Recensioni di Sia_

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Recensione alla storia Immagina le cicatrici - 27/10/20, ore 11:53
Capitolo 1: Immagina le cicatrici
Eccoci qui, riprendo fiato e spero di avere il tempo per dirti tutto. Non so perché, ma ogni volta che leggo una Fremione ❤ – bella, pungente – ho la sensazione di avere troppi pensieri e troppe poche parole, che poi diventano troppe parole e troppi pochi pensieri. Si trasformano e volano via, lasciandomi qui a fare la figura della scema.

Forse scema sono davvero, perché Fred ed Hermione mi piacciono sempre, in tutte le salse, in tutti i piatti, ovunque, sono ossigeno e con la tua storia sto respirando così tanto, così tanto, Gaia. Respiro e ho un nodo intorno al cuore stretto stresso, ma sono anche felice, e sono triste, ma sono contenta, e sono in un mare di dolore. Te le immagini, le cicatrici che questa storia mi ha procurato? E mi procurerà?
Ho amato profondamente ogni cosa, ogni attimo, ogni cosa brutta. Ho amato che Hermione osserva le anime grige che entrano nella sua stanza, ho amato che Hermione si sia accorta invece dell'unica anima che non si muove, perché come dici benissimo sta aspettando di essere trovata, mica può fare lui tutto il lavoro. Ma aspetta invano, perché non sarà mai la sua Astoria a venirlo a prendere, non sarà truccata, non sarà niente. Astoria è un breve ricordo che vacilla, Astoria è una storia passata che Fred continuerà ad amare, ma è passata. Perché non diventerà mai dorata per lei, ma per Hermione. Un'Hermione che stringe le labbra, quando scopre che è morto a causa del loro incidente, quando scopre che i fiori che Fred ha tra le mani sono diventati per lei. Fa male quindi quando le spine delle rose così grige, così impossibili, la pungono e le fanno più male della ferita che ha alla gamba: è la sua vita nell'aldilà che diventa sempre un po' più vera, è Fred che fa sparire il passato, il risentimento che prova per Ron, che fa sparire tutto. E farebbe sparire tutto in ogni caso, ne sono sicura, Fred ha una capacità di mangiare il mondo in un boccone e di creare un universo con gli occhi, come quando le racconta di Astoria e gliela mostra.
E Hermione vede, si sente un po' gelosa di quello che il giovane ha provato prima di lei, lei che sente la vita più fragile e si sta innamorando a poco a poco: perché la promessa di un insieme a Parigi – il dolore della citazione di Anastasia, io sottona e tu mi distruggi – è una promessa tanto bella, tanto dolce. Si legano in quella promessa, che sa di risate, cicatrici, calore, Senna, sa di un immergersi che è così devastante, ma allo stesso modo anche così dolce. E intano il tempo scorre, la promessa di un insieme a Parigi è sempre più scolpita, tanto da permettere a Fred di smetterla di pensare ad Astoria e di essere l'anima gemella di Hermione: se ne prende cura, le sta accanto e la bacia prima sulla fronte e poi, nel tentativo di darle ancora un po' di coraggio, sulle labbra. Un bacio che rompe le regole della fisica, che manda via tutto il resto, che le permette di lottare ancora un po', per vedere Parigi insieme, per guardare dagli occhi di Fred un paradiso immaginato: c'è una vita, ci sono risate, c'è George, una madre, un padre che possono essere nonni, una casa, Parigi insieme. Ci sono tante cose, che sono così belle, che fa male.
"Forse, le anime gemelle sono semplicemente troppo per il mondo, e deve mandarle in un altro posto": è proprio quello che penso, proprio quello che ho sperato fino alla fine, perché Fred ed Hermione sono anime gemelle che si sono scelte, a mio parere, anime gemelle che forse si sarebbero amate anche nella vita vera. Se avessero potuto, se si fossero incontrati al di fuori dell'incidente.
Ho amato tantissimo anche che Hermione riesca a dare fede a Fred, che gli venga a dire che un paradiso insieme c'è: penso davvero che ci sia, Fred non l'ha ancora visto perché non sono insieme, non possono prendersi per mano, non indossano gonne e camice bianche, non hanno fiori colorati. Però i capelli di Fred diventano sempre un po' più rossi, sempre un po' più veri ed Hermione lo capisce che chiudendo gli occhi lo può vedere, può soffrire la morte come ha fatto lui, può andare finalmente a Parigi.

Ho amato questo continuo richiamo delle cicatrici, che rimangono a dire cosa è stato, ho amato anche quel breve momento in cui di cicatrici non si è più voluto pensare, in cui una gamba in meno non era una risata, ma disperazione. Ed è invece solo un sogno, un breve momento di pazzia in quel delirio provocato dalla febbre e dall'infezione. Piuttosto che una gamba in meno, è meglio una vita dall'altra parte con Fred, è meglio sentire una mano calda, invece che una mano fredda.

Non so più che dire, se non chiederti scusa per questa recensione che continua imperterrita: sono rimasta pietrificata da questa bellezza e sono davvero felice che tu l'abbia voluta scrivere alla fine, perché è venuta davvero davvero bene (ed è tutto OOC, prometto). Ho amato la canzone che hai usato, ho amato l'idea, ho amato ogni cosa e non posso fare altro che mettere la storia tra le preferite e dirti che anche tu sei la mia preferita, che tornare da te è sempre una delle cose che mi piace più fare: uniamo passato e presente nelle tue storie, torno bambina, torno ad essere innamorata e non vedo di vedere – così come Hermione non vede l'ora con Fred – di vedere il nostro futuro. Mi aspetto altre Fred ed Hermione, io sono qui e non mi muovo. Scusa per il delirio, grazie davvero per averla scritta mi sono innamorata e scusa se non ho compreso qualcosa al massimo.
Sia ❤
Recensione alla storia Till Life do us part - 27/10/20, ore 11:08
Capitolo 1: Till Life do us part
Eccomi qui, un po' in ritardo sulla tabella di marcia. Ormai sai come sono fatta, ti dico che arrivo subito e poi non arrivo davvero subito. Però sono qui, porto biscotti e coperte calde sotto cui ripararsi da questo freddo che la storia mi ha provocato.

Lo dirò a te, così che io non lo debba dire ad alta voce: ho una sorella, leggere questa storia mi ha stretto il cuore, perché mi ci sono immedesimata tanto. Pensare che potrebbe succedere un giorno mi ha un po' straziata: non potrei mai e poi mai starmene in disparte il giorno del suo matrimonio, non potrei mai accettare un biglietto di auguri. Ci sono certi legami, penso, che non dovrebbero spezzarsi. Per questo mi fa il doppio del male, vederle tanto diverse, tanto lontane che ormai anche il cognome che hanno non è più lo stesso: è una diversità che non possono appianare, è troppo tardi.
Ci sarebbero potuto esseri altri momenti, altro tempo: ma Petunia ha scelto che non è il tempo per loro, per un noi fraterno. E allora la sorella di Petunia non è più Lily, il suo posto viene preso malignamente da qualcun altro e il posto di Petunia per Lily viene preso da un'amica fidata. Come se non esistessero più, anche un abbraccio non è abbastanza per unirle, anche se quell'abbraccio parla di scuse, parla di preghiere, parla di un riprovarci, anche se la neve fuori dalla casa di Lily parla di ricordi, parla di un potrebbe essere. Invece sono discorsi muti, nessuno sembra ascoltarli e il mio cuoricino.
Niente, mi calmo. Ho amato questa storia alla follia, ha fatto parte di me e mi ha consigliato cosa non fare della mia vita, permettere di sgretolare qualcosa di magnifico: il rapporto con mia sorella non lo farò mai diventare così.

Niente, la smetto davvero adesso. Grazie per averla scritta, è stato bellissimo leggerla.
Sia ❤
Recensione alla storia Burattino senza un domani - 27/10/20, ore 10:35
Capitolo 1: Burattino senza un domani
Eccomi qui, sono in ritardo. Ma sono sempre in ritardo, scoprirai, dico che arrivo ad una certa ora e poi arrivo sei giorni dopo: sono una frana, ma la vita mi colpisce fortissimo quando voglio prendere un po' d'aria. Quindi sono qui ora, ma una Ginny/Draco non me la perdo nemmeno morta: è da un sacco che non le leggo e ti devo confessare, un po' mi incuriosiscono.

Che dire? Draco per me ha cominciato a voler dire tanto, sopratutto in questo momento: dici bene, è un burattino per molto tempo, che non riesce a far valere le proprie idee, ma sotto sotto delle emozioni le prova. E piange, mamma mia come piange: gli succede un mondo intorno e lui non può dire che quel mondo gli va davvero bene, perché dirlo vorrebbe dire morire. E allora piange ed è solo. Lo supera, il dolore della solitudine, supera persino gli sguardi schifati degli altri, i commenti d'odio degli altri e si eclissa in un universo. Qualche volta è Ginny che rompe la bolla, all'inizio lo fa con disprezzo, ma poi, poco a poco, quando scopre che non è stato del tutto un burattino, si lascia andare anche lei e i due cominciando a soffrire insieme, i due si trovano in battute ironiche, si incontrano al buio e cacciano via. Cacciano via l'odio e si mettono a nudo. Sinceramente, è una tipologia di amore che mi piace tanto, anche se non è il tempo per loro: gli altri parlano e Draco e Ginny non hanno il cuore di far parlare nessuno. Volevano un amore in silenzio, così non va bene.
Così si lasciano andare, consapevoli che tanto, l'amore per Ginny sarebbe stato solo per un eroe e non un burattino.
Ok, la smetto: mi è piaciuta davvero tantissimo! Sono contenta di averla recuperata,
Sia ❤
Recensione alla storia Una condanna, una promessa - 26/10/20, ore 12:23
Capitolo 1: Una condanna, una promessa
Piango.
Vorrei poter dire solo questo, non credo siano necessarie altre parole da aggiungere. C'è solo che piango, perché qui il tempo ha portato via ogni altra emozione e quando tutto è senza colore io rimango a fissare uno schermo, pensando a quanto sia brava una scrittrice che è in grado di far sparire tutto. È quando rimango senza niente che so che invece ho avuto tutto.
Quindi piango, perché è davvero bellissima: ogni parole, ogni ricordo della morte, ogni promessa per rimanere un giorno in più. Non è adesso, tra un po' moriremo. Non adesso Amy, non adesso Fabian. Ma anche se non si muore, il tempo si eclissa e sono gli altri che inevitabilmente vanno avanti e vivono, come Molly. E altri muoiono, come Marlene. Altri vivono, altri muoiono. Il tempo scandisce chi ce la fa e chi invece non ce la fa. Il tempo scandisce e si ferma, è in possibile per Amelia a quel punto vedere l'ora, sentire lo scorrere delle lancette.
È arrivato un momento, è arrivato un adesso che è quello di Fabian e la perdita la lascia vuota, spezzata, la lascia e basta. Senza emozioni, così che cominci a camminare a testa alta come per dire, venitemi a prendere. Solo che il destino è crudele, l'adesso non arriva più, il tempo è finito, non è tempo per lei, come non lo è stato per loro. L'ho amata, con ogni poro della pelle e in particolare ho amato un questo passaggio: "Perché non è mai stato e non sarà mai tempo per voi. E, senza di lui, non è neanche tempo per te."
Agghiacciante, mi è entrato in profondità e fa parte di me.
Grazie mille,
Sia ❤
Recensione alla storia Nah, she didn't - 26/10/20, ore 10:44
Capitolo 1: Nah, she didn't
Oh beh, la amo.
La amo con ogni fibra del mio corpo e la storia è già finita nelle preferite (alla velocità della luce, ad essere sincera). È così bella, così semplice e dice tanto: il modo gentile in cui scopriamo i sentimenti di Lily è strepitoso.
Infondo è solo una ragazza, così giovane che a suo modo vuole essere amata, ma non ancora. È troppo presto, tremendamente troppo presto per dire che James non è arrogante, che l'odio forte che prova nei suoi confronti è amore, troppo presto per non rifiutarlo.
Però non lo dice, si limita a guardarlo di tanto in tanto, quando le domande diventano troppo rumorose e ha bisogno di incontrare il silenzio di James: lo vede, con un sorriso genuino, assapora la sua anima e sente che il sentiero sotto i suoi piedi cade, che i suoi punti fermi sono in realtà in movimento e non c'è più nulla a fermarla. Deve essere spettacolare, innamorarsi così: saperlo senza saperlo, amarlo senza amarlo, odiarlo senza odiarlo. Lily prova questo, ogni volta che James le parla, le sorride, le chiede e la prega.
Ma come dici, non è tempo, serve ancora un po': attimi, istanti e un giorno, quando Lily si sentirà cadere di nuovo, sarà proprio James a tenderle la mano per dirle che, per la miseria, è il momento di camminare insieme. L'ho amata, non vedo l'ora di rileggerla e rileggerla e rileggerla. Grazie mille per averla pubblicata!
Sia ❤