eri preoccupata! - intervenne Killian
- Pirata, perchè non vai a vestire la tua prole? Io e tua moglie dobbiamo fare un discorsetto. - guarda Regina non capendo cosa volesse dire - Cose da donne!
- Ah! Messaggio ricevuto! - si volta verso di me. -Mi raccomando amore,  decanta pure tutte le mie doti senza problemi. - mi bacia e sparisce al piano di sopra.
- Allora???? - mi chiede Regina facendomi accomodare sul divano.
- Allora cosa? Lo sai...
- Si ma come è andata?
- A meraviglia! Non potevo chiedere di meglio. - non posso fare a meno di sorridere al ricordo della serata appena trascorsa.
- Ma sentilaaaaa! Swan non è da te esporti così!
- Beh è pur sempre mio marito e abbiamo due figlie insieme. Non crederai davvero alla storia della cicogna? - ridiamo insieme.
- Sono contenta di vederti così felice e solare.  Devo chiedere a "Hook" di venirti a trovare più spesso! -  mi fa l'occhiolino.
- Magari... credo proprio che ci tocchi aspettare che vadano entrambe al college.
- E per quale motivo? - chiese perplessa
- Non è carino lasciartele di tanto in tanto per i nostri comodi! 
- Tu sei tutta m...
- Alloraaaaa???? Sono stato bravo è? - si intromise Killian rivolto a Regina e facendoci sobbalzare entrambe
- Frena la tua autostima pirata, non credo tu sia stato così tanto eccezionale.
- La tua è tutta invidia tesoro. Vuoi mettere un pirata focoso come me con un ladruncolo qualunque? - si riferisce a robin
- Killian! - lo rimprovero giocosamente
- No no Emma tranquilla ci penso io... Dunque pirata dicevamo: se davvero sei stato così passionale questa notte come ti spieghi che la tua amata non voglia ripetere la vostra "magnifica serata"?
- OI OI OI!!!!! Regina, non mettermi parole in bocca che non ho detto! Poi gli vengono i complessi a questo capoccione.
- Come sarebbe a dire che non vuoi replicare bambolina? 
- Bambolina? - vedo regina ridere a crepapelle per quel nomignolo.
- Le ho semplicemente detto che non mi sembra carino lasciare le bambine con lei o con i miei per fare i nostri comodi! 
-  Ma una volta tanto si potrebbe fare non trovi? Le bimbe a quanto mi ha raccontato in stanza Leila sono state benissimo ieri
- Non lo metto in dubbio!
- E allora??? - dissero in coro Killian e Regina
- Mi fate quasi paura voi due. 
- Sei te che dici cose senza senso. Fino a due giorni fa eri stressata dal lavoro, dalle nottate insonni ecc ecc. guardati ora! Raggiante come non mai. Non per difenderlo ma ha svolto a pieno il suo lavoro poverino, perchè ora rimetterlo in panchina così?
- Non voglio metterlo in panchina! Ho solo detto che ci dovremmo limitare alle occasioni dove saremo liberi per cause naturali e non perchè le affidiamo a qualcuno.
- Mamma mamma ti piaccio? Me lo ha regalato zia! - Vedo Leila correre nel salotto e iniziare a piroettare con il suo nuovo vestitino.
- Ma è bellissimo amore! Hai ringraziato la zia?
- Si l'ho fatto, ora guarda li ora? - mi indica la stanzetta da dove ha fatto il suo ingresso. Inizialmente non vedo nulla ma poi gattonando gattonando ecco arrivare la mia piccola peste con il vestito uguale alla sua sorellona. - Ora siamo uguali mamma!!!!
- Lo vedo amore! Siete bellissime. 
- Allora signorine! - vedo Regina alzarsi per andare a prendere Chloe che sta tentando di arrampicarsi su un mobiletto. - Come siete state con la zia?
- BENEEEEEEE! - Risponde Leila euforica mentre Chloè batte le manine sorridente anche se non ha capito.
- Vi siete divertite?
- Tantissimo zia!!!!!! Quando possiamo tornare?
- Visto? -mi dice per poi tornare a parlare con le bambine - E se diventasse una nostra tradizione? Una volta al mese, se vorrete e se mamma e papà saranno d'accordo passerete la serata dagli zii. Che ne pensate?
- SI SI SI SIIIIIIIIIIIIIII!!! MAMMA, PAPA' POSSIAMOOOOOOO?
- Che ne dici Swan? Leila sembra tanto cotenta e Chloè... beh la vedi tu stessa. - mi indica la bambina che sta giocando divertita con il viso di sua zia - Che facciamo? Diamo il via alla tradizione? - mi da delle gomitate che hanno tutto un altro significato. Regina mi guarda maliziosa. Accidenti a loro, ma perchè mi devono sempre mettere in imbarazzo.
- E tradizione sia!
- EVVIVAAAAAAAAA!!!!!!!!! - dice Leila
- Vai a prendere le tue cose adesso però che dobbiamo tornare a casa.
- Va bene! - Non fa neanche intempo ad uscire dalla stanza che ecco Killian che inizia con le sue battutine.
- E insomma Swan! Sembra che la "Regina" abbia vinto! - mi provoca 
- mmm... ripensando alla notte precedente credo proprio che quella che abbia vinto sia io! - ridiamo tutti insieme - Grazie Regina - torno seria - sei un'amica.
- Non lo faccio per voi, lo faccio per me. Siete irrascibili quando andate in bianco. Scherzo... 
- Ricambieremo il favore con Ronald! - dico ma lei ride
- Tranquilla c'è little John per questo! 
- Cosa, cosa cosaaaaaa!!!!! Davvero?????? - chiedo ironicamente
- Non crederai che solo te hai bisogno di seratine particolari. - mi fa l'occhiolino
- Wow! Siamo tutti nella stessa barca vedo.
- Piano con le parole Swan! Ci sono barche e barche. Il nostro vascello è di gran lunga più bello, non generalizzare. - dice Killian riferendosi alla Jolly. Rido. E' proprio vero... un pirata resta sempre un pirata.
- Ti amo Killian 
- Ti amo bambolina - ci baciamo li, su quel fantastico divano, non curanti di Regina, la quale invece, da grande amica qual'è ci concede dell'altro tempo da soli, andando con Chloe nella stanzetta dove si trova Leila, prima di farci tornare alla nostra quotidianità!
 
Note dell'autore:
Salve raragazzi. Come concludere in bellezza una giornata di festa se non con un piccolo aggiornamento? Credo proprio che questi due abbiano bisogno di qualche serata in più tutta per loro non trovate? Fortunatamente c'è la loro amica che sembra disposta ad aiutarli. Buona lettura! Spero davvero sia di vostro gradimento. 

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Capitolo 7
*** Piccola birbante (parte 1) ***


Come ogni fine settimana che si rispetti  eccoci tutti qui riuniti all'ennesima cena di famiglia. Quella di questa sera però non è una cena qualunque... no, oggi è un giorno speciale, sopratutto per i miei genitori. È il loro anniversario di matrimonio e per questa occasione io, Killian, Regina e Robin abbiamo pensato di organizzare una cenetta a casa Jones per festeggiarli.  Mentre gli uomini di casa sono seduti in salotto a guardare la partita alla Tv, io, Regina e mia madre siamo in cucina a preparare la cena. Chiacchieriamo del più e del meno ognuna intenta a preparare qualche prelibatezza poi all'improvviso sento Regina ridere. Mi volto nella direzione in cui sta guardando e vedo mia figlia, la più piccola, tenersi in piedi aggrappata saldamente alla sedia  mentre poggia la testolina sul cuscino di quest’ultima.
- Penso proprio che qualcuno abbia sonno qui, non è vero amore? - le dice sua zia. Guardò l’orologio e mi rendo conto che è ancora presto per metterla al letto, sono solamente le sette e lei non dorme mai prima delle nove e mezza. Evidentemente non ha riposato bene questo pomeriggio. Il primo istinto sarebbe quello di prenderla e portarla nel suo lettino ma purtroppo deve ancora cenare. A malincuore dovrò tenerla sveglia.
- Patatina che stai facendo è?!?! - le dico dolcemente metre le mi fissa tenendo stretto nella sua bocca il suo ciuccio. Altro sintomo che ha sonno, non lo prende mai tranne quando dorme. - Lo sai che non possiamo fare le ninne ora vero? Devi mangiare prima. - le prendo le manine e un passetto dopo l'altro  l’aiuto ad arrivare fino al tappetino bimbi sistemato lì vicino in modo che possa giocare e distrarsi un po’. Sembra funzionare, prende uno dei suoi giocattoli e inizia a giocarci o meglio... a mangiucchiarlo. Torno ai fornelli e preparando contemporaneamente la cena per noi e quella per Chloe 
- Ma povera piccola... si è addormentata! Emma che dici se la porto di sopra? Il pavimento non credo sia così comodo. -  mi dice Regina una mezz'oretta dopo.
- Veramente dovrebbe mangiare.  Fai una cosa, gentilmente portala sul divanetto di la e controllala per cinque minuti. Ti vengo a dare il cambio appena finisco qui. La facciamo riposare una mezz'oretta  ma dopo sarò costretta a svegliarla.
- Non pensi che si stranisca?
- Ah quello è sicuto ma non posso fare altrimenti. Da quando abbiamo iniziato lo svezzamento abbiamo elimnato anche i pasti notturni. Se la lascio dormire si sveglierà di notte per mangiare e le scombussolerà tutti gli orari.
- Ho capito! La porto di la allora, tu fai con comodo... la controllo io.
Finisco di preparare la cena, apparecchio la tavola, prendo la pappa  di Chloè, la sistemo nel suo seggiolone dopodiché raggiungo Regina per sbegliare la piccola, mi piange il cuore ma non posso fare altrimenti. Le accarezzo la testolina
- Chloe amore,ci svegliamo? - sembra che non ne voglia sapere - Piccolina avanti!!! Dobbiamo mangiare.. daiii! - la vedo finalmente aprire gli occhietti. Si guarda attorno e neanche mezzo minuto dopo come da copione inizia a piangere stranita . Cerco di camparla un po’ e provo a metterla nel suo seggiolone. Niente da fare, non ne vuole proprio saperne e inizia a scalciare con le sue gambine per cercare di alzarsi. Provo io, Regina, mia madre e anche killian. E' innamorata del suo papà e con lui sta sempre buona... tranne oggi che a quanto pare è un diavoletto anche con lui.
- Niente da fare!- Esclama Killian all’ennesimo tentativo - Non c'è ragion che tenga! E' iniziato il suo ammutinamento.
- Almeno ci abbiamo provato. Portala di sopra ok?
- A digiuno?
- Vedo di prepararle un po’ di latte così magari mentre la faccio addormentare mangia qualcosina. - Purtroppo anche questo tentativo fallisce.  - Ma che hai stellina mia! - rassegnata la sistemo nel suo lettino e le rimbocco le coperte. Cinque minuti dopo eccola che già dorme.   
- Evidentemente era sfinita. - dico rivolta a Killian. Lo vedo avvicinarsi a lei per darle il bacio della buonanotte dopodichè insieme torniamo al piano di sotto e ci mettiamo finalmente a tavola. 
- Ha mangiato? - Mi chiede Regina
- Neanche ci ha provato! Adesso sta dormendo, vediamo che succede!
- Non preoccuparti sarà solo stanchezza.
- Hai ragione! Dai avanti cosa stiamo aspettando? Buon appetito.
***
- Un Brindisi ai nonni! - Esclama Henry nel bel mezzo della cena alzando il suo bicchiere
- Spero per te che quello che hai lì dentro non sia vino! - gli dico io con assenso da parte di Regina
- Mamma... mamme!!!!  Ho sedici anni ormai, non sono più un bambino.
Vorrei replicare da brava mamma iperprotettiva quale sono diventata ma vengo interrotta da un lamento che viene dal baby monitor - fate silenzio un secondino per favore. - chiedo agli altri e mi metto ad ascoltare attentamente.  Eh già... è Chloè che si sta lamentando. Mi diriggo immediatamente nella sua stanza e la trovo sveglia che si gira e rigira nel suo lettino mentre debolmente fa dei versetti. Vado a scostarle le coperte per prenderla in braccio ma sfiorandola mi accorgo che è molto calda. Caspita, ci mancava solo la febbre. Vado nel bagnetto accanto alla stanza, prendo il termometro e torno da lei per misurarle la temperatura. Risultato? 38 e 7.
- Piccolo amore di mamma! - le dico sistemandola meglio tra le mie braccia. Ha gli occhietti semiaperti  lucidi e arrossati, non riesco a vederla così... devo chiamare Whale e chiedergli un consiglio.  Escluse quelle dovute alle  reazioni dei vaccini, questa è la sua prima febbre e non so come comportarmi... Ho perso la mano con febbre e neonati.
- Tutto ok? -  mi dice killian accompagnato da Regina - Non ti abbiamo vista tornare così... 
- Ha la febbre!
- No... davvero? - si avvicina
- Tieni prendila, io vado a chiamare Whale. - lascio la piccolina a suo padre e mi affretto a comporre il numero del medico sperando risponda a quest'ora. 
- Pronto?
- Whale ciao... Emma
- Emma ciao... tutto ok?
- Non proprio, ho chloe con la febbre! Lo misurato la temperatura cinque minuti fa... 38 e 7. Che mi consigli?
- Mmh... ha presentato qualche sintomo in questi giorni? Stanchezza, tosse...
- Stanchezza solo questa sera ma per il resto niente. 
- Ok... Inizia con una tachipirina a dosaggio minimo e fammi sapere.
- Non ha mangiato nulla però... non credo che a stomaco vuoto vada bene.
- No infatti...
- Che si fa allora?
-  So che non è piacevole ma forzala a mangiare qualcosina e poi dagliela.  Dovrebbe bastare  ma se fra un'oretta la temperatura non è scesa richiamami ok?
- Ok... grazie!  - Riaggancio e torno di là dove si sono riuniti anche tutti gli altri.  Chloe è ancora stranita, non ha la forza di piangere ma si lamenta. Informo Killian e i presenti su cosa mi ha detto il medico dopodiché lasciandola per qualche altro minuto con loro vado di sotto a prendere almeno il suo biberon per farle mangiare qualcosa. Non mi fa per niente piacere forzarla a mangiare ma non vi è altra soluzione.  Riesco a farle prendere solamente mezzo biberon ma credo sia sufficiente... se continuo a forzarla rischio che si senta peggio. Mischio la tachipirina nell’acqua e la metto in un altro biberon.  Anche qesta è un’impresa ma dopo svariati tentativi riesco nel mio intento. Lascio gli altri andare di sotto mentre io mi dedico alla piccola. Mi siedo sulla sedia a dondolo che Regina ci ha gentilmente regalato e inizio a coccolarla mentre le racconto una favola per convogliarle in sonno. Appena si addormenta la sistemo nel suo lettino e dopo averla controllata un altro po decido di raggiungere gli atri. Non è carino lasciarli li da soli. Ci mettiamo a guardare un film e tra una pubblicità e l’altra salgo a controllare la mia cucciolina che nonostante la tachipirina sembra non migliorare. Richiamo Whale come da accordi e arriva immediatamente, la visita e le rimisura la temperatura notando che è scesa di pochissimo. Opta per farle un'ignezione e  Dio solo sa i pianti che ne sono susseguiti dopo.
- Dovrebbe andar meglio adesso. - Mi consola vedendomi preoccupata.
- E se le aumentasse ancora?
- Non penso, questa dovrebbe bastare, ma In quel caso allora portamela direttamente in ospedale.
- Guarirla con la magia no? - Chiese a quel punto Regina Varcando la soglia della cameretta
- Ci stavo pensando proprio adesso  lo sai? - le dico - che ne pensi whale?
- Non è il mio campo ma mi chiedevo come mai ancora non lo avessi fatto.
- Perché non voglio curarle tutto così. Non le si formerebbero mai gli anticorpi.
- Per una febbre non succede nulla credimi. Aspettate e vedete se l'igniezione ha fatto effetto in caso contrario o la portate da me o le date un piccolo aiutino voi.
- Ok grazie infinite whale.
- Dovere. Spero vivamente per la piccolina di non vedervi a breve.
- Non succederà - sento dire da Regina Mentre lui si chude la porta alle spalle. 
Tengo chloe stretta tra le braccia che mi guarda con il suo visino ancora spento. La proto con noi al piano di sotto,  mi siedo sul divano con lei e passo gran parte del mio tempo a coccolarla. La situazione continua a non migliorare.
- E' passata un'ora! Che pensi di fare? - mi domanda a quel punto Killian, anche lui preoccupato.
- Dico che provare con la magia sia la soluzione migliore. Vorrei evitare l'ospedale se possibile. - guardo Regina e le chiedo - Potresti guarirla? 
- Io? Non preferirestifarlo tu?
- Io sono troppo emotiva e non sono esperta come te. Naturalmente sei liberissima di dirmi di no se non te la senti.
- Non preoccuparti, sai quante volte ho curato la febbre di Henry in questo modo? Adagiala sul divano e lascia fare a me. - faccio quello che mi dice, sistemo Chloe davanti a lei dopodichè la vedo posare una mano sulla tempia della bambina e far uscire da essa un fascio di magia. - Ecco fatto!!!! - Mi dice - Come nuova! - le tocco la fronte ed effettivamente è fredda. Non ha più febbre.
- Grazie Regina! Grazie davvero.
- Per così poco... figurati! - mentre parlo con Regina e con il resto della mia famiglia vedo Chloè adesso tutta pimpante agitarsi improvvisamente. 
- Che hai adesso amore!!!!! - allungare le manine per cercare di prendere qualcosa. Non capisco inizialmente cosa ma poi mi accorgo che è interessata alle mani di sua zia. Regina giocando glie ne stringe una e lei se la porta all'altezza della sua frone dove era stata pogiata poco prima e inizia a balbettare cose incomprendibili.
- Che le prende? - mi chiede 
- Credo che le sia piaciuta la sensazione. Ti sta chiedendo di rifarlo. 
- come desidera principessa! - Regina ridendo per la bizzarra richiesta fa uscire della magia dalla sua mano facendo ridere a sua volta Chloe, fa il gesto di poco prima per guarirla ma appena tocca la sua fronte, senza farsene accorgere dalla piccola, toglie la magia e si limita ad accarezzarla. Non c'è motivo per usare la magia su di lei in questo momento.  
- Credo sia il caso  di andare adesso.  Si è fatto tardi e i bambini stanno dormendo - dice mia madre indicando Neal, Leila e Ronald addormentati abbracciati sul divano
- Mamma... mi dispiace per la piega che ha preso la serata.
- Non preoccuparti la cena è andata bene! - mi abbraccia - Pensa a Chloè ok? 
- Grazie!
- Credo che anche per noi sia giunto il tempo di andare.
- Regina, ho la stanza degli ospiti, potete rimanere se volete. Starei più tranquilla ad averti qui. 
- Non dire cose assurde, te la caverai benissimo anche da sola... la bimba sta bene e poi basta un colpo di telefono per farmi arrivare qui in un nano secondo. Tranquilla.
- Ok e di nuovo grazie.
- di nulla.
Una volta accompagnata Regina alla porta sistemo Leila nella sua stanza e poi torno da Chloè che in questo momento è con Killian. Sta dormendo serenamente. La sistemiamo nel suo lettino e finalmente anche noi andiamo a dormire. Verso le tre del mattino ci svegliamo perchè la bambina riprende a piangere e a lamentarsi. La causa? Febbre alta... di nuovo. 
- Maledizione! - esclamo - Che si fa adesso? Come è possibile che neanche la magia funzioni?
- Chiamo Regina ok? Cerca di stare tranquilla, si risolverà tutto. - lo vedo uscire dalla stanza e tronareneanche venti secondi dopo con Regina a seguito. Ripete lo stesso gesto di qualche ora prima curandola per la seconda volta. 
- Ecco fatto. Sembra non averne più. - mi rassicura vedendomi estremamente agitata
- Lo so che ti sto chiedendo troppo... ma non è che potresti rimanere qui stanotte? Sono preoccupata che possa sentirsi nuovamente male. 
- Emma se neanche qesta volta la mia magia fa effetto credo non sia il caso di continuare a tentare. La soluzione migliore sarebbe Whale.
- Lo so però.... starei comunque più tranquilla.
- Ok... ok, resto.
- Davvero?
- Certo! Sono pur sempre la sua madrina no?
- Sei l'amica migliore di sempre.
- Lo sto facendo per lei non per te! -ironizza per non farmi pensare più di tanto a tutta la situazione. Il resto della notte procede indisturbato fino alle sei del mattino quando riecco la febbre impossessarsi di Chloè.
- Non ci credo! Non ci voglio credere! - mi porto le mani alla fronte. Perchè sta ancora male? Regina ha curato ferite e malattie peggiori, possibile che non riesca a curare una misera febbre? Il panico sta scorrendo indisturbato nelle mie vene e sia lei e Killian se ne accorgono.
- Emma, prepara qualche pigiamino e qualche gioco alla piccola, io chiamo Whale. - mi riporta alla realtà la mia amica mentre mio marito sta gia avvisando i miei genitori per venire a casa nostra e controllare Leila.  Mi affretto a prepara la valigietta per mia figlia e in men che non si dica eccoci già in ospedale.  whale ci sta aspettando, prende chloe e le fa tutti gli accertamenti possibili. è tutto nella norma, non ce niente che non va secondo le analisi... ma allora perché sta così male? Neanche lui  riesce a spiegarselo. La mette sotto flebo per farle passare la febbre e ci dice di aspettare. 
- E se fosse colpe mia? - dice impprovisamente Regina con aria  preoccupata
- Tua? E per quale motivo? - le chiedo
- Per via della magia! Se avessi fatto qualcosa di sbagliato nel curarla?
- Non dire pazzie! Mi fido di te altrimenti non ti avrei fatto mettere le mani su mia figlia. - le risponde Killian togliendomi le parole di bocca.
- Ma se sotto il punto di vista medico sta bene non vedo altri possibile cause...
Non so davvero cosa dirle per farla sentire meno in colpa, sono preoccupatissima per chloe in questo momento e non riesco a concentrarmi su altro. Mi stringo forte a Killian e silenziosamente aspettiamo che ci vengano date delle informazioni più concrete. Verso metà mattinata ecco la prima notizia, la bimba reagisce bene alle cure e secondo whale è un fattore positivo. 
- Magari era solo un virus che dalle analisi non si è riscontrato. Stai tranquilla, credo proprio che nel pomeriggio la dimetterò. - Mi sento serena finalmente e  dopo una nottata insonne riesco addirittura a riposare un po’ sulla spalla di mio marito. Quel senso di felicità sparisce improvvisamente nel pomeriggio quando whale di corsa viene da noi dicendo che la bimba con tutti i medicinali è peggiorata ancora una volta e ha nuovamente la febbre a 39. Piango, questa è la prima reazione che ho mentre di corsa corro da Chloe che nonostante non si sente bene riesce comunque ad allungare le manine verso di me. Chiedo a Whale se posso tenerla in braccio e lui acconsente. Attenta a non toccare nessun filo della flebo la Porto tra le mie braccia e la cullo fino a farla addormentare. La osservo per più di un’ora senza mai staccarla da me. Sembra stare meglio e infatti è così, al controllo successo ha nuovamente la temperatura leggermente superiore alla norma. Perché? Perché alterna questi sati così? Che cos'ha la mia piccolina? Sono le nove e mezza di sera quando whale mi fa uscire dalla stanza. Insisto per rimanere ma lui non mi da ascolto e mi fa accompagnare fuori raccomandandomi di andare a mangiare qualcosa. Raggiungo killian e Regina che sono ancora in sala d'aspetto e anche loro insistono per farmi mangiare qualcosa. Ho lo stomaco chiuso e anche sforzandomi non riesco a mandare giù più di mezzo panino. Rimango lì seduta su quella sedia fredda e scomoda a fissare il vuoto. Ci raggiungono anche mamma e papà, hanno lasciato Leila e Neal con Henry per venirci a dare un po' di sostegno. Dovrei sentirmi un po’ meglio adesso che la situazione sembra stabile ma non so perché ho paura. Il mio solito sesto senzo non ne vuole sapere di lasciarmi in pace e infatti ha ragione.  Come volevasi dimostrare ecco che arriva Whale con una faccia del tutto angosciata.
- Killian, Emma ho bisogno di parlarvi... in privato  - Ci allontaniamo e andiamo nel suo studio. - Sarò sincero, la cosa non mi piace per niente. La sua temperatura è aumentata nuovamente nonostante le nuove cure. Ho chiamato l'ospedale di Boston e ho spiegato la situazione al primario di pediatria. Sono di gran lunga più specializzati di noi e se voi siete d’accordo ho intenzione di passare il caso a loro.
- O mio Dio! Allora è grave? - se non ci fosse stato killian accanto a me a sorreggermi sarei senza ombra di dubbio caduta a terra
- Emma, la piccolina da tutti gli accentramenti che le ho fatto sta bene, l’unica cosa che non si spiega è questa febbre. Vedrai che loro riusciranno a capire il problema.
- Ok va bene! Tutto pur di aiutarla a star meglio.
- Dovete firmarmi queste carte, sono per il trasferimento  - vedo Killian affrettarsi a prendere e senza neanche leggerle le firma immediatamente - Bene, domani alle dieci ci sarà un ambulanza pronta a trasportarla li. Ci pensate voi a trovare un modo per farci uscire dal confine senza problemi?
- Si sì penseremo a tutto noi. - Lasciamo lo studio di whale e torniamo in sala d'aspetto ad informare gli altri dopodiché con il permesso di Whale torno da Chloe. Per tutta la notte faccio avanti e indietro tra il suo reparto e i miei familiari e puntualmente la situazione della bambina oscilla tra alti e bassi. Manca ormai un'oretta al suo trasferimento. Decido di andare a controllare se si sia svegliata, apro la porta e la vedo con la manina sulla fronte da cui sta uscendo una un fascio di luce celestino . Sembra... no! Non puo essere. Non puo essere magia!  Corro immediatamente nella sua direzione e mi avvicino il più possibele a lei per controllare meglio. Appena mi vede fa sparire quella lucina. È si! Mia figlia stava usando la magia. E ora? Le tocco la fronte e noto che la febbre è ancora li. Mmmm possibile? 
- Che hai fatto amore di mamma? È? - La vedo tendere le manine verso di me per farsi prendere. Quanto vorrei stringerla e coccolarla ma ora ho bisogno di mettere la parola fine a questa situazione spiacevole. - La mamma torna subito ok? - le dico e mi allontano di corsa per raggiungere Regina. La sento piangere ma devo farmi forza, lo sto facendo per lei
- Emma che succede??? - mi chiede killian spaventato vedendomi correre come una furia. Lo ignoro cercando lo sguardo della mia amica
- Regina! Mi serve Regina! - Dico con affanno
- Che c’è Swan? -mi risponde la diretta interessata
- La magia! Chloè... vieni con me! 
- Aspetta, aspetta! Ragiona... Ci abbiamo provato, non funziona! Mi dispiace Emma lo farei volentieri ma...
- Che hai capito!!!!! Chloe sta usando la magia!
- Cosa cosa cosa! Davvero?
- L’ho vista far apparire un fascio di luce dalla sua mano. Era magia... era la stessa magia che ha salvato Killian e me durante il rapimento di Leila. 
- E' una cosa positiva no? Può curarsi da sola!
- No che non lo è! Nonostante il gesto che ha fatto ha ancora la febbre alta. Non so cosa stava cercando di fare...
- Andiamo a vedere dai, portami da lei! - la vedo correre in direzione della stanza di mia figlia, vederla così presa da questa situazione mi rende felice della scelta fatta: è la madrina perfetta. Chloe quando arriviamo sta ancora piangendo. Mi avvicino per prenderla ma vengo bloccata da Regina
- Ferma! Lasciami tentare una cosa. - la guarisce  dopodiché una volta assicurata che la temperatura sia nuovamente nella norma senza ulteriori parole mi fa uscire dalla stanza.
- Ma che stai facendo si può sapere? 
- Aspetta e capirai!  - estrae uno specchietto dalla borsa e fa un incantesimo su di esso. Dallo specchio non si riflette più la nostra immagine ma bensì quella della mia bambina. Rimaniamo lì a fissare lo specchio per qualche minuto.  Quello che vedo mi lascia senza parole.  Chloè con la sua manina ripete il gesto magico di sua zia e inzia a lametarsi dolorante. Entro in stanza e prendo atto che si è fatta tornare la febbre da sola! È incredibile!
- Piccola peste di zia ma che ci combini è? Non si fa! - Le dice curandola per l'ennesima volta e sperando che sia l’ultima. Chiamo whale mentre Regina e li con lei per raccontargli tutto e annulliamo momentaneamente il trasferimento a Boston. Se il motivo della febbre è lei stessa bisogna capire perché lo fa. Rimango così tutto il giorno e tutta la notte con lei. Non ha più riaccennato a fare quel gesto. Lo ha fatto solamente una volta quando mi sono allontanata per rispondere al telefono. Penso di sapere cosa potrebbe essere la causa di questi gesti ma credo, arrivati a questo punto, che avere un consiglio da parte di un esperto possa essere meglio. Chiamo così Hopper e lo faccio venire qui in ospedale. Osserva la bambina e i suoi atteggiamenti per un po’ prima di dirmi che  concorda con me. Chloè vuole solamente un po’ di coccole e richiama così la nostra attenzione. Posso finalmente tirare un sospiro di sollievo e ridere di nuovo. Sta bene, non ha niente a livello di salute che non va.
- Emma non vedo altri impedimenti per non rimandarvi a casa. Fammi sapere come va in questi giorni.
- Grazie per la disponibilità whale, gentilissimo come sempre.
- Figurati! Avanti, andare a casa ora.  Non voglio più vedervi - disse ridendo.
Torniamo finalmente a casa nostra dopo tre giorni di pura agonia. Archie ci ha dato dei consigli su come aiutare la piccola a non commettere più quei gesti e iniziamo a seguirli seduta stante. Il primo giorno coccole per lei  quasi 24 h no stop, dal secondo in poi sempre un po’ meno fino a tornare alla nostra normale routine. Risultato? Chloè sembra fialmente tornata in se. Ora che finalmente sta bene posso prendere atto di una cosa di fondamentale importanza: Chloè ha i poteri. Sapevo già che ne era in possesso, ho avuto un assaggino quando ero ancora incinta di lei, ma non pensavo che li avrebbe manifestati così presto. Leila ha iniziato a manifestarli a 3 anni e bene o male qualcosina di quello che le dicevo capiva,  Chloe ha a malapena otto mesi invece e di tutto quello che dico capisce solo mamma, papà, pappa e ninne. Mi spaventa il potenziale di questa bambina: è riuscita a salvare la vita a me e killian così senza pensarci... cosa potrebbe mai fare adesso? Non lo so e non ci voglio neanche pensare. L'unica cosa che so è che devo iniziare seriamente a preoccuparmi.  

 
Note dell'autore
Ai ai aiiiiiii! Qualcuno qui ha iniziato a dare delle serie preoccupazioni a mamma e papà ehehehehehheeh. Sarà stato solo un caso isolato o questa piccola signorina è in realtà una vera e propria birbantella? Come avrete potuto capire dal titolo ci sarà una seconda parte per questa storiella, non sarà un vero e proprio seguito ma si parlerà comunque di eventi legati alla piccola Chloè. So che sto scrivendo delle one shot ma questo capitolo sarebbe stato  troppo lungo se non lo avessi diviso in più parti. Spero che non sia un problema e che vi stiate divertendo a seguire le vicende di questa stramba famiglia.
PS scusate gli errori ma non ho avuto modo di ricontrollare il tutto. 

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Capitolo 8
*** Piccola birbante (parte 2) ***


POV KILLIAN

Ed eccomi qui... finalmente a casa dopo un lungissimo week end fuori porta.  Come al solito c'è stata un'emergenza al porto e come facilmente prevedibile i miei uomini hanno chiesto il mio aiuto. Il risultato finale? Ho dovuto intraprendere un viaggietto oltreoceano per sistemare i loro casini. Fortunatamente la questione non si è prolungata e posso così finalmente tornare a casa e riabbracciare mia moglie, Henry e le mie due piccole principesse. Quanto mi sono mancate... Non perdo altro tempo e mi affretto ad entrare in casa, eccola li, seduta sul nostro divano intenta a compilare qualche fascicolo che ha portato sicuramente dalla stazione. E' meravigliosa...
- Ciao amore mio! - le dico delicatamente per non spaventarla.
- Killian... - risponde sicura senza neanch voltarsi. 
- Si amore, sono tornato! -non ho neanche il tempo materiale di terminare la frase che eccola che me la ritrovo addosso che mi bacia con impazienza. Mi lascio trasportare dalle sue labbra fino a quando non siamo costretti a dividerci per riprendere fiato.
- Mi sei mancato da morire! - mi dice guardandomi negli occhi
- La cosa è reciproca amore! - la tengo ancora stretta a me. - I bambini?
- Henry è da Regina, Leila è di sopra che sta giocando mentre Chloè fortunatamente dorme. - mi fa il seno della vittoria con le dita.
- Che c'è, ti ha dato il tormento? - chiedo curioso
-  C'è che tua figlia da quando ha scoperto la magia da i numeri! Lo sai cosa ha avuto il coraggio di fare oggi? Ha visto sua sorella fare un disegno e ha così deciso di imitarla. Quando sono entrata nella sua cameretta ho visto un pastello volante, comandato da lei, scarabocchiare l'intero muro. L'ho richiamata e lei sai cosa ha fatto? Ha cominciato a dire mamma mentre batteva le manine tutta felice contenta della sua opera d'arte. - devo ammettere che è molto divertente immaginare la scena e non posso far altro che ridere. - Non c'è nulla  da ridere Killian, questa è una cosa seria!  Non so come farle capire che la magia non va usata in questo modo. Potrebbe essere pericoloso!
- Tutte queste preoccupazioni per un muro disegnato amore?
- Oggi è il muro, ma domani? Tra un mese? Non sappiamo fino a cosa si spingerà. E' troppo piccola Killian... se usa la magia come se nulla fosse adesso, cosa farà quando avrà due anni?
- Lo so... è un po presto ma non possiamo farci nulla, è la sua natura. Affronteremo tutto a tempo debito, insieme. Ok? - sta per rispondermi ma le parole le muoiono in bocca quando sentiamo un rumore assordante provenire dal piano di sopra. 
- Che diamine è stato? - leggo la preoccupazione nei suoi occhi. Come me i suoi pensieri vanno in primo luogo alle nostre bambine, ci diriggiamo con gran velocità al piano di sopra e vedamo venirci in contro una Leila spaventata e in lacrime.
- MAMMAAAAAAA!!! PAPA'A'A'AA'!!!!! 
- Amore mio che è successo? Che ti sei fatta! - le dice sua madre vedendo un taglio sul suo braccio.
- Mi fa maleeeeeeeeeeeeeeeeee!!!! -continua a dire tra i singhiozzi.
- Stai tranquilla, adesso ci pensa la mamma ma prima dimmi: dov'è tua sorella.
- di la! - indica giustamente la cameretta di Chloè. Emma con in braccio Leila e io ci diriggiamo a passo sostenuto verso la camera indicata dalla bambina e prendiamo atto di quello che è accaduto.
- Te lo giuro mamma, non sono stata io!!!! - mi dice indicando la libreria della stanza finita misteriosamente a terra. - Ti prego non ti arrabbiare con me. 
- Che cosa è successo? - le chiedo io avvicinandomi a tutto quel casino
- E' stata lei! - indica Chloè che in questo momento se ne sta seduta di spalle a noi e sta facendo a pezzi un libro arrivato nel suo lettino magicamente. - Credo volesse prendere un libro ma la libreria ha iniziato a tremare ed è caduta a terra. Io ero qui che stavo disegnando e ho visto tutto! Ho avuto paura.
- Posso immaginare... è stato solo un incidente tranquilla. La cosa importante è che tu stia bene. 
- Non sto bene, Mi fa maleeeeeeeeee!!!!! Mi fa male il braccioooooooo!!!!!!!  - si lamenta dopo aver dato un ulteriore sgardo al taglietto che ha. E' una ferita superficiale che molto probabilmente si è procurata sbattendo a qualche angolo per lo spavento. Sono sicuro che è la paura a farla piangere e non la ferita. Lancio un'occhiata veloce a Emma che mi capisce al volo.
- Amore, adesso la mamma va a prendere il didinfettante così puliamo la ferita e poi mettiamo un bel cerottino ok?
- No mamma!!!! Mi curi con la tua magia? Per favore!
- Ma cos'è? La magia è diventata un chiodo fisso in questa casa? Amore mio, non c'è assolutamente bisogno della magia per questo.
- Non ci voglio andare alla festa di Robin con questo tagliooooooo!!!! - inizia a piagnucolare. - E' brutto! Non mi piace.
- Lo avevo completamente dimenticato! - vedo Emma alzare gli occhi al cielo. - C'è la festa di Robin oggi!
- Mamma per favoreeeeeee!
- E va bene, ma andiamo di la! Non vorrei che a tua sorella venissero strane idee.
Spariscono in bagno per qualche minuto e quando tornato sembra che leila si sia decisamente calmata, la mandiamo a giocare nella sua stanza e nel mentre cerco di parlare con mia moglie che è entrata in modalità panico.
- Emma, è stato un...
- Incidente? - finisce la frase lei e io annuisco.  - La libreria caduta può darsi, ma il fatto di prendere questo? - mi dice prendendo il libro dal lettino di Chloè per evitare di farle mangiucchiare ulteriormente le pagine - Questo non è stato un incidente. Lo ha fatto di proposito!
- E' solo un libro.
- Un libro che per poco non ammazzava l'altra tua figlia! Ti rendi conto Killian? Non posso vivere nella paura che per giocare faccia del male a qualcuno. 
- Lo so... lo so... - l'abbraccio - Da oggi in poi cecheremo di stare più attenti e se proprio si dovesse verificare qualche altro incidente allora penseremo al da farsi ok?
- Speriamo non succeda altro...
- Mamma, posso mettere questo per la festa? - ecco leila entrare nella stanza di chloe con un abbigliamento a dir poco improponibile
- Ecco! questo  è il genere di cose di cui dovremmo preoccuparci maggiormente adesso - dico - E' fuori discussione bambolina, qulla gonna è illegale! Chi te l'ha comprata?
- La mamma! - risponde sorridendo mentre si lanciano un'occhiata d'intesa.
- La mamma deve smetterla di fare questi acquisti poco idonei! Vero Swan?
- Non fare il papà geloso, non abbiamo tempo. Vai a vestirti mentre io preparo questa piccola diavoletta - indica Chloè - Non vorrai far tardi al primo incontro con i consuoceri!
- Consuoceri? Non stiamo andando al compleanno di Robin? E poi scusa.... chi sono questi consuoceri? - mmh... questa storia gia non mi piace.
- Belle e Gold naturalmente! - mi dice ridendo sapendo quanto non mi piaccia il fatto che mia figlia abbia una simpatia spiccata verso il loro figlioletto. 
- Non dirle neanche queste assurdità, Leila non...
-  Si si si... tutto quello che vuoi ma sbrigati! - esce dalla stanza portando entrambe le bambine con se e lasciandomi con un senso di gelosia interiore non indifferente.
***

POV EMMA

- Eccovi finalmente, stavo iniziando a preoccuparmi!
- Zelina scusaci, davvero, ma abbiamo avuto un imprevisto. 
- Tranquilli, l'importante è che siete qui adesso, Robin mi ha tolto la pelle: Quando arriva Leila? Quando arriva Leila? Quando arriva leila? - le fece il verso - Mi stava mandando ai matti.
-LEILAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA! - Ecco far capolino dalla sala dove si stava tenendo la festa Robin. - Leila sei arrivataaaaaaaa! Corri vieni a giocare. - Non le da neanche il tempo di ricambiare il saluto che la prende per mano e la trascina con se.
- Visto? Non vedeva l'ora! - mi dice alzando gli occhi al cielo  per poi guardare Chloè - E questa piccola signorinella invece? Già dorme? 
- Menomale che dorme guarda.
- Dal tuo tono di voce deduco che sia tremenda?
- Non tocchiamo questo tasto per favore... - ci penso un momento - Anzi si! Toglimi una coriosità! A che età Robin ha iniziato a sviluppare i suoi poteri?
- A dire il vero non l'ha ancora fatto e credo che a questo punto non lo farà più. Penso proprio che abbia preso dal suo papà.
- Grandioso no? - dico scoraggiata - Poteva mai succedere che i figli della salvatrice nascessero senza magia? Nooooo ma che stiamo scherzando? La vita è porpio ingiusta.
- Che leila abbia i poteri lo sapevo gia da un pezzo ma che per caso li ha anche Chloè?
- Esatto! E per lei è un gioco continuo. - cerco di far capire tutta la mia frustrazione con quella frase.
- Su questo punto di vista non ti invidio affatto.  - La vedo guardarsi intorno e poi fissare Killian - Che state aspettando, entrate forza! Non vorrete far attendere i genitori del fidanzato di vostra figlia? - gli fa l'occhiolino
- Anche tu con questa storia?  - sbuffa - Mia figlia è solamente mia, nessuno le si avvicinerà.
- Da quello che vedo li giù credo che tu abbia torto - ci indica Leila mano nella mano con Gideon. Killian, si vede dal viso, è infastidito io invece non riesco a far altro che sorridere a tanta tenerezza. Gideon è un bravo bambino, un vero e proprio tesoro. Acche se ha due anni in più di Leila,per lui non sembra essere un problema giocare con lei, anzi... è sempre attento a quello che fa per paura che si faccia male o combini qualche disastro. Non ha proprio niente a che vedere con suo padre. 
- Quel ragazzino non mi piace per niente! Le sta troppo addosso - Killian mi riporta alla realtà con le sue battutine da padre Geloso. Non oso immaginare come potrà essere tra qualche anno quando Leila manifesterà i primi segni da adolescente innamorata.
- Io direi più il contrario! - commento facendogli notare che in realtà è leila a perseguitare Gideon. Tanti passi fa lui, tanti ne fa lei. E' come una calamita.Una piccola calamita bionda. 
- Non mi interessa, la cosa non cambia.
- E' solamente un bambino!
- Si... un bambino che gioca con mia figlia.
- Dove sarebbe il problema?
- Mia figlia è solo mia! - evito di rispondere perchè so già che in caso contrario quella discussione si trasformerà in un vero e proprio affare di stato. Spingo il passeggino con la piccola peste ancora addormentata e insieme ci diriggiamo nella sala dove si sta tenendo la festa. Da lontano scorgo mamma e Regina intente a parlare, ancora non ci hanno visto. Le raggiungo.
- Su chi state spettecolando? - chiedo loro facendole voltare
- Emma tesoro, ciaooo! - mia madre si alza per venirmi ad abbracciare mentre Regina da un'occhiata veloce a Chloè
- Ha finito questa giovane pittrice di manifestare la sua arte? - mi chiede poi
- Si è data alla scultura adesso! - mi guarda dubbiosa - Diciamo che ho una libreria niente male catapultata al centro del pavimento di casa. Da non perdere proprio.
- Ma veramente?
- gIà! L'ha buttata giù per prendere uno stupido libro.
- Potente la mia nipotina. - disse con orgoglio anche se con un pizzico di preoccupazione.
- Tua nipote mi farà morire un giorno di questi.
- Mam...ma! Mam...ma! - ed neanche a farlo apposta ecco che si è appena svegliata. La vedo guardarsi in torno per cercare il mio viso ma viene catturata da tutto quel clima di festa. Per la mia gioia inizia a fare il diavolo a quattro perchè vuole uscire dal passeggino. Sono titubante sul lasciarla uscire... e se dovesse usare la magia e far male a qualcuno? Non ho il tempo di pensare oltre che vedo Regina liberarla da quelle cinte che tanto odia  per metterla a terra. 
- Dai, forza! Fammi vedere dove vuoi andare. - Chloè inizia tutta cotenta a gattonare e raggiunge sua sorella , allunga le manine verso di lei per attirare l'attenzione ma Leila sembra non volerne sapere, si allontana con i suoi amici lasciandola da sola. Chloe naturalmente sentendosi rifiutata inizia a piangere disperata facendo voltare la metà dei presenti.
- Leila Jones! - esclamo io facendola voltare - Ma che modi sono è! - le indico sua sorella.
- Ma mamma! Lei rompe! 
- Non si dice!
- E' vero però! Io voglio giocare e lei mi deve sempre dare fastidio. Io non la sopporto!
- Un’altra parola così e andiamo a casa immediatamente.
- Ma...
- Niente ma! Cerca di comportarti bene per favore.
- E va bene! - la vedo andare in contro a sua sorella e tenderle la mano. Anche Gideon fa lo stesso e insieme passetto passetto attenti a non farla cadere la portano con loro. - avanti nana, ma non combinare troppi guai.
Mi metto seduta su una sedia e le osservo, so che chloe è ancora troppo piccola per stare con loro ma al momento mi preoccupa di più che usi la magia. Spero che stando con sua sorella di distragga e non combini ulteriori casini.
***
La festa sembra procedere indisturbata,  tutti i bambini sono impegnati a fare qualche gioco insieme agli animatori. Chloe è impazzita per la piscina con le palline e non c’è verso di toglierla da lì.
- Signorina che stai facendo è? -  Le chiedo avvicinandomi
- diglielo un po’ alla mamma ? Stiamo nuotando come delle sirenette! - rispose la ragazza che si stava occupando di lei.
- Noto con piacere che tua sorella è sgattaiolata....
- Tranquilla, le ho dato il permesso io, voleva fare un gioco un po’ troppo spericolato per una bimba di nove mesi così le ho detto che avrei guardato tranquillamente io sua sorella.
- Ti ringrazio ma ora la riprendo, credo sia arrivato il momento di farla mangiare. - prendo in braccio la mia furbetta e stranamente non fa nessun capriccio per essere stata interrotta. Molto probabilmente  ha davvero fame. La faccio sedere nel passeggino e mi volto mezzo secondo per prendere il suo omogenizzato dalla borsa quando mi rigiro vedo che con la magia sta cercando di alzare un vassoio pieno di dolcetti.
- Capisco che hai fame ma devi limitarti a questo ancora per un altro bel po di tempo amore! -  le indico il suo barattolino.
- Quello che ho visto ha dell’incredibile! Brava more! - Regina ci ha appena raggiunte
- Regina non incoraggiarla ti prego! - dico esasperata. Non mi sento a mio agio a sapere che una bimba di nove mesi abbia dei poteri magici
- iaaaa! - strilla la piccina
- Che ha detto?
- Lo so, ci vorrebbe un traduttore simultaneo! - rido - Abbiamo dei problemini con la lettera z ma credo che  abbia detto:  zia.
- Mi ha chiamato? - domanda euforica la mia amica - Mi hai chiamato cuccioletta? Zia è davvero orgogliosa di te sai? - la bimba ride
- Dici che riusciremo a gestirla? - chiedo cambiando argomento - La sua magia dico...
- Ma si... a parte l’armadio che credo sia stato un incidente per il resto non ha fatto niente di grave. Stai tranquilla è solo una fase, vedrai che quando si sarà abituata non la userà neanche più.
- Tu dici?
- Lo scopriremo con il tempo. Ora dammi qua - mi prende l'omogenizzato dalle mani - A questa signorina ci pensa sua  zia, tu va a distrarti un po!
Lascio la piccolina a Regina e ne approfitto per controllare Leila, mi avvicino verso il cortile  ma il mio sguardo si posa su Killian più che sulla mia bambina.  Sta parlando con Belle e Gold. Molto strano... Cosa gli starà mai dicendo? Spero nulla per cui dovrò andare a scusarmi.  Aspetto che si allontani da loro e lo raggiungo:
- Cosa gli hai detto? - indico i diretti interessati
- Ho solamente messo le cose in chiaro! - mi risponde con fare ovvio
- Che tradotto invece significa?
- Ho detto a Gold di crescere suo figlio con due regole essenziali. La prima è quello di crescerlo come un bravo ragazzo e non come un malvaggio come lui e la seconda, non per importanza, è che deve crescerlo lontano dalla mia bambina. Non vorrei che avanzasse strane pretese con lei quando sarà grande.
- Killian! 
- Te l'ho detto! E' sempre meglio mettere le cose in chiaro fin da subito.
- Lasciamo stare che è meglio, andiamo da Leila.
***

Qualche ora dopo (POV KILLIAN)

- Allora bambini, chi vuole ascoltare una bella storia? - chiese l'animatore a quella folla di piccoli ragazzini urlanti
- Io!
- iooooooooo!
- iOOOOOOOOOOOOOOOO!
- D'accordo e che cosa volete che vi racconti-? - Le risposte furono molteplici: c'è chi voleva ascoltare storie di pirati, principesse, draghi, orchi e chi più ne ha piu ne metta. Gli animatori per accontentarli tutti decisero di fare a turno e dividerli. Iniziarono con una storia sulle principesse per le bambine e a seguire una storia di mostri e draghi per i maschietti. La cosa più strana in tutto ciò? E' che sono seduto con in braccio la piccola Chloe ad ascoltare la seconda storia, quella dedicata ai mostri. Sembra strano vero? Eppure è così, una volta terminata la storia dedicata alle bambine,Emma ha cercato di portarla via ma è stato inutile, ha pianto come una disperata. Ha provato a distrarla con dei giochi, con delle canzoncine ma niente, voleva restare li ad ascoltare l'altra favola. Ho così dato il cambio a mia moglie ed ora eccomi qui ad ascoltare la storia più orribile di sempre. Non c'è un filo conduttore in questa favola , niente di niente eppure ai bimbi e alla stessa Chloe sembra piacere. Fortunatamente per me questa tortura finisce subito,  I bambini tornano a giocare e io da mia moglie con Chloe urlante tra le braccia che vuole andare a giocare anche lei. L'affidiamo ad una animatrice e ci sediamo insieme ai miei suoceri, Regina, Robin e Zelina a parlare un po.
- Eiaaaaa! Eiaaaaaaa! - sento gridare disperata Chloe
- EI TU! CHE COSA HAI FATTO A MIA SORELLA E'? -  risponde lei immediatamente dopo. 
Bastano questi due scambi di battute per farmi alzarmi da quella sedia, ma prima che riuscissi a raggiungerle ecco che accade l'inaspettato. Tutti i bambini iniziarono a correre dentro e a gridare aiuto disperati. Tra questa folla non vido però nessuna delle mie due bambine. Io e tutta la famiglia ci dirigiamo di corsa fuori per prendere atto di ciò che sta accadendo. Nel cortile c'è un mostro alato che sta minacciando gli animatori che vogliono mettere in salvo Chloe. Leila in tutto questo e vicino a loro che sta cercando di convincere quei ragazzi ad andare via.
- LEILAAAA! - grida Snow facendola voltare. La bambina corre subito verso di noi. 
- Dovete allontanarli! Gli farà del male! 
- Tesoro tranquilla nessuno farà del male a Chloe o a te o a loro, ci siamo noi adesso. Non siete pIù in pericolo. - Provo a tranquillizzarla mentre allo stesso tempo sto elaborando un modo per aggirare qul mostro e portare in salvo l'altra mia figlia che al posto di piangere lo guarda affascinata.
- Io e Chloe non siamo in pericolo, loro si. Se loro si avvicinano a Chloe lui li attacca.
-  Eliminiamo il problema alla radice allora! - esclamò Zelina facendo scomparire quel mostro in una nuvola verde. - Ecco fatto... un mostro da quattro soldi direi, non si è neanche accorto che eravamo qui.
- Lo sapeva però non vi ha considerato una minaccia.
- Ha sbagliato di grosso allora! - aggiunse Regina - Noi siamo una minaccia per chiunque tocchi la nostra famiglia.
- Non siete però una minaccia per Chloè.
- Che centra Chloè?- chiesi io mentre Emma andò a prenderla perchè da quando era sparito il drago aveva iniziato a piangere. Leila aspettò che tornasse sua mamma per parlare.  - Il mostro lo ha creato Chloè.
- Co... cosa??? - chiesi sconvolto per tale affermazione - Non è possibile 
- Si invece, l'ho visto io! Stavo giocando con Gideon e Robin mentre Chloè era con un animatore a sfogliare il libro - Mi indica un libro a terra che mi affretto a prendere - Ho sentito Choè piangere e quando mi sono girata ho visto un bambino che le strappava il libro dalle mani e gli dava un pizzicotto sul braccio.  - Emma per essere sicura che Leila stesse dicendo la verita, alzò  la manica del vestito di Chloe e trovò un piccolo livido.  Dal colore direi che è appena stato fatto.
- Continua! - disse Regina 
- L'ho rimproverato  e anche l'animatore lo ha fatto ma lui continuava a darle fastidio: le ha tirato i codini e messo paura. Poi non lo so come ma Chloè ha allungato le mani verso il libro, il libro è caduto e con una nuvola di fumo azzurro è apparso il drago. 
- O mio dio! - vedo Emma diventare bianca in viso. Se non fosse stato per David che le si portò subito accanto sarebbe caduta con per lo shock con in braccio Chloè.
- Questo non me lo aspettavo proprio! - sospirò Regina mentre sfogliava il libro appurando la tesi di Leila: il drago era sparito dal libro. - Dobbiamo rispedirlo qui dentro il prima possibile. - sentenziò -  Zelina, dove lo hai mandato?
- A Oz! E' l'unico posto che mi è venuto in mente
- Inverti la magia e riportalo qui, non può restare libero.  Se Chloè lo ha mandato qui con il compito di proteggerla, lui distruggerà tutti fino a quando non la ritroverà.
- No no noooo, non sta succedendo a noi! -  sento dire da Emma ormai impanicata.
- Emma amore, perchè non porti le bambine di la a giocare così magari Chloe si distrae un po e smette di piangere?  -non ha risposto, forse non mi ha neanche sentito. Se ne stava li con la piccola in braccio a guardare il vuoto. 
- Ci penso io!  Emma, dalla a me! - disse Snow per poi portare le bambine lontano da tutto quel caos.  
Zelina e Regina non impiegarono molto a riportare il mostriciattolo nel luogo di provenienza. Quell'essere, come già precedentemente annunciato da Leila,  non ci vedeva come una minaccia quindi le fece agire indisturbate.  Regina gli si avvicinò e  lanciò un incantesimo catapultandolo nuovamente nella sua dimensione. Tirammo tutti un sospiro di soglievo. Tutto sembrava risolto... o quasi tutto. Ci strava sfuggendo una piccola cosa: Chloe e la sua magia. Ormai aveva ragione Emma... non potevamo più continuare così. Credo che anche lei stesse pensando la stessa cosa perchè da quando Leila ci ha racconato tutto lei aveva smesso di parlare e interagire. 
- Ci lascereste due minuti da soli? - chiesi al resto della famiglia che senza domande tornò alla festa.  - Amore!!! - l'abbracciai e in quell'esatto momento lei scoppiò in lacrime
- Non ce la faccio piu... - mi disse - Poteva finire in tragedia.
- Shhh.. - cercai di placare i suoi singhiozzi - E' finita bene fortunatamente, non pensare a cosa sarebbe successo se... Stanno tutti bene. Chloe e Leila stanno bene, non c'è niente più importante di questo.
- E se si ripetesse? Killian, nostra figlia ha un potere superiore alla norma per l'età che ha, non possiamo sottovalutare la cosa. So per certo che non è una bimba malvaggia, non mi preoccupo per questo,  ma so anche che è roppo piccola per capire. Potrebbe combinare seri guai senza che se ne renda conto. Cosa faremo in quel caso? Non possiamo permettere che la sua anima venga macchiata a causa di gesti di cui non conosce il significato. Non riuscirei a perdonarmelo.
- Hai ragione amore, dobbiamo fare qualcosa... ma cosa?
- L'unica soluzione secondo me è parlare con...
- No, con Gold proprio no! Non ci pensare neanche, non metterò mia figlia nelle sue mani!
- In realtà stavo pensando di chiedere aiuto a Regina o a Blue! - mi risponde lei bloccando il mio monologo
- Meglio Regina che la fatina variopinta! - riesco a strapparle un sorriso finalmente - Andiamo dentro dai!

POV EMMA

Ancora sconvolta per l'accaduto tornai dentro dalla mia famiglia insieme a Killian. Era il momento della torta. Tutti, grandi e piccini, erano  concentrati su Robin che soffia le candeline. L'unica che se ne stava in disparte e a debita distanza era Regina.  Vuole un bene dell'anima a quella bambina  ma fa ancora fatica a vedere, anche se in rari momenti, Zelina e Robin Senior vicini.  Presi la palla al balzo e la trascinai in un angolo poco affollato
- Lo so che sono un'insensibile, che non è il momento e tutto quello che vuoi tu ma... Ho bisogno di te!
- Sapevo che saresti venuta prima o poi e tranquilla, io sto bene! - mi sorride - E' per Chloè giusto? - 
- Si!
 - Come immaginavo.
- Allora  dimmi che hai già pensato a qualcosa!
- No... o almeno non sono ancora riuscita a trovare nulla che non comporti il toglierle i poteri definitivamente.  Non credo tu voglia questo giusto?  - mi vide riflettere a quella possibilita
- Beh...
 - EMMAAAA! - mi rimproverò - Non pensarlo neanche, è nella sua natura avere la magia! possiamo trovare un qualcosa che la limiti in qusto periodo ma non di più. Sarebbe uno sbaglio togliergliela. 
Non aveva tutti i torti... è il suo destino e non avremi mai potuto farci nulla - Hai ragione. E' che sono preoccupata.
- Dammi qualche giorno per pensarci ok?  Troverò un modo per aiutarla senza intralciare la sua natura.
-Grazie! Gazie di cuore.
- Figurati! Torniamo di la o si preoccuperanno. 
Con il cuore un po piu sollevato aspettammo la fine della festa dopodichè tornammo tutti a casa. Misi le bimbe a letto e raggiunsi Killian nella nostra stanza.  Mi addormentai subito. Nonostante tutte le mie angosce inerioti  riuscii a prendere sonno facilmente. Quel senso di pace non  durò a lungo però, in piena notte ricevemmo una chiamata: Regina
- Regina che su.... Arrivo! - mi alzai di scatto dal letto, accesi la luce non curanmte che Killian stesse ancora ripsando e iniziai a vestirmi.
- Amore che succede! - chiese assonnato
- Era Regina, ha trovato una soluzione. Dobbiamo andare! Vestiti. - gli lanciai un paio di jeans e una maglia
- Non possiamo aspettare domani?  le bimbe stanno dormendo, sarebbe un peccato svegliarle.
- Tranquillo, sta arrivando Henry per controllarle, avanti muoviti!
Arrivammo da Regina quaranta minuti dopo e trovammo anche il resto della famiglia ad asettarci
- Allora? Cosa hai escogitato? - chiesi senza convenevoli
- In realtà niente, il merito va tutto  a Snow e Zelina. - la guardai interrogativa - Dopo la festa sono venute entrambe a casa mia per aiutarmi a trovare un modo per  gestire la magia di tua figlia,  ma invece di collaborare si sono messe a litigare.
- Non capisco...
- Dal loro litigio è nata la soluzione giusta.
- Spiegati meglio! - chiese a quel punto Killian 
- Snow ha detto a Zelina, mentre stavano battibeccando, che quando eravamo a Camelot e lei era senza magia per via del bracciale  le cose per noi erano di gran lunga piu facili.  Da li ho avuto l'idea perfetta. Il bracciale è l'idea!
-  E' un po' abbominevole quel bracciale ma almeno conserverebbe i suoi poteri fino a quando non sarà pronta per utilizarli. Potrebbe essere un'idea... che ne dici cara? - mi chise
 -  E' un po un' atrocità mettere un bracciale del genere su una bambina così piccola ma se è l'unica opzione che abbiamo ok, sono d'accordo anche io.
- Ho pensato anche a questo e... guardate qui? - tirò fuori dalla tasca un braccialetto da bimba color lilla con un piccolo ciondolo a forma di cigno  a dir poco stupedo - Che ne pensate? Ho riprodotto la magia di questo - mi indicò il bracciale  nero - Su questo. E' un po' più leggero come incantesimo ma per Chloe dovrebbe andar bene. 
- E' fantastico Regina, lo adorerà!
- Allora prendilo e fammi sapere come va! - mi consegnò il braccialetto dopodiche ne tiròfuori un'altro identico solo che  giallo. - Questo è per Leila.
- Non vogliamo togliere i poteri a Leila! Sa controllarli bene, anche meglio di me forse - dissi 
- Questo non ha nessun incantesimo sopra, ma servirà per evitare gelosie del tipo:"Mamma mamma perchè a Chloè avete regalato un braccialetto e a me no?" - le fa il verso. - Meglio evitare la rivalità tra sorelle!
- Hai ragione anche su questo! - dissi ridendo - Grazie Regina, mamma, Zelina. non so davvero come sdebitarmi.
- Sei mia figlia tesoro, per te questo ed altro! - disse mia madre
- Basterà portare almeno una volta a settimana Leila a casa per giocare con Robin. - aggiunse Zelina
- Fin qui tutto ok... Regina, qualce pretesa più grande?
- Mmmh si! Ti sdebiterai con me quando Chloe sarà più grande e la porterai da me per le lezioni di magia. - rise
- Mi sembra un ottimo compromesso! -Affare fatto!
***
La mattina seguente ci fu la prova del nove. Mi alzai, preparai la colazione, sistemai casa e insieme a Killian aspettammo che le bimbe si svegliassero. Una volta in piedi consegnai loro i braccialetti. Erano entrambe felicissime ma sapevo che se il bracciale avesse avuto effetto quella felicità sarebbe durata poco sopratutto per una delle due. Era giunto il momento della verità. 
- Ora facciamo un gioco - guardai prima killian e poi Leila - Mi raccomando - le dissi - E' una cosa che non dovrai ma più fare se non sotto mio consenso ok?
- Va bene mammina cosa devo fare?
- Usa la magia, prendi quel bel pennarello e disegna sul muro.
- Mamma ma... - mi chiese titubante. Sapeva come la pensavo sullo scrivere sui muri, per lei era alquanto assurda come richiesta.
- Tranquilla, poi lo cancellero, ma devo vedere una cosa. - Ci pensò su, non capendo se stessi scherzando o meno,  ma alla fine fece quello che le avevo chiesto. Chloè iniziò a battere le manine per poi cercare di imitare sua sorella. Allungò sicura le mani verso il pennarello ma questo non si mosse di una virgola.
- Funziona direi! - mi sussurrò all'orecchio Killian
- Aspetta! -  Per essere ancora più sicura che il braccialetto stesse facendo effetto mentre lei ritentò feci muovere il pennarello con la mia magia fino in direzione del muro facendole credere che fosse stata lei, quando la vedo che con le manine sta dando il comando al pennarello di disegnare lascio la presa sull'oggetto lasciando il controllo a lei. Risultato? Il pennarello cadde a terra. Se da una parte ero felice di aver risolto almeno per il momento il probema, dall'altra mi intristii subito sentendo Chloè piangere.
- No amore di mamma non fare così... non è successo niente. - Le dissi cercando di calmarla ma era disperata.  Per un attimo mi sentii quasi in colpa per quello che le stavo facendo e fui tentata di strapparle il braccialetto  ma poi ripensai al giorno precedente: Lo stavo facendo per lei. Non era una soluzione definitiva avrei potuto ridarle i poteri in qualsiasi momento. Il bracciale ci serviva per precauzione per non farla mettere nei guai. 
Pianse per delle ore e nonostante non riuscisse ad utilizzare la magia tentò comunque numerose. Mi stava facendo una tenerezza assurda.
- Mamma, Choè vuole disegnare perchè non ci riesce? Non ha più la magia? - mi chiese Leila ignara di tutto il resto.
- E' già,  niente magia per ora... - vido che si intristisce anche lei - Tranquilla amore, non è una cosa brutta, è troppo piccolina per averla. Le tornerà quando sarà un pochino più grande.
- Ma adesso è triste però! Non voglio vederla triste... che possiamo fare? 
- Lo so tesoro ma... -idea! - Forse ho trovato un modo per farla sorridere. - mi alzai e andai a prenderla dalle braccia di Killian per poi portarla vicino al pennarello che le era caduto a terra. - Avanti Chloè, facci vedere l'artista che è in te. - Come se avesse capito le mie parole gattonò con il pennarello nella mano fino al muro. Si aggrappò ad una sediolina per tenersi in piedi e iniziò a scarabocchiare il muro. I singhiozzi lasciarolo ben presto spazio ai suoi gridolini di gioia. 
- Mamma ci sei riuscita! Sta ridendo! - disse Leila tutta contenta.
- Si ma adesso vai a prendere un foglio e aiutala a disegnare li! - Certo... non sarà stata sicuramente un azione educativa quella di farla scrivere sul muro; avrei dovuto sicuramente ripulire i muri dai suoi capolavori per i futuri due mesi fin quano la sua vena artistica non sarebbe stata sostituita da altro  ma al momento non mi interessava.  C'era una cosa che mi premeva di più: la sua felicità! Volevo vederla felice. 

 
Note dell'autore: 
I'm so sorryyyyyyyyyy!!!!!!!!! Lo so ci ho messo un po ad aggiornare ma tra le feste e il lavoro è stato impossibile. Sto pubblicando il capitolo ora anche se non sono propriamente soddisfatta. Mi scuso in anticipo se non dovesse essere di vostro gradimento. Prometto di farmi perdonare nei capitoli futuri. Che dire? Chloè aveva un potere troppo grande per essere lasciato indisturbato,Emma e Killian secondo me hanno preso la decisione migliore: privarla dei suoi poteri fino a quando non sarà abbastanaza grande per capire. Voi che ne pensate? Conoscendo la piccoletta e la sua spigliatezza non escludo che possa riaverli per gli inizi della scuola elementare. eheheheheh alla prossima.
Ps. scusate per i numerosi errori che troverete leggendo, ripeto non sono soddisfatta di questo capitolo e di conseguenza ho dato solamente una controllata generica. Potrete mai perdonarmi? ;)
Non so se riuscirò a pubblicare un nuovo capitolo prima del 31, se così non fosse colgo l'occasione per augurare a tutti voi uno splendido 2018.

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Capitolo 9
*** Incomprensioni ***


POV EMMA

- Emma tutto ok? Sento mia madre dirmi improvvisamente...
- Emm... si certo, perché?
- Sei strana... assente oserei dire.
- No no figurati, mi sono giusto distratta un attimo. Cosa stavi dicendo?
- Stavamo discutendo gli ultimi dettagli. -  disse tutta euforica prendendo la sua lista - Allora: la torta? L’avete ordinata?
- Si.
- Il catering a Granny?
- Si
- Chi si occupa della musica e dell’animazione? - La guardai perplessa e lei lo capì - Perché mi guardi in questo modo?
- Davvero mamma? L'animazione?  E'la festa di una bambina di un anno, non ti sembra di esagerare? Che vuoi che ne sappia Chloè di intrattenimenti e musica. Il suo massimo del divertimento sarà quello di spalmarsi la torta sul viso.
- È la sua festa! Tutto deve essere speciale.
- A che scopo? Neanche lo ricorderà! Io credo che una cena tra pochi intimi sia più che sufficiente per festeggiare l'avvenimento. Pensaci... per Leila abbiamo organizzato una festa cittadina quasi è Lei neanche se la ricorda. Pensi che per Chloe le cose possano essere differenti?
- Mettiamo anche il caso che non se la ricorderà... perché non fargliela ugualmente? È una bambina, si divertirà. - non sono assolutamente convinta ma a lei sembra non importare - Su avanti... continuiamo:la lista regali?
- Questo proprio no! Non dirò di certo alle persone cosa regalare a mia figlia - la vedo sbuffare rassegnata. È difficile gestire mia madre, sopratutto quando si mette in testa una cosa. Non sono dell’umore di organizzare una festa perché non lo riesce a capire? Si ok, Chloè è mia figlia e merita una festa per il suo compleanno ma stavo pensando ad una piccola cenetta tra di noi non una festa nazionale.
- Ho capito! - la sento dire in modo da riportarmi alla realtà - Ci penserò io! Farò tutto io tu non dovrai preoccuparti di nulla.
- Ma dai mamma... non ti sarai mica offesa?
- No tesoro, però voglio regalare una festa di compleanno con i fiocchi a mia nipote. Lasciamelo fare.
- Come vuoi! 
- Ma-ma! - Mi sento chiamare.  Mi giro e trovo chloè arrampicata nel suo box che mi fissa mentre con una mano tiene si mette in  bocca uno dei suoi giocattoli
- Amore della mamma! - la prendo in braccio.
- Ma-ma gande io!
- Si amore, sei grande ormai! Tra due giorni spegnerai la tua prima candelina! - ma quanto può essere dolce?
- Gande ome eia!
- Si sì! - Le dico sorridendo. È proprio una signorinella ormai, pestifera come pochi questo è da dire ma è pur sempre il mio amore. Se non fosse per lei, Leila e Henry che mi danno forza, in questo momento sarei una donna persa.
- Ma ma! - mi riporta alla realtà. - Ma ma ninne! - Mentre me lo dice noto che si sta stropicciando gli occhietti.
- Andiamo a metterci il pigiamo signorinella ok? Saluta la nonna che andiamo su!
- tao! - Le dice e mia madre come al solito si commuove
- Buonanotte amore di nonna! Fai bei sogni.
Accompagno Chloè di sopra, la preparo per la notte e la metto a letto. Aspetto che si addormenti dopodiché passo a controllare anche l’altra peste di casa. Pensavo stesse giocando ma sembra essere crollata presto anche lei. Le rimbocco le coperte dopodichè scendo nuovamente al piano di sotto dove mia madre mi sta ancora aspettando. Non mi da neanche il tempo di entrare in cucina che inizia il suo interrogatorio
- Sei strana si può sapere che sta succedendo?
- Niente mamma perché?
- Perché non è da te comportarti in questo modo! Sei assente, sembra che non interessarti nulla e come se non bastasse hai saltato le ultime cene di famiglia... è evidente che c’è qualcosa che non quadra!
- Ma ti pare? Non siamo venuti  semplicemente perché  ho preso l’influenza e successivamente l’hanno presa le bambine. Tutto qua.
- Mmm e che mi dici sul fatto che non vuoi organizzare questa festa?
- Non ho detto questo... volevo solamente fare una cosa ristretta,  ma visto che ci tieni tanto ok! Faremo una festa di paese!
- Mmm non sei convincente per niente...
- Davvero mamma è tutto ok. Stai tranquilla.
- Lo spero... ma sappi che per qualsiasi cosa io ci sono sempre.
- Lo so mamma grazie - mi abbraccia e io ricambio. Vorrei davvero fare due chiacchiere con lei ma so anche che per il momento è meglio tenere tutto per me.
- Ora ti lascio... è tardi!  Tuo padre con tuo fratello mi staranno aspettando. Salutami killian ok? - annuisco - A proposito: dov'è?
- E' al porto! Doveva finire di sistemare la Jolly! Sarà qui a momenti! - mento spudoratamente e mi sento immediatamente in colpa per averlo fatto. Non ho la più pallida idea di dove sia in realtà killian e se proprio vogliamo essere sinceri neanche mi interessa saperlo. Non mi faceva arrabbiare così dai tempi che ci odiavamo. Vedo mia madre lanciarmi un’occhiata furtiva e uscire di casa.  Sistemo la cucina, porto un paio di coperte e un cuscino in salotto per quel disgraziato dopodiché vado in camera e mi metto a dormire. Anche questa giornata è ufficialmente terminata. 
***

Il mattino seguente da Granny's (POV REGINA)

- Si ok ma ancora non riesco a capire... se avevamo appuntamento alle dieci con Emma perché mi hai fatto venire adesso?
- Ho bisogno di parlarti proprio di Emma. Ti ricordi quando ti ho detto che sospettavo ci fosse qualcosa che non andava? Beh avevo ragione a quanto pare.
Eccola che ricomincia... è più di una settimana che va avanti questa storia. E' vero, Emma non si è presentata a due delle nostre rimpatriate ma con due figlie piccole la vedo anche fattibile come cosa, sua madre a quanto pare no. - E sentiamo cos'è che hai scoperto?
- Ancora nulla ma ti sembra normale che non voglia festeggiare il compleanno di Chloe?
Mmm questo non è da lei - Ha detto proprio così? - le domando sapendo che è solita  ad ingigantire le cose
- Ha detto che preferisce fare una cosa ristretta... tze... ti sembra una cosa normale?
- C’è differenza tra non voler festeggiar e fare una cosa ristretta. Possibile che tu debba sempre allarmarti?
- Ti dico che c’è qualcosa che non va! Conosco mia figlia.
- E io ti dico che sei esagerata! - il ronzio della vibrazione del mio cellulare mise fine a quell'infantile battibecco. Prendo il telefono e controllo chi mi ha scritto - E' tua figlia - le dico per poi leggete ad alta voce il suo sms:

" Sono in ritardo lo so! Piccolo inconveniente... Cominciate pure senza di me, appena posso vi raggiungo!"
- Vedi?
- Cosa Snow? Cosa! Ha fatto tardi e allora? Ci possono essere mille spiegazioni per un ritardo tra cui quella che ha fatto le ore piccole stanotte con il suo "focoso" maritino!
- Quello poco ma sicuro! - Commentò ridendo anche lei - Però non sto comunque tranquilla... - sospiro - dai, non perdiamoci in chiacchiere... abbiamo una festa da organizzare!
Passò un'oretta all’incirca, avevamo messo a punto più o meno l'intera festa ma di Emma neanche l’ombra ancora. Ecco  che il mio telefono inizia nuovamente a vibrare . Una chiamata questa volta, il mittente è sempre lo stesso. Rispondo:
- Allora? Si può sapere che stai facendo di così importante? - non ottengo subito risposta ma quando la voce dall’altro capo del telefono si fece sentire rimasi perplessa.
- Zia... 
- Leila? - chiedo
- Zia.... - ripete. Mi accorgo subito dalla voce che c’è qualcosa che non va: sta piangedo
- Amore mio che succede?
- Ho paura.... mamma e papà stanno gridando tanto... si dicono parole brutte!
Ma stiamo scherzando?  - Tu dove sei cucciola? 
- Mi sono nascosta in bagno, ho trovato il tuo numero con la magia... non volevo usarla ma non so leggere, non sapevo come trovarti... ho tanta paura!
- Piccolina mia, stai tranquilla non sta succedendo nulla.
- Invece sì! Papà sta gridando alla mamma! Io...io non voglio. - Non riesco a credere alle mie orecchie - Zia mi vieni a prendere? Non voglio stare qui da sola.
Mi prendo un attimo per pensare...  non è carino piombare in casa altrui sopratutto se sai che c'è qualche battibecco in corso però come posso lasciare una bimba cosi piccola... anzi due, da sole?-Facciamo così: mentre io ti raggiungo perchè tu non esci dal bagno e vai dalla sorellina?
- Va bene - mi dice singhiozzando. - Sto andando adesso. - Povera stellina mia ma che avranno da litigarsi  quei due? Riesco a sentire le loro voci in lontananza anche attraverso il telefono, lo credo bene che Leila sia spaventata. - Fatto! Sono nella cameretta di Chloè
- Brava! Gioca un po con la sorellina, io arrivo subito.
- Non puoi venire con la magia? - mi chiede innocentemente.
- No tesoro, non è corretto entrare in casa altrui senza annunciarsi.
- Fai presto però.
- Sarò lì tra qualche minuto. - Riaggancio e guardo snow
- Era Leila? - mi chiede perplessa
- Si! A quanto pare avevi ragione te. Emma e Killian stanno litigando di brutto e la piccola si è spaventata.
- Stanno litigando... con le bambine in casa? Ma sono matti?
- Non lo so ma ho intenzione di andare a casa loro, prendere le bambine per portarle via da lì, dopodiché tornerò li e parlerò con quei due. - Faccio per alzarmi ma vedo Snow imitare il mio gesto e seguirmi.  La guardò interrogativa
- Vengo con te!
- E' fuori discussione!  Ho bisogno che tu tenga le bambine mentre io parlerò con loro. Aspettami qui, faccio in un minuto.
Mi metto in macchina e raggiungo l’abitazione di Emma e Killian... incredibile, non riesco a comprendere cosa dicono ma posso sentire le loro voci anche da qui. Spero proprio abbiano una motivazione valida per comportarsi in questo modo.
***

POV KILLIAN

Niente da fare, quando mia moglie si mette una cosa in testa non c'è ragione che tenga. Pensavo fosse cambiata, pensavo di essere finalmente riuscito ad abbattere i suoi muri ed invece? Rieccoci nuovamente da punto a capo.
- Tu ti sei mangiata il cervello mi sa! -  Le dico ormai esasperato cercando di spronarla - Ma ti senti quando parli?
- Io si... ma tu? Sei te quello che ha dato di matto mica io! Io ho solamente espresso il mio parere.
- Non puoi semplicemente  esprimere "il tuo parere" senza che io non dica la mia. Sopratutto se la cosa riguarda anche me! Non posso ancora pensare che tu abbia davvero detto quello che ho sentito. Ti conviene cambiare idea...
- O cosa? - mi interrompe
- Emma ma per la miseria... hai almeno capito di cosa stiamo parlando? Io credo proprio di no. Stai trattando questo argomento con la stessa facilità e superficialità con cui si sceglie che film vedere al cinema.  
- Ok cambio atteggiamento allora...  Hai provato solo per un secondo a metterti nei miei panni? 
- Ancora? Ti ho già detto quello che penso è non ho intenzione di cambiare idea!
- Fai come ti pare!  - la vedo allontanarsi e borbottare nel mentre qualcosa sicuramente riferito a me.
- Scusa, scusa, scusaaaaaa... potresti ripetere?
- Certo! Ho detto testuali parole: Ma che razza di uomo ho sposato?
- Pureeee???
-  Il killian ke conosco mi avrebbe capita è supportata.
- Ci sono dei limiti a tutto però.
- Bene! L’importante è saperlo.
Veniamo interrotti dal suono del campanello. Vedo Emma indossare uno dei suoi migliori sorrisi e andare ad aprire. E' Regina.  
- Non c’era bisogno di venire fino qua, ti ho scritto che avrei ritardato. Ti è arrivato il mio messaggio vero?
- Se vengo chiamata per un’emergenza sono costretta a venire non trovi?
- L’hai chiamata? - mi dice arrabbiata
- Non ho chiamato proprio nessuno! - rispondo a tono
- La volete smettere di inveirvi contro??????? Mi ha chiamata Leila. L’avete spaventata... ma si può sapere che avete da urlare tanto?
- Sono affari che non ti riguardano! - le rispondo seccato.
- KILLIAN! 
- Mi riguardano dal momento in cui vengo chiamata da una bambina in lacrime spaventata perche i suoi genitori stanno urlando. 
- Grazie per essere passata Regina, è carino che tu ti sia preoccupata per Leila ma non c'è nulla di cui preoccuparsi. A  Leila pensiamo noi, puoi tornare a casa! - le dice Emma gentilmente ma Regina non sembra essersi convinta
- Facciamo così! Io prendo le bambine e le porto a fare colazione da Granny, voi due continuate pure ad urlarvi contro a vicenda ma quando avrete finito per favore venitevi a riprendere la prole. 
- Le bambine sono di sopra. - le dico per togliermela dalle scatole. Ho ben altri problemi a cui pensare in questo momento che stare a dare spiegazioni a Regina.
La vedo salire al piano di sopra per poi scendere qualche minuto dopo con le bambine. Leila sembra terrorizzata:  
- Amore di papà! - provo a dirle sorridendo
- Io non ci parlo con te! Stavi urlando alla mamma! - mi risponde tutta triste e con ancora  gli occhi lucidi.
- Piccolina - le disse Emma - Anche la mamma ha parlato a voce alta a papà.  - ha provato a spiegarle. 
- Ma lui è il nostro principe, non può alzare la voce!  I principi non lo fanno. - mi si spezzò il cuore. 
- Va con zia Regina adesso va bene?  e tranquilla...  è tutto ok!
- Ha ragione la mamma... Non è successo nulla, ci dispiace averti spaventato. - la vedo annuire leggermente. - Vai a fare una bella colazione ora, noi vi raggiungiamo subito. - Aiuto Regina a montare il seggiolino per Chloè dopodichè torno in casa a cercare di chiarire una volta per tutte questa spiacevole situazione con mia moglie.

POV REGINA

Una volta Raggiunta Snow al locale sistemo Chloè nel passeggino e ordino la colazione per le bambine. Ci sono volute due cioccolate calde per far calmare Leila mente per quanto riguarda la piccola di casa  Jones beh... non ha voluto neanche provare a bere un po di latte, non riesce a dormire ed è decisamente stranita.
- E insomma? Raccontami: stavano davvero litigando?
- Litigando? Mi sorprendo che siano ancora entrambi vivi. Da fuori si sentivano delle grida assurde.
- Stiamo parlando ancora di mia figlia e Uncino? - chiese sconvolta - Ma come è possibile? Che sarà mai successo? Dobb...
- Shhhh.... sta arrivando Emma! - la interrompo vedendo dalla vetrata il suo maggiolino giallo 
- Mamma mamma! -  le corre in contro Leila per poi saltarle in braccio non appena fece il suo ingresso.
- Amore mioooo!!!!! - le risponde dandole un sonoro bacio. 
- Papà? - chiede facendo scomparire il suo fantastico sorriso
- Papà è a casa, doveva sistemare delle cose in garage.
- Avete fatto pace?
- Certo tesoro! Non era nulla di grave... davvero.  Amore, fidati della mamma... è tutto risolto.
- GIDEONNNNNN!!!!!! -  disse la bimba a gran voce vedendo entrare il suo compagno di giochi preferito. 
- Ecco brava!  Perchè non vai a giocare un po' con lui? Belle posso lasciartela cinque minuti?
- Assolutamente si! Vieni piccola andiamo a sederci li. 
Una volta fatta allontanare Leila ecco che Emma si decide a raggiungerci al tavolo. La conosco come le mie tasche, sembra ancora un po' turbata
- Allora?
- Allora cosa? Tutto ok. Pensavo che lo avessi sentito quando l'ho detto a Leila.
- Avanti, non portarla tanto per le lunghe!  Ti si legge in faccia che non è tutto ok! Perché non ti sfoghi un po'? Di sucuro ti farà bene. - credo di essere riuscita a convincerla. 
- Vuoi che vada via? vuoi parlare da  sola con Regina? - le chiede sua madre lasciando sia lei che me a bocca aperta. Snow che si fa gli affari suoi? MMMH... no non è da lei...
- E perchè mai non dovresti restare! Tanto prima o poi lo verresti comunque a sapere...
- Cosa verrei a sapere?
Vedo Emma girarsi  ai tavoli alle sue spalle per controllare che sua figlia non ci stesse ascoltando.
- Beh così su due piedi non saprei proprio come dirvelo...
- Perchè non provi a farlo senza tanti giri di parole? 
- Ok... Io e killian ci stiamo lasciando! Stiamo seriamente pensando al divorzio. - decisamente non ci ha gitato in torno.
CHE COSAAAAAA!!!!!! - esclamai io facendo voltare l'intero locale mentre Snow si limitò a mettere una mano davanti alla bocca palesemente shockata da tale rivelazione.  
- Shhhh abbassate la voce!
- Non dirai sul serio? - disse sua madre
- Purtroppo sì...
- Lo sapevo! Un pirata è sempre un pirata. Scommetto che ha un'altra. - dissi io con fare ovvio
- No!
- Hai incontrato tu un altro uomo? - chiese a quel punto Snow ancora piu sconvolta
- Ma che dici? Ti pare? Siete entrambe fuori strada. Diciamo solo che è successa una cosa che ci ha fatto capire che non siamo fatti per stare insieme.
- E avete quindi deciso di buttate tutto quello che avete costruito in questi anni per  aria? Non so se mentre litigavate vi è passato di mente: ma avete due bambine insieme.
- Lo sappiamo..
- E allora  ragionate e non fate stronzate.
- È impossibile parlare con lui! 
- Siete due teste dure quando volete, avrete litigato sicuramente per una cavolta! 
- Pensala come vuoi mamma! -  si alza bruscamente  prende il passeggino con all'interno chloe e la vedo avvicinarsi verso al tavolo dove è seduta l'altra sua bambina
- No no no dove stai andando? - la blocco prima che potesse raggiungerla
- A casa!
- No!  Ora lasci le bambine a tua madre e vieni con me!  Dobbiamo fare quattro chiacchiere tra amiche.
- Ma...
- Niente ma! Andiamo
***

POV EMMA

Una volta lasciate le bimbe da Granny con mia madre io e Regina andammo a farci una camminata "forzata" per storybrooke. 
-  So che non vuoi parlarne ma tenerti le cose dentro non ti aiuterà lo sai vero?
- Parlarne lo renderebbe reale e poi c'è troppa gente qui...
Neanche a finire la frase che mi ritrovo, grazie al tocco di magia di Regina nel suo uffico. - Ecco ora siamo sole. Siediti e racconta.
- Da dove comincio.... 
- Partiamo da una domanda di fondamentale importanza... Dimmi la verità: E' risolvibile la questione?
- No,  penso proprio di no! Abbiamo due idee completamente contrastanti. Cioè... non proprio contrastanti... è solo che io penso di saperne qualcosa in più rispetto a lui su tutto quello che ci sta succedendo.
- Spiegati meglio. 
- Ti ricordi la tradizione delle bimbe giusto? Quella di passare una notte al mese a casa di zia Regina? - la vedo annuire  - Beh... L'ultima sera che siamo stati da soli e che ci hai tenuto le bambine è successa una cosa...
- Cioè fammi capire:  litigate da quella sera? Perchè mai non ci avete detto nulla!
- Non litighiamo da quella sera. Quel giorno è solamente successo il tutto, le litigate sono arrivate dopo.
- Che diamine è successo quella sera?
- Faccio prima a dirti il dopo, a quello ci arrivi da sola. - cerco di prendere un po' di tempo. Non sono pronta a rendere tutto questo reale. 
- Allora? Mi stai mettendo un'ansia assurda
- Ecco... Io...  ho un ritardo. Un ritardo abbastanza importante direi. - Ecco l'ho detto.
- Un ritardo su co... oooh! - la vedo sbiancare - Quel genere di ritardo! Emma sei...
- No... non... non lo so!  Spero di no ad essere sinceri.
- Non avrete mica litigato per questo?
- In un certo senso si...
- Senti Emma, non posso mica tirarti fuori le paole con le pinze: vuoi dirmi che succede?
- Succede che nel caso in cui fossi incinta io non so se voglio tenerlo! - dico tutto d'un fiato.
- Ah! - penso di averla spiazzata con quell'affermazione. - E lui non è d'accordo suppongo.
- Esatto.
- Hai fatto già il test?
- No ma ho preso appuntamento da whale. Dovrò presentarmi in clinica  tra tre giorni. Io e i test siamo due cose a parte e poi sarei comunque dovuta andare in clinica per altre cose, tanto vale fare check up completo
- Non sapete e già litigate...
- Io ho solamente espresso la mia idea, volevo renderlo partecipe delle mie paure, affrontare la cosa insieme e prendere la decisione giusta. Lui invece mi ha dato addosso e io per difesa l'ho ripagato con la stessa moneta.
- Oltre al ritardo e al tuo nervosismo evidente hai altri sintomi?
- Solo uno ma penso sia dovuto più allo stress che ad altro. Rimetto in continuazione e non ho voglia di mangiare nulla. 
- Scusa se vado sul personale ma voglio capire meglio: in caso che... va beh hai capito... vorresti abortire?
- No, non ci riuscirei!  Non l'ho fatto a 18 anni e non credo che riuscirei a farlo ora.
-  Quindi... - la vedo sospirare - Vorresti fare esattamente quello che hai fatto con Heny... - abbasso lo sguardo - Emma, non hai ancora imparato la lezione ? - mi chiede gentilmente.
- Parli esattamente come lui!
- Sarebbe pur sempre suo figlio. Ha diritto quanto te di decidere. Pensaci bene... Questa volta non ci sono sortileggi di mezzo, se prenderai questa decisione poi sarà per sempre. Non potrai tornare indietro come l'ultima volta. Ti conosco... non faresti mai una cosa del genere se non per un motivo serio. Cosa c'è che ti turba?
- Non sono pronta a ricominciare tutto da capo. Sono esaurita Regina! Ho due bambine piccole di cui una di appena un anno. Mi dici come faccio a gestire il terzo... anzi il quarto? L'ultima gravidanza è stata un disastro... pericoli a destra e a sinistra, ho rischiato di perdere il bambino più di una volta e come se non bastasse ho avuto la depressione post partum fino a qualche mesetto fa.  Non voglio rivivere le stesse situazioni. 
- Però potevate stare più attenti e che cavolo! Da Henry a Leila sono passati 14 anni e tutto è andato bene adesso sembra che voi due abbiate dimenticato come funzioni essere in intimità senza rischi. - non ha poi tutti i torti.
- Non è detto che io sia incinta!
- Ma non è detto che tu non lo sia però! - restiamo entrambe in silenzio fin quando lei non tornò a domandarmi: - Volete divorziare per questo?
- Capisci quanto è grave? Io non ho detto che non voglio il bambino punto e stop... ho semplicemente espersso una mia opinione in base agli eventi passati... lui non fa altro che attaccarmi! Mi insulta perchè voglio, come dice lui, buttare nostro figlio nella spazzatura. Non capisce che anche per me è difficile prendere questa decisione. Non vorrei farlo ma so  anche che ora come ora non sarei in grado di gestire un altro neonato. Se fosse successo tra qualche anno perchè no! Ma adesso... lui vede solo il suo.
- E tu vedi solo il tuo! Hai pensato che forse ti sei espressa male? Killian pende dalle tue labbra, se avesse capito che la tua affermazione aveva dietro mille domande e dubbi io non credo che ti avrebbe attaccata. 
- Penso di essere stata abbastanza chiara! Volevo confrontarmi con lui capire bene cosa fare ma lui sembra infischiarsene. Quello che dice lui è legge. Mi dispiace ma non lo accetto.
- Non lo so... la cosa mi sembra molto strana. Sopratutto da Killian. l'unica cosa che posso dirti ora è quella di aspettare i risultati. Se le analisi saranno positive mettetevi a tavolino e prendete insieme la decisione giusta, se sarà negativo invece beh... potrete ridere sopra sulla vostra testardagine. 
- Se i risultati fossero negativi le cose non cambierebbero. Sono volate parole pesanti... su certe cose è difficile passarci sopra. 
- Mmmm ok. Supponiamo che decidiate di divorziare: Chloe è ancora troppo piccola per capire quindi no problem, ma Leila? Cosa le direte? Come le spiegherete che mamma e papà non vivono più insieme?
- Non lo so... Per il momento fortunatamente non si è ancora accorta di nulla.
- Oltre la vostra sfuriata di questa mattina di cos'altro  dovrebbe accorgersi?
- Dalla prima discussione avuta sono cambiate delle cose tra me e lui. Non passiamo più tutto il nostro tempo insieme, anzi... ci limitiamo solamente a pranzare e qualche volta a cenare insieme. Lo facciamo  per le bambine più che altro...  per il resto è come essere ai due poli. Lui dorme sul divano e io in camera. Adesso ad esempio non so neanche dove sia. Abbiamo fatto un patto: quando uno dei due sta con le bambine deve informare l'altro su dove siano e con chi per il resto non vogliamo sapere nulla. Ognuno fa cio che vuole.
- Ma siete diventati scemi o cosa? Fate sul serio? Invece di parlare e risolvere prendere e mandate tutta la vostra famiglia a rotoli? Trovate un punto di incontro e che cavolo!  Non siate stupidì. Quelle bambine non meritano di crescere in due case diverse sballottare a destra e a sinistra. Se non vi interessa di voi stessi, cosa che non credo, pensate almeno a loro.
- Dipende da lui. Io ho provato più di una volta.- dico ormai con le lacrime agli occhi
- Dipende anche da te però...  Dai! andiamo di la o tua madre si preoccuperà.

POV REGINA

Dopo averla fatta sfogare e preso atto della situazione torniamo al locale. Appena varchiamo la soglia ecco che Snow si alza in piedi e corre in direzione di sua figlia. 
- Allora? Tutto ok? - chiese preoccupata dato l'aspetto della ragazza
- Si sì, va  tutto meravigliosamente bene! - rispose poco convinta -  Ora però è tardi, dobbiamo andare!  Avevo promesso a Leila di portarla al parco. Ci vediamo domani ok? 
- Se ti serve un aiutino per qualcisai cosa non esitare a chiederlo. - annuisce, recupera la sua troupe e se ne va. Rimaniamo io e Snow... non so se è il caso di informarla. Spetterebbe a Emma questo compito ma vista la situazione non credo sia molto lucida al riguardo. L'ultima cosa che le serve adesso sono i consigli smielati di sua madre.
- Allora? Le hai parlato? Quanto è grave?
- Te lo dirò ma non deve uscire da qui. Non so se Emma vuole farlo sapere quindi per il momento fai finta che io non ti abbia detto nulla ok? - annuisce - La situazione è abbastanza grave. Potrebbe essere incinta e...
- Di nuovo? Ma... ma ha partorito appena un anno fa!
- Non è sicuro... dice che è stato un incidente ma comunque è ancora tutto da accertare. Quello che ho capito però, ed è anche il motivo per cui sono ai ferri corti, è che lei non è sicura di volerlo tenere. Ha paura di dover affrontare tutto quello che già ha passato fino a qualche mese fa.  Lo ha detto a Killian sperando in un suo appoggio...
- E killian ha dato di matto!
- Esattamente. Non se la stanno passando proprio bene come pensavamo direi!
- Dobbiamo stargli vicino.


Il mattino seguente. POV KILLIAN.

Come passa il tempo... mi sembra ieri che Emma sia venuta da me, nella nostra camera con in mano quel pezzo di plastica bianco. Ricordo ancora le sue parole: "operazione fratellino per Leila ufficialmente conclusa". Non ho mai creduto possibile che il mio cuore fosse in grado di provare così tanto amore per così tante persone eppure sembrerebbe così. Un anno... un anno fa sono diventato papà per la seconda volta. Credevo di non piangere... "sono già padre" ricordo di aver pensato eppure appena è stata messa tra le mie braccia non ho potuto far a meno di emozionarmi davanti a tanta meraviglia. L'ho amata dal primo istante che ho saputo della sua esistenza, le ho parlato ancor prima che nascesse, adoravo passare le notti con la mano poggiata sul ventre di Emma mentre la nostra piccolina mi riempiva di calci. Anche con Leila è stato così e ora sapere che forse c'è un altro piccolo in arrivo che molto probabilmente non conoscerò mai mi crea una sensazione di angoscia assurda. Non so se sia già qui con noi ma io penso di amarlo/a già. Ogni sera prima di addormentarmi mille domande mi passano nella mente: maschietto o femminuccia? capelli biondi o mori? Occhi? Cerco in qualche modo di associagli un viso ma poi le parole di mia moglie tornano a farsi sentire come coltellate. " Abbiamo un problema! Ho un ritardo" seguite da " Non penso di volerlo". Come può soloamente pensare una cosa del genere? Non lo so... so solo che la situazione tra di noi peggiora di giorno in giorno e la cosa mi preoccupa molto. Siamo passati dal litigare ogni singolo minuto ad ignorarci per ore. Abbiamo addirittura stabilito un calendario per vedere le bambine. Stiamo entrambi sbagliando lo so, ma una cosa è certa: se continueremo di questo passo il nostro matrimonio fallirà e per quanto in questo momento io sia arrabbiato con lei è una cosa che vorrei assolutamente evitare. Sento dei rumori... dei passi... E' Emma... Ha attraversato il salotto per andare in cucina. Mi alzo da quell'odioso divano e la raggiungo... voglio parlarle, ho bisogno di chiarire con lei. 
- Buongiorno tesoro! Hai dormito bene? - provo a dirle
- Giorno! - risponde freddamente
- Se ti do fastidio posso tornare dopo per la colazione...
- Rimani,è anche casa tua!
Ora o mai più. - Ci... ci sono novità per qella cosa? 
- Nessuna! 
sospiro... - Siamo davvero arrivati a questo punto?
- Non mi va di discuterne ancora. - la vedo che comincia ad alterarsi
- Emma senti...
- HOOK!!! Non è il momento! - Mi ha davvero chiamato hook? Non lo faceva da anni ormai se non per scherzare... -  Mettiti in faccia il più bel sorriso che hai e andiamo a svegliare nostra figlia.
Senza aggiungere altro andiamo al piano di sopra e raggiungiamo la cameretta di Chloè. Emma mi fa segno di svegliarla. 
- Chloe... amore di papà è ora di svegliarsi! -  la mia cucciolina apre subito i suoi ochhietti - Tantissimi auguri tesoro!
- Copleanno? - domandò raggiante
- Si tesoro mio! E' il tuo conpleanno.
- Gande io!
- Sei la grande cucciola di Papà!
- Ei, piccola festeggiata! Andiamo a vestirci? ci sta aspettando la nonna. Andremo a pranzo da lei  e poi stasera ci sarà la tua festa. -le disse Emma prendendola in braccio.
- Vado a svegliare Leila intanto ok? - Non mi risponde. Prende i vestitini di Chloè dall'armadio e si reca in bagno con lei.
Una volta vestite le bambine saliamo in macchina e ci incamminiamo verso il Loft dei Charming. Ci vogliono in media dieci minuti per arrivare ma quelli di oggi non sembrano essere minuti. In macchina regna il silenzio più totale... Neanche la chiacchierona di casa,Leila, proferisce parola.  Credo che dentro di se abbia capito che qualcosa non va...
***
- Eccovi finalmente, vi stavamo aspettando! - Ci accoglie Snow non appena arriviamo - Leila... non mi saluti? 
- Ciao... - disse tristemente.
- Che ha? - chiede, ma Emma si limita ad alzare le spalle - Andiamo bene... Chloeeee!  Eccola la nostra bella festeggiata. Ma lo sai che oggi riceverai tanti regali?
- Egali egaliiiiiii!!!! - disse battendo le manine.
- Mamma, ti dispiace  tenerla un secondo?
- Certo dove...dove vai?
- Devo prendere aria!Scusate -  uscì di corsa lasciandomi con entrambi i suoceri che mi scrutano.
- Killian... ma che sta succedendo!
- Tu figlia è impazzita ecco che succede!
- Sicuro sia solo colpa sua?
- È lei fidatevi. Vostra figlia sta mandando tutto a puttane!
- TANE! - ripete mia figlia tutta felice.
- Noooo! Chloe no! Non si dice! E' una brutta parola.  KILLIAN! Modera le parole, lo sai che ripete tutto ciò che dite. - mi rimprovera Snow
- Ciao a tutti!
- Regina eccoti...
- Scusate sono in ritardo lo so... Ciao piccolina! - si fionda su Chloe per fargli gli auguri e coccolarla - Ah... Quasi dimenticavo. C'è August di sotto... sta parlando con Emma.
- Ecco perchè è scesa! Ora mi sente!
- Fermo lì, lasciala respirare.
- Respirare? Forse è incinta e in quel caso non vuole tenere nostro figlio. Vi sembra normale come cosa? A me no!
- Appunto! Lo sappiamo tutti che  non è da lei .... evidentemente c'è qualcosa che l'affligge non trovi? Non potresti essere un po' più comprendibile? - mi disse Regina 
- Deve parlarne con me se l'affligge qualcosa non fare di testa sua o ascoltare quel damerino che le sbava dietro.
- Non cominciare a fare il geloso, avete problemi ben più grandi da risolvere. Sappiamo che è uscita dalla depressione post partum solo da qualche mese... forse l'ipotesi di una nuova gravidanza la sta mandando in crisi non pensi? Non credo le pensi sul serio quelle cose... Killian, tu riesci a leggerla come un libro aperto, possibile che non riesci ad aiutarla?
- Ho provato a parlare un milione di volte... non vuole saperne di ascoltarmi.
- Lei sembra sostenere il contratio... 
- Avete finito di parlare di me? - ci dice entrando
- Emma...
- No no no Killian! I patti erano chiari: ognuno per la sua strada! Lo hai detto tu no? - nei suoi occhi vedevo delusione... 
- Si è vero l'ho detto, ma volevo solamente farti reagire.
- Sto reagendo infatti! - smette di guardarmi e va dritta da Chloè - Vieni amore di mamma! - la prende in braccio -  Ti faccio mangiare, ti faccio fare il riposino e poi andiamo a festeggiare il tuo compleanno da nonna Granny, sei contenta?
- Totta!
- Si, ci sarà anche la torta! - la vedo prendere la pappa di Chloe e spaire al piano di sopra. 
- Avete visto? Non ci vuole neanche provare a chiarire.
- È ferita, ha bisogno di tempo. 
- Di cosa dovrebbe essere ferita sentiamo? - comincio ad alterarmi - Ha iniziato lei questa guerra.
- Tu non ti sei risparmiato però!
- Sarà ma almeno con il senno di poi ci sto provando a rimediare... lei? Ve lo dico io, lei non sta facendo nulla.  se il nostro matrimonio finirà non sarà di certo a causa mia. Ci vediamo da Granny! - sbatto la porta alle mie spalle e vado via
***

POV SNOW

Che altro poteva succedere in questa giornata se non l'ingresso a sorpresa di Leila durante l'uscita di scena di suo padre? 
- Papà! - fu quella parola detta con tanta tristezza  a gelarmi il sangue. Non mi ero accorta fosse entrata. Quanto avrà sentito di tutta quella assurda discussione?
- Piccolina tranquilla, papà torna subito! - provo a dirle ma lei non sembra credermi.
- Non è vero! Non tornerà! Ha litigato con la mamma. Loro non si vogliono più bene. -  scoppia a piangere e prima che possi fare qualcosa per aiutarla ecco che si precipita ad aprire la porta del loft per uscire.
- Leilaaaaaaa!!! - la chiamo a gran voce affacciandomi sul pianerottolo.  Ha preso la direzione delle scale. Mi affretto a raggiungerla ma da lontano vedo Killian, che è ancora li , fermarla. Tiro un sospiro di sollievo e mi faccio da parte. Chi può calmarla se non uno dei suoi genitori? Mi accingo a tornare dentro ma mi blocco sul posto quando sento pronunciare da mia nipote la frase più brutta che un genitore possa sentirsi dire. Involontariamente mi ritrovo ad origliare la loro conversazione. 
- Papà, perchè te ne stai andando? Non ci vuoi più bene?
- Ma che ti viene in mente tesoro! - le dice lui portandosi alla sua altezza.
-  Ho setitio tutto! tu e la mamma non andate più d'accordo. Non volete più essere sposati. Io non voglio che succeda questo. 
- Non pensarci ok? Ti prometto che si risolverà tutto! 
- Non te ne andrai di casa?
- No
- Neanche la mamma andrà via?
- Neanche lei, staremo tutti e quattro insieme. Siamo una famiglia e lo saremo per sempre.
- Però voi avete detto...
- Leila, quando un adulto si arrabbia può capitare che dica cose che non pensa. Io e la mamma risolveremo tutte le nostre inomprensioni, te lo prometto! Ora asciugati le lacrime! E' il compleanno di Chloè, è un giorno di festa, non si deve piangere. 
- Ti voglio bene papà!
- Ti voglio bene anche io principessa!
Sembrerebbe essersi calmata, mi asciugo il viso dalle lacrime versate a causa dei loro discorsi e torno dentro. 
***

POV EMMA

Mi ero ripromessa che sarebbe stata una giornata di pace e invece siamo riusciti a litigare anche il giorno del compleanno di nostra figlia. Come si può andare avanti così? Se fino a un paio di giorni fa volevo solamente fare un piccolo ricevimento per la festa di questa piccolina ora l'unica cosa che avrei voglia di fare  è infilarmi sotto le coperte e chiudere gli occhi per non pensare. Non posso farlo però, sono una mamma e la felicità dei miei figli viene prima della mia. Tze.. belle parole dette da una che fino a questa mattina pensava mandare suo figlio in adozione. uff... meglio tenere la mente occupata e non pensare. Guardo l'orologgio e mi accorgo che sono già le sei. Preparo Chloè per la festa dopodichè vado a chiamare Leila per vestire anche lei. Non la trovo in nessuna delle stanze al piano di sopra. Strano... pensavo stesse riposando. Scendo al piano di sotto. 
- Chloe è pronta, dov'è Leila? - chiedo ai miei e a Regina
- E' Con Killian!
- Dove? Devo vestirla.
- Non lo so, credo siano andati a farsi una passeggiata. 
- Come scusa? E chi chi vi ha detto che potevate mandarla con lui? - lo so, è fuori luogo, ma sono tropo arrabbiata ancora
- E dai Emma, non esagerare adesso.  E' suo padre. 
- Abbiamo un programma stabilito. Voglio che venga rispettato. La fiducia si basa anche su queste cose. 
- Tra tutti e due non saprei chi è più ragazzino. 
- E' lui che si è voluto allontanare, è lui che ha detto che era meglio vedere le bambine separati per non fargli vivere il clima di disagio. E' lui che ha scritto quel dannato calendario. Anche se la ritenevo una cosa stupida ho accettato le sue richieste... adesso esigo che le rispetti anche lui. 
- Non ti agitare, Leila è qui! - vedo Killian entrare con la mia bambina. Ha sentito la nostra discussione e ha avuto paura, l'ho rassicurata dicendole che tutto andrà bene!
- È vero mamma? Vi volete ancora bene? - mi chiede lei con i suoi occhioni da cucciola 
- Certo che ce ne vogliamo... ci vorremo bene per sempre. - le dico. Non voglio vederla soffrire. 
- Me lo prometti?
- Certo tesoro che te lo prometto! Siamo i vostri genitori, ci vorremo sempre bene.
- Non vorrei iterrompere questa bella conversazione madre figlia ma ti conviene vestire questa signorina in fretta.  Granny ci aspetta e gli invitatai stanno per arrivare.

Alla festa (POV KILLIAN)

- Possiamo parlare un secondo? - dico all'orecchio di mia moglie facendola sussultare. 
- Non è ne il momento ne il luogo adatto, stiamo festeggiando il compleanno di tua figlia se te ne fossi dimenticato. 
- Concedimi solo due minuti.... per favore. Ti prometto che poi ti lascerò in pace. 
Si allontana senza darmi una risposta, la vedo parlare con Regina e Snow e poi tornare. - Solamente due minuti... non posso lasciare il controllo della festa a mia madre.Potremmo ritrovarci a fare una parada con Chloe in spalla. 
Sorrido e prendendole la mano la conduco fuori, sul retro del locale. 
- Sentiamo... cosa c'è di così importante che non può aspettare? 
- Forse non ho avuto l'approccio giusto quel giorno... posso provare ad averlo adesso però... Mi faresti capire cortesemente il motivo esatto per cui non vorresti tenere questo bambino?
- Non c'è niente da dire. Non più almeno!  Era un falso allarme.
- Non...
- No, non sono incinta.
Se da una parte il mio cuore sembra essersi rotto alla scoperta di questa cosa dall'altra sono sollevato. Adesso le cose forse possono tornare alla normalità - E' tutto ok quindi?
- Tutto ok? No che non lo è!  Ti sembriamo due che sono ok?
- No è che... senti, posso esserci rimasto male? Sei entrata in stanza dicendomi che c'era il rischio che fossi nuovamnete incinta. Non mi hai dato neanche il tempo di elaborare che mi hai detto di non volerlo tenere. Non hai aggiunto altro. Per quanto possa leggerti bene non so sempre cosa passa nella tua testa. 
- In tutti questi giorni, hai mai provato anche solo per  mezzo secondo a metterti nei miei panni? Hai la vaga idea di cosa ho passato mentre aspettavo Chloe? E il dopo? Amo quella bambina più della mia stessa vita e non tornerei mai indietro ma ho passato anche dei momenti terribili. Pensare di doverli rivivere così in breve tempo per me è stato uno shock. Che poi diciamocelo... era davvero troppo presto.
- Ti sarei stato accanto, lo sai,  avremmo affrontato tutto insieme come sempre. Ce l'avremmo fatta anche questa volta. 
- Sei sempre troppo positivo
- Può darsi, ma Volevi davvero  rivivere il trauma di un abbandono? Lo sai cosa vuol dire, ci sei passata con Henry per non parlare che tu stessa sai cosa vuol dire essere abbandonati. Te lo saresti mai perdonato?  - il suo sguardo improvvisamente cambia, passa dall'arrabbiato al senso di colpa. - Rispondimi per favore.
- Forse no. - fa una pausa e vedo i suoi occhi riempirsi di lacrime. Noto con piacere che sono ancora in grado di buttare a terra le sue inutili difese. - l'ho sempre detto che sono una mamma orribile. - le lacrime ormai erano fuori controllo.  Lo sapevo...  erano solo parole buttate al vento, era la paura a farla parlare. 
- Vieni qui... -  la stringo forte a me - E' la prima volta che prendi atto di quello che stavi per fare vero?  - annuisce. - Va tutto bene, può succedere di perdere il controllo, sei umana anche tu. Guardami! Non sei una mamma orribile. Le ragazze ti amano. Henry ti ama e questo bambino se fosse stato già tra noi ti avrebbe amato incondizionatamente a prescindere da tutto. Sei ancora provata per  il periodo passato dopo la nascita di chloe. 
- Ho detto delle cose orribili
-  Perchè io no? Di tutto questo gran polverone gran parte della colpa è anche la mia... avrei dovuto capire le tue paure e provare ad aiutarti,  no darti contro e basta. La prossima volta...
- Non avremo una prossima volta, tre figli sono più che sufficienti!
Sorrido - Concordo... ma se dovesse capitare con maggior calma cercheremo insieme una soluzione consona per far crescere al meglio la nostra famiglia.
- Scusa se ho reagito male, scusa se ti ho trattato da schifo. Mi sono comportata come una bambina. 
- Siamo due bambinoni quando ci mettiamo. Scusami anche tu se ho visto solo il mio e  non ho cercato di vedere oltre. Ti amo Emma, non ho assolutamente intenzione di  mandare il nostro matrimonio all'aria per un'incomprensione.
- Ti amo anche io. 
 Finalmente dopo giorni e giorni di soli litigii  riuniamo nuovamente le nostre labbra in un bacio. 
- Rientriamo dai! -  dissi prendendola per mano
- Aspetta
- Che c'è?
- Sarà meglio strappare il calendario con il programma di custuodia delle bimbe. Faceva un po' schifo come idea, ammettilo!
- Scema! Andiamo forza!
- Aspetta!
- Che altro c'è! - dico ridendo
- Comunque... non credo che alla fine sarei riuscita a mandarlo via... il bambino dico. 
- Lo so... penso di averlo sempre saputo. Ma dovevi comunque  arrivarci da sola. Forza! Quella peste di Chloe reclama la sua torta.
- Andiamo...

POV SNOW

E' ormai più di mezz'ora che si sono allontanati, se tra dieci minuti non varcheranno nuovamente quella soglia li andrò a chiamare personalmente. Vedo Leila giocare con i suoi amichetti e Chloe ballicchiare insieme ad altri bimbi della sua età non posso far a meno di sperare che la situazione per i loro genitori si risolva, non si meritano tutto questo. 
- Sono tornati! - mi fa notare David indicando la porta. 
- Mmh dalle facce la situazione non sembrerebbe essere cambiata. 
All'improvviso si spensero le luci e fece il suo trionfale ingresso la torta. Tutti appladirono e cantarono la canzoncina alla piccola festeggiata che con l'aiuto di Henry e Leila spense la sua prima candelina. Vennero scattate le foto di rito lasciando come ultima foto quella più importante
- E ora tocca ai genitori con i due fratelli. - disse Regina. 
- Mamma, è un problema se non faccio la foto con voi? L'ho fatta prima da solo con il piccolo mostriciattolo tanto.
- Che devi fare di così importante? - mi intromisi io vedendo che scalpitava
- Violet deve tornare a casa e siamo oltre il suo coprifuoco.
- E che state aspettando allora, andate.
- grazie nonna!!!!! Grazie Mammeeee!
- Mamma mamma la fotoooooo! - leila iniziò a strattonare sua madre per portarla alla torta, si misero in posa. Killian prese in braccio Leila mentra Emma Chloè
- Sorridete.
Mentre le bimbe ridevano felici i due sposini si scambiarono uno sguardo e immediatamente dopo un bacio che venne immortalato nella foto di famiglia. ci fu un grande applauso, era una scena bellissima. Guardo mio marito e dico:
- Tutto bene quel che finisce bene!

 
Note dell'autore:
Buon 2018 ragazziiiiii!!!!! Ecco a voi il primo aggiornamento del nuovo anno! Come ho già detto molte volte la personalità dei personaggi non sempre rispecchia quella della serie Tv ma ci tengo a precisare che è una cosa che faccio di proposito. Spero che il capitolo sia stato di vostro gradimento. Un abbraccio e alla prossima.

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Capitolo 10
*** Adolescenza ***


POV HENRY

Sono a casa; da Regina per la precisione, me ne sto seduto sul divano a far finta di studiare quando in realtà sto semplicemente architettando un piano da poter mettere in atto. Vedo mamma passarmi davanti e controllare il suo outfit allo specchio. Quale momento migliore se non adesso? Coraggio Henry, ora o mai più!
- E quindi... - rompo il silenzio che c'è in stanza - Questa sera Robin ti porta a cena fuori?
- Henry che ti prende? - mi guarda -  È la settima volta che me lo chiedi.  Si, mi porta fuori e tranquillo non dovrai far da babysitter a Ronald se è questo che ti preoccupa.
Non avevo minimamente pensato a quella possibilità, ad ogni modo meglio così. - Quindi... non hai nulla in contrario se esco questa sera vero?
- Io no, ma devi chiedere comunque anche a Emma, è da lei che andrai stasera.
- Davvero?!?!?!? - cavolo,questa non ci voleva.
- Si, tocca a lei oggi, lo avevi dimenticato?
- No è che... si insomma, mettiti nei suoi panni. Ha due bimbe piccole a cui badare, sarebbe un po una cattiveria piombare così su due piedi da lei non trovi?
- Ma che dici Henry! E' tua madre quanto me e per quanto riguarda le bambine... beh ha scelto lei di avere più di un figlio. - la vedo che riflette sulle mie parole. Il suo sguardo cambia di colpo, non la vedevo così da quando lei e l'altra mia mamma si odiavano - Henry, dimmi la verità: Per caso tua madre ti ha fatto sentire di troppo? - Aia... forse ho esagerato, come mi è venuto in mente di mettere mia madre come scusa?  - No perché se è così la mia cara signorina swan... jones o quel che è mi sentirà!
Devo fermare quel fiume in piena prima che sia troppo tardi. -  No, no, mamma che dici! So che sarebbe felicissima di avermi a casa sono io che non vorrei.... come dire... disturbarla? 
- Mmh... e con chi vorresti rimanere sentiamo... con I nonni?
- Veramente pensavo... se per te non è un problema.... di rimanere a casa da solo. Sono grande ormai. 
- Henry ne abbiamo già parlato, è fuori discussione. Avrai anche sedici anni ma siamo a Storybrooke, se qualcuno attaccasse all'improvviso non saresti pronto ad affrontarlo.
- Non siamo più sotto attacco da anni ormai! - le ricordo
- Appunto! Meglio stare in guardia! - Mmh c'è sotto qualcos'altro - Dimmi la verità mamma! Perché non vuoi che rimanga a casa da solo?
- Per lo stesso motivo per cui tu vuoi casa libera amore! Pensi davvero che abbia creduto alla storia di Emma e lo stress di fare da mamma a tre figli? - la vedo ridere - Esci con Violet e alle nove e mezza dritto da Emma! Se vengo a sapere anche solo che hai tardato di un minuto non so come finisce.
- Violet? Chi ti ha detto che esco con lei?  - chiedo perplesso
- La tua faccia da pesce innamorato amore mio! - mi stampa un bacio in fronte. - Avanti, non farla aspettare, non è carino!
Possibile che al posto di due mamme io abbia due veggenti? Uff... e va bene, sarà meglio affrettarmi prima che faccia tardi sul serio.

POV EMMA.
- No ninne! No no no! 
- Amore non fare i capricci, è tardi e devi andare a letto! 
- Noooo!!!! - si lamenta. E' più di mezz'ora che tento di mettere Chloè a letto ma sembra non esserci verso. Ha dormito più del dovuto questo pomeriggio e come facilmente intuibile adesso è piena di energie. Tento di acciuffarla mentre sgambetta verso la cucina ma vengo travolta da mio figlio che  entrare come una furia in casa prendendomi in pieno. 
- Henry! - esclamo 
- Mamma scusa scusa scusa! Lo so, lo so, sono in ritardo ma  ho perso la cognizione del tempo! - Mi dice con il fiatone . Deve aver corso parecchio.
- Tranquillo Henry respira!
- Henry ciaooo! -  gli dice Leila entrando in salotto e saltandogli in braccio.
- ENNIIIIIIIIII! - ripete la più piccola cercando anche lei di raggiungerlo.
- Ei signorine ciao! Come mai ancora sveglie?
- Lascia stare guarda... anzi perché non mi dai una mano?
- Volentieri! - mentre cerca di afferrare Chloe la quale ha capito che anche lui è intenzionato a portarla a fare le "ninne" mi chiede - senti mamma non è che per caso ti ha chiamato...
- Regina? - sorrido e lui annuisce - Si lo ha fatto!
- E tu che le hai detto? - domanda preoccupato
- Che eri in doccia e l’avresti chiamata appena finito! - gli lancio uno sguardo d'intesa.
- Davvero lo hai fatto?
- Certo! Sarò anche dventata una mamma rompi scatole come dici sempre, ma il quarto d’ora accademico si concede a tutti!  - continuo a ridere.  - Chiama tua madre e poi dritto in doccia. Alle tue sorelle ci penso io. 
- Grazie mamma, ti adoro! - lo vedo avviarsi per le scale
 -  Ah... qausi dimenticavo: visto che ci sei, metti la camicia in lavatrice.  Non credo che  quelle macchie di rossetto andranno via da sole altrimenti! - arrossisce come un peperone e sparisce nella sua stanza.
- Amore sono tornato! - wow! finalmente Killian è qui.
- Papààààààààààà!
- Eccola la mia principessa! - Prende in braccio Leila provocando la gelosia di Chloè
- Io pincipessa! - Dice in modo arrabbiato.  Ha iniziato a parlicchiare da poco ed è una barzelletta continua, amo sentirla ripetere le parole. Sopratutto quando le sbaglia
- Ma si amore di papà, anche tu sei la mia principessa. - Prende in braccio anche lei e la bacia
- Papà! Lossetto tamicia! - dice ridendo. 
Killian la guarda perplesso. - Cosa amore? Che hai detto?
- Ha detto Rossetto e camicia! -  Lo vedo guardarsi la giacca per rivolgersi a me. - Qualsiasi macchia troverai sulla mia camicia giuro che è la tua!
Scoppio a ridere. - Tranquillo non era riferito a te! Ma a Henry.... e le sue camicie.
- Ah si?!?!?! La storia già mi piace! - commenta alzando il sopraciglio -  Dove il mio ragazzo?
- Di sopra! Perché visto che ci sei non passi un po’ di tempo con lui e gli dai qualche dritta per non fare... come posso dire.... stupidaggini?
- Stupidaggini?!?! - chiede
- Si... insomma cerca di non fargli fare cose affrettate. Ultimamente lo vedo particolarmente preso da questa ragazzetta e la cosa non mi sta poi tanto bene. Ho parlato con Regina e la pensa come me.  Tu sei la figura maschile più vicina ad un papà che ha e credo che questo genere di discorsi un ragazzo  li debba affrontare con un uomo più che  con una madre. 
- Ho capito! Ci penso io amore. -  Mi bacia
- Papà no! - Mette il broncio Chloè. È gelosissima del suo papà e guai a chi gli si avvicina!
- Amore tranquilla - le dice -  lo sai che ho occhi solo per te!
- E io? -  Risponde l’altra
- Shhhh.... lo sai che vi amo entrambe! - le dice sottovoce per non far replicare il piccolo avvocato che ha in braccio. Le lascia alle mie cure e va di sopra. Speriamo bene.
***

POV KILLIAN.

Emma ha ragione. Henry è diventato un ometto a tutti gli effetti ormai e ha bisogno di qualcuno con cui parlare che non siano le sue madri. 
- Sono Killian,posso entrare? - dico dopo aver bussato alla sua porta.
- Si certo,entra pure. 
- Che stai facendo? - domando per iniziare un discorso
- Ho appena parlato con la mamma. Regina intendo...  È con Robin ma non perde tempo per controllarmi! - sbuffa
- È comprensibile  non trovi? Età difficile, cambiamenti, fidanzatina... una mamma si preoccupa per il suo bambino. E' normale. - si butta sul letto a peso morto sospirando -  A proposito di fidanzata... come va con Violet? 
- Ti manda l’altra mamma vero? - mi chiede conoscendo già la risposta. 
- Può darsi ma questo non significa che gli riferirò  tutto quello che mi dirai.
- Dici? - non lo vedo convinto
- Sicuro, hai la mia parola! Siamo in minoranza ragazzo dobbiamo sostenerci a vicenda. - Lo vedo ridere. - Raccomntami un po'...  come ci è finita la macchia di rossetto sulla tua camicia?
- Come fai a saperlo l’ho messa via... ah beh c’erto: la mamma! - alza gli occhi
- Che tu ci creda o no non è stata tua madre ma tua sorella. 
- Leila?!?
- Peggio: Chloe! 
- Piccola spiona. - Lo vedo ridere
- Le sue paorle sono state: "Lossetto tamicia!". Pensavo fosse riferito a me e stavo già cercando di trovare un modo per non farmi incenerire da tua madre per una cosa non commessa. 
- Posso solo immaginare la scena- ride a crepapelle
- Non cambiamo argomento però.... stavamo parlando delle tue disgrazie, non delle mie! Che mi dici, come vanno le cose tra di voi?
- Le cose andrebbero bene  se solo avessimo un po’ più di tempo per noi!
- Ma non vi vedete sia a scuola che i fine settimana?
- Si ma... lascia stare dai, non fa niente!
- No no dimmi! C’è qualcosa che ti turba per caso? - lo vedo trattenersi - Senti Henry, lo so... non sono tuo padre e come già ti ho spiegato altre volte non sono qui per prendere il suo posto, però voglio che tu sappia che con me ci puoi parlare. Viviamo insieme e siamo gli unici due uomini di casa, se non ci coalizziamo quelle tre donne al piano di sotto ci metteranno Ko nel giro di pochissimo tempo. - sorride - Senti... quello che voglio dirti è che non ti devi sentire in imbarazzo a parlare con me, sono stato un ragazzo prima di te e forse posso darti qualche consiglio.
- Di la verità è un modo per cominciare a far pratica per quando Leila e Chloè saranno grandi?
- Non ci avevo pensato ma ora che me lo fai notare... beh... sarebbe un buon inizio fare pratica con te ragazzo. - gli do una pacca sulla spalla. - Allora, cosa c'è che non va?
- Io e Violet stiamo insieme da un po’ ormai... e ecco.... io.... lei... si insomma, noi pensavamo che sarebbe il momento gius....
- Ho capito! Caspita Henry... mi ero preparato un discorso su varie tematiche ma non questo. 
- Ho schockato il pirata più temibile dei sette mari?
- No certo che no ma... non credi di correre un po troppo?
- Non direi... siamo grandi ormai.
- Se voi siete grandi io e tua madre cosa siamo? - ride - Ascolta Henry, non pensare che io ti stia venendo contro perchè non è assolutamente così ma penso che voi stiate accellerando un po le tappe.  Avete sedici anni, vivetevi la vostra età senza fare stupidaggini... c’è tempo per essere grandi.
- ! Ti ha detto la mamma di dirmi questo?
- No! Lei mi ha chiesto smplicemente di darti un consiglio e questo è il mio consiglio per te!
- Tu alla mia età come ti sei comportato in queste situazioni?
- Davvero Henry? Io non sono assolutamente un uomo da cui prendere esempio in base al passato. Immagini già cosa ho potuto fare e con il senno di poi sappi che me ne son pentito alla grande. Ha sedici anni non si ha ancora la consapevolezza di cosa sia davvero l'amore. Il vostro puo esserlo o meno, lo scoprirete con il tempo.... E' meglio affrettare le cose e pentirsene o aspettare un pochino e rendere il momento unico e speciale?
- Grazie per le parole Killian, ma ora se non ti dispiace vorrei andare a farmi una doccia!
- Certo! Sarò al piano di sotto se vorrai parlarmi. - Mmh non sono sicuro di aver fatto centro. Faccio per uscire ma mi fema
- Killian aspetta! - mi volto - Grazie davvero! Forse... forse hai ragione.  In fondo tu hai trovato il tuo vero amore... chissà, magari con i tuoi consigli riuscirò a far diventare vero amore anche quello mio e di Violet! 
- Possibile!
- Tranquillizza la mamma. Credo proprio che aspetteremo.
- Felice di averti aiutato ragazzo! - Esco dalla sua stanza e scendo da Emma. Le bimbe non ci sono, evidentemente è riuscita a metterle a letto.
- Sola mia principessa?
- È già, che ne dite capitano? Vi andrebbe di venire a farmi compagnia?
- Con molto piacere! - mi siedo sul divano accanto a lei, la bacio e la stringo a me. 
- Hai parlato con Henry?
- Si e credo che mi abbia ascoltato...almeno spero!
- L’adolescenza è brutta! - sospira
- Ti basi sulle tue esperienze personali? 
- Non mi pento affatto di aver avuto Henry da adolescente, ma prima di lui ne ho fatte di stupidaggini... mi sorprendo che non sia successo prima visto la mia superficialità.
- Non mi piace per niente questo discorso sai? Ad averti incontrata prima...
- Mi avresti segregato in casa? -  chiese maliziosa.
- Mmm non male come idea,  segregata in casa ma con me! - Le bacio il collo
- Scemo. - ridiamo insieme
- Tranquilla per Henry, è un bravo ragazzo. - Restammo abbracciati per un periodo indefinito di tempo a guardare un film a detta sua bellissimo ma in realtà orribile dopodiché andammo a “dormire”... o così si fa per dire.
***

Una settimana dopo. POV EMMA

Sabato mattina, mio primo giorno libero, escludendo la domenica, da non so quando tempo e indovinate un po’? Ho appena ricevuto una chiamata da mio padre per raggiungerlo insieme a Regina alla stazione per un caso particolare. Per richiedere l’aiuto di Regina deve essere per forza qualcosa riguardante la magia. Speriamo nulla di grave.
- Pronta Swan?-  dice la mia amica non appena arriva a casa
- No! Ho un problema: non so a chi lasciare Chloè! Leila è a casa di una sua compagna d’asilo ma lei? Non mi va di portarla con noi e ne mia madre ne killian ci sono, lavorano entrambi.
- Belle?
- Ha il turno in biblioteca e no, non ci penso minimamente a lasciarla a Granny.  
- Ci sono io mamma! - Mi dice Henry raggiungendoci al piano di sotto. - Posso badare io alla mia sorellina.
- Tu? Non hai di meglio da fare?
- Assolutamente no!
- Henry... - intervenne Regina -  Se è una scusa stupida scusa per stare solo con Violet sappi che non va affatto bene. Ne abbiamo già parlato ieri.
- Ma perchè pensate solo a questo? Violet è partita per mia sfortuna...  tornerà tra una settimana quindi potete tranquillamente dormire su sette cuscini.
- Sul serio?!?! - annuisce - E i tuoi amici? 
- Non sono dell’umore per uscire! - Si limitò a dire.
- Che ne dici Emma?
- Sei sicuro che non ti crea problemi tenerla?- dico - Lo sai come è fatta, non è il classico esempio di bambina tranquilla. 
- Non mi crea nessun problema darle un'occhita, anzi... mi fa piacere. - Mmh... non mi sta guardando... 
- Henry mi stai mentendo? Guardami negli occhi per favore. -  Si gira:
- Mamma non ti sto mentendo, sarei il ragazzo più felice del mondo se tu mi lasciassi il compito di supervisionare questa rompi scatole!
- Emma, credo stia dicendo la verità. 
- Ok va bene! Per qualsiasi cosa chiamaci ok?
- Va bene, lo farò! Ora andate o il nonno inizierà a dare numeri!
- Mi raccomando a tua sorella! - Continuò Regina!
- Va bene va bene ho capito! Dormigliona com' è è capace che quando tornerete a casa ancora starà dormendo.
- Torneremo dopo pranzo quindi non credo che ti salverai dall’operazione pappa e cambio pannolino  - dico ridendo! - grazie Henry ci vediamo nel pomeriggio!
- Ciao mamme!
***

POV HENRY

Dopo un intenso interrogatorio con le mie mamme finalmente un po' di sano relax. Mi butto sul divano, accendo la Tv, mando qualche sms e... Chloè piange.  Ma come è possibile che si sia già svegliata?  Finisco di mandare un sms dopodiché vado di sopra da lei. 
- Piccola peste, matiniera questa mattina?
- ENNY TAO! - dice tutta contenta allungando le manine per farsi prendere in braccio. 
- Hai fame? Vuoi fare colazione?
- tolazione! - ripete
- Si certo... tolazione proprio! - ridendo la porto al piano di sotto e la faccio sedere sul suo seggiolone. Le preparo il latte con i biscotti, lo metto nel suo biberon dopodichè una volta assicurato che non sia eccessivamente caldo glie lo porgo. Non ho problemi ha farla mangiare, è una mangiona e non fa storie, è il cambio pannolino che mi preoccupa. Impiego più di mezz’ora per torglierle il pigiamino e vestirla, è un terremoto e non c'è verso di tenerla ferma. Faccio appena in tempo a finire questa difficile operazione che ecco che il campanello di casa suona.
- Mamma! - esclama pensando fosse Emma
- Cara Chloè credo tu ti stia sbagliando, questa è sicuramente la mia ricompensa. - La prendo e la porto con me ad aprire la porta. - Amore ciao!  Sei arrivata finalmente! - Dico rivolto alla mia fidanzata. - e' si lo so... ho mentito alle mie mamme... Violet non è partita.
- Mi stai già tradendo?-  mi dice sorridendo nel vedere mia sorella.
- Posso spiegarti cara non è come pensi! Ho una spiegazione più che logica  per avermi trovato qui in casa con un’altra donna! - continuo il suo gioco e lei divertita entra in casa e mi bacia. Mia sorella le si scaraventa contro iniziando a darle degli schiaffetti e a tirarle i capelli.
- Oi oi oiiiii Chloe che ti prende adesso è? - Le dico liberando i capelli della mia ragazza dalla sua salda presa. 
- Enny mio! Solo mio! - risponde guardando direttamente Violet la quale si mette a ridere.
- Che c’è, sei gelosa nanetta? - le scompiglio i capelli e le do un bacio sulla sua testolina bionda. È tremenda ma in fondo è un amore di sorella.
- Mi scusi signorina... è tutto suo se lo vuole. Tolgo il disturbo! - scherza
- Non ci provare minimamente ad andartene. Per una volta  che ho casa libera poi...
- Le tue mamme?
- Avevano un caso, sono alla centrale con il nonno. 
- E ti hanno lasciato solo nonostante siano così sospettose? 
- Potrei avergli mentito!
- Henry!
- Ma solo una piccola bugia.. a fin di bene! Gli ho detto che eri partita.
- Piccolo bugiardo! Ti bacerei ma ci tengo ai miei capelli. - ride riferendosi a Chloè che continua a guardarla brutto. 
- Allora sei contenta o no di questo invito?
- Certo che si  ma non mi sembra proprio l’idea di casa libera... - mi fa notare.
- Parli di lei? Lei è tranquilla. Non parlerà! Vero amore?
- No pallerà! 
- Come non detto! - rido -  basterà non dire nulla di  compromettente. 
- Ok! 
- Vogliamo... vogliamo accomodarci di la intanto? Ho un paio di filmetti da vedere niente male.
- Volentieri!
Ci sistemiamo nel salottino e iniziamo a vedere un film. Una commedia romantica per la precisione. Seguiamo la storia per i primi dieci minuti dopodiché l’unica a prestare attenzione al film, anche non capendone nulla, fu Chloè. Noi grandicelli avevamo altro per la testa in quel momento. Era da tanto ormai che io e Violet stavamo insieme, l’amavo e lei amava me. Per quanto potevano essere giusti i consigli di Killian  era giunto il momento  per me e lei di intraprendere lo step successivo. Iniziamo a scambiarci effusioni sul quel fantastico divano non curanti della piccola peste di casa. Sapeva a malapena dire quattro parole di senso compiuto, non avrebbe mai svelato il nostro segreto. 
- Toppi baci! Henny nooooooo! Henny in braccio! - inizia a strillare mia sorella.
- Chloè non fare i capricci vai a giocare ok?
- Nooooo! Henny mio. 
- E meno male che era tranquilla. - ci stacchiamo per qualche minuto, coccolo un po' Chloè, la faccio distrarre con un giocattolo di Leila che so che le piace tanto dopodichè torno ad occuparmi della mia fidanzaa. Sono talmente tanto concentrato su di lei che non mi rendo conto del pericolo in cui mi sto cacciando. Non riesco a staccarle gli occhi  di dosso... e non solo gli occhi, esiste solo lei in questo momento e non so davvero come io abbia fatto a resistere tutto questo tempo. Con il timore che qualcuno possa entrare da un momento all’altro in casa, conoscendo la mia famiglia,  propongo a Violet di spostarci al piano di sopra. La prendo per mano e la conduco fino alla camera di mamma e Killian, ci sediamo sul letto e continuiamo da dove avevamo interrotto. Riesco a malapena a toglierle la maglia che qualcosa mi riporta con i piedi per terra. Sento un boato, un urlo e a seguire  un pianto disperato. Cavolo, mia sorella! Ho dimenticato di metterla nel box prima di salire di sopra.
- Chloè! -  esclamò allarmato alzandomi dal letto. Violet mi ferma
- Ei amore, tranquillo. Si sarà resa conto che l’abbiamo lasciata sola e starà facendo i capricci per attirare la nostra attenzione. Si calmerà! -  Dice prima di fiondarsi sulle mie labbra. Mi scanso.
- Ti sembra un capriccio? - le faccio notare le urla disperate di mia sorella. - Non l’ho mai sentita piacere così e la cosa mi preoccupa. Vado da lei. -  Scendo i gradini a tre a tre e vado in salotto dove l'ho lasciata... non c'è. Seguo il suo pianto disperato e mi ritrovo in cucina. E seduta a terra con le spalle rivolte a me che piange. intorno a lei c'è un gran macello di pentole buttate a terra. 
- Chloe amore che succede? - le dico e lei sentendo la mia voce si volta lasciandomi senza respiro. Ha il viso e parte dei vestiti completamente ricoperti  di sangue. 
- O MIO DIOOOOO!!!! -  In meno di due secondi sono da lei - CHE DIAMINE HAI FATTO CHLOE'? -Scruto il suo viso millimetro per millimetro cercando di capire da dove proviene tutto quel sangue e alla fine vedo un taglio vicino al sopracciglio. Prendo una pezza bagnata e cerco di tamponare la ferita ma non ne vuole sapere di star ferma e urla, sembrerebbe farle male. - VIOLETTTTTT! CORRI IMMEDIATAMENTE QUI! - Gridò facendola precipitare al piano di sotto.
- Che succ.... O mio Diooooooo!
- non startene lì impalata, aiutami! Che facciamo? - chiedo nel panico.
- Non.... non lo so! - si porta le mani alla bocca -Disinfettale la ferita!
- Non sta ferma  con l'acqua pensi si faccia medicare? E poi il sangue non si ferma. -  dico impanicato spostanso la pezza che tenevo poggiata sulla sua fronte
- Chiamiamo qualcuno allora!
- C’è il mio telefono li,  chiama mia madre! Regina! È l’unica che manterrebbe la calma ora... - nel mentre chloè continua a gridare - No amore non piangere. Non è niente, ci sono io con te. - non funziona e come se non bastasse comincia a chidere di sua mamma.
- Mamma mammaaaaaaa!!!!! Bua iooooooo!!!!!!
- Shhhhh amore, adesso ti facciamo passare la bua ok? 
- Non risponde Henry. - dice Violet
- Riprova dannazione! Qualcuno deve curarla. - sono nel panico
Violet prova  a contattate mia madre per tre volte ma niente... - Henry è inutile, non risponde...  chiamiamo mio padre e facciamoci accompagnare in ospedale -  senza attendere risposta ecco che prende iniziativa e lo chiama. Dopo pochi minuti eccolo già qui.
- Quale sarebbe l’emergenza? E per quale motivo saresti qui con...  - non riesce a finire la frase perchè mi precipito verso di lui con mia sorella tra le braccia. 
- Mi aiuti la prego! È mia sorella. Io... io non non so come....
- O signore...... Salite in macchina presto! - Ci accompagna in ospedale dove whale ha appena iniziato il suo turno
- Dottor Whale la prego... - grido facendolo voltare
- Henry ma.... che è successo alla piccola? - chiede scrutandola
- Non Lo so!  le esce una marea di sangue da sopra l’occhio. La prego  l’aiuti.
- Portala nell' ambulatorio numero uno, arrivo in un baleno.
Faccio ciò che mi dice e mi reco nell'ambulatorio dove ci accoglie un infermiera che cerca di far placare il flusso di sangue che esce dalla ferita di Chloè.
- È grave? - chiedo preoccupato. 
- Non preoccuparti! Con qualche punto di sutura la cosa si sistemerà
- Adirittura i punti? E' la fine. Mi madre mi ucciderà.
- Eccomi! - dice Whale entrando nella stanza. - Cosa abbiamo qui? - Chiede alla ragazza
- Questa piccola signorina si è procurata un bel taglio. Credo occorrerà metterle qualche punto di sutura in quanto la ferita non riesce a rimarginarsi da sola.
- Ok diamo un’occhiata.
Vedo whale in difficoltà, non riesce a visitarla in quanto mia sorella non si decide a star ferma, continua ad agitarsi e a gridare. Vorrei dargli una mano ma il mio telefono prende a squillare: Mamma.
- Mammaaaaaa! - Esclamò e lei dal tono di voce deduce che c’è qualcosa che non va
- Che succede Henry? ho ricevuto le tue chi...
- Non dire niente a nessuno, raggiungimi in ospedale. Ti prego ho bisogno di te!
Eccola che in una nuvola di fumo si materializza nell'ambulatorio. 
- Henry - dice allarmata - Che succede, perché sei in ... CHLOE'! - esclama vedendo mia sorella in quelle condizioni. -  Che è successo a tua sorella Henry?  - Mi dice a voce sostenuta mentre aiuta whale a tenerla buona.
- Mamma io non lo so!
- Aspettami  fuori.
- Ma manma io...
- HENRY VA! - mi sgrida per poi concentrarsi su Chloè cercando di tenerla ferma mentre Whale la visita. Obbedisco e vado ad aspettarle in sala d'attesa. C'e ancora Violet fuori ad aspettarmi così vado a sedermi vicino a lei. Mezz'ora dopo ecco mia madre uscire dall'ambulatorio con Chloè tra le braccia. 
- Allora???? come sta? - chiedo
- Sorvolerò, ma solo per adesso, sul fatto che la tua lei sia qui. Tua sorella sembra essersi tagliata in qualche modo. Non c'è stato verso di tenerla ferma per metterle i punti così le hanno messo uno di quei cerottini che vanno a sostituire la sutura vera e propria. Sopra a questo cerottino ne hanno messo un altro un po piu grande per tenere fermo il primo. Dobbiamo aspettare un'oretta qui per vedere come va. Se la ferita tenta di riaprirsi dovranno metterle i punti per davvero.
- Mamma io.... - al sentire pronunciare la parola mamma Cloè inizia a cercare Emma tra i passanti.
- Mamma! Mamma! 
- Sarà il caso che tu chiami Emma e la faccia venire qui.
- Mi ucciderà - dico preoccupato. 
- E non è la sola che potrebbe farlo fidati. - mi dice facendomi capire che anche lei è arrabbiata con me.
- Non potresti chiamarla te?
- No mio caro! Avanti, prenditi le tue responsabilità.
- Mamma... mamma! - continua impaziente Chloè
- Amore di zia, la mamma arriva subito ok? - le dice coccolandola.
Sospiro, prendo il telefono e la chiamo.  risponde immediatamente
- Henry tutto ok?
- Si mamma però non è che potresti raggiungermi? - non so proprio come dirglielo.
- Problemi con Chloe? Sta facendo la cattiva?
- Mamma per favore vieni.  Siamo..... pensa a me e raggiungimi con la magia.
- Henry dove sei?!?
- Fa quello che ti ho chiesto per favore! - aggancio senza aggiungere altro. Anche lei deve aver capito dai miei toni che c'è qualcosa che non va, infatti non tarda ad arrivare.
- Tutto questo gran segreto per... - si blocca quando guardandosi attorno nota che siamo in ospedale - Henry ma che... CHLOEEEEEEE! - esclama vedendola in braccio a Regina e con ancora indosso i vestiti insanguinati.
- Mamy! - allunga le manine verso di lei per farsi prendere.
- Piccola mia che ti è successo è? - Le chiese ma la domanda era rivolta a me.
- Io... io non lo so mamma! Credo si sia tagliata.
- Credi? - mi domanda non capendo - Dov'eri? 
- Fidati Emma, spero di sbagliare ma non credo sia una buona idea sapere dove fosse. - Le indica una parte ben precisa della stanza.  
- Non era partita? -  chiese, questa volta alterata, Vedendo Violet in disparte accanto alla porta principale del pronto soccorso
- A quanto pare no! - rispose l’altra mia madre. - Comunque Emma... whale ha detto di aspettare un'oretta qui. Se la ferita non sanguinerà nella prossima ora eviterà di metterle dei punti.
- Ok va bene! Grazie per essere venuta, ora però puoi andare ci sono io con lei.
- Resto non preoccuparti.
- Resto anche io mamma!
- Che c’è ti senti in colpa?-  mi disse regina sarcastica. - Va a casa Henry. Tra poco torneremo anche noi. - sto per allontanarmi - Ah! Gradirei tornassi da solo e sappi che ho tutta l'intenzione di venire a capo a questa situazione una volta tornati a casa.
meglio non controbattere. Torno a casa con il papà di Violet . Mi sento in colpa, come ho fatto ad essere così irresponsabile? Pensarci non risolverà le cose... prendo il mio zaino e mi metto a studiare qualcosa per passare il tempo.


POV REGINA

Il secondo controllo con whale sembrò andare a meraviglia. la ferita non aveva più sanguinato così il medico optò per lasciarle quei cerottini per due settimane con l’accortezza per Emma di controllarla per i primai tre quattro giorni durante la notte per evitare che muovendosi involontariamente togliesse il cerotto riaprendo la ferita. Secondo lui tutta quella quantità di sangue era dovuta al punto in cui si era ferita la bambina. Disse che è una zona con maggior affluenza di sangue ma niente di allarmante come poteva sembrare a primo impatto.Le prescrisse qualche antidolorifico blando in caso la bimba si sarebbe lamentata  per mal di testa e ci lasciò andare. Tornammo a casa con Killian che ne frattempo ci aveva raggiunto e una volta arrivati  trovammo Henry seduto sul divano a studiare.
- Ecco, questo avresti dovuto fare questa mattina. - gli dico
- Mamma.... mamme! Che ha detto whale! Le ha messo i punti?
- Fortunatamente no. Per ora le ha lasciato questi cerotti ma  dobbiamo controllarla. - spiega Emma
Mi sento più sollevato -  Io non volevo... non so dirvi con precisione come sia successo. Mi sono semplicemente distratto un attimo e....
- Killian ti dispiace  portare Chloe nella sua stanza mentre noi due facciamo due chiacchiere con questo signorino?
- Certo che no! Vado io tranquilla, la faccio addormentare dopodiché andrò a riprendere anche Leila.
- Sei un amore! - Si scambiano un bacio dopodiché  ci concentrammo entrambe su Henry. 
- Partiamo dall'inizio - dissi - Come avete passato la giornata? E non tralasciare nulla...
- L’ho svegliata, le ho fatto fare colazione e l'ho cambiata.
- Poi?
- Poi è arrivata Violet, voleva che l'aiutassi con una materia su cui è rimasta un po indietro. Prima di fare i compiti però ho messo un film. Inizialmente eravamo tutti e tre in salotto a vederlo poi io sono andato un attimo a prendere una cosa al piano di sopra ed è successo tutto. Mamma mi sono distratto davvero solamente un minuto!
- È un bene che tu vada bene a scuola perché menti da schifo, non ti crederebbe nessuno. Non c’è bisogno neanche del super potere di Emma. 
- E' la verità!
- Anche se fosse come dici tu, Violet in tutto questo non ha fatto nulla? Se solamente te ti sei allontanato, come è possibile che la tua fidanzata non si sia resa conto che tua sorella si stava mettendo nei guai?
- Mamma davvero io non lo so come si sia fatta male ok? Mi sento già in colpa per questo, dobbiamo continuare per molto?
- No, tanto continueresti a mentire. C'è un altro modo per scoprire la verità - feci apparire un acchiappa sogni. - Con questo vedremo tutto.
- Mamma lo sai anche te: la magia ha sempre un prezzo. Non dovresti usarlo.
- Non sei nella posizione per dire nulla. - Passai  la mano sullo acchiappasogni e la mattinata di Henry e Chloè si materializzò davanti gli occhi di tutti e tre. Dalle immagini si capì che la piccola Chloe aveva ben deciso, mentre i due ragazzetti si stavano godendo la vita al piano di spopra,  di tentare di arrampicarsi su uno scaffale per prendere i suoi biscottini. Nel tentare di arrampicarsi però è caduta ed è andata a sbattere contro uno spigolo ferendosi. 
- Quindi la materia su cui va male la tua fidanzata è atonomia? Che c'è aveva bisogno di ripetizioni private? 
- Mamma...
- Cosa hai da dire a tua discolpa? - contunuai mentre Emma se ne stava seduta a fissarlo senza dire una parola.
- Io... mamma ecco....
- Non posso crederci... Ci hai mentito! Ci hai mentito e hai messo in pericolo tua sorella!
- Non volevo!
- A no? A me sembra invece proprio un piano ben architettato. Tenere la sorellina e far venire la fidanzata a casa... ma che pensavi di fare è? Non so come la pensa Emma ma per me sei in punizione.
- Mamma... 
- Mi hai deluso Henry... - disse a quel punto Emma - Mi hai mentito. Mi hai guardato negli occhi e mi hai rifilato una balla bella e buona.
- Non ho proprio mentito... Ero serio quando ti ho detto di voler badare a lei...
- Bel modo di badarle! Complimenti. 
- Mamma io...
- Che cosa Henry? Solo perché non ti diamo il permesso di stare da solo in casa con la tua fidanzata  non significa che tu debba mentirci in questo modo. Tua sorella ha rischiato di farsi male seriamente per una bravata ma ti rendi conto? Se devi disobbedire per favore non coinvolgere gli altri! 
- Ok scusa.... vado in camera mia. - riesco a vedere il suo senso di colpa.
- Emma mi dispiace davvero molto.
- E di cosa Regina... sei sua madre quanto me, non è colpa tua.
- Non è da Henry... - dico
- Sta crescendo ed è normale che faccia bravate. Non mi aspettavo che coinvolgesse sua sorella, so per certo che non l’ha fatto a posta, ma è giusto che sia stato rimproverato. 
- La pensiamo allo stesso modo.  Vuoi che lo porti a casa con me?
- Ma no figurati oggi tocca a me tenerlo non preoccuparti, torna pure a casa, Robin ti starà aspettando.
- Dai un bacino a Chloe da parte mia appena si sveglia ok?
- Sarà fatto!

POV EMMA

Durante tutta la giornata Henry non si fece vedere in giro, rimase tutto il tempo in camera sua.  Provammo a parlargli, sia io che killian ,ma lui ci chiese gentilmente di lasciarlo solo.
Chloe a parte la ferita che le si era gonfiata un po’ stava bene e stava giocando sul suo tappetino insieme a sua sorella che faceva finta di fare il dottore e la visitava.
- Bimbe è ora di andare a nanna! Avanti, andiamo a mettere il pigiamino.
- Solo Chloè mamma.  Io sto bene, non ho la bua e non ho sonno.
- No, io grande, no ninne!
- Avanti niente storie, è ora! - Dico prendendo la mano a di Leila e lasciando che Killian prendesse Chloè.  Le cambiammo e le mettemmo a letto. Andammo a dormire anche noi. Misi la sveglia ogni tre ore per controllare la ferita della piccola dopodiché mi misi a dormire. Al suono della prima sveglia mi alzai e andai a controllarla.  Trovai Henry nella sua stanza.
- Che ci fai in piedi a quest'ora?
- Sono venuto a controllarla, sembrerebbe stare bene, dorme beata e il cerotto non da segni di cedimento.
sorrido - Ottimo bollettino non trovi? - lui non ricambia il mio sorriso -  Torniamo a letto dai...
Una volta usciti dalla stanza della piccola ognuno tornò nella sua camera.  La stessa scena si ripetè per tutta la notte, ogni volta che mi alzavo lui era lì da sua sorella. La scena più bella però la vidi intorno alle sei:  mi alzai per andare da lei e la trovai sveglia in braccio ad Henry seduto sulla sedia a dondolo mentre ascoltava una storia che lui le stava raccontando. Li spiai e mi commossi alle parole che susseguirono la favola.
- Enny bravooo!!!! - si mise a battere le manine
- Grazie ma ma gli altri non la pensano allo stesso modo amore...
- Enny triste!
- Un po’!
- Tu no triste! - Lo abbraccia
- Ti amo chloe... scusa, scusa davvero per non essere stato presente. Non lo so neanche io a cosa stavo pensando... sono stato unincoscente. Ha ragione mamma. Sono una delusione... una nullità!
- Io bene a Enny. - le si avvicina ancora di piu e gli accarezza il viso.
- Anche io ti voglio bene cucciolina e ti prometto che non ti lascerò mai più da sola. Sarò sempre al tuo fianco da adesso in avanti. Ci sarò per qualsiasi cosa tu abbia bisogno. Sarò il fratello maggiore migliore di sempre, quello che non sono mai stato.
- Henry....-  dico entrando
- Mamma! - si asciuga una lacrima - Che ci fai qui? - dalla mia faccia capisce che ho sentito tutto - ....io... ecco... è da molto che sei qui? -domanda
- Qualche minuto. Possiamo parlare un po’? - annuisce- Chloe amore perché non vai da papà? Ti sta aspettando in camera insieme a Leila. - La vedo camminare ancora un po’ traballante, data l'età,  verso la stanza da letto mia e di suo padre. Una volta essermi assicurata che fosse arrivata mi concentrai su Henry. Fu il primo a parlare:
- Sei delusa da me vero mamma?
- Non mi aspettavo un comportamento del genere da te questo è vero... ma da qui a dire che ti considero una nullità c’è ne vuole....
- Mi sono comportato come uno stupido, lo so. Voglio bene a Chloè!
- Non lo metto in dubbio. - rimanemmo in silenzio per un po' - Che volevi fare Henry.... cioè, so cosa volevi fare ma non ti sembra di correre troppo?
- Ho paura si stufi di me se continuo a farla aspettare. 
- Siete alle prese con le vostre prime esperienze non c'è niente di male ad aspettare. 
- Ma gli altri...
- Non deve interessarti degli altri. A violet piaci per quello che sei. 
- E cosa sono?
-  Sei un ragazzo intelligente e responsabile, quando vuoi... - sorrido -  Oggigiorno è difficile trovare un ragazzetto come te e lei lo sa. In questo momento non vi serve altro. Quando sarà il momento lo capirete.  Fidati di chi ci è già passata.
- Lo dici in base ai tuoi errori con papà?
- Con tuo padre non ho fatto nessun errore. 
- Ma mi hai avuto che eri poco piu grande di me.
- Avevo un anno in più di te quando sono rimasta incinta. Sei arrivato come un fulmine a ciel sereno questo è vero ma non ti considererò mai un errore, anzi... tu sei stato e sei la mia salvezza. 
- Ti voglio bene mamma.
- Ti voglio bene anche io testone! - Ci abbracciammo. - Ascolta... Noi abbiamo intenzione di andare a fare un giro in barca nel pomeriggio ti unisci a noi o hai di meglio da fare?
- Ma come non sono più in punizione?
- Ho parlato anche con Regina e siamo rimaste d'accordo che se avessi capito i tuoi sbagli avremmo chiuso un occhio per questa volta. La tua chiacchierata con tua sorella mi ha fatto capire che sai di aver sbagliato, quindi sei libero di decidere cosa fare in giornata. 
- Vengo con voi.
- Puoi portare tranquillamente anche violet se vuoi.
- Penso proprio che non la porterò. Per una volta se non viene non succederà nulla.  Voglio stare un po’ con le mie due sorelline. - sorrisi
- A proposito... vado a controllare che killian sia ancora vivo. -  faccio per uscire ma mi blocclai subito. - E comunque... si ok non sei stato un errore ma tu cerca di non farmi diventare nonna subito.
- Mamma!
- Sono ancora troppo giovane!
scoppiammo entrambi a ridere dopodichè chiudemmo definitivamente l'argomento. Era un adolescente e di errori ne avrebbe commessi a non finire ma di una cosa ero sicura. Era un bravo ragazzo. Non c'è che dire: Io, Regina e Killian abbiamo fatto proprio un bel lavoro. 
 
Note dell'autore:
Sono un po' di giorni che soffro del famoso blocco dello scrittore. Ho un paio di capitoli scritti a metà che non riesco ancora a  concludere. Questo piccolissimo racconto non era in procinto di essere scritto, mi è venuto di getto ieri sera e non avevndo altro per il momento da pubblicare ho deciso di postarlo. Non è il massimo lo so ma sempre meglio di niente non trovate? Ho intenzione di terminare almeno uno dei due capitoli già iniziati entro fine settimana. Quindi rimanete sintonizzati che Emma, Killian, le loro piccole pesti e le loro vicessitutidi stanno tornando presto su questi schermi  eheheheheheheh!  Alla prossima.
ps. Ribadisco che ho scritto questo capitolo ieri sera sul tardi, non ho avuto modo di ricontrollarlo, siate clementi per tutto ciò che di orrendo incontrerete. eheheheheheh

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Capitolo 11
*** Supereremo anche questo ( Parte 1) ***


POV EMMA

Tutto iniziò una settimana fa quando nel bel mezzo della mattinata mi arrivò una chiamata inaspettata dall'asilo di Leila chiedendomi di andare a riprendere mia figlia perché stava piangendo e cercava disperatamente noi genitori. Era una mattina particolarmente impegnativa  quella, ed ero sommersa di lavoro, mio padre era fuori per altre commissioni quindi non avevo alcuna possibilità di allontanarmi dalla stazione. Chiamai killian e mandai lui a riprendere la bambina. Una volta presa la portò in ufficio da me... appena mi vide mi corse in contro per abbracciarmi e continuò a piangere. Provai a chiederle cosa fosse successo ma le lacrime le impedivano di parlare. Fu Killian a grandi linee a spiegarmi l'accaduto: in pratica l'asilo aveva organizzato, visto la bella giornata, una piccola gita al parco adiacente alla scuola. A quanto pare sembrerebbe dai racconti delle sue maestre che Leila si sia imbattuta in un cagnolino un po’ aggressivo il quale l'ha spaventata. Non diedi troppo peso alla situazione, non era stata ne morsa o aggredita,  si era semplicemente spaventata.  Mi limitai quindi a consolarla e giocare con lei. Da quel momento è iniziato il nostro calvario:  ogni notte e ad ogni riposino la bimba ha sempre avuto incubi. Questa sera la situazione non è differente. Sono a letto abbracciata a Killian quando nostra figlia inizia a chiamarmi disperatamente in lacrime:
- Ci risiamo! - dice lui - Secondo me la scuola non ci hadetto tutta la verità! Non può stare così solo per un cagnolino.
- Non eri presente e non puoi saperlo. - conosco Killian è iperprotettivo con le sue figlie. 
- Lo scoprirò! Ho dei metodi infallibili!
- E sentiamo sherlock Holmes, cosa avresti intenzione di fare? Andare a scuola e minacciarli con il tuo uncino per farti raccontare qualcosa che molto probabilmente neanche loro sanno? 
- Io so solo che gli ho affidato la mia bambina e loro me l’hanno restituita traumatizzata, se permetti ho tutto il diritto di vederci chiaro!
- Mammaaaaaaaaa! - continua a chiamarmi... se continuerà così sveglierà anche sua sorella. 
- Vado da lei, torno subito.   - Lo bacio ed esco dalla nostra stanza per recarmi in quella di Leila. La trovo in piedi nel corridoio... evidentemente non vedendomi arrivare  stava venendo in camera da noi:
- Amore che succede? - le chiedo 
- Mamma non ci lasciare! - mi risponde.... mmh questa è una novità. 
- E dove dovrei andare amore, sentiamo....
- Non ci lasciare mamma, ti pregoooooooooo!
- Amore ma cosa dici? No che non vi lascio!  - Ogni volta che mi guarda con quegli occhietti tristi mi si spezza il cuorre. -  Amore di mamma... - mi porto alla sua altezza. - Era solamente un brutto sogno, niente di più. La  mamma non vi lascerà mai per nulla al mondo. - cerco di tranquillizzarla.
- Ma la signora dei cani... - smette improvvisamente di parlare. Mmh anche questa è nuova. Chi è costei?
- La signora dei cani amore? - chiedo con la speranza che mi dia qualche indizio.
- Si... io ho visto tutto mentre dormivo... non te ne puoi andare. Io ho bisogno di te. Che faccio se non ci sei?
- Senti amore, ti farò una domanda ma tu dovrai essere sincera con mamma ok? - annuisce -L’altro giorno, all'asilo, oltre al cagnolino si è avvicinato qualcuno? Che ne so... una signora magari? Ti ha detto qualcosa? Ti ha spaventata in qualche modo?
- No c'era  solo il cane cattivo. La signora dei cani l’ho vista mentre dormivo.
- E allora amore mio era solamente un incubo! - le bacio la fronte.
- Quindi non te ne andrai? - mi domanda ancora spaventata
- Te l’ho già detto! No che non me ne andrò, come potrei?
- Dormi con me stanotte? - mi chiede infine un po' più tranquilla.
- Perche ieri che cos'ho fatto sciocchina! - rido.  - Avanti fammi strada principessa!
***
Quella sera non fu l'ultima volta che ebbe quegl'incubi. La storia continuò per un’altra settimana. È sabato mattina, Leila non ha scuola così come da routine sveglio entrambe le figliole per portarle da Granny a fare colazione con zia Regina e nonna Snow. Sto vestendo la più piccola  quando Leila entra iniziando a dare i numeri per il mio abbigliamento e quello della sorellina. Inizia a dire frasi incomprensibili come “Se ti vesti così poi te ne andrai!” ,“Mamma se mi vuoi bene cambiati!”...  inutile ogni mio tentativo di calmarla, l'unica soluzione è quella di assecondarla in questa strana richiesta e cambiare vestiario. Sembra tranquillizzarsi subito. Dopo aver finito con Chloè vesto anche lei in base a quello che mi dice di voler indossare dopodiché ci mettiamo in macchina. Non ci vuole molto per arrivare da Granny di solito, massimo un paio di minuti, oggi però il viaggio durerà un pochino di più: sul tragitto incontro un cartello stradale con su scritto: strada bloccata. Accidenti, non ci voleva! Dovrò fare il giro lungo e passare per quelle dannate stradine dissestate.  Faccio inversione e cambio la direzione di marcia. Dopo dieci minuti buoni, quando siamo quasi all'altezza del locale ecco che incontro un nuovo cartello: lavori in corso e indovinate un po' dove sono? Proprio sulla corsia che sto percorrendo. Ma cos'è stamattina... stanno ristrutturando l'intera Stprybrooke? E come è possibile che stiano facendo dei lavori e non mi abbiano minimamente informata? Va beh... i misteri della vita. Rallento per cambiare corsia ma mi accorco di un'anomalia:  i freni improvvisamente non funzionano. Premo maggiormente il pedale nella speranza di attivarli ma niente, la macchina sembra non vuoler ascoltare i miei comandi. E' una stradina in discesa quella in cui ci troviamo ed è per questo motivo che la macchina inizia a prendere velocità. Leila si accorge del mio improvviso silenzio e comincia a dire
- Mamma mamma che succede?
- Leila! - dico prima di entrare nel panico -  Prendi la mano di tua sorella, pensa a zia Regina, teletrasportatevi da lei e chiedete aiuto. - il mio tono è autoritario. Non possiamo permetterci di perdere tempo. Non posso permettere che accada loro qualcosa. 
- Mamma ma...
- LEILA VA'! - Gridò talmente tanto da spaventarla. Fa quello che le dico ma mentre sta svanendo sento Chloè, ignara da tutto quello che sta succedendo,  dire "nooo" e piangere. Guardò lo specchietto retrovisore e la trovo ancora qui con me. Deve aver lasciato la mano di sua sorella. Non c’è più tempo omai e mi affretto a fare l'unica cosa che mi viene in mente: con la magia slaccio le cinture del seggiolino auto dove è seduta, lascio il controllo ormai inutile della mia auto e mi butto su di lei. Un boato... la macchina si ferma e poi... il buio. 
***

POV REGINA

- No granny,non abbiamo acncora deciso, aspettiamo Emma per ordinare! Come al solito è in ritardo - dico alla cara nonnina che è venuta al tavolo mio e di Snow per chiedere ordinazioni
- Ok. Passo tra poco. - si allontana.
- E insomma raccontami...  - disse Snow a bassa voce - Roland e Henry non ci saranno questa sera... Che programmi ha in serbo per te Robin?
- Ma da quando sei diventata così pettegola? Ah già... da sempre - dico con ironia
- E daiiii... non fare la pudica, non ti si addice.
- Non ha in serbo nulla quindi non c'è nulla da dire.
- Io dico di si invece: sei arrossita! - mi fa notare con quel tono di voce odioso. 
- Ma perché ci parlo con te? - Snow  sa essere davvero snervante quanto vuole. 
Continuammo a parlare, o meglio continuai a subire il suo interrogatorio per un bel po fino a quando nel locale in una nuvola di fumo apparve Leila in lacrime.
- Leila ma... -  non mi fece neanche parlare. Mi guardò in preda al panico e mi disse:
- Ti prego zia aiuta la mamma! - Nell'esatto momento in cui finì la frase si sentì un rumore assordante provenire da fuori. I vetri delle finestre del locale tremarono e  tutti i clienti comprese io e Snow iniziammo a guardarci intorno per capire da dove provenisse quel frastuono. 
- Zia, questa non era la mamma vero? - mi dice riportandomi alla realtà
- Perché dovrebbe essere la mamma amore? Dove'è e come mai se qui da sola?
- Ero con mamma, in macchina... mi,mi... mi ha chiesto di chiederti aiuto! Che è successo ziaaaa? - a quelle parole Snow si precipitò fuori. la sentii  gridare una frazione di secondo dopo pronunciando il nome di sua figlia e dal modo in cui urlava capii che qualcosa era appena successo.  Feci per avvicinarmi a Snow ma prima di arrivare da lei mi ricordai di Leila.
- Granny tienila un secondo e non farla affacciare per nessun motivo al mondo.
- Zia zia dove stai andando? Dov'è la mia mamma?
Mi inginocchiai verso di lei e le asciugai le lacrime - Amore mi allontano per un secondo, torno subito da te.
- Vai dalla mamma?  Posso venire?
- Amore è meglio se resti qui ok?
- Ma io voglio  venire
- Leila per favore, io devo andare! Promettimi di non uscire per nessun motivo.
- Mah...
- PROMETTIMELOOOOO!
- Ok! - disse tristemente
La lasciai alle cure di Granny e mi precipitai fuori a capire cosa fosse successo. Vidi la macchina di Emma scaraventata contro un muro. Come diavolo ha fatto a finire nella corsia opposta a quella di marcia quando la strada era completamente libera?  Corsi con quanto più fiato avevo in corpo non curandomi neanche di Snow e le sue urla e raggiunsi il veicolo. La scena che mi trovai davanti era alquanto raccapricciante. Emma era praticamente arrivata sul sedile posteriore Dio solo sa come. Aprii la portiera di quella che una volta era la sua auto ma un fascio di magia mi fece indietreggiare di qualche metro
- Ma che..... - ignorai quanto successo e ritentai riuscendo ad aprire la portiera senza nessun intoppo:
- Emma, Emma mi senti? - provai a chiamarla ma lei non rispose. Poggiai delicatamente una mano sulla sua schiena, attenta a non fare pressione non conoscendo i danni che poteva aver riportato, per guarirla ma la mia magia non  funzionò.  Era come bloccata. Senza perdere tempo a capire perché e percome chiamai un ragazzo lì vicino e gli chiesi di chiamare un’ambulanza e le guardie di competenza. Essendo lei lo sceriffo molto probabilmente sarebbe arrivato il vice sul posto dell'incidente ovvero suo padre. Di male in peggio insomma. Nell'attesa che l'ambulanza arrivasse tornai da lei cercando di chiamarla con l'intento di svegliarla ma i miei occhi si soffermano su un dettaglio che fino a poco prima non avevo  visto: una piccola manina, decisamente non di Emma, spuntava da sotto il suo corpo. Come Emma anche quella manina sembra non dar segni di vita. No... non è possibile, non sta accadendo questo... dissi a me stessa.
- Chloè.... CHLOE'E'E'E'EE'E'! - provai  a chiamare la bambina ma il risultato non fu quello sperato. Silenzio tombale.
Arrivano poco dopo  anche David e Killian,  evidentemente anche al porto era giunta la voce. Non so chi tra i due era più sconvolto. Tentarono entrambi di  farsi spazio nella macchina ma fortunatamente vennero bloccati. Inpanicati com'erano avrebbero solamente peggiorato le cose. 
Susseguirono momenti di puro panico.  Si temeva il peggio. Eravamo circondati da una marea di persone ma  gli unici rumori che si sentivano erano le grida strazianti di Killian e i lamenti di Snow e David. Purtroppo nessuno di noi era in grado di aiutarli. Improvvisamente dalla macchina si sentì un pianto... inizialmente debole ma poi sempre piu forte. Oltre al pianto si senti anche una parolina: "mamma!" Chloè era viva. Vedi Killian scattare come una furia per andare dalla sua bambina ma proprio in quell'esatto momento arrivò l'ambulanza.
- Qualcuno sa dirci cosa è successo? - chiese uno dei medici
- La prego le aiuti! Ci sono mia moglie e mia figlia lì dentro. È una bambina di appena un anno! E' spaventata.  Mia moglie invece...lei... lei non è ancora coscente, ha bisogno di voi.... la prego... 
- Si calmi signore e ci faccia lavorare. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per salvarle.  Allora chi le ha trovate?
- Io.- dissi -  La ragazza è sempre stata incosciente mentre la bambina  ha preso a piangere da qualche minuto.
- Controllate il polso della ragazza e vedere se c’è battito. - ordinò l’uomo si suoi colleghi.
- Molto debole ma c’è ancora. - menomale!
- Bene, attenti a non fargli subite ulteriori danni, estraete sia lei è che la bambina. - Impiegarono un po’ ma alla fine riuscirono ad estrarle entrambe e adagiarle a terra su due barelle. Emma era inerme, bianca in viso e qualche ferita qua e là. Chloe tutto il contrario: rossa per lo sforzo del pianto e apparentemente illesa.
- Mamy, mamyyyyy! - Continuava a ripetere spaventata per quel via vai di persone ma in quel momento era impossibile darle retta. Vennero trasportate con urgenza in ospedale e tutti noi le raggiungemmo con la mi macchina.
 Ore di attesa interminabili.  Killian era distrutto come così anche David e snow. La situazione come anche poco prima non sembrava delle migliori e quell' attesa non faceva altro che peggiorare i nostri stati d'animo.  Whale uscì solamente un paio d'ore più tardi. 
- Allora???? - Esclamò killian impaziente
- Abbiamo fatto le prime visite alla bambina e sembrerebbe tutto nella norma. la terremo un paio di giorni qui sotto osservazione per farle ulteriori accertamenti ma tranquillo, sta benone. E' solo spaventata
- Emma?!?!?!
- Purtroppo... Non ho le stesse buone notizie per lei! Non si è ancora svegliata ma tramite la tac abbiamo riscontrato degli ematomi abbastanza importanti. Dobbiamo aspettare che si svegli per capire l’entità dei danni. Una cosa è certa. Tua moglie ha salvato la vita a vostra figlia. Da come è stata trovata è evidente che le si sia lanciata contro per farle da scudo. Visto la giovane età della bambina e la portata dell’incidente se non fosse stato per Emma molto probabilmente Chloè non ce l’avrebbe fatta.
A quelle parole killian ebbe un mancamento...  come biasimarlo. Lo aiutammo a sedersi sulla sedia più vicina e cercammo di incoraggiarlo anche se neanche noi eravamo al massimo delle forze.
- Posso vederle? - furono le uniche cose che riuscì a dire
- Posso farti vedere solo tua figlia. Mi dispiace. 

POV KILLIAN

Cammino lungo il corridoio di questo maledetto ospedale e non riesco ancora a capacitarmi di quanto è successo. Come è finita l’auto di mia moglie davanti quel muro? Emma non corre mai in macchina specie quando ci sono le bambine... come ha fatto a far un incidente di questa portata in una strada deserta? Non so darmi una risposta... non riesco a darmi una risposta su nulla a dire la verità. So solo che mia moglie è ancora incosciente e che la situazione per lei non è per niente buona. Sto andando da mia figlia... cosa le dirò... e  cosa dirò a sua sorella quando la vedrò? Sta passando un periodo particolare della sua vita, cerca Emma in continuazione... come farò a dirle che la sua mamma sta male? Come farò io a vivere questi giorni senza di lei in casa? Eh si... giorni, settimane al massimo perché mi rifiuto categoricamente di pensare altro. Mia moglie starà bene! Deve star bene. Eccomi qui, davanti la porta della stanza di mia figlia. Con mano tremante la apro e la ritorno proprio davanti a me... mi guarda ma non mi dice nulla. Ha uno sguardo spento.
- Amore di papà! Mi siedo sul letto e la stringo a me! 
- Papy!  Mamma? - mi domanda subito
- Mamma è in un’altra stanza amore, ha la bua come te!
- Mamma qui!
- Adesso non può venire amore ma stai tranquilla, tra qualche ora passerà a trovarti. - mento con la speranza che distraendola non la cerchi più.
- Brum brum BUM!!
- È si amore... hai avuto tanta paura?
- Mamma! Lei paula...
- E' tutto finito adesso! -  L’abbraccio
- Killian?!?!? - mi sento chiamare...  E' Regina.
- Cosa ci fai qui? Ci sono novità?
- Ho fatto due chiacchiere con Whale e sono riuscita a convincerlo a farti vedere Emma.  Penso che forse farle sentire la tua voce le farà bene... Vai!  Ci penso io a Chloe.  Ho visto degli infermieri passare per il corridoio, stanno portando il pranzo: mi assicurerò che mangi. 
Mi limitai ad annuire, salutai la mia principessa e lascial la stanza dirigendomi a gran velocità in terapia intensiva: la stanza in cui avevano portato il mio amore. Eccola lì, stesa su quel letto, bianca in viso e con una marea di tubi attaccati. Indosso il camice la mascherina come da regolamento, entro e mi avvicino al suo letto. Sembra che stia semplicemente dormendo.
- Amore... provo a dirle nella speranza che riesca a a sentirmi - Ma che mi combini è? Non ti posso mai lasciare da sola che fai casini... - faccio una pausa, non pensavo fosse così dura parlarle. - So già cosa mi diresti se fossi sveglia e si...  le bambine stanno bene. Entrambe. Leila è con Granny adesso, tra poco Robin e Henry andranno a prenderla mentre chloe invece è qui in ospedale ma non preoccuparti, sta benone. Le hai salvato la vita sai? - le stringo la mano - Ora però che ne dici di combattere come la guerriera che sei sempre stata? Non per gli altri questa volta ma per te stessa.  Perchè non torni ad aprire questi meravigliosi occhi? I tuoi genitori hanno bisogno di te, henry e le bambine ne hanno bisogno... ne ho bisogno io. Non ti vedo da questa mattina eppure già mi manchi... non puoi continuare a dormire, devi svegliarti. - mi sono accorto solo ora che sto piangendo...  - Ho bisogno di te per affrontare la vita, da solo non sono nulla.
- Killian! -  la voce di Whale mi porta alla realtà - Devo chiederti di uscire.
- Si riprenderà vero?
- I valori non sono poi così pessimi...
- Ti ho fatto un’altra domanda! Si riprenderà?
- Per capirlo dovremo aspettare che si svegli. Così non posso darti nessuna notizia. Mi dispiace. 
- Salvala, ti prego!
- Non dipende da me purtroppo... Ascolta, sei provato: vai a casa, fatti una bella dormita e torna domani. Qui non puoi fare nulla.
- Non le posso lasciare da sole. 
- Non saranno sole. Si sono offerte sia Regina che Snow per rimanere a controllarle entrambe. Concordano con me, sei troppo provato e inoltre a casa hai un’altra bimba. Devi andare da lei.
- Non ce la faccio. Cosa le dirò è? Come posso andare da lei e dirle che sua madre rischia la vita per aver salvato la sua sorellina? A 5 anni che vuoi che ne capisca.
- Non ci sarà bisogno di dirle nulla. Leila ha solamente bisogno di papà in questo momento. 
Cercai di convincere Whale a lasciarmi rimanere con mia moglie ma fu irremovibile. Mi ritrovai così seduto su una scomodissima sedia in sala d’attesa
- Ho appena sentito Robin - dice Regina -  E' passato a prendere Leila.  E' a casa mia insieme a Henry. Lui ancora non sa nulla. Dovresti raggiungerli... la bambina è molto irrequieta. 
- È irrequieta perchè vuole sua madre lo sappiamo tutti. 
- Sicuramene è come dici però in questo momento solo tu puoi tranquillizzarla. Va da lei, ti prometto che anche solo per un minimo cambiamento ti avviserò.
- Chloe ha mangiato? - cambio subito argomento
- Non ignorarmi... - sorride rassegnata per poi rispondere alla mia domanda -  Ha mangiato solamente la frutta e ora è con sua nonna che sta cercando di farla dormire un po’. Abbiamo tutto sotto controllo Killian, va a casa.
Non avevano poi tutti i torti, metà della mia famiglia era ancora a casa e non sarebbe stato giusto abbandonarli a loro stessi. Esco dall'ospedale e mi reco a casa di Regina e Robin. La prima persona che che vedo dopo aver varcato la soglia di casa Mills è proprio mia figlia. 
- Papà sei arrivato finalmente! - corre nella mia direzione per poi abbracciarmi. Mi sei mancato!
- Mi sei mancata anche tu amore.
Si guarda intorno - Mamma?!?! - E ora che le dico?
- Mamma non è qui adesso tesoro.
- Dove' è
- Sta riposando.
- Papà sei triste! Tu non sei mai triste... lo sei solo quando la mamma o noi stiamo male.  Dov'è la mamma papà? - Per avere 5 anni è troppo intelligente -  Avevo.... av ... av... - inizia a singhiozzare  - Avevo ragione io vero? Mamma mi ha lasciato? - piange -  Aveva ragione la signora dei caniiii!
- Amore mio non fare così... non piangere! La mamma  non ti ha lasciato, sta solo riposando. Starà benone.
- Voglio andare da lei, voglio vedere se è vero!
- Non è possibile andare da lei adesso però ti prometto che tra qualche giorno ti porterò da lei ok?
- Io voglio andare ora!
- Non si può amore mio,mi dispiace!
Piange disperata ed è inutile ogni mio tentativo per farla calmare. Forse farle buttare fuori tutto ciò che ha dentro potrà farle solo che bene. L'abbraccio e restiamo accoccolati  per tutto il pomeriggio senza far nulla. Sembrava finalmente essersi calmata. 
- Perché non mi avverte dato retta? È stata la signora dei cani.
- Ancora con questa storia amore? Te lo abbiamo già spiegato: la signora dei cani non esiste! Era solamente un brutto sogno.
- Però la mamma...
- È solo una coincidenza amore! Niente di più. Ora perché non provi a chiudere gli occhi e a dormire un po’? Si è fatto tardi
- Ho paura di sognare ancora la signora dei cani!
- C’è papà accanto a te ok? Non succederà nulla. Avanti  fai la brava!
- Posso fare una cosa prima di dormire papà?
- E cosa tesoro? - Fece un gesto in aria con la manina e subito dopo apparve davanti ai nostri occhi uno dei maglioncini di sua mamma. Lo indossa e poi mi dice:
- Ora possiamo provare a dormire.
La stringo forte a me e la porto al piano nella stanza che Regina ha sistemato appositamente per lei e Chloè. Riesco finalmente  a farla addormentare ma il suo sonno non è sereno.  Si sveglia un paio di volte:  una per la sua mamma e la seconda per il suo solito incubo. Non so se si sia svegliata altre volte durante la notte perché verso le tre del mattino ricevo una chiamata da Regina:
- Che è successo? - chiedo direttamente senza convenevoli. Ho il cuore in gola.
- Whale ha notato dei cambiamenti nei valori di Emma. Pensa sia il caso che tu ci raggiunga qui al più presto. C’è la possibilità che tra qualche ora si svegli.
Salto dal lettocome una furia e dopo aver incaricato Henry di sorvegliare sua sorella senza far trapelare altro, corro in ospedale.
***
- Sta meglio quindi? - Chiedo speranzoso a Regina.
- Non so come sta di preciso, mi hanno solo detto che i suoi valori sembrano essere migliorati. Whale sostiene che sia tutto merito tuo e di Chloè.
- In che senso?
- I suoi valori hanno iniziato a migliorare quando sei stato nella sua stanza. Molto probabilmente ti ha sentito.
- E Chloè cosa centra?
- Poche ore fa la bimba non riusciva a dormire poichè voleva la sua mamma così Whale ha ben pensato di portarla un po’ in camera da Emma. Dovevi vederla Killian, si è raggomitolata su sua madre e si è addormentata in un baleno. Da quel momento nelle macchine di Emma si è rilevato un ulteriore miglioramento. 
- E' ancora lì? La bambina intendo... è ancora in camera con lei? -  annuisce - E nessuno è il lì a controllarla? Potrebbe cadere dal letto e farsi male! E' piccola e Emma non può badare a lei.
- Tranquillo, abbiamo fatto mettere le sbarre al letto di Emma. Non può farsi del male.
I medici mi danno il lascia passare per entrare per una diecina di minuti. La scena che mi ritrovo davanti è di una tenerezza assurda: Chloè è abbracciata ad Emma come fosse la sua ancora di salvezza. Peccato che sua madre non possa ammirare tale gesto. Baciai la fronte di mia moglie quella di mia figlia dopodichè tornai in sala d'attesa! Non so perché ma mi sento più sollevato dopo averle viste. Forse sapere che Emma sta migliorando mi ha aiutato a calmarmi... non lo so, so solo che questa sensazione di tranquillità crolla neanche mezzo minuto dopo. 
- Killian.... - vedo Whale uscire dal reparto di Emma con in braccio una Chloè urlante. 
- Dott whale che succede? - chiedo vedendo mia figlia diserata. 
- Papyyy! - Allunga le braccia verso di me per farsi prendere e lo faccio. 
- Ho dovuto allontanarla da sua madre perchè... Emma si è svegliata. 
O mio Dio ti ringrazio! VIsto amore?  La mamma è sveglia! - sorrido alla mia bambina - Posso vederla Whale?
- Ecco... forse è meglio se aspetti un po'. Vedi.... c’è un piccolo problema.
- Che succede? Qualcosa non va? - Chiede a quel punto Snow affiancata da David e Regina
- Emma sta benino solo che....
- Che cosa whale! - dico sprezzante - Parla!
- Emma non ricorda esattamente tutto quello che è successo...
- E un bene no? - conoscendola si sentirebbe in colpa per aver messo a rischio anche se involontariamente la vita delle sue bambine. 
- Non esattamente. Diciamo che è rimasta alla rottura del primo sortileggio. 
- Che... che significa? - chiedo terrorizzato poichè penso di conoscere già la risposta.
- Emma ha perso la memoria. 
 
Note dell'autore:
Giuro che non finisce così! Come per un'altra one-shot scritta in precedenza, anche questa è un po lunghetta così ho pensato di dividerla, come quella precedente, in due capitoli. La situazione non sembra essere proprio delle migliori vero? Cosa succederà ora? Alla prossima ragazzi.

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Capitolo 12
*** Supereremo anche questo ( Parte 2) ***


POV KILLIAN 

- Come scusa? -  Chiesi pietrificato.
- Mi dispiace killian avrei voluto darti una notizia migliore.
- E ora che si fa?
- Verificheremo in questi giorni se l'amnesia è temporanea o permanente.
- No, non è possibile.  Deve esserci un errore.
- Purtroppo non c'è nessun errore mi dispiace. - si limitò a dirmi Whale. 
- Deve esserci! Altrimenti questo significherebbe che non si ricorda di Leila, di Chloe... di me!
- Si è svegliata accanto alla vostra bambina e non l’ha riconosciuta. La bambina l’ha chiamata "mamma" ma lei ha chiesto gentilmente e senza spaventarla di allontanarla perchè non era sua figlia. La bambina non ha capito molto ma ho preferito portarla via.
- Grazie Whale. -  Rispose Snow partecipando alla conversazione - Quindi... cosa ricorda esattamente? 
- Ricorda di aver fatto a pezzi un drago per salvare Henry che era stato avvelenato da Regina e ricorda di aver scoperto, dopo ventotto anni, chi siano esattamente i suoi genitori. Le ho spiegato che ha avuto un vuoto di memoria e che nella sua vita ormai ci sono tante altre persone ma sembrerebbe non accettare la cosa.
- E' comprensibile dopotutto...
- Posso vederla? -  Chiedo interrompendo i due
- Killian - Snow mi mette una mano sulla spalla -  Non si ricorda di te al momento. Forse è meglio se vada io. Non mi accetterà ancora come sua madre ma prima di scoprire questo piccolo dettaglio eravamo migliori amiche.
- Credo che Snow abbia raggione - disse il medico da strapazzo - Vieni, ti faccio strada.

POV SNOW

- Emma è permesso?  C’è una persona che vorrebbe farti visita. Posso farla entrare?
- Whale... dimmi la verità! È una persona che ricordo o una di cui non so neanche l’esistenza? - chiese debolmente facendomi stringere il cuore. Povero amore mio.
- Penso che tu la conosca bene.
- Allora falla entrare. - whale uscì facendomi segno di accomodarmi
- Emma! -  dissi. Era ancora allungata su quel letto e ricoperta di tubi ma amento era sveglia e cosciente
- Mary margaret,Ciao!  - Mary Margaret? Da quanto tempo qualcuno non mi chiama più così? È una strana sensazione sentirsi chiamare per nome e non "mamma",  ma so la situazione e mi conviene accettarlo per poterla aiutare.
- Ho parlato con whale. Mi ha spiegatoin grandi linee  la tua situazione... vuoi parlare di qualcosa in particolare?
- Mi fa ancora strano pensare chi sei in realtà... ma se è vero che è passato tanto tempo dalla rottura del sortilegio avrei una domanda da farti: ho mai superato questa odiosa fase dell’abbandono?
- Si! Sei felice adesso, felice come non lo sei mai stata. Siamo una famiglia: io te tuo padre il tuo fratellino...
- Ho un fratello?- chiese scettica
- Si, sì chiama Neal!
- Neal! - saltò a quel nome -  Perché lo avete chiamato così?
- In onore del papà di Henry che ci ha salvato da una sconfitta certa - continua a guardarmi con gli occhi fuori dalle orbite - Ah già, tu non ricordi cosa è successo.
- Conosci Neal? Come ha fatto ad entrare nelle vostre vite quel poco di... 
- Emma alt! Ti stai agitando e non ti fa bene. Con neal è tutto ok, lo hai perdonato.
- Quindi... - sembrava volesse dire qualcosa ma era evidente che non trovava il coraggio. Avrà anche perso la memoria ma è pur sempre mia figlia, so riconoscere le sue insicurezze.
- Che c'è? Puoi dirmi tutto lo sai? 
- Beh... Whale mi ha accennato che ho un marito... E lui per caso? - ecco! come dirle adesso che Neal è morto?
Emh...No... Neal in realtà... lascia stare, la memoria sono sicura tornerà presto, non serve raccontarti tutto ora non trovi? Ti verrebbe solamente un gran mal di testa.
- Ho già mal di testa!
- Allora forse sarà il caso che ti lasci riposare.
- No! Voglio sapere qualcosa di più della mia vita, qualcosa di recente. Henry ad esempio. Come sta il mio bambino?
- Beh bambino... ha sedici anni ormai. - sorrido - Ed è alle prese con la sua prima fidanzatina. Tu e Regina avete fatto un ottimo lavoro su di lui.
- Chi ha ottenuto la custodia alla fine? Io o quella vipera?
- Avete entrambe la custodia di henry e ironia della sorte: siete amiche. Tutte le incomprensioni di un tempo non ci sono più! Finalmente regna la pace.
- Penso di essere sotto effetto di qualche droga perchè è tutto così irreale.
- Sei sotto morfina in effetti, ma è tutto vero quello che ti sto dicendo.
- Continua a raccontare.
- Cosa dirti... Hai un marito meraviglioso che ti ama e si farebbe in quattro per te e poi beh...
- Posso entrare? - vedo affacciarsi alla porta della stanza mio marito affiancato da Killian
- David ciaooo! - disse Emma -  E tu sei?  No lasciami indovinare: da quell'uncino e dal modo di vestire tu devi essere un pirata. Capitan Uncino suppongo.
- Anche killian jones potrebbe andar bene ma si, sono capitan uncino.
- Wow e chi saresti, il miglior amico di mio padre? - ironizzo
- Tuo marito a dir la verità.
- Si certo come no e chi ci ha sposato? Campanellino? - a quelle parole si fermò di colpo
- Emma!-  Le dissi. - Tutto ok?
- Si... si tutto ok!  sembrava un dejavoo. Davvero lui  è...
- Si è tuo marito!
- Dopo aver visto un drago deduco che non sia impossibile come cosa.
- Ti ho portato una foto -  le dice mostrandogliene una proprio del loro matrimonio -  Ti ricorda nulla?
- Mi dispiace... ma no. Magari facendone vedere altre...
- Aspetta! - Lo vedo tirar fuori dal portafoglio una foto tessera - Questa è una pazzia che ti è venuta in mente di fare. In cinque in un gabbiotto per fototessere. Riconosci qualcuno?
- Riconosco me, Henry? è lui? È cresciuto così?
- Brava stai andando alla grande... poi?
- Beh ci sei tu... non mi ricordo di te ma riesco a riconoscerti e poi.... e poi basta. Tre su cinque è un buon punteggio no?
- Avresti potuto far di meglio. Questa nanerottola ad esempio: l’hai vista appena ti sei svegliata.
- La bambina che piangeva dici? Mmm... non la ricordo bene, ero confusa. Chi è?
Vedo Killian cercare di trattenersi. E' sull'orlo di piangere e posso capirlo, la donna che ama ha dimenticato quasi tutta la sua famiglia. 
- È la nostra nanerottola: Nostra figlia.
- Abbiamo una bambina?
- Ne abbiamo due in realtà! Lei è l’altra.
- No, io non ho due figlie. Mi state mentendo. Mi ricorderei di avere due bambine come mi ricordo di Henry. - Si stava agitando
- Emma tesoro!  - provo a dirle ma lei mi interrompe
- No! Mi state mentendo tutti!!!  Avrò anche perso la memoria ma non sono scema, mi state raccontando una marea di stupidaggini. Tu non sei mio marito! Non ho sue bambine e... - venne colpita da un attacco di panico che fortunatamente venne preso in tempo da whale che le diede una fiala di non so cosa e la fece addormentare.
- E menomale che vi avevo detto di non sovraccaricarla! -  ci rimproverò
- Stava bene fino a due secondi fa!
- Perchè era sotto effetto di medicinali che guardacaso sono spariti proprio ora. Lasciatela dormire ora, appena si sveglierà provate a riparlarle ma senza troppre pressioni. 
- Segiuremo il tuo consiglio Whale.
Passò tutta la notte e metà mattina ma alla fine si svegliò. Ricordava la chiacchierata fatta il giorno prima e nonostante ancora sotto Shock non diede di matto  questa volta. Whale disse che se le analisi erano ok e non avrebbe avuto peggioramenti , in un paio di settimane l’avrebbe dimessa quindi occorreva organizzarsi su come renderle il ritorno a casa il meno stressante possibile. Chiedemmo direttamente a lei.
- Se quello che mi state dicendo è vero io non vivo più con te - disse guardandomi - ma insieme a lui,  Henry e quelle due bambine giusto?
- Esatto. Se non te la senti di tornare a casa tua però puoi stare da noi. In fondo consideri il loft casa tua. - Vedo che guarda killian
- ha ragione lei... alle bambine penserò io, tu devi pensare a rimetterti.
- Allora se per voi non è un problema faremo così!
- E un problema lo abbiamo risolto. Ora... - continuò killian - Lo so che ti chiedo troppo e capirei se mi dicessi di no ma ... ecco... te la sentiresti di incontrare le bambine? Vogliono vederti, piangono di continuo e mi chiedono sempre di te. Gli manchi.
- Questa è una bella domanda io non lo so se me la sento. Non saprei cosa fare, cosa dire... non ho alcun ricordo di loro. Nella mia mente ho solo un figlio,  Henry  - la  faccia di Killian parla da sola, è ferito e anche Emma sembra accorgersene - Senti, non ci rimanere male... non voglio essere menefreghista o cosa, sto solo esprimendo ciò che provo. Cosa posso dire a due bambine così piccole?  Loro si aspettano di vedere la loro mamma mente io non... anche se mi impegnassi io non la so fare la mamma! E' un gene che non è in me mi dispiace. 
- Non dirlo neanche per scherzo - killian si sedette sul letto facendola sobbalzare a quella vicinanza - O dio! Scusa non volevo. - Si alzò immediatamente. -  Ascoltami, non dovrai dirgli nulla. Faranno tutto loro lo so già. Tu devi solo tenrere a mente i loro nomi. La nanetta si chiama Chloe mentre la più grandicella Leila.
- Grandicella dici? Forse volevi dire una nanetta un po’ più alta! - sorride - Bei nomi comunque.
- Li ha scelti la loro splendida mamma. Posso farle entrare allora?
- Perchè sono già qui? - era in ansia per quella situazione. 
- Uno è ricoverata qui mentre l’altra è appena arrivata con Regina.
- Regina! Ci fidiamo davvero di lei?  
- Assolutamente si! 
- E' la piccolina che è ricoverata qui?-  killian annuisce - Come mai? Come sta?
- Chloè sta benone e tutto grazie a te. Allora, te la senti di far contente due marmocchie?
- Va bene! Vedo killian avvicinarsi alla porta e aprirla facendo entrare Regina che teneva in braccio chloe con un braccio mentre con l'altro teneva la manina di Leila
- Mamma mamma! - scattò leila arramicandosi sul letto - mamma mi sei mancata da morire! Stai bene?
- Adesso si! - Rispose
- Mamy sveia! - disse Chloe battendo le manine
- Si dice sveglia stupidina.
- Non iniziare Leila! - Le dice suo padre  richiamandola all’ordine - Allora, non dite niente alla mamma?
- Mamma stoiaaa!
- Chloè, amore di papà, mamma non può raccontarvi una storia adesso.
- Possiamo farlo noi? La racconteremo noi a lei! - intervenne Leila
- Si stoiaaaaaaaa!
- Che ne dici Emma?! Ti va di ascoltare una storia?
- Perché no! - Regina sistemò entrambe le bimbe accanto alla loro mamma dopodiché si mise a sedere su una poltrona li vicino
- Allora: c’era una volta una principessa.
- Una pimpipessa bellissima!
- Il suo nome era Emma.
- No! Pimpipessa si chiama mamma! - sbuffa la piccolina
- Ma il nome della mamma è Emma! - le spiega la piu grande
- No tuo nome è mamma! Velo mamma?
- Facciamo così... - intervenne Killian - c’era una volta una principessa di nome mamma Emma... meglio?
- Ti!
- Ok, continuo!  Un giorno questa principessa mentre era in un altro mondo incontrò un pirata cattivo.
- Papà! Papà no cattivo, papà piata buono!
- Ma mi fai finire? - la rimproverò - Dicevo... Incontro questo pirata cattivo che piano piano grazie a lei divento un brav’uomo. Si sposarono e ebbero due figlie.
- Io e eia! Fine!
- Ma che bella storia bimbe! La più corta ma anche la più bella che abbia mai ascoltato. Grazie.
- Ti vogliamo bene mammina...
- Si, tato tato! -  la abbracciarono entrambe. Qualcuno sperò nella magia del vero amore ma non successe nulla. Le bambine dopo un milione di capricci, perché volevano restare con la mamma, andarono via lasciando me, killian e Emma  da soli. Mi sentivo di troppo ma non sapevo se Emma era ancora pronta a restare sola con killian.
- Snow potrei parlarle in privato? - ecco, come non detto. 
- Emma, tesoro... te la senti?
- Dopo aver conosciuto due ipotetiche figlie che sara mai un uomo! Tranquilla va!

POV KILLIAN

Restammo finalmente da soli.  I primi momenti furono un po’ imbarazzanti per entrambi: io non sapevo che dire senza farla andare di matto e lei non avendo più quella confidenza con me si sentiva impacciata. Iniziai a parlare di argomenti stupidi dopodiché presi coraggio e le chiesi una cosa importante
- Ascolta... lo so non mi conosci e molto probabilmente neanche ti piaccio più. Stavo pensando... che ne diresti se provassi a ricorteggiarti?
- Wow non perdi tempo!
- Ho impiegato più di sei anni in passato per ottenere il fatidico sì, spero di avere la strada un po’ più spianata questa volta. 
- Conoscendomi non sei esattamente il tipo per cui perderei la testa ma se è vero che sei mio marito beh... deduco che qualcosina sotto quella faccia da sbruffone ci sia. Non aspettarti nulla te lo anticipo sono una tosta - rise
- Ne ho avuto un assaggio negli anni tranquilla so co chi ho a che fare! - Rido anche io.
- Credo comunque che un uscita di tanto in tanto non mi farebbe male. 
- Bene!
- Bene!
***
Dopo una settimana abbondante  finalmente Emma fu dimessa. Come concordato si stabilì temporaneamente nel loft ma non passò  giorno che non andai a trovarla. Sia io che le bambine. Raccontai loro che la loro mamma doveva dare una mano alla nonna , una scusa ridicola ma per una bimba di un anno e una di cinque era più che sufficiente. La memoria non sembrava voler tornare, non funzionava nulla:  foto, racconti...niente. Nelle visite che seguirono whale ci disse che l'amnesia  era temporanea e che non dovevamo preoccuparci ma a me non sembrava così e ormai stavo per perdere completamente ogni speranze. Ero a casa, Chloe dormiva e Leila stava giocando nella sua cameretta... avevo in mano l’album fotografico del mio matrimonio e lo sfogliavo tristemente. Ogni foto una pugnalata al cuore. Perché? Perché deve succede sempre tutti a noi?Ne abbiamo passate di tutti i colori e abbiamo sempre superato tutto perché allora non riesco a vedere nulla di positivo in questa situazione? Non lo so... quel che so è che non posso starmene qui con le mani in mano ad autocommiserarmi. Devo provare a fare qualcosa. Lo devo ad Emma e alle nostre bambine. Vesto Leila, aspetto che chloe si svegli dopodiché raggiungiamo il loft sperando di farle una sorpresa gradita.
- Snow, scusa se non ti ho avvertito prima... ma ho bisogno di vederla. - dico non appena apre la porta.
- Nessun problema Killian, sei il benvenuto ci mancherebbe.
- Tao!
- Ciao nonna! La mamma ti sta ancora aiutando?
- Ei bellezze... certo che si, è di sopra, aspettate qui che vado a chiamarla.
La vedo scendere qualche minuto dopo. E' bella come sempre. Mi guarda e mi rivolge un timido sorriso.
- Mamma mammmaaaaaaaaaa! - vedo leila correrlE  in contro seguita da sua sorella che ogni tre passi che tenta di fare cade a terra non abituata a correre.
- Ciao bambine! Come state? - disse loro senza particolare entusiasmo.
- Mamma sei arrabiata con noi? - Ti pare che la furbetta di casa non percepisse qualche cambiamento nei suoi modi di fare?
- No, certo che no!
-  e allora perchè....
- perche bambine non andate di la a vedere un bel cartone animato? Potete scegliere tra tutta la collezione di Neal e se farete le brave ve ne farò portare un altro a casa.
- Siiiiii! Vieni Chloè.
- Grazie Mary margaret! Non riesco ancora a capacitarmi di tutto questo.
- Tutto si sistemerà per il meglio. Vado a dare un'occhiata alle bambine così potete parlare in tutta tranquillita - dice rivolta a me e sua figlia per poi lasciarci soli.
- Allora.. - dico non sapendo bene cosa dire. - Come  stai? - domanda banale!
- Sto!  faccio fatica ad accettare la cosa. Non mi piace sapere che parte della mia vita, quella più bella in base ai vostri racconti, sia stata cancellata. Da una parte vorrei tralasciare il fatto dell'amnesia e riprndere in mano tutto ma so anche che non ci riuscirei. Non posso fingere di provare cose che non provo piu... - mi guarda negli occhi e capisce che mi ha ferito. Lo so, lo so, non è la mia vera Emma a parlare, ma sentire quelle parole dalla sua bocca vuoi o non vuoi mi creano un senso di tristezza infinita.Credo se ne sia accorta - Oh killian... non volevo  dire... ecco io... - prende fiato -  senti! Come faccio ad amare una persona che fino a qualche settimana fa non ho neanche mai incontrato? Cerca di capire anche me per favore...
Non so cosa mi sia preso in quel momento ma feci l'unica cosa che mi ero ripromesso di non fare se non con un lungo lavoro e preavviso 
- Vuoi uscire con me stasera?
- ... Come?
- Hai capito benissimo.
- Io...
-  Pensaci... quale modo migliore per conoscermi un po meglio? Potrai non amarmi più ma resto e resterò  sempre il padre delle tue figlie. Non vale la pena conoscere la persona che le sta tirando su? - non so come mi uscirono quelle parole di bocca ma lasciai al mio cuore e non al mio cervello prendere il sopravvento.
- E va bene. Dopotutto penso che una serata fuori non mi faccia poi così male ma... le bambine?
- Tua madre sono sicuro che sarà felicissima di dargli un'occhiata.
- Mia madre??? AH... ok Mary Margaret. Vado a chiederlo.

POV EMMA

Possibile che io abbia accettato l'invito di un ragazzo a me sconosciuto così su due piedi? Amnesia o no questa cosa mi lascia alquanto perplessa.Non è da me. Vado al piano di sopra e vedo la mia amica, non riesco ancora a capacitarmi che sia davvero mia madre, stesa sul letto mentre guarda un cartone animato insieme a quelle due bimbe che dicono di essere mie figlie. 
- Mamma sei venuta a vedere il cartone con noi? - dice la piu grande delle due 
- Emm... no.  A dire il vero sono venuta qui per chiedere una cosa a Mary..... - calma Emma,respira e dillo - ...Alla nonna! - mi rivolgo verso Mary Margaret - Non è che potresti gentilmente sorvegliare su di loro per un paio d'ore? Killian stava pensando di potarmi fuori a...
- SI si si assolutamente si! Vai a vestirti forza, che stai aspettando?  - è euforica.
- Dici che sia una buona idea?
- Assolutamente  si.  Fidati! esci e divertiti. 
- Non è che sono poi tanto sicura...
- Corri a prepararti e non dire cavolate! 
- E se...
Mi ignora - Mentre tu ti cambi andrò a far due chiacchire con lui tanto le bimbe sono impegnate con il cartone e sembrano tranquille - corre al piano di sotto senza darmi diritto di replica. E va bene... uscirò con Killian. Faccio per lasciare la stanza e recarmi in bagno quando Leila, si... credo si chiami così - inizia improvvisamente a gridare:
- La signora dei cani! La signora dei cani! - piange disperata. In questi giorni Killian mi ha parlato dei suoi incubi e delle sue paure ma non mi è mai capitato di essere presente quando era nel pieno di una crisi. La cosa ancora piu strana però era che non sta dormendo... perchè grida così? Cosa ha scatenato questa reazione? Cosa devo fare adesso? Istintivamente i avvicino al  letto dove è seduta ma neanche il tempo di sedermi che mi stringe forte. - Mamma mamma la signora dei cani, la signora dei caniiiiiii!!!!!!! Ho paura!
- Leila, non c'è nessuno qui! Non devi aver paura di nulla. - provo a dirle
- E se ti farà nuovamente del male? - che va blaterando adesso...
- Ti riferisci all'incidente per caso? - annuisce - No so chi sia la signora dei cani, ma sono sicura di una cosa... ho avuto l'incidente perchè non funzionavano i freni dell'auto. Stai tranquilla
-E' stata lei invece... PERCHE' NON MI CREDETE? PERCHE' NON MI CREDE NESSUNOOOOOOOOO!!!!!
- Shhh calmati adesso ok? - cerco di essere il piu gentile possibile. Secondo quello che mi dicono tutti sono sua madre, ma a giudicare da come non riesco a calmarla devo essere davvero uno schifo di madre. Quale madre non sa consolare la sua bambina?
- La signora dei cani ti vuole fare del male mamma! Io l'ho visto e  non voglio.  
- Non succederà! Non mi succederà nulla.  Hai la mia parola. Ora ascigati le lacrime però va bene?
- Bau bau bau bau! - interviene  tutta sorridente Chloe vedendo i cartoni e a quel verso ecco che Leila riinizia:
- Nooooo!!!!! Eccollaaaaaa, è li guarda! Mammaaaaaa - mi giro e quello che vedo mi fa sorridere
- Leila è solo un cartone animato e quello li è un adorabile cagnolino. - sembra non calmarsi. - Ho un'idea... - dico improvvisamente - Perchè non lasciate stare il cartoone animato e mi aiutate a farmi bella? 
- Si mamy!!!!  - risponde la piccola
- Davvero possiamo? - continua l'altra
- Si. ma non voglio piu vedere lacrimoni.
- Ok! - finalmente un sorriso.
***
- Mamma sei bellissima!
- Ti bella mamy!
- Grazie bimbe...
- Mamy... Io venire co te! - mi dice la piccola tenendosi stretta alla mia  gamba
- Se viene lei vengo anche io! - protesta l'altra
- No tola io! Tu no!
- Non puoi fare sempre ciò che vuoi! Vengo anche io scema! - ci mancava solo che iniziassero a litigare
- Ei ei ei! - fortunatamente Intervenne la mia amica - Nessun minorenne uscirà di casa stasera. Adesso lasciamo mamma e papà uscire mentre noi andremo a cenare e poi...
- Tochiano nonno? - chiese Chloè
- E poi giocherete con nonno va bene! Vai Emma ti sta aspettando e... - rimase imbambolata a guardarmi - O MIO DIO O MIO DIO O MIO DIOOOOOOOOOO!!!! Non ci avevo fatto caso! Questo è.... - indica il mio vestito
- È cosa Mary?  Mi sta male?
- No no anzi... vai corri da Killian.
Salutai quelle due piccole pesti è scesi al piano di sotto. Killian era di spalle ma nonostante ciò riuscii ad osservare il suo look: era impeccabile.
- Eccomi! - dissi facendolo voltare.... l’espressione che gli si disegno sul volto fu esattamente quella della mia amica. Ti sei imbambolato? 
- Emm no no scusa! 
- Se dici che sono  tua moglie come mai sei così sorpreso di vedermi vestita così? Non dovresti... che sò... essere abbituato?
- Si ma... vedi, questo è esattamente il vestito che hai indossato per il nostro primo appuntamento! - ah... viva le coincidenze insomma.
- Davvero? Io... io non ricordo ma se ti da problemi posso andare di sopra a cambiarmi.
- Non ci pensare neanche. Sei mozzafiato Swan!
Quelle parole risuonarono come un eco nella mia mente ma non gli dissi nulla. Mi limitai a ringraziarlo
- Vogliamo andare adesso? -mi chiese 
- Certamente! Prego, fammi strada.
***

POV KILLIAN

Ero agitato come lo si è ad un primo appuntamento. Non era di sicuro la prima volta che uscivo solo con lei ma da una parte era come se lo fosse. Davanti ai miei occhi c'era la stessa Emma con cui fino a qualche settimana fa condividevo una casa, un letto, una vita. Eppure sapevo che allo stesso tempo in realtà la ragazza che avevo davanti non era lei. Non ancora almeno. Non sapevo quando ci sarebbe voluto ma ero intenzionato a riaverla con me.
 Il viaggio in auto fu silenzioso e estremamente imbarazzante. La vedevo agitata e a mio malgrato non riuscivo a fare nulla per metterla a proprio agio. Avevo paura di combinare qualche casino dicendo qualcosa fuori luogo. Fortunatamente raggiungemmo il locale in pochi minuti.  Scesi per primo dalla macchina e andai ad aprirle la portiera lasciandola stupita da tale gesto.
- Sei sempre così romantico? - mi chiese sorridendo
- Solo nelle occasioni speciali! - mi limitai a risponderle con un grande sorriso. Le offrii il mio braccio e ci diriggemmo verso il locale. Una volta entrati il cameriere ci indicò il tavolo, presi la sedia e la spostai per farla sedere. La vidi sbiancare e improvvisamente si accasciò a terra.
- Emma! - dissi a voce sostenuta cercando di farla alzare - Emma stai bene?
- Killiannnnn!!!!! - esclamò improvvisamente con gli occhi spalancati
- Tutto bene? - non rispose. Aveva lo sguardo perso nel vuoto. Faceva quasi paura. La presi per le spalle e cominciai a scuoterla nella speranza di riportarla tra noi. - Oiiiii Emmmaaa!!!! Emma mi senti? - Vidi il suo sguardo posarsi finalmente sul mio - Ti senti bene?
- Emm... si si! Io credo di... no lascia stare, non importa.
- Te la senti di continuare la serata? Posso riportarti a casa se non te la senti.
- Sono un po confusa ma... credo di stare bene - era diversa da cinque minuti fa ma sembrava essersi ripresa del tutto. Mi assicurai che stesse davvero bene dopodichè iniziammo la nostra cena. Era silenziosa... sorridente ma silenziosa.
- A cosa stai pensando?
- Non so se dirtelo perchè ho paura che mi stia solo illudendo.
- Di cosa stai parlando? Devi dirmi qualcosa? Ho fatto qualcosa di male?
- No no... anzi. Penso solo chè il vestito sia perfetto,  il locale anche... le libagioni ci sono... manca solo la tua seconda mano e quel depravato di William Scart  e il vino sulla mia gonna per ricreare il nostro vero primo appuntamento. Credo... 
- Emma... tu... tu ricordi???? - sbarrai gli occhi e iniziai a ridere come un ebete. Mi alzai e andai da lei prima che mi rispondesse.
- Io ho visto il locale e ho avuto una sensazione di dejavu... poi quanho ho avuto il mancamento  ho visto delle cose ma non sapevo se erano solo immagini a caso o ricordi veri e propri.
- Fidati quello che mi hai detto adesso sul nostro vero appuntamento era un vero e proprio ricordo. Ricordi altro?
- Pian piano le cose si stanno facendo piu chiare... Credo.
- Proviamo: Il nostro primo bacio!
- Neverland
- La nostra prima avventura!
- Sempre Neverland... no no aspetta! La pianta di fagioli e... Cora? Si chiamava così? La mamma di Regina insomma.
- Esatto! Concentrati ora: Il nostro matrimonio.
- Questa è facile! E' stato il 23 Aprile sulla nostra adorata nave! - Pugnalata al cuore, errore colossale. Ci avevo sperato e invece... una parte di lei era ancora assente. La più importante forse. - Non fare così scemo! - scoppiò a ridere - 7 maggio e sul terrazzo piu alto di storybrooke! 
- Non sono scherzi da fare! - tirai un sospiro di sollievo. - Ultima domanda, la domanda piu importante di tutte:
- Leila e Chloè ti rispondo direttamente!
- Non era questa la domanda. Volevo chiederti...  Sei davvero tu?
- Sono davvero io! - non persi altrp tempo e la baciai. un bacio che durò a lungo. Non mi importò neanche delle persone che cominciarono ad osservarci. Lei era tornata da me e non c'èra altro che potesse importarmi di più in qurel momento.
- Mi dispiace per non essere rimasta a casa nostra in queste settimane... mi dispiace di non averti trattato come avrei dovuto... mi dispiace essermi comportata così con le...
- Ei ei ei! Shhhhh... no problem tesoto. Sono feicissimo che tu ora sia qui. Non immagini neanche come è stato vivere senza di te per queste settimane. Non farmi mai piu uno scherzo del genere.
- Promesso capitano. - mi bacio lei questa volta e sentii dei fischi e degli applausi di accalmazione da parte dei presenti in sala.
- Direi che sia il caso di smettere di dare spettacolo non trovi?
- lo so... ma mi sono mancate troppo le tue labbra.
- E' una cosa a cui si potrà porre rimedio dopocena non trovi? - dico malizioso. 
- Assolutamente. 
Con quella promessa riuscimmo a staccarci e a tornare a tavola. la vedo con una mano massaggiarsi la tempia
- Che c'è ti senti poco bene? forse è il caso che ti porti da whale  per evitare ricadute... non vorrei che...
- Shhh... sto bene e non ho bisogno di medici. Non riperderò la memoria stai tranquillo. Non lo permetterò. Dai, raccontami qualcosa di queste settimane
- Sono state orrende ti basti sareper questo.
- Questo lo avevo capito... intendevo dire raccontami qualcosa delle mie bambine. Mi sento una stupida per averle appena considerate in questi giorni.
- Tranquilla non si sono accorte di nulla. Chloè è piccolina e quindi sapevo che non avrebbe fatto caso ai cambiamenti, con Leila invece  nella sgfortuna siamo stati fortunati. Ha capito poco di cosa ti stava succedendo perchè non ha fatto altro che avere incubi e attacchi di panico per colpa dei suoi maestri irresponsabili - eccola che riinizia a guardare nel vuoto. O no no no!  ti prego dimmi che non sta perdendo la meotia di nuovo:
- Emma - provo a chiamarla - Emma.... EMMAAAA!
- Killian! Penso di aver capito cosa sta succedendo a Leila e cosa sta cercando di dirci. Prima a casa ha avito una crisi. Non ricordando molte cose della mia vita non ho dato molto peso alla cosa ma ora che ricordo tutto... come ho fatto a non capire cosa mi stesse dicendo.
- Non capisco Emma... che stai dicendo? Penso che tu sia ancora un po' confusa...
-Non sono confusa!  Leila sta avendo delle visioni.  Ha visto l'incidente e ha cercato in tutti i modi di farmelo capire. Ora sta cercando di dirmi che sono ancora in pericolo. 
- Come in pericolo? - chiesi non capendo ancora cosa stesse dicendo. 
- Si sono in pericolo  e so anche chi c'è a capo di tutto cio!
- Chi?
- Crudelia!
 
Note dell'autore: 
lo so, sono in ritardo e per giunta non sono riuscita a concludere la storia perchè troppo lunga. Prometto che al prossimo capitolo la concluderò! Abbiate fede. Alla prossimaaaaaa

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Capitolo 13
*** Supereremo anche questo ( Parte 3 ) ***


POV KILLIAN

- Crudelia?!?  Cosa centra crudelia! - le chiesi a quella rivelazione
- Non capisci killian?  Il cane che ha incontrato a scuola, la signoria dei cani di cui continua tanto a parlare e per non finire poco fa prima di uscire ha riconosciuto quella che pensa sia la signora che la importuna nel cartone animato che stava vedendo. Il cartone era indubbiamente la carica dei 101!
- Avrà associato il cagnolino della scuola a quel cartone animato vedrai. Non è possibile che ci sia Crudelia dietro tutto ciò. È nell'oltretomba non ricordi?  - cercai in tutti i modi di farla ragionare ma non riuscii a proseguire il mio discorso perché fui interrotto dal suono del mio telefono: Regina. 
- Pronto!!?
- Killian abbiamo un problema. Sembrerebbe esserci una nuova minaccia in città. Dobbiamo scomprire chi sia il prima possibile. Ci vediamo con te e i tuoi suoceri tra dieci minuti alla mia cripta.... 
- Stiamo arrivando!
- Aspetta! Non credo sia il caso di far venire con te..... - agganciai prima che potesse finire la frase.
- Chi era? - chiese mia moglie curiosa
- Regina, dice che c'è un nuovo cattivo in città!
- Te l'ho detto io! Che stiamo aspettando? Andiamo dai!

POV REGINA

- Killian, ti avevo detto di lasciarla a casa! - rimproverai quel pirata da strapazzo.  Ma perché deve sempre fare di testa sua?
- Guarda che posso prendere parte alle indagini senza problemi! - risponde lei a tono.  Ti pare che non debba dire la sua? 
- Con tutto il rispetto Emma ma sei fuori allenamento. Hai  dimenticato parte della tua vita e di conseguenza parte degli allenamenti magici. Ci rallenteresti e ti metteresti solo nei guai. 
- E se ti dicessi che...
- No! Non mi va di discutere! - insisto - E tu non difenderla! - anticipo il suo caro maritino vedendo che sta per prendere le parti di sua moglie. - Dovresti essere a casa con le bambine. - continuai guardando lei. - A proposito.. con chi sono?
- Sono con Granny e comunque non dovete più preoccuparvi per me, Ho nuovamente la memoria indietro
- Mmh... Che sia solamente una scusa per non ascoltarmi? - Bene, in  questo caso... dimostramelo!
- Già il fatto che io non ti stia attaccando per i tuoi modi di parlarmi la dice lunga! Lo sai anche te che la me di qualche tempo fa ti avrebbe presa a calci nel sedere seduta stante se svessi usato questi toni altezzosi. E dai regina fidati della mia parola. 
- Regina è tutto vero! Posso garantire. Non la metterei mai in pericolo lo sai quindi perchè mentirti!  - continuò Killian.
- Davvero?!?  Oh Emma che bello sentirlo dire! - Corro ad abbracciare la mia amica e insieme a me anche i suoi genitori. Almeno un problema era risolto. 
- Ok ok ok, ho capito vi sono mancata ma perché ora non ci calmiamo e ragioniamo su cosa sta succedendo in città?
- Ah si giusto! Beh... per quanto mi riguarda... non ho più la magia! - ammisi
- Come? 
- Si... me ne sono accorta qualche giorno fa a dire la verità. Inizialmente l'ho legato ad un fattore di stress per tutta la tensione familiare ma poi ho pensato che come ipotesi era alquanto scarsa. Ho deciso così di fare un incantesimo. Non avrò la magia ma posso ancora ricorrere alle pozioni. 
- Che incantesimo hai fatto? 
- Non entrò dei dettagli perché sarebbe troppo lungo da spiegare. Sappiate solo che sono riuscita a vedere il momento esatto in cui ho perso i poteri. 
- E quando sarebbe successo? 
- Il giorno del tuo incidente! - la indico - Esattamente quando ho cercato di tirarti fuori dall'auto.
- Ne sei sicura?
- Si, l'ho visto! E poi se proprio dobbiamo dirla tutta ricordo di essere stata scaraventata  in aria una volta aver aperto la portiera per raggiungerti e successivamente ricordo di  non essere riuscita a curarti.
- Quindi è  tutto collegato! - la sento dire improvvisamente 
- Cosa è collegato? È successo dell'altro in questi giorni? 
- Leila! 
- Leila? Cosa c'entra mia nipote in tutto ciò? - chiedo perplessa.
- Ha delle visioni! Ha cercato di farcelo capire in ogni modo e maniera ma noi abbiamo sempre pensato fossero semplici incubi. Mia figlia ha visto l'incidente e chi lo ha provocato e ha cercato di farcelo capire. 
- Beh si spiegherebbe perché ti sei schiantata contro un muro quando la strada era completamente deserta. 
- Ecco un'altra conferma. Ho preso quella strada perché sul mio cammino non ho fatto altro che trovare cantieri aperti per lavori stradali 
- Ma è impossibile! Non c'è nessun lavoro su storybrooke.
- È possibile invece se c'è di mezzo la magia! 
- Mmmh hai parlato già con la bambina?
- No ma so per certo chi sia la famosa signora dei cani che tanto la spaventa! È Crudelia! 
- Lo escludo! - la bloccai subito. - Innanzitutto è nell' oltretoba...
- È quello che ho cercato di ricordarle anche io! - afferma killian 
- E poi beh... lei non ha la magia! 
- Non lo so come sia arrivata qui è come abbia organizzato tutto so solo che è stata lei! Leila stava guardando la carica dei 101 oggi pomeriggio e si è spaventata vedendo la caricatura di crudelia. L'ha riconosciuta.
- È solamente un'ipotesi Emma anche alquanto debole.  Io credo sia il caso di vedere anche altre strade a meno che tu non abbia un'idea su come confermare la tua teoria. 
- Semplice! Basterà parlare con Leila! 
- E cosa vorresti dirle? 
- Niente di particolarmente stressante. La conosco e so come prendere mia figlia senza traumatizzarla. Lasciate fare a me ok?
- Va bene, ma solo perchè così almeno ti renderai conto che sei fuori strada.
- Questo lo dici tu! Incontriamoci domani da Granny alle 16. 00. 
- D'accordo! A domani! 
***

POV EMMA

Se c'è una cosa che mi da estremamente fastidio sono le persone che mi contraddicono. Io non ho sempre ragione, ci mancherebbe altro, ma in questo caso la cosa è palese. Non possono essere solo coincidenze quelle che stanno accadendo e tra poco lo dimostrerò. Sono le 15 e 45 e sono appena arrivata davanti la scuola materna di Leila. La riprenderò con un quarto d'ora d'anticipo in modo che possa essere puntuale all'appuntamento con Regina e il resto della comitiva. Firmo una marea di scartoffie dopodiché recupero la mia pargola e alle 16 e in punto siamo già da Granny. Aspettiamo che ci raggiungano tutti dopodiché iniziammo.
- Leila amore devo chiederti una cosa. - aprii così il discorso
- La risposta è no!  Non voglio nessun fratellino! 
- Ma cosa dici amore? - le chiedo stupita da quella risposta inaspettata.
- l'ultima volta che mi hai detto di volermi chiedere una cosa mi hai detto che ne pensavo di un fratellino e subito dopo è arrivata chloe. Ora te lo ripeterò:  non voglio nessun fratellino e nessuna sorellina.  - scoppiarono tutti a ridere. 
- Non volevo chiederti niente di tutto ciò amore stai tranquilla! 
- Allora ti ascolto.
- Senti... tu conosci il nome della signora che continui a sognare?
- La signora dei cani dici? - le dissi di si con la testa -  Mi credi allora! L'hai vista anche tu? 
- No amore, non l'ho vista ancora ma magari potresti aiutarmi a trovarla. Vorrei scambiare due chiacchiere con lei.  
- NO NO NO! Lei ti vuole fare del male! Non puoi incontrarla.  No mamma ti prego! - si stava palesemente iniziando ad agitare.
- Ei amore stai tranquilla, cosa vuoi che sia una chiacchierata.  Non succederà nulla!
- NO MAMMINA TI PREGOOOOOOO ! Se mi vuoi bene non andare da quella cattiva! PER FAVOREEEEEE! 
- Ok va bene però dovrai fare una cosa per la mamma! 
- Cosa?
- Mi faresti un disegno di questa signora? Così magari se dovessi incontrarla per strada starò attenta a non farmi vedere! - mentii per tranquillizzarla 
- Ok va bene! - Girò la tovaglietta che Granny era solita mettere sui tavoli e iniziò a disegnare! Nel mentre lei disegnava io raccontai ai curiosi come avevo riacquistato la memoria ovvero grazie al mio amore grande! 
- Ecco fatto mamma! - mi mostrò il foglio
- Molto bene tesoro, brava! Ho con me anche dei pastelli - le dico -  Vorresti colorarlo questo bel disegnino?
- Siiiii! - ci mette un po' ma alla fine la sua opera d'arte fu pronta! Come volevasi dimostrare la figura rappresentata sul foglio era Crudelia. Non che mia figlia a 5 anni fosse un'artista fantastica , ma chi essere umano sano di mente andrebbe in giro con una capigliatura da pazza mezza bianca e mezza nera? 
- E' questa la signora dei cani mamma! 
- Ascolta amore ma in questo sogno ricorrente che fai, questa signora è sempre nello stesso posto o in posti diversi?
- Sempre nello stesso posto mamma! Perché?
- O niente amore era giusto per sapere! - mi alzai e faci cenno a Regina di raggiungermi fuori dal locale. 
- Resta con Leila e Chloe e se i miei o killian dicono qualcosa di loro che sono andata un attimo in ufficio. - Le dico non appena mi ragiunse
- Dove stai andando?
- Secondo te? Da quella pazza! 
- Ma se non sai neanche dove si trova!
- Oh fidati che lo so! - le mostrai il disegno - Le vedi queste croci? Scommetto che Leila voleva disegnare un cimitero e questa struttura grande? E' di sicuro la tua cripta. 
- Se davvero Crudelia sia in zona, cosa che ancora credo impossibile considranto le sue capacità, pensi che la troverai li? 
- Assolutamente si.  Leila ha detto ke crudelia le appare che è sempre nello stesso posto! E questo disegno mi ha dato la soluzione al mio enigma. Scappo. 
- No no no, cos'è tutta questa fretta? Mettiamo anche il caso che tu abbia ragione... non puoi mica andare da sola! 
- Sono io il suo obbiettivo. Devo andare io!
- Appunto perchè vuole te non puoi andare da sola! 
- È di crudelia che stiamo parlando, sarà un gioco da ragazzi! 
- Crudelia non ha la magia ma se l'assenza dei miei poteri è dovuta comunque a lei evidentemente ha qualcuno che l'aiuta non trovi? Quindi ribadisco che non puoi andare da sola!
- Vorresti venire con me?
- Certo!
-  Ma se hai detto che sei senza magia!
- Nella cripta ho tantissime cose che possono compensarla! 
- D'accordo ma dobbiamo trovare una scusa convincente per non far insospettire gli altri. Non voglio coinvolgerli e voglio che stiano con le bambine. 
- Ci penso io! Vieni! - mi trascinò dentro il locale
- Scusate ragazzi ma dobbiamo scappare! Ci ha appena chiamato Henry per una delle sue operazioni romantiche per Violet.  Dobbiamo raggiungerlo, è in crisi il ragazzo! - disse Regina cercando di essere il più convincente possibile. 
- Ma...  non si erano lasciati quei due? - Chiese improvvisamente mio padre 
- Lasciati? Ma no che dici?
- Me lo ha raccontato due giorni fa!  - Oh caspita... e adesso? 
- Hanno risolto! Non ti hanno aggiornato vedo! -  rispose Regina prontamente. 
- Meglio così allora! Lo vedevo proprio giù di corda quel povero ragazzo! 
- Va bene noi... noi andiamo! - dissi chiudendo ufficialmente quella parentesi -  Leila fai la brava, non fare arrabbiare papà e sopratutto non dare fastidio a tua sorella!
- Va bene mamma! Saluta Henry e digli che deve ancora raccontarmi la storia della principessa che si chiama come me e del principe Charles - sorrisi pensando a chi fossero nella realtà quei personaggi. 
- Va bene tesoro glielo dirò! - le diedi un bacio - Andiamo Regina!  Salutammo il resto della comitiva e raggiungemmo la macchina di regina
- Sapevi che Henry si fosse lasciato? - le chiesi
- No, non avrei usato questa scusa altrimenti! Te? Sapevi qualcosa?
- Con il fatto che la mia memoria era pari a zero credo abbia evitato  e poi se non lo ha detto a te cosa ti fa pensare che lo avrebbe detto a me?
- Va bene dai... ne parleremo con lui appena sarà il momento, ora andiamo a scoprire se hai davvero ragione. 
impiegammo solamente cinque minuti per arrivare nel luogo stabilito. 
- Sembra tutto tranquillo qui non trovi - mi chiese 
- Forse dovremmo controllare all'interno della cripta! - proposi
- Non può entrare nessuno li! È chiusa con la magia del sangue.  l'unica oltre a me che può aprirla è Zelina e prima che inizi a sospettare di lei ti blocco: Ha perso i poteri ultimamente ricordi? 
- Continuiamo a guardare  in giro allora 
- Emma, non c'è niente qui lo vuoi capire?  Leila sta solamente avendo degli incubi per colpa di un cagnolino che le ha messo paura. Davvero credi che quell' incapace di Crudelia sia riuscita a tornare nel mondo dei vivi?
- Costata con i tuoi cocchi cara - disse una voce alle nostre spalle. Mi girai e la vidi, era proprio lei ed era davanti a noi
- Dicevi?!?!?! - dico sogghignando a Regina
- Come diavolo hai fatto a tornare qui si può sapere! - chiese a quel punto la mia amica incredula di tutto ciò. 
- Evidentemente non sono così incapace come credi... 
Modera i termini quando ti rivolgi a me,  stai pur sempre parlando con una....
- Con una cosa cara? "Regina"? Non mi risulta.  l'adorata parte di te che ti rendeva davvero un regina l'hai eliminata per sempre ricordi?  - vedo la mia amica sull'orlo di attaccarla 
- Non fare niente di stupido - le dico. -  Non perdere la calma, non fare il suo gioco. 
- Salvatrice!  Come vanno le cose con il focoso pirata strappato dal regno dei morti? Suppongo bene visto l'adorata figlioletta che ho conosciuto. Davvero una bella bambina, complimenti al papà!  
- Non ti azzardare a parlare di mia figlia o di mio marito in questo modo!
- E perché no?!?! Abbiamo stretto amicizia io e la tua pargola sai? Ci divertiamo un mondo a giocare insieme. Sopratutto i miei cagnolini si divertono! - rise
- Non ti azzardare ad avvicinarti nuovamente a mia figlia - le corsi in contro con tutto l'intento di metterla ko ma venni respinta da un attacco di magia inaspettato! - Mah... ma che... cosa diamine è stato? - dico guardando prima Crudelia e poi Regina.
- Non guardarmi, ne so quanto te Emma - rispose la mia amica che nel mentre le si parò davanti. Anche lei venne sollevata da terra ma a differenza mia venne messa con le spalle contro un albero a cui successivamente, sempre con la magia, venne legata con una lunga corda fatta di... marshmallow ??!!!! Non sapevo davvero spiegarmi cosa stesse succedendo . Corsi immediatamente ad aiutare Regina ma non ci fu verso di liberarla da quella prigionia. 
- Te lo giuro Swan! Se sei nuovamente incinta scordati che io ti faccia da babysitter anche al futuro nascituro! Non dopo questo affronto almeno.  
- Che... io... mmmh... ma che stai dicendo? Come ti viene in mente di parlare di queste cose adesso? E poi io non sono incinta!
- A no? Siamo te io eCcrudelia in questo mausoleo. Tu non sei stata, Crudelia neanche in quanto non ha magia e io ti giuro che ho un ottimo alibi se non lo avessi notato - disse riferendosi a quella caramella gigante che la teneva bloccata. 
- Ti ripeto che non è come pensi.  
- Ci è già capitato che un tuo discendesse usasse la magia prima ancora di venire al mondo ricordi? - Mi fece notare.
- Lo so ma questa volta sei fuori strada ok? Che poi manco mi piacciono i mashmallow! -  Esclamai schifata. 
- Allora salvatrice... ora che la tua cara amichetta è stata messa ko che ne dici di contrattare?
- Contrattare? Con te? Mai!
- Ascolta la mia offerta almeno: la mia proposta è semplice:  se ti farai uccidere di tua spontanea volontà risparmierò alla tua piccola creaturina biondina di vedere la tua tragica dipartita. Se non farai ciò che ti ho appena chiesto sarò costretta a farle avere incubi per sempre o peggio ancora farla assistere alla tua morte!
- Punto primo lascia in pace mia figlia! Punto secondo che accidenti vuoi da me?
- Ancora non lo hai capito? Ti credevo una persona più spigliata sai? Voglio vendicarmi per quello che mi hai fatto anni fa! Mi hai uccisa ricordi?
- È stata legittima difesa! Stavi per far del male al mio bambino! 
- Non potevo ucciderlo! - gridò
- Ma io non potevo saperlo! - Risposi con il suo stesso tono. 
- Purtroppo per te le cose sono cambiate e adesso, ho trovato un modo per farti fuori! 
- Avanti allora, che cosa  aspetti?!?! Uccidimi, ma non ti aspettare che io non combatta! 
- Bene! - la sento borbottare qualcosa e improvvisamente venne  affiancata da due cani decisamente poco socievoli dal modo in cui stanno ringhiando. 
- Questo sarebbe il tuo attacco migliore?
Non mi rispose - Fatela a pezzi! - comandò loro i quali si avvicinarono a me continuando a ringhiare. Aspettai che attaccassero e quando lo fecero li attaccai con la mia magia facendoli indietreggiare. 
- Vedo che sei migliorata dall'ultima volta salvatrice ma non basterà! 
- Emma per la miseria liberami così potrò darti una mano! - disse Regina
- Non posso farlo, ci ho già provato!  Non sono stata io! 
Nel mentre rispondevo a Regina non mi accorsi di un attacco magico a sorpresa che mi porto a terra in un istante essendo stata colta alla sprovvista! 
- Chi è stato? -  mi giro verso crudelia - Tu non hai la magia! 
- Lei non avrà la magia... ma io si!
***

POV KILLIAN

- Papà, ma la mamma perché ancora non arriva? - mi chiede leila sbuffando non appena arivammo  nel loft dei suoi nonni. Avevamo tutti deciso, compresi Robin e Roland, di aspettare Emma e Regina qui dai Charming in modo da poter passare un'altra serata insieme. 
- Amore, la mamma è con Henry adesso. Il tuo fratellone ha bisogno della mamma in questo momento. 
- Anche io! Si imbronciò
- Che c'è con papà non stai bene? 
- Si ma... voglio che la mamma sia qui.  Io non voglio che la signora dei cani la trovi mi lasci senza mamma! - era  sull'orlo di piangere e anche la piccola Chloe lo notò.
- Eia bua? - chiese vedendola in quello stato
- No amore, Leila è solo un po' triste. Vai a giocare con la nonna ok? - la vedo allontanarsi traballante dopodiché mi concentro su Leila -  Ma come ti vengono in mente questi pensieri orribili amore! Alla mamma non succederà nulla ok? 
- Non puoi saperlo!
- Lo so invece! Mamma è una donna forte e può sconfiggere qualsiasi cosa! - non replicò e dopo avermi fatto un sorriso forzato andò a mettersi sul divano vicino a suo nonno. Pensai  fosse una cosa positiva, Adora suo nonno e passano la maggior parte del tempo a giocare, ma a quanto pare sbagliavo, non si è seduta lì per lui ma bensì per guardare fuori dalla finestra. Stava sicuramente aspettando di vedere Emma tornare. 
Dopo trenta minuti la situazione non sembrò cambiare, nessuno riusciva a smuoverla da li. La lasciai fare, in fondo costringerla a fare altro non sarebbe servito a nulla. Aiutai Snow a preparare la cena nonostante fossere ancora le 17 del pomeriggio e poi ne approfittai per fare il bagnetto a Chloe in modo tale che Emma non si sarebbe dovuta affaticare al suo ritorno. 
- Papà,  papà corri! -  sento dire a mia figlia non appena uscii dal bagno con sua sorella -   C'è Henry qui sotto ma la mamma non c'è!  - mi disse indicando un puntu sulla finestra. 
- Forse si sarà fermata a comprare qualcosa. 
- Henry è triste papà, guarda!
Mi affacciai alla finestra e lo vedi seduto su una panchina,  stava chiaramente piangendo. 
- Aspettami qui, torno subito. - Lasciai Chloe e Leila alle cure amorevoli di nonno David e mi precipitai di sotto. 
- Ei ragazzo! Che succede! - dissi sedendomi accanto a lui. 
- La solita! Ho provato a parlare nuovamente con Violet ma non ne vuole proprio sapere. 
- Avete litigato di nuovo? Ma come! Regina e Emma non sbagliano mai con i loro consigli...
- Cosa c'entrano le mamme adesso? Loro neanche lo sanno che tra me e Violet è finita... mamma Regina si preoccuperebbe mentre mamma Emma in questo momento è troppo sotto stress per metterle addosso anche i miei problemi.
- Frena... frena henry! Mi stai forse dicendo che Emma e Regina non sono venire da te subito dopo pranzo?
- No! Io non le ho viste. Non le vedo da ieri a dire la verità! 
- Per mille balene!  - esclamai forse a voce un po troppo elevata. 
- Che succede Killian? - chiese preoccupato. 
- Ti prometto che ti aiuterò con Violet  e che ti spiegherò tutto a tempo debito, ma ora devi venire con me! - lo presi per un braccio e lo trascinai verso il loft. 
- Leila amore perché non vai con Roland e tua sorella a giocare di la? 
- Perché?  - mi chiese guardandomi con i suoi occhietti vispi. 
- Perché papà deve parlare un arrivo con Henry, Robin e i nonni! 
- Mmh.... La mamma? 
- La mamma mi ha chiamato poco fa,  sta arrivando! 
- Ok allora. - la vidi prende la mano di sua sorella e insieme al suo amico andarono nell'altra stanza.
- Che succede?!?! Henry che hai fatto? - Chiese Snow da nonna premurosa quale era.
- Tempo al tempo - dissi io -  Per ora vi occorre sapere che Emma e Regina ci hanno mentito.
- Mentito? Su cosa?
- Non sono andare da Henry... tutta la storia che Henry aveva bisogno di loro era tutta una balla. 
- E dove sarebbero andate allora? Perché avevano tutta questa fretta di andare via?!?
- Non ne ho la più pallida idea! Emma non risponde neanche più al cellulare! 
- PAPA'?!?! - quella voccetta mi fece congelare all'istante - Papà! Dove è la mamma?
- Amore, la mamma sta arrivando! Te l'ho detto un minuto fa!
- Non è vero! Mi hai detto una bugia! - scoppiò a piangere - Non era con Henry e non le hai parlato!  Ho sentito tutto. - E ti pareva? Quando mai la smetterà di origliare le nostre conversazioni?
- Amore mio calmati... 
- NOOOO! La mamma è andata dalla signora dei cani e adesso non tornerà più a casa! 
- Non dire così amore mio - la prendo in braccio - Mamma sta bene!
- Non è vero! La signora dei cani me lo ha detto che le avrebbe fatto del male! Papà portami subito dalla mamma ti prego, io voglio salvarla. 
- Leila... Leila guardami per favore! La mamma non corre nessun pericolo ok? Sta bene e sta tornando fa te!
- Come fai a saperlo! Non lo puoi sapere, tu non la conosci nemmeno la signora dei cani! Lei odia la mamma! Dobbiamo andare da lei! Sei il suo principe devi andare a salvarla. 
- Va bene amore cerca di calmarti però! Andrò a cercare la mamma ma tu devi smettere di piangere ok? 
- Posso venire con te? 
- No, non puoi amore è quasi ora di cena! 
- Papà....
- Papà niente, ho già parlato. Dimmi solo una cosa... dici che la mamma e con questa signora giusto? - annuì - Bene! Sai dirmi dove posso trovare questa donna?
- Alla cripta di zia Regina, è sempre lì! 
- Ok! - le bacio la testolina. - Io vado! -dico a tutti i presenti. 
- Veniamo con te! 
- No! Qualcuno deve restare con Robin, Leila e Chloè
- Io vengo con voi! - si intromise Ronald - Ho undici anni ormai.
- Non iniziare anche tu Ronald - lo rimproverò Robin
- Henry a dieci anni veniva con voi in missione quindi posso farlo anche io e voi mi lascerete venire. 
- Andate avanti! Non perdete altro tempo.  -  disse henry - Resterò io con Leila e Chloè.
***

POV EMMA

- Tu! - dissi rivolta alla donna che comparse dietro Crudelia - sei diventata il suo zerbino personale? 
- Io sarei più delicata con le parole signorina, non vorrai mica fare la fine della tua amica?
- Dovevo immaginarlo che ci fossi te dietro questa diavoleria appiccicosa. - disse regina indicando  la sua trappola gommosa 
- Ma come... non ti piace Regina? Eppure è un trattamento "dolce" quello che ti ho riservato. Preferivi forse la tortura che fecero a me quei mozziosi di Hansel e Gretel buttandomi nel forno?
- Non saresti comunque in grado di sconfiggermi strega!
- Vuoi vedere??? - la minacciò. 
- Smettetela voi due! - mi intrometto. - Regina non c'entra nulla -  dico alla strega cieca - Lasciala in pace!
- Ha ragione la salvatrice! - aggiunse Crudelia - Non me ne faccio nulla di una strega come lei per il mio scopo! 
- Ma io desidero da secoli torturarla! - rispose l'altra
- La torturerai dopo che mi avrai garantito quello che mi serve! Strappale il cuore! - Disse indicandomi. Iniziò ad avvicinarsi verso di me. Ero pronta a sferrare l'attacco quando sentii delle voci a ma familiari chiamarci:
- Emma!!!! 
- Reginaaaaaa! 
- Che diavolo volete da loro! Lasciatele in pace!
Era la nostra famiglia! Come accidenti avevano capito il nostro piano? Ero completamente persa nei mie pensieri quando per la seconda volta la strega cieca approfittò della mia distrazione legandomi questa volta  i polsi fra di loro con lo stesso metodo con cui aveva legato Regina. 
- Fate un altro passo e farete la loro stessa fine! - li minacciò
- Non ti azzardare a toccare mia moglie strega! - gridò Killian minacciandola con l'uncino. Il risultato? Vennero immobilizzati tutti  sul posto
- Godetevi lo spettacolo tesorini - disse Crudelia mentre la sua cara alleata, che era alle mie spalle, mi perforò il petto estraendo due secondi dopo il mio cuore. 
- NOOOOOOOOOOO!
***
POV HENRY
Avevo da poco finito di raccontatela favola di mamma e Killian a Leila e dopo essermi assicurato che fosse tranquilla a giocare andai di sotto a prepararmi un panino per poi mettermi davanti alla tv. Tutto sembrava essere tranquillo fin quando si sentì un urlo disumano che mi fece sussultare e fece svegliare Chloe che era addormentata sul divano accanto a me. È Leila.
- LEILAAAAAA! - la chiamo a gran voce e corro al piano di sopra.  la trovo seduta sul pavimento in lacrime
- Che è successo piccola? - domando spaventato
- Io... io ho sognato... - singhiozzava
- Ti sei addormentata amore?
- Si... ho sognato la mamma!
- Piccolina! - l'abbracciai -  qualsiasi cosa tu abbia sognato era solamente un incubo, niente di più.
- No Henry! La mammaaaaaa! Le stanno facendo del male! - si agitava ogni secondo di più
- Leila. Leila, per favore tesoro calmati! Non sta succedendo nulla alla mamma! C'è kill... c'è papà con lei! Non permetterebbe mai che le facessero del male!
- No henry perché non mi credi!!!!! Io l'ho visto! Dobbiamo andare ti pregoooo!
- Non possiamo amore! Con chi lasciamo Chloe? Non può stare a casa da sola!
- Allora ci andrò da sola! - esclamò arrabbiata
- NO! NON CI PROVARE ASSOLUTAMENTE LEILA. NON FARMI ARRABBI....are. -  Era troppo tardi!
***

POV KILLIAN

- Ma che bel cuoricino! - Disse la strega cieca alla mia Emma! 
- Distruggilo avanti! -  La istigó lei
Provai ad avvicinarmi ma quella maledella ci teneva sotto incantesimo e ci impediva di muoverci! Non potevo permettere che accadesse. Non potevo permettere che le facessero del male. Doveva esserci una soluzione, non poteva finire così.
- Sarei tentata di distruggerlo ma non posso.  Questo bel cuoricino ha un compito ben preciso! Andrà a finire nel petto di Crudelia facendola tornare in vita mentre te...  prenderai il suo e beh..non credo resterai in questo mondo per  molto! Prendendo il tuo cuore inoltre prenderà i tuoi poteri e riuscirà a riportare in vita anche me. 
- Mi dispiace contraddirti - le rispose - Ma non ho questo potere! Nessuno ce l'ha! 
- Lei ci riuscirà! 
- Si si... certo!
- Allora? Vogliamo chiacchierare ancora per molto o vogliamo mettere fine alla sua insignificante esistenza? Che stai aspettando: portami il suo cuore. 
Un miracolo serviva un miracolo. Senza di Emma niente avrebbe avuto più senso... che avrei raccontato alle bambine? Come sarei riuscito a crescerle da solo? No... non ne sarei capace. Ho perso Milha ed è stato orrendo ma perdere Emma significherebbe perdere la mia stessa essenza. Non posso permettere che succeda ma non posso neanche riuscire a liberarmi da questo incantesimo da solo. Proprio nel momento in cui credevo che tutto stesse per finire una vocina ci fece bloccare tutti!
- MAMMAAAAAA NOOOOOOOOOO!
- Leilaaaaa?!? Amore che ci fai qui devi andare via! -  disse a sua figlia non appena la vide anche lei. 
- No mammaaaaa ti pregoooooo non mi lasciare! -  L'abbraccio. Vedo Emma con le lacrime agli occhi guardare quelle due: 
- Vi prego -  si rivolse a loro a mo di supplica... non l'avevo mai vista abbassarsi in quel modo -  Non davanti a mia figlia! Vi prego. 
- Dipende - rispose Crudelia. - Proverai a fermarci? 
Delutì - ... No, non vi fermerò. Puoi avere tutto quello che voi ma non fare niente davanti a lei. 
- EMMAAAAAA!!?!?  MA CHE CAVOLO DICI!!!!! - Gridai. 
- Killian... lo sai anche te per chi lo sto facendo. Leila amore guardami! Vai a casa ok? 
- Non senza di te!
- Tesoro ascoltami per favore - ormai piangevano entrambe e io con loro - Ho bisogno che tu mi prometta una cosa.
- Mamma...
- LEILA!
- Va bene... dimmi.
- Promettimi di andare a casa da Henry e Chloè e di fare la brava bambina. 
- NO, NO, NO E NO! Io rimango con te, non ti lascio da sola! 
- Il tempo scorre! Tic tac - Si intromise la strega cieca
- Abbi un minimo di decenza almeno! Sto parlando con mia figlia! Amore di mamma - la vedo avvicinarsi al suo orecchio e dirle qualcosa, un secondo dopo mi sento liberato da quella stretta magica. Leila mi ha liberato.  Che dovrei fare ora? correre da lei? Se ci provo quella mi inpeigionerebbe di nuovo uccidendo Emma sedutastante.
- Adesso asciugati le lacrime e vai da papà! - le dice - E tu killian... portala via di qui! 
- Emma io....
- Ti amo killian 
- Emma non...
- Non mi succederà niente Killian, prendi Leila, portala a casa e dai un bacione a Henry e Chloe da parte mia. - Mi lancia uno sguardo d'intesa. so per certo che non era quello che mi stava dicendo. Con la bambina nelle vicinanze non poteva dire altro... toccava a me leggere tra le righe e purtroppo avevo capito benissimo... mi stava dicendo addio. Ormai non controllavo neanche io le lacrime
- Ti amo Emma! E ti giuro che non finir....
- Killian! Sai quello che devi fare. Assicurati che tutti e tre i nostri figli stiano bene! Puoi farlo.
- Non sensa di te.
- Io tornerò da te! Te lo prometto. 
- Abbiamo finito?!?!?! 
- Si, Leila va da papà! - le da un bacio e la spinge verso di me. Aspetto che arriva e solo dopo essermi reso conto che quelle streghe non stanno prestando attenzione a me mi allontano con la mia bimba in braccio. Per quanto vorrei esaudire il desiderio di Emma di portare la bambina a casa non ci riesco... significherebbe allontanarmi nel momento in cui a più bisogno di me e non posso. L'ho giurato sull'altare: fin che morte non ci separi, non posso venir meno a questa promessa.  Cerco di convincere la piccola ad andare a casa con la magia ma non vuole così non mi resta altro che tenerla stretta al mio petto voltandola in una direzione che non sia verso quella di sua madre. Proprio mentre mi sto concentrando su di lei per non farle sentire neanche i rumori e le voci attorno a noi, sento dei lamenti strazianti. So cosa significano quei suoni.  E' il chiaro segno della morte eppure Il mio cuore non si è lacerato nel sentire tutto ciò. Alzo lo sguardo terrorizzato per paura di costatare quanto già so ma quello che invece mi ritrovo davanti ha del surreale. Crudelia e la strega cieca sono a terra prive di sesi e Regina tiene in mano le ceneri di quelli che una volta erano i loro cuori. Il cuore di Emma e a terra, ancora intatto.
- Il restante della famiglia viene sbloccato immediatamente. Lascio Leila nelle braccia di Snow e corro da mia moglie! 
- Emma amore! Amore mio come stai? - chiedo mentre ispeziono ogni parte del suo corpo.
- Io... sto... bene! - mi abbraccia con quanta più forza ha in corpo. - Ho pensato di morire, che non ti avrei più rivisto, che non avrei più rivisto i bambini. Non volevo dirti addio in quel modo così stupido... Io....
- Lo so amore lo so, ma non ci pensare adesso! - la bacio - E' tutto finito. 
- Hai bisogno di una mano con quello? - chiese Regina a Emma indicandole il cuore. Le lascio spazio per aiutarla. 
- Come hai fatto a liberarti? - le chiese nel mentre lei le restituiva l'organo piu importante
- Dobbiamo ringraziare Ronald che è venuto venire con il papà. Si è nascosto prima che vi bloccasse ed è intervenuto mentre Leila e Emma parlavano. Per liberarmi ha mangiato il marshmallow.  avrà mal di pancia per giorni credo ma ci ha salvato la vita!
- Tutto bene voi due? Si avvicina anche Robin con il piccoletto ormai non tanto più piccoletto
- Si... grazie Ronald e benvenuto nel mondo degli eroi! - gli disse Emma
- Ragazzino per questa dimostrazione di bravura potrei anche un giorno darti il permesso di uscire con la mia bambina. 
- Wowowowoowowo! Misà che killian si è spaventato per benino questa volta. - commenta Robin  sarcastico.
- Ho detto uscire non sposarla! - tutti risero e io mi unii a loro. Anche questa volta abbiamo vinto.
- Regina ma se erano già.. come dire morte come hai fatto a distruggere i loro cuori? - chiese improvvisamente Emma. 
- Una volta tornare sul suolo dei vivi , anche se per solo poche ore,  le loro funzioni vitali tornano ad essere come quelle di tutti noi. Quindi un cuore è sempre un cuore e ... ciaooooo ciaooooo cattive 
-Grazie per avermi salvata! - si abbracciano - Dove Leila?!?!
- È con tua madre - le indico.- Si alza e corre verso di loro! 
- Bambina mia!
- Mammmaaaaaaaa!
- Amore mio! Tutto bene?! Ti sei spaventata? 
- Sii - si rimette a piangere
- È tutto finito amore! Crudelia non è più un problema è stata sconfitta! Per sempre
- Non ti farà più del male quindi ?
- No
- E non la sognerò più? 
- Ti prometto che troverò il modo di non fartela sognare più
- Ti voglio bene mamma e la sai una cosa? So chi è la principessa con il mio nome! SEI TUUUUU! 
- Anche io ti voglio bene angioletto e per la questione della principessa dallo stesso nome beh... shhhh è un nostro segreto ok? - le sorride 
- Allora, che ne dite? Si torna a casa?  - Dissi io e in men che non si dica, grazie all'aiuto di Regina che aveva riacquistato i poteri grazie alla sconfitta del nemico, tornammo a casa. 

POV EMMA

Una volta raggiunto il loft io e Killian decidemmo di non rimanere a cena con gli altri, volevano un po' di tempo solo per noi 5:  io lui henry e le bambine. L'unica cosa che mi preoccupava però era Leila e la possibilità che potesse continuare a fare sogni strani dopo tutto quello che aveva visto fino pochi minuti prima. 
- Regina - chiamai la mia amica - Conosci un modo per cancellare i ricordi che non sia la solita pozione della memoria? Cioè, mi spiego... vorrei far dimenticare l'ultima mezz'ora a Leila. È terrorizzata e non voglio si senta così!
- Leila amore di zia vieni un attimo qui! - la bambina con lo sguardo affranto a lenti passi arrivò davanti a sua zia - chiudi gli occhi, facciamo un piccolo gioco. - Anche a questa cosa mia figlia obbedì e immediatamente Regina le adagio una mano sulla fronte. - Ora puoi aprire gli occhi! 
- Mamma andiamo a casa? Ho sonno! - la sua vocetra era più squillante è il suo sguardo più vivo!
- Vai a prendere le tue cose, arrivo subito! - aspettai che si allontanò - Come hai fatto? ma sopratutto: cosa le hai fatto? - Chiesi curiosa 
- Ho cancellato la parte di questo pomeriggio o meglio ho un po' modificato le cose. Ora sa che crudelia è stata sconfitta è che mamma e zia sono state molto brave a rispedire quelle due da dove sono venute. Tranquilla, nulla di violento.
- Grazie mille! Ti devo tutto!
- Adesso va che ti stanno aspettando! 
- Va bene! Ciao a tutti ragazzi, noi togliamo il disturbo... ci vediamo domani! 
- A domani! - risposero tutti in coro. - Presi le mie cose e insieme alla mia famiglia tornammo a casa. Cosa dire di tutta questa giornata... è stata bella intensa e quasi fatale ma quel che più conta adesso è che nonostante tutto ce l'abbiamo fatta anche stavolta.
 
Note dell'autore:
Ce l'ho fattaaaaaaaaa!!!! Ho terminato la one shot (non tano one shot) piu lunga mai esistita fino ad ora heehheheheheeh. Spero sia stata di vosro gradimento. Non temete. Le prossime saranno tutte composte da un solo capitolo..... spero almeno. Alla prossima.

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Capitolo 14
*** Una visita inaspettata ***


- Aspetta! Sei sicura di volerlo fare?
- Certo che sono sicura. E' l'unica nostra possibilità. 
- Potrebbe essere pericoloso!
- Uffaaaaaaaa!  Possibile che ogni volta che decido di fare qualcosa tu devi sempre fare la mammina premurosa e ostacolarmi?
- Non ti sto ostacolando e comunque non sono tua madre, sono...
- Si si si lo so chi sei! me lo ricordi ogni singolo giorno da 14 anni ormai!
- Cerco solo di proteggerti.
- Riesco a proteggermi anche da sola grazie. Allora... sei con me o sei contro di me?
- Ma certo che sono con te, che domande fai però inizia a trovare già da adesso una scusa convincente in caso dovessero scoprirci perchè fidati se verranno a sapere quello che stiamo facendo molto probabilmente se la prenderanno con me e non con te.
- Ti vuoi calmare? Non ci scopriranno mai! E daiiii! Consideralo un regalo di compleanno anticipato!
- D'accordo e ricorda queste parole: al tuo compleanno non ci sarà nessun regalo da parte mia: accontentati di questo.
- Sei la migliore! Andiamo.

***

POV DAVID

- Papà mi raccomando... controllale e non laciarle da sole per nessun motivo. Sono diventate due pesti e non fanno altro che farsi i dispetti a vicenda. Rischiano di farsi male se non si tengono a bada.
- Vorrei ricordarti amore che ho due figli anche io! So cosa significa. - dico a mia figlia dopo l'ennesima raccomandazione ricevuta. 
- Con tutto il dovuto rispetto papà ma io non ho mai cercato di mordere Neal.
-  Si mordono? Tu sei davvero sicura di averle fatte con un pirata? No perchè da quello che sto sentendo sembrerebbe più opera di un vanpiro.
- AH AH AH! Che ridere guarda! Scappo a lavoro adesso. Bambine mi raccomando fate le brave, non uccidetevi e sopratutto date retta al nonno.
- Va bene mamma! - disse Leila con un gran sorriso 
- Taooooooo! - risponde la più piccolina. Da un bacio ad entrambe e corre alla stazione. 
***
- No! Chloè no! Non si fa! - dico alla mia nipotina ribelle bloccando la sua iniziativa di tirare i capelli a sua sorella maggiore. So che vuole solamente giocare, ma conosco anche le reazioni di Leila e so per certo che se voglio evitare una disputa tra sorelle è meglio evitare. 
Suonano alla porta. Chi sarà mai a quest'ora? Lascio le bambine in soggiorno con la speranza che non si uccidano a vicenda e vado ad aprire. Mi ritrovo due ragazze mai viste davanti agli occhi
- Salve, posso esservi d'aiuto?
- Non.. - una delle due inizia a parlare ma viene bloccata dall'altra
- NOLAN! lei è il signor Nolan vero?
- Si sono io... voi siete....
- Buongiorno, ci scusi per il disturbo, noi siamo due studentesse che avrebbero bisogno di farle qualche domanda.
- Domande su cosa esattamente?
- Beh la sua reputazione la precede. Sappiamo che lei è il principe azzurro... io e la mia compagna di studi stiamo mettendo a punto un profetto su...
- Sulla storia di Biancaneve. Un paragone dalla versione della foresta incantata fino ai giorni nostri. Vorremo portarla come tesina per la maturità.
- Wow! Un'idea davvero originale solo che... mi dispiace ma mia moglie non c'è in questo momento.
- La nostra idea era quella di mettere in scena una specie di intervista con pareri di tutta la vostra famiglia. Potremo cominciare con lei se non le dispiace.
- Beh si... ecco...
- Nonnooooooo chi è? - si affaccia Leila curiosa
- O mio dio ma quella... - anche questa volta la ragazza viene immediatamente bloccata prima di poter finire qualsiasi frase.
- Ma che bella bambina! Ciao piccolina.
- Ciao. Nonno chi sono queste ragazze?
- Amore perchè non mi aspetti di la insieme a tua sorella? Nonno arriva subito. - obbedisce immediatamente - Come potete vedere sono un po' indaffarato al momento ma sarò comunque molto lieto di darvi una mano questo pomeriggio. Conoscete Granny's il ristorante? Potremmo vederci li verso le tre!
- Questo pomeriggio avremmo altri impegni a dire la verità... non... non si preoccupi se ha da fare lo capiamo. La ringraziamo per la disponinbilità, arrivederci.
Stavano per allontanarsi. - Aspettate. Mi piacerebbe molto aiutarvi. Se i promettete di non far caso al disordine lasciato in giro dalle mie nipotine mi farò fare l'intervista ora.
- Davverooo? Lo sapevo, sei sempre stato un...
- Una persona altruista. - le guardo - Lo dicono tutti in città.
- Grazie... faccio solo del mio meglio. Prego, accomodatevi. - dico facendogli strada verso il salotto. Nel vederle Chloe si venne a nascondere dietro di me.
- Ciao piccolina - non rispose ma raddoppià la presa sulla mia gamba
 - Non badate a lei... sembra timida ma in realtà non lo è per niente! Saluta Chloe, non ti mangiano mica! - le salutò con la manina - Allora, sono a vostra disposizione, domandare pure.
- Perfetto. Partiamo da una domandina facile facila:  Come è cambiata la vostra vita da quando il sortilegio oscuro si è spezzato?
- La nostra vita è cambiata in meglio senza ombra di dubbio. Guardate mia figlia cosa è riuscita a regalarmi! - dico fiero delle mie due piccole pesti. - Se non fosse stato per Emma molto probabilmente starei ancora vivendo una vita non mia.
- Vorrebbe tornare nella foesta incantata, ricostruire il regno e vivere li con la sua famiglia?
-  Mi piacerebbe. Mi piacerebbe davvero molto ma  non ci sono fagioli magici qui che ci possano condurre li... la vedo un'impresa impossibile.
- Si nonnooooo! Voglio andare a vivere nel tuo castello! Andiamoooooo?
- Leila amore... se potessi ti porterei a palazzo oggi stesso. 
- Piccolina, crescendo cambierai idea! - si intromise una di loro. - Voglio dire... - si rivolse a me come per giustificarsi - Quando inizierà con la scuola dubito che lascerebbe i suoi amichetti così su due piedi.
- Forse hai ragione. In che liceo studiate? Anche Henry, mio nipote più grande, frequenta il liceo ma non ha mai avuto a che fare con questo tipo di progetti. 
- Studiamo nel liceo privato di Storybrooke
- Ottima scuola! Ne ho sentito parlaredavvero molto bene.
- Mi scusi... potrei gentilmente usufruire del bagno? - disse improvvisamente una delle due ragazze. 
- Certamente, seconda porta a sinistra al primo piano. 
- Grazie infinite. Faccio in un baleno. - si alza e si incammina al piano di sopra. 
- Non c'è bisogno di aspettarla, copierà i miei appunti... vogliamo continuare? - Annuii - Bene... mi dica: com'è essere il marito di Snow White?
- Un tempo era molto impegnativo... - rido ripensando al passato - Ora non più, per quanto possano esserci minacce continue in questa città i tempi più bui li abbiamo già passati. Siamo in pensione se così si può dire. Abbiamo deciso di dar spazio ai giovani. - A proposito di giovani ecco che vedo rientrare in casa Emma.
- Emma tesoro,  già di ritorno? - chiesi guardando l'orologio. 
Mamma mammaaaaaaaa sei a casaaaaaa! - disse leila correndole in contro per salutarla seguita a ruota da sua sorella. 
- E' si.... ho finito prima del previsto fortunatamente ... salve!  Tu saresti? - chiese alla ragazza seduta sul divano
- Emma tesoro loro sono due ragazze che sto aiutando per un progetto scolastico.
- Ragazze? Io ne vedo solo una! 
- La sua amica è un attimo in bagno. Ti presento Emma,  mia figlia - dissi rivolto alla ragazza - Emma lei è.... O che stupido non vi ho neanche chiesto i vostri nomi. 
- Io sono... Lisa e la mia amica, che conoscerai tra qualche minuto si chiama Charlotte.
- Molto lieta, conoscerò la tua amica non appena mi sarò messa in un abbigliamento piu comodo - le fece un sorriso forzato e corse immediatamente al piano di sora. Che cosa è preso adesso? Bah..  donne! Meglio concentrarsi e aiutare queste ragazze.
***

POV EMMA.

Come diavolo abbia fatto mio padre a farsi abbindolare da due teppistelle ancora devo capirlo. Ma quale ricerca scolastica... quelle due sono qui per ben altro te lo dico io e infatti... sto per varcare la soglia della mia camera da letto quando vedo una giovane signorina intenta a frugare tra i miei cassetti! 
- Credo proprio che li troverai solamente la biancheria di mio marito! 
la vedo saltare in aria come un molla per lo spavento - Oddio che schifo! - disse con disgusto togliendo immediatamente le mani dal cassetto. 
Beh schifo proprio non direi però....
- Lascia stare ma... Emh... Emma! 
- Mi conosci? 
- Sei la salvatrice no? Chi non ti conosce...
- Si ok... se non sono indiscreta però vorrei sapere: cosa ci facevi nella mia camera da letto a frugare tra le mie cose? 
- Io cercavo... Emh... è difficile da spiegare.... 
- Trova un modo, non mi sembra di aver formulato una domanda cosi complessa
- Cercavo un assorbente! Si proprio così! La mia amica non ne ha con se dietro... e ne avevo bisogno e... si insomma mi dispiace!
Piccola buggiarda... - Ok tranquilla non fa nulla! Sono nel mobbiletto del bagno: primo cassetto a sinistra. Non puoi sbagliare
- Grazie, grazie mille davvero! E scusa ancora.
- Nessun problema. Fai con comodo...  ti aspetto di sotto! 
Scesi da mio padre per scambiare due chiacciere con lui e lo visi seduto sul divano ad ascoltare le domande di quell'altra piccola teppistella. Li raggiungo e mi metto ad ascoltare. Non so cosa mi prese esattamente, so solo che non riuscii a trattenermi:  
Senti - mi rivolsi alla ragazza - Lui sarà anche ingenuo ma io no! 
- Emma ma cosa...
- Shhh! Papà lasciamo finire. - tornai a guardare la ragazza sul divano - Adesso farò io qualche domandina a te e a questa signorina - indicai le scale dove stava scendendo la ragazza che avevo incontrato poco prima - che ho beccato poco fa a frugare tra le mie cose.
- che cosa hai fatto?!!! - disse Lisa guardano in malomodo Charlotte come a volerla rimproverare. 
- Come se tu non lo sapessi... - commentai io a quella ridicola scenetta -  Insomma: chi diavolo siete e cosa volete da noi?
- Mamma allabiata! - Disse chloe lasciando i suoi giochi e venendo ad abbracciarmi.
- È si amore mio, la mamma è molto arrabbiata con queste due signorine. 
- Emma ma...
- Ancora Papà?  Sono due ladruncole niente di più e tu ti sei fatto abbindolare per benino. Ma che vice sceriffo sei?
- Sono solamente due ragazzine....
- Le ragazzine possono essere molto pericolose sai? Fidati ho esperienza in materia. Sono stata una ragazzina molto pericolosa in passato sai?
- Non sembrano cattive
- Neanche io lo sembravo. L'apparenza inganna!
- Mah ma... - provò a dire Charlotte ma non riuscì a finere  l'ultima parola perchè ricevette una gomitata da parte dell'altra Ragazza. 
- Emma davvero scusala. Delle volte è proprio una stupidina. 
- Basta chiacchiere, prendete le vostre cose e seguitemi! 
- Dove dobbiamo andare?
- In stazione mi sembra logico non trovate? 
- Ma no dai!!!!  Perfavore! 
- No in stazione No! Non volevamo fare niente di male. 
- Emma non essere frettolosa... - ci mancava solo mio padre adesso. 
- Pensi di saper svolgere il lavoro meglio di me? Bene! Accomodati pure ma non venirmi a chiedere aiuto quando queste qui ti lasceranno in mutande!  - senza aggiungere altro Presi le mie bambine, uscii di casa e raggiunsi Killian al porto.
***

POV DAVID

- Ripeto... Non mi sembrate cattive ragazze così su due piedi, ma è anche vero che Emma ti ha vista curiosare tra le sue cose - mi rivolgo in particolar modo a Charlotte.
- Ho già spiegato a sua figlia cosa stavo cercando. 
- Lo so ma come ha detto anche Emma non posso non svolgere il mio lavoro. 
- E che vorrebbe fare arrestarci?
- Ma no! Certo che no! Ma i vostri genitori andranno comunque avvisati per questo vostro comportamento.
- I suoi forse, io non ho fatto nulla ero qui a parlare con lei! 
- Avanti, niente storie... tirare fuori i documenti.
- Non... non li abbiamo con noi! - era chiaramente una bugia, potevo leggere chiaramente il panico nei loro occhi. 
- Allora non vi dispiacerà se controllo nelle vostre borse!
- Deve proprio? 
- Se non mi darete i vostri documenti si! E' la prassi. 
-  Ok, ma se noi le diamo i nostri documenti, lei  ci giura che non si arrabbierà per quello le abbiamo fatto?
- Certo che non mi arrabbierò. - con mano tremante vedo una delle due consegnarmi due carte d'identità!  - Bene bene,  allora... vediamo chi abbiamo qui.... - lessi entrambi i nomi e per poco non ebbi un infarto. - È una presa in giro questa? 
- No! -  abbassarono il capo entrambe - Scusaci! Non avevamo altra scelta.
***

POV KILLIAN

Quando vidi arrivare Emma a bordo della Jolly roger con quel passo sostenuto e con entrambe le bambine per poco non ebbi un infarto. A giudicare dalla sua espressione le possibilità di qualcosa notizia positiva eraa pari a zero. 
- E insomma due ladruncole si sono introfulate in casa nostra! - chiedo per conferma dopo aver ricevuto tutte le informazioni 
- esatto!
- c'è dell'altro sotto però! Sei palesemente agitata! - le faccio notare
- non lo so... è solo che mi è sembrato di conoscerle ma non ricordo esattamente dove io le abbia viste. Non mi sfuggono mai questi particolari... e' strano!
- E questo ti crea ansia? 
- Killian, mi crea ansia il fatto che due persone a noi sconosciute siano riuscite ad introfularsi in casa nostra abbindolando mio padre. Ci sono due bambine in casa non è normale che la gente entri così. Potrebbe essere pericoloso.
- Non esagerare adesso. Erano due ragazzine molto probabilmente scappate di casa. Nella peggiore delle ipotesi stavano cercavano qualche soldo per poter fuggire. 
- E se avessero trovato le pozioni che tendo nell'armadio? Tu sai i rischi che correremmo se qualcuno non praticante di magia ne venisse in possesso.
- Sono piu che sicuro che non fossero intenzionate alla magia!  - La tengo stretta a me cercando di calmarla  ma riesco a sentirlo: c'è qualcosa che la turba.
Che altro c'è? - Chiedo
- Ma niente... è solo che difficilmente mi sbaglio e quelle ragazze io credo di averle già viste.
- Che tu le abbia viste o no non c'è nulla di cui preoccuparsi. Sono con tuo padre adesso e non credo che sia cosi ingenuo da farsele scappare di vista una seconda volta. - neanche a farlo a posta ecco che ricevetti una chiamata proprio da David che mi chiese di raggiungerlo con Emma da Granny per una questione urgente.
***

POV DAVID

- Cosa prendete?!?! Tranquille offro io! - dissi loro con un sorriso
- Io nulla! - rispose per prima Lisa
- Neanche io! Ho perso lappetito. - seguì Charlotte - Ma... dobbiamo per forza parlarle?
- Beh dopo quello che vi ha beccato a fare direi proprio di sì non trovate? Merita una spiegazione... e anche io. 
Andammo a sederci ad un tavolo un po piu isolato e aspettammo che Emma e Killian ci raggiungessero:
- Allora! Quale è l'emergenza? -  Disse Emma entrando come una furia con in braccio Chloe - Ti hanno lasciato in mutande prima del previsto? 
- Siediti e ascolta per favore... tutti e due - dissi facendo segno a Killian di accomodarsi accanto a sua moglie 
- Avanti sentiamo... - le guardò con una faccia al dir poco scocciata.
- Non so da dove iniziare.... - disse una delle ragazze
- Dall'inizio mi sembra logico! 
- Emma... - L'ammonì killian cercando di farla calmare  - Prego continuate pure.
- Noi non siamo compagne di studio... non stiamo facendo nessuna ricerca a scuola.... e sopratutto
- Non Volevamo rubare nulla! - finì la frase l'altra
- Che non eravate compagne di studio lo avevo capito subito, non siete neanche coetanee se posso dire la mia. 
- Infatti non lo siamo. Lei è più piccola.... 
- Più piccola e meno furba però! - commentò sarcastica
- Te l'ho già detto non volevo rubare.... cercavo solamente.... - era impaurita povera piccola
- dai dillo.... - la incoraggiai
- Cercavo un fagiolo magico! - disse tutto d'un fiato
- Non erano in cerca di magia è?!? - disse Emma rivolta a killian 
- Lasciale finire! - rispose lui.
- Non siamo cattive se è questo che pensi. Noi siamo solamente....
- Solamente? Ripete lei con impazienza - Non ho mica tutto il giorno. 
- Le tue figlie! 
- si certo... come no! - rise
- E' la verità!
- Mi ricorderei di aver dato alla luce Due bambine anni fa non trovate? Ho solamente tre figli: Henry e queste due piccoline.  Tu papà dovresti saperlo bene.... hai creduto davvero alla loro storia? Pensi davvero che dopo essermi aperta con voi non vi avrei confidato anche di aver avuto altri figli in passato oltre a Henry? 
- Emma falle finire per favore!
- Vediamo dal futuro! Siamo 13 anni avanti a voi!
- E quindi cosa vorreste farmi credere? Di essere loro da adolescenti? - indica Leila e Chloè le quali sono intente a giocare. 
- Esattamente:  io sono Leila e lei è Chloe. 
- Mi fate davvero così sciocca? A parte il colore dei capelli, che a dirla tutta neanche corrisponde - disse indicando la ragazza più giovane - Non avete niente in comune con loro
- Ho ripreso i capelli da nonno David - si giustificò la ragazza che si era presentata con il nome di Charlotte
- Guardala bene. -  disse indicando chloe - Sono biondo chiaro i suoi capelli non biondo scuro
- Cambieranno fidati! 
- Anche se fosse come dici  c'è un'altra cosa che avete differente è quella sono più che sicura che non può cambiare. Il colore degli occhi. C'è una differenza sostanziale tra l'azzurro, il verde e il marrone.  - Le due ragazze si lanciarono un'occhiata d'intesa e con un gesto della mano cambiarono il colore dei loro occhi. 
- Si chiamano lenti magiche mamm.... - non finì la parola per paura di essere incenerita. Guardai Emma e l'espressione sul volto cambiò radicalmente. 
- Ci credi adesso vero? - sorrise la più grande delle due molto probabilmente riconoscendo il linguaggio non verbale di Emma.
- È... è impossibile! - escalmò lei portandosi le mani alla bocca. Eh si... le aveva riconosciute. -  -I portali magici sono difficilissimi da creare per non parlare dei fagioli magici... come diavolo siete riuscite ad arrivare fin qui?
- Prima di riempirci di domande da mamma protettiva quale sei che ne dici di venirci prima a salutare?  - Killian non se lo fece ripetere due volete, si alzò dalla sedia e andò ad abbracciarle entrambe:
- Ma guardatevi! Siete meravigliose!!!! Uguali a....

- Uguali a nostra madre - ripeterono in coro  - c'è lo ripeti in continuazioe!

- Che strano sentirti parlare così... - si rivolse a quella che in teoria era Chloè - il massimo che ti sento dire adesso è: "papy tono tanca", "Voglio i tocattoli" ecc ecc.  Emma, tu non dici niente?
- La mamma è ancora sotto shock... - disse Leila
- Io... non ... non so che dire! - Si alzò anche lei per abbracciarle - Sono felice che siete qui ma se lo siete è perché di base c'è un motivo giusto? Qualcuno è in pericolo? E sopratutto perché siete venute voi! Siamo morti per caso???? - chiese allarmata
- Certo mamma che tu non ti rilassi mai è.... tranquilla non siete morti, state benissimo! 
- fatti abbracciare mamma poi ti prometto che ti racconteremo tutto! - disse la più piccola ma il loro abbraccio venne interrotto dalla baby chloe:
- Tu! Tascia stale mamma mia! È mia no tua!
- Noto con piacere che sei sempre stata un gran rompi scatole! - ironizzò la grande 
- Fai poco la spiritosa! 
- Beh... noi invece notiamo con piacere che non smetterete mai di darvi contro! - disse killian ridendo
- Tranquilli ci vogliamo bene! 
Allora!!!! Ci dite cosa diavolo sta succedendo? 
- Mamma hai ragionema prima non è che potremmo incontrare la nonna e gli zii?!?  
***

POV EMMA

Quanti viaggi nel tempo abbiamo affrontato in questi ultimi anni? Troppi... eppure ancora non mi riesco a capacitare che le mie figlie siano atterrate qui dal futuro. Il mio cuore ha riconosciuto qualcosa in quelle due ragazze già prima che rivelassero la loro identità eppure il mio cervello ha messo tutto il suo impegno per negare l'evidenza. Siamo appena arrivati davanti casa di Regina, e durante tutto  il tragitto le versioni baby di Leila e chloe si sono impegnate il più possibile per tener lontante le loro versioni del futuro da noi. 
- Mamma mamma c'è la macchina della nonna - mi indica Leila - c'è anche neal? Voglio giocare con lui!!  
- Adesso quando scendiamo dalla macchina controllerai di persona ok! Mettiti seduta adesso
Va bene mammina!  - Parcheggiamo aspettammo papà dopodiché tutti in massa ci presentammo a casa di Regina!
- Wow....e  tutta questa folla? Non sarete mica venuti per uccidermi - esclamò ironica dopo aver aprerto la porta!
Zia Regina!!!!!! 
Zia ciaooooo! - entrambe le mie figlie adolescenti le si buttarono addosso per abbracciarla. Regina rimase immobile, sconvolta e interdetta da tutto ciò. Riacquisto un minimo di lucidità quando la baby Chloe la riportò alla realtà.
- Ancola !!!!!- disse a braccia conserte  - Mamma mia! Zia mia! Tutti miei.
- Credo che la mia nipotina abbia ragione. Avete sicuramente sbagliato persona. 
- Zia! La bimba che sta protestano sono io.... Solo che leggermente un po piu grande- Regina mi guarda perplessa 
- sta dicendo la verità? - mi chiede 
- Si! - Mi limitai a dire
- e quindi tu saresti... Leila?
- Presente!  
- Ora che guardo attentamente i vostri occhi la somiglianza è strabiliante.... è tutto a dir poco meraviglio!  Venite qui fatevi dare un abbraccio degno da essere chiamato tale. - le andò incontro
- Battaaaaaaaa!!! - disse la mia piccola chloe  prima di scoppiar a piangere disperata. E' chiaramente gelosa. 
- No, no amore di zia eccomi - la prese in braccio- Io ho occhi solo per te è Leila!
- Tu zia mia! Tolo mia!
-  si amore hai ragione!!!  Smettiamo di piangere adesso?
Ti! 
- Brava bambina! - le sciugò le lacrime .  - Vogliamo andare dentro così mi spiegherete meglio la situazione e come mai la tua prole futura è qui?
- Direi che sia giunto il momento... neanche io so ancora il perchè della loro presenza. - Entrammo dentro e dopo aver ripetuto la stessa scena con mia madre ci sedemmo finalmente a tavola per parlare.
Allora diteci... - iniziò mamma ancora emozionata -  che succede dalle vostre parti?
- Beh ecco... nella nostra Storibrooke è in corso un grande cambiamento. 
- Qualcuno vi sta minacciando?  - domandò Killian già sul piede di guerra.
No... niente di tutto ciò. In pratica state coltivando dei fagioli magici per tornare nella foresta incantata. Il nonno ha proposto a tutti di tornare a vivere al castello e riformare il regno. Voi avete accettato.
- Ma davvero? - disse mio padre con entusiasmo - Sapevo ce ci saremmo riusciti prima o poi! 
- Falle finire - intervenne Regina - Deve esserci dell'altro sotto. Se tutti noi abbiamo detto di sì perché allora siete qui? - dai loro sguardi tristi credo di aver intuito qualcosa
- A meno che non tutti hanno aderito a questa iniziativa. - dico
- Esattamente!  Io e Chloe non siamo intenzionate ad andare via da storibrooke. Qui abbiamo la scuola... gli amici.... non vogliamo abbandonare tutto ciò.
- Conoscendomi ho proposto a tutta la cittadina di venire con noi! - disse mio padre
- E lo hai fatto ma non tutti ti seguiranno. Un mio amico e la sua famiglia ad esempio rimarranno a Storybrooke- Disse Leila, era quasi sull'orlo di piangere.... mmh qui gatta ci cova
- Amico??? Sicura sia un semplice amico? - divenne rossa -
- Gideon non è per niente suo amico... sono fidanzati!
Prima che la ragazza potesse rispondere a sua sorella la quale aveva fatto la spia Killian prese la parola:
 -  Gideon?!!! Quel Gideon? Ti sei fidanzata con quel depravato del figlio del signore oscuro?????   
- Papà non fare così ti prego! Gideon è un bravo ragazzo, non farebbe mai niente per mettermi nei guai. 
- Questo lo dici tu! La cosa non mi piace assolutamente te lo dico! Il me del futuro ti ha lasciato davvero agire tranquillamente? 
- hai dato di matto quando te l'ho detto... ho pensato che ti sarebbe venuto un infarto ma alla fine non è successo! Ti sei come si può dire... rassegnato all'idea.
- Mai non mi rassegnerò mai puoi starne certa! Altro che infarto... tu vuoi la mia morte!
- Non sarò io quella che ti farà morire fidati! 
- Che vorresti dire???? - chiese preoccupato - Chi mi ucciderà? 
- Non ci provare neanche... - disse la più piccolina delle due. Aiiii altri guai in vista.  
- E dai!!! Non possono mettersi in contatto con i nostri veri genitori. 
- Non vuol dire nulla!
- Pensaci... dalle loro reazioni potrai prendere spunto su come dirlo a mamma e papà quando torneremo a casa
- Si può sapere di cosa state parlando? - si intromise Killian
- Diciamo che non sono l'unica che non vuole partire per via di un fidanzato. Anche Chloe vorrebbe rimanere a Storybrooke per il mio stesso motivo.
- Hai... hai un fidanzato?!?!  - chiese più sconvolto di prima. 
- Si ce l'ha e voi nel futuro ancora non ne sapete nulla di questa storia! 
- Pure?!?! Emma amore misà che abbiamo sbagliato qualcosa con queste sue! 
- Passi Leila e Gideon che lo so già dal suo quarto compleanno che le cose sarebbero finite così - dico - E' Chloe che mi lascia a desiderare... ci stai davvero tenendo nascosta una cosa del genere? Per quale motivo?
- Non trovo mai il modo o il coraggio per dirvelo... ho paura...
- Non puoi avere paura di tua madre e tuo padre... credevo fosse la prima cosa che sarei riuscita ad insegnarvi... a noi puoi dire tutto!
- Tranquilli non credo che questo segreto andrà per le lunghe... zia Regina l'ha beccata con lui nel suo ufficio. - rise mentre l'altra diventò bordeaux. 
- Cosaaaaaaaaa! - Esclamò killian il quale era sbiancato visibilmente. Per lui questa giornata sta diventando pesante. 
- Papà non stavamo facendo nulla di quello che pensi! Zia ci ha trovati a baciarci e si è arrabbiata. Ha minacciato che se entro un mese non vi avessi messo al corrente lo avrebbe fatto lei stessa. 
- Almeno qualcuno dalla nostra parte. - replica
- Perché tenere il segreto amore? Dopo la rivelazione di Gideon da parte di tua sorella cos'altro può sconvolgerci? - chiedo ingenuamente.
Il suo fidanzato mamma è August Booth!
- A... August.... August il figlio di Marco? Il mio....
- Si il tuo amico mamma! Ma tranqui....
Vedo Killian alzarsi di scatto e prendere la direzione della porta. Ho dovuto correre per raggiungerlo. 
- Dove stai andando?- chiedo
- Secondo te? Vado a spaccare la faccia a quel porco. Ma chi si crede di essere è? Nostra figlia ha 14 anni per la miseria e lui,??? 36? Ma che schifo è questo? - beh su questo ha davvero ragione. 
- Papà ma che idea ti sei fatto si me? - disse a quel punto Chloe raggiungendoci - Non mi fidanzerei mai con una persona che potrebbe essere mio padre. Ha 17 anni August! 
- 17? - chiesi io meravigliata
- Si la fata lo ha fatto tornare bambino definitivamente anni fa... siamo cresciuti insieme e ci siamo innamorati. 
- Vedi tesoro???? Niente di cui preoccuparsi. - cerco di consolare un Killian ormai distrutto. Penso che sia difficile per lui prendere atto che le sue bambine diventeranno delle vere e proprie donne un giorno. 
- Innamorati... che parolone! - replica lui guardandola - E comunque 17 anni sono comunque troppi visto che ne hai solamente 14.
- Papà...
- Papà niente... sbrigati a troncare questa storia perchè altrimenti...
- Altrimenti cosa Killian? - dico io ridendo - Torniamo dagli altri... 
***
- Come abbiamo fatto a coltivare i fagioli? Non se ne trovano piu da anni. - chiese mio padre dopo essere riusciti a calmare, solo apparentemente, mio marito
- E' per questo che siamo in realtà. Sappiamo che papà ne ha uno risalente al rapimento di Leila. È da quel fagiolo tutto il vostro progetto ha avuto inizio. 
- E' vero Killian? Hai un fagiolo magico con te? E non mi hai detto nulla?
- Si ne ho trovati due il giorno che salimmo su quella benedetta pianta per salvare nostra figlia da malefica. Uno lo abbiamo utilizzato per tornare a casa, l'altro l'ho tenuto con me in caso di emergenza... non è una novità per noi cadere in dei portali magici e non sapere come tornare. Potrebbe sempre tornarci utile. Non sarai arrabbiata con me vero? Io voglio solo proteggervi lo sai e farei di tutto pur di riuscirci
- Lo so... e lo trovo molto romantico. - lo bacia non curante dei presenti. 
- Mamma, papà vi prego smettetela.
- Ha ragione Chloè... amoreggiate in privato grazie.
- Bene arriverà il giorno in cui ci rimproveranno anche.... - risi - Continuate dai, stavate dicendo?
- Si beh... abbiamo pensato che se fossimo riusciti a prendere il fagiolo ed eliminarlo prima che il nonno ne venisse a conoscenza le cose in futuro sarebbero cambiate
- Ed ecco quindi spiegato cosa ci facevi in camera a frugare tra i cassetti di tuo padre .
- Si! - Abbassò la testa.
- Stavate per commettere un grosso errore sapete? -  disse a quel punto Regina - Potevate cambiare inevitabilmente il corso della storia se foste riuscite a prendere quel fagiolo. 
- Siamo disperate zia, il nonno vuole partire tra tre giorni...  l'unica soluzione era questa.
- Avete parlato con noi? O meglio con le nostre versioni future?
- Per sentirci dire cosa mamma? lo stiamo facendo per il vostro bene, è la cosa migliore, siete destinate a questo ecc ecc ecc! No! Non vi abbiamo detto nulla. 
- Errore, grosso errore! A parte il fatto che io non vorrei mai tornare nella foresta incantata... 
- Fidati mamma, cambierai idea in futuro.
- Sarà ma di una cosa non cambierò mai idea... il bene delle mie figlie prima di tutto. Per me quelle due piccole pesti  che stanno giocando e Henry sono tutto in questo momento.  Fare di tutto per loro. Andrei anche contro ogni mio principio per farli felici e credo che anche la me futura lo farà. Pensa alla situazione con Gideon... non ti ho detto nulla no?
- Solo discorsi sullo stare attenti sul sesso sicuro e....
- Su cosaaaaaaaa???? SWANNNNN, MA TI E' DATO DI VOLTA IL CERVELLO? COSA VAI A DIRE ALLE NOSTRE BAMBINE?
- Killian... preferisci che non dica loro nulla? Se vuoi in futuro lo farò ma non venirti a lamentare se poi una delle due ti farà diventare nonno troppo presto perchè ignare di certe cose - rido
- Non ti voglio neanche ascoltare... le mie bambine non faranno mai niente del genere - lo amo troppo quando fa il geloso. 
- Comunque dicevo... Hai visto? - mi rivolsi a Leila - con il tuo fidanzato ti ho dato solo consigli. Sono convinta che se direte alla me del futuro che volete restare a storybrooke e le confesserete i veri motivi che vi spingono a questa scelta forse le cose potrebbero cambiare. 
- Tu dici?!?!
- Ne sono più che sicura! 
- Quindi abbiamo fatto un buco nell'acqua a venire qui!
- Assolutamente no! Avete dato il modo al vostro caro Paparino di prepararsi per il suo imminente futuro - scherzai
- Ah guarda.... Dopo aver saputo determinate cose le cose in questa casa cambieranno! Vero chloe???? - Disse andando a prendere la piccina 
Papy ti boglio bene! - gli diede un bacino
- Alt piccola criminale non mi corromperai mai più con questi bacine ! - rispose facendo ridere tutti
- Papy - intervenne la grande chloe. - diminticherai tutto lo sai si???
E come? 
- Ho dei poteri niente male sai?
- Quindi stai usando la magia nel tuo mondo! - chiese Regina e lei annuì - Da quando esattamente?
- Dall'asilo se non sbaglio! Il bracciale di cui mi avete parlato, che dovrebbe essere quello lì -indicò il braccialetto della piccola - Non funzionerà a lungo. Sono di gran lunga più potente.
- È solo un piccolo incantesimo signorina! Le disse sua zia - Non montarti la testa. 
- Zia!!! Non le fa effetto neanche quello che avete usato con Zelina!
- Ooo questo non mi piace! - intervenni io. Conoscevo la potenza di quel bracciale... nessuno era mai riuscito ad esserne immune.  
- Tranquilli non ho mai ucciso nessuno. Mi sono sempre comportata  da brava ragazza... si fa per dire.... - fece l'occhiolino a suo padre. Che dire.. è sua figlia non c'è alcun dubbio. 
- Diteci qualcosa di più! - Intervenne snow prima che Killian potesse replicare a quella battuta. - Neal? Come sta? 
- Neal è un rompiscatole assurdo nonna! Non fa altro che controllarci...
- Secondo me è papà che lo ingaggia per spiarci. 
- Di sicuro ho dovuto trovare aiutanti per tenervi a bada!
- E alti nipotini per me e nonno David ci saranno? 
- Mamma ma che domande fai?!?!? - la rimprovero 
- Lo sai che almeno un altro mi piacerebbe averlo. Un maschietto magari.
Non sei in pizzeria che puoi ordinare tutto quello che desideri.... non rispondetele prefavore.  
- Non vuoi farci rispondere perché hai paura di sapere vero????? Tranquilla questo rimarrà un segreto fino a quando...  beh... Vi dico solo che ci saranno delle novità in famiglia da qui a qualche anno,  ma quali siano non ve lo diremo! 
- Cattive - rispose mia madre - Degne figlie di vostra madre!
- Le ho cresciute bene!
- Uuuuu Chloè sono le 19! Se non siamo a casa tra trenta minuti mamma e papà ci metteranno in punizione a vita! 
- Sapete già come tornare? Noi non abbiamo altri fagioli magici a parte quello che stavate cercando... ma  se quello servirà in un prossimo futuro non credo potremmo usarlo adesso. 
Tranquilla zia, venite con noi, vi mostriamo una cosa prima di andare via. 
Ci recammo tutti al centro del bosco di storybrooke 
- Allora... vi abbiamo anticipato che Chloe è forte con i suoi poteri giusto? Beh anche io modestamente ho qualche specialità ma la cosa che vogliamo farvi vedere è un'altra. Separate siamo forti ma insieme... beh... guardate da soli - si presero per mano e come se niente fosse un portale si aprì davant ai nostri occhi!
- No... non è possibile. Come....
- Con l'amore che abbiamo l'un per l'altra.  la magia che lega noi due è pari a quella del vero amore se non più forte. Tanti in futuro tenteranno di dividerle - indicò le bambine che mia madre e mio padre tenevano in braccio - Ma non ci riusciranno.  
- Sono orgogliosa di voi! 
Ce lo dici ogni giorno mamma! - mi abbracciarono - Grazie per il consiglio.... papà, grazie per non averci ucciso in questo mondo per quello che hai appena scoperto! 
- Se non mi cancellerete subito la memoria credo proprio che al vostro ritorno Gideon e August non saranno più in circolazione.
- Abbiamo fatto un incantesimo sul portale. Appena entreremo al suo interno dimenticherete che siamo state qui. 
- Chi ci ha fatto diventare così indipendenti nella magia? 
- Naturalmente tu zia! - salutarono tutti dopodiché si presero per mano e sparirono in quel magico portale.
*** 

STORYBROOKE 14 ANNI DOPO

POV EMMA

- Dove diavolo saranno finite. - disse guardando l'orologio per la millesima volta. Erano le 20 e 30 e ancora non erano a casa. Lo sanno che durante la settimana non possono fare troppo tardi. 
- Mamma mamma eccoci, scusa il ritardo... abbiamo perso la cognizione del tempo.
- Dove accidenti eravate finite, vi ho detto di non allontanarvi, dovevate badare a....
- Mamma è successa una cosa oggi! - mi interrompono - Una cosa importante
- Cioè?
- Papàààà puoi raggiungerci per favore??? - gridò leila dalla cucina per farsi sentire da Killian il quale non tardo ad arrivare. - Papaà, mamma sedetevi... dobbiamo dirvi una cosa
- MMH... l'ultima volta questa frase non ha portato nulla di buono - disse Killian riferendosi a quando Leila ci annunciò di esseresi fidanzata.
- Beh... non so se questa volta la cosa sia migliore o no... Abbiamo fatto un giro per storibrooke oggi... 
- Un giro nella storybrooke di 13 anni fa!
- Avete fatto cosaaaaaaa? - le rimproverai - Quante volte devo dirvi di non serimentare magie così difficili... avreste potuto perdervi, avreste potuto combinare qualche casino e cambiare il corso degli eventi...
- Era questo il motivo per cui siamo partite!
- Come scusa?
- Si... volevamo cambiare una piccola cosa... ma le vostre versioni del passato ci hanno impedito di farlo.
- Le nostre versioni... avete parlato con loro? Gli avete svelato le vostre identità? Ma siete diventate...
- Mamma gli abbiamo cancellato la memoria tranquila.
Presi un profondo respiro - Avanti... avete tre secondi per spiegarvi.
- Non so se ve ne siete accorti visto il vostro grande entusiasmo di partire ma... beh ecco...
- Io e Leila non vogliamo venire con voi nella foresta incantata.
- Fammi indovinare... Per quel disgraziato del figlio di Gold? - rispose Killian 
- Non solo. Mamma, qui abbiamo tutto... la scuola, gli amici... non non vogliamo andare via...
- La maggior parte delle persone verrà con noi lo sapete. 
- Ma non tutte... Io so che il nonno tiene molto a questo progetto e non vorrei dargli un dispiacere ma non posso neanche andare contro ai miei principi. Sono nata a Storybrooke, Chloe ènata a Storybrooke. E' questa la nostra vita, noi non vogliamo fare le principesse... vogliamo essere come tutte le ragazze di questo mondo. Io voglio andare all'università e diventare un medico...
- Io avvocato. Di pirati e principesse non vogliamo saperne nulla. Per favore... non fateci questo. - piansero entrambe. Mi si spezzò il cuore. Ho sempre fatto tutto per loro, dal giorno in cui hanno emesso il loro primo vagito mi sono sempre dedicata a loro e ho sempre cercato di dargli tutto per renderle felici... sapere di non aver capito un loro stato d'animo mi uccide. Killian la pensa esattamente come me posso leggerlo nel suo sguardo... odia vederle piangere. Qualsiasi genitore penserebbe che quel pianto sia solo una tattica per farci cambiare idea ma io so per certo che non è così... so riconoscere esattamente un pianto strategico da uno vero e loro in questo momento sono sincere. stanno male davvero...
- Killian... che ne pensi?
- Penso che tu lo sappia già! - mi lancia uno sguardo d'intesa.
- Perfetto... vado a chiamare papà. - dico per poi alzarmi e uscire dalla cucina.
- Mamma?!?!? - mi chiamò Leila - Ha cosa ti serve il nonno?
- Sto per comunicargli che la famiglia Jones sta per difarre le valige. 
- Non partiamo più?!?! - chiese Chloè speranzosa
- No amori... se è questo che vi rende felici allora no, non partiremo!
- E il nonno non ci rimarrà male?
- Forse si, forse no... ma vi vuole bene e capirà...
- Grazie mamma! Grazie papà! Siete i genitori migliori del mondo.
-  Per voi questo ed altro. - chiamai mio padre e gli chiesi di raggiungermi a casa con mamma e il resto della famiglia. Lasciai parlare le ragazze e a fine serata la decisione fu un'anime: non sarebbe partito nessuno. Papà anche se non lo diede a vedere ci rimase un po male ma per le sue nipoti avrebbe fatto di tutto anche rinunciare al suo sogno piu grande. 
- Nonno, che farete ora con tutti questi fagioli? - chiese chloè
- Li conserveremo come fece tuo padre con il primo... potrebbero sempre tornarci utili.
- Grazie di tutto nonno, ti vogliomo bene!
- Anche io ve ne voglio amori!
La serata proseguì tranquillamente, ridemmo e scherzammo tutto il tempo fino a quando parlando parlando non venimmo a conoscenza del fidanzato di Chloè. Ma cosa dire a tal proposito? Questa è tutta un'altra storia. 
 
Note dell'autore:
Anche questo capitolo è andato. Devo essere sincera non sono molto entusiasta di come sia venuto... ero sul punto di eliminarlo ma poi ho pensato che in quel caso sarebbe passata un'altra settimana se non di più prima di un aggiornamento quindi ho deciso di postarlo comunque. Spero che nonostante non sia il massimo vi piaccia almeno un po. Alla prossima. 

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Capitolo 15
*** Cosa non si farebbe per i figli? ***


POV EMMA

- Emma tesoro ne siete veramente sicuri? - disse mia madre in lacrime cercando di farmi cambiare idea.
- Mamma, ne abbiamo già parlato. Si! E' la soluzione migliore. Io e Killian non riusciamo più a vivere con questi continui pensieri e preoccupazioni. Vogliamo che le bambine crescano felici serene e spensierate e questo è l’unico modo.
- Non volete pensarci su un altro po’? Giusto per essere sicuri di ciò che state facendo.
- Mamma non farla tragica, ci stiamo semplicemente trasferendo... e poi sarebbe meglio non aspettare oltre. Leila sta per iniziare il suo percorso alle elementari, quale momento migliore se non adesso? Sarebbe controproducente farle iniziare la scuola in una città per poi cambiarla durante l'anno.
- Ma in questo modo non potremmo più vederle!  Non potremo più vedere voi!
- Non essere tragica! Esistono i telefoni, c’è internet e  non so quanti mezzi per poterci vedere di persona. Non vi terrò lontano dalle bambine, non voi almeno. Ora scusami ma devo finire di ultimare le cose per il trasloco.
Tutto è iniziato due settimane fa quando a causa di un impegno riguardante la salvaguardia di Storybrooke sono stata costrette a lasciare Chloè e Leila da Belle poiché tutti impegnati. Mi fido ciecamente di Belle e so che Gideon è un grande amico di mia figlia quindi non ho avuto problemi a lasciargliele, solo che quando killian le è andate a riprendere ha assistito ad una scena non proprio piacevole. Gold era davanti a Chloè e stava usando il  pugnale su di lei. Non sappiamo esattamente il motivo di tale gesto, forse per i poteri della bambina o forse per qualche strano incantesimo... non credo che lo scopriremo mai. Quel che so è che Killian gli ha dato una bella lezione. Belle di è scusata con noi numerose volte per l'accaduto ma questo non è bastato a farci cambiare idea su una cosa: Storybrooke non è sicura per le nostre bambine. Il nostro desiderio è che crescano in tutta serenità senza dover aver paura che qualche pazzo le possa minacciare o fargli del male in qualche modo. Vogliamo vederle giocare e divertirsi, non combattere con qualche stupido nemico. La soluzione migliore per adesso quindi è quella di trasferisci in un mondo senza magia. Non abbiamo intenzione di negargli i poteri, non l'ho fatto in passato per Chloè e non ho intenzione di farlo ora, solo che prima di farglieli usare a pieno vorremo aspettare che siano autosufficienti. Non nasconderemo le nostre origini, sapranno tutto solo che vivranno lontano da tutto questo.

- Avete almeno deciso dove andare a vivere? - niente da fare mia madre non si arrende. 
- No mamma... per il momento ci acconteremo di vivere sotto i ponti... secondo te? Certo che abbiamo deciso. C’è il mio appartamento a Boston! È abbastanza grande per viverci in 4.
- E Henry? 
- Lui avrà come sempre la sua camera, continuerà a stare sia con me che con Regina. È arrivato a Boston quando aveva 10 anni pensi che non riesca a farlo ora?
- Non lo so Emma... Leila? come l’ha presa? È molto legata a tutti qui.
- Leila è contenta di visitare una nuova città. Tranquilla mamma, non ci perderemo di visa, non lo permetterò.
- Posso almeno sapere quando avete intenzione di partire? 
- Domani mattina.
- Di già?!?! - chiese dispiaciuta
- Senti mamma non pensare che per me sia facile ma lo sai, il bene dei propri figli prima di tutto. Sto pensando a loro in questo moemento e non ho intenzione di cambiare idea anche se la cosa può uccidermi dentro.
- Posso almeno portare con me le bambine a loft questo pomeriggio? Vorrei passare con loro almeno la loro ultima giornata a Storybrooke.
- Puoi prenderle anche adesso se vuoi, sono in cucina.
Dopo che mamma portò le bambine con se io e Killian finimmo di sistemare gli ultimi scatoloni e chiamammo la ditta dei traslochi per portare tutto a Boston. Era ormai sera così decidemmo di andare a prendere le bimbe. C’erano tutti nel loft: mamma papà Neal Regina Robin Zelena Robin junior Belle e Gideon. A quella vista Killian si innervosì.
- Prendi le bambine e andiamo a casa! - mi disse freddo - qui c’è gente che meglio stia lontana dalla mia famiglia. - Tutti capitono a chi erano riferite quelle parole.
- Scusa Killian, volevo semplicemente portare Gideon a salutare L...
- Non siete i benvenuti.
- Killian tesoro... - provai a dirgli ma era inutile. Era irremovibile.
- Andiamo Gideon papà ci sta aspettando a casa! Disse la ragazza amareggiata uscendo a testa china dal loft.
- Non mi guardare così, poteva pensarci prima di lasciare mia figlia con il signore oscuro.
- Papà perché sei arrabbiato? Chiese Leila avvicinandosi a lui
- Cose da grandi amore ora perché non saluti tutti? Domani mattina abbiamo la sveglia presto il che significa che dobbiamo andare a fare le ninne! Chloe amore anche te vieni a salutare anche tu.
- Io no sonno! Grande io! - disse dall’altro dei suoi due anni!
- Avanti niente storie! - Dissi sorridendo loro. Quel che sussegui nei restanti dieci minuti fu un vero e proprio pianto greco. Mamma e papà erano completamente distrutti al pensiero di poter rivedere raramente le loro nipotine ma quel che mi fece più effetto in tutto ciò furono le lacrime di regina.
- Prendi queste swan. Non ne avranno bisogno in quanto figlie della salvatrice ma se attraversando il confine dovessero avere dei problemi di memoria con questo ricorderanno tutto. - mi diete un cofanetto pieno di pozioni della memoria.
- Grazie! Per tutto.
- Mi dispiace non aver potuto impedire ciò!
- Non è stata colpa tua, ma è la cosa migliore da fare.
- Mamma sarò da te la prossima settimana, ti prego non far monopolizzare la mia camera a quelle sue!
- Non preoccuparti Henry, non succederà! - abbracciai il mio ometto dopodiché insieme alle bambine e a mio marito tornammo nella nostra casa a storibrooke per l’ultima notte.
***

POV KILLIAN

I primi mesi a Boston per me furono assolutamente rilassanti, a parte la città caotica e in continuo movimento nessun cattivo in vista, nessun doversi riunire per fare qualche strano incantesimo... niente di niente , solo io, Emma e le nostre due bambine. Emma ha ripreso il suo lavoro da cacciatrice di taglie mentre io sono dipendente in un negozio che tratta materiali nautici. Abbiamo turni opposti e quidi le bambine possono stare con noi tranquillamente senza aver bisogno necessariamente della babysitter. Leila ha iniziato la scuola, è alle prese con la sua prima elementare e sembra cavarsela anche molto bene. Le maestre sono entusiaste della sua intelligenza; Chloe invece come al suo solito se ne sta a casa a demolire tutto ciò che le capita a tiro. Per farla breve siamo una normale famiglia felice anche se ultimamente sento che c’è qualcosa che non va... c’è un’aria strana in casa. Emma è pensierosa e da quelche girono a questa parte anche io. Non so se sia per lo stesso motivo ma appunto perché non so non voglio metterle ansie inutili. Per quanto mi riguarda vedo un cambiamento in Leila. Sono un po’ di giorni che è assente. Passa le sue giornate chiusa i cameretta o a giocare o a fare i compiti e non ci chiese più di andare al parco a giocare. Aveva anche iniziato a frequentare un corso di danza ma sono settimane che non vuole andare più. Credo che abbia litigato con qualcuno e che non vuole dircelo.
Pensi che sia tutto ok con Leila tesoro? Mi interrompe Emma
Cosa? - chiedo
Leila! Secondo te.. sta bene? Io la vedo pensierosa... ho provato a parlarle ma dice di stare bene e di non avere problemi.
Ci stavo pensando proprio in questo momento sai? Se ti ha detto di stare bene proviamo a lasciarle un po’ di spazio se la cosa non migliorerà entro i prossimi giorni allora riaffronteremo il problema.
Ok! 
Tu invece? Cos'hai? 
- C'è bisogno di chiedermelo? Mi mancano... 
- Invitali a cena no?
- Non lo so... io...
- Emma di nuovo? - mi alzo per andare da lei. Le prendo il viso con l'unica mano che ho - Lo sai anche tu che è la cosa migliore vero?
-  Si lo so tranquillo... - mi rispose cambiando improvvisamente espressione e mettendo su il sorriso più falso di sempre.  - E' tutto ok... fai finta che non ti abbia detto nulla.
- Emma... - ed ecco che si è chiusa a riccio. 
- Davvero Killian... è tutto ok. Non badare a quello che dico... è quel periodo del mese - mi rispose come a volersi giustificare - Lo sai come siamo noi donne in questi giorni.
- Ok ok! - alzo le mani -fammi un fischio quando potrò tornare a parlarti ok? - sorride... finalmente - A parte gli scherzi Emma: non voglio vederti così ok? Come non voglio veder soffrire Leila e Chloè non voglio veder soffrire neanche te... 
- Killian tranquillo davvero... era solo un momento passeggero... sto gia molto meglio. Non preoccuparti per me. So che abbiamo preso la decisione giusta, devo solamente abituarmi all'idea- - mi bacia.
- Ti amo!
- Ti amo anche io.
***
E' passata una settimana da quel giorno, siamo a Casa entrambi con il giorno libero e siamo a pranzo. Veniamo interrotti dall'incessante squillare del cellulare di Emma. Risponde alla chiamata e nel frattempo la vedo alzarsi e andare in salotto. Torna poco dopo con una faccia al dir poco preoccupata. 
- È la scuola. - mi dice - Dicono che Leila ha cercato di scappare. Pensano sia successo qualcosa con qualche compagno ma non sanno cosa: è inconsolabile. Sta piangendo da un paio d'ore e nessun maestro sembra capire il vero motivo .
- Andiamo a vedere che succede! - Prendiamo Chloè e tutti e tre ci rechiamo nella scuola elementare privata di Boston.
- Leila tesoro guarda! Ci sono mamma e papà! - le dice la bidella che è con lei. Ha gli occhietti completamente arrossati povera stellina mia. Cosa le sarà mai successo? - Mi avvicino a passo sostenuto per abbracciarla  ma appena arrivo davanti a lei inizia ad urlarmi contro: 
- Vattene via bugiardo! - il mio cuore si è appena rotto in mille pezzi al suono di quelle parole. 
- Leila che succede? - prova a dirle Emma scioccata anche lei da quelle parole.
- Voglio andare a casa!
- Andremo a casa tranquilla ma solo se mi dirai che cosa è successo e perché hai risposto a papà in quel modo!
- Non voglio parlare con nessuno, voglio solo andare a casa! - Disse portandosinle braccia al petto per protesta.
- Leila tiste! - Disse la sua sorellina andandole vicino per darle un bacino.
- Ha mentito anche a te stupita! - risponde e allontana sua sorella da lei facendola rimanere male. 
- Oiiii ma che modi Sono Leila, non farmi arrabbiare! - vedo Emma iniziare ad arrabbiarsi.
- Voglio andare a casa e ci voglio andare ora! - risponde a tono facendo irritare Emma ancora di più.
- Non sei assolutamente nella posizione per dettar legge, non dopo il comportamento che stai avendo adesso. Adesso te ne starai buona qui con questa signorina - le disse indicando la ragazza con cui l’avevamo  trovata in corridoio -  Mentre io e tuo padre andremo a parlare con i tuoi maestri per capire cosa diavolo è successo per renderti così antipatica.
Lasciamo Leila ancora in lacrime con la ragazza e con in braccio la piccola Chloè entrimano nella  classe di Leila chiedendo alla maestra di poter momentaneamente uscire. Nonostante tutta la conversazione che susseguì non capii comunque il motivo per cui mia figlia stava facendo così. Ci è stato riferito che sono tre o quattro giorni che in classe sta sulle sue, non parecipa ed è sempre pensierosa e distratta; cosa che non è assolutamente da lei.  Oggi le è stato assegnato un compito che avrebbe dovuto portare a termine dell’anno scolastico ma ha detto di non potrerlo portare a termine perché doveva partire in quanto le vacanze erano finite. La maestra le ha spiegato che le vacanze non erano ancora iniziare e lei ha iniziato a piangere disperata. Morale della favola: un vero e proprio rebus. 
Dopo esserci scusati con i suoi insegnanti per i suoi comportamenti la prendoiamo la riportiamo a casa. Impieghiamo una mezz'oretta  buona a placare le sue lacrime e quando finalmente ci riusciamo e proviamo a riparlarne ecco che si chiude a riccio e se ne va in camera sua. Sono preoccupato e non poco. Non l'ho mai vista così turbata e sapere inoltre che è arrabbiata con me non mi aiuta... anzi...
- Tesoro! - la voce di mia moglie mi riporta alla realtà. - Che hai?
- Niente!
- Buggiardo. Ci sei rimasto male per Leila non è vero? Tesoro non lo pensava sul serio. Lei stravede per te, lo sai.
- Ho visto i suoi occhi quando mi ha detto quelle parole... Era sincera. - respirai - Fidati, ne ho passate tante nella mia vita ma come può spezzarti il cuore una frase detta da tua figlia non può farlo nessuno.
- Sono più che sicura che Leila non pensava minimamente quelle cose. - mi bacia una guancia. - Perché mentre io provo ad avere una piccola comunicazione con lei tu non giochi un pochino con chloe? Ti distrarrai un po' almeno. - Annuisco  e dopo l'ennesimo bacio la lascio andare con la speranza che riesca a capire cosa passa nella testolina del mio piccolo amore.

POV EMMA

Una volta aver lasciato killian in salotto con la nostra piccola peste mi reco in camera di Leila, apro la porta che stranamente è chiusa e la trovo seduta sulla sua scrivania a guardare fuori dalla finestra. E' pensierosa:
- Leila amore possiamo parlare un secondo? - le chiedo in maniera gentile
- Non mi va di parlare!
- Sei triste tesoro, si vede! Mamma vuole solo sapere il perchè! Magari posso fare qualcosa per aiutarti.
- Non ho niente. -  Wow mia figlia ha ereditato i miei muri. Ottimo lavoro Emma non c’è che dire. Davvero ottimo lavoro. 
- Ok non hai nulla, ma nel caso fossi... come posso dire... triste,  me lo diresti?
- No! - rispose secca.
- Perché fai così! Abbiamo fatto qualcosa di male noi?
- Papà! 
- Cosa ha fatto papà? - chiedo a quella rivelazione.
- Mi ha detto una bugia e sono molto arrabbiata con lui.
- E sentiamo: che bugia ti avrebbe detto?
- Ne ha detta una grande. 
- Io non credo che papà ti abbia detto una bugia, magari avrai capito male!
- No ho capito bene! Ora però voglio stare da sola stanno per iniziare i cartoni animatiQ -  la vedo alzarsi di scatto dalla sedia e correre verso il salottino. La seguo e non posso far a meno di notare che una volta arrivata giù e preso atto che suo padre era lì, ha cambiato direzione ed è andata in cucina. Tutto ciò senza degnarlo di uno sguardo.
- Che ti ha detto? - mi chiede curioso, ma allo stesso tempo preoccupato, mio marito. 
- Dice che le hai mentito ma non mi ha detto su cosa. Per me c’è dell’altro sotto.
- Vado a scoprirlo! - fece per alzarsi ma lo fermai, questo non è assolutamente il modo per far aprire una capocciona. 
- Non risolverai nulla facendo così lo sai... ci sei già passato un milione di volte con me!
- Non ricordavo fosse così difficile...
- Abbi pazienza! Le passerà!
***
Finalmente la giornata finì, le bimbe erano a letto già da qualche ora mentre io e killian ci siamo ricavati un po’ di tempo tutto per noi. Purtroppo a causa delle vicende di quella giornata i nostri umori non erano proprio dei migliori così pensammo bene di andare a dormire anche noi. Ero nel pieno della fase rem quando vendo svegliata da Leila:
- Mamma! Mamma! - aprii gli occhi e me la ritrovai davanti in lacrime - Voglio andare a casa. - mi disse.
- Amore siamo a casa! -  le dico accarezzandola, deve aver avuto un incubo
- Voglio andare a casa! - Continua a dirmi tra i singhiozzi. Lì per lì ebbi uno shock: che fosse sonnambula? Accesi la luce del comodino della camera da letto e la guardai dritta negli occhi. Non stava dormendo! Era sveglia al cento percento, le sue pupille erano erattive. Per non svegliare Killian e dargli ulteriori preoccupazioni,  la portai nel salottino al piano di sotto e la coccolai un po’ per farla calmare. Continuava a direincessantemente di voler tornare a casa.
- Leila amore di mamma... cerchiamo di calmarci ok? Respira piano e asciugati le lacrime, qualunque sia il problema si può risolvere ok? - ci mette un po’ ma finalmente sembra calmarsi. - Ecco, bravissima! Ora con calma mi spieghi cosa sta succedendo?
- Io voglio andare a casa! - ripete per l'ennesima volta  
- Amore ma siamo già a casa!
- No! Io voglio andare alla casa azzurra!
- La casa azz... - o santo cielo!  No... non mi dire che... ok, penso di aver capito. - Cucciola... posso sapere che bugia ti ha detto papà?
Annuisce. - Papà mi ha detto che saremo venuti qui in vacanza ma la maestra mi ha detto che io non sono in vacanza.
- Stellina vieni qua - la porto sulle mie ginocchia - Papà non ti ha detto che saremmo andati in vacanza. Papà ti ha detto che avremmo vissuto in una nuova città e per farti capire miglio ti ha detto che era un po’ "come" andare in vacanza. 
- Quindi... - ora inizia anche a tremare - Non torneremo più a casa nostra? - i suoi occhi tornano a riempirsi di lacrime. Non posso dirle una bugia solo per farla sentire meglio... con il passare del tempo capirebbe di essere stata presa in giro. Dovrò limitarmi a dirle la verità sperando non la prenda troppo male. 
- Non è nei nostri piani tesoro, non al momento almeno. - Se c'è una cosa che non vorrei mai vedere è la tristezza negli occhi dei miei figli eppure in questo momento è l'unica cosa ched ho davanti. La mia piccolina mi sta fissando sileniosamante con le lacrime che le scendono silenziose sulle guance. le tremano le mani esattamente come tremavano a me durante le visioni... so cosa significa quel gesto: è il panico. Mi inginocchio per essere alla sua altezza e la stringo a me più forte che posso con la speranza di riuscire a darle un po di forza ma purtroppo non riesco nell'intento. Nell'esatto momento che le mie braccia la circondano ecco che quel pianto silenzioso non è più tanto silenzioso. Non so davvero cosa fare per farla sentire meglio, qualsiasi cosa le dicessi adesso per consolarla sembrerebbe una bugia e non posso di certo dirle che è suo padre il più deciso a non tornare a Storybrooke. Già è arrabbiata con lui, figurati se le dicessi una cosa del genere. Mi separo dall'abbraccio, la guardo e con le mani prendo il suo viso... l'unica frase che mi viene in mente da dire è "ti voglio bene" ma non ne ho il tempo perchè lei mi precede: 
. Ma...ma...  a me... - non riesce neanche a parlare tanto i singhiozzi.
- Puoi dirmi tutto amore
- A me... a me... A ME MANCA GIDEON MAMMAAAAAA! Mi urla quelle ultime parole come se mi stesse supplicando di aiutarla e io li mi rompo del tutto. Le manca il suo migliore amico e vorrebbe tornare a Storibrooke. Ora si che la situazione si complica - Mi... mi manca tanto mamma, io voglio giocare con lui, è il mio amico non ci voglio stare qui senza di lui. - fosse per me tornerei seduta stante ma Killian purtroppo non la pensa così: non è di certo la prima volta che  qualcuno nella nostra famiglia sente la mancanza di Storybrooke e delle persone che la abitano... io ne sono un esempio. Mi è capitato spesso di avere nostalgia di casa e ne ho spesso e volentieri parlato con Killian. Non dico che a lui non sia importato nulla, non mi permetterei mai, so che non è così, ma ha la sua idea che qui le nostre bambine crescerebbero in manieta migliore e forse ha ragione... 
- Mamma ti pregoooooooo! - no per favore... le suppliche no. Mi sembra di farle una tortura. 
- Amore mio... non è perchè viviamo in un'altra città non puoi più sentirlo o vederlo. Puoi chiamarlo anche tutti i giorni se vuoi oppure con la scusa di andare a trovare i nonni nel week end possiamo invitarlo a cena con noi...
- Non mi basta... se non torniamo subito a casa chiamerò il nonno e mi farò venire a prendere da lui. Andrò a vivere per sempre con loro a Storybrooke.  - frase peggiore non poteva dirla.
- E a me non  pensi amore? Andresti a vivere dalla nonna mi lasceresti qui? Lasceresti anche papà e chloe? - non rispose - Facciamo così... - presi un profondo respiro sapendo già di finire nei guai - Proverò a parlare con il tuo papà  d’accordo?
- Parlare di cosa? - e come volevasi dimostrare eccolo qui! Sempre nei momenti peggiori...
- Lupus in fabula! stavamo giusto parlando di te. Come mai in piedi a quest'ora?
- Mi sono vegliato e non ti ho trovata... - solo in quel momento riuscì a vedere il volto pieno di lacrime e le mani tremanti di sua figlia - ma che succede qui? - chiese allarmato
- Perché non parli con papà e gli spieghi tutto?
- Papà io ... io....
- Ei... ei amore, non agitarti... stai tranquilla, puoi qualsiasi cosa. 
- Tu mi vuoi bene?
- Ma che domande sono: certo che ti voglio bene... più della mia stessa vita amore!
- ... E faresti tutto per me!
- Certo! Pur di farti star bene sono disposto anche sacrificare me stesso... ma questo già lo sai.
- Papà io... 
- Avanti diglielo! - la incoraggiai
- Papà... io voglio andare a Storibrooke.
- D'accordo! Prenderò qualche giorno di permesso e ti accompagnerò a salutare i nonni la zia e Neal ok? Era solo questo il problema tesoro? - le sorrise 
- Killian, penso che la questione sia un po’ piu complicata di così... - vedo Gli occhi di Leila riempirsi nuovamente di lacrime - Amore, di a papù quello che hai detto a me.
come un deja vu ecco che la scena si ripete: - Papà... a me manca Gideom! Non voglio stare più qui. Non mi piace. Voglio tornare a casa mia! Voglio tornare alla casa blu, voglio giocare con Gideon, Neal e Robin. Voglio vedere i nonni e la zia Regina tutti i giorni. - vedo l'espressione di Killian cambiare di colpo e conoscendolo so per certo che quello che sta dicendo non sarà nulla di positivo per Leila...
- Emm Leila... purtroppo sei ancora troppo piccola e non puoi ancora capire. Siamo andati via da Stoeybrooke  perché era diventato piuttosto pericoloso per la nostra famiglia vivere li. In particolar modo per te e Chloè. Tornare sarebbe rischioso, riesci a capire?
- Ma ci siete tu e la mamma che ci difenderete sempre! 
- Non è così semplice amore.
- Quindi significa che non torneremo a casa? 
- Per il momento no amore mio... mi dispiace. - si avvicinò a lei per abbracciarla ma non appena le si avvicinò gli gridò contro con quanta più forza aveva in gola
- TI ODIOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! . Lo spinse e corse in direzione della porta d'ingresso aprendola e precipitandosi fuori. Le corsi dietro e fortunatamente riescii a raggiungerla prima che oltrepassasse il nostro vialetto.
- Leila vuoi farmi morire d'infarto? -  le dissi arrabbiata -  Non ci si comporta così! Non farlo mai più!!!
- Perchè? Tanto a  voi non importa di me!
- Perché dici così? - cercai di essere il più calma e comprensibile possibile nonostante l'arrabbiatura per lo spavento che mi aveva fatto prendere poco prima. 
- Io sto male qui e a voi non importa!
- Leila tesoro non è assolutamente vero... noi...
- STAI ZITTAAA!!! - mi gridò per la prima volta da sei anni a questa parte - Non le voglio sentire le vostre scuse tanto non sapete fare altro che farmi stare male. -  Stava per tornare in casa ma venne bloccata da killian che aveva assistito a tutta la scena:
- Chiedi immediatamente scusa a tua madre! - disse categorico
- NO!
- Leila, non mi ripeterò una seconda volta! - Questa vole la sua voce autoritaria ebbe l'effetto da lui sperato.
- Scusami mamma... - mi disse con gli occhi bassi. 
- Ora lascia che ti spieghi una cosa. - continuò Killian - Da ben sei anni a questa parte io e tua madre non abbiamo fatto altro che metterti al primo posto. Due anni fa è subentrata anche tua sorella e la cosa non sembra essere cambia giusto? - non rispose. -  Tu credi davvero che mamma e papà pensino solo a loro stessi?
- Si perchè io voglio andare a Storybrooke e voi invece volete stare qui.
- Ok... se le cose ancora non ti sono chiare vediamo di fare un piccolo salto nel tempo. - era serio come non lo avevo mai visto con loro... cosa diavolo avrà in mente? - Due anni fa sei stata rapita! -disse impassibile
- Killian! -  lo riproverai... non era sicuramente questo il modo per aiutarla
- Chi è che ti è venuto a salvare? io e la mamma o ti abbiamo lasciata li al tuo destino? - Nor rispose subito - Avanti Leila, rispondi!
- Tu e la mamma... - disse con un filo di voce. 
- Mamma aveva la tua sorellina nella pancia in quel periodo e non poteva venire a riprenderti perchè non stava molto bene... lo sapevi?  
- Io... no... non lo sapevo
- E' venuta ugualmente a prenderti però e indovina un po perchè?
- Killian la farai sentire in colpa così! - Gli dico a bassa voce per non farmi sentire dalla bambina ma lui mi ignora
- La mamma ha rischiato di far del male a se stessa e a tua sorella pur di salvarti, perché secondo te?
- Perché... - disse dispiaciuta - perché mi vuole bene.
- E quando papà è salito per la terza volta di fila su quella pianta di fagioli per trovarne uno... per ch lo ha fatto secondo te?
- Per me!
- E perché?
- Per riportarmi a casa!
- Ma perchè però?
- Perché mi vuoi bene!
-  Esatto! Hai mai pensato che se siamo venuti qui è per proteggere voi? Mamma non vuole stare qui lo so per certo ma al tempo stesso se ne sta in silenzio perché sa che è la cosa più giusta da fare per voi due. Dopo che hai capito tutto questo ti chiedo:  vuoi ancora tornare a storibrooke?
- Si.
- Bene!  sali in macchina allora! - cosa????? Non starà dicendo sul serio!
- No... non voglio andarci da sola.
- Sola? - domandò lui non capendo
- Si... tu mi vuoi lasciare lì e poi tornare qua senza di me...
- Questo non è assolutamente vero. Non riuscirei a stare neanche mezzo metro lontano da te figuriamoci km. Stiamo per tornare a Storybrooke tutti e quattro... per sempre. - ah si?!?
- Per quello che ho detto io? - si sentì in colpa come facilmente prevedibile.
- Si tesoro...  per quello che hai detto. Hai detto di star male. La colpa di questo tuo stato, per quanto mobile possa essere la causa,  è la mia. Essendo tuo padre è mio compito rimediare. Se Storybrooke ti rende felice allora si tronerà a Storybrooke. 
- E i cattivi che dici che ci sono li?
- Non devi preoccupart per questo. Io e tua mamma vi terremo sempre al sicuro.
- Sarai per sempre arrabbiato con me? - disse con una vocina in grado di far innamorare chiunque. Piccolina si sentiva in colpa...
- No tesoro e non lo sono neanche ora. Ti ho detto tutte quelle cose per farti capire che non è vero che non ti vogliamo bene. Magari ho esagerato con i modi e mi dispiace  però mi ha fatto davvero male sentirti dire quelle cose.
- Scusa papà! . gli diede un bacino e poi  ne diede uno a me. 
- Di nulla amore mio.  Forza, non vorrai andare a Storybrooke in pigiama vero? Vai a cambiarti. - le disse sorridendo. La vedo finalmente sorridere e mi dispiace interrompere questo momento per lei di gioia ma non posso non fare la mamma...
- Aspetta amore! - Dico io rivolta alla mia bimba - Ora che abbiamo stabilito di tornare a casa vorrei chiederti un favore. Che ne diresti di partire domani mattina? Pensaci... è notte, zia, zio e i nonni stanno tutti dormendo, se li chiamiamo a quest’ora per dirgli che stiamo arrivando si preoccuperanno. - Non era ancora convinta - Anche Gideon sta dormendo e se svegliamo Chloe adesso... 
- Romperà le scatole per tutto il viaggio. - continuò lei - D’accordo!  Domani va bene, ma presto!
- Affare fatto.  Vai a riposare anche tu ora;  domani mattina abbiamo un bel viaggetto da afftontare.
- Grazie mamma grazie papà! Siete i migliori! - Si allontana e torna in casa. 
- Sei davvero sicuro?- chiesi a mio marito che dopo sei mesi aveva finamente ceduto.
- Di tornare dici? No che non sono sicuro anzi... so per certo che non voglio tornare ma che devo fare? Sta male e si vede... non posso negarle di crescere lontano dalla sua famiglia.
- O da gideon! - lo presi in giro sapendo quando fosse geloso della sua bambina
- Lo sai che non mi fa piacere vederla giocare con lui.
- Ma è di lui che sente la maggiore mancanza. Una volta a Storybrooke non potrai più negarle di vederlo lo sai si?
- Lo so... ma al  primo passo falso che farà, che sia una spinta durante un gioco a qualcosa di un po’ più impegnativo da grande per me è fuori dai giochi.
- Sei un bravo papà! - lo abbracciai
- Lo spero... Scusami anche tu... so che ti manca casa e io accecato dalla paura per loro non ho fatto nulla per aiutarti... Mi dispiace emma se sei stata male a causa mia.
- Io sto bene e in questi sei mesi lontana da Storybrooke anche lo sono stata. Ho avuto un po' di nostalgia ma chi non l'ha avuta? Non hai fatto nulla di male e non mi hai costretto a fare nulla. Abbiamo preso la decisione di andare via insieme.
- Lo sai che ti amo si?
- MMH... ne ho una vaga idea! - dissi scherzando prima di baciarlo con passione -  Andiamo a dormire dai!
- Proprio a dormire? -mi stava forse istigando? gli diedi un piccolo schiaffo sul braccio scherzando - Ok Ok ho capito andiamo. 
- Domani ci aspetta una bella giornata impegnativa.
 - E' già. Ricordami di chiamare a lavoro per licenziarmi...  Si torna alla vecchia vita!
- Comincia ad andare... io preparo un paio di valige, non abbiamo lasciato nulla nella a Stoeybrooke... neanche i materassi. Bisognerà. chiedere a mia madre di ospitarci per un paio di giorni
- Vedrai che sarà contenta!
- Ci puoi giurare.
- E tu? Sei contenta?
- Assolutamente si! Si torna alla normalità!
- Questo significa solo una cosa: Tua madre che ci interromperà ogni qual volta che vorró la mia bella mogliettina solo per me, Leroy e la sua truppa che entrerà in stazione o da granny o dovenque noi siamo per gridare "siamo sotto attacco", essere geloso marcio di quel bambino che gioca con mia figlia... e chi più ne ha più ne metta.
- Di la verità piace anche a te questa vita così frenetica.
- Hai ragione. Forse non è poi così male tornare a casa. Andiamo dai... ti aiuto con le valigie.
***
Il mattino seguente alle sei meno dieci del mattino Leila era già pronta davanti la porta della nostra camera:
- Mamma, papà dormire ancora?
- Amore... - dissi aprendo gli occhi e guardando l'orologio - Mah...  ma già in piedi sei?  
- Si! Mi sono lavata e vestita da sola!!! Quando partiamo?
- Tua sorella è già sveglia?
- No! Dorme sempre quella! L’ho chiamata ma si è girata dall’altro lato del suo lettino. - come immaginavo. In quanto a sonno la piccolina ha decisamente ripreso da me. 
- Aspettiamo che si svegli ok?
- UFFY! E va bene! -  mi rispose non particolarmente euforica. Dovevo trovare un modo per farle passare il tempo in tutta tranquillità.
- Visto che sei già sveglia e anche io... Che ne dici di una bella colazione?
- Solo tu e io? - chiese speranzosa. Prima che nascesse Chloè per noi due fare colazione insieme è sempre stata una routine, da quando è arrivata la piccola però i nostri orari sono un po cambiati e questa abitudine è andataa scemare. 
- Certo che si! Proprio come ai vecchi tempi! - le sorrido
- EVVIVAAAAA!
- Shhhh.... o sveglierai tuo padre. - Mi alzai dal letto ancora assonnata visto l'orario e mano nella mano alla mia bambina scesi fino in cucina dove preparai la colazione per entrambe. Mangiammo in tutta tranquillità prendendocela comoda come non accadeva da anni dopodiché l’aiutai a sistemare il suo outfit visto che per la fretta di partite aveva fatto un disastro. Tornammo giù in cucina e nell’attesa che gli altri si svegliassero decidemmo di vedere un bel cartone animato. 
- C’è posto per una persona in più? - Disse Killian entrando e andando a dare un bacio alla sua piccola principessa.
- No! Solo io e mamma! - Rispose lei senza pensarci due volte
- Ma... Leila, amore... perché? - chiesi io stupida dalla risposta. In un primo momento pensai che  fosse ancora arrabbiata per la sera prima, ma ben presto capii che le sue motivazioni erano altre.
- Perché non posso mai passare del tempo da sola con te mamma.  C’è sempre Chloè  a rompere le scatole e non riusciamo mai a fare nulla! Io voglio solamente passare un po' di tempo sola con te! - a quelle parole mi sciolsi completamente. Ma quanto poteva essere adorabile il mio amore? A far da contorno alle sue parole vi erano anche i suoi occhioni da cucciola innamorata... quella si che era la fine del mondo.  
- Dopo questa bella dichiarazione mi ritiro spontaneamente!-  Rispose killian alzando le mani in segno di resa. Si era sciolto anche lui a quelle parole, si vedeva lontano un miglo. Le scompigliò i capelli, mi bacio e si incamminò verso le scale.
- Amore?!?! - lo chiamai - Visto che ci sei perché non vai a svegliare Chloe? Sono le otto e sarebbe anche ora che si svegli se vogliamo arrivare a storybrooke prima di pranzo.
- Come desidera mia signora! - mi sorrise e sparì al piano di sopra mentre io e Leila finimmo di vede il cartone animato. 
- Che facciamo ora mamma? 
- Veramente amore dovremmo iniziare ad andare in macchina ma tuo padre e tua sorella credo si siano persi nei piani alti - le dico scherzando indicando il piano di sopra. - Scegli un libro da portare con noi così se Henry ci raggiungerà per pranzo potrai fartelo leggere, io nel mentre andrò a recuperare il resto della nostra famiglia. - raggiunsi Killian al piano di sopra e provai a cercarlo in bagno credendo stesse vestendo Chloè ma non lo trovai li, era in camera nostra e da solo. 
- Oiiii cosa  ci fai qui, vi stavamo aspettando di sotto - notai che la bimba non era in stanza con lui -  Chloè??? - domandai
- Indovina un po'? Dorme ancora! Non si vuole svegliare dice che è stanca.
- Ma come?!? Dorme da ieri sera alle nove! Sono quasi dodici ore! Non è che sta male?
- Niente febbre ho già controllato e mi ha detto che non le fa male nulla, vuole solo dormire.
- E quindi che facciamo? Se aspettiamo che decida di aprire gli occhi arriveremo sicuramente dopo pranzo. In caso conviene avvisare mamma... non mi sembra carino farle preparare il pranzo per nulla. 
- Mamy mamy allora???? Stiamo andando?!?! Io non vedo l’ora di arrivare... voglio le lasagne della zia! Le ha fatte le lasagne zia Regina vero?
- Ecco! La questione di arrivare dopo pranzo è fuori discussione! - aggiunse killian 
- No no non voglio andare dopo pranzo! Voglio andare ora! Andiamo adesso vero mamma? 
- Killian che si fa? - lasciai decidere lui.
- Prendiamo Chloe, sperando non si stranisca, e andiamo anche se sta dormendo 
- Ok! 
- EVVIVAAAAA!
Andai nella cameretta di Chloè, la presi dal suo lettino e provai a vestirla: niente, non voleva proprio saperne di collaborare.  Presi il suo cappottino e glielo infilai nonostante sotto indossasse ancora il suo pigiamino... l’avrei vestita una volta arrivati a Storybrooke. Presi un paio di valige con all'interno lo stretto necessario per i prossimi due giorni dopodichè mi avviai al piano di sotto. Killian sistemò le valigie nel portabagagli, io le bambine nei seggiolini e successivamente entrammo anche noi in macchina. Lanciai un ultimo sguardo a quella casa e finalmente partimmo per tornare nella nostra vera terra. 

POV SNOW

Questi ultimi sei mesi a storibrooke sono stati a dir poco tristie vuoti. Svegliarsi ogni mattina e sapere di non poter vedere mia figlia, “di nuovo”, mi rendeva davvero malinconica. Possibile che o per un motivo o in un altro eravamo costrette dal destino ad essere divise? A questo aggiungiamo il fatto che non vedo quelle due meraviglie delle mie nipoti da sei mesi e ecco che tutti possono capire il mio stato d’animo. David vive la mia stessa situazione ma a differenza mia non lo da a vedere. Si sta concentrando con tutto se stesso nel lavoro pur di non pensare e quando ha anche un solo minuto libero organizza gite, escursioni e giochi con Neal e Henry. Agli occhi di tutti sembra un uomo felice ma io sono sua moglie e so per certo che anche lui non se la sta passando tanto bene. La mancanza di Emma è  troppo forte o almeno lo era fino a ieri sera quando nel bel mezzo della nostra consueta serata da granny è arrivato un sms sul mio cellulare.

“ si torna a storybrooke! Per sempre. Ps.  A.A.A.cercasi ospitalità per un paio di giorni ehehehhe. La nostra casa è vuota!“

Ho urlato... ho urlato di gioia tanto da far voltare l’intero locale verso di me.
- Emma sta tornando! - dissi a gran voce e come il mio umore cambiò immediatamente così  anche quello di tutta la nostra famiglia cambiò. L'incubo era finalmente terminato.
Sono già le 12:00 e tutto è pronto per il pranzo.  Sono arrivato tutti: Henry, Regina, Ronald, Robin, Zelina e Robin junior... mancano solamente loro. Sono impaziente di vedere le mie cucciole e chissà: magari Emma ha qualche notizia da comunicarci. Lo so, lo so penso sempre a quello ma sono una nonna e non ci posso fare niente... voglio tanti nipotini. Che poi parliamoci chiaro: Sarebbe un motivo più che valido per tornare qui. Avrà sicuramente bisogno di una mano in più con tre bambini piccoli... sarebbe fantastico... ti immagini? Un altro bambino: un maschietto magari. 
- Mamma! è arrivata Emmaaaaaaa! È arrivata Emma!  Vedo la macchina li giuuuuu! - disse mio figlio riportandomi improvvisamente alla realtà. Mi affacciai alla finestra e ebbi la conferma di quello che stava dicendo: il maggiolino giallo di mia figlia si era appena parcheggiato davanti l’ingresso del loft. Andai ad aprire la porta e la prima persona che mi ritrovai davanti fu Leila!
- Nonninaaaaaaaaaaaa! Nonna ciaooooo!  - mi salta letteralmente addosso facendomi piangere di gioia - mi sei mancata nonna! - Mi disse con la sua vocina squillante. 
- Anche tu amore mio... mi sei mancata da morire! - la stringo forte forte. 
- Eccola qui la principessa di nonno  - intervenne David prendendola dalle mie braccia e sollevandola in aria per farla girare - Ma quanto sei diventata alta? 
- Un pochino! - rise - Nonnoooo lo sai che sono diventata bravissima con la spada?
- Con la spada? - chiese perplesso
- Si, con quella giocattolo! Non sbaglio mai un colpo proprio come te...  tranne il giorno che ho rotto la finestra
- Leila mah...
- Scusate se interrompo questo splendido dialogo tra nonno e nipote ma...  niente abbracci per la zia??? - disse Regina
- Mi hai cucinato le lasagne?
- Certo che si! 
- Allora tanti abbracci anche per te! - si fece mettete giù da David e raggiunse sua zia. 
Salutò con questo entusiasmo tutto in restante della famiglia  e nel frattempo entrarono anche killian, Emma e un piccolo fagottino rosa tutto incappucciato avvolto tra le sue braccia.
- Posso portarla di sopra? Sta dormendo e non vorrei farla stranire. - mi disse a voce bassa prima di salutarci
- È anche casa tua questa, puoi fare quello che vuoi solo... me la faresti vedere solo un secondo? Non la vevo da mesi e visto come è cresciuta Leila credo che sia cresciuta molto anche lei. 
- Appena si sveglierà potrete vederla e giocare con lei per tutto il tempo che vorrete ma ora preferirei portarla di sopra.  E' molto  nervosa, non ho capito il perché a dire la verità, ma cerchiamo di non aumentare la sua rabbia ok? 
- Ok aspetterò! Portala pure di sopra allora e poi vieni a farti abbracciare.
***

POV EMMA

Una volta sistemata Chloè nel lettone, che fino a qualche anno fa mi ospitava e aver messo attorno a lei una serie di cuscini  per evitare che cadesse  tornai di sotto dalla mia famiglia. Salutai tutti con estrema gioia e cercai in tutti modi di non piangere data la reazione di mia madre e mio padre al fatto di riavermi qui con loro. Una volta passata la fase euforia e visto anche l'orario ci sedemmo tutti a tavola per pranzare. Ci aggiornammo su tutte quelle che erano state le nostre avventure in quei sei mesi e parlammo dei nostri progetti futuri finchè finalmente una vocina, o meglio, un pianto si fece sentire dal piano di sopra. 
- Era ora! - Dissi guardando l’orologio e vedendo che era quasi l’una. Mi alzo per andare di sopra e noto che stranamente mia madre se ne sta ferma al suo posto senza dire nulla. Mmh strano... troppo strano dire... solitamente si sarebbe alzata prima di me per raggiungere sua nipote ma no... sta rispettando i suoi tempi. Che ci sia rimasta male che prima non gliel'ho fatta vedere? Non penso: mia madre non sa mentire, me lo avrebbe fatto capire in qualche modo. Torno alla realtà e senza perdermi in altri pensieri  vado velocemente al piano di sopra dalla mia bambina.  Dopo averla cullata un po' e calmato e il suo pianto la prendo in braccio e la porto nel bagnetto in fondo al corridoio, le do una  sistemata  mettendole uno dei  vestitini che ho portato con me dopodichè la porto di sotto. Sono tutti molto ansiosi di rivede anche lei.
- Guardate un po’ chi è che si è svegliato?
- Amore di no.... - Sento dire da mia madre ma di punto in bianco si interrompe e mi fissa confusa
- Emma... ma lei....
- È cresciuta vero? - dico sapendo già che in realtà la sua domanda è un'altra
- I suoi capelli...
- Piccoli cambiamenti... si sono scuriti un po’ non trovate. - E' già in questi mesi la piccola Chloè a fatto molti cambiamenti tra cui il colore dei suoi caplli: non sono più biondi come i mie e quelli di Leila, sono più tendenti al colore dei capelli di suo nonno. 
- Mah...  è incantevole! Amore di nonna vieni qui! - Si avvicina di corsa per prenderla ma la bimba non sembrò essere dello stesso parere e si strinse ancora più forte a me.
- No! io con mamma!
Il sorriso dalla faccia di mia madre improvvisamente sparì. - Non si ricorda più di me! - disse 
- Non dire scemenze! Non è assolutamente vero... giusto Chloe? Ti ricordi della nonna, del nonno e  della zia?
- Pecchè non tiamo a casa? - ignorò completamente la mia domanda e me ne fece un'altra. Era spaesata piccolo amore e come poterla biasimare? Fino a ieri era in quella che ormai considerava casa sua e ora si ritrovava in un posto che non le era piu tanto famigliare. Per una bambina di due anni è  difficile tenere a mente tutto. Per quanto riguarda i familiari sono sicura che sappia esattamente chi sono... anche se non li ha visti per mesi non ho fatto altro che fare vedere le loro foto per farle associare i nomi... con gli immobili non ho proprio provato devo dire la verità.
- Siamo a casa della nonna amore, ti ricordi la casa azzurra dove vivevano quale tempo fa? Siamo tornati a vivere lì. Ti piaceva un tempo ricordi? C'e anche il giardino sai? 
- E casa nostra?
- Ci andremo ogni tanto se vorrete.
- E i miei tochi? Tono a casa perló. - mi disse spaventata. Se c'è una cosa che ho imparato da un anno a questa parte è non separare mai Chloè dai suoi giocattoli. 
- Amore i tuoi giochi arriveranno tra qualche giorno non preoccuparti.
Nooooo! Boio i miei tochi! Voglio i miei tochi oraaaaa!!! - risprese a piangere. Ma  cosa le prendeva oggi?!?! Mi sarei aspettata una Chloè offesa e arrabbiata ma non una bimba triste. Che le sarà mai successo?
- Scusatela - dico alla mia famiglia -  E' proprio in modalità "no" oggi questa signorina.
- Amore di papà vieni con me dai! - disse Killian per poi provare a prenderla. Si innervosì ancora di più ma si fece scappare qualcosa.
- Noooo! Tu titigato co Leila!  Tu fatto piangele Leila! Cattivo!
- Ecco! si placano le ire di  una bambina e si accentuano quelle dell' altra. - Disse lui riferendosi ai fatti accaduti ieri.
- Amore, tu come sai che papà si e arrabbiato con tua sorella ieri? - domandai curiosa visto che la litigata è avvenuta in piena notte  nel vialetto di casa e lei era nel suo lettino a dormire. 
- Leila ha glidato fotte e poi anche papà a glidaro a Leila! - continuo a non capire però...
- Mamma, l’ho trovata in cucina a mangiare i biscottini quando sono rientrata in casa. L'ho rimessa io nel suo lettino. Sono stata brava?
- Sei stata bravissima amore ma questo ci fa capire una cosa: la signorina ha imparo, sicuramente arrampicandosi,  ad uscire dal suo lettino e ad origliare... che felicità! Addio privacy! - alzai gli occhi mentre Regina scoppiò a ridere.
- Non c'è nulla da ridere!
- Scusa ma è troppo divertente la tua faccia.
- Mamma boglio i tocattoliiiiiiii! - mi guardo un attimo in giro e trovo un giocattolino sul divano... molto probabilmente è di Neal. Lo prendo e lo do a Chloè con la speranza che si tranquillizzi per almeno dieci minuti. Niente da fare... lo lancia a terra e ricomincia a piangere. Bene!
Regina si alza - Mi allontano due secondi ritorno subito! - sparire in una nuvola di fumo e come precedentemente annunciato tornò  nel loft esattamente un attimo dopo. Aveva due grandi  peluche in mano -  Questo è per te - indica Leila che ringrazia immediatamente - E questo è per questa meraviglia. Spero che sia di tuo gradimento amore.
- Glazie tia legina! - Disse lei buttandosi in braccio a sua zia senza alcuna delicatezza. Finalmente un sorriso su quel visino. 
- Ah Ah ah!!!! Che birbantella che sei... - le disse mia madre - Allora ti ricordi chi siamo è?!?
- Te lo dicevo io!
- Quindi questo bisogna fare per avere un tuo abbraccio? - le fece il solletico facendola ridere. 
- Beh che dire:  Gli occhi  sono un mix di mamma e papà, i lineamenti sono senza dubbio della mamma, i capelli sono di nonno David e ora abbiamo capito che il caratterino è molto simile se non peggio a quello del suo papà. Speriamo  solo che non abbia ripreso la riservatezza di nonna snow altrimenti siamo tutti rovinati!
- Ah ah ah! Che ridere Regina... davvero! - rispose ironica la diretta interessata
- Boglio andare da papà! - disse la piccola vedendo che Leila si era appena accoccolata tra le braccia di Killian
- Ma come amore non sei arrabbiata più con me!
- No. Ti boglio bene! 
- Vieni qui!- le disse lui con il suo magnifico sorriso. 
 - ora che la bimba si è finalmente calmata, che ne dite di raccontarci il  il motivo di questo fantastico ritorno? -  Non è che per caso è in arrivo.....
- Mamma frena frena frena... non è per quello che pensi! Scordatelo proprio. Siamo qui per Leila, vero amore?
- Si! 
- Ti mancava la nonna amore?
- Veramente Gideon! - si non che che dire mia figlia ha sicuramente una "classe" innata! Tutti guardarono killian
- È inutile che mi guardate così... io non volevo tornare.
- A proposito papà! Dove Gideon? Voglio abbracciarlo!
- Alt! forse volevi dire Salutarlo .... non abbracciarlo!
- Voglio fare entrambe le cose! Allora? Dove è ?
- Amore è fuori con il suo papà tornerà questa sera tardi. - disse mio padre - Domani pomeriggio potrete sicuramente  giocare insieme
- Mah...  io lo voglio vedere adesso.  
- Non si può amore hai sentito: non è qui al momento.
- Mi avevate promesso che lo avrei rivisto oggi!
- Non potevamo saper...
-  Voglio vederlo! Per favore mi manca tanto!!!! - ecco che i suoi occhi cominciano ad inumidirsi. Non voglio che pianga... mi ricorderebbe troppo la scena di ieri e non ho più intenzione di vedere mia figlia in quello stato.  Cerco di pensare ad una soluzione ma In quel momento vidi una cosa che non mi sarei mai aspettata di vedere:  Killian tirò fuori dalla tasca il suo telefono e chiamo Gold. Avete capito bene: Non belle...  Gold. Lo ha chiamato dicendogli di portare cortesemente Gideon il più presto possibile a casa dei miei perché Leila voleva salutarlo. Rimanemmo tutti a bocca aperta a fissarlo stupiti da tale gesto. 
- Che avete da guardare? - ci chiese come a dire di smetterla - Amore, Gideon tra dieci minuti sarà qui da te!
- Davvero???? Ti voglio bene papà!
- Anche io cucciola! - le baciò la guancia
- Mamma posso cambiare il mio vestitino?
- Certo che sì... vai a scegliere quello che vuoi mettere e poi vengo a darti una mano. - dissi ridendo sapendo il perchè voleva cambiarsi: voleva farsi bella per il suo amichetto. 
- Aspetta aspetta aspetta signorina, perché dovresti cambiarti d'abito? - non ottenne risposta, era già scappata al piano di sopra! - Continuammo tutti a fissarlo ridendo. Non era da tutti giorni vedere Capitan Uncino cedere.
- Ancora? Non guardatemi così vi ho detto! 
- Hai ceduto! Hai ceduto e hai chiamato Gold! Wow... sono senza parole! - disse mio padre prendendolo in giro.
- Beh cosa dirti... tu dovresti saperlo meglio di me!
- Che cosa?
- cosa non si farebbe per i propri figli!
 
Note dell'autore:
Come promesso ecco l'aggiornamento. Un abbraccio a tutti voi che mi seguite e recensite. Ci vediamo la prossima settimana con un nuovo capitolo! Ciaoooooo
ps.non ho ricontrollato quindi come al solito ci saranno errori su errori. Speriamo non siano molti e che la storia si capisca e vi piaccia ugualmente

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Capitolo 16
*** Anniversario di morte ***


POV EMMA.

È sera... ho  messo da poco entrambe le bambine a letto e adesso mi ritrovo seduta sul divano di casa a fare zapping alla tv. Non sto cercando un canale in particolare, sto semplicemente spingendo pulsanti a caso per distrarre la mia mente. Tra qualche ora sarà mezzanotte e questo significa che un nuovo giorno sta per arrivare. Non ci sarebbe nulla di strano se fosse un giorno come tutti gli altri ma quello di domani non sarà un giorno qualunque; sarà l’anniversario di un evento orribile e per quanto la situazione ormai si sia più che risolta non riesco ancora a vivere la giornata che sta per arrivare con la spensieratezza con cui vivo tutti i giorni.
- Ecco dov'eri finita... pensavo fossi scappata! - sento Killian sussurrarmi all’orecchio mentre si avvicina e mi abbraccia.
- Scappata?!?! - chiedo cadendo dalle nuvole
- Beh si... hai detto che mi avresti raggiunto in camera una volta aver fatto addormentare le bambine. Leila e Chloe dormono da un pezzo ormai ma tu sei qui invece che di sopra con me.
- Scusami hai ragione è solo che avevo bisogno di distrarmi un secondo.
- Non ti basto io come distrazione?  - mi chiese mordicchiando il lobo del mio orecchio e facendo vibrare tutto il mio corpo.
- Certo che mi basti tu amore! - risposi sorridendo.  Non volevo assolutamente che si preoccupasse per me ma a quanto pare il sorriso che gli avevo appena regalato celava dietro di se tante altre cose. 
- Alt! Guardami - disse diventando improvvisamente serio - Cosa c’è che non va? 
- No! Non c’è nulla che non va, tranquillo. 
- Ti si legge in faccia che qualcosa non quadra! Lo sai che puoi dirmi tutto vero?
- Certo che lo so e se avessi qualche problema te ne parlerei di sicuro ma non c'è nulla di cui parlare... solo cattivi pensieri. Non preoccuparti inutilmente ok?
- Vuoi parlarmene?
- No... sono già andati via vedendoti! - lo bacio
- Mmh... molto bene e cosa ne diresti di farli scomparire del tutto questi cattivi pensieri? - mi indicò la camera da letto con aria maliziosa.
- Direi che ti amo!
Senza aggiungere altro mi lasciai prendere per mano e insieme a Killian raggiunsi la nostra camera da letto dove pensai che avrei lasciato i miei pensieri ma invece mi sbagliavo... la mia mente, nonostante le dolci attenzioni del mio focoso maritino,  ritornava sempre lì.
- Scusa Killian ma... non me la sento! - è la prima volta che lo rifiuto da quando stiamo insieme. La sua faccia divenne improvvisamente seria - Non arrabbiartrti ok? - dico preoccupata
- Arrabbiarmi? E perchè mai? Sono solamente preoccupato per te amore... mi dici cosa ti turba?
- Non è nulla tranquillo.
- Non sembrerebbe che sia nulla... 
- Killian guardami: Sto bene!  Davvero.
- Mmh Ok... farò finta di crederti...
***
"Voglio morire da eroe... è questo l’uomo che voglio che tu ricordi! " - queste parole ritornano nella mente come un fulmine a ciel sereno e non posso far altro che sentirmi male ogni volta. E' colpa mia... è tutta colpa mia se l’ho messo in pericolo... è colpa mia se ha rischiato di non avere il suo lieto fine... è colpa mia se è morto. È vero adesso è qui con me e tutto si è risolto ma non posso far a meno di pensare al fatto che l’ho messo in pericolo. Avevo le mie buone motivazioni, volevo salvarlo, ma purtroppo quel gesto lo ha invece portato ad un passo dalla morte eterna. Non so cosa farei sinceramente se tornassi indietro. Forse rifarei la stessa cosa... forse no. So solamente che è inutile anche il solo pensarci ma non ci posso fare niente:  mi sento terribilmente in colpa. Mi alzo dal letto e vado giù in cucina a bere un bicchiere d’acqua, non riesco proprio a stare a letto stasera. Vago per la cucina, per il salone, provo a leggere un libro ma niente... non riesco a distrarmi. Decido di andare di sopra a controllare le bambine ma una volta assicurata che stiano entrambe dormendo  mi convinco  a tornare a letto con la speranza di riuscire a dormire almeno un po tra un brutto pensiero e un altro. Killian è lì, nel nostro letto che dorme beato ignaro di tutto quello che mi sta passando per la mente. Non voglio che sappia. Farebbe di tutto per convincermi che non c’entro nulla in tutto quello che è successo ma sappiamo tutti che non è cosi. Mi stendo dalla mia parte del letto e mi metto ad osservarlo: sono davvero fortunata ad aver trovato un uomo come lui.
***

POV KILLIAN 

Eravamo sul divano a guardare un film... o meglio:  eravamo sul divano a far "finta" di guardare un film. Io non ero assolutamente interessato al programma che c’era in TV. L’unico interesse vero e proprio lo avevo stretto tra le braccia. Per lei la cosa non era da meno e lo capivo dal modo in cui reagiva ai miei baci.
- Papy mio! - si intromise ad un certo punto Chloe arrivando a piedini scalzi con già il suo pigiamino infilato. Emma le aveva già preparare per la notte ma loro ancora non ne volevano sapere di fare la nanna perciò le abbiamo lasciate giocare ancora un altro po con la speranza che si stancassero ma ho capito una cosa da quando sono un genitore: i bambini non si stancano. Mai!  - Mamy batta! No bacini a papà! - Sale con gran fatica sul divano e si mette tra di noi in modo tale da dividerci. Mia figlia è molto gelosa di me. Non vuole che presti attenzioni ad altre donne che non siano lei. Nessuna eccezione neanche per sua madre.
- Amore mio! Papà vuole bene alla mamma! È giusto che dia qualche bacino anche a lei non trovi? - provai a dirle ma di tutta risposta mi guardò inclinando la testa e togliendo il ciuccio dalla bocca rispose con un secco " no"
- Signorina - intervenne Emma - Si è fatto davvero molto tardi dovresti essere a nanna già da un pezzo. Vogliamo andare?
- No, dopo tu tanti bacini a papà! - le rispose incrociando le braccia
- Stai tranquilla,  verrò con te e tua sorella quindi papà starà lontano dai miei bacini ok?
-Ok allora! - disse felice per poi farsi  prendere in braccio - Tao papà ti boglio bene!
- Anche io te ne voglio amore mio! Sia a te che a tua sorella.
- Ti raggiungo appena si addormentano. - Mi disse Emma con un leggero movimento di labbra per non farsi sentire da quella piccola peste
- Perfetto amore! - risposi con il suo stesso tono -  Ti aspetto in camera - e alzai un sopracciglio per farle capire le mie vere intenzioni. Sorrise e si allontanò con entrambe le bambine. 
Passo più di un’ora da quando si era allontanata ma di Emma ancora neanche l’ombra.  Possibile che stia ancora cercando di far addormentare le bambine? Solitamente non ci mette così tanto. Mi avvio per il corridoio e controllo entrambe le camerette: le bambine dormono beatamente ma Emma non c'è in nessuna delle due stanze. "Magari sarà in bagno" pensai ma neanche li c’era.  Non sapendo cosa fare scesi giù in cucina e la trovai lì: seduta sul divano che faceva distrattamente zapping. Provai a dissuaderla da quello stato pensieroso e inizialmente pensai di esserci riuscito. Riuscii a portarla nella nostra camera ma appena cercai un approccio più ravvicinato lei mi rifiutò. Strano, molto strano... deve esserle successo qualcosa per essere così tesa, è assente ma sembrerebbe non volerlo far vedere. Mi dispiace e mi ferisce sapere che non vuole confidarsi ma non posso andare contro le sue volontà.... a malincuore accettai il suo silenzio e cercai di dormire. Ci misi un po’ a prendere sonno: la sentivo girarsi in continuazione e sbuffare... ero tentato di accendere la luce e provare a parlarle ma sapevo che sarebbe stato inutile, avremmo finito  per litigare se avessi insistito.
 La sentii alzarsi... cercai di restare sveglio per capire se avesse bisogno di qualcosa ma la stanchezza fu  più forte di me e Morfeo mi trascinò con se nel suo mondo.

***

POV EMMA

Sono a terra stesa su lui, sul suo corpo. Piango... piango come una disperata e urlo. Gli sto urlando di tornare da me ma lui sembra non volerne sapere.
- Amore mio ti prego non farmi questo! Apri gli occhi!!!! - dico strattonando il suo corpo inerme. Non mi rendo conto di quanto tempo ho passato in quella scomoda posizione cercando un minimo segno di vita in lui so solo che in lontananza c’è un suono una sirena!
- Finalmente! Amore hai sentito?  Sono arrivati i soccorsi! Gli dico - Andrà tutto bene! - ma chi volevo prendere in giro... ormai non c’era più nulla da fare e quell'ambulanza è  lì non per curarlo ma per portare via il suo corpo. Non l'ho capito inizialmente considerato il mio stato di shock ma piano piano cominciai ad intuire qualcosa: era davvero tutto era finito. Sento qualcuno afferrarmi per il braccio come a volermi far alzare:
- Emma amore... vieni con me!  - è la voce di mia madre.
- Lasciami! Voglio stare con lui. - rispondo cercando di ribellarmi alla sua stretta.
- Tesoro Lasciali lavorare! - la sua voce è gentile... fin troppo gentile.
- Ti ho detto di no! Voglio restare qui con lui. - Cerco nuovamente di di l’iberarmi da quella spada presa ma improvvisamente mi sento afferrare anche per l’altro braccio , è mio padre questa volta e insieme riescono a togliermi da sopra il suo corpo.
- NOOO.... NOOOO... NOOOOOOOOOOOOO! - mi dimeno per raggiungerlo ma non ci riesco,la loro presa su di me è troppo salda. Rimango lì, ferma davanti a quell'oribbile scena senza poter far nulla. Vedo delle persone prenderlo da terra e metterlo su una barella. Afferrano un lenzuolo bianco e glielo poggiarono sopra. Sono  intenzionati a coprirgli il viso. Non posso lasciarglielo fare... non posso lasciarlo andare così.
- Aspettate vi prego! - si fermano all’istante alla mia supplica  e con la faccia di chi proba pena per te mi fissano  - Posso salutarlo...? Vi prego.. - li vedo chiedere conferma ai miei genitori e alla fine annuiscono e mi lasciano avvicinare. Gli afferro la mano e in quel preciso istante il mio cuore si spezza. La sua mano è fredda come non lo è mai stata. La stringo con forza ma non ricevo lo stesso trattamento le sue dita non si appoggiano alle mie
- Amore mio... - dico con voce flebile - Scusami... non volevo che finisse così. Apri gli occhi! Apri gli occhi per favore Killian. - sto piangendo senza controllo ormai e man mano che parlo le mie parole diventano urla. Sono distrutta, addolorata, arrabbiata... furiosa. Si sono furiosa perchè non sono l’unica responsabile di tutto ciò. - Ti chiedo scusa per tutto quello che ti ho fatto e conoscendoti tu mi perdonerai di sicuro ma c'è una cosa che voglio dirti Killian: da parte mia non avrai mai perdono. Io ti avrò anche condannato a morte ma tu ti ci sei condannato da solo già da prima. Ti avevo avvertito di non avvicinarti a me, che tutti quelli con cui ero stata erano morti ma tu non hai voluto darmi ascolto dicendomi che eri diverso, che eri bravo a sopravvivere. Io ti ho creduto killian... ho voluto crederti pensando avessi ragione e invece? Guarda come è finita! Tu steso di questa barella e io qui a morire di dolore per l’ennesima volta! Ti odio killian! TI ODIOOOOOOOOOO
- Emma amore...
- Mamma lasciami! Deve saperlo... deve sapere che lo od.... - sospiro - Lo amo! Lo amo mammaaaaa! Ti prego aiutami, deve esserci un modo per... - la sento abbracciarmi forte come a volermi dare forza ma niente, quello che sento è ancora più dolore perché so che non può farci nulla. Riesco a guardare il suo volto un’ultima volta prima che i paramedici lo coprono con il lenzuolo. Spingono la barella verso l’ambulanza e io continuo a tenere stretta la sua mano fini a quando i miei genitori mi trattengono ancora una volta allontanandomi definitivamente da lui. Le forze del mio corpo mi abbandonano improvvisamente facendomi accasciare a terra. In meno di un secondo sono già tutti accanto a me... non ci sono solo i miei ma anche Regina, Robin e Henry. Caspita Henry e li e sta assistendo a tutto questo schifo.
- Mamma! Mamma va tutto bene! - mi dice abbracciandomi ma è inutile neanche lui in questo momento riesce a tirarmi su di morale.
- Henry andiamo a casa. -  sento dire da regina. Evidentemente vuole tenerlo lontano da tutto questo... come biasimarla.
- Voglio restare con la mamma! Ha bisogno di me! Non possiamo lasciarla da sola!
- La mamma verrà con noi tranquillo. - come??! No, non se ne parla.  Cosa si sono messi in testa! Io voglio tornare a casa mia
- Regina, forse dovrebbe stare da noi non trovi ? - ecco ora si ci mette pure mia madre. 
- Avete un bambino piccolo... sarebbe meglio che non veda sua sorella così.
- Io rimango qui! - Riuscii a dire mentre le due cercavano di mettersi d’accordo
- Non dire assurdità, non puoi restare qui. 
- Allora riportatemi a casa mia.
- Si e magari vuoi anche rimanere da sola. Non se ne parla Emma! Forza andiamo.
Provo a far valere la mia opinione ma l'unica cosa che ottengo è quella di essere trascinata a forza a casa di Regina. 
- La tua camera è di sopra accanto a quella di Henry. - senza dire una parola salgo al piano di sopra, chiudo la porta alle mie spalle e mi butto sul letto. sul letto non voglio ne vedere né sentire nessuno. Volglio solamente chiudere gli occhi e raggiungere Killian per sempre. 
***
Nonostante Le continue visite dei miei familiari per cercare di controllare che stesi bene e cercare di farmi mangiare riuscii ad isolarmi e non calcolarli. Ero disposta a raggiungerlo e nulla mi avrebbe fermato. Passarono così due giorni. Era mattina presto e in stanza entrò Regina. Solitamente il rituale era sempre lo stesso: entrava, mi dava uno sguardo, mi chiedeva se volessi mangiare qualcosa dopodichè nel più assoluto silenzio, dopo aver visto che non ero intenzionata a comunicare, usciva dalla stanza. Quella mattina però non fu così:
- So esattamente cosa stai cercando di fare ma posso darti l’assoluta certezza che non te lo permetteremo. - mi dice sedendosi sul letto proprio accanto a me. - So cosa stai passando, ci sono passata con Daniel e posso dirti con assoluta certezza che abbandonarti così non ti porterà da  lui... ti farai solamente del male. Emma, la vita non finisce con un amore ci sono altre cose importanti per cui vale la pena vivere e di la c’è n'è una molto importante: Henry. È preoccupatissimo per te sai??? -  "se non rispondi se ne andrà"  provai a ripetere nella mia mente ma mi sbagliavo... era ancora qui.  - Senti... so che non vuoi ascoltarmi e lo rispetto ma devo dirti una cosa importante! Per favore guardami poi ti prometto che ti lascerò in pace. - farei di tutto purché mi lasci in pace.  Non sopporto più nessuno in questo periodo. A malincuore decido di guardarla per sentire cosa ha da dirmi.
- Sono passati due giorni dalla sua... - si trattiene, sa che ricordarmelo mi farebbe stare ancora più male - Quello che voglio dirti è che... si insomma... oggi pomeriggio ci saranno i suoi funerali... non puoi mancare lo sai vero? Se te la senti ti posso accompagnare anche adesso a dargli un ultimo saluto prima del funerale... ti va di vestirti?
- Non mi va di fare nulla... non voglio andarci...
- A lui farebbe piacere se ci fossi! - odio quando mi parlano con quel tono gentile con cui si parla ad un bambino per consolarlo.
- A lui farebbe piacere avere al suo funerale la persona che lo ha ucciso? Io non penso.
- Non essere sciocca lo hai visto anche tu che quando lo hai trafitto la ferita che è apparsa non è stata quella che gli hai inflitto tu ma quella sul collo fatta da Excalibur mesi fa! Non è morto a causa tua. Si è sacrificato per noi e si sono sicura che ti vorrebbe al suo funerale. Vorrebbe accanto la persona che ama!
- Amava! - la correggo. Il mio Killian ormai non c'è più.
- Lui ti amerà per sempre! - nel sentire pronunciare quelle parole mi alzo di scatto e vado in bagno... non tanto per cambiarmi quanto per piangere.  Non voglio farmi vedere così ma ci sto mettendo troppo a calmarmi. Se esco dal bagno in pigiama capirà che ho avuto una crisi. L’unico modo per uscirne indenne da domande e preoccupazioni è vestirmi e andare a salutarlo.
Vido la faccia di mio figlio, di Robin e Regina tirare un sospiro di sollievo quando mi videro pronta ad uscire ma non appena varco la soglia della porta di casa Mills cambio immediatamente idea.  Questo freddo non fa altro che ricordarmi quella sera.  Mi blocco sul vialetto pietrificata... non credo di riuscire ad andare avanti ma Regina prontamente mi affianca e mi accompagna a lenti passi fino alla macchina. 
Arriviamo all’ospedale di Storybrooke ma questa volta non entriamo dall’entrata principale bensì da quella laterale.  Nella mia vita ho sempre sperato che sarei entrata da questa porta il piu tardi possibile eppure eccomi qui davanti a quella che è a tutti gli effetti la porta principale della camera mortuaria.  C’è già mezza storybrooke qui a fargli visita. Non faccio in tempo ad entrare nell'atrio che  tutti iniziano a fissarmi con compassione. Sono a disagio e non voglio assolutamente stare qui. Mi vengono tutti vicino per farmi le condoglianze e dirmi tante parole di incoraggiamento e l'unica cosa che voglio fare in questo momento è colpirli tutti con la mia magia. Sento qualcuno cingermi la vita e allontanarmi da quella folla impazzita. E' mio padre e mi sta portando nella stanza che hanno allestito per... non ce la faccio neanche a dirlo.
- Vuoi compagnia? - mi chiede gentilmente il mio papà ma gli rispondo con un no con la testa e senza ulteriori parole mi accontenta lasciandomi da sola con lui.
Non so dire con esattezza il tempo che io sia stata lì in quella stanza a fissarlo so solo che ad un certo punto mentre gli prendevo la mano un flashback dei nostri anni trascorsi insieme mi è apparso davanti facendomi rivivere quei meravigliosi ricordi. c'era tutto: il nostro primo incontro, la nostra prima avventura, neverland con il nostro primo bacio, il primo appuntamento, la nostra prima volta e poi camelot, Exalibur, l'oscurità che ci ha divorato entrambi e per finire la sua morte. Mi ritrovai un minuto dopo o quello che per me era un minuto fuori dalla stanza con mio padre che mi teneva stretta a se. Non compresi subito come fossi arrivata lì ma poi mi spiegarono che ho avuto un attacco di panico e sono stati costretti a tirarmi fuori per sedarmi. 
Sono ancora stesa tra le braccia di mio padre e alterno nomenti in cui sono sveglia ad altri in cui credo di essere addormentata... non so spiegarlo con esattezza, so solo che in questo momento di apparente coscienza c'è qualcuno che sta parlando di me: 
- Non può andare avanti così!
- Snow è normale che stia così! Come staresti se ti portassero via David!
-  Si ok ma sono tre giorni ormai che sta così...
- E starà così per tantissimo altro tempo... non possiamo far nulla per il suo dolore possiamo solo starle vicino e prenderci cura di lei.
- Non mangia, non beve... non è più lei.
- Smettete di parlare di me... - disco con voce debole - io... io non voglio stare bene, voglio raggiungerlo... voglio stare con lui ovunque esso sia!
- Non pensarle neanche queste cose! - mi dice mio padre stringendomi di più. - L’amore vince ogni cosa tesoro e noi ti amiamo... ti aiuteremo!
"L’amore vince ogni cosa", queste parole risuonarono nella mia mentre... e se... e se fosse vero amore tra di noi? Forse potrei ancora salvarlo. Si, devo tentare.   Non so davvero con quale forza riesco  a mettermi in piedi nonostante i sedativi,  mio padre che cerca di tenermi lì ma niente... sono  intenzionata a salvarlo e riesco a sfuggire alla sua presa. Si, posso farcela:  lo amo troppo e lui ama me. Il nostro è senza dubbio vero amore.
Raggiungo la stanza in cui lo hanno sistemato ma mi accorgo che ci sono delle persone accanto a lui: lo stavano per chiudere in quellorribile bara. Riesco a reggermi in piedi a quella vista solo perché so di poterlo salvare.
- Emma amore, non credo sia il caso che tu veda questa scena, andiamo di la ok? - cerca di dire mia madre che nel mentre è riuscita a raggiungermi.
- Non vedrò nessuna scena, posso ancora salvarlo - dico in lacrime
- No non puoi! Guardami - è seria e con gli occhi rossi dal pianto- Devi accettarlo bambina mia! Se ne è andato.
- NO! - Mi scosto bruscamente - E voi fermatevi! - mi avvicino a lui e sorrido... si! Sono appena riuscita a sorridere per la prima volta dopo tre giorni. I miei ormai credono che abbia perso il lume della ragione ma non sanno quello che stavo per fare.
- Scusami amore se non ci ho pensato prima! - lo accarezzo e quella sensazione fredda che emana il suo corpo non mi da più fastidio come prima perché so che è solamente momentanea. Tra poco il suo corpo tornerà ad essere caldo come lo è sempre stato. - Ti amo killian! - mi avvicino alle sue labbra e lo bacio... un bacio leggero, dolce ma pieno di sentimento. Mi stacco delicatamente dalle sue labbra e inizio a fissarlo per due, tre, quattro... cinque secondi... com' è possibile che non si sia ancora svegliato? Ritento, ma anche questa volta senza risultato...
- Emma...
- No mamma! Posso farcela, può funzionare... deve funzionare! - Provo un’ultima volta con lo stesso identico risultato... non si sveglia. In quel momento ho la piena consapevolezza che non lo avrei più riavuto indietro. Ho fallito, ho fallito miseramente.  Lacrime silenzione iniziano a scendere senza controllo dai miei occhi fino a lasciare spazio a delle urla disumane che chiedono a chiunque li vicino di aiutarlo.
- No, non può finire così! Io lo amoooooo! KILLIAN PER FAVORE SVEGLIATI! TORNA DA MEEEEEEEEEEE! - sto rivivendo la sua morte per la seconda volta e questa non fu affatto più semplice da gestire. Le persone che erano con lui in stanza prima che entrassi riprendono in silenzio a lavorare mentre io  Inizio a imprecare come una matta contro di loro: - lasciatelo! Non toccatelo... se solo vi avvicinerete io.. - ero come impazzita.... indemoniata... avevo perso completamente il lume della ragione. Se non fosse per mio padre e Robin che mi si pararono davanti tenendomi stretta molto probabilmente avrei alzato le mani se non la magia su di loro. Non so precisamente chi, ma qualcuno  infischiandosi dei miei lamenti e delle mie suppliche diede l’ordine ai ragazzi di finire il loro lavoro e non poterti far altro ad assistere alla scena più brutta della mia vita.

***

POV KILLIAN

Mi svegliai in piena notte sentendola muoversi incessantemente e mi girai a guardarla. Si era sbarazzata di tutte le coperte e smaniava durante il sonno. Stava sudando come non avevo mai visto... aveva completamente i capelli bagnati.  "Che abbia la febbre?" Appoggio delicatamente la mano sulla sua fronte ma niente non scotta... mi fa tenerezza a vederla così cosa dovrei fare adesso: svegliarla? Mmm ci penso un po’ ma poi decido di lasciarla dormire ancora. In fondo se stesse avendo un incubo si sarebbe svegliata da sola no? Mi sdraio più vicino a lei, l'abbraccio e l’accarezzo cercando di placare i suoi movimenti. Sembra funzionare per circa una decina di secondi dopodiché riprende incessantemente a muoversi fino a quando di scatto si mette a sedere con gli occhi completamente sbarrati di terrore e urla!
- Emma! Emma amore! - cerco di dissuaderla da quello stato di puro panico - Amore guardami! - si volta immediatamente mi guarda e inizia a tastarmi tutto il corpo. La testa le braccia le gambe e per finire poggia le sue mani sul mio cuore. - Emma amore ti senti bene? - non mi risponde la vedo solo che inizia a piangere - Ei amore che c’è? - l’abbraccio e la Lascio sfogare.
- Papà che succede??? Ho sentito la mamma urlare? - dice Leila entrando di corsa nella nostra stanza con il suo inseparabile amico di peluches. Cerco di tenere il viso di Emma nascosto per non farle vedere in che condizioni è ridotta sua madre.
- Amore non preoccuparti non è nulla!
- Stavate litigando? - chiede preoccupata
- ma che vai pensando amore??? Assolutamente no. Ci stavamo facendo il solletico e ha urlato! - che scusa poco credibile killian complimenti - è tutto apposto tesoro torna a dormire.
- Non posso dormire con voi?
- No amore lo sai... ognuno nel suo lettino e il tuo ti sta aspettando mi sembra.
- Va bene! Notte.
- Notte amore mio.
Aspetto che i passi di mia figlia si facciamo piu lontani dopodichè torno a dedicarmi ad Emma:
- Qualsiasi cosa sia successa sono qui amore. - non ottenni risposta ne questa ne le successive volte che glielo domandai. Continuava a tenere entrambe le mani sul mio petto e non era intenzionata ad allontanarle.  Cosa diavolo le prendeva? Qualcuno bussò alla porta della nostra camera riportandomi alla realtà
- Leila amore è tutto ok, torna a nanna! - dissi sapendo già che fosse lei
- Sono Regina... posso entrare o non siete presentabili?
- Entra entra... - la vidi varcare la soglia - Come... come mai sei qui?
- Mi ha chiamato tua figlia e ho fatto due piu due.
- Hai fatto cosa? - chiesi perplesso e lei alzò gli occhi al cielo
- Lascia stare... stava dormendo prima di ridursi così? - mi chiede indicando Emma. annuisco - E scommetto che è stata strana, nervosa e assente durante tutta la giornata.
- Piu in serata che nella giornata ma si... Sai cos'ha?
- Credo proprio di saperlo. Non le succedeva da un bel po ormai e pensavo lo avesse risolto ma evidentemente non è così. 
- E dimmi: cosa le succede? Come posso aiutarla?
- Sono sicura che te lo dirà lei appena si riprenderà un secondino. Ormai non puo piu scappare. Sono venuta qui solo per vedere se vi serviva una mano con le bimbe ma se entrambe sono ancora a letto posso anche togliere il disturbo.
- Aspetta... devo preocuparmi?
- Credo proprio di no... Ci vediamo domani - e sparì in una nuvola di fumo.
- Perchè la tua amica deve essere così misteriosa è? - provo a dire cercando di farla ridere ma non funziona - Che ti succede amore mio? Parla con me ti prego... 
rimanemmo abbracciati per più di un'ora poi finalmente sentii la sua voce:
- Sei... sei vivo? - mi chiese
- Amore... cosa...
- Sei vivo? Sei davvero qui? - la sua mano sul mio petto continava ad essere insistente
- Certo amore che sono vivo! - le accarezzai il viso - Hai avuto un incubo? Hai sognato che fossi mor...
- Non dirlo! NO... per favore non dirlo!
- Ei guardami... non c'è bisogno di essere così spaventati... era solo un brutto sogno tesoro... niente di più.
- Non è vero... non... non era un sogno. Era la realtà. - che abbia avuto una nuova visione?
- Spiegati meglio amore.
- Oggi è... oggi... oggi è il giorno che io... - respirava troppo velocemente.
- Calmati tesoro... respira e spiegami tutto, ci sono io con te. 
- Oggi è il giorno in cui ti ho ucciso. Oggi è il giorno che mi hai lasciata sola... oggi è l'anniversario della tua morte e io l'ho rivisto... ho rivisto tutto. 
- Ooooh piccola mia - la stringo a me quando la vedo iniziare a singhiozzare - Non fare così, non è successo nulla, io sto bene adesso. - non sembrava calmarsi. - Ti aiuterebbe a stare un po' meglio raccontandomi il tuo sogno? 
- Non lo so... 
- Proviamo allora ok? Dimmi, come è cominciato?
- Forse faccio prima a mostrartelo... non credo di riuscire a raccontarti tutto... - si alza velocemente e corre nel capanno fuori casa. La seguo non capendo cosa voglia fare. La vedo rovistare tra gli scatoloni e finalmente tira fuori quello che cerca: un'acchiappasogni.
- L'ho usato su regina a Camelot per farmi mostrare la perdita del suo primo amore... ci serviva per ottenere una lacrima per poi liberare merlino. Forse posso rifare l'incantesimo su di me e farti vedere cosa ho sognato... che poi in realtà è quello che ho vissuto quando te ne sei andato.
- Te la senti? Non stavi un granchè bene appena ti sei svegliata e sinceramente non sembri stare bene neanche ora.
- Killian in tutto questo tempo c'è una cosa che ti ho sempre tenuta nascosta. - sbiancai, pensavo non ci fossero segreti fra di noi. -  Faccio questo incubo ogni anno. ogni volta che arriviamo in questo giorno dell'anno io so già che rivivrò queste emozioni. 
- Perchè non me ne.... 
- Shhh... prima dai uno sguardo a questo ok?
- Ok, ma di sopra... si gela qui e non possiamo permetterci di ammalarci. Tornammo nella nostra stanza e mi assicurai che la porta fosse ben chiusa. Volevo evitare che le bambine sentissero qualcosa. - Come funziona esattamente?
- Penserò al sogno che ho fatto e a quel periodo e in teoria dovrebbe materializzarsi il tutto dentro questo acchiappasogni.
- Sei pronta? - annuì - Allora mostrami tutto quello che vuoi. - la vedo prendere quell'oggetto magico tra le mani e guardarlo attentamente. All'iniziò non vidi nulla e pensai che l'incantesimo non stesse funzionando ma piano piano qualcosa iniziò ad apparire e in men che non si dica mi ritrovai catapultato in quella che era stata la vita di mia moglie nei giorni per lei piu bui. Il cuore mi si spezzò prima in due e poi in altri picolissimi frammenti... vederla in quella situazione mi ha devastato completamente e  non so se è perchè non riesco più a guardare il resto della sua storia o perchè la sto vedendo che sta facendo fatica a trattenersi, prendo quello stupido oggetto e glielo strappo dalle mani per poi lanciarlo a terra. La stringo a me con quanta più forza ho. 
- Shhhh... calmati tesoro è tutto ok... sono qui e non ho nessuna intenzione di andarmene di nuovo. 
- E' stato orribile...
- Ho visto. Non riesco neanche ad immaginare come sarebbe stato per me affrontare la tua perdita se i ruoli fossero stati opposti. 
- Tu... tu hai perso Milah...
- Per quanto io l'abbia amata non potrà mai reggere il paragone con te. Tu sei il mio vero amore, lei è stata invece un grande amore, la cosa è differente. Se con la sua morte sono diventato un essere spregevole con la tua molto probabilmente mi sarei ucciso. Non sarei riuscito a gestirlo e non penso lo gestirò mai. - Piange... continua a piangere senza sosta. - E' tutto finito Emma davvero. Guardami - i nostri sguardi si incrociano - Io non me ne andrò mai più te lo prometto. Neanche se con il passare del tempo ti dovessi stufare di me io non me ne andrò... sarò la tua ombra.
- Ti amo Killian! - sembra stare un pochino meglio. - Perchè non mi hai mai parlato di questa cosa? Perchè non mi hai mai raccontato che lo rivivi ad ogni anno che passa?
- Non volevo che ti preoccupassi per me. Ho sempre cercato di stare attenta a non fartelo scoprire: ho organizzato cene tra amiche che poi guardacaso finivano sempre all'alba, ho detto di dover lavorare di notte quando in realtà questo non era assolutamente vero, sono arrivata addirittura a trovare il pretesto per litigare con te in modo che uno dei due dormisse sul divano. Tutto pur di non farti preoccupare per questa cosa. Ho chiesto aiuto a Regina per liberarmi di questo vero e proprio incubo ma nonostante io abbia ingurgitato numerose pozioni questo sogno/visone continua a perseguitarmi. Non credo che  me ne libererò mai.
- Ora che so la verità posso aiutarti ad affrontarlo.
- E come... non c' è riuscita la magia!
- Ho qualcosa più potente della magia... io e te insieme abbiamo qualcosa di più potente: il vero amore e i suoi frutti. Dimmi: ti sei mai riaddormentata dopo questi incubi?
- In  questi anni solo due volte è capitato e entrambe le volte l'incubo si è ripresentato.
- Bene... oggi non sarà così... oggi sarà il giorno in cui romperemo la tradizione.
- E come? I ricordi non si cancellano così...
-  Te l'ho già detto come: con il vero amore. Aspettami qui. - mi allontanai e tornai poco dopo con la piccola Chloe tra le braccia.
- Che cosa stai...
- Shhh... tieni prendila. - la misi tra le sue braccia dopodichè andai a prendere anche l'altra e la portai in camera da letto
- Papy perchè mi hai svegliato?- disse assonnata
- Infatti Killian... perchè....
- Stiamo per fare una magia! - dissi io
- Davvero papà? E come? - mi rispose tutta euforica
- Dormendo qui tutti insieme...
- In quattro in un letto? Mi sembra più un miracolo che una magia... - rispose Emma finalmente sorridendo
- E quale sarebbe la magia papà?
- Noi siamo la magia! Noi siamo una cosa sola divisa in più corpi, insieme siamo invincibili e nessuno, sottolineo nessuno, potrà mai dividerci.
- Neanche l'essere più cattivo papà?
- No amore mio ne lui ne nessunaltro.... neanche la morte in persona. Fin quando dentro i nostri cuori ci sarà il sentimento verso l'altra persona allora nessuno ci sconfiggerà. Ora a nanna però... devo dimostrare alla mamma questa nuova teoria. 
- Okkkkkk... notte mamma, notte papà! - disse la nostra piccola peste mettendosi sotto le coperte accanto alla sorellina che invece non si era minimamente svegliata.
- Grazie Killian... grazie per tutto. - Mi baciò
- Mi ringrazierai domani quando saremo "da soli" se questo trucco di magia funzionerà! Buonanotte mio cigno
- Buonanotte capitano.

POV EMMA

E niente... cos dire... l'indomani mi alzai alle dieci del mattino, fresca, riposata e con accanto la mia spelndida famiglia. Killian aveva ragione... Il vero amore vince ogni cosa. Amo quell'uomo e non smetterò mai di farlo. 
 
Note dell'autore:
Salve ragazzi eccomi qui. E' si la morte di Uncino è stata uno shock per tutti quanti nella quinta stagione ma secondo me non hanno fatto vedere molto, siamo passati dalla scena della morte ad Emma che ha deciso di seguirlo nell'oltretomba. Cosa c'è stato nel mezzo?  Sappiamo che al ritorno dagl'inferi Emma è andata a piangere sulla sua tomba quindi di conseguenza prima di partire ci sarà stato anche un ipotetico funerale. Cosa dire dei sentimenti che ha provato Emma in quel momento? Per me è rimasto un grande buco così ho ben pensato di scrivere qualcosa proprio su questo argomento. Sperando che questa one shot, anche se triste, vi sia piaciuta vi saluto e ci vediamo al prossimo aggiornamento :)

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Capitolo 17
*** che cosa ne sarà di noi (parte 1) ***


POV EMMA

Lo sapevo! Lo sapevo che la felicità non sarebbe potuta durare in eterno. Ma dico io perché mi sono lasciata coinvolgere così... un pirata è pur sempre un pirata, avrei dovuto immaginarmelo e invece no, mi sono lasciata sedurre come se niente fosse per poi ritrovarmi così: umiliata per la millesima volta nella mia vita. Ormai credevo non sarebbe più stato possibile ma a quanto pare sbagliavo. Devo andare via... è l’unica soluzione per evitare di fare una strage e per quanto possa essere arrabbiata e schifata in questo momento so che non sarebbe una cosa giusta radere l’intera città al suolo! Apro la valigia e senza il ben che minimo ordine iniziò a riempirla con tutte le mie cose. Finito con la mia ne preparo un’altra con tutto l’occorrente per le mie bambine. Porto tutto al maggiolino giallo dopodiché salgo in camera delle bambine per prenderle:
- Mamma... - mi disse assonnata Leila
- Amore mio alzati ok? Dobbiamo andare.
- Dove? -  aprì gli occhietti e vide il mio sguardo. Si mise subito a sedere e posò entrambe le sue manine sul mio viso - Mamma hai pianto? - domandò preoccupata.
- Amore avanti corri a togliere questo pigiamino che siamo in ritardo. - cercai di ignorare la sua domanda ma una lacrima sfuggì al mio controllo facendola preoccupare ancora di più. Era la prima volta che non riuscivo a trattenere le mie emozioni davanti a loro. 
- Mammina perché stai piangendo? Che è successo? - continuò a dirmi - Non devi piangere io ti voglio bene lo sai vero? Ci sono io con te - Perfetto... chi delle due era la mamma adesso?
- Amore la mamma sta bene ma dobbiamo andare!
- Dove?
- In un bel posto amore. Corri va!
Le stavo mentendo spudoratamente e non riuscivo a capacitarmi di averlo fatto... non stavamo andando in nessun bel posto... non sapevo neanche io a dire la verità dove saremmo andate ma di sicuro dovevo uscire da questa casa. Presi Chloe , che a differenza di sua sorella non fece domande dopodiché le misi entrambe in macchina. Stavo per mettere in moto quando la voce di mia madre mi fermò:
- Dove vai così mattiniera? - mi girai per guardarla sperando di riuscire ad inventare una balla migliore di quella che avevo appena detto a Leila ma non appena i miei occhi incrociarono i suoi mi tradii e scoppiai a piangere come una bambina. - Emma amore che ti succede? - non riuscivo a parlare tanto stavo piangendo e non riuscivo ad essere lucida. Davanti a me scorrevano solamente quelle orribili immagini che avevo avuto la sfortuna di vedere questa mattina all’alba. - Vieni dai...ti porto in casa, non puoi andare da nessuna parte in queste condizioni.
- No, non viglio entrare in quella casa... non più...
- È successo qualcosa con... - si trattenne a dire il suo nome poiché entrambe le bambine stavano assistendo a quella scena. - Emm perché non venite a casa mia? Ho preparato cioccolata calda per un esercito, non riuscirò mai a finirli da sola.
- Si nonnaaaa!
- Ti toccolata!
- Andiamo allora! Guido io...
- Mamma non è necessario, davvero!
- Non sei in condizioni per guidare e poi dovunque tu stia andando penso che possa aspettare. - mi sorrise - Cedimi il posto coraggio.
***
Una volta arrivate al loft e distribuito cioccolata calda alle bambine, mia madre le fece distrarre con un nuovo cartone animato dopodiché torno in soggiorno da me.
- Allora, ora che le bambine non possono sentirci dimmi: Per cosa avete litigato questa volta?
- Non abbiamo litigato!
- Qualcosa deve pur essere successa per farti stare in questo modo.
- Credimi, non vorresti saperlo! - abbassai lo sguardo
- Amore, succede a tutte le coppie di litigare. Non penserai mica che io e tuo padre andiamo sempre d’amore e d’accordo.  Anche noi abbiamo i nostri alti e bassi.
- Non sono alti e bassi... io pensavo che andasse tutto a gonfie vele tra di noi invece mi sbagliavo...
- Ti va di raccontarmi cosa è successo? Sono sicura che ti aiuterebbe parlare un po'.
Ci pensai su ma poi decisi di raccontare amento a lei tutta la verità. Chi meglio di una madre avrebbe potuto cercare di darmi un po’ di forza?
- Ok...allora...
***
Mi svegliai all’alba cosa di per se già molto strana e dopo aver tentanto inutilmente di provare a dormire abbandonai l’idea. Con il viso ancora girato verso la porta della nostra stanza allungai la mano dietro di me per sfiorare la pelle di killian ma trovai solo il gelo dall’altra parte del letto. Mi girai lentamente dato lo stato di dormiveglia e costatai che lui non c’era. Il letto dalla sua parte era completamente intatto cosa che mi fece capire che non aveva affatto dormito qui. Mi alzai per andare a prendere il mio cellulare per chiamarlo ma proprio accanto ad esso trovai un bigliettino con la sua calligrafia:
"Amore mio buongiorno... se starai leggendo questo bigliettino è perché ancora non sono rientrato a casa. Dopo che sei andata a dormire mi ha chiamato spugna per un’emergenza al porto... nulla di così eclatante non preoccuparti: le cime della nave si sono staccate con il temporale. Esco per dargli una mano. In base allora che faremo deciderò se tornare a casa e svegliarti per ... (va beh hai capito), oppure rimanere lì e tornare per la colazione. Ti amo amore mio.
Ps. sono stato poco esplicito perché Leila ha imparato a leggere e non vorrei mai che leggesse certe cose. A tra poco    killian
 
Non è tornato per svegliarmi e di conseguenza questo significa che la situazione si è portata per le lunghe. Pensai di preparare la colazione ma poi un’idea ben migliore balenò alla mia mente. Decisi di andare a trovarlo. Avrei preso la colazione da Granny e avremmo mangiato a bordo della Jolly godendoci l'alba. Mi aveva promesso un risveglio amoroso? Avevo tutta l’intenzione di averne uno. Prima di andare via andai in camera di Henry dicendogli di dare un’occhiata alle sue sorelline e di portarle da Granny nel caso non fossi tornata prima che lui andasse a scuola. Presi la mia inseparabile giacca dopodiché mi diressi dalla cara nonnina e successivamene al porto. Vedevo la gente guardarmi in modo strano ma non ne capivo il motivo... lo capii qualche metro più in là quando dal ponte della Jolly Rogers lo vidi: Il mio adorato maritino era intento a baciare una donna che sicuramente non ero io. Sentii una forte fitta al petto e mi sentii mancare la terra sotto i piedi ma cercai ugualmente di restare lucida. Non è possibile, pensai, killian non mi tradirebbe mai, sono io il suo vero amore e invece eccolo lì a poggiare le sue labbra e le sue mani sul corpo di quella sgualdrina. Mi avvicinai di qualche metro a passo sostenuto decisa a prenderli a sberle: prima lui e poi lei ma quando la donna in questione si voltò nella direzione dove ero io ebbi una doccia gelata. La donna in questione la conoscevo e non potevo pensare che proprio lei potesse farmi questo affronto. Non so di preciso cosa mi successe, forse la vergogna di essere vista in giro, forse la rabbia, la delusione... non so... so solo che mi ritrovai a correre verso la macchina per poi tornare immediatamente a casa. 
***
- Ecco! Questo è quello che è successo... - dissi riprendendo a piangere. Mia madre mi fissava a bocca aperta per lo stupore. La conosco ormai... credo di averla lasciata quasi senza parole. 
- Tesoro sei... sei  sicura di quello che hai visto? Sono accuse pesanti queste.
- Più che sicura. Quel cogl..... - presi un respiro per evitare di dire parole poco consone in quanto in casa c'erano dei minori che avrebbero potuto ascoltare - Quel demente ha buttato all’aria la nostra famiglia.
- Sa che lo hai visto?
- No e non ho intenzione di dirglielo! Sono venuta qui solamente perché mi hai incontrata.  Ho deciso di lasciare la citta.
- Hai deciso cosaaaaaaaaa????? Emma non puoi farlo! Ti ricordi come è andata a finire l’ultima volta? Le bimbe stanno bene qui a Storybrooke, non puoi allontanarle di nuovo.
- Si che posso.
- Ragiona! E con il papà che faranno?
- Non lo vedranno semplice. Meglio crescere lontani da certa gente. - constatai con disprezzo. 
- Emma per quanto io ti voglia bene e possa darti ragione devo dirti che ora stai esagerando. Leila e Chloe hanno bisogno del loro papà.
- Io sono cresciuta benissimo senza un padre. 
- Eri una ladruncola. Per non parlare che eri infelice. 
- Quello è perchè  non avevo neanche una madre! Loro ce l'hanno, non devono preoccuparsi. 
- Emma...
- No, non mi interessa! Sono figlie mie e decido io della loro vita. Le rivedrà quando il suo avvocato mi chiamerà. Ora scusami ma dobbiamo andare! - feci per alzarmi in modo tale da poter andare a prendere le bambine. 
- Puoi per una volta non ragionare d'istino? - continuò imperterrita - Ok non vuoi vederlo e sono d’accordo con te ma non devi scappare.  
- Non ho altra scelta. Non posso tornare a casa mia. 
- Potete restare qui. Sai che mi fa piacere. 
- Mamma, siamo in tre e  con Henry che ogni tanto ci raggiunge quattro. Non ci staremmo mai tutti insieme in un loft.
- È una soluzione temporanea amore.  Leila ha scuola,  non puoi fargliela saltare così senza un modivo valito.  Devi prima capire cosa fare poi se sarà il caso la iscriversi da un’altra parte. Ora devi solo stare calma... non sei affatto lucida.
Aveva ragione, ma come essere lucidi in una situazione del genere? Come mantenere la calma quando l’uomo della tua vita, o quello che pensavi fosse l’uomo della tua vita,  ti tradisce? Le lacrime sul mio viso continuano a scendere senza controllo. Dico di essere solo arrabbiata ma chi vogliamo prendere in giro; sono triste, devastata... io lo amo cavolo ma come al solito non vengo ricambiata. E' la storia della mia vita. Dovrei esserci abituata e invece no. Pensavo forse diverso questa volta, che lui fosse diverso... ma mi sbagliavo.
- Mammina ancora piangi? - La vocina triste di Leila mi riporta alla realtà
- Amore mio non è nulla è solo una giornata un po’ triste. Sto già molto meglio, non preoccuparti per me! Torna a giocare. - tento di rassicurarla. 
- Sei sicura? - annuisco - Va bene! - torna nell'altra stanza. 
- Hai due vambine che sono un'amore!
- Lo so... - dico orgogliosa per poi ripensare a lui. - l’unica cosa buona che ha fatto quell' imbecille....
***

POV KILLIAN.

Il mio telefono iniziò a squillare incessantemente: una... due...  tre chiamate. Ci metto un po’ a trovare quel congegno elettronico ma alla fine riesco a trovarlo e rispondo. E' mia figlia Leila.
- Papy devi correre! La mamma sta piangendo ma non so perché? E' triste - disse tutta agitata preoccupata per la sua manma. Che caspiterina era successo ora?
- Amore di papà calmati... puoi passarmi la mamma? - chiesi non facendomi prendere dal panico. 
- Non sa che ti ho chiamato... e se si arrabbia? Non vuole che uso il telefono senza permesso.
- Non fa nulla amore... passamela un secondino per favore. 
- Va bene... -sento i suoi passettini veloci e poi una vocetta dire: "mamy è papy al telefono". La sua risposta fu  quella di ringraziarla e dirle di tornare a giocare. Attendevo paziente in linea ma la risposta da mia moglie non arrivò. Era caduta la linea. Provai a richiamare subito ma non rispose ne la prima ne la seconda volta. Provai una terza ma parti direttamente la segreteria. Qualcosa non quadrava. Senza perdere tempo mi precipitai a casa ma non trovai nessuno. Ad accogliermi c'era solo roba sparsa in ogni dove: vestiti buttati a terra, sul letto... giochi sparsi ovunque, il bagno sottosopra... che fosse entrato qualche vandalo? Che le abbiano fatto qualcosa? Continuavo a contattare Emma ma il telefono era perennemente spento. E se fosse nei guai? E le bambine dov'erano? Non so se per istinto o per cosa ma mi recai in men che non si dica a casa dei suoi genitori. Ad aprirmi fu Snow che non appena mi vide sbiancò.
- Ti prego dimmi che Emma è qui! - le dissi prima ancora che riuscisse a dirmi anche solo ciao. 
- Killian... - il suo sguardo non mi disse nulla di buono ma non riuscì a terminare la frase che mia figlia chloe passò da sotto le sue gambe e mi raggiunse per abbracciarmi.
- Tao papy!
- Ciao amore di papà! - le dico prendendola in braccio e dandole un bacino. -  La mamma è dentro vero?
- Ti! - mi sorrise.
- Chloè amore di nonna torna di la a giocare con Leila ok? - le disse dolcemente strappandomela dalle braccia e poggiandola a terra
- Snow ma...  - perchè quella reazione così strana? - Che diavolo sta succedendo e sopratutto... dov' è Emma?
- Killian non dovresti essere qui! Non dopo quello che hai fatto non trovi?
La situazione si complica - Che ho fatto? - ripeto le sue parole - Ma chi, io? Non mi sembra di aver fatto nulla a dire la verità. 
- E allora perchè sei qui? 
- Perchè mi ha chiamato Leila dicendo che sua madre stava piangendo. 
- Appunto... non ti vergogni?
- E per quale motivo scusa? Senti Snow non farmi stranire e fammi parlare con Emma - dissi scostandola per passare ed entrare in casa. La vidi accasciata sul divano in condizioni pietose. Che diavolo le era successo?
- Amore mio che succede! - chiesi cercando di avvicinarmi a lei ma mi bloccai di colpo in quanto il suo sguardo mi fulminó in un nano secondo. I suoi occhi, poco prima tristi, erano indemoniati e mi guardavano in un modo che non avevano mai fatto prima, neanche quando ci odiavamo.
- Esci immediatamente da questa casa! Non sei il benvenuto
- Emma...mah... - non  capivo. 
- HOOK! Te lo sto dicendo con le buone: non portarmi ha mandarti via con la forza perché lo sai che mi basta uno schiocchino di dita per farlo!
- Ma si può sapere che ho fatto?
- Lo sai benissimo! Sparisci!
- No che non lo so e no, non me ne andrò fin quando non mi dirai che cosa sta succedendo!
- Vai a casa della tua amichetta e fatti rinfrescare la memoria da lei! Ah e visto che ci sei dille anche di non farsi più vedere in giro! - con un gesto della mano mi catapultò fuori casa. Ero scioccato da tale reazione ma non mi arresi, mi misi a sedere davanti la porta del loft aspettando o semplicemente sperando che uscisse anche solo per prendere una boccata d’aria. Era arrabbiata con me questo lo avevo capito ma non ne capivo il motivo. Amichetta??? Di che diavolo stava parlando?. Vidi David rincasare dal lavoro qualche ora dopo e  raccontai a lui gli avvenimenti della mattina. Entrò in casa in casa per avere qualche spiegazione in più. A lui di sicuro gliele avrebbero date. Uscì poco dopo. Pensavo per rassicurarmi e invece no:  mi prese per il bavero della giacca, mi mise contro il muro e mi diete un destro in pieno volto dicendomi di essere un lurido porco e che non mi dovevo assolutamente permettere di tradire sua figlia con un’altra donna.
- Tradite Emma?- chiesi sconvolto -  David ma ti ha dato di volta il cervello? Non ho mai tradito tua figlia!
- Sei stato beccato capitano mi dispiace!
ora capisco perchè era così sconvolta. Quello che non capisco è come possa aver dato retta a delle chiacchiere. Credevo avesse piena fiducia in me. - Emma crede davvero a questa storia? David lo sai che la gente parla senza pensare e lo sai anche tu che non mi permetterei mai di fare una cosa del genere. - mi guardava con aria di disprezzo - Perchè non vuoi credermi?
- Se fosse stato qualche paesano a parlare avrei sicuramente dubitato ma ti ha visto Emma con i suoi occhi e beh...  non credo proprio che mia figlia possa mentire su una cosa del genere. - Non potevo credere alle mie orecchie. Emma mi stata davvero accusando di averla tradita? Con quali prove poi... Tutto questo era davvero surreale.
- Che ci fare voi sui qui fuori? Le donne vi hanno cacciato? - disse ironicamente Regina arrivando al loft. Perfetto... sicuramente l'aveva chiamatata Emma per sfogarsi e immaginando la loro amicizia avrei messo la mano sul fuoco che avrebbe iniziato a prendermi a brutte parole anche lei nel giro di poco. 
- Non sarai venuta qui per darmi contro vero? - chiesi sulla difensiva
- Darti contro per cosa? - rispose lei cadendo dalle nuvole
- Smettetela tutti e due e non fate i bambini.  Emma vi ha visto entrambi quindi cortesemente risparmiatevi la farsa e andate via. - disse David
- Visti? Farsa? Ma che diavolo blateri David? Che succede? - chiese la ragazza
- No no aspetta aspetta! - Intervengo io - Sarebbe lei quella con cui avrei..... - rido - E' assurdo David!
- Scusate??? Mi dite di cosa state parlando? 
- A quanto pare io e te abbiamo una storia clandestina e Emma pare ci abbia beccato a scambiarci effusioni! - le spiego in parole povere
- Ma cosa...  no va beh! Tua moglie si droga te lo dico io! David davvero credi a questa storia?
- Vi ha visti mia figlia questa mattina presto!
- Ma se io ero a casa con Robin questa mattina...
- E Emma può confermarti benissimo che stamattina era con me! Siamo stati parte della notte insieme fino all’alba poi ha deciso di tornare dalle bambine e da Henry. - la faccia di mio suocero cambiò  improvvisamente.
- Eri con Emma stanotte?
- Si perché che c’è di strano?
- Aspettami un secondo qui fuori... torno subito!
***

POV EMMA

Quando entrò mio padre in casa dicendomi che aveva qualcosa da dirmi pensai di fosse fatto raggirate ma poi guardai il suo sguardo: era spiazzato. Mi chiese di uscire un secondino fuori perchè dovevo assolutamente ascoltare una cosa ma quando uscii me li ritrovai entrambi davanti:
- Hai due secondi! - Dico guardando killian e evitando Regina
- Emma, stanotte eri in barca con me e ci sei stata fino a questa mattina come è possibile che tu mi abbia visto con lei? Per non parlare del fatto che ha appena detto a tuo padre che è stara tutta la mattinata con Robin. 
- Con che faccia tosta vieni a dirmi queste stupidaggini è? Lo sai benissimo che ero a casa stanotte. Non ero di sicuro io quella che ti ha scaldato il letto.
- Emma puoi chiedere anche a Robin... davvero!
- Zitta tu! Non ti ho interpellata
- Andiamo non fare la ragazzina, lo sai anche tu che non è il mio tipo Hook e poi pensi davvero che andrei contro la madre di mio figlio sapendo che poi potresti portarmelo via per sempre? Andiamo!
- Puoi giurarci che succederà e per quanto riguarda te - dissi a Killian -  la situazione non è affatto differente. Scordati di vedere Leila e Chloe. Mi fate schifo! - cercai di tornare dentro casa ma lui mi trattenne per un braccio con quanta più forza avesse in corpo  impedendomi di proseguire. Mi girai a guardarlo con disprezzo e lui subito lasciò la mano per paura di farmi male. Purtroppo per lui di male me ne aveva già fatto abbastanza questa mattina. 
- Non puoi portarmele via o impedirmi di vederle! Sono anche figlie mie. -disse arrabbiato per quella mia decisione. 
- Posso eccome invece! Mandami a scrivere dal tuo avvocato se le cose non ti stanno bene e allora potremmo riparlarne. -  Per evitare di essere bloccata nuovamente decisi di usare la magia per tornare in casa... ero arrabbiata e non sarebbe stato il loro finto alibi a farmi cambiare idea.
***

POV KILLIAN

È passata una settimana da quel maledetto giorno e la situazione non è cambiata di una virgola. Non vedo Emma da otto giorni ormai e la cosa mi fa male ma quello che mi distrugge di più è il non vedere  le mie bambine. Voglio essere presente nella loro vita ma come posso farlo se la loro madre me lo impesice?  Sembro uno stocker in questi giorni... la mattina presto mi reco nella scuola elementare di Leila e da lontano la osservo mentre entra. Qualche volta l’ho vista anche giocare nel cortile durante la recretazione e la tentazione di avvicinarmi è stata tanta. Ho resistito e sono rimasto in disparte... Non posso rischiare di fare qualche passo falso, potrei perdere ogni change di riaverle con me. Per quanto riguarda Chloè invece non la vedo da quel giorno che sua nonna me la strappò dalle braccia... mi manca proprio tanto la mia piccolina. Passo le mie giornate sulla jolly come ai vecchi tempi, rientrare in casa ora come ora mi farebbe solo male. 
Ho incontrato Regina qualche giorno fa, di tutti i miei famigliare è l’unica che ancora mi crede. Abbiamo cercato tramite gli acchiappa sogni di rivivere i miei ricordi di quella sera e come ho già precedentemente detto anche loro confermano la presenza di Emma sulla mia nave. Regina ha provato a chiedere a Emma di fare lo stesso con i suoi ricordi ma le ha praticamente chiuso la porta in faccia. Mi desto dai miei pensieri quando sento il mio cellulare vibrare... un messaggio: Snow:
"Sarà meglio per te che non sia stata una tua idea. Vediamoci tra cinque minuti da Granny. Se lei è con te portala." - Sbuffai al solo pensiero che mi credeva insieme a Regina ma decisi comunque di andare all’incontro. Era già lì quando arrivai e la sua faccia era tra l’arrabbiato e il preoccupato. Di sicuro c'erano delle novità.
- Sei da solo! - constatò - Ti avevo detto di portarla!
- Io e Regina non siamo amanti e non era come me nel momento in cui mi hai mandato il messaggio! Snow per favore... non iniziare anche tu!
- Non parlavo di Regina ma di Chloe!
- Chloe??? - che centrava adesso la mia bambina e sopratutto se Emma non mi fa neanche avvicinare a lei come è possibile che stia con me. O mio Dio! deve essere successo qualcosa - Dov'è mia figlia Snow! - chiese ad alta voce preoccupato per la risposta.
- Ah... io un’idea ce l’ho e infatti sono venuta fino a qui per riprendermela . State davvero uscendo dagli schemi ma non pensavo arrivaste a tanto. Killian preparati perché se Emma non ha chiamato avvocati fino ad ora con quest’ultimo evento credo che la cosa sarà inevitabile.
- Io non riesco a capire... - ero agitato - Snow parla!!!!! Che diamine è successo a mia figlia? - la mia voce deve esserle sembrata davvero impanicata perché la vidi calmarsi nei miei confronti.
- Tu... tu non lo sai?
- Sarei qui se lo sapessi? Spiegati cavolo e poi dimmi: Emma dov'è? Non poteva venire lei a parlarmi?
- Emma è andata a prendere Leila prima da scuola per evitare che succeda lo stesso di chloe.
- Che diamine è successo a mia figlia.
- Emma stamattina doveva rientrare a lavoro e non essendoci nessuno a casa per potersi prendere cura di chloe ha deciso di iscriverla al nido. Sono andata a riprendere la bambina un’ora fa e la ragazza che lavora lì mi ha detto che l’ha ripresa la zia e che Emma lo sapeva. Anzi...  la ragazza sostiene che sia stata Emma questa mattina verso le dieci ad anadare a scuola per comunicare la cosa. Ho chiamato Emma e mi ha assicurato di non essersi mossa dalla staIone.
- Perché Regina avrebbe dovuto prendere chloe?!?! Non ha senso!
- Io pensavo per portarla da te visto i vostri rapporti ma se non ne sai nulla allora non me lo spiego neanche io. 
- Allora... te lo dirò per l’ultima volta: io non ho una relazione con Regina e non ho mai tradito Emma. Regina non è mai salita sulla mia nave senza la presenza di Emma o qualcuno di voi. Le cose quindi sono due o mia moglie è impazzita e vede e fa cose insensate che poi neanche ricorda, ma la vedo impossibile, o abbiamo un nuovo problema.
- Mi sembri sincero ma mia figlia non è pazza posso assicurartelo. Qualcosa ha visto! Per favore chiama Regina e falla venire qui.

POV REGINA

Killian mi chiamò dicendo di affrettarmi a raggiungerlo da granny. Non aggiunse altro ma la sua voce non era affatto tranquilla. Dato il periodo che stava passando decisi di raggiungerlo subito, magari aveva bisogno di sfogarsi un po. Lasciai Ronald con Robin e mi recai alla locanda. Avrei dovuto immaginarmelo che non era da solo... Snow era con lui.
- Allora? Tutta questa urgenza? - Chiesi . Fu killian a rispondermi:
- Sei stato un essere spregevole per migliori di anni e non hai mai avuto problemi a dire le cose come stavano giusto?
- Ancora??? Ancora che credono alla storia della nostra relazione? - dissi esasperata. Era un incubo. 
- Aspetta! La situazione è più complicata e spero vivamente che non sia così. Hai preso Chloe dal nido e l’hai portata con te?
- Chloè va al nido? No... certo che no! Perchè avrei dovuto prenderla. -  Dissi senza pensare al vero senso di quella domanda
- Ti hanno vista andare a riprenderla su ordine di Emma che per giunta nega di averlo fatto.
- E ha ragione! Non mi ha chiamata. Dubito lo avrebbe fatto visto i trascorsi. - solo in quel momento capii cosa mi stessero dicendo - E quindi... Chloe con chi è adesso???? - domandai preoccupata. La risposta arrivò come una doccia gelata
- Non lo sappiamo!
 
Note dell'autore: Stranamente sono in anticipo o meglio... c'è una spiegazione se sono in anticipo: questo fine settimana sarò fuori città quindi sarebbe stato impossibile per me pubblicare l'aggiornamento. Mi sono chiesta: meglio attendere la prossima settimana per aggiornare o dividere il capitolo e aggiornare sia questa che la prossima? Come avrete potuto capire ho scelto la seconda opzione. Sperando che la cosa vi faccia piacere e che il capitolo sia di vostro gradimento vi auguro un buon fine settimane e ci sentiamo al prossimo aggiornamento. 

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Capitolo 18
*** che cosa ne sarà di noi (parte 2) ***


"Il terzo discendente del salvatore sarà colui con il potenziale magico mai visto nella storia. Costui potrà essere richiamato sia dalla luce che dall'oscurita a seconda del suo addestramento".

Questo è ciò che diceva il mio libro degli incantesimi così decisi di fare qualche ricerca e scoprire se la cara e dolce salvatrice avesse già procreato il suo terzo discendente. Erano passati anni ormai dall’ultima volta che l’avevo vista quindi sperai che la ragazza si fosse data da fare in quel periodo. Non avevo tempo di aspettare... avevo una gran sete di vendetta. Fortunatamente scoprii che la mia più acerrima nemica aveva già dato alla luce il pargolo o meglio: la pargola. Aveva solamente due anni da quello che avevo potuto capire ma sarebbe stata ugualmente istruita per il suo compito. Mi informai sulle loro abitudini, le loro amicizie ed infine  feci il mio intervento. Nel giro di mezza giornata la piccola mocciosetta dai capelli biondo Charming era già nel mio rifugio. Ora l’unica cosa che dovevo fare era cercare di non innamorarmi di quella bambina dai modi dolci. Già in passato ho amato un figlio della salvatrice... non posso ripetere la stessa cosa anche perché ora c’è in gioco tutto.
- Tiaaaaa boglio la patta! Ho fame! - ecco una cosa non avevo calcolato... avrei dovuto farle anche da balia. sospirai...
- E va bene ma dopo facciamo un giochino ok?
- Ti ti tiiiiiii!
***

POV EMMA

La chiamata di mia madre mi fece completamente gelare il sangue. Non avevo dato assolutamente ordine a Regina di prendere mia figlia; figuriamoci.... con tutto quello che mi aveva fatto pochi giorni prima poi. Il solo pensiero che lei e quel depravato di mio marito, perchè di sicuro centrava qualcosa,  abbiano fatto una cosa del genere mi manda in bestia. Come si sono permessi!  Riesco a mantenere un minimo di lucidità e tranquillità solamente perchè so che almeno a lei non farebbero mai del male. Per essere  sicura che ness'un altro sarebbe sato messo nel mezzo delle nostre discussioni  decisi di andare a prendere ugualmente Leila da scuola. Una volta presa la bambina mi recai da Granny dove sapevo, tramite un messaggio di mia madre,  che avrei trovato i due idioti. Mandai Leila a giocare con mia madre e mi diressi al loro tavolo:
- Tutto mi sarei aspettata da te ma non questo. Si chiama rapimento lo sai si? E tu???? - mi rivolsi a Killian - Al posto di inveirle contro stai qui bello e tranquillo a chiacchierare con lei? Cos'è? pensi che almeno in questo modo riuscirai a vederla? - mi ero ripromessa di essere cauta ma quanto può essere cauta una mamma a cui è stata strappata  dalle braccia la propria figlia?
- Emma non è come pensi... ascolta
- No Killian! Io non ascolto proprio un bel niente! Ditemi immediatamente dove si trova la mia bambina. 
- Emma te lo giuro, non ho preso io vostra figlia! - disse Regina con fare innocente
- E per quanto mi mancano le nostre bambine non ricorrerei mai ad una scorciatoia come questa per vederle... - continuò lui . In un primo momento risi pensando a quanto fossero ridicoli a spalleggiarsi così, poi però guardai meglio gli occhi di Killian: erano preoccupati e non solo per le nostre discussioni. Lo conosco da anni ormai e ho imparato a capire le sue espressioni: lo preoccupava qualcosa, qualcosa di serio... riformulai la domanda:
- Killian - lo guardai negli occhi - Non avete voi Chloe? - la mia voce tremó e lui capì che gli stavo finalemente credendo. Prima di rispondermi si alzò e mi venne vicino:
- Purtroppo no. Non è ne con me ne con Regina.  - ebbi un mancamento e dovetti ringraziare mentamente Killian che si era avvicinato perché altrimenti avrei sbattuto sicuramente il viso contro il bancone del bar. 
- Oiiii ci sei?!?! - mi disse preoccupato tenendomi saldamente per la vita.
- Dov'è? Dov'è nostra figlia? - ora ero davvero spaventata.
- Non lo so tesoro ma la troveremo puoi starne certa.
- Sta... sta succedendo di nuovo... - mi riferii agli avvenimenti di qualche anno prima con il rapimento di Leila. - Sta succedendo di nuovo ed è tutta colpa tuaaaaaaaaa! - uscii dal locale piangendo e inutili furono i tentativi di Killian di fermarmi. Corsi... corsi con quanto più fiato avevo in corpo, avevo bisogno di sfogarmi, di capire quello che stava succedendo in quei giorni e sopratutto avevo bisogno di ritrovare mia figlia.

POV ANTAGONISTA

- Allora chloe pronta per fare un giochino?
- Ti, ti tochino!
- Vieni qui allora, fatti togliere questo braccialetto. - le indicai braccialetto giallo che portava al polso sinistro
- No mio! - protestò ritirando il braccio.
- La zia giura che te lo ristituisce. - continuò a dirmi di no con la testa. - Se non lo togliamo richierà di rompersi amore e non non vogliamo che si rompa giusto? - Non so dire se mi avesse capita o meno. Era titubante ma finalmente dopo qualche tentativo riuscii a togliergle quell' odioso blocca poteri e lo misi in tasca - Ora piccolina si gioca ok? Pensa ad un giocattolo che vorresti tanto avere ok? Pensa e immagina  che sia qui con noi!
La vidi stringere forte forte gli occhietti e in men che non si dica ecco che un peluche gigante apparve davanti ai nostri occhi. La bambina rimase incredula di quello che aveva appena fatto e lo credo bene, sono due anni che non usa magia, avrà anche dimenticato di poterlo fare.
- Tono tata io? - mi chiese per poi sorridere felice
- Si tesoro e  sei stata anche molto brava. Vuoi giocare ancora?
- TIIIIIIIIIII! 
- Bene! Riesci a far apparire questa? -  le feci vedere una sfera di fuoco. Provò a imitarmi ma non uscì nulla dalla sua manina. Come era possibile  mi chiesi,  aveva la magia e il potenziale non le mancava di certo visto che dopo anni era riuscita a far apparire un oggetto a suo comando. Poi capii. Mancava una cosa di fondamentale importanza per la riuscita di quella magia:  L’odio e quella bambina, cresciuta tra coccole e bacini da una  famigliola apparentemente perfetta, di sicuro non ne aveva. Dovevo intervenire io.
- Chloe vieni qui da zia.... sediamoci qui ok? - La misi seduta accanto a me su un muretto. - Tesoro la mamma ti ha spiegato perchè sei qui oggi? -  Appena sentì pronunciare la parola mamma le si illuminarono gli occhi.
- Dovè è mammina mia??? - mi chiese
- A casa sua amore. - il mio piano iniziava ora.
- Quando tonna da me?
- Amore la mamma non verrà a prenderti oggi... e neanche domani.
-Pecchè? - bene stava capendo, lo riuscivo a vedere dai suoi occhietti dispiaciuti. Dovevo solamente trovare parole semplici per farle capire quello che volevo.
- Perché vuole che resti con me per sempre.
- E Pecchè? Io boglio mamma.
- La mamma non può stare con te. Deve pensare ad Henry e Leila.
- E a me? - vi giuro che il mio cuore malvagio si stava spezzando a quello sguardo tra il triste e l’impaurito ma non potevo cedere ora.
- A te ci penserò io visto che lei non riesce.
- Mammina non vuole più bene a me?
- No amore. - iniziò a piangere e mi sforzai in tutti i modi per non abbracciarla... in fondo anche se in una misera, ma misera, parte era davvero la mia nipotina. - Chloe non piangere! Non serve a nulla.
- Boglio mammaaaa!
- Se vuoi la mamma devi impegnarti per falle capire che vuoi stare con lei. Nel suo cuore o ci sei tu o Leila. Non c'è posto per entrambe
- Cattiva Leila.
- Si tesoro è cattiva e se tu  vorrai tornare a casa devi sconfiggerla. -nelle mie ricerche avevo dato anche uno sguardo al futuro e avevo notato che quelle due bambine sarebbero diventate potentissime insieme sopratutto grazie a Chloe. Per far si che questo non accada  bisognerà eliminarne una e portare la più forte verso il male.
- Che significa? - mi chiese
- Che devi fare un gioco con lei. - feci apparire nuovamente una sfera di gioco dalle mani. - Pensa a Leila che ti ha rubato la mamma... pensa che non vedrai più mamma e papà per colpa sua. Resterai sempre qui con me amore se non ti concentri. - Come volevasi dimostrare dai brutti pensieri scatta l’energia necessaria per la sopravvivenza e la vendetta. Non apparve una sfera di fuoco dalle sue mani ma bensì una grossa palla di luce. Poteva anche bastare come arma ma io volevo di più! Lei doveva diventare pura oscurità. - Ora lancia quella sfera di luce contro il tuo amico si peluche pensando sia tua sorella. - Obbedì e quel povero orsacchiotto andò in frantumi.
- L’ho lotto io??? - disse dispiaciuta 
- Si lo hai rotto ma non è un problema, con la tua magia puoi averne quanti ne vuoi. Ora che hai capito come funziona il tuo potere che ne dici: andiamo a riprenderci la mammma? 
-TIIIIII
 Non era assolutamente nei miei piani riconsegnarla ad Emma ma la bambina doveva credere così.

***

POV KILLIAN

Provai a raggiungere mia moglie ma quando si accorse che la stavo inseguendo sparì nella sua solita nuvola di fumo. Cosa diavolo stava succedendo alla nostra famiglia? Prima la nostra litigata, poi la scomparsa della bambina... ormai era evidente che qualcuno ce l’avesse con noi...  ma chi?!?! Aveva visto Regina baciarmi e a scuola avevano visto  Regina andare a prendere chloe ma in entrambe quelle giornate Regina ha sempre avuto un ottimo alibi. Chi tra tutti noi in questa città ha il potere di cambiare aspetto? Che io sappia nessuno eccetto la stessa Regina. Mi avviai nel bosco e poi successivamente al molo ma non vi era traccia di Emma in nessuno dei due posti. Non era neanche nel Loft o da Granny... Ok, aveva vinto. Voleva stare da sola e forse non aveva poi tutti i torti. Non so se le sarei bastato come supporto morale in quel momento. Forse lasciarla un po' da sola era la soluzione migliore. Scoraggiato decisi si tornare a casa, avevo bisogno di dimenticare quella terribile giornata anche io ma non appena salii le scale che portavano nella mia camera da letto ecco che sentii dei singhiozzi. Era Emma non c’era alcun dubbio, avrei riconosciuto la sua voce ovunque. Era a casa! Seguii quei lamenti e come immaginavo la trovai nella cameretta della piccola. 
- Tesoro... - dissi quando la vidi a terra sul pavimento vicino a giochi della bambina.
- Sono una mamma orribile! - si limitò a dire senza guardarmi 
- Ancora con questa storia?!?! Non sei assolutamente una mamma orribile. Non lo sei mai stata e non lo sarai mai. Qualcuno ci sta prendendo in giro e noi scopriremo come sempre chi è!
- Dovevamo farlo prima... ormai è tardi!
- Non è mai troppo tardi... me lo hai insegnato tu.
- Abbiamo perso troppo tempo ad inveirci contro.... ho perso tempo. L’ho mandata al nido perchè non volevo stesse con te! Ho messo io le carte sul tavolo per farla rapire. È colpa mia! Avevo paura che come hai spezzato il cuore a me avresti potuto farlo a loro due. Non volevo che soffrissero come lo stavo facendo io ma ho sbagliato e forse lei ora sta passando delle cose assurde e.... e tutto per colpa mia.
- Non è colpa tua... - continuava a tenere lo sguardo fisso a terra - Guardami... guardami Emma! - stranamente mi diede ascolto - Eri arrabbiata con me, forse hai esagerato ok ma hai avevo le tue motivazioni. Non devi sentirti in colpa per averla portata al nido... hai solamente cercato di proteggerla.
- No, l’ho data in pasto agli squali!
- No! Non è colpa tua. - scoppiò in lacrime  come non faceva da anni ormai e per quanto mi riguarda beh feci  l'unica  cosa sensata che mi venne in mente: la strinsi a me. Non avevo secondi fini... volevo solamente alleggerirla da quel peso. Sarò sincero, pensavo davvero che mi avrebbe respinto e invece no... con mio grande stupore si abbandonò completamente a me e il mio cuore, per quanto ferito dalla perdita della mia  bambina, un po’ si risollevò:  con sua madre forse non era ancora tutto perduto.
***

POV ANTAGONISTA

Portai la bambina nel bosco e a suon di sfere luminose le feci mandare a fuoco gran parte della foresta. Il mio intento era quello di far divampare l'incendio fino in città ma purtroppo qualcuno diede  l’allarme costringendomi a cambiare piano. Mettemmo sottosopra gran  parte della città tra cui l’ufficio dello sceriffo, che a causa di un altro "piccolo" incendio perse tutte le documentazione degli ultimi dieci anni. La bambina sembrava essersi stancata ma non poevamo fermarci ora...  nonostante tutte queste piccole azioni potevo vedere benissimo che non accennava minimamente a diventare una piccola oscura. Come fare? Non avrebbe di sicuro resistito mezz'ora di più se avessimo continuato. Avevo bisogno di un piccolo aiutino. Pugnalarla con il pugnale dell'oscuro era fuori questione ma magari un pizzico di magia mi avrebbe aiutato nell'intento . Andammo nella mia cripta e solamente dopo essermi assicurata che non vi fosse nessuno mi misi a lavorare ad una pozione.  Presi il libro di incantesimi di mia madre che portavo sempre con me e creai la pozione adatta. Una volta aver ottento l'intruglio lo miscelai all'interno di una bottiglietta di succo di frutta e lo diedi alla bambina la quale mi sorrise felice. Bevve la pozione e vidi in lei un cambiamento immediato:  i suoi occhi erano diventati completamente neri. L’oscurità si stava facendo spazio in lei.
- Vuoi continuare a giocare bambolina? - le chiesi
- Ti!
- Andiamo allora! Fammi vedere cosa sai fare! - non potevo credere ai miei occhi... nel giro di mezzo secondo aveva mandato a soqquadro l’intera cripta!
- Bava io?
- Bravissima direi e ora che vuoi fare?
- Andale a giocale co Leila per tonnare da mamy!
- Brava la mia ragazza.
***

POV EMMA

Piansi per ore e killian rimase tutto il tempo accanto a me.
- Dovremmo andare a cercarla! - gli dissi una volta riacquistata un po' di lucidità. 
- Se ne stanno già occuoando i tuoi genitori,  Henry, Regina e Robin. Noi abbiamo bisogno di qualche minuto per chiarire non trovi?
- Non c’è niente da chiarire... mi dispiace ma io ti ho visto e non posso passarci sopra. Non ci riesco... e poi non è proprio il momento adatto. 
- Tu neghi di essere stata da me quella sera sulla nave... eppure ci sei stata. Questo non ti fa pensare nulla?
- Che uno dei due sta mentendo e quel qualcuno di certo non sono io! - Mi alzai di scatto pronta a concludere quella terribile conversazione. 
- Aspetta!!! Non ti stavo dando della buggiarda... volevo solamente dire: non pensi che il rapimento di Chloe e questo fatto del tradimento possano avere un fattore in comune? Qualcuno vuole annientarci Emma e sta usando dei mezzucci da quattro soldi per farlo. 
- Non lo so... non ho la testa per pensare in questo momento. Voglio solamente riavere la mia bambina a casa.
- E' la cosa che più desidero anche io e ti prometto che la ritroveremo. - Annuii - Tu però devi promettermi una cosa. Una volta che avremo riavuto la nostra piccola tra le braccia parleremo di noi. Nel bene o nel male che sia.
- D’accordo! Ora però andiamo a dare una mano agli altri.
Rangiungemmo casa di Regina  ma a differenza di come mi aspettavo trovammo solamente mia madre con Neal,Leila e Ronald .
- Mamma... - mi guardai attorno -  dove sono gli altri?
- È successo un casino. - disse preoccupata -  Qualcuno ha dato fuoco alla foresta, all’ufficio tuo e di tuo padre e ha mandato sottosopra l’intera cripta di Regina. Credo ci sia qualcuno di male intenzionato in città! Tuo padre è in ufficio con i nani mentre Regina e Robin sono andati alla cripta per vedere se è stato rubato qualcosa. 
- Amor..... - tossì Killian come a mascherare il modo in cui mi aveva appena chiamando -  Emma! Raggiungo tuo padre alla stazione, tu va da Regina...  se le serve un aiutino magico almeno non sarà sola!
- Ti preoccupi per lei adesso? - cavolo Emma, non è il momento di fare scenate di gelosia. 
- Preferisci andare tu da tuo padre? - Mi disse conoscendo già la risposta
- No!
- Allora dividiamoci è cerchiamo di capire cosa sta succedendo e dove può essere Chloe .
Accettai la sua proposta e anche se controvoglia mi recai da Regina. Non avevo nessuna intenzione di vederla ma volevo riavere la mia bambina tra le braccia e per farlo sarei stata disposta a tutto. Una volta arrivata trovai la porta buttata a terra. Entrai e la situazione non era di certo migliore : c'erano vetri e libri ovunque... tutto era stato raso al suolo e come cigliegina finale non potevano non esserci Regina e robin intenti a sbaciucchiarsi
- Vedo che mia figlia vi sta molto a cuore! - dissi con disprezzo
- Emma noi non stavamo... non... non è come pensi. - disse lei allontanandosi dal suo uomo.
- Ha ragione... era sconvolta, volevo solamente calmarla. - disse lui in sua difesa
- Ho visto ho visto! - cercai di chiuderla lì - Allora potenziali sospettati? Qualcuno ha lasciato qualche indizio per caso?
- Purtroppo no ma la cosa mi preoccupa parecchio. Nessuno è ma riuscito a ridurre la mia cripta così e la cosa ancota più strana è che nessuno a parte me può entrare qui! C’è la magia del sangue a sigillare la porta.
- Zelina! - esclamai - Che mi dici di lei???
- È fuori con Robin Junior! Non sono a Storybrooke in questi giorni... ho controllato.
- Magari può averla presa lei e ora la tiene prigioniera chissà dove.
- Emma no... zelina non c’entra nulla. E comunque è priva dei suoi poteri non dimenticarlo. 
- Magari c’è qualcuno che l’aiuta.
- No, lo escludo! Zelina vuole bene a Chloe e lo sai.
- Dopo quello che ho visto la settimana scorsa credimi se ti dico che non mi fido più di nessuno 
- Emma ancora con...  - venimmo interrotte dal suono del mio cellulare: era mio padre.
- Papà! - risposi -  Novità?
- Abbiamo visionato le cassette di sorveglianza. Sappiamocon chi ha la bambina.
***

POV KILLIAN

- David ho fatto il prima che ho potuto! Snow mi ha detto che qualcuno ha tentato di incendiare l’ufficio.
- Chiunque sia stato credo volesse solamente dare fastidio. Non mi sembra abbiano portato via nulla. I nani sono dovuti andare in miniera,  Sto controllando le registrazioni, vuoi darmi una mano?
- Certo. -Presi i nastri è lì consegnai a David.  iniziammo a controllarli ma notammo subito un piccolo particolare: erano stati manomessi.
- Maledizione! - esclamai dando un pugno sulla scrivania
- Stai calmo,  abbiamo altro da controllare.
- Tipo?
- Telecamere nascoste! Non è la prima volta che ci imbrogliano manomettendo i filmati.  Io e Emma anni fa abbiamo pensato di raddoppiare la sicurezza. Vado a prenderli. 
Tornò poco dopo con il materiale in questione e fortunatamente almeno quelli non erano stati manomessi. Le immagini davano più che altro sul corridoio principale.
-  Aspetta,  rallenta l'immagine! - dissi dopo un'ora di suoervisione -  Sta entrando qualcuno... ecco guarda! - non era nessun vandalo ed era in compagnia.
- Non posso crederci! - Esclamò David
- Dobbiamo chiamare Emma! È in pericolo. 
***

POV EMMA

- Allora?!?!  Non tenetemi sulle spine... - dissi visto che mio padre non si affrettava a parlare
- Dove sei?
- Da Regina perchè?
- Emma occhi ben attenti... è Regina che tiene da qualche parte Chloe. Le abbiamo viste,  sono state qui! 
- Cosaa?!?! - proprio in quel momento mentre mi guardavo attorno in cerca di non so cosa il mio sguardo si soffermò su un oggetto fin troppo familiare: un braccialetto giallo.
- Stiamo arrivando, non fare passi fal... - lanciai il telefono a terra e la prima cosa che mi venne in mente fu quella di afferrare Regina e sbatterla, con quanta più ferocia avevo in corpo, contro il muro più vicino. Inutili i tentativi di Robin di togliermela dalle mani. Ogni volta che cercava di avvicinarsi lo allontanavo a suon di  magia.
- Tu.... sei stata tu! Avevo ragione fin dall’inizio!  Come ti sei permessa!!!!!
- Emma cosa...
- Sei nei guai Regina. Ti hanno vista. Vi hanno viste... ora dimmi dove si trova!
- Chi?!?!
- MIA FIGLIAAAAAAAAA! 
- Emma ma che dici, io non ho la più pallida idea di dove sia Chloe.
- ZITTAAAA! Non complicare la tua posizione. Sei stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza del mio ufficio e come prova aggiuntiva ho questo. -  le mostrai il braccialetto - lo riconosci?????
- Si ma...
-DOV'E'E'E'E'E'E'E'E'EE'E''! Parla perché altrimenti potrei non rispondere delle mie azioni.
- Potrei colpirti io stessa con la magia se volessi ma non lo farò. Sono innocente che tu lo creda o meno e se per dimostrarlo dovrò sacrificarmi ok... fai pure. Sappi solo una cosa: Killian non ti ha mai e dico MAI tradito con me e Chloe non ha avuto niente a che fare con me in questi giorni. Non ti farei mai una cosa del genere, ma se non mi credi.... fai pure. - piangeva. Non avevo mai visto Regina così. 
- Hai anche il coraggio di piangere? - Feci apparire dalle mie mani una sfera di luce e mi preparai a colpirla. Aveva davvero superato ogni limite.
- Emma fermati! - disse mio padre bloccandomi - Non ne vale la pena
- HA PRESO CHLOE!
- Si ma sta bene la bimba! Dai video che ho visto stava bene. Non macchiarti di questo crimine.
- VUOI LASCIARLA IMPUNITA? - ormai ero fuori controllo. Non potevo credere che proprio lei, quella che si era sempre spacciata per mia amica, mi stesse facendo tutto questo.
- Certo che no! - disse per poi rivolgersi a  lei - Regina ti dichiaro in arresto per il rapimento di Chloe Jones.
- Ma io...
- Ti conviene restare in silenzio, tutto ciò che dirai potrà essere usato contro di te in tribunale!
- Killian per la misera di qualcosa! Tu lo sai che non è vera questa storia.
- Io so soltanto che non siamo stati insieme ma non posso dire la stessa cosa per Chloe. Purtroppo ti abbiamo vista.
- SONO STATA INCASTRATA NON CAPITEEE?????? 
- Avanti andiamo!
Proprio mentre stavano per portarla via Il suo cellulare squillò. Mio padre lo prese dalla tasca del suo tailleur  pensando potesse aiutarci a scoprire un possibile complice ma leggendo il displey si accorse che era Henry.  Rispose.
- Henry..... - si azzittì improvvisamente, evidentemente il ragazzo stava comunicandogli qualcosa - Davvero???? No no no. Fermati,  non fare nulla..... va bene così... ma sei sicuro???? - altro silenzio interminavile - Va bene prendi il motorino ma non farti vedere. Chiamaci appena sei giunto a destinazione. Fai attenzione mi raccomando.
- Che c’è? Che ti ha detto Henry! - il suo volto era sconvolto
- Dice... dice di aver visto una bambina che anche se con il cappellino e di spalle ha riconosciuto come Sua sorella!
- E dove?!?!
- Non è tanto dove ma con chi!
- Con chi era?!?!?! - chiesi con il cuore che mi batteva a mille
- Con lei! - indicò Regina -  Il problema è che mi ha chiamato mentre le seguiva il che significa...
- Che non ho preso io Chloe! Lasciatemi. - si liberò dalla presa - Credevate davvero che avrei preso mia nipote per un possibile malinteso con Emma???? Ma stiamo scherzando? Non c’entro nulla con questa storia dovete credermi... tu Emma devi credermi. Usa il tuo superpotere!
- Guarda in questo momento voglio solo andare da mia figlia...
- Mi odi lo so! Ma...
- Non è il momento. Ne parleremo dopo! L’ho preomesso a Killian e così lo prometto a te ma prima salviamo chloe.
- Scuste ma... - intervenne killian - io ti ho vista con chloe... eri vestita allo stesso modo in cui sedi vestita ora!
- Qualcuno ci sta imbrogliando. Aspettiamo la chiamata Henry e andiamo ok?
- Emma?!?!??! - mi chiese killian per conferma
- Va bene può venire ma solo perchè ci serve magia... ah se mi rendo conto che ci stai manipolando non avrò pietà per te!
- Va bene!
Aspettammo  la chiamata di Henry e alla fine raggiungemmo il posto da lui indicato: la casa in campagna dove abitava zelina.
- Abbiamo un piano? - chiese Regina
- Si! Entriamo, spacchiamo la faccia a chiunque ci sia dietro tutto ciò e ci riprendiamo mia  figlia! - cominciai ad avviarmi.
- Aspetta! Abbiamo già vissuto una cosa del genere, sai bene che bisognerà combattere... dobbiamo darci dei ruoli.
Aveva ragione - Che consigli? 
- Io e te che abbiamo i poteri ci occupiamo di chiunque ci sia li dietro, killian e David penseranno alla bimba  invece ok?
- Ok! Andiamo.
Accerchiammo la casa, provammo a vedere all’interno ma nulla... le finestre erano chiuse. Il piano era quello di entrare con calma ma non appena sentii la vocetta di mia figlia dire "mamma cattiva"  non ci vidi più e sfondai la porta a suon di calci. Mi ritrovai davanti una copia di Regina e la mia piccola Chloe.
- Ma guarda guarda chi abbiamo qui... - commentò la donna difronte  a me
- Mamy! Papy.... zia? - chiese la bambina confusa vedendo due versioni di sua zia. 
- Amore è tutto finito, la mamma è qui! Vieni. - le feci segno con le braccia di raggiungermi. Quanto mi era mancata.
- Chloe! - La rimproverò quellla depravata sotto mentite spoglie non appena la bimba fece un passo verso la mia direzione - Non andare! Lo sai anche tu cosa bisogna fare per tornare dalla mamma.
- Cosa le stai dicendo maledetta!!!!! -  Intervenne killian seguito a sua volta da Regina... la nostra Regina
- Chi diavolo sei e perchè mai hai preso le mie sembianze!  
- Davvero non mi riconosci vestita così?  Tze... non vali proprio niente senza di me! tI sei rammollita e basta.   - Con un gesto della mano cambiò vestiario facendoci capire la sua vera natura: non si era travestita da Regina. Era Regina... o almeno una vecchia parte di lei. Avevamo davanti agli occhi l'autentica Evil Queen.
- Ti avevo mandata nel mondo dei desideri, ti avevo concesso la felicità!  Perché sei qui? - domando la sua parte buona
- Sono malvagia Regina e lo sarò sempre. Questa è  la mia parte migliore e ora ho scoperto un modo per essere ancora più potente. Lei è la chiave. Tua figlia salvatrice è destinata ad essere una grande forza magica... una minaccia o per il male o per il bene. La sto istruendo per radere al suolo la città e quando sarà diventata potentissima la ucciderò e prenderò i suoi poteri
- Stai lontano da mia figlia! - feci per andarle incontro ma mi bloccai quando la sentii dare un ordine alla piccola. 
- Attacca! - al suono di quelle parole Chloe girò gli occhi per aria e improvvisamente diventarono neri:  sembrava posseduta. Fece apparire dalle sue manine una sfera di magia oscura e senza nessun ripensamento la scagliò contro si me. Mi prese di striscio ma mi buttò a terra. 
- Emma tesoro! - killian si avvicinò a me preoccupato - Stai bene?
- Pensa a Chloe... io sto bene.
- CHLOE NON SI FA COSIì! - la rimproverò il suo papà
-  Non è chloe... non più... ha l’oscurità dentro di se! - rispose Regina 
- Vedo che hai capito Reginetta da quattro soldi...Ora goditi lo spettacolo. Amore di zia ricordi cosa che bisogna fare adesso? - la bimba annuì. - Bene portala qui così anche la mamma vedrà chi delle due vale la pena tenere. - Cosa diavolo le stava dicendo!  Osservai la mia bambina senza poter far nulla e la vidi evocare sua sorella.
- Che ci faccio qui?!?!  - chiese Leila sorpresa guardandosi attorno - Mamma... papà... Zie???? Che succede?
- Leila boglio tocare con te! - Disse la piccolina ridendo come non avevo mai visto fare.
- Leila amore di mamma scappa. - provai a dirle ma la regina cattiva con la sua magia le inserì il bracciale di zelina per toglierle i poteri prima che potesse capire a pieno il mio suggerimento... maledetta. Non tolse i poteri solo a lei ma a tutti noi li presenti che ne eravamo in possesso.
- Chloe non possiamo giocare qui. - continuò Leila -  È casa di zia zelina  questa... come sei arrivata qui? E come ci sono arrivata io?
- Io voglio tocare ora. - Fece apparire una sfera oscura ancora più grande di quella usata in precedenza e lì capii  cosa voleva fare per davvero. Era intenzionata  colpaire sua sorella. Non erano distanti l’una dall’altra e Leila senza poteri non avrebbe potuto difendersi 
- Avanti Chloe che aspetti... fai vedere alla mamma chi merita di restare a casa tra le sue braccia!
- Cosa le stava mettendo in testa!  Mia figlia stava per uccidere sua sorella? No non poteva essere vero... 
- Chloe amore non farlo ti prego - la supplicai sperando capisse
- Emma -  mi disse Regina. - Non è in lei in questo momento.  l’ha manipolata e l'ha resa prigioniera dell'oscurità.  
- Dobbiamo salvarla! Dobbiamo salvarle!  Leila rischia di...
- Avanti chloe fa vedere a mamma e papà quanto sei brava! - La invitò a proseguire La Evil queen e in quel momento, chiamala paura, chiamalo istinto,  feci l’unica cosa sensata che mi venne in mente di fare: mi lanciai nella direzione della traiettoria della sfera facendo da scudo a Leila. Venni colpita in pieno.
***

POV HENRY

Una volta arrivati a casa di Zelina mi chiesero di rimanere in macchina perché poteva essere pericoloso. Acconsentii inizialmente ma dopo una mezz'oretta decisi di raggiungerli.  Avevo dieciasette anni ormai, ero grande e nessuno poteva più dirmi cosa fare! Volevo essere anche io un eroe e salvare la mia famiglia. Scesi dalla macchina, entrai in silenzio in casa e mi misi ad origliare. Vidi tutto: la Regina cattiva aveva Chloe e l’aveva resa malvagia. La mia sorellina era inriconoscibile dire la verità. Vedevo tutti i miei parenti cercare di dissuadere la bambina ma era incontrollabile. L’ultima cosa che mi sarei aspettato di vedere era la scena che avevo davanti in questo momento:  Chloe aveva appena lanciato un potente attacco contro nostra sorella ma la mamma pur di difenderla le ha fatto da scudo venendo colpita. La mamma è a terra priva di sensi con una ferita profonda all'altezza dello stomaco. Killian era accanto a lei e gridava parole poco ripetibili alla Regina cattiva mentre nonno David e l’altra mamma cercavano di calmare chloe che piangeva per non essere riuscita a colpire sua sorella mentre contemporaneamente  consolavano Leila che era impaurita. Dovevo assolutamente fare qualcosa per aiutare, ma cosa? Pensando pensando ebbi un’idea: corsi in macchina a prendere il mio zaino, tornai dentro e senza farmi vedere mi nascosi nuovamente. Estrassi dallo zaino la mia penna d'autore e il mio blocchetto.  Sapevo che non dovevo modificare il corso degli eventi ma questa era una questione di vita o di morte. Pensai di scrivere di salvare la mia mamma e mia sorella ma avevo paura che qualcosa potesse andare storto; in fondo la magia ha sempre un prezzo. Avrei potuto scrivere di Intrappolare la regina ma anche in questo caso di sicuro la mia azione avrebbe avuto effetti anche sulla parte buona della mamma... mmh... dovevo pensare ma le urla nell’altra stanza non mi permettevano di ragionare a pieno. Avanti Henry concentrati.... si! trovato. aprii il blocco notes e scrissi:
"Regina Mills riuscì a liberarsi del bracciale blocca poteri." Non appena misi il punto alla frase la scritta scomparve facendo sparire con se anche  il bracciale della mamma la quale se ne accorse immediatamente e intervenne attaccando di sorpresa la sua controparte. Ricambiò   il favore mettendole a sua volta il bracciale.
- Come diavolo hai fatto!!!!!! - Gridò la strega
- Non mi preoccuperei di come sono riuscita a raggirarti, mi proccuperei di più per questo -  fece apparire un oggetto tra le sue mani. - Ti avevo lasciata libera perché pensavo avessi capito la lezione ma invece sbagliavo: un essere come te deve essere rinchiuso a vita! 
- NOOO! Il vado di Pandora no!
- O si! Meglio di qualsiasi prigione non trovi?  Ciao ciao Reginetta. Buona permanenza! - senza pensare ulteriormente  apri la scatolina facendo sparire al suo interno la Evil queen. - Spero proprio starai comoda!
- Mammaaaaa! Corsi verso Emma una volta che  il nemico fu messo KO. Stava perdendo troppo sangue ed era bianca in volto. - Mamma ti prego fa qualcosa! - gridai all’altra mamma la quale si avvicinò sollevando la maglia della sua amica per controllare la ferita. Provó a guarirla ma non ci riuscì
- Perché non funziona! - disse killian in preda alla disperazione  mentre teneva stretta la mano di sua moglie e stringeva Leila con altro braccio
- Perché la sfera era destinata a colpire mortalmente. la regina voleva far diventare oscura chloe e per rendere tale la cosa Chloè vrebbe dovuto  uccidere qualcuno. Leila era la prescelta ma poi Emma si è messa in mezzo condannandosi a morte da sola. 
- Come possiamo aiutarla? - dissi - Deve esserci un modo. 
- Noi non possiamo fare nulla purtroppo. L’unica che può porre rimedio a tutto ciò è colei che ha lanciato la sfera: chloe!
- Chloe amore di papà... perché non ti avvicini?
- Mamy bene a Leila no a me! - rispose la piccola rimanendo al suo posto. 
- Amore ma cosa dici!  Non è vero.  La mamma vuole bene ad entrambe allo stesso modo!
- A telto Leila!
- Non ha scelto proprio nessuno amore, devi credermi.
- Tutta colpa Leila! - rispose facendo apparire una nuova sfera destinata a colpire sua sorella. Ho pensato che fosse la fine devo essere sincero ma anche questa volta qualcuno riusci a fermare la furia di Chloe nei confronti di sua sorella. Mamma Regina si travestì da Evil Queen e si avvicinò a Chloè. 
- Fai scomparire questa sfera ok? 
- Ma tia.... tu hai detto... - disse confusa non capendo perchè la stesse fermando. 
- Fai sparire la sfera e vieni con me ok?  - obbedì e insieme si avvicinarono all’altra mia mamma.
- Guariscila ok?
- No!
- Chloe! - la rimproveró
- Io... io non to fallo!
- Vuoi bene alla mamma vero?
- Io ti ma lei...
- Pensa a quanto vuoi bene alla mamma, pensa a cose belle. La mamma ti ama chloe lo so per certo....
- Ma tu plima hai detto...
- Non importa quello che ti ho detto prima...  fammi vedere come sei brava:  guarisci la mamma.
Finalmente si convinse mise la mano vicino alla ferita di mamma e la curó. Ci mise dieci minuti buoni ma alla fine ci riuscì.
- Tia ho tanto sonno! - disse iniziando a stropicciarsi gli occhi
- Andiamo, ti porto di sopra. - la prese in braccio - è molto provata per le magie che ha fatto... - ci spiegò - Spiegate tutto ad Emma quando riprenderà conoscenza nel frattempo io la faccio dormire un po'
***

POV EMMA

Quando aprii gli occhi avevo un fortissimo senso di nausea e mi girava la testa. Vedevo solo sagome intorno a me e non riuscivo a distinguere chi fossero... sentivo voci ma solo una mi risuonò alla mente... diceva “ tia tono tanca”.  Era Chloe. Si era Chloe non c’era alcun dubbio!
- Chloe! - Dissi con voce debole cercando di mettermi su.
- Piano Emma! Hai preso una bella botta. - disse mio marito
- Chloe... dov'è Chloe? Lei è.... l’ho vista con i miei occhi... è.... è cattiva. L'hanno resa cattiva!!!!
- Emma tranquilla.... tutto si sistemerà.
- No se non riusciremo  a fermare quella pazza! - provai nuovamente ad alzarmi.
- stai calma,  Regina l'ha messa Ko. La Evil Queen è fuori dai giochi per sempre. 
- E chloe ora dov'è? - disse non vedendola in quella stanza. 
- Ti ha guarita ma l’energia utilizzata per farlo è stata troppa così Regina l’ha portata su a fare un riposino.
- Voglio andare da lei!
- Dovresti riposare anche tu, ti sei salvata per un pelo. 
- Voglio andare da lei ho detto! - dissi con rabbia e impazienza
- Ok! Henry resta con Leila, noi torniamo subito.
Una volta riuscita a mettermi in piedi, aiutata da mio padre e killian, raggiunsi il piano di sopra dove vidi Regina coccolare una Chloe già addormentata.
- Come sta? - chiesi
- È molto provata ma sta bene. Dobbiamo solamente toglierle l'oscurità. 
- Ha fatto delle brutte azioni lo sai anche te che non si può tornare indietro. 
- Non è stata chloe a commetterle... ho visto i suoi ricordi,  le ha dato una pozione per renderla così.  Dentro tua figlia c’è una forza oscura che ha preso il pieno possesso del suo corpo. Una volta eliminata Chloè tornerà la dolce bambina di sempre. 
- Ma il suo cuore rimarrà comunque macchiato... 
- Non è detto. Senti... lo so che non è il momento adatto ma...Ti fidi di me???? 
- Regina non...
- Rispondimi. Ti fidi di me? Ti fidi a tal punto di farmi intervenire su tua figlia? 
Ci pensai ma sapevo che non avevo nulla a cui pensare. La risposta era una sola:
- Si! Mi fido di te! - sorrise e fece apparire una piccola fiala, svegliò un secondino la bambina e a fatica gliela fece bere. Un vortice oscuro uscì dal corpo della mia bambina e una volta fuori Regina lo intrappolò nel vaso di Pandora insieme alla Evil come mi avevano precedenemente raccontato. Dopo aver fatto questo fece un incantesimo su chloe la quale si addormentò immediatamente come sotto l'effetto di un sonnifero
- Che le hai fatto? - Chiesi
- Ho bisogno di fare ancora un'ultima cosa ma non voglio che senta dolore. - Dopo  quelle parole delicatamente mise una mano nel petto di Chloe e le tirò fuori il cuoricino. Era piccolo ma con una grande macchia nera nel centro...
- O mio Dio!
- Tranquilla... - rimasi senza parole da quello che susseguì dopo. Regina tolse anche il suo cuore dal petto e fece combaciare i due organi. in pochissimo tempo il cuore di Chloe torno puro come lo era sempre stato mentre una piccola macchia nera entrò nel cuore di Regina. Entrambi i cuori vennero rimessi al proprio posto.
- Regina ma.... ora l’oscurità che era in Chloe...  non è che...
- Hai paura che torni malvagia? Tranquilla non succederà. Avete visto come è piccolo il suo cuoricino? Per lei quella macchia era  un potenziale di negatività enorme ma per me come avete potuto vedere è un puntino quasi inesistente... non avrò problemi fidatevi.
- Grazie... - l'abbracciai istintivamente - Grazie di cuore,  davvero. L'hai salvata. 
- Non ho finito però.  Devo togliere dalla memoria di entrambe le bimbe le scene delle ultime ore. Non mi piace l'idea che ricordino di essersi quasi usccise. 
- Sei un’amica.
- Spero lo penserai anche domani dopo aver affrontato con una bella chiacchierata un certo discorsetto. - alzai gli occhi rassegnata ma aveva raggione: dovevamo mettere fine a questa spiacevole situazione. 
***
L'indomani Io, killian e Regina ci  incontrammo sulla Jolly Rogers,  tutti e tre disposti ad arrivare a fine di quella scomoda storia.
- Allora... sono disposta a farvi vedere i miei ricordi di quel giorno. Penso di aver capito cosa è successo in realtà ma è meglio verificare tutto. 
- Quindi non ce l'hai con me. - mi chiese Killian
- Dipende... c’è comunque una cosa che vorrei chiederti in caso quel che penso sia vero. 
- Ok.
Regina prese un acchiappasogni per lei e ne diede anche uno a me e uno a Killian. Io mostrai loro i miei ricordi e successivamente vidi quelli di mio marito e quelli di Regina.  Tre ricordi completamente disgiunti: Nel mio c’erano loro due intenti a scambiarsi effusioni. in quello di killian c'eravamo io e lui come protagonisti mentre in quelli di Regina c'era solamente Robin e Roland nella loro villetta.  
- Io ancora non riesco a capire come sia possibile una cosa del genere - disse Killian confuso. Esclusa te Regina, come è possibile che io ed Emma, che eravamo pergiunta nello stesso posto, abbiamo visto e vissuto due cose completamente differenti?
- Aspetta!  Ora ti renderò  le cose più chiare. Con un incantesimo Regina fece materializzare i ricordi della Regina cattiva in uno degli acchiappasogni. Quella strega da quattro soldi Era nella dimora di zelina che si stava preparando. Una volta essersi acchittata per benino prese l’auto e si diresse , in tarda notte, al molo dove fece un incantesimo trasformandosi in me  ed entro nella nave di Killian. Il resto è storia....
- Ecco spiegato tutto! - Disse Regina vittoriosa. 
- Io ho visto te però,  non me stessa. - dissi
- È stata furba...  ha fatto un incantesimo per farti vedere altro... voleva rendervi vulnerabili per arrivare alla bambina. 
- c’è riuscita a quanto pare. 
- È acqua passata amore... - disse Killian per poi fermarsi improvvisamente per avermi chiamato così... -  emm posso chiamarti amore adesso vero? - mi domandò sulla difensiva per paura che gli arrivasse un ceffone in pieno volto. Consceva la mia grazia, sapeva  benissimo che ne saei stata capace. 
- Prima di risponderti ho una domanda da farti. Quella sera... quando lei è venuta da te spacciandosi per me...  ci sei andato a letto? -  lo vidi diventare improvvisamente serio e iniziò a grattarsi la nuca come quando sa di essere in torto - o mio Dio! - esclamai portandomi le mani alla bocca. - Ci sei stato... davvero???? - cercò di rimanere serimo ma improvviamente scoppiò a ridere
- Che scema che sei... stavo scherzavo. No che non ci sono andato a letto. Io pensavo fossi tu e devo essere sincero ci ho provato. Le bimbe non c’erano, eravamo solo noi... il momento era perfetto. 
- Cosa ti ha fermato allora?
- Tu non eri tu. Eri strana... ti avvicinavi, ti allontanavi... beh morale della favola alla fine mi sono stufato di questo via vai di emozioni e ho lasciato stare. 
- La migliore scelta di sempre. Ti amo!  - Lo baciai prendendolo alla sprovvista. - Scusa, non dovevo reagire così. Dovevo immaginare che ci fosse dell'altro sotto. 
- Scusami tu se non ho capito subito che non eri tu. - fu lui questa volta a baciarmi. Un bacio davvero molto... molto passionale. 
- Emmh  piccioncini... - ci richiamò all'ordine Regina - Io credo proprio che toglierò il disturbo  così voi due potrete recuperate il tempo presto da soli e non davanti a me! - diventai rossa per la vergogna - Divertitevi ma con parsimonia mi raccomando! - rise
- Regina aspetta! - la fermai prima che potesse andar via. - Grazie, grazie di tutto e scusa, ti ho trattata malissimo. 
- Non devi ringraziarmi, l'ho fatto con piacere. Per quanto riguarda il perdono invece....  beh sei perdonata ma ho intenzione di rinfacciartelo per moooooolto tempo! Ciao ciaoooooo  -  Ci salutò e svanì in una nuvola di fumo lasciando me e killian sulla nave a recuperare davvero il tempo perduto in tutto questo tempo.Avevo capito la lezione. Lui era il mio vero amore e nessuno, neanche una pazza che si spacciava per me, me lo avrebbbe più portato via.

 
Note dell'autore: 
Lo so avevo detto che non avrei più diviso la one shot in più capitoli ma cosa ci posso fare se scrivendo diventano troppo lunghi? Perdonatemiiiii ehehehehehhe. Il prossimo capitolo è già quasi pronto. Chissà... magari vi farò una sorpresa e lo pubblicherò in anticipo. Alla prossimaaaaaa

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Capitolo 19
*** Quando il male vince ***


POV KILLIAN

 

Avete presente quelle giornate che vorreste cancellare dalla vostra mente per sempre? Quelle giornate che partono felici e spensierate... giornate in cui pensi di avere avuto tutto dalla vita e  poi neanche mezzo secondo dopo ti ritrovi catapultato in una situazione in cui non ti vorresti mai trovare? Beh a me un paio di settimane fa è capitato esattamente questo. Giornate come queste purtroppo non si dimenticano e so già che resterà incisa nel mio cuore una ferita che non si rimarginerà mai.Emma quella mattina era uscita, non aveva il suo solito turno in ufficio e ne aveva approfittato, visto anche anche io ero a casa, per fare delle commissioni. Sia lei che Leila sono state malate qualche giorno prima quindi questo può essere considerato a tutti gli effetti  il suo primo giorno di libertà. L'ho salutata con un bacio e con la promessa che ci saremmo ritrovati qui a casa per l'ora di pranzo. Era una giornata speciale quella.. era l'anniversario della nostra prima avventura insieme. L'anniversario dell nostro colpo di fulmine. Mentre era via ho vestito le bambine e ho fatto fare loro colazione, ho dato una sistemata in casa e ho preparato il pranzo. Tutto in tempo da record: erano ancora le undici ed era già quasi tutto pronto. Decisi di concedermi del sano relax mentre le bambine giocavano sul tappeto del salotto e nel mentre davo loro un'occhiata.  "Sono davvero fortunato" ricordo di aver pensato"...  ho una moglie meravigliosa e tre figli, perché anche Henry è mio figlio, a dir poco stupendi,  cos'altro potrei voler di più dalla vita? Niente è tutto perfetto. Beh almeno così pensavo,  neanche una mezzora  dopo  ecco arrivare la prima ondata negativa della giornata:  Un messaggio da parte di Emma:"Amore scusami faccio tardi. Emergenza in ufficio. Prometto che mi farò perdonare stasera. Ti amo."Ma come!!! Proprio oggi. Sbuffai...

- Papà tliste! - mi ritrovai entrambe le bimbe accanto

- Che succede papà? - mi chiese Leila scrutandomi in viso

- Niente amori... è tutto ok, il papà sta bene.  Che ne dite di andarci a fare una bella passeggiata al mare  e poi pranzo da nonna Granny? Mamma non riesce a tornare a casa adesso perché deve lavorare

- Ti papy boglio le tatatine! - Menomale che c'erano loro a farmi sorridere

- Andiamo allora!

***

Pranzammo fuori e rincasammo intorno alle tre e mezza. Emma non era ancora tornata e come se non bastasse non mi aveva neanche lasciato un sms.  Strano... molto strano. Chiamo Snow chiedendole  di poter tenere le bambine e non appena arrivò uscii e raggiunsi Emma alla stazione. Il risultato??? Emma non era in ufficio e da quello che mi disse David neanche ci è mai arrivata. Non aspettai un secondo di più è la chiamai. Non risponde alla prima chiamata ma alla seconda si.

-  Killian tutto ok? - Mi chiese. Sentii il suo tono di voce diverso. Era basso. 

- Tutto ok love. Dove sei?

- Te l'ho detto, sono a lavoro.

- Dove precisamente?

- In ufficio killian... dove vuoi che sia!

- Ah si?!?! E come mai io sono qui ma non ti vedo? - mi irritai a quella bugia. Perchè mi stava mentendo?

- Sei... sei alla stazione?

- Si e tu mi hai mentito. - le feci notare - Dove diavolo sei si può sapere?  E perché parli a voce bassa?

- D'accordo. C'è stata un'emergenza... un'emergenza... particolare. Risolvo questo problema e torno a casa tranquillo. Ti spiego tutto quando torno.

- Perché non me lo hai detto subito?

- Non volevo ti preoccupassi inutilmente.

- Sei sola?

- No,  c'è Regina con me.  Stai tranquillo, abbiamo tutto sotto controllo.  Ti devo lasciare adesso.  Dai un bacio ai ragazzi. Ti amo!

- Ti amo anche io.

Che giornataccia guarda... speravo solamente che il fine serata sarebbe stato migliore. Macché... neanche un'ora dopo successe l'inimmaginabile. Una chiamata arrivò sul mio telefono: era nuovamente Emma:

- Amore non dirmi che tardi anche stasera perché... - dall'altro capo venni interrotto da una voce che tutto era tranne quella di mia moglie.

- Killian... sono Regina!

- Regina?  - ero sorpreso - Dimmi.

- Sta venendo Granny da te per guardare le bambine e David a prenderti. - Mmh qualcosa non andava. La sua voce era strana... cupa.

- Perché???? Emma dov'è?

- È qui con me!

- Passamela.

- È impegnata in questo momento. 

- Dannazione Regina! Passamela! - i miei presentimenti non erano per nulla buoni

- Killian  tranquillo è tutto ok. Ci vediamo tra poco! -  riagganciò senza ulteriori spiegazioni. Il panico iniziò a scorrere nelle mie vene. Richiamai Emma sul cellulare ma dopo l'ultima chiamata di Regina nessuno rispose più a quel telefono. Non ebbi modo di pensare più di tanto perché suonarono alla porta. Era David.

 - David!  Che diamine è successo? Dov'è Emma?

 - Tranquillo non è successo nulla! Aspettiamo Granny e andiamo.

- Dove!!!!! Dove dobbiamo andare?

- Da Emma! È rimasta a piedi con la macchina...

- David non sai mentire. ..dimmi cosa diavolo sta succedendo!  Dimmi almeno che sta bene.

- Emma sta bene ora calmati però. - Aspettammo l'arrivo di Granny dopodiché  io e mio suocero ci avviammo verso quella che per me era ancora una meta sconosciuta. Ci fermammo dieci minuti dopo davanti l'entrata dell'ospedale di Storybrooke. 

- Scusa se non ti ho detto nulla prima... - mi disse David

- Che... che succede David? - chiesi preoccupato

- Giuro che non so cosa sia successo, non mi hanno detto nulla se non il minimo indispensabile:  Emma non è in pericolo di vita...

- Ma? - perchè dalla sua faccia di sicuro c'era un ma in quella frase

-  Ha subito un piccolo intervento... non mi hanno ancora spiegato di che genere - mi  precipitai fuori dalla macchina ed entrai a tutta velocità in pronto soccorso. Tra le varie figure li presenti riconobbi subito l'amica di mia moglie:

- Regina! Dov'è? Come sta? - ero in preda al panico. Sapere che mia moglie avesse subito un intervento e non sapere in cosa consistesse mi agitava e non poco. 

- Killian calmati... è uscita due minuti fa dalla sala operatoria.  Whale dice che l'intervento è riuscito perfettamente. 

- Che intervento? E perchè non mi hai chiamato subitooooo? - ero arrabbiato. Era mia moglie per la miseria perchè mi avevano tenuto allo scuro di tutto?

- Se vuoi ti racconto cosa è successo ma so che Whale ti ha dato il lasciapassare per vederla. Magari va da lei e poi ti racconto tutto. Tranquillo Killian non è successo nulla per cui preoccuparsi.

- Non finisce qui! - Senza aggiungere altro mi precipitai nella sua stanza. Era ancora sotto l'effetto dell'anestesia. Era distesa su quell'orribile letto e dormiva beatamente. Aveva qualche graffio qua e là ma sembrava stare bene apparentemente.

- Non potevi rimanere a casa oggi vero? - le dissi nonostante fossi consapevole che non riuscisse a sentirmi - Se non fai l'eroina e non ti metti nei guai non sei tu giusto?

- Vedo che sei arrivato!  - Una voce alle mie spalle mi fece sobbalzare

- Whale! Ti prego dimmi che sta bene.

- Dai vieni con me, seguimi nel mio ufficio.

***

- Ti prego dimmi cos'è successo a mia moglie. - ho ripetuto  quella frase non so quante volte quel giorno.

- Siediti.  Allora:  so che c'è stata un'imboscata contro Robin Hood.  Regina è stata chiamata e messa sotto minaccia così ha chiesto aiuto ad Emma. Durante la missione di salvataggio però tua moglie è stata ferita con una freccia che le è entrata nel fianco destro. La ferita di per se non le ha portato problemi ma è successa una cosa durante l'intervento a cui non siamo riusciti a porvi rimedio. 

- Andiamo Whale non tenermi sulle spine!

- Emma era incinta...

- Incinta???? Era??? - il mio cervello stava ricevendo troppe notizie contrastanti tra di loro.

-   Killian non so proprio come dirtelo ma... Emma ha perso il bambino.

- Co...come scusa? - ecco come una giornata iniziata bene può finire in tragedia e rimanere impressa nel cuore per sempre. - Io... io non ne sapevo nulla. Emma non mi ha detto nulla di aspettare un bambino. 

- Credo che neanche lei ne fosse a conoscenza.  Non l'ho detto ancora a nessuno... neanche a David e Snow... aspettavo te. 

- Sicuro che tu non abbia fatto un errore? 

- Purtroppo ne sono sicuro Killian.

- No... no non è possibile... deve esserci un errore! DEVE ESSERCI PER FORZA UN ERRORE WHALE! 

- Killian lo so che è una notizia sconvolgente e ti giuro che ho fatto tutto ciò che era in mio potere pur di salvare il bambino e  non doverti dire questa cosa. Speravo in un esito positivo anche io ma purtroppo non abbiamo avuto fortuna. - non riuscivo a credere a quelle parole... Emma aspettava un bambino fino a questa mattina e ora che l'ho scoperto questo bambino già non è piu con noi. Non è possibile... non voglio crederci - Killian... ho bisogno di sapere se preferisci dare te la notizia a tua moglie o se vuoi che glielo dica io. 

- Lo faccio io. 

- Va bene... - feci per alzarmi e raggiungere Emma quando Whale mi bloccò -  Prima che tu vada volevo informarti della prassi. 

- prassi? quale prassi adesso. 

-  Solitamente in questi casi si fanno degli accertamenti per escludere...

- Escludere cosa? Che altro c'è ancora?

- Dobbiamo assicurarci che l'aborto non abbia provocato dei danni... dobbiamo vedere se possono esserci problemi per un futuro concepimento... 

- Cosa stai cercando di dirmi è? Che c'è la possibilità che non possa avere più figli?!?! - Gridai. Non ne potevo già più di quella storia. Come è possibile che da una freccia si sia scaturito tutto questo disastro?

- Killian è solo una routine...potrebbe esserci una possibilità ma è molto scarsa. Gli accertamenti ci aiuterebbero anche a vedere se l'aborto è stato causato dall'attacco di oggi o da altro. 

- Devi avere il suo consenso per queste cose o basta il mio? La conosco... si chiuderebbe a riccio se venisse a sapere tutto questo. 

- Basta il tuo consenso ma devi comunque dirgli del bambino. È giusto che anche lei sappia. - eh.. la fa facile lui...

- Si...ora vado da lei. 

 

- Mi dispiace Killian. 

- Ma fammi il piacere! - senza neanche salutarlo uscii dal suo ufficio sbattendo con quanta più forza avevo la porta dietro di me. Tornai nella stanza destinata ad Emma, stava ancora dormendo fortunatamente. A farle compagnia c'era Snow con in braccio Neal che non faceva altro che fare domande su sua sorella facendo intristire sempre di più  Snow. Mi misi accanto ad Emma e le presi la mano cercando di farle capire che fossi lì con lei ma non si svegliò per le tre ore successive. Quando finalmente apri gli occhi c'erano tutti in stanza, tutti tranne le bambine e Neal che Zelina era passata a prendere per portarli a mangiare qualcosa visto l'orario.

- Killian.... - mi chiamò- Ben svegliata amore mio. - tentò di alzarsi - Ferma, non muoverti. Hai subito un intervento e hai una bella ferita al fianco.

- Scusami... non volevo saltare la nostra giornata... non volevo mentirti...

- Shhh tranquilla... è tutto ok! - provai a dirle sorridendo. 

Non è vero. Sei cupo...  sei arrabbiato con me? - non posso mentirle... non mi crederebbe mai... ma dirle la verità ora è altrettanto fuori questione. Cosa posso fare? Non lo so... quel che so è che non riuscirò a sopportare il suo sguardo indagatore per molto.   Devo trovare il modo per  uscire da questa stanza.

- Cosa dici amore? E' tutto ok! 

- Killian... - lo sapevo io che non si sarebbe accontentata.

- Va tutto bene davvero. Ora  vado a fare una chiamata per vedere come stanno le bambine... torno subito da te ok? - La baciai ma lei continua a guardarmi imperterrita come a farmi capire che sapeva benissimo che le stessi nascondevo qualcosa. Fui colto da un'altro attacco di panico. Uscii immediatamente dalla stanza per non farla preoccupare, mi appoggiai contro un distributore di merendine al piano di sotto e feci dei respiri profondi fino a quando non iniziai a calmarmi.  Avevo la strana sensazione che qualcuno mi stesse osservando e non sbagliavo: Regina e David, evidentemente preoccupati per quell'uscita fuori programma, mi seguirono:

- Che succede Killian? - domando Regina

- Niente. 

- Ti ha detto qualcosa Whale per caso?

-  HO DETTO CHE NON HO NIENTE CAZZO! - Gridai e allo stesso tempo diedi un pugno al distributiore. Dovevo sfocare la rabbia che avevo dentro. 

- Oiii oiiii!! Calmati ok? - mi disse David - E' tutto ok!

- No non lo è! Nulla sarà più ok!

- Si può sapere che diamine sta succedendo? Killian qualsiasi cosa sia si può risolvere. Emma sta bene, Whale ha detto che è fuori pericolo. - Dovevo dirlo a qualcuno o sarei esploso.

Emma ha perso un bambino! - rimasero entrambi a bocca aperta sconcertati da tale notizia e io  approfittai del loro stato di shock per uscire fuori.  Avevo bisogno d'aria.

***

Non so dire di preciso quanto tempo passò da quando uscii da quel maledetto ospedale... forse un ora, forse due... dovevo tornare da mia moglie ma non me la sentivo. Dovevo aspettare che si rimettesse almeno un po' prima di poterle dire una cosa del genere. Ma come avrei fatto  a guardarla negli occhi?

 

- Ei!

- David non è il momento. - non disse nulla. Mi diede una pacca sulla spalla e restò in silenzio fino a quando non fui ponto per parlare. 

- Non so come dirglielo. - ammisi improvvisamente - Non  voglio che  si senta in colpa... non voglio che pensi che io la ritengo responsabile.

- Sono sicuro che riuscirai a trovare le parole adatte. Da... da quanto lo sapevate? Del bambino dico...

- Io non lo sapevo e whale pensa non lo sappia neanche lei...

- Sicuramente è così altrimenti non avrebbe rischiato oggi. - annuii

- Come sta Robin?

- Grazie ad Emma non ha neanche un graffio. È regina quella che non sta per niente della quale. Quello che hai detto l'ha spiazzata. Credo che in qualche modo si senta responsabile.

- Beh... ha richiesto lei l'aiuto di mia moglie.  Se non fosse stato per lei forse ora io ed Emma saremmo a casa a festeggiare il nostro anniversario e a nostra insaputa ci sarebbe ancora il nostro bambino li con noi... - è incredibile ancora non riuscivo a crederci. - E' giusto che si senta in colpa

- Regina non ne ha colpa e lo sai... vi vuole bene e non rischierebbe mai la vita di Emma.

- Oggi non mi è sembrato così... 

- Killian...

-  scusa David ma non mi va più di parlare - cercai di allontanarmi, la tensione stava diventando insostenibile. 

- Dovresti andare da tua moglie, è più di un'ora che ti cerca.

- Non posso affrontare il suo sguardo adesso. Mi dispiace. - È vero non sarei stato in grado di reggere una conversazione di senso compiuto con lei. Molto probabilmente sarei scoppiato in lacrime appena i miei occhi avessero incrociato i suoi. Capitano uncino che piange? Beh con un macigno doloroso come quello che avevo addosso  in quel momento sfido chiunque a non piangere. Pensai di rimanere un altro po' fuori ma poi ripensai alle parole di David: Emma mi stava cercando... non potevo lasciarla sola. Decisi di tornare dentro, stampai sul mio viso il sorriso migliore nella speranza che sarebbe bastato ed entrai in stanza

- dov'eri finito? - mi chiese. Aveva le lacrime agli occhi

- Hai pianto???? - corsi subito da lei... che whale le avesse detto qualcosa? lei non mi rispose, fu Snow a farlo per lei

- Non ti trovava ed è entrata in panico.

- Amore mio!!! - le dissi abbracciandola - sono qui... sono qui con te.

- Dove sei stato?

- Fuori a smaltire lo spavento... - le dissi. 

- Sto bene! - si certo... perché ancora non sai forse. 

- Lo so... ma non posso non preoccuparmi per te.

- Le bambine?

- Sono con Zelina.

- Henry?

- A casa che sta studiando. Domani ha un'interrogazione. Tranquilla stanno benone. Ora però devi riposare.

- Non sono stanca...

- Devi riposare comunque. - Ero sul punto di convincerla quando nella stanza entro Whale:

- Emma come andiamo?

- Bene! - sorrise -  Potresti gentilmente dire a mio marito che non sto morendo e che non ho bisogno di riposare? - Whale mi guardò e gli feci capire che Emma ancora non sapeva nulla.

- Beh il riposo è fondamentale ha ragione. Ascolta... ho bisogno di farti un paio di analisi e une'cografia. - a quella parola il mio cuore si spezzò.

- Come mai? -  intervenne Snow che era ancora ignara di tutto.

- Voglio vedere le condizioni di Emma. Con un'eco è più facile capire se la freccia ha preso anche altre parti che magari durante l'intervento mi sono sfuggite in quando secondarie - Whale  cacchio fai il medico non il pagliaccio, davvero non riesci a trovare una soluzione migliore? - Le analisi le facciamo oggi mentre l' eco domani ok?

- Domani???? Devo stare anche domani qui???

- Dove vorresti andare con quindici punti su per il fianco. Come minimo starai qui fino a fine settimana.

- Grandioso. - rispose sbuffando mentre gli porgeva il braccio per le analisi.

- Ecco fatto! Per pura curiosità per caso nei giorni scorsi hai fatto delle analisi? -le chiese. 

- Si ma non so a cosa possano servire. - oddio!  Forse lei sapeva di essere incinta... forse crede ancora di esserlo - Erano semplici analisi di controllo. Ho avuto il virus che mia figlia mi ha gentilmente attaccato e ho fatto delle normalissime analisi di routine - Ah vero... avevo dimenticato.

- Perfetto controllerò anche quelle allora. - Vidi whale uscire dalla stanza... aspettai che Emma si addormentasse dopodiché lo raggiunsi.

- A cosa ti serve tutta quella roba che le hai chiesto?

- Dovresti iniziare seriamente a dirle la verità - mi rispose

 - Tu rispondimi!- 

- Ho bisogno di vedere se a causa dell'aborto bisognerà intervenire chirurgicamente... - sbarrai gli occhi -  Tranquillo nulla di complesso, è una prassi che si fa in caso di aborto spontaneo.

- O mio Dio! Un altro intervento!

- Non è detto che debba farlo. Passerò intorno alle undici domani mattina. Parla con tua moglie e informala... è giusto che sappia perché stiamo facendo tutto questo. Se non te la senti però posso pensarci io capisco che la situazione non è semplice da gestire.

- La conosco... non accetterà mai questa notizia quindi forse tra me e te è meglio se la prepari io. So come prenderla.- Lo penso anche io.  A domani Killian.

- A domani.

***

Una volta lasciato lo studio di Whale tornai in camera di mia moglie, mandai a casa Snow che aveva bisogno di riposare e rimasi a far compagnia alla mia dolce metà che fortunatamente dormiva beata ...o almeno così credevo. Ero nervoso e agitato, non facevo altro che sedermi, alzarmi, camminare, tornare seduto e così via. Non trovavo pace...

- sei proprio una frana a mentirmi sai? 

- Cosa?! - sussultai non aspettandomi che fosse sveglia

- Cosa c'è che ti turba Killian? - mi disse

- Niente amore torna a dormire.

- Mmmh no! Vieni a sederti qui vicino a me. - le diedi ascolto, conoscendola se non avessi obbedito si sarebbe messa ad urlare per tutto il reparto - Killian... non mi farai così stupida vero? Lo sai che non puoi mentirmi riesco a leggere dentro la tua anima come nessun altro. - Aveva ragione. - Siamo sposati da qualche annetto ormai, abbiamo messo su famiglia... non c'è cosa che tu non possa dirmi ok? Qualunque cosa ti turba voglio che tu me ne parli... forse posso aiutarti. - Non penso proprio amore mio.

- In teoria c'è qualcosa che dovrei dirti... ma non è una cosa semplice. Non so neanche da dove iniziare a dire la verità.

- Parti dall'inizio. - mi sorrise. 

- Penso proprio che partirò dalla fine invece. Amore mio... ti amo e lo sai ma c'è una cosa che voglio che tu sappia:  niente e sottolineo niente potrà mai inclinare il nostro rapporto. 

- Killian lo so... 

- Shhh... lasciami finire - toccai con il dito indice la sua bocca - Avremo momenti felici e momenti tristi nella nostra vita ma insieme supereremo sempre tutto lo sai vero? - annui - Purtroppo è un momento triste questo che stiamo vivendo... ne eravamo all'oscuro entrambi, non calcolavamo niente di tutto ciò eppure ... eppure è successo; di nuovo. Non è andato a buon fine ma anche se solo per un momento  è stato parte di noi...

- cosa?  - chiese tra il gentile e il preoccupato, non riusciva a comprendere.

- C'è una ragione se ti stanno facendo degli accertamenti...

- Che vuoi dire amore? - la sua voce iniziò a tremare. Penso stesse iniziando a collegare le parole dette fino ad ora  - Che vuole dire con: " è successo di nuovo"... che vuole dire con: "solo per un secondo è stato parte di noi"

- Amore mio... quando ieri siamo andati a dormire e questa mattina ci siamo svegliati non eravamo solo io e te in stanza... c'era qualcun altro... c'era il nostro bambino con noi. Non ce ne siamo accorti ma qualche settimana fa avevamo dato inizio ad una nuova vita.

- A... avevamo??? Killian, che stai cercando di dirmi??? - era spaventata e stava aggrappando a tutto  pur di  non prendere atto di quella notizia.

- Hai avuto un aborto spontaneo amore! - scoppiò immediatamente  a piangere e il mio cuore si lacerò ancora di più. - Non fare così amore... - provai ad accarezzarle la schiena per calmarla ma come purtroppo già sapevo non fu sufficiente. 

- E' colpa mia... se fossi stata a casa oggi... se ti avessi dato retta allora... o mio Dio mi starai odiando!

- No che non ti odio! Non pensarla neanche una cosa del genere. Non è stata colpa tua amore mio... - la tenevo stretta a me come se fosse il tesoro più importante di questo mondo... in effetti lo era.  - Io non ti odio.

- Mi odio io però!

- Non devi... whale ti sta facendo questi accertamenti per capire se c'era qualche problema già da prima... - improvvisamente mi guardò. 

- Dimmi la verità... lo sta facendo solo per questo??? - come fa a capire sempre tutto?  

- Vuole anche vedere se ci sono state complicazioni per te!

- Che genere di complicazioni???

- Non ha importanza adesso tesoro.

- KILLIAN DANNAZIONE PARLA! - 

- Vuole vedere se è tutto ok nel caso in cui decideremo in futuro di avere altri bambini. 

- Potrebbero esserci complicazioni di quel tipo? - non le risposi ma credo che la mia faccia parlasse da sola - Potrei... potrei non aver più bambini? Killian dimmelo  ti prego non girarci attorno.

- È una solo remota possibilità ma si potrebbe esserci una percentuale di rischio per cui potremo non avere più bambini....

- Non potremo... non potró!

- Abbiamo già tre bambini meravigliosi insieme non scordarlo.  Io ho una donna stupefacente accanto... e tu un marito straordinariamente affascinante. abbiamo tutto. Se non riusciremo ad avere un altro bambino non sarà poi la fine del mondo. - continuò a piangere silenziosamente stretta nel mio abbraccio. Era una piccola donna indifesa in quel momento e mi faceva un gran male vederla stare così. 

Ormai era buona mezz'ora che se ne stava in silenzio a contemplare un punto fisso della stanza...

- io non volevo altri figli, pensavo che i nostri tre terremoti bastassero... ma c'è una differenza sostanziale tra il non volerli e il non poterli avere...

- Emma...

-  io ora che mi hai detto che avevano concepito una piccola creatura ho capito che in fondo non è proprio una cattiva idea averne un altro ma....  ormai tutto è perduto.

- Possibile che tu debba sempre demoralizzarti?  Sono solamente accertamenti per escludere tutto. Niente di più. Stai bene tesoro... c'è capitata una disgrazia ma cercheremo di andare avanti insieme. Vuoi un altro bambino? Avremo un altro bambino! 

- Ce l'hai con me non è vero? Perché l'ho ucci... perché per colpa mia lu...

- Non finire neanche la frase. Non ce l'ho con te! Non ce l'avrò mai con te! Ora cerca di dormire ok?

- Non so se riuscirò a farlo... non dopo questa notizia.

- Chiudi gli occhi e provaci. Resterò qui con te.

- Non mi lasci non è vero?

- Non lo farei mai!

Restai accanto a lei ad accarezzarla e coccolarla  ma nonostante ogni tanto si appisolasse, causa penso i medicinali che aveva in corpo, ogni tanto di punto in bianco saltava e si svegliava.

- È tutto sotto controllo, tranquilla torna a dormire.

- Avrebbe avuto i tuoi capelli!

- Cosa?

- Nessuna delle due bimbe ha i tuoi capelli. Sono due biondine. 

- Buon per loro, sono state fortunate.  Non sono poi così belli i miei capelli. 

- Per me sono meravigliosi.

- Sei un' amore. - le sorrisi - Facciamo passare questa visita... se sarà tutto ok, e ne sono sicuro, proveremo a farne un altro ok?

- Non mi tirerai su di morale così.

- Lo so ma comunque un maschietto in casa manca non trovi? Io e Henry siamo decisamente in minoranza - volevo tirarla su di morale  ma purtroppo quella sera non c'era nulla che io potessi fare

***

Alle undici del giorno seguente Whale ci chiamò per l'ecografia. Ci avviammo nello studio e aiutai Emma a stendersi sul lettino visita.

- Emma come va il fianco. - le chiese ma lei si limitò a scrollare le spalle - Deduco che tu glielo abbia detto. -  mi chiese e non potei far altro che annuire. - Come ti senti a tal proposito? - non rispose neanche questa volta ma notai che due lacrime uscirono dal suo controllo.

- Whale per favore... - chiesi gentilmente spronandolo a darsi una mossa. Non volevo veder Emma soffrire un secondo di più.

- Ok. Alza la maglia... metteró questo gel che è un po'... - non terminò la frase. Aveva avuto altre gravidanze, sapeva benissimo come funzionava un'eco.  l'unica differenza era che sul monitor non sarebbe apparso nulla. Vidi mia moglie girarsi dal lato opposto pur di non guardare lo schermo. Iniziò a singhiozzare prima piano poi sempre più rumorosamente.

- Emma guarda me! Va tutto bene tesoro, guardami. Tienimi la mano e andrà tutto ok - niente da fare era nel panico. Piu le parlavo piu si agitava

- Emma per favore cerca di calmarti o dovrò sedarti. Non posso lavorare così. -  Fummo costretti a fare una pausa ma alla fine whale riuscì a visitarla senza nessun sedativo.

- Ok! Ho finito. Ti faccio riaccompagnare in stanza. Oggi pomeriggio ti darò tutti i risultati ok? Vai a riposare un po' ti vedo particolarmente provata.

Quando tornammo in stanza Emma era silenziosa e immersa nei suoi pensieri. Sapevo cosa frullava nella sua mente,  volevo fare qualcosa ma decisi di rimanere in disparte. Doveva elaborare la cosa senza che io continuassi a dirle che sarebbe andato tutto bene. Niente di tutto questo era il bene. Vennero a trovarla i suoi genitori, Henry e anche le bambine.  Escluse queste ultime gli altri vennero messi al corrente della situazione da David. Qualche ora dopo venne anche Robin a trovarla... era solo.

- Regina? - Chiese mia suocera facendo voltare Emma anch'essa curiosa di quella mancanza.

- Regina non è venuta perché... perché si sente responsabile. - ero felice che lo avesse ammesso anche a se stessa  devo dire la verità ma Emma non sembrava essere del mio stesso parere. La vidi dire di no con la testa e girarsi nuovamente verso la finestra. Non voleva parlare con nessuno e secondo me tutta quella gente lì presente che aveva compassione per noi le faceva solamente male. La vidi prendere il cellulare e scrivere un sms. Mi avvicinai e con mia sorpresa mi lasciò leggere:  era un messaggio per Regina.

 

" Non è colpa tua... se proprio dovessimo attribuire la colpa a qualcuno la responsabile di tutto ciò dovrei essere io. Non mia costretta in alcun mondo a venire con te anzi... mi hai rotto le scatole per tutto il viaggio chiedendomi se fossi sicura della decisione presa. Smetti di prenditi colpe che non hai e vieni a farmi compagnia. Oltre a killian sei l'unica persona che mi fa piacere avere accanto.Ps.   la tua faccia non mi ispirerà compassione come tutte le altre."

 

- Lì mando via se vuoi!-  le dissi a bassa voce in riferimento a ciò che aveva appena scritto.

- Tranquillo sopravviverò.

- Emma hai bisogno di qualcosa?  Sto andando giù a prendere qualcosa da mangiare. - disse di no con la testa - Sicura? Sei un po' sciupata amore... hai le occhiaie e sei troppo bianca per i miei gusti. 

- NIENT'ALTROOOO? - rispose con disprezzo

- Emma...

- Snow... non.... non  forzarla.

- mah...  - le feci capire con lo sguardo che doveva lasciarla in pace. Era al limite.  Un'altra mezza parola e sarebbe esplosa.

Mentre Snow lasciò la stanza entrò Whale. 

- Dovrei chiedere a tutti i presenti di uscire, ho bisogno di parlare con Emma e Killian privatamente. - ecco il momento della verità pensai. Mentre il restante del gruppo uscì dalla stanza io accompagnai mia moglie a letto e mi misi a sedere accanto a lei. - Allora, ho i risultati delle indagini fatte. Per quanto riguarda la ferita non sembrerebbe esserci infezione. Continueremo con le medicazioni due volte al giorno e nel giro di quindici giorni se tutto sarà come dovrebbe essere potremmo prendere in considerazione l'idea di togliere i punti. - Era una bella notizia ma lei lo fissava in attesa di altro... le strinsi la mano. - Per quanto riguarda l'aborto invece ho un paio di notizie. - la pressione con cui stringeva la mia mano era sempre più forte - La causa scatenante non è stato sicuramente l'attacco di oggi. Ho visto le tue analisi fatte questa mattina e sinceramente parlando sono pessime... le ho messe a confronto con quelle che hai fatto la scorsa settimana per via del virus e ho riscontrato che, anche se pessime, quelle di oggi sonodi gran lunga migliori . È il virus che ha causato l'aborto.

- Veramente? Come è possibile? Ha avuto altre gravidanze durante le quali ha avuto febbre o virus... non è mai successo nulla...

- Il virus che ha preso era molto aggressivo e in base a quello che dicono le analisi ancora non lo ha sconfitto del tutto. Non ti consolerà sicuramente saperlo ma... anche se fossi stata al corrente della gravidanza e fossi stata scrupolosa non avremmo comunque potuto fare nulla.

- Visto? Non è stata colpa tua. - Provai a dirle ma sembrava assente. Non mi stava ascoltando. 

- Ho un'altra comunicazione da darvi. Dall'eco risulta tutto ok! l'utero è pulito quindi niente intervento. Ti darò comunque dei medicinali in caso qualche piccola cellula fosse ancora rimasta ma per il resto è tutto ok. Una volta tolti i punti e ripresa un po' di serenità non ci sarà nessun ostacolo se vorrete provare a concepire di nuovo. Vi dico anche una cosa che spero possa farvi tornare il sorriso:  mentre controllavo la tua situazione mi è venuta alla mente una cosa. Tuo padre ha un gemello e i gemelli saltano sempre una generazione. Calcolando che la generazione saltata è la tua... chissà magari la prossima gravidanza sarà doppia.  - Ci vorrebbe proprio un altro medico in città. Ma dove lo ha trovato Regina questo? Per carità avere due gemelli sarebbe una cosa a dir poco fantastica... ma chi ci dice che non poteva trasformarsi in una gravidanza gemellare anche questa qui? Bah... meglio concentrarsi su Emma

- Hai sentito amore? Possiamo ancora progettare un piccolo principe. - le accarezzai una guancia

- Che senso ha! Nessuno sostituirà mai il nostro bambino. - Si alzò e si chiuse in bagno.

- Emma...

- Lasciala stare... ha bisogno di tempo per smaltire la notizia.

- Con tutto il rispetto Whale ma io conosco mia moglie e questo non è assolutamente il suo modo di reagire alle cose.  Mi preoccupa seriamente  il suo stato.

- Killian non è che tu stia messo tanto meglio. A differena sua  però tu ti stai facendo forza per lei. Hai un motivo per provare a non pensare al problema, lei no. Parliamoci chiaro: è lei che lo portava dentro di se, è lei che si sente un fallimento e conoscendola la paura che voi la pensiate responsabile la sta divorando. - Whale aveva ragione. Sono talmente preoccupato per lei che ancora riesco a resistere e a non buttarmi giù. La mia Emma solitamente da di matto quando c'è qualche problema... ora invece che la situazione è davvero triste e irrecuperabile sta reagendo in maniera più pacata... sembrerebbe una bella notizia ma non lo è. Questo significa solo che sta morendo dentro.  Eccola che esce dal bagno e sempre in assoluto silenzio torna a letto. Per l'intera settimana rimanemmo in ospedale poi la sua convalescenza si spostò a casa. La situazione non cambio minimamente era depressa e più passavano i giorni più si isolava. La sua vita si era racchiusa in quelle quattro mura della nostra camera da letto con le finestre chiuse e le luci spente. Solamente qualche volta da quella camera si sentivano delle voci. Erano le nostre bambine che andavano a trovarla. Lei non diceva molto ma le bambine non si arresero mai. Dentro di loro sentivano che la loro mamma aveva qualcosa che non andava è pur di farla sorridere passavano le ore a raccontarle storie o in silenzio a coccolarla o  a vedere cartoni animati. Anche Regina in quei giorni si fece viva. Ho dovuto supplicarla e convincerla che non fosse colpa sua per farla rientrare in casa  ma alla fine si è convinta e ci ha dato una grande mano con Emma e le bambine. A proposito di bambine: sento delle vocine fin troppo familiari provenire dalla mia camera da letto. 

- Piter pan venne finalmente eliminato e gli eroi dopo aver salvato il nostro fratellone  tornarono , insieme a lui e a tutti i bambini sperduti,  a Storybrooke per affrontare nuove avventure. - concluse la sua storia Leila

- Fine! - Aggiunse Chloe battendo le manine.

- Mamma allora ti piace la storia?

- Bimbe perché non salutate la mamma ora è andare di sotto? zia regina ha preparato il pranzo. - dissi loro

- Va bene. Mamma ti voglio bene.

- Pule io mamy ti boglio bene!

Aspettai che le bimbe si allontanarono dopodiché cercai di parlare con lei. Bisognava smuoverla da quella situazione e bisognava farlo subito.

 

 - Leila, Chloe e Henry sono preoccupati per te. Henry che sa tutto ha paura di venirti a parlare per paura tu possa soffrire ancora di più mentre le bimbe non fanno altro che chiedermi che cosa ti succede. Non posso continuare a dire loro che ti senti poco bene. Per quanto altro pensi  Leila ci crederà? Ad essere sinceri non ci crede neanche ora... l'ho sentita parlare con Henry proprio ieri. - Scrollò le spalle. -  Amore mio... abbiamo subito una grandissima perdita lo so e non pensare che a me non interessi. Sto malissimo devi credermi ma non posso buttarmi giù. Ho una famiglia da portare avanti. Sono stato forte per te e per le bambine ma ora basta. E' ora che inizi a reagire anche tu. Stare qui dentro non ti aiuta. Hai bisogno di ricominciare a vivere per distrarti.

- Non voglio che finisca nel dimenticatoio. - si riferiva al nostro bambino

- Non finirà mai nel dimenticatoio. Vivere non significa dimenticarlo. Sarà sempre parte di noi. Non gli daremo da mangiare, non gli rimboccheremo le coperte e non lo consoleremo di notte... Non avremo neanche un posto dove piangerlo se è per questo, ma il suo ricordo ci sarà sempre dentro di noi. Una parte del nostro cuore è dedicata a lui o a lei... e sarà per sempre così.

- Non so se sono pronta a ricominciare...

- Non significa che non puoi provarci.

Da quel giorno  qualcosina cambio. Emma finalmente  iniziò ad uscire dalla sua stanza e riprese le piccole attività: come la cura della casa e il giardinaggio. Il giardinaggio l'aiutava molto. Mmmh forse avevo avuto  l'idea giusta per aiutarla. La lasciai in compagnia di Regina mentre io  con la scusa di portare le bimbe a prendere un gelato mi fermai in un negozio lì vicino per prenderle una cosa. Una volta tornati a  casa feci dare alle bambine il regalo alla loro mamma.

 - Mamy un legalo pe te!

- Si mamma, un piccolo regalo da parte mia, di Chloè, Henry  papà.

- Grazie non dovevate. - le abbracciò

-  Apilo mamy apilo subito. - chloe non sapeva cosa ci fosse dentro ma era entusiasta. Purtroppo il suo entusiasmo si spende quando dentro non trovò nulla di suo gradimento. - No tocattolo? - chiese delusa

- Chloe no che non è un giocattolo è una cosa più importante. - le spiego sua sorella. Avevo raccontato a Leila una piccola storia riguardante quel regalo ed ora ero sicuro che lo avrebbe spiegato alla sua mamma e alla sua sorellina.

- Quindi no tocattolo! E cotè allora?

- È un seme. Il seme di una pianta. Le piante sono vita... rappresentano la vita. Sono un po' come noi chloe: hanno bisogno di calore, di nutrimento e perché no anche di compagnia. La maestra mi ha detto che fa bene parlare alle piante lo sai mamma? Loro ci ascoltano

- E quindi? - Rispose chloe annoiata

 

- E quindi cosa? È un bel regalo.  La mamma il  papà, io, te e henry da oggi in poi abbiamo una piccola piantina di cui prenderci cura. Rappresenterà la nostra famiglia. Me lo ha detto anche papà: le radici di questa pianta sono forti così come sono forti le radici che tengono salda la nostra famiglia - Emma pianse. Sapeva cosa volevo rappresentare con quel seme. Quel regalo era   in onore  del nostro bambino perduto,  per rendere il suo ricordo vivo e non solo una storia da tramandare. Con quella piccola piantina avremmo avuto un posto dove piangerlo e perchè no avremmo potuto gioire dei i suoi frutti. Il male quel giorno aveva vinto una battaglia ma non aveva di certo vinto la guerra.

Note dell'autore: Sto lavorando a questa storia da un paio di giorni poco piu. Scrivevo, scrivevo ma poi finivo sempre per eliminare il tutto. Oggi mi sono messa sulla scrivania con le cuffiette nelle orecchie e istintivamente ho creato tutto ciò. E' un capitolo un po' triste lo so ma anche questo purtroppo fa parte della vita reale. Vi prometto però che non saranno tutti così i prossimi e che ci  saranno molti altri  capitoli che ci faranno ridere e sognare. Spero che la lettura sia stata di vostro gradimento nonostante i miei consueti errori e che dire... alla prossimaaaaaa! 
 

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Capitolo 20
*** Bisogna rialzarsi sempre ***


POV KILLIAN

Sono passati due mesi dalla tragedia che ha colpito la mia famiglia. Due mesi difficili sotto alcuni punti di vista... alcune volete anche pesanti oserei dire. Gestire due bambine non è mai semplice; figuriamoci quando non sei al pieno delle tue energie. A questo aggiungiamo l'essere constantemente alle prese con un dieciassettenne con  manie di indipendenza  e una popolazione che non smette mai di creare allarmismi inutili ed ecco che in grandi linee ho riassunto quello chè è la mia vita ultimamente. Agli occhi della gente sembrerebbe quasi di essere tornati alla normalità: Emma ha ripreso il suo lavoro da sceriffo, accompagna Leila e Henry a scuola, partecipa alle riunioni cittadine ed è tornata a presenziare alle cene di famiglia da Granny. La realtà però è ben diversa: è vero, Emma sta facendo enormi progressi, non è più chiusa in se stessa come i primi tempi... ma qualcosa la turba ancora. Non so cosa precisamente ma ho come la sensazione di esserne in parte responsabile.  Non fraintendetemi, non abbiamo avuto nessuna discussione in questo periodo, anzi... ci siamo supportati molto, eppure il nostro rapporto in qualche modo sembra essersi inclinato. Da cosa lo deduco? Beh semplicemente dal fatto che fa la mamma 18h al giorno no stop e nelle restanti 6h fa lo sceriffo. Nulla di male sul fatto che passi del tempo con i nostri figli, ma il tempo per me e per lei? Quel tempo che prima riuscivamo a garantirci tra il sonnellino di una bambina e i compiti pomeridiani degli altri due dove è andato a finire? Per non parlare della notte... anche li le cose sono di gran lunga cambiate. Fino a qualche mese era la parte preferita di tutta la giornata... era l'unico momento in cui potevamo essere solamente noi due. Non sto parlando di sesso, o almeno non solo. Aspettavamo la sera con ansia anche per il semplice parlare tra adulti, raccontarci la giornata, guardare un film stretti l'uno nelle braccia dell'altro... tutto questo adesso è scomparso. Anche se abbiamo  sempre abitutato le bambine a dormire nelle loro rispettive camerette  senza dare loro il vizio di dormire in camera con noi, da qualche mese a questa parte una piccola bambina si è insinuata nel nostro lettone e non c'è assolutamente verso di mandarla via. Mi correggo... un modo ci sarebbe anche ma ogni volta che tento di spostarla o di parlarle semplicemente dicendole che è ora che inizi a dormire da sola ecco che mamma Emma prende le sue difese e la piccolina rimane imperterrita nel lettone con noi. Pensate sia tutto? E invece no, non ho ancora finito: ricordate la tradizione zia/nipote? Quella di dormire una volta al mese da zia Regina per lasciare un po di privacy a me e Emma? Beh non esiste più. Emma di punto in bianco ha cambiato idea. Dice che avremo  tutto il tempo del mondo per stare da soli una volta che tutti e tre saranno cresciuti e che è giusto invece che ora passino quanto più tempo possibile con noi perchè purtroppo  cresceranno in fretta. Sto impazzendo ve lo giuro... stare lontano da lei mi uccide. Ho pensato molte volte di parlarle ma poi mi sono sempre tirato indietro, non sono bravo con i discorsi e ho paura di passare ai suoi occhi come un maniaco con il chiodo fisso del sesso. Non avendo ancora il coraggio di esporre questo mio disagio a mia moglie ho provato a chiedere aiuto alla sua migliore amica, Regina, ma quest'ultima è caduta dalle nuvole. Dice che Emma non fa altro che parlare di me: di quanto mi ama, di come solo io riesco a capirla, che senza di me sarebbe persa... e allora perchè tutta questa distanza tra di noi? non so più davvero cosa pensare. Regina mi ha consigliato di prendere il toro per le corna e parlarle, in fono solamente Emma può dirmi esattamente cosa sta succedendo. Ci ho pensato su e alla fine sono arrivato anche io alla conclusione che è inutile continuare ad aspettare che qualcosa si risolva da sola, devo prendere la situazione di petto e affrontarla una volta per tutte.
E' tornata a casa da poco e come ormai da tradizione è al piano di sopra con le bambine. Prendo un respiro profono dopodichè mi decido a raggiungerla. E' una visione mervigliosa quella che ho davanti: Emma in versione mamma ha un non so che di incantevole, bisognerebbe essere presenti ora in questa stanza per capire di cosa io stia parlando, purtroppo a voce non riesco a rendere bene l'idea. ok Killian... bando alle ciancie! O adesso o mai più.
- Emm...Emma tesoro, potremmo parlare un secondo? - chiedo sorridendole
- Certo! Dimmi... cosa c'è? - mi risponde senza preoccuparsi minimamente delle bambine che sono presenti nella stanza.
- Vorrei parlarti in privato possibilmente, è una cosa un po' delicata!
- O mio Dio! E' successo qualcosa? C'è un nuovo pericolo in città? - perchè lo sceriffo che in lei deve sempre emergere fuori?
- Tranquilla nessun pericolo cittadino per ora, ne tantomento un pericolo magico. Non è che però potresti... - e le indico con l'unica mano a disposizione il corridoio che porta alla nostra camera da letto.
Non sa cosa rispondermi, lo riesco a leggere dalla sua faccia. Fortunatamente per lei ma sfortunatamente per me è la piccola Chloè a rispondere:
- No mamy... no andale via, lesta co me! Io boglio tocare. - eccola che si scioglie al suono di quella richiesta
- Killian non è che potremmo parlarne più tard...
- No non possiamo aspettare oltre, io non posso aspettare oltre. - la presi per mano e la condussi a passo sostenuto nella nostra camera. Mi chiusi la porta alle spalle.
- C'era bisogno di trascinarmi? - chiese meravigliata della mia poca delicatezza. Ha ragione, sono stato istintivo ma sono due mesi che aspetto. - Si può sapere cosa c'è di così tanto urgente che non può aspettare? - non è arrabbiata, è semplicemente confusa.
- Noi! Ecco cosa non può più aspettare. Io e te, la nostra vita di coppia...
- Non riesco a seguirti.
- Andiamo Emma... non vorrai mica farmi credere che sia tutto ok tra di noi vero? - mi guarda senza proferire parola - Oh andiamo! Vuoi dirmi che non ti sei resa conto che non passiamo più del tempo insieme?
- Killian... passiamo tutte le nostre giornate insieme. L'unico momento della giornata in cui non ci vediamo è al lavoro, ma solo perchè hai deciso di non lavorare alla stazione.
- Intendo dire da soli Emma! Io e te, senza bambini. Quando è stata l'ultima volta che ci siamo concessi del tempo insieme?
- Non significa che deve esserci qualche problema tra di noi. I bambini, Chloè sopratutto, stanno passando un periodo particolare, hanno bisogno di attenzioni. Siamo i loro genitori, spetta a noi.
- Sono i bambini ad attraversare un brutto periodo o sei tu? Io penso che sia la seconda l'opzione giusta. Chloè non aveva nessun tipo di problema fino a quando non hai iniziato a viziarla per sopperire ad una mancanza... non te ne sto facendo una colpa, anzi... sono preoccupato per te. Vorrei che mi parlassi, che mi dicessi le tue paure o semplicemente cosa c'è che non va. 
- Non l'ho viziata! - si lamenta ma al mio sguardo, che sottolinea l'ovvio non può far a meno di abbassare lo sguardo. Sa che ho ragione - E comunque non c'è niente che non va in me.
Mi avvicino e mi siedo sul letto accanto a lei prendendole le mani:
- Tu dici di non avere nessun tipo di problema ma non è così amore, si vede lontano un km che c'è qualcosa che ti fa soffrie e poi l'attaccamento che hai verso le bambine e il non avere piu tempo per il tuo maritino non fa altro che confermare la mia ipotesi. Dove è andata a finire la mia Emma? 
- Ti manca la tua Emma? - mi dice sorridendo e deviando la mia domanda - Se volevi un po' di tempo solo per noi due bastava essere più espliciti amore! - cerca di ammiccare con lo sguardo ma fallisce miseramente.
- Si ok mi manchi! In tutti i sensi se proprio vogliamo essere sinceri ma non è solo questo il punto. Voglio sapere il motivo per tutta questa distanza e non venirmi a dire che sono i bambini la causa del nostro allontanamento perchè lo sai anche tu che non è assolutamente vero. Che c'è ho forse fatto qualcosa che ti ha infastidito? Ti prego parlamene cosicchè io possa provare a rimediare. 
- Non hai fatto nulla di sbagliato o che mi ha infastidito. Sto bene Killian, non ho nulla. Pensi che le cose tra me e te sianco cambiate ma non è cosi! Sei la persona che amo di piu al mondo insieme ai bambini.
- Quindi non avresti nulla in contrario a dimostrarmelo. - questa era la prova del nove.
- In che senso scusa?
- Mi ami?
-Certo che si! Ma che domanda è?
- Allora se mi ami questo weekend faremo una gita fuori storybrooke. Io e te da soli 
- Eemm mi cogli alla sprovvista Killian!
- Che c'è non vuoi?
- Non è che non voglio solo che.... il lavoro, i bambini... la vedo difficile poter organizzare tutto... e poi... non possiamo lasciare le bambine da sole per così tanto tempo.
-  Amore... partiremo Sabato mattina e saremo di ritorno Domenica sera. E' solo una notte e lo sai bene anche te che sono abituate.  E per il lavoro non preoccuparti tuo padre è più che felice di sostituirti.
- Si ok, ma...
- Ma cosa? - la guardai dritta negli occhi come a farle capire che non aveva scusanti. 
- Ok! Va bene. - non aggiunse altro.
- Davvero? - chiesi incredulo che si fosse già convinta
- Si davvero! Ma non dirmi più che non ti amo. - la baciai instintivamente ed iniziai a fantasticare sulla nostra piccola vacanza.
***

Sabato mattina. POV EMMA

Ancora non riesco a crederci. Ho detto di si. Alla sua proposta di partire ho risposto di si... e ora? E niente... ora sono nei guai.
Ha ragione a dire che non sono più la stessa, sto facendo di tutto per non fargli pesare questa situazione ma sto fallendo miseramente.  Mi sento in colpa ma non riesco a far nulla per rimediare. So già anche come andrà a finire questo viaggio: troverà modo e maniera per cercare di capire cosa c'è che non va. Dovrei parlargliene, sono sua moglie, ma non sono ancora pronta a farlo. Non sono pronta a tornare alla nostra vecchia vita.  Lo amo, lo amo alla follia, nessuno è mai riuscito a far breccia nel mio cuore così come lui, ma allo stesso tempo non riesco ad essere a mio agio... ho paura. 
- La signora è pronta? - mi dice riportandomi alla realtà. Devo smetterla di perdermi nei miei pensieri o prima o poi mi partirà una coronaria.
- Emmh si! Quasi... Chiudo il trolley, saluto i bambine e scendo.
 - Mmh... ti concedo un saluto di massimo 10 minuti. Domani sera le rivedremo quindi non prenderla come un addio per favore. - disse ironicamente per farmi strappare un sorriso. - Ti aspetto di sotto.
Avanti Emma, un po di coraggio! Digli la verità, digli che non te la senti di partire. - Killian aspetta! - vedo che si volta - Io volevo dirti una cosa... - non perdere la concentrazione. Ora o mai più.
- Dimmi amore! - mi risponde lui alzando un sopracciglio come è solito fare.
- Io... volevo dirti che... 
- Che?
- Che ti amo e che sono felice di partire con te! - vigliacca Emma! sei una vigliacca.
- Anche io ti amo amore! - mi bacia e va al piano di sotto. Non sono riuscita a dirgli nulla. So che ci rimarrebbe malissimo e non voglio.  Sta già male a causa mia se proprio dobbiamo essere sinceri,  non voglio ferirlo ancora di più. Questo piccolo viaggio sarà difficile da affrontare per me ma devo farlo... per me stessa, per lui... per noi!
- Emma ti vuoi muovere? Quel poveracciò invecchierà di altri 300 anni se continui di questo passo. - e' Regina questa volta a riportarmi alla realtà. E' qui per occuparsi delle bambine in nostra assenza. 
- Si si ecco, ho fatto! Saluto le bambine e vado.
- Le hai salutate dando loro il buongiorno stamattina, non serve altro, vai!
- Non posso non salutarle. - risposi e nel mentre ecco che la piu piccolina fa il suo ingresso con il suo pigiamino rosa e il suo orsacchiotto di peluche in pendant.
- Mamy dobe bai? - che dolce che è
- Amore vieni qui! - la prendo in braccio - La mamma deve uscire, tornerà presto per giocare con te e Leila ok?
- Pule io uscile! Io co te mamy!
- Non si può Chloè! Resterai con me non sei contenta? - le disse sua zia ma a quelle parole ecco che la piccola inzia  a piangere. Menomale che non le ho detto che sarei stata fuori due giorni altrimenti le urla si sarebbero sprecate. Odio vederla piangere...
- Regina ascolta, lei che è piu piccolina magari la portiamo con...
- Non se ne parla Swan! Non so cosa ti succede ma non è di certo la prima volta che restano con me. Tranquilla so come calmarla.
 - Non voglio lasciarla mentre piange... forse è il caso di aspettare un pochino. Giusto il tempo che si calmi un po'.
- Ancora qui stai? Guarda che se non vai al piano di sotto con le tue gambine, ti ci mando io per via direttissima.
- Regina ma...
- Non mi lasci altra scelta. - usa la magia su di me e in men che non si dica sono già fuori il vialetto di casa. Killian è gia in macchina.
- Pronta ad andare? - mi chiede sorridendo 
- Chloe sta piangendo...
- Sono sicuro che con un bel cartone animato si calmerà! Andiamo salta su. - anche se un po titubante alla fine salii in macchina. Mi lasciò scegliere la meta per me più rilassante tra la montagna e il mare e nel giro di poco eccoci già sulla Jolly roger in viaggio verso una meta sconosciuta che lui descriveva come un angolo di paradiso.
 ***
Qualche giorno prima di proporle di partire, ero in mare per scaricare la mia tensione e mi sono imbattuto in un'isola che non avevo mai visitato prima. Era piccolina ma davvero molto molto accogliente... pensai subito che sarebbe stata l'ideale per me ed Emma quindi quando questa mattina le ho proposto se preferiva il mare o la montagna sperai davvero che scegliesse la prima opzione, volevo assolutamente portarla in quel piccolo magico, intimo ritrovo.  Erano ormai due ore che eravamo in viaggio, e all'incirca ne mancava ancora una per giungere a destinazione. La vidi seduta a guardare l'orizzonte, era magnifica, come sempre del resto. Presi un profondo respiro e mi avvicinai a lei. 
- Che fai? - Chiesi per rompere la tenzione che sentivo scorrere tra noi
- Mi godo il panorama.
- Posso farle compagnia principessa? - mi sorride gentilmente e mi fa spazio per sedermi accanto a lei. Resto li in silenzio al suo fianco a far finta di ammirare l'oceano. In realtà sto ammirando lei, ma lei sembra non accorgersene. allungo il braccio e le circondo le spalle. Resta li, ferma, impassibile.... non dice nulla e questo non è assolutamente da lei. Sarei tentato di dire qualcosa o di provare un'altro approccio ma non credo sia la soluzione giusta. Ha passato un periodo difficile e qualsiasi cosa abbia ora, collegata o no a quell'evento, deve essere risolta con calma e pazienza. Dovrò inventarmi qualcosa una volta giunti a destinazione. Le do un piccolo casto bacio sulla guancia dopodiché torno al timone a governare la cara Jolly. 
Il mare è dalla mia parte, è calmo e di un colore meraviglioso. Arriviamo in anticipo in base alla tabella di marcia e non posso essere più felice di così. Sistemai la Jolly e dopo aver preso la mano della mia donna la condussi a riva.
- Allora amore... che dici, ti piace?
- Killian è... è meravigliora. - finalmente un sorriso sincero - Come hai fatto a trovarla?
- Segreti del mestiere piccola! Che ne dici ti va di perlustrare la zona?
- Assolutamente si. 
Iniziò così la nostra piccola vacanza, mano nella mano a scoprire le piccole meraviglie di quell'isoletta. Attimi meravigliosi accompagnati da però  silenzi inspiegabili e momenti intimi non colti. Sembrava di essere in paradiso ma contemporaneamente all'inferno.  
- Che ne dici di un bagno? - non aspettai la sua risposta, le tolsi il copricostume che aveva insossato in  barca, la presi in braccio e la buttai insieme a me in acqua. Nuotammo fino ad arrivare dove l'acqua era più profonda. La strinsi a me e piano piano iniziai a darle dei teneri baci sulle labbra per poi scendere verso il suo collo. Mamma mia quanto mi era mancata in quei due mesi. Non mi disse nulla all'inizio, anzi... si stava decisamente lasciando andare potevo vederlo ma non appena intensificai il lavoro ecco che immediatamente si irrigidì.
- Che hai? - le chiesi con il fiato corto. Non poteva lasciarmi impazzire così
- Niente - sorrise - Solo... siamo arrivati da un bel po' ormai, non pensi sia il caso di chiamare a casa e vedere se è tutto ok?
- Non  lo stai dicendo sul serio vero? Emma... ma che ti prende si puo sapere? - ha davvero interrotto un nostro momento di intimità?
- Niente! E' solo...
- Solo ti devi lasciare andare ok? - risposi io riprendedo da dove avevo interrotto.
- Killian... no... aspetta! 
- Che c'è? - dissi
- Torniamo a riva ok? L'acqua è fredda. - scusa terribile ma feci finta di nulla. Continuammo per parte della giornata così: non dava cenni di voler parlare di un possibile problema e non appena tentavo un approccio fisico con qualche scusa interrompeva il tutto. Ero sul punto di impazzire... non era mia moglie quella che avevo davanti. Che avrei dovuto fare per scoprire la verità? Non avevo idea su come comportarmi così decisi di allontanarmi per un po. Volevo restare da solo.
POV EMMA.
Eccolo che si allontana senza dirmi dove sta andando. E' arrabbiato, triste, deluso... non lo so. So solo che è colpa mia. Sono una vigliacca. Dovrei corrergli dietro, dirgli che sono una stupida, che ho paura... dovrei correre da lui e dirgli che lo amo, che farei l'amore con lui fino a domani e oltre ma niente, la paura vince sulla volontà. Lo conosco, ha una pazienza infinita il mio uomo ma lo posso vedere dal suo sguardo mentre si allontana: lo sto mandando ai matti. Passa qualche ora ma lui non accenna a voler tornare, si sta facendo buio e inizio ad essere proccupata. Non mi lascerebbe mai da sola quindi deve per forza essergli successo qualcosa... ODDIO! Mi basta pensare a questo per mettermi in piedi pronta ad andare a cercarlo. Devo assolutamente trovarlo e assicurarmi che stia bene. Corro sulla nave, prendo la prima torcia che trovo e torno sull'isola. Cerco tra tra tutte quelle piante un piccolo segno del suo passaggio, solitamente per non perdersi segna la corteccia degli alberi con il suo uncino, ma niente... non trovo niente. Anche chiamarlo è inutile... non risponde. Che gli sia davvero successo qualcosa? No.. non può essere vero. Mi butto a terra e comincio a piangere disperata. Tutto il dolore provato in questi due mesi e mai dimostrato ecco che si moltiplica al solo pensiero che anche il mio uomo mi abbia lasciato. Non so cosa fare... sono nel panico piu totale. Dovrei continuare a cercarlo ma la paura di trovarlo ferito se non peggio mi paralizza. Lui non mi lascerebbe mai da sola... non lo ha mai fatto neanche quando ci odiavamo quindi  deve essergli per forza successo qualcosa. Mentre solo li, ferma a terra in mezzo a quella piccola foresta paralizzata dalla paura, sento un rumore di foglie. Alzo lo sguardo speanzosa ma niente... è solo un piccolo animaletto. Lo guardo correre ma il mio sguardo si sofferma su un particolare. C'è un'ombra in lontananza. Mi alzo e mi avvicino verso quell'ombra. piu vado avanti e piu quell'ombra non è piu ombra ma una sagoma... la sagoma di un uomo: Il mio uomo. Corro come una furia per ragiungerlo: è seduto di spalle su una roccia. Appena arrivo nelle sue vicinanze rallento per non spaventarlo
- Ki... Killian... - la mia voce trema... - Killian... sei.. sei tu? - il mio cuore batte all'impazzata, so per certo che è lui ma non so perchè glielo chiedo uguale. Lui non mi risponde.Continua a restare seduto li impassibile, come se non mi ascoltasse  - Killian mi hai fatto prendere un accidente - dico riprendendo a piangere - Pensavo ti fosse successo qualcosa di brutto. Mi hai spaventata - Niente... non proferiva parola. - Killian... ti prego di qualcosa, non riesco a sostenere questa situazione... perchè non mi parli? Io pensavo di averti perso per sempe - cado a terra in ginocchio e inizio a iperventilare, non ce la faccio piu. - Io morirei se questo accadesse. - non riuscii piu a parlare tanto erano forti i singhiozzi dovuti al pianto.
- Adesso capisci come ci si sente vero? Averere vicino la persona che ami, e credere di averla persa per sempre... - finalmente sento la sua voce. Vorrei dire che è bella come semrpre ma non è cosi: è una voce devastante. E' la voce di un uomo distrutto. Non aggiunge altro, si alza da quella maledettissima roccia e mi raggiunge, si siede a terra accanto a me e fa l'unica cosa di cui ho bisogno: mi abbraccia. Restammo così per non so dire quanto tempo, so solo che man mano che lui mi teneva stretta e mi accarezzava la schiena io riuscii a calmarmi un po.
- Pensavo fossi morto. Questa maledettissima isola è piccola e tu non rispondevi ai miei richiami.
- Non volevo farti credere questo, davvero.  Volevo però farti capire come ci si sente quando una persona da tutta se stessa per raggiungere  l'altra ma dall'altra parte trova solo muri. 
- Io...
- Shhh fammi parlare: Io ti ho conoscita quando eri circondata da muri, quando eri una ragazza sperduta, quando a parte mary margaret e David non avevi amici. Ho saputo leggerti dentro e mi sei piaciuta fin dall'inizio. Eri una gran testarda e ho dovuto faticare anni per ottenere la tua fiducia. Mi sono mai arreso? No mai e alla fine ti ho conquistata. Molti sentendo questa storia possono pensare che questa sia stata la parte piu dura: conquistarti... e invece no. La parte più dura è avvenuta dopo quando ho ripromesso a me stesso di abbattere tutti i muri che ti circondavano e eliminare ogni armatura che ti eri costruita addosso. Mi hai fatto sudare, mi hai dato filo da torcere ma alla fine sono riuscito anche in  questo intento riportando in vita la vera Emma. Ci siamo sposati e messo su famiglia. Da quel giorno la nostra vita è sempre stata rose e fiori? Assolutamente no. Tra pazzi psicopatici all'attacco, incomprensioni e litigi ne abbiamo viste delle belle ma non ci siamo mai arresi.  Io vedevo così la nostra vita: piena di ostacoli ma sempre insieme e senza segreti. Tutto sembrava perfetto... fino a quelche mese fa. Sappiamo cosa ci è successo, non starò qui a riaprire altre ferite ma c'è una cosa che non ho capito e che vorrei che tu mi spiegassi: capisco il dolore, capisco che la situazione non è semplice da accettare, capisco che ci voglia del tempo per assimilare tutto e metabolizzare la cosa... capisco tutto davvero. Tutto tranne una cosa: cosa centro io? Come mai il nostro rapporto si è inclinato cosi? Ho rivissuto questi due mesi con la mia mente per pensare ad un mio possibile sbaglio nei tuoi confronti ma non riesco a trovare una risposta. L'unica che puo farlo sei tu ma sembra che tu non ne abbia voglia o non ne senta il bisogno. Anche se viviamo sotto lo stesso tetto e passiamo parte della giornata insieme a parlare come se nulla fosse, tu sei diversa: sei distaccata, fredda... hai messo non so quanti paletti tra me e te. Se non ci fossero le bambine neanche ci rivolgeremo la parola. Non abbiamo più un momento tutto per noi: le nostre cenette romantiche, le passeggiate al chiaro di luna, le nostre serate abbracciati sul divano a sorseggiare rum... è sparito tutto. A momenti non ricordo neanche più l'ultima volta che abbiamo fatto l'amore. Io sto male Emma ma non credere che sia solo per tutte quelle belle cose che prima cerano tra noi e ora non piu. Sto male perchè ti vedo soffre in silenzio. Sto male perchè non riesco ad aiutare mia moglie... sto male perchè dai tuoi atteggiamenti capisco che la colpa è mia. 
o mio Dio... sono stata una sciocca. Ho pensato al mio dolore, alle mie insicurezze, alle mie paure ma non ho pensato alla cosa più importante di tutte: non ho pensato a lui.  Non ho pensato che con questo mio comportamento avrei potuto ferirlo. 
- Mi sento uno schifo Killian... le parole che mi hai detto quella sera in ospedale sono incise nella mia mente come un tatuaggio. Non andranno mai via.  La notte non faccio altro che sognare  te in lacrime che mi comunichi che abbiamo perso un bambino.  La tua faccia sembra delusa e io posso intuire che la delusione che hai è nei miei confronti. Tu in quei sogni mi ritieni responsabile della perdita di nostro figlio. Mi sveglio di soprassalto e devo uscire di corsa dalla camera da letto per paura che tu ti possa svegliare. Non riuscierei a sostenere il tuo sguardo. Farebbe troppo male.  Ho commesso un errore ha far prendere l'abitudine a Chloe di dormire nel nostro letto è vero ma è l'unico modo per non dare di matto. Tenerla contro il mio petto e sentire il suo cuoricino battere mi calma. Prendermi cura di loro mi calma... mi aiuta a non pensare. 
- Guardami! - mi dice con le larime agli occhi - non ti ritengo responsabile di nulla! Non è colpa tua! Non è colpa di nessuno, è andata così.
- Lo so... però io non riesco a far finta di nulla. Quando mi guardi con quegli occhi pieni d'amore mi sento rinascere ma poi nella mia mente il sogno continua a perseguitarmi e alla fine mi convinco che sia quella la realtà e che in teoria i tuoi sguardi pieni di amore sono solamente frutto della mia immaginazione. La mia mente dice:Come può amarmi ancora dopo aver perso un figlio... suo figlio! Colpa o non colpa sono sempre io che lo portavo in grembo. E' il mio corpo che non è riuscito nel suo compito. Anche se non direttamente un minimo di colpa ce l'ho. Ho detto una frase quel giorno, quando mi hai detto che dovevamo aspettare i risultati dei test per sapere se ci fossero state complicazioni. Ho detto che avrei voluto un altro bambino e tu hai detto di essere più che d'accordo. 
- So già quello che stai per dire e ti rispondo subito: No! Nessun altro bambino o bambina sostituirà mai chi sai tu. Vorrei un altro figlio questo è vero, ma non per rimpiazzare una perdita. 
- Lo so ma c'è anche dell'altro... io quel giorno ho parlato a sproposito... non ero in me, ero divorata dal senso di colpa e dalla paura di non poter aver piu bambini. Avevo paura che in quel caso mi avresti abbandonata come hanno sempre fatto tutti nella mia vita. Non ero sicura di volerne altri ma la paura ha avuto la meglio e mi ha fatto parlare senza raggionare sulle possibili conseguenze. A mente fredda ci ho ripensato e alla fine mi sono detta che come ideaa non era poi così male. Un bambino non avrebbe fatto altro che portarci altro amore, cosa di cui abbiamo assolutamente bisogno. Henry e Leila non erano assolutamente in programma così come l'ultimo, di Chloè ne abbiamo parlato ma non programmata così presto... per una volta nella vita ero convinta di volerne un'altro ma poi... lo sai perchè ho rotto la tradizione delle bambine e di Regina? Perchè l'ultima sera che le ho lasciate dormire fuori stavamo quasi per...
- L'ultima sera che le abbiamo lasciate dormire fuori è la prima volta di una lunga serie che mi hai rifiutato. 
- Stavamo per fare l'amore ma proprio mentre mi stavo per abbandonare completamente a te altre paure sono nate nella mia mente: e se nei risultati delle mie analisi ci fossero stati degli errori... se  per davvero non potevo avere piu figli? E se invece fossi rimasta incinta ma avessi perso anche questo bambino? Tutte queste domande portavano ad un'unica e sola risposta: Tu ne saresti stato devastato, forse mi avresti dato la colpa e alla fine il nostro matrimonio sarebbe fallito. Ho paura ancora adesso, evito di stare da sola con te perchè il mio primo istinto sarebbe quello di saltarti addosso... ma non posso. 
- Certo che ho sposato la persona più complessata sulla faccia della terra! Dovevi venire da me il primo giorno che hai avuto quell'incubo... dovevi dirmi cosa stava succedendo quella sera quando eravamo a casa da soli. Sai che ti amo e che ti rispetto, non ti avrei mai costretta a fare cose di cui non ti sentivi pronta. E' vero che voglio un bambino, ma non ho mai detto che lo voglio adesso. Lo vorrò nell'esatto momento in cui sarai pronta ad averlo anche tu  e se tu non sarai mai pronta per questo passo... beh significherà che 3 pargoli bastano e avanzano.  Ti voglio tutto il bene del mondo, aspetterò che tu sia pronta ma voglio che tu sappia una cosa: la vita di castità non fa per me. Non ti tradirò mai questo è certo ma non farmi aspettare troppo a lungo. Se non vuoi bambini non c'è problema: esistono le precauzioni se te ne fossi dimenticata.
- Beh... non mi sembra che con noi funzionino piu di tanto. - rido. 
- Non sono loro che non funzionano, siamo noi che abbiamo amato il rischio. 
- Ti amo Killian. Scusami per tutto. Potrai mai perdonarmi?
- Come posso perdonarti se non c'è nulla da farti perdonare? - Mi bacia e finalmente riesco a ricambiare il bacio senza timori, senza cattivi pensieri. - OHH! Questo si che è un bacio. - Mi abbraccia ancora piu forte di prima. - Ti prometto Emma che farò modo e maniera di non far piu succedere nulla di brutto alla nostra famiglia.  Ti prometto,anche se non nell'immediato, che  riuscirò a trovare un modo per abbattere le tue paure. Ti prometto, ma questo già lo sai, che non ti libererai mai di me... tu in cambio però devi promettermi di fidarti.
- Io mi fido di te! - ci scambiamo un altro bacio, questo di gran lunga piu passionale del primo. Facciamo fatica a staccarci ma è giusto così, abbiamo... o meglio, ho perso troppo tempo dietro le mie paure. E' ora di riprendere in mano la mia vita. Anche se a fatica è lui il primo a rompere il contatto tra le nostre labbra. 
-  Che ne dici? Torniamo a casa?
- Ma come? Non avevamo un weekend noi due? Sarà anche iniziato male ma abbiamo ancora una giornata a disposizione. - cambio posizione, mi stacco dal suo abbraccio per portarmi sopra di lui. Inizio a baciarlo con foga. Non so cosa mi stia succedendo, forse sono semplicemente impazzita ma è come una droga... non riesco a staccarmi. 
- Per quanto mi piaccia il trattamento che mi stai riservando purtroppo devo interromperlo.
- E' una vendetta per caso? Mi ripaghi con la mia stessa moneta? - rido ma lui è tornato serio.
- Ascolta... che tu ci creda o no sono venuto qui principalmente per star da solo con te e parlare a cuore aperto senza nessuno nel raggio di 50 km e oltre. Non ti nego che mi sarebbe piaciuto intraprendere anche un discorso più fisico visto l'astinenza però pensandoci ora come ora  sarebbe sbagliato. Non sei ancora pronta. E' vero hai espresso le tue paure ma questo non significa averle superate. Forse ci vorrà una settimana, forse un mese o anche un anno. Forse basterà solo la mia vicinanza o quella delle bambine, forse dovremmo chiedere aiuto a Archie. Non mi interessa... aspetterò anche tutto il tempo del mondo. Se venissi a letto con te oggi sarebbe una mancanza di rispetto nei tuoi confronti e non voglio. Sono venuto qui in primis per capire cosa ti turbava, ora che lo so possiamo tornare a casa. Abbiamo un altro problemino di cui occuparci.
- A si? E quale sarebbe?
- Chloè! 
***

POV REGINA.

Era mattina finalmente. Dopo una notte insonne ecco che finalmente Chloè decide di addormentarsi. Finalmente... stavo per perdere ogni speranza. Sento suonare alla porta: chi diavolo sarà mai a quest'ora? Mi sbrigo ad aprire per paura che suonino di nuovo svegliano la bambina ma quando apro la porta trovo davanti a me niente di meno che Emma e Killian
- Che diamine ci fate voi qui? Non dovreste essere in qualche posto sperduto a risolvere i vostri problemi? 
- Che tu ci creda o no lo abbiamo fatto. - Mi rispose la mia amica finalmente con un sorriso degno di chiamarsi tale sulla faccia. Anche Killian non è da meno.
- Non che non sia contenta di vedervi ma... visto che c'eravate non potevate godervi un po di tempo insieme? - guardai Killian piu che altro visto le sue ormai chiare necessità.
- Abbiamo pensato che qui saremmo stati piu utili. Come è andata con le bambine? - mi chiese una volta accomodati tutti e tre sul divano.
- A meraviglia, sono state due angioletti. 
- Davvero? - mi chiede Emma meravigliata di quella risposta.
- Certo che no! Leila è stata un amore di bambina ma Chloè... mamma mia! Ne ha combinate di tutti i colori.  Ha pianto per quasi tutto il tempo e quando non piangeva faceva i dispetti a sua sorella. Non ha voluto fare il riposino pomeridiano. E' uscita dal suo lettino almeno sette volte rischiando di rompersi la testa. Non ha voluto mangiare nulla e per protesta quando l'ho messa sul seggiolone ha buttato a terra e sui muri tutto quello che le avevo preparato. Ho finito? Certo che no! Vogliamo parlare di quando ieri sera l'ho preparata per metterla a letto? Era tardi ed era evidente che fosse stranita. Per fare prima ho pensato di metterla sotto la doccia piuttosto che farle il bagnetto. Non potete capire: gli strilli sono arrivati anche a casa di tua madre come minimo. Il vicinato avrà pensato che la stavo torturando... morale della favola? La doccia è stata un vero fiasco; voleva il bagnetto. Bene! Ho preparato la sua vaschetta, l'ho messa dentro con tutte le sue belle paperelle e.... arrabbiata per non si sa che cosa ha iniziato a buttare tutta l'acqua a terra gridando di essere un pirata. Inutili favole, canzoncine, cartoni e camomilla.  Si è addormentata questa mattina alle sei e mezza per sfinimento. 
***

POV EMMA

Nel sentire pronunciare tutti quei guai combinati dalla mia bambina non sapevo se ridere o se piangere. Forse piangere sarebbe stata l'opzione corretta. Chloè non è mai stata una bambina ribelle, vivace si ma ribelle proprio no. E' evidente che il suo comportamento sia stato incoraggiato da qualcuno. Quel qualcuno sono io. Lo confesso a causa delle mie esigenze e dei miei problemi l'ho viziata un po' troppo. Non credevo però che sarebbe arrivata fino a questo punto. Bisognava correre ai ripari. Mi scusai con Regina, la quale non era assolutamente arrabbiata e la congedai visto che era distrutta. Quando la mattina Chloè si svegliò e mi trovò accanto al suo lettino mi sorrise e allungò le sue manine per stringermi in un abbraccio. Sembrava la solita Chloe ma giusto il tempo di vestirla e di farle fare colazione che ecco che il piccolo diavoletto che si era impossessato di lei la sera precedente tornò a farle visita.
- boglio tocare mamy!
- Amore mamma deve andare sistemare parte del casino che hai fatto ieri. Vai a giocare con leila e con papà.
- No boglio tocare con te!
- Appena avrò finito giocheremo un po ok?
- NO BOGLIO TOCARE OLA! - non contenta di aver urlato aprì il cassetto della cucina, l'unico a cui arrivava in base alla sua altezza e iniziò a lanciare a terra tutti gli oggetti che trovava all'interno. Sarebbe stata davvero un'impresa farla tornare come prima. 
*** 
Di giorno in giorno la situazione sembrò migliorare sempre di più fin quando il mese successivo l'allarmismo : uragano Chloè rientrò del tutto. La bambina era finalmente tornata ad essere serena, giocava con tutti, piangeva pochissimo e sopratutto non era più arrabbiata con il mondo intero. Avevamo risolto quasi tutto... l'unica cosa che non eravamo ancora riusciti a fare è farla dormire nel suo lettino la notte. Anche la situazione "fisica" tra me e Killian era quasi risolta de tutto. Quasi perchè anche se io ero tornata in me una piccola signorina ci impediva di trascorrere del tempo da soli. Era sera, Henry era da Regina e Leila aveva deciso di passare la notte da nonna Snow per poter giocare con Neal. Io e Killian avevamo casa libera... o quasi. Chloè era nel salottino a giocare mentre io e Killian eravamo in cucina. Avevevamo cenato da poco e ora mentre la bambina scaricava le sue ultime energie prima della nanna io me ne stavo seduta al tavolo ad ammirare mio maritino in versione casalingo che lavava i piatti. Aveva un non so che di sexy... o forse era solo la mia astinenza a farmi parlare. Ormai erano giorni che soffrivo, non mi bastava più il dormire accanto a lui, avevo bisogno di più. Avevo davvero bisogno di far tornare il nostro rapporto alle origini. Mi alzai e lo raggiunsi abbracciandolo da dietro. 
- Sei sexy in versione casalingo con una mano sola!  - feci uscire la camicia dai suoi pantaloni e e iniziai a sottonargliela.
- Oi... frena signorina! E' l'umomo che dovrebbe prendere l'iniziativa non trovi? - mi disse malizioso voltandosi e baciandomi.
- Mi piacciono i giochi di ruolo.
- Ah si? Dimostramelo! - non me lo feci ripetere due volte iniziai a baciarlo con foga, gli strappai letteralmente la camicia da dosso e la gettai a terra. stavo per passare ai suoi pantaloni quando una vocina mi riportò con i piedi per terra.
- Mamy!  che tate pacendo? - chiese inclinando la testa di lato. Maledizione... avevo dimenticato che fosse ancora sveglia
- Amore nulla! Non stiamo facendo nulla.
- Pecchè papà no tamicia? fa fleddo! - ero diventata bordeaux per la vergogna e killian che fa? inizia a ridere. - Papà deve mettele il pizzamino?
- E' si amore papà sta andando a mettere il pigiamino cosa che dovresti fare anche tu.
- Ma io no tanca.
- Niente storie, è ora di mettere il pigiamino e andare a nanna. - evitando di incrociare lo sguardo con Killian che ancora se la stava ridendo andai al piano di sopra a vestire Chloè. Una volta riuscita nell'intento la portai nella sua cameretta. 
- No no no! Io ninne co voi.
- Amore sei grandi ormai per dormire con mamma e papà.
- No! Io piccola. io anni così! - mi disse indicando con la manina i suoi due anni. - Leila glande no io. 
- Ascolta: chi è la brava bambina della mamma?
- Io! 
- E le brave bambine cos'è che non fanno?
-  i capicci!
- Brava amore! Quindi per dimostre a mamma che sei un abrava bambina devi provare a dormire nel tuo lettino questa notte ok?
- No!
- Chloè... 
- Io paula!
- Non è vero, hai sempre dormito da sola. Facciamo così: se questa notte dormirai nel tuo lettino domani mattina la mamma ti coprerà un nuovo giochino ok?
- Lo telgo io?
- Si potrai sceglierlo tu.
- Allola notte mamy! - si mise da sola sotto le coperte e chiuse gli occhietti. Che gran furbetta non c'è che dire. Aspettai che si fosse addormentata dopodiche spensi la luce della sua cameretta e andai in camera da letto. 
- Non mi dire: ci sei riuscita? - mi prese in giro Killian 
- Stai zitto e datti da fare... abbiamo un'infiniità di tempo da recuperare. 
- Come la signora comanda!
Ebbene si... ci è voluto un po ma alla fine tutto è tornato alla normalità. Ho due genitori,Ho un martio tre figli un'infinità di amici meravigliosi. Abbiamo avuto una grave perdita e sono caduta in basso... ho toccato il fondo se così si può dire, ma come ben si sa una volta toccato il fondo non si può far altro che risalire.  Ho iniziato passo dopo passo a riprendermi la mia vita e adesso a distanza di mesi posso dire di esserci quasi completamente riuscita. Rimarrà per sempre un vuoto nel mio cuore ma se da un lato c'è un vuoto dall'altro c'è tanto amore e per ora è questa la cosa importante. 
 
Note dell'autore:
Scusate se vi ho fatto aspettare ma mi ci è voluto un po per mettere nero su bianco questa one shot. Cosa dire: diciamo questo è un capitolo di passaggio prima di poter tornare a narrare di avvenimenti divertenti e pazzi all'interno di questa stramba famiglia. 
P.S. Ho pubblicato senza controllare. Scusate per eventuali errori ma vado molto di fretta. E' capace che tra qualche ora ripassi da queste parti per aggiustare il tutto. scusate ancora e alla prossima. 




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Capitolo 21
*** Un nuovo arrivo ***


Ho ritrovato questa one shot tra le vecchie bozze. Avrei dovuto pubblicarla durante il periodo natalizio ma poi di sicuro è successo qualcosa per cui non ho potuto tener fede al programma che mi ero posta. Anche se con un po' di ritardo la pubblico ora. Il clima è ancora un po' freddino quindi possiamo ancora immedesimarci ehehehehe. Buona lettura. 

POV EMMA

E' incredibile come cambia la vita nel corso degli anni, ci stavo pensanso proprio questa mattina mentre accompagnavo Leila e Chloe a casa di mia madre. Siamo sotto clima natalizio e le strade e le vedrine di ogni singolo negozio sono addobbate a festa per questa occcasione. Anni fa questo era il periodo dell'anno per me me più brutto... Trascorrere le festività natalizie, sopratutto quando sei solamente una bambina, all'interno di una casa famiglia non è deciamente il massimo. Ricordo di aver scritto si o no tre letterine a babbo Natale: dai sei agli otto anni. Lì , su quel foglio , nero su bianco c'era incisa l'unica richiesta che davvero mi stava a cuore: 
Natale 1989
"Caro babbo Natale, sono Emma e faccio la prima elementare. Sono una monella lo so ma lo faccio per difedermi... qui nessuno mi vuole bene. Se davvero esisti ti chiedo di portarmi un solo regalo: i miei genitori."
Natale 1990
"Caro Babbo Natale, sono sempre io Emma. La direttrice della casa famiglia in cui vivo mi ha detto che se il mio regalo lo scorso anno non è arrivato è perchè sono stata troppo cattiva. Io non penso sia così. Sono sicura che la mia letterina ti sia caduta per sbaglio e non hai potuto leggerla. Non fa niente, non sono arrabbiata con te. Per quest'anno la mia richiesta non cambia... vorrei tanto conoscere i miei genitori."
 
Natale 1991
" Caro babbo natale... ti odio. Mi hai deluso come tutti gli altri. Emma."

Per molti anni ho odiato questa festività ma da qualche anno a questa parte le cose sono cambiate. Da quando ho spezzato il sortilrgio per essere precisi. Passare per la prima volta il Natale in quella che era a tutti gli effetti la mia famiglia è stato diverso...piacevole. Non credevo che sarebbe mai accaduto e non credevo neanche che sarei diventata la classica persona che corre alla ricerca dei regali perfetti eppure è proprio quello che sono diventata. Dobbiamo ringraziare le bambine per questo. A proposito delle bambine: le ho lasciate da mamma perchè ho appuntamento con Killian proprio per andare a comprare i loro regali, mi mancano solo loro a dire la verità, per il resto ho già fatto tutto. Su Chloè non ho problemi, è facile far felice una bambina di due anni, su Leila sono un po' titubante. Ha scritto la sua bella letterina a Babbo Natale un mese fa  ma ci sono dei punti che... mmh non è che mi soddisfino molto. Vedremo insieme con Killian cosa fare a riguardo. 

***

POV SNOW

Questo è quello che ho sempre desiderato: nipotini sparsi per tutta casa che giocano felici. Devo ringraziare Emma per tutto questo, non potrei davvero desiderare di meglio. Ormai Chloe ha due anni e qualche mese  e Emma sembrerebbe essersi tranquillizzata sul fattore bambini... chissà magari se non questo'anno magari l'anno prossimo mi farà lo stesso regalo di due Natali fa:  lei e killian si presentarono con una scatolina con all’interno un’ecografia. Era già incinta di qualche mese già ma fu molto brava a nasconderlo. Voleva essere sicura che fosse tutto sotto controllo prima di farci questa sorpresa e ora questa meravigliosa sorpresa è qui in salotto a smontare tutte le costruzioni di Neal. 
- Nonna, nonna quando arriva babbo natale? - mi riporta alla realtà Leila
- Stanotte tesoro!
- E mi porterà tutti i regali che ho scritto sulla mia letterina?
- Non lo so, se sei stata una brava bambina penso proprio di sì.
- Sono stata super brava nonna! - risponde convinta e sicura di se. 
- Ne sei sicura? Hai sempre obbedito a mamma e papà? Non hai mai fatto dispetti a chloe?
- Mmm quasi brava allora... - la vedo intristirsi - Questo vuol dire le Babbo Natale non mi porterà i regali allora???? - che piccolo tesoro. 
- Stai tranquilla bambolina, sono sicura che non ti considererà una bimba cattiva se qualche volta hai fatto la monella.
- Speriamo, io voglio i miei regali!
- Coy anche tanti legali!
Rido sentendo come la più piccola pronuncia il suo nome.
- Chloe amore ripeti un po’: come ti chiami?
- Coy!
- No amore non si dice coy si dice "Cloy" manca una letterina
- Coy! - continuò a ripetere imperterrita. - Mi camo Coy!
- Ok va bene, come non detto. 
- Tanti tochi per me?
- Sono sicura di sì ora però andate a giocare. - riesco a mandarle nel salottino giusto in tempo prima che mio marito entrasse in casa gridando di felicità.
- Non indovinerai mai chi ho appena incontrato e dove! -  Disse 
- David...
non mi fece parlare - Ho visto Emma e Killian uscire niente di meno che dal pronto soccorso di Storybrooke.
- Cosaaa???? - mi allarmai
- No no no ferma, non iniziare a farti strani film, stavano benissimo; erano sorridenti... forse anche troppo.
- E allora perchè erano in ospedale? - chiesi non capendo dove volesse andare a parare
- Ma non capisci? Dovevano andare a fare i regali giusto???? Magari...
- O mio Dio! Pensi che... oddio sarebbe meraviglioso!
- Shhh, le bambine possono sentirti.  Non dobbiamo dire nulla a nessuno, tantomeno a loro, dovranno credere di averci ingannato bene bene in questo periodo. 
- Lo sapevo, lo sapevo lo sapevoooooo!  - cominciai a dire tutta euforica -  Troppe coincidenze: il loro ritorno a Storybrooke, l’influenza di Emma di qualche giorno fa, il lasciare le bimbe per strane commissioni... un nuovo membro della famiglia reale è in arrivo!
***

POV EMMA

- Quindi è deciso! Succederà stasera - disse il mio bel maritino dopo essere usciti dall'ospedale. 
- Solo se lo vuoi anche tu! È una decisione importante... non si potrà più tornare indietro poi.
- Lo so, ne sono consapevole e mi va bene così. Saranno felicissime.
- Leila ne sono convinta, sono mesi che me lo chiede ma Chloe... mmmh...  non so mica come reagirà.
-  Andrà benone tesoro, ne sarà felice anche lei.
Lo bacio  - Casa nostra sta diventando un po’ strettina! - sorrido perdendomi nel blu dei suoi occhi
- Mmmh ci sono ancora quattro o cinque stanze vuote che sarei più che felice di riempire!
- Un passo alla volta capitano. - gli diedi una leggera spintarella
- Wow, non hai detto di no! - disse sorpreso
- C’è già un nuovo arrivo in corso, non pensiamo ai prossimi! - lo baciai nuovamente sperando che il discorso finisse li. 
- Va bene hai vinto! Andiamo a finire di organizzare il tutto per questa stasera.
***

POV REGINA

- Snow ne sei sicura???? -  dissi sconvolta
- Me lo ha detto David! Li ha visti! 
 wow questa si che è una notizia! Killian e Emma hanno procreato... “di nuovo”. Sarebbe una notizia bellissima se solo non conoscessi bene la mia amica. Per entrambe le bambine si confidò con me, perchè questa volta no? Che non fosse davvero felice? - Non pensi che Emma avrebbe dato di matto nel caso fosse esatta la vostra teoria? Fino a qualche mese fa non la vedevo tanto convinta sul fatto di allargare la sua famiglia.
- Chissà!  Magari è capitato o magari ci hanno solamente depistato per la sorpresa di questa sera. - mmh... non so.  - Ok ok basta parlarne ora!  Iniziamo a preparare il tutto per la cena dai!
Ero in cucina con le mani in pasta a preparare il mio solito dolce alle mele quando la mia nipotina Leila entrò nella stanza tutta sorridente
-Ziettaaaaa ciao! Che prepari? - chiese curiosa
- Le crostatine alle mele che ti piacciono tanto. 
- Posso aiutarti?
- Non preferisci andare a giocare?
- Non posso andare di sopra!  Henry mi ha cacciato dalla stanza. - sembrava offesa
- E perché mai? - domandai pensando avessero bisticciato.
- Perché sta incartando il regalo che Babbo Natale gli ha portato per me è non vuole farmelo vedere. Ma come è possibile che Babbo Natale glielo abbia portato in anticipo?
Bella domanda...  questa signorina sta crescendo troppo in fretta - forse... forse gliel' ha consegnato prima perché magari  stasera ne dovrà portare uno ancora più grande!
- Dici zia? Tu cosa hai chiesto a Babbo Natale per me?
- Non si dice amore che sorpresa sarebbe altrimenti!
- Uffa nessuno mi dice nulla in questa  casa!  io voglio sapere
- Curiosa come tua mamma! - le dico pensando a quando effettivamnete siano simili queste due.
- Cosa c’entro adesso io? - ed ecco arrivare anche Emma in casa. 
- Mamma mamma dove sei stata??? Mi sei mancata tantissimooooo! - corse ad abbracciarla.
- Si Emma dove sei stata? - replicò snow tutta euforica
- È una sorpresa amore mio -  rispose a sua figlia - Devi solo sapere che mamma ha incontrato Babbo Natale questa mattina e ha commissionato una bellissima sorpresa per te e tua sorella!
- whale non è proprio il prototipo di Babbo Natale non trovi ? - Mi disse snow all’orecchio ridendo
- Fai silenzio una buona volta! - risposi a tono - Leila amore allora mi aiuti con queste crostatine o hai deciso di lasciarmi lavorare da sola?
- Posso farne una per Babbo Natale?
- Certo che sì amore
- Allora ti aiuto!
- Brava bambina.
- Volete una mano? C’è qualcosa da fare? - chiese Emma togliendosi quell'odiosa giacca rossa
- Assolutamente no! - rispose Snow categorica - Emma tesoro perché non ti rilassi un po’ invece? sarai stanca! - perchè quella donna deve sempre esagerare?
- Io sto benissimo mamma!
- Mmmh la tua faccia mi dice che hai bisogno di sederti. Avanti vieni a sederti qui con me sul divano e raccontami qualcosa.
- Non ho nulla di nuovo da dire se non che non vedo l’ora che arrivi questa sera
- Anche io! Non so il perché ma sono sicura che sarà una serata indimenticabile.
***

POV KILLIAN

Quando entrai nel loft trovai chloe intenta a giocare con i suoi giochi e Leila con Regina a preparare qualche prelibatezza mentre mia moglie e mia suocera erano sul divano intente a chiacchierare.  O meglio: era snow quella che chiacchierava, la mia povera Emma al contrario sbuffafava disperata. 
- Salve a tutti! - salutai  e in meno di mezzo secondo mi ritrovai mia moglie addosso:  
- Portami a casa ti pregoooo! - mi sussurrò all'orecchio
- Che succede amore?
- Mia madre è insopportabile oggi. Non mi fa fare nulla, devo sedere e riposare perchè secondo lei il mio corpo ne ha bisogno! 
- Allora ringrazia che sono già arrivato! - le do un bacio. - Che ne dici swan prendiamo le bimbe e andiamo a prepararci per questa sera?
- Se riesci a togliere Leila dalla preparazione dei dolci.... 
 Provai a dire alle bimbe di andare a casa ma non ci fu verso: una voleva giocare con nonna Snow mentre l’altra voleva continuare a fare i dolcetti con zia Regina - Allora visto che siete molto impegnate io e la mamma andiamo a casa e torniamo dopo va bene?
- Va bene!!!! Ah mamy, mi porti il vestitino che ho scelto per mettere stasera? - Leila e i suoi vestitini... mi manderà al manicomio prima o poi. 
- Certo ma a patto che nonna vi faccia il bagnetto. 
- Ci penso io Emma tranquilla. - rispose la diretta interessata.
- Vogliamo andare amore? - dissi per poi avvicinarmi al suo orecchio - Ah...visto che saremo soli... che ne dici di un anticipo di quello che sarà il tuo regalo di natale...- ammiccai
- Mmmh con molto piacere. - salutammo tutti e andammo a casa. Neanche il tempo di entrare che la presi in braccio e la portai in camera.
- Non perdi tempo capitano! - mi disse
- Quando ci ricapita di non avere figli a zonzo per almeno un paio d’ore?
- Vero, ma dovremmo almeno mettere i regali in macchina prima.
- Per quello basterà una mezz'oretta! Allora mia principessa... vuole fare compagnia a questo povero pirata?
- Ne sarei davvero onorata.
Fu cosi che ci abbandonammo a noi stessi per quel poco tempo di autonomia che avevano a disposizione, dopodiché ci preparammo, prendemmo i vestitini delle bambine, i regali e dopo averli sistemati in macchina partimmo nuovamente in direzione del loft. Una volta arrivati Emma salì in casa a vestire le bambine mentre io aiutai David ad inserire i regali dentro delle grandi sacche per poi sistemarli nella sua cantinetta. Tutto era pronto o quasi per la magica serata. Mancava solamente un regalo all’appello, il più importante forse, ma io ed Emma sapevano già che sarebbe arrivato molto presto.
***

POV EMMA

Eravamo finalmente tutti a tavola e io fremevo per il dopo cena. Non vedevo l’ora di consegnare il regalo speciale alle mie piccoline.
- Emma a cosa pensi? - disse mia madre sorridendo
- emmh Al dopocena a dire la verità! 
- A quando arriverà Babbo Natale mamma? - chiese Leila con tutta la faccia sporca di sugo. 
- Mmmh diciamo di sì dai...
- Gli hai chiesto un regalo per me?
- Certo che sì tesoro e sono sicura che ti piacerà molto!
- Non vedo l’ora di sapere cos'è! Quando arriva Babbo Natale mamma?
- Amore non lo so ha tante case da visitare. Non temere però: se non penserai a lui ogni tre secondi il tempo scorrerà più velocemente e lui sarà qui in men che non si dica. Ah visto che ci sei perchè non vai in bagno a sciacquarti il visino?
- OOOOOk!
Proseguimmo la cena ridendo e scherzando come al nostro solito fin quando una chiamata arrivò sul telefono di mio padre il quale dopo aver risposto ci comunicò di essere stato chiamato da Leroy per un’emergenza.
- No nonnoooo! Non andare via nonno!
- Nonno lesta qui co me! Ti plego! - mio padre ha fatto breccia nei cuori di tutti i suoi nipoti non c'è che dire. 
- Amori tornerò prima che Babbo Natale sarà qui ok?
- Va bene!
Passo un’ora ma di mio padre ancora nessuna traccia.  Le bambine cominciavano ad essere ingestibili: una per il sonno e l'altra per l'impazienza di ricevere i regali.  Qualcuno suonò il campanello.
- Finalmente! - dissi -  Leila, Chloe,  andate ad aprire deve essere il nonno che come al solito ha dimenticato le chiavi. - Vidi Leila prendere la manina di sua sorella e incamminarsi. Quando aprirono la porta non si ritrovarono davanti nonno David ma bensì una figura un po’ più barbuta e anziana vestita di rosso.
- Tu... tu sei Babbo Natale!!!!! - esclamò mia figlia, la più grande, sorridente come non mai. Per Chloe la reazione fu differente. Si spaventò e corse da me in lacrime.
- Amore non devi piangere, Babbo Natale è venuto a portarti tanti bei regali! - niente da fare non riuscii a convincerla, si nascose dietro a me e mi strinse forte. Babbo natale si accomodò sul divano con noi e si mise in braccio Leila la quale splendeva di gioia da tutti i pori.
- Sono venuto a consegnare dei regali: siete pronti?
- No babbo natale! Dobbiamo aspettare nonno David! Anche lui vuole vederti! - mia figlia è un amore, peccato non si sia accorta che Babbo Natale sia proprio nonno David travestito. Non ne sapevo nulla e devo dire che la sua sorpresa per le mie bimbe è stata super gradita o almeno per una di loro....
- Ho visto tuo nonno poco fa, ha detto di iniziare a consegnare i regali.  Facciamo cosi: io li consegno e poi li aprite con lui va bene? 
-  Va bene! Allora... dove sono i miei regali?
- Calma signorina tutto a tempo debito, prima tu e tua sorella dovete darmi un bel bacino.
- Ok! - disse la grande saltandogli immeiatamente addosso; con chloe... beh ci è voluto più di un quarto d’ora ma alla fine, per sfinimento da parte di Leila, si convinse e gli diede un bacino anche lei. Babbo Natale andò via e neanche dieci minuti dopo torno nonno David
- Nonno nonno ti sei perso babbo natale! Ci ha portato i regaliiiiiii
- Wow! È li avete aperti senza di me?
- No ti stavamo aspettando.
- Ma che brave nipotine che ho! - diede loro un bacino - Visto che ora sono qui che ne dite di iniziare ad aprirli?
- Siiiiiiiiiiiiiiiiii! I miei i miei!
- E va bene allora - dissi - vediamo cosa abbiamo qui! - iniziai a prendere pacco per pacco e a consegnarli a tutti i presenti. Leila ricevette da parte di nonno e nonna dei pattini in linea, da zia e zio il nuovo set per il thè con nuovi vestiti da principessa, da Henry un fantastico libro con una storia personalizzata scritto da lui e da me e Killian la casa delle bambole che tanto desiderava. Chloè invece ricevette tutti giocattoli per la sua età con suoni, canzoncine e tanti tanti colori. Sarebbe stata la fine della pace in casa Jones... come se c’è ne fosse mai stata. Ognuno aprì i suoi regali e tutti sembravano essere felici: tutti tranne Leila.
- Amore di mamma che c’è? - chiesi alla mia bambina notando il suo sguardo dispiaciuto. 
- Babbo Natale non mi ha portato il regalo che più desideravo. 
- Amore aspetta: guarda qui? - Dissi indicando una piccola scatolina azzurra con il fiocco bianco - Questo è un altro regalino e guarda un po' cosa c'è scritto? Per Leila e Chloe.
- Non entra li dentro quello che voglio io. Babbo natale è cattivo io non gli voglio più bene. - sentirle pronunciare quelle parole mi ricordò tanto me quando per l'ennesimo anno di fila rimasi delusa dalla figura leggendaria di Babbo Natale. Dovevo intervenire subito, non volevo vederla triste un secondo di più.
- Amore questo regalo glielo abbiamo chiesto espressamente io e papà per voi due e sono sicura che vi piacerà molto. Volete aprirlo?
- No! - rispose secca
- tiiiiii - rispose l'altra facendo arrabiare la grande
- Ho detto no!
- Leila fidati della mamma ok? Sono sicura che non te ne pentirai.
- Uff! E va bene...

POV SNOW

Quando Emma tirò fuori dal sacco quella piccola scatolina il mio cuore sobbalzò di gioia e alla mente tornarono ricordi meravigliosi vissuti due anni fa.

Flasback
Era la sera di Natale, eravamo a casa di Regina a chiacchierare tranquilli sul divano quando come al solito quel terremoto di mia nipote Leila, all’epoca 4 anni, decise di tormentare tutti per avere i suoi regali. Per sfinimento Emma e Killian cedettero e ognuno di noi iniziò a scartare i suoi pensieri. La bambina era felicissima per i regali ricevuti e si mise immediatamente a giocare con i nuovi giochi.  Non passò molto prima che Emma decise di interromperla:
- Amore di mamma siediti un attimo sul divano, nonna e nonno devono ancora scartare il loro regalo.
- Emma ma... - le dissi io mostrandole il regalo che mi avevano fatto.
- Ne abbiamo un altro per voi due. - estrasse dalla borsa una scatolina. - Avevamo pensato di destinarlo a Leila ma è ancora troppo piccolina per questo. Non capirebbe - me lo porse. - prima che tu lo apra vorrei dire una cosa a tutti voi: non rimaneteci male.
- Di cosa? - chiesi non capendo. 
- Tra poco capirai. - aprii il  pacco e all’interno vi  trovai un bigliettino regalo. Lo aprii e trovai una foto o quello che pensavo fosse una foto.  sul retro vi era scritto buon Natale nonni.  Non era una semplice foto: era un'escografia. Quando mi resi conto di ciò che avevo tra le mani iniziai ad urlare attirando l’attenzione di tutti
- Snow! Cosa.... - David era impassibile, conoscendolo non aveva capito nulla. 
- Non capisci David? Saremo nonni! Di nuovo!
- Vuol dire che... - David guardò Emma la quale annuì. 
- Mio Dio tesoro ma è una cosa meravigliosa! - Ci alzammo tutti per abbracciarla e per abbracciare Killian dopodiché guardai Leila che ci fissava strano.
- Hai sentito amore? Avrai un fratellino! - le disse nonno David
- Io non voglio un fratellino!
- Magari sarà Una sorellina. - continuai io
- Neanche la sorellina voglio. Io voglio un cane! - a quella risposta tutti scoppiammo a ridere Fin quando David non prese la parola:
- Emma scusa, per quelle motivo ti sei scusata prima? 
- Beh... forse è meglio mostrarvelo. - Finalmente si tolse quell'orribile maglioncino sbrillentato che aveva indosso. 
- Mah... - rimasi senza parole quando vidi cosa nascondesse sotto quell'indumento: un pancino ben pronunciato si presentò per la prima volta davanti ai nostri occhi. Ecco perchè indossava sempre maglie troppo larche ultimamente. -  Emma...
- Lo so, lo so avrei dovuto dirvelo prima. Lo abbiamo detto solo a Regina ecco perchè mi stavo scusando. 
- Di quanti mesi sei?
- Tre e mezzo. Quasi quattro a dire la verità! Abbiamo aspettato così tanto perchè ho avuto dei problemi con il bambino. 
- E ora? - chiesi preoccupata
- Ora tutto si è risolto fortunatamente.
- Mammina? Ma questo fratellino è nella pancia? - chiese Leila indicando il ventre gonfio di sua madre
- È si amore
- Lo hai mangiato? - inclinò la testa di lato
- No amore certo che no!
- Allora come ci è finito lì dentro?
- Quando sarai più grande te lo spiegherà papà amore.
- Io????? - esclamò mio genero sgranando gli occhi.
- Beh... io le spiegherò come nascono i bambini, tu come ci arrivano qui dentro. - si indicò la pancia
Quella sera fu l'inzio di una nuova avventura.

fine flashback
***
- O mio Dio, o mio Dio o mio Diooooooooooo! - scattai a sedere tutta euforica.
- Mamma per favore un po’ di contegno. Non sai neanche cos'è!
- Oh tesoro mio penso proprio di saperlo! Avanti Leila, chloe, perchè non aprite il vostro regalo? - vedo Leila ancora molto dispiaciuta di non aver ricevuto ciò che desiderava convincersi ad aprire quel piccolo pacchettino. L’ansia mi stava divorando... ero sicura di cosa ci fosse all’interno di quella scatolina, ma il non vederlo con i miei occhi ancora non lo rendeava reale.
- Bello mamy mi pace! - disse Chloe senza capire davvero cosa fosse. 
- Mamma questa è.... è una foto? - le chiese a quel punto Leila e io iniziai a sorridere come un ebete. La storia si stava ripetendo. 
- È una foto un po’ speciale amore. - le rispose con dolcezza sedendosi accanto a lei
- Io non volevo una foto!
- Non è una semplice foto quella che ti abbiamo regalato... ciò che è ritratto nella foto è il tuo vero regalo... il vostro regalo.
- Davvero? - vedo i suoi occhi illuminarsi, tenera, deve aver capito.
- E quando arriverà? È maschio o femmina? Come lo chiameremo?
- Una domanda per volta tesoro... beh è un maschietto tanto per iniziare.
- O mio Dio davvero????? Saltai in piedi per andare ad abbracciare mia figlia. - Oddio tesoro mio non sai quando sono felice.
- Per cosa manma????
- Ma come per cosa? Per il nuovo arrivo. So quanto è stata dura per voi dover affrontare quella perdita, sapere che ora un nuovo membro della famiglia presto sarà qui mi riempie il cuore di gioia.
- Mamma... tu... devi aver frainteso.... noi -propio in quel momento qualcuno suonò  il campanello interrompendoci
- Leila amore perché non vai tu? - disse killian. La bimba obbedì e andò immediatamente ad aprire la porta.  La sentii strillare di gioia
- Deduco che tu sia la piccola Leila - le disse una voce dall'altro lato della porta che non riuscivo a vedere
- Si sono io. 
- Ho una consegna per te. - le consegnò qualcosa che da lontano era indecifrabile, la salutò e si congedò.
- Mamma mamma guarda: è arrivato! Teneva in mano un minuscolo cagnolino che poteva avere si è no un paio di mesi. Un Labrador di colore beige per la precisione.
- Emma... - ero confusa. 
- Mamma è lui in nuovo arrivo! - mi mostrò la foto che Leila aveva precedentemente ricevuto 
- Ah! - fu l'unica cosa che riuscii a dire. 
- spero tu non ci sia rimansta troppo male. - mi disse vedendomi un po spiazzata
- Io... no... non.. non ci sono rimasta male, ma almeno un po’ ci speravo. Credevo fossi...
- Non è il momento ancora. E' troppo presto. - Si limitò a rispondere
- Nonna nonna ti piace il mio cagnolino?
- Si tesoro è bellissimo. - forse aveva ragione, era ancora troppo presto. In fondo Chloe aveva solamente due anni. Il regalo che tanto stavo aspettando non sarà arrivato questa sera ma sono sicura che presto arriverà. 
- Ho deciso il suo nome: si chiamerà Prince! - esclamò mia nipote. 
- E' un nome meraviglio. Perchè ora non fai vedere anche a tua sorella Prince? 
- Va bene - Chloe guarda il mio...
- Il nostro... - le suggerì sua madre.
- Il "nostro" cagnolino! - Leila mise il cagnolino a terra il quale iniziò a correre  nella direzione di chloe. La piccola aveva paura e iniziò a sgambettare per casa gridando “ via bau! No venile da me.” Niente da fare, il cagnolino la raggiunge e iniziò a giocare con la sua gonnellina tirandogliela e facendo cadere in fine la bimba a terra.
- Cattivo bauuuu! Mamy in braccio! 
- Sicura della scelta amore?  - le disse Killian abbracciandola
- Più che sicura. - rispose per poi guardare me - Mamma scusa ancora se ti ho fatto credere... non era mia intenzione. 
- Cosa siete andati a fare allora da whale questa mattina? Vi ho visti! - disse suo padre
- Si vi ha visti. Ecco perchè ero convinta di questa cosa. Il pacchetto, la foto, la visita in ospedale... 
- Siamo andati a trovare August! È stato poco bene.
- Ah ok,Capito.
- Che ne dite di calmare i tristi animi con una partita a tombola? - Ho bisogno di soldi! - Esclamò henry facendoci ridere tutti di nuovo. 
- Bella idea! - disse Regina
- Ci sto! - le diede sostegno Robin
- No no no aspettate aspettate! - dico -  ho una cosa da consegnare ad Emma prima.  - le porsi un pacchettino. 
- Ma come?  il regalo me lo hai già dato.
- Io e tuo padre abbiamo pensato di... tieni,prendi.

***

POV EMMA. 


Era un piccolo pacchettino con all’interno una scatolina e una busta. Apro per prima la scatolina come mi indicò mio padre e trovai una collana con un ciondolo a forma di fiore. più lo guardavo bene e più trovavo la somiglianza con il mio tatuaggio. Sembra molto antico come gioiello ma è davvero molto molto fine.
- Mamma, papà, è bellissimo! - dissi abbracciandoli e facendomi aiutare da papà ad indossarlo. 
- Snow ma quello è... - iniziò  a dire Regina ma venne interrotta da mio padre:
- Leggi il biglietto. - mi disse
Aprii la busta... - Biglietto???? - Domandai.  Quello non era un biglietto ma una vera e propria lettera.

Non puoi neanche immaginare come ci sentiamo in questo momento dopo aver letto nero su bianco i tuoi stati d'animo. Eri solamente una piccola creatura indifesa  e spaventata ma nessuno è mai riuscito a capirti fino in fondo. Hai subito scherzi, derisioni, umiliazioni e non so cos'altro. Non ho avuto coraggio di leggere tutto. Non so se vorrò mai sapere sai? sarebbe prendere atto a tutti gli effetti della nostra più grande sconfitta. E' tutta colpa nostra... si Emma è tutta colpa nostra se la tua vita agli inizi è stata piena di sofferenze e ti chiediamo scusa per questo. Ci abbiamo provarto a salvarti, pensavamo che metterti in quella teca magica fosse la soluzione migliore per garantirti un futuro sereno e senza sofferenze ma a quanto pare ci sbagliavamo. Ricordi cosa ci hai detto quando hai scoperto che eravamo i tuoi veri genitori?  noi si: " Per 28 anni sono sempre stata convinta di un'unica cosa: che mi avete abbandonata. Per tutti questi anni sono stata sola... la solitudine è la maledizione peggiore." Queste parole ci hanno tormentato per anni, pensavamo di averlo in parte superato ma  oggi queste parole sono ritornate alla mente come un fulmine a ciel sereno. Volevamo farti un regalo speciale per questo natale sai? così abbiamo indagato un po per trovare quello che poteva essere per te il regalo perfetto. Purtroppo ci siamo imbattuti in qualcosa che ci ha distrutti: abbiamo toccato con mano parte del tuo passato. Il regalo che ci piacerebbe farti a questo punto sarebbe: o una pozione di memoria per dimenticare le sofferenze subite o un incantesimo per modificare i tuoi ricordi come quello che Regina utilizzò su te e Henry, ma non lo faremo. In questo modo renderemmo la tua vita una bugia e la colpa serebbe per la milionesima volta la nostra. Ispezionando il negozio di Gold abbiamo trovato questa collana con questo ciondolo. Apparteneva alla nostra famiglia sai? Venne regalata a tua nonna Eva da sua madre il giorno del suo primo ballo quando compì 14 anni, apparteneva ad una nostra discendente. Tua nonna lo regalò a sua volta a me... tua madre. Un piccolo cimelio di familia che  ha passato il testimone di generazione in generazione insomma. Tutto fino a quando sei nata tu. Quel giorno la tradizione si è fermata. Abbiamo sognato tanto il giorno in cui avresti compiuto 14 anni, avresti fatto ingresso come principessa nella grande sala del palazzo reale per il tuo primo ballo. Sognavamo di darti questo piccolo prezioso regalo in quell'occasione dal giorno in cui abbiamo saputo di te. Putroppo non ne abbiamo mai avuto l'opportunità. Spero che non sia troppo tardi per rimediare. Ti amiamo piccola principessa del nostro cuore, lo abbiamo fatto in passato, lo abbiamo fatto quando eri semplicemente la nostra cara amica Emma e lo faremo per sempre. Siamo stati con te per tutta la vita e speriamo che il nostro amore, ora che puoi palparlo con mano, possa aiutarti a cancellare quei brutti ricordi del passato dal tuo cuore. con affetto
mamma e papà."

inutile dire che scoppiai a piangere già alla seconda riga di quella lettera. Non so cosa avessero scoperto ma leggere quelle parole crearono in me una serie di forti emozioni.
- Vi.. vi voglio bene! - riuscii a dire prima che altre lacrime mi impedirono di parlare. Li avevo rittrovati da anni ormai eppure mi faceva ancora effetto tutta quella situazione. 
- Ti vogliamo bene anche noi bambina! - mi abbracciarono entrambi e rimanemmo in quella posizione fin quando non riacquistai un po di lucidità. 
- Cosa... cosa avete scoperto del mio passato? - chiesi. Di tutta quella lettera quella era la parte che piu mi metteva ansia. Ho sempre evitato di parlargli delle mie sofferenze passate, non mi sentivo pronta a parlarne e sopratutto non volevo che ne venissero a  conoscenza, conoscendoli li avrebbe distrutti. 
- Come abbiamo scritto su quel foglio eravamo alla ricerca del regalo perfetto.  un mesetto fa ti abbiamo vista iniziare a fare ricerche su internet e negozi per trovare tutti i regali che i tuoi figli ti avevano chiesto. Abbiamo preso atto che noi non abbiamo mai avuto modo di farlo con te e volevamo recuperare. Abbiamo chiesto ad Henry e a Regina di darci una mano e con i poteri dell'autore di uno e la magia dell'altro siamo riusciti a trovare qualcosa. Abbiamo trovato queste - mi mostrarono dei fogli -  le tue letterine scritte a babbo Natale quando eri solo una bambina. Leggerle è stato devastante. Una bambina  deve chiedere giocattoli, vestitini... non i suoi genitori. 
- Io... - ero senza parole.
- Facci finire. Se quelle tre letterine ci hanno spezzato il cuore prova ad immaginare cosa ci può aver fatto questo. - Non potevo crederci, avevano in mano tutti i miei diari segreti che avevo iniziato a scrive dalla tenera età di 6 anni fino ai 18 quando grazie a Neal non sentii più bisogno di confidarmi con delle semplice pagine bianche. - Emma scusaci per averti lasciato vivere tutto questo. Io non pensavo che la tua vita fosse stata così difficile, perchè non me ne hai mai parlato?
- Mamma... non valeva la pena parlare di questo. E' il passato.
- Ma lo abbiamo causato noi. Noi abbiamo fatto si che vivessi tutto questo. Dopo i diari scritti che avevi 11 anni mi sono fermata. Non ho trovato la forza di leggere il resto. Mi sento in colpa per averti abbandonata e non posso accettarlo. 
- Dovrai farlo invece perchè mi ha resa quella che sono. Non vado fiera della mia vita passata, non ho ricvuto amore e non mi sono mai comportata come un esempio di vita, ma tutto questo mi ha reso la Emma che sono oggi: la figlia, la moglie , la mamma e l'amica che sono oggi. Per quanto mi sarebbe piaciuto avere un'infanzia come quella di queste due signorine - indico le mie due piccoline - sono consapevole anche che ora non sarei la stessa... quindi mi va bene così.
- Sei una donna fantastica Emma e sono sicura che lo saresti stata anche se al tuo fianco ci saremmo stati noi. Permettici di rimediare.
- Non avete bisogno di rimediare nulla.
- Per favore!
- Daccordo ma niente ritorni al passato o memorie cancellate. 
- No. ricominciamo da qui, dal giorno in cui presentiamo la nostra principessa a tutto il popolo. - disse indicando prima la nostra famiglia e poi il ciondolo.
- Quindi con questo ora sarei una Charming a tutti gli effetti?
- Lo eri anche prima ma si. Ora il tuo titolo è ufficiale e ben in vista. 
- Parli di questo? - indicai la collana dopodichè ripensai alle parole della lettera e alle occasioni in cui era stato donato il ciondolo.  - Non è che ora orgnizzerai un ballo dove dovrò scegliere un pretendente vero? Vorrei ricordarti che ne ho già uno papà. - scoppiammo tutti a ridere
- Nessun ballo solo una bella partita a tombola ok? I tempi sono cambiati principessa .
- Ci sto. - ci diriggemmo tutti verso la grande tavolata ma prima di sederci richiamai la loro attenzione:
- Aspettate! - si girarono tutti ma il messaggio che avevo intenzione di dare era rivolto solo a loro due: i miei genitori. - Qualcuno lo ha già visto ma voi due no o altrimenti me lo avreste fatto notare. 
- Cosa?
- Questo ciondolo rappresenta la nostra famiglia? - indicai per l'ennesima volta il ciondolo regalato. 
- Si è il nostro stemma reale perchè? - erano confusi.
- perchè... - tolsi tutti i bracciali che avevo attorno al mio polso e mostrai loro per la prima volta il mio tatuaggio. - Ecco perchè... Questo l'ho fatto a 14 anni. La mia prima  vera e propria trasgressione. 
- Ma quello è... - iniziò mia madre.
- Il nostro stemma - continuò papà
- Per quanto non ami ammetterlo credo proprio che io sia stata un principessa sin dall'inizio.
li vidi commuoversi - eh già... la nostra principessa. 
 
Note dell'autore: Scusate l'attesa infinita ma sono stata incasinatissima e continuo ad esserlo. Avevo questo capitolo tra le bozze da dicembre ormai, non sapevo se cancellarlo o no ma alla fine visto che in grandi linee era pronto ho deciso di riesumarlo. Il tema principale come avete potuto capire dal titolo che avevo dato era l'arrivo del cagnolino per Leila ma visto che mi sembrava un po' vuoto ho  voluto modificarlo un po aggiungendo qualcosa del passato di Emma. Spero che l'idea vi sia piaciuta. Avevo in mente altro per oggi ma sono ancora un po indietro con la stesura. Alla prossima sperando riesca ad essere puntuale. 
ps. Per le date delle letterine ho cercato di essere il piu precisa possibile: La serie è andata in onda nel 2011 e Emma aveva 28 anni. Questo significa che è nata su per giù nel 1983 e che all'età di sei anni era il lontano 1989. 
Ps. per quanto riguarda la prinuncia del nome Chloè voglio chiarire una cosa: non mi piace la pronuncia inglese ma quella americana quindi la picolina non si chiama "Cloe" ma "cloy" anche se il modo di scriverlo, sian in francese che in americano non cambia... sempre Chloè è! ehehehehehehe

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Capitolo 22
*** Salvatrice ***


POV EMMA

L’attesa all’uscita della scuola è una delle parti più stressanti della giornata. Mamme, papà, zii, nonni e chi più ne ha ne metta in attesa che per ammazzare il tempo non fanno altro che parlarmi dei loro problemi e chiedermi aiuto su come gestirli. Si ok sono la salvatrice ma non sono mica un consulente matrimoniale... per questo non dovrebbe esserci Archie? Bah... devo seriamente cominciare a chiedere a Killian di sostituirmi a questa mansione. Finalmente la campanella suonó e una miriade di bambini uscirono di corsa per raggiungere ognuno i suoi familiari. Vidi la mia cucciola guardarsi attorno in cerca di qualche viso familiare e quando i suoi occhi si poggiarono sui miei un magnifico sorriso si disegnò sulle sue labbra. Corse subito verso di me
- Mammina ciaooooo!
- Ciao principessa! - dico prendendole lo zaino - come è andata oggi a scuola?
- Bene! Oggi la maestra mi ha interrogato sulle addizioni: non ne ho sbagliata neanche una!
- Ma sei un piccolo genietto allora. - la strinsi forte -  Andiamo a casa dai!
La presi per mano e insieme raggiungemmo la mia macchina. Eravamo in viaggio verso casa quando improvvisamente mi guarda e dice:
- Mamma mamma lo sai che alla mia amichetta ieri è nata una cuginetta? Oggi ha portato una sua foto in classe: è piccolissima.
- Anche tu e tua sorella eravate piccole in quel modo lo sai?  Tua sorella forse anche di più visto che è nata prima del previsto. - sorrido ripensando a quella giornata
- Si ma una cosa non l’ho capita però:  Come nascono le cuginette? E perche a me è nata la sorellina? - ecco una domanda, fortunatamente facile,  ma che da inizio ad una nuova fase: la fase delle domande imbarazzanti.  Caspita, non sono psicologicamente pronta a questo.
- Amore le sorelline hanno in comune gli stessi genitori, i cuginetti invece non sono altro che i figli degli zii. Hai calito?
- Si! - rispose convinta e soddisfatta della risposta. Un punto per me. Resta in silenzio a guardare fuori dal il finestrino dopodiché tornò a parlare: io anche voglio una cuginetta! - ci mancava solo questo. 
- Non ti basta la tua sorellina come bambina dispettosa? - provo a dissuaderla dall'affarmazione precendete
- Chloe rompe è vero ma se la cuginetta è la figlia degli zii allora non vivrà con noi e quindi sarà divertente andare a trovarla per giocare insieme una volta ogni tanto. - Però! che ragionamenti per aver solamente sei anni.
- Beh amore mio, dovrai aspettare ancora un bel po di tempo credo. Zio Neal è ancora troppo giovane per regalarti un cuginetto o una cuginetta.
- Allora lo chiederò a zia Regina! Lei è gi grande. - disse sorridendo
- NOOO!  - dissi bruscamente facendola voltare stupida verso di me. - Amore non dire niente di tutto questo alla zia ok?
- Perché?
- Devi fidarti della mamma! Ok? - non la vedo convinta -  Per favore Leila fai quello che ti ho chiesto.
- Va bene mammina. - queste sono state le sue ultime parole per tutto l'intero tragitto. Credo ci sia rimasta un po male per la mia risposta, ma daltronte non potevo fare altrimenti.
***
- Eccola qui la mia mogliettina preferita! - disse Killian non appena mi vide entrare
- Spero per te che sia l’unica che hai caro! - risposi a tono buttandomi sul divano per poi baciarlo.
- Certo che si splendore sarei un pazzo ad averne due... sopporto a malapena te! - rise ma prima che mi ribbellassi a lui per quella battutaccia prese le mie labbra tra le sue per un altro tenero bacio.  - Allora moglie, come è andata la mattinata?
- Escludendo gli ultimi cinque minuti con la folla di genitori impazziti e tua figlia che ha iniziato la fase delle domande imbarazzanti direi bene no?
- Che genere di domande? E a proposito... dov'è quel guaio vivente?
- E' in giardino a controllare la casetta degli uccellini che mamma le ha fatto costruire ieri. Comunque tornando al discorso delle domande per ora voleva solamente sapere come nascevano i cuginetti. Guarda che ti dico bene.... quando sarà più grande io le spiegherò come comportarsi con i fidanzati e come nascono i bambini... ma su come ci arrivano i bambini nella pancia della mamma caro mio ci penserai tu.
- Si certo come no! Mia figlia non...
- Papààààààààààà! - Neanche il tempo di chiudere la porta d'ingresso che era già saltata in braccio al suo più grande amore. Queste sono le scene che più amo della mia famiglia. Ogni volta che li guardo penso a quanto sia stata stupida a non affacciarmi a quella che era la vera vita con da subito.
- Papy,  io voglio una cuginetta! - ti prego non dinuovo...
- Ah si?!?!
- Ti tiiiii tucinetta! Tucinetta!!!!! - si mise a ripetere tutta felice Chloe che fino a quel momento era stata in silenzio a guardare i cartoni animati. 
- Chloe ma lo sai cos’è una cuginetta almeno? - le dmandò sua sorella maggiore
- Ti!  La tucinetta per tucinare. Papy la boglio.
- Partendo dal presupposto che ne avete già una amore, Provò a spiegarle Killian dopo averl messa sulle sue ginocchia -  Leila amore non stava parlando della cucinetta, ma di una cuginetta. La cuginetta è un po’ come una sorellina o un fratellino.... è un bimbo.
- NOOOO! Io no boglio fatellino e no boglio tucinetta. No no! - Fortunatamente almeno una della famiglia  è d’accordo con tutte  le mie idee. Un fratellino era assolutamente fuori questione per  il momento mentre il fattore cuginetta beh... sarebbe stato molto complicato sapendo che Regina non poteva avere figli. Speravo solamente che a mia figlia passasse presto questa cosa dalla mente.
- Non mi interessa di quello che vuoi tu! La voglio io la cuginetta! Dai papàààààà! Per favore.
- Amore io non posso proprio farci nulla. Non le fa mica papà le cuginette.
- Ci dovresti solo provare caro! - Gli dico con tono di minaccia.
- Mamma mi ha detto che non posso dire nulla alla zia. Perché non glielo dici tu? A te darà sicuramente ascolto. EDDAIIII PAPY!  La desidero tanto!
- Amore perché non vai a fare i compiti invece? - provò a cambiare argomento cercando di evitare un no categorico  come risposta.
- Che pizze però! Perchè non mi volete bene?  - 
- Leilaaa! - niente da fare, si alzò dal divano e andó di corsa  a rifuggiarsi nella sua cameretta.
***

POV REGINA

È stata davvero una mattinata pesante quella di questa mattina. Ho assolutamente bisogno di concedermi del sano relax. Mi avvio nel salottino al piano di sotto, mi preparo un drink, scelgo un film da guardare dopodiché mi metto sul divano a guatarmi un po’ di sano e meritato riposo. Sono nel bel mezzo del mio film quando improvvisamente sento abbaiare. Mi volto  di scatto non capendo cosa stia succedendo e mi ritrovo, nel mio salottino, Leila e il suo inseparabile amichetto a quattro zampe. La mia piccola nipotina è in lacrime.
- Amore mio che succede? -  Le chiedo facendolole spazio sul divano e invitandola a raggiungermi. 
Singhiozza - Mamma....
- Hai litigato con la mamma? - chiedo cercando di renderle piu semplice il lavoro
- No.. si... non lo so! 
- Amore, la mamma sa che sei qui?
- Si! - mmh strano... molto strano.  Emma non le da mai il permesso di usare la magia se non per le cose importanti. - Vieni più vicino... fatti abbracciare. - non se lo fa ripete due volete.  - Allora, vuoi raccontarmi cos’è successo?
- Si...
- Perfetto, facciamo così:  ti preparo una bella cioccolata calda così ti calmi un po e poi mi  racconterai tutto. - La lasciai sul divano per qualche minuto dopodiché tornai da lei con la sua bevanda preferita. Aveva smesso di piangere ma era comunque molto, molto triste.
- Tieni piccolina, questa ti tirerà su.
- Grazie zia.
- Allora... spiegami. Cos'è successo?
- Io quando sono uscita da scuola ho chiesto una cosa alla mamma e lei mi ha detto di no! - confessa. 
- E come mai ti ha detto di no? Hai preso un brutto voto per caso? Hai fatto la monella?
- No, sono stata una brava bimba questi giorni, non ho neanche mai fatto i dispetti a quella supida di Chloè. Nonostante questo però la mamma non mi vuol far felice! Io ci tenevo tanto! 
Penso seriamente di essermi rammollita con la nascita di questa signorina perchè vederla in questo stato mi fa solo star male. Lo so che non dovrei andare contro i metodi educativi di Emma e killian, ma come si fa a dire di no ad un angioletto del genere?
- Dimmi un po' è una cosa di findamentale improtanza quella che hai chiesto o magari è uno dei soliti giochi che prima chiedi e poi butti li dopo neanche mezz'ora averci giocato.
- Non è un giocattolo zia! Ed è la cosa che piu desidero al mondo. 
- Facciamo così allora: dimmi cos'è che hai chiesto alla mamma e zia vedrà di andare a prendertelo ok? - tanto cosa vuoi che le abbia chiesto di così grave.
- Davvero zia?????
- Si, ma solo se è vero che sei stata una brava bambina. Lo sai che se poi vengo a sapere che mi hai mentito mi arrabbio?
- Sono stata super brava zia te lo giuro. Ho anche messo in ordine tutta la mia cameretta senza che la mamma o il papà me lo dicessero. 
- Ti credo allora! Andiamo, dimmi cos'è che desideri tanto?
- Beh io vorrei solo una ... - la vedo improvvisamente ammutolirsi. -  Niente zia non importa.
- Leila?!?! Tutto ok? - chee le è preso adesso?
- Si... - si limitò a rispondere ma io sapevo leggere bene i suoi movimenti e le sue espressioni. Mi stava tenendo nascosto qualcosa.
- Cucciolina di zia, che c’è che non va? A zia puoi dire qualsiasi cosa!
- Io non posso!
- E perché no?
- Perché....
Stava finalmente per parlare quando fummo interrotte da un'apparizione improvvisa.
- Regina per favore devi aiutarmi! Hai visto.... LEILAAAA! - alzò il tono di voce non appena la vide -  Ti ho cercata ovunque! Quante volte ti ho detto che non devi allontanarti senza dirmi nulla? - ecco spiegata l'apparizione improvvisa.  Lo sapevo che Emma non avrebbe mai fatto allontanare sua figlia da sola. 
- Leila mi avevi detto che la mamma sapeva che eri qui! - alzò le spalle.
- Se avessi saputo qualcosa non sarei quasi morta d'infarto non trovandola nella sua cameretta come invece pensavo che fosse. Avanti signorina: dritta a casa!
- NO! - disse con voce arrabbiata. Accidenti, è la prima volta che la vedo rispondere così a sua madre. 
- Come scusa?
- Ho detto di no! SEI CATTIVA! - Scende dal divano e di corsa raggiunse il piano di sopra. 
- Adesso mi sente! - vedo anche Emma prendere la direzione delle scale ma riesco a fermarla.
- Aspetta! Spiegami un attimo... che le sta succedendo?
- Ma niente, oggi non è la sua giornata.
- Dice che ti ha chiesto di comprale qualcosa ma tu ti sei rifiutata. 
- Ancora con questa storia?!? - sospirò - Comunque non è che mi sono rifiutata... non mi ha chiesto niente di materiale e di conseguenza non potevo accontentarla. 
- Ora sono curiosa: cosa ti ha chiesto?
- Ma niente... Non ha importanza.
- Emma, conosco Leila, non c’è mai rimasta male per un semplice no.
- È complicato da spiegare.....
- DIGLIELO MAMMA! DIGLIELO CHE MI HAI FATTO PROMETTERE DI NON DIRE NULLA ALLA ZIA! - una voce si senti dal piano di sopra, quella piccola peste deve essersi messa ad origliare.
- Perchè invece non fai la persona matura e scendi giù così possiamo parlare dei tuoi orrendi modi di comportarti? 
- NO!
- Leila, devi tornarci a casa prima o poi... sarà meglio per te che inizi ad abbassare la cresta fin da subito se non vuoi ritrovati in punizione fino a 18 anni. 
- Emma per favore parla con me. Si può sapere che succede? E perchè le hai detto di non dirmi nulla? Avevi paura che l'avrei assecondata? Andiamo Emma! è solamente una bambina.
- Le ho detto di non dirti nulla semplicemente perchè non è nulla che avresti potuto darle. 
- Ha chiesto la luna? - scherzai pensando che Emma fosse diventata troppo esagerata
- No!  Ha chiesto una ciginetta! - Mi pietrificai al solo pronunciare quelle parole e lo notò anche la mia amica. - Visto? Come volevasi dimostrare. È per questo che non volevo te lo dicesse. Il tuo viso parla da solo. - È vero ho  sofferto molto in passato per questa cosa ma posso dire con assoluta certezza che a distanza di anni ho superato tutto. Parlarne mi fa ancora qualcosa ma non sto più male come un tempo. 
- Emma sto bene! È acqua passata...
- Preferivo comunque che non uscisse fuori!
- È andata così! Non è la fine del mondo.
- Sicura di star bene? - chiese preoccupata.
- Benone! Senti: Dove hai lasciato Chloe?
- È con nonno David e papà Uncino a prendere un “celato a toccolato”, ora recupero la delinquente e togliamo il disturbo.
- E se invece me la lasciassi per il pomeriggio?
- Ha già fatto troppi danni per oggi!
- E dai Emma non ha fatto nulla. Che ne poteva sapere.  Lasciala qui ci penso io a lei.
- Ne sei davvero sicura?
- Sicurissima, vai pure ci vediamo questa sera a cena magari ok?
- Va bene, a questa sera allora. Leila sto andando via, mi vieni a salutare? - disse a voce più alta per farsi sentire. 
- NOOOOO! SEI CATTIVA!
- È sempre bello essere amati non trovi? - mi disse alzando gli occhi al cielo. -  A dopo.
***
Aspettai qualche minuto in modo che potesse avere il tempo di calmarsi dopodichè andai al piano di sopra a cercarla. La trovai nella cameretta di suo fratello Henry seduta sul letto a guardare la finestra abbracciata al suo cagnolino che le faceva le feste.
- Posso entrare principessa? - le dico 
- Si.
- Sei ancora triste? 
- Si...
- Mamma mi ha spiegato in grandi linee cosa è successo oggi.
- Allora?  Hai visto quanto è cattiva?
- Mamma non è assolutamente cattiva amore.  Che tu ci creda o no mamma ti ha detto di no per dei motivi reali. Non avrebbe potuto fare altrimenti.
- E quali sarebbero questi motivi? - non potevo essere troppo diretta, in fondo era solamente una bambina che vuoi che ne sappia di come è dura la vita. 
- Senti di va di ascoltare una piccola storia?
- E cosa c'entra con il fatto che mamma mi ha detto di no?
- Tu lasciami raccontare la storia e poi se ancora vorrai parlare di questa cosa ne parleremo insime. 
- Va bene!
-  Fammi spazio. - L'abbracciai e mi misi sul letto insieme a lei. - Allora... C’era una volta....
***
Le raccontai la mia storia, della mia vita prima di diventare la Regina Cattiva, di Daniel, di mia madre e tutto ciò che mi aveva fatto. Le raccontai anche della pozione che presi eliminando ogni ben minima possibilità di avere figli. L’unica cosa che tralasciai furono i nomi dei veri personaggi, usai nomi di fantasia in modo tale che non capisse di chi in realtà stavo parlando.
- E molto triste questa storia zia! - disse appena finii di raccontargliela. 
- Lo so tesoro ma volevo che tu l’ascoltasti.
- Zia ma è vero quello che dice la nonna? Che l’hai salvata quando era solo una bambina? 
Rimasi stupida da quella domanda ma mi limitai a rispondere - Si è vero. 
- Ed è vero anche che la tua mamma non voleva che sposassi il tuo vero amore?
Caspita e ora? Come diavolo faceva a sapere tutte queste cose? Mmh Snow e la sua boccaccia! - Emh... si tesoro, ma perchè tutte queste domande? - ti prego fa che non ha capito... ti prego, ti prego, ti prego...
- Zia sei tu la protagonista della storia vero? - Come non detto. Bambina troppo intelligente per i miei gusti. Tutto il contrario di suo padre.
- Cosa te lo fa pensare? 
- La storia è uguale alla tua. La protaginista di questa storia ha salvato una bambina da cavallo come tu hai fatto con la nonna e poi anche questa ragazza si è innamorata di un giovane ragazzo che alla sua mamma non piaceva. Anche alla tua mamma non piaceva il tuo fidanzato zia, me lo ha detto la nonna:  Allora sei tu o no la protagonista di questa storia?
- E va bene si... sono io.
- Lo zio Daniel quindi è morto? Lo ha ucciso la tua mamma?
- Leila tesoro non ha importanza... io sto con tuo zio Robin adesso e non potrei chiedere di meglio. 
- Perché zia tu e la mia mamma anche se siete delle eroine avete delle storie molto tristi?
- È una lunga storia piccolina. Quando sarai più grande te la racconteremo - sarebbe stato troppo spiegarle del sortilegio oscuro che sua madre era stata abbandonata a causa mia ecc. mi avrebbe odiata ed era l’ultima cosa che volevo ora.
- Zia se questa è la tua storia allora significa anche che non puoi avere bambini? - la sua voce diventò improvvisamente triste. Cosa fare: dirle la verità? Ormai le avevo detto che quella era la mia storia quindi si.. la verità sarebbe stata la strada migliore. 
- È così tesoro...
- È per questo che la mamma mi ha fatto promettere di non dirtelo? Non voleva che tu ci rimanessi male?
- Forse.
- Allora mi sbagliavo. La mamma non è cattiva, voleca solo proteggerti ma non ti preoccupare zia, ora che so la tua storia ti aiuterò! - tutta convinta si alzò dal letto e mi sorrise
- Aiutarmi? - non capivo cosa volesse dire. 
- Si zia, dobbiamo risolvere questa brutta situazione perché tu devi essere felice! Sarà la nostra operazione: Operazione cuginetta! - ed ecco che anche la secondogenta della salvatrice inizia questa stramba ida delle missioni o meglio operazioni con nomi strambi. Peccato però che a differenza di suo fratello questa sarà un'operazione con un finale fallimentale. Devo farle cambiare idea prima che prenda atto da sola che la verità purtroppo non è quella che lei si aspetta. 
- Amore mio, per quanto apprezzi il tuo volermi aiutare e per quanto mi farebbe piacere che la cosa si risolvim devo dirti che è meglio lasciar stare. Tra qualche anno Henry ti farà un bel nipotino e allora potrai giocare lui. Stai tranquilla quello che tanto desideri presto arriverà. 
- Ma io non voglio farlo solo per me, voglio farlo anche per te! Voglio vederti felice!
- Ma tesoro, io sono felice! Ho henry, ho te, tua sorella... Ronald e Robin jr. Non potrei chiedere di meglio. 
- Io so leggere bene le persone zia e tu hai uno sguardo triste.  Che ti piaccia o no io ti aiuterò! Papà dice che con il vero amore tutte le opere cattive possono essere spezzate. Il tuo vero amore è lo zio Robin vero? Devi sposarlo zia e allora potrete avere un bambino.
- Leila, il bacio del vero amore spezza qualsiasi cosa ci è stata scagliata contro è vero ma non spezza una cosa che ci siamo inflitti da soli pensando fosse  la scelta giusta. Non c’è rimedio a questa cosa. - la vidi rimanerci male ma non disse nulla prese il suo cucciolotto e si mise a giocare con lui nell’attesa che arrivassero i suoi genitori per la cena.
***

POV LEILA

È sera e mamma e papà sono appena arrivati. Ho fatto pace con la mia mamma anche se lei non era arrabbiata con me. Siamo rimasti a cena a casa di zia Regina e mi ha anche preparato il suo piatto speciale. La zia mi vuole bene e anche io glie ne voglio.  Voglio aiutarla a tutti i costi e lo farò ma come  posso fare senza il suo aiuto? Mmh si ci sono! Forse ho trovato.
- Mamma posso alzarmi da tavola per favore? - le dico facendo gli occhi dolci. 
- Non hai mangiato nulla amore.
- Non ho fame. Allora posso andare a giocare con Prince in camera di Henry?
- Plinc, plinc! -  quella rompiscatole di mia sorella... uff!  perché deve sempre ricopiarmi?
- Ok puoi andare di sopra ma alzati da tavola solo  quando lei si sarà distratta ok?
- Va bene! - Aspetto che chloe fosse impegnata a spiaccicarsi tutto il cibo sulla faccia dopodiché prendo Price e salgo in camera di Henry. Lui ha fatto così tante missioni, ci sarà qualcosa nella sua camera che mi potrà aiutare. Iniziò a cercare e finalmente lo trovo: il suo libro. Mi siedo sul lettone e iniziò a sfogliarlo... non ce nulla.... o forse sì!
Qui c’è scritto che nella cripta di zia Regina ci sono tante pozioni magiche, magari qualcuna può aiutarmi. Devo andare lì. Prendo il mio amichetto a quattro zampe e con la magia mi teletrasporto all’interno della sua cripta. È la prima volta che vengo qui, zia non mi ci ha mai portata. È pieno di bottigliette, candele e libri. Bene... cosa devo fare adesso? Come si creano le pozioni? Io... io non lo so. Non posso neanche chiedere aiuto. Forse su uno di questi libri deve esserci scritto qualcosa. Ne apro uno a caso ma non riesco a capire ci sia ci sia scritto sopra. So leggere ma questa non è la mia lingua deve essere un libro straniero. Uffa, devo aiutare la zia ma come? Potrei provare a inventare una pozione! Si farò così! Sono sicura che con il bene che voglio alla zia riuscirò a salvarla. Prendo una bottiglietta vuota e un recipiente con un mestolo, inizio a riempire la ciotola con quattro o cinque bottigliette che ho trovato lì. Ne aggiungo un’altra e poi....

POV EMMA


- Allora, ora che non può sentirci,  come è andato il proseguimentodi giornata?  ti è sembrata piu tranquilla Leila dopo che sono andata via? 
- Ho impiegato più tempo del previsto ma alla fine sono riuscita a calmarla. Le ho raccontato la mia storia  e sembra aver capito. Non ha fatto più nessun tipo di capriccio. 
- Davvero?  - chiesi incredula
- Si è stata davvero una  brava bambina. Ha giocato tutto il tempo senza più tornare sull'argomento. 
- Menomale! Vorra dire che alla prossima crisi la manderò dritta dritta da te.
- Mamma! - Henry che era da poco salito di sopra per voler studiare un po’ ma eccolo dopo pochi minuti tornare giù. - Leila non è in camera, non aveva detto che sarebbe andata salita per giocare?
- Conosci tua sorella - alzai gli occhi per aria - Avrà cambiato idea e sarà andata a creare casini in un'altra camera. Buon per te, potrai studiare in santa pace. 
- Non vorrei allarmarti ma non trovandola in camera ho dato uno sguardo in giro. Non è di sopra e non c'è neanche Prince. Ho provato a chiamarlo un paio di volte ma non è venuto a farmi le solite feste. 
- Toca a naccondino mamma? - non saprà ancoa parlare bene ma capisce benissimo a quanto pare. questa cosa mi preoccupa e non poco. 
- Amore di mamma spero priorio di no visto come è andata a finire l’ultima volta - le  dico mentre ripulisco il suo viso dal sugo delle lasagne che ha per la prima volta assaggiato. Sembrano piacere molto anche a lei. - Henry per favore controlla meglio e magari dai un’occhiata anche fuori lo sai anche te come è fatta tua sorella. - non è di certo la prima volta che esce di casa con la scusa di far fare i bisognini al cognolino per giocare all’aperto.
- Vado. - Non passa molto che Henry rientra in casa. Posso vedere nei suoi occhi che è preoccupato. - Mamma io non vorrei spaventarti ma Leila non è qui! - ci fu il palico per due secondi all’interno di quella casa dopodiché cercammo tutti di darci un contegno per poter risolvere la cosa.
- Guarda, la sua giacca è qui. Ho una pozione di localizzazione in camera vado a prenderla e la utilizziamo ok? Emma tranquilla  - dice Regina vedendomi già nel panico - Era con noi fino a una mezz'oretta fa, non può essersi allontanata molto. - Corre di sopra e torna poco dopo con quella fialetta di magia che ormai conoscevo fin troppo bene. La versò sulla giacca di mia figlia e dopo aver lasciato Killian con Robin e Chloe ci recammo in macchina per seguire la giacca volante. Cinque minuti dopo eravamo davanti la cripta di Regina. 
- Deve essere lì dentro! - Mi dice - Andiamo
Avanzammo verso la cripta quando ci rendemmo conto di una cosa: eravamo circondate da fumo e da una strana puzza. Vidi lo sguardo di Regina farsi improvvisamente serio e mezzo secondo dopo mi ritrovai a correrle dietro all'interno della cripta. Il fumo doveva provenire sicuramente da li perchè ne eravmo circondate e non si riusciva a vedere nulla.  Avanzammo attente a dove mettere i piedi e poco dopo riuscimmo ad intravedere la figura di Leila: era a terra priva di sensi.
- LEILAAAAA! - gridai ma rimasi pietrificata sul posto nel vederla li, stesa a terra - Regina ti prego dimmi che sta bene! - continuai a dire in preda al panico alla mia amica la quale l’aveva raggiunta immediatamente.
- Sembrerebbe di sì, aspettiamo che riprendi conoscenza e poi se si sentirà bene andremo a casa. 
Ero agitata, terribilmente agitata. Era passata un'ora e ancora non aveva  ripreso conoscenza. Regina decise di aiutarla con la magia e immediatamente si svegliò.
- Amore di mamma che hai fatto? - dissi abbracciandola forte. Mamma mia che spavento mi aveva fatto prendere. 
- Io... io volevo... - si alzó di scatto ma prontamente la fermai prima che riavesse una ricaduta
- Aspetta, non puoi alzarti così velocemente. 
- Ha funzionato? - chiese speranzosa guardando sua zia - Zia ha funzionato vero?
- Cosa amore? - neanche lei sapeva di cosa stesse parlando. 
- Puoi avere un bambino adesso? Io sono sicura di sì! Ho fatto una pozione per aiutarti. - ora si che avevo capito tutto. Mia figlia con la scusa di andare a giocare si è teletrasportata qui per creare una pozione per aiutare sua zia. Se inizia già ora a mettersi in pericolo cosa dovrò fare quando sarà un'adolescente... legarla? Speriamo bene... 
- Amore mio, ma ti rendi conto che potevi farti seriamente male?- provò a dirle Regina ma lei la ignorò e continuò imperterrita a chiedere:
- Ha funzionato o no?
- No tesoro! Purtroppo te l’ho già detto! Non è così che funziona
- Ma come.... non  è possibile io....
Mi faceva tenerezza... - Leila, amore di mamma, dai andiamo a casa, sarai stanca.
- No, io voglio salvare la zia!
- Amore non c’è niente che tu possa fare e poi la zia sta bene. Non ha bisogno di essere salvata. 
- Ha ragione mamma tesoro! Io sto bene così. E poi paliamoci chiaro: io un figlio c’è l’ho già ed è Henry.
- Ma Henry è mio fratello!
- Quello che voglio dirti è che non c’è bisogno di uccidersi per aiutarmi, ho qui tutto ciò che desidero, non mi serve altro.
- A ME SI INVECEEEEE! - e come era comparsa nella cripta così sparì andando a rifugiarsi nella sua cameretta.
- Scusa regina! Non volevo che venisse a romperti l’anima per questa cosa.
- Scusami te! Alla fine raccontandole la storia forse ho fatto peggio.
- Vado da lei se non ti dispiace ok? Potresti dire a Killian di raggiungermi direttamente a casa? Preferisco raggiungerla con la magia piuttosto che tornare indietro con la macchina. E' a casa da sola e Dio solo sa cosa potrebbe combinare. 
- Figurati, vai pure tranquilla e dalle un bacino da parte mia se si sente particolarmente giu.
***
Passarono tre giorni e in quel lungo periodo la mia bambina non accennò più a quel discorso. Se da una parte ero felice dall'altra ero preoccupata perchè la vedevo: era silenziosa e non era un silenzio di tristezza o protesta, era il silenzio di chi sta progettando di mettersi nei guai. Cercai con l'aiuto di Killian, Regina e i miei di controllarla il piu possibile rendendola partecipe in giochi, serate cinema e chi più ne ha piu ne metta. Sembrava andare tutto alla grande e finalmente qualche giorno dopo la vidi finalmente smettere quel lungo silenzio. Stava tornano la mia cucciola felice. 
- Mamma posso chiederti una cosa? 
- Si amore, tutto quello che vuoi.
- Oggi la zia e i nonni vengono a cena giusto? 
- Si
- E Henry rimarrà con noi o uscirà con la sua fidanzata? 
- Penso ce uscirà tesoro ma perchè tutte queste domande?
- Emm... volevo preparare un dolce con te per tutti ma se Henry non ci sarà pazienza! - senza aggiungere alto la vedi uscire dalla cucina
- Aspetta signorina dove vai con tutta questa corsa? 
- A vedere i cartoni.
- Perchè sei venuta a chiedermi chi ci sarà stasera tesoro? Dimmi la verità.  - quella del dolce era una patetica scusa. 
- E va bene... quando c'è Henry voi non mi considerate tanto, pensate sempre a lui e a quella scema di Chloè. Io mi sento sola. 
- Sorvolerò sul fatto che hai chiamato tua sorella scema ma solo perchè so che non lo hai detto con sentimento: Leila che c'è ora sei diventata gelosa anche di Henry? Ma come tu stavedi per tuo fratello. - non riesco porprio a capirla ultimamente. 
- Voi mi volete bene come sempre?
- Tesoro io non smetterò mai di volerti bene e così vale per tutto il resto della nostra famiglia ok? Vorrei non ripetermi piu. 
- Va bene mamma. Posso andare a vedere i cartoni adesso?
- Non prima di avermi dato un bel bacio. - la coccolo un po dopodichè la lascio andare di la mentre io mi rimetto all'opera per la cena di questa sera. 

***
alle 19 e 30 sono già tutti in casa, anche Henry è ancora qui e la cosa che mi fa più ridere di tutte è vedere Leila andargli dietro gridandogli di sbrigarsi perchè altrimenti la fidanzata lo avrebbe lasciato. 
- Guarda che poi io non ti consolo se piangi! - gli dice facendo ridere tutti i presenti - Vuoi andartene o no?
- Va bene signorina me ne vado. Ciao mamme, Killian, nonni.... - e dopo essersi subito le raccomandazioni mie e di regina ecco che esce e in sella alla maledetta moto che august gli ha regalato si dirigge verso storybrooke centro.
- Ok io vado a giocare! - disse Leila
- Ma come? Hai cacciato Henry per poter ottenere le coccole di tutti e ora vai sopra?
- Non le voglio piu le coccole! - disse scrollando le spalle. 
- Come vuoi ma sopra non ci vai, gioca qui se vuoi, è quasi pronta la cena.
- Ma mammaaa!
- No Leila. Nessuna protesta.
- ok....
Rimase li con noi a ridere e scerzare, sopratutto con nonno David, fino alla fine della cena. Quano finì di cenare mi chiese nuovamente di andare di sopra a giocare. A parte qualche piccolo capriccio per il resto era stata brava per tutto il giorno e miracolo dei miracoli aveva mangiato tutta la sua cena, non avevo motivi per dirle di no. Acconsentii e tutta felice la vidi correre di sopra.
- Le è passato vedo!
- Sembrerebbe di si. Speriamo che non le vengano piu in mente strane idee. Non posso crederci che ha provato a creare una pozione... ha sei anni per la miseria, se continuerà di questo passo mi toccherà bloccare i poteri anche a lei. 
- Ma dai... vedrai che non farà piu niente di simile. Ha capito la lezione credo. 
- Lo spero.
Come da copione continuammo a chiacchierare e ad informarci sulle ultime news di storybrooke sorseggiando del buon vino in tutta tranquillità, troppa tranquillità... mmh cera qualcosa di strano nell'aria, lo sentivo. Cercai di non pensarci, forse ero semplicemente paranoica, come biasimarmi, non avevo un momento di calma dai miei lontai 28 anni ormai, eppure una vocina nella mia testa mi gridava di stare in allerta. Come volevasi dimostrare avevo ragione, pochi minuti dopo vidi Leila correre da me disperata.
- MAMMA MAMMA VOGLIO HENRY CHIAMA HENRYYYYYYY!!!! - e ora che le prende?
- Leila amore che succede?
- HENRYYYYYY! VOGLIO HENRY! FALLO TORNARE A CASA MAMMAAAA!
- Ma Leila... perchè?
- LO VOGLIO QUIIIII! - era disperata, strano, non ha mai fatto così.
- Ma se non hai fatto altro che convincerlo ad uscire... perchè ora lo vuoi a casa? 
- leila tesoro mio, ti va di giocare un po con nonno è? - disse mio padre prendendola in braccio.
- NO VOGLIO HENRYYYYYYYYY!
- Che... che sta succedendo qui? - fortuna volle che Henry rientrò proprio in quel momento.
- HENRY SEI QUI! - SORRISE FELICE
- Ti senti gridare  fino a fuori, che è successo? 
- Voglio stare con te! - scese dalle braccia di mio padre per andare da quelle di suo fratello.
- Che hai combinato è? Sei andata a giocare in camera mia e hai rotto qualcosa vero? Stai tranquilla amore non fa niente, non sono arrabbiato, non serve piangere così.
- Non ho rotto niente! Vieni con me di sopra ti prego...  - Henry mi guardò e gli faci capire che secondo me avrebbe dovuto  assecondarla, era l'unico modo per capire cosa le stesse  succedendo. Salì di sopra e giusto il tempo di arrivare nella sua camera lo sentii dire a gran voce:
-Leilaaa! Ma che hai combinato è? - Troppo curiosa di saperne di più li raggiunsi di sopra e indovinate cosa trovai? Uno dei libri di favole di Henry, quelli dell'autore per capirci, a terra e pieno di scritte fatte niente di meno che da un bimbino che massimo poteva fare la prima elementare.  Nelle pagine c'era scritto solamente una frase ed era ripetuta all'infinito.

" Zia potrà avere dei bambini" 

- NON FUNZIONAAAAAA.... PERCHè MAMMA NON FUNIONA? HENRY PROVA A SCRIVERLO TU. IL LIBRO E' TUOOOOOOOOOOOO!
- Mamma... - poverino non sa che dire, sa che non può manomettere il corso degli eventi ma sa anche che sua sorella in questo momento sta contando tutto su di lui. Dal suo sguardo capisco che non vorrebbe deluderla.
- Henry va di sotto, ci penso io qui. 
- NO HENRY NON ANDARE VIA MI DEVI AIUTAREEEEE!
- Leila amore ascoltami, lascia andare Henry di sotto - le dico portando su di me tutta l'attenzione - Cosa stavi cercando di fare è?
- Volevo scrivere il lieto fine alla zia... ma non ci sono riuscita.
- Amore non sei tu l'autore e anche se lo fossi stata sarebbe stato comunque sbagliato fare questa cosa
- Perchè?
- Perchè non possiamo modificare il destino delle persone a nostro piacimento.
- Ma ho scritto una cosa bella, non ho scritto nulla di cattivo... non volevo essere una cattiva bambina. 
- Amore nessuno lo mette in dubbio, ma ci sono cose che comunque, anche in buona fede, non vanno fatte.
- Io voglio salvare la zia mamma... non è giusto che lei non possa essere felice.
- Di la verità, lo fai solo per la zia o anche per te che vuoi questa benedetta cuginetta?
- Io vorrei una cuginetta, però lo sto facendo anche per la zia, io voglio aiutarla, io voglio essere come te mamma. Voglio salvare le persone ma... io non potrò mai farlo perhè non sono capace - ecco che riinizia a piangere.
- Leila, quello che hai detto ti fa onore, voler salvare le persone è una cosa bellissima ma devi capire anche che hai solo  sei anni e a quest'età non si possono fare queste cose. Se davvero è questo il tuo destino e se è davvero questo che vorrai fare da grande allora sono sicura che ci riuscirai.
- Lo pensi davvero mamma? Potrò essere anche io una salvatrice brava come te?
- Riponi un po troppa fiducia in me - dissi ridendo - Comunque si,  con la determinazione e la voglia di fare potrai diventare qualsiasi persona tu desideri diventare e sono sicura che semmai vorrai davvero tentare il mio cammino sarai anche più brava di me.
- Non potrò mai essere come te: tu sei bravissima, sei la mia mamma! - con quella frase riuscì a commuovermi ma cercai di non farglielo vedere e la strinsi a me in un grande abbraccio. 
-  Mamma posso farti una domanda? - annuii - Se adesso non posso salvare le persone, posso almeno aiutarti? 
- Certo che si, ma solo qui a casa. Sei ancora troppo piccola per andartene in giro. 
- Tu pensi che non ci sia nessun modo per salvare la zia? - niente da fare, quella questione continuava a perseguitarla, dovevo trovare un modo per renderla felice... Regina molto probabilmente mi avrebbe usccisa ma in questo moemento non so cos'altro fare per mettere la parola fine a questa storia.  
- Senti tesoro un modo ci sarebbe e credo che anche la zia lo sappia... evidentemente se non lo ha ancora fatto è perchè non se la sente di avere un altro bambino non trovi? Non sarebbe un po' egoistico chiederle una cosa solo perchè la vuoi tu? Guardati attorno ci sono tanti bambini con cui puoi giocare, non sei sola... e poi chissà magari un giorno un altro bebè arriverà. 
- Hai ragione mamma, ma posso comunque dare la soluzione per il lieto fine alla zia?
- E va bene, aspettami qui. - andai in camera stampai dei fogli al computer e li diedi a mia figlia. 
- Cosa sono questi? - mi chiese
- Dei fascicoli... magici!  Se zia vorrà ottenere il suo lieto fine dovrà solo compilarli. 
- Davvero??? Posso darglieli?
- Si ma non costringerla a fare nulla che non vuole.
Andammo di sotto e prima che Leila potesse dire qualsiasi cosa chiesi scusa a Regina con lo sguardo.
- Ziaaaaaaaa! Ti devo dire una cosa importantissima.
- Cosa devi dirmi tesoro?
- Io da grande voglio fare la salvatrice come la mamma. Voglio aiutare le persone.
- Ah si?!?! Beh sicuramente avrai più successo di tua madre -  rise
- Ehiiii! 
- Però zia ho deciso di aiutarla già da adesso e abbiamo trovato un modo per farti ottenere il tuo lieto fine. 
- Ah si? - chiese guardandomi con fare sospetto. In risposta mi limitai ad alzare le spalle. 
- Si, potrai avere il tuo lieto fine ma solo e quando lo vorrai tu. Non devi farlo per nessun altro se non per te stessa - le consegnò i fogli - Questo è un fascicolo magico zia! tienilo, ora è tuo!
Regina lesse i fogli e capì che erano dei semplicissimi documentii per l'adozione - Magico Emma? - mi chiese guardandomi. 
- Beh... li ha stampati la scatola magica quindi...! - risi. 
- Allora zia sei contenta? 
- Sono contentissima amore ma non solo per questo... 
- E per cos'altro sei contenta?
- Sono felicissima che prima o poi quella salvatrice di tua madre di toglierà dai piedi per dare spazio ad una salvatrice decisamente migliore. - rise - Scherzo. Leila sei una bambina fantastica e di gran cuore. Hai riacceso in me una sensazione che non provavo da anni e posso dirti solamente una cosa... magari non sarà ne oggi ne tra qualche mese, ma di sicuro tra qualche tempo un cuginetto o una cuginetta ti arriverà. 
- Davvero zia? Userai il fascicolo magico?
- L'unica cosa di magico in questa stanza sei tu amore mio ma si... credo proprio che una volta che io e zio Robin ci saremo sistemati questo modulo verrà complilato e sai una cosa? Lo compileremo insieme ok? 
- Ok! - Leila finalmente felice corse di sopra a fare qualche altro tipo di danno mentre noi rianemmo in sala.
- Mmh... perciò dovrò cominciare a trovare il modo per viziare il mio futuro nipotino? 
- Non succederà ora...
- Ma succederà! 
- Sai non credevo che ne avrei sentito la necessità ma tua figlia ha risvegliato in me qualcosa che non  credevo sarebbe più stato possibile. Bisogna ammetterlo Emma sarà di gran lunga una brava salvatrice. 
- Devo preoccuparmi seriamente?
- Si perchè sarà di gran lunga migliore di te! - Ridemmo e continuammo finalmente, in tutta tranquillià, la nostra serata.
Sapete cosa penso di tutto questo? Non  ha importanza se nella vita vorrà diventare un medico, un avvocato, una semplice commessa in un negozio o una salvatrice. Mia figlia ha dentro di se un cuore puro e buono e questa è davvero l'unica cosa che conta. 
 
Nota dell'autore: 
Salve ragazzi eccomi nuovamente qui. Sono in ritardo anche questa volta lo so ma sono sicura che ormai ci avete fatto l'abitudine. Sapete... questo non era il capitolo che avevo intenzione di pubblicare oggi ma l'altro purtroppo è ancora in lavorazione e pur di non tardare ancora ho deciso di ridurre l'attesa facendovi leggere comunque qualcosina. Non sarà il massimo lo so ma spero che comunque almeno un minimo vi piaccia. Spero di riuscire a postare presto un capitolo un po piu "impegnativo" e nel mentre vi comunico anche un'altra cosa: sono riuscita a trovare l'ispirazione per una nuova " long story". Ho già scritto qualcosina a tempo perso ma sono solamente bozze. Forse un giorno la pubblicherò, forse no, ma di sicuro ancora per molto dovrete sopportarmi con le mie one shot. Buona lettura e buona domenica. :)

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Capitolo 23
*** Ora si che sono guai (prima parte) ***


POV EMMA
Eccoci qui, alla vigilia di quello che è uno dei primi traguardi importanti per mia figlia Chloe, il primo passo verso l’indipendenza... il primo giorno d’asilo. Sembra ieri che sia venuta al mondo vero? e invece no... ha già tre anni, due e mezzo per la precisione ma poco importa, quello che so per certo è che domani sarà un giorno importante per lei e vorrei, visto come è andata a finire con Leila, che  non ripercorrere gli stessi meccanismi. In teoria non dovrebbe ancora frequentare l'asilo, manca ancora qualche mese al compimento dei suoi tre anni, ma si è liberato un posto e visto che è una bimba molto sveglia ho pensato che magari sarebbe stata una cosa positiva anticipae quella che sarà a tutti gli effetti una tappa inevitabile. 
- Chloe allora ricapitoliamo ok? - le dico mentre è tutta euforica di sistemare il suo nuovo zainetto. - Sai che giorno è domani?
- Asilo!
- E sai cos’è l’asilo?
- Ti!
- Chloe??? - sto iniziando a rimproverarla per il suo modo di parlare, so che è in grado di pronunciare alcune parole in modo corretto, ma sembra non volerlo fare.
- Si. - si corresse
- Ok ora va meglio. Dimmi allora: cos'è l’asilo?
- Posto bello dove gioco coloro, e imparano cose. 
- E sai anche che non devi avere paura vero?
- Io no paura ! - ricordo che Leila era spaventatissima il primo giorno spero che per lei non sia lo stesso. - Io grande! Non ho paula.... ops! Pau”r”a.
sorrido - Ok allora se hai sistemato il tuo zainetto direi che possiamo andare a nanna non trovi?
- Si, tanto stanca io.
- Allora sotto le coperte cucciola, domani la sveglia suonerà presto.
Misi a letto lei,  Leila dopodichè andai al piano di sotto dove con gran stupore trovai mio marito sistemare tutta la cucina. 
-  Amore! - gli dissi - A cosa devo l’onore?
- Voglio che ti rilassi il più possibile perché domani si festeggerà!
- A si? E cosa?
- Come cosa... - in quel momento pensai ad ogni minima nostra data possibile immaginabile ma non mi venne in mente nulla - Vieni qui - mi prese per mano e mi portò sul divano - Vedi amore, domani è un giorno speciale... da domani avremmo tutte le mattinate a nostra disposizione senza bimbetti  in giro quindi visto che è da tanto che non ci succede una cosa simile, ho pensato di festeggiare.
- Tu hai deciso... e il lavoro? Non so tu ma io ho il turno in stazione domani!
- Potrei aver chiamato tuo padre...
- E cosa Gli avresti detto scusa? Che non posso andare a lavoro perché...
- Perché devi spassartela con me!
Risi deve aver per forza inventato una scusa migliore altrimenti in questo momento papà sarebbe già qui pronto ad ucciderlo.
- E lui cosa ti avrebbe risposto?
- Che sarebbe anche ora!
- Farò finta di crederci. - lo baciai e lui di risposta finì per buttarmi sul divano. Ci coccolammo un po’ ma fummo presto interrotti da Chloe che si era alzata dal suo lettino.
- Papy perché sei sopra a mamma? - chiese con voce preoccupata - Non fare la bua a mamma!
- Amore! - scostò bruscamente Killian facendolo cadere dal divano dopodichè guardai chloe - Io e papà stavamo giocando ma.... come mai però tu sei sveglia?
- Devo fare pipì. -  disse saltellando su se stessa. 
- Andiamo allora dai! -  Scattai immediatamente in piedi. Le avevo da poco tolto il pannolino quindi sapevo che ad ogni sua chiamata avrei dovuto correre per evitare spiacevoli incidenti. Durante il tragitto per raggiungere la mia piccola, sentii mio marito borbottare qualcosa ma non capii, mi occupai della bimba dopodiché tornai da lui e mi feci spiegare meglio ciò che aveva detto:
- Ho confermato solamente i miei pensieri: domani ho tutte le intenzioni di festeggiare! Pensaci: io e te, da soli e sopratutto senza essere interrotti sul più bello!
- Mmh invitante la cosa... ma che ne dici di riprendere da dove abbiamo interrotto? - lo guardai maliziosamente
- Direi che.... - si avvicinò per baciarmi ma....
- Mammaaaaaa! Ma devo andarci per forza s scuola domani? - oddio ci mancava solo Leila adesso
- Ma che avete stasera? Certo che devi andarci!
- Uffaaaaa però! - tornò brontolanto tra se e se al piano di sopra
- Allora? - Dico verso mio marito sperando di non essere più interrotta
- No amore è inutile tanto. Riprenderemo il nostro discorsetto domani.  - mi bacio è frustrato ando dritto dritto in camera da letto. Forse aveva davvero ragione lui, avevamo seriamente bisogno di un po’ di solitudine.
***
Il mattino seguente ero davvero molto molto emozionata: mi svegliai prima del previsto, preparai la colazione all'intera famgliola dopodiché andai a svegliare le mie bimbe.
- Leila amore è ora di svegliarsi!
- Ho sonno mamma
- Lo so amore ma dobbiamo alzarci, è il primo giorno di scuola!
Si mise a sedere controvoglia -  è già settembre?
- Wow! Iniziamo benissimo l'anno tesoro.
- Chloe?
- Sta dormendo...
- Ecco! Questa storia che mi devo svegliare presto per andare a studiare mentre lei può rimanere a casa deve finire!
- E finirà oggi amore perchè sto per andare a svegliare anche tua sorella. Oggi inizierà scuola anche lei!
- Davvero?
- Si, primo giorno d'asilo
- L'asilo non è la scuola. Passerà tutto il giorno a giocare mentre io dovrò studiare.
- Anche tu alla sua età sei andata all'asilo
- Non me lo ricordo.
- Io si tesoro, hai pianto per due settimane continue -  dissi ridendo.
- Chloe piangerà?
- Spero di no. Forza e coraggio vai a vestirti io sveglierò tua sorella. -  così dicendo spari nella stanza della più piccola che al contrario di sua sorella era già con gli occhi aperti
- Amore buongiorno!
- Mamy! -  esclamò la bimba tutta felice
- Pronta per andare a scuola amore?
- Siiiii!
- Allora cosa stiamo aspettando? Andiamo a vestirci e mettere il grembiulino.
Dopo aver vestito e fatto tare colazione ad entrambe le mie pesti, io  e killian ci armammo di macchina fotografica e ci recammo a scuola. Una volta varcato il cancello iniziammo a farle le così dette foto ricordo. 
- Mamma, mamma, ci sono le mie compagne li, posso andare a giocare con loro? - mi disse la più grande
- Certo! Buona giornata tesoro e comportati bene mi raccomando.
- Va bene! - Diede un bacio sia a me che a killian e si allontanò.
- E a me? - Disse la sorellina guardandomi con occhioni tristi
- Leila amore non hai dimenticato nulla? - le dissi facendola tornare indietro
- Mmm... la merenda è nello zaino quindi no.
- Leila! -  la rimproverai  indicandole la piccolina con il visino triste.
- Ah! Il bacino alla nana.
- Non tono... - provò a riformulare la frase - non sono una nana, sono grande ora.
- Si certo come no! -   Disse per poi darle un baciono -  non mi far fare brutte figure con le maestre hai capito?
- Sarò buona!
- Ok, io vado ciaooooo!
- Allora Chloe, vogliamo andare anche noi?
- Si-
- Prese entrambe le nostre mani e una volta visto Leila varcare la soglia della scuola accompagnammo la più piccola nell’area dedidaca allonfanzia. Una volta entrati andammo alla ricerca della sua classe. La stressa di Leila fortunatamente. 
- Buongiorno. Io sono Phoebe, la tua maestra, tu come ti chiami? 
- Chloè. Chloè Jones
- Ahhh la sorellina di Leila?
- Si!
- Bene, perché non vai a scegliere un banco piccolina?
- Bimba vieni a sederti vicino a me! - gridò una sua coetanea da dentro la class ma Chloe sembrava intenzionata a non muoversi.
- Vai amore. - la incoraggiò Killian
- Mamy vieni con me? 
- Parlo con la maestra e poi verrò a vedere il tuo banco.
- Ok...
- Emma, killian che piacere rivedervi qui! Quanti anni sono passati? Due? 
- E' si... è in seconda elementare adesso.
- Come passa il tempo...
- Non dirmelo, a me sembra ieri che sono nate e invece eccoci già qui. Tra qualche anno saranno due signorinelle. 
- Saranno delle piccole cucciole ancora per molto fidati. - sorrise - Ascoltate, so che sapete già come funziona, ma avete già compilato i moduli?
- Si!
- L’avete inserita nel rientro?
- No ancora no, vogliamo farla ambientare un pochino con la speranza che non faccia come Leila.
Ho capito... Allora non ci resta che vedere! Oggi potete tranquillamente riprenderla tra un paio d’ore. E' il primo giorno ed è la più piccolina, dubito che resista tutte queste ore.
- Va bene allora ci vediamo tra poco. - era il momento della verità, stavo per entrare in classe a salutare Chloe. - Chloe amore è questo il tuo banco?
- Si e lei è la mia amichetta!
- Ciao piccolina
- Ciao
- Senti amore comportati bene ok? Ci vediamo tra qualche ora.
- Dove vai?
- Mamma deve andare a lavoro.
- E papà? - chiese spaventata
- Anche papà
- Vengo con voi allora
- Devi stare qui amore
- No, da sola no!
- Non sei sola, c'è la tua  amichetta,  la maestra e tanti altri bimbi, ti divertirai!
- Noooo... Voglio stare con voi! -  disse iniziando a piangere
- Piccolina non fare così! l'asilo è bello e poi lo sapevi a che mamma e papà non potevano rimanere.
- Non mi piace l'asilo. No no!
- Dai chloe non fare così , fidati della mamma.
- No no nooo.
- Ei principessa di papà guardami: se rimarrai qui per un paio d’ore papà oggi pomeriggio ti porta a prendere un gelato ok?
- No!
- Bimba vieni a fare un disegno con me? - la chiamò la sua nuova amichetta.
- No
- Vai pure tranquilla chloe, la tua mamma resterà qui ok? - le  disse la maestra
- Davvero?
- Si!
- Ok allora! . si asciugò le lacrime, prese i pennarelli e un foglio dall'armadietto lì vicino e iniziò a colorare con i suoi compagni. Teneva lo sguardo fisso sulla porta per controllare me  e il suo papà e non era assolutamente intenzionata a cedere. Passò all'incirca  un quarto d’ora e finalmente la bimba sembrava essersi distratta, salutammo l’insegnante e senza farci sentire e uscimmo. 
- Wow! È stata più dura di quando ricordassi. - esclamai - Speriamo bene, non sembrava poi così entusiasta. 
- Vedrai che starà benone. Ora andiamo però, se non sbaglio io e te avevamo un certo programmino in sospeso giusto?
***
Durante il tragitto verso casa perdemmo un po’ di tempo:  approfittai dell’assenza di entrambe le bimbe per fare anche un po’ di spesa. Killian sbuffava mentre mi seguiva all’interno del supermercato ma non potevo farci nulla... il sapore della libertà andava gustato a pieno non trovate? Una volta finita la spesa però decisi di dedicare al mio maritino la mia completa attenzione. Entrammo in casa e chiudemmo a chiave la porta lasciando le chiavi inserite, nessuno avrebbe dovuto disturbarci dopodiché mi buttò, come la sera precedente, sul divano per dar via ad una mattinata con i fiocchi. Purtroppo anche questa volta non riuscimmo ad avere la meglio.  La casa iniziò a tremare facendo cadere a terra tutto ciò che era poggiato sui tavolini e sulle mensole. i lampadari oscillavano insistentemente e le luci iniziarono a fare i capricci. Il tutto durò una trentina di secondi
- Ma che diavolo.... - provai a dire ma venni interrotta da Killian
- Questo divano porta sfiga Swan! - si lamentò
- Killian ti pare il momento? Cos'èra? Un terremoto? 
- Non lo so.
- Accendi la tv vediamo se dicono qualcosa. 
 
" Notizia dell'ultimo minuto: Terremoto a Storybrooke."  
 
"Terremoto non rilevato dai sismografi. Sicuri che si tratti di un terremoto? "
 
" Nuova minaccia su Storybrooke. La terra trema."
 
Tutte queste notizie non promettevano nulla di buono, non c'era mai stato un terremoto in città, che fosse una semplice coincidenza o i notiziari avevano raggione? C'era davvero una nuova minaccia in città? 
- Le bambine killian! - esclamai improvvisamente in preda al panico, che avessero sentito anche loro il terremoto? - Non mi interessa che siano a scuola, andiamo a prendrle. 
Non obbiettò, salimmo in macchina e ci avviammo verso la scuola privata di Storybrooke. Durante il tragitto il mio cellulare squillò:  Era la direttrice della scuola che ci comunicava la chiusura delle scuole da parte del sindaco. Una volta arrivata trovai Leila insieme alla sua classe nel loro punto di ritrovo, era un po' spaventata ma tutto sommato tranquilla, era Chloè quella disperata, se ne stava tutta sola seduta a terra a singhiozzare.
- Chloè! - la chiamai
- Mamy! - mi Corse in contro e io l’abbracciai con quanta più forza avevo in corpo. - Ti sei spaventata amore?
- Ti, mi hai lacciato ta sola!
- Oiii stellina abbiamo riniziato a parlare così?
- Ti!
- E perché mai?
- Io no boglio che tu bai bia. No mi piace l’asilo. No no no.
Arrivò la maestra a spiegarmi l' accaduto e li  capii che il motivo per cui trovai mia figlia in quelle condizioni non era tanto lo strano terremoto quanto il fattore abbandono.
- Mamma è qui adesso ok? Vogliamo andare a casa?
- Tiiiii!
- Chloe per  favore...
- Si! - rispose tristemente capendo il motivo del rimprovero. Tornammo a Casa tutti e quattro dopodiché cercai di trovare una scusa convincente per lasciare Chloe e Leila da Granny e poter andare alla riunione che aveva indetto Regina per parlare nuovo potenziale pericolo. Naturalmente come facilmente prevedibile fu facile convinevrte Leila mentre per chloe beh... fui costretta a portarla con me.
- Scusate il ritardo ma... - indicai la bambina - Non son riuscita a non portarla.
- Vieni siediti che iniziamo. Allora avete notato tutti cosa è successo oggi in città?
- Menomale che non c’è stato nessun danno! - disse brontolo
Ho costruito Storibrooke alla perfezione è a prova di magia quindi anche a prova di terremoti. Il problema però è che credo poco ad un fattore di natura ambientale.
- Dici c'è c'è un nuovo nemico in città? - continuò brontolo
- e chi si nasconde dietro tutto questo? - chiese un'altro nano.
-  E' ancora sicura Storibrooke?
- Calmi tutti! - disse Regina spazientita da quelle inutili domande. - Non ne ho la più pallida idea ma mio consiglio è di tenere gli occhi ben aperti e controllare qualsiasi movimento sospetto di qualsiasi persona in città. Se non è stato un terremoto questo vuol dire la cosa si ripeterà e noi dobbiamo essere pronti a capire cos’è e come fermarlo. Detto questo ci riaggiorniamo. - tutti andarono via mentre io e Killian rimanemmo in ufficio con lei.
- Piccolina come è andato il tuo primo giorno d'asilo?
- Butto l'asilo. Io no vado più.
- Regina per favore non parliamone è stata una tragedia greca a quel che mi hanno raccontato.
- Si rifarà domani. 
- Domani? No no no io no asilo!
- Ad ogni modo... - dissi mentre coccolavo la mia cucciola - Perchè pensi che qualcuno ci voglia attaccare? Ormai sono mesi che nessuno ci mette i bastoni tra le ruote...
- Devono avere motivi per farlo? Siamo a Storybrooke Emma, le sfide e le lotte sono all'ordine del giorno. Abbiamo avuto una meritata pausa, ora credo proprio che sia finita. 
Aveva ragione, quel terremoto era solamente l'inizio di un nuovo piccolo grande problema. Sicuramente presto ne avremmo saputo di più ma ora non ci restava altro che prepararci psicologicamente a combattere. 
 
Note dell'autore:Lo so lo so, in ritardo e per giunta con un capitolo terminato a metà. Metà? mmh.. no.. diciamo che questa è solamente la parte iniziale. Nel prossimo aggiornamento cercherò di concludere il capitolo per non fare anche una terza parte; ma se non dovessi riuscirci (perchè molto lungo)  vi prometto che almeno la minaccia che è in corso a storybrooke ve la svelerò. Alla prossima e buon fine settimana. 
Ps. scusatemi come al solito per gli errori ma non ho avuto modo di controllare.

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Capitolo 24
*** Scusate il ritardo ***


Ciao a tutti! Questo non è un aggiornamento.
sono stata molto impegnata con il lavoro in queste due settimane e non ho avuto assolutamente modo di potermi dedicare ai miei capitolo. Vi scrivo per scusarmi del clamoroso ritardo e per tranquillizzarvi dicendoci che non ho intenzione di abbandonare la storia. Spero di riuscire a pubblicare qualcosa entro fine settimana ok? Un abbraccio 

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Capitolo 25
*** Ora si che sono guai (seconda parte) ***


POV EMMA

L’indomani arrivó in men che non si dica ed eccomi nuovamente qui, davanti ai cancelli della scuola, a cercare di convincere m Chloe ad entrare.  Mai impresa fu così ardua e rispetto a ieri posso assicurarvi che cose sono di gran lunga peggiori perché ora sa esattamente cosa comporta l’asilo ovvero mamma e papà fuori dai giochi.
- TU POI MI LACCI SOLA! Io no boglio! -  mi disse con i lacrimoni agli occhi.
- Tesoro lo sai che non posso entrare con te! - vorrei tanto riportarla a casa, non riesco a vederla in questo stato ma devo essere forte. È per il suo bene. - Verró a riprenderti prestissimo te lo prometto. - cercai di convincerla. 
- No no nooooo mamy ti plegooooo! - unì le manine a mo di preghiera e iniziò a supplicarmi, non aveva mai facco così per nulla. 
- Se mamma rimane dieci minuti con te poi mi prometti che resti da sola con la maestra e non fai i capricci?
Ci pensa un momento ma poi un piccolo sorriso si fa spazio fra le sue labbra - Ti! - Non ero proprio convita del suo si ma  provai comunque  a crederle ed entrai con lei, rimasi sullo stipite della porta e lei come il giorno precedente mi tenne d’occhio. Dieci minuti ormai erano passati da un pezzo ed era giunta ora per me di andare. Come avrei mai potuto uscire di scena senza farla piangere? Il giorno precedente mi allontanai senza dirglielo e fu un fiasco totale così provai ad avvisarla ma ottenni un effetto di gran lunga peggiore: Lacrime e isterismi si fecero spazio in lei tanto che la maestra mi suggerì di rimanere ancora un po’ per poi allontanarmi quando si fosse distratta. Avrebbe pianto uguale ma forse di meno. Ero molto scettica  devo essere sincera soprattutto visto le condizioni in cui la trovai il giorno prima, avevamo appena iniziato a parlare un po’ meglio invece  eccoci da punto a capo se non peggio, però decisi comunque di dar retta alla sua insegnante, in fondo era il suo lavoro e evidentemente ne sapeva più di me. Consolai Chloe e aspettai che tornasse a giocare con le sue nuove compagne. Appena la vidi più presa nei giochi e meno interessata a me uscii dalla sua classe e mi recai alla stazione dove mio padre aveva appena messo a punto un piano di ricerca verso il nostro uomo in incognito, così lo chiamavano non avendo idea su chi o cosa fosse. Ci mettemmo subito a lavoro, io papà e killian ma fui costretta a interrompere le ricerche all’incirca un paio d'ore dopo In quanto ricevetti una chiamata da parte della scuola.  La maestra di Chloe aveva bisogno urgentemente di parlare con me. Mandai un sms a Killian informandolo che lasciavo momentaneamente le ricerche e per essere sicura che lo ricevesse ne inviai uno anche a mio padre dopodiché mi recai in tutta fretta a scuola. Quando arrivai notai immediatamente le luci spente e un gran caos in giro. Non c’era nessun bimbo nelle classi dedicate all'infanzia e pensai seriamente che il nostro "uomo" avesse appena attaccato la scuola. Se da una arte mi sollevai di morale escludendo come causa della chiamata mia figlia e i suoi capricci, dall’altra mi preoccupai ancor di più per la possibilità che quell'essere potesse aver ferito qualcuno tra cui le mie bambine. Camminai lungo i corridoi per raggiungere le scuole elementari nella speranza di trovare qualcuno e finalmente incontrai delle maestre mi indirizzarono verso un’aula. Entrai e finalmente vidi l’insegnante di Chloe.
- Eccomi, scusa se ci ho messo tanto, ho fatto il prima che ho potuto mi reda. - Feci una pausa - Come mai mi ha convocato?  - cercai di essere calma e professionale possibile.
- Non si preoccupi, prego si sieda - mi disse indicandomi una sedia. - Forse le sembrerà stano il motivo per cui l’ho convocata qui ma ho bisogno di farle una domanda particolare: Sua figlia Chloe ha dei poteri per caso?
Rimasi spiazzata a quella domanda... non ne capivo il significato - Poteri? Intende dire se la bambina  ha la magia? - annuì - No... o meglio si ha la magia ma non può usarla. Le abbiamo bloccato i poteri quando aveva poco più di otto mesi.
- Ne è sicura?
- Certo che ne sono sicura, sono sua madre. Ha un braccialetto al polso sinistro che le impedisce di utilizzare la magia mah... perché me lo chiede? - domandai ormai incuriosita da quella domanda.
- Vede ho avuto modo di osservare delle cose in questi giorni e mi è sembrato di capire che tutti questi terremoti e problemini elettrici che stanno succedendo in città da due giorni, non siano scaturiti da nessu altro se non dalla tua piccolina.
- Dalla mia piccol..... da Chloe? - Risi - È impossibile. come le ripeto ha il bracciale e poi anche se fosse Chloe a due anni e mezzo non potrebbe mai essere così potente... sarebbe un vero problema non trova? - solo in quel momento però mi venne in mente che la bambina non era lì e ripensandoci non era neanche in classe dove l’avevo lasciata quella mattina - Comunque a parte questo...  Dove’e la bambina ora? È tranquilla?
- Tranquilla non direi di certo. L’ho lasciata momentaneamente in seconda elementare da sua sorella. Ha pianto ininterrottamente e solo con lei sembra essersi calmata in pochino. Vuole che vada a chiamarla? - mi chiese alzandosi dalla sedia
- Sinceramente prima che si accorga che sono qui vorrei valutare con i miei occhi quello che mi ha appena detto. Se come dice lei, cosa che ripeto per me è impossibile,allora questo significherebbe che non c’è nessun cattivo in città e che quindi di conseguenza potrò sospendere le ricerche per occuparmi di qualcosa di decisamente piu complesso. - ero sicura al mille per mille che la mia bambina non era immischiata in tutto questo ma non so perchè qualcosa dentro di me mi disse che dovevo accertarmene con i miei occhi.
- Bene allora stia qui e ci osservi, proverò a scaturirle qualche reazione così potrà dirmi cosa ne pensa e se secondo lei ho ragione. Vado a prenderla. - Vidi la maestra uscire dall'aula per poi riapparire nel corridoio qualche minuto dopo. Teneva per mano mia figlia la quale era molto restia ad allontanarsi dalla classe di sua sorella.
- Boglio tare con Leila fino a quando biene mamma. Quando biene? - le chiese con aria spaventata
- Arriverà tesoro, prima o poi arriverà ma nel frattempo noi dobbiamo torare in palestra con gli altri bambini.
- NOOOO! NO BOGLIO! VOGLIO MAMY!
- Asclota chloe: mamma non so quando arriverà ok? Basta fare capricci. - la rimprovrò per farle avere qualche reazione. - Se arriverà presto andrai a casa subito altrimenti pranzerai qui con gli altri bimbi e solamente poi andrai a casa.
- NOOOO! LASCIAMI! - si liberò dalla sua presa e sia io che la sua insegnante potemmo vedere le sue mani iniziare a tremare. Fu in quell'esatto momento che le luci nella scuola si riaccesero di colpo per poi riprendere il loro tintinnio e spegnersi nuovamente un paio di minuti dopo. Tutto questo grande effetto discoteca venne accompagnato da un rumore assordante: I vetri delle finestre del corridoio esplosero come se nulla fosse e c'erano vetri ovunque. Non potevo credere ai miei occhi: era davvero la mia bambina a fare tutto questo? No non poteva essere. Mi guardai intorno alla ricerca di qualche spiegazione più logica ma non trovai nulla a cui collegare quel disastro. Controllai per sicurezza  il suo polso sinistro e notai che il suo braccialetto era ancora lì. Se fosse stata lei non avrebbe douto averlo giusto? Tutti i miei pensieri vennero spazzati via dalla sua voce:
- Che tuccede??? - Chiese siggiozzando e fu lì, vedendo il suo sguardo carico di terrore che decisi di farmi vedere.
- Chloe... - la chiamai piano per non spaventarla ulteriormente.
- Mamy aiuto! Che tuccede? - mi chiese rimanendo ferma immobile al suo posto. Le leggevo la paura negli occhi. 
- Niente amore, non succede nulla tranquilla.  Vieni qui!
Stava per avvicinarsi quando la sua insegnante parlandomi la fece fermare di colpo. - Non credo sia il caso Emma - mi mise in guardia la donna - Guarda le sue manine? - Oddio! Era... era magia di luce quella che usciva dalle sue mani? Non potevo credere ai miei occhi, la sua insegnante aveva agione, era la mia piccolina ad aver creato tutto quel caos. Se da una parte fui sollevata nel sapere che nessun nemico era in città dall'altra ero completamente nel panico.  -Emma stai in guardia, non vorrei che ti colpisse. - mi riportò alla realtà Phoebe. Ok la situazione non era delle migliori ma ero la sua mamma e solo io avrei potuto mettere fine a tutto quel casino. 
- Non dire idiozie è mia figlia. Avanti Chloe vieni dalla mamma. - si avvicinó di qualche altro passo ma poi si bloccò nuovamente
- Io no bua a te! - mi disse stringendo entrambe le manine come se questo gesto avrebbe potuto spegnare la luce che usciva dalle sue mani. 
- Amore mio ma quale bua, dai tranquilla vieni da mamma.
- Io no boglio fatti male! io lesto qui. No mi muovo.
- Davvero brava complimenti! - dissi alla sua maestra che mettendomi in guardia l'aveva spaventata ancora di più. - Chloe andiamo sono la mamma... - nel vedere che mi stavo avvicinando a lei fece dei passi indietro per poi voltarsi e iniziare a correre ma fui più veloce di lei e la presi in braccio stringendola a me. Il suo cuoricino batteva all'impazzata dalla paura e il mio cuore si spezzò.
- Amore la mamma è qui, calmati, non me ne vado ok? Respira amore... brava così. - piano piano riuscì a calmarsi un po' e anche le sue manine smisero di  tremare e di emanare luce accecante. - Ecco fatto, brava. Tutto passato ok?
- No! Ho paula.
- Non devi avere paura di nulla.
- Tono tata io? - mi chiese indicando le finestre.
- Si amore ma non è una brutta cosa sai?
- È butta!  Io faccio la bua alle persone! Io no boglio. Mammina aiuto! - ed ecco che a quella richiesta il mio cuore si spezzò ulteriormente. 
- Tesoro mio non hai fatto male a nessuno è mai lo farai ok? Devi fidarti della mamma, troveremo un modo per risolvere questa cosa ok? - i suoi occhi si incrociarono con i miei come a chiedere un'ulteriore conferma di quello che le avevo appena detto.  - Andrà tutto bene devi credermi. Ora però fammi un sorriso ok?
- No... sono tliste!
- E perché mai amore di mamm? .- sapevo già la risposta ma volevo sentirlo dire da lei. Volevo che imparasse a confidarsi con me, volevo che capisse fin da subito che non doveva aver paura di esprimere i suoi sentimenti alle persone come per molti anni ho nascosto io.
- Io no boglio avele mazzia. La mzzia lompe tutto.
- Amore non tutta la magia è così... mamma ha la magia, zia Regina ha la magia... anche Leila ha la magia, lo sai.
- Leila mazzia bella, mamma e zia mazzia bella,  Chloe mazzia brutta.
- Non è così principessa.... la magia è legata ai nostri sentimenti. - la vedo inclinare la testa di lato, non credo che capisca a pieno tutte le parole che le dico. Devo trovare un linguaggio semplice e provare a trovare delle parole confortanti. - Amore vedi... la magia è legata alle nostre emozioni, come posso spiegartelo.... ah si.... beh se siamo felici la nostra magia sarà in un modo se siamo tristi siamo in un altro. In questo momento sei spavetanata dalla magia e lei si trasforma in questo. - le indicai tutto quel caos -  Basta saperla controllare e tutto si risolverà.
- Dabbero?
- Si! Hai visto la magia di Leila? - le chiedi sapendo quando le piaceva vedere sua sorella fare delle piccole magie. 
- Mi pace tanto,  lei fa appalile le falfalline in giardino.
- Puoi farlo anche tu amore. - sperai di renderla felice ma non fu così.
- Lei pelò non coppia i vetri.
- Se fosse spaventata così tanto credo che lo farebbe anche lei. - l'abbracciai con quanta più forza avevo in corpo - Amore mi dispiace davvero, è colpa mia se sei così spaventata, mamma non ti ha detto che avevi anche te questo potenziale. Ora lo risolveremo insieme ok?
- No toppa tua mamy. Io bene a te. - avevo un amore di bambina non c'è altro da dire. Mi sciolsi come un gelato al sole. 
- Anche io te ne voglio cucciolina, Andiamo a casa dai.
- E nente pu asilo? -  ci stava davvero sperando. Parlai con la sua insegnante e insieme concordammo di aspettare che avesse compiuto a tutti gli effetti tre anni.
- Per ora no amore ma riproveremo quando sarai più grande.
- Ok ciao ciaooooo! - disse tutta contenta verso la sua insegnante anche se ancora sconvolta per l'accaduto. 
In macchina non disse una parola e neanche a casa, si mise seduta sul divano e se ne stette lì senza fare nulla. La osservai a lungo e notai che le sue manine tremavano in continuazione. Nonostante le mie rassicurazioni era ancora spaventata piccolo amore mio. Cosa avrei potuto fare? Chiamare Regina? Avrebbe potuto aiutarmi? Proprio mentre pensavo ad una possibile soluzione ecco che il televisore di casa esplose facendola scoppiare in un pianto disperato. Prince, il nostro adorato cagnolino o terremoto per gli amici, è salito sul divano con la sua grazia innata mettendole paura. È si... chiamare Regina era  la soluzione migliore .  Presi il telefono e le scrissi un messaggio:

"Teletrasportati in casa mia ora! Possibilmente non in salotto!"
 
Non tardò molto ad arrivare
- Quale sarebbe l’emergenza questa volta?  Ero nel bel mezzo di un appuntamento galante.
- Mi dispiace mah... - la terra iniziò a tremare nuovamente sotto i nostri piedi interrompendoci
- Ok! Niente panico! - disse - Qualunque cosa tu debba può aspettare,  il nostro nemico è vicino, andiamo.
- Emmh...  Regina aspetta...  non abbiamo nessun nemico. Non c'è nessun cattivo in città - mi guarda come se fossi impazzita - Seguimi - la trascinai in salotto dove c’era chloe che nel frattempo si era nascosta tra i cuscini del divano - E' lei! È lei che sta creando il caos a Storybrooke.
- Lei? Emma che dici! È una magia al di sopra di ogni cosa, sopratutto per una bambina - mi fece notare -  Per non parlare che Chloè ha il bracciale che le blocca i poteri.
- Non funziona più a quanto pare. È terrorizzata e non riesce a controllare la sua magia.  Al minimo movimento esplode qualcosa.
- Non è possibile Emma!
- Regina l'ho visto con i miei occhi. Anche io preferirei di gran lunga che non fosse così ma purtroppo è questa la realtà.  Ricordi quando non riuscivo più a controllare la mia magia? beh lei sta vivendo la stessa cosa. Se ci sono io vicino a lei sta calma ma se mi allontano anche solo di mezzo metro succede questo - le indico il televisore
- Ma non mi dire... - era senza parole ma a giudicare dalla scena in soggiorno non potete fare a meno che credermi.
- Fammi parlare con lei ok? - annuii e la vidi fare qualche passo per farsi notare - amore di zia ciao! - le disse in tutta tranquillità facendo finta di non sapere nulla. 
- Bai bia! - le rispose cercando di nascondersi ancora di più.
- Ma amore voglio solo giocare un po con te!
- No! Io tono bimba cattiva faccio cose blutte.
- Ma non è vero, non dire così! - la raggiunse sul divano ma la mia cucciolina ancora più spaventata alzò le braccia per difendersi ma colpi accidentalmente il lampadario che cadde. Evitai che cadesse sulle loro teste, finendo così la giornata in tragedia, grazie alla mia magia ma comunque ora la situazione si prospettava davvero grave. 
- Bisto? Io ho mazzia blutta.
- Aspettami qui stellina, Parlo un attimino con la tua mamma e poi sarò subito da te per giocare. Non avere paura anche la zia ha la magia e posso aiutarti ad usarla. La tua magia non è assolutamente brutta.
- Dabbero?
- Si aspettami qui. 
Andammo a parlare in cucina.
- Ha perso completamente il controllo vero? Ma come è possibile?
- Disse la donna che distrusse la stazione dello sceriffo. - rise - Comunque si, ha perso il controllo. Sai cosa può essere successo di così grave per renderla così?
- L’asilo? Il fatto che l’ho lasciata lì e si è sentita abbandonata?
- Potrebbe essere e magari le è scappato un pizzico di magia che l’ha fatta spaventare ancora di più non capendo bene come fosse possibile. - mmh aveva senso. 
- Puoi aiutarla? - chiesi speranzosa
- Dovrà calmarsi un po’ prima, ora è del tutto fuori controllo.
- E cosa posso fare per aiutarla?
- Tu dovrai semplicemente fare la mamma mentre beh per il momento penso che sia il caso di bloccarle la magia con qualcosa di più potente. Almeno per un giorno o due in modo da farla calmare del tutto.
- E come vorresti fare?
- Con il bracciale originale, quello di Zelena. So che è una mostruosità al polso di una bambina così piccola ma.... 
- Ok  ol va bene, tutto pur di farla tornare a sorridere.
La vidi scomparire e tornare pochi minuti dopo con il bracciale, andammo entrambe in salotto e solamente dopo svariati tentativi riuscimmo a convincere chloe ad indossare il bracciale. Il risultato? Nessuno! La piccola continuava ad esercitare magia come se nulla fosse. Come diavolo poteva essere?
- Wow sono esterrefatta! - esclamò Regina 
- Regina perché non funziona?
- A quanto pare la mia bella nipotina è più potente di questo braccialetto.
- Ma... ha solo due anni e mezzo. Come può una bimba essere così potente.
- Il frutto del frutto del vero amore può bastare? - mi misi le mani nei capelli. Eravamo nei guai.

POV KILLIAN

Da quando Emma si era allontanata scrivendomi per messaggio di andare a prendere la nostra piccolina non l’ho più ne vista ne sentita fino a qualche minuto fa quando un sms dalle parole poco incoraggianti mi fece capire che era giunto il tempo di tornare a casa.

"Abbiamo un serio problema, ti aspetto a casa."

 Questo era ciò che citava il messaggio. Nessuna faccina sorridente, un cuore o altro come era solita fare, solo una frase nuda e cruda. Cosa mai poteva essere accaduto di così tanto tragico? Pensai che Chloe avesse avuto qualche altro problemino con l’asilo ma quando tornai a casa la realtà era ben che differente. L’intero soggiorno era stato praticamente buttato per aria e c’era la mia bambina stretta tra le braccia di sua mamma che piangeva come una disperata.
- O mio Dio! State tutti bene? - fu la prima frase che mi venne da dire seguita da - Dov' è Leila? - l’altra mia bimba non era con loro e di conseguenza mi preoccupai
- È da mamma, ho chiesto a lei di andarla a prendere, abbiamo un piccolo problemino da risolvere.
- È stato qui vero? Cosa diavolo a fatto quel mostro alla nostra casa? - chiesi con il sangue che ribboliiva nelle vene. Non poteva essere stato nessun'altro se non lui: il nostro uomo. Una cosa era certa aveva osato toccare la mia famiglia e ora avrebbe assaggiato il mio uncino. 
- Mottro? Io mottro? - sentii dire da Chloe tra un singhiozzo e l’altro.
- Non sei un mostro amore quante volte devo dirtelo? - sentii risponderle sua madre.
- Ma papy...
- Papà non intendeva quello che pensi tu.
- Papy io mottro? - si rivolse a me. Non capivo cosa stesse dicendo ma gli sguardi di mia moglie e Regina erano fin troppo strani.
- Perché mai dovresti essere un mostro amore? Certo che non lo sei! Tu sei la principessina di papà! - le sorrisi ma lei non ricambiò come suo solito.
- Amore perché non vieni con la zia mentre mamma parla con papà? - provò a dirle Regina cercando di prenderla dalle braccia di Emma. 
- No!
- Ti preparo la cioccolata!
- No! Boglio mamy. 
- Lasciala Regina tranquilla ci penso io.
- Mi spiegate che succede? - Chiesi io continuando a non capire.
- Non c’è nessuna minaccia in città killian....nessun mostro, niente di niente.  I problemi elettrici e terremoti vari sono dovuti ad un’altra causa - mi indicò la bambina. - Il bracciale non ha più alcun effetto su di lei
- Mi prendi in giro? - chiesi stupito da tale rivelazione ma la mia più che una vera e propria domanda era una frase retorica.  Bastava vedere mia figlia e mia moglie per capire che c’era qualcosa di sbagliato. - Che... che si fa ora? - lo ammetto ero spaventato. Si capitan uncino, pirata spietato dei sette mari era spaventato. 
- Non ne ho la più pallida idea... - rispose mia moglie anche lei molto preoccupata. 
- Per il momento bisognerà tenerla tranquilla e rilassata il più possibile poi appena di sarà calmata un pochino proveremo qualcosa per risolvere il problema.
- Hai una vaga idea di come tranquillizzarla? - chiesi
Con Emma sta buona e non usa la magia. E' una cosa positiva. 
- Per quanto la ami e vorrei passare ogni singolo istante con lei vi ricordo che  avrei anche un lavoro. Come faccio? Non posso disertare e di certo non posso portarla con me. L'asilo neanche a parlarne e... 
- No no no asilo no! Mammy no!!!! - lì il mio cuore Perse non so quanto battiti. La vidi tremare spaventata e non potei fare altro che correrle incontro per stingerla a me
- Amore di papà ci siamo io e mamma ok? Non ti ci porteremo all'asilo ma cerca di stare calma ok? - annui e piano piano riuscì a calmarsi. Si addormentò sfinita nel giro di qualche ora e io regina e mia moglie ne approfittammo per metterci a tavolino e discutere una teoria possibile per aiutarla. Vidi lo sguardo di Emma e capii si sentiva in colpa per qualcosa... ma cosa?
- Amore... - le presi la mano - che c’è?
- nulla!
- Non mentirmi... 
- Ok... È colpa mia killian ero spaventata dalla sua magia, quando era solamente una neonata, che al posto di pensare a lei ho pensato a me e le ho bloccato i poteri. Sono stata egoista. Se  non avessi intralciato la sua natura ora molto probabilmente non sarebbe così spaventata.
- Lo hai fatto per lei amore, non per te. Per evitare che facesse male involontariamente a qualcuno.
- E a cosa è servito? Le abbiamo impedito che facesse male a qualcuno ma le abbiamo inflitto una cosa ben peggiore: la paura di se stessi... un genitore quste cose non le fa. - ora stava esageranto, si stava decisamente dando delle colpe assurde. Stavo per intervenire ma fortunatamente lo fece Regina. Ero suo marito e conoscendola non mi avrebbe mai creduto, avrebbe pensato che tutte le parole di conforto che le avrei dato fossero parte del pacchetto "siamo sposati, ti amo e di conseguenza non ti accuserò mai di nulla". Forse la sia amica avrebbe potuto aiutarla piu di me. 
- Basta farsi colpe inutili Emma! - le disse - Ormai quel che è successo è successo. Abbiamo appurato che non è come Leila. Non le viene naturale ma non è un problema.
- Non solo non le viene naturale come lei ma è di gran lunga più potente. - rispose
- Quando imparerà a gestirla non sarà più un problema.
- Hai qualche idea?
- Lezioni di magia semplificate per la sua età?
- Dici che potrebe funzionare?  - chiesi io pensando a quando fosse terrorizzata Chloe dalla magia. 
- Lo spero perchè per ora non ho altro in mente.  Emma, per favore prova a fidarti di me ok?
- Mi fido cecamente di te è solo che....
- Lo so la situazione non è semplice ma non preoccuparti... siamo stati all'inferno, cosa vuoi che sia un po' di magia inaspettata? 
Dopo aver messo a punto in grandi linee un piano Regina andò via con l’accordo di incontrarsi nella sua cripta l'indomani pomeriggio mentre io e Emma rimanemmo in casa ad attendere Leila e a controllare che la piccola Chloe non commettesse altri guai. Fortunatamente non lo fece, le sue manine ogni tanto anche nel sono tremavano ed emanavano magia ma nessun mobile o altro fu colpito. Il mattino seguente prendemmo entrambi il giorno libero, coccolammo la nostra piccolina mentre la più grandicelle era a scuola e aspettammo insieme il pomeriggio per andare da Regina. Il risultato di quelle lezioni? Un fiasco totale. Chloe non ne voleva sapere minimamente ne con Regina ne con sua mamma. Per lei la magia era una di quelle cose di cui avere paura. Cosa fare ora? Se neanche il bracciale che aveva bloccato Emma, zelina, Tremotino e le peggior creature magiche serviva cosa altro c’era un serbo per noi? Dico la verità, per un momento pensammo anche a toglierle definitivamente la magia ma scartammo subito quell'iporesi:  la magia era parte di lei e togliergliela sarebbe stato come portarle via parte della sua essenza. Nella speranza di qualche brillante idea decidemmo di vivere alla giornata.... certo i nostri mobili non ne furono d’accordo ma era l’unico modo.
 Fortunatamente quella situazione non duro a lungo dopo una decina di giorni, quando ormai eravamo completamente disperati qualcosa cambio. Io e Emma eravamo in salotto a guardare un film, Leila era a fare i compiti e  la piccoletta di casa faceva il suo consueto pisolino. Ad un tratto sentimmo una risata....
- E' quello che penso io??? - disse Emma mettendosi in piedi e guardandomi stupita
- Credo proprio di sì! - dissi io con un sorriso stampato sul viso. - la voce di quella risata l’avremmo riconosciuta ovunque al mondo: era della nostra piccola chloe. Erano giorni ormai che non rideva più e risentire quel suono così  tanto atteso ci fece riempire il cuore di gioia. Senza perdere altro tempo corremmo entrambi al piano di sopra per vedere cosa stava succedendo ma non la trovammo nella sua stanza. Seguimmo le voci che si sentivano in fondo al corridoio e arrivammo nella prossimità della cameretta di Leila. Entrambe le bimbe erano lì così senza disturbarle ci mettemmo silenziosamente ad osservarle o come si suol dire "a spiarle"....
- Vedi chloe? - disse Leila facendo una magia 
- Belle faffalle!
- Si hai ragione sono belle! Prova tu ora ok? Pensa alle farfalline e a quanto desideri averle qui!
- Non esplode nulla?!?!
- No, lo puoi fare, poi le faremo vedere alla mamma, avanti concentrati!
La vedemmo stringere gli occhietti e neanche trenta secondi dopo una piccola farfalla si materializzó tra le sue mani.
- Faffalla! - gridò soddisfatta
- Bravissima chloe! - battè le mani sua sorella mentre la piccolina saltellava felice. -  Ora fanne apparire di più però! Concentrati, pensa a tante farfalle ok? - che dire ci riuscì anche questa volta anche se esagero un po’ e dovettero aprire la finestra per farle uscire ed evitare che invadessero l'intera casa. Emma non perse tempo, entrò nella cameretta e strinse forte chloe
- Bravissima amore di mamma ci sei riuscita!
- Mzzia bella! Io no esplodo più cose.
- Che ti diceva la mamma?!?! Leila - si rivolse anche a lei - Sono davvero orgogliosa di te! Stai diventando grande e non potrei essere più felice di come sonche stai crescendo
- Concordo con tua madre. Sei una piccola donnina ormai. 
- Grazie ma io l’ho fatto solo per paura di esplodere - rise
- Sotto quella faccia da furba si nasconde una sorella maggiora fantastica. - ci unimmo tutti e quattro in un abbraccio di famiglia. Questa era senza dubbio la quiete dopo la tempesta. Finalmente potevamo rilassarci un po' Chloe era di gran lunga più tranquilla e felice e questo ci bastava per essere positivi sulla questione magia. Oggi abbiamo affrontato il primo step, nel giro di poco avremmo sistemato tutto e tutta la nostra angoscia sarebbe diventata solamente un lontano ricordo. 
- Ora mamma posso spiegarle come si ci materializza da una parte all’altra?
- Cosa significa matelalizza? - ok "matelalizza" era in cima alle cose piu strambe del suo vocabolario. 
- Come si appare e scompare con la magia! - Le spiegò sua sorella per poi darle una dimostrazione spostandosi da un lato e l'altro della stanza. 
- Tiiiii boglio fallo!
- No no no sei ancora piccola per questo! - le fermò Emma  - Non voglio rischiare di venirti a prendere al polo nord.
- Da babbo natale?
Ecco! Come non detto! Ma perché non fa esempi normali mia moglie? - No Chloe, non potresti andare da babbo natale neanche se vorresti... non si farebbe trovare mai, quindi se non vuoi che a natale non ti porti nessun regalo non ti conviene andarlo a cercare.
- Ba bene! Ma posso impalale a compalile?
- Magari un altro giorno ok?
 - Io invece posso non andare a scuola domani? - disse Leila
- Non se ne parla, non approfittartene ora. Domani mattina dritta a scuola. - dissi io.
- Io no mamy velo? - fece gli occhi da cucciola indifesa sia a me che a sua madre. 
- Domani no, non andrai a scuola tranquilla ma dovrai rimanere un po’ con nonna ok?
- No mi va.
- Devi tesoro, la mamma lavora...e anche io. 
- puppa peró! Poi tolni da me mamy? - certo che il disco le si era incantato proprio, ormai esisteva solo mamy mamy e ancora mamy. 
- Certo che sì! - in teoria le aveva detto la verità ma fino ad un certo punto. Si sarebbe rimasta con nonna snow ma non in casa. sarebbe andata con sua nonna a lavoro ovvero all'asilo. Magari la scuola privata non era la scenata giusta per lei... o magari non lo è per ora. Magari le serviva giusto un periodo per ambientarsi e qualche posto migliore se non insieme a qualcuno che conosce? L’accompagnammo così da  mia suocera il mattino seguente, andammo a lavoro e dopo aver terminato il nostro turno, anche con netto anticipo, tornammo a casa. Finalmente senza cattivi in giro e con  le bambine impegnate in altro avrei avuto finalmente tutto il tempo nrcessessario per  dedicarmi alla mia bella mogliettina. 
- Sono passare  tre ore e sembra tutto tranquillo. - le dissi cercando di calmarla, sapevo che era in ansia per la piccola ma nessun terremoto aveva colpito Storybrooke quindi chloe stava benone. 
- Lo so ma non posso fare a meno di preoccuparmi. 
- Avanti vini qui... conosco un modo niente male per tirati su di morale. - dissi malizioso.
- Killian ma...
- shhh - mi avvicinai a lei e iniziai ad accarezzarle la schiena. - abbandonati a me! È tutto sotto controllo.
La baciai e la sentii rilassarsi piano piano sotto il mio tocco.  La portai in prossimità del nostro letto e la feci stendere. Iniziai con il  toglierle la giacca tra un bacio e l’altro e successivamente la maglietta. Eravamo un un mondo tutto nostro, nella nostra bolla di sapone. Tutto intorno a noi si era fermato, esistavao solo io e lei... o meglio solo io, lei e la piccola peste che tre minuti dopo si materializzò nella nostra camera da letto interrompendoci per la millesima volta da quando è nata. 
- Tutta sua nonna direi! - dissi io portandomi una mano sulla fronte per disperazione. Avremmo mai avuto un momento di privacy?
- mamy! - disse la sua vocetta tutta euforica
- Chloe! -  Emma scattò come una molla e cercò di ricomporsi alla meglio. - Amore ma cosa ci fai qui, non dovresti essere con la nonna? E sopratutto... come hai fatto? - effettivamente Emma aveva ragione...
- Infatti signorina, come sei arrivata fin qui?
 - Me lo ha impalato Leila.... - se mia figlia non imparerà a darmi ascolto prima o poi la metterò in punizione a vita - mah pecchè.... - stava per dire qualcosa ma non riuscì a portare a termine tutta la frase perchè qualcun' altro entrò in camera: Regina
- Chloe! Ma che modi sono! Tua nonna mi ha chiamata preoccupatissima... - la rimproverò. Solo in un secondo momento però si rese conto di dove fosse o meglio dire in che stanza fosse. - mah....
- No prego entrate pure tutti! Stavamo giusto per dare una festa! -  rispose mia moglie sbuffando
- Non ne dubito - rispose ironica Regina indicandole la giacca e la maglia a terra.
- Zia pecche papà sta sempre sopra la mamma???? - se Emma svesse potuto si sarebbe scavata una fossa da sola per l'imbarazzo mentre io beh... iniziai a ridere come un matto. - Papy no ridere io boglio sapere pecchè!
- E' amore mio... - rispose Regina - Quando sarai più grande capirai... e quando sarai grande ti vendicherai facendo morire di gelosia papà con qualche tuo fidanzatito.
- Che tignifica zelosia?ù
- Basta domande, ora dobbiamo andare dalla nonna, sarà preoccupata.
- No io con mamy!
- Avanti piccolina non fare i capricci mamma ha da fare.... - disse lanciandole un’occhiata e facendola arrossire ancora di più. 
- No! Ho detto no! - è in una nuvola di fumo azzurra sparì per poi riapparire dietro le spalle di sua madre. - Io lesto qui.
Dal non saper gestire la magia a spostarsi a suo piacimento c’è ne passa di strada.  Ora come faremo a farle capire che non può sgattaiolare da scuola o dovunque non voglia stare a suo piacimento? Beh... ora sì che sono guai
 
note dell'autore:
Ce l'ho fatta! Ho partorito eheheheheheheh! aggiornamento finalmente on line. Non sono molto soddisfatta e chi mi segue sempre lo sa ma ho preferito postarlo ugualmente per dedicarmi a capitoli a cui sono piu ispirata. Spero comunque che sia di vostro gradimento. Un bacione. 

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Capitolo 26
*** Buon compleanno ***


POV KILLIAN

Gioielli? troppo scontato, fiori? no no, sembrerebbe come se volessi farmi perdonare qualcosa, vestiti? Neanche...  ne ha a bizzeffe. Questo è stato il mio tormento per un’intera settimana: cosa regalare alla mia splendida mogliettina per il suo compleanno? Fortunatamente i miei dubbi hanno avuto finalmente un po’ di chiarezza questo pomeriggio quando portando Prince a fare la sua consueta camminata mi sono imbattuto in quello che potrebbe essere il regalo perfetto. Camminando camminando mi sono ritrovato davanti ad un agenzia di viaggi e ho detto: perché no? Non facciamo un viaggetto da soli dalla nostra luna di miele. Ci saremmo dovuti organizzare con le bambine questo è vero ma non sarebbe di sicuro stato un problema. Per sicurezza chiamo sia Snow che Regina e entrambe mi garantiscono tutta la loro disponibilità per occuparsi della mia prole. Non aspetto oltre ed entro nell'agenzia di viaggi a scegliere quello che sarà un regalo di compleanno perfetto. Non impiego molto a scegliere, so i gusti di mia moglie e solamente mezz’ora dopo sono già in viaggio verso casa. Nel tragitto decido di fermarmi da Granny per prendere alle mie donnine qualcosa da sgranocchiare ma proprio mentre entro ecco che mi imbatto in mia suocera che dopo avermi tempestato di domande per capire la metà del viaggio, al quale non ho minimamente risposto, mi ha comunicato che stava organizzando una festa a sorpresa per Emma. La cosa è grave, mia moglie odia i compleanni e sopratutto odia le feste a sorpresa. La festa si sarebbe tenuta l'indomani verso sera  e io avevo naturalmente il compito di tenerla impegnata per tutta la giornata. Un compiuto più facile a dirsi che a farsi ma anche in quel caso avevo le mie infallibili tattiche.
- Sicura che sia una buona idea?
- Non ho mai avuto modo di farle una festa. Non smontarmi le ide ok? Se poi si arrabbierà mi prenderò tutta la colpa, non devi preoccuparti di nulla. 
- E va bene faremo a modo tuo.  La terrò occupata ma dovresti pensare te alle  piccole pesti.
la vidi sogghignare - Non che voglia farmi i fatti tuoi o voglia essere maliziosa, ma come pensi di tenerla occupata? Guarda che domani ci serve in forze e sopratutto sveglia la ragazza! - 
- Lo so che sono un uomo dalle mille risorse non c’è bisogno che tu mi lodi così esplecitamente, cmunque tranquilla per domani ho una serie di programmini per la mia bella e non temere,   non tutti prevedono quello che pensi.
- Mah... - divenne rossa in viso
- Ciao ciaooo.
Uscii dal locale e mi recai immediatamente a casa dove le mie bimbe mi stavano aspettando o meglio: Chloe mi stava aspettando, Leila aspettava il suo cagnolino!
- Prince mi sei mancatooooo! - lo liberó dal guinzaglio e lo prese in braccio.
- E papà non ti è mancato principessa?
- Tu sei mancato alla mamma!
- A si???? E a proposito della mamma... dov’è?
- In tucinaaaaaa! - rispose Chloe per poi saltarmi addosso.
- Si dice cucina amore! Lo sai, perché non vuoi dirlo?
- È uguale!
- Non che non lo è!
- Si!
- ok va bene lasciamo stare andiamo dalla mamma.
Attraversai il corridoio e arrivai in cucina dove la mia splendida metà era indaffarata a sistemare i pasticci combinati dai nostri terremoti!
- Amore sono tornato! - le dissi andandole vicino per baciarla.
- Se non vuoi che tua figlia vada dritta dritta in collegio, dille di mettersi immediame a fare i compiti! - esclamò
- I compiti? a quest'ora? - erano le otto e mezza di sera - Che ha fatto tutto il giorno?
- È stata con nonna Snow che naturalmente l’ha portata al parco. Al parco ha incontrato Gideon ed ecco che non ha concluso nulla. Ora sì lambete che è stanca e che non vuole fare i compiti ma a me non interessa!
- Ti vedo particolarmente stressata amore. 
- Puoi dirlo forte! Non sai che darei anche solo per sedermi 30 minuti su un divano.
- Ho un’idea migliore. Domani lasciamo la prole a tua madre e ce ne andremo alla Spa così con la scusa festeggiamo anche il tuo compleanno.
- Killian... Sai che odio festeggiare.
- Appunto!  Ti rapiró e ti terrô lontano da tutti i tuoi parenti e amici che farebbero a gara per sbaciucchiarti, abbracciarti e gridarti buon compleanno. Saremo solo io e te e passeremo questa giornata come se fosse un giorno come tutti gli altri, solo che con meno stress. Allora? Cosa ne pensi?
- Ma quanto posso amarti! - la vedo che si sporge per baciarmi ma la piccola Chloe da gran furbetta si mise in mezzo ricevendo così in contemporanea due baci, uno mio è uno di sua madre, sulle sue guance paffute. Rideva tutta felice
- Ti piace fare la guastafeste vero? - le dissi
- Io no nonna domani! Boglio cantale tanti auguli a mamy!
- Potrai cantagliela domani mattina e anche domani sera  quando saremo di ritorno se vorrai. Ok?
- Peró....
- Chloe....
- Ba bene sto con nonna.
- Brava bimba! E visto che sei stata brava papà per cena ha portato... - attimo di susance -  il formaggio grigliato! - le faccio vedere la busta gigante
- Buonooooo! Tutto mio?
- No amore, il formaggio grigliato va condiviso - rispose ridendo sua madre.
- Co mamy e papy non co Leila. Leila oggi cattiva.
- Anche tua sorella deve mangiare, sopratutto se dovrà passare l’intera serata sui libri.
- Io tasera posso bedere un cartone? Boglio bedere olaf.
- ma lo hai visto già dieci volte. - rispose esasperata. 
- Boglio olafff! 
- E va bene! Ma stasera lo vedrai con papà che io devo aiutare tua sorella a restare sveglia. - grandioso. Davvero grandioso.
La serata passó così, tra un rimprovero di mia moglie verso Leila è una canzone di questa famigerata Elsa che poi parliamoci chiaro la storia è completamente differente da quella vera. Erano le undici e mezza ormai, aspettai che Leila finisse i suoi compiti dopodiché l'accompagnai a letto insieme a sua sorella che già dormicchiava sulla mia spalla. Una volta messe a letto entrambe andai in camera per stare un po’ con la mia bella. Il risultato? Dormiva già. Doveva essersi davvero stanca oggi... va beh pazienza, mi misi seduto accanto a lei e aspettai la mezzanotte. Si lo so che era stanca ma sarebbe stato il suo compleanno a breve  e volevo farle sapere quanto la amo. Ero sicuro che lo sapesse ma ne sentivo la necessità. Pensando pensando ecco che le lancette dell’orologio scoccano la tanto attesa mezzanotte. Mi sdraiai accanto al suo corpo addormentato e iniziai a farle dei teneri grattini dalla schiena fino ad arrivare al suo collo. Conoscevo alla perfezione i suoi punti deboli ed infatti nel giro di poco si svegliò:
- Mmmh amore che c’è! Non riesci a dormire? - mi chiese con il suo fare protettivo.
- No, perché ho bisogno di dirti una cosa. - la vidi scattare e mettersi seduta in un baleno.
- Che c’è Killian, problemi?
- No amore, cosa te lo fa pensare....
- Forse il fatto che è notte fonda e che tu di solito non hai problemi a dormire?
- Punto uno con te accanto ho sempre problemi a dormire... - dissi malizioso avvicinandomi al suo viso e baciandola. -  Punto due la ragione per cui sono sveglio è un’altra.
- Sentiamo... - disse curiosa
- Beh... buon compleanno amore!
Rimase a fissarmi per qualche secondo - Davvero killian? Mi hai svegliata per questo? - rise
- Non solo... - iniziai a baciarla: prima la guancia, poi il naso, la bocca, il collo, la spalla e da lì iniziai una serie di baci lungo tutto il suo braccio fino ad arrivare alla sua mano. La sentii rabbrividire e li ebbi la conferma di aver fatto centro. - Ho un regalo da darti!
- Mmmh mi piace Già il mio regalo. - Mi scostai improvvisamente lasciandola insoddisfatta sul letto ad interrogarsi del motivo del mio abbandono. Tornai poco dopo con un enorme bouquet di rose rosse. Si sì lo so che avevo escluso fiori e regali banali dalla lista ma li avevo esclusi per il regalo vero e proprio. Questo era solamente un piccolo assaggio. - Per la mia bella mogliettina.
- Aaah killian sei un tesoro.
-  Anche questo è per te! - le mostro una scatolina blu. Come per i fiori anche questo è un extra. Quando aprì la scatolina trovó un anello, l’ennesimo anello forse, ma anche questo come gli altri aveva un significato speciale.
- Killian tesoro non doveviiiii....
- Ssshhh... devo dirti cosa rappresenta. So che hai tanti anelli ma questo racchiude un messaggio  speciale. Una volta indossato potrai tranquillamente riporre in uno scrigno due di quelli che porti già. 
- Sono troppo speciali, non me ne separerò mai. 
- Fidati di me. - feci una pausa - Vorrei che per un attimo mi dessi ascolto e  che rimanessi solo con la fede. - i due anelli che aveva oltre alla fede erano quello di fidanzamento e quello con le incisioni delle date dei nostri gioielli.
- Killian ma... mi metti ansia quando mi guardi così. - ero serio. Forse troppo serio, ma era un momento importante. 
- Ascoltami per un secondo... questa è una cosa che mi è venuta in mente l’altra sera quando insieme alle bambine stavamo guardando il video del nostro matrimonio e Chloe ha chiesto come mai loro due non fossero presenti visto che è stata una data per noi molto importante. Beh riflettendoci bene penso che la nana abbia ragione quindi ho una cosa da chiederti. - la feci alzare dal letto e nel mentre  mi inginocchiai a lei...
- Killian cosa.... - chiese spiazzata
- Emma, vorresti rinnovare le nostre promesse di matrimonio in presenza delle nostre sue signorine? - la vidi sbarrare gli occhi dallo stupore, posso vederlo, non si aspettava minimamente una cosa del genere.
- Killian.... ma...
-  Lo so che non sei tipo da queste cose e non ti chiedo di farlo immediatamente... quando te la sentirai. Che ne pensi?
- Penso che un tempo eri un uomo spiegato e senza cuore mentre ora sei la persona più tenera che conosco. Certo killian! Certo che voglio rinnovare le nostre promesse! Regalo più bello non avresti potuto farmelo! - solo allora gli feci vedere bene l’anello: era lo stesso della volta precedente, della proposta per intenderci, ma questa volta al suo interno vi erano le date che avevo fatto inserire nell’altro. Due anelli in uno in pratica
- Killian amore è meraviglioso!  - mi baciò come solo lei è mai riuscita a fare e presto quel bacio si trasformò in qualcosa di più che fece iniziare alla grande il suo compleanno.
***
Solitamente sono abituato a svegliarmi all’alba ma oggi, dato la notte appena trascorsa, ecco che alle otto sono ancora nel mio fantastico è comodissimo letto. La mia lei non è da meno, ma a differenza mia per lei è normalissimo, ama dormire. Cercando di fare il meno runore possibilene mi alzai per poi recarmi al piano di sotto per preparare la colazione. Mentre ero sulle scale però sentii  dei rumori che provenivano dal piano di sotto e successivamente delle voci. Le avrei riconosciute ovunque ma la domanda era: cosa stavano facendo e sopratutto cosa avevano da litigare tanto?
- Ti ho detto che la nutella la devi mettere qui, non te la devi mangiare!
- E' buona! - la scena era a dir poco meravigliosa.  Leila era intenta a mescolare non so che cosa mentre rimproverava una Chloe completamente ricoperta di cioccolata.
- Se non la smetti subito ti do uno schiaffo!
- Oi Oi Oi! Nessuno darà uno schiaffo a nessuno.
- Papà ma lei fa i pasticci! - si lamentò la più grandicella. 
- No vero! Prrrr - le fece una pernacchia con l’intento di offenderla. Non c’è che dire mia figlia potrebbe fare la comica nella sua vita. Le riesce benissimo
- Più che litigare, mi spiegate cosa state combinando?
- Totta per mamy! - disse la più piccolina indicando una piccola torta sul bancone della cucina.
 Ah si? E chi l’ha fatta la torta? - chiesi incuriosito in quanto non c’era nessuno a oltre a noi tre in quella stanza.
- Noi!
- Vorreste dirmi che avete imparato ad usare i fornelli?
- No papà. Henry ha fatto la torta, noi la stiamo solamente decorando.
- Distruggendo la cucina vorrai dire. - la corressi.
- Eh si! E' esattamente quello che stanno facendo ma non preoccuparti, pulirò tutto io. - intervenne Henry entrando in cucina con l' aspirapolvere - Scusa killian ma si sono alzate all’alba e sono venute a svegliarmi per fare una sorpresa alla mamma.
- Tu dommivi e siamo andate da Henny! Henny bravo a fare totte! La totta è bella.
- Sarebbe più bella se non la rovinassi! - Chloè sarà anche una piccola biricchina ma sua sorella sta diventando troppo perfettina. 
- Andiamo smettetela di litigare, è il compleanno della mamma! Finite la torta cos' poi gliela portiamo. Avanti a lavoro prima che si svegli.
Conclusero il loro “capolavoro” circa dieci minuti dopo. Misero una candelina al centro e chiesero ad Henry di aiutarle a portarla di sopra.
- Attento a non farla cadere capito? - gli disse Leila
- Come la principessa comanda! - la prese in giro lui rivolgendole un piccolo inchino. 
- Andiamo da mamyyyy! Andiamo da mamyyyyy! - Saltellò Chloè felice
- Dovresti darti una sistemata! Sei tutta sporca. Vero papà?
- Credo che portarla così da vostra madre renderà davvero realistica l’idea che avete fatto tutto da sole, avanti andiamo.
Salimmo al piano di sopra e quando entrai in stanza vidi Emma dormire ancora. Devo averla proprio stancata questa notte se non ha sentito le litigate delle bambine al piano di sotto. Beh che dire sono o non sono un seduttore nato?
- Papà allora???? La mamma è sveglia? - vengo riportato alla realtà da Leila impaziente di fare gli auguri a sua madre.
- Ancora no amore ma potete svegliarla voi ok? Con delicatezza però.
Si avvicinano entrambe a letto, Leila salì da sola, a Chloe diedi una piccola mano io ed ecco che il loro risveglio delicato ebbe inizio:
- Mamy mamy sbegliati! - disse la più piccolina buttandolesi addosso per poi riempirla di baci.... e menomale che avevo detto con delicatezza.
- Sono sveglia... sono sveglia... - rispose la mia dolce metà con ancora gli occhi chiusi cercando di far terminare quelle risatine e grida di gioia che di prima mattina potrebbero romperti i timpani.
- Alzati mamyyyy!
- Si mamma apri gli occhi! È il tuo compleannooooooooo! Abbiamo una sorpresa per teeee! Henryyyy vieniiiiii!
- Non gridare Leila ci sento.. - si stiracchiò e finalmente riuscì a mettersi seduta.  La prima cosa che vide fu Henry entrare con la torta ma non ci volle molto prima che il look della piccola Chloe attirasse la sua attenzione.
- Amori miei grazie non doveva... CHLOEEEE! Amore mio che hai fatto, sei tutta impiastricciata! - disse cercando di trattenere una risata
- Ho fatto la totta!
- Si vede tesoro!
- Non è vero mamma ha solo mangiato la cioccolata.
- No! Solo poca poca. - fece segno con la manina 
- Hai ragione, perché il resto al posto di spalmarla sulla torta te la sei spalmata sulla faccia!
- Ok ok ok basta finitela qui una volta per tutte! - dissi orami esasperato di quel continuo punzecchiarsi - È il compleanno di vostra madre non mi sembra il caso di litigare non trovate? Non avevate una sorpresa per lei?
- Siiiii! Mamma ci siamo allenate tutta la settimana - si alzarono in piedi, si misero una accanto all'altra e insieme iniziarono a cantarle tanti auguri, fu un gesto semplice ma Emma sembrò  apprezzare molto. La cosa più carina fu che Chloe cantò tutta la canzoncina senza fare il che ben minimo errore di pronuncia. Aveva il visino concentrato per timore di sbagliare e ogni tanto faceva qualche smorfia. Quelle due insieme erano la perfezione. 
- Bravissime bimbe!- disse Emma abbracciandole e sbaciucchiandosele - Grazie mille anche a te Henry. 
- Buon compleanno mamma!
- Grazie! - tornò a parlare alle sue piccoline -  Ora prerò fatevi aiutare da vostro fratello a prepararvi che tu Leila devi andare a scuola e tu signorina dritta dritta da nonna.
- A scuola? Ma è tardi! Non posso restare a casa?
- No! Dopo la fatica che “mi” hai fatto fare ieri sera per studiare è già tanto che non ho detto nulla se tuo padre ti ha fatto saltare le prime due ore. Avanti vai.
- Io no nonna! No no no
- Chloe non ti ci mettere anche tu, ne abbiamo parlato ieri - le dissi io -  Oggi starai con nonna Snow e non voglio sentire scuse di alcun genere.
- Io...
- e sopratutto non voglio che usi la magia per venire da noi.
- Pecchè che dovete fare? - chiese ingenuamente inclinando la testa di lato
- Vorrei restare da solo con vostra madre almeno una volta l'anno. E' possibile?
- No! Mamy è mia! Io boglio benire co voi. 
- Chloe il papà ha ragione... - provò anche Henry ma lei sembró sull’orlo di scoppiare a piangere. Non è molto abituata a farsi dire di no. È colpa nostra ma con tutto quello che succede a Storybrooke come si fa a non viziarli un po’.
- Io no nonna! - era irremovibile
- E che ne dici: Vuoi rimanere con me? - Propose Henry  ma sua madre lo fermò subito
- E  la scuola signorino? Hai la maturità quest’anno.
- Appunto. Devo studiare per un compito molto importante e non mi conviene andare a scuola altrimenti prenderò un' insufficienza. Tranquilla mamma lo so che quando me l’hai lasciata l’ultima volta ho fatto un casino ma davvero devo studiare! - sospirò rassegnata.
- Allora signorina  vuoi restare con il fratellone?
- Me lo compli un giochino? - disse guardando suo fratello con un sorrisetto che la diceva lunga.
- Chloe! - la rimproverai
- Si e ne prenderò uno anche a quella birbantella di tua sorella.
- Allola lesto con te! Ti boglio bene Henny!
- Non cambierai mai mia piccola principessa.....
***
Solamente una volta aver accompagnato Leila a scuola e aver convinto Chloe a rimanere a casa, perché aveva già cambiato idea sul rimanere con Henry, partimmo verso la nostra tanto ambita spa.
- Non posso crederci che avrò l’intero giorno tutto per me! - disse Emma
- E ringrazia che  ti ho fatto lasciare il cellulare a casa altimenti tua figlia ti avrebbe telefonato per tutto il tempo. - mi riferivo a Chloè naturalmente.
- Perché quando combina guai è sempre mia figlia e non nostra figlia?
- Perchè non te ne rendi conto ma quella signorina è la tua copia esatta! - mi rispose con una pernacchia - Visto? Due gocce d’acqua.
- Allora preparati a diventare nonno molto presto. Se ha preso da me sarà un tipa molto sveglia.... oddio "sveglia".... precoce forse è il termine adatto.
- Mia figlia non farà mai niente del genere posso garantirtelo.
- Se ha ripreso da me come dici sarà una teppistella, nulla la fermerà tantomeno papino. - rideva... cosa aveva da ridere?
- Possiamo cambiare discorso? Ti ho portata qui per rilassarti e di conseguenza vorrei rilassarmi anche io. Questi discordi non aiutano nell'intento.
- D’accordo tranquillo... - rise - Avanti andiamo.
Finalmente riuscimmo ad entrare, andammo a cambiarci ognuno nei nostri rispettivi spogliatoi dopodiché ci incontrammo nella zona benessere dove era ad attenderci una ragazza.
- Salve sono l’incaricata che vi illustrerà il vostro percorso di benessere. Piacere di conoscervi signori Jones, mi chiamo kessy.
- Molto piacere! - risposi stringendole la mano.
- Sì certo... piacere... - vedo Emma avvicinarsi al mio orecchio - Ora capisco perché mi hai portata qui!
- Fai la brava, non iniziare. -le dissi ridendo mentre la ragazza nel mentre si era allontanata a prendere non so cosa. - Sono qui per te. È la tua giornata, non essere sempre pessimista.
- Vogliamo iniziare con un bel massaggio? - propose la ragazza tornando. 
- Se a lui glielo fa un uomo si.
- Mi dispiace non poterla accontentare signora ma in cambio passo assicurarle che se il suo maritino si comporterà male potrà vendicarsi con il suo massaggiatore: è un uomo.
- Uuu - mi disse guardandomi - la cosa mi piace molto. - calmati killian non far vedere che sei geloso... calma killian concentrati su altro. - Scusi se glielo dico ma a mio marito sta per prendere un infarto, non è che potremmo fare cambio? Non vorrei averlo sulla coscienza... oltre che non mi fido che si faccia mettere le mani addosso da un’altra. - la ragazza rise ma alla fine sposto l’ordine delle carte e acconsentì a quella richiesta. Andammo ognuno nella nostra sala massaggi, l’unica cosa che avremmo fatto separati dopodiché ci rincontrammo per il resto della nostra avventura. Prossima tappa sauna
- Allora amore! Come è andato il massaggio? - le chiesi
- Se ti dicessi che c’è stato un bel pischelletto a farmelo?
- Non c’era la ragazza che doveva farlo a me? - chiesi già con tono irritato
- Si ma poi l’hanno chiamata non so dove e l’hanno sostituita - mi guardò  maliziosamente mordendosi le labbra. Eh no mia cara Emma,non ci siamo.
- Stai scherzando?
- Assolutamente no! Ma tranquillo - aggiunse vedendo la mia faccia - preferisco centomila volte le tue mani sul mio corpo. - mi si avvicinò per poi baciarmi. Come potevo continuare a fare il geloso dopo quelle parole e avendola così vicino? Cominciava a far davvero caldo e posso assicurarvi che non era per nulla l’effetto della sauna. Fosse per me l’avrei presa in quell'istante ma dovevo contenermi, la sauna era pubblica e non sarebbe stato il caso di dare spettacolo. Mi staccai dalle sue labbra e le sussurrai dolcemente all’orecchio
- Continuiamo questo discorsetto dopo... 
 Anche la sauna terminó e dopo aver fatto tappa nel salone principale dove assaggiammo non so quanto tipi di infusi e thè fferenti fu il momento che aspettavo più di tutti: l'idromassaggio all’aperto. Ci accompagnarono due ragazze dopodiché ci lasciarono soli.
- Mamma mia è meraviglioso qui! - disse indicando il paesaggio che avevamo intorno. Il clima non era più poi tanto caldo all’esterno ma all’interno di quella immensa vasca l’acqua era caldissima e la cosa era molto molto piacevole. Presi mia moglie è una volta esserci immersi completamente nell’acqua la portai al centro di quella grande piscina. Ci rilassammo per benino dopodiché decidi si prendere l’iniziativa. L’avvolsi in un abrraccio e la condussi fino al bordo della vasca. Da lì presi a baciarla prima con delicatezza poi sempre con più irruenza. Era la mia donna e io la desideravo da morire. Dalla sua bocca passai al collo, poi le spalle... la sentivo contorcersi sotto di me. Non persi altro tempo, mi immersi nella vasca e iniziai a darle dei baci sullo stomaco fino a scendere alla sua pancia e a inizio costume. Fu lì che sentii le sue mani afferrarmi e riportarmi a galla.
- Ero impegnato! - le dissi continuandola a baciare per farle capire le mie intenzioni
- Colin non possiamo.... - replicò capendo le mie cattive intenzioni. 
- Si che possiamo, siamo sposati, e anche se non lo fossimo non mi importerebbe nulla in questo momento. - le mie mani vagavano esperte sul suo corpo. 
- Amore dai ma sei impazzito? Non siamo a casa nostra...
- Spiegami: possiamo farlo solo in casa?
- No, certo che no! Voglio dire... è un luogo pubblico questo.
- Non c’è nessuno se noti bene. 
- Ma potrebbe arrivare.
- Non arriveranno fidati di me!
- Non puoi saperlo!
- Certo che lo so. - la guardai nei suoi smeraldi - Ho prenotato questo idromassaggio. Per le prossime due ore qui dentro ci saremo solamente noi due.
- Davvero killian? - sorrise. Il sorriso più bello del mondo. 
- Buon compleanno amore!
- Grazie tesoro ma non dovevi! Avrai speso un patrimonio.
- Non sono cose che ti riguardano. Ora per piacere possiamo riprendere da dove mi hai interrotto o dobbiamo parlare ancora per molto?
- Mmm... sicuro che non arrivi nessuno??!
- Più che sicuro! Mi sono raccomandato moglie! Semmai poi dovesse arrivare qualcuno beh...vorrà dire che si godrà lo spettacolo. - la vidi sbarrare gli occhi - Andiamo Emma sto scherando! Non arrivrà nessuno. Per una volta fidati di me. - la baciai.
- Ok capitano... se proprio insiste - quella frase detta in quel tono così sensuale mi fece capire di avere il via libera e ripresi da dove avevo interrotto...
***
Tutta la mattinata e gran parte del pomeriggio passo così tra relax e tante ma tante coccole, ora non restava altro che tornare a casa e inventare una scusa convincente per farla uscire di nuovo... impresa più facile a dirsi che a farsi.
- Allora amore come è stata questa giornata? - le dissi sul traggitto verso casa
- Il miglior regalo di sempre! Grazie! Mi ci voleva proprio una giornata così. Peccato sia già finita.
- La giornata non è mica terminata! Sono solamente le 18.00 alla fine del tuo compleanno mancano ancora sei ore!
- La giornata non sarà terminata ma io sono sfinita... o troppo rilassata per muovere anche un solo muscolo.
- E cosa vorresti fare una volta tornata a casa dormire? - la guardai perplesso
- Dormire... mangiare schifezze davanti a netflix o non so...
- Mmmm programmino davvero orrendo amore. Questa sera sei a cena con me!
- Killian... hai fatto già troppo e poi pensi che appena torneremo a casa quelle pesti ci lasceranno riuscire nuovamente? Ci siamo goduti dei bei momenti, torniamo alla realtà.
- Chiama henry - le passai il mio cellulare - E vedi la situazione come procede: se sono tranquille verrai con me altrimenti resteremo a casa ok? - in realtà mi ero già messo d’accordo con Henry. Sapevo che Chloe stava facendo enormi capricci perché voleva la sua mamma lì con lei ma per una volta starle lontana non le avrebbe fatto male anzi... ultimamente la cosa è diventata morbosa un po’ di distacco serviva. 
- D’accordo ma preparati ad una serata a base di forzen, Olaf e tutti quei personaggi strambi. - la vidi  cercare il numero di Henry in rubrica e poi far partire la chiamata. Mise il viva voce dicendo di volermi dimostrare di aver ragione. 
- Pronto?
- Henry ciao sono mamma!
- Mamma ciao, Killian ti ha lasciato usare il cellulare vedo.
- È si siamo di ritorno quindi tutto mi è concesso ora. Ascolta: come stanno quei due terremoti delle tue sorelle?
- Benone... siamo al parco e stanno giocando. Leila ha finito tutti i compiti e Chloe si è già stufata del giocattolo che le ho comprato. - rise
- Tra poco saremo di ritorno, fatemi sapere se volete qualcosa di particolare per cena così magari abbiamo tempo di fermarci ad ordinare. - la guardai brutto. Non era assolutamente questo che doveva dirgli ma Henry fortunatamente lo sapeva:
- A dire il vero mamma gli ho promesso di portarle al nuovo fast food che ha aperto da poco. Hanno messo i gonfiabili all’esterno e sai quando chloe ami i gonfiabili.
- Visto???? Le dissi io a bassa voce. 
- Quindi non avete bisogno di noi?
- No mamma pensa a riposarti e a festeggiare, semmai ci dite i vostri programmi e dopo cena se non siamo di troppo vi raggiungiamo .
- Non siete mai di troppo. Appena so cosa ha in mente killian ti aggiorno. A presto amore dai un bacino a quelle pesti. - riagganiò
- Ho vinto! Si va a cena fuori! - esultai.
- Non dovrebbe essere il mio giorno questo?
- Lo è e voglio fartelo vivere a pieno. Andiamo dai...
Arrivammo a casa e fu lei la prima a farsi la doccia, dico la verità tentai di intrufolarmi anche io ma mi cacció. Aveva ragione, va bene recuperare il tempo perso ma un piccolo break tra un Match e l’altro andava fatto! Aspettai che uscisse per poi entrare e fare una doccia rigenerante e vestirmi. Una volta pronto entrai in camera per vedere a che punto fosse e la trovai stesa nel nostro letto: si era appisolata. Vi giuro che se fosse stato per me l’avrei lasciata dormire ma quante possibilità ci sarebbero state di rimanere in vita se non l’avessi portata alla festa che i suoi avevano organizzato per lei? A parte gli scherzi, avrei evitato volentieri di portarla da granny, la vedevo che era stanca, la giornata era stata davvero impegnativa ma i suoi genitori non avevano mai avuto modo di festeggiarla ed era giusto che passassero del tempo con lei. Lentamente mi avvicinai a lei e provai a svegliarla.
- Amore... le sussurrai sul collo facendola rabbrividire
- Mmh lasciami dormire mi hai sfinita! - rispose girandosi dalla parte opposta
- Felice di essere riuscito nel mio intento mia cara ma dobbiamo andare, ho prenotato in un posticino molto molto carino. Devi assolutamente vederlo.
- Disdici e restiamo qui! Farò tutto ciò che vorrai ma non mi far alzare da questo letto!
- La proposta sarebbe molto allettante ma voglio portarti a cena. Alzati se non vuoi che ti ci porti vestita così- dissi facendole notare che era ancora in intimo
- Uff sei un guasta feste - si alzò controvoglia -  Io stavo riposando!
- Riposerai dopo cena! - mi guardo storto non credendomi -  Giuro... giuro che stanotte ti lascerò dormire.
- E va bene casanova! Vado a vestirmi!
Ci mise un bel po, era donna non poteva essere altrimenti, ma quando scese al piano di sotto dove la stavo aspettando mi lasciò davvero a bocca apetra. Ne era valsa la pena aspettare pensai. Non persi tempo e le andai incontro stringendola in un abbraccio.
- sei da togliere il fiato amore. - le dissi baciandole una guancia
- Era questo il mio intento... toglierti il fiato per restare qui... ci sono riuscita? - rise
- Mmmh.... a procurarmi un attacco di cuore si ma a convincermi a stare a a casa proprio no. Andiamo dai altrimenti daranno la nostra prenotazione a qualcun altro.
Ci avviammo in macchina e per non insospettirla presi completamente un’altra strada.... poco prima di uscire avevo chiesto ad Henry di chiamarmi con qualche scusa per farmi tornare indietro e così fece.. il mio cellulare neanche cinque minuti dopo essere saliti in macchina prese a squillare.
- Amore risponderesti tu per favore? Va bene che per guidare uso questa, indicai la protesi che mi aveva fatto fare quando mi sentivo un uomo incompleto, ma se guido non posso anche parlare al telefono. 
- Ok! Prontooo?
- Mamma...
- Henry! È successo qualcosa? - si allarmò immediatamente e mi fece gesto di accostare
- No no figurati è solo che siamo entrati pochi minuti fa a casa e ho notato che killian ha lasciato qui il suo portagoglio. Pensavo gli servisse....
- Hai lasciato il portafoglio a casa - mi disse sottovoce per poi tornare a parlare con suo figlio - Tranquillo Henry ho il mio con me non fa....
- Ragazzo! Dove sei che ti raggiungo? - alzai la voce per farmi sentire
- Dai killian non fa nulla!
- Non dire stupidaggini... metti il vivavoce - alzò gli occhi per aria ma mi diese ascoltò 
- Sono rientrato ora a casa per prendere delle cose, porto un secondino Leila a salutare Gideon da Granny e poi andiamo a cena. 
- Ci vediamo da Granny tra dieci minuti. -  Riagganciai. Bene il piano era andato ora non restava che portarla li. Invertii la marcia e ci inacamminammo verso Granny
- Amore non c’era bisogno di tornare indietro...
- Non avrei mai permesso di farti pagare il conto.
- Sei un caso senza speranza lasciatelo dire
- Tu mi ami per questo! - mi sporsi e la baciai.
- Guarda la strada altrimenti neanche ci arriviamo da granny!
- Come la signora comanda.
Arrivammo davanti il locale della cara e dolce nonnina una decina di minuti dopo.
- Vado, vuoi venire con me? - proposi
- Ho i tacchi, scendere in questo momento non rientra assolutamente tra le mie priorità.
Mmm... pensa Killian.... pensa... Ah trovato! - Amore ci sono Chloe e Leila dento non vui salutarle? mi hai detto che ti mancavano!
- Colpita e affondata capitano! Arrivo! - lo sapevo, alle sue bimbe non avrebbe mai detto di no. La lasciai andare avanti... aprì la porta e improvvisamente un gruppo di persone le si parò davanti geidando - SORPRESAAAAAAAAAA!
- Ma... che... cosa.... - la vidi mettere a fuoco tutt’e quelle persone solo in un secondo momento: c’erano i suoi, Neal, le nostre bambine, Henry, Regina, Robin, Zelina e tutta la nostra adorata combriccola. Realizzó il tutto.
- Killian! Mi hai fregataaaa!
- Che dire amore: sorpresa! - alzai le mani per paura di essere picchiato ma non ne ebbe il tempo, i suoi la rapirono e la condussero all’interno della tavola calda. Iniziò così la festa: cibo musica e risate a non finire. Tutti le diedero gli auguri e fecero a gara per stare con lei, la vedevo seriamente in imbarazzo e se non fosse stato per il comportamento strano di nostra figlia Chloe che fortunatamente la fece distrarre da tutte quelle attenzione molto probabilmente avrei dovuto trovare un modo io.
- Chloe amore... - disse avvicinandosi alla bambina che era seduta su un divanetto a braccia incrociate e a stento tratteneva le lacrime. - Che succede?
- Sono allabbiata!
- A si? E con chi tesoro? - non rispose
- Con me mamma! - prese parola Henry - E' arrabbiata con me. Ha sentito la nostra conversazione prima quando ti ho detto che le avrei portate ai gonfiabili. Le ho detto che l’avrei portata domani ma a quanto pare sembra non aver gradito la risposta.
- Chloe amore... - intervenni io prendendola in braccio - E' il compleanno della mamma oggi.
- Lo so!
- Non sarebbe carino lasciata qui da sola e andare a giocare giusto?
- Puó venire con noi!
- E ai nonni cosa diciamo? Ci tengono molto a fare questa festa alla tua mamma!
- Ma io mi annoio... Leila non vuole giocare con me.... gioca con zio neal e i suoi anichetti e io???? Io con chi gioco? - fu Emma a prendere la parola questa volta
- Tu per il momento giocherai con me, Henry e papà... tra qualche mese andrai a scuola anche tu e ti farai molti molti amici come tua sorella!
- Ma a me la scuola fa paula.
- Non pensarci ora...
- Emma tesoro vieni ad aprire i tuoi regali avanti - sentii mia suocera gridare facendole alzate gli occhi per aria
- No mamy non andale anche tu!
- Facciamo così! Dammi una mano ad aprire i regali... da sola non credo di farcela, ho bisogno di una piccola aiutante. Ti prometto che domani andremo ai gonfiabili e giocheremo tutto il giorno.
- Ci salà la mia amichetta quella che ho incontlato a scuola quel giolno?
- Sai una cosa? Proprio l’altro giorno mi ha chiamata sua madre perché voleva sapere che fine avessi fatto; piccola birbantella anche alla tua amichetta manchi sai? Domani mattina la chiameremo e andremo a giocare tutte insieme.
- Ti voglio bene mamy
- Anche io amore e ora...
- Aplile legali con te!
- Va bene signorina andiamo.
Ci radunammo intorno ad un grande tavolo, Emma e la piccolina erano sedute da un lato mentre noi altri le osservavamo dall’altro.
- Questa cosa mi crea non poco imbarazzo. -  disse
- Avanti apri! - rispose sua madre battendo le mani tutta gioiosa
- D’accordo vediamo. - ricevette regali di tutti i tipi:   nuove giacche di pelle rossa da parte di leroy e la sua combriccola, profumo di ogni genere che conoscendo i suoi gusti non so se mai avrebbe messo, collane e bracciali a gogo. Due furono però i regali prima del mio che  la lasciarono senza parole: il primo era da parte dei suoi genitori.
- E questa? - disse indicando la busta dove sopra c’era scritto " da mamma e papà".
- È il nostro regalo per te
- Mi avete organizzato tutto questo, non serviva altro.
- Sei la nostra bambina... il regalo non è nulla di che però magari potrà accelerare le cose... - Emma apri la busta dove all’interno vi era un bigliettino e un assegno. Il bigliettino diceva: 

"sappiamo che vorresti restaurare casa.... ecco un piccolo contributo da parte di mamma e papà. Buon compleanno"

- Piccolo contributo??? - sbarrò gli occhi non appena vide la cifra - Ne ristrutturo tre di case con questo - sventolò l’assegno per aria - mamma papà non posso davvero accettarlo.
- Non hai voce in capitolo cara, non puoi non accettare, vorrei che i miei nipoti avessero un tetto saldo sopra la testa- stava per replicare ma la piccola Chloe attirò la sua attenzione sventolando all’aria un regalo appena aperto. 
- Mamma cos'e questooooo! - vidi Emma diventare di un fuxia intenso quando vide chloe sventolare in aria un reggiseno davvero niente male. Un applauso a chi ha avuto in mente questo bellissimo regalo che naturalmente è più per me che per lei.  - C’è anche questo mamy! -Sventolò  con l’altra mano la parte in coordinato. Emma voleva sprofondare lo so ma fortunatamente fu la proprietaria del regalo a parlare
- Amore di zia quando sarai grande saprai cos'e e a cosa serve!
Puppa però! Semple da glande! Io tono glande.
- Per usare questo o per saperne anche solo il significato proprio no - le dissi prendendola in braccio - e spero che quel giorno arrivi il più lontano possibile. - risero tutti.
- Allora capitano! - disse Regina - cosa hai regalato alla tua bella? - sapeva glia cosa le avevo regalato ma come anche i miei suoceri era all’oscuro della meta stabilità.
- Killian mi ha fatto un regalo magnifico! Siamo stati in una spa fuori storybrooke e ci siamo rilassati come non mai. - fece una pausa... - Mi ha anche chiesto di rinnovare le promesse di matrimonio - mostrò a tutti l’anello e in quella sala parti un grandissimo applauso. Questo piccolo dettaglio non lo avevo rivelato a nessuno se non a lei ma fui felice di sapere che anche gli altri erano daccordo 
- Wow è bravo il nostro jones. Non hai altro da dirle?
- Regina ma... - provò a dire Emma
- In teoria si! - divenni serio, passai la bambina a Regina e mi avvicinai al mio amore tirando fuori dalla giacca una busta
- Killian... - mi disse
- Shhh.... apri! - Fece come le venne chiesto ed estrasse un biglietto.

“ spero che un giorno non molto lontano passeggeremo insieme mano nella mano in una di queste splendide isole” -

accanto a questo biglietto avevo messo una foto che racchiudeva paesaggi incantevoli....

- killian non capisco...
- So che il lavoro ti prende tempo e anche le  bambine e il nostro ometto ma spero nella clemenza di tuo padre e nella tua buona volontà di lasciare per un settimanella il lavoro e gli impegni vare per venire in vacanza con me. - tirai fuori dalla tasca della mia giacca i biglietti.... - I Caraibi ci stanno aspettando
- I Caraibi??? Killian hai....
- Ho voglia di vivere una favola con te! Allora che ne dici? Ti piacerebbe partire con me? - la vidi piombare direttamente sulle mie labbra incurante di essere osservata da almeno una cinquantina di persone!
- Amore non siamo soli... - dissi io staccandomi
- Non mi importa Killian - continuò a baciarmi con vigore fino a quando una serie di fosch e applausi non ci riportò alla realtà - Grazie... grazie di cuore Killian,  grazie anche a tutti voi. Avete reso uno dei giorni per me più tristi in assoluto uno di quelli da ricordare. Vi voglio bene ragazzi! 
Cosa dire... non pensavo prendesse così bene l’idea della festa che i suoi genitori le avevano organizzato e invece mi sbagliavo. Vederla così felice è qualcosa di unico e sapere di essere stato parte della sua felicità non ha prezzo...
- Amore a che pensi.... - mi riporto alla realtà
- Mmm a te  e a quanto ti amo - le dissi mentre ci spostavamo in un angolino un po’ più appartato...
- È il miglior compleanno di sempre! - mi sussurrò all’orecchio per poi iniziare nuovamente a baciarmi. 
- Sai che se continui così dovremmo andarcene molto presto da questa festa vero?
- Mmm... potrei aver messo in pratica le mie tecniche da ladruncola adolescenziale - disse mostrandomi una chiave - è delle camere al piano di sopra... che fai capitano mi raggiungi?
- Con molto piacere.... controllai la sala,  tutti sembravano presi nei loro discorsi non avrebbero notato la nostra assenza per il momento - Sai che tra poco ci sarà la tua torta vero? 
- Immaginavo ma ti prometto che scenderemo giù prima che ciò avvenga - mi prese per la giacca e mi trascinò fino alla porta della camera.  Faticammo ad aprirla in quanto impegnati in una serie di effusioni ma alla fine riuscimmo nell'intento ed entrammo. - la passione quel giorno ci stava divorando, eravamo completamente chiusi nella nostra bolla di sapone... purtroppo quella bolla neanche cinque minuti dopo venne scoppiata.
- Mamy mamy!!!! - la voccetta della piccola Chloe si fece spazio da dietro la porta - Mamy lo so che se qui! Ti ho bisto entrare con papy! Mi apli? - bene bene bene di tutta quella splendida giornata ci fu una cosa che apprezzai con infinita gioia: aveva accettato il mio invito. Presto saremmo partiti e questo voleva dire solamente una cosa : la nostra tanto ambita privacy stava finalente arrivando.
 
Note dell'autore: Per la prima volta dopo non so quanti mesi sono di nuovo puntuale con l'aggiornamento! Un vero e proprio miracolo direi! Buona lettura ragazzi e alla prossima.
Ps. i miei soliti orrori grammaticali ( perchè dire errori non renderebbe l'idea) sono sempre presenti, perdonatemiiiii!!!!!!!!

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Capitolo 27
*** Legame tra sorelle ***


POV EMMA

Cosa può esserci di più rilassante di una giornata in pieno relax con il tuo grande amore? Direi niente. In quest'ultimo periodo ci son stati giorni duri a lavoro così mio padre, vedendomi particolarmente stressata,  mi ha obbligato, nonostante sia io il capo, a prendermi una giornata  riposo dalla stazione. Anche mamma e Regina non sono state da meno e mi hanno dato una grande mano portando le mie due scimmiette a fare una passeggiata al parco lasciando me e killian da soli. Abbiamo passato una bellissima mattinata non c'è altro da aggiungere ma alla fine siamo doviti comunque tornare alla realtà: da li ad un paio di giorni ci sarebbe stato il compleanno di 18 anni di Henry e eravamo tutti coinvolti, lui compreso, as organizzare un’enorme festa per festeggiare la sua maggiore età. Il mio bimbo stava diventando grande e questo voleva dire solamente una cosa: nel giro di poco avrebbe lasciato il nido. Sono molto triste ma non credo che gli altiri, escula Regina, possano capire i miei sentimenti a riguardo.
- Amore a che pensi? - disse improvvisamente Killian riportandomi alla realtà. Devo essermi persa nei miei pensieri di nuovo...
- A Henry... - confesso senza troppi giri di parole. - E' cresciuto molto... ma non non mi sento ancora pronta a lasciarlo andare, non sono in grado di stare separata da lui.
- Immagino quello che stai provando amore, non deve essere semplice, ma tranquilla, avrai talmente da fare con gli altri due terremoti che rimarranno in casa che non avrai tempo per fare pensieri brutti. 
- Tu dici?
- Beh potrebbe essere, se poi però vedremo che la situazione sarà tragica nonostante i capricci delle bambine e Skype allora...
- Skype? Conosci Skype? - dissi basita, mio marito non è di certo un asso nella tecnologia...
- Emm si... non dovrei dirtelo ma con tuo padre stavamo studiano un modo per poter veder il ragazzo più spesso in modo tale che tu e Regina non entriate nel panico. Comunque fammi finire.... dicevo: nel caso la sua assenza continuerà a farsi sentire in maniera eccessiva possiamo che ne so... mettere in cantiere un altro pargolo?
era una proposta quella?  - Killian...
- Non sto dicendo di farlo domani ma che ne so... tra qualche mese magari. Non, non vorresti un altro bambino? - questa era ufficialmente  la prima volta che ne parlavamo da quando... beh da quel maledetto giorno.
- Con Chloe in giro per casa? - risi cercando di deviare il discorso.
- Sono serio amore!
- Killian... tu lo sai come le cose in generale mi spaventano, pensa una cosa come questa... sopratutto dopo la perdita di chi dai tu. Vuoi La verità? Non escludo la possibilità di un terzo figlio con te... che poi per me sarebbe... il quarto? Va beh dettagli...   insomma quello che sto cercando di dirti è che per il momento non me la sento, credo sia ancora troppo presto.
- Ho capito. - non aggiunse altro... che si fosse rassegnato all'idea? Mmm strano non è da lui
- Non... non ti avrò offeso spero - provai a chiedergli
- Certo che no!  Perchè mai dovrei! Mi hai detto che comunque stai tenendo in considerazione questa possibilità. Mi basta questa come risposta. Sai, non mi dispiacerebbe tentate per un maschietto.
sorrisi - E se fosse l’ennesima femmina? - davvero stavamo nuovamente parlado di questo? 
- Ne sarei  comunque felicissimo. Abbiamo appurato che ci escono bene le femminicce. - alzai gli occhi al cielo per disperazione dopodichè tornammo sei: avevamo un compleanno da finire di organizzare e in tutta sincerità quella mattina non avevamo lavoarato poi tanto. Lavorare in assoluta tranquillità fu una cosa davvero piacevole, perccato che però quella pace finì presto: circa due ore in casa nostra tornò a regnare il caos: 
-Ti ho detto che devi farti i fatti tuoi! - sentii dire non appena la porta principale si aprì:era Leila.
- No! Io lo dico a mamma! Prrrr - rispose una vocetta che non poteva essere altro che quella di sua sorella. 
- Devi solo provarci nana! Poi ci penserò io a fartela pagare. 
- Ei ei ei! Il parco non vi ha stancate vedo... - intervenni  raggiungendole, mamma e Regina entrarono un secondo dopo. 
- Stancate? - Disse Regina - Neanche 10 ore no stop al parco e 20 gelati al cioccolato le stancherebbero.
- Vi hanno fatto dannare non è vero? - non ebbero il tempo di rispondere che Chloe si intromise
- Mamy mamy devo ditti una cosa! - la piccola corse verso di me ma la più grande la trattenne per le freccine facendola cadere a terra in un pianto disperato.
- Leila! Ma che modi sono! - la rimproverai.
- Mamy buaaaaaaaa! - si lamentò Chloe in lacrime 
- Si può sapere che è successo? Perchè La stai trattando così? - Chiesi andando a prendere in braccio chloe. Leila non mi rispose ma continuò a dialogare con sua sorella
- Chloe... ricorda quello che ti ho detto in macchina sui tuoi bei giocattolini.
- No i tochi miei no! lassali stare!
- E allora tu fai la brava.
- E' una minaccia quella che ho appena sentito signorina?
- Mamy ha detto che lompe i miei tochi!
- E perché mai?
- Perché lei non sta mai zitta mamma! Io non la sopporto più!  NON LA VOLEVO E NON LA VOGLIO NEANCHE ORA UNA SORELLAAAAAAAAA!  - iniziò a piangere anche lei ma non  mi diede il tempo di dire o fare nulla che era già corsa al piano di sopra.
- Ancora sei convinto di tentare nuovamente la sorte? - Dissi a bassa voce a Killian che fino a quel momento era rimasto in silenzio.
- Leila no mi buole mamy! - disse tristemente Chloe
- Amore mio non dire così, non lo pensava sul serio.
- Ti invece!
- Sono sicura che tu ti stia sbagliando ma dimmi una cosa: riusciresti a spiegarmi cosa è successo?
- No no posso! I miei tochi poi li rompe.
- Allora lo capisci quando parlo nana! - la voce di Leila tornò a farsi sentire, ci stava chiaramente origliando. 
- Leila non stai avendo un buon comportamento, vai immediatamente in camera tua! - le dissi. Non sapevo effettivamente cosa fosse successo ma di sicuro quello non era il modo in cui rispondere ad altre persone. 
- Ti pare? Tanto sempre a lei date ragione... - si affacciò dalle scale e guardando la piccolina gridò: - VORREI CHE NON FOSSI MAI NATAAAAAAAAAAA!
Solo in quel momento intervenì suo padre
- Leila jones scordati di andare alla festa della tua amica domani. Te ne starai in camera tua a riflettere sui tuoi modi di comportarti
- MaH...
- Niente ma. Ora va in camera tua e anticipati i compiti per i prossimi giorni.
- Elei?
- Non so i motivi delle vostre divergenze ma almeno in questo momento lei non ha fatto nulla di male mi sembra.
- Vuole raccontare le mie cose a tutti. La spia non si fa! 
- Ma cosa potrà mai dire tua sorella Leila! - dissi io
- Che Gideon le da i bacini sulla guancia al parco. - solo in quel momento si rese conto di quello che aveva detto, so portò una mano alla bocca. - Oh oh!
- CHLOEEEEE TI ODIOOOOOOO! - Vidi Leila correre e successivamente sentii la porta della sua camera chiudersi troppo rumorosamente.  
- Vado a parlare! - disse killian
- Per dirle cosa?
- Che non sono modi di comportarsi questi. Non può urlare, sbattere porte e minacciare sua sorella per qualsiasi cosa. E poi credo proprio che le dirò anche qualcosina per quanto riguarda un certo Gideon: ma come si permette quel mocciosetto. Leila è la mia bambina.
- Per quanto riguarda Gideon non le dirai proprio nulla. Lasciala stare, che vuoi che sia... per quanto riguarda il restante del tuo discorsetto ti do ragione ma non parlarle ora, sarebbe inutile. Lasciala sbollire, in fondo sono sorelle , è normale litigare. Aspettiamo che si chiariscono e se questo non avverrà allora interverremo noi.
- Ok amore allora andrò di sopra a fare una ricerca su come procreare maschietti... credo proprio che un mediatore ci voglia in famiglia! - mi baciò e andò anche lui al piano di sopra. Mi scusai con Regina e mia madre e solamente dopo averle congedate tornai in cucina dove stavo ultimando uno dei miei lavori per la festa. 
-Io no bambina cattiva mamy.... io no bolevo. - mi disse chloe ancora molto triste.
- Chloe non hai fatto nulla tranquilla,  perché non vai a giocare?
- No mi va...
- Che ne diresti allora di aiutarmi con la festa per Henry?
- Posso fale un disegno a henny per il legalo?
- Certo che puoi amore, ne sarà felicissimo. 
- Vado a fallo in cameletta mia.
- Ok attenta a quando sali le scale però!
- Tiii!
La controllai arrivare al piano di sopra dopodiché tornai al mio lavoro da mamma "birthday planner". Avevo quasi terminato, mi mancava solamente il tableau in stile Disney  che henry mi aveva chiesto di fare per sistemare parenti compagni di scuola e amici in maniera ordinata. Presi il cartellone pronta ad iniziare la mia opera d'arte quando sentii un pianto povenire dal piano di sopra: Chloe. Che altro avrà combinato pensai? Sapevo che stava facendo un disegno a suo fratello quindi il primo pensiero andó al un paio di forbici e al fatto che  probabilmente si fosse tagliata usandole. Non faccio altro che nascondergliele ma lei non so come riesce sempre a trovarle. Che usi la magia? Mmm io dico di sì. Corro di sopra nella sua cameretta e noto con gioia da un latro  ma con rammarico dall’altro che  sta nuovamente litigando con sua sorella, ecco spiegato il motivo di quel pianto.
- Che succede ora? - chiesi mantenendo la calma.
- Mamy... mi ha trappato il legalo per henny!
- Leila! . la guardai cercando spiegazioni - Non dirà sua serio vero?
- Ha fatto la spia! La spia non si fa e ora per colpa sua non potrò giocare con i miei amici.
- La colpa non è sua Leila, è tua! Se le avessi parlato con calma e non con arroganza tuo padre non ti avrebbe di certo messo in punizione. Non so se te ne sei resa conto ma hai usato parole bruttissime.
- Ma lei non si fa mai i fatti suoi.
- Non è comunque un motivo valido per dirle quelle cose e  per strapparle il disegno. -  le dissi mentre la piccola continuava a piangere. - Amore puoi rifarlo se vuoi. Vedi? Qui ci sono altri fogli, puoi far ad Henry tutti i disegni che vuoi. 
- No mi piaceva quello! Ora lotto! 
- Possiamo riunirlo con lo scotch. - è vero avrei potuto usare la magia, ma volevo che crescessero nella maniera più normale possibile e quindi quell'opzione era fuori questione. 
- No! Io lo volevo no lotto. Non disegno più! 
- sarai contenta ora! - Dissi a Leila la quale alzo le spalle. - Farò finta di non aver visto altrimenti oltre a non andare alla festa della tua amica rischi anche che alla festa di tuo fratello non ti farò giocare con Gideon e gli altri!
- Ma mamma..
- Niente mamma, il giorno in cui imparerai a rispettare le persone della tua famiglia allora ne riparleremo.
- Ma lei.... -sospirò - a lei date sempre retta. Quello che dice Chloe è legge!
- Tua sorella deve ancora compiere 3 anni, tu ne hai sette, lei molte cose ancora non le capisce, dovresti essere un po’ più clemente e buona delle volte.
- Va bene,  scusami mamma...
- Così va già molto meglio. - le sorrisi
- Posso andare alla festa domani? - mi disse con quei meravigliosi occhi. Piccola furbetta che non è altro.... non starà mica cercando di corrompermi....
- No certo che no, sei in punizione
- LO SAPEVOOOOOOOO! - Usci sbattendo nuovamente la porta. Bene! che giornatina rilassante.
Il fine serata purtroppo non fu da meno, a tavola le bambine non si degnarono di uno sguardo e quando magari uno di noi cercava di farle comunicare ecco che rinunziavano a bisticciare. Killian davvero voleva un altro figlio? Questa era follia pura.
- Avanti chloe mangia! - provo a spronarla notando che non aveva toccato cibo. La sua risposta fu quella di dire no con la testa per più di dieci minuti abbondanti, non ne voleva assolutamente sapere così killian provó a metterla sulle sue ginocchia e imboccarla ma il risultato fu disastroso anche quello: la piccola Chloe dimenandosi riuscì a  rovesciargli addosso l’intero piatto. - mah chloeeee....
- No lo boglio.
- L’ho capito guarda! Ma perché? Cosa c’è che non va?
- Triste io. - A quelle parole sul padre si intenerì
- A si? E come mai anore mio?
- Te lo dice mamy. - Killian mi guardò cercando spiegazioni
- Cos'altro vuoi che sia successo?  hanno litigato.
- Di nuovo? E cos'è successo questa volta di così grave?
- Chloe stava facendo un disegno...
- No disegno! - Mi corresse - Legalo henny!
- Si, voleva fare ad henry un regalo originale ma Leila per vendicarsi di quella piccola parola di troppo sfuggita ha ben pensato di...
- Lompele il mio legalo.
- Leila ma davvero? - alzó nuovamente le spalle - si può sapere che ti prende? Ultimamente c’è in te una vena di cattiverà che non mi piace affatto.
- Non la rimproverate mai! Io quando faccio la spia che Neal ha preso un brutto voto  a scuola o che non fa i compiti voi mi sgridare sempre ma se è lei che fa la spia no. Non dite nulla!
- Sono più che sicura che tua sorella non voleva fare la spia... vero amore? Tu non volevi raccontare quello che è successo al parco.
- Ti mamy! - te lo Bolevo dire - gli scappo un sorrisetto.
  - Ah ah ah, Allora non ci siamo Chloe ... la spia non si fa amore di mamma....
- ma papà.... - lo fulminai con lo sguardo già capendo cosa volesse insinuare la piccola. Fortunatamente Leila sembrava non aver sentito altrimenti ci sarebbe stata la terza guerra mondiale in casa.
- Ho fatto bene quindi ha strapparle il disegno. - disse tutta contenta
- No amore, il tuo gesto è stato comunque sbagliato. Ma potete fare pace ora. Avete sbagliato entrambe ma potete metterci una pietra sopra. 
- No! io no boglio fale pace,  lei lovonato legalo henny e no vuole bene a me. Io allabbiata.
- Sai che dispiacere. - la canzonò l'altra. Ok ho capito che  questa storia non finirà mai. Meglio concluderla qui per poi  fare un bel discorsetto a mio marito. - Bimbe visto che di mangiare oggi non ne volete sapere perchè non iniziate ad andate nelle vostre camerette? tra poco vengo a darvi la buonanotte.
- Ok mamma! - disse Leila convinta che se fosse stata un angioletto le avremmo tolto la punizione
- No! Io no tanca. - rispose a seguire l'altra. 
- Se andrai nella tua cameretta mamma domani ti preparerà i pancacke che ti piacciono tanto.
- Tiiiiiiiii! - in due secondi era già fuori dalla cucina. 
- Visto? È stato semplice... ma veniamo a noi... Hai detto a chloe di...
-No!
- Killian...
- Emma te lo giuro,  non ho detto nulla a Chloe se non quello che le dissi qualche settimana fa davanti a te, i tuoi e Regina quando Gideon era a cena dai tuoi. - Mmh si ricordò esattamente la scena... killian era ogni istante più geloso sella sua piccolina e scherzando strinse chloe a se dicendole di controllare sua sorella e riferirle tutto.
- Mi meraviglio che si sia ricordata questa cosa. - dico sorridendo, Chloe era davvero troppo furba per avere tre anni.
- Che vuoi farci è mia figlia! È un genio! Se capisce alla lettera tutto ciò che dico con lei starò tranquillo: farà tutto ciò che le dirò
- Tu starai tranquillo con lei fino a quando un ragazzetto non le farà battere il cuoricino, poi neanche più lei ti darà ascolto.
- Non è vero!
- Tua figlia è una piccola ribelle già adesso, come vuoi che sia da adolescente? fidati  amore, non è per buttarti giù, ma non la vedo una tipa alla.... come dire... alla chamring. Rispetto a Leila credo che abbia preso i gusti di sua madre.
- A parte il fatto che Gideon tutto è tranne che un tipo alla Charming, ma mia figlia, Chloe in questo caso, non frequenterà un poco di buono....
- Io l’ho fatto!
- Io non sono mai stato un... - lo guardai storto - Va bene giusto un po’. Ma non mi piace quello che hai detto su Chloe... lei è mia! Come lo è anche Leila.
- Sei adorabile nelle vesti di papà geloso.
- Non sfottermi... è una cosa seria!
- Io sono seria! Ti preparo alla dura realtà! Questa Casa caro mio diventerà un porto di mare! Vedremo come saprai gestire il tutto. - all'imrovviso si alzó, mi strinse a se e  poi iniziò a  baciarmi il collo. Ero completamente persa di lui e questi gesti così  inaspettati mi mandavano in estasi - Ahhhh allora ecco il modo per farti stare zitta! - disse ironicamente tra un bacio e l’altro. - Bene bene, ho trovato la soluzione a tutti i miei problemi.
- Scemo! - riuscii a dire scanzandomi - Vado a mettere le bambine a letto e poi sarò  a tua completa disposizione. 
- Ti aspetto....
***
Il mattino seguente le bambine continuarono imperterrite a litigare o almeno: Leila litigava... girava per casa e prendeva in giro sua sorella mentre la più piccola se ne stava seduta sul divano con un visino davvero triste.
- Amore mio che fai? - provai a chiederle
- Zoco alle tatuine.
- Stai giocando alle statuine? E perché mai?
- Pecché no boglio parlare con Leila e pecché io tono triste.
- C’è un motivo in particolare per cui sei triste oltre a tutta la discussione di ieri?
- Ti. Io no legalo Henny. Io volevo fale legalo Henny.
- Perché non fai un altro di disegno?
- No! Quello ela bello. Ola lotto.
- Puoi fargli altro se vuoi...
- No. No piace a lui.
- Non puoi saperlo amore, sono sicura che le piacerà qualsiasi cosa tu gli regalerai.
- No. - sospirai  rassegnata e tornai alle mie attività da casalinga prima di iniziare il turno alla stazione, non c’era verso di farla ragionare e quindi pensai che forse lasciarla smaltire la rabbia sarebbe stata la cosa migliore.
- Ciao mamma! - disse Henry entrando in casa.
- Henry come mai già a casa? Non dovresti essere a  scuola?
- Hanno indetto uno sciopero e visto che i nostri professori erano assenti i hanno fatto uscire prima. 
- Ok tesoro
- Senti mamma non è che per caso potrei uscire stasera? Lo so, lo so siamo nel mezzo della settimana ma come ben sai oggi è il compleanno del mio compagno di classe. Voleva festeggiare domani ma visto che festeggerò io ha deciso di anticipare a stasera. - sono contro le sue uscite nel mezzo della settimana ma visto la situazione e visto che avevo bisogno di tenerlo lontano per organizzare le ultime cose in quanto non volevo si spoilerasse il tutto, decisi di acconsentire.
- Va bene ma solo per questa volta!
- Grazie mamma sei la migliore! Ti devo un favore.
- Beh ne avrei uno... potresti consolare tua sorella. - la indicai - È molto triste per una cosa che riguarda il tuo compleanno ma shhhhh: non dirle che te l’ho detto.
- Vado....

***

POV HENRY

Quando mamma mi accenno alla piccola Chloe non pensavo che stesse dicendo sul serio, si è vcero era seduta sul divano in silenzio quando me la indicó ma non appena mi avvicinai e vidi i suoi occhietti incrociare il mio sguardo notai subito che aveva ragione: aveva qualcosa di diverso... era spenta.  In quasi tre anni non avevo mai visto la mia sorellina così.
- Mia piccola principessa! - mi sedetti sul divano accanto a lei - come mai te ne stai in silenzio senza combinare qualche guaio?
- Boglio tare qui! - si limitò a rispondermi
- Vuoi giocare un po’ con me? - non ha mai rifiutato una proposta del genere e quando mi disse di no con la testolina capii che forse era il caso di farla parlare un pochino. In fondo aveva solo due anni... anzi quasi tre non dovrebbe essere così difficile farle tornare il sorriso. La presi in braccio e la portai sulle mie ginocchia, mi abbraccio immediatamente - cucciolina mi dici cosa c’è che non va? Mi dispiace vederti così triste.
- Colpa Leila.
- Hai litigato con lei? - annui. - e per quale motivo?
- Lei lotto tuo legalo di compleanno! Io mi elo concentata tanto. Ola legalo lotto!
- Mi avevi fatto un regalo di compleanno? - chiesi orgoglioso di lei - si ma lotto. Io no ho legalo per te ola. - ma quanto poteva essere dolce?
- Non importa cucciola, il regalo più bello è stato averti nella mia vita. Sei una sorellina speciale.
Alzò improvvisamente lo sguardo verso di me - Quindi tu mi vuoi bene?
- Certo che te ne voglio, tutti qui ti vogliono bene.
- No tutti! Leila no. Lei dice che io non dobebo nascele. Lei.... lei... lei non mi vuole bene - ecco che inizia a piangere. Non è solo la questione del regalo che la rende triste ma anche il fatto che pensa che sua sorella non le voglia bene. So per certo che non è così ma conosco Leila, ha un carattere particolare e non sa esprimersi.  Per non parlare che sta attraversando la fase in cui si sente grande ed è tutto dire. Non è colpa sua ma frequentando amici più grandi, loro anno nove anni lei sette, si lascia molto influenzare.
- Pensi che Leila non ti voglia bene amore?
- Lei no vuole. Lei detto a me.
- Sono sicuro che non è così.
- Ti dico si! Lei detto ieri.
- Perché non le parli? Ti puo spiegare
- No! Io pallo solo con te, mamy e papy, no Leila!
- Va bene messaggio ricevuto piccola peste. Sappi però che io ti voglio bene
- Io pule Henny e quindi collo a fale nuovo legalo. - non mi diede il tempo di fare nulla che gia era corsa in giardino.
- Wow che velocità! dove l'hai mandata? - chiese mia madre ma mi limitai ad alzare le spalle. Presi il mio zaino da terra e andai di sopra. Neanche a farlo apposta incontrai Leila così ne approfitti per fare quattro chiacchiere anche con lei.
- Leila posso farti una domanda?
- Si!
- Perché hai rovinato il regalo che mi ha fatto nostra sorella?
- Ancora che me lo chiedete! Ha fatto la spia, è piccola e rompe. Basta come risposta?
- No! Se sai che è piccola perchè le fai così! È rimasta malissimo sia per il regalo che per quello che le hai detto.
- Io ho solo detto la verità: non la volevo e non la voglio.  Mi sta sempre appiccicata e vuole sempre giocare con me.
- E non è una cosa bella questa? 
- NO!
- Se ti sta sempre appiccicata è perché ti vuole bene, sei sua sorella, sei il suo esempio, sono sicuro che lei vorrebbe essere come te.
- Se cambio idea e dico che mi piace poi posso andare alla festa oggi? Gideon, Robin  e Neal ci vanno!
- Loro evidentemente si sono comportati meglio di te. Mamma mi ha raccontato cosa hai fatto. - sbuffa - Ascolta tesoro, io non voglio rimproverarti, voglio solo farti capire che il comportamento che stai avendo in questo periodo, e non solo per quanto riguarda chloe, è sbagliato. Ti senti grande ma non lo sei, forse i tuoi amici lo sono ma anche loro sbagliano. Perché commettere i loro stessi errori ora che sei ancora una bimba?
- Io non sono una bimba. Io sono grande!
- Certo come no!
- Se non vado alla festa mi prenderanno in giro!
- Se lo faranno evidentemente non sono buoni amici.
- Tu non lo puoi sapere.
- Sono stato piccolo anche io. Leila... prova a fidarmi di me. - dissi fiducioso sperando riuscisse a capirmi ma aimè... mi sbagliavo.
- Io non voglio fidarmi di nessuno, voglio solo andare alla festa. - senza farmi parlare ulteriormente si rifuggiò nella sua cameretta e chiuse la porta. Bene... Leila sta avendo una crescita improvvisa, sarà il caso di mettere al corrente mamma di farla stare lontano dai suoi "amici grandi”,  di sicuro non vuole vedere Leila diventare adolescente tra qualche anno solo perché i suoi amici lo diventeranno. E comunque sarà il caso di tenerla un po’ con i piedi per terra perchè dubito fortemente che quando Neal, Robin e Gideon cresceranno la prenderanno ancora in considerazione, non negli anni adolescenziali almeno. Beh killian sarà contento almeno.

***

POV EMMA

Se dovessi dire che il clima in casa, dopo aver saputo di Henry e il suo fare da tramite, si sia risollevato direi  proprio di no ma almeno una cosa è sicura: le bimbe non sembrano litigare più. Non si calcolano questo è vero ma almeno non litigano. Sono in cucina a sistemare le ultime cose da mettere in macchina per poterle  trasportare alla festa quando vengo interrotta da Chloe che entra in cucina gridando come una matta!
- Mamy mamyyyyyyyyyy!
- Chloe che succede piccola!
- Crivi i mio nome su foglio? Lo boglio licopoale.
Questa si che era una novità -Amore è tardi devo caricare queste cose in macchina e poi vestirvi; dobbiamo andare alla festa!
- Mamy ti plego è impoltante!
- Chloe ma tu non le sai ricopiare le letterine, ancora sei piccola!
- Mamy per favole, ti plegooooo! - presi un foglio e in maniera comprensibile scrissi le 5 letterine che componevano il nome del mio amore.
 - Hai cinque minuti di tempo per fare quello che devi fare, tra cinque minuti ti vengo a chiamare per fare il bagnetto. Non voglio sentirti fare storie.
- Ok! - la vidi sgattaiolare via ma nonostante fossi curiosa di sapere cosa stava combinando la lasciai andare... avevo ancora un sacco di cose da sistemare ed ero decisamente in ritardo.
- Che splendida visione! - disse mio marito entrando in cucina e scrutandomi da testa a piedi. - non verrai al compleanno così spero. - avevo in dosso un top è un pantaloncino che lui considerava "mutanda" per intenderci. - No perché così ti ci posso vedere solo io. - mi abbracciò da dietro e iniziò una serie di effusioni che fui costretta purtroppo ad interrompere
- Se mi trascini in questo vortice di passione amore sicuro che faremo tardi alla festa.
- Non è vero, ci aspetteranno per iniziare a festeggiare- disse tra un bacio e l'altro - sei la mamma del festeggiato. 
- Killian scherzi a parte, siamo in ritardo...
guardò l'orlologio - Non è vero,  la festa inizierà tra sole due ore. Abbiamo tempo di coccolarci un po’ non trovi?
- Devo portare questi in macchina e vestire e lavare le bambine. Non sai quanto vorrei passare con te del tempo ma ora proprio non si può.
- Carico io la roba in macchina e visto che ci sono la porterò già al locale, tu pensa alle bambine in fretta. Se rimangono dieci minuti li dedicherai a me
- Promesso amore! Ti amo! - gli diedi un ultimo bacio, che duro un po’ troppo, ma alla fine lo lasciai andare. Corsi al piano di sopra, aiutai Leila a vestirsi e successivamente chloe che a quanto pare aveva finito quello che secondo lei doveva essere un capolavoro ma che in realtà non voleva farmi vedere per non so quale assurdo motivo. L’unica cosa che so è che mi pregò di farle portare la sua borsetta. Non era una pretesa così assurda così pur di non farla piangere, perché di sicuro quello avrei ottenuto se le avessi detto di no, acconsentii alla sua richiesta e una volta preparata raggiungemmo killian al piano di sotto che era appena rientrato.
- Amore hai un quarto d’ora per cambiarti! -  gli dissi -  Hai fatto tardi - lo guardai maliziosamente e lui sapeva perché
- Lasciamo stare! Ho incontrato Leroy che mi ha monopolizzato. - mi avvicinai a lui e gli sussurrai all’orecchio
- Quindi preferisci passare del tempo con Leroy piuttosto che con me.... - guardai le bimbe che erano distratte e tornai a mio marito mordendogli l’orecchio dolcemente.
- Emma non istigarmi che va a finire che non ci andiamo alla festa.
- Mi avevi promesso una cosa se non ricordo male e ora a causa di Leroy saró insoddisfatta per tutta la serata.
- Posso impegnarmi e concertate tutto in dieci minuti per poi vestirmi nei restanti cinque
- Proposta allettante ma mi sono truccata e vestita quindi non se ne fa nulla capitano. Potevi pensarci prima di sedurre Leroy
- Me la pagherai... stanotte me la pagherai. Ti conviene lasciare la prole ai tuoi perché non avrai scappo mia cara
- Mamy, papy che dite a bassa voce?
- Ti devi fare i fatti tuoi nana! Ancora non lo hai capito? Nessuno ti vuole dire le cose! - rispose sua sorella scatenando l’ira della piccolina
- Tai zitta o uso la mazzia!
- No no no non penso proprio - le divisi prima che mi ritrovassi senza casa - la magia non si usa sopratutto tra di voi. Adesso aspettiamo che papà si cambi e poi dritti a festeggiare vostro fratello.
***
Il viaggio in macchina fu davvero silenzioso, dai sedili posteriori c’era un’aria che si tagliava con il coltello mentre in quelli anteriori c’era si tensione ma era ben differente.... non era neanche tensione, era desiserio represso. Killian non fece altro che tenere la mano sulla mia gamba e accarezzarla nel modo in cui solo lui sapeva fare in modo da farmi capire le sue intenzioni del post serata. Ve lo giuro se avesse continuato di quel passo avrei davvero messo in discussione l’idea di arrivare tardi alla festa. Non era colpa mia, era lui che mi faceva diventare completamente matta. Fortunatamente però la sua dolce tortura finì  non appena arrivammo davanti al locale. Parcheggiamo e tutti e quattro insieme ci recammo nella sala allestita per la grande festa, fummo i primi ad arrivare seguiti da Regina con Robin e nostro figlio e poi tutto il resto della combriccola. La festa iniziò ufficialmente, musica, cibo e divertimento a non finire, io e Regina ci eravamo davvero superate, era una festa fantastica ma non tutti sembravano godersela a pieno. Qualche ora dopo l’inizio del più grande evento di storybrooke dell’anno ecco che mia figlia, la piccolina, venne da me piangendo disperata.
- Che è successo chloe? - chiesi mentre lei mi si buttò al collo abbracciandoli. Era disperata e mi ci volle più di un quarto d’ora per placare i suoi sussulti. - stai calma piccina... non è successo nulla.
- Le... Leila.....
- Leila? - alzai gli occhi al cielo - che altro è successo ora!
- ha detto che devo stale lontano da lei e che non posoo tocare con lei e i suoi amici. Io boglio tocare...
Basta! C'era un limite a tutto. - vieni con me bambolina andiamo a cercare tua sorella. - la trovai subito, era insieme a mio fratello e alla restante comitiva intenti a giocare a non so quale gioco.
- Leila Jones! - la chiamai con fare sostenuto
- Che c’è mamma!
- Credo tu lo sappia già! - indicai Chloe - Perché! Perché non può giocare con voi?
- È piccola mamma! Non sa giocare.
- Se è solo una questione di età allora la cosa è ben risolvibile.
- Visto che ho ragione?
- Certo vieni con me avanti.
- Dove?
- Di la con i nonni! Sei troppo piccola per giocare con questi ragazzi - indicai mio fratello e gli altri - quindi non puoi stare con loro.
- Ma mamma.... io.... dai ti prego non frmi questo.
- Lo hai detto tu che i piccoli non posso o giocare con i grandi. Avanti andiamo
- No mamma ti prego faccio tutto quello che vorrai ma non mi togliere i miei amici....
Forse avevo centrato il segno - Ok, puoi restare a patto che tua sorella possa giocare con voi. Non voglio sentirla piangere perché l’hai trattata male o altro. Mi sono spiegata?
- Va bene! Andiamo nana vieni con noi.
- Dabbero psso?
- Si ma cerca di stare al nostro passo. - vedere la gioia negli occhi di chloe dopo così tanti giorni non aveva prezzo così, più serena che non si sarebbero scannate le lasciai giocare e mi allontanai. Parte della serata passo così tra musica cibo e balli scatenati, vedere Henry così felice, essere lì con lui dopo la scelta folle fatta alla sua nascita... tutto queso mi riempiva il cuore di gioia. sono la persona che sono per merito suo e non smetterò mai di ringraziarlo per questo.
- Signora jones??? - sussultai nel sentirmi chiamare, mi voltai verso la voce e vidi una ragazza, una coetanea di Henry, molto probabilmente una delle sue compagne di classe - Mi scusi non volevo spaventarla
- Tranquilla non preoccuparti, dimmi!
- Di la nell'atrio c’è una bambina in lacrime, dicono che sia sua figlia, ho provato a portarla qui ma non ne vuole sapere
- Di sicuro allora è mia figlia, ti ringrazio arrivo in un baleno. - mi alzai e mi recai verso il punto indicato dalla ragazza, a metà tragitto venni bloccata da killian
- Te ne stai già andando? - disse malizioso - Vuoi compagnia?
- Lascia stare, tua figlia piange e quindi di sicuro l’altra tua figlia le avrà fatto qualcosa!
- Ho capito, non è tempo di flirtare,  andiamo a vedere. - andammo insieme nell’altro del locale ma quello che vidi non me lo aspettavo, pensavo di trovare chloe in lacrime invece era Leila.
- Leila amore... che succede, perché piangi?
- Mammaaaaaaaaa! Mammaaaaa scusa io non volevo.... te lo giuro io non volevo! E oraaaaa????
- Innanzitutto calmati tesoro, non volevo cosa? Cose successo?
- Chloe.... chloe mamma..... io le voglio bene te lo giuro. Non volevo scusaaaaaaaa!
- Chloe? cos'ha combinato? - mi girai per chiedere anche a lei ma non era nelle vicinanze
- Dove’e tua sorella? - chiesi mentre la tenevo stretta a me per calmarla un  minimo. 
- Stavamo giocando e visto che era piccola abbiamo fatto a turno per tenerla.... era il turno di robin ma quando robin è tornata Chloe non c’era più! Mamma è sparita perché ho desiderato che non fosse mai nata? - mi chiese e li ebbi un mancamento, non per l’ultima domanda fatta, sapevo che era una remota possibilità, ma proprio per il fatto che chloe, una bambina di due anni e mezzo poteva essere sparita
- Emma! Emma tesoro.... killian cercó di farmi reagire ma ci volle un po’ prima che effettivamente riuscii a riprendermi. 
Quando riuscii a decifrare nuovamente qualcosa, mi resi conto che killian aveva già avvisato regina che lasciando le redini della festa ai miei genitori, senza spiegar loro L accaduto, si precipitò a darci una mano. La cercammo per l’intero locale cercando di non far capire neanche ai presenti che vi era un problema, non avrei mai sopportato di rovinare la festa ad henry ma chloe in quel momento aveva la priorità. I risultati delle prime ricerche non portarono a nulla: Nel locale non c'era e neanche nel giardino adiacente. 
- E... e se avesse ragione lei....
- chi? - chiese regina
- Leila mi ha chiesto se fosse possibile che il suo desiderio si fosse realizzato.  Ha desiderato che sua sorella non fosse mai nata. 
- Non dire scemenze Emma, se fosse stata cancellata dalla storia noi non la ricorderemmo neanche.
- Potrebbe essere finita in un mondo parallelo come capitò a me.
- Emma deve esserci un’altra soluzione mi rifiuto di credere che ci sia un avvenimento magico dietro. Continuiamo a cercare ok? Non può essersi allontanata molto. - ci dividemmo ma anche questa volta la ricerca non andò a buon fine. Mia figlia sembrava essersi volatilizzata.
- La pozione di localizzazione! Potrebbe essere un’idea non trovi? - disse killian
- Mi mancano un paio di ingredienti purtroppo altrimenti l’avrei già utilizzata.
- Allora cosa si fa? - il mio cellulare squilló. Erano tutti qui a parte Chloe, quindi doveva essere sicuramente il lavoro. Non avevo tempo in quel momento per pensare al resto di storibrooke, dovevo concentrarmi sulla mia bambina. Riagganciai istintivamente senza rispondere e con Regina continuammo a cercare un modo efficente per poterla trovare. Pensammo di prendere le macchine e proseguire la ricerca con esse ma proprio in quel momento mio padre ci raghiunse con una gran corsa.
- Emma tesoro dobbiamo andare!
- Papà non è il momento! - mi limitai a rispondere
- Mi hanno chiamato a lavoro dobbiamo correre in stazione. C'è un'emergenza
- MI HAI SENTITOOOOOOOOOOO????? - gridai - Ho ben altro da fare adesso! Vacci da solo in quella maledetta stazione!
- Emma amore calmati! - provò Killian
- Ma si può sapere che succede? - continuò mio padre non capendo.
- È scomparsa tua nipote chloe ecco che succede!
- È scomparsa chloe? Come? quando!!!!
- Non lo so e sto cercando di scoprirlo quindi o provi ad aiutarci o alla stazione ci vai da solo.
- Emma forse...
- NOOO! aiutarti in uno stupito caso non mi terrà occupata mentre della mia piccola si occuperanno gli altri. È di mia figlia che stiamo parlando.
- Non intendevo questo tesoro... chi mi ha chiamato ha detto che per storybrooke si aggira una bambina sola soletta  e disperata. Si pensava ad un possibile abbandono ma visto che...
non lo lasciai finire - Oddio potrebbe essere lei! Corri, sali in macchina, Guido io.
- Veniamo con voi! - dissero killian e regina in coro.
- Killian si, tu regina resta qui e fai in modo che la festa prosegui indisturbata. ti informo appena so qualcosa. 
Non so quanto premetti sull'acdelratore  so solo che la strada che di solito faccio in dieci minuti la feci in cinque. Parcheggiai e mi affrettai ad uscire dalla vettura. Arrivai fino al vialetto che portava alla porta principale e li, alla vista che mi si presentò davanti, crollai in ginocchio a terra!
- Emmaaaaa!!!! - sentii gridare mio padre e killian e in meno di un secondo furono Ada me - che succede amore? Ti senti bene? - non risposi, lacrime calde scendevano lungo il mio viso, ma mi limitai ad indicare un punto ben preciso. Lì in lontananza in compagnia di una coppa di anziani c’era lei, la mia bambina. Piangeva ma non appena ci vide iniziò a chiamarmi con gioia
- Mamyyy mamyyyu! - la vidi corrermi in contro ma non riuscii a fare nullla se non aspettarla. Ero come paralizzata, mi ero davvero spaventata. - Mamyyy mamyyyy! - Mi abbracciò e non potei far altro che ricambiare.
- Come sei arrivata qui? - disse suo padre stringendola anche lui.
- Non... non lo to.  Elo cno Lobin, tavamo tocando ma poi lei colleva folte e io non elo capace. Tono limasta tola, avevo paula e ho cercato te mamy ma non ti tovavo cotì ho usato la mazzia per tonnare da te ma non ci sono iusita uguale. Mi tovavo sempre in posti dove tu non c’eri.
- Amore mio l’importante è che ora sei qui con me! Mi hai fatto spaventare tanto!
- No toccherò più con Lobin e Neal. 
- Non pensiamoci ora torniamo dagli altri che aspettano ansiosi tue notizie ok? C’è zia Regina, nonno David e Leila che ci stanno aspettando.  Leila si è spaventata molto sai?
- dabbero?
- Si ha anche pianto per te! Si è preoccupata anche lei. Andiamo a dirle che stai bene. - finalmente mi alzai e guardai i due signori che avevano chiamato la stazione per aiutare mia figlia
- Vi sono debitrice a vita!
- Non ci ringrazi abbiamo fatto quello che andava fatto e tu signorina stai più attenta la prossima volta ok?
- Ti!
- Bene possiamo andare.... - salimmo in macchina e tornammo alla festa. Non appena entrai notai subito una cosa: la musica non c’era più e in un angolo dell'atrio, dove eravamo prima io regina e killian, c'era un Henry pensieroso.
- Henry tesoro. - mi avvicinai 
- Mamma i nonni mi hanno avvisato! dimmi che.... CHLOEEEEEE ! -  Esclamò non appena la vide tre le braccia del suo patrigno- Chloe amore vieni qui! Dove sei stata è? - la prese in braccio per poi abbracciarla
- Non tapevo tonnare qui! Mi tono pelsa. 
- Menomale stai bene, mi hai fatto morire! - disse per poi posarla  a terra vicino a Leila che era appena entrata in sala ma che molto probabilmente aveva sentito la loro conversazione.
- Anche a me! Mi sono spaventata molto nana! Ti voglio bene - non me l’aspettavo ma Leila si buttò addosso a chloe e l'abracciò come non avevo mai visto fare. - mi fai arrabbiare questo è vero, fai la spia e combini casino ma sei la mia sorellina, non potrei mai vivere senta te. Scusa per quello che ho detto e scusa per aver strappato il tuo disegno .
- Tu bene a me?
- Da morire
- Anche io ti boglio bene! - continuarono a stringersi e non potei far altro che commuovermi davanti a tanta dolcezza.
- Ora che si è tutto sistemato, possiamo tornare alla festa non trovate? - disse mio padre - il festeggiato si e rifiutato di aprire i suoi regali senza chloe. Direi che ora possiamo andare
- Ti io ho legalo pe te! Andiamo colli.
Una volta tornati tutti in sala ecco che Henry si sintemò davanti a quella grande pila di regali, ne apri più o meno la metà dopodiché toccò a chloe.
- Tieni questo è per te! - tiró fuori dalla borsetta che aveva voluto portare con se un sasso tutto scarabocchiato
- Bello tesoro hai fatto anche un disegno su questo meraviglio sasso vedo
- No disegno! Ho critto il mio nome!
- Uuuu lo hai firmato ma che brava! - ora ho capito cos’è che stava combinando oggi pomeriggio quando mi chiese di scrivere il suo nome su un foglio. Certo su quel sasso c’era di tutto tranne il suo nome ma andava bene così è il gesto la cosa importante.
- Grazie mille sorellina è il regalo più bello che potessi ricevere.
- A dire la verità Henry il regalo più bello lo aveva fatto giorni fa, ci teneva molto a dartelo ma io come una bambina capricciosa gliel'ho strappato solo per farle un dispetto. Sono molto dispiaciuta per il mio comportamento e voglio rimediare. -  prese dalla dalla tasca del vestito il disegno strappato di chloe  e con la magia lo riunì consegnandolo a sua sorella
- Tieni chloe ora è nuovamente intatto e puoi regalarlo a Henry
- Grazie Leilaaaaa!!!!!! Ti pace Henny? Questo è il legalo velo!
-E' bellissimo amore  ma niente è meglio del regalo che mi avevate fatto voi due insieme adesso
- Che legalo? - chiese inclinando la testa.
- Vi siete finalmente concilite e credetemi è la cosa più bella che potevate fare per rendermi felice. Promettetemi di essere sempre così! Unite.
- Ti Henny
- Si! - rispose l’altra.
- Ci credi? - Mi chiese Killian ridendo.
- Forse nei momenti del bisogno si ma sono altrettanto sicura che da domani le litigate rinizieranno. - feci una pausa - Allora... sei ancora convinto di tentare di nuovo?
- Sai che ti dico? Forse hai ragione te: meglio aspettare . 
Note dell'auore: buonasera a tutti. Vi chiedo scusa se in questo capitolo troverete piu errori del solito. Sono molto indaffarata con il lavoro e riesco a trovare davvero poco tempo per scrivere. Ho preferito counque pubblicare piuttosto che aspettare un'altra settimana. Non me ne vogliate. un abbraccio alla prossima. 

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Capitolo 28
*** Ritrovarsi ***


POV KILLIAN 

Ed eccoci qui nel salone di casa nostra con le valige in mano pronti a  metterci in macchina e raggiungere l'aeroporto di New York per iniziare la nostra tanto attesa vacanza o "luna di miele numero due" come dicono i nostri amici. Lo so lo so è passato qualche mese dal compleanno della mia lei ma nella nostra famiglia ci sono stati eventi a cui era impossibile non presenziare: il dieciottesimo di Henry, il terzo compleanno della piccola peste di casa e il suo ingresso ufficiale alla scuola materna  e per concludere il trasferimento di Henry a Boston. È già il piccolo Henry ha lasciato il nido anche se deve ancora terminare il liceo. Come è possibile? Ha ottenuto una borsa di studio dopo i primi test di ammissione al college. Questa borsa di studio  gli permetterà di terminare gli studi lì per poi entrare direttamente al college senza ulteriori domande di ammissione come da routine. Non posso non essere orgoglioso di lui, si è impegnato tanto in questo ultimo anno ed ha raggiunto un traguardo davvero molto molto importante. Per Emma e Regina è stato un bel trauma doverlo salutare con dei mesi di anticipo e sopratutto con così poco preavviso, nessuna delle due si aspettava una cosa del genere ma alla fine hanno acconsentito a lasciarlo andare, in fondo è una grande possibilità per lui sarebbe stato un grande errore non lasciarlo andare. 

- Killian si può sapere a cosa stai pensando? Le valige non si spostano mica da sole! - ha ragione, mi sono distratto. Prendo la mia piccola valigia, le sue che a differenza sono enormi e carico tutto in macchina. 

- Possiamo andare se sei pronta. - le dico sorridendo

- Mmmh... ho controllato le finestre e sono tutte chiuse, le bambine sono a scuola e le andrà a prendere papà all'ora di pranzo mentre Prince è da Regina... si, direi che è tutto come deve essere quindi possiamo partire.

- Salta su principessa! Guido io. 

Non parlammo molto durante il tragitto verso l'aereoporto ma una cosa era certa entrambi stavamo fantasticando su quello che sarebbe stato a tutti gli effetti un viaggio da sogno.  Mi correggo... Quasi un viaggio da sogno l'aero è stato di gran lunga la arte peggiore, la prossima volta credo proprio che prenderemo la mia adorata Jolly. Tralasciando questo piccolo dettaglio per il resto il viaggio d'andata fu molto piacevole e nel giro di poco ci ritrovammo nella nostra fantastica camera d'albergo: 

- Bene bene bene... le valige sono sistemate quindi direi che è giunto il momento di inaugurare la nostra nuova camera non trovi? - le dissi sussurrandole in un orecchio.

- Così! Su due piedi? Non... non dovremmo chiamare a casa prima? 

- A casa stanno tutti bene fidati, se chiamiamo tra qualche ora nessuno si preoccuperà! - iniziò a baciarle il collo con fare insistente, avevo una voglia matta di averla tutta per me.

- Mmh... so perché ma riesci sempre a convincermi! - mi bació con tanto di quel desiderio che non ci pensai due volte a sollevarla da terra e buttarla sul letto. 

- E ora diamo un grande inizio alla nostra seconda luna di miele! 

***

Arrivammo in quella camera d'albergo alle 13:00 di quel pomeriggio  e alle 17:00 eravamo ancora lì in quel magnifico letto a recuperare decisamente tutto il tempo perduto. Non che non avessimo i nostri spazi a casa, ma vuoi mettere la privacy che si ha quando si è in due contro quella di quando si è quattro? 

- Che ne dici amore? Riusciamo a fare un giro in spiaggia prima che faccia sera? - disse stiracchiandosi e sbadigliando. 

- Ma come... non ti piace stare qui? 

- Adoro stare qui, sopratutto se ci sei tu, ma siamo venuti qui non solo per questo se non ricordo male.

- Siamo venuti "anche" per questo... non ricordi i nostri ultimi discorsi? 

- Si, ricordo tutto perfettamente e sono ancora convinta di quello che ho detto però non esiste solo questo e io ora ho una voglia matta di buttarmi in mare e fare un bel bagno rilassante.

- Posso riservarti tra le onde lo stesso trattamento che ti ho riservato qui tra queste lenzuola?

- Se troveremo un posto isolato lontano da occhi indiscreti allora... perché no! 

- Vestiti allora perché stiamo andando alla ricerca dell'isoletta più sperduta dei Caraibi...

***

POV REGINA 

Era tardo pomeriggio  ormai e dovevano essere atterrati da un pezzo. Nessuno di loro si era fatto sentire e a parte me che intuivo il motivo di tale allontanamento dai cellulari il restante dei suoi parenti, i suoi genitori per essere più precisi, erano nel panico più totale. Snow pensava già che qualcosa fosse andato storto. Certo come no.... come se Emma non fosse stata capace di teletrasportarsi qui in caso di guasto al motore dell'aereo. Fortunatamente per la mia sanità mentale, anche se in ritardo,un messaggio da parte di Emma arrivó facendo rientrare tutto quell'allarmismo inutile. Passai gran parte del pomeriggio nel loft con i Charming e le bambine dopodiché decisi di rincasare, Robin era a casa con un Ronald malaticcio, non era il caso di fare tardi. Una volta a casa feci un bagno caldo, preparai la cena e dopo aver controllato Ronald decidi di stendermi sul divano con il mio ladruncolo preferito.

- Mi sei mancata oggi! - disse passandomi un calice di vino 

- Anche tu amore ma Snow era in modalità panico, qualcuno doveva pur occuparsi delle bimbe mentre dava di matto. 

- Quindi fammi capire: devo dare di matto per avere la tua più totale attenzione? - mi prese in giro 

- Non ce ne sarà bisogno, sono qui ora è sono tutta tua! - lo pensavo davvero ma non avevo messo in conto che nella nostra famiglia non si può star mia tranquilli. Verso le due del mattino una chiamata arrivó sul mio cellulare svegliandomi: era snow. Non feci in tempo a rispondere così immaginando che qualcosa non andasse scesi al piano di sotto e la richiamai. Rispose al primo squillo.

- Credo che chloe si stia ammalando. - disse improvvisamente senza neanche farmi parlare.

- È da cosa lo dedurresti? 

- Piange che le fa male la pancia e a cena non ha toccato cibo.

- Non è detto che sia malata, può darsi che le manchi Emma e lo dimostra così. Sai anche tu quanto è legata a sua madre. 

- Ti dico che è strana Regina! Ha un colorito che non mi piace per niente e non fa altro che tenersi la pancia e lo stomaco. Le ho provate tutte ma non so che altro fare, solitamente con neal basta un po' di camomilla e il problema si risolve. Ho pensato anche che magari potrebbe aver preso il virus che ha Roland.... ecco perché ti ho chiamato. Magari tu sai come fare visto che ci sei già passata. - provare a non mandare nel panico snow era decisamente impossibile pertanto l'unica soluzione per mettere fine a quella conversazione età andare da lei e farle capire con mano che il suo era un'altro allarmismo inutile.

- Ho capito, arrivo! - lasciai un bigliettino a Robin sul tavolo della cucina nel caso di fosse svegliato e mi recai con la magia a casa dei Charming. Bastó guardare il viso della piccolina per capire che stava male sul serio e non stava mentendo. Era bianca come un lenzuolo e più che un pianto era un lamento quello che usciva dalla sua bocca. 

- Amore bello della zia che hai? Che ti senti?

- Bua qui! - mi rispose indicandomi lo stomaco 

- Che ti dicevo???? - mi rispose sua nonna come a voler sottolineare l'ovvio. La ignorai 

- Vieni un po' in braccio a zia ok? Ti faccio un massaggino dove hai la bua e vediamo se passa ok? 

- No... mi fa male se mi tocchi la pancia! 

- Ok allora prova a stenderti un po' sul divano ok? Io sarò qui vicino a te - disse no con la testa. Provai a pensare altro ma non ne ebbi il tempo: iniziò a vomitare a terra e subito dopo si mise a  piangere spaventata. Cavolo questa non ci voleva proprio.

- Piccola non è successo nulla, non piangere. Ora zia ti porta di sopra ok?  - non aspettai la sua risposta, la presi in braccio e la portai in bagno a darsi una rinfrescata. Servì a poco, nel giro di dieci minuti la scena si ripetè ancora e ancora. 

Vomitó per più di un quarto d'ora e stavo sinceramente iniziando a preoccuparmi, ormai non aveva più niente nello stomaco cos'altro voleva tirar fuori non lo so. Era spaventata povera piccola ma rispetto a come l'avevo trovata ora il suo colorito stava leggeremente migliorando. Buon segno. 

- Ti senti un po' meglio stellina? - annui ma era ancora molto spaventata.

- Ora andiamo in camera e misuriamo la febbre ok? Non dovresti averla - dissi toccandole la fronte - ma è meglio controllare. Presi il termometro dal mobiletto del bagno dopodiché raggiunsi,con chloe tra le braccia, la cameretta che snow aveva allestito per le due bambine. Mi sedetti sul letto ma le coperte fecero uno strano rumore. Mi alzai non capendo e provai a sedermi di nuovo, di nuovo lo stesso rumore.

- Mah che diavolo... - scostai le coperte e li mi si aprì un mondo. Davanti ai miei occhi appariva in tutto il suo splendore una busta di patatine da minimo 300g completamente vuota. 

- Amore di zia hai mangiato le patatine oggi? - la vidi abbassare lo sguardo colpevole. - Cucciola non vedi vergognarti o avere paura di dirmi la verità, devo saperlo per capire a cosa è dovuto il tuo mal di pancia.... allora hai mangiato le patatine oggi? - annuì - insieme a Leila per caso? 

- No.

- Con Neal? 

- No.

- Da sola? - annui nuovamente. - Ho capito. Il pacchetto era già aperto o era nuovo?

- Nuovo.

- Ecco spiegato il tuo mal di pancia stellina mia. 

- Mi gualisci con la mazzia?- avrei voluto farlo davvero, vederla debole e dolorante in quel modo mi faceva star male ma se l'avessi curata con la magia le avrei dato di sicuro un cattivo insegnamento ovvero quello di potersi rimpinzare di ogni schifezza possibile tanto poi con la magia tutto si sarebbe risolto.

- No amore! Queste cose non si possono guarire così. Adesso zia chiama il dottore e vedo se può darti lui un aiutino. - così feci: scesi le scale, mi arrabbiai con snow che non era stato in grado di controllarla dopodiché chiamai whale il quale arrivó subito.  le fece una punturina e già nel giro di dieci minuti il dolore iniziò a calmarsi. Chiese di sua mamma non appena si sentì meglio e dopo altre lacrime perché la voleva lì con lei si addormentó sfinita. Bene! Questo era solo il primo giorno senza Emma e Killian, cose sarebbero stati quelli a venire? 

***

POV EMMA

Tra sole, relax e tanto ma tanto amore eccoci giunti al nostro quarto giorno di vacanza. Mi sento in paradiso, niente lavoro, nessuno che ti cerca in continuazione per possibili minacce e niente invasori di privacy altrui. Potrei  abituarmi a tutto questo sapete? Eh già è tutto perfetto tranne una cosa: mi mancano i miei figli. Ho avuto la possibilità di parlare con loro pochissimo in questi giorni perché a detta di Regina più mi sentono è più faranno capricci ma non riesco a non sentire le loro voci almeno una volta al giorno. Non avrei mai pensato nella mia vita di dipendere da qualcuno invece eccomi qui dipendente da dei cuccioli d'uomo. 

- Sei pronta? Possiamo uscire? - mi chiese killian non appena uscì dal bagno. 

- Dove mi porti di bello oggi? 

- Potrei aver prenotato un piccolo traghetto che ci porterà niente di meno che in un piccolo spiazzo di terra circondato dal mare soprannominato isola dell'amore. Sembra adatta alle nostre "esigenze" non trovi? - mi guardó con il suo solito sguardo provocante e allusorio. 

- Se continui a trovare questi posti con nomignoli così prima o poi ci ritroveremo in un'isola per scambisti. 

- Donna di poca fede. Avanti andiamo! 

Se c'era una cosa che mio marito sapeva fare bene era sorprendermi: il posto in cui mi portó era a dir poco meraviglioso: acqua cristallina, sabbia bianca, palme... palme ovunque, ma sopratutto non c'era un'anima oltre a noi due. Era un piccolo spiazzo di terra deserta. 

-  Allora dolcezza: che ne pensi?

- Penso che sei un angelo! Vieni qui - gli afferrai le mani e con la ben che minima delicatezza lo attirai a me in un bacio poco casto.

- Oiii! I Caraibi ti hanno cambiata amore! - disse non appena ci staccammo per prendere aria - Non che mi dispiaccia questo trattamento ma come puoi ben vedere siamo all'aperto...

- E allora? Siamo soli no? 

- Si beh ma... qualcun'altro potrebbe avere la nostra stessa idea, non vorrei ti vedessero....

- Zitto non parlare e datti da fare, non avremo più del tempo così quando torneremo a casa lo sai vero? Meglio approfittarne.

- Se la metti su questo piano allora... - si tolse la t-shirt rimanendo in costume, tolse il mio copricostume e prendendomi in braccio mi portó tra le onde di quell'acqua spettacolare - così almeno semmai dovesse arrivare qualcun'altro non vedrà la mia graziosa mogliettina in versioni che solo io posso vedere.

- Ma come devo fare con te è ???? Gelosone! 

- Zitta e baciani. 

Non me lo feci ripetere due volte e nel giro di mezzo secondo eravamo già li,  intendi ad amarci senza riserva alcuna.

***

È esattamente questo il modo in cui passammo l'intera vacanza, giorni pieni di amore e coccole. Ho vissuto sensazioni indimenticabili ma ora è tempo di tornare a casa. Da una parte sono felice di tornare, rivedrò i mie figli, i miei amici, i miei genitori... ma dall'altro lato mi sento malinconica: mi mancherà tutto questo. 

- Ti prometto che andremo a farci un weekend fuori storibrooke molto presto amore! - disse il mio lui sussurrandomi all'orecchio e facendomi rabbrividire.

- Cosa??? - risposi non capendo

- Ti vedo malinconica... la nostra vacanza sarà anche finita ma non è detto che la favola che abbiamo vissuto terminerà qui. Avevamo bisogno di questo viaggio per riprendere coscienza di noi due come coppia, di rivedere le nostre necessità e i nostri bisogni. Ora che abbiamo ripreso in mano la nostra vita ti prometto che non c'è la faremo più sfuggire e sapremmo conciliare bene famiglia amici e intimità. Dammi un bacio ora. - Non glielo negai.... come faceva a leggermi sempre come un libro aperto? Non lo so... so solo che ho sposato un uomo con la U maiuscola. 

***

POV REGINA 

- Io ho capito che siete impazienti ma volete smetterla di mangiucchiare tutto quello che vi capita a tiro? - dissi alle mie nipotine, a Ronald e a Neal che stavano facendo piazza pulita del banchetto che avevo preparato per il ritorno dei miei amici - sopratutto tu signorina - guardai chloe  - il dottore ha detto che devi stare attenta a quello che mangi, non sei ancora del tutto guarita.

- Ma tono buone... sospirai e successivamente mi abbassai alla sua altezza 

- Chloe amore... mamma e papà stanno tornando a casa, non sarebbe carino se oltre a lasciargli qualcosa da mangiare tu li stupissi facendogli vedere come hai imparato a parlare bene? 

- Va bene zia! Peró sono buone le patatine! 

- Ecco così va molto meglio. Lo so che sono buone ma se non vuoi beccarti un altro mal di pancia da record dovrai pazientare ancora qualche altro giorno.

- Va bene! 

- Brava! Ora che ne dite di sistemare i disegni che avete fatto per i vostri genitori? - le dissi guardando anche Leila 

- Io non so se glielo daró! - rispose quest'ultima.

- E perché mai? 

- Glielo do solo se mi hanno portato qualcosa. Dici che ci hanno fatto dei regali? 

- Beh solitamente li fanno sempre ma non posso averne la certezza amore. 

- Ok va bene, andiamo nana! Andiamo a prendere i disegni! 

- Si allivo.... opsssss! - si mise subito una mano davanti alla bocca -Arrivoooo! - ok almeno due le avevo sistemate. Dovevo sistemare gli altri due. Chiesi loro di aiutare David in giardino dopodiché con snow mi dedicai a finire di sistemare le pietanze che avevamo preparato sul tavolo. 

- Come mai ancora non arrivano? - chiese m guardando l'orologio - Dovevano già  essere qui mezz'ora fa.

- Avranno avuto problemi in aeroporto, si saranno fermati a fare benzina o magari avranno ben pensato di passare a casa per un' ultimo incontro ravvicinato

- Regina sempre a quello pensi? 

- Perché scusami cosa pensi che abbiano fatto in vacanza? Si sono guardati negli occhi scambiandosi belle parole? - qualcuno suono alla porta. - Eccoli qui! Puoi chiedere direttamente a loro se vuoi. - imbarazzata fece per alzarsi ma qualcuno l'anricipô

- Vado io vado io vado iooooooooooo! - una chloe urlante scese dalle scale per poi dirigersi verso la porta d'ingresso. 

- Mamyyyyy! Papyyyyy! - saltó praticamente addosso ad entrambi. 

- Piccolina miaaaa! - rispose Emma prendendola meglio tra le sue braccia - ti è mancata la mamma? 

- Tanto tanto! Anche tu papy mi sei mancato tanto! 

- Ooohhh una sola settimana che siamo stati via e tu hai fatto tutti questi progressi amore? - intervenne killian seguito subito dopo da una Emma con gli occhi lucidi.

- Parli benissimo stellina mia

- Mi ha aiutato la zia! 

- Grazie Regina. 

- Figurati, ora cortesemente possiamo salutarvi anche noi???

- Certo che sì! - ci avvicinammo ma un'altro uragano ci travolse

- Finalmente siete arrivati! Mi avete portato un regalo vero? 

- Leila sei sempre la solita! Non vorresti prima salutarci! - rispose killian

- Certo che sì!!!!  - si abbracciarono anche loro - allora questi regali?

- I regali ci sono ma erano molti e in valigia non sarebbero mai entrati. Abbiamo pensato bene di spedirli per non doverne portare solo alcuni. arriveranno a breve!

- Che significa a breve? - intervenne chloe 

- Massimo un mesetto i vostri regali saranno qui!

- Ma è tantissimo tempo mamma!!! - si lamentò Leila sbuffando.

- Bentornati a casa amore- sentii dire da killian a bassa voce verso Emma la quale scoppió a ridere.

- Perché bimbe non fate vedere a mamma e papà il banchetto che abbiamo preparato per loro? 

- Faccio vedere io! Venite! - la peste di casa li prese per mano e li condusse fino alla grande tavola apparecchiata.

- Wowwww è meraviglioso ma non siamo mica stati in Africa a morire di fame! - disse Emma ridendo

- A dire il vero ti vedo dimagrita il che significa che o hai mangiato poco oppure avete consumato parecchio.... - le feci locchiolino

- Non sono sicuramente questioni da trattare ora non trovi? - mi indicó le sue bambine

- Mamma mammma è già passato un mese? 

- No chloe! Un mese è composto da molti giorni.

- Ma io voglio i miei regali! 

- Potresti ingannare l'attesa mangiando qualcosina non trovi? 

- Non posso! Ho avuto la bua. 

- Co.. cosa? Sei stata male? - il suo sguardo passo da lei a me e sua madre - è stata male? e non me lo avete detto????? 

- Calmati non ha avuto nulla! Solo un'indigestione alimentare. Se l'è procurata da sola mangiando schifezze di nascosto. 

- Amore miooooo! -la prese in braccio! Mi dispiace non essere stata lì con te! Puoi perdonare la mamma è il papà per questo? 

- Si, non è colpa vostra ma di zia. Io vi volevo chiamare ma lei mi ha detto di no! 

- Regina....

- Emma era roba da nulla! Se fosse stato qualcosa di più grave allora si ti avrei senz'altro chiamata. 

- Va bene ok l'importante è che ora tu stia bene. - la mise a terra e la mandó a giocare con gli altri mentre noi grandi ci radunammo in salone a mangiare e chiacchierare

- Allora... questa vacanza? - chiese snow - come è andata? Che avete fatto? Com'era il posto? Avete...

- Oi oi una domanda per volta mamma! - rise -  il viaggio è stato a dir poco meraviglioso: abbiamo visitato moltissimi posti, abbiamo visto spiagge meravigliose e Il cibo era ottimo.... una sola pecca:  le bimbe mi sono mancate tanto. 

- È si, l'unica cosa negativa perchè  altrimenti avremmo deciso di restare a vivere lì- continuó killian

- Non dirai sul serio spero.... e noi???? Siamo la vostra famiglia... non puoi prendere mia figlia è portartela dove meglio credi capitano! - lo rimprovero Snow con il suo solito fiume di parole 

- Dici snow! Sai cosa vuol dire che per una settimana nessuno è  mai entrato nella nostra camera mentre...

- Ok ok ok direi che basta così! - interveni Emma non appena vide il volto di David cambiare espressione alle allusioni di killian. Ormai il nostro caro Charming aveva accettato killian sotto tutti i punti di vista ma certe cose lo mandavano ancora in bestia. 

- Sarà meglio per tuo marito.....

***

POV EMMA 

 

Il ritrovo a casa non poteva essere che questo: Un grande caos. Gente che corre a destra e a sinistra, bambini che fanno le domande più assurde e amici e parenti ficcanaso. È vero è dura da gestire e l'intimità con mio marito è più semplice da trovare e mantenere se fossimo solamente noi due ma sapete una cosa?  Amo la mia vita esattamente così com'è...  senza tutto questo caos non saprei davvero vivere. 

 

 

Note dell'autore: piccolo resoconto del viaggio di Emma e killian. Non c'è nulla di particolarmente rilevante in questo aggiornamento ma era quello di cui avevo bisogno per mandare avanti la storia. Ho già il prossimo capitolo pronto... chissà: magari tra un paio di giorni lo posteró. A presto.

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Capitolo 29
*** Souvenir ***


 

POV KILLIAN

Chi avrebbe mai detto che capitan Uncino diventasse un giorno un cuoco provetto? Beh per quanto possa essere assurdo è la pura verità. Sono in cucina, quello che di solito è il regno di mia moglie, a cercare di mettere in atto un paio di ricette,che mi ha lasciato scritte, per il pranzo che da lì a poche ore si sarebbe tenuto con i miei suoceri e Regina. La mia adorata consorte aveva un impegno questa mattina e quindi  "giustamente" ha ben pensato di delegare me. 

- Papà che fai? Dov'è mamma ? - disse improvvisamente Leila entrando in cucina, era sabato e non c'era scuola 

- Papà sta cucinando amore. 

- La mamma è malata? 

- No tesoro perché mai dovrebbe esserlo?

- Perché stai cucinando tu! - rispose come a voler sottolineare l'ovvio.

- La mamma aveva un paio di commissioni da fare tutto qui. 

- Ma la sua macchina è qui!

- Ha usato la magia amore, era il modo più semplice per arrivare.

- Mmmh e tu sei sicuro che non abbia lasciato niente di commestibile già pronto? 

- Punto primo grazie della fiducia amore, punto sencondo: non dovrebbe essere tua sorella quella nella fase delle domande ad ogni mia risposta?

- Quella nana è impegnata a buttare all'aria l'intero armadio per cercare non ho ben capito cosa ! 

- Che sta facendo ??? 

- Hai capito benissimo! Quando mamma tornerà la uccidera fidati.- bene ci mancava anche questa adesso.

- Leila per favore vai a dare una mano a tua sorella a sistemare la stanza prima che arrivi vostra madre ok?

- Ma papà...

- Per favore tesoro! 

- Uffaaaaa! - fortunatamente non fu così difficile convincerla, non avrei avuto sicuramente il tempo di mettermi a fare anche l'uomo delle pulizie. Tornai così a concentrarmi sui fornelli fino a quando qualche minuto dopo la sentii rientrare. 

- Eccoti a casa finalmente - guardai l'orologio e mi resi conto che era passato più tempo del previsto - cosa ha detto whale? - chiesi preoccupato

- Mah niente di nuovo: è  stato solo un abbassamento di pressione. L'ennesimo. - sospiró - Dice che devo mangiare cibi ad alto contenuto di sale. 

- E per quell'altro incontro invece?

- Non ci sono andata a dire la verità! - la guardai brutto - Non prendertela con me. Whale mi ha fatto aspettare più di un'ora li. Tranquillo però, l'ho chiamato e mi ha detto che possiamo rimandare tutto alla prossima settimana. 

- È importante che tu vada lo sai vero?

- Lo so, lo so! - mi abbracció - tranquillo. 

- Senti... sicura che te la senti di andare a pranzo dai tuoi? Visto il tuo quasi svenimento di questa mattina magari sarebbe meglio se ti riposassi un po'! 

- Hai ragione, non è che mi senta poi tanto bene. Chiamala e rimanda tutto a questa sera se per loro non è un problema ma non allarmarli... in fondo è  stato solo un abbassamento di pressione, non serve che lo sappiano. 

- E cosa dovrei dirgli? - chiesi sapendo le capacita di snow di smascherarmi in dieci minuti quando si trattava di sua figlia. 

- Non lo so inventato qualcosa, io vado di sopra a stendermi un po'. - mmmh per dire così significa che non si sente ancora della quale... chiamo Snow invento la prima cavolata che mi viene in mente e ci organizzammo per vederci per cena dopodiché raggiungo mia moglie di sopra che nonostante le grida giocose delle nostre bambine dormiva beatamente nella nostra stanza. Abbiamo passato davvero una nottataccia ieri è giusto che riposi un po. La lascio tranquilla e per tenermi occupato decido di passare il pomeriggio con  i miei due gioiellini, giochiamo, coloriamo e poi visto che era ancora presto decisi di dare una sistemata a casa. La stanchezza si fece sentire anche per me così mi stesi sul divano a vedere un po' di tv. Ma nel giro di poco mi appisolai.  Mi svegliai intorno alle dieciotto e andai di sopra per cambiarmi per la serata. Una cosa mi andò all'occhio: mia moglie stava ancora dormendo... mmmh che stesse ancora male? Decisi di svegliarla per accertarmi della sua salute in modo tale da riuscire a chiamare Snow per tempo in caso non se la sentisse di andare.

- Amore... Emma tesoro... svegliati. 

- Killian... Mmh.... che ore sono? - disse assonnata

- Le sei del pomeriggio

- O Diooooo! - scattó a sedere 

- Eiii piano! Cerchiamo di evitare altri mancamenti per oggi. senti, ti ho svegliata solamente per sapere se te la senti di andare. 

- Sì certo che sì... 

- la tua faccia dice altro... dimmi la verità! 

- È la verità! Lo sai che ho dormito male questa notte.... la mia faccia dipende solo ed esclusivamente da questo. Ora ho  recuperato e quindi possiamo andare . - disse per poi baciarmi. - Vado a fare una doccia potresti pensare un attimo tu alle bambine? 

- Va bene, ma tu finita la doccia penserai a sistemare i regali.

- Che regali papy???? - disse chloe entrando improvvisamente  in stanza

- Stavi origliando signorina?- le dissi con disappunto... sa che non vogliamo che origli. 

- No no... - disse con fare innocente- che regalo però???

- I regalini che abbiamo preso un mesetto fa in vacanza quando siamo partiti ricordi? Sono arrivati!

- Evvivaaaaa! Vado a dire a Leila! 

- Scemotta come sua madre! - dissi non appena uscì 

- Eiiiiii! - rispose Emma  facendo la finta offesa

- shhh va a prepararti o faremo tardi.

- Agli ordiniiii! 

***

Come al solito eravamo in ritardo. Erano le 20 e 30 ed eravamo ancora a cada. Ah... tanto per la cronaca l'appuntamento era alle 20. 

- si può sapere perché voi donne ci mettete dei secoli interi a cambiarvi?

- Di che ti lamenti amore sei immortale giusto? - rise facendo sorridere anche me 

- Oooh è un sorriso quello che vedo? Alleluia sono giorni ormai che ti vedo su un'altro pianeta. Significa che ti stai riprendendo vero?

- Quante volte devo ripetertelo: sto bene. 

- Mmmh...- commentai 

- Farò finta di non aver sentito! Ora andiamo o faremo tardi.

Salimmo in macchina e ci recammo nel loft dei Charming,  è li che di sarebbe tenuta la serata. Appena varcammo la soglia mia suocera iniziò ad ispezionare Emma da testa a piedi. 

- tesoro tutto ok? - le chiese 

- Si mamma perché? 

- Non ti fai viva da una settimana e quando oggi killian mi ha detto di rimandare a stasera ho avuto un brutto presentimento. 

- Mamma sto benissimo davvero! - snow non ne sembrava convinta, glielo leggevo dalla faccia, ma fece comunque finta di niente e iniziò a sbaciucchiare le sue nipotine le quali erano felicissime di ricevere così tante attenzioni.

- Non solo ci avete dato buca a pranzo, avete anche la decenza di presentarci con quasi un'ora di ritardo? - come poteva mancare lei, la criticona di turno

- Regina è un piacere vedere che sei in ottima forma - le risposi per poi salutare sia lei che Robin.

- Nonnina io ho fame quando mangiamo? - disse la piccolina di casa 

- Amore anche adesso, è tutto pronto - ci guardò tutti - a tavola ragazzi.

- Mamma tieni abbiamo portato quello che hai chiesto ma non so come sia uscito, non l'ho cucinato io ma killian. 

- Allora io non lo mangio! - disse Leila spalleggiata successivamente da sua sorella, Neal e il piccolo Ronald.

- Bene bene allora niente gelato a fine serata! - dissi io lasciandoli a bocca aperta - Dai che sto scherzando! 

- Come mai ha cucinato killian e non tu? Ho ragione allora a dire che qualcosa non torna - riprese parola mia suocera.

- Mamma avevo un impegno questa mattina e sono dovuta uscire cosa c'è di strano in tutto questo? Dai andiamo a mangiare che ho fame. 

Fortunatamente l'interrogatorio fini li. Ci sedemmo a tavola, mangiammo tutte le pietanze preparate comprese le mie le quali stranamente ebbero un gran successo dopodiché ci andammo a sedere tutti sul divano. 

- allora Emma... il motivo di questa rimpatriata? - chiese Regina  

- Sono arrivati i souvenir della vacanza, con un po' di ritardo ma finalmente sono arrivati.

- Evvivaaaaaaa! Voglio il mio voglio il miooooo!

- Chloe calma tesoro. Piano piano li consegneremo tutti ok? 

- Va bene ma sbrigati mamma io voglio il mio! 

- Non lo avevo mica capito sai? - rise. Era troppo bello quando rideva. 

Andai in macchina a prendere lo scatolone dopodiché consegnammo tutto a tutti: le bambine ricevettero delle bambole cucite a mano davvero molto carine, i due maschietti dei modellini di macchinine intagliate in legno. Per regina un libro di ricette tipiche della zona visto il fatto che ormai si era dedicata alla cucina, per Robin un nuovo porta frecce, a David una cornice dove poter mettere la foto delle sue piccole pesti visto che chloe gliela aveva rotta qualche mese prima e per snow  un set di tovaglie e presine tutte ricamate a mano. 

- Grazie Emma, killian.... sono tutti davvero bellissimi, - esordi Snow che si fece portavoce per tutti

- Si mamma è bella bella la mia bambolina... Leila andiamo a giocarci di la? 

- Ma io volevo il gelato prima.

- Che ne dite di prendere il gelato adesso e di andarlo a mangiare di là bimbi???? - proposi

- Siiiiiiiii - risposero in coro mentre il restante del gruppo, esclusa mia moglie, mi guardó non capendo. In realtà avevo bisogno di parlare con loro senza minori nei dintorni e quello era l'unico modo per allontanarli. Ci pensó David a dare loro il gelato e subito dopo tornó in salotto da noi.

- Perché  li avresti amandati di la? 

- Abbiamo un souvenir in più e non volevamo che litigassero per averlo. 

- Allora hai fatto bene.... dicci cos'è così possiamo litigarcelo noi.... - rispose Regina ridendo e facendo ridere gli altri.

- Beh si, potrebbe essere un'idea ma meglio di no! Non vorremmo mai che litigaste a causa nostra - Risi - lo terremo noi in ricordo del magnifico viaggio che il mio amore mi ha regalato. - rispose Emma. 

- Va bene, come volete. Allora diteci: cos'è? Sono troppo curiosa... non è che per caso vi siete riportati qualche corallo? Se non sbaglio è vietato prenderli. 

- Ma ti pare mamma???? 

- E  vero che sono un pirata Snow ma rispetto la natura.

- E allora cosa avete riportato? 

- Beh vi diamo un piccolissimo indizio:   siamo partiti in due ma siamo tornati in tre.... - vidi le bocche di tutti i presenti aprirsi per lo stupore... nessuno di loro si stava aspettando una cosa del genere. Quella fase di gelo totale  duró troppo poco. Ben presto l'euforia prese il sopravvento. Mia suocera si alzò dal divano e corse in direzione di sua figlia per poi stringerla in un caloroso abbraccio 

- Amore mio non sai quanto sono felice! Congratulazione tesoroooooo - le disse ma si bloccò subito dopo non vedendo sorrisi o sguardi felici negli occhi di Emma - Che c'è amore mio non sei felice? - sapevo che Emma non avrebbe retto alle domande di snow quindi risposi io al suo posto

- Siamo più che felici, ne parlavano già da un po' e ci stavamo provando da un paio di mesi a dire la verità . Non è capitato per caso, lo abbiamo voluto.

- E allora??? - continuó Snow non capendo mentre anche gli altri mentalmente si stavamo ponendo la stessa domanda

- Dobbiamo dirvi altro... - li vidi diventare subito seri - beh... tesoro forse è il caso che lo dica tu. - dissi alla mie lei ma rispose di no con la testa - Eiiii!!! - mi sedetti accanto a lei -  lo ha detto anche Hopper, devi...

- Hopper? Che c'entra il grillo ora? - scattó Regina impaziente- Che diamine succede? - Guardai mia moglie ma non la vidi intenzionata a parlarne così presi nuovamente io la parola. 

- Ultimamente Emma non sta molto bene... ha abbassamenti di pressione, cali di glicemia, è arrivata perfino ad avere due svenimenti un paio di settimane fa.

- E non ci avete detto nullaaaaa???? Tu sopratutto... Hook! - mi rimproveró David - Mia figlia sta male e tu non mi dici nulla? 

- Papà calmati sono stata io a dirgli di non dirvi nulla!!! Lascatelo continuare. - David mi fece segno di andare avanti. 

- Anche questa mattina non si è sentita molto bene ecco perché abbiamo rimandato il pranzo...

- Whale che dice di tutto ciò? 

- Ci stavo arrivando... whale ha preso in esame il caso fin da subito e pensa che i malori di Emma possano essere collegati alla gravidanza e visto anche i precedenti - mi riferivo all'aborto di quasi un annetto fa ormai - Ha classificato la gravidanza di Emma come una gravidanza a rischio. - strinsi la mano di mia moglie a quella frase come a volerle dare tutto il mio supporto. 

- Da quando sapete tutto ciò? 

- Abbiano scoperto della gravidanza una settimana dopo che siamo rientrati fai Caraibi mentre per questo inconveniente.... 

- È passato un mese e mezzo da quel giorno... nessuno di voi due ha avuto la decenza di informarci? Mi meraviglio di te killian.

- Volevamo aspettare i soliti tre mesi per accertarci che tutto fosse ok ma visto che da quel dì sono più le volte che passiamo le mattinate in ospedale che a casa abbiamo ritenuto giusto farvelo sapere tramite noi piuttosto che da altri. - nella stanza caló il gelo, nessuno inizialmente osó proferire parola fino a quando non intervenne Regina

- Beh... è classificata gravidanza a rischio ma non è detto che succederà il peggio non trovate? - provó ad incoraggiare lei,me e i presenti - Ci siamo noi con te Emma, ti staremo vicino e ti aiuteremo in tutto.

- Grazie regina ma non voglio pesare su di voi, volevamo solo informarvi. 

- Tranquilla non pesi affatto, lo facciamo con piacere,  conta pure su di noi.

- Amore di mamma!!!! - Snow si andò a sedere vicino a lei e l'abbracció - vuoi andare di sopra a riposarti un po'? Vuoi mangiare qualcosa? Vuoi...

- È proprio questo che non voglio... non voglio essere trattata come una moribonda. - disse a voce un po' troppo sostenuta. - Fisicamente al momento sto bene...  è psicologicamente che sto a pezzi. Tutte queste oppressioni non mi aiutano di certo. Ho deciso di dirvelo punto primo per affrontare la cosa, punto secondo per non mentirvi. Non ve l'ho detto di certo per farmi compatire. Voglio essere trattata normalmente. 

- Hai ragione amore scusami. 

- Le bambine lo sanno? Del bambino dico.... - disse a quel punto David cercando di cambiare il discorso 

- No e non voglio che lo sappiano ancora. Se dovessi.... si insomma se non dovesse.... farcela, non voglio che ci rimangano male. Voglio aspettare che la fase di rischio passi....

- Potrebbero volerci mesi tesoro... - le dissi io...

- Ormai sono abituata a fingere....

È si era un mese che ci portavamo quel fardello dentro senza dire nulla a nessuno e se devo essere sincero mi sento molto sollevato di aver confidato il tutto alla nostra famiglia. Stiamo  affrontando la seconda battaglia più importante della nostra vita. La prima purtroppo l'abbiamo persa. Questa volta sono sicuro che non succederà. 

 

Note dell'autore: come promesso ecco l'aggiornamento. Troppo presto???? Ehehehehhehehe. Cosa succederà ora visto che situazione non è per nulla semplice? Sono cattivella lo so ma la mia testa ha elaborato questo... prendetevela con lei. A prestoooo.

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Capitolo 30
*** Primo trimestre ***


POV KILLIAN

 

Dal giorno in cui confessammo il nostro piccolo segreto alla nostra famiglia molte cose cambiarono. Snow come potete immaginare era sempre onnipresente nonostante i continui rimproveri di Emma che lei non  sembrava minimamente ascoltare mentre Regina e Robin si impegnarono a portare e riprendere le bimbe da scuola quando ne io e ne David eravamo disponibili. Casa nostra era diventata un porto di mare in pratica. C'era solo una cosa positiva in tutto questo David aveva già mandato Emma in congedo parentale. Certo tutto questo aveva scaturito la sua ira ma tutti noi sapevamo che era l'unica cosa sensata da fare per garantirle del riposo assicurato. 

- Non voglio starmene a casa per altri otto mesi. - si lamentò dopo la prima settimana di riposo forzato.

- Tornerai a lavoro quando whale vi considererà fuori pericolo. 

- Potrebbe non farlo mai lo sai anche tu. 

- e allora vorrà dire che riposerai fino a quando non nascerà. Sai anche tu che è la soluzione migliore per entrambi. 

- Si è solo che stare a casa mi da la consapevolezza di non stare bene e questo mi crea ansia... ho paura Killian.

- Non devi averne sono sicuro che andrà tutto bene. Pensa che tutto questo è solo per precauzione ok? - annui - Bene ora però è tardi e abbiamo entrambi bisogno di dormire. - la strinsi a me e aspettai che Morfeo la rapisse per poi lasciarmi trasportare anche io nel mondo dei sogni. 

Mi svegliai solamente due volte quella notte e tutte e due perché  la sentii rimettere in bagno. In nessuno dei due casi volle farsi aiutare, si limitò a dirmi che la nausea era normale in gravidanza e con il suo fare "elegante" mi rispedì a letto.  Avrei voluto darle un po' di sostegno sia quella sera che i giorni a venire quando le  capitava di avere dei mancamenti ma poi vedendo che le davano fastidio queste attenzioni decisi di non intervenire più se non in casi di estrema necessità. Purtroppo per me quel giorno non tardò ad arrivare....

era mattina e tutti i programmi che avevo in serbo per quel giorno per me e la mia bella vennero spazzati via in un batter d'occhio. Venni chiamato al porto da Spugna per un problema con due pescherecci che a quanto pare non riuscivano a gestire le cose senza di me. Provai a chiamare Snow per sapere se fosse disponibile a stare un po' con Emma  ma era a scuola, David era a lavoro e Regia ad una riunione cittadina. Leila era a scuola mentre Chloe no in quanto nel suo asilo era stato indetto uno sciopero. facendo due calcoli quindi  solo la più piccolina sarebbe rimasta a casa con Emma. Mmh la cosa non piaceva per niente. Dovevo trovare una soluzione per non lasciarle a casa da sole. 

- sicura che non vuoi venire con me? - dissi improvvisamente 

- A lavoro??? Vuoi seriamente portarmi a lavoro con te per controllarmi killian? 

- Ieri sera eri uno straccio, non dirmi di no, avrai rimesso anche l'anima e questa mattina non è stato da meno. Starei più tranquillo se venissi con me. 

- Qui a casa posso riposare di più, posso vedere un film, mangiare, dormire o leggere un libro. 

- E chloe? 

- Chloe rimarrà con me! Che  sarà mai una bimba di tre anni.

- Ti ricordo che quella bimba è nostra figlia, la seconda per la precisione e non è decisamente un angioletto.

- Staremo benone killian ora va o farai tardi. 

- Prometti di chiamarmi per qualsiasi cosa, anche la più stupida!

- Promesso. Ora va però. - mi bació frettolosamente. 

- Tornerò prestissimo amore. - prima di andare via passai a salutare chloe e mi raccomandai di non dare fastidio a sua madre per nessun motivo al mondo e di fare la brava dopodiché mi recai al molo con una strana sensazione in corpo.

 

***

 

POV EMMA

 

- Niente da fare, quella mattina il mio stomaco non ne voleva proprio sapere di starsene tranquillo. Era dalla sera prima che rimettevo ogni mezz'ora e la cosa sembrava non voler migliorare. Si è vero la nausea e tutto quello che ne consegue sono sintomi tipici della gravidanza ma a me non sembrava proprio la classica nausea questa. Nessuna nausea nelle tre precedenti gravidanze è durata tutte queste ore. Whale mi ha raccomandata di chiamarlo per ogni sintomo sospetto secondo me non riguardande una gravidanza e sinceramente non so cosa fare, ma visto che già vado da lui per le analisi una volta a settimana non mi va di rompergli le scatole anche ora che non sono sicura. Aspetterò un'altro po e poi vedrò il da farsi. Mi do una rinfrescata al viso e vado a dare una controllata alla mia piccolina. c'è troppo silenzio in casa e quando c'è tutto questo silenzio il mio dolce terremoto sta sempre combinando qualche casino. Vado nella sua cameretta ma stranamente la trovo seduta composta a disegnare.

- Amorino miooo, come mai tutto questo silenzio? Che stai combinando?

- Niente! Papy mi ha detto di non fare casino. Quindi posso solo disegnare.

- Non dar retta a quello che ha detto papà, che ti piacerebbe fare? Vuoi giocare un po' con la mamma? - dissi sapendo quanto le piaceva giocare con me.

- Papy dice che devi riposare...  hai la bua mamma? - odio mentirle. 

- No amore non ho nulla... allora vuoi giocare con la mamma?

- Papy non si arrabbierà con me vero? 

- No piccolina, certo che no.

- Allora si! - la vidi sorridere con i suoi meravigliosi dentini - possiamo giocare a nascondino???? - quel gioco mi ricordava il rapimento di Leila... perché mai le mie figlie dovevano avere il chiodo fisso di nascondersi dovunque gli andasse a tiro? - Solo in casa mamma e senza magia ok? - sembrava come avermi letto nel pensiero. 

- Va bene comincia pure a nasconderti piccoletta.... 

 

***

Ormai era un'oretta buona che quel gioco andava avanti e ancora la mia piccola non dava segni di essersi stufata. Quella che iniziava a dare segni di censimento ero io: improvvisamente mentre ero al piano di sotto a cercarla ebbi un giramento di testa più forte di quelli avuti nei giorni precedenti. Fortuna volle che ero vicina al tavolo della cucina per pitermi appoggiare altrimenti penso proprio che sarei finita dritta dritta a terra. Bene! Quella era ufficialmente una mattinata da dimenticare. Decisi di stendermi un pochino, credevo che per cinque minuti la mia bimba non si sarebbe accorta di nulla invece mi sbagliavo, tre secondi dopo era già da me: 

- mammina che hai???? 

- Niente amore. Mi sono messa qui a riflettere su dove potessi esserti nascosta.

- Allora vado a nascondermi così pensi meglio ok? Non farmi aspettare troppo. - la vidi sgattaiolare al piano di sopra e successivamente sentii dirle - mamy sono nascosta vieni a trovarmi. - Ok relax finito, il lavoro da mamma mi chiamava. Andai di corsa di sopra avendo almeno un indizio su dove cercare ma  le scale furono un grande ostacolo da superare: le mie gambe erano diventate improvvisamente pesanti neanche avessi corso per ore una maratona. Ignorai i sintomi e continuai la ricerca. La trovai in camera sua nascosta tra i suoi numerosissimi peluche giganti 

- Mamy mi hai trovata! Ora tocca a te! Corri a nasconderti! - correre...magari fosse stato possibile. Deciso di nascondermi in bagno ma più per un fatto fisiologico che altro, il mio stomaco iniziava nuovamente a fare i capricci ed era meglio restare nelle vicinanze di un lavandino. Sentivo la mia piccolina aggirarsi per tutta casa nell'intento di  cercarmi ma man mano che passava il tempo la mia testa diventava sempre più pesante, lo stomaco inizió a farmi sempre più  male e per di più iniziai ad ad avere freddo... troppo freddo. Ecco, quello non era decisamente un sintomo da gravidanza. Mi alzai dallo sbabello dove mi ero momentaneamente appoggiata  ma un nuovo sintomo mi colpì spaventandomi a morte: iniziai a vedere tutto sfocato. "Emma non entrare nel panico... prendi il cellulare e chiama aiuto." più facile a dirsi che a farsi, nell'istante in cui cercai di afferrare la porta per andare nella mia stanza mi ritrovai direttamente a terra in ginocchio. Il panico comincó a prendersi possesso di me... stava succedendo qualcosa me lo sentivo, il mio corpo non rispondeva ai miei comandi e mille idee iniziarono a passare per la mia testa: che stesse succedendo qualcosa al bambino?  No no no... Non potevo assolutamente permetterlo. Oltre a questa grande preoccupazione pensai a Chloe: e se avessi perso i sensi? Sarebbe rimasta a casa da sola. E se sarebbe entrata in bagno e si sarebbe spaventata? Nell'ultimo  barlume di lucidità che ebbi feci l'unica cosa sensata:

- CHLOEEEE! CORRI IN BAGNO! - gridai sperando mi sentisse....  - il mio cervello si stava scollegando pian piano, non riuscivo a sentire i rumori intorno a me e anche la forza di parlare se ne stava andando.  Temetti  che chloe non mi avesse sentito  così pregai che killian tornasse a casa prima che mi trovasse la bambina. Non avrei mai voluto che mi vedesse in quelle condizioni.

- Mamy mi hai chiamata? - riuscii a sentire la sua voce in lontananza. Mi sforzai ad alzare lo sguardo e la vidi esattamente davanti a me... la sentivo lontana ma in verità era qui. Con le ultime forse che avevo provai ad alzarmi e a pronunciare almeno una frase di senso compiuto:

- Chi.... chiama il.... 9....1.....1. - Da lì in buio.

 

***

NARRATORE 

 

Da lì fu un attimo la salvatrice cadde a terra priva di sensi davanti gli occhi della più piccolina che si spaventò. 

- Mamy! Mamy!!!!! - gridó cercando di farsi sentire ma niente... Emma non era cosciente e nonostante il pianto disperato di sua figlia e i suoi continui richiami per attirare la sua attenzione non sembrava intenzionata a voler riaprire gli occhi. La bimba corse di sotto gridando il nome di tutti i suoi famigliari per farsi aiutare ma nessuno di loro era in casa; lo sapeva ma in quel momento era il panico e la paura a farla agire così. Prese il telefono dalla borsa di sua madre e con mano tremante digitó un numero.

 

- 911 come posso aiutarla.

- Ciao... - rispose titubante non sapendo chi ci fosse dall'altro capo del telefono - mamma mi ha detto di chiamare. - la sua voce era spaventata e ci volle poco a quelli del soccorso a capire che si trattava di una bambina. 

- Ciao piccolina come ti chiami? - dovevano tranquillizzarla se volevano informazioni. 

- Chloe!

- Che bel nome e quanti anni hai chloe? 

- Tre.

- Bene... la mamma è lì con te? 

- No è di sopra. In bagno.

- Puoi passarmela?

- È caduta e si è addormentata subito. Non risponde se la chiamo.

- Ok chloe, prendi il telefono e corri dalla mamma ok? Dimmi quando sei arrivata. - Obbedì 

- Eccomi.

- Brava, la mamma continua a dormire? 

- Si.

- Ok, prova a mettere un ditino sotto il naso della tua mamma: ti fa il solletico? 

- Si!

- Bene allora la tua mamma sta respirando. 

- Ho paura!!!

- No tesoro. On devi sta andando tutto bene.

- Sono a casa da sola! 

- Stiamo venendo da te per farti compagnia e aiutare la mamma. Sai dirmi dove abiti chloe? 

- Alla casa blu! 

- Mmm... dimmi il nome della tua mamma allora, così posso fare delle ricerche tramite lo sceriffo e capire dove abiti.

- Mamma è Emma! Emma Swan.

- So perfettamente dove abiti piccolina! Stiamo arrivando tu nel mentre resta al telefono con me ok? Sei stata molto brava; la tua mamma deve essere orgogliosa di te.

- Io paura! - disse nuovamente 

- Non devi averne stiamo arrivando e la tua mamma starà benone. Ok?

- Ok

Rimase al telefono con loro per ben buoni dieci minuti fino a quando finalmente le parole che tanto aspettava arrivarono a farsi sentire: 

- senti una sirena in lontananza chloe?

- Si!

- Siamo arrivati piccola. Corri ad aprirci il portone di casa così possiamo aiutare la mamma. 

- Va bene. 

***

POV KILLIAN.

 

 il senso di angoscia che avevo quella mattina non appena varcai la soglia di casa per andare a lavoro non mi abbandonó neanche per mezzo secondo. Possibile che io debba essere sempre così pessimista? pensai ma invece avevo ragione. Subito dopo aver risolto il problemino al porto decisi di tornare a casa nonostante il molto lavoro che ancora restava da fare. Non riuscivo a lavorare in quelle condizioni, dovevo tornare a casa e accertarmi che tutto fosse ok e che il mio stato d'animo era solamente frutto delle mie ansie. Purtroppo non fu così. Già a qualche metro di distanza da casa iniziai a vedere qualcosa di sospetto... delle lucine blu lampeggianti... che diavolo ci faceva David con la macchina di servizio a casa mia? Solamente dopo, avvicinandomi, decifrai che quella non era assolutamente la pattuglia dello sceriffo ma bensì un'ambulanza. E già! C'era un'ambulanza davanti a casa mia con non so quanta gente curiosa intorno. Corsi con quanto più fiato avevo in corpo e arrivai nel mio cortile dove vidi dei paramedici portare mia moglie fuori casa con una barella. 

 

- Emma! EMMAAAA! - provai ad avvicinarmi a lei ma altri paramedici mi impedirono di farlo

- signore non può passare mi dispiace. 

- È casa mia! Quella è mia moglie! E in casa c'è anche la mia bambina non potete tenermi qui.

- Sua figlia è con i miei colleghi e sua moglie è in buone mani. La prego non mi costringa ad usare la forza. 

- Aspetta un bambino. Mia moglie aspetta un bambino! Dubito che i medici lo sappiano. Per favore mi faccia passa la prego. - stranamente acconsenti e nel giro di poco mi ritrovai davanti a tutte quelle persone che parlavano in termini troppo medici senza sapere cosa effettivamente avesse mia moglie. Mi fecero delle domande e alla fine mi chiesero di raggiungerli in ospedale non appena avessi recuperato la bambina. Vidi mia moglie essere portata via e nello stesso momento la mia piccola di fece sentire

- Papy sei arrivato! 

- Amore di papà come stai è? ti sei spaventata? - le chiesi non potendo immaginare cosa fosse realmente accaduto. 

- Questo signore mi ha detto che sono stata proprio brava. - non capivo

- Sua figlia ci ha chiamati!

- Davvero? Chiesi sorpreso pensavo fosse stata Emma prima di perdere i sensi a chiamarli. 

- Si è stata davvero molto brava, grazie a lei siamo intervenuti tempestivamente.

- La mamma mi ha detto di chiamare! 

- Amore mio sei stata bravissima. Papà è molto orgoglioso di te. - le baciai la guancia.

- Andiamo dalla mamma??? - chiese improvvisamente. 

- Ora dovró lasciarti dalla nonna amore ok? Va papà dalla mamma. Non appena si sarà svegliata ti farò venire a trovarla ok? 

- Va bene. - accompagnai in fretta chloe all'asilo dove lavorava Snow e le  spiegai l'accaduto. Per poco non ebbe un infarto. Lasció per un momento il suo panico genitoriale da parte e mi assicuro di farsi  portavoce con gli altri e mi lascio andare da mia moglie con la promessa che ci avrebbe raggiunto subito dopo il lavoro. 

In ospedale nessuno riusciva a dirmi che diamine avesse Emma. Le loro frasi variavano tra "appena uscirà il medico dalla sua stanza la chiameremo" a "non si preoccupi è in buone mani". Per ottenere una risposta di senso compiuto dovetti aspettare la sera verso le nove. Eravamo tutti lì in sala d'attesa escluse le bambine che erano con henry il quale era tornato appositamente da Boston per tenerle, quando whale ci raggiunse.

- Allora???? Come sta??? - chiesi andandogli in contro.

- Si è appena svegliata;è stata incosciente per tutto questo tempo. Temevo quasi stesse per entrare in coma. - a quelle parole mi pietrificai 

- Ma fortunatamente non è stato così vero?

- Fortunatamente ma i suoi valori vitali erano bassissimi killian. Anche le sue difese immunitarie sono molto basse. Stiamo cercando di riportare i suoi valori nella norma ma dubito che la dimetterò se le difese immunitarie continueranno ad essere così basse. Qualsiasi cosa: un colpo di freddo, un virus le porterebbe qualche patologia che influenzerebbe di sicuro la gravidanza. Se vogliamo evitare la tragedia già vissuta in passato io la terrei qui fino a miglioramenti evidenti. 

- Assolutamente si! Fai tutto ciò che è un tuo potere per tenerli al sicuro. 

- Non disperare ok? - mi disse ma il suo sguardo non prometteva nulla di buono

- dimmi la verità: le possibilità che porti a termine la gravidanza sono buone?

- È difficile dirlo adesso killian... i primi tre mesi di gestazione sono imprevedibili già di loro se ci aggiungiamo anche altri fattori la cosa non migliora di certo. Ho monitorato il feto poco fa e sembrerebbe stare bene... è la mamma che mi preoccupa...

- Posso vederla? 

- Assolutamente si. È nella stanza 308. 

Non vedevo l'ora di poterla vedere... dovevo assicurarmi con i miei occhi che stesse meglio di come l'avevo vista quel pomeriggio. Attraversai con grande corsa il corridoio e finalmente arrivai nella sua stanza. Non era sola, altre due ragazze erano ricoverate con lei. Le salutai educatamente dopodiché corsi da mia moglie. Il suo colorito faceva paura.

- Perche mi devi far prendere un colpo ogni volta è? 

- Zitto e abbracciami! Mi sono spaventata a morte questa volta. - non me lo feci ripetere due volete. - Che ti ha detto whale? - mi chiese - a me ha detto poco e niente e sinceramente non vorrei che mi avesse mentito.

- Ha detto che ti terrà in osservazione per qualche giorno.

-  E Il bambino? Come sta il bambino?? Non mi ha detto niente di questo... 

- lui o lei sta bene... è la sua mamma che non sta tanto della quale. 

- Ho paura killian... non ho assolutamente un buon presentimento...

- Devi avere speranza amore... dobbiamo avere speranza. 

- Ma l'altra volta...

- L'altra volta è successa una tragedia, ora impediremo con tutte le nostre forze che questo accada di nuovo...

- Forse non è destino.... forse non... - dovevo mettere fine a quel fiume di parole. 

- Guardami! - la presi per le spalle e la feci voltare verso di me - non voglio più sentirti parlare così. Noi ce la faremo ok? - non mi rispose - ok Emma????  - dissi a voce più sostenuta.. dovevo spronarla in qualche modo. Stava per rispondermi ma le parole sostituirono le lacrime non appena nella stanza entró un'infermiera con due bambini, i figli delle altre sue ragazze. Era il reparto di ostetricia quello in cui era stata ricoverata, era scontato che ci fossero neo-mamme li. Purtroppo mia moglie non era preparata a questo è mi ritrovai così a cercare inutilmente di tranquillizzarla. Sapevo a cosa stava pensando ma mai e poi mai avrei permesso che perdesse un altro figlio. Anche gli altri entrarono proprio in quel momento e anche loro capirono al volo il motivo di quel pianto disperato che si ritrovarono  davanti. Provammo a chiedere  a whale se fosse possibile spostarla di stanza ma al momento tutto era occupato. Ignorai il gran caos di bimbi urlanti che ci circondavano e mi  concentrai su di lei fino a quando a causa della stanchezza e della debolezza non si addormentò. L'orario di visite era finito da un pezzo ormai e anche se whale mi aveva lasciato un'altra ora a disposizione era giunto anche per me il tempo di tornare a casa. Mi allontanai dalla sua stanza solamente dopo averle dato un casto bacio e mi recai verso l'uscita. Saperla lì da sola non mi rendeva tranquillo, le bambine erano a casa supervisionate da henry e i nonni così pensai bene di rimanere lì nella sala daspetto del pronto soccorso. Sono stato un pirata per secoli, restare una notte sveglio non mi avrebbe di certo creato problemi. Fu così che passai l'intera settimana li: tra la stanza di mi moglie e quelle scomode panchine della sala d'aspetto. Whale era stato fiducioso per tutta il giorno, Emma aveva superato tutte le nostre aspettative e sembrava miracolosamente guarita se tutto fosse rimasto invariato al controllo  successivo  sarebbe di sicuro stata dimessa. Ero felice come non mai di riportare la mia dolce metà a casa ma purtroppo alle tre e un quarto di notte qualcosa cambio. Inizialmente non capii cosa stessero dicendo, mi ero da poco appisolato es ero ancora nella fase di dormiveglia: capii solo le parole  codice rosso e stanza 308. Scattai in piedi pronto a raggiungere mia moglie sperando non fosse lei la paziente da soccorrere ma purtroppo nessuno mi fece avvicinare. Purtroppo era proprio lei. Si susseguirono ore interminabili e se non fosse stato per i miei familiari che corsero immediatamente avvertiti da whale molto probabilmente mi sarebbe venuto un infarto o qualcosa del genere.

- Killian... - la voce di whale risuonò alle orecchie come un allarme un paio di ore dopo.  

- Che le è successo??? 

- Puoi seguirmi nel mio studio??

- No tutto quello che devi dirmi puoi dirlo anche qui. Non ho segreti con loro.

- Tua moglie sta male... molto male. La sua pressione è troppo passa e stessa cosa per la glicemia. Battito cardiaco irregolare e come se non bastasse le sue difese immunitarie sono di gran lunga al di sotto della soglia minima. È in terapia intensiva. 

Non dissi mezza parola... nella mia testa le notizie continuavano a corre avanti e indietro senza capirne davvero il significato... ero diventato un'automa. 

- che significa tutto questo... - chiese regina. - da cosa è dipeso... c'è una cura per aiutarla?

- Credo che tutto dipenda dalla gravidanza. Il bambino prende nutrimento dalla madre ma in questo caso il bambino sta richiedendo troppo e Emma non riesce a sopperire a tutto. Potrebbe essere solo una fase e risolversi da sola o potrebbe essere una cosa duratura. In quel caso però dubito che riusciremo ad andare avanti ancora per molto. Il corpo di Emma se non riuscirà a dare il giusto nutrimento al feto provvederà a combatterlo e in quel caso potremmo avere un.... sentire ve lo dico direttamente: non vedo molto futuro per questa gravidanza...

- Tu farai tutto il possibile per salvarli entrambi ok??????? Non voglio sentire altro whale rimboccati le maniche e salvali! - non so da dove mi uscì tutta quella rabbia so solo che lo presi per il camice e lo buttai a terra con quanta più forza avevo in corpo. 

- Killian calmati! - provó David cercando di fermarmi ma ormai ero completamente fuori di senno. So che non era colpa sua ma non sapevo con chi altro prendermela. 

- Farò tutto il possibile - mi disse - ma tu cerca di restare con i piedi per terra... non posso fare miracoli. 

***

Non mi fecero vedere mia moglie per quattro lunghissimi giorni. La prognosi era riservata e l'unica cosa che ci dicevano era che era stabile. Ormai non avevo più la forza di fare nulla. Volevo riavere mia moglie al mio fianco e avrei fatto di tutto per far sì che questo accadesse. Ero seduto su una panchina con David e Robin quando sentii whale gridare come un pazzo verso quello che era a tutti gli effetti un infermiere. 

- sei un'incoscente volevi  forse ucciderla????? - disse ma non sapevo a cosa o a chi si stessero riferendo; non mi interessava a dire la verità, mi interessava solamente lo stato di salute di mia moglie e del mio futuro figlio. Immerso nei pensieri non mi accorsi che whale entró qualche minuto dopo  in camera di Emma . Mi accorsi della sua presenza solamente quando ne uscì.

- Ho bisogno di parlarti... - disse serio e io scattai in piedi come un soldatino - Ho ricontrollato tutte le analisi fatte nel mese precedente fino ad oggi ed ho scoperto una cosa. Emma è stata colpita da una piccola infezione che non curata a portato a tutti i sintomi avuti fino al suo ricovero. Una volta arrivata qui in ospedale è stata prontamente curata e come hai potuto vedere anche tu è migliorata ed è stata bene per giorni... poi è  arrivati il peggioramento. pensavo l'infezione non fosse stata sconfitta, che ci fosse qualcosa per cui Emma non rispondeva alle cure e invece mi sbagliavo. 

- Hai scoperto cos'ha quindi?- chiesi  speranzoso.

- Tua moglie non ha nulla killian... o almeno non aveva più nulla dopo aver sconfitto l'infezione.

- Non capisco whale. 

- Ho letto la cartella clinica di tua moglie ieri sera per capire cos'altro fare per aiutarla ma mi sono imbattuto in qualcosa di molto strano. C'e stato uno scambio di cartelle. Un tirocinante  per errore ha invertito due  cartelle e così ha somministrato il medicinale sbagliato a tua moglie che insieme a quelli giusti dati in precedenza hanno portato a tutti questi squilibri. 

- Mi... mia moglie sta male per un vostro errore???? - mi alzai pronto a farlo fuori ma David prontamente mi fermó.

- Il ragazzo ha fatto confusione con le cartelle e ha fatto questo casino. So che non c'è giustificazione tutto questo ma ti dico che abbiamo già provveduto ad un richiamo disciplinare. mi  sembrava giusto avvertirti. 

- Puoi guarirla??? 

- Ci sto provando da questa notte devi credermi ma non risponde a nessuna cura... il suo sistema immunitario è troppo compromesso. Non so se posso fare altro sinceramente....

- Mi... mi stai dicendo che... - non riuscivo neanche a formularla quella frase

- ti sto dicendo di prepararti a tutto. Mi dispiace non volevo andasse così. 

Caddi a terra nonostante i tentativi dei miei amici di sorreggermi. Mia moglie poteva morire? Mio figlio poteva morire??? No... non poteva essere vero... stavo sognando, quello doveva essere solo uno stupidissimo sogno. No... purtroppo non era un sogno... bastava vedere le facce di tutti i miei parenti per capire che quella era la dura verità. Come avrei fatto a vivere senza mia moglie? Non credo che ci sarei mai riuscito. tutti  continuavano a dirmi di essere forte per le bambine ma sinceramente in quel momento non riuscivo ad essere forte per nessuno. Sarà egoistico da dire ma stavo pensando solo al mio dolore... non riuscivo a pensare ad altro. 

Passó un altro giorno e la situazione non miglioró di una virgola. Regina portó per la prima volta le bambine ed henry in ospedale. Henry sapeva già tutto e la sua faccia parlava da sola, Leila capì qualcosa non appena ci vide in faccia e chloe... beh la piccolina mi chiese di sua madre ma appena scoppiai a piangere come un bambino davanti ai suoi occhi ecco che iniziò a piangere anche lei. 

- vedo che mi avete dato retta. - disse whale vedendo la mia prole. Era stato lui a dire a regina di portare i ragazzi, non sapendo come sarebbe andata a finire secondo lui era giusto che i ragazzi salutassero la loro mamma. 

- Fammi solo due favori:- gli dissi - Fai in modo che non la vedano come l'ho vista io l'ultima volta. Rendila almeno presentabile. 

- Ho già provveduto a questo... poi?

- E poi sparisci dalla mia vista. - fece come le venne chiesto ma non prima di dire  a noi presenti che avevamo il libero accesso nella camera di Emma. Entrarono prima Robin e regina, successivamente snow e David. Fu il turno di henry subito dopo, volle entrare da solo e nessuno di noi osó ostacolarlo. Arrivó anche il mio turno e quello delle bambine 

- te la senti? - mi chiese Regina - posso accompagnarle io se non vuoi. - non le risposi, presi per mano entrambe le mie figlie e facendomi forza entrai nella stanza. Vidi uscire dagli occhi di Leila delle lacrime silenziose non appena vide sua madre e li capii che qualcosa nel suo cervello si stava facendo spazio. 

- Papà... la mamma tornerà a Casa vero???? - mi chiese scrutandomi 

- Amore di papà... - provai a dirle ma mi fermó senza lasciarmi continuare 

- non dirmi una bugia per favore.

- Stiamo facendo tutto il possibile per farla tornare da noi. - mi avrebbe odiato per sempre forse ma non potevo dirle che whale stava dando Emma per spacciata. Non potevano arrenderci... non volevo arrendermi. 

- Posso sedermi vicino a lei? 

- certo che  sì. 

- Pure io papy! Voglio dare un bacino alla mamma. 

- Vieni ti aiuto io chloe - disse sua sorella. - il primo gesto carino nei suoi confronti da tre anni a questa parte. Nessun nomignolo, nessun verso per prenderla in giro... niente di niente, solo un gesto di puro altruismo verso sua sorella minore. La vidi prenderla in braccio e sederla vicino alla loro mamma, poi fece il giro del letto e andò a sedersi dall'altro lato anche lei. Chloe parló con Emma ma naturalmente quest'ultima non rispose. Leila si limitò a sistemarle i capelli e a giocare con i suoi lineamenti. Il mio cuore stava scoppiando di dolore nel vedere quella scena ma non potevo negare a loro quel contatto così intimo. Mi sedetti sulla poltrona della stanza e le lasciai fare. La scena era troppo dolorosa così smisi di guardare e mi concentrai guardando  altrove ma Improvvisamente un forte colpo di vento mi attraversó. Non capii cosa fosse so solo che due secondi dopo sentii la voce di mia moglie chiamare le bambine. 

- Mamma mamma sei svegliaaaaaa! - disse chloe esultando. 

- Emma! - scattai in piedi raggiungendola.

- Killian amore.... che... che  diamine è successo? 

- È quello che mi sto chiedendo anche io... amori cosa è successo? - chiesi spiegazioni alle uniche due che forse potevano saperlo. 

- Ho preso la manina di Leila, insieme abbiamo poggiato le nostre manine qui - indico un punto all'altezza del cuore di Emma - e  poi abbiamo dato un bacino alla mamma

- Il bacio del vero amore - dissi in contemporanea con Emma.

- Amori avete salvato la mamma! - altre lacrime uscirono dai miei occhi, questa volta erano lacrime di gioia. Chiamammo whale che ci confermo la prognosi di Emma: era fuori pericolo... tutti e due in realtà erano fuori pericolo. Whale si scusò anche con lei per l'errore del suo collega dopodiché ci lascio da soli insieme alla nostra famiglia.

- Tutto bene quel che finisce bene non trovate? - Disse snow abbracciando suo marito. 

- Siamo state brave mammina? 

- Brave?!?! Siete state meravigliose! Mi avete salvato la vita amori. 

- Non hanno salvato solo la tua - le ricordai stringendole la mono

- Chi altro abbiamo salvato papà? - chiese quella curiosona di chloe. Guardai Emma ma entrambi concordammo che era ancora troppo presto per dirlo a loro. 

- Avete salvato tutta, ma proprio tutta la nostra famiglia amori. 

- In che senso? Qualcun'altro stava male? - si intromise l'altra.

- Tra qualche tempo capirete anche voi.  Non preoccupatevi. Ora dritte a casa che è tardi. Le affidai alle cure di regina dopodiché li congedai tutti.

- Insomma mi hanno detto che hai pianto come un bambino- mi provocó Emma

- Stavi per lasciarci le penne! 

- avrei trovato un modo per sopravvivere.

- Mi dispiace ma non sei brava quanto me! - le dissi per poi abbracciarla - a parte gli scherzi, non farmi più una cosa del genere....

- Stai tranquillo ho lottato tanto per avere questa famiglia che non mi faró sconfiggere proprio ora che stiamo per allargarla. 

- Ma ci pensi? Un altro jones in arrivo. - le accarezzai per la prima volta la pancia. Ero sempre stato restio per via del rischio di poterlo/a perdere ma ora voglio solo godermi ogni momento - l'ultimo caro mio sia ben chiaro. - specificó lei.

- Per ora concordo con te!!!!

- dici che pareggeremo o la squadra rosa passerà definitivamente in vantaggio? - disse con un ghigno 

- Sai che ti dico???? Mi sarebbe piaciuto un maschietto ma ora non mi importa... le cose importanti sono altre e io voglio solamente vivermi la vita con tutti voi... 

 

 

note dell'autore: non  abituatevi a questo trattamento perché già da domani inizierò forse a rallentare un po'. Sono stata cattivella in questo aggiornamento ma penso di essere riuscita a farmi perdonare alla fine. Tutto bene quel che finisce  bene no? Fatemi sapere che ne pensate e alla prossimaaaaaa.  

Ps. Perdonate gli orrori. Passeró in settimana a sistemare qualcosina.

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Capitolo 31
*** Pensieri e paure ***


POV EMMA. 

Eccomi di nuovo qui, in quello che è in assoluto il mio posto preferito: casa. Dopo quasi un mese di convalescenza finalmente questa mattina sono uscita dall'ospedale e dopo aver sistemato la valigia con le cose che i miei cari mi hanno portato in questi giorni ecco che posso finalmente rilassarmi sul mio fantastico divano... mamma mia quando mi è mancato questo posto. Le bimbe sono a scuola , killian è tornato di corsa a lavoro dopo avermi accompagnata e io sono qui nel relax più totale. 

Cinque minuti, questo è il tempo che sono riuscita a stare seduta sul divano senza fare niente, poi mi sono dovuta alzare e mettermi a fare qualcosa per non impazzire... se fino a quel momento mi sentivo in paradiso ora mi sentivo come quando ero in ospedale: all'inferno. Si è bello essere a casa ma la mia casa me la ricordavo differente: giochi sparsi a destra e a sinistra, urla di bambini, risate e litigi. In questo momento invece c'è solo il silenzio e questo silenzio mi ricorda quella maledetta camera d'ospedale e mi fa pensare ai momenti terribili che ho passato.... non voglio pensare. 

Salgo di sopra e entro nella cameretta di Leila, i suoi giochi sono tutti perfettamente in ordine, nulla è fuori posto, l'armadio è inpeccabile come sempre e sulla scrivania c'è una piccola agendina dove segna tutti i suoi impegni con la scuola e extra. La mia piccola è una vera donnina di casa non c'è che dire. Non avendo quindi nulla da fare in questa stanza esco e entro nell'altra stanza: quella della piccola peste... Qui conoscendola sicuramente troveró qualcosa da fare... e invece no. A differenza della cameretta di  Leila questa è decisamente più vissuta ma non è in disordine... si vede che nel periodo in cui non ci sono stata non hanno vissuto qui,  ma è anche vero che non c'è un peluche nel giusto posto dove dovrebbe essere. Mi avvicino al suo lettino e penso a quanto è stato difficile convincerla a togliere le sbarre. Aveva paura che se fosse caduta di notte nessuno l'avrebbe sentita e sarebbe rimasta lì. Rido al solo ricordo. Ha solo tre anni la mia bimba, è sveglia, perspicace e saputella ma è comunque ancora una bimba bisognosa di affetto e attenzioni: come reagirà alla notizia di un nuovo membro della famiglia? E sopratutto sarò in grado io di fare da mamma e tutti e tre ( Henry ormai vive da solo quindi mi preoccupa di meno) senza far mancare nulla agli altri? Non lo so e sono terrorizzata all'idea. In fondo dei conti non mi spaventa tanto Leila, sta crescendo, pensa autonomamente, ha le sue idee e se deve dirmi qualcosa lo fa senza problemi, è chloe che mi preoccupa. a differenza di sua sorella è ancora completamente dipendente da me: esclusi i momenti in cui lei è all'asilo e io lavoro per il resto della giornata è sempre con me. Non mi lascia mai, gioca con me, mangia solo se ci sono io e si addormenta ancora in braccio a me. È anche vero che nel mese che non ci sono stata ha fatto tutto da sola ma un conto è non essere presente e un conto è dovermi dividere con qualcun'altro. Ha già una sorella  anzi due con henry, dovrebbe essere abituata a dividermi con qualcuno eppure so che non è così. Lei è la più piccina, è quella a cui abbiamo sempre dato più attenzioni ed è colei a cui mi sono dedicata anima e corpo dopo aver scoperto di aver abortito. Quando nascerà il nuovo bambino molto cose cambieranno sopratutto per lei e ho paura che questo possa crearle dei problemi. Non voglio che soffra ma forse se continuo a tenere questo grande segreto con lei la farò soffrire ancora di più quando lo scoprirà. Non so davvero cosa fare...

- cattivi pensieri? - disse improvvisamente una voce alle mie spalle. Non mi sono minaimanete resa conto che killian fosse rientrato - oiiiii che succede? - mi asciuga una lacrima che ribelle è scesa sul mio viso. Non mi sono neanche resa conto di aver iniziato a piangere... - mi fai preoccupare così. - continua dirmi alzandomi il viso alla sua altezza e scrutandomi con i suoi meravigliosi occhioni azzurri. 

- Non è niente amore, sto bene... sono solo...

- Gli ormoni! - terminó la mia frase. - conosco questo ritornello da sette anni ormai, da quando eri incinta di Leila in pratica, ma so capire quando è vero e quando no. Non sono gli ormoni adesso, c'è qualcosa che ti turba. Avanti racconta. 

- Ma niente killian stavo giusto pensando alla nostra vita...

- La nostra vita è meravigliosa, perché piangi....

- Stiamo per avere un altro figlio...

- E non ne sei contenta? Pensavo che fossi d'accordo, ne avevamo parlato, ci stavamo addirittura provando. Sapevi che sarebbe potuto succedere. - stava parlando a raffica.... 

- Ma che hai capito: sono felicissima che stia per arrivare un nuovo membro della famiglia solo che...

- Che? Non farmi preoccupare per favore

- Pensavo a chloe! Ho paura di darle un dispiacere. - lo vedo calmarsi immediatamente. 

- Vedrai che chloe sarà felicissima di questo nuovo arrivo, magari non subito ma vedrai che poi sará felice. Anche Leila inizialmente non ne voleva sapere di sua sorella ricordi? Eppure appena l'ha tenuta in braccio si è sciolta. 

- Leila aveva quattro anni e mezzo, lavoravo mattina e sera quindi non viveva 18 ore al giorno attaccata a me e sopratutto è sempre stata abituata a dormire da sola nel suo lettino senza mamma che la cullava fino a farla addormentare. È sempre stata più autonoma rispetto a sua sorella e anche se ha fatto qualche capriccio all'arrivo di chloe è stata sempre comunque positiva all'idea. Non penso che con chloe sia lo stesso. Lei vive in simbiosi con me... 

- questo è vero ma so anche una cosa: di tutti i nostri figli è chloe l'unica che riesce ad averla sempre vinta con te. Con gli altri riesci ad avere più polso ma con lei no... e non centra nulla il fatto che sia la più piccola... non so come ma lei riesce sempre ad ottenere un si da te. Anche il piccolo o la piccola che arriverà ti farà innamorare perdutamente di lui/lei ma comunque chloe resterà sempre la principessa ammaliatrice di sua mamma. Fidati di me. La amo troppo per farle del male e lei ti ama troppo per volerti del male.

- Mi stai dicendo che ho le preferenze tra i miei figli? - chiesi scettica. Stava davvero dicendo una cosa del genere?

- Assolutamente no! È solo che lei è più simile a te di quanto tu pensi e questa cosa si vede. Stai tranquilla amore chloe accetterà questo bambino e tutte queste paure resteranno solo un lontano ricordo. - mi bació. 

- Spero tu abbia ragione. 

Ci abbracciamo e restiamo così accoccolati l'un l'altra per un periodo indefinito di tempo. Anche lui mi era mancato tantissimo in quei giorni ma posso assicurarvi che a differenza delle bimbe lui l'ho sempre sentito con me... forse perché materialmente lo era non so, però so che il mio hook ha combattuto al mio fianco. 

- Siamo tornatiiiii! C'è qualcuno in casa? - la voce di mio padre risuonó dal piano di sotto seguito dalle urla delle mie due bimbe pestifere che a passi sostenuti ci raggiunsero al piano di sopra. 

- Mamma mammaaaaa! Finalmente sei tornata! - disse Leila abbracciandomi

- Si amore mio! Che bello vederti mi sei mancata moltissimo. Mah... sbaglio o sei diventata più alta?

- Anche nonno me lo ha detto! - sorrise orgogliosa di questa cosa. 

- Mamy tornata a casaaaa! - disse l'altra 

- ecco anche l'altra  mia bellissima principessa! - la guardai meglio - Anche tu signorina hai fatto qualche cambiamento... i tuoi capelli sono tornati biondi come un anno fa. - notai a voce alta. Quando era piccola era bionda come me, piano piano ha iniziato a scurirsi diventato leggermente più chiara di suo nonno e ora rieccola con i capelli simili ai miei. - la nonna ti ha fatto la tinta di la verità! - le feci il solletico.

- No mamy!!!! Sono diventati così da soli! 

- Concordo! - aggiunse mio padre - è tornata il biondo uragano di nonno David! 

- Mamy perché sei qui vicino al mio lettino? 

- Così, passavo per dare una sistemata...

- Posso dormire nel lettone con voi stanotte? Papy mi ha fatto dormire con lui queste sere.... 

- ah si???? - lo guardai - poi sono io quella che la vizia è? 

 

***

POV KILLIAN 

 

E va bene è vero! Nei giorni dopo che Emma è  stata considerata fuori pericolo ho permesso alla piccola Chloe di dormire nel lettone con me. Sono unano anche io e non ho resistito ai suoi occhioni quando una volta tornata a casa mi diceva di non voler dormire da sola senza la sua mamma. Ero emotivamente ancora provato e non ho esitato neanche per mezzo secondo su cosa dirgli, l'ho presa e l'ho portata nella mia camera da letto. Ho impiegato un po' a farla addormentare ma una volta riuscito nell'intento si è svegliata direttamente l'indomani. Con Leila è stato più semplice, rispetto a sua sorella forse aveva capito di più di tutta quella situazione e quindi sapendo che la sua mamma stava meglio e non rischiava la vita una volta tornata a casa si è messa a giocare e verso le undici si è addormentata da sola. Sta diventando grande la mia piccola.

- papà Gideon mi ha chiesto di andare a giocare a casa sua posso??? - ecco! Forse sta diventato troppo grande... questa è una richiesta che non vorrei mai sentirle dire eppure eccoci qui nella stanza di sua sorella a chiedermi se può vedere il suo amichetto, quello che secondo me tra qualche anno proverà a fare qualche passo falso verso di me per conquistarla. Emma se la ride ogni volta, per lei è più semplice... è una donna e come ogni donna è innamorata dell'amore ma per me è difficile anche il solo mandarla a giocare con questo suo amico, quando crescerà non so come farò. 

- Devi proprio amore? - chiesi

- Per favore papà!

- Si papy mandala a tocare.... ops....giocare. Così io rimango solo con te e mamy! - forse ha ragione Emma, sarà complicato far accettare un nuovo membro della famiglia alla nostra piccolina. 

- E va bene, puoi andare a giocare ma ti verró a prendere per cenare tutti insieme.

- Sei il papà migliore del mondo!!!! - mi abbracció e non potei far altro che ricambiare la stretta. La amo troppo e so per certo che non riuscirò mai a dirle di no. Sono spacciato e se qualche giorno fa ho detto ad Emma che non mi importava il sesso del futuro nascituro ora dico che forse un maschietto sarebbe l'ideale... si, per la mia salute mentale. 

Accompagnai Leila da Belle dopodiché tornai a casa, mia moglie era tornata da poche ora ed era giusto passare del tempo con lei per darle un caloroso benvenuto. Quando arrivai la trovai sul divano a vedere un film con la piccola di casa seduta sul divano a giocare accanto alla sua mamma. 

- principessa posso sedermi accanto a te e la mamma? - Le dissi sorridendole 

- Sii!!!! - si alzó credevo per farmi spazio invece lo fece  per credermi il posto, lei si arrampicò dall'altro lato del divano e andò a posizionarsi in braccio a sua mamma. - mmmh bisognerà cominciare a limitare questi sforzi ad Emma. 

- Tesoro ho chiesto se potevo stare accanto a te e mamma, non devi stare in braccio a lei...

- Io vicino a mamma! 

- Lasciala killian... - provó lei ma la guardai negli occhi facendole notare il mio disappunto. Riuscii con la scusa di un giochino a far scendere chloe dalle ginocchia di sua madre e finalmente petei dedicarmi completamente alla mia signora. Rimasimo li a goderci il pomeriggio tra risate film e coccole poi fu il momento di andare a riprendere Leila e tornare a casa per la cena. Pensavo di tornare a casa e di trovare l'intera famiglia ad aspettarci e invece no eravamo solo noi quattro, snow deve aver pensato che restare soli sarebbe stato l'ideale per Emma. Da quando non cenavamo insieme? Ormai era un mese su per giù ma questo mi fece capire una cosa: quello che riteniamo scontato nella vita non lo è per niente: quella che tu credi sia una certezza, nel mio caso la presenza di mia moglie nella mia vita, potrebbe non essere una certezza, potrebbe cambiare tutto da un momento all'altro. Beh ora che l'ho provato sulla mia pelle posso dire per certo di aver imparato una lezione: bisogna inparare ad apprezzare anche i gesti più semplici. 

Terminata la cena fu il momento della messa a letto delle bambine, Leila aveva ancora un'oretta a disposizione in base alle regole stabilite qualche tempo fa quindi la lasciai giocare tranquillamente, per chloe invece era ora della nanna. Andó con Emma al piano di sopra a mettere il pigiamino ma quando mezz'ora dopo non la vidi scendere andai a controllare che tutto fosse ok... cosa trovai? La solita scena: Emma con in braccio chloe che cercava di farla addormentare. 

- perché non provi a farla addormentare da sola... - le dissi in mono che la piccola non mi sentisse...

- Non ci riuscirebbe...

- Prima o poi dovrà imparare peró, sopratutto tra qualche tempo quando non potrai più.... 

- Shhh non davanti a lei! Aspettami di sotto arrivo subito. 

Il suo subito quantificato in tempi pratici furono quaranta minuti... 

- si è addormentata? - chiesi

- Si!

- Da sola nel suo lettino o in braccio a te?

- Immagino tu sappia già la risposta. 

- Le facciamo solo del male così! Tra qualche mese non potrai più prenderla in braccio così spesso e sopratutto per così tanto tempo. Dovrai limitare i tuoi sforzi e lo sai bene ormai... per non parlare di quando ci sarà il nuovo bambino... dovrai dare molte attenzioni al piccolo e lei deve iniziare a capirlo. 

- Si sentirà abbandonata... - vidi i suoi occhi diventare lucidi. So a cosa stava pensando, non voleva che sua figlia provasse la sensazione che lei ha provato per gran parte della sua vita.

- Non si sentirà abbandonata te lo posso garantire, basterà solamente abituarla pian piano a questi piccoli cambiamenti. Abbiamo fatto un ottimo lavoro con Leila, vedrai che non sarà difficile con chloe. Puoi provare a fidarti di me?

- Certo! 

- so che sarà difficile anche per te ma è per il bene di tutta la nostra famiglia... e a proposito del bene della nostra famiglia, non credi che sia giunto il momento di parlare con le nostre signorine del nuovo arrivo? Ormai sei al terzo mese... non si vede ok ma non sarebbe meglio prepararle prima ancora che inizi a crescerti la pancia? - non mi rispose inizialmente anzi... teneva lo sguardo basso. Iniziai seriamente a preoccuparmi. - Emma amore sii sincera con me ok? C'è qualche problema con questa situazione? Hai avuto un ripensamento sul bamb...

- Non dirlo neanche per scherzo... sono felicissima di avere un altro bambino con te solo che ho paura della reazione di chloe... tutto qua. Non mi sento pronta a parlargliene ancora.

- Possiamo iniziare da Leila se per te è più semplice. 

- Ora????

- Perché no? Sará super felice, sia del bambino che del fatto di averlo saputo prima di chloe. 

- Ora sta dormendo...

- Dici??? Senti i rumori al piano di sopra... chi pensi che sia? dai forza e coraggio, andiamo...

***

POV EMMA.

 

Ok ci siamo... stiamo per iniziare a rendere concreto il concetto di baby jones n 3 in arrivo. Sono agitata, molto agitata... ho detto sempre che il mio ostacolo più grande è quello di parlarne a chloe ma anche la reazione di Leila mi spaventa. È vero è grandicella, ormai ha sette anni, ci è già passata anni fa, però è pur vero che anche se vuole un bene dell'anima a chloe delle volte fa ancora fatica ad accettarla. Non lo so... speriamo bene...

- Pronta amore? - killian mi stringe la mano cercando di farmi forza... lo guardai negli occhi, mi accenno un piccolo sorriso d'incoraggiamento e insieme entrammo nella cameretta della nostra adorata bimba che come predetto da killian era ancora in piedi a giocare

- Giuro stavo andando a letto! - disse a mo di giustificazione non appena ci vide. 

- Tranquilla tesoro - le disse suo padre - io e la mamma vorremmo fare quattro chiacchiere con te.

- Non ho fatto nulla di male lo giuro! Non ho rotto nulla io. 

- Non dobbiamo rimproverati, solo confidarti una cosa...

- Ah si? - disse curiosa sedendosi sul letto. La raggiungemmo sedendoci anche noi.

- Si ma prima devi farci una promessa: questa cosa che dobbiamo dirti dovrà essere il nostro piccolo segreto. Non dovrai dirlo a nessuno in particolar modo a chloe. 

- Lo sapró solo io???? 

- I nonni e la zia lo sanno già ma tutti gli altri no e vorremmo che la cosa restasse tale per almeno...

- Un altro mesetto... - dissi io. Ok forse mi ero allargata troppo.

- Va benissimo, sarà fighissimo sapere una cosa che la nana non sa! Allora? Cosa c'è? 

- Beh vedi piccolina... c'è una bella novità da condividere. - iniziò suo padre

- Quale?

- Tu sai che il papà e la mamma ti vogliono un bene dell'anima e che nonostante sia arrivata chloe il nostro bene non è mai cambiato vero? 

- Si papà lo so! Mi amate come prima, forse anche di più visto che sono la più brava! - non potei non ridere.

- E sai anche che nonostante Henry sia andato via noi non smetteremo mai di volergli bene vero?

- Si! Quando torna Henry a casa? Mi manca!!! 

- Ti manca Henry tesoro? - annui - beh sta studiando ora, ma anche se non vive qui tutti i giorni non significa che non lo vedremo più! 

- Ok! 

- Comunque ti stavano dicendo che ci sarà una bella novità in casa da qui a breve. Ecco vedi tesoro, la mamma sta aspettando un bambino... 

- un bambino? - ripetè

- Si

- E questo bambino è nella tua pancia? - mi disse guardandomi.... aiuto.

- Si tesoro - le dissi facendomi coraggio. Rimase in silenzio per un po' e lo il mio cuore comincio a perdere numerosi battiti.

- Quindi.... quindi sta arrivando un nuovo fratellino o sorellina? 

- Si. - risposi piano, quello era il momento della verità. 

- EVVIVAAAAAAAAA! - improvvisamente quel silenzio straziante si trasformò in un grido di gioia - DAVVERO MAMMAAAAA?!?! 

- Si tesoro mio. Sei... sei contenta? - chiesi stupita.

- Contentissimaaaaaaaa! - non mi aspettavo questa reazione anzi. - finalmente ci sarà qualcuno che romperà le scatole a chloe e non a me! Finalmente saró quella grande! 

- Quella grande? - Chiese Killian non capendo.

- Prima Henry era il grande e io e Chloe le piccole ora che Henry non c'è saró io la grande e loro due i piccoli! Chloe non mi romperà più! - ecco spiegato il motivo di tanta felicità. 

- Dubito che tua sorella smetterà di imitarti e di starti addosso  ma sicuramente sarà più impegnata a litigare con qualcun'altro. 

- Si sa già se è un maschio o una femmina mamma?

- No tesoro ci vorrà un pochino ancora. Anche questa volta hai qualche preferenza? Ricordo che quando Chloe era nella mia pancia tu non ne volevi proprio sapere di un maschietto. - rise.

- Non lo so cosa vorrei però ci penso ok? - sembrava felice- mamy posso sentire il bambino? Chloe si muoveva ricordo.

- Chloe era già più grandicella quando la sentivi muoversi, adesso puoi provare ma sicuramente non sentirai nulla. - non ebbi neanche il tempo di terminare la frase che le manine della mia dolce Leila erano già sulla mia pancia...

- Ma qui mamma la pancia non c'è! - disse un po' delusa.

- La pancia crescerà piano piano tesoro - disse suo padre 

- Ok! - rispose per poi avvicinare anche il suo visino alla mia pancia - ciao fratellino o sorellina io sono tua sorella grande! Io e te abbiamo una missione molto importante da fare! Disteuggere nostra sorella chloe! - rise

- Leila! - la rimproverai, so che non lo pensava sul serio ma volevo che imparasse ad non essere così scontrosa con sua sorella. 

- Scusa mamma non lo pensavo davvero, io voglio bene a chloe anche se mi fa arrabbiare. Lo giuro! 

- Allora visto che le vuoi bene e ti senti grande mamma ti da un altro compito ok? 

- Quale? 

- Quando diremo a tua sorella del fratellino o della sorellina tu dovrai aiutarla ad accettarlo nella famiglia se avrà delle difficoltà nel farlo.

- Non ti preoccupare mamma ci penseró io! - mi abbracció. - sono davvero tanto tanto felice saiiii? 

- E io in questo momento sono più felice di te nel vederti così. 

- Anche io! - disse killian scostando le coperte del suo lettino - ora a nanna però!

- Mi racconti una storia prima papà ?

- Certo che sì, cosa vuole ascoltare mia principessa?

- Biancaneve e i sette nani. 

- Versione originale o walt Disney 

- La versione della nonna!

- Va bene, sotto le coperte allora. -obbedì seduta stante- c'era una volta....

***

Nel mentre che killian raccontava la storia a Leila io ne approfittai per controllare l'altro gioiellino di famiglia, dormiva beatamente abbracciata al suo inseparabile amico di peluches. Le rimboccai le coperte dopodiché mi recai nella mia stanza e mi preparai per la notte ed aspettai l'arrivo di mio marito che non tardó ad arrivare.  

- Oi oi oiiiii! Potresti uccidere un uomo con questa tenuta. Sei spettacolare amore. Mi sta venendo in mente un modo per passare la serata niente male! 

- Sempre il solito.. - Risi baciandolo. - Leila dorme?

- Si, come un angioletto! È andata bene no? Sembrava entusiasta

- È andata benissimo! Almeno con lei adesso sono tranquilla, speriamo che sia così semplice anche con l'altra. 

- Vedrai che sarà così!

- Ma se non lo fosse? 

- Se non lo fosse l'aiuteremo ad accettarlo.Ora peró che ne dici di riprendere un certo discorsetto? - mi guardó maliziosamente - è un mese che non ti vedo... mi sei mancata amore... 

- Killian...

- Non è colpa mia questo vestitino ti sta una meraviglia.

- Non è un vestito tesoro.... 

- dettagli! Allora che si fa? 

- Mmmh sarà meglio che ne approfitti ora caro... non credo che tra qualche mese mi tratterai ancora così! 

- Non dire cretinate sei magnifica sempre... sopratutto quando aspetti uno dei miei figli.

- Paraculo! 

- Ti amo! 

 

Note dell'autore: eccomi qui! Cosa dire... la prima bimba pare abboa preso bene la notizia del fratellino o della sorellina. Un problema di meno per Emma e killian. Cosa succederà nel prossimo capitolo?

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Capitolo 32
*** Il momento della verità (quarto mese) ***


POV EMMA

Ed eccoci giunti al famigerato quarto mese, il mese tanto atteso da molte giovani mamme: il mese in cui comincia a vedersi la pancia, in cui finalmente puoi comunicare la notizia a tutti in quanto i pericoli per il bambino dovrebbero bene o male essere spariti, il mese in cui la nausea mattutina smette di tormentarti... o meglio smette di tormentare tutti tranne me. La mia nausea sembra essere perenne e non si limita esclusivamente alla mattina. A parte questo piccolo inconveniente posso dire che se i primi tre mesi per me sono stati difficili sia dal punto di vista fisico che da quello emotivo, questo quarto dovrebbe essere differente... più facile anche: quasi tutti i miei parenti sanno già della gravidanza e ne sono tutti entusiasti, addirittura Leila è felice, cosa che minimamente mi aspettavo... resta solamente una persona a cui comunicare il lieto evento, quella apparentemente più semplice ma in realtà più complicata: Chloe, la piccola di casa. Ormai è giunto il momento di dirglielo, killian non fa altro che ripetermelo ogni sera ma anche se so che ha perfettamente ragione io ancora non mi sento pronta. "È una bambina che vuoi che sia?!?!" Continuano a ripetermi tutti ma io penso di conoscerla un pochino meglio degli altri: Chloe è una bambina sensibile, forse un po' viziatella cosa che non commetteró di certo con il futuro nascituro, ma pur sempre sensibile. La mia paura più grande è che possa sentirsi abbandonata e credetemi io so quanto è dura convivere con un pensiero del genere. 

 

- Allora? Che ne dici? -  la voce di Killian mi riportó alla realtà. 

- Ehhh... si! Credo.... - rispondo non sapendo minimamente di cosa stesse parlando.

- Non mi stavi ascoltando vero? 

- Ero distratta scusami... pensavo a Chloe.

- Propio di questo stavo parlando, ti domandavo se per te andava bene comunicargli la notizia domani mattina tanto è sabato e non ha scuola.

- Do... domani mattina??? Killian io vorrei almeno prepararmi mezzo discorso di senso compiuto prima...

- Un discorso di senso compiuto per una bambina di tre anni? Ti semplificherò la vita tesoro: chloe è piccola, le basterà una semplicissima frase come:" amore la mamma ha un fratellino o sorellina nella pancia."

- La vuoi mandare in analisi per caso? No tesoro è  fuori discussione essere così brutali. Dovremmo trovare un modo carino e semplice per farglielo capire tipo.... non so, ad esempio.... - ero priva di idee e lui continuava a fissarmi - Ok ora non mi viene nulla in mente, ci penserò è appena sarà il momento glielo diremo.

- Hai tempo per pensarci fino a domani mattina....

- Non ti ho detto mica di sì prima.

- O si che lo hai fatto, quando eri soprappensiero. 

- Mah... ma questo non è giusto!!! - lo vidi alzarsi con il suo sorrisetto sotto i baffi e andare in cucina - Killiannnnnnn!!!!!!!!

- Amore devo assolutamente darti un ultimatum altrimenti fosse per te glielo diresti durante il parto. Poi altro che analisi.... è deciso domani parleremo alla nostra bambina.

- Possiamo farlo insieme almeno?

- Certo che sì! Tranquilla amore andrà tutto bene.

 

Pensai tutta la notte a quel "andrà tutto bene" e posso assicurarvi che mai notte fu più breve, nel giro di poco si fece giorno e neanche a farlo apposta la piccolina venne a darci la sveglia. Ultimamente era mattiniera come suo padre. Non appena entró in stanza feci finta di dormire sperando di poter recuperare ancora un po' di tempo. 

 

- Ecco l'amore di papà! - le disse killian prendendola in braccio 

- Ciaoooo! Mamy dorme ancora? - chiese con la sua meravigliosa vocetta.

- Io credo che la mamma sia sveglia ma shhhh... non dirgli che te l'ho detto ok? Corri a farle il solletico! 

- Siiii! - passo dalla parte del mio letto e con una grazia inaudita mi si tuffò addosso! Altro che solletico.

- No amore di papà non così violentemente farai male al bam...

- Buongiorno amoreeee! - intervenni prima che si lasciasse sfuggire qualcosa di troppo. - Come mai è già in piedi la mia signorina? 

- Ho fame! 

- Hai fame è? - quella era decisamente una via di scampo dal discorsetto fratellino. Dovevo cogliere la palla al balzo. - E andiamo a fare colazione allora cosa stiamo aspettando?

- Poi possiamo farci le coccole sul divano mamma?

- Ma certo che sì stellina mia... - stavano per andare al piano di sotto quando suo padre intervenne:

- Ottima idea Chloe - si riferiva al momento coccole -  così io e la mamma possiamo parlarti di una cosa.

- Non sono stata io a rompere la finestra del bagno e poi nascosto i vetri sotto il lettino.

- a rompere cosaaa???? - dissi guardandola

- Opsss! - sorrise innocentemente cosa che di sicuro non era.

- Chloe che cosa è successo?

-  Non è colpa mia.... è il pallone che ha sbattuto alla finestra. 

- Stavi giocando con il pallone in casa? - le disse suo padre in modo sostenuto e le vidi il labbro iniziare a tremare cosa che stava a significare un pianto in arrivo.

- Amore non ci pensare ora andiamo a mangiare qualcosa ok? Comincia ad anadare di sotto arrivo subito. - aspettai che si allontanò - ma sei matto??? Rimproverarla prima di dirle quello che dobbiamo dirle? 

- Poteva farsi male con quei vetri come potevo non rimproverarla? 

- Lo so ma... - aveva ragione - allora facciamo così: rinproveriamola per la finestra e lasciamo stare la faccenda fratellino/sorellina per oggi ok?

- Ogni scusa è buona e? Mi dispiace amore ma glielo diremo oggi. Ora raggiungiamola giù prima che rovesci a terra un intero litro di latte. 

 

Cercai di far durare la colazione il più a lungo possibile, si aggregarono anche Leila e Henry, che era rientrato per un breve saluto, con noi ma alla fine il fatidico momento arrivó e non potei far nulla per rimandarlo.

- papy ancora arrabbiato con me? - disse guardandolo con i suoi occhioni

- Henry,Leila andare di sopra a prepararvi per favore, dobbiamo incontrare i nonni e la zia tra un'oretta. - non fecero storie e killian si dedicó alla nostra piccolina - papà non è arrabbiato amore però riesco a capire che potevi farti male? Non si gioca con i vetri ma sopratutto niente pallone in casa. Ok? - annui - E ora dimmi dove sono i vetri della finestra. 

- La finestra l'ho aggiusta con la magia ma i vetri rotti sono sotto il mio lettino. Ora ci facciamo le coccole? 

- Certo ma andiamo sul divano perché non abbiamo finito di parlare, io e la mamma dobbiamo ancora dirti una cosa.

- Non ho fatto nulla ora! 

- Lo so amore è una cosa bella quella che dobbiamo dirti. 

- Allora corro! - ci siamo, è arrivato il momento. Presi un respiro profondo, strinsi la mano a mio marito, gli chiesi se era davvero convi